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SUMMARY:Le immigrazioni a Roma Capitale dal 1870 alla seconda guerra mondiale
DESCRIPTION:Le immigrazioni a Roma Capitale\ndal 1870 alla seconda guerra mondiale\nConvegno in diretta streaming dalle pagine Facebook Biblioteche di Roma – Roma Multietnica – Ismed Cnr\n6 novembre 2020 / 9:30 – 16:15\nIl convegno intende ripercorrere le tappe salienti della storia delle immigrazioni nella città di Roma nel periodo compreso tra il 1870 e la seconda guerra mondiale. Flussi\, percorsi\, politiche\, storie individuali e collettive\, lavori\, specializzazioni\, percorsi di radicamento sono intrecciati ai grandi nodi della storia contemporanea della città: la proclamazione della Capitale\, l’espansione edilizia\, lo sviluppo industriale\, la crescita delle istituzioni\, la stagione liberale\, le guerre mondiali\, il fascismo\, l’antifascismo\, la resistenza.\nL’evento si svolge all’interno del progetto Biblioteche di Roma – CNR-ISMed “150 anni di immigrazioni a Roma Capitale. Storia\, memoria\, territori” e apre un lungo ciclo di incontri che si svolgeranno nelle biblioteche capitoline di quartiere.\nNel giugno 2021 seguirà un secondo convegno centrale dedicato alle immigrazioni a Roma dal 1945 a oggi.  \nProgramma\n/ 9.30 /\n–       Saluti istituzionali\n–       Presentazione del progetto “150 anni di immigrazioni a Roma Capitale: storia\, memoria\, territori” (Michele Colucci\, Cnr – ISMed)\n \n/ 10.15 – 11:15 /\n1. Roma e le migrazioni. I caratteri di lungo periodo.\nPresiede Lucia Ceci (Università Tor Vergata) \n 	Lo sviluppo demografico (Massimiliano Crisci\, Cnr – Irpps)\n 	L’evoluzione urbanistica (Vezio De Lucia\, urbanista) \n \n/ 11.30 – 12:30 /\n2. La prima fase: dal 1870 alla prima guerra mondiale\nPresiede Francesco Bartolini (Università di Macerata) \n 	L’immigrazione operaia (Maria Rosa Protasi\, Università La Sapienza)\n 	L’immigrazione bracciantile nel Litorale Romano (Simone Bucri\, Ecomuseo Litorale Romano – Cooperativa Ricerca sul Territorio) \n \nPausa pranzo\n \n/ 14.00 – 15:00 /\n3. Gli anni del fascismo\nPresiede Lidia Piccioni (Università La Sapienza) \n 	Antiurbanesimo e migrazioni pianificate: la città nelle politiche del regime (Stefano Gallo\, Cnr – ISMed)\n 	Arrivi e insediamenti durante il ventennio (Antonio Parisella\, Museo storico della liberazione di via Tasso) \n \n/ 15.15 – 16:15 /\n4. Guerra e resistenza\nPresiede Anna Balzarro (Irsifar) \n 	Una città di immigrati: Roma e “La storia” di Elsa Morante (Alessandra Gissi\, Università L’Orientale di Napoli)\n 	Tutte le strade portano alle Ardeatine: le immigrazioni e la strage (Alessandro Portelli\, Circolo Gianni Bosio) \n \nProgetto:\n150 anni di immigrazioni a Roma Capitale storia\, memoria\, territori\n \nCoordinamento scientifico:\nMichele Colucci\, Francesco Di Filippo\, Stefano Gallo (Cnr – ISMed)\n \nEnti organizzatori:\nCnr – ISMed\nBiblioteche di Roma\nInfo:\nmichele.colucci@ismed.cnr.it\nstefano.gallo@ismed.cnr.it
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SUMMARY:1920-2020 Un secolo d'informazione anarchica
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LOCATION:CIDRA (Centro Imolese di Documentazione sulla Resistenza e Storia Contemporanea)\, via Fratelli Bandiera 23\, Imola\, 40026\, Italia
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SUMMARY:La Breccia di Porta Pia
DESCRIPTION:Convegno Internazionale di Studi nel 150° anniversario (1870-2020)
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LOCATION:1 ottobre: LUMSA-Libera Università “Maria SS.ma Assunta”\, Aula Magna\, Borgo Sant’Angelo 13\, Roma; 2 ottobre Sala Capitolare del Chiostro di Santa Maria sopra Minerva presso il Senato della Repubblica\, Piazza della Minerva 38\, Roma\, 1 ottobre Borgo Sant'Angelo 13\, Roma; 2 ottobre Piazza della Minerva 38\, Roma\, 10085\, Italia
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SUMMARY:Roma Capitale: La città laica\, la città religiosa (1870-1915)
DESCRIPTION:21 settembre 2020\, Campidoglio\, aula Giulio Cesare\nIl governo della città\nOre 16:00\nPresiede Antonio Rodinò di Miglione (Presidente Fondazione Camillo Caetani)\nSaluti della Sindaca di Roma Virginia Raggi\nSaluti di Daniela Vuri (Prorettrice alla ricerca\, Università di Roma “Tor Vergata”)\nVittorio Vidotto (“Sapienza” Università di Roma)\, Prolusione\nGuido Melis (“Sapienza” Università di Roma)\, Roma capitale e l’amministrazione.\nCronache del dopo 29 settembre\nMarina Formica (Roma “Tor Vergata” – Coordinatrice Centro Studi “Roma 800”)\, L’insediamento della\nCorte reale nelle sedi del potere pontificio\nAndrea Ciampani (Università LUMSA di Roma)\, S. Sede\, Chiesa e politica al tempo del Concilio\nProiezione del documentario La Presa di Roma di Filoteo Alberini (1905) con introduzione di\nFabrizio Natalini (Università di Roma “Tor Vergata”) \n22 settembre 2020\, Istituto Luigi Sturzo\, via delle Coppelle 35\nIdentità religiose tra tradizione e nuovi equilibri\nOre 9:00\nPresiede mons. Giuseppe Croce (Prefetto Archivio capitolare Basilica S. Maria Maggiore)\nDaniele Menozzi (Scuola Normale Superiore di Pisa)\, Un nuovo rapporto tra Chiesa e società\nTommaso Caliò (Università di Roma “Tor Vergata”)\, Spazi sacri\, rituali\, devozioni\nClaudio Procaccia (Comunità Ebraica Roma)\, Gli ebrei e l’emancipazione\nSimone Maghenzani (University of Cambridge)\, I protestanti e Roma\nGianmario Cazzaniga (Università di Pisa)\, La tradizione settaria a Roma\nL’integrazione temuta\, l’integrazione sperata\nOre 15:00\nPresiede Nicola Antonetti (Presidente Istituto Luigi Sturzo)\nUmberto Gentiloni (“Sapienza” Università di Roma)\, Roma tra identità e missioni.\nLa difficile ricerca di una capitale\nAdriano Roccucci (Università “Roma Tre”)\, Il primato della politica estera. La nazione e il mondo\nnelle piazze della capitale\nLuigi Giorgi (Istituto Luigi Sturzo)\, Come nasce un partito: il Partito popolare italiano come\nespressione della realtà cattolica cittadina\nMarco De Nicolò (Università di Cassino)\, Classe dirigente nazionale e classe dirigente locale:\nun confronto atipico\nDonatella Strangio (“Sapienza” Università di Roma)\, Borsa e mercato finanziario: Roma da capitale\ndel Lazio “pontificio” a capitale d’Italia\n23 settembre 2020\, Fondazione Camillo Caetani\, via delle Botteghe Oscure 32\nGruppi e imprenditori\, ceti e famiglie\nOre 9:00\nPresiede Paola Pavan (Presidente Società romana di Storia patria)\nMatteo Sanfilippo (Università della Tuscia)\, I movimenti di popolazione in entrata e in uscita\, 1870-1915\nFernando Salsano (Università di Roma “Tor Vergata”)\, L’economia di Roma capitale e le finanze del Regno\nMaurizio Ridolfi (Università “Roma Tre”)\, Rituali dinastici e tradizioni repubblicane\nnella religione civile di Roma capitale\nTommaso di Carpegna (Università di Urbino)\, Ritratto in bianco e nero di un’aristocrazia\nMostra fotografica La città ritratta con introduzione di Alberto Manodori Sagredo\n(Università di Roma “Tor Vergata”)\nOre 15:00\nPresiede Antonio Rodinò di Miglione (Presidente Fondazione Camillo Caetani)\nCaterina Fiorani (Fondazione Camillo Caetani)\, I Caetani e la capitale del Regno d’Italia\nGiuseppe Monsagrati (“Sapienza” Università di Roma)\, Nobiltà romana e monarchia nazionale:\nil caso Baldassarre Odescalchi\nDaniela Felisini (Università di Roma “Tor Vergata”)\, I Torlonia tra Roma pontificia e Roma italiana\nClaudio Petrillo (Università di Roma “Tor Vergata”)\, La “contro-costruzione” di Roma capitale d’Italia.