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SUMMARY:Abbasso la guerra! Neutralisti in piazza alla vigilia della Prima guerra mondiale in Italia\, a cura di Fulvio Cammarano
DESCRIPTION:Venerdì 11 settembre 2015\, alle ore 17.00\, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Palazzo Mattei di Giove – Via Michelangelo Caetani 32\, Roma)\, verrà presentato il volume Abbasso la guerra! Neutralisti in piazza alla vigilia della Prima guerra mondiale in Italia\, a cura di Fulvio Cammarano\, Le Monnier\, 2015. Intervengono: Antonio Carioti\, Simona Colarizi\, Giovanni Sabbatucci. Coordina: Marco De Nicolò. \nQuesto non è un libro sull’Italia alla vigilia della Prima guerra mondiale\, ma un’indagine su cosa la gente comune ha fatto per rimanerne fuori. Attraverso le vicende\, spesso violente\, occorse dall’agosto 1914 al maggio 1915 in oltre cinquanta città e in molte decine di paesi\, si è\, per la prima volta\, portato alla luce la prassi del neutralismo in Italia\, vale a dire l’altra faccia di quella strisciante guerra civile che di solito vede come protagonista l’interventismo. Emerge dal viaggio nelle piazze neutraliste una realtà a geometria variabile\, per tempi\, modi e caratteristiche sociali\, ma sempre espressione di una più o meno ribelle o rassegnata «eccedenza» rispetto alla grande politica. Nei mesi in cui si gioca il destino del Paese\, il neutralismo fa emergere un disagio che è un intellegibile\, per quanto scomposto\, segnale di dolente dissociazione popolare (l’affollata ritualità religiosa pro pace\, la rilevante presenza pubblica delle donne\, la vivace partecipazione dei soldati\, l’incremento di azioni attribuite alla «teppa»). Che il segnale non abbia trovato una adeguata sintesi politica a livello nazionale nulla toglie alla forza\, anche disperata\, di quel movimento a cui\, a cent’anni dagli avvenimenti\, va restituito il giusto posto nella storia d’Italia. \nFulvio Cammarano insegna Storia contemporanea all’Università di Bologna. Studioso di storia politica europea del XIX e XX secolo\, è presidente del Sistema bibliotecario dell’Ateneo di Bologna e membro del Comitato di direzione di «Ricerche di Storia Politica» e dirige le collane «Quaderni di Storia» e «Dentro la storia» (Le Monnier). Coordina un progetto nazionale Prin sulla delegittimazione politica in Europa e Stati Uniti (1870-1970). Tra i lavori più recenti: Storia dell’Italia liberale (Laterza\, 2011); Partiti e Movimenti\, in G. Sabbatucci e V. Vidotto (a cura di)\, L’Unificazione italiana (Treccani\, 2011); Un Ibrido tra stato e nazione (Il Mulino\, 2011); Delegittimazione: note per un approccio storico (con S. Cavazza) (Kripton\, 2013). \nInformazioni: b-stmo.info@beniculturali.it – www.bsmc.it –
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LOCATION:Biblioteca di storia moderna e contemporanea\, Via Michelangelo Caetani\, 32\, Roma\, 00186\, Italia
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SUMMARY:La costruzione delle Alpi. Immagini e scenari del pittoresco alpino
DESCRIPTION:Presentazione del libro di Antonio De Rossi\, La costruzione delle Alpi. Immagini e scenari del pittoresco alpino (1773-1914)\, Donzelli\, Roma\, 2014\, Biblioteca di storia moderna e contemporanea di Roma ‘Michelangelo Caetani’\, 18 settembre 2015\, ore 17. \nPresentano Fiammetta Balestracci\, Pietro Causarano\, Costanza D’Elia e Lauro Rossi. \nAntonio De Rossi è architetto e professore ordinario di Progettazione architettonica e urbana\, e direttore del Centro di Ricerca “Istituto di Architettura Montana” presso il Politecnico di Torino. Con questo libro ha vinto nel 2015 il Premio Mario Rigoni Stern. \nSarà presente l’Autore
