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SUMMARY:Roma 1849: Stefano Lecchi. Il primo reportage di guerra
DESCRIPTION:Giovedì 12 dicembre 2019\, alle ore 17.00\, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Palazzo Mattei di Giove – Via Michelangelo Caetani 32\, Roma)\, in occasione del 170° anniversario della Repubblica Romana\, sarà presentata la mostra digitale Roma 1849: Stefano\nLecchi. Il primo reportage di guerra a cura di Maria Pia Critelli e Ilaria Poggi\n(https://www.movio.beniculturali.it/bsmc/stefanolecchi/). Saluti: Patrizia Rusciani. Introduce e\ncoordina: Maria Pia Critelli. Intervengono: Agostino Bistarelli\, Maria Francesca Bonetti\, Diego\nMormorio.\nLa mostra vuole rendere possibile la consultazione delle fotografie (carte salate al bromuro di iodio)\nrealizzate nel 1849 da Stefano Lecchi e oggi possedute dalla Biblioteca di Storia moderna\ncontemporanea di Roma e dal Getty Research Institute di Los Angeles. Il pittore e fotografo\nrealizzò a Roma immediatamente dopo la caduta della Repubblica romana quello che è considerato il primo reportage di guerra finora conosciuto.\nNella mostra\, realizzata su piattaforma Movio\, alle immagini si aggiungono le schede catalografiche\ndelle singole carte salate\, le notizie biografiche sul loro autore e sui collezionisti delle fotografie\,\nspesso testimoni o protagonisti degli avvenimenti del tempo\, i testi di corredo e di approfondimento con le relative immagini. Spesso il commercio calcografico si servì delle fotografie di Lecchi come base per illustrazioni di ampia tiratura e diffusione già a partire dal 1849. Altre immagini furono realizzate da pittori soldato o da altri artisti contemporanei agli eventi. A tali opere (derivate e contemporanee) vengono dedicate specifiche sezioni.\nIl lavoro sulle immagini digitalizzate degli originali ha permesso una rilevazione più completa\, e per quanto possibile esaustiva\, del patrimonio informativo in esse contenute\, dando vita\, se vogliamo\, a un’altra mostra all’interno della mostra stessa.
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SUMMARY:Paolo Zanini\, Il «pericolo protestante». Chiesa e cattolici italiani di fronte alla questione della libertà religiosa (1922-1955)
DESCRIPTION:Presentazione del volume di\nPaolo Zanini\, Il «pericolo protestante». Chiesa e cattolici italiani di fronte alla questione della libertà religiosa (1922-1955)\, Firenze\, Le Monnier\, 2019.\nNe discuteranno con l’autore Matteo Al Kalak (Università di Modena e Reggio Emilia) e Giovanni Turbanti (Fondazione per le scienze religiosa Giovanni XXIII). Introduce Angela Santese (Università di Bologna).\n12 Dicembre 2019\, ore 17 \nAula 5\, Dipartimento di Scienze Politiche e Sociali\, Strada Maggiore 45\, Bologna
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SUMMARY:Violenza politica\, forme di associazionismo armato\, partecipazione politica e democratizzazione in Irlanda\, 1900 1945
DESCRIPTION:Seminario di Eugenio Biagini (Cambridge University)
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SUMMARY:Calendario civile 2020
DESCRIPTION:Lunedì 16 dicembre p.v. alle 17.00\, sarà presentato a Roma\, presso la Casa delle memoria e della storia (Via S. Francesco di Sales\, 5)\, il Calendario civile 2020.\nIl Calendario civile\, che nasce da un progetto dell’editore Donzelli e del Circolo Gianni Bosio\, è stato realizzato con la collaborazione e la cura della SIS ed è dedicato alla storia delle donne e alla storia di genere.\nInsieme con il Calendario viene presentato il Doppio CD pubblicato da Nota\, cui hanno contribuito le voci più significative della canzone italiana e della musica popolare\, con brani legati alla scansione delle date.\nIntervengono: Alessandro Portelli (CGB)\, Rosanna De Longis (SIS)\, Costanza Calabretta (coordinatrice del Calendario).\nSaranno presenti: Stefano Donegà (grafico)\, Marco Petrella (illustratore)\, Sara Modigliani\,  Susanna Buffa e Laura Zanacchi (curatrici dei CD Calendario Civile).\nInterventi musicali: Albero della Libertà\, BosioTeatroMusica\, Vanessa Cremaschi\, Isabella Mangani\, Susanna Buffa\, Stefano Donegà\, il Coro Se… sta voce e altri.
