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SUMMARY:Televisione. Storia\, Immaginario\, Memoria
DESCRIPTION:Venerdì 29 aprile 2016\, alle ore 17.00\, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea si presenterà il volume Televisione. Storia\, Immaginario\, Memoria a cura di Damiano Garofalo e Vanessa Roghi\, Rubbettino\, 2015. Intervengono: Milly Buonanno\, Carlo Freccero\, Ermanno Taviani\, Christian Uva. Coordina: Elena Dagrada. Saranno presenti i curatori. \nIn Italia ancora stenta ad affermarsi una storia culturale della televisione di lunga durata che tenga\nin giusta considerazione l’analisi qualitativa degli ascolti\, l’impatto sociale dei diversi programmi\, il\nloro peso sull’immaginario nazionale. Questo anche e soprattutto perché è mancata la voglia di\nintersecare la storia dell’emittente con quella\, dal “basso”\, del ricevente. Eppure\, in questo senso\, la\nbibliografia internazionale è ricca di stimoli: storici\, antropologi\, studiosi di media studies hanno\nricostruito il paesaggio culturale creato dai mezzi di comunicazione in una prospettiva assai feconda\nche si ritrova nei saggi qui contenuti. Oltre alla prospettiva storica il libro traccia alcune linee per\nuno studio delle dialettiche televisive e dell’immaginario\, ovvero del ruolo della televisione nella costruzione di paesaggi mediali che\, rappresentando individui e gruppi sociali\, si attuano nella sfera\npubblica modificandola.\nDamiano Garofalo insegna Teorie e tecniche del linguaggio radiotelevisivo al DAMS dell’Università di\nPadova e collabora con il Dipartimento di Storia dell’arte e Spettacolo della Sapienza di Roma. Ha\ncollaborato con l’Archivio audiovisivo del movimento operaio e con la Fondazione Museo della Shoah. Oltre\nad alcuni contributi sulla storia sociale e culturale della televisione italiana e sul rapporto tra cinema e storia\, ha pubblicato la monografia Political Audiences. A Reception History of Early Italian Television (Mimesis\,\n2015).\nVanessa Roghi insegna Sociologia dei processi culturali e comunicativi presso la Facoltà di Lettere della\nSapienza di Roma. Si occupa di fonti audiovisive per la storia\, di public history e di televisione e\nstoria. Regista e autrice di numerosi documentari storici per la Tv\, fa parte del comitato scientifico\ndella rivista “Cinema e storia”.
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SUMMARY:La scienza politica di Gramsci\, di Michele Prospero
DESCRIPTION:Mercoledì 27 aprile 2016\, alle ore 17.30\, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea\, si presenterà il volume La scienza politica di Gramsci di Michele Prospero\, Bordeaux\, 2016. Intervengono: Alfredo D’Attorre\, Guido Liguori. Coordina: Daniela Preziosi. Sarà presente l’autore.
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SUMMARY:La Terza Italia. Reinventare la nazione alla fine del Novecento di Francesco Bartolini
DESCRIPTION:Martedì 26 aprile 2016\, alle ore 17.00\, presso la biblioteca di storia moderna e contemporanea si presenterà il volume La Terza Italia. Reinventare la nazione alla fine del Novecento di Francesco Bartolini\, Carocci\, 2016. Intervengono: Marco Gervasoni\, Marco Magnani. Coordina: Marco De Nicolò. Sarà presente l’autore.
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SUMMARY:Amore meno zero
DESCRIPTION:Giovedì 21 aprile 2016\, alle ore 17.00\, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Palazzo Mattei di Giove – Via Michelangelo Caetani 32\, Roma)\, sarà presentato il volume Amore meno zero di Stefano Rizzo\, Mincione\, 2015.\nIntervengono: Benedetta Bini\, Rita di Leo\, Alessandro Portelli. Coordina: Rosanna De Longis.\nSarà presente l’autore. \nNew York 1972\, Richard Nixon ha vinto le elezioni\, ma lo scandalo Watergate sta per scoppiare e alcuni suoi collaboratori sono già in carcere. Un professore di Logica\, protagonista senza nome\, risponde ad un’offerta di lavoro della “ Fondazione” che si rivelerà terreno di ricatti per estorcere informazioni sul mondo universitario\, artistico ed intellettuale. Anche Candice\, ex compagna nera che insegna in una scuola di Harlem\, di cui è ancora innamorato\, è in pericolo. L’incontro con Esteban Sandoval\, soldato reduce dal Vietnam\, metterà in luce i giochi atroci della guerra attraverso i diari che il giovane è intenzionato a pubblicare. Non rimane che fuggire in Messico mentre però arriva la notizia di un colpo di stato in Cile ad opera di “un certo colonnello Pinochet”. \nStefano Rizzo ha vissuto a lungo a New York dove si è laureato in filosofia. Studioso di relazioni internazionali\, tra le pubblicazioni in merito ricordiamo Teoria e pratica delle relazioni internazionali. Da Machiavelli a Barack Obama (Nuova Cultura\, 2009); La svolta americana. Cronache dalla fine del bushismo 2006-2008 (Ediesse\, 2009); Le rivoluzioni della dignità. 18 mesi che hanno cambiato il mondo arabo (Ediesse\, 2012) e The Changing Faces of Populism. Systemic Challengers in Europe and the U.S. (Feps\, Bruxelles\, 2013). Per la narrativa Variazioni (Rubettino 1998)\, Mohammed (Mesogea\, 2003). Ha curato numerose traduzioni dall’inglese; sua è la prima trascrizione e traduzione in italiano delle canzoni di Bob Dylan per la Newton Compton.
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SUMMARY:L’ultimo anno di una pace incerta. Roma 1914-1915
DESCRIPTION:Mercoledì 20 aprile 2016\, alle ore 17.00\, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Palazzo Mattei di Giove – Via Michelangelo Caetani 32\, Roma)\, sarà presentato il volume L’ultimo anno di una pace incerta. Roma 1914-1915 di Marco De Nicolò\, Le Monnier\, 2016. Intervengono: Mario Ajello\, Adriano Roccucci\, Alessandra Staderini.\nCoordina: Fulvio Cammarano.\nDurante il periodo giolittiano\, con la formazione della Giunta Nathan\, Roma aveva trovato una sua cifra nazionale. Il conflitto sociale\, le tornate elettorali e la tensione internazionale determinarono una rapida trasformazione della sua fisionomia politica. La risposta del ceto medio alla Settimana rossa\, il tramonto della Giunta progressista\, l’erosione del fronte non interventista\, il coinvolgimento di molti giovani nella campagna nazionalista\, l’emersione di una figura catalizzatrice come D’Annunzio\, in un contesto privo di leader politici carismatici\, innalzarono la temperatura politica fino a giungere a una guerra civile\, interrotta solamente dalla guerra nazionale. L’interventismo\ndiede la percezione di una volontà popolare capace di imporsi attraverso una mobilitazione di massa\nnonostante la scelta dell’entrata in guerra fosse presa in altre sedi e a dispetto di una larga maggioranza del Paese ostile al conflitto. \nMarco De Nicolò insegna Storia contemporanea presso l’Università degli Studi di Cassino. Ha proposto monografie e saggi su Roma e sulla sua amministrazione in età contemporanea e ha organizzato ricerche collettive sull’argomento. Nel campo storico-istituzionale ha prodotto saggi sull’istituto prefettizio e sul Ministero dell’interno\, oltre che sulle proposte federaliste tra fine Settecento e l’Unità. Negli ultimi anni ha allargato il suo campo di interessi dedicandosi alla storia\ndei giovani nel Novecento e all’analisi sui «Muri in età contemporanea»\, come elemento di permanente divisione. Si occupa\, per conto della Società italiana per lo studio della storia contemporanea (Sissco)\, del sistema degli archivi e delle biblioteche pubbliche in Italia.
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SUMMARY:Il Regno di Napoli dalla tutela all'emancipazione (1775 - 1789). Lettere di Ferdinando IV a Carlo III ed altri documenti inediti
DESCRIPTION:Giovedì 14 aprile 2016\, ore 17.00\, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Palazzo Mattei di Giove – Via Michelangelo Caetani 32\, Roma)\, sarà presentata l’opera Il Regno di Napoli dalla tutela all’emancipazione (1775 – 1789). Lettere di Ferdinando IV a Carlo III ed altri documenti inediti di Carlo Knight\, Edizioni Società Napoletana di Storia Patria\, 2015. Intervengono: Marina Caffiero\, Riccardo Lattuada\, Giuseppe Monsagrati. Coordina: Lauro Rossi. \nI due volumi raccolgono la pubblicazione integrale di oltre un migliaio di lettere spedite da Ferdinando IV a Carlo III dal 1775 al 1789\, ed altra corrispondenza diplomatica inedita.  Questi documenti “vivi”\, specchio e lente d’ingrandimento di vicende storiche articolate e complesse ove gli aspetti umani e le decisioni politiche s’intrecciano continuamente\, gettano finalmente luce su un periodo che uno storico eminente aveva definito  “sostanzialmente indecifrabile”\, consentendo di capire senza l’interpretazione d’intermediari come e perché Napoli  lottò per liberarsi dalla tutela spagnola\, riuscendo – a prezzo  della rottura dei rapporti tra i due sovrani (padre e figlio) – a diventare la capitale d’un regno indipendente. \nCarlo Knight è membro della Società Napoletana di Storia Patria\, dell’Accademia Pontaniana\, della Società Nazionale di Scienze\, Lettere ed Arti\, della Society of Antiquaries di Londra\, ed è stato dal 1983 al 1985 presidente dell\’Associazione Napoletana per i Monumenti e il Paesaggio. Tra i suoi libri più recenti si ricordano: Sulle orme del Grand Tour\, Uomini\, luoghi\, società del Regno di Napoli\, Napoli 1995;  La torre di Clavel\, Capri 1909-1927\, Capri 1999;  L’avvocato di Tiberio\, La tormentata esistenza e la quasi tragica morte di Thomas Spencer Jerome\, Capri 2004;  Le memorie postume di Lord Grantley (1831-1877)\, Capri 2006;   Carteggio San Nicandro – Carlo III (il periodo della Reggenza: 1760-1767)\, Napoli 2009;  Il mistero dei Pantanelli\, Capri 2011.
