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SUMMARY:Presentazione dell'Archivio Storico di Mediobanca "Vincenzo Maranghi"
DESCRIPTION:Si segnala la presentazione dell’Archivio Storico di Mediobanca “Vincenzo Maranghi”\, che si svolgerà a Milano il 7 novembre p.v.
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SUMMARY:Il “modello emiliano” nella storia d’Italia.  Tra culture politiche e pratiche di governo locale
DESCRIPTION:Presentazione del volume \nIl “modello emiliano” nella storia d’Italia. Tra culture politiche e pratiche di governo locale \nBraDypUS Editore\, Bologna \nPresiede Giovanni Solinas \nPresenta il volume Andrea Giuntini \nCommenti del curatore Carlo De Maria e degli autori presenti \nSono previsti interventi di \nAndrea Landi \nFranco Mosconi \nGian Carlo Muzzarelli \n  \nTesti di: Carlo De Maria\, Alberto Ferraboschi\, Fabio Montella\, Oscar Gaspari\, Emanuele Bernardi\, Sebastiano Giordani\, Vanni Bulgarelli\, Matteo Troilo\, Eloisa Betti\, Tito Menzani\, Alberto Rinaldi\, Antonio Senta\, Sante Cruciani
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SUMMARY:Imre Nagy\, un ungherese comunista. Vita e martirio di un leader dell’ottobre 1956
DESCRIPTION:Venerdì 7 novembre 2014\, alle ore 17.00\, verrà presentato il volume Imre Nagy\, un ungherese comunista. Vita e martirio di un leader dell’ottobre 1956 di Romano Pietrosanti (Le Monnier\, 2014).\nIntervengono: Antonio Carioti\, Damir Grubiša\, Paolo Mattera. Coordina: Lauro Rossi. \nSi tratta della prima biografia italiana di Imre Nagy\, primo ministro della rivoluzione ungherese dell\’ottobre 1956. Dopo l\’adesione al comunismo nel 1917\, visse l\’attivismo nel partito\, l\’esilio a Mosca\, il ritorno in patria nel dopoguerra e gli incarichi governativi\, fino a divenire capo del governo nel giugno del 1953. Il nuovo corso riformista da lui inugurato fu contrastato e interrotto nella primavera del 1955 e Nagy si ritrovò all\’opposizione. L\’esplosione rivoluzionaria del 23 ottobre 1956 lo riportò al governo\, ma si concluse tragicamente con l\’invasione sovietica il 4 novembre successivo\, la sua incarcerazione ed esecuzione il 16 giugno 1958. La riabilitazione di Nagy\, il\n16 giugno 1989\, ha segnato la nascita della nuova Ungheria. Il libro dà conto degli importanti rapporti tra Nagy e il PCI\, guidato da Togliatti \nPer informazioni: Biblioteca di storia moderna e contemporanea\, e-mail b-stmo.info@beniculturali.it
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SUMMARY:Scienza\, tecnica\, industria in Italia durante la Grande Guerra
DESCRIPTION:Lunedì 10 novembre 2014 ore 9 | Brescia – Chiesa di San Giorgio\, Piazzetta San Giorgio – Via Gasparo da Salò\nFondazione Isec vi invita al convegno che si terrà a Brescia (Chiesa di San Giorgio\, Piazzetta San Giorgio – Via Gasparo da Salò) lunedì 10 novembre dalle 9 alle 18\, organizzato da Fondazione Luigi Micheletti in collaborazione con il Politecnico di Milano\, il Musil – Museo dell\’industria e del lavoro di Brescia\, Fondazione AEM (Gruppo A2A)\, A.S.S.T.I. (Associazione per la Storia della scienza e della tecnica in Italia nell\’età dell\’industrializzazione)\, Fondazione ISEC (Istituto per la Storia dell\’Età Contemporanea)\, l\’Istituto Lombardo di Storia Contemporanea e l\’A.I.C.I. (Associazione delle Istituzioni di Cultura Italiane).\nLa Grande Guerra fu il conflitto più devastante fino allora conosciuto dall’umanità anche perché i mezzi messi a disposizione delle forze belligeranti ebbero una potenza mai prima raggiunta. E ciò per il nesso sempre più stretto che nel corso del secolo precedente si era creato fra scienza\, tecnica e industria. Negli oltre quattro anni del conflitto gli ambienti tecnico-scientifici furono ampiamente mobilitati nei diversi Paesi\, con esiti di vario ordine\, destinati a far sentire i loro effetti anche a molta distanza di tempo. Partendo da queste premesse\, il convegno intende approfondire: i modi in cui avvenne la mobilitazione delle diverse categorie di tecnici e di scienziati in Italia; gli specifici problemi che le diverse categorie di esperti\, e le istituzioni in cui operavano\, si trovarono ad affrontare durante gli anni del conflitto; le forme di integrazione che\, per impulso degli organi politici e militari\, furono realizzate dagli ambienti tecnico-scientifici fra di loro e con i settori produttivi maggiormente sollecitati dalle esigenze della guerra; l’impegno e gli atteggiamenti che singole personalità\, particolarmente rappresentative in campo scientifico e tecnico\, tennero nei confronti del conflitto e dei problemi che questo pose al centro del dibattito pubblico.\nInterverranno: Valerio Castronovo\, Carlo Lacaita\, Giovanni Paoloni\, Paolo Bagnoli\, Michela Minesso\, Emilio Chirone\, Giovanni Battimelli\, Barbara Bracco\, Luigi Cerruti\, Luigi Pepe\, Vittorio Marchis\, Andrea Silvestri\, Stefano Morosini\, Nicoletta Nicolini\, Marcello Zane\, Fabrizio Trisoglio\, Amilcare Mantegazza\, Giorgio De Vecchi.\nConfermare la presenza scrivendo a micheletti@fondazionemicheletti.it\nProgramma
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SUMMARY:Lavoro e flussi di valore. 20 anni da Il lungo XX secolo di Giovanni Arrighi
DESCRIPTION:Nel 1994 usciva la prima edizione in lingua inglese de Il lungo XX secolo\, forse l’opera più conosciuta e importante di Giovanni Arrighi. Intellettuale militante\, lasciò l’Italia alla fine degli anni Settanta\, andando a raggiungere Immanuel Wallerstein negli Stati Uniti dove rimase fino alla recente scomparsa. Qui il suo impegno accademico venne prima assorbito dal Centro Fernand Braudel della University of New York Bighamton\, da cui l’attenzione alla prospettiva globale e alle lunghe periodizzazioni nell’analisi del capitalismo\, che rimangono i punti cardinali della bussola storiografica disegnata dalla bibliografia arrighiana\, poi dalla John Hopkins University di Baltimora.\nIl lungo XX secolo\, nonostante l’ampiezza e la lucidità della riflessione\, la scorrevolezza del testo (con ogni probabilità favorita dall’originale stesura in inglese) a dispetto della complessità dei temi trattati\, ha goduto di una fortuna relativa\, non solo nell’ambito accademico.\nA distanza di venti anni\, ci sembra dunque importante rimettere al giusto posto questo libro\, non tanto dedicandogli un banale omaggio elegiaco\, ma rimetterlo al centro della riflessione\, riprenderne i contenuti per proporre e diffondere letture critiche. Intendiamo misurare l’interpretazione di Arrighi sulle evoluzioni cicliche del sistema capitalista di accumulazione\, produzione e finanziarizzazione con i recentissimi sviluppi dell’economia mondiale\, godendo del discutibile privilegio di aver visto nella crisi degli ultimi 8 anni l’erosione di pezzi del sistema di libero mercato.