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SUMMARY:La costruzione delle Alpi. Immagini e scenari del pittoresco alpino (1773-1914) di Antonio De Rossi
DESCRIPTION:Venerdì 18 settembre 2015\, alle ore 17.00\, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Palazzo Mattei di Giove – Via Michelangelo Caetani 32\, Roma)\, verrà presentato il volume La costruzione delle Alpi. Immagini e scenari del pittoresco alpino (1773-1914) di Antonio De Rossi\, Donzelli\, 2014. Ne discutono con l’autore: Fiammetta Balestracci\, Pietro Causarano\, Costanza D’Elia. Coordina: Lauro Rossi.  \nPremio Rigoni Stern 2015 – La Giuria\, costituita da Paola Maria Filippi\, Mario Isnenghi\, Daniele Jalla\, Paolo Rumiz\, Ilvo Diamanti\, coordinata da Margherita Detomas ha deciso di assegnare il Premio “Mario Rigoni Stern per la Letteratura Multilingue delle Alpi” a Antonio De Rossi per la sua opera La Costruzione delle Alpi. Immagini e scenari del pittoresco alpino (1773-1914)\, con la seguente motivazione: “La Costruzione delle Alpi è un?opera densa\, fascinosa e estremamente documentata che grazie anche a un ricco apparato iconografico dimostra come le Alpi non siano solo una realtà geografica\, ma anche un universo mentale”. \nPer quanto paradossale possa a prima vista sembrare\, le Alpi\, così come oggi noi le conosciamo e le percepiamo\, non sono sempre esistite. Esse sono state «costruite» attraverso un duplice processo: quello della trasformazione del territorio alpino\, della materiale immissione e implementazione\, in quel contesto\, di progettualità e manufatti umani; e quello della conoscenza scientifica e artistica\, della costruzione di un immaginario\, di una rappresentazione e messa in scena delle montagne. Entrambi questi aspetti hanno conosciuto e conoscono una storia. Quest?opera ? dedicata in particolare allo spazio alpino occidentale compreso tra Italia\, Francia e Svizzera e impreziosita da un ricchissimo apparato iconografico ? affronta proprio questo tema: la modificazione dell?ambiente e del paesaggio montano nel periodo compreso tra la seconda metà del Settecento\, momento della scoperta delle Alpi da parte delle società urbane europee\, e il definitivo fissarsi\, attorno ai primi anni del Novecento\, di un?idea di montagna legata alla metamorfosi turistica operata dalla Belle Époque. È in quei 150 anni che si insedia e si struttura quell?immagine del «pittoresco alpino» con cui ancora oggi per tanti versi siamo chiamati a confrontarci. Una storia fisica dunque\, ma anche una ricostruzione dei differenti modi di guardare e di concettualizzare la montagna che hanno guidato la mutazione e il progetto dello spazio alpino. Una storia culturale e delle idee che si colloca a cavallo di molteplici terreni disciplinari: paesaggio e teorie estetiche\, turismo e alpinismo\, storia dell?architettura e delle infrastrutture\, arte e letteratura\, storia degli insediamenti\, geologia e glaciologia\, medicina\, storia economica e sociale. Per seguire meglio questa complessa articolazione\, viene proposto una sorta di «percorso di cresta» (tra Piemonte\, Valle d?Aosta\, regione insubrica dei laghi\, Savoia\, Delfinato\, area lemanica\, Vallese\, Oberland bernese\, Grigioni) che fa intravedere l?esistenza di culture e modi di guardare che travalicano le singole esperienze nazionali\, disegnando una prospettiva europea di lunga durata che si riflette nel progetto contemporaneo di una macroregione alpina. \nAntonio De Rossi\, architetto\, è professore ordinario di Progettazione architettonica e urbana\, e direttore del centro di ricerca «Istituto di Architettura Montana»\, presso il Politecnico di Torino.