\nLe politiche conservatrici dell’aristocrazia intransigente attraverso il caso dei Cavalletti\nGuido Pescosolido (“Sapienza” Università di Roma)\, La famiglia Borghese nell’Italia unita\nRino Caputo (Università di Roma “Tor Vergata”)\, “Nel fango della terza Roma”. La Capitale narrata \n24 settembre 2020\, Biblioteca di storia moderna e contemporanea (auditorium ICBSA)\,\nvia Michelangelo Caetani 32\nLa Capitale culturale\nOre 9:00\nSaluti di Patrizia Rusciani (Direttrice Biblioteca di Storia moderna e contemporanea)\nPresiede Giampaolo D’Andrea (Consigliere del Ministro per i beni e le attività culturali e per il turismo)\nPaola Pavan (Società romana di storia patria)\, La storia\, gli storici\, gli istituti storici\nMassimiliano Valente (Università Europea di Roma)\, I rapporti italo-germanici e la questione di Roma nel 1871\nRaffaele Pittella (Archivio di Stato di Roma)\, “Una delle ricchezze e glorie onde è superba\nla patria nostra”. Politica e archivi a Roma in età liberale\nMassimiliano Ghilardi (Istituto nazionale di studi romani)\, Da Pio IX a Benedetto XV:\nil recupero archeologico e ideologico della Roma sotterranea\nFrançois Jankowiak (Université Paris-Saclay)\, La Curia romana dopo la Breccia\nGiovanna Capitelli (Università “Roma Tre”)\, Frescanti a Roma: dalle chiese di Pio IX ai cantieri dell’Unità d’Italia \nCampidoglio\, Sala della Protomoteca\nLe identità nazionali nella nuova Roma\nOre 15:00\nPresiede Giuseppe Monsagrati (Ordinario Storia del Risorgimento)\nFernando Garcia Sanz (Consejo Superior de Investigaciones Científicas)\, Roma e la Spagna:\nambasciate\, ambasciatori e politica estera\nArthur Hérisson (Ecole française de Rome)\, I cattolici francesi di fronte alle due Rome\ndopo il 20 settembre\nFrancesco Guida (Università “Roma Tre”)\, Un’utile neutralità: la presa di Roma e l’Austria-Ungheria\nDaniele Fiorentino (Università “Roma Tre”)\, Tra Grand Tour e grandi ideali:\ngli americani e Roma capitale\nGiovanni Iamartino (Università di Milano)\, La breccia di Porta Pia nella stampa inglese del tempo\nMarina Formica (Ordinaria Storia Moderna)\, Conclusioni\nL’accesso avviene solo su prenotazione tramite i seguenti indirizzi:\nper il Campidoglio eventi@fondazionecamillocaetani.it\nper l’Istituto Luigi Sturzo coordinamentogenerale@sturzo.it\nper la Biblioteca di storia moderna e contemporanea bsmc.prenotazioni@gmail.com\nPer le sessioni presso la Fondazione Camillo Caetani l’accesso è libero fino ad esaurimento posti\nIn ottemperanza alla vigente normativa in materia sanitaria\, si procederà alla misurazione della temperatura\ne alla registrazione. Sarà obbligo indossare la mascherina e rispettare il distanziamento fisico. In\nconsiderazione di tali limitazioni e per consentire una più ampia fruizione le sessioni saranno trasmesse\nsul canale Youtube della Fondazione Camillo Caetani.\nOrganizzazione scientifica\na cura di Marina Formica\, con Tommaso di Carpegna\, Giuseppe M. Croce\, Caterina Fiorani\, Luigi Giorgi\,\nGiuseppe Monsagrati\, Paola Pavan\, Antonio Rodinò di Miglione\, Patrizia Rusciani\nSegreteria\nCaterina Fiorani\n375 6370674\neventi@fondazionecamillocaetani.it\nSi ringraziano il Comune di Roma e l’Istituto Centrale per i Beni Sonori e Audiovisivi (ICBSA) per la collaborazione\nIn copertina:\nMuseo Centrale del Risorgimento\, Ricordo commemorativo dedicato a Vittorio Emanuele II per il 20 settembre\n1870. Litografia colorata a mano
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SUMMARY:Waging War and Making Peace
DESCRIPTION:European Ways of Inciting and Containing Armed Conflict\, 1648–2020 \n11th Annual Symposium of the Research Network on the History of the Idea of Europe \n24 June – 3 July 2020 \n\nThe history of Europe is as much about violence and divisions – including religious wars\, national clashes and ideological conflicts – as it is about shared cultural\, social and economic accomplishments. What\, if anything\, can be regarded as ‘typically European’ in ideas of war and peace that referred to\, or originated within\, Europe and its space? In our conference discussion\, we will try to find out whether there are long-term patterns of ‘Europe’-related discourses concerning peace and war\, and if so\, what they consist of. \nCa’ Foscari University of Venice – Venice Foundation for Research on Peace – Institute for the Study of Ideas of Europe – University of East Anglia \nProgramme attached \n 
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LOCATION:Online\, Ca' Foscari\, Palazzo Cosulich\, Dorsoduro 1405\, Venezia\, 30123\, Italia
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SUMMARY:Storia contemporanea\, storia dell’Italia contemporanea e storia sociale. Una discussione fra le riviste
DESCRIPTION:In occasione del suo settantesimo anno di attività\, ‘Italia contemporanea’ (rivista dell’Istituto nazionale Ferruccio Parri\, già Istituto nazionale per la storia del movimento di Liberazione in Italia) promuove – in collaborazione con la Biblioteca di storia moderna e contemporanea – una discussione fra studiose e studiosi appartenenti alle redazioni di alcune fra le principali riviste di storia. \nGiovedì 6 febbraio 2020\, dalle 14.30 alle 17.3 a Roma\, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea\, si terrà l’incontro di studio\nStoria contemporanea\, storia dell’Italia contemporanea\ne storia sociale. Una discussione fra le riviste.\nStoria contemporanea\, storia dell’Italia contemporanea e storia sociale.  \nUna discussione fra le riviste. \nGiovedì 6 febbraio 2020 \nore 14.30 – 17.30\, \nBiblioteca di storia moderna e contemporanea \n(Palazzo Mattei di Giove – Via Michelangelo Caetani 32\, Roma)\, \nSaluti:  \nPatrizia Rusciani\, Nicola Labanca. \nIntervengono: \nEnrica Asquer (Italia Contemporanea)\,  \nDaniela Lugia Caglioti (Presidente SISSCO)\, \nGabriella Corona (Meridiana)\,  \nIda Fazio (Genesis)\, \nMaria  Malatesta (Società e Storia)\,  \nMarco Meriggi (Storica)\, \nDomenico Rizzo (Quaderni storici)\,  \nSilvia Salvatici (Contemporanea) \nModera: Alessandra Gissi \nDove va la ricerca contemporaneistica in storia sociale oggi in Italia? Quali sono i suoi risultati e quali le sue prospettive? Anzi\, cosa è la storia sociale oggi? Praticato nei decenni passati secondo diverseprospettive\, animato da differenti pulsioni\, condotto su fonti documentarie diverse\, un approccio di storiasociale ha rappresentato anche in Italia un elemento importante per l’innovazione degli studi storici. Alcune ricerche sono diventate addirittura dei classici. La conoscenza storica della società italiana contemporanea ne ha beneficiato enormemente. \nOggi lo stato della storia sociale appare più incerto\, l’approccio appare meno frequentato\, i punti di riferimento internazionale più confusi. In occasione del suo settantesimo anno di attività\, ‘Italia contemporanea’ (rivista dell’Istituto nazionale Ferruccio Parri\, già Istituto nazionale per la storia del movimento di Liberazione in Italia) promuove – in collaborazione con la Biblioteca di storia moderna e contemporanea – una discussione fra studiose e studiosi che hanno dato contributi importanti in questo senso e fanno parte delle redazioni di alcune fra le principali riviste di storia che si sono segnalate per la loro attività in questo ambito\, cruciale per il futuro della ricerca contemporaneistica italiana. \nInfo: http://bsmc.it/index.php/9-articolihome/appuntamenti/917-Storia%20contemporanea\,%20storia%20dell
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SUMMARY:La Sapienza chiede scusa. Leggi razziali\, la scuola e l’accademia: riflessioni e testimonianze
DESCRIPTION:Presiede Oliviero Diliberto\, Preside della Facoltà di Giurisprudenza \nSaluto del Magnifico Rettore\, Eugenio Gaudio \nSaluto del Direttore del Dipartimento di Scienze Giuridiche\, Luisa Avitabile \nMessaggio di saluto della Senatrice Liliana Segre \nIntervengono: Guido Alpa\, Vincenzo Cerulli Irelli\, Claudio Contessa\, Andrea Di Porto\, Noemi Di Segni\, Giorgio Fabre\, Emanuele Fiano\, Angelo Lalli\, Lea Polgar\, Paolo Ridola \nNell’occasione sarà presentato il volume di Vincenza Iossa e Manuele Gianfrancesco “Vietato studiare\, vietato insegnare. Il ministero dell’educazione nazionale e l’attuazione delle norme antiebraiche: 1938 – 1943”\, Modena\, Palombi Editore\, 2019 \nSaranno presenti gli autori. \n 