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SUMMARY:Letteratura e Grande Guerra
DESCRIPTION:Mercoledì 13 aprile 2016\, ore 17.00\, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Palazzo Mattei di Giove\, Via Michelangelo Caetani 32\, Roma)\, sarà\npresentato il volume\nLetteratura e Grande Guerra\, a cura di Francesca Romana\nAndreotti\, Simona Mancini\, Tiziana Morosetti\, Laura Vitali\, Quaderni del 900\, XV\, 2015\, Fabrizio Serra Editore.\nIntervengono: Valeria Della Valle\, Elena Papadia.\nCoordina: Maria Pia Critelli. \n“Nella ricorrenza del centenario del primo conflitto mondiale un numero di «Quaderni del ’900» dedicato a letteratura e Grande Guerra era\, per così dire\, dovuto. E per una molteplicità di ragioni in gran parte ovvie e note. Innanzi tutto perché i letterati – scrittori\, poeti\, critici\, storici – gli intellettuali italiani di formazione umanistica\, sono stati tra i principali promotori e fiancheggiatori ideologici della guerra e della partecipazione nazionale ad essa. In forme e modi naturalmente diversi e molteplici. E poi perché – aspetto certo oggi più interessante e vivo per noi – l’evento e\nl’esperienza drammatica della guerra sono stati oggetto di registrazione letteraria\, di rielaborazione\ncreativa\, di poesia.” (Dall’Introduzione di Piero Bevilacqua)\nIndice:\nPiero Bevilacqua\, Introduzione; Alessandro Giarrettino\, Gli scrittori e la Nazione. Un’ideologia per la Grande Guerra; Maria Panetta\, Il Discorsaccio di Giovanni Papini; Francesca Medaglia\, La seduzione e la guerra in Come si seducono le donne; Gabriella Valente\, Luigi\, Stefano (Pirandello) e la Grande Guerra; Sara Lorenzetti\, La Prima Guerra Mondiale nelle novelle di Pirandello: una\npresenza rimossa; Anna Mario\, Luigi Russo: Vita e disciplina militare da una guerra all’altra; Caterina Lidano\, «Andar a vedere la guerra…»: Massimo Bontempelli intellettuale e giornalista nel primo conflitto mondiale; Carlo Serafini\, «Dovevo considerarmi isolato nella solitudine»: Carlo Emilio Gadda e la Grande Guerra; Francesco Galofaro\, Sguardi letterari alla battaglia: Comisso\, Gadda\, Gatti e Stuparich; Fiammetta Cirilli\, Ironie della sorte/ironie della guerra. A proposito del\nDiario di un imboscato di Attilio Frescura; Abstracts; Profili degli autori.
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SUMMARY:Rubriche d'autore
DESCRIPTION:Giovedì 31 marzo 2016\, alle ore 17.00\, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Palazzo Mattei di Giove Via Michelangelo Caetani 32\, Roma)\, sarà presentato il volume Rubriche d’autore. Boine\, Calvino\, Campanile\, de Céspedes\, Flaiano\, Manganelli\, Manzini\, Morante\, Palazzeschi\, Serao a cura di Valentina Russi\, Vecchiarelli editore\, 2015. Intervengono: Nicola Merola\, Giuliana Zagra. Coordina: Rosanna De Longis. \n“I dieci studi monografici contenuti in questo volume sono incentrati su una particolare modalità di collaborazione dell’autrice o dell’autore prescelto (tutti scrittori) con la stampa periodica: la scelta di tenere una rubrica. Tale scelta crea una sostanziale discontinuità sia rispetto agli articoli estemporanei\, sia rispetto ai contributi anche regolarissimi che ciascuno degli scrittori trattati\, insieme a molti altri\, ha fornito a una o più testate.\nLa rubrica infatti\, indipendentemente dall’argomento affrontato\, possiede caratteristiche particolari\, affatto diverse tanto da quelle del luogo che la ospita (quindi il periodico) quanto dalle proprietà dei suoi elementi costitutivi (i singoli pezzi); purtuttavia\, essa si configura come un punto di congiunzione che non solo tiene insieme gli altri due ma che può anche operare su di essi modifiche più o meno profonde. Si consideri ad esempio l’elemento diacronico\, estraneo alla natura del singolo numero del periodico così come al singolo pezzo della rubrica: quest’ultima si prende la stessa responsabilità della testata\, vale a dire di assicurare nel tempo una certa continuità\, in modo da creare in chi acquista il giornale una domanda specifica di lettura. Si può dunque affermare che la rubrica riproduca\, in scala ridotta\, la struttura del giornale nella sua periodica potenzialità\, che diventa materialità seguendo le scansioni prestabilite di una linea diacronica.” (dall’Introduzione della curatrice) \nValentina Russi è ricercatrice di Letteratura italiana presso l’Università per Stranieri di Siena\, dove ha tenuto corsi di Letteratura Italiana\, Teorie dei generi letterari e delle testualità\, Storia della critica e delle poetiche. Ha tenuto lezioni e conferenze in vari Istituti di Cultura Italiani e Università straniere\, tra cui S. Paulo\, Rio de Janeiro\, Buenos Aires\, Paranà\, Ankara\, Sidney\, Berlino\, Beirut. È nella redazione del «Bollettino di Italianistica»\, diretto da Alberto Asor Rosa e collabora come referee alla rivista «Quaderni del ‘900»\, diretta da Lucia Strappini.
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SUMMARY:Senza lavoro. La disoccupazione in Italia dall'Unità a oggi
DESCRIPTION:Mercoledì 23 marzo 2016\, alle ore 17.00\, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Palazzo Mattei di Giove – Via Michelangelo Caetani 32\, Roma) sarà presentato il volume Senza lavoro. La disoccupazione in Italia dall’Unità a oggi di Manfredi Alberti\, Laterza\, 2016. Intervengono: Loris Campetti\, Michele Colucci\, Alfonso Gianni. Coordina: Andreina De Clementi. Sarà presente l’autore. \nAl momento dell’Unità il lavoro era molto spesso un’esperienza discontinua. Ci si adattava trovando fonti alternative di sostentamento\, esercitando diverse attività o spostandosi alla ricerca di un’occupazione. A fine Ottocento nasce una nuova consapevolezza: la mancanza di lavoro è una forma di ingiustizia contro cui occorre lottare. Chi non ha lavoro\, e non per sua volontà\, non tollera più di essere additato come ozioso o vagabondo. Più tardi il fascismo favorirà il mantenimento di bassi salari e la lotta alla disoccupazione diventerà poco più che uno slogan propagandistico. Sarà solo dopo il disastro della seconda guerra mondiale\, in un’Italia con milioni di disoccupati\, che l’intero ordinamento giuridico del paese verrà rifondato sul principio del diritto al lavoro\, in vista dell’obiettivo quasi sempre disatteso della piena occupazione.\nIl libro incrocia dati economici\, sociali\, politici e culturali\, proponendo un’analisi originale e completa del fenomeno che da sempre rappresenta una piaga per il nostro paese. \nManfredi Alberti collabora alla cattedra di Storia economica presso il Dipartimento di Studi aziendali dell’Università Roma Tre. Dopo aver conseguito il dottorato di ricerca in storia all’Università di Firenze (Dipartimento di Studi sullo Stato)\, è stato borsista presso l’Istat e la Fondazione Luigi Einaudi di Torino. Ha pubblicato saggi su riviste storiche\, fra cui “Quaderni storici” e “Memoria e ricerca”\, e il volume La “scoperta” dei disoccupati. Alle origini dell’indagine statistica sulla disoccupazione nell’Italia liberale (1893-1915) (Firenze University Press 2013
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SUMMARY:Antigiudaismo. La tradizione occidentale\, di David Nirenberg
DESCRIPTION:Giovedì 17 marzo 2016\, alle ore 16.45\, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Palazzo Mattei di Giove – Via Michelangelo Caetani 32\, Roma)\, sarà presentato il volume Antigiudaismo. La tradizione occidentale di David Nirenberg.\nTraduzione di Giuliana Adamo e Paolo Cherchi\, Viella\, 2016.\nIntervengono: Anna Foa\, Igor Mineo\, Vincenzo Lavenia. Saranno presenti i traduttori.\nL’antigiudaismo che esamina David Nirenberg in questo libro non è solo l’insieme dei pregiudizi e\ndelle persecuzioni contro gli ebrei: è una delle modalità fondamentali con cui il pensiero occidentale\nha definito se stesso e il proprio modo di interpretare il mondo in contrapposizione a una tradizione\ndiversa. Come spiega l’autore\, «L’antigiudaismo non va inteso come un anfratto arcaico e irrazionale nel vasto edificio del pensiero occidentale\, ma come uno dei principali strumenti con cui tale edificio è stato costruito». Se l’antisemitismo prende di mira la concreta esistenza degli ebrei\, le loro pratiche culturali e religiose\, l’antigiudaismo si concentra su tratti e caratteri attribuiti all’influenza della tradizione ebraica ma rintracciabili anche al di fuori di essa\, dal letteralismo religioso al materialismo.\nGià nel mondo antico si affaccia il motivo ricorrente di una “diversità ebraica” che anticipa\, spesso\ncon toni e caratteri simili\, l’antigiudaismo cristiano e occidentale: è da qui che parte il viaggio di\nNirenberg\, per tracciare la storia del rapporto dell’Occidente (e del mondo islamico) con l’idea di\ngiudaismo\, in un percorso che da san Paolo arriva fino alla tormentata riflessione novecentesca sulle\ncause dell’antisemitismo e sul ruolo dell’ebraismo nell’Occidente contemporaneo.\nDavid Nirenberg è professore di storia medievale e pensiero sociale all’Università di Chicago. Tra\nle sue opere principali: Communities of Violence: Persecution of Minorities in the Middle Ages(1996); Judaism and Christian Art: Aesthetic Anxieties from the Catacombs to Colonialism (con Herbert Kessler\, 2011); Neighboring Faiths: Christianity\, Islam\, and Judaism in\nthe Middle Ages and Today (2014).
