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Società italiana per lo studio della storia contemporanea

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Storia della Pininfarina 1930-2005. Un'industria italiana nel mondo

Valerio Castronovo (a cura di)

Roma-Bari, Laterza, pp. IX-624, euro 45,00 2005

Pininfarina è sinonimo di design industriale, uno dei grandi nomi dell'industria e del made in Italy. La storia di una dinastia industriale che si è costruita un'immagine vincente nel tempo e che ha sfornato probabilmente il meglio della cultura ingegneristica e dell'intelligente innovazione stilistica applicata al campo dell'automobile viene ricostruita in occasione dei tre quarti di secolo dell'azienda attraverso un'opera a più voci che in alcuni casi si fondono in un coro e in altri restano separate e distanti. Sorta nel 1930 su iniziativa di Battista (detto Pinin) Farina, l'impresa torinese si è distinta in tutti questi anni per avere saputo coniugare efficienza e culture della tecnica, le doti della grande tradizione artigianale italiana, che nel mondo automobilistico vanta nomi illustri, e la capacità di industrializzare prodotti di fascia alta per un pubblico relativamente vasto di amanti del bello applicato all'automobile. In un paese in cui l'automobile è stata cantata dai futuristi, ma poi si è dovuta accontentare, nella fase della motorizzazione di massa, della gamma più bassa prodotta a Mirafiori, il volume ricostruisce su diversi piani una vicenda umana e imprenditoriale che ha rappresentato, per tanti versi, la storia di ?un'altra Italia?: quella di un'imprenditoria d'avanguardia sul piano tecnico-produttivo, orgogliosa del proprio impegno, attiva nella dimensione associativa in campo imprenditoriale (a livello sia locale che nazionale: Sergio Pininfarina, figlio del fondatore, è stato presidente di Confindustria dal 1988 al 1992; suo figlio Andrea è attualmente vicepresidente della stessa organizzazione), capace di schierarsi anche sul terreno politico (Sergio Pininfarina è stato deputato europeo, eletto nel 1979 come indipendente nelle liste del PLI), attenta a non dimenticare mai il dialogo sociale. Il libro spazia su terreni diversi, contigui tra loro, spesso intersecati, che talvolta però rimangono troppo separati. Valerio Castronovo ricostruisce con abilità e mestiere ormai noti e più volte sperimentati (proprio attorno al mondo automobilistico torinese) il percorso umano e imprenditoriale dei Pininfarina entro il quadro politico e sociale nazionale. Vittorio Marchis illustra le traiettorie ingegneristiche dell'impresa, grazie anche a un dosato impiego di testimonianze di tecnici e progettisti che offrono spunti originali a un quadro altrimenti dominato da un eccessivo impiego di poche fonti di seconda mano, come il ricco ma ormai datato (edito nel 1968 e riedito nel 1993) studio su Pininfarina di un giornalista torinese, Ernesto Caballo. Giuseppe Volpato, uno dei maggiori studiosi del settore automobilistico europeo, valorizza il percorso di Pininfarina entro le non facili scelte cui sono stati chiamati i carrozzieri di fronte a un mercato divenuto sempre più competitivo anche nella gamma più sofisticata. Bruno Bottiglieri, che in passato si era occupato di storia d'impresa con studi apprezzabili su Sip e Stet, si occupa di finanza e organizzazione aziendale grazie a un uso appropriato delle fonti interne (soprattutto i verbali del consiglio d'amministrazione della società).


Luciano Segreto