\nIn questa proposta di percorso\, non possiamo non partire da una valutazione sulla riflessione centrale de Il lungo XX secolo: possiamo giudicare ancora valida l’interpretazione su questo ultimo ciclo di storia del capitalismo\, che rilegge la formula marxista D-M-D’ come D-D’\, con i tre momenti dell’accumulazione\, della traduzione in fattori produttivi “reali” e della messa in circolo nella forma del commercio\, contratti ad un processo di creazione autoreferenziale di profitto attraverso la vendita di moneta? La crisi che il regime finanziario mondiale sta attraversando da quasi un decennio\, è l’annuncio della “crisi terminale” del “secolo americano” iniziato alla fine dell’800\, o stiamo attraversando un’ulteriore “crisi-spia”\, come quelle degli anni Settanta e Novanta? Lungi dal segnare il declino del centro dell’economia-mondo\, le crisi-spia ne segnano uno spostamento ancora più radicale verso terreni di investimento extraproduttivo o extracommerciale\, come è stato negli anni Settanta per la fine della centralità industriale dell’occidente o alla fine del XX secolo con l’avvento dei territori della rete. Eppure\, lo spostamento dell’asse economico verso oriente\, come per altro parzialmente pronosticato da Arrighi visto l’emergente protagonismo dell’area “cindiana” (o degli Emirati Arabi\, alternativamente) a scapito del Giappone\, promettente erede della potenza capital-territorialista statunitense all’epoca della prima edizione de Il lungo XX secolo\, sembra presagire una prossima cesura nella teoria arrighiana-braudeliana dei lunghi cicli economici. Lo slittamento a Oriente di un nuovo potenziale centro dell’economia-mondo è per altro il tema di quello che può essere considerato il seguito ideale de Il lungo XX secolo. Nel 2007 esce infatti negli Stati Uniti Adam Smith in Beijing\, tradotto e stampato in Italia l’anno seguente. Un testo che completa il percorso arrighiano nei cicli sistemici di accumulazione\, approdando ai rinnovati scenari di indebitamento e arretramento militare statunitense\, condizione ottimale per un\, se non certo\, plausibile\, avvicendamento dell’egemonia mondiale verso un inedito Beijing consensus.\nLa nostra contemporaneità per altro sembra fornirci moltissimi stimoli ad approfondire i temi principali de Il lungo XX secolo. La deterritorializzazione delle élite finanziarie\, che ha illustri precedenti nelle “nazioni” in esilio o trasmigrate in cerca di solide relazioni d’affari nell’Europa medievale e moderna\, impone uno scarto oltre l’analisi di questo o quel modello statuale\, non esistendo probabilmente al dispositivo puramente politico capace di incorporare a pieno la natura cosmopolita dell’alta finanza mondiale\, a meno di strumentali e pregiudiziali forzature. Stati Uniti\, Cina o Germania\, nessuna di queste entità territoriali può sensatamente essere considerata da sola centro o server del complesso network di interessi economici che costituisce il potere capitalistico globale. Così come non possiamo fare a meno di abbandonare i pregiudizi euroatlantici e non vedere nella dimensione asiatica una rete di mercati\, saperi e classi progressivamente sempre più autonoma dai tradizionali (e probabilmente decadenti) centri dell’organizzazione economica occidentale.\nIl rapporto tra territorio e capitalismo\, altro importante aspetto della riflessione di Arrighi\, ci impone ulteriori nuovi elementi di analisi. La recente crisi ucraina sembra rimettere in discussione le perifrasi D-T-D’ e T-D-T’ che dovrebbero rappresentare due differenti tendenze della dialettica del potere: quella capitalista e quella territorialista. Se alla luce del processo di integrazione europea e di pacificazione post-guerra fredda\, l’opzione T-D-T’\, che vedeva nell’espansione territoriale il fine ultimo dell’esercizio egemonico degli stati\, appariva del tutto abbandonata\, il nuovo corso della politica di Putin sembra riaprire un confronto “tradizionale” con l’Unione Europea e le altre realtà dell’area ex-sovietica\, la cui tendenza è la riaffermazione del controllo russo sui vicini attraverso la politica degli eserciti e dei carri armati. Pur non dando per scontata questa interpretazione\, certamente semplicistica se vediamo ai tanti attori in gioco\, più o meno nascosti nelle pieghe del mercato finanziario ed energetico mondiale\, è un dato di fatto che gli osservatori tendano a tradurre quanto sta accadendo alla luce di questa equivalenza. Leggere criticamente Arrighi può aiutarci anche a trovare una nostra chiave interpretativa.\nIn questo percorso di studio intendiamo coinvolgere persone che hanno accompagnato il percorso biografico e di ricerca di Arrighi e nelle cui analisi è possibile sentire l’eco dei molti interrogativi posti da Il lungo XX secolo.\nAbbiamo pensato quindi ad un ciclo di seminari\, in cui inserire presentazioni di libri o dibattiti utili a stimolare la discussione su questi temi oltre che a ricordare il lavoro di Arrighi. Vorremmo privilegiare autori che propongano approcci genealogici\, così da supportare l’analisi dell’oggi (e perché no\, azzardare previsioni sul domani) con elementi di comprensione ancorati nel passato storico\, e autori che abbiano privilegiato una prospettiva globale.\nInfine crediamo che la questione da cui partire sia un profilo del capitalismo attuale\, con una particolare attenzione ai terreni di più intensa valorizzazione\, ovvero la logistica e l’organizzazione produttiva\, il mercato finanziario e la rete. Sono tutti e tre spazi assolutamente intrecciati e difficilmente analizzabili autonomamente\, ma dai quali è possibile partire per una interpretazione dell’ attuale rapporto tra denaro e potere.\nI seminari sono rivolti a studenti\, dottorandi e ricercatori\, con una particolare attenzione agli iscritti ai dottorati di Storia (politica\, società\, culture\, territorio) e alla scuola dottorale di Studi europei e internazionali del Dipartimento di Scienze Politiche\, agli studenti dei Dipartimenti di Giurisprudenza\, Scienze della Formazione\, Scienze Politiche\, Filsofia\, comunicazione e spettacolo e Studi Umanistici.
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SUMMARY:Paolo Orsini. Dipingere per sopravvivere. Immagini dai campi di prigionia (1943-1945)\, di Angela Maria D’Amelio
DESCRIPTION:Lunedì 10 novembre\, alle ore 17.00\, in collaborazione con l’ANRP-Associazione Nazionale Reduci dalla Prigioni\, dall’Internamento\, dalla Guerra di Liberazione e loro familiari\, si presenta il volume \nPaolo Orsini. Dipingere per sopravvivere. Immagini dai campi di prigionia (1943-1945)\ndi Angela Maria D’Amelio \nIntervengono\nMiriam Mirolla\, Lauro Rossi\, Luciano Zani \n*******************************  \n“Io mi salvai dipingendo\, la pittura mi aiutò a ritrovare me stesso\, a non dimenticarmi”. Così Paolo Orsini (1910-1974) ricorda quale fu la sua resistenza\, come quella di molti altri artisti\, durante i quasi due anni di prigionia nei lager nazisti come Internato Militare Italiano. Le figure ritratte nei suoi acquerelli si muovono in un’atmosfera lugubre\, caratterizzata da un’essenzialità disegnativa e da una limitata gamma cromatica; “anime lunghe” dalle forme sempre più evanescenti\,senza volto o con i lineamenti appena accennati\, che riflettono l’annullamento interiore\, l’umiliante condizione psicologica di chi è stato ormai privato della propria identità. Testimonianza struggente e umanissima quella di tutti internati\, artisti e non\, che esce dalla semplice cronaca per assumere una preziosa valenza documentaria. I loro dipinti\, disegni\, fotografie\, poesie\, diari\, lettere\, appunti sparsi hanno permesso\, infatti\, di portare alla luce una quantità di microstorie altrimenti destinate all’oblio che\, insieme\,assumono il respiro della grande Storia.
