SISSCO

Società italiana per lo studio della storia contemporanea

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Le Poste in Italia: da amministrazione pubblica a sistema d'impresa

Valerio Castronovo (a cura di)

Roma-Bari, Laterza, pp. 297, euro 25,00 2003

Il libro, edito col patrocinio delle Poste Italiane, si compone di tre saggi: Dall'Unità al periodo giolittiano, di Giovanni Paoloni; Il periodo fra le due guerre, di Andrea Giuntini; Da amministrazione statale a società per azioni, di Gianfranco Petrillo; e di una conclusione di Castronovo (Un profilo d'insieme). Paoloni analizza il ruolo delle Poste come fattore dell'unificazione del paese e della costruzione della stessa sua identità nazionale. Interessanti, in particolare, le pagine sul reticolo delle casse postali (spina dorsale di un'embrionale organizzazione del credito sul territorio) e quelle sull'espansione del telegrafo a cavallo tra Otto e Novecento. Già Marina Giannetto aveva avvertito per prima della formazione non meramente burocratica del personale delle Poste e Telegrafi (e segnalata la creazione nel 1907 dell'Istituto superiore). La ricerca di Paoloni conferma ora quella linea interpretativa. Ricco di dati è il saggio di Giuntini, che si sofferma sulla posta militare e sulla censura per poi documentare il dibattito del dopoguerra (il cosiddetto ?taylorismo dell'amministrazione?). Il fascismo fece del settore uno dei suoi campi privilegiati di sperimentazione, sia unificando nel Ministero delle Comunicazioni poste, telegrafi e ferrovie, sia organizzando i servizi per aziende autonome, a loro volta modellate in senso ?industriale?. La modernizzazione che ne seguì (una delle tante che caratterizzano la storia postale) si concretò in innovazione tecnologica, in nuovi servizi finanziari e nella costruzione di palazzi delle poste e telegrafi secondo criteri uniformi e razionalistici di edilizia pubblica. Petrillo ha avuto il compito forse più difficile, dovendo sunteggiare la storia del secondo dopoguerra, e poi i decenni finali del Novecento. Due temi emergono con evidenza dal capitolo: la crescita disordinata del personale (che era stato sindacalizzato precocemente agli inizi del Novecento, ma che adesso diventa ?una categoria decisiva del pubblico impiego?) e il tema che si può compendiare nell'interrogativo chiave: ?servizio pubblico o impresa??. Viene così al pettine il punto centrale, ripreso nelle conclusioni di Castronovo: con alle spalle una storia virtuosa segnata dall'innovazione (le Poste sono state, all'inizio del Novecento, ciò che furono i telefoni negli anni Sessanta, la telefonia mobile negli anni Novanta e l'informatica nel Duemila), il settore è oggi ad un bivio decisivo. Come tutta l'amministrazione italiana, ma con maggiore velocità, è impegnato infatti nella contraddittoria transizione dal modello pubblicistico a quello privatistico (nel 1997 l'Ente Poste si è trasformato in società per azioni). Rivolto com'è a un pubblico vasto (una suggestiva sezione è dedicata alle ?immagini?) questo volume non è ? bisogna dire ? quella storia istituzionale ed economica delle Poste italiane che resta ancora da scrivere. Ha tuttavia il merito di indicare i capitoli principali di quella storia; e talvolta di suggerirne efficacemente le articolazioni interne.


Guido Melis