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SUMMARY:Protagoniste. Politica\, guerra\, Resistenza nella storia di Anna Bravo
DESCRIPTION:Mercoledì 29 gennaio p.v.\, alle ore 15.30\, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Palazzo Mattei di Giove – Via Michelangelo Caetani 32\, Roma)\, la Biblioteca e la Società italiana delle storiche organizzano un incontro dedicato al ricordo di Anna Bravo (1938-2019)\, dal titolo: Protagoniste. Politica\, guerra\, Resistenza nella storia di Anna Bravo.\nSaluti: Patrizia Rusciani\, direttrice della Biblioteca di storia moderna e contemporanea\, Simona Feci\, presidente della Società italiana delle storiche.\nIntervengono: Mario Boccia\, Bruno Bonomo\, Marina d’Amelia\, Anna Foa\, Dianella Gagliani\, Alessandra Gissi\, Daniele Jalla\, Lucetta Scaraffia; coordina Simona Lunadei. \nCon l’incontro del 29 gennaio p.v. la Biblioteca di storia moderna e contemporanea e la Società italiana delle storiche vogliono rendere omaggio alla storica Anna Bravo\, scomparsa nello scorso mese di dicembre. Docente di storia sociale all’Università di Torino\, Anna Bravo aveva iniziato il suo percorso di storica con ricerche sulla Resistenza nell’Alto Monferrato e da allora aveva rivolto i propri interessi ai movimenti politici e sociali del Novecento\, con un’attenzione particolare alle guerre e al ruolo delle donne. La sua attività di studiosa si era accompagnata a una costante militanza politica\, nel Partito comunista prima\, nel Sessantotto\, in Lotta continua e nel movimento femminista poi. Come ha scritto Luisa Passerini\, nelle sue ricerche si individua un itinerario significativo “non solo per capire la sua figura\, ma anche quella di più generazioni: dagli studi sulla Repubblica partigiana dell’Alto Monferrato alla storia orale e sociale delle donne nel Novecento; dalle analisi del fotoromanzo all’indagine sulla Shoah e i sopravvissuti – altrettanti passaggi che riflettono lo sforzo di ingaggiarsi con la memoria collettiva\, conservando le differenze individuali. E ancora: Anna ha esplorato altre tematiche\, dato che i suoi scritti includono lavori sulle donne nella sfera pubblica\, riflessioni sulla propria esperienza\, rievocazioni del Sessantotto\, quest’ultimo nella sua duplice dimensione tra l’est e l’ovest dell’Europa” (Il manifesto\, 10.12.2019). Le sue indagini sulla non-violenza hanno segnato una stagione storiografica profondamente innovativa degli studi sulla Resistenza e sulle guerre\, fino alle sue più recenti riflessioni sui temi delle lotte inermi\, oggetto di una delle sue ultime pubblicazioni\, La conta dei salvati. Dalla Grande guerra al Tibet. Storie di sangue risparmiato (Laterza\, 2013).\nAll’incontro intervengono studiose e studiosi che hanno condiviso con Anna Bravo scelte e interessi di ricerca o hanno riconosciuto nei suoi studi fonte e stimolo di riflessione storiografica.
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SUMMARY:Giornata della Memoria 2020 La Shoah a Viterbo
DESCRIPTION:Commemorazione della Giornata della Memoria 2020 con scopertura della targa in ricordo dei dodici ebrei detenuti nel carcere di S. Maria in Gradi nel dicembre 1943 (attuale sede dell’Università degli Studi della Tuscia)\, dieci dei quali furono deportati nel campo di Fossoli e poi nei campi nazisti\, da dove solamente una sopravvissuta fece ritorno. Alla cerimonia seguirà un convegno su La Shoah a Viterbo.
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SUMMARY:Un altro sguardo sul 1969. I territori sociali del conflitto in Italia
DESCRIPTION:La Camera del Lavoro di Firenze e l’IRES Toscana organizzano a cinquant’anni dall’Autunno Caldo questo convegno\, insieme a AISO\, FDV\, FVL\, Proteo e SISLav. L’iniziativa\, essendo organizzata con soggetto qualificato per l’aggiornamento (DM 08.06.2005)\, l’agenzia formativa Proteo Fare Sapere\, è automaticamente autorizzata ai sensi degli artt. 64 e 67 CCNL 2006/2009 del Comparto Scuola\, con esonero dal servizio e con sostituzione ai sensi della normativa sulle supplenze brevi e come formazione e aggiornamento dei Dirigenti Scolastici ai sensi dell’art. 21 CCNL 11/4/2006 area V e dispone dell’autorizzazione alla partecipazione in orario di servizio. \nUn altro sguardo sul 1969: i territori sociali del conflitto in Italia. \nOltre le letture convenzionali \nIl ciclo di lotte del cosiddetto Autunno Caldo viene comunemente conosciuto come «il ’69 operaio»\, per distinguerlo dal «’68 degli studenti» con cui intrattenne rapporti talmente stretti da poter parlare di un unico «biennio rosso». Furono anni di fortissima conflittualità sociale che videro come epicentri simbolici prima le università e le scuole superiori\, quindi le grandi  fabbriche\, in un movimento complessivo di contestazione del potere gerarchico e autoritario che vigeva in queste grandi «istituzioni totali»: alla protesta si unì da subito la costruzione di organi assembleari alternativi\, espressione di un contropotere dal basso che fosse veicolo della voce di studenti e operai. Secondo una narrazione convenzionale\, le istanze dei lavoratori dei grandi stabilimenti si estesero dai consigli di fabbrica al resto della società\, erompendo dai cancelli dei complessi industriali e travolgendo il territorio circostante. I sindacati\, per quanto all’inizio colti di sorpresa\, si fecero latori e promotori di questa ondata innovatrice e misero imprese\, enti pubblici e partiti politici di fronte alla necessità di dare risposte nuove ai bisogni sociali di base: la casa\, la sanità\, l’istruzione\, i trasporti\, le mense\, i servizi per l’infanzia\, il tempo libero.\nQuesta versione molto diffusa delle dinamiche del ’69 operaio si basa su un modello schematico estremamente semplice e monodirezionale: partendo dalla scuola e dall’università il movimento innovatore sarebbe passato alla grande fabbrica\, dove divenne richiesta di riforma sociale complessiva investendo quindi l’intero territorio. Tutta la società che non si identificava direttamente con le istituzioni educative e con il mondo industriale più rappresentativo avrebbe giocato in questa visione una funzione prevalentemente passiva\, di adeguamento alle rivendicazioni elaborate e portate avanti altrove\, più che mobilitarsi quindi sarebbe stata mobilitata.\nL’articolazione territoriale del conflitto in Toscana e nella Terza Italia \nEppure\, la conoscenza diretta dell’esperienza toscana – così come le acquisizioni emerse dalla ricerca storica su diversi contesti a livello nazionale – spingono a ritenere che anche altri elementi ebbero un ruolo decisivo nello stesso svilupparsi della conflittualità\, dentro e fuori la fabbrica: il mondo contadino e gli ambienti rurali della campagna urbanizzata\, l’associazionismo cattolico di\nbase\, le reti sociali di quartiere\, le tradizioni familiari\, i luoghi di sociabilità popolare\, non solo nella grande fabbrica ma anche a scala territoriale e nelle aziende piccole e medie\, in cui svolgeva un ruolo di primo piano un’imprenditorialità di estrazione operaia\, la diffusione della scolarizzazione e dei consumi di massa. A Firenze la reazione popolare all’alluvione del 1966 giocò una funzione importante nel definire come centrale il territorio nello sviluppo della conflittualità e dell’identità\nsociale. Un evento in grado di attivare comitati di base\, case del popolo\, sezioni di partito\, strutture sindacali\, parrocchie e studenti che costruirono relazioni in un certo senso uniche che avranno conseguenze anche negli anni successivi. I lavoratori e le lavoratrici che parteciparono al ciclo del conflitto industriale ebbero una composizione sociale molto più complessa di quella dell’operaio massa prevalentemente maschio della fabbrica fordista\, in cui agivano componenti culturali variegate e dalle molteplici origini. L’impressione\, insomma\, è che il filo che unisce «la centralità della fabbrica» alla «scoperta del territorio» non fu un filo a una sola direzione e in regioni come la\nToscana – e in genere nella cosiddetta Terza Italia – non fu affatto occasionale.