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SUMMARY:Studiare il DNA dal Tevere a Chicago. Franco Graziosi e la biologia molecolare in Italia
DESCRIPTION:Sabato 12 marzo\, alle ore 11.00\, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Via M. Caetani\, 32 – Roma)\, conferenza di Francesco Cassata (Università di Genova) sul tema:\nStudiare il DNA dal Tevere a Chicago: Franco Graziosi e la biologia molecolare in Italia \nSesto incontro del ciclo Educare alla città: i luoghi della scienza (14 novembre 2015 – 14 maggio 2016) \nLa scienza è un aspetto del tutto estraneo alle immagini e alle autorappresentazioni di Roma moderna. Se si eccettua il progetto\, subito tramontato\, avanzato da Quintino Sella all’indomani dell’Unità\, di fare di Roma capitale “un centro scientifico di luce”\, un polo di cultura laica e positivista da contrapporre al cosmopolitismo della Chiesa cattolica\, la scienza non è mai entrata nel repertorio ideologico e simbolico messo in campo dai governi e dalle amministrazioni comunali per modellare il futuro\, ma anche il passato della città. Questo dato di fatto è il risultato di scelte politiche\, culturali e storiografiche. Da una parte il carattere di Roma come città burocratica e amministrativa\, centro di consumo più che di produzione\, per lo più impermeabile al riformismo tecnocratico e volutamente tenuta lontana dall’operaismo. Dall’altra\, il prevalere in Italia nel corso del Novecento di forme di cultura che per una serie complessa di ragioni sono venute manifestando un’attenzione solo marginale alle riflessioni e alle attività scientifiche. Infine\, una storia della scienza sedotta dagli “eroi” e vittima di un forte pregiudizio ideologico verso una città che\, in quanto sede della Chiesa\, si riteneva del tutto estranea all’interesse per la scienza nei suoi aspetti di frontiera. \nIl ciclo I luoghi della scienza\, ideato e curato da Federica Favino (Dipartimento di Storia\, Culture\, Religioni – Sapienza Università di Roma) e inserito all’interno del programma Educare alle mostre educare alla città\, organizzato dall’Assessorato Cultura e Sport di Roma Capitale – Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali\, in collaborazione con l’Archivio Storico Capitolino\, l’Istituzione Biblioteche di Roma\, la Biblioteca di Storia Moderna e Contemporanea\, l’Università di Roma Sapienza\, l’Università di Roma Tre\, si propone di contribuire a colmare questa lacuna\, mettendo in luce e raccontando alcuni di quei luoghi in cui\, al contrario di quanto si potrebbe comunemente pensare\, è stata costruita una parte importante della storia della scienza nazionale ed internazionale. Come risulterà evidente\, Via Panisperna è solo il più noto dei poli di eccellenza scientifica cresciuti nella capitale.Nel corso di otto incontri a cadenza mensile – da novembre 2015 a maggio 2016 – affidati a studiosi della materia\, accompagneremo gli studenti\, gli insegnanti\, il pubblico più attento alla storia culturale della città in una visita virtuale attraverso una “Roma scientifica” che solo chi conosce può vedere.\n1. 14 novembre 2015\, ore 11.00 – Biblioteca di Storia Moderna e Contemporanea (Via Michelangelo Caetani\, 32)\nPietro Corsi\, Oxford University\nIl sogno di Quintino Sella: Roma capitale di uno Stato moderno\n2. 24 novembre 2015\, ore 11.00 Museo Civico di Zoologia (Via Ulisse Aldovrandi\, 18)\nCarla Marangoni\, Museo civico di zoologia\, Roma Dall’Archiginnasio pontificio al Museo di Zoologia: storia delle collezioni zoologiche a Roma\n3. 12 dicembre 2015\, ore 11.00 – Archivio Storico Capitolino (Piazza dell’Orologio\, 4)\nGiovanni Paoloni\, Sapienza Università di Roma\nPalazzo Corsini: i Lincei nella Roma di Quintino Sella\n4. 16 gennaio 2016\, ore 11.00 – Archivio Storico Capitolino\nLorenza Merzagora\, Sistema Museale Naturalistico del Lazio RESINA\nPiccoli tesori e grandi progetti: alla scoperta dei musei scientifici di Roma e del Lazio\n5. 13 febbraio 2016\, ore 11.00 – Archivio Storico Capitolino\nGilberto Corbellini\, Sapienza Università di Roma\nPerché e quando la malaria smette di uccidere a Roma e dintorni: Daisy Miller dal Colosseo al Canale Mussolini\n6. 12 marzo 2016\, ore 11.00 – Biblioteca di Storia Moderna e Contemporanea\nFrancesco Cassata\, Università di Genova\nStudiare il DNA dal Tevere a Chicago: Franco Graziosi e la biologia molecolare in Italia\n7. 16 aprile 2016\, ore 11.00 – Archivio Storico Capitolino\nGianni Battimelli\, Sapienza Università di Roma\nLe strade che partono da via Panisperna. Itinerari della fisica romana del Novecento\n8. 14 maggio 2016\, ore 11.00 – Biblioteca di storia moderna e contemporanea\nIleana Chinnici\, Istituto Nazionale di Astrofisica\, Specola contro Specola: il Collegio romano e il Campidoglio \nIngresso gratuito – Prenotazione obbligatoria al numero 060608\nInfo: www.bsmc.it info_didatticasovraintendenza@comuneroma.it\ndidattica@zetema.it\nwww.museiincomuneroma.it\nwww.sovraintendenzaroma.it
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SUMMARY:La signorina dell'igiene
DESCRIPTION:Mercoledì 9 marzo 2016\, alle ore 17.00\, in collaborazione con la Società Italiana\ndelle Storiche\, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Palazzo Mattei di Giove Via Michelangelo Caetani 32\, Roma) sarà presentato il volume La\nsignorina dell’igiene. Genere e biopolitica nella costruzione dell’’infermiera moderna’ di Olivia Fiorilli\, Pisa University Press\, 2015. Intervengono: Emmanuel Betta\, Vinzia Fiorino\, Alessandra Gissi. Coordina: Margherita Pelaja.\nOpera vincitrice ex-aequo della XX edizione del Premio Franca Pieroni Bortolotti\, promosso dal Consiglio regionale della Toscana e dalla Commissione regionale per le pari opportunità della Toscana\, in collaborazione con la Società Italiana delle Storiche e con la Biblioteca delle Oblate (Assessorato alla Cultura del Comune di Firenze).\nQuesto libro esplora i processi che nel primo trentennio del novecento\, in Italia\, hanno portato alla\ncostruzione discorsiva e simbolica dell’assistenza infermieristica come professione “tipicamente\nfemminile”. La storia dell’’infermiera moderna’\, una figura ideale che in quegli anni pervade i\ndiscorsi di attori sociali differenti quali il movimento femminile\, i medici ospedalieri\, e gli artefici\ndella medicina sociale\, consente di gettare uno sguardo sulle nuove idee e pratiche di gestione della\nsalute pubblica e del “patrimonio biologico” della nazione che si fanno strada al termine della\nGrande Guerra. L’analisi del processo di ascesa di questa figura permette di analizzare da\nun’angolatura inusuale il modo in cui si incrociano e si sostengono vicendevolmente tecniche di\ncontrollo dei corpi\, dispositivi biopolitici e “tecnologie del genere”.\nOlivia Fiorilli si è laureata in Storia contemporanea presso l’Università di Roma Sapienza con una tesi\nsull’ospedale psichiatrico S. Maria della Pietà. Nel 2014 ha conseguito il dottorato in Studi di genere presso la stessa università sotto la supervisione di Patrizia Gabrielli e Luc Berlivet. È stata post-doc fellow presso l’Instituto de Ciências Sociais dell’Università di Lisbona tra il 2014 e il 2015. Ha pubblicato articoli su “Contemporanea”\, “Medicina & Storia”\, “Dimensioni e problemi della ricerca storica”\, il “Bollettino di Italianistica” e contributi in pubblicazioni collettanee italiane e internazionali. È autrice con Rachele Borghi e Michela Baldo del volume Il Re Nudo: per un archivio drag king in Italia\, ETS\, 2014.