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SUMMARY:Un altro sguardo sul 1969. I territori sociali del conflitto in Italia
DESCRIPTION:La Camera del Lavoro di Firenze e l’IRES Toscana organizzano a cinquant’anni dall’Autunno Caldo questo convegno\, insieme a AISO\, FDV\, FVL\, Proteo e SISLav. L’iniziativa\, essendo organizzata con soggetto qualificato per l’aggiornamento (DM 08.06.2005)\, l’agenzia formativa Proteo Fare Sapere\, è automaticamente autorizzata ai sensi degli artt. 64 e 67 CCNL 2006/2009 del Comparto Scuola\, con esonero dal servizio e con sostituzione ai sensi della normativa sulle supplenze brevi e come formazione e aggiornamento dei Dirigenti Scolastici ai sensi dell’art. 21 CCNL 11/4/2006 area V e dispone dell’autorizzazione alla partecipazione in orario di servizio. \nUn altro sguardo sul 1969: i territori sociali del conflitto in Italia. \nOltre le letture convenzionali \nIl ciclo di lotte del cosiddetto Autunno Caldo viene comunemente conosciuto come «il ’69 operaio»\, per distinguerlo dal «’68 degli studenti» con cui intrattenne rapporti talmente stretti da poter parlare di un unico «biennio rosso». Furono anni di fortissima conflittualità sociale che videro come epicentri simbolici prima le università e le scuole superiori\, quindi le grandi  fabbriche\, in un movimento complessivo di contestazione del potere gerarchico e autoritario che vigeva in queste grandi «istituzioni totali»: alla protesta si unì da subito la costruzione di organi assembleari alternativi\, espressione di un contropotere dal basso che fosse veicolo della voce di studenti e operai. Secondo una narrazione convenzionale\, le istanze dei lavoratori dei grandi stabilimenti si estesero dai consigli di fabbrica al resto della società\, erompendo dai cancelli dei complessi industriali e travolgendo il territorio circostante. I sindacati\, per quanto all’inizio colti di sorpresa\, si fecero latori e promotori di questa ondata innovatrice e misero imprese\, enti pubblici e partiti politici di fronte alla necessità di dare risposte nuove ai bisogni sociali di base: la casa\, la sanità\, l’istruzione\, i trasporti\, le mense\, i servizi per l’infanzia\, il tempo libero.\nQuesta versione molto diffusa delle dinamiche del ’69 operaio si basa su un modello schematico estremamente semplice e monodirezionale: partendo dalla scuola e dall’università il movimento innovatore sarebbe passato alla grande fabbrica\, dove divenne richiesta di riforma sociale complessiva investendo quindi l’intero territorio. Tutta la società che non si identificava direttamente con le istituzioni educative e con il mondo industriale più rappresentativo avrebbe giocato in questa visione una funzione prevalentemente passiva\, di adeguamento alle rivendicazioni elaborate e portate avanti altrove\, più che mobilitarsi quindi sarebbe stata mobilitata.\nL’articolazione territoriale del conflitto in Toscana e nella Terza Italia \nEppure\, la conoscenza diretta dell’esperienza toscana – così come le acquisizioni emerse dalla ricerca storica su diversi contesti a livello nazionale – spingono a ritenere che anche altri elementi ebbero un ruolo decisivo nello stesso svilupparsi della conflittualità\, dentro e fuori la fabbrica: il mondo contadino e gli ambienti rurali della campagna urbanizzata\, l’associazionismo cattolico di\nbase\, le reti sociali di quartiere\, le tradizioni familiari\, i luoghi di sociabilità popolare\, non solo nella grande fabbrica ma anche a scala territoriale e nelle aziende piccole e medie\, in cui svolgeva un ruolo di primo piano un’imprenditorialità di estrazione operaia\, la diffusione della scolarizzazione e dei consumi di massa. A Firenze la reazione popolare all’alluvione del 1966 giocò una funzione importante nel definire come centrale il territorio nello sviluppo della conflittualità e dell’identità\nsociale. Un evento in grado di attivare comitati di base\, case del popolo\, sezioni di partito\, strutture sindacali\, parrocchie e studenti che costruirono relazioni in un certo senso uniche che avranno conseguenze anche negli anni successivi. I lavoratori e le lavoratrici che parteciparono al ciclo del conflitto industriale ebbero una composizione sociale molto più complessa di quella dell’operaio massa prevalentemente maschio della fabbrica fordista\, in cui agivano componenti culturali variegate e dalle molteplici origini. L’impressione\, insomma\, è che il filo che unisce «la centralità della fabbrica» alla «scoperta del territorio» non fu un filo a una sola direzione e in regioni come la\nToscana – e in genere nella cosiddetta Terza Italia – non fu affatto occasionale.\nUn altro sguardo sul 1969 italiano\nIl convegno sul 1969 vorrebbe quindi indagare il rapporto complesso\, dinamico\, poco studiato fra il conflitto sociale (e industriale in particolare) e la dimensione territoriale in cui si inserisce. Se questo è forse più evidente nella Terza Italia\, è necessario verificarlo in tutta l’articolazione sociale nazionale\, anche nei contesti canonici del «secondo biennio rosso» o nelle aree più periferiche. Non\nevidenziare cioè soltanto una semplice pluralità dei luoghi\, quanto piuttosto analizzare la stratificazione territoriale del processo sociale\, aprire quindi uno squarcio nella complessa pluralità che è presente nei luoghi. Si tratta di tracciare una cornice che non delimiti il campo di analisi soltanto in senso spaziale\, ma riesca a comprendere un contesto dinamico di repertori di azione e di regolazione\, di relazioni pubbliche e private\, di modelli imprenditoriali e di culture del lavoro\, che\ninteragiscono e si modificano\, provocando la (e adattandosi alla) rottura dell’Autunno Caldo. È in\nquesta ottica che potrebbe essere indagato il ruolo del sindacato che\, in maniera non sempre compiuta\, vive la contraddizione di essere da un lato sindacato in fabbrica e dall’altro sindacato generale e territoriale.
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LOCATION:Dip. Forlilpsi – Università di Firenze e Camera del Lavoro di Firenze\, Aula magna\, via Laura 48 (17/12); Salone Di Vittorio - CdLM\, Borgo de' Greci 3 (18/12)\, FIRENZE\, 50121\, Italia
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SUMMARY:L'infanzia nelle guerre del Novecento
DESCRIPTION:L’infanzia nelle guerre del Novecento \nAula 3\, Via Principe Amedeo\, 184\nSeminario di studi\, martedì 17 dicembre 2019\, ore 14\,15-18\,15 \nIntroduzione ai lavori di Maurizio Ridolfi (Un. di Roma 3) \nLorenzo Cantatore    Il Museo della Scuola e dell’Educazione: i percorsi di ricerca\n(Un. di Roma 3) \nBruno Maida         I bambini e le guerre del XX secolo\n(Un. di Torino) \nElisa Guida      L’infanzia sopravvissuta della Shoah. Storia e memorie\n(Un. della Tuscia) \nMaurizio Ridolfi    La “Repubblica dei ragazzi”. Gianni Rodari e la letteratura educativa negli anni\n(Un. di Roma 3)    della Guerra Fredda \nMarcello Ravveduto    “Io non ho paura”. I bambini di fronte alle mafie\n(Un. di Salerno) \nRaffaello Ares Doro    Le “guerre dei bambini” nella rete\n(Un. della Tuscia) \nNelle guerre del Novecento il protagonismo dell’infanzia fu una delle più significative novità del secolo: tra “guerre combattute” e “guerra fredda”\, fino alle vittime innocenti nelle guerre di mafia. Utilizzati e mobilitati\, ma anche soggetti attivi\, i bambini divennero attori nei conflitti armati così come nel loro racconto\, in chiave spesso autobiografica (le parole e le memorie\, i giochi e i disegni) ovvero attraverso i diversi linguaggi narrativi: le riviste e la letteratura per l’infanzia\, il cinema e le canzoni\, ecc. Il seminario sviluppa momenti e linguaggi di un tema tra i più rilevanti nella storia del tempo presente.
