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SUMMARY:Per la guerra\, contro la guerra. L’Italia e gli italiani nella Grande Guerra
DESCRIPTION:Secondo incontro del ciclo di seminari “La guerra siamo noi. Violenze belliche e società italiana nei due conflitti mondiali” promosso dall’Associazione Vie Nuove e dall’Isrt in collaborazione con l’istituto di cultura francese \nIntervengono Roberto Bianchi (Università di Firenze) e\nLuigi Tomassini (Università di Bologna)
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SUMMARY:Riccardo Lombardi oggi
DESCRIPTION: Introduce: Mario Artali \nRelazioni \nEdoardo Borruso Giorgio Galli Cristina Tajani \nSono previsti gli interventi di Enzo Bartocci\, curatore del Quaderno della Fondazione G. Brodolini Lombardi 2013. Riforme di struttura e alternativa socialista\, di Nerio Nesi e di altri autori del Quaderno. \nIl Quaderno raccoglie le relazioni e la tavola rotonda del convegno Lombardi 2013\, svoltosi a Roma\, presso la Fondazione Lelio e Lisli Basso – Issoco il 10-11 aprile 2013\, e\, come il convegno\, si caratterizza per la complessità del suo approccio\, insieme scientifico e politico.\nLe relazioni presentano i risultati di una importante stagione di studi – alla quale appartengono\, fra l’altro\, i recentissimi volumi di due collaboratori del Quaderno\, Luca Bufarale\, Riccardo Lombardi. La giovinezza politica 1919 – 1949\, Roma\, Viella\, 2014\, e Tommaso Nencioni\, Riccardo Lombardi nel socialismo italiano (1947 – 1964)\, Napoli\, ESI\, 2014 – e inquadrano la personalità di Lombardi nella storia sociale e politica italiana\, dall’antifascismo al centro-sinistra e ai suoi esiti. \nLa tavola rotonda\, Riccardo Lombardi tra storia e memoria\, attraverso il confronto tra collaboratori e interlocutori di Lombardi\, mette a fuoco da diverse angolazioni il significato della sua azione politica e delle questioni da lui poste sulla società italiana di ieri e di oggi.
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SUMMARY:Donne e scuola nella Grande Guerra
DESCRIPTION:Donne e scuola nella Grande Guerra. Profili biografici e percorsi didattici \nore 15:30 Saluto delle autorità: Elena Donazzan – assessore all’Istruzione\, Formazione e Lavoro della Regione del Veneto; Flavio Rodeghiero – assessore alla Cultura e Turismo del Comune di Padova\, Giovanni Luigi Fontana – direttore DiSSGeA dell’Università di Padova\, Vincenzo Milanesi – direttore del Dipartimento Fisppa dell’Università Padova.\nore 16:00 “Maestre ed educatrici nella temperie della guerra”\, introduce e coordina Carlotta Sorba. \n\n“Una pedagogista interventista: Maria Pezzè Pascolato”\, di Nadia Maria Filippini\n“Una cristiana in guerra: Antonietta Giacomelli”\, di Saveria Chemotti\n“Rita Majerotti\, maestra e socialista”\, di Maria Teresa Sega\n“Giurai guerra alla guerra: Arpalice Cuman Pertile”\, di Sonia Residori\n“La grande guerra entra in classe: spunti didattici a partire dai documenti del Museo dell’Educazione”\, a cura di Patrizia Zamperlin.
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SUMMARY:Davanti alla guerra europea. Milano tra neutralismo e interventismo 1914-1915
DESCRIPTION:Giornata di studio dedicata all’anno della Neutralità a Milano\, organizzato dal Dipartimento di Studi Storici dell’Università degli Studi di Milano e dal Dipartimento di Sociologia e Ricerca sociale dell’Università Milano-Bicocca
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SUMMARY:L'impero asburgico e la guerra italiana
DESCRIPTION:Presentazione dei volumi “L’impero asburgico” di Marco Bellabarba (Il Mulino\, 2014) e “La guerra italiana. Partire\, raccontare\, tornare 1914-1918” di Marco Mondini (Il Mulino\, 2014). Ne discutono Giovanni Sabbatucci (Università Roma La Sapienza) e Laurence Cole (Università di Innsbruck). Saranno presenti gli autori.
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LOCATION:Istituto Storico Italo Germanico – FBK\, Via Santa Croce 77\, Trento\, 38122\, Italia
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SUMMARY:Il caos dei comandi. L’Afrika Korps e gli italiani a El Alamein
DESCRIPTION:Mercoledì 5 novembre 2014 alle ore 17\, presso il Salone Teresiano della Biblioteca Universitaria di Pavia\, in corso Strada Nuova 65\, Antonio M. Morone (docente di Storia e istituzioni dell’Africa\, Università di Pavia) e Bruno Ziglioli (docente di Storia contemporanea\, Università di Pavia) presenteranno il libro di Daniele Sanna Il caos dei comandi. L’Afrika Korps e gli italiani a El Alamein (Mursia\, Milano 2013). Interverrà il Generale di Corpo d’Armata Giorgio Battisti\, comandante del Nato Rapid Deployable Corps-Italy (NRDC-ITA). Introduce e coordina il professor Silvio Beretta\, docente di Cooperazione internazionale\, Università di Pavia.  Sarà presente l’Autore.\nL’evento è organizzato dal Dipartimento di Scienze Politiche e Sociali dell’Università di Pavia\, dalla Biblioteca Universitaria di Pavia e dal comando del NRDC-ITA.