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SUMMARY:Armati per la guerra civile. Fascisti e partigiani nel 1943-1945
DESCRIPTION:Terzo incontro del seminario La guerra siamo noi. Violenze belliche e società italiana nei due conflitti mondiali\, promosso  dall’Associazione Vie Nuove e dall’Isrt in collaborazione con l’istituto di cultura francese  \nIntervengono Santo Peli (Università di Padova) e Toni Rovatti (Università di Bologna)
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SUMMARY:L’assalto al cielo. Donne e uomini nell’emigrazione italiana\, di Andreina De Clementi
DESCRIPTION:Martedì 11 novembre\, alle ore 17.00\, si presenta il volume \nL’assalto al cielo. Donne e uomini nell’emigrazione italiana\ndi Andreina De Clementi (Donzelli\, 2014) \nIntervengono\nGoffredo Fofi\, Sabrina Marchetti\, Gabriella Turnaturi \nCoordina\nMichele Colucci \nQuali sono gli snodi cruciali dell’emigrazione italiana? In questo volume l’Autrice mette in collegamento la grande emigrazione dei primi decenni postunitari con l’esodo del secondo dopoguerra e ne evidenzia analogie e differenze\, in una ricostruzione che attinge le sue fonti soprattutto da epistolari\, interviste e\, in generale\, bagagli di memorie delle famiglie di emigranti.  In tal modo si forniscono al lettore le coordinate utili alla comprensione del fenomeno migratorio nel suo complesso\, consentendo di collocare nel loro contesto temi di indubbia rilevanza e originalità quali il vissuto e la soggettività dei protagonisti.\nIndice: I parte: La grande migrazione: 1) La mobilità italiana fino alla chiusura della frontiera americana 2) La legislazione dei paesi d’arrivo 3) Rimesse e mercati 4) Proprietà\, parentela e sistema successorio 5) Dove finiscono i risparmi di una comunità irpina. II parte: La vita altrove: 6) I lavori delle donne 7) A ruoli scambiati 8) La sfida dell’insularità. Generazioni e differenze etniche. III parte: Il secondo dopoguerra: 9) La nuova ondata 10) L’emigrazione meridionale 11) Fenomenologia del viaggio 12) Il centenario dell’Unità
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SUMMARY:Il Regio esercito e i suoi archivi. Una storia di tutela e salvaguardia della memoria\, di Silvia Trani
DESCRIPTION:Giovedì 11 dicembre 2014\, alle ore 17.00\, alle ore 17.00\, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Palazzo Mattei di Giove – Via Michelangelo Caetani 32\, Roma)\, verrà presentato il volume di Silvia Trani\, Il Regio esercito e i suoi archivi. Una storia di tutela e salvaguardia della memoria (Stato maggiore della Difesa – Ufficio storico\, 2014). Intervengono: Paola Carucci\, Guido Melis\, Matteo Paesano. Coordina: Marco De Nicolò \nBasato su una solida conoscenza dell’evoluzione ordinativa e funzionale dell’Esercito italiano\, il volume  rappresenta\, nella nostra letteratura archivistica\, il primo tentativo di ricostruzione e analisi dei criteri che furono alla base del processo di produzione-trasmissione-conservazione delle carte di una forza armata nel periodo del Regno d’Italia.Il modo in cui i documenti venivano organizzati nel momento della loro formazione\, le loro vicende nelle fasi successive\, le esigenze che influenzavano la valutazione e la selezione degli archivi da custodire permanentemente\, gli interventi di riordinamento effettuati e i limiti posti\, fino ad epoca recente\, alla loro fruizione “pubblica”\, costituiscono i nuclei centrali di questo studio\, esaminati anche alla luce di un contesto più ampio\, rappresentato dal coevo modello conservativo degli Archivi di Stato e dalla legislazione e disciplina archivistiche.\nIl testo restituisce alle istituzioni militari l’importante – e pressoché sconosciuto – ruolo che ebbero nella salvaguardia di una parte essenziale della memoria nazionale. Inoltre si caratterizza come uno strumento indispensabile per gli addetti ai lavori (archivisti\, studiosi e studenti di archivistica) e\, soprattutto\, per chiunque desideri fruire del patrimonio documentario dell’Esercito. In definitiva è un testo-guida\, una bussola che consente di affrontare un percorso di ricerca e di leggere in modo “filologicamente” corretto le carte oggi a disposizione. \nSilvia Trani\, archivista\, ha lavorato presso gli archivi storici della Camera dei Deputati e del Senato della Repubblica\, presso l’Ufficio storico dello Stato maggiore dell’Aeronautica militare e presso l’Istituo centrale per gli Archivi. Tra le sue recenti pubblicazioni: Vicende private e vicende aeronautiche nella carte di Mario\nAjmone-Cat. Inventario dell’archivio personale (2012). \nPaola Carucci\,  attualmente Soprintendente dell’Archivio storico della Presidenza della Repubblica\, è stata docente di Archivistica nelle università di Milano e Roma Sapienza e Sovrintendente all’Archivio centrale dello Stato. \nMarco De Nicolò è docente di Storia contemporanea nell’Università di Cassino  \nGuido Melis è docente di Storia delle istituzioni politiche nell’Università di Roma Sapienza \nMatteo Paesano\, colonnello\, è Capo dell’Ufficio Storico dello Stato Maggiore della Difesa e Presidente della Commissione Italiana di Storia Militare.
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SUMMARY:La repubblica sociale italiana
DESCRIPTION:Per l’iniziativa Storia in città 2014\, organizzata dal Dipartimento di scienze politiche e sociali dell’Università di Trieste assieme all’Istituto regionale per la storia del movimento di liberazione nel Friuli Venezia Giulia\, nell’ambito del ciclo Resistenze e guerre civili\, Luigi Ganapini parlerà su “La repubblica sociale italiana”
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SUMMARY:Esposizioni Universali in Europa. Attori\, pubblici\, memorie tra metropoli e colonie\, 1851-1939
DESCRIPTION:Il convegno internazionale “Esposizioni Universali in Europa. Attori\, pubblici\, memorie tra metropoli e colonie\, 1851-1939” richiama un fenomeno da tempo oggetto di un rinnovato interesse.\nNel corso del XIX secolo le esposizioni mobilitarono masse enormi di persone\, misero in moto operazioni estese ad una scala estremamente più larga di quella espositiva e impegnarono in profondità gli apparati produttivi e i ceti imprenditoriali. Inizialmente analizzate per le importanti conseguenze che comportavano nell’urbanistica delle città che le ospitavano\, vengono oggi spesso interpretate come gli antecedenti storici dei processi di globalizzazione\, i precursori degli attuali “visual and virtual words”\, dei dispositivi pubblicitari e di “vetrinizzazione” delle merci.