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LOCATION:Dipartimento Scienze della Formazione\, Università Roma TRE\, Aula 3\, Via Principe Amedeo\, 184\, Roma\, Italia
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SUMMARY:Archives and the Mobility of Knowledge. Towards a Global History of Archiving
DESCRIPTION:Seminario con Markus Friedrich\, Universität Hamburg
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SUMMARY:Legittimismo\, controrivoluzione\, guerra nell'Italia unita
DESCRIPTION:Seminario di studi a partire dal volume di Carmine Pinto\, La guerra per il Mezzogiorno. Italiani\, borbonici\ne briganti 1860-1870\, Laterza 2019. \nNe discutono\nLaura Di Fiore\, Università di Napoli Federico II\nSimon Sarlin\, Université Paris Nanterre \ncoordina\nViviana Mellone\, Università di Napoli L’Orientale \nintervengono\nAnnunziata Berrino\, Alessandro Bonvini\, Gia Caglioti\, Massimo Cattaneo\, Renata De Lorenzo\, Marco Meriggi\, Luigi Musella\, Marco Rovinello\, Silvia Sonetti
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SUMMARY:Dalla storia dei trasporti al Mobility Turn
DESCRIPTION:Mercoledì 8 gennaio 2020 alle ore 08.30 presso l’Aula A\, Palazzo Wollemborg. Via del Santo\, 26\, nell’ambito dell’insegnamento di Storia del Novecento del prof. Giovanni Focardi\, Federico Paolini (Università della Campania Luigi Vanvitelli) terrà un seminario dal titolo “Dalla storia dei trasporti al Mobility Turn. Evoluzione storiografica o una nuova teoria politica?”
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SUMMARY:La “scienza nazionale” in Italia dal 1839 alla fine degli anni Venti: una costruzione transnazionale
DESCRIPTION:Mercoledì 15 gennaio 2020\, alle ore 17.00\, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Palazzo Mattei di Giove – Via Michelangelo Caetani 32\, Roma)\, si terrà l’incontro sul tema La “scienza nazionale” in Italia dal 1839 alla fine degli anni Venti: una costruzione transnazionale\,\na partire dalla pubblicazione del n. 130-2\, 2018 dei Mélanges de l’École Française de Rome\, a cura di Marie Bossaert e Antonin Durand (https://journals.openedition.org/mefrim/3713).\nSaluti: Patrizia Rusciani.\nIntervengono: Sandra Linguerri\, Guido Melis\, Giovanni Paoloni. Saranno presenti i curatori del volume. \nLa storia del sapere in Italia è stata profondamente rinnovata dalla storiografia sociale e culturale\ndel Risorgimento\, che ha evidenziato il ruolo dell’università e della scienza come collante dell’unità\nnazionale. Il fascicolo dei Mélanges de l’École française de Rome – Italie et Méditerranée\nmodernes et contemporaines\, è dedicato a “La fabrique transnationale de la «science nationale» en\nItalie (1839-fin desannées 1920)” (130-2\, 2018) e propone di rileggere la storia della “scienza nazionale” alla luce dei metodi e delle prospettive recenti della storiografia transnazionale.\nL’Italia\, che con l’Unità deve integrare tradizioni scientifiche eterogenee\, rappresenta a questo\nriguardo un caso particolarmente interessante: da un lato\, i suoi studiosi vengono in gran parte\nformati all’estero; dall’altro\, gli Italiani intendono ridare all’Italia il posto che le spetta nella scena\nscientifica internazionale\, in un contesto di scambi e di rivalità.\nIl dossier\, che riunisce 12 articoli\, è intenzionalmente interdisciplinare: dalla storia della matematica\na quella del diritto\, dalla storia dell’arte all’orientalistica\, passando per l’agronomia e\nl’amministrazione\, esamina le dinamiche transnazionali all’opera nella costruzione della “scienza\nnazionale” italiana nel lungo Risorgimento\, in modo da arricchire la comprensione del fenomeno di\nnazionalizzazione del sapere.