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SUMMARY:Arte Resistenza Storia. Un ritratto di Roberto Battaglia
DESCRIPTION:Lunedì  29 febbraio 2016\, alle ore 16.30\, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Palazzo Mattei di Giove – Via Michelangelo Caetani 32\, Roma)\, la Biblioteca e l’Istituto Nazionale di Studi Romani presentano il volume Arte Resistenza Storia. Un ritratto di Roberto Battaglia\, a cura di Rosanna De Longis e Massimiliano Ghilardi.\nSaluti: Simonetta Buttò\, Paolo Sommella\nInterventi di: Maddalena Carli\, Federico Cresti\, Alexander Höbel\, Alessandro Zuccari. Coordinamento: Andreina De Clementi \n«L’8 settembre 1943 ero un tranquillo studioso di storia dell’arte\, chiuso in un cerchio limitato di interessi e di amicizie; l’anno dopo\, l’8 agosto\, ebbi il comando d’una divisione partigiana che ha dato più d’un fastidio al tedesco»: muove da queste premesse il ritratto che del Roberto Battaglia storico dell’arte\, partigiano\, poi memorialista e storico della Resistenza e del colonialismo italiano hanno disegnato\, in occasione del centenario della nascita\, i contributi di Gisella Bochicchio\, Rosanna De Longis\, Massimiliano Ghilardi\, Nicola Labanca\, Gabriele Ranzato\, Bruno Toscano\, Albertina Vittoria presenti nel volume. \nIndice\n–	Rosanna De Longis\, Per un ritratto di Roberto Battaglia\n–	Gabriele Ranzato\, Roberto Battaglia partigiano\, memorialista\, storico\n–	Nicola Labanca\, Roberto Battaglia\, La prima guerra d’Africa (1958) e gli storici dei suoi anni (Appendice: R. Battaglia\, Ricordi d’Africa. Allarme al Mareb)\n–	Albertina Vittoria\, Roberto Battaglia nella commissione culturale del Pci e all’Istituto Gramsci\n–	Bruno Toscano\, Una Cattedra per Roberto Battaglia\n–	Massimiliano Ghilardi\, «Dalla pace conventuale dell’Aventino» a Porta San Paolo\, dall’Istituto di Studi Romani alla «vita scomoda del bosco»\n–	Gisella Bochicchio\, Per una bibliografia di Roberto Battaglia\n–	Indice dei nomi\, a cura di Antonia Candi\nRosanna De Longis è Direttrice della Biblioteca di storia moderna e contemporanea\nMassimiliano Ghilardi è Direttore Associato dell’Istituto Nazionale di Studi Romani \nInformazioni: b-stmo.info@beniculturali.it  www.bsmc.it
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SUMMARY:Storia dei diritti dell'uomo L'Illuminismo e la costruzione del linguaggio politico dei moderni
DESCRIPTION:Giovedì 25 febbraio\, alle ore 16.00\, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea\, in collaborazione con l’Istituto storico italiano per l’età moderna e contemporanea\, si presenta il volume Storia dei diritti dell’uomo. L’Illuminismo e la costruzione del linguaggio politico dei moderni\, di Vincenzo Ferrone. Intervengono: Marco Fioravanti\, Alberto Melloni\, Stefano Rodotà. Coordina: Marcello Verga. \nFurono gli illuministi per primi a ridefinire un’etica dei diritti cosmopolita\, razionale\, mite\, umanitaria\, fatta dall’uomo per l’uomo\, capace di dar vita a un potente linguaggio politico dei moderni contro il secolare Antico regime dei privilegi\, delle gerarchie\, della disuguaglianza e dei diritti del sangue. Furono gli illuministi a far conoscere al mondo intero che i diritti dell’uomo per definirsi tali devono essere eguali per tutti\, senza alcun tipo di distinzione di nascita\, ceto\, nazionalità\, religione\, genere\, colore della pelle; universali\, cioè validi ovunque; inalienabili e imprescrittibili di fronte a ogni forma di istituzione politica o religiosa. Ed è proprio ponendo l’accento sul principio di inalienabilità che la cultura illuministica – vero laboratorio della modernità – trasformò radicalmente gli sparsi e di fatto inoffensivi riferimenti ai diritti soggettivi nello stato di natura in un linguaggio politico capace di avviare l’emancipazione dell’uomo.\nSpaziando dall’Italia di Filangieri e Beccaria alla Francia di Voltaire\, Rousseau e Diderot\, dalla Scozia di Hume\, Ferguson e Smith alla Germania di Lessing\, Goethe e Schiller\, sino alle colonie americane di Franklin e Jefferson\, Vincenzo Ferrone affronta un tema di storiografia civile che si inserisce nel grande dibattito odierno sul nesso problematico tra diritti umani e autonomia dei mercati\, tra politica e giustizia\, diritti dell’individuo e diritti delle comunità\, dispotismo degli Stati e delle religioni e libertà di coscienza. \nVincenzo Ferrone\, studioso dell’Europa d’Antico Regime e dell’Illuminismo\, ha insegnato a Venezia\, Ca’ Foscari; Parigi\, Collège de France; Princeton\, Institute for Advanced Study. Attualmente è ordinario di Storia moderna presso l’Università di Torino. Tra le sue opere\, Scienza natura religione. Mondo newtoniano e cultura italiana nel primo Settecento (Napoli 1982\, New York 1995) e Una scienza per l’uomo. Illuminismo e Rivoluzione scientifica nell’Europa del Settecento (Torino 2007).
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SUMMARY:Ansia di purezza. Il fascismo e il nazismo nella stampa satirica italiana e tedesca (1943-1963)
DESCRIPTION:Giovedì 18 febbraio 2016\, alle ore 17.00\, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Palazzo Mattei di Giove Via Michelangelo Caetani 32\, Roma) sarà presentato il volume Ansia di purezza. Il fascismo e il nazismo nella stampa satirica italiana e tedesca (1943-1963) di Dario Pasquini\, prefazione di Filippo Focardi\, Viella\, 2015. Saluti: Rosanna De Longis\, Eugenio Lo Sardo. Intervengono: Agostino Bistarelli\, Lutz Klinkhammer\, Luca La Rovere. Coordina: Maria Pia Critelli. \nIn questa monografia\, la prima finora dedicata a un confronto fra la memoria del fascismo in Italia e la memoria del nazismo in Germania (Est e Ovest)\, l’autore ci conduce in un viaggio attraverso un universo affascinante e poco esplorato come quello della stampa satirica del dopoguerra\, individuando nella diffusione della demarcazione fra puro e impuro lo snodo rivelatore di una situazione di ansia legata ai due regimi\, con diversi esiti nelle due nazioni.\nUn’ansia in primo luogo derivante dalle procedure di epurazione del dopoguerra\, davanti alle quali la società tedesca e quella italiana si sentirono messe sul banco degli imputati. Ma anche da un disagio più profondo. In questo senso\, il ribrezzo provocato dalla diffusione delle immagini dei crimini nazisti favorì una significativa presa di distanza dei tedeschi dall’esperienza della dittatura. Al contrario\, in Italia una rappresentazione del fascismo edulcorata ha fatto spazio\, nell’opinione pubblica del dopoguerra\, a una relazione più ambigua\, e ancor oggi non risolta\, con la memoria del trascorso regime. \nDario Pasquini è stato fra il 2008 e il 2009 Marie-Curie-Fellow presso l’Università di Bielefeld. Nel 2010 ha conseguito un dottorato in Storia contemporanea presso l’Università di Torino e la Freie Universität di Berlino. Ha pubblicato articoli sulla storia del giornalismo e sul rapporto fra satira e storia delle emozioni.
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SUMMARY:La difesa dell’italianità. L’Ufficio per le zone di confine a Bolzano\, Trento e Trieste (1945-1954)
DESCRIPTION:Mercoledì 10 febbraio 2016\, alle ore 17.00\, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Palazzo Mattei di Giove – Via Michelangelo Caetani 32\, Roma)\, sarà presentato il volume La difesa dell’italianità. L’Ufficio per le zone di confine a Bolzano\, Trento e Trieste (1945-1954) a cura di Diego D’Amelio\, Andrea Di Michele\, Giorgio Mezzalira\, il Mulino\, 2015. Saluti: Paola Tarquini. Intervengono: Gianluca Fiocco\, Andreas Gottsmann\, Maria Maione. Coordina: Rosanna De Longis. \nL’Ufficio per le zone di confine (Uzc)\, attivo dal 1947 al 1954 sotto la responsabilità politica del giovane sottosegretario alla Presidenza del consiglio Giulio Andreotti\, rappresenta una fonte di assoluto rilievo per comprendere la storia delle aree italiane di frontiera\, nella fase di transizione del secondo dopoguerra. L’Ufficio fu infatti il laboratorio in cui si studiarono le politiche relative alle regioni di confine e il terminale incaricato di applicarvi le strategie del governo. L’Uzc operò in contesti complessi come quelli dell’Alto Adige e della Venezia Giulia\, connotati dall’emergere di questioni che mettevano in discussione la stessa sovranità italiana su quei territori. Sulla base dello studio della documentazione dell’Ufficio\, recentemente riordinata e messa a disposizione dall’Archivio della Presidenza del consiglio\, le ricerche qui proposte – di studiosi di lingua italiana\, tedesca e slovena provenienti dalle rispettive aree di confine – permettono di evidenziare similitudini e divergenze delle scelte di Roma nella «difesa dell’italianità» delle frontiere. \nDiego D’Amelio svolge attività di ricerca presso l’Istituto storico italo-germanico di Trento (Fondazione Bruno Kessler) e dirige la rivista «Qualestoria»\, edita dall’Istituto regionale per la storia del movimento di liberazione nel Friuli Venezia Giulia.\nAndrea Di Michele è ricercatore presso il Centro di competenza storia regionale della Libera Università di Bolzano. Tra le sue pubblicazioni: «Storia dell’Italia repubblicana. 1948-2008» (Milano\, 2008).\nGiorgio Mezzalira è insegnante liceale e si occupa di ricerca storica in ambito regionale (Tirolo\, Alto Adige e Trentino). Tra le sue pubblicazioni: «Passaggi e prospettive. L’età contemporanea in Alto Adige» (Bolzano\, 2013).