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SUMMARY:Dialoghi sulle mafie
DESCRIPTION:I Dialoghi \nLa globalizzazione ha esaltato la capacità adattiva delle mafie che hanno reagito\, al mutare delle condizioni istituzionali\, economiche e sociali metabolizzando gli elementi di novità senza alterare il proprio substrato culturale. Le mafie hanno integrato\, elaborato e riadattato i modelli tradizionali con l’avanzare della società dei consumi e delle comunicazioni di massa. L’adattabilità\, che ha consentito la loro affermazione nel lungo periodo\, può essere paragonata al movimento di un pendolo che oscilla tra arcaismo e modernità: le peculiarità di una fase storica sono state trasportate in quella successiva\, realizzando una coesistenza di permanenze e trasformazioni che amalgamano innovazione e conservazione.\nEsponenti dell’accademia\, della magistratura\, delle istituzioni\, della politica\, dell’economia\, delle forze di polizia\, del volontariato\, del mondo della cultura italiani e stranieri si confronteranno a Napoli per conoscere e riflettere sui nuovi scenari della “globalizzazione mafiosa”. \nI “dialoganti” \n5 Novembre ore 17:00La scomunica dei mafiosi. Stato e Chiesa di fronte alle mafie.Relatori: Andrea Orlando\, Crescenzio SepeModera: Lucio d’AlessandroLa recente scomunica da parte di Papa Bergoglio nei confronti dei mafiosi apre nuove prospettive nella lotta alle mafie e allo stesso tempo nuovi interrogativi. Una presa di posizione della Chiesa che sicuramente rafforza l’azione di contrasto dello Stato. Come la Chiesa cattolica tramuterà in azioni concrete la storica presa di posizione del Papa? Quanto questa nuova posizione inciderà su quel senso religioso che da sempre ostentano i mafiosi\, anche quelli più spietati? Si rischieranno disordini all’interno delle carceri\, come è avvenuto\, all’indomani della scomunica\, nel penitenziario di Larino con lo “sciopero della Messa”? Il “blocco dell’antimafia” appare certamente rafforzato da questa presa di posizione che vede la Chiesa affiancarsi senza possibilità di fraintendimenti allo Stato.ore 18:30Le mafie al nord e in Europa. Infiltrazione o radicamento?Relatori: Rosy Bindi\, Giancarlo Caselli\, Petra ReskyModera: Giacomo Di GennaroLe mafie non sono più un fenomeno soltanto del Sud dell’Italia e probabilmente non lo sono mai state. Le cointeressenze con politici e imprenditori del Nord dell’Italia ma anche all’estero\, gli affari\, non soltanto illegali\, dimostrano la “convenienza” del “modello mafioso” al di fuori del suo tradizionale ambiente di provenienza. Le mafie moderne sono aperte verso l’esterno\, tessono relazioni solide senza sosta\, tanto da riuscire ad infiltrarsi e\, sempre più spesso\, a radicarsi in “nuovi” territori\, complici gli interessi economici. Il radicamento in territori non arretrati economicamente e con un alto tasso di senso civico dimostra ancora una volta quanto siano superate analisi del fenomeno mafioso che lo vincolano a presunta arretratezza e inciviltà dei meridionali. ore 21:00 Spettacolo Teatro di Forcella6 Novembreore 17:00Serve ancora l’antimafia? Relatori: Luigi Ciotti\, Franco RobertiModera: Antonio La SpinaLe strategie di contrasto alle mafie\, nel tempo\, sono state declinate in diversi modi. Accanto alla instancabile azione di repressione dello Stato\, una proficua antimafia sociale ha occupato la scena\, sostenendo anche sul piano culturale e sociale l’azione repressiva dello Stato e sollecitando misure di riuso sociale delle ricchezze sottratte alla criminalità.Esistono ulteriori nuovi campi per l’agire comune? Stato e società potrebbero costruire spazi di azione in cui condiviso non sia soltanto il fine della lotta\, ma l’azione stessa? La sinergia\, il coordinamento\, la comunicazione potrebbero fornire nuove frecce all’arco dell’antimafia? E\, infine\, ci può essere il rischio di una professionalizzazione dell’antimafia\, togliendo ad essa forza e consenso?ore 18:30Il sottile confine tra corruzione e mafie. Relatori: Raffaele Cantone\, Ivan Lo BelloModera: Silvio LugnanoL’impegno delle mafie in attività legali ha determinato lo svilupparsi di una “zona grigia”\, fatta di cointeressenze con politici ed imprenditori. Tali inconfessabili legami da un lato sono utili al perseguimento dello “scopo mafioso”\, dall’altro contribuiscono alla soddisfazione degli interessi\, spesso economici\, dei “colletti bianchi”. La figura del mafioso si modifica nel tempo e sempre più spesso appare sovrapporsi a quella dell’imprenditore o del politico senza scrupoli. Il confine tra economia legale ed economia illegale diventa sempre più labile e l’azione antimafia rischia di diventare ancora più faticosa. Ci sono realtà dove c’è corruzione ma non c’è mafia\, ma non esiste mafia senza corruzione. Prima o poi laddove domina la corruzione politica ed economica le mafie arrivano.ore 21:00 Spettacolo Teatro di Forcella7 Novembre ore 17:00Le trattative Stato-mafie.Relatori: Carlo Alemi\, Salvatore LupoModera: Isaia SalesChe la mafia siciliana abbia avuto rapporti con esponenti dei Servizi Segreti Italiani per ottenere\, in cambio della fine dell’epoca delle stragi\, un “addolcimento” del 41 bis\, non è ancora comprovato senza ombra di dubbio. Se tale trattativa c’è stata\, resta\, peraltro\, ancora da stabilire se essere inquadrata o meno in una fattispecie criminosa.Ma non è un segreto che spesso esponenti dello Stato si sono serviti delle mafie per risolvere affari delicati\, e tali rapporti sono stati registrati e provati in numerose vicende della nostra storia unitaria. Forse il caso più eclatante è rappresentato dal cosiddetto “affare Cirillo”: la camorra di Raffaele Cutolo tratta\, per conto dei Servizi Segreti\, la liberazione dell’esponente della DC campana Ciro Cirillo\, rapito dalle Brigate Rosse. Il riconoscimento\, da parte dello Stato\, delle mafie come potere garantisce la loro legittimazione sul territorio di appartenenza.ore 18:30A che punto è la lotta alle camorre e alle mafie?Relatori: Filippo Beatrice\, Corrado Lembo\, Guido MarinoModera: Francesco PiccininiGli enormi sforzi delle Forze dell’Ordine e della Magistratura nella lotta alle mafie hanno fatto registrare risultati molto positivi\, talvolta insperati: dalla cattura di super-latitanti\, alla scoperta di affari criminali di prim’ordine. Ma sono sufficienti gli strumenti giudiziari\, economici ed investigativi di cui i protagonisti dell’antimafia dispongono? In particolare nella lotta contro i clan di camorra\, che ha fatto registrare significativi risultati culminati con l’arresto di quasi tutti i capi dei Casalesi e con la decisione di collaborare con la giustizia di molti di essi\, siamo di fronte ad uno scompaginamento definitivo dei clan o si possono riformare le stesse condizioni che ne hanno permesso per anni il successo? In quei territori è cambiato qualcosa di strutturale nella politica\, nell’economia e nella società? E a Napoli città qual è la situazione? ore 21:00 Spettacolo Teatro di Forcella8 Novembre ore 10:00La ‘ndragheta\, il narcotraffico e l’inferno messicanoRelatori: Nicola Gratteri\, Enzo Segre MalagoliModera: Luciano BrancaccioLe rotte del narcotraffico da sempre sono luoghi d’incontro delle mafie di varia provenienza. L’impero economico della ‘ndrangheta è dovuto soprattutto alle relazioni che tale mafia\, a lungo sottovalutata\, ha saputo costruire al di là dei confini regionali e statali\, incrociandosi\, per questa via\, con criminalità straniere\, al fine di concludere affari lucrosi quale quelli del narcotraffico. La lotta a queste interconnessioni tra criminali appare complicata e richiede un strategica sinergia tra gli organi di controllo sociale di tutti i paesi implicati\, capace di cogliere\, ciascuna per il proprio Stato\, interventi mirati e perciò efficaci. La specificità della criminalità del Messico\, autorevole crocevia dei traffici di droga\, caratterizzata da una violenza feroce\, impone una seria riflessione sulle possibilità di un intervento coordinato a livello internazionale. ore 11:30Ricordando Falcone e Borsellino – Il pool antimafia di