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LOCATION:Sala dell’Archivio Antico\, Palazzo del Bo/Aula Magna DiSSGeA\, Palazzo Luzzato Dina\, Via del Vescovado\, 30\, Padova\, Italia
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ORGANIZER;CN="Anna Pellegrino":MAILTO:anna.pellegrino@eui.eu
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SUMMARY:Presentazione Volumi di Luca Castagna su Relazioni USA-Santa Sede
DESCRIPTION:  \nUniversità degli Studi di Salerno \nDipartimento di Scienze Politiche\, Sociali e della Comunicazione \nDipartimento di Studi Umanistici \nINVITO \nGiovedì 13 Novembre 2014\, Aula G. Imbucci (Università degli Studi di Salerno) – ore 14.30\, si terrà la presentazione dei volumi di Luca Castagna Un ponte oltre l’oceano. Assetti politici e strategie diplomatiche tra Stati Uniti e Santa Sede nella prima metà del Novecento (1914-1940)\, il Mulino\, Bologna 2011  e A Bridge Across the Ocean. The United States and the Holy See Between the Two World Wars\, Catholic University of America Press\, Washington DC 2014. \nPresenta: \nLuigi Rossi (Università di Salerno) \nIntervengono: \nLucia Ceci (Università di Roma Tor Vergata) \nAntonio Donno (Università del Salento). \n 
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LOCATION:Università degli Studi di Salerno – Aula “G. Imbucci”\, Via Giovanni Paolo II\, 132\, Fisciano \, 84084\, Italia
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SUMMARY:Nuclear Italy. Storia internazionale del nucleare italiano
DESCRIPTION:Scopo del convegno è approfondire la storia dell\’energia nucleare in Italia durante la Guerra Fredda\, adottando un approccio comparativo che valorizzi pienamente l\’importanza del contesto e delle relazioni internazionali nella storia delle politiche energetiche nazionali.\nIl convegno prosegue nel solco scientifico tracciato dal precedente convegno Nuclear Energy in Italy after the Second World War: Research\, Culture\, Politics\, organizzato da Elettra-Sincrotrone Trieste S.C.p.A e dall\’Università degli Studi di Trieste nel 2012 (http://www.elettra.trieste.it/Ippolito/).\nLe varie sessioni del convegno ospiteranno interventi dedicati all\’influenza che sulla policy italiana nei confronti del nucleare – nelle sue applicazioni sia civili che militari – ebbero il panorama politico ed economico internazionale\, gli scambi e la circolazione di saperi tecnologici e scientifici\, i movimenti culturali\, di pubblica opinione\, le espressioni della società civile.\nAlla base di questa iniziativa scientifica\, sta la constatazione che – pur con importanti quanto rare eccezioni – il caso italiano è rimasto ai margini di un campo di studi\, oggi in pieno sviluppo\, della storia dell\’energia nucleare. Questo convegno ambisce dunque a offrire i risultati di ricerche in corso\, da parte di studiosi dai percorsi più e meno lunghi\, e a consolidare un gruppo di ricerca internazionale sull\’argomento.\nL\’approccio scientifico adottato nell\’architettura del programma mira inoltre a una particolare valorizzazione di un dialogo interdisciplinare\, mettendo in dialogo interventi che attingono ad ambiti disciplinari e approcci metodologici differenti: studi storici\, science and technology studies\, fisica\, ingegneria\, scienze politiche\, relazioni internazionali\, antropologia\, geografia.
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LOCATION:Università di Trieste\, Trieste\, Italia
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SUMMARY:Vincere e vinceremo! Gli italiani al fronte\, 1940-1943
DESCRIPTION:Vincere e vinceremo! Gli italiani al fronte\, 1940-1943 di Mario Avagliano e Marco Palmieri \nNe discutono con gli autori \nDomenico De Luca \nRoberto Olla \nAlessandra Tarquini \nSaluto introduttivo di Ernesto Nassi\, Presidente ANPI Comitato Provinciale di Roma \n«Si combatte\, si combatte\, si combatte! Unica speranza è la sicurezza della nostra vittoria\, vittoria di cuori\, vittoria di animi\, vittoria di volontà\, di ideali\, di civiltà! Vittoria nostra!» \nCome hanno veramente vissuto la guerra gli italiani che fra il 1940 e il 1943 la combatterono\, all’insegna della famigerata parola d’ordine mussoliniana «Vincere e vinceremo»? I diari e la corrispondenza dei soldati\, i biglietti clandestini\, le lettere censurate o sequestrate\, le relazioni delle autorità militari e di polizia\, le note delle spie fasciste che gli autori hanno ritrovato negli archivi\, e su cui costruiscono un resoconto originale\, fanno emergere speranze\, ideali\, miti\, aspettative degli italiani rispetto alla guerra e al fascismo. Anche se in alcuni non tardò a insinuarsi un senso di delusione\, nell’insieme ci troviamo davanti alla diffusa adesione e anzi all’entusiasmo con cui la guerra fu accolta e combattuta da tanti italiani\, sedotti dai sogni di gloria dispensati dal fa scismo. Un consenso che solo con gli sviluppi catastrofici del conflitto si trasformò\, ma piuttosto lentamente\, in distacco e avversione.
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LOCATION:Istituto Luigi Sturzo\, Via delle Coppelle\, 35\, Roma\, Roma\, 00186\, Italia
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SUMMARY:Una generazione dopo. 1989-2014
DESCRIPTION:In occasione del venticinquesimo anniversario dalla fine del regime comunista in Romania\, il Dipartimento di Scienze Politiche dell’Università Roma Tre in collaborazione con l’Ambasciata d’Italia a Bucarest organizzano un convegno di studi italo-romeno intitolato Una generazione dopo. 1989-2014. L’obiettivo è svolgere una riflessione scientifica di carattere storiografico non soltanto sugli eventi del 1989\, ma anche e soprattutto sugli anni successivi e sulle grandi trasformazioni che hanno investito la società romena fino a oggi. Particolare attenzione sarà dedicata alle relazioni con l’Italia\, sia in chiave di rapporti bilaterali\, sia nel quadro più ampio del cammino che ha portato Bucarest all’ingresso nell’Unione Europea. \nPartner dell’iniziativa sono l’Istituto italiano di cultura\, l’Associazione italiana di studi del Sud-est europeo (AISSEE) e il Centro romeno-italiano di studi storici (CeRISS). \n 
URL:https://www.sissco.it/calendario/una-generazione-dopo-1989-2014/
LOCATION:Sala Stoicescu\, Facoltà di Legge\, Università di Bucarest\, Bd. Kogalniceanu\, 36-46\, Bucarest\, Italia
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SUMMARY:Ruggine italiana: luoghi\, segni e idee del declino industriale e della metamorfosi urbana
DESCRIPTION:Fondazione Isec si riconferma presente anche alla terza edizione di Bookcity Milano\, evento condiviso tra tutti i protagonisti del sistema editoriale\, con l’obiettivo di mettere al centro di una serie di eventi diffusi sul territorio metropolitano il libro\, la lettura e i lettori. \nVenerdì 14 novembre 2014 Ruggine italiana: luoghi\, segni e idee del declino industriale \nUn’occasione per incontrare scrittori e studiosi e riflettere sul vuoto lasciato dalla crisi in alcuni luoghi paradigmatici dell’industrialismo italiano e su “una metamorfosi sospesa tra ciò che non è più e ciò che non è ancora”\, intrecciando dimensione letteraria e indagine storico-sociale. \nOre 10\,30: Giorgio Bigatti (Fondazione Isec) e Giuseppe Lupo (Università cattolica di Milano) incontrano gli autori Angelo Ferracuti su Sulcis-Iglesiente\, Raffaele Nigro su Taranto\, Antonio Riccardi su Sesto San Giovanni. Modera Stefano Salis (Il Sole 24 ore). \nOre 14\,30-17 Tavola rotonda con Giuseppe Berta (Università Bocconi\, Milano)\, Matteo Bolocan (Politecnico di Milano)\, Aldo Bonomi (Aaster)\, Leandra D’Antone (Università La Sapienza\, Roma)\, Roberta Garruccio (Università degli Studi di Milano). \nTutti gli incontri si svolgono in Fondazione Isec Villa Mylius | Largo La Marmora 17 | Sesto San Giovanni. \nNell’occasione sarà organizzato un bookshop con i libri degli autori presenti\, con la collaborazione di Libreria Presenza.
