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Società italiana per lo studio della storia contemporanea

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Paola MAGNARELLI

BIOGRAFIA

Nata nel 1948, si è laureata nel 1972 in storia moderna con una tesi dal titolo A proposito di modelli nella metodologia storica (relatore Alberto Caracciolo). Insegna storia contemporanea nel corso interfacoltà in Scienze della Comunicazione e nel corso in Storia e Conservazione in Beni Culturali dell’Università di Macerata; didattica della storia contemporanea nella SSIS di Macerata. Dirige l’Istituto storico della Resistenza e dell’età contemporanea di Macerata.

Le linee dell’attività scientifica possono essere verificate scorrendo l’elenco delle pubblicazioni. Esauritisi gli spunti di carattere prettamente metodologico suggeriti dall’argomento della tesi di laurea, per cui vedi il saggio contenuto nel n. 22 di “Quaderni Storici”, gli interessi si sono successivamente volti alla politica agraria del fascismo ed alla sua cultura ruralista, per cui si rimanda al volume sulla storia dell’Istituto Nazionale di Economia Agraria, uscito nel 1981 ed in parte anticipato sul n. 36 di “Quaderni Storici”, ma anche alla breve biografia di Arrigo Serpieri comparsa in “Economia Pubblica”, e, successivamente, nel volume I protagonisti dell’intervento pubblico in Italia, a cura di Alberto Mortara. Una rassegna degli studi sulla cultura fascista era apparsa sul n. 33 sempre di “Quaderni Storici”.
Intanto, veniva precisandosi un interesse per la storia locale, che è sempre proseguito, e che va considerato in linea con la formazione ricevuta, la quale tendeva a sottolineare la necessità di sperimentare in sede locale gli strumenti metodologici e interpretativi acquisiti nella ricerca in campo nazionale. A tal proposito, si segnalano il saggio sulla mezzadria marchigiana durante il fascismo, la “voce” Francesco Coletti nel Dizionario Biografico degli Italiani, ma anche il saggio sull’associazionismo e le istituzioni agrarie nelle Marche postunitarie; e, in modo particolare, l’intervento comparso nel 1987 nel volume Le Marche della collana einaudiana Le Regioni d’Italia. Quest’ultimo lavoro sviluppa particolarmente l’ interesse per i ceti dirigenti agrari tra unificazione italiana e fascismo, che è anche alla base del saggio Una società tranquilla, comparso nella Storia d’Italia a cura di Ruggiero Romano.
Proprio da un accentuato interesse per la formazione e la crescita della borghesia agraria in area mezzadrile ed ex-pontificia è nato un consolidamento del campo di studio nell’Ottocento, con interventi che spaziano dalla fine del XVIII agli inizi del XX secolo; e cioè sul “farsi” di quel ceto, nella consapevolezza che il risultato conseguito con l’unificazione e la formazione della borghesia nazionale si spiega solo attraverso la conoscenza dei singoli apporti d’area che vi hanno concorso. Su tale linea interpretativa, che è parsa corrispondere non solo al precisarsi di interessi storiografici, ma anche a suggerimenti della storiografia nazionale sul tema della o delle borghesie italiane, vanno collocati praticamente tutti gli interventi scritti negli anni Novanta. Tra di essi, si segnalano quelli comparsi sui nn. 27, 29 e 32 di “Proposte e ricerche”, dei quali in particolare i primi due cercano di impostare il tema della piccola borghesia pontificia; ma anche i saggi relativi alla storia della Repubblica di San Marino che, pur nascendo in qualche misura da motivazioni d’occasione, tuttavia approfondiscono, attraverso una via comparativa dimostratasi particolarmente utile, le linee di formazione del tessuto sociale in area centro-italiana e mezzadrile, con particolare riguardo alla piccola borghesia rurale ed urbana. In questa linea di ricerca, sia che essa si volgesse al fragile ceto medio o al patriziato civico della periferia pontificia, è sembrato opportuno servirsi di un approccio ‘lungo’, tendente a stabilire i limiti temporali e culturali di un processo di consapevolezza sociale tanto lento quanto, spesso, incerto e contraddittorio: si vedano il saggio del 1991 sulle relazioni tra enfiteusi e formazione del ceto medio e quello intitolato Alla ricerca di un modello patriziale, del 1998.