\nUn altro sguardo sul 1969 italiano\nIl convegno sul 1969 vorrebbe quindi indagare il rapporto complesso\, dinamico\, poco studiato fra il conflitto sociale (e industriale in particolare) e la dimensione territoriale in cui si inserisce. Se questo è forse più evidente nella Terza Italia\, è necessario verificarlo in tutta l’articolazione sociale nazionale\, anche nei contesti canonici del «secondo biennio rosso» o nelle aree più periferiche. Non\nevidenziare cioè soltanto una semplice pluralità dei luoghi\, quanto piuttosto analizzare la stratificazione territoriale del processo sociale\, aprire quindi uno squarcio nella complessa pluralità che è presente nei luoghi. Si tratta di tracciare una cornice che non delimiti il campo di analisi soltanto in senso spaziale\, ma riesca a comprendere un contesto dinamico di repertori di azione e di regolazione\, di relazioni pubbliche e private\, di modelli imprenditoriali e di culture del lavoro\, che\ninteragiscono e si modificano\, provocando la (e adattandosi alla) rottura dell’Autunno Caldo. È in\nquesta ottica che potrebbe essere indagato il ruolo del sindacato che\, in maniera non sempre compiuta\, vive la contraddizione di essere da un lato sindacato in fabbrica e dall’altro sindacato generale e territoriale.
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LOCATION:Dip. Forlilpsi – Università di Firenze e Camera del Lavoro di Firenze\, Aula magna\, via Laura 48 (17/12); Salone Di Vittorio - CdLM\, Borgo de' Greci 3 (18/12)\, FIRENZE\, 50121\, Italia
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SUMMARY:Aldo Moro\, la pedagogia civile e l’immaginario repubblicano Fonti\, percorsi di ricerca e public history
DESCRIPTION:Seminario \nAldo Moro\, la pedagogia civile e l’immaginario repubblicano  \nFonti\, percorsi di ricerca e public history  \n  \n  \n 
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LOCATION:Società Dante Alighieri\, Galleria del Primaticcio: Palazzo Firenze\, Piazza di Firenze\, 27\, Roma\, Italia
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SUMMARY:L’appello ai potenti in età contemporanea. Grazia\, “razza”\, cittadinanza
DESCRIPTION:Centro Romano di Studi sull’Ebraismo (CeRSE)\nUniversità degli Studi di Roma Tor Vergata\nDipartimento di Storia\, Patrimonio culturale\, Formazione e Società \nL’appello ai potenti in età contemporanea.\nGrazia\, “razza”\, cittadinanza \n10 dicembre 2019\nRoma\, via Lucullo 11\n9.00-18.00 \nKeynote: Simona Cerutti (EHESS\, Paris)\, Le suppliche come fonte per una storia sociale della giustizia \n***\nPresiede: Lucia Ceci (Università degli Studi di Roma Tor Vergata) \nSilvia Haia Antonucci (Archivio Storico della Comunità Ebraica di Roma-ASCER \”Giancarlo Spizzichino\”)\, Chiedi e ti sarà dato? Le suppliche degli ebrei durante l\’età del ghetto conservate nell\’Archivio Storico della Comunità Ebraica di Roma\nClaudio Petrillo (Università degli Studi Roma Tor Vergata)\, “L’umilissimo suo servo”.  Le suppliche rivolte a Pio IX dai condannati politici\, protagonisti della tentata insurrezione romana del 15 agosto 1853\n***\nEnrica Asquer (Università degli Studi di Genova)\, Cittadini o supplicanti? Le richieste di deroga alla normativa antisemita nell’Italia fascista e nella Francia di Vichy\nClaire Zalc (ENS/EHESS\, Paris)\, Grammaires de la citoyenneté. Contester la dénaturalisation sous Vichy\n***\nPresiede: Gianluca Fiocco (Università degli Studi di Roma Tor Vergata)\nAlain Blum (INED/EHESS\, Paris)\, Emilia Koustova (Université de Strasbourg)\, Négocier sa vie\, redéfinir les politiques répressives à la sortie du stalinisme: les déplacés spéciaux soviétiques écrivent aux autorités\nSimeone Del Prete (Università degli Studi di Roma Tor Vergata)\, “Tu che sei il compagno migliore”: le lettere a Palmiro Togliatti degli ex-partigiani inquisiti per atti di violenza politica nell’immediato dopoguerra\n***\nDiscussione\nLucia Ceci (Università degli Studi di Roma Tor Vergata)\, Marina Formica (Università degli Studi di Roma Tor Vergata\, Cecilia Nubola (Istituto storico Italo-germanico\, Trento)\, Guri Schwarz (Università degli studi di Genova)\, Maria Rosaria Stabili (Università degli Studi di Roma Tre) \nComitato scientifico: Lucia Ceci\, Enrica Asquer\, Simona Cerutti\nComitato organizzativo: Simeone Del Prete\, Alessio Folchi
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LOCATION:Università degli Studi di Roma Tor Vergata\, Via Lucullo\, 11\, Roma\, Italia
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SUMMARY:The Birth of Modern China
DESCRIPTION:Department of Asian and North African Studies – Ca’ Foscari University\nCentre for Chiang Kai-shek and Modern Chinese History – Zhejiang University \nInternational Workshop\nCa’ Foscari University of Venice\nDecember 5th\, 2019 \n1919-1949: The Birth of Modern China
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LOCATION:Università Ca’ Foscari Venezia\, Aula Magna "S. Trentin" - Ca' Dolfin \, Venezia\, Italia
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SUMMARY:Framing Mobility through the Humanities
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LOCATION:Aula Bortolami\, Dipartimento di scienze storiche\, geografiche e dell’antichità\, Via del Vescovado 30\, Padova\, Italia
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SUMMARY:La (non) liberta riproduttiva - (Not) Reproductive Freedom
DESCRIPTION:Convegno Internationale\nLa (non) libertà riproduttiva.\n(Not) Reproductive Freedom \nOrganizzato da\nDEP. Deportate\, Esuli e Profughe. Rivista Telematica di Studi sulla Memoria Femminile\nDipartimento di Studi Linguistici e Culturali Comparati\, Università Ca’ Foscari\nDipartimento di Economia\, Università Ca’ Foscari
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LOCATION:Università Ca’ Foscari Venezia\, Aula B Ca' Bernardo \, Venezia\, Italia
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SUMMARY:Le molte trame di una lunga vita. Giornata di studi in onore di Simonetta Piccone Stella
DESCRIPTION:Lunedì 2 dicembre 2019\, alle 14.00\, si terrà a Roma\, presso il Dipartimento di Scienze Sociali ed Economiche della Sapienza Università di Roma (Aula Magna – Via Salaria 113)\,\nLe molte trame di una lunga vita. Giornata di studi in onore di Simonetta Piccone Stella \nProgramma:\n14.00 Saluti istituzionali\nPierpaolo D’Urso\, Direttore del Dipartimento di Scienze Sociali ed Economiche Sapienza Università di Roma\n14.15 Introduce Rita Di Leo\, Emerito di Relazioni internazionali\, Sapienza Università di Roma \n14.45 La legacy di Simonetta Piccone Stella\nPresiede: Luca Salmieri (Docente di Sociologia della cultura Sapienza Università di Roma)\nIntervengono Chiara Saraceno (Honorary Fellow Collegio Carlo Alberto di Torino)\, Andreina De Clementi (Ordinario di Storia contemporanea\, Università di Napoli L’Orientale)\, Luciano Zani (Ordinario di Storia contemporanea\, Sapienza Università di Roma)\,\n15.30 Coffee break\n15.45 Intervengono Anna Rita Calabrò\, Assunta Viteritti\,  Enrico Pugliese\, Enzo Ragazzini\, Giuliana Chiaretti\, Marina D’Amelia\, Mirella Giannini\, Simona Feci.  \n17.30 Conclusioni: Bianca Beccalli (Ordinario di Sociologia del lavoro e delle Pari opportunità\, Università degli Studi di Milano).
