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Società italiana per lo studio della storia contemporanea

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Fascismo e informazione. Ermanno Amicucci e la rivoluzione giornalistica incompiuta (1922-1945)

Cognome: Forno
Nome: Mauro
Dottorato in: Crisi e trasformazione della società
Istituzione: Dipartimento di Storia dell'Università di Torino
Facoltà: Facoltà di Lettere e Filosofia dell'Università di Torino
Ciclo: XIII
Anno: 2002
Primo tutore: Nicola Tranfaglia
Secondo tutore: Claudio Dellavalle
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Abstract:

Malgrado l’influenza che il giornalismo aveva esercitato sulla sua impetuosa ascesa politica, Mussolini non diede inizialmente prova di idee particolarmente originali a livello di organizzazione della stampa. Tanto che solo all’inizio del 1927 diede vita a un programma pianificato di fascistizzazione del settore, affidandone la gestione al gerarca e giornalista Ermanno Amicucci. Il percorso umano e professionale di questo zelante deputato abruzzese rappresenta dunque, soprattutto per i ruoli ricoperti nel corso del ventennio (fu segretario del Sindacato fascista dei giornalisti, direttore della «Gazzetta del Popolo» e del «Corriere della Sera», sottosegretario alle Corporazioni, promotore di gran parte della legislazione sulla stampa), un osservatorio privilegiato per delineare la struttura predisposta dal regime nel settore. Nel contempo, la parabola politica di questo gerarca consente di verificare le influenze che, sul mondo dell’informazione, avrebbero esercitato le perduranti contraddizioni interne all’universo fascista, a partire dal mai risolto conflitto tra ambizioni totalitarie e derive burocratico-autoritarie.

Abstract in inglese:

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