SISSCO

Società italiana per lo studio della storia contemporanea

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Una città in fuga. I livornesi tra sfollamento, deportazione razziale e guerra civile (1943-1944)

Enrico Acciai

Pisa, Ets, 174 pp., € 15,00 2017

Il libro ricostruisce l’esperienza degli sfollati livornesi dall’ottobre 1943 ai primi rientri nell’autunno del 1944 «partendo da una certezza: lo sfollamento fu l’evento che ruppe la ritualità e la quotidianità non solo di chi lo visse, ma di tutta la società» (p. 19). Lo fa grazie all’utilizzo di fonti archivistiche, giornalistiche, iconografiche e memorie (anche inedite). L’analisi delle fasi dello sfollamento nel livornese e dei provvedimenti che le autorità locali presero, destreggiandosi tra gravi problemi da affrontare, bombardamenti, emergenze e confuse direttive provenienti dagli uffici centrali, è condotta minuziosamente. Manca però l’inserimento del caso trattato nel quadro più ampio delle evacuazioni delle fasce costiere ordinate dai tedeschi (fenomeno di cui abbiamo conoscenza); evacuazioni che avvennero in fasi quasi progressive ma, in alcuni casi, con tempistiche un po’ «bizzarre» e zone «condonate» (per esempio gran parte del territorio di Lucca, poco lontano da quello di cui si occupa questo libro). Gli aspetti dell’incontro, a volte scontro, tra gli sfollandi e le popolazioni rurali presso cui giungevano sono descritti con sensibilità; non aggiungono, però, nulla di nuovo a quello che è già stato scritto da vari altri storici. Acciai mette in luce anche come la vita degli sfollati livornesi sia entrata in rapporto, a volte, con la rete clandestina dell’antifascismo e della Resistenza. E «un dato interessante – sottolinea l’a. – è la sostanziale sovrapposizione tra le zone dove si registravano “intrighi comunisti” e quelle dove era sfollata la popolazione labronica» (p. 102). Un altro tema toccato riguarda gli ebrei di Livorno che, cercando la salvezza dalla caccia all’uomo messa in atto dalla Rsi, si mischiarono agli sfollati, sperando di confondersi tra essi, «clandestini tra i clandestini» (p. 123). Particolarmente interessante è la sezione del libro che riguarda la fase del rientro degli sfollati nella loro città, dopo la liberazione del territorio, e dei problemi che dovettero affrontare, poiché gli studi sullo sfollamento degli italiani durante la seconda guerra mondiale non hanno ancora guardato, in un modo attento e puntuale come quello del volume di Acciai, a questa parte di quella drammatica odissea. Spesso Acciai si sofferma a raccontare casi particolari, esempi della vita degli sfollati, della violenza tedesca, della fuga degli ebrei; cita brani di memorie, cioè fa parlare i diretti interessati permettendo, così, al lettore di entrare di più in contatto con quel mondo e di capire meglio quelle esperienze.


Elena Cortesi