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SUMMARY:Il cane a sei zampe sullo schermo. La produzione cinematografica dell’Eni di Enrico Mattei di Elio Frescani
DESCRIPTION:Martedì 15 dicembre 2015\, alle ore 17.00\, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Palazzo Mattei di Giove\, Via Michelangelo Caetani 32\, Roma)\,\nsarà presentato il volume Il cane a sei zampe sullo schermo. La produzione cinematografica dell’Eni di Enrico Mattei di Elio Frescani\, Liguori\, 2014.\nIntervengono: Ester Capuzzo\, Pietro Cavallo. Coordina: Lauro Rossi. Sarà presente l’autore.\nQuale poteva essere il frutto di una politica di promozione cinematografica nel caso di un’azienda\ncome l’Eni? Rispondere alla domanda fa capire la logica di un’azione pubblicitaria che non puntava\nsolo a diffondere un prodotto. Il volume\, mettendo alla portata degli storici e degli studiosi del\ncinema una documentazione spesso trascurata\, da una parte svela aspetti sconosciuti della direzione\ndell’Eni\, delle preoccupazioni di Enrico Mattei\, della produzione di documentari industriali\,\ndall’altra mette in luce come i film dell’Eni vadano più in là di una semplice apologia dell’azienda\,\naprano una finestra su un Paese in piena mutazione\, alle soglie di una rapida crescita industriale e di\ncambiamenti sconvolgenti.\nElio Frescani\, dottore di ricerca in Storia contemporanea\, è autore di numerosi saggi sui documentari negli anni del fascismo e su quelli industriali. Collabora con le cattedre di Storia Contemporanea e di Storia Contemporanea e Media Audiovisivi dell’Università di Salerno.
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SUMMARY:Donne e relazioni di genere nel Mediterraneo. Movimenti\, corpi\, diritti
DESCRIPTION:Il convegno è organizzazto dall’Istituto di Storia dell’Europa Mediterranea (CNR) -Comitato Unico di Garanzia in collaborazione con la Biblioteca di storia moderna e contemporanea e con l’Istituto storico italiano per l’età moderna e contemporanea \n10.00 Saluti istituzionali\n10.15 – 13.30\nGiulia Calvi: Introduzione\nIlaria Boiano: Genere e diritto nei paesi del\nMediterraneo\nRenata Pepicelli: Le giovani musulmane\nin Italia: tra percorsi transnazionali e\nidentità plurali\nZsofia Lorand: Feminism and Women’s\nMovements in Yougoslavia and Western\nBalkans\nLea Nocera: Femminismi e movimenti delle\ndonne in Turchia\nDiscussione\nPausa buffet\n15.00 – 18.00\nSara Borrillo: Femminismi e politiche di genere\nin Marocco. Il corpo delle donne al centro\ndelle più recenti mobilitazioni\nLucia Sorbera: Genere e legittimità politica in\nEgitto. Quali spazi per l’attivismo politico\ndelle donne oltre il binario cooptazioneesclusione? \nLeila El Houssi: Le sfide delle donne nella\nTunisia contemporanea tra emancipazione e\nhijabophobia\nConclusioni\nRosanna De Longis\, Direttrice Biblioteca di\nStoria moderna e Contemporanea\nGabriella Liberati\, Presidente Comitato Unico di\nGaranzia – CNR\nRiccardo Pozzo\, Direttore Dipartimento Scienze\nUmane e Sociali\, Patrimonio culturale – CNR\nMarcello Verga\, Direttore Istituto di Storia\ndell’Europa mediterranea – CNR
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SUMMARY:L’Italia mazziniana e la nascita degli Stati post asburgici
DESCRIPTION:In occasione della pubblicazione del volume Il Patto di Roma e la Legione Ceco-Slovacca. Tra Grande Guerra e Nuova Europa \nMercoledì 11 novembre 2015\, alle ore 17.30\, presso la Biblioteca di Storia Moderna e Contemporanea (Palazzo Mattei di Giove – Via Michelangelo Caetani 32\, Roma)\, si terrà una tavola rotonda sul tema: L’Italia mazziniana e la nascita degli Stati post asburgici in occasione della pubblicazione del volume Il Patto di Roma e la Legione Ceco-Slovacca. Tra Grande Guerra e Nuova Europa\, a cura di Francesco Leoncini\, Kellermann\, 2014. Intervengono: Francesco Caccamo\, Giuseppe Dierna\, Francesco Leoncini. Coordina: Federigo Argentieri. Il Patto di Roma\, siglato alla fine del “Congresso delle nazionalità oppresse dall’Impero austro-ungarico” dell’8-10 aprile 1918\, costituisce il superamento del Patto di Londra in base al quale l’Italia era entrata in guerra. La conseguente costituzione di un “Esercito Czeco-Slovaco\, unico ed autonomo posto dal punto di vista nazionale\, politico\, giuridico sotto l’autorità del Consiglio Nazionale dei Paesi Czeco-Slovachi” di Parigi\, rappresenta il risultato più rilevante di quella svolta nella politica estera italiana a favore della dissoluzione della Monarchia asburgica e per il riconoscimento del principio di nazionalità. Il volume riscopre un capitolo a lungo trascurato dalla storiografia sulla Grande Guerra e passato in sordina alla fine del conflitto\, sovrastato dalla rinnovata ostilità nei confronti degli jugoslavi e dalla pretestuosa invenzione della “vittoria mutilata”. Nello stesso tempo esso dà ampio rilievo a un passaggio decisivo della storia dei cechi e degli slovacchi che vede come protagonista\, in campo diplomatico e militare\, lo slovacco Milan Rastislav Štefánik\, personalità poliedrica\, astronomo ed aviatore\, naturalizzato francese\, particolarmente legato all’Italia. Vi è infine il recupero del coinvolgimento del Mezzogiorno e delle Isole Maggiori nell’impegno bellico.Francesco Leoncini\, studioso di storia ceco-slovacca e autorevole interprete della realtà politica e sociale della Mitteleuropa\, ha insegnato dal 1971 al 2011 all’Università Ca’ Foscari di Venezia. Tra le sue pubblicazioni: La questione dei Sudeti 1918-1938\, Liviana\, finalista al premio Acqui-Storia 1976 e tradotta in tedesco; L’opposizione all’Est 1956-1981. Raccolta di testi con introduzione e bibliografia\, Lacaita; L’Europa centrale. Conflittualità e progetto. Passato e presente tra Praga\, Budapest e Varsavia\, Cafoscarina; Alexander Dub?ek e Jan Palach. Protagonisti della storia europea; L’Europa del disincanto. Dal ’68 praghese alla crisi del neoliberismo\, entrambi da Rubbettino. Per Studio Tesi ha curato la prima edizione critica dell’opera programmatica di Tomáš Garrigue Masaryk\, La Nuova Europa. Il punto di vista slavo\, scritta nel corso del primo conflitto mondiale.