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SUMMARY:Costituenti\, costituzione: art. 3 e art. 29: il dibattito sulla famiglia alla Costituente
DESCRIPTION:seminario permanente di “storia dell’Italia repubblicana”\na cura di Alessandra Gissi\, Davide Grippa\, Domenico Rizzo \nI ciclo – “costituenti\, Costituzione e…” \nart. 3 e art. 29: il dibattito sulla famiglia alla Costituente  \nne discutono  \nDavide Grippa Università di Napoli “l’Orientale” \nDomenico Rizzo Università di Napoli “l’Orientale”  \nPaolo Soddu Università di Torino
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LOCATION:aula “dottorato” 3.5 \, III piano\, Palazzo Giusso\, Dipartimento di Scienze umane e sociali\, Università degli Studi di Napoli “l’Orientale”\, largo san Giovanni Maggiore\, 30\, Napoli\, Italia
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SUMMARY:Southern Visions: Imaginaries of the South in post-war Italy
DESCRIPTION:  \n \nRome Modern Italy Seminar \nII ciclo \nAntonio Carbone (Deutsches Historisches Institut in Rom): “Southern Visions: Imaginaries of the South in post-war Italy” \nDiscussant: Gabriella Gribaudi (Università di Napoli Federico II)
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SUMMARY:Italiane d'America tra memoria e scrittura
DESCRIPTION:Martedì 21 gennaio\, alle 18.00\, a Roma\, presso la Libreria Tuba (Via del Pigneto\, 39/a)\, si presenta il n. 138 della rivista «Leggendaria»\, dal titolo “Per Louise DeSalvo”.\nIntervengono Maria Rosa Cutrufelli (scrittrice)\, Andreina De Clementi (storica)\, Mara De Chiara (anglista)\, Caterina Romeo (anglista); introduce e coordina Anna Maria Crispino (direttrice di «Leggendaria»).
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SUMMARY:Herstories of Ukrainian Female Migration to Italy: Perspective of Philosophy and Contemporary Art
DESCRIPTION:Il prossimo incontro per il ciclo dei Seminari di Storia Contemporanea\, che mercoledì 22 gennaio alle 14:30 vedrà Yulia Lashchuk presentare una relazione intitolata Herstories of Ukrainian Female Migration to Italy: Perspective of Philosophy and Contemporary Art. \nYulia è una dottoranda ucraina presso il Dipartimento di Scienze Sociali dell’Università di Varsavia che per tre mesi è stata Erasmus+ Trainee presso il nostro dipartimento per fare ricerca sulla comunità di ucraine a Napoli e la sua ricerca è interdisciplinare fra sociologia\, antropologia\, filosofia\, gender studies e critica artistica.
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SUMMARY:Women and Post-War Transitions: Work
DESCRIPTION:ERC Advanced Grant project EIRENE in collaboration with Dipartimento di Studi Umanistici\, Università di Trieste\, is hosting its third workshop\, titled “Women and Post-War Transitions: Work“. We offer you a wide range of presentations covering the periods after both World Wars and the transitional years in the 1990s.\nCHECK PROGRAM HERE: https://project-eirene.eu/woman-and-post-war-transitions-work/\nAbout the topic:\nThe destruction and devastation caused by the ravages of war left a deep mark in post-war periods\, in which an abrupt ending of the wartime economy did not always result in an immediate shift to the peacetime economy. The uncertainty of geopolitical and administrative frameworks upon the introduction of the new political regimes dictated the tempo of the post-war reconstruction and new economic directions. The latter were subject to research\, the labour market in post-war transitions less so\, particularly in terms of questions addressing the female population’s labour.\nThe symposium will highlight the dynamic of work processes in a gendered perspective in different post-war periods of the 20th century. Different groups of working women (employees of tobacco and textile factories\, office workers\, port employees\, housemaids\, social workers\, police officers\, teachers\, and members of the intelligentsia) will be subject to a comparative analysis in order to establish similarities and differences between respective regions and spot differences between global tendencies and local realities. The EIRENE project focuses primarily on research of the multicultural area of the north-eastern Adriatic\, where women’s labour\, particularly in the post-war periods\, experienced a significant impact of the geopolitical changes. The symposium’s primary aim is to improve the understanding of the post-war social and economic conditions that shaped the labour market. By highlighting specific fields of work\, it will also facilitate a discussion of individual aspects of discrimination as empowerment of women in the labour market.
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SUMMARY:Via Tasso e la Shoah romana
DESCRIPTION:Giovedì 23 e martedì 28 gennaio 2020\, in occasione del Giorno della Memoria\, l’Istituto centrale per i beni sonori e audiovisivi e la Biblioteca di storia moderna e contemporanea\, in collaborazione con il Museo storico della Liberazione\, il Circolo Gianni Bosio\, la Fondazione Museo della Shoah e il Progetto Memoria\, presenteranno due incontri sul tema Via Tasso e la Shoah romana.  \nIl primo\, a ingresso libero\, si svolgerà il 23 gennaio alle ore 17.00 presso l’Auditorium dell’ICBSA (via Michelangelo Caetani\, 32): ai saluti di Sabina Magrini (direttrice ICBSA) e Patrizia Rusciani (direttrice BSMC) seguiranno gli interventi di Anna Esposito (Progetto Memoria)\, Amedeo Osti Guerrazzi (Fondazione Museo della Shoah)\, Antonio Parisella (presidente del Museo storico della Liberazione)\, Alessandro Portelli (presidente del Circolo Gianni Bosio).\nIl secondo\, riservato alle scuole\, il 28 gennaio alle ore 10\, si svolgerà presso l’Auditorium dell’ICBSA\, con gli interventi di Antonio Parisella e Micaela Procaccia (presidente Associazione Nazionale Archivistica Italiana).\nNel corso degli incontri del 23 e 28 gennaio verrà inoltre proiettato il film documentario Via Tasso (1960\, 15’) di Luigi Di Gianni. \nSono molte le strade e le piazze di Roma dai nomi famosi\, ma la forza evocativa che si innesca citando via Tasso è unica. Questo perché nei mesi dell’occupazione nazista della “città eterna” (settembre 1943-giugno 1944) il palazzo in via Tasso che ospitava gli uffici culturali della ambasciata tedesca\, fu organizzato dai servizi di sicurezza al comando del colonnello Kappler come carcere specializzato nella repressione dei resistenti all’occupazione. Divenne quindi il famigerato luogo dove tanti cittadini per lo più romani furono reclusi\, interrogati\, torturati per poi spesso finire a Regina Coeli o davanti al plotone di esecuzione a Forte Bravetta. Altri sventurati carcerati presero la strada della deportazione e altri ancora furono direttamente condotti nel marzo 1944 al massacro delle Fosse Ardeatine. Transitarono per via Tasso circa duemila persone: donne\, uomini\, partigiani\, militari e tanti semplici cittadini.\nQualche anno dopo la Liberazione\, la proprietaria del palazzo donò allo Stato italiano quattro appartamenti\, previa istituzione in tali locali di un Museo storico della Liberazione\, che fu effettivamente inaugurato il 4 giugno 1955\, undici anni esatti dalla liberazione di Roma dagli occupanti nazi-fascisti\, con la missione istituzionale di “assicurare al patrimonio storico nazionale la più completa e ordinata documentazione degli eventi storici nei quali si concentrò e si svolse la lotta per la liberazione di Roma durante il periodo 8 settembre 1943-4 giugno 1944”. \nDal 23 al 28 gennaio verrà inoltre allestita nell’ingresso di Palazzo Antici Mattei la mostra La razza nemica. La propaganda antisemita nazista e fascista curata dalla Fondazione Museo della Shoah di Roma.\nLa Biblioteca di storia moderna e contemporanea ospiterà per l’occasione opere di artisti contemporanei realizzate appositamente per il Giorno della Memoria: le fotografie di Pasquale Altieri e i lavori di Riszard Wasko. Questi fanno parte del progetto della Fondazione Theater und Kunst Diletta Benincasa di Berlino\, a cura di Patrizia Bisci\, Displaced\, che coinvolgerà il 27 gennaio\, a partire dalle ore 17.00\, alcuni luoghi simbolici del ghetto ebraico.