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LOCATION:Roma\, Dipartimento di Scienze Sociali ed Economiche Sapienza Università di Roma - Via Salaria 113\, Roma\, 00198\, Italia
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SUMMARY:Piazza Fontana 1969-2019: la strage che cambiò l’Italia
DESCRIPTION:La data del 12 dicembre 1969\, quando esplode a Milano una bomba presso la filiale della Banca Nazionale dell’Agricoltura di piazza Fontana\, segna uno spartiacque politico e sociale per l’Italia. Si apre una crisi segnata da un persistente terrorismo diffuso di matrice sia di estrema sinistra sia di estrema destra. A cinquant’anni di distanza la Fondazione Ugo Spirito e Renzo De Felice organizza un convegno di studi per approfondire il significato di una data che ha cambiato la storia d’Italia\, con un aggiornamento sugli studi relativi alla strage e una riflessione sulle conseguenze che essa ha determinato.Il presidente della Fondazione Giuseppe Parlato\, ordinario di Storia contemporanea nella Unint di Roma presiederà i lavori. Intervengono il giornalista e saggista Paolo Morando\, autore di Prima di Piazza Fontana. La prova generale (Laterza\, Roma-Bari 2019)\, lo storico Gianni Oliva\, autore di Anni di piombo e di tritolo. 1969-1980. Il terrorismo nero e il terrorismo rosso da piazza Fontana alla strage di Bologna (Mondadori\, Milano 2019)\, il giornalista e saggista Nicola Rao\, consigliere di amministrazione della Fondazione e autore della Trilogia della celtica. La vera storia del neofascismo italiano. La fiamma e la celtica. Il sangue e la celtica. Il piombo e la celtica (Sperling & Kupfer\, Milano 2014)\, lo storico Vladimiro Satta\, autore del libro I nemici della Repubblica. Storia degli anni di piombo (Rizzoli\, Milano 2016)\, e Angelo Ventrone\, ordinario di Storia contemporanea nell’Università di Macerata\, autore di La strategia della paura. Eversione e stragismo nell’Italia del Novecento (Mondadori 2019) e curatore del volume L’Italia delle stragi. Le trame eversive nella ricostruzione dei magistrati protagonisti delle inchieste (1969-1980)(Donzelli\, Roma 2019). Modera il vicepresidente della Fondazione Gianni Scipione Rossi.
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LOCATION:Fondazione Ugo Spirito e Renzo De Felice\, Piazza delle Muse\, 25\, Roma\, Italia
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SUMMARY:Dall’appello ai Liberi e forti al Congresso di Torino. La politica di un nuovo partito
DESCRIPTION:La Fondazione Carlo Donat-Cattin di Torino e l’Istituto Luigi Sturzo di Roma promuovono un convegno storico sul Partito Popolare venerdì 22 novembre al Polo del ‘900 di Torino \nDall’appello ai Liberi e forti al Congresso di Torino.\nLa politica di un nuovo partito \nAl termine dell’anno del Centenario dell’appello ai Liberi venerdì 22 novembre dalle 9.45 alle 13 presso la sala Conferenze di Palazzo San Celso in corso Valdocco\, 4/a\nSaranno ricostruite le vicende del primo PPI a livello nazionale e saranno presentati i primi risultati della ricerca della Fondazione Donat-Cattin sul ruolo del PPI in Piemonte\nRiflettere sui i nodi della storia politica italiana attraverso la scelta di don Sturzo e del primo PPI è uno degli obiettivi della ricostruzione critica sull’esperienza politica italiana anche in rapporto all’oggi. \nIl programma \nOre 9\,45 – Saluti introduttivi – Gianfranco Morgando\, direttore della Fondazione Donat-Cattin\nNicola Antonetti\, Presidente dell’Istituto Luigi Sturzo \nOre 10 – Presiede Marta Margotti\, Università di Torino \nFrancesco Traniello\, Università di Torino: Il Partito Popolare Italiano\, un originale modello di Partito.\nGiorgio Vecchio\, Università di Parma : Il Partito Popolare Italiano nel quadro del cattolicesimo politico europeo.\nNicola Antonetti\, Università di Parma : Il PPI e le mancate riforme.\nBartolo Gariglio\, Università di Torino: Il Congresso di Torino del Partito Popolare Italiano\nLuigi Giorgi\, Istituto Sturzo: Il Partito Popolare nelle carte dell’Archivio centrale dello Stato: crisi dello stato liberale e avvento del fascismo\nVittorio Rapetti\, Fondazione Donat-Cattin: Presentazione della ricerca “Un partito di popolo: la nascita del Partito Popolare in Piemonte e la formazione della sua classe dirigente” \nOre 13 – Conclusioni. \nFondazione Donat-Cattin\nVia del Carmine 14\n10122 Torino\ninfo@fondazionedonatcattin.it\nsegreteria@fondazionedonatcattin.it\nwww.fondazionedonatcattin.it
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LOCATION:Sala Conferenze di Palazzo San Celso\, Corso Valdocco\, 4/a\, Torino\, 10100\, Italia
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SUMMARY:Sport popolare\, popolarità dello sport
DESCRIPTION:Convegno organizzato da APeP insieme ai Dip. Sagas e Forlilpsi di Unifi\, Comune di Sesto Fiorentino e ISIS Calamandrei. \nL’identificazione con lo sport e le sue figure rappresentative è profondamente radicata nella sensibilità collettiva e nella quotidianità di un larghissimo numero di persone\, come ha dimostrato nel 2018 l’ondata di emozione collettiva che ha accolto\, non solo in Italia\, la scomparsa del calciatore Davide Astori. Lo sport come spettacolo e veicolo di sentimenti e passioni ormai da lungo tempo occupa un posto centrale nella nostra vita sociale\, benché – oggi – in forme spesso molto diverse da un passato ancora prossimo. L’associazionismo sportivo è una delle articolazioni intermedie della sociabilità più rappresentative del nostro mondo e del nostro tempo\, anche sul piano quantitativo\, rispetto ad altre forme di aggregazione ereditate dal ‘900 e sempre più declinanti. Nello sport\, non in tutto certamente\, inoltre possiamo individuare uno dei settori economici oggi più redditizi e degni di investimento da parte del capitale finanziario internazionale.\nIn altri termini lo sport – o meglio gli sport – costituiscono ormai una sfera di attività sociale e una pratica culturale da prendere con la massima serietà non solo da parte dell’appassionato\, ma anche dallo storico. Enormi passi in avanti sono stati fatti rispetto ai seminali studi di sociologia storica portati avanti da Norbert Elias nei primi anni ’60\, là dove dimostrava che il loisir\, i passatempi e in particolare gli sport non erano soltanto il lato dilettevole della vita da coltivare eruditamente nella sfera ristretta dello specialista\, ma qualcosa di più significativo e cogente nel rappresentare la realtà sociale complessiva attraverso le esperienze quotidiane. Ancor più che nel coevo lavoro di Roger Caillois sul gioco (o in quello precedente di Johan Huizinga)\, per Elias lo sport è lo specchio di come si struttura e funziona una società: la vita seria è speculare ai suoi passatempi e alla sua sfera ludica; questi ultimi si nutrono degli stessi meccanismi di regolazione e autoregolazione dell’altra\, pur funzionando in modo esplicitamente e legittimamente diverso. Il processo di “sportivizzazione” del loisir (l’invenzione dello sport\, si potrebbe dire) che caratterizza per prime le élites britanniche fra fine ‘700 e soprattutto ‘800\, ne è un buon esempio. La trasformazione in sport di quelle attività ludico-competitive che prevedono l’uso del corpo e della forza\, da sempre presenti nelle società umane\, segna una decisiva spinta alla specializzazione del tempo libero e alla istituzionalizzazione per una pratica che attiene alla vita quotidiana delle società moderne\, sempre più urbanizzate e industrializzate. Si tratta di un fenomeno diffusosi poi rapidamente su scala planetaria\, uno dei primi esempi di globalizzazione normativa. Rappresenta anche un esplicito riconoscimento della funzione sociale dello sport e quindi indirettamente della sua centralità crescente rispetto ad altre sfere della vita collettiva nella misura in cui coinvolge tutti gli strati sociali e culture diverse.