PalermoRelatori: Giuseppe Ayala\, Ruggero Cappuccio\, Lorenzo Guarnotta Modera: Tano Grasso Le vittime delle mafie vengono spesso ricordate per i loro gesti eroici fatti di una disarmante normalità. Le vittime del pool antimafia di Palermo sono coperte da un’aura di eroismo perché emblema di un lavoro instancabile al servizio della giustizia. Falcone e Borsellino a distanza di 20 anni dalla loro morte rappresentano ancora oggi personaggi a cui ispirarsi per la battaglia della società civile alle mafie. Con questo dialogo si intende riportare l’attenzione su quell’innovativo esperimento di coordinamento delle indagini sulla mafia\, voluto da Antonino Caponnetto\, che è stato alla base dei primi colpi dati dallo Stato ai clan mafiosi dopo lunghissimi periodi di impunità.ore 17:00La Spagna dei camorristiRelatori: Carlos Cadidaños Anton\, Marco Del Gaudio\, Joan QueraltModera: Gabriella Gribaudi Alcune regioni del mondo\, più di altre\, sono state interessate dalla “colonizzazione” dei camorristi. È questo il caso della Spagna\, sede di investimenti e di traffici di un buon numero di clan campani\, al punto che la Costa del Sol è stata ribattezzata “Cosca” del Sol. Ma che volto assume la camorra nella penisola iberica? Quali sono i suoi affari? Con gli spagnoli ha un rapporto occasionale oppure stabile? Qual è la percezione che la popolazione ha di essa? I mezzi investigativi e legislativi sono sufficienti a contrastarla? ore 18:30Il peso delle mafie nell’economia e nella finanza.Relatori: Federico Cafiero De Raho\, Jacques de Saint Victor\, Francesco Forgione Modera: Riccardo Marselli Le attività delle mafie tendono sempre di più a spaziare nel mondo dell’imprenditoria legale\, attraverso la quale esse riescono a costruire imperi apparentemente inattaccabili. Il loro successo è dovuto alla immensa disponibilità di capitali iniziali che provengono dalle consuete attività illegali\, estorsioni e traffico di droga in primo luogo. Un indotto illegale da sempre condiziona l’economia e gli investimenti nel Sud dell’Italia; una evoluzione verso attività legali sbilancia il mercato nazionale ed estero. Si può calcolare il peso che le mafie rivestono nell’economia e nella finanza nazionale e internazionale? Sono sufficienti le misure dei vari Stati a limitare l’occupazione di interi settori economici? In Europa c’è consapevolezza del ruolo sempre crescente che i proventi mafiosi hanno nei circuiti finanziari? \nPer partecipare ai Dialoghi sulle mafie ci si può prenotare (in modo da riservare i posti) scrivendo a dialoghisullemafie@libero.itoppure sul sitowww.dialoghi-mafie.eventbrite.itMedia partner fanpage.it
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LOCATION:Complesso monumentale di San Domenico Maggiore\, Piazza San Domenico Maggiore\, Napoli\, Italia
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SUMMARY:Lo stato italiano: una questione europea
DESCRIPTION:Giovedì 6 novembre 2014\n1. Sessione introduttiva\nPresiede e introduce: Francesco Bonini\nEttore Rotelli: Stato: parola europea\, declinazione italiana\nFederigo Bambi: Risorgimento: parola italiana\, parola europea\n2. Seconda sessione\nGli Italiani e le Italie (1848-1870)\nPresiede e discute: Rocco Pezzimenti\nGiuseppe Tognon – Vincenzo Schirripa: L’alfabetizzazione\nPietro Cafaro – Giovanni Gregorini: L’unificazione monetaria\nNicola Labanca: L’istituzione militare e i militari\nLuca Mannori: Le questioni istituzionali\nDiscussione introdotta da Luigi Blanco\, Carmen Trimarchi\ne Domenico Bruni \nVenerdì 7 novembre 2014\n3. Terza sessione\nPresiede e discute: Giuseppe Ignesti\nMassimo de Leonardis: La diplomazia\, le alleanze\nAndrea Ciampani: Classi dirigenti nel circuito delle élites europee\nVera Zamagni: L’unificazione economica tra costi e benefici\nFrancesco Bonini: Il sistema politico\nDiscussione introdotta da Giampaolo Malgeri\, Tiziana Di Maio\,\nMaddalena Carli e Tito Forcellese\n4. Quarta sessione\nCoordinate\nPresiede e conclude: Giuseppe Tognon\nAdriano Roccucci: L’Italia negli spazi europei: nord e sud\, est e ovest\nDiscussione conclusiva.
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SUMMARY:Peoples and Borders Seventy years of Movement of Persons In Europe\, to Europe\, from Europe  (1945-2015)
DESCRIPTION:International Conference \nof \nThe EU Liaison Committee of Historians/ \nLe Groupe de Liaison des professeurs d’Histoire Contemporaine \nAuprès de la Commission des Communautés Européennes \nsponsored by \nUNIVERSITY OF PADUA \nDEPARTMENT OF POLITICAL SCIENCE\, LAW\, AND INTERNATIONAL STUDIES \nOF THE UNIVERSITY OF PADUA \nFIRB Engines of Growth \nPEOPLES AND BORDERS \nSEVENTY YEARS \nOF \nMOVEMENT OF PERSONS \nIN EUROPE\, TO EUROPE\, FROM EUROPE \n(1945-2015) \n6-8 November\, 2014 \nDepartment of Political Science\, Law and International Studies\, \nUniversity of Padua\, \nPadua\, Italy
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SUMMARY:Oltre il dopoguerra: Rappresentazioni e politiche della violenza
DESCRIPTION:Seminario nazionale Sissco\nQuarto incontro di: Violenza politica e sociale nell’Europa del secondo dopoguerra. Bilanci e prospettive di ricerca\nIstituto Storico della Resistenza in Toscana (Isrt)\, 6-7 novembre 2014\nVia Carducci 5/37\, Firenze\nComitato scientifico e organizzativo: \nEnrico Acciai (coordinatore)\, Camilla Poesio (coordinatore)\, Guido Panvini\, Toni Rovatti \nInformazioni: seminarioviolenza@gmail.com\nGiovedì 6 novembre: Simbologie e pratiche\n15.00 -15.10 Toni ROVATTI (Università di Bologna)\, Saluti e apertura dei lavori \n  \n15.10-15.35 Luis MARTÍN-ESTUDILLO (University of Iowa)\, Violencia y arte: Eduardo Arroyo ante la represión de la conflictividad laboral en el tardofranquismo (1962-1975) \n  \n15.35-16.00 Enrico ACCIAI (Isrt)\, Reducismo antifascista nell’Italia repubblicana tra violenza\, disillusione ed emarginazione. Il caso degli ex volontari di Spagna \n  \n16.00-16.15 Pausa \n  \n16.15- 16.40 Guido PANVINI (Università della Tuscia)\, L’altro dopoguerra. Continuità e rotture della violenza neofascista nell’Italia repubblicana \n  \n17.40- 17.00 Discussant: Simone NERI SERNERI (Università degli Studi di Siena\, Isrt) \n  \n17.00-18.00 Dibattito \nVenerdì 7 novembre: Conflittualità e gestione dell’ordine pubblico\n9.30- 9.55 Ilenia ROSSINI (Sapienza Università di Roma)\, Conflittualità sociale\, violenza politica e collettiva e gestione dell’ordine pubblico nella Roma postbellica (1948-1956) \n  \n9.55-10.20 Luigi AMBROSI (Università della Calabria)\, Vita di un questore. Note metodologiche e interpretative su violenza\, apparati e uomini di Stato \n  \n10.20-10.40 Pausa \n  \n10.40- 11.00 Discussant Lorenzo BERTUCELLI (Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia) \n  \n11.00-12.00 Dibattito \n  \n12.00- 13.00 Chiusura dei lavori\, Enrico ACCIAI\, Camilla POESIO\, Guido PANVINI\, Toni ROVATTI \n  \nFanno parte del Seminario nazionale Sissco: Enrico Acciai (Isrt Firenze); Luigi Ambrosi (Università della Calabria); Fabien Archambault (Université de Limoges)\, Joshua Arthurs (West Virginia University); Andrew Beattie (University of New South Wales Sydney); Lorenzo Bertucelli (Università di Modena e Reggio Emilia); Mirco Carrattieri (Istoreco Reggio Emilia); Mirco Dondi (Università di Bologna); Matteo Ermacora (Università̀ Ca’ Foscari Venezia); Luis Martín-Estudillo (University of Iowa); Chiara Fantozzi (Istoreco Livorno); Ilaria Favretto (Kingston University London); José M. Faraldo (Universidad Complutense de Madrid); Davide Guarnieri (Archivio di Stato di Ferrara); Aitzpea Leizaola (Universidad del País Vasco); Paolo Mencarelli (Isrt Firenze); Simone Neri Serneri (Università di Siena\, Isrt Firenze); Mila Orlic (University of Rijeka Fiume); Guido Panvini (Università della Tuscia); Camilla Poesio (Università̀ Ca’ Foscari Venezia); Leonardo Rapone (Università della Tuscia); Javier Rodrigo (Universitat Autònoma de Barcelona); Ilenia Rossini (Sapienza Università di Roma); Toni Rovatti (Università di Bologna); Alessandro Santagata (École pratique des hautes études\, Paris); Matteo Stefanori (Università della Tuscia).