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SUMMARY:Censura\, razza e fascismo. Bonifica libraria e leggi razziali
DESCRIPTION:Conferenza di Giorgio Fabre\, autore dei volumi «L’ elenco. Censura fascista\, editoria e autori ebrei» (Torino\, S. Zamorani\, 1998) e «Il censore e l’editore. Mussolini\, i libri\, Mondadori» (Milano\, Fondazione Arnoldo e Alberto Mondadori\, 2018)
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LOCATION:Piccolo Teatro Civico “Memo Bortolozzi”\, Piazza Battisti\, 2\, Manerbio (BS)\, 25025\, Italia
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SUMMARY:L'autore assente. L'anonimato nell'editoria italiana del Settecento
DESCRIPTION:Venerdì 24 gennaio 2020\, alle ore 17.00\, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Palazzo Mattei di Giove – Via Michelangelo Caetani 32\, Roma)\, in collaborazione con l’Istituto storico italiano per l’età moderna e contemporanea\, sarà presentato il volume\nL’autore assente. L’anonimato nell’editoria italiana del Settecento di Lodovica Braida (Laterza\, 2019).\nSaluti: Patrizia Rusciani. Intervengono: Mario Infelise e Silvia Tatti. Coordina: Maria Iolanda Palazzolo.\nSarà presente l’autrice\nL’editoria europea conosce nel corso del Settecento una fase di straordinario fermento: accanto all’estensione del mercato del libro\, cresce sempre più l’affermazione della personalità creativa degli autori\, e non è un caso che in quegli anni si inizi a riconoscere\, almeno in Inghilterra\, il diritto d’autore. L’Italia partecipa a questa vivacità intellettuale\, ma accanto all’esigenza degli scrittori di affermare la propria identità\, si affianca un’altra tendenza\, sempre esistita\, di segno contrario: la scelta di far circolare le proprie opere in forma anonima. Quali le ragioni dell’anonimato? Il silenzio d’autore è certamente legato a una logica di controllo per i generi su cui pesa il giudizio negativo\ndella censura ecclesiastica. Ma c’è di più: scrivere libri che potevano essere considerati di basso profilo culturale\, come molti romanzi o altri libri di larga circolazione\, poteva nuocere al buon nome dell’autore. Meglio dunque rifugiarsi nell’anonimato. Un capitolo fondamentale e fin qui poco studiato della storia dell’editoria italiana.
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SUMMARY:Turpi traffici. Prostituzione e migrazioni globali.
DESCRIPTION:Venerdì 24 gennaio\, alle 18.00\, a Roma\, presso la Libreria Tuba (Via del Pigneto\, 39/a)\, si presenta il libro di Laura Schettini\, Turpi traffici. Prostituzione e migrazioni globali.\nL’autrice ne discute con Alessandra Gissi e Giorgia Serughetti.
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SUMMARY:Rita Levi Montalcini. L'NGF dagli Usa a Roma.
DESCRIPTION:Sabato 25 gennaio 2020\, ore 11.00\, per il ciclo “Scienza a Roma. Storie di donne”\, organizzato dalla Sovrintendenza capitolina ai beni culturali in collaborazione con la Biblioteca di storia moderna e contemporanea nell’ambito del programma didattico “Educare alle mostre\, Educare alla città”\, si svolgerà presso la Biblioteca (Via Michelangelo Caetani\, 32 – Roma) l’incontro\, curato da Andrea Grignolio\, Rita Levi Montalcini. L’NGF dagli Usa a Roma. \nRita Levi-Montalcini (Torino 1909–Roma 2012) è stata una neuroscienziata\, accademica\, premio Nobel per la\nmedicina e senatrice a vita. Si formò all’Università di Torino nel celebre laboratorio dell’istologo Giuseppe Levi\, nel quale incontrò due compagni di studi come lei destinati al Nobel: Salvador Luria (1969) e Renato Dulbecco (1975). Nel 1938 venne espulsa dall’Università a causa dell’introduzione delle leggi razziali promulgate dal regime fascista\, l’anno successivo emigrò in Belgio e tornò poi in Italia\, dove visse in clandestinità allestendo un laboratorio di fortuna nella propria stanza da letto. In questi difficili anni svolse gli esperimenti con il maestro Levi che gettarono le basi per la scoperta del fattore di crescita neurale (NGF\, Nerve Growth Factor)\, che la condurrà al premio Nobel nel 1986. Il soggiorno negli Stati Uniti che doveva durare pochi mesi\, iniziò nel 1947 e si protrasse per oltre 20 anni; lì collaborò con il biochimico Stanley Cohen\, con cui condivise il riconoscimento di Stoccolma. Rientrata in Italia alla fine degli anni Sessanta\, diresse il laboratorio di Biologia cellulare del CNR e nel 2001 fondò l’Istituto Europeo di Ricerca sul Cervello (EBRI). Negli anni romani continuò le proprie ricerche sul NGF\, esplorandone possibili vie terapeutiche\, e sviluppò un impegno pubblico a favore della scienza e un interesse per campagne di natura politica e sociale\, come ad esempio la sensibilizzazione contro le mine anti-uomo\, l’istituzione di borse di studio per giovani studentesse africane\, il sostegno verso iniziative per la tutela dell’ambiente\, con la cofondazione della Green Cross International e l’impegno per l’accesso alle risorse idriche globali. Nel 2001 fu nominata Senatrice a vita; morì a 103 anni.