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SUMMARY:Giornalisti e stampa periodica nel ‘dopofascismo’
DESCRIPTION:Venerdì 6 novembre 2015 alle ore 17.00\, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Palazzo Mattei di Giove – Via Michelangelo Caetani 32\, Roma)\, si terrà una tavola rotonda sul tema Giornalisti e stampa periodica nel ‘dopofascismo’ con Sandro Bulgarelli\, Marcello Ciocchetti\, Franco Contorbia\, coordinati da Rosanna De Longis\, in occasione della pubblicazione del catalogo Periodici italiani 1943-1950 nelle raccolte della Biblioteca di storia moderna e contemporanea\, a cura di Eugenio Semboloni e Susanna Spezia. Prefazione di Alberto Petrucciani\, Biblink\, 2015 (Collana Novecento periodico\, 8). \nGli “incunaboli dell’Italia libera”: la definizione di Alberto Petrucciani ben si attaglia a quotidiani e riviste degli anni del ‘dopofascismo’\, un periodo di straordinaria vitalità  per la stampa periodica e per la stessa attività giornalistica. Nelle aree geografiche e nei mesi di occupazione tedesca e di amministrazione repubblichina la rinascita dei periodici resta sottotraccia\, non assente né interrotta\, nei fogli clandestini\, mentre dopo la Liberazione il panorama della stampa attraverserà rapide trasformazioni.\nSulle esperienze di quello snodo cruciale per l’intera società italiana si interrogheranno i partecipanti alla tavola rotonda che prende spunto dalla pubblicazione del catalogo Periodici italiani 1943-1950 nelle raccolte della Biblioteca di storia moderna e contemporanea\, con il quale la Biblioteca ha proseguito nel lavoro di censimento e indagine critica delle proprie raccolte bibliografiche iniziato da tempo.  L’arco cronologico in base al quale sono stati selezionati i titoli descritti nel recente catalogo permette di rappresentare i momenti fondamentali che scandiscono le vicende italiane tra guerra e dopoguerra\, dall’intervento degli Alleati sui mezzi di informazione all’ampliamento degli orizzonti comunicativi\, alla nascita dell’Italia repubblicana\, alla crescita della dialettica politica e del dibattito culturale.  \nEugenio Semboloni e Susanna Spezia si occupano\, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea\, dei servizi di orientamento e informazioni bibliografiche\, di catalogazione e gestione delle pubblicazioni periodiche e delle risorse digitali\nAlberto Petrucciani insegna Archivistica\, bibliografia e biblioteconomia all’Università di Roma Sapienza.  \nPer informazioni:  b-stmo.info@beniculturali.it; www.bsmc.it;
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SUMMARY:Il mais “miracoloso”. Storia di un’innovazione tra politica\, economia e religione\, di Emanuele Bernardi
DESCRIPTION:Giovedì 29 ottobre 2015 alle ore 16.30\, in occasione della chiusura dell’EXPO 2015. Nutrire il Pianeta\, la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Palazzo Mattei di Giove – Via Michelangelo Caetani 32\, Roma)\, organizza la presentazione del volume Il mais “miracoloso”. Storia di un’innovazione tra politica\, economia e religione\, di Emanuele Bernardi\, Carocci\, 2015. Intervengono: Lucia Ceci\, Guido Fabiani\, Mario Vigo. Coordina: Piero Bevilacqua. \nCosa si nasconde dietro quel che mangiamo? Questo libro per la prima volta descrive\, attraverso l’uso di fonti italiane e straniere\, la diffusione nel nostro paese e in Europa di un particolare tipo di innovazione – il mais ibrido –\, giunta dagli Stati Uniti dopo la Seconda guerra mondiale. Durante la Guerra fredda\, istituzioni\, partiti\, tecnici\, organizzazioni sindacali e Chiesa cattolica furono per questa via coinvolte\, in vario modo\, in un progetto di modernizzazione delle campagne italiane\, che cambiò i modi di produzione e le abitudini alimentari di una nazione lanciata verso i consumi di massa. Emergono così i nodi che caratterizzano lo squilibrato sviluppo economico dell’Italia fino ai nostri giorni in una prospettiva globale. \nEmanuele Bernardi svolge attività didattica e di ricerca presso il Dipartimento di Storia\, Culture\, Religioni della Sapienza Università di Roma e collabora con vari istituti di ricerca. Tra le sue pubblicazioni: La riforma agraria in Italia e gli Stati Uniti (il Mulino 2006); Riforme e democrazia. Manlio Rossi-Doria dal fascismo al centrosinistra (Rubbettino 2010); (a cura di) Emilio Sereni\, Lettere (1945-1956) (Rubbettino\, 2011).
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SUMMARY:Dal Fascio allo Scudo crociato. Cassa per il Mezzogiorno\, politica e lotte sociali nell'Agro Pontino (1944-1961) di Stefano Mangullo
DESCRIPTION:Mercoledì 28 ottobre 2015 alle ore 17.00\, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Palazzo Mattei di Giove – Via Michelangelo Caetani 32\, Roma)\, verrà presentato il volume Dal Fascio allo Scudo crociato. Cassa per il Mezzogiorno\, politica e lotte sociali nell’Agro Pontino (1944-1961) di Stefano Mangullo\, Franco Angeli\, 2015. Ne discutono con l’autore: Emanuele Bernardi\, Marco De Nicolò\, Daniela Felisini. Coordina: Francesco Piva.La Cassa per il Mezzogiorno ha rappresentato nella storia dell’Italia postunitaria il primo e finora unico tentativo di affrontare organicamente la cosiddetta questione meridionale. Il libro ne ricostruisce il primo decennio prendendo come caso di studio la provincia di Latina e in particolare l’Agro Pontino\, già oggetto durante il fascismo di un ampio intervento di bonifica integrale. Fra continuità e cesure\, l’azione della “Cassa” si sovrappose al precedente tessuto sociale ed economico\, realizzando una seconda bonifica che nel volgere di pochi anni trasformò di nuovo\, radicalmente\, il volto della pianura pontina.L’intervento straordinario viene inoltre inquadrato nella temperie delle lotte sociali e politiche dell’epoca\, con un focus specifico sulle posizioni e sulle strategie portate avanti dai due partiti principali: Democrazia cristiana e Partito comunista italiano. Pur partendo da chiavi di lettura diverse dei problemi dello sviluppo e delle possibili soluzioni\, entrambi interagirono attivamente con la “Cassa”\, ne furono influenzati e cercarono a loro volta di indirizzarne l’operato\, confrontandosi con gli effetti e con le trasformazioni prodotti sul territorio.Stefano Mangullo ha conseguito nel 2011 il dottorato di ricerca in Storia politica e sociale dell’Europa moderna e contemporanea presso l’Università degli studi di Roma Tor Vergata\, dove attualmente insegna Storia contemporanea. Studioso di storia dei partiti politici e del Mezzogiorno\, ha pubblicato articoli e saggi in particolare sul Casellario politico centrale in età repubblicana\, sulla Democrazia cristiana e sul Partito repubblicano\, sulla Seconda guerra mondiale e sul dopoguerra in provincia di Latina.