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SUMMARY:Presentazione dell'Archivio Storico di Mediobanca "Vincenzo Maranghi"
DESCRIPTION:Si segnala la presentazione dell’Archivio Storico di Mediobanca “Vincenzo Maranghi”\, che si svolgerà a Milano il 7 novembre p.v.
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SUMMARY:Il “modello emiliano” nella storia d’Italia.  Tra culture politiche e pratiche di governo locale
DESCRIPTION:Presentazione del volume \nIl “modello emiliano” nella storia d’Italia. Tra culture politiche e pratiche di governo locale \nBraDypUS Editore\, Bologna \nPresiede Giovanni Solinas \nPresenta il volume Andrea Giuntini \nCommenti del curatore Carlo De Maria e degli autori presenti \nSono previsti interventi di \nAndrea Landi \nFranco Mosconi \nGian Carlo Muzzarelli \n  \nTesti di: Carlo De Maria\, Alberto Ferraboschi\, Fabio Montella\, Oscar Gaspari\, Emanuele Bernardi\, Sebastiano Giordani\, Vanni Bulgarelli\, Matteo Troilo\, Eloisa Betti\, Tito Menzani\, Alberto Rinaldi\, Antonio Senta\, Sante Cruciani
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SUMMARY:Imre Nagy\, un ungherese comunista. Vita e martirio di un leader dell’ottobre 1956
DESCRIPTION:Venerdì 7 novembre 2014\, alle ore 17.00\, verrà presentato il volume Imre Nagy\, un ungherese comunista. Vita e martirio di un leader dell’ottobre 1956 di Romano Pietrosanti (Le Monnier\, 2014).\nIntervengono: Antonio Carioti\, Damir Grubiša\, Paolo Mattera. Coordina: Lauro Rossi. \nSi tratta della prima biografia italiana di Imre Nagy\, primo ministro della rivoluzione ungherese dell\’ottobre 1956. Dopo l\’adesione al comunismo nel 1917\, visse l\’attivismo nel partito\, l\’esilio a Mosca\, il ritorno in patria nel dopoguerra e gli incarichi governativi\, fino a divenire capo del governo nel giugno del 1953. Il nuovo corso riformista da lui inugurato fu contrastato e interrotto nella primavera del 1955 e Nagy si ritrovò all\’opposizione. L\’esplosione rivoluzionaria del 23 ottobre 1956 lo riportò al governo\, ma si concluse tragicamente con l\’invasione sovietica il 4 novembre successivo\, la sua incarcerazione ed esecuzione il 16 giugno 1958. La riabilitazione di Nagy\, il\n16 giugno 1989\, ha segnato la nascita della nuova Ungheria. Il libro dà conto degli importanti rapporti tra Nagy e il PCI\, guidato da Togliatti \nPer informazioni: Biblioteca di storia moderna e contemporanea\, e-mail b-stmo.info@beniculturali.it
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SUMMARY:Scienza\, tecnica\, industria in Italia durante la Grande Guerra
DESCRIPTION:Lunedì 10 novembre 2014 ore 9 | Brescia – Chiesa di San Giorgio\, Piazzetta San Giorgio – Via Gasparo da Salò\nFondazione Isec vi invita al convegno che si terrà a Brescia (Chiesa di San Giorgio\, Piazzetta San Giorgio – Via Gasparo da Salò) lunedì 10 novembre dalle 9 alle 18\, organizzato da Fondazione Luigi Micheletti in collaborazione con il Politecnico di Milano\, il Musil – Museo dell\’industria e del lavoro di Brescia\, Fondazione AEM (Gruppo A2A)\, A.S.S.T.I. (Associazione per la Storia della scienza e della tecnica in Italia nell\’età dell\’industrializzazione)\, Fondazione ISEC (Istituto per la Storia dell\’Età Contemporanea)\, l\’Istituto Lombardo di Storia Contemporanea e l\’A.I.C.I. (Associazione delle Istituzioni di Cultura Italiane).\nLa Grande Guerra fu il conflitto più devastante fino allora conosciuto dall’umanità anche perché i mezzi messi a disposizione delle forze belligeranti ebbero una potenza mai prima raggiunta. E ciò per il nesso sempre più stretto che nel corso del secolo precedente si era creato fra scienza\, tecnica e industria. Negli oltre quattro anni del conflitto gli ambienti tecnico-scientifici furono ampiamente mobilitati nei diversi Paesi\, con esiti di vario ordine\, destinati a far sentire i loro effetti anche a molta distanza di tempo. Partendo da queste premesse\, il convegno intende approfondire: i modi in cui avvenne la mobilitazione delle diverse categorie di tecnici e di scienziati in Italia; gli specifici problemi che le diverse categorie di esperti\, e le istituzioni in cui operavano\, si trovarono ad affrontare durante gli anni del conflitto; le forme di integrazione che\, per impulso degli organi politici e militari\, furono realizzate dagli ambienti tecnico-scientifici fra di loro e con i settori produttivi maggiormente sollecitati dalle esigenze della guerra; l’impegno e gli atteggiamenti che singole personalità\, particolarmente rappresentative in campo scientifico e tecnico\, tennero nei confronti del conflitto e dei problemi che questo pose al centro del dibattito pubblico.\nInterverranno: Valerio Castronovo\, Carlo Lacaita\, Giovanni Paoloni\, Paolo Bagnoli\, Michela Minesso\, Emilio Chirone\, Giovanni Battimelli\, Barbara Bracco\, Luigi Cerruti\, Luigi Pepe\, Vittorio Marchis\, Andrea Silvestri\, Stefano Morosini\, Nicoletta Nicolini\, Marcello Zane\, Fabrizio Trisoglio\, Amilcare Mantegazza\, Giorgio De Vecchi.\nConfermare la presenza scrivendo a micheletti@fondazionemicheletti.it\nProgramma
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SUMMARY:Lavoro e flussi di valore. 20 anni da Il lungo XX secolo di Giovanni Arrighi
DESCRIPTION:Nel 1994 usciva la prima edizione in lingua inglese de Il lungo XX secolo\, forse l’opera più conosciuta e importante di Giovanni Arrighi. Intellettuale militante\, lasciò l’Italia alla fine degli anni Settanta\, andando a raggiungere Immanuel Wallerstein negli Stati Uniti dove rimase fino alla recente scomparsa. Qui il suo impegno accademico venne prima assorbito dal Centro Fernand Braudel della University of New York Bighamton\, da cui l’attenzione alla prospettiva globale e alle lunghe periodizzazioni nell’analisi del capitalismo\, che rimangono i punti cardinali della bussola storiografica disegnata dalla bibliografia arrighiana\, poi dalla John Hopkins University di Baltimora.\nIl lungo XX secolo\, nonostante l’ampiezza e la lucidità della riflessione\, la scorrevolezza del testo (con ogni probabilità favorita dall’originale stesura in inglese) a dispetto della complessità dei temi trattati\, ha goduto di una fortuna relativa\, non solo nell’ambito accademico.