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SUMMARY:Giornata della Memoria 2020 La Shoah a Viterbo
DESCRIPTION:Commemorazione della Giornata della Memoria 2020 con scopertura della targa in ricordo dei dodici ebrei detenuti nel carcere di S. Maria in Gradi nel dicembre 1943 (attuale sede dell’Università degli Studi della Tuscia)\, dieci dei quali furono deportati nel campo di Fossoli e poi nei campi nazisti\, da dove solamente una sopravvissuta fece ritorno. Alla cerimonia seguirà un convegno su La Shoah a Viterbo.
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LOCATION:Aula Magna G.T. Mugnozza\, Università degli Studi della Tuscia\, Via S. Maria in Gradi\, Viterbo\, 01100\, Italia
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SUMMARY:Una memoria che non serve a niente? Confiscare\, restituire\, ricompensare
DESCRIPTION:In occasione della giornata della Memoria\n\nMartedì 28 gennaio 2020\, Sala dei Giganti\, ore 10-12\,30 \nLectio magistralis di Ilaria Pavan\,\nUna memoria che non serve a niente? Confiscare\, restituire\, ricompensare \nSeguirà l’esecuzione musicale di SECHS GRABSCHRIFTEN per mezzo-soprano e pianoforte\, di Stefano Gervasoni da Epitaffi scritti sull’aria di Nelly Sachs \nLiga Liedskalnina\, mezzo-soprano\nAldo Orvieto\, Pianoforte\nAlvise Vidolin\, regia del suono \nLa partecipazione è libera\, su prenotazione (FORM DI PRENOTAZIONE) \nPer le prenotazioni delle scuole contattare direttamente la Segreteria organizzativa del CASREC al numero 049 8274240\, o alla email casrec@unipd.it \n  \nIN COLLABORAZIONE CON SAMPL – CONSERVATORIO POLLINI DI PADOVA \n\n 
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LOCATION:Sala dei Giganti\, Piazza Capitaniato\, Padova
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SUMMARY:Protagoniste. Politica\, guerra\, Resistenza nella storia di Anna Bravo
DESCRIPTION:Mercoledì 29 gennaio p.v.\, alle ore 15.30\, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Palazzo Mattei di Giove – Via Michelangelo Caetani 32\, Roma)\, la Biblioteca e la Società italiana delle storiche organizzano un incontro dedicato al ricordo di Anna Bravo (1938-2019)\, dal titolo: Protagoniste. Politica\, guerra\, Resistenza nella storia di Anna Bravo.\nSaluti: Patrizia Rusciani\, direttrice della Biblioteca di storia moderna e contemporanea\, Simona Feci\, presidente della Società italiana delle storiche.\nIntervengono: Mario Boccia\, Bruno Bonomo\, Marina d’Amelia\, Anna Foa\, Dianella Gagliani\, Alessandra Gissi\, Daniele Jalla\, Lucetta Scaraffia; coordina Simona Lunadei. \nCon l’incontro del 29 gennaio p.v. la Biblioteca di storia moderna e contemporanea e la Società italiana delle storiche vogliono rendere omaggio alla storica Anna Bravo\, scomparsa nello scorso mese di dicembre. Docente di storia sociale all’Università di Torino\, Anna Bravo aveva iniziato il suo percorso di storica con ricerche sulla Resistenza nell’Alto Monferrato e da allora aveva rivolto i propri interessi ai movimenti politici e sociali del Novecento\, con un’attenzione particolare alle guerre e al ruolo delle donne. La sua attività di studiosa si era accompagnata a una costante militanza politica\, nel Partito comunista prima\, nel Sessantotto\, in Lotta continua e nel movimento femminista poi. Come ha scritto Luisa Passerini\, nelle sue ricerche si individua un itinerario significativo “non solo per capire la sua figura\, ma anche quella di più generazioni: dagli studi sulla Repubblica partigiana dell’Alto Monferrato alla storia orale e sociale delle donne nel Novecento; dalle analisi del fotoromanzo all’indagine sulla Shoah e i sopravvissuti – altrettanti passaggi che riflettono lo sforzo di ingaggiarsi con la memoria collettiva\, conservando le differenze individuali. E ancora: Anna ha esplorato altre tematiche\, dato che i suoi scritti includono lavori sulle donne nella sfera pubblica\, riflessioni sulla propria esperienza\, rievocazioni del Sessantotto\, quest’ultimo nella sua duplice dimensione tra l’est e l’ovest dell’Europa” (Il manifesto\, 10.12.2019). Le sue indagini sulla non-violenza hanno segnato una stagione storiografica profondamente innovativa degli studi sulla Resistenza e sulle guerre\, fino alle sue più recenti riflessioni sui temi delle lotte inermi\, oggetto di una delle sue ultime pubblicazioni\, La conta dei salvati. Dalla Grande guerra al Tibet. Storie di sangue risparmiato (Laterza\, 2013).\nAll’incontro intervengono studiose e studiosi che hanno condiviso con Anna Bravo scelte e interessi di ricerca o hanno riconosciuto nei suoi studi fonte e stimolo di riflessione storiografica.