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SUMMARY:Italia fascista. Politica e opinione popolare sotto la dittatura\, di Paul Corner
DESCRIPTION:Mercoledì 21 ottobre 2015 alle ore 17.00\, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Palazzo Mattei di Giove – Via Michelangelo Caetani 32\, Roma)\, verrà presentato il volume Italia fascista. Politica e opinione popolare sotto la dittatura di Paul Corner\, Carocci\, 2015. Ne discutono con l’autore: Paola Carucci\, Guido Melis\, Mariuccia Salvati. \n«Tutto dentro lo Stato\, niente fuori dello Stato» era lo slogan che esprimeva in modo sintetico e inconfondibile l’imperativo centralizzatore della dittatura fascista. Ma la realtà del regime nelle province corrispondeva a questo imperativo? Oppure la vita locale fu segnata inesorabilmente dalle squallide lotte per il potere e dal progressivo distacco della popolazione dal consenso al regime? Questo libro fornisce un quadro della vita politica nelle province. Ne risulta un’immagine nuova e sconcertante di un “fascismo reale” provinciale molto diverso da quello propagandato dal centro. \nSommario: Introduzione; Il “fascismo reale”: Un necessario cambio di prospettiva: dalla periferia al centro; Verso lo Stato totalitario: gli anni Trenta e la storiografia; L’importanza del partito; Ideologia e interessi\, pubblico e privato; Il partito e il popolo; La questione del “consenso”; 1. Le premesse del progetto fascista: uno scritto esemplare di Agostino Lanzillo: La “disfatta del socialismo”; L’“uomo nuovo” e il “mondo nuovo”; 2. Il fascismo di provincia: periferia e centro prima del 1925: Forze centrifughe; Nuove alleanze\nIl Patto di pacificazione; Feudi locali e prime forme di dissidenza; Verso l’accentramento?; I ras provinciali; La “personalizzazione” del movimento; 3. La stabilizzazione del partito nelle province: Il problema degli intransigenti; Farinacci alla segreteria del partito; L’ascesa di Turati; La questione della base; 4. Il partito e lo Stato: Gerarchie d’autorità; Gerarchie contestate; La base fascista: qualità e competenza; 5. Battaglie in provincia: problemi dentro il partito: Lotte di fazione: il “beghismo”; La risposta del partito; Le dinamiche delle lotte di fazione locali; Il “fazionalismo” nelle province meridionali; La persistenza dei personalismi; Il “cannibalismo”; PNF e NSDAP a confronto; 6. Disorganizzazione\, corruzione\, arricchimenti: Verso la paralisi del partito; La distruzione delle reputazioni; 7. Organizzazioni di massa e parastato: L’era Starace: numeri illimitati\, attivismo senza fine; Il mancato funzionamento delle organizzazioni di massa; Oltre il partito; 8. L’opinione popolare: Fonti e spie: alcune questioni di metodo; «La gente tace perché ha paura»: come interpretare l’opinione popolare; Il partito e la gente: lo scollamento aumenta; Il caso torinese; L’Etiopia e l’entusiasmo condizionato; 9. Gli anni Trenta: il distacco: Scontento\, disaffezione e disgusto; Una seconda generazione?; Dissidi tra i seguaci; 10. La “nuova casta” e la “fase totalitaria” del fascismo: L’irrequietezza popolare negli anni prebellici; La “nuova casta”; La prospettiva della guerra; 11. In fuga dall’incantatore: Amare il cantante\, odiare la canzone; La non belligeranza\, 1939-40; In guerra; 12. Concludendo: il fallimento del partito \nPaul Corner insegna Storia dell’Europa all’Università di Siena\, dove dirige il Centro per lo Studio dei Regimi Totalitari del Ventesimo Secolo.
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SUMMARY:Cinema e storia. Interferenze/confluenze\, di Tiziana Maria Di Blasio
DESCRIPTION:Lunedì 19 ottobre 2015\, alle ore 17.00\, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Palazzo Mattei di Giove Via Michelangelo Caetani 32\, Roma)\, sarà presentato il volume Cinema e Storia. Interferenze / Confluenze di Tiziana Maria Di Blasio\, Viella\, 2015. Intervengono: Franco Cardini\, Christian Uva. Coordina: Bruno Torri. Sarà presente l’autrice. \nIl libro esplora la relazione Cinema / Storia con l’obiettivo di superare le reciproche diffidenze e di ridiscutere i clichés che ancora persistono nell’era dell’immagine.\nL’itinerario proposto è particolarmente interessante per la ricchezza e la trasversalità dei contributi\, che creano un’innovativa piattaforma dialogica anche attraverso interviste inedite realizzate appositamente\, concesse da autorevoli esponenti di entrambe le discipline. Per la Storia: Jacques Le Goff\, Marc Ferro\, Pierre Sorlin\, Antoine de Baecque\, Franco Cardini\, Lucio Villari; per il Cinema: F. Murray Abraham\, Pupi Avati\, Marco Bellocchio\, Peter Bogdanovich\, Liliana Cavani\, Matteo Garrone\, Carlo Lizzani\, Ennio Morricone\, Mark Peploe\, Francesco Rosi\, Vittorio Storaro\, Krzysztof Zanussi.\nParticolare attenzione è dedicata all’analisi dei generi (bellico\, western\, commedia\, cinema d’impegno civile e politico\, biografico\, religioso) rispetto ai quali quello storico è trasversale\, e allo sguardo del cinema d’autore sulla Storia Ejzenstejn\, Griffith\, Rossellini\, Pontecorvo)\, individuando le dinamiche tra il Cinema\, arte corale\, e la Storia e i suoi personaggi.  \nTiziana Maria Di Blasio\, storica\, è docente incaricata del corso “Cinema e Storia. Analisi filmica ed interpretazione storica” presso la Pontificia Università Gregoriana. È autrice di saggi e articoli tra cui Veronica il mistero del Volto. Itinerari iconografici\, memoria e rappresentazione (Roma 2000) da cui il regista Carlo Lizzani ha tratto il corto Il gesto di Veronica (Roma 2002). È stata consulente storico-artistica del documentario ONU The Earth: Our Home (Globo d’oro d’eccellenza 2010)\, ha collaborato al film Reality di Matteo Garrone (Gran Prix Cannes 2012) ed è stata consulente storica dell?ultimo film di Marco Bellocchio\, Sangue del mio sangue (Premio FIPRESCI\, Festival di Venezia 2015).