\nA distanza di venti anni\, ci sembra dunque importante rimettere al giusto posto questo libro\, non tanto dedicandogli un banale omaggio elegiaco\, ma rimetterlo al centro della riflessione\, riprenderne i contenuti per proporre e diffondere letture critiche. Intendiamo misurare l’interpretazione di Arrighi sulle evoluzioni cicliche del sistema capitalista di accumulazione\, produzione e finanziarizzazione con i recentissimi sviluppi dell’economia mondiale\, godendo del discutibile privilegio di aver visto nella crisi degli ultimi 8 anni l’erosione di pezzi del sistema di libero mercato.\nIn questa proposta di percorso\, non possiamo non partire da una valutazione sulla riflessione centrale de Il lungo XX secolo: possiamo giudicare ancora valida l’interpretazione su questo ultimo ciclo di storia del capitalismo\, che rilegge la formula marxista D-M-D’ come D-D’\, con i tre momenti dell’accumulazione\, della traduzione in fattori produttivi “reali” e della messa in circolo nella forma del commercio\, contratti ad un processo di creazione autoreferenziale di profitto attraverso la vendita di moneta? La crisi che il regime finanziario mondiale sta attraversando da quasi un decennio\, è l’annuncio della “crisi terminale” del “secolo americano” iniziato alla fine dell’800\, o stiamo attraversando un’ulteriore “crisi-spia”\, come quelle degli anni Settanta e Novanta? Lungi dal segnare il declino del centro dell’economia-mondo\, le crisi-spia ne segnano uno spostamento ancora più radicale verso terreni di investimento extraproduttivo o extracommerciale\, come è stato negli anni Settanta per la fine della centralità industriale dell’occidente o alla fine del XX secolo con l’avvento dei territori della rete. Eppure\, lo spostamento dell’asse economico verso oriente\, come per altro parzialmente pronosticato da Arrighi visto l’emergente protagonismo dell’area “cindiana” (o degli Emirati Arabi\, alternativamente) a scapito del Giappone\, promettente erede della potenza capital-territorialista statunitense all’epoca della prima edizione de Il lungo XX secolo\, sembra presagire una prossima cesura nella teoria arrighiana-braudeliana dei lunghi cicli economici. Lo slittamento a Oriente di un nuovo potenziale centro dell’economia-mondo è per altro il tema di quello che può essere considerato il seguito ideale de Il lungo XX secolo. Nel 2007 esce infatti negli Stati Uniti Adam Smith in Beijing\, tradotto e stampato in Italia l’anno seguente. Un testo che completa il percorso arrighiano nei cicli sistemici di accumulazione\, approdando ai rinnovati scenari di indebitamento e arretramento militare statunitense\, condizione ottimale per un\, se non certo\, plausibile\, avvicendamento dell’egemonia mondiale verso un inedito Beijing consensus.\nLa nostra contemporaneità per altro sembra fornirci moltissimi stimoli ad approfondire i temi principali de Il lungo XX secolo. La deterritorializzazione delle élite finanziarie\, che ha illustri precedenti nelle “nazioni” in esilio o trasmigrate in cerca di solide relazioni d’affari nell’Europa medievale e moderna\, impone uno scarto oltre l’analisi di questo o quel modello statuale\, non esistendo probabilmente al dispositivo puramente politico capace di incorporare a pieno la natura cosmopolita dell’alta finanza mondiale\, a meno di strumentali e pregiudiziali forzature. Stati Uniti\, Cina o Germania\, nessuna di queste entità territoriali può sensatamente essere considerata da sola centro o server del complesso network di interessi economici che costituisce il potere capitalistico globale. Così come non possiamo fare a meno di abbandonare i pregiudizi euroatlantici e non vedere nella dimensione asiatica una rete di mercati\, saperi e classi progressivamente sempre più autonoma dai tradizionali (e probabilmente decadenti) centri dell’organizzazione economica occidentale.\nIl rapporto tra territorio e capitalismo\, altro importante aspetto della riflessione di Arrighi\, ci impone ulteriori nuovi elementi di analisi. La recente crisi ucraina sembra rimettere in discussione le perifrasi D-T-D’ e T-D-T’ che dovrebbero rappresentare due differenti tendenze della dialettica del potere: quella capitalista e quella territorialista. Se alla luce del processo di integrazione europea e di pacificazione post-guerra fredda\, l’opzione T-D-T’\, che vedeva nell’espansione territoriale il fine ultimo dell’esercizio egemonico degli stati\, appariva del tutto abbandonata\, il nuovo corso della politica di Putin sembra riaprire un confronto “tradizionale” con l’Unione Europea e le altre realtà dell’area ex-sovietica\, la cui tendenza è la riaffermazione del controllo russo sui vicini attraverso la politica degli eserciti e dei carri armati. Pur non dando per scontata questa interpretazione\, certamente semplicistica se vediamo ai tanti attori in gioco\, più o meno nascosti nelle pieghe del mercato finanziario ed energetico mondiale\, è un dato di fatto che gli osservatori tendano a tradurre quanto sta accadendo alla luce di questa equivalenza. Leggere criticamente Arrighi può aiutarci anche a trovare una nostra chiave interpretativa.\nIn questo percorso di studio intendiamo coinvolgere persone che hanno accompagnato il percorso biografico e di ricerca di Arrighi e nelle cui analisi è possibile sentire l’eco dei molti interrogativi posti da Il lungo XX secolo.\nAbbiamo pensato quindi ad un ciclo di seminari\, in cui inserire presentazioni di libri o dibattiti utili a stimolare la discussione su questi temi oltre che a ricordare il lavoro di Arrighi. Vorremmo privilegiare autori che propongano approcci genealogici\, così da supportare l’analisi dell’oggi (e perché no\, azzardare previsioni sul domani) con elementi di comprensione ancorati nel passato storico\, e autori che abbiano privilegiato una prospettiva globale.\nInfine crediamo che la questione da cui partire sia un profilo del capitalismo attuale\, con una particolare attenzione ai terreni di più intensa valorizzazione\, ovvero la logistica e l’organizzazione produttiva\, il mercato finanziario e la rete. Sono tutti e tre spazi assolutamente intrecciati e difficilmente analizzabili autonomamente\, ma dai quali è possibile partire per una interpretazione dell’ attuale rapporto tra denaro e potere.\nI seminari sono rivolti a studenti\, dottorandi e ricercatori\, con una particolare attenzione agli iscritti ai dottorati di Storia (politica\, società\, culture\, territorio) e alla scuola dottorale di Studi europei e internazionali del Dipartimento di Scienze Politiche\, agli studenti dei Dipartimenti di Giurisprudenza\, Scienze della Formazione\, Scienze Politiche\, Filsofia\, comunicazione e spettacolo e Studi Umanistici.