Alcuni recenti ritrovamenti archivistici hanno consigliato di seguire le tracce del piccolo e medio ceto ottocentesco, oltre che di quello patrizio, anche sul versante della vita privata, attraverso la lettura di carteggi e di un’autobiografia inedita datata 1848. Un primo risultato di questo lavoro si ha nel saggio apparso nel volume Amori e trasgressioni, a cura di Antonia Pasi e Paolo Sorcinelli, il cui tema era stato in parte anticipato sul n. 27 di “Proposte e ricerche”; si vedano, inoltre, comunicazioni presentate a vari convegni negli anni 1994-2001. Sempre in tema di trattamento delle fonti private, si vedano i volumi “Io scrivente...” e Guerra, esilio, ebraicità: il primo è l’edizione commentata dell’autobiografia citata poco sopra, l’altro pubblica, con ampia introduzione e commento, due diari di donne ebree tra la prima e la seconda guerra mondiale, ambientati tra Trieste, Genova e le Marche. Un primo approccio ai problemi posti dalle fonti soggettive o memorialistiche, con particolare riguardo alle tematiche novecentesche, era stato realizzato coll’intervento comparso sul n. 15 di “Storia e problemi contemporanei”.
I lavori più recenti consistono prevalentemente in edizioni di carteggi o documenti autobiografici, con l’ambizione di ricostruire attraverso di essi un quadro attendibile della mentalità corrente in materia di vita familiare, ma anche alcune linee portanti del modello nobiliare diffuso nella provincia pontificia e post-pontificia. È nel quadro di questa ipotesi di lavoro, che utilizza fonti epistolari e memorialistiche per delineare l’articolazione dei ceti in quest’area, per saggiare la dimensione della loro autoconsapevolezza, e, infine, per valutare la loro attitudine politica tra antico regime e nuovo Stato italiano, che vanno inseriti gli ultimi lavori pubblicati.

PUBBLICAZIONI

1) Recenti studi americani di “institutional change”, in “Quaderni Storici” n. 22 (1973), pp. 202-213.
2) La cultura durante il fascismo: elementi di un dibattito, in “Quaderni Storici” n. 33 (1976), pp. 1207-1224.
3) L’Istituto Nazionale di Economia Agraria, una istituzione del fascismo, in “Quaderni Storici” n. 36 (1977), pp. 889-898.
4) Alcuni aspetti del sistema mezzadrile marchigiano negli anni del regime fascista: spunti per una ricerca, in AAVV, Aspetti della società marchigiana dal fascismo alla Resistenza, Argalia, Urbino 1979, pp. 139-199.
5) Associazionismo e istituzioni agrarie fra 1860 e primo Novecento, in Nelle Marche centrali, a cura di S. Anselmi, II, Jesi, Cassa di Risparmio, 1979, pp. 1363-1393.
6) voci CARLI Mario e COLETTI Francesco, in Dizionario Biografico degli Italiani, voll. XX e XXVI, Istituto della Enciclopedia Italiana, Roma 1977 e 1982.
7) Arrigo Serpieri, in “Economia Pubblica”, 1, 1975, pp. 3-10, ora anche in I protagonisti dell’intervento pubblico in Italia, a cura di A. Mortara, Angeli, Milano 1984, pp. 309-319.
8) L’agricoltura italiana fra politica e cultura. Breve storia dell’Istituto Nazionale di Economia Agraria, Edizioni di Comunità, Milano 1981, pp. 129.