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SUMMARY:Religioni\, frontiere\, contaminazioni
DESCRIPTION:Martedì 13 ottobre 2015\, ore 17.00\, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Palazzo Mattei di Giove Via Michelangelo Caetani 32\, Roma)\, sarà presentata la collana “Religioni Frontiere Contaminazioni” delle Edizioni di Storia e Letteratura\, a cura di Marina Caffiero.\nGuido Dall’Olio\, Gaetano Lettieri\, Michaela Valente\, coordinati da Maria Pia Critelli avvieranno una discussione a partire dalla pubblicazione dei primi due volumi: Storie intrecciate. Cristiani\, ebrei e musulmani tra scritture\, oggetti e narrazioni (Mediterraneo\, secc. XVI-XIX)\, a cura di Serena Di Nepi e Magia\, superstizione\, religione. Una questione di confini\, a cura di Marina Caffiero \nStorie intrecciate – In questo volume vengono presentati saggi di autori diversi che intendono presentare le forme della presenza delle minoranze ebraiche e islamiche a Roma e nello Stato della Chiesa in età moderna a partire dalla raccolte di oggetti preziosi e curiosi. Attraverso l?esame delle produzioni artistiche minori con rappresentazioni del nemico turco e della schiavitù\, l’analisi della pubblicistica in arabo stampata a Roma\, le raccolte di arte ebraica e musulmana\, gli autori presentano una riflessione a tutto campo sia sulla propaganda religiosa sia sulla conoscenza di culture diverse che permette di ridiscutere (da un punto di vista così particolare) le occasioni di confronto tra cristiani\, ebrei e musulmani tra Cinquecento e Ottocento. \nMagia\, superstizione\, religione – Superstizione\, magia e stregoneria sono particolarmente radicate nel Seicento\, ma le ricerche dimostrano\, da una parte\, che tali credenze sono sopravvissute ben oltre il secolo dei Lumi e\, dall’altra\, che è molto difficile\, se non impossibile\, operare una netta demarcazione dei confini tra stregoneria\, magia\, superstizione\, e perfino religione nell?Europa dell?età moderna. È quello che tentano di fare gli autori di questo volume attraverso un costante confronto tra la prospettiva storica\, antropologica e teologica. \nMarina Caffiero insegna Storia moderna alla Sapienza Università di Roma. Le sue principali aree di ricerca riguardano la storia sociale e culturale dell?Europa moderna\, con particolare attenzione alle problematiche religiose. Ha dedicato uno speciale interesse alla storia di Roma moderna e alla sua peculiare posizione in Europa quale capitale di un potere nello stesso tempo temporale e spirituale. \nSerena Di Nepi svolge attività di ricerca in Storia moderna alla Sapienza Università di Roma e ha tra i suoi interessi di studio la storia sociale e culturale delle minoranze a Roma.
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SUMMARY:Domenica di carta 2015
DESCRIPTION:Visita guidata ai manifesti illustrati della Grande Guerra\, al percorso tematico «Cucine di guerra» e alla banca dati www.14-18.it \nNell’ambito della manifestazione nazionale indetta dal Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo “Domenica di carta 2015. Archivi e biblioteche si raccontano”\, la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Palazzo Mattei di Giove – Via Michelangelo Caetani\, 32-Roma)\, organizza due visite guidate – alle 10.30 e alle 11.30 – al Palazzo Mattei di Giove ai manifesti illustrati della Grande Guerra\, esposti permanentemente nella propria sede\, al percorso tematico «Cucine di guerra» e alla banca dati www.14-18.it.\nIngresso gratuito; prenotazione obbligatoria\, scrivendo all’indirizzo bsmc.prenotazioni@gmail.com.
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SUMMARY:Traditori. Una storia politica e culturale\, di Marcello Flores
DESCRIPTION:Giovedì 8 ottobre 2015\, alle ore 17.00\, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Palazzo Mattei di Giove – Via Michelangelo Caetani 32\, Roma)\, verrà presentato il volume Traditori. Una storia politica e culturale di Marcello Flores\, il Mulino\, 2015. Ne discutono con l’autore: Francesco Benigno\, Gabriele Ranzato\, Gabriella Turnaturi. Coordina: Rosanna De Longis. \nIn ogni epoca il tradimento è stato considerato il crimine peggiore. Questo libro ricostruisce la storia del tradimento «moderno»\, quello che s’impone attorno alla metà del Settecento e si diffonde con le rivoluzioni americana e francese\, quando si perfeziona una concezione del tradimento politico come rottura del patto che unisce tutti i cittadini alla propria patria. Ma chi è davvero un traditore quando si combatte per l’indipendenza del proprio paese o quando si vuole rovesciare un governo e cambiare radicalmente lo stato? Dalla rivoluzione americana alla Grande Guerra\, un’affollata galleria di casi\, tratti sia dalla storia europea sia da quella di Stati Uniti\, Giappone\, Argentina\, Messico\, sia dalla storia della colonizzazione in Cina\, Sudafrica\, India. \nMarcello Flores insegna Storia dei diritti umani e Storia della cultura all’Università di Siena. Per il Mulino ha pubblicato «Il secolo-mondo» (2005)\, «Storia dei diritti umani» (2007) e «Il genocidio degli armeni» (nuova edizione 2015).
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SUMMARY:Lo sport alla Grande Guerra
DESCRIPTION:Martedì 6 ottobre 2015\, alle ore 17.00\, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Palazzo Mattei di Giove – Via Michelangelo Caetani 32 – 00186 Roma)\, verrà presentato il volume Lo sport alla Grande Guerra. Atti del Convegno\, Firenze\, Istituto Geografico Militare\, 9-10 maggio 2014\, a cura di Angela Teja\, Virgilio Ilari\, Gregory Alegi\, Eleonora Belloni\, Felice Fabrizio\, Sergio Giuntini e Donato Tamblè\, (Quaderni della Società Italiana di Storia dello Sport\, 4/2015). Intervengono: Francesco Bonini\, Nicola Porro\, Lauro Rossi. Saranno presenti alcuni dei curatori \nLa pubblicazione rappresenta la prima rassegna organica realizzata in Italia sulla storia dello sport negli anni della prima guerra mondiale. I materiali\, raccolti in quattro sezioni (“Lo sport in guerra”\, “Campioni eroi\, eroi campioni”\, “Narrazioni di sport e di guerra”\, “Le conseguenze”) con una parte finale sulla problematica delle fonti\, rendono conto della gran parte dei numerosi lavori presentati al Convegno di Firenze nel maggio del 2014 e rappresentano un buon livello per la definizione di un corpus della ricerca fin qui svolta sul tema.
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SUMMARY:Scrivere la storia. Narrazione del cristianesimo nei secoli: una riflessione in occasione del decennale della rivista «Storia del cristianesimo» e della pubblicazioe del n. 1/2015.
