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Società italiana per lo studio della storia contemporanea

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Storia dell'Ansaldo. 9. Un secolo e mezzo 1853-2003

Valerio Castronovo (a cura di)

Roma-Bari, Laterza, pp. 598, euro 38,00 2002

Ad un secolo e mezzo esatto dalla nascita della Gio. Ansaldo & C., Valerio Castronovo licenzia il nono e ultimo volume della storia di un'impresa che, alternando momenti di intensa espansione a crisi gravissime, era destinata a diventare non solo la più importante fabbrica genovese ma anche un gruppo industriale di assoluto rilievo nazionale. Il libro è composto da dodici saggi compresa l'Introduzione del curatore, cui si aggiungono, secondo l'impianto già proposto in tutti i volumi precedenti, un ricco inserto fotografico, alcune corpose appendici documentarie, una cronologia relativa alle principali tappe evolutive dell'azienda, i sommari in inglese e l'indice dei nomi. Si prende in esame l'intera e complessa storia della società, partendo dalla fondazione, a metà dell'Ottocento, come accomandita semplice dedicata alla produzione di locomotive e macchinari, il cui capitale viene in gran parte anticipato dal governo sabaudo, passando per la spregiudicata gestione dei Perrone, padre e figli, che la trasformano in una grande impresa siderurgico-meccanico-cantieristica integrata verticalmente e destinata, finita la Grande Guerra, a passare sotto l'amministrazione statale che si protrae fino ai giorni nostri. Oggi, fallito a causa del disastro di Chernobyl il programma di sviluppo del settore nucleare su cui si erano puntate tutte le carte, l'Ansaldo è diventata, in seguito ad una recente ristrutturazione che ha comportato la cessione di parti del gruppo, un'azienda termoelettromeccanica controllata da Fincantieri e destinata ad una futura privatizzazione di cui però non si delineano ancora né i tempi né gli esatti contorni. Sta risultando infatti assai problematico individuare gli acquirenti privati disposti a continuarne la vicenda sfidando una competizione internazionale sempre più agguerrita. I vari saggi, con una sinteticità che non mortifica il rigore e la ricchezza dell'analisi, ripercorrono le vicende dell'impresa procedendo per spaccati verticali in un'ottica di lungo periodo. Vengono esaminati, nell'ordine, gli assetti proprietari e istituzionali (Claudio Pavese), la struttura e la strategia aziendale (Marco Doria), la gestione finanziaria e le partecipazioni (Anna Maria Falchero), le diverse tipologie produttive (Renato Giannetti, Andrea Giuntini) e le innovazioni tecnologiche (Michelangelo Vasta), i circuiti del mercato interno e internazionale (Luciano Segreto), i connotati delle maestranze (Adele Maiello), i soggetti del sistema delle relazioni industriali (Filippo Peschiera e Vittorio Traverso), i rapporti con Genova (Paolo Arvati), gli strumenti della comunicazione e le scelte promozionali (Peppino Ortoleva). Da questo quadro articolato e puntuale, che valorizza il ruolo giocato dall'Ansaldo nel processo di modernizzazione economica del paese, emerge con chiarezza una sorta di filo conduttore della storia dell'azienda. Si tratta dell'importanza determinante, ed evidente fino dagli albori, del ruolo dello Stato che, oltre ad essere un cliente di primario rilievo, delinea gli scenari operativi, esercita spesso un'aperta azione di sostegno finanziario e guida le scelte strategiche della proprietà e del management.


M. Elisabetta Tonizzi