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SUMMARY:Paolo Orsini. Dipingere per sopravvivere. Immagini dai campi di prigionia (1943-1945)\, di Angela Maria D’Amelio
DESCRIPTION:Lunedì 10 novembre\, alle ore 17.00\, in collaborazione con l’ANRP-Associazione Nazionale Reduci dalla Prigioni\, dall’Internamento\, dalla Guerra di Liberazione e loro familiari\, si presenta il volume \nPaolo Orsini. Dipingere per sopravvivere. Immagini dai campi di prigionia (1943-1945)\ndi Angela Maria D’Amelio \nIntervengono\nMiriam Mirolla\, Lauro Rossi\, Luciano Zani \n*******************************  \n“Io mi salvai dipingendo\, la pittura mi aiutò a ritrovare me stesso\, a non dimenticarmi”. Così Paolo Orsini (1910-1974) ricorda quale fu la sua resistenza\, come quella di molti altri artisti\, durante i quasi due anni di prigionia nei lager nazisti come Internato Militare Italiano. Le figure ritratte nei suoi acquerelli si muovono in un’atmosfera lugubre\, caratterizzata da un’essenzialità disegnativa e da una limitata gamma cromatica; “anime lunghe” dalle forme sempre più evanescenti\,senza volto o con i lineamenti appena accennati\, che riflettono l’annullamento interiore\, l’umiliante condizione psicologica di chi è stato ormai privato della propria identità. Testimonianza struggente e umanissima quella di tutti internati\, artisti e non\, che esce dalla semplice cronaca per assumere una preziosa valenza documentaria. I loro dipinti\, disegni\, fotografie\, poesie\, diari\, lettere\, appunti sparsi hanno permesso\, infatti\, di portare alla luce una quantità di microstorie altrimenti destinate all’oblio che\, insieme\,assumono il respiro della grande Storia.
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SUMMARY:Armati per la guerra civile. Fascisti e partigiani nel 1943-1945
DESCRIPTION:Terzo incontro del seminario La guerra siamo noi. Violenze belliche e società italiana nei due conflitti mondiali\, promosso  dall’Associazione Vie Nuove e dall’Isrt in collaborazione con l’istituto di cultura francese  \nIntervengono Santo Peli (Università di Padova) e Toni Rovatti (Università di Bologna)
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SUMMARY:L’assalto al cielo. Donne e uomini nell’emigrazione italiana\, di Andreina De Clementi
DESCRIPTION:Martedì 11 novembre\, alle ore 17.00\, si presenta il volume \nL’assalto al cielo. Donne e uomini nell’emigrazione italiana\ndi Andreina De Clementi (Donzelli\, 2014) \nIntervengono\nGoffredo Fofi\, Sabrina Marchetti\, Gabriella Turnaturi \nCoordina\nMichele Colucci \nQuali sono gli snodi cruciali dell’emigrazione italiana? In questo volume l’Autrice mette in collegamento la grande emigrazione dei primi decenni postunitari con l’esodo del secondo dopoguerra e ne evidenzia analogie e differenze\, in una ricostruzione che attinge le sue fonti soprattutto da epistolari\, interviste e\, in generale\, bagagli di memorie delle famiglie di emigranti.  In tal modo si forniscono al lettore le coordinate utili alla comprensione del fenomeno migratorio nel suo complesso\, consentendo di collocare nel loro contesto temi di indubbia rilevanza e originalità quali il vissuto e la soggettività dei protagonisti.\nIndice: I parte: La grande migrazione: 1) La mobilità italiana fino alla chiusura della frontiera americana 2) La legislazione dei paesi d’arrivo 3) Rimesse e mercati 4) Proprietà\, parentela e sistema successorio 5) Dove finiscono i risparmi di una comunità irpina. II parte: La vita altrove: 6) I lavori delle donne 7) A ruoli scambiati 8) La sfida dell’insularità. Generazioni e differenze etniche. III parte: Il secondo dopoguerra: 9) La nuova ondata 10) L’emigrazione meridionale 11) Fenomenologia del viaggio 12) Il centenario dell’Unità
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SUMMARY:Il Regio esercito e i suoi archivi. Una storia di tutela e salvaguardia della memoria\, di Silvia Trani
DESCRIPTION:Giovedì 11 dicembre 2014\, alle ore 17.00\, alle ore 17.00\, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Palazzo Mattei di Giove – Via Michelangelo Caetani 32\, Roma)\, verrà presentato il volume di Silvia Trani\, Il Regio esercito e i suoi archivi. Una storia di tutela e salvaguardia della memoria (Stato maggiore della Difesa – Ufficio storico\, 2014). Intervengono: Paola Carucci\, Guido Melis\, Matteo Paesano. Coordina: Marco De Nicolò \nBasato su una solida conoscenza dell’evoluzione ordinativa e funzionale dell’Esercito italiano\, il volume  rappresenta\, nella nostra letteratura archivistica\, il primo tentativo di ricostruzione e analisi dei criteri che furono alla base del processo di produzione-trasmissione-conservazione delle carte di una forza armata nel periodo del Regno d’Italia.Il modo in cui i documenti venivano organizzati nel momento della loro formazione\, le loro vicende nelle fasi successive\, le esigenze che influenzavano la valutazione e la selezione degli archivi da custodire permanentemente\, gli interventi di riordinamento effettuati e i limiti posti\, fino ad epoca recente\, alla loro fruizione “pubblica”\, costituiscono i nuclei centrali di questo studio\, esaminati anche alla luce di un contesto più ampio\, rappresentato dal coevo modello conservativo degli Archivi di Stato e dalla legislazione e disciplina archivistiche.\nIl testo restituisce alle istituzioni militari l’importante – e pressoché sconosciuto – ruolo che ebbero nella salvaguardia di una parte essenziale della memoria nazionale. Inoltre si caratterizza come uno strumento indispensabile per gli addetti ai lavori (archivisti\, studiosi e studenti di archivistica) e\, soprattutto\, per chiunque desideri fruire del patrimonio documentario dell’Esercito. In definitiva è un testo-guida\, una bussola che consente di affrontare un percorso di ricerca e di leggere in modo “filologicamente” corretto le carte oggi a disposizione. \nSilvia Trani\, archivista\, ha lavorato presso gli archivi storici della Camera dei Deputati e del Senato della Repubblica\, presso l’Ufficio storico dello Stato maggiore dell’Aeronautica militare e presso l’Istituo centrale per gli Archivi. Tra le sue recenti pubblicazioni: Vicende private e vicende aeronautiche nella carte di Mario\nAjmone-Cat. Inventario dell’archivio personale (2012). \nPaola Carucci\,  attualmente Soprintendente dell’Archivio storico della Presidenza della Repubblica\, è stata docente di Archivistica nelle università di Milano e Roma Sapienza e Sovrintendente all’Archivio centrale dello Stato. \nMarco De Nicolò è docente di Storia contemporanea nell’Università di Cassino  \nGuido Melis è docente di Storia delle istituzioni politiche nell’Università di Roma Sapienza \nMatteo Paesano\, colonnello\, è Capo dell’Ufficio Storico dello Stato Maggiore della Difesa e Presidente della Commissione Italiana di Storia Militare.