DESCRIPTION:Venerdì 2 ottobre 2015\, alle ore 17.00\, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Palazzo Mattei di Giove Via Michelangelo Caetani 32\, Roma)\, in occasione del decennale della “Rivista di Storia del Cristianesimo” (Morcelliana Brescia) Sofia Boesch\, Sara Cabibbo\, Emanuela Prinzivalli\, Adriano Roccucci\, coordinati da Marina Caffiero\, avvieranno una riflessione storiografica a partire dall’ultimo numero della rivista (1/2015): Scrivere la storia. Narrazione del cristianesimo nei secoli. Saranno presenti i membri del comitato direttivo. \nRivista di storia del cristianesimo(1/2015)\nScrivere la storia. Narrazioni del cristianesimo nei secoli \nSommario:\nSezione monografica\nGiovanni Filoramo-Daniele Menozzi\, Introduzione; Enrico Norelli\, Gli Atti degli Apostoli sono una storia del cristianesimo?; Marco Rizzi\, La storia come cristologia. La Historia ecclesiastica di Eusebio; Francesco Mores\, Barbari e cristiani. Gregorio di Tours\, Isidoro di Siviglia e Paolo Diacono; Rosa Maria Parrinello\, Teofane il Confessore\, ovvero la storia letta da un punto di vista cristiano; Gian Luca Potestà\, Insegnare la storia nelle scholae. Il manuale di Pietro Comestore; Marina Caffiero\, Pensare la storia del futuro. Millenarismo\, profezia\, ritorni del passato in età moderna; Giovanni Filoramo\, Per una storia del cristianesimo. Il contributo di Gottfried Arnold; Giovanni Vian\, Il cristianesimo come storia in Alfred Loisy; Daniele Menozzi\, La secolarizzazione della storia della chiesa. Giuseppe Alberigo da una proposta al ripensamento\nDiscussioni\nPio XI e i totalitarismi. Un dibattito sul libro Contro Cesare di Emilio Gentile\, con contributi di Philippe Chenaux\, Daniele Menozzi\, Emilio Gentile \nRivista di storia del cristianesimo – Rivista semestrale\, fondata nel 2004\, diretta da Giovanni Filoramo e Daniele Menozzi (coordinatori)\, Marina Caffiero\, Enrico Norelli\, Gian Luca Potestà\, Roberto Rusconi.\nComitato scientifico: Oscar Beozzo (Univ. Sao Paulo do Brasil); Daniel Bornstein (Washington Univ. in St. Louis); Olivier Christin (Univ. de Lyon II); Simon Ditchfield (Univ. of York); Gilles Dorival (Maison Méditerranéenne de Sciences de l’Homme Aix-en-Provence); Pierre-Antoine Fabre (École des Hautes Études en Sciences Sociales); Massimo Firpo (Univ. di Torino); Éric Junod (Univ. di Lausanne); Robert E. Lerner (Northwestern Univ.); Christoph Markschies (Univ. di Berlino); Giovanni Miccoli (Univ. di Trieste); Feliciano Montero (Univ. di Alcalà); Lorenzo Perrone (Univ. di Bologna); Salvatore Pricoco (Univ. di Catania); Paolo Prodi (Univ. di Bologna); Adriano Prosperi (Scuola Normale Superiore di Pisa); Guy C. Stroumsa (Hebrew Univ. di Gerusalemme Oxford Univ.); Guido Verucci (Univ. di Roma Tor Vergata)\nComitato di redazione: Rosa Maria Parrinello (capo redattore)\, Francesco Mores\, Silvia Mostaccio\, Marco Rizzi\, Giovanni Vian \nInformazioni: b-stmo.info@beniculturali.it www.bsmc.it
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SUMMARY:Squadrismo e squadristi nella dittatura fascista di Matteo Millan\,
DESCRIPTION:Giovedì 1° ottobre 2015 alle ore 17.00\, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Palazzo Mattei di Giove – Via Michelangelo Caetani 32\, Roma) verrà presentato il volume Squadrismo e squadristi nella dittatura fascista  di Matteo Millan\, Viella\, 2015. Intervengono: Paul Corner\, Carlo Fumian\, Emilio Gentile. \nRoma\, 1° novembre 1922. Sono passate solo poche ore dalla marcia su Roma\, e il neo-presidente del Consiglio Benito Mussolini promette l’immediata smobilitazione di tutte le squadre in nome del ripristino più rigoroso dell’ordine pubblico.\nIn realtà\, la conquista del potere non segna affatto la fine dello squadrismo né della violenza. Sia che vengano arruolati nelle unità della nuova Milizia Volontaria oppure che agiscano sotto le spoglie dei circoli rionali o dei gruppi sportivi\, gli squadristi continuano a giocare un ruolo decisivo nella scena politica italiana. E quando il regime\, anche per merito delle sue camicie nere\, sarà abbastanza forte da imporre una dittatura a viso aperto\, squadrismo e violenza non verranno mai meno.\nAttraverso il ricorso a nuove fonti\, questo libro propone una visione innovativa del ruolo dalla violenza squadrista negli anni centrali della dittatura mussoliniana. Le vicissitudini dei protagonisti dello squadrismo sono indagate a tutto tondo: dalle camicie nere condannate al confino di polizia\, al pari dei tanto odiati antifascisti\, a coloro che sulla pratica della violenza e sul mito dello squadrismo hanno scommesso tutta la loro vita. Ne emerge un quadro complesso e articolato\, nel quale lo squadrismo non può di certo essere ritenuto un “residuo anacronistico” né un “effetto collaterale” del percorso ventennale del regime\, ma rappresenta piuttosto un elemento imprescindibile nella definizione del fascismo. \nMatteo Millan è assegnista di ricerca all’Università di Padova e ha ottenuto una borsa di studio Marie Curie dalla Gerda Henkel Foundation. Ha studiato la rete informativa della Resistenza italiana (Guerra di servizi\, Padova 2009) e attualmente sta conducendo una ricerca comparativa sulle forme organizzate di violenza politica in Italia\, Francia e Spagna nel quindicennio che precede la prima guerra mondiale. \nInformazioni: b-stmo.info@beniculturali.it – www.bsmc.it –
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SUMMARY:Storia minima d’Europa. Dal neolitico a oggi\, di Andrea Zannini
DESCRIPTION:Mercoledì 30 settembre 2015 alle ore 17.00\, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Palazzo Mattei di Giove – Via Michelangelo Caetani 32\, Roma)\, in collaborazione con l’Istituto storico italiano per l’età moderna e contemporanea\, verrà presentato il volume Storia minima d’Europa. Dal neolitico a oggi di Andrea Zannini\, il Mulino\, 2015.\nIntervengono: Maria Pia Donato\, Giuseppe Galasso\, Marcello Verga.\nCoordina: Rosanna De Longis. \nChe cos’è l’Europa? Un’entità geografica\, un patrimonio storico\, una costruzione ideologica? Tutto questo insieme: una cosa dai tratti imprecisi ma concreti\, che si è venuta formando nel corso dei millenni. A partire dal termine stesso e dalla definizione dell’ambito spaziale\, il libro illustra gli snodi\, i processi e le trasformazioni principali che hanno condotto all’Europa di oggi: dall’eredità del mondo greco-romano alla diffusione del cristianesimo\, allo sviluppo delle città e degli stati\, dall’espansione coloniale alle rivoluzioni e ai nazionalismi\, dai totalitarismi novecenteschi all’Unione europea. \nAndrea Zannini insegna Storia moderna nell’Università di Udine. Tra le sue ultime pubblicazioni\, Venezia città aperta. Gli stranieri e la Serenissima XIV-XVIII sec. (2009); per il Mulino ha co-curato La Repubblica partigiana della Carnia e dell’Alto Friuli (2013).