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SUMMARY:I SEI GIORNI CHE SCONVOLSERO IL MONDO. La crisi dei missili di Cuba e le sue percezioni internazionali
DESCRIPTION:Venerdì 18 settembre\, alle ore 17.30\, presso la Biblioteca comunale delle Oblate a Firenze si terrà la presentazione del libro “I SEI GIORNI CHE SCONVOLSERO IL MONDO. La crisi dei missili di Cuba e le sue percezioni internazionali” (Le Monnier\, 2014\, pp. 540). \nAl volume è stato assegnato il Premio “Friuli Storia” edizione 2015. \nCon l’autore ne discuterà il prof. Stefano Luconi\, docente all’Università di Firenze. \nSi parlerà anche del ruolo nella crisi dei missili di Giorgio La Pira\, sindaco di Firenze nel 1962. \n 
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SUMMARY:L’altra Roma. «La Frusta» e la stampa cattolica a Roma da Porta Pia a Roma capitale\, a cura di Laura Lanza
DESCRIPTION:Lunedì 21 settembre\, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Palazzo Mattei di Giove – Via Michelangelo Caetani 32 – Roma) verrà presentato il volume L’altra Roma. «La Frusta e la stampa cattolica a Roma da Porta Pia a Roma capitale»\, a cura di Laura Lanza (Edizioni Biblioteca d’Orfeo\, 2015). \nIntervengono\nSandro Bulgarelli\, Giuseppe Monsagrati\, Lauro Rossi\nCoordina\nRosanna De Longis
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SUMMARY:Questa guerra non è mica la guerra mia. Scritture\, contesti\, linguaggi durante la Grande Guerra\, a cura di Rita Fresu
DESCRIPTION:Mercoledì 23 settembre 2015\, alle ore 17.00\, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Palazzo Mattei di Giove – Via Michelangelo Caetani 32\, Roma)\, verrà presentato il volume Questa guerra non è mica la guerra mia. Scritture\, contesti\, linguaggi durante la Grande Guerra a cura di Rita Fresu. Il Cubo\, 2015. Intervengono: Claudio Natoli\, Luca Serianni. Coordina: Marcello Teodonio.\nSarà presente la curatrice. \nDal tetto della tradotta che lo conduce al fronte\, il milanese Giovanni Busacca (Vittorio Gassman)\, dopo essersi accapigliato col romano Oreste Jacovacci (Alberto Sordi)\, ribadisce con amarezza la sua estraneità a un evento lacerante\, che non comprende\, e non gli appartiene\, condensandola nella nota frase del capolavoro cinematografico di Mario Monicelli\, che emblematicamente si è scelta in epigrafe al volume: questa guerra non è mica la guerra mia. Non è appartenuta al protagonista della pellicola monicelliana\, così come non lo è stata di tanti\, e di tante\, che però per la guerra\, e della guerra\, sono stati costretti a scrivere. Per rispondere a un bisogno\, inusitato per alcuni\, meno estraneo\, forse\, per altri\, ma per tutti\, di fatto\, segnato dalla necessità di individuare lo strumento adatto per farlo\, in un momento storico e sociale in cui questo strumento (ancora) non c’era\, anche attraverso un processo di avvicinamento tra alto e basso […] in cui si collocano infinite soluzioni intermedie\, fatte di testi e di scriventi\, di lingue e di linguaggi\, che si contagiano\, si mescolano\, si amalgamano\, si condizionano reciprocamente in una saldatura linguistica tra livelli che\, di là dall’evento bellico\, ha lasciato profonde tracce nella nostra storia culturale \, in un gioco di contatti\, scambi\, travasi che qui si è cercato di mettere in luce. \nSommario: Scritture e Grande guerra: una storia linguistica tra “alti” e “bassi” di Rita Fresu; Esplora le storie: scritture popolari on-line dalla Grande guerra di Paola Cantoni; Ladino nelle scritture di guerra. Le lettere dal fronte di Simone Chiocchetti di Fabio Chiocchetti; La lingua italiana