\nGli sport hanno raggiunto così una larga popolarità – non omogenea – che si riscontra non solo nel numero dei praticanti e degli appassionati\, ma anche dei fruitori in quanto spettatori di uno spettacolo capace di mobilitare\, direttamente e indirettamente\, risorse economiche e simboliche impressionanti e di farle entrare in circolazione interagendo simbioticamente con la comunicazione di massa e la politica. Se larga parte dei praticanti restano nella sfera del dilettantismo appassionato\, lo sport come spettacolo inevitabilmente si è costruito sulla selezione dei più abili nell’uso competente della forza in ogni singola disciplina e quindi attorno a percorsi – espliciti o impliciti – di professionalizzazione differenziati nel tempo. In altri termini\, il professionismo ha fatto degli sport uno spettacolo tanto quanto la spettacolarizzazione dello sport ha aperto la strada alla professionalizzazione della pratica. Se lo sport\, in origine passatempo delle élites\, si è “popolarizzato” diffondendosi socialmente e geograficamente fra fine ‘800 e la prima metà del ‘900 – e contestualmente nelle sue forme più spettacolari per alcuni\, sempre più numerosi\, è anche diventato una piacevole prospettiva di lavoro – le forme di adesione popolare a questa pratica sono profondamente mutate nel tempo\, hanno evidenziato fratture\, hanno rispecchiato e insieme hanno potenziato le rappresentazioni sociali\, hanno inciso su di esse.\nUn’attività che è liberamente autocentrata sul soggetto che la pratica\, che privilegia attraverso la prestazione la dimensione dell’individuo\, in realtà ha funzionato come collettore di grandi proiezioni collettive. Gli storici\, più degli studiosi di altre discipline delle scienze umane e sociali\, si sono concentrati sulla stretta relazione emersa nel corso dell’800 e del ‘900 fra identità sociali (e di classe)\, processi di nazionalizzazione e politica di massa. L’uso pubblico dello sport\, evidenziato in maniera definitiva soprattutto dai fascismi e dai regimi socialisti\, è risultato così centrale nella storiografia in questo campo. Ma la partecipazione sportiva come vettore di consenso passivo degli anni ’20-’30 del secolo\, o nel secondo dopoguerra oltrecortina\, non esaurisce in sé lo spettro complesso del perché si fa o si segue uno sport\, esattamente come non era esauriente la rappresentazione igienista e moralistica che accomunava circolarmente il discorso su sport e educazione fisica di fine ‘800\, inizio ‘900. Anzi\, il disciplinamento sociale attraverso lo sport ha rappresentato un terreno di confronto fra percezioni e modelli culturali ed anche politici diversi per tutto il secolo scorso.\nIn che misura dunque lo sport come fenomeno diffuso è dunque “popolare”? Quali sono i diversi significati e le plurime strutture di senso che sono stati attribuiti nel tempo al carattere popolare degli sport? Perché alcuni sport sono più popolari di altri? Infine\, perché oggi assistiamo a un ritorno di attenzione per lo “sport popolare”\, contrapposto – ideologicamente e politicamente – non solo alla “popolarità” dello sport come business spettacolare\, in un senso diverso dalla semplice dicotomia dilettantismo/professionismo\, ma anche allo stesso tempo lontano dalla tradizionale sociabilità espressa dalle culture di classe e in genere politiche e confessionali del secolo scorso?\nL’associazione Amici della rivista Passato e Presente (APeP) vorrebbe riflettere su questi temi\, organizzando due giornate di studi in grado di coinvolgere esperienze concrete del presente mettendole a confronto con la ricerca storica sul passato. \nConvegno riconosciuto come attività formativa per dirigenti e docenti della scuola di ogni ordine e grado\, non solo di educazione fisica ma per qualsiasi materia; per le iscrizioni: https://www.edfisica.toscana.it/FORMAZIONE/tabid/830/Default.aspx
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SUMMARY:I falsi misteri d'Italia e il caso della Uno Bianca
DESCRIPTION: \nGiovedì 21 novembre a Rimini\, presso il Teatro degli Atti\, via Cairoli 42\, si svolgerà un convegno dedicato ai falsi misteri d’Italia e alla vicenda della Uno Bianca. Interverranno lo scrittore Carlo Lucarelli\, i magistrati Daniele Paci e Armando Spataro\, lo storico Vladimiro Satta\, il teologo Vito Mancuso ed il politico e scrittore Walter Veltroni.\n \nIl convegno\, articolato in due sessioni\, avrà inizio alle ore 17.30 e\, dopo una breve pausa\, riprenderà alle ore 21.00. L’evento  sarà corredato da incontri con gli studenti a Rimini e a Pesaro nelle giornate 21\, 22 e 23 novembre 2019.\n \nPer un quadro completo e dettagliato dei lavori\, si veda il comunicato-stampa in allegato.\n 
URL:https://www.sissco.it/calendario/i-falsi-misteri-ditalia-e-il-caso-della-uno-bianca/
LOCATION:Teatro degli Atti\, via Cairoli 42\, Rimini\, Italia
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SUMMARY:Weimar: Modernità e democrazia in Europa (1919-1933)
DESCRIPTION:È il convegno annuale SISCALT. L’iniziativa  nasce da una collaborazione tra più istituzioni: l’Istituto storico italo-germanico-FBK\, i Dipartimenti di Lettere e Sociologia dell’Università di Trento\, l’Istituto storico germanico di Roma e l’Institut für Zeitgeschichte di Monaco. Il programma è molto ricco: sette sessioni e oltre venti interventi\, per i quali è prevista la traduzione simultanea dall’italiano al tedesco e dal tedesco all’italiano. \nIl tema \nLa storia della Repubblica di Weimar è tornata d’attualità sullo sfondo dei più recenti sviluppi politici e sociali che hanno caratterizzato il contesto tedesco ed europeo. \nA cent’anni dalla fondazione di quell’ordinamento democratico\, la lezione di Weimar viene evocata sempre più spesso come monito generale sui rischi di tenuta della democrazia. In realtà\, la ricerca storica ha da tempo contrapposto a questa visione allarmistica una prospettiva alternativa\, capace di fare luce anche sulla straordinaria modernità e sull’affascinante complessità dell’esperimento weimariano. Se si esamina la vicenda della Repubblica di Weimar sin dagli esordi e nei suoi sviluppi successivi (politici\, sociali e culturali) fino all’inizio degli anni Trenta\, affiora non solo la scintillante modernità culturale di questa epoca\, ma anche la grande vitalità dei progetti politici maturati in seno all’esperienza weimariana. \nAl convegno trentino interverranno studiose e studiosi di diverse discipline\, accomunati da una profonda conoscenza del periodo tra le due guerre. I loro contributi e il dibattito a cui daranno vita permetteranno di illustrare le molte sfaccettature dell’«esperimento Weimar»\, contestualizzandolo nel più ampio quadro europeo e internazionale.