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SUMMARY:Guerra ai civili. Il conflitto mondiale in Italia\, 1943-1945.
DESCRIPTION:Quarto incontro del seminario “La guerra siamo noi. Violenze belliche e società italiana nei due conflitti mondiali” promosso  dall’Associazione Vie Nuove e dall’Isrt in collaborazione con l’istituto di cultura francese  \nIntervengono Gianluca Fulvetti (Università di Pisa) e Simone Neri Serneri (Università di Siena – Isrt)
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LOCATION:Circolo Vie Nuove\, Viale Giannotti 13\, Firenze\, Italia
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SUMMARY:Forse è solo perché non dovevo morire. Ricordi autografi della Grande Guerra del fante contadino Cermaria Elmo\, il nonno Peppe. A cura di Francesco Nicolini.
DESCRIPTION:Martedì 18 novembre 2014\, alle ore 17.00\, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Palazzo Mattei di Giove – Via Michelangelo Caetani 32\, Roma)\, verrà presentato il volume Forse è solo perché non dovevo morire. Ricordi autografi della Grande Guerra del fante contadino Cermaria Elmo\, il nonno Peppe. A cura di Francesco Nicolini.  Illustrazioni di Simone Massi (Il Fiorino\, 2013). Intervengono: Maria Pia Critelli\, Francesco Nicolini\, Antonio Olivieri. Coordina: Simonetta Buttò\nIl volume raccoglie la testimonianza dell’esperienza che Elmo Cermaria\, detto Peppe\, un contadino di Sant’ Angelo in Lizzola (PU) che visse come fante l’esperienza della Prima guerra mondiale sulla linea dell’Isonzo. Inizialmente inquadrato nel 36° fanteria Pistoia\, Cermaria passa poi al 230° Campobasso. Con la Campobasso partecipa alla presa di Gorizia\, per poi ammalarsi di itterizia. Ritorna in linea nel marzo 1917 sul Monte San Gabriele. Caduto prigioniero il 29 ottobre 1917\, durante la rotta di Caporetto\, trascorre la sua prigionia in diversi campi disseminati nei territori austriaci. Al termine dell’ennesimo tragico episodio\, avvenuto nel campo di concentramento dove era stato rinchiuso\, Cermaria\, incredulo di essere ancora in vita\, commenta “forse è solo perché non dovevo morire”. Questa frase dà il titolo al volume che contiene i suoi ricordi di guerra\, affidati\, in un breve memoriale\, al nipote\, Francesco Nicolini\, che ne ha curato la pubblicazione. Il libro è illustrato dai disegni di Simone Massi.\nIl manoscritto di Elmo Cermaria e i disegni originali saranno esposti nel corso della presentazione del volume.
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SUMMARY:Riformismo mancato. Società\, consumi e politica nell'Italia del miracolo
DESCRIPTION:Martedì 18 novembre 2014 – ore 17.00 \nFondazione Nevol Querci \nViale Trastevere 236 – Roma\nLa Fondazione Nevol Querci\nè lieta di invitare alla\npresentazione del libro \nRiformismo mancato\nSocietà\, consumi e politica nell’Italia del miracolo \ndi\nMassimiliano Amato e Marcello Ravveduto\nCastelvecchi Editore \nIntervengono\nRiccardo Nencini – Vice ministro delle Infrastrutture e dei trasporti\, scrittore\, Segretario nazionale del Psi\nEnzo De Camillis – Scenografo e regista di docufilm\, è componente della giuria del David di Donatello\nFrancesca Koch –  Docente e ricercatrice di storia\, è Presidente della Casa Internazionale delle Donne\nMarcello Ravveduto – Storico\, ha scritto numerosi volumi\, è Presidente dell’associazione «Coordinamento Libero Grassi» \nIntroduce e coordina\nBianca La Rocca – Giornalista e ricercatrice\nIl primo governo organico di Centrosinistra (4 dicembre 1963)\, con l’ingresso del Psi nella “stanza dei bottoni” come emblema delle occasioni mancate dalla classe dirigente italiana. Quella che si attuerà\, alla fine\, sarà una «riforma riformata»\, nata nella testa dei socialisti e finita nelle mani dei democristiani. Massimiliano Amato e Marcello Ravveduto\, con questo libro\, non si fermano però solo ai palazzi del Potere e ai difficili equilibri interni tra le forze che appoggiano il Centrosinistra\, ma cercano di scorgere il volto dell’Italia del Miracolo celato dietro il racconto del conflitto politico: l’urbanesimo della speculazione edilizia; le auto che mutano il paesaggio; la famiglia che modifica usi e costumi; i giovani e le donne che pretendono di essere protagonisti della modernità; i braccianti che sciamano verso le città; gli operai che agognano il possesso della casa\, dell’utilitaria\, della televisione e degli elettrodomestici. Si coglierà con nettezza la distanza tra i desideri degli italiani e le prospettive dei partiti.\nMartedì 18 novembre 2014 ore 17.00\nFondazione Nevol Querci\nArchivio Storico Iconografico del Socialismo ASIS\nViale Trastevere 236 – Roma \nInfo\nTel. 06-584828\nFax 06-584832\nwww.nevolquerci.org\nInfo@nevolquerci.org – ragsoc@tiscali.it
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LOCATION:Fondazione Nevol Querci Archivio Storico Iconografico del Socialismo ASIS\, Viale Trastevere 236\, Roma\, 00152\, Italia
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SUMMARY:Libertà e modernizzazione. La cultura politica del liberalismo risorgimentale
DESCRIPTION:  \nMartedì\, 18 novembre 2014 – ore 17\,30 \nSala Gino Barbieri\, Palazzo Giuliari\, via dell’Artigliere 8\, Verona \nPresentazione del volume: \nLibertà e modernizzazione. La cultura politica del liberalismo risorgimentale\, a cura di Domenico Maria Bruni\, Guerini e Associati\, 2012 \n  \nInterverranno: \nRoberto Balzani\, Università di Bologna \nRenato Camurri\, Università di Verona \nGiorgio Federico Siboni\, Università Statale di Milano \n 
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SUMMARY:Il fascismo in provincia. Articolazioni e gestione del potere tra centro e periferia. A cura di Paul Corner e Valeria Galimi
DESCRIPTION:Mercoledì 19 novembre 2014\, alle ore 17.00\, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Palazzo Mattei di Giove – Via Michelangelo Caetani 32\, Roma)\, verrà presentato il volume Il fascismo in provincia. Articolazioni e gestione del potere tra centro e periferia. A cura di Paul Corner e Valeria Galimi (Viella\, 2014). Intervengono: Marco De Nicolò\, Mariuccia Salvati\, Alessandra Staderini. Coordina: Chiara Giorgi. \nChi comandava veramente sotto il fascismo? A prima vista sembrerebbero esserci pochi dubbi al riguardo. Durante il Ventennio ogni giorno partiva da Roma una “valanga” di ordini e direttive destinati ai fasci provinciali e il tono – fascisticamente deciso e perentorio – non ammetteva discussione. Ma fino a che punto i fasci locali obbedivano ai comandi di Roma? Fino a che punto\, di contro\, i gerarchi provinciali – i “piccoli Mussolini” di provincia – prendevano decisioni in modo autonomo\, seguendo una logica più locale che nazionale? Attraverso studi specifici sui vari fascismi provinciali\, il volume fa luce per la prima volta sull’effettiva distribuzione del potere durante il Ventennio\, mostrando da una parte i limiti di quella centralizzazione tanto voluta dal regime e dall’altra il peso\, nella gestione del potere provinciale\, di tradizioni\, interessi e  ambizioni più strettamente locali. Ne emerge un quadro nuovo\, ricco e complesso\, che mette in questione i luoghi comuni più diffusi con cui si è abituati a pensare i meccanismi di funzionamento della dittatura. Il volume contiene saggi di Tommaso Baris\, Alessio Gagliardi\, Elisabetta Colombo\, Andrea Guiso\, Simone Duranti\, Domenica La Banca\, Francesca Cavarocchi\, Roberto Parisini\, Saverio Battente\, Matteo Di Figlia\, Anna Maria Vinci\, Gabriele Rigano\, Roberta Pergher. \nPaul Corner è docente di Storia dell’Europa presso l’Università di Siena. Tra le sue recenti pubblicazioni: Il consenso totalitario (2012) e The Fascist Party and Popular Opinion in Mussolini’s Italy (2012). \nValeria Galimi svolge attività di ricerca presso l’Università dela Tuscia. Ha pubblicato\, fra l’altro\, L’antisemitismo in azione. Pratiche antiebraiche nella Francia degli anni Trenta (2006) e il saggio Vichy: un passato che non passa? Opinione pubblica e politiche della memoria in Francia\, nel volume collettaneo L’Europa e le sue memorie. Politiche e culture del ricordo dopo il 1989 (2013).