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SUMMARY:Un confine nel Mediterraneo. L’Adriatico orientale tra Italia e Slavia (1300-1900)
DESCRIPTION:Martedì 9 febbraio 2016\, alle ore 17.00\, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Palazzo Mattei di Giove – Via Michelangelo Caetani 32\, Roma)\, in collaborazione con l’Istituto storico italiano per l’età moderna e contemporanea\, sarà presentato il volume Un confine nel Mediterraneo. L’Adriatico orientale tra Italia e Slavia (1300-1900) di Egidio Ivetic\, Viella\, 2014. Intervengono: Francesco Guida\, Rita Tolomeo\, Marcello Verga. Coordina: Rosanna De Longis. \nL’Adriatico orientale è una delle zone più complesse del Mediterraneo. Il libro propone una lettura di questo litorale: confine tra modelli di civiltà\, frontiera tra Stati e religioni\, un soggetto/oggetto storico di per sé ancora non compreso. Più nello specifico\, si interpreta qui la faglia divisoria\, il confine tra Italia e Slavia\, intese come dimensioni linguistiche e di identificazione\, che per secoli si sono sedimentate\, confrontate e infine contrapposte sulle rive orientali dell’Adriatico. I confini orientali d’Italia sfumano tra le civiltà urbane vincolate a Venezia e l’entroterra montuoso\, si confondono nella stessa Slavia adriatica\, in una reciprocità che complica l’idea dello spazio culturale e nazionale omogeneo\, sia italiano sia slavo. Sullo sfondo di una riflessione storiografica transnazionale\, e con lo sguardo non circoscritto alle periodizzazioni tradizionali\, il libro ripercorre le convivenze e le divisioni tra popolazioni\, decostrui­sce l’idea stessa di confine\, andando oltre i canoni delle storiografie coinvolte e le separazioni culturali ancora vive in queste terre mediterranee. \nEgidio Ivetic insegna Storia moderna e Storia dell’Europa orientale all’Università degli Studi di Padova. Tra le sue ultime pubblicazioni: Le guerre balcaniche (il Mulino\, 2006); L’Istria moderna 1500-1797. Una regione confine (Cierre\, 2010); Jugoslavia sognata. Lo jugoslavismo delle origini (FrancoAngeli\, 2012)\, I Balcani dopo i Balcani. Eredità e identità (Salerno editrice\, 2015).
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SUMMARY:La Grande Guerra e i ragazzi
DESCRIPTION:Mercoledì 3 febbraio 2016\, alle ore 16\,30\, presso la Biblioteca di Storia moderna e contemporanea (Palazzo Mattei di Giove\, Via Michelangelo Caetani 32\, Roma)\nsarà presentato il numero monografico (n. 159/ 2015) della rivista «Pagine Giovani»\, dal titolo Mercoledì 3 febbraio 2016\, alle ore 16\,30\, presso la Biblioteca di Storia moderna\ne contemporanea (Palazzo Mattei diGiove\, Via Michelangelo Caetani 32\, Roma)\nsarà presentato il numero monografico (n. 159/ 2015) della rivista trimestrale\n“Pagine Giovani”\, dal titolo La Grande Guerra e i ragazzi. Intervengono:\nGiuseppina Abbate\, Claudia Camicia\, Italo Spada. Coordina: Vincenzo\nSchirripa.\nIl Gruppo di Servizio per la Letteratura Giovanile (GSLG) è un’associazione di promozione sociale\nfondata nel 1976 a Roma. Vi aderiscono autori (scrittori e illustratori)\, critici di letteratura per ragazzi\,\ndocenti universitari\, insegnanti\, bibliotecari e rappresentanti di gruppi di genitori\, interessati al problema\ndella lettura nell’era dei media visivi e alle tendenze del mondo editoriale. In questo campo il GSLG\, con le\nsue sedi di Torino\, Chiavari\, Bari\, Treviso\, Fabriano svolge un’azione esemplare\, unica e diffusa su tutto il\nterritorio nazionale\, allo scopo di promuovere gli studi sulla letteratura giovanile\, la sua maggiore\nconoscenza attraverso corsi e conferenze\, e la promozione della lettura fra i giovanissimi con iniziative di\nanimazione culturale rivolte soprattutto agli alunni della scuola dell’obbligo. L’organo ufficiale del GSLG è\nla rivista trimestrale Pagine Giovani sui problemi della lettura\, sulla didattica e su esempi e modelli di\nanimazione della lettura\, a cui si aggiungono numerose recensioni critiche di libri per bambini\, ragazzi e\nadolescenti. La monografia è dedicata alla ricorrenza del Centenario del primo conflitto mondiale. L’insieme\ndei contributi “illustra la presenza diacronica di questo tragico evento nei libri per ragazzi (non sempre con\nintenti pacifisti)\, testimonia come nel corso dei secoli la carta stampata\, e più recentemente anche la\nfilmografia\, siano state spesso utilizzate come strumento di indottrinamento e di conformazione delle giovani\ngenerazioni” (dall’Introduzione di Angelo Nobile).\nEcco in sintesi i contributi:\nFrancesca Beduschi analizza le coeve pubblicazioni per ragazzi\, inclusi alcuni giornalini; una scelta\nselezione di opere per ragazzi edite dal secondo dopoguerra ai nostri giorni è l’argomento scandagliato con\nsensibilità pedagogica da Domenico Volpi; Renato Ciavola presenta un denso contributo critico\nsull’iconografia di vari soggetti narrativi (libro\, fumetto\, abbecedari\, pubblicità…); Claudia Camicia\nanalizza cartoline e manifesti come strumento di propaganda; Giuseppina Abbate ripercorre storicamente la\ntrattazione della Grande Guerra nei manuali scolastici per la scuola elementare\, dal conflitto al nuovo\nmillennio; Italo Spada offre una amplissima e esaustiva galleria di film dedicati alla Grande Guerra;\nMarino Cassini presenta una rassegna dei francobolli dedicati nell’arco di un secolo a fatti e personaggi\nprotagonisti del medesimo evento.. Intervengono:\nGiuseppina Abbate\, Claudia Camicia\, Italo Spada.\nCoordina: Vincenzo Schirripa.\nIl Gruppo di Servizio per la Letteratura Giovanile (GSLG) è un’associazione di promozione sociale fondata nel 1976 a Roma. Vi aderiscono autori (scrittori e illustratori)\, critici di letteratura per ragazzi\, docenti universitari\, insegnanti\, bibliotecari e rappresentanti di gruppi di genitori\, interessati al problema della lettura nell’era dei media visivi e alle tendenze del mondo editoriale. In questo campo il GSLG\, con le sue sedi di Torino\, Chiavari\, Bari\, Treviso\, Fabriano svolge un’azione esemplare\, unica e diffusa su tutto il territorio nazionale\, allo scopo di promuovere gli studi sulla letteratura giovanile\, la sua maggiore conoscenza attraverso corsi e conferenze\, e la promozione della lettura fra i giovanissimi con iniziative di animazione culturale rivolte soprattutto agli alunni della scuola dell’obbligo. L’organo ufficiale del GSLG è\nla rivista trimestrale Pagine Giovani sui problemi della lettura\, sulla didattica e su esempi e modelli di\nanimazione della lettura\, a cui si aggiungono numerose recensioni critiche di libri per bambini\, ragazzi e\nadolescenti. La monografia è dedicata alla ricorrenza del Centenario del primo conflitto mondiale. L’insieme\ndei contributi “illustra la presenza diacronica di questo tragico evento nei libri per ragazzi (non sempre con\nintenti pacifisti)\, testimonia come nel corso dei secoli la carta stampata\, e più recentemente anche la\nfilmografia\, siano state spesso utilizzate come strumento di indottrinamento e di conformazione delle giovani\ngenerazioni” (dall’Introduzione di Angelo Nobile).\nEcco in sintesi i contributi:\nFrancesca Beduschi analizza le coeve pubblicazioni per ragazzi\, inclusi alcuni giornalini; una scelta\nselezione di opere per ragazzi edite dal secondo dopoguerra ai nostri giorni è l’argomento scandagliato con\nsensibilità pedagogica da Domenico Volpi; Renato Ciavola presenta un denso contributo critico\nsull’iconografia di vari soggetti narrativi (libro\, fumetto\, abbecedari\, pubblicità…); Claudia Camicia\nanalizza cartoline e manifesti come strumento di propaganda; Giuseppina Abbate ripercorre storicamente la\ntrattazione della Grande Guerra nei manuali scolastici per la scuola elementare\, dal conflitto al nuovo\nmillennio; Italo Spada offre una amplissima e esaustiva galleria di film dedicati alla Grande Guerra;\nMarino Cassini presenta una rassegna dei francobolli dedicati nell’arco di un secolo a fatti e personaggi\nprotagonisti del medesimo evento.
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SUMMARY:La politica cinematografica del regime fascista di Alfonso Venturini
DESCRIPTION:Martedì 2 febbraio 2016\, alle ore 17.00\, presso la Biblioteca di storia moderna e\ncontemporanea (Palazzo Mattei di Giove – Via Michelangelo Caetani 32\, Roma)\, sarà presentato il volume La politica cinematografica del regime fascista di Alfonso Venturini\, Carocci editore\, 2015. Intervengono: Manfredi Alberti\, Claudio Siniscalchi\, Maurizio Zinni. Coordina: Alessandra Staderini.\nAttraverso un’originale ricerca presso archivi pubblici e privati\, il volume ricostruisce l’intervento del regime fascista in campo cinematografico\, a partire dagli inizi degli anni Trenta\, con l’avvento del cinema sonoro\, fino alla sua caduta\, delineandone le strategie e le evoluzioni nel corso degli anni\, così come emergono dall\’analisi della legislazione e delle direttive prese dal ministero della Cultura popolare. La seconda metà degli anni Trenta\, in particolare\, è caratterizzata da un proliferare di iniziative in campo cinematografico\, alcune delle quali\, come la costruzione di Cinecittà\, di rilevante portata anche per i decenni successivi\, testimoniano le intenzioni del regime di dare vita a una cinematografia fascista; intenzioni che però cambiarono nel tempo anche per le\ndiverse visioni che dell’industria e del mezzo cinematografico avevano gli uomini del regime che si\nalternarono ai vertici ministeriali. Lo studio è incentrato esclusivamente sul cinema di finzione\,\npreso in esame sia dal punto di vista economico e produttivo\, sia come mezzo espressivo usato dal\nregime a scopo propagandistico in maniera incostante e con alterni risultati.\nAlfonso Venturini\, dottore di ricerca in Storia del XX secolo presso la facoltà “Cesare Alfieri” di Firenze\,\ncollabora attualmente al corso di Storia contemporanea della stessa facoltà. Ha scritto articoli e saggi inerenti\nil rapporto fra cinema e storia\, con particolare attenzione al periodo della Seconda guerra mondiale.