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SUMMARY:Scrittura e potere. Leggi e bandi tra età moderna e contemporanea: Convegno nazionale di studi
DESCRIPTION:Giovedì 24 settembre 2015\, dalle ore 9.00\, la Biblioteca di storia moderna e contemporanea e la Biblioteca di Sardegna organizzano\, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Palazzo Mattei di Giove\, Via Michelangelo Caetani\, 32 – Roma)\, il Convegno nazionale di studi: SCRITTURA E POTERE. LEGGI E BANDI TRA ETÀ MODERNA E CONTEMPORANEA \nPROGRAMMA \n9.00 accoglienza e registrazione \n9.15 saluti\nRosanna De Longis\, Biblioteca di storia moderna e contemporanea\nCinzia Nicolini\, Biblioteca di Sardegna \n9.30 relazioni – Moderatrice Margherita Palumbo \nManuela Grillo\, Università di Roma Sapienza – I torchi di stampa ufficiali dello Stato Pontificio: la Stamperia del Popolo Romano\, la Tipografia Apostolica Vaticana\, la Stamperia Camerale \nLorenzo Baldacchini\, Università di Bologna – Se ben che non siamo libri… \nPaolo Procaccioli\, Università della Tuscia – Il banditore e il suo lessico nella tradizione letteraria \n11.00 Pausa caffè \n11.30 relazioni \nMarina Formica\, Università di Roma Tor Vergata – La voce del potere. Linguaggi e pratiche sociali nei bandi del 1789-1799 \nGiovanni Paoloni\, Università di Roma Sapienza – In biblioteca in archivio: una riflessione sulla natura documentaria dei bandi \n13.00 Pausa pranzo \n15.00 relazioni \nFlavia Bruni\, Università di Roma Sapienza – La catalogazione di manifesti e fogli volanti tra archivi e biblioteche: un problema internazionale \nFrancesca Tomasi\, Università di Bologna – Library Linked Open Data: strategie di valorizzazione semantica di bandi\, manifesti e fogli volanti \nFrancesca Di Gioia\, Accademia delle Belle Arti\, Frosinone – Emblemata: segni e simboli nelle carte della Stamperia Camerale \n16.30 Pausa caffè \n17.00 Intervento straordinario \nGiampiero Mughini\, collezionista e bibliofilo – Le carte degli assassini \nBiblioteca di storia moderna e contemporanea – Palazzo Mattei di Giove\nVia Michelangelo Caetani 32 – Roma
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SUMMARY:Questa guerra non è mica la guerra mia. Scritture\, contesti\, linguaggi durante la Grande Guerra\, a cura di Rita Fresu
DESCRIPTION:Mercoledì 23 settembre 2015\, alle ore 17.00\, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Palazzo Mattei di Giove – Via Michelangelo Caetani 32\, Roma)\, verrà presentato il volume Questa guerra non è mica la guerra mia. Scritture\, contesti\, linguaggi durante la Grande Guerra a cura di Rita Fresu. Il Cubo\, 2015. Intervengono: Claudio Natoli\, Luca Serianni. Coordina: Marcello Teodonio.\nSarà presente la curatrice. \nDal tetto della tradotta che lo conduce al fronte\, il milanese Giovanni Busacca (Vittorio Gassman)\, dopo essersi accapigliato col romano Oreste Jacovacci (Alberto Sordi)\, ribadisce con amarezza la sua estraneità a un evento lacerante\, che non comprende\, e non gli appartiene\, condensandola nella nota frase del capolavoro cinematografico di Mario Monicelli\, che emblematicamente si è scelta in epigrafe al volume: questa guerra non è mica la guerra mia. Non è appartenuta al protagonista della pellicola monicelliana\, così come non lo è stata di tanti\, e di tante\, che però per la guerra\, e della guerra\, sono stati costretti a scrivere. Per rispondere a un bisogno\, inusitato per alcuni\, meno estraneo\, forse\, per altri\, ma per tutti\, di fatto\, segnato dalla necessità di individuare lo strumento adatto per farlo\, in un momento storico e sociale in cui questo strumento (ancora) non c’era\, anche attraverso un processo di avvicinamento tra alto e basso […] in cui si collocano infinite soluzioni intermedie\, fatte di testi e di scriventi\, di lingue e di linguaggi\, che si contagiano\, si mescolano\, si amalgamano\, si condizionano reciprocamente in una saldatura linguistica tra livelli che\, di là dall’evento bellico\, ha lasciato profonde tracce nella nostra storia culturale \, in un gioco di contatti\, scambi\, travasi che qui si è cercato di mettere in luce. \nSommario: Scritture e Grande guerra: una storia linguistica tra “alti” e “bassi” di Rita Fresu; Esplora le storie: scritture popolari on-line dalla Grande guerra di Paola Cantoni; Ladino nelle scritture di guerra. Le lettere dal fronte di Simone Chiocchetti di Fabio Chiocchetti; La lingua italiana nei diari e nella corrispondenza dei soldati di Cortina d’Ampezzo di Paolo Giacomel; «Che cosa vuoi? La pace». La Grande guerra nell’Archivio di scrittura popolare di Vigevano di Cecilia Demuru; Il bersagliere Ettore Di Clemente ed i suoi «Appunti del combattente» di Paolo Muzi; La guerra tra le righe: analisi linguistica di un epistolario in “italiano colto” di Sicilia di Luisa Amenta; «Giannì\, non rientrare in Italì\, finita la guerra finito tutto»: Grande guerra ed emigrazione nel diario di un semicolto sardo di Marzia Caria; Leo Spitzer e le circonlocuzioni per esprimere la parola ‘fame’di Edeltraud Werner; Grande guerra e scritture esposte di Paolo D’Achille e Domenico Proietti; La grammatica del parlato nei sillabari e nei libri di lettura per le scuole reggimentali alle soglie della Grande guerra di Michela Dota e Massimo Prada; La propaganda durante la Grande guerra: analisi linguistica dei volantini dell’Archivio Storico di Rovereto di Silvia Loi; «Quattro parole\, così\, alla buona». Lessico e retorica negli opuscoli di propaganda durante la Grande guerra di Mirko Volpi; «So’ Italiano sì lo dico forte». Il dialetto nei giornali di trincea (1918) di Davide Pettinicchio; Marte in Venere: la Grande guerra sui giornali femminili italiani di Giuseppe Sergio; «Canta che ti passa». Primi sondaggi linguistici sul corpus dei canti della Grande guerra di Daniele Caldirola\, Cecilia Demuru e Giuseppe Polimeni; Nascita di uno scrittore: note linguistico-stilistiche sul ‘Giornale di guerra e di prigionia’ di Carlo Emilio Gadda di Luigi Matt \nRita Fresu insegna Linguistica italiana presso l’Università di Cagliari.