9) Appunti sulla classe dirigente maceratese tra antico regime e Restaurazione, in Macerata dal primo Ottocento all’Unità, Agenzia Libraria Einaudi, Macerata 1984, pp. 11-19.
10) Società e politica dal 1860 ad oggi, in Le Marche, a cura di S. Anselmi, Einaudi, Torino 1987, pp. 121-205.
11) Francesco Coletti studioso della montagna, in “Proposte e ricerche” n. 20 (1988), pp. 265-269;
12) Una società tranquilla, in Storia d’Italia, a cura di R. Romano, X, Bompiani, Milano 1989, pp. 217-240.
13) Notizie, note, riflessioni sul secondo dopoguerra, in La provincia di Macerata. Ambiente cultura società, a cura di G. Castagnari, Macerata, Amministrazione Provinciale, 1990, pp 129-135.
14) Macerata durante il fascismo. Considerazioni, in La città sul palcoscenico, Associazione culturale Il labirinto, Macerata 1991, pp. 27-38.
15) Il bozzolo della scrittura. Un’autobiografia ottocentesca, in “Proposte e ricerche”, n. 27 (1991), pp. 204-225.
16) Terra, Chiesa, borghesie. Sul ruolo dell’enfiteusi nella fomazione del ceto medio (Recanati secc. XVIII-XIX), in “Annali della Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Macerata”, XXIV (1991), pp. 181-228.
17) I disertori della gleba: sulla definibilità della borghesia pontificia, in “Proposte e ricerche” n. 29 (1992), pp. 89-104.
18) Borghesia latente. Una possibile interpretazione dell’Ottocento, in Il territorio e la gente della Repubblica di San Marino, secoli XIV-XIX, a cura di S. Anselmi, Quaderno monografico n. 11 di “Proposte e ricerche”, 1993, pp. 213-246.
19) Tre storie borghesi, in “Proposte e ricerche” n. 32 (1994), pp. 73-122.
20) Nella rete repubblicana. Aspetti dell’Ottocento nella Repubblica di San Marino, volume n. 6 della collana monografica del Centro Studi Storici Sammarinesi, San Marino 1994, pp. 198.
21) Il valore persistente del titolo nobiliare nell’Italia postunitaria: un riscontro locale, in “Studia Picena”, LIX (1994), pp. 331-348.
22) Dall’informe al distinto. Una comunità locale attraverso la documentazione napoleonica, in “Studi Maceratesi” n. 29 (1995), pp. 153-169.
23) Una riflessione sull’uso delle fonti memorialistiche, in “Storia e problemi contemporanei” n. 15 (1995), pp. 103-112.
24) Amore romantico e amore coniugale in una vita piccolo borghese, in Amori e trasgressioni. Rapporti di coppia tra Otto e Novecento, a cura di A. Pasi e P. Sorcinelli, Dedalo, Bari 1995, pp. 83-110
25) Aspetti dell’età napoleonica nelle Marche, in Contadini marchigiani del primo Ottocento. Una inchiesta del Regno Italico, a cura di S. Anselmi, Edizioni Sapere Nuovo, Senigallia 1995, pp. 33-55.
26) Rappresentazione di sé e costruzione del carattere nelle pagine di un’autobiografia ottocentesca, in “Storia e problemi contemporanei” n. 17 (1996), pp. 25-39.
27) Dal patronage nobiliare alla rete moderata, in “Studia Picena” LX (1995), pp. 307-329.
28) Prefazione, introduzione e cura di E. Morpurgo, L. e S. Zaban, Guerra, esilio, ebraicità: diari di donne nelle guerre mondiali, Il lavoro editoriale, Ancona 1996, pp. 118; seconda edizione, Ibid. 2002.
29) Note sul padre dei fratelli Spadoni e sul ceto di appartenenza, in Domenico e Giovanni Spadoni. Atti del convegno di studi, Macerata 9-11 dicembre 1993, Giardini, Pisa 1996, pp. 23-33.