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SUMMARY:Avezzano\, la Marsica e il circondario a cento anni dal sisma del 1915. Città e Territori tra cancellazione e reinvenzione
DESCRIPTION:Martedì 19 gennaio 2016\, alle ore 17.00\, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Palazzo Mattei di Giove – Via Michelangelo Caetani 32\, Roma)\, presentazione del volume Avezzano\, la Marsica e il circondario a cento anni dal sisma del 1915. Città e Territori tra cancellazione e reinvenzione a cura di Simonetta Ciranna e Patrizia Montuori\, Consiglio Regionale dell’Abruzzo\, 2015. Saluti: Giuseppe Di Pangrazio. Intervengono: Nicoletta Cardano\, Donatella Fiorani\, Lauro Rossi. Coordina: Rosanna De Longis. \nOrganizzato in tre sezioni Avezzano\, la Marsica e Oltre la Marsica\, il volume pone a confronto ricostruzioni storico-critiche di architetture e centri urbani\, riﬂessioni e soluzioni progettuali sul ﬁlo rosso della Perdita-reinvenzione-riscoperta di una identità urbana e territoriale innescate\, nello speciﬁco\, dall’evento sismico. Un dialogo acceso tra i diversi autori che sollecita\, volutamente\, continui rimandi e che apre squarci su alcuni temi rilevanti e ancora dibattuti\, quali il futuro della città e dello spazio abitato o il valore per un cittadino (italiano\, ovvero europeo) di riconoscere i propri luoghi e di riconoscersi in essi. (Dall’Introduzione delle curatrici). \nIndice. Presentazione. Giuseppe Di Pangrazio. Introduzione. Simonetta Ciranna e Patrizia Montuori. Cap. 1 – Avezzano. Laura Saladino\, Avezzano e la sua cattedrale: dalla genesi alla perdita della memoria; Simonetta Ciranna\, Avezzano tra metamorfosi e cancellazione di una storia urbana; Patrizia Montuori\, Avezzano rinasce. Ville\, villini e palazzine protagonisti di una nuova identità urbana; Clara Antonia Cipriani\, Il Campo di concentramento di Avezzano. L’istituzione di un campo di prigionieri di guerra austro-ungarici e la nascita della “Legione Romena d’Italia”; Stefano Brusaporci\, Ricostruire dalle scuole: gli esempi della Enrico Fermi a Celano e della Corradini-Pomilio ad Avezzano; Giancarlo Cardone\, Avezzano: un nuovo volto per una città che cambia tra passato e futuro; Cap. 2 – La Marsica. Valentina Valerio\, Marsica 1915: le istituzioni statali di tutela alla prova del terremoto; Maria Rita Rantucci\, Le fonti archivistiche: un passato emozionante – un presente consapevole; Francesca Geminiani\, La basilica dei Santi Cesidio e Ruﬁno a Trasacco: ricerca della perduta identità architettonica attraverso una lettura storico-critica; Marcello Di Giustino\, Trasacco: un caso di memoria collettiva a rischio?; Vincenzo Di Florio\, Il municipio di Celano: un’esperienza di rilettura dell’identità urbana; Cap. 3 – Oltre la Marsica. Carla Bartolomucci\, Gli effetti del terremoto del 1915 nella città di Aquila: i danni e gli orientamenti per il restauro; Francesca Bai\, Il Banco di Napoli all’Aquila e il terremoto del 1915: strategie strutturali\, organizzative e urbane; Barbara Malandra\, I restauri architettonici e la conservazione delle opere d’arte dopo il sisma del 1915. Il caso di Santa Maria del Ponte presso Tione degli Abruzzi; Elena Rapetti\, Tra vecchi e nuovi abbandoni: le “trasﬁgurazioni” dei borghi del Cicolano in cento anni di storia (1915-2015); Michela Cigola\, La città di Cassino e la sua identità perduta. Riscoperta e memoria attraverso gli elaborati graﬁci; Raffaella Catini\, Il sisma a Roma e i danni all’arte: monumenti\, chiese e palazzi compromessi a seguito del terremoto del 1915. Bibliograﬁa e Sitograﬁa; Indice dei nomi e dei luoghi. \nSimonetta Ciranna\, architetto\, insegna Storia dell’Architettura ed è membro del dottorato “Recupero\, progetto e tutela nei contesti insediativi e territoriali di elevato valore ambientale e paesistico” dell’Università dell’Aquila. Tra le sue pubblicazioni più recenti: Dall’Adriatico al Gran Sasso. Architetture e progetti del nuovo millennio (2010)\, L’Aquila oltre i terremoti. Costruzioni e ricostruzioni della città\, (2011) (curatela con M. Vaquero Piñeiro); Architettura e città nell’Ottocento. Percorsi e protagonisti di una storia europea\, (2011) (con G. Doti e M.L. Neri). \nPatrizia Montuori\, architetto\, docente a contratto al corso di Storia dell’Architettura presso l’università dell’Aquila. Ha conseguito il dottorato di ricerca in Riqualificazione e Recupero Insediativo (Sapienza Università di Roma) e un assegno di ricerca sul patrimonio architettonico di Avezzano dopo il sisma del 1915 (Università dell’Aquila). La sua attività scientifica verte principalmente sulla storia e il restauro dell’architettura moderna e della città\, temi oggetto di pubblicazioni e di contributi presentati in convegni nazionali e internazionali.
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SUMMARY:Il cane a sei zampe sullo schermo. La produzione cinematografica dell’Eni di Enrico Mattei di Elio Frescani
DESCRIPTION:Martedì 15 dicembre 2015\, alle ore 17.00\, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Palazzo Mattei di Giove\, Via Michelangelo Caetani 32\, Roma)\,\nsarà presentato il volume Il cane a sei zampe sullo schermo. La produzione cinematografica dell’Eni di Enrico Mattei di Elio Frescani\, Liguori\, 2014.\nIntervengono: Ester Capuzzo\, Pietro Cavallo. Coordina: Lauro Rossi. Sarà presente l’autore.\nQuale poteva essere il frutto di una politica di promozione cinematografica nel caso di un’azienda\ncome l’Eni? Rispondere alla domanda fa capire la logica di un’azione pubblicitaria che non puntava\nsolo a diffondere un prodotto. Il volume\, mettendo alla portata degli storici e degli studiosi del\ncinema una documentazione spesso trascurata\, da una parte svela aspetti sconosciuti della direzione\ndell’Eni\, delle preoccupazioni di Enrico Mattei\, della produzione di documentari industriali\,\ndall’altra mette in luce come i film dell’Eni vadano più in là di una semplice apologia dell’azienda\,\naprano una finestra su un Paese in piena mutazione\, alle soglie di una rapida crescita industriale e di\ncambiamenti sconvolgenti.\nElio Frescani\, dottore di ricerca in Storia contemporanea\, è autore di numerosi saggi sui documentari negli anni del fascismo e su quelli industriali. Collabora con le cattedre di Storia Contemporanea e di Storia Contemporanea e Media Audiovisivi dell’Università di Salerno.