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SUMMARY:L’altra Roma. «La Frusta» e la stampa cattolica a Roma da Porta Pia a Roma capitale\, a cura di Laura Lanza
DESCRIPTION:Lunedì 21 settembre\, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Palazzo Mattei di Giove – Via Michelangelo Caetani 32 – Roma) verrà presentato il volume L’altra Roma. «La Frusta e la stampa cattolica a Roma da Porta Pia a Roma capitale»\, a cura di Laura Lanza (Edizioni Biblioteca d’Orfeo\, 2015). \nIntervengono\nSandro Bulgarelli\, Giuseppe Monsagrati\, Lauro Rossi\nCoordina\nRosanna De Longis
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SUMMARY:La costruzione delle Alpi. Immagini e scenari del pittoresco alpino (1773-1914) di Antonio De Rossi
DESCRIPTION:Venerdì 18 settembre 2015\, alle ore 17.00\, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Palazzo Mattei di Giove – Via Michelangelo Caetani 32\, Roma)\, verrà presentato il volume La costruzione delle Alpi. Immagini e scenari del pittoresco alpino (1773-1914) di Antonio De Rossi\, Donzelli\, 2014. Ne discutono con l’autore: Fiammetta Balestracci\, Pietro Causarano\, Costanza D’Elia. Coordina: Lauro Rossi.  \nPremio Rigoni Stern 2015 – La Giuria\, costituita da Paola Maria Filippi\, Mario Isnenghi\, Daniele Jalla\, Paolo Rumiz\, Ilvo Diamanti\, coordinata da Margherita Detomas ha deciso di assegnare il Premio “Mario Rigoni Stern per la Letteratura Multilingue delle Alpi” a Antonio De Rossi per la sua opera La Costruzione delle Alpi. Immagini e scenari del pittoresco alpino (1773-1914)\, con la seguente motivazione: “La Costruzione delle Alpi è un?opera densa\, fascinosa e estremamente documentata che grazie anche a un ricco apparato iconografico dimostra come le Alpi non siano solo una realtà geografica\, ma anche un universo mentale”. \nPer quanto paradossale possa a prima vista sembrare\, le Alpi\, così come oggi noi le conosciamo e le percepiamo\, non sono sempre esistite. Esse sono state «costruite» attraverso un duplice processo: quello della trasformazione del territorio alpino\, della materiale immissione e implementazione\, in quel contesto\, di progettualità e manufatti umani; e quello della conoscenza scientifica e artistica\, della costruzione di un immaginario\, di una rappresentazione e messa in scena delle montagne. Entrambi questi aspetti hanno conosciuto e conoscono una storia. Quest?opera ? dedicata in particolare allo spazio alpino occidentale compreso tra Italia\, Francia e Svizzera e impreziosita da un ricchissimo apparato iconografico ? affronta proprio questo tema: la modificazione dell?ambiente e del paesaggio montano nel periodo compreso tra la seconda metà del Settecento\, momento della scoperta delle Alpi da parte delle società urbane europee\, e il definitivo fissarsi\, attorno ai primi anni del Novecento\, di un?idea di montagna legata alla metamorfosi turistica operata dalla Belle Époque. È in quei 150 anni che si insedia e si struttura quell?immagine del «pittoresco alpino» con cui ancora oggi per tanti versi siamo chiamati a confrontarci. Una storia fisica dunque\, ma anche una ricostruzione dei differenti modi di guardare e di concettualizzare la montagna che hanno guidato la mutazione e il progetto dello spazio alpino. Una storia culturale e delle idee che si colloca a cavallo di molteplici terreni disciplinari: paesaggio e teorie estetiche\, turismo e alpinismo\, storia dell?architettura e delle infrastrutture\, arte e letteratura\, storia degli insediamenti\, geologia e glaciologia\, medicina\, storia economica e sociale. Per seguire meglio questa complessa articolazione\, viene proposto una sorta di «percorso di cresta» (tra Piemonte\, Valle d?Aosta\, regione insubrica dei laghi\, Savoia\, Delfinato\, area lemanica\, Vallese\, Oberland bernese\, Grigioni) che fa intravedere l?esistenza di culture e modi di guardare che travalicano le singole esperienze nazionali\, disegnando una prospettiva europea di lunga durata che si riflette nel progetto contemporaneo di una macroregione alpina. \nAntonio De Rossi\, architetto\, è professore ordinario di Progettazione architettonica e urbana\, e direttore del centro di ricerca «Istituto di Architettura Montana»\, presso il Politecnico di Torino.
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SUMMARY:Abbasso la guerra! Neutralisti in piazza alla vigilia della Prima guerra mondiale in Italia\, a cura di Fulvio Cammarano
DESCRIPTION:Venerdì 11 settembre 2015\, alle ore 17.00\, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Palazzo Mattei di Giove – Via Michelangelo Caetani 32\, Roma)\, verrà presentato il volume Abbasso la guerra! Neutralisti in piazza alla vigilia della Prima guerra mondiale in Italia\, a cura di Fulvio Cammarano\, Le Monnier\, 2015. Intervengono: Antonio Carioti\, Simona Colarizi\, Giovanni Sabbatucci. Coordina: Marco De Nicolò. \nQuesto non è un libro sull’Italia alla vigilia della Prima guerra mondiale\, ma un’indagine su cosa la gente comune ha fatto per rimanerne fuori. Attraverso le vicende\, spesso violente\, occorse dall’agosto 1914 al maggio 1915 in oltre cinquanta città e in molte decine di paesi\, si è\, per la prima volta\, portato alla luce la prassi del neutralismo in Italia\, vale a dire l’altra faccia di quella strisciante guerra civile che di solito vede come protagonista l’interventismo. Emerge dal viaggio nelle piazze neutraliste una realtà a geometria variabile\, per tempi\, modi e caratteristiche sociali\, ma sempre espressione di una più o meno ribelle o rassegnata «eccedenza» rispetto alla grande politica. Nei mesi in cui si gioca il destino del Paese\, il neutralismo fa emergere un disagio che è un intellegibile\, per quanto scomposto\, segnale di dolente dissociazione popolare (l’affollata ritualità religiosa pro pace\, la rilevante presenza pubblica delle donne\, la vivace partecipazione dei soldati\, l’incremento di azioni attribuite alla «teppa»). Che il segnale non abbia trovato una adeguata sintesi politica a livello nazionale nulla toglie alla forza\, anche disperata\, di quel movimento a cui\, a cent’anni dagli avvenimenti\, va restituito il giusto posto nella storia d’Italia. \nFulvio Cammarano insegna Storia contemporanea all’Università di Bologna. Studioso di storia politica europea del XIX e XX secolo\, è presidente del Sistema bibliotecario dell’Ateneo di Bologna e membro del Comitato di direzione di «Ricerche di Storia Politica» e dirige le collane «Quaderni di Storia» e «Dentro la storia» (Le Monnier). Coordina un progetto nazionale Prin sulla delegittimazione politica in Europa e Stati Uniti (1870-1970). Tra i lavori più recenti: Storia dell’Italia liberale (Laterza\, 2011); Partiti e Movimenti\, in G. Sabbatucci e V. Vidotto (a cura di)\, L’Unificazione italiana (Treccani\, 2011); Un Ibrido tra stato e nazione (Il Mulino\, 2011); Delegittimazione: note per un approccio storico (con S. Cavazza) (Kripton\, 2013). \nInformazioni: b-stmo.info@beniculturali.it – www.bsmc.it –
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SUMMARY:Storia della scuola in Italia. Dall'Unità a oggi\, di Giuseppe Ricuperati
DESCRIPTION:Mercoledì 24 giugno 2015\, alle ore 17.00\, in collaborazione con l’Istituto storico italiano per l’età moderna e contemporanea\, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Palazzo Mattei di Giove – Via Michelangelo Caetani 32\, Roma)\, verrà presentato il volume Storia della scuola in Italia. Dall’Unità a oggi di Giuseppe Ricuperati\, La Scuola\, 2015. Intervengono: Luigi Berlinguer\, Maria Chiara Carrozza\, Mauro Moretti\, Marcello Verga. Coordina: Rosanna De Longis.