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SUMMARY:Resistenze e guerre civili in Europa: il caso polacco
DESCRIPTION:Nell’ambito dell’iniziativa Storia in città 2014 organizzata dal Dipartimento di scienze politiche e sociali dell’Università di Trieste assieme all’Istituto regionale per la storia del movimento di liberazione nel Friuli Venezia Giulia\, per il ciclo Resistenze e guerre civili in Europa\, Cesare La Mantia parlerà su “Il caso polacco”.
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SUMMARY:Stati Uniti e culture politiche italiane nel ‘900
DESCRIPTION:Max Ascoli: un caso paradigmatico
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SUMMARY:Verso Expo2015. Sistemi di comunicazione\, tecnici e imprese fra 800 e 900 nelle carte degli archivi aziendali
DESCRIPTION:21 novembre ore 10.30 | Sesto San Giovanni | Convegno “Verso Expo2015. Sistemi di comunicazione\, tecnici e imprese fra 800 e 900 nelle carte degli archivi aziendali”: in occasione della XIII Settimana della cultura d’impresa (13-23 novembre 2014)\, Fondazione Isec organizza un convegno per riflettere sulla storia\, i protagonisti\, l’impatto sociale della diffusione del telegrafo e del telefono in Italia. L’appuntamento è venerdì 21 novembre dalla 10.30 alle 17 in Fondazione Isec\, Villa Mylius\, Largo La Marmora 17\, Sesto San Giovanni. \nOre 10.30\nSaluti\nPresiede: Edoardo Borruso\n(10.45) Il telegrafo ottico nell’Italia preunitaria – Giuseppe Richeri\, Università della Svizzera italiana\, Lugano\n(11.15) La telegrafia italiana dalle origini alla prima guerra mondiale – Simone Fari\, Universidad de Granada\n(11.45) Il genio dei cavi. Emanuele Jona\, la Pirelli e la telegrafia sottomarina italiana – Andrea Giuntini\, Università di Modena e Reggio Emilia\n(12.15) Le origini del telefono in Italia. Politica\, economia\, tecnologia e società – Gabriele Balbi\, Università della Svizzera italiana\, Lugano\n(12.45) Commento – Peppino Ortoleva\, Università di Torino \nOre 14.30\nPresiede: Roberta Garruccio\n(14.30) Da privilegio a diritto: l’affermazione del telefono nella vita degli italiani dal secondo dopoguerra – Chiara Ottaviano\, Cliomedia Officina\, Torino\n(15.00) Donna e manager: Marisa Bellisario all’Italtel – Barbara Curli\, Università di Torino\n(15.30) Dalla Sit Siemens all’Italtel nelle carte dell’archivio – Giorgio Bigatti e Carlo Milani\, Fondazione Isec\n(15.50) Il racconto nel web dell’Archivio storico Telecom Italia – Walter Tucci\, Cliomedia Officina\, Torino\n(16.10) Nel cinema\, il telefono come espediente narrativo – Gianpaolo Fissore\, Cliomedia Officina\, Torino\n(16.30) Conclusioni – Peppino Ortoleva\, Università di Torino
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LOCATION:Fondazione Isec\, Villa Mylius\, Largo La Marmora 17\, Sesto San Giovanni\, 20099\, Italia
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SUMMARY:Germania europea Europa tedesca\, di Luigi Reitani
DESCRIPTION:Venerdì 21 novembre 2014\, alle ore 17.00\, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Palazzo Mattei di Giove – Via Michelangelo Caetani 32\, Roma)\, verrà presentato il volume Germania europea Europa tedesca di Luigi Reitani (Salerno editrice\, 2014). Ne discutono con l’Autore Vanna Vannuccini e Stas’ Gawronski. \nEsiste una Germania che vuole dominare l’Europa\, o esiste una nazione aperta che si pone come guida al servizio dell’Europa? Qual è il ruolo della Germania in Europa? Esiste davvero il rischio di una supremazia tedesca nelle scelte cruciali di politica economica del vecchio continente? La crisi di sistema in cui viviamo lascia affiorare antichi fantasmi. Eppure\, mai come oggi\, la Germania ha fatto della propria apertura internazionale un valore irrinunciabile. L’idea di uno stato in Europa e per l’Europa – che attraversa almeno due secoli di storia culturale tedesca – sembra definitivamente prevalere sulla visione nazionalistica di una ‘missione’ egemonica. \nLuigi Reitani\, germanista\, traduttore\, ordinario di Letteratura tedesca all’Università di Udine\, è\, tra l’altro\, membro del comitato scientifico del «Freies Deutsches Hochstift» di Francoforte. Tra le sue più recenti pubblicazioni la curatela di scritti di Goethe\, Musil\, Bernhard.