nei diari e nella corrispondenza dei soldati di Cortina d’Ampezzo di Paolo Giacomel; «Che cosa vuoi? La pace». La Grande guerra nell’Archivio di scrittura popolare di Vigevano di Cecilia Demuru; Il bersagliere Ettore Di Clemente ed i suoi «Appunti del combattente» di Paolo Muzi; La guerra tra le righe: analisi linguistica di un epistolario in “italiano colto” di Sicilia di Luisa Amenta; «Giannì\, non rientrare in Italì\, finita la guerra finito tutto»: Grande guerra ed emigrazione nel diario di un semicolto sardo di Marzia Caria; Leo Spitzer e le circonlocuzioni per esprimere la parola ‘fame’di Edeltraud Werner; Grande guerra e scritture esposte di Paolo D’Achille e Domenico Proietti; La grammatica del parlato nei sillabari e nei libri di lettura per le scuole reggimentali alle soglie della Grande guerra di Michela Dota e Massimo Prada; La propaganda durante la Grande guerra: analisi linguistica dei volantini dell’Archivio Storico di Rovereto di Silvia Loi; «Quattro parole\, così\, alla buona». Lessico e retorica negli opuscoli di propaganda durante la Grande guerra di Mirko Volpi; «So’ Italiano sì lo dico forte». Il dialetto nei giornali di trincea (1918) di Davide Pettinicchio; Marte in Venere: la Grande guerra sui giornali femminili italiani di Giuseppe Sergio; «Canta che ti passa». Primi sondaggi linguistici sul corpus dei canti della Grande guerra di Daniele Caldirola\, Cecilia Demuru e Giuseppe Polimeni; Nascita di uno scrittore: note linguistico-stilistiche sul ‘Giornale di guerra e di prigionia’ di Carlo Emilio Gadda di Luigi Matt \nRita Fresu insegna Linguistica italiana presso l’Università di Cagliari.
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SUMMARY:La difesa dell'italianità\, Il Mulino 2015
DESCRIPTION: \nLa difesa dell’italianità. L’Ufficio per le zone di confine a Bolzano\, Trento e Trieste (1945-1954)\n \na cura di Diego D’Amelio\, Andrea Di Michele\, Giorgio Mezzalira\n \nBologna\, Il Mulino\, 2015\n \n \n \n25.09.2015\, ore 18.00\n \nBiblioteca universitaria di Bolzano\n \nPiazza Università 1\n \nBolzano\n \n \n \nA discutere del libro saranno\, insieme ai tre curatori\,\n \nAndreas Gottsmann\, Direttore dell’Istituto storico austriaco a Roma\n \nRaoul Pupo\, Professore di Storia contemporanea all’Università di Trieste\n \n \n \nL’Ufficio per le zone di confine (Uzc)\, attivo dal 1947 al 1954 sotto la responsabilità politica del giovane sottosegretario alla Presidenza del consiglio Giulio Andreotti\, rappresenta una fonte di assoluto rilievo per comprendere la storia delle aree italiane di frontiera\, nella fase di transizione del secondo dopoguerra. L’Ufficio fu infatti il laboratorio in cui si studiarono le politiche relative alle regioni di confine e il terminale incaricato di applicarvi le strategie del governo. L’Uzc operò in contesti complessi come quelli dell’Alto Adige e della Venezia Giulia\, connotati dall’emergere di questioni che mettevano in discussione la stessa sovranità italiana su quei territori. Sulla base dello studio della documentazione dell’Ufficio\, recentemente riordinata e messa a disposizione dall’Archivio della Presidenza del consiglio\, le ricerche qui proposte – di studiosi di lingua italiana\, tedesca e slovena provenienti dalle rispettive aree di confine – permettono di evidenziare similitudini e divergenze delle scelte di Roma nella «difesa dell’italianità» delle frontiere.