30)“Io scrivente...”. L’autobiografia di Antonio Bravi, piccolo-borghese a Recanati negli anni di Giacomo Leopardi, Il lavoro editoriale, Ancona 1997, pp. 165.
31) Il segreto. Un singolare caso di nobilitazione nelle Marche pontificie (secoli XVII-XIX), Quaderno monografico n. 23 di “Proposte e ricerche”, 1997, pp. 178.
32) Una statua colossale: prime vicissitudini del mito di Giacomo Leopardi in patria, in “Proposte e ricerche” n. 40 (1998), pp. 55-71.
33) “Pia dama, mia dolce nonna”: note sulla formazione domestica di Giacomo Leopardi, in Il tempo del bello. Leopardi e il Neoclassico tra le Marche e Roma, catalogo della mostra a cura di C. Costanzi, M. Massa, S. Papetti, Marsilio, Venezia 1998, pp. 50-61.
34) Alla ricerca di un modello patriziale. Considerazioni generali, casi specifici e straordinari, in “Studi Maceratesi” n. 32 (1998), pp. 17-68.
35) Il buon padre di famiglia. Suggestioni di un copialettere ottocentesco, in “Studia Picena” LXIII (1998), pp. 283-306.
36) Le cugine di Giacomo Leopardi. Matrimoni combinati, matrimoni sconvenienti attraverso i carteggi della piccola nobiltà marchigiana, in “Prometeo. Rivista trimestrale di scienze e storia”, a. 17 (1999), n. 65, pp. 88-97.
37) Le trasformazioni delle Marche tra Ottocento e Novecento, in Le Marche: la cultura “sommersa” tra Ottocento e Novecento, Atti del Convegno di Studi - Treia, Accademia Georgica, 8-9 novembre 1997, Macerata 2000, pp. 13-21.
38) Tra il dovere e il piacere. Matrimonio e mésalliance nelle lettere della piccola nobiltà marchigiana, in “Dolce dono graditissimo”. La lettera privata dal Settecento al Novecento, a cura di M. L. Betri e D. Maldini Chiarito, Angeli, Milano 2000, pp. 157-185.
39) Alla ricerca di un modello nobiliare, alle origini di un modello papale, in I Papi marchigiani. Classi dirigenti, committenza artistica, mecenatismo urbano da Giovanni XVIII a Pio IX, a cura di F. Mariano e S. Papetti, Il lavoro editoriale, Ancona 2000, pp. 13-53.
40) vari saggi in Microcosmi leopardiani. Biografie, cultura, società, a cura di A. Luzi, 2 voll., Metauro edizioni, Fossombrone 2001, e precisamente: nel vol. I, Tre medici, pp. 145-160, e le schede biografiche Podaliri Giulio, Puccinotti Francesco e Zavagli Gaetano, pp. 329-344; nel vol. II, Monsignor Settimio Mazzagalli alle prese con una mésalliance e Una pioniera del culto leopardiano: Antonia Galamini della Torre, pp. 431-447.
41) Parlare più chiaro scrivendo. Un epistolario nelle Marche di inizio Ottocento, Franco Angeli, Milano 2002, pp. 198
42) Autobiografia e mascolinità. Scritture autobiografiche da una provincia italiana, in Scritture di desiderio e di ricordo. Autobiografie, diari, memorie tra Settecento e Novecento, a cura di M. L. Betri e D. Maldini Chiarito, Franco Angeli, Milano 2002, pp. 29-56.
43) Memoria storica e memoria democratica, in “Annali della Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Macerata”, XXIV (2001), pp. 447-457.
44) Vecchia e nuova nobiltà: un ritratto di gruppo, in Nel segno di Napoleone. Ville e dimore marchigiane tra Settecento e Ottocento, a cura di A. Montironi, Federico Motta editore, Milano 2002, pp. 25-45.