URL:https://www.sissco.it/calendario/weimar-modernita-e-democrazia-in-europa-1919-1933/
LOCATION:Istituto storico italo-germanico-FBK\, Via Santa Croce 77\, Trento\, 38122\, Italia
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SUMMARY:Cinquantaquattro esclusi: L’applicazione della legislazione razziale e l’avvocatura torinese\, a ottant’anni dalle Leggi 1054 e 1815 del 1939
DESCRIPTION:Introduce e modera l’avv. Giulio Disegni \nIntervengono: \nprof. Michele Sarfatti  “Gli ebrei in Italia e la persecuzione antiebraica fascista” \nprof. Giovanni Canzio “Le leggi antiebraiche e il ceto dei giuristi” \nprof. avv. Guido Alpa “La cancellazione degli avvocati ebrei dagli albi professionali\, le Magistrature superiori e il Consiglio nazionale forense” \ndott. Annalisa Capristo   “Avvocati e professori di fronte alle leggi antiebraiche” \nprof. Guido Neppi Modona  “La magistratura e le leggi razziali:  non tutti si limitarono a rimanere silenti…” \navv. Paola De Benedetti  “Appunti sul Foro torinese. Cronaca a margine della Storia” \nL’attore Danilo Bruni leggerà brani tratti dalle Delibere di esclusione dall’Albo
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LOCATION:Aula Magna- Palazzo di Giustizia\,  C.so Vittorio Emanuele II 130 \, Torino\, Italia
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SUMMARY:La strategia della tensione tra Piazza Fontana e l'Italicus: fenomenologia\, rappresentazioni\, memoria
DESCRIPTION:Convegno internazionale di studi: \n“La strategia della Tensione fra piazza Fontana e l’Italicus. Fenomenologia\, rappresentazioni\, memoria” \n2^ sessione: \n“Dalla Banca al treno: Configurazioni\, Attori\, Relazioni e Letture dell’eversione stragista tra il 1969 e il 1974″   \n  \n                                                                                        \nPROGRAMMA \nMercoledì 20 novembre 2019 (Aula 15 Teaching Hub) \n9.30 Saluti istituzionali e apertura dei lavori. \n  \n10.30 LETTURE E COMPARAZIONI EUROPEE (Presiede Mirco Dondi) \nLaura di Fabio\, Un Paese nel quale “tutto era possibile e nulla impensabile”. Le stragi in Italia nei media tedesco-occidentali.               \nJonathan Dunnage\, Due culture istituzionali a confronto: apparati di polizia\, ordine pubblico e la lotta al terrorismo in Italia e Gran Bretagna\, 1960-1980. \nUgo Russo\, “Profonde inquiétude en Italie”: la strategia della tensione vista dalla stampa francese. \n  \n14.00 PENSIERO E AZIONE EVERSIVA (Presiede Domenico Guzzo\, coordinatore del convegno) \nMassiliano Capra\, La Strategia della Tensione e la Nuova Destra. \nLoredana Guerrieri\, Contro la “debolezza costituzionale dello Stato”: Avanguardia Nazionale e la strategia della tensione. \nFrancesco M. Biscione\, La P2 durante e dopo la Strategia della Tensione. \nCarlo Costa\, “A noi non resta che la vendetta”. I Nuclei Armati Rivoluzionari (1977-1982). \nOttavio D’Addea\, Denari invisibili: la storia della costruzione del sistema Sindona. \nFrancesco Germinario\, La Disintegrazione del sistema. Il revisionismo del radicalismo di destra: il 1969 di Franco Freda. \n  \nGiovedì 21 novembre 2019 (Aula 15 Teaching Hub) \n10.30 RELAZIONI INTERNAZIONALI (Presiede Giuliana Laschi) \nLeopoldo Nuti\, La politica internazionale nel quinquennio 1969/1974: paradossi e contraddizioni della distensione. \nValentine Lomellini\, Né Stragismo\, né BR? Il terrorismo internazionale nell’Italia degli anni Settanta. \nAntonio Varsori\, La situazione politica e sociale italiana tra il 1969 e la metà degli anni ’70 nell’interpretazione di due diplomazie europee: i casi francese e britannico. \n  \n14.00 RICOSTRUZIONI ED INTERPRETAZIONI (Presiede Marco Borraccetti) \nGuido Panvini\, La destra cattolica e la strategia della tensione. \nDanilo Barbi\, Movimento dei lavoratori\, condizione sociale e strategia della tensione. \nValter Bielli\, L’eredità della Commissione Stragi. \nFausto Baldi\, Il segreto di Stato e altre questioni investigative dopo la sentenza di Brescia. \nAlessandro Giacone\, La strategia della tensione nelle carte di Mariano Rumor. \nDomenico Guzzo\, Italicus: una strage di confine. \n  \nIl Convegno è organizzato da: Istituto Storico della Resistenza di Forlì-Cesena\, Punto Europa-Forlì\, Comune di Forlì\, Master in Comunicazione storica Università di Bologna\, Alma Mater Studiorum Università di Bologna\, Casa della Memoria-Brescia \ncon il sostegno di Serinar\, Associazione Luciano Lama e CGIL di Forlì. \n  \nLa partecipazione degli insegnanti è valida ai fini dell’aggiornamento MIUR.
URL:https://www.sissco.it/calendario/la-strategia-della-tensione-tra-piazza-fontana-e-litalicus-fenomenologia-rappresentazioni-memoria/
LOCATION:Unibo Campus universitario di Forlì – Aula 15 Teaching Hub\, viale Corridoni 20\, Forlì\, 47121\, Italia
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SUMMARY:La storia a scuola oggi. Questioni e metodi di insegnamento nella scuola primaria
DESCRIPTION:DESCRIZIONE: \nIl curricolo della scuola primaria include il solo studio della preistoria e della storia antica\, limitando la conoscenza del passato all’ambito più lontano dal presente ed escludendo lo studio sistematico della storia medievale\, moderna e contemporanea.\nTuttavia\, le larghe maglie delle indicazioni consentono una sperimentazione didattica che riguarda metodi e contenuti ma che\, per varie ragioni\, fatica a essere messa a sistema.\nAlla luce di ciò e ritenendo che un significativo rinnovamento della storia insegnata a scuola possa venire soltanto dal dialogo e dalla collaborazione tra insegnanti e specialisti della ricerca\, si è pensato di coinvolgere queste figure e chiamarle a un confronto su vari temi: i quadri di riferimento normativi e le loro radici teoriche\, la progettazione e la selezione dei contenuti\, la formazione dei docenti e l’uso di metodologie attive. \n  \nSeminario valido anche come corso di aggiornamento per gli insegnanti della scuola primaria. E’ possibile iscriversi presso la piattaforma SOFIA o scrivendo a storicamente@unibo.it \n  \nPROGRAMMA \n10:15 \nSaluti e introduzione- Vittorio Caporrella\, Elisabetta Serafini \n  \nLuigi Cajani- Indicazioni nazionali: limiti e possibilità \nWalter Panciera – Tra competenze e contenuti: storia generale e storia ‘locale’ \n  \n11.30 \nIvo Mattozzi – Insegnare la contemporaneità nella scuola primaria \nGianluca Cuniberti – Il laboratorio di storia nella scuola primaria \nCecilia Ricci\, Stefano Colavecchia – La storia nella formazione iniziale dei docenti \n  \n14:30 \nGianluca Gabrielli – Guardare la Costituzione con gli occhiali della storia \nNadia Olivieri – Raccontare la Shoah nella scuola primaria? \nLiliana Ellena – Storia delle donne\, storia di genere nella scuola primaria \n  \n16:00 \nRolando Dondarini – Il patrimonio di esperienze del DiPaSt \nElisabetta Serafini – L’albo illustrato per raccontare la storia delle donne \nMarco Tibaldini- Il gioco come strumento di costruzione delle competenze storiche
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LOCATION:Dipartimento di Storia Culture Civiltà – Università di Bologna\, Piazza San Giovanni in Monte\, Bologna\, Italia
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SUMMARY:Il colonialismo fascista
DESCRIPTION:Venerdì 8 novembre 2019 dalle ore 10 si terrà il convegno internazionale Il colonialismo fascista. Storia\, memoria e mito dell’italiano brava gente presso il Dipartimento di Lingue\, Letterature e Culture moderne dell’Università di Bologna. \nL’iniziativa si svolge nell’ambito della Festa internazionale della Storia e vedrà intervenire studiosi provenienti da Università italiane e non: \nOre 10.00 \nChair: Simona Salustri\, Università di Bologna \nLa cultura coloniale degli italiani a cura di Alessandro Pes\, Università di Cagliari \nVideo-intervista a Angelo Del Boca\, Università di Torino \nLa memoria del colonialismo italiano: tra rimozione e retorica a cura di Simona Berhe\, Università di Milano \nUn fil rouge coloniale. Le disfunzioni economiche tra Grande Guerra e fascismo a cura di Fabio Ecca\, Università Roma3 \nColonialismo e antisemitismo nel fascismo a cura di Tommaso Dell’Era\, Università della Tuscia \n___________________________________________ \nII sessione: 15-18 \nChair: Roberta Mira\, Università di Modena e Reggio Emilia \nLa costruzione della “notizia Etiopia”: il caso del “Corriere della sera” (ottobre 1935-maggio 1936) a cura di Enrica Bricchetto\, Cremit (Centro di Ricerca per l’Educazione ai Media\, l’Innovazione e la Tecnologia)\, Università Cattolica Milano \nLa guerra all’Etiopia nelle riviste satiriche italiane a cura di Mirco Dondi\, direttore del master di Comunicazione storica \nLetteratura coloniale italiana. Linee di ricerca a cura di Stefano Scioli\, Università di Bologna \nLa costruzione del mito coloniale tra i banchi di scuola e nelle università a cura di  Simona Salustri\, Università di Bologna \nTra mito e memoria. L’informazione cinematografica sulle colonie italiane tra l’impero fascista e la decolonizzazione a cura di Gianmarco Mancosu\, University of Warwick