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SUMMARY:Donne e relazioni di genere nel Mediterraneo. Movimenti\, corpi\, diritti
DESCRIPTION:Il convegno è organizzazto dall’Istituto di Storia dell’Europa Mediterranea (CNR) -Comitato Unico di Garanzia in collaborazione con la Biblioteca di storia moderna e contemporanea e con l’Istituto storico italiano per l’età moderna e contemporanea \n10.00 Saluti istituzionali\n10.15 – 13.30\nGiulia Calvi: Introduzione\nIlaria Boiano: Genere e diritto nei paesi del\nMediterraneo\nRenata Pepicelli: Le giovani musulmane\nin Italia: tra percorsi transnazionali e\nidentità plurali\nZsofia Lorand: Feminism and Women’s\nMovements in Yougoslavia and Western\nBalkans\nLea Nocera: Femminismi e movimenti delle\ndonne in Turchia\nDiscussione\nPausa buffet\n15.00 – 18.00\nSara Borrillo: Femminismi e politiche di genere\nin Marocco. Il corpo delle donne al centro\ndelle più recenti mobilitazioni\nLucia Sorbera: Genere e legittimità politica in\nEgitto. Quali spazi per l’attivismo politico\ndelle donne oltre il binario cooptazioneesclusione? \nLeila El Houssi: Le sfide delle donne nella\nTunisia contemporanea tra emancipazione e\nhijabophobia\nConclusioni\nRosanna De Longis\, Direttrice Biblioteca di\nStoria moderna e Contemporanea\nGabriella Liberati\, Presidente Comitato Unico di\nGaranzia – CNR\nRiccardo Pozzo\, Direttore Dipartimento Scienze\nUmane e Sociali\, Patrimonio culturale – CNR\nMarcello Verga\, Direttore Istituto di Storia\ndell’Europa mediterranea – CNR
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SUMMARY:L’Italia mazziniana e la nascita degli Stati post asburgici
DESCRIPTION:In occasione della pubblicazione del volume Il Patto di Roma e la Legione Ceco-Slovacca. Tra Grande Guerra e Nuova Europa \nMercoledì 11 novembre 2015\, alle ore 17.30\, presso la Biblioteca di Storia Moderna e Contemporanea (Palazzo Mattei di Giove – Via Michelangelo Caetani 32\, Roma)\, si terrà una tavola rotonda sul tema: L’Italia mazziniana e la nascita degli Stati post asburgici in occasione della pubblicazione del volume Il Patto di Roma e la Legione Ceco-Slovacca. Tra Grande Guerra e Nuova Europa\, a cura di Francesco Leoncini\, Kellermann\, 2014. Intervengono: Francesco Caccamo\, Giuseppe Dierna\, Francesco Leoncini. Coordina: Federigo Argentieri. Il Patto di Roma\, siglato alla fine del “Congresso delle nazionalità oppresse dall’Impero austro-ungarico” dell’8-10 aprile 1918\, costituisce il superamento del Patto di Londra in base al quale l’Italia era entrata in guerra. La conseguente costituzione di un “Esercito Czeco-Slovaco\, unico ed autonomo posto dal punto di vista nazionale\, politico\, giuridico sotto l’autorità del Consiglio Nazionale dei Paesi Czeco-Slovachi” di Parigi\, rappresenta il risultato più rilevante di quella svolta nella politica estera italiana a favore della dissoluzione della Monarchia asburgica e per il riconoscimento del principio di nazionalità. Il volume riscopre un capitolo a lungo trascurato dalla storiografia sulla Grande Guerra e passato in sordina alla fine del conflitto\, sovrastato dalla rinnovata ostilità nei confronti degli jugoslavi e dalla pretestuosa invenzione della “vittoria mutilata”. Nello stesso tempo esso dà ampio rilievo a un passaggio decisivo della storia dei cechi e degli slovacchi che vede come protagonista\, in campo diplomatico e militare\, lo slovacco Milan Rastislav Štefánik\, personalità poliedrica\, astronomo ed aviatore\, naturalizzato francese\, particolarmente legato all’Italia. Vi è infine il recupero del coinvolgimento del Mezzogiorno e delle Isole Maggiori nell’impegno bellico.Francesco Leoncini\, studioso di storia ceco-slovacca e autorevole interprete della realtà politica e sociale della Mitteleuropa\, ha insegnato dal 1971 al 2011 all’Università Ca’ Foscari di Venezia. Tra le sue pubblicazioni: La questione dei Sudeti 1918-1938\, Liviana\, finalista al premio Acqui-Storia 1976 e tradotta in tedesco; L’opposizione all’Est 1956-1981. Raccolta di testi con introduzione e bibliografia\, Lacaita; L’Europa centrale. Conflittualità e progetto. Passato e presente tra Praga\, Budapest e Varsavia\, Cafoscarina; Alexander Dub?ek e Jan Palach. Protagonisti della storia europea; L’Europa del disincanto. Dal ’68 praghese alla crisi del neoliberismo\, entrambi da Rubbettino. Per Studio Tesi ha curato la prima edizione critica dell’opera programmatica di Tomáš Garrigue Masaryk\, La Nuova Europa. Il punto di vista slavo\, scritta nel corso del primo conflitto mondiale.
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SUMMARY:Giornalisti e stampa periodica nel ‘dopofascismo’
DESCRIPTION:Venerdì 6 novembre 2015 alle ore 17.00\, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Palazzo Mattei di Giove – Via Michelangelo Caetani 32\, Roma)\, si terrà una tavola rotonda sul tema Giornalisti e stampa periodica nel ‘dopofascismo’ con Sandro Bulgarelli\, Marcello Ciocchetti\, Franco Contorbia\, coordinati da Rosanna De Longis\, in occasione della pubblicazione del catalogo Periodici italiani 1943-1950 nelle raccolte della Biblioteca di storia moderna e contemporanea\, a cura di Eugenio Semboloni e Susanna Spezia. Prefazione di Alberto Petrucciani\, Biblink\, 2015 (Collana Novecento periodico\, 8). \nGli “incunaboli dell’Italia libera”: la definizione di Alberto Petrucciani ben si attaglia a quotidiani e riviste degli anni del ‘dopofascismo’\, un periodo di straordinaria vitalità  per la stampa periodica e per la stessa attività giornalistica. Nelle aree geografiche e nei mesi di occupazione tedesca e di amministrazione repubblichina la rinascita dei periodici resta sottotraccia\, non assente né interrotta\, nei fogli clandestini\, mentre dopo la Liberazione il panorama della stampa attraverserà rapide trasformazioni.\nSulle esperienze di quello snodo cruciale per l’intera società italiana si interrogheranno i partecipanti alla tavola rotonda che prende spunto dalla pubblicazione del catalogo Periodici italiani 1943-1950 nelle raccolte della Biblioteca di storia moderna e contemporanea\, con il quale la Biblioteca ha proseguito nel lavoro di censimento e indagine critica delle proprie raccolte bibliografiche iniziato da tempo.  L’arco cronologico in base al quale sono stati selezionati i titoli descritti nel recente catalogo permette di rappresentare i momenti fondamentali che scandiscono le vicende italiane tra guerra e dopoguerra\, dall’intervento degli Alleati sui mezzi di informazione all’ampliamento degli orizzonti comunicativi\, alla nascita dell’Italia repubblicana\, alla crescita della dialettica politica e del dibattito culturale.  \nEugenio Semboloni e Susanna Spezia si occupano\, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea\, dei servizi di orientamento e informazioni bibliografiche\, di catalogazione e gestione delle pubblicazioni periodiche e delle risorse digitali\nAlberto Petrucciani insegna Archivistica\, bibliografia e biblioteconomia all’Università di Roma Sapienza.  \nPer informazioni:  b-stmo.info@beniculturali.it; www.bsmc.it;
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SUMMARY:Il mais “miracoloso”. Storia di un’innovazione tra politica\, economia e religione\, di Emanuele Bernardi
DESCRIPTION:Giovedì 29 ottobre 2015 alle ore 16.30\, in occasione della chiusura dell’EXPO 2015. Nutrire il Pianeta\, la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Palazzo Mattei di Giove – Via Michelangelo Caetani 32\, Roma)\, organizza la presentazione del volume Il mais “miracoloso”. Storia di un’innovazione tra politica\, economia e religione\, di Emanuele Bernardi\, Carocci\, 2015. Intervengono: Lucia Ceci\, Guido Fabiani\, Mario Vigo. Coordina: Piero Bevilacqua. \nCosa si nasconde dietro quel che mangiamo? Questo libro per la prima volta descrive\, attraverso l’uso di fonti italiane e straniere\, la diffusione nel nostro paese e in Europa di un particolare tipo di innovazione – il mais ibrido –\, giunta dagli Stati Uniti dopo la Seconda guerra mondiale. Durante la Guerra fredda\, istituzioni\, partiti\, tecnici\, organizzazioni sindacali e Chiesa cattolica furono per questa via coinvolte\, in vario modo\, in un progetto di modernizzazione delle campagne italiane\, che cambiò i modi di produzione e le abitudini alimentari di una nazione lanciata verso i consumi di massa. Emergono così i nodi che caratterizzano lo squilibrato sviluppo economico dell’Italia fino ai nostri giorni in una prospettiva globale. \nEmanuele Bernardi svolge attività didattica e di ricerca presso il Dipartimento di Storia\, Culture\, Religioni della Sapienza Università di Roma e collabora con vari istituti di ricerca. Tra le sue pubblicazioni: La riforma agraria in Italia e gli Stati Uniti (il Mulino 2006); Riforme e democrazia. Manlio Rossi-Doria dal fascismo al centrosinistra (Rubbettino 2010); (a cura di) Emilio Sereni\, Lettere (1945-1956) (Rubbettino\, 2011).
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SUMMARY:Dal Fascio allo Scudo crociato. Cassa per il Mezzogiorno\, politica e lotte sociali nell'Agro Pontino (1944-1961) di Stefano Mangullo
DESCRIPTION:Mercoledì 28 ottobre 2015 alle ore 17.00\, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Palazzo Mattei di Giove – Via Michelangelo Caetani 32\, Roma)\, verrà presentato il volume Dal Fascio allo Scudo crociato. Cassa per il Mezzogiorno\, politica e lotte sociali nell’Agro Pontino (1944-1961) di Stefano Mangullo\, Franco Angeli\, 2015. Ne discutono con l’autore: Emanuele Bernardi\, Marco De Nicolò\, Daniela Felisini. Coordina: Francesco Piva.La Cassa per il Mezzogiorno ha rappresentato nella storia dell’Italia postunitaria il primo e finora unico tentativo di affrontare organicamente la cosiddetta questione meridionale. Il libro ne ricostruisce il primo decennio prendendo come caso di studio la provincia di Latina e in particolare l’Agro Pontino\, già oggetto durante il fascismo di un ampio intervento di bonifica integrale. Fra continuità e cesure\, l’azione della “Cassa” si sovrappose al precedente tessuto sociale ed economico\, realizzando una seconda bonifica che nel volgere di pochi anni trasformò di nuovo\, radicalmente\, il volto della pianura pontina.L’intervento straordinario viene inoltre inquadrato nella temperie delle lotte sociali e politiche dell’epoca\, con un focus specifico sulle posizioni e sulle strategie portate avanti dai due partiti principali: Democrazia cristiana e Partito comunista italiano. Pur partendo da chiavi di lettura diverse dei problemi dello sviluppo e delle possibili soluzioni\, entrambi interagirono attivamente con la “Cassa”\, ne furono influenzati e cercarono a loro volta di indirizzarne l’operato\, confrontandosi con gli effetti e con le trasformazioni prodotti sul territorio.Stefano Mangullo ha conseguito nel 2011 il dottorato di ricerca in Storia politica e sociale dell’Europa moderna e contemporanea presso l’Università degli studi di Roma Tor Vergata\, dove attualmente insegna Storia contemporanea. Studioso di storia dei partiti politici e del Mezzogiorno\, ha pubblicato articoli e saggi in particolare sul Casellario politico centrale in età repubblicana\, sulla Democrazia cristiana e sul Partito repubblicano\, sulla Seconda guerra mondiale e sul dopoguerra in provincia di Latina.