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SUMMARY:La repubblica sociale italiana
DESCRIPTION:Per l’iniziativa Storia in città 2014\, organizzata dal Dipartimento di scienze politiche e sociali dell’Università di Trieste assieme all’Istituto regionale per la storia del movimento di liberazione nel Friuli Venezia Giulia\, nell’ambito del ciclo Resistenze e guerre civili\, Luigi Ganapini parlerà su “La repubblica sociale italiana”
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SUMMARY:Esposizioni Universali in Europa. Attori\, pubblici\, memorie tra metropoli e colonie\, 1851-1939
DESCRIPTION:Il convegno internazionale “Esposizioni Universali in Europa. Attori\, pubblici\, memorie tra metropoli e colonie\, 1851-1939” richiama un fenomeno da tempo oggetto di un rinnovato interesse.\nNel corso del XIX secolo le esposizioni mobilitarono masse enormi di persone\, misero in moto operazioni estese ad una scala estremamente più larga di quella espositiva e impegnarono in profondità gli apparati produttivi e i ceti imprenditoriali. Inizialmente analizzate per le importanti conseguenze che comportavano nell’urbanistica delle città che le ospitavano\, vengono oggi spesso interpretate come gli antecedenti storici dei processi di globalizzazione\, i precursori degli attuali “visual and virtual words”\, dei dispositivi pubblicitari e di “vetrinizzazione” delle merci.
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LOCATION:Sala dell’Archivio Antico\, Palazzo del Bo/Aula Magna DiSSGeA\, Palazzo Luzzato Dina\, Via del Vescovado\, 30\, Padova\, Italia
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SUMMARY:Presentazione Volumi di Luca Castagna su Relazioni USA-Santa Sede
DESCRIPTION:  \nUniversità degli Studi di Salerno \nDipartimento di Scienze Politiche\, Sociali e della Comunicazione \nDipartimento di Studi Umanistici \nINVITO \nGiovedì 13 Novembre 2014\, Aula G. Imbucci (Università degli Studi di Salerno) – ore 14.30\, si terrà la presentazione dei volumi di Luca Castagna Un ponte oltre l’oceano. Assetti politici e strategie diplomatiche tra Stati Uniti e Santa Sede nella prima metà del Novecento (1914-1940)\, il Mulino\, Bologna 2011  e A Bridge Across the Ocean. The United States and the Holy See Between the Two World Wars\, Catholic University of America Press\, Washington DC 2014. \nPresenta: \nLuigi Rossi (Università di Salerno) \nIntervengono: \nLucia Ceci (Università di Roma Tor Vergata) \nAntonio Donno (Università del Salento). \n 
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SUMMARY:Nuclear Italy. Storia internazionale del nucleare italiano
DESCRIPTION:Scopo del convegno è approfondire la storia dell\’energia nucleare in Italia durante la Guerra Fredda\, adottando un approccio comparativo che valorizzi pienamente l\’importanza del contesto e delle relazioni internazionali nella storia delle politiche energetiche nazionali.\nIl convegno prosegue nel solco scientifico tracciato dal precedente convegno Nuclear Energy in Italy after the Second World War: Research\, Culture\, Politics\, organizzato da Elettra-Sincrotrone Trieste S.C.p.A e dall\’Università degli Studi di Trieste nel 2012 (http://www.elettra.trieste.it/Ippolito/).\nLe varie sessioni del convegno ospiteranno interventi dedicati all\’influenza che sulla policy italiana nei confronti del nucleare – nelle sue applicazioni sia civili che militari – ebbero il panorama politico ed economico internazionale\, gli scambi e la circolazione di saperi tecnologici e scientifici\, i movimenti culturali\, di pubblica opinione\, le espressioni della società civile.\nAlla base di questa iniziativa scientifica\, sta la constatazione che – pur con importanti quanto rare eccezioni – il caso italiano è rimasto ai margini di un campo di studi\, oggi in pieno sviluppo\, della storia dell\’energia nucleare. Questo convegno ambisce dunque a offrire i risultati di ricerche in corso\, da parte di studiosi dai percorsi più e meno lunghi\, e a consolidare un gruppo di ricerca internazionale sull\’argomento.\nL\’approccio scientifico adottato nell\’architettura del programma mira inoltre a una particolare valorizzazione di un dialogo interdisciplinare\, mettendo in dialogo interventi che attingono ad ambiti disciplinari e approcci metodologici differenti: studi storici\, science and technology studies\, fisica\, ingegneria\, scienze politiche\, relazioni internazionali\, antropologia\, geografia.
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SUMMARY:Vincere e vinceremo! Gli italiani al fronte\, 1940-1943
DESCRIPTION:Vincere e vinceremo! Gli italiani al fronte\, 1940-1943 di Mario Avagliano e Marco Palmieri \nNe discutono con gli autori \nDomenico De Luca \nRoberto Olla \nAlessandra Tarquini \nSaluto introduttivo di Ernesto Nassi\, Presidente ANPI Comitato Provinciale di Roma \n«Si combatte\, si combatte\, si combatte! Unica speranza è la sicurezza della nostra vittoria\, vittoria di cuori\, vittoria di animi\, vittoria di volontà\, di ideali\, di civiltà! Vittoria nostra!» \nCome hanno veramente vissuto la guerra gli italiani che fra il 1940 e il 1943 la combatterono\, all’insegna della famigerata parola d’ordine mussoliniana «Vincere e vinceremo»? I diari e la corrispondenza dei soldati\, i biglietti clandestini\, le lettere censurate o sequestrate\, le relazioni delle autorità militari e di polizia\, le note delle spie fasciste che gli autori hanno ritrovato negli archivi\, e su cui costruiscono un resoconto originale\, fanno emergere speranze\, ideali\, miti\, aspettative degli italiani rispetto alla guerra e al fascismo. Anche se in alcuni non tardò a insinuarsi un senso di delusione\, nell’insieme ci troviamo davanti alla diffusa adesione e anzi all’entusiasmo con cui la guerra fu accolta e combattuta da tanti italiani\, sedotti dai sogni di gloria dispensati dal fa scismo. Un consenso che solo con gli sviluppi catastrofici del conflitto si trasformò\, ma piuttosto lentamente\, in distacco e avversione.
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LOCATION:Istituto Luigi Sturzo\, Via delle Coppelle\, 35\, Roma\, Roma\, 00186\, Italia
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SUMMARY:Una generazione dopo. 1989-2014
DESCRIPTION:In occasione del venticinquesimo anniversario dalla fine del regime comunista in Romania\, il Dipartimento di Scienze Politiche dell’Università Roma Tre in collaborazione con l’Ambasciata d’Italia a Bucarest organizzano un convegno di studi italo-romeno intitolato Una generazione dopo. 1989-2014. L’obiettivo è svolgere una riflessione scientifica di carattere storiografico non soltanto sugli eventi del 1989\, ma anche e soprattutto sugli anni successivi e sulle grandi trasformazioni che hanno investito la società romena fino a oggi. Particolare attenzione sarà dedicata alle relazioni con l’Italia\, sia in chiave di rapporti bilaterali\, sia nel quadro più ampio del cammino che ha portato Bucarest all’ingresso nell’Unione Europea. \nPartner dell’iniziativa sono l’Istituto italiano di cultura\, l’Associazione italiana di studi del Sud-est europeo (AISSEE) e il Centro romeno-italiano di studi storici (CeRISS). \n 
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LOCATION:Sala Stoicescu\, Facoltà di Legge\, Università di Bucarest\, Bd. Kogalniceanu\, 36-46\, Bucarest\, Italia
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SUMMARY:Ruggine italiana: luoghi\, segni e idee del declino industriale e della metamorfosi urbana
DESCRIPTION:Fondazione Isec si riconferma presente anche alla terza edizione di Bookcity Milano\, evento condiviso tra tutti i protagonisti del sistema editoriale\, con l’obiettivo di mettere al centro di una serie di eventi diffusi sul territorio metropolitano il libro\, la lettura e i lettori. \nVenerdì 14 novembre 2014 Ruggine italiana: luoghi\, segni e idee del declino industriale \nUn’occasione per incontrare scrittori e studiosi e riflettere sul vuoto lasciato dalla crisi in alcuni luoghi paradigmatici dell’industrialismo italiano e su “una metamorfosi sospesa tra ciò che non è più e ciò che non è ancora”\, intrecciando dimensione letteraria e indagine storico-sociale. \nOre 10\,30: Giorgio Bigatti (Fondazione Isec) e Giuseppe Lupo (Università cattolica di Milano) incontrano gli autori Angelo Ferracuti su Sulcis-Iglesiente\, Raffaele Nigro su Taranto\, Antonio Riccardi su Sesto San Giovanni. Modera Stefano Salis (Il Sole 24 ore). \nOre 14\,30-17 Tavola rotonda con Giuseppe Berta (Università Bocconi\, Milano)\, Matteo Bolocan (Politecnico di Milano)\, Aldo Bonomi (Aaster)\, Leandra D’Antone (Università La Sapienza\, Roma)\, Roberta Garruccio (Università degli Studi di Milano). \nTutti gli incontri si svolgono in Fondazione Isec Villa Mylius | Largo La Marmora 17 | Sesto San Giovanni. \nNell’occasione sarà organizzato un bookshop con i libri degli autori presenti\, con la collaborazione di Libreria Presenza.