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CATEGORIES:Presentazione di libro/i
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SUMMARY:Prisoners of war in the twentieth century – Actors\, concepts and changes
DESCRIPTION:Convegno Internazionale \nPrisoners of war in the twentieth century – Actors\, concepts and changes \nDAY 1 – MONDAY\, NOVEMBER 24TH 2014 \n9:30-11:00 First World War\, imprisonment experiences – Portugal Chair: António Paulo Duarte \nFátima Mariano\, (IHC-FCSH-UNL): Dos gritos do cativeiro ao silêncio do poder politico – A resposta da República aos prisioneiros portugueses da 1.ª Guerra Mundial \nOlga Maria Oliveira\, Sofia Nabais de Oliveira Freitas e Menezes e José Miguel Moreira Freire\, (Academia Militar): Prisioneiros de guerra entre inimigos não declarados. O caso de Naulila: 1914-1915 \nJosé Luís Assis\, (CEHFCi-UE e IHC-FCSH-UNL): O Corpo Expedicionário Português na Grande Guerra: a dura experiência das tropas portuguesas nos campos de prisioneiros na Alemanha \nSérgio Rezendes\, (IHC e Universidade dos Açores): A Grande Guerra nos Açores e a concentração de prisioneiros alemães na ilha Terceira \n11:15-13:30 First World War\, imprisonment experiences – Portugal II | Chair: Luís Alves de Fraga \nCarlos Alves Lopes\, (IHC-FCSH-UNL): A experiência do cativeiro na Europa (1917-1918) \nJoaquim Rodrigues\, (IHC-FCSH-UNL): Contributo para o estudo dos prisioneiros algarvios na Alemanha na I Grande Guerra \nSérgio Rezendes\, (IHC e Universidade dos Açores): O depósito de concentrados alemães em Angra do Heroísmo\, Açores \nMargarida Portela (IHC-FCSH-UNL): “O meu avô foi prisioneiro dos alemães na Grande Guerra”. A memoria dos familiares dos prisioneiros portugueses na Primeira Guerra Mundial \n15:00-16:00 Second World War: the Italian experience | Chair: Rui Vieira \nIsabella Insolvibile\, (Universitá degli studi di Napoli “Federico II”): The forgotten prisoners: Italian POWs in Great Britain during WWII \nEugenia Corbino\, (University of Florence): Behind-outside the barbed wire. Allied prisoners of war in Italy: from the internment to the evasion \nMario de Prospo\, (Università degli Studi di Napoli “Federico II”): From enemies to almost allies? The Italian prisoners of war in the United States of America during the Second World War \n16:30-17:30 Second World War: the German experience | Chair: Ana Paula Pires \nMarisa Fernandes\, (ISCSP-UL): Entre o Poder dos EUA e da URSS: o significado de ser prisioneiro alemão na II Guerra Mundial \nMaria Teresa Giusti\, (University “G. d’Annunzio” of Chieti): Prisoners of Hitler and Stalin \nJean-Michel Turcotte\, (Université Laval): The Nazi treatment of the Soviet prisoners of war during WWII \nOlga Baranova\, (Gonzaga University – Florence): Quoi faire des soldats d’Hitler ? Les relations canado-britanniques face à la detention des prisonniers de guerre allemands au Canada\, 1939-1945 \nRoderick Bailey\, (Oxford University): The handling and interrogation of captured agents of the Special Operations Executive – 1940-45 \nDAY 2 – TUESDAY\, NOVEMBER 25TH 2014 \n9:30-10:30 Second World War: African and Asian experiences | Chair: Jakob Zollmann \nIdrissou Alioum\, (Université de Yaoundé I): Les prisonniers de guerre européenes au Cameroun (1939-1945). Statuts itéraires et experiences \nDonato Somma\, (University of the Witwatersrand): Italian POWs in South Africa. Memory\, History and Narrative \nElena Bellina\, (University of Rochester): “The POWiere Song”: Italian prisoners stating captivity in East African Camps (1940-1946) \nJeannick Vangansbeke\, (Ghent University): The Congolese Force Publique and its Italian prisoners of war in Ethiopia\, 1941 \nMonica Kim\, (University at Albany): Examining the prisoner of war\, decolonization and the cold war in the interrogation rooms of the Korean War \n11:00-12:30 POW camps\, memory and violence | Chair: Jakob Zollmann \nPadraic Kenney\, (Indiana University): The prison has become a political battlefield: how POW camps transform practices of political imprisonment \nMaria Zozaya\, (CIDEHUS – Universidade de Évora): Denyed memory spaces. Collective memoirs not shared in the past. Looking back from the XXth century experience to the elite prisoners of the Peninsular War \nCristina Clímaco\, (Universidade de Paris 8 Vincennes Saint-Denis): Vichy e os prisioneiros de Guerra portugueses no campo do Vernet durante a 2.ª Guerra Mundial \nAnabela Silveira\, (IHC-FCSH-UNL): O percurso politico do angolano António Jacinto: da formação do Partido Comunista Angolano a prisioneiro no Campo de Trabalho de Chão Bom \nBernabé Sarabia and Demétrio Castro\, (Universidad de Navarra): Spanish war prisoners in Russia\, 1941-1954 \nCláudio Forjaz\, (Exército brasileiro): Prisioneiros de guerra – um factor que pode vencer a guerra e a paz \nHazuki Tate\, (Ecole des Hautes Études en Sciences Sociales): The long process of repatriating POWs after the First World War and the International Humanitarian Actions \nAlan Malpass\, (Sheffield Hallam University): Save Europe now and the campaign to repatriate German prisoners of war in Britain c. 1945-48: Anglo-German relations\, British values and “slave trading” \nDavid Alegre Lorenz e Francisco J. Leira Castiñeira\, (Universitat Autónoma de Barcelona and Universidade de Santiago de Compostela): Trauma\, Absence and everyday life in Francoist Spain during the fifties: arrival and reintegration of the Spanish Prisoners of war from the Soviet Union \nSherzod Muminov\, (University of Cambridge): Prisoners of War and Peace: the Siberian internment of Japanese former soldiers within the context of Soviet Camps\, 1945-1956 \n 
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LOCATION:Faculdade de Ciências Sociais e Humanas – Universidade Nova de Lisboa\, Avenida de Berna\, 26 C\, Faculdade de Ciências Sociais e Humanas – Universidade Nova de Lisboa\, I&D Building – Room Multiusos 2\, 4th Floor\, Lisbona\, Portugal
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SUMMARY:Lavoro\, confini\, cittadinanza
DESCRIPTION:Con l’avvento della globalizzazione si è diffuso nel dibattito economico e sociologico l’idea che i confini fossero un dispositivo in via di dissolvimento. Tuttavia con la transizione post ’89 ci siamo trovati di fronte a una moltiplicazione delle frontiere sia con la nascita di nuove entità statuali nello spazio ex-sovietico\, sia con l’inasprimento delle misure di controllo lungo i confini di vecchie e nuove entità politiche dell’occidente. I confini\, dunque\, lungi dall’estinguersi\, vanno affrontati anche dal punto di vista produttivo\, così come lo stesso Marx ne aveva riscontrato la centralità nell’emergere del sistema capitalistico moderno\, per la loro capacità di delimitare lo spazio dell’accumulazione e degli interessi di mercato e oggi rappresentano un filtro (più che una vera e propria barriera) per i flussi di manodopera e merci. A partire dalla presentazione dell’edizione italiana del volume di Sandro Mezzadra e Brett Neilson\, Border as method\, or the multiplication of Labor\, Duke University Press 2013\, intendiamo proporre una discussione sul ruolo che i confini hanno nei processi produttivi e nella definizione dei circuiti della forza-lavoro e della divisione internazionale del lavoro.