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SUMMARY:Italia fascista. Politica e opinione popolare sotto la dittatura\, di Paul Corner
DESCRIPTION:Mercoledì 21 ottobre 2015 alle ore 17.00\, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Palazzo Mattei di Giove – Via Michelangelo Caetani 32\, Roma)\, verrà presentato il volume Italia fascista. Politica e opinione popolare sotto la dittatura di Paul Corner\, Carocci\, 2015. Ne discutono con l’autore: Paola Carucci\, Guido Melis\, Mariuccia Salvati. \n«Tutto dentro lo Stato\, niente fuori dello Stato» era lo slogan che esprimeva in modo sintetico e inconfondibile l’imperativo centralizzatore della dittatura fascista. Ma la realtà del regime nelle province corrispondeva a questo imperativo? Oppure la vita locale fu segnata inesorabilmente dalle squallide lotte per il potere e dal progressivo distacco della popolazione dal consenso al regime? Questo libro fornisce un quadro della vita politica nelle province. Ne risulta un’immagine nuova e sconcertante di un “fascismo reale” provinciale molto diverso da quello propagandato dal centro. \nSommario: Introduzione; Il “fascismo reale”: Un necessario cambio di prospettiva: dalla periferia al centro; Verso lo Stato totalitario: gli anni Trenta e la storiografia; L’importanza del partito; Ideologia e interessi\, pubblico e privato; Il partito e il popolo; La questione del “consenso”; 1. Le premesse del progetto fascista: uno scritto esemplare di Agostino Lanzillo: La “disfatta del socialismo”; L’“uomo nuovo” e il “mondo nuovo”; 2. Il fascismo di provincia: periferia e centro prima del 1925: Forze centrifughe; Nuove alleanze\nIl Patto di pacificazione; Feudi locali e prime forme di dissidenza; Verso l’accentramento?; I ras provinciali; La “personalizzazione” del movimento; 3. La stabilizzazione del partito nelle province: Il problema degli intransigenti; Farinacci alla segreteria del partito; L’ascesa di Turati; La questione della base; 4. Il partito e lo Stato: Gerarchie d’autorità; Gerarchie contestate; La base fascista: qualità e competenza; 5. Battaglie in provincia: problemi dentro il partito: Lotte di fazione: il “beghismo”; La risposta del partito; Le dinamiche delle lotte di fazione locali; Il “fazionalismo” nelle province meridionali; La persistenza dei personalismi; Il “cannibalismo”; PNF e NSDAP a confronto; 6. Disorganizzazione\, corruzione\, arricchimenti: Verso la paralisi del partito; La distruzione delle reputazioni; 7. Organizzazioni di massa e parastato: L’era Starace: numeri illimitati\, attivismo senza fine; Il mancato funzionamento delle organizzazioni di massa; Oltre il partito; 8. L’opinione popolare: Fonti e spie: alcune questioni di metodo; «La gente tace perché ha paura»: come interpretare l’opinione popolare; Il partito e la gente: lo scollamento aumenta; Il caso torinese; L’Etiopia e l’entusiasmo condizionato; 9. Gli anni Trenta: il distacco: Scontento\, disaffezione e disgusto; Una seconda generazione?; Dissidi tra i seguaci; 10. La “nuova casta” e la “fase totalitaria” del fascismo: L’irrequietezza popolare negli anni prebellici; La “nuova casta”; La prospettiva della guerra; 11. In fuga dall’incantatore: Amare il cantante\, odiare la canzone; La non belligeranza\, 1939-40; In guerra; 12. Concludendo: il fallimento del partito \nPaul Corner insegna Storia dell’Europa all’Università di Siena\, dove dirige il Centro per lo Studio dei Regimi Totalitari del Ventesimo Secolo.
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SUMMARY:Cinema e storia. Interferenze/confluenze\, di Tiziana Maria Di Blasio
DESCRIPTION:Lunedì 19 ottobre 2015\, alle ore 17.00\, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Palazzo Mattei di Giove Via Michelangelo Caetani 32\, Roma)\, sarà presentato il volume Cinema e Storia. Interferenze / Confluenze di Tiziana Maria Di Blasio\, Viella\, 2015. Intervengono: Franco Cardini\, Christian Uva. Coordina: Bruno Torri. Sarà presente l’autrice. \nIl libro esplora la relazione Cinema / Storia con l’obiettivo di superare le reciproche diffidenze e di ridiscutere i clichés che ancora persistono nell’era dell’immagine.\nL’itinerario proposto è particolarmente interessante per la ricchezza e la trasversalità dei contributi\, che creano un’innovativa piattaforma dialogica anche attraverso interviste inedite realizzate appositamente\, concesse da autorevoli esponenti di entrambe le discipline. Per la Storia: Jacques Le Goff\, Marc Ferro\, Pierre Sorlin\, Antoine de Baecque\, Franco Cardini\, Lucio Villari; per il Cinema: F. Murray Abraham\, Pupi Avati\, Marco Bellocchio\, Peter Bogdanovich\, Liliana Cavani\, Matteo Garrone\, Carlo Lizzani\, Ennio Morricone\, Mark Peploe\, Francesco Rosi\, Vittorio Storaro\, Krzysztof Zanussi.\nParticolare attenzione è dedicata all’analisi dei generi (bellico\, western\, commedia\, cinema d’impegno civile e politico\, biografico\, religioso) rispetto ai quali quello storico è trasversale\, e allo sguardo del cinema d’autore sulla Storia Ejzenstejn\, Griffith\, Rossellini\, Pontecorvo)\, individuando le dinamiche tra il Cinema\, arte corale\, e la Storia e i suoi personaggi.  \nTiziana Maria Di Blasio\, storica\, è docente incaricata del corso “Cinema e Storia. Analisi filmica ed interpretazione storica” presso la Pontificia Università Gregoriana. È autrice di saggi e articoli tra cui Veronica il mistero del Volto. Itinerari iconografici\, memoria e rappresentazione (Roma 2000) da cui il regista Carlo Lizzani ha tratto il corto Il gesto di Veronica (Roma 2002). È stata consulente storico-artistica del documentario ONU The Earth: Our Home (Globo d’oro d’eccellenza 2010)\, ha collaborato al film Reality di Matteo Garrone (Gran Prix Cannes 2012) ed è stata consulente storica dell?ultimo film di Marco Bellocchio\, Sangue del mio sangue (Premio FIPRESCI\, Festival di Venezia 2015).
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SUMMARY:Religioni\, frontiere\, contaminazioni
DESCRIPTION:Martedì 13 ottobre 2015\, ore 17.00\, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Palazzo Mattei di Giove Via Michelangelo Caetani 32\, Roma)\, sarà presentata la collana “Religioni Frontiere Contaminazioni” delle Edizioni di Storia e Letteratura\, a cura di Marina Caffiero.\nGuido Dall’Olio\, Gaetano Lettieri\, Michaela Valente\, coordinati da Maria Pia Critelli avvieranno una discussione a partire dalla pubblicazione dei primi due volumi: Storie intrecciate. Cristiani\, ebrei e musulmani tra scritture\, oggetti e narrazioni (Mediterraneo\, secc. XVI-XIX)\, a cura di Serena Di Nepi e Magia\, superstizione\, religione. Una questione di confini\, a cura di Marina Caffiero \nStorie intrecciate – In questo volume vengono presentati saggi di autori diversi che intendono presentare le forme della presenza delle minoranze ebraiche e islamiche a Roma e nello Stato della Chiesa in età moderna a partire dalla raccolte di oggetti preziosi e curiosi. Attraverso l?esame delle produzioni artistiche minori con rappresentazioni del nemico turco e della schiavitù\, l’analisi della pubblicistica in arabo stampata a Roma\, le raccolte di arte ebraica e musulmana\, gli autori presentano una riflessione a tutto campo sia sulla propaganda religiosa sia sulla conoscenza di culture diverse che permette di ridiscutere (da un punto di vista così particolare) le occasioni di confronto tra cristiani\, ebrei e musulmani tra Cinquecento e Ottocento. \nMagia\, superstizione\, religione – Superstizione\, magia e stregoneria sono particolarmente radicate nel Seicento\, ma le ricerche dimostrano\, da una parte\, che tali credenze sono sopravvissute ben oltre il secolo dei Lumi e\, dall’altra\, che è molto difficile\, se non impossibile\, operare una netta demarcazione dei confini tra stregoneria\, magia\, superstizione\, e perfino religione nell?Europa dell?età moderna. È quello che tentano di fare gli autori di questo volume attraverso un costante confronto tra la prospettiva storica\, antropologica e teologica. \nMarina Caffiero insegna Storia moderna alla Sapienza Università di Roma. Le sue principali aree di ricerca riguardano la storia sociale e culturale dell?Europa moderna\, con particolare attenzione alle problematiche religiose. Ha dedicato uno speciale interesse alla storia di Roma moderna e alla sua peculiare posizione in Europa quale capitale di un potere nello stesso tempo temporale e spirituale. \nSerena Di Nepi svolge attività di ricerca in Storia moderna alla Sapienza Università di Roma e ha tra i suoi interessi di studio la storia sociale e culturale delle minoranze a Roma.
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SUMMARY:Domenica di carta 2015
DESCRIPTION:Visita guidata ai manifesti illustrati della Grande Guerra\, al percorso tematico «Cucine di guerra» e alla banca dati www.14-18.it \nNell’ambito della manifestazione nazionale indetta dal Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo “Domenica di carta 2015. Archivi e biblioteche si raccontano”\, la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Palazzo Mattei di Giove – Via Michelangelo Caetani\, 32-Roma)\, organizza due visite guidate – alle 10.30 e alle 11.30 – al Palazzo Mattei di Giove ai manifesti illustrati della Grande Guerra\, esposti permanentemente nella propria sede\, al percorso tematico «Cucine di guerra» e alla banca dati www.14-18.it.\nIngresso gratuito; prenotazione obbligatoria\, scrivendo all’indirizzo bsmc.prenotazioni@gmail.com.
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