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LOCATION:Fondazione Isec\, Villa Mylius\, Largo La Marmora 17\, Sesto San Giovanni\, 20099\, Italia
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SUMMARY:Guerra ai civili. Il conflitto mondiale in Italia\, 1943-1945.
DESCRIPTION:Quarto incontro del seminario “La guerra siamo noi. Violenze belliche e società italiana nei due conflitti mondiali” promosso  dall’Associazione Vie Nuove e dall’Isrt in collaborazione con l’istituto di cultura francese  \nIntervengono Gianluca Fulvetti (Università di Pisa) e Simone Neri Serneri (Università di Siena – Isrt)
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LOCATION:Circolo Vie Nuove\, Viale Giannotti 13\, Firenze\, Italia
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SUMMARY:Forse è solo perché non dovevo morire. Ricordi autografi della Grande Guerra del fante contadino Cermaria Elmo\, il nonno Peppe. A cura di Francesco Nicolini.
DESCRIPTION:Martedì 18 novembre 2014\, alle ore 17.00\, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Palazzo Mattei di Giove – Via Michelangelo Caetani 32\, Roma)\, verrà presentato il volume Forse è solo perché non dovevo morire. Ricordi autografi della Grande Guerra del fante contadino Cermaria Elmo\, il nonno Peppe. A cura di Francesco Nicolini.  Illustrazioni di Simone Massi (Il Fiorino\, 2013). Intervengono: Maria Pia Critelli\, Francesco Nicolini\, Antonio Olivieri. Coordina: Simonetta Buttò\nIl volume raccoglie la testimonianza dell’esperienza che Elmo Cermaria\, detto Peppe\, un contadino di Sant’ Angelo in Lizzola (PU) che visse come fante l’esperienza della Prima guerra mondiale sulla linea dell’Isonzo. Inizialmente inquadrato nel 36° fanteria Pistoia\, Cermaria passa poi al 230° Campobasso. Con la Campobasso partecipa alla presa di Gorizia\, per poi ammalarsi di itterizia. Ritorna in linea nel marzo 1917 sul Monte San Gabriele. Caduto prigioniero il 29 ottobre 1917\, durante la rotta di Caporetto\, trascorre la sua prigionia in diversi campi disseminati nei territori austriaci. Al termine dell’ennesimo tragico episodio\, avvenuto nel campo di concentramento dove era stato rinchiuso\, Cermaria\, incredulo di essere ancora in vita\, commenta “forse è solo perché non dovevo morire”. Questa frase dà il titolo al volume che contiene i suoi ricordi di guerra\, affidati\, in un breve memoriale\, al nipote\, Francesco Nicolini\, che ne ha curato la pubblicazione. Il libro è illustrato dai disegni di Simone Massi.\nIl manoscritto di Elmo Cermaria e i disegni originali saranno esposti nel corso della presentazione del volume.
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SUMMARY:Riformismo mancato. Società\, consumi e politica nell'Italia del miracolo
DESCRIPTION:Martedì 18 novembre 2014 – ore 17.00 \nFondazione Nevol Querci \nViale Trastevere 236 – Roma\nLa Fondazione Nevol Querci\nè lieta di invitare alla\npresentazione del libro \nRiformismo mancato\nSocietà\, consumi e politica nell’Italia del miracolo \ndi\nMassimiliano Amato e Marcello Ravveduto\nCastelvecchi Editore \nIntervengono\nRiccardo Nencini – Vice ministro delle Infrastrutture e dei trasporti\, scrittore\, Segretario nazionale del Psi\nEnzo De Camillis – Scenografo e regista di docufilm\, è componente della giuria del David di Donatello\nFrancesca Koch –  Docente e ricercatrice di storia\, è Presidente della Casa Internazionale delle Donne\nMarcello Ravveduto – Storico\, ha scritto numerosi volumi\, è Presidente dell’associazione «Coordinamento Libero Grassi» \nIntroduce e coordina\nBianca La Rocca – Giornalista e ricercatrice\nIl primo governo organico di Centrosinistra (4 dicembre 1963)\, con l’ingresso del Psi nella “stanza dei bottoni” come emblema delle occasioni mancate dalla classe dirigente italiana. Quella che si attuerà\, alla fine\, sarà una «riforma riformata»\, nata nella testa dei socialisti e finita nelle mani dei democristiani. Massimiliano Amato e Marcello Ravveduto\, con questo libro\, non si fermano però solo ai palazzi del Potere e ai difficili equilibri interni tra le forze che appoggiano il Centrosinistra\, ma cercano di scorgere il volto dell’Italia del Miracolo celato dietro il racconto del conflitto politico: l’urbanesimo della speculazione edilizia; le auto che mutano il paesaggio; la famiglia che modifica usi e costumi; i giovani e le donne che pretendono di essere protagonisti della modernità; i braccianti che sciamano verso le città; gli operai che agognano il possesso della casa\, dell’utilitaria\, della televisione e degli elettrodomestici. Si coglierà con nettezza la distanza tra i desideri degli italiani e le prospettive dei partiti.\nMartedì 18 novembre 2014 ore 17.00\nFondazione Nevol Querci\nArchivio Storico Iconografico del Socialismo ASIS\nViale Trastevere 236 – Roma \nInfo\nTel. 06-584828\nFax 06-584832\nwww.nevolquerci.org\nInfo@nevolquerci.org – ragsoc@tiscali.it
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SUMMARY:Libertà e modernizzazione. La cultura politica del liberalismo risorgimentale
DESCRIPTION:  \nMartedì\, 18 novembre 2014 – ore 17\,30 \nSala Gino Barbieri\, Palazzo Giuliari\, via dell’Artigliere 8\, Verona \nPresentazione del volume: \nLibertà e modernizzazione. La cultura politica del liberalismo risorgimentale\, a cura di Domenico Maria Bruni\, Guerini e Associati\, 2012 \n  \nInterverranno: \nRoberto Balzani\, Università di Bologna \nRenato Camurri\, Università di Verona \nGiorgio Federico Siboni\, Università Statale di Milano \n 
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