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SUMMARY:Europa 1914 . Come si arrivò alla Grande Guerra
DESCRIPTION:Organizzano: Università di Messina\, Istituto di Studi Storici “Gaetano Salvemini” (Messina); Fondazione Bonino-Pulejo (Messina). \nRelazioni di Santi Fedele (Dipartimento di Culture Antiche e Moderne\, Università di Messina)\, Pasquale Fornaro (Dipartimento di Culture Antiche e Moderne\, Università di Messina)\, Piero Ortega (La Gazzetta del Sud – Redazione di Messina)\, Giovanna D’Amico (Dipartimento di Culture Antiche e Moderne\, Università di Messina). \nConclude Rosario Battaglia (Dipartimento di Scienze Giuridiche e Storia delle Istituzioni\, Università di Messina)
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SUMMARY:Vivere la guerra. Pensare la pace (1914-1921​). Le esperienze delle donne\, il pensiero femminista e le relazioni internazionali
DESCRIPTION:DEP. Deportate esuli\, profughe. Rivista telematica sulla memoria femminile\nwww.unive.it/dep \nVenezia\, 26-28 novembre 2014/Venice\, 26-28 November 2014 \nVivere la guerra. Pensare la pace (1914-1921)\nLe esperienze delle donne\, il pensiero femminista e le relazioni internazionali \nLiving war. Thinking peace (1914-1921)\nWomen’s experiences\, feminist thought and international relations \nProgramma\nProgramme \nMercoledì 26 novembre/Wednesday 26th November\n14.30-21 Auditorium Santa Margherita \n14.30-15 Presentazione e saluti/Welcome\nBruna Bianchi-Geraldine Ludbrook\nMichele Bugliesi\, Rettore dell’Università Ca’ Foscari\nAnna Cardinaletti\, Direttrice del Dipartimento di Studi linguistici e culturali comparati \nVivere la guerra/Living war\nChair: Geraldine Ludbrook \n15-15.30 Giovanna Procacci (Università di Modena)\, Le donne nelle manifestazioni popolari contro la guerra in Italia (Women in popular demonstrations against the war in Italy) \n15.30-16 Carol Acton (University of Waterloo\, Ontario)\, “I saw them die”: First World War Nursing Accounts and the Politics of Injury \n16-16.20 Pausa caffè/ Coffee break \n16.20-16.50 Liubov Zhvanko (Beketov National University of Kharkiv)\, World War I and a Woman-refugee: In Arms of Sorrow and Fear \n16.50-17.20 Elena Dundovich (Università di Firenze) In fuga dalla rivoluzione bolscevica. L’esperienza di Irene Nemirovski (Fleeing the Bolshevik revolution. The experience of Irene Nemirovski) \n17.20-17.50 Matteo Ermacora (Università di Venezia\, DEP)\, Nella tempesta. L’esperienza femminile durante l’occupazione del Veneto 1917-1918 (Inside the storm. The experiences of women during the occupation of Veneto 1917-1918) \n17.50-19.30 Dibattito/Discussion \n19.30-21 Buffet dinner \nGiovedì 27 Novembre/Thursday 27th November\n9-13 Aula Baratto \nLe voci delle donne/Women’s Voices\nChair: Daniela Ciani \n9-9.30 Teresa Fava Thomas (Fitchburg State University)\, Occupation\, Hunger\, and Disease: The Great War as Experienced by the Women of the Grava Family in Revine Lago\, Italy\, and in America \n9.30-10 Catia Papa (Università della Tuscia)\, Lettere alla Regina: voci e vissuti delle italiane in guerra (1914-1918) (Letters to the Queen: Voices and experiences of Italian women during the war (1914-1918)) \n10-10.30 Bruna Bianchi (Università di Venezia\, DEP)\, “Quella strage degli innocenti ci ha ossessionato per anni”. Testimonianze femminili della fame nell’Europa Centrale. (“That massacre of the innocents has haunted us for years”. Women witnesses of hunger in Central Europe) \n10.30-10.50 Pausa caffè/ Coffee break \n10.50-11.20 Marisa Sestito (Università di Udine)\, The lady and the soldier: Mrs. Dalloway and the Great War \n11.20-11.50 Donna Coates (University of Calgary)\, De-Militarizing a Military Culture: Brenda Walker’s The Wing of Night \n11.50-13 Dibattito/Discussion \n13-15 Buffet lunch \nGiovedì 27 novembre/Thursday 27th November\n15-19.30 Aula Baratto \nPacifiste/Women pacifists\nChair: Bruna Bianchi \n15-15.30 Laurie Cohen (University of Innsbruck)\, “Fighting for Peace Amidst Paralyzed Popular Opinion”: Bertha von Suttner’s and Rosa Mayreder’s Pacifist-Feminist Insights on Gender\, War and Peace \n15.30-16 Maria Grazia Suriano (Università di Venezia\, DEP)\, The First Italian Section of the Women’s International League for Peace and Freedom (1915-1922) \n16-16.30 Dagmar Wernitznig (University of Oxford)\, Living Peace\, Thinking Equality: Rosika Schwimmer’s (1877–1948) War on War \n16.30-16.50 Pausa caffè/Coffee break \n16.50-17.20 Deborah Thom (Robinson College\, Cambridge)\, Feminism\, socialism and organizing among women in the First World War in Britain \n17.20-17.50 Amy Beth Aronson (Fordham University New York)\, “Pacifist Revolutionary”: Crystal Eastman\, the Dilemmas of Intersectionalism\, and the Struggle for World Peace \n17.50-18.20 Dario Fazzi (Roosevelt Study Center\, Middelburg)\, Eleanor Roosevelt as a Modern Pacifist Leader: Pragmatism\, and Political Efficacy in Interwar America \n18.20-19.30 Dibattito/Discussion \nVenerdì 28 novembre/Friday 28th November\n9-13.30 Aula Baratto \nL’attivismo. Gli anni di guerra/Activism during the war\nChair: Maria Grazia Suriano \n9-9.30 Ingrid Sharp (University of Leeds)\, Letting Our Hearts Speak: Love as Moral Imperative and Anti-war Strategy in the International Women’s Movement 1914-1919 \n9.30-10 Brigitte Rath (Vienna University)\, “Do women want war or peace?” Female Peace Activists in First World War Austria \n10-10.30 Elena Bignami (Università di Bologna)\, Le anarchiche italiane di fronte alla Grande Guerra (Italian anarchist women and the Great War) \n10.30-10.50 Pausa caffè/Coffee break \n10.50-11.20 Marie-Michèle Doucet (Université de Montréal)\, Helping the German Children: French humanitarian aid and Franco-German reconciliation after the Great War (1919-1921) \n11.20-11.50 Augusta Molinari (Università di Genova)\, Esperienze ed ambiguità di un pacifismo di genere. La mobilitazione femminile come pratica di assistenza. Il caso italiano (Experiences and ambiguities of gendered pacifism. The mobilization of women as a practice of assistance. The Italian case.) \n11.50-12.20 Francesco Scomazzon (Centro di storia della Svizzera “Bruno Caizzi”)\, Donne di pace? Pensiero e azione dell’Unione Femminile Nazionale in tempo di guerra (Women of Peace? Thought and action of the National Union of Women in wartime) \n12.20-13.30 Dibattito/Discussion \n13.30-15.30 Buffet lunch \nVenerdì 28 novembre/Friday 28th November\n15.30-19 Aula Baratto \nL’attivismo. Il dopoguerra/Activism after the war\nChair: Matteo Ermacora \n15.30-16 Rebecca Shriver (Florida State University)\, Unwelcome Voices: War\, Gender\, and Feminist Pacifists in Weimar Politics \n16-16.30 Angelique Leszczawski-Schwerk (TU Bergakademie Freiberg)\, “War as beginning of a new era?” Polish Feminists Thoughts\, Reflections on Peace and their Visions about the Post War Era (1914-1921) \n16.30-16.50 Pausa caffè/Coffee break \n16.50-17.20 Vesela Tutavac (Intitut für Slawistik\, Alpen-Adria Universität Klagenfurt)\, Women in the “old Yugoslavia”: Organizations and Activism during the Interwar Era \n17.20-17.50 Renata Jambrešić Kirin (Institute of Ethnology and Folklore Research\, Zagreb)\, A Women’s History of World War One in Croatian (Post)Socialist Cultural Memory \n17.50-18.20 Catia Cecilia Confortini (Wellesley College)\, The Post-War Moment: Transnational Feminist Praxis in the Women’s International League for Peace and Freedom in the Aftermath of the Second World War \n18.20-19.30 Dibattito/Discussion
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SUMMARY:Historicizing ecumenism. An international Conference
DESCRIPTION:The John XXIII Foundation for Religious Studies in Bologna is launching a international research program on the history of the Christian desire for unity in the last two centuries. The project will bring together leading researchers\, historians and theologians whose research focuses on the search for Christian unity and its history. This conference is open to scholars who may offer on the basis of actual research on archives and printed sources suggestions and samples of the criteria that will guide the program: papers on sources\, leaders\, ideas\, theologies\, dialogues and the life of the faithful are welcome. A global history of the quest for unity needs a large scope of papers regarding the relations between the events concerning the area of politics and the development of the churches’ mentality. Also studies approaching the biographies of the spiritual inspirers of the ecumenical movement as well as authorities and the ecclesiastical institutions will be discussed.
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LOCATION:Monastero di Bose\, Cascina Bose\, Magnano\, Magnano\, Italia
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