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LOCATION:Bologna\, Via Cartoleria 5\, Bologna\, Italia
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SUMMARY:Insegnare la complessità. Magistero scientifico e impegno civile in Renzo De Felice a novant\'anni dalla nascita
DESCRIPTION:In occasione dei novant’anni dalla nascita di Renzo De Felice\, la Fondazione Ugo Spirito e Renzo De Felice ha deciso di commemorare lo storico romano con una serie di iniziative culturali. La prima di queste iniziative si svolgerà a Rieti\, città dove De Felice nacque\, e vedrà la partecipazione del Sindaco Antonio Cicchetti\, dell’Assessore alla Cultura Gianfranco Formichetti\, del Presidente della Fondazione professor Giuseppe Parlato e di una serie di giornalisti: Gianni Scipione Rossi\, Pasquale Chessa\, Mario Ciampi\, Luigi Compagna\, Stefano Folli\, Gianni Oliva\, Marcello Veneziani\, Stefano Pozzovivo. In tale occasione verrà presentato il terzo volume degli Scritti giornalistici di Renzo De Felice
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LOCATION:Biblioteca Comunale Paroniana\, Via San Pietro Martire 28\, Rieti\, 020100\, Italia
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SUMMARY:Ricostruire/restaurare Roma
DESCRIPTION:“Ricostruire/restaurare Roma. Il rinnovamento degli spazi pubblici e dei monumenti come politica urbana\, dall’antichità ai giorni nostri”.\n30-31 ottobre 2019\nÉcole française de Rome – Sapienza Università di Roma\, Facoltà di Lettere \nIl convegno internazionale si propone di indagare come\, durante l’intera storia di Roma\, dall’antichità al XXI secolo\, le nozioni di ricostruzione o restauro sono state al tempo stesso un motore dell’urbanistica\, un programma politico dei poteri pubblici e un ideale condiviso o meno dai diversi attori urbani.\nSi seguiranno tre piste di riflessione: lo studio dei programmi di rifacimento o ricostruzione di Roma e dei suoi monumenti; i significati politici della ricostruzione; le relazioni tra i progetti di rifacimento o ricostruzione e i diversi attori urbani\, con le connesse rivendicazioni\, conflitti\, resistenze.\nIl convegno è organizzato nel quadro delle attività del LIA Mediterrapolis – Espaces urbains\, mobilités\, citadinités. Europe méridionale-Méditerranée. XVe-XXIe siècle. \n  \n  \n 
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LOCATION:Roma\, École française de Rome - Sapienza Università di Roma\, Facoltà di Lettere\, Italia
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SUMMARY:Italiani nelle altre americhe
DESCRIPTION:Italiani nelle altre americhe\nEmigranti cilentani e meridionali in Venezuela\, Colombia\, Centroamerica e Caraibi.\nConvegno internazionale di studi interdisciplinari\nSaluti\nRosa Maria GrilloDirettrice Dipartimento Studi UmanisticiCarmine PintoCoordinatore Dottorato Studi letterari\, linguistici e storiciSalvo IavaronePresidente Asmef (Associazione Mezzogiorno Futuro)Vincenzo NapoliSindaco di Salerno \nPrima Sessione\nVittorio CappelliCentro di Ricerca sulle Migrazioni -Università della CalabriaSebastiano MartelliUniversità degli Studi di SalernoEmilio FranzinaUniversità di VeronaRaissa PergolaUniversità degli Studi di Salerno \nSeconda Sessione\nMartino MarazziUniversità di MilanoMichele CartuscielloGenealogista – Museo del CognomePietro CavalloUniversità degli Studi di SalernoEmilio GiordanoUniversità degli Studi di SalernoDiscussantToni Ricciardi Université de Genève
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LOCATION:Università degli Studi di Salerno\, via Giovanni Paolo II\, 132\, Fisciano (SA)\, 84084\, Italia
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SUMMARY:Fonti orali in Italia: archivi e ri-generazioni
DESCRIPTION:Istoreto\, Fondazione ISEC\, Aiso\, Istituto Nazionale Ferruccio Parri\, Soprintendenza Archivistica e Bibliografica del Piemonte e della Valle d’Aosta vi invitano al convegno di studi promosso in occasione del World Day for audiovisual heritage – Unesco (27 ottobre)\, con il contributo di Spi Cgil – Sindacato pensionati italiani – Torino Piemonte.Il convegno è strutturato in due sessioni – “Dal conversare al conservare. Lo stato dell’arte delle fonti orali in Italia” (venerdì 25 ottobre ore 14.00/19.00) e “Cosa resterà di questi anni Ottanta. Una rilettura della rivista «Fonti orali. Studi e ricerche»(1981-1987)” (Sabato 26 ottobre 9.00/13.00) – e affronta il tema delle fonti orali da diversi punti di vista\, discutendo di produzione\, conservazione\, uso e riuso delle fonti\, sia sul piano tecnico-scientifico che sul piano divulgativo\, con l\’intento di mettere a confronto diverse generazioni di ricercatori e operatori. Oggetto delle relazioni sono: il censimento in corso degli archivi sonori e audiovisivi presso la rete degli Istituti per la storia della Resistenza\, i lavori in corso per la redazione di un vademecum sulla conservazione\, descrizione\, e ri-uso delle fonti orali\, l’impatto sulla storia orale del regolamento europeo sulla protezione dei dati personali\, le esperienze virtuose di conservazione e riuso degli archivi sonori\, la costituzione di archivi di testimonianze orali come atto di democrazia\, la solidarietà tra generazioni di storici e storiche orali.Si prevede inoltre un ricordo e un riascolto di Nuto Revelli e Bianca Guidetti Serra.L’ingresso è libero fino a esaurimento posti. Data la limitata capienza della sala si richiede di inviare una conferma di partecipazione all’indirizzo archivio@istoreto.it entro mercoledì 23 ottobre.\nInfo e prenotazioni: archivio@istoreto.it \nScarica l\’allegato
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LOCATION:Polo del 900\, Via del Carmine 14\, Torino\, Italia
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SUMMARY:Le politiche dell'odio in Europa e nelle Americhe
DESCRIPTION:Dipartimento di Scienze Politiche\, Università Roma Tre\n25-28 OTTOBRE 2019 \nRecentemente\, il dibattito scientifico e politico su nuove manifestazioni di “incitamento all’odio” ha\nconosciuto una significativa intensificazione. Pratiche finalizzate alla creazione di terrore\, paura\, politiche\ndi istigazione all’odio\, strategie propagandistiche e repressive\, processi di costruzione del “nemico”\, però\,\nnon rappresentano fenomeni nuovi\, bensì hanno attraversato secoli e continenti. Partendo dall’adozione\ndi una prospettiva storica\, l’evento mira ad estendere la riflessione all’attualità\, affrontando i temi della\ncultura dell’odio e della legislazione frutto dell’odio verso categorie sociali\, gruppi politici o singoli\nindividui nei continenti americano ed europeo. \nAll’evento parteciperanno esponenti o ex esponenti delle\nistituzioni\, ricercatori e docenti\, giornalisti ed esperti provenienti da diversi ambienti professionali.\nL’obiettivo degli incontri è quello di far dialogare persone che hanno affrontato questi temi da diverse\nprospettive e differenti ambiti professionali\, promuovendo in questo modo\, attraverso un dibattito ampio\nche includa anche le scuole\, gli studenti universitari e in generale i cittadini\, la cultura del rispetto reciproco\ne della democrazia.
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LOCATION:Dipartimento di Scienze Politiche\, Università Roma Tre\, Via Gabriello Chiabrera 199\, Roma\, 00145\, Italia
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