\n \nFrutto di una ricerca iniziata nel 2008\, il volume raccoglie i risultati di un primo approfondito studio sulla documentazione inedita dell’Ufficio per le zone di confine\, conservata a Roma presso l’Archivio generale della Presidenza del consiglio dei ministri. Questo carteggio ha permesso agli storici di ricostruire il profilo politico e i compiti dell’Ufficio – voluto da Alcide De Gasperi e diretto da Silvio Innocenti (già Prefetto di Bolzano nel 1946) – nonché la fitta trama delle attività e l’ingente mole dei finanziamenti a sostegno della difesa e della propaganda dell’italianità dell’Alto Adige e della Venezia Giulia. Fu per queste sue specifiche funzioni di tutela che l’Uzc venne percepito dalle minoranze etno-nazionali come strumento di palese discriminazione e accusato\, a Bolzano come a Trieste\, di sostenere posizioni e politiche nazionalistiche.\n \nL’Ufficio agì in regioni “difficili”\, passate alla sovranità italiana da meno di un trentennio e agitate da tanti temi “caldi”: solo per citare i più importanti\, in Alto Adige la questione del riacquisto della cittadinanza italiana da parte di chi nel 1939 aveva optato per la Germania e l’elaborazione del primo Statuto di autonomia; nella Venezia Giulia la gestione dell’emergenza profughi\, che si inseriva in un delicatissimo quadro politico\, caratterizzato anche da interventi di “difesa dell’italianità” in funzione anticomunista e antijugoslava. Problemi che attenevano alla politica interna ma anche a quella estera\, nel mutato quadro determinatosi con la fine della guerra mondiale.\n \nAl di là della sua evidente rilevanza per gli studi storici di ambito locale\, l’opera rappresenta un contributo importante sul piano storiografico per una migliore comprensione dei rapporti tra centro e periferia e dei nodi relativi alla questione nazionale e ai processi di ricostruzione\, anche identitaria\, dopo il 1945.\n \nIl libro è frutto della collaborazione tra diverse istituzioni\, il cui impegno ha reso possibile la ricerca e la pubblicazione: il Centro di competenza Storia regionale della Libera Università di Bolzano\, l’Archivio provinciale di Bolzano/Südtiroler Landesarchiv\, l’Istituto storico italo-germanico della Fondazione Bruno Kessler di Trento e la Fondazione Museo storico del Trentino.\n 
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SUMMARY:Storia minima d’Europa. Dal neolitico a oggi\, di Andrea Zannini
DESCRIPTION:Mercoledì 30 settembre 2015 alle ore 17.00\, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Palazzo Mattei di Giove – Via Michelangelo Caetani 32\, Roma)\, in collaborazione con l’Istituto storico italiano per l’età moderna e contemporanea\, verrà presentato il volume Storia minima d’Europa. Dal neolitico a oggi di Andrea Zannini\, il Mulino\, 2015.\nIntervengono: Maria Pia Donato\, Giuseppe Galasso\, Marcello Verga.\nCoordina: Rosanna De Longis. \nChe cos’è l’Europa? Un’entità geografica\, un patrimonio storico\, una costruzione ideologica? Tutto questo insieme: una cosa dai tratti imprecisi ma concreti\, che si è venuta formando nel corso dei millenni. A partire dal termine stesso e dalla definizione dell’ambito spaziale\, il libro illustra gli snodi\, i processi e le trasformazioni principali che hanno condotto all’Europa di oggi: dall’eredità del mondo greco-romano alla diffusione del cristianesimo\, allo sviluppo delle città e degli stati\, dall’espansione coloniale alle rivoluzioni e ai nazionalismi\, dai totalitarismi novecenteschi all’Unione europea. \nAndrea Zannini insegna Storia moderna nell’Università di Udine. Tra le sue ultime pubblicazioni\, Venezia città aperta. Gli stranieri e la Serenissima XIV-XVIII sec. (2009); per il Mulino ha co-curato La Repubblica partigiana della Carnia e dell’Alto Friuli (2013).
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