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SUMMARY:Ebrei non più italiani e fascisti
DESCRIPTION:La Fondazione Ugo Spirito e Renzo De Felice è lieta di invitarvi alla presentazione dei volumi di Giovanni Cecini\, “Ebrei non più italiani e fascisti” e “Le leggi razziali e il valor militare” che si terrà mercoledì 29 gennaio alle ore 17.30. Interverranno\, oltre all’autore\, Virgilio Ilari\, Giancarlo Ramaccia\, Gianni Scipione Rossi e Andrea Ungari.
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SUMMARY:La Sapienza chiede scusa. Leggi razziali\, la scuola e l’accademia: riflessioni e testimonianze
DESCRIPTION:Presiede Oliviero Diliberto\, Preside della Facoltà di Giurisprudenza \nSaluto del Magnifico Rettore\, Eugenio Gaudio \nSaluto del Direttore del Dipartimento di Scienze Giuridiche\, Luisa Avitabile \nMessaggio di saluto della Senatrice Liliana Segre \nIntervengono: Guido Alpa\, Vincenzo Cerulli Irelli\, Claudio Contessa\, Andrea Di Porto\, Noemi Di Segni\, Giorgio Fabre\, Emanuele Fiano\, Angelo Lalli\, Lea Polgar\, Paolo Ridola \nNell’occasione sarà presentato il volume di Vincenza Iossa e Manuele Gianfrancesco “Vietato studiare\, vietato insegnare. Il ministero dell’educazione nazionale e l’attuazione delle norme antiebraiche: 1938 – 1943”\, Modena\, Palombi Editore\, 2019 \nSaranno presenti gli autori. \n 
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SUMMARY:Tra professione e dilettantismo: Erslia Caetani Lovatelli\, archeologa e salonnière.
DESCRIPTION:Il 30 gennaio p.v. alle 16.00\, a Roma\, presso la Centrale Montemartini\, nell’ambito del ciclo “La città delle donne” dedicato al tema: Mestieri e professioni\, organizzato dalla Sovrintendenza capitolina ai beni culturali e dalla Società italiana delle storiche\, si terrà la conferenza di Eleonora De Longis sul tema: Tra professione e dilettantismo: Ersilia Caetani Lovatelli\, archeologa e salonnière. \nErsilia Caetani Lovatelli (1840-1925) rappresenta una singolare figura di erudita che – senza poter essere definita archeologa in senso moderno – esercitò un importante ruolo culturale e politico nella Roma di fine Ottocento. Appartenente a una famiglia nobile di sentimenti liberali\, venne educata\, nelle mura domestiche\, allo studio delle lingue antiche e moderne e crebbe a contatto con gli studiosi – in prevalenza archeologi e storici – amici di suo padre Michelangelo: G.B. De Rossi\, Th. Mommsen\, F. Gregorovius\, R. Lanciani\, C.L. Visconti. Sposato nel 1859 il conte Giacomo Lovatelli\, iniziò giovanissima a interessarsi alla ricerca antiquaria\, mostrando di possedere una vasta erudizione letteraria ed epigrafica benché non accompagnata da un altrettanto rigoroso metodo critico-filologico. Nel 1864 venne ammessa all’Istituto di corrispondenza archeologica e nel 1879 fu la prima donna a fare ingresso ai Lincei\, grazie al sostegno di Quintino Sella\, interessato a fare dell’Accademia la maggiore istituzione culturale dell’Italia unita. Dopo il 1870 animò nel Palazzo Lovatelli un salotto frequentato da molti esponenti del mondo politico e letterario. \nL’incontro è valido per la formazione e l’aggiornamento del personale della scuola sulla piattaforma S.O.F.I.A. del MIUR\, nell’ambito dell’iniziativa formativa: La città delle donne.\nPrenotazione obbligatoria: max 40 persone
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SUMMARY:“Il formaggio e i vermi” Riflessioni su un esperimento\, più di 40 anni dopo
DESCRIPTION:Il volume di Carlo Ginzburg\, Il formaggio e i vermi\, pubblicato nel 1976\, è tornato in libreria con una pstfazione nuova che\, a più di 40 anni dalla sua comparsa\, discute temi e ricezione della storia del mugnaio friulano Domenico Scandella detto Menocchio\, messo a morte dall’Inquisizione alla fine del ‘500.  Francesco Torchiani introdurrà il seminario\, che rientra nel ciclo di incontri I linguaggi della storia\, curato  per il l Dipartimento di studi umanistici da E.Signori e C.Zizza \n 
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SUMMARY:Storia contemporanea\, storia dell’Italia contemporanea e storia sociale. Una discussione fra le riviste
DESCRIPTION:In occasione del suo settantesimo anno di attività\, ‘Italia contemporanea’ (rivista dell’Istituto nazionale Ferruccio Parri\, già Istituto nazionale per la storia del movimento di Liberazione in Italia) promuove – in collaborazione con la Biblioteca di storia moderna e contemporanea – una discussione fra studiose e studiosi appartenenti alle redazioni di alcune fra le principali riviste di storia. \nGiovedì 6 febbraio 2020\, dalle 14.30 alle 17.3 a Roma\, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea\, si terrà l’incontro di studio\nStoria contemporanea\, storia dell’Italia contemporanea\ne storia sociale. Una discussione fra le riviste.\nStoria contemporanea\, storia dell’Italia contemporanea e storia sociale.  \nUna discussione fra le riviste. \nGiovedì 6 febbraio 2020 \nore 14.30 – 17.30\, \nBiblioteca di storia moderna e contemporanea \n(Palazzo Mattei di Giove – Via Michelangelo Caetani 32\, Roma)\, \nSaluti:  \nPatrizia Rusciani\, Nicola Labanca. \nIntervengono: \nEnrica Asquer (Italia Contemporanea)\,  \nDaniela Lugia Caglioti (Presidente SISSCO)\, \nGabriella Corona (Meridiana)\,  \nIda Fazio (Genesis)\, \nMaria  Malatesta (Società e Storia)\,  \nMarco Meriggi (Storica)\, \nDomenico Rizzo (Quaderni storici)\,  \nSilvia Salvatici (Contemporanea) \nModera: Alessandra Gissi \nDove va la ricerca contemporaneistica in storia sociale oggi in Italia? Quali sono i suoi risultati e quali le sue prospettive? Anzi\, cosa è la storia sociale oggi? Praticato nei decenni passati secondo diverseprospettive\, animato da differenti pulsioni\, condotto su fonti documentarie diverse\, un approccio di storiasociale ha rappresentato anche in Italia un elemento importante per l’innovazione degli studi storici. Alcune ricerche sono diventate addirittura dei classici. La conoscenza storica della società italiana contemporanea ne ha beneficiato enormemente. \nOggi lo stato della storia sociale appare più incerto\, l’approccio appare meno frequentato\, i punti di riferimento internazionale più confusi. In occasione del suo settantesimo anno di attività\, ‘Italia contemporanea’ (rivista dell’Istituto nazionale Ferruccio Parri\, già Istituto nazionale per la storia del movimento di Liberazione in Italia) promuove – in collaborazione con la Biblioteca di storia moderna e contemporanea – una discussione fra studiose e studiosi che hanno dato contributi importanti in questo senso e fanno parte delle redazioni di alcune fra le principali riviste di storia che si sono segnalate per la loro attività in questo ambito\, cruciale per il futuro della ricerca contemporaneistica italiana. \nInfo: http://bsmc.it/index.php/9-articolihome/appuntamenti/917-Storia%20contemporanea\,%20storia%20dell
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SUMMARY:La storia sul grande schermo. Risorgimento e Resistenza nel cinema tra Ricostruzione e miracolo economico
DESCRIPTION:Presentazione del libro \ngiovedì 6 febbraio 2020 ore 17.00 \nLa storia sul grande schermo \nRisorgimento e Resistenza nel cinema tra Ricostruzione e miracolo economico (1945-1965) \ndi Pietro Cavallo \n  \ndialoga con l’autore \nPasquale Iaccio (Università di Salerno) \n  \nSpazio libreria LaterzAgorà nel teatro Bellini \nvia Conte di Ruvo\, 14 – Napoli \n  \n 
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SUMMARY:Vincenzo D’Aquila\, il «folle profeta»
DESCRIPTION:Giovedì 6 febbraio p.v.\, alle 17.00\, si terrà a Latina\, presso la Casa del Combattente la presentazione del libro di Vincenzo D’Aquila\, Io\, pacifista in trincea. Un italoamericano nella Grande guerra\, a cura di Claudio Staiti (Donzelli Editore\, 2019). Insieme al curatore\, intervengono Silvio Di Francia\, Assessore Politiche Culturali\, Sport e Turismo del Comune di Latina e il prof. Stefano Mangullo (Università di Roma Tor Vergata).  Introduce Maria Antonietta Garullo (Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano). In concomitanza dell’evento\, la sala ospiterà una mostra delle opere degli artisti di ARCO—Arti Contemporanee Antonio Garullo\, Mario Ottocento\, Luca Ferullo. \nNew York\, 1915. Il giovane italoamericano Vincenzo D’Aquila scappa di casa per arruolarsi volontario nelle file dell’esercito italiano\, pronto ad andare incontro «al mulino della morte per la grandezza della madrepatria». Arrivato a Napoli e poi trasferitosi a Palermo\, sua città natale\, viene iscritto nel 25° reggimento della brigata Bergamo e mandato in montagna a combattere in trincea insieme ai soldati semplici. Il suo entusiasmo si affievolisce però davanti alla cruda realtà del fronte e all’atrocità del conflitto. Subentra allora in lui una visione mistica che lo spinge a imbracciare il fucile\, ma con la ferma volontà di non sparare neanche un colpo\, per tutta la guerra. Questa è la sua «chimerica promessa»: piuttosto che uccidere un altro uomo morirà lui stesso\, ma è fiducioso che Dio\, la sua «invisibile guardia del corpo»\, lo proteggerà. Per la prima volta in versione italiana l’incredibile storia vera di un pacifista in trincea tra complicate strategie messe in atto per tener fede alla sua promessa e l’avversione dei suoi superiori che lo considerano un pazzo più che un profeta\, tanto che sarà allontanato dal fronte e internato in alcuni ospedali psichiatrici. Sopravvissuto al conflitto\, D’Aquila rientra negli Stati Uniti\, dove anni dopo scrive il racconto della sua esperienza\, pubblicato nel 1931 con il titolo Bodyguard Unseen. A true autobiography. Il libro\, nonostante le critiche positive\, cade presto nell’oblio. In Italia rimane inedito\, probabilmente perché il fascismo non gradisce l’implicito inno alla pace che racchiude. Nato come sintesi introspettiva di una personale «odissea di guerra e pazzia»\, il racconto di D’Aquila costituisce oggi non solo un prezioso documento\, utile agli storici e agli studiosi\, ma anche un racconto avvincente di come sia possibile sopravvivere alla guerra\, senza sparare un solo colpo. \n 
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