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SUMMARY:Togliatti e la democrazia. Scritti scelti\, di Sergio Gentili e Aldo Pirone
DESCRIPTION:Giovedì 18 giugno 2015\, alle ore 17.00\, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Palazzo Mattei di Giove – Via Michelangelo Caetani 32\, Roma)\, verrà presentato il volume Togliatti e la democrazia. Scritti scelti di Sergio Gentili e Aldo Pirone\, Bordeaux\, 2014. Ne parlano con gli autori: Carlo Felice Casula\, Alfredo D?Attorre. \nPossiamo annoverare Togliatti fra i fondatori della democrazia italiana? In che modo la Svolta di Salerno contribuì alla costruzione della rappresentanza democratica in Italia? Perché fu osteggiato da più parti\, a Mosca come a Roma? Un racconto di storia\, di politica e di scelte di vita che\, attraverso gli scritti di Palmiro Togliatti\, ci restituisce il significato e il valore di ?democrazia? e di ?uguaglianza?. Una critica all?oblio sceso sulla nostra storia nazionale\, sull?antifascismo\, sulla nascita della nostra Carta costituzionale: in una parola\, sulla conquista della democrazia. \nSergio Gentili\, dirigente Pci delle Frattocchie e dell?Istituto di formazione politica ?Palmiro Togliatti?\, deputato per il Pds/Ds\, ha partecipato alla stesura del ?Manifesto dei valori? del Pd e alla fondazione dell?associazione Ecologisti Democratici. Ha scritto: Ecologia e Sinistra. Un incontro difficile (2002)\, La buona politica. Il PCI\, la Liberazione e la Rivoluzione democratica (2012)\, Dal Pd al Partito democratico (2013).   \nAldo Pirone ha lavorato all?Unità\, a Paese sera e all?Agenzia Ansa. Iscrittosi giovanissimo alla Federazione giovanile comunista (Fgci) ne è stato dirigente così come del Pci. Alla fine degli anni Settanta è stato impegnato nella sezione organizzazione nazionale del Pci e nella commissione esteri (1981-83). È stato tra i fondatori romani della ?Sinistra ecologista?. Attualmente si occupa di problemi urbanistici\, mobilità e ambiente.
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SUMMARY:Emma Schiavon\, Interventiste nella Grande guerra. Assistenza\, propaganda\, lotta per i diritti a Milano e in Italia\, 1911-1919
DESCRIPTION:Lunedì 15 giugno 2015\, alle ore 17.00\, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Palazzo Mattei di Giove – Via Michelangelo Caetani 32\, Roma)\, verrà presentato il volume di Emma Schiavon\, Interventiste nella Grande guerra. Assistenza\, propaganda\, lotta per i diritti a Milano e in Italia\, 1911-1919 (Firenze\, Le Monnier\, 2015). Intervengono: Paola Di Cori\, Catia Papa. Coordina: Rosanna De Longis.  \nAllo scoppio della prima guerra mondiale molte donne\, soprattutto di ceto medio\, appoggiarono con convinzione lo sforzo bellico dei rispettivi governi\, e altrettanto fecero i principali movimenti femministi europei. Dappertutto le organizzazioni femministe assunsero un ruolo cruciale nel controllo del fronte interno\, nato insieme alla guerra di massa\, e molte militanti andarono a ricoprire incarichi di responsabilità del tutto inusuali. Il presente lavoro indaga per la prima volta l’interventismo femminile e femminista italiano\, le questioni politiche sollevate dal movimento delle donne durante la guerra e il ruolo cruciale giocato all’interno dei Comitati di assistenza civile\, a partire dalla città di Milano\, per allargare lo sguardo su tutto il panorama nazionale. L’interventismo femminista voleva senz’altro opporsi al militarismo tedesco\, ma aveva soprattutto obiettivi propri in ordine all’integrazione delle donne nello stato nazionale\, in particolare la conquista dei diritti civili\, economici e politici ancora completamente negati alle italiane. \nEmma Schiavon ha studiato il nesso donne-guerra-cittadinanza in vari contesti e pubblicato articoli e saggi sul tema nelle riviste «Passato e presente»\, «Genesis»\, «DWF». Sulle lotte per il suffragio ha invece recentemente pubblicato Torino 1911. Il primo congresso pro suffragio femminile a cinquant’anni dall’Unità (2012). Collabora con il Cirsde (Centro interdipartimentale di studi delle donne dell’Università di Torino)\, fa parte della Società italiana delle storiche ed è fra le fondatrici dell’Ardp (Archivio delle donne in Piemonte).
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SUMMARY:Umani diritti. Teoria e prassi delle libertà fondamentali. A cura di Simonetta Bisi
DESCRIPTION:Giovedì 11 giugno 2015\, alle ore 17.00\, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Palazzo Mattei di Giove – Via Michelangelo Caetani 32\, Roma)\, verrà presentato il volume Umani diritti. Teoria e prassi delle libertà fondamentali. A cura di Simonetta Bisi\, Bordeaux\, 2015. Introduce: Antonio Iodice. Intervengono: Giuseppe Cassini\, Massimo De Simoni\, Nicola Porro. Coordina: Lauro Rossi.  \nIl volume è frutto di una ricerca promossa e finanziata dall’Istituto di Studi Politici “S. Pio V”. \nC’è un lusso che non possiamo per metterci: pensare che quello sui diritti umani sia un discorso teorico\, come un programma lastricato di buone intenzioni ma in fondo irrealizzabile. Se cosi? fosse\, essi sarebbero non solo inutili\, ma probabilmente anche dannosi. Quelli che vengono chiamati “diritti umani” riguardano invece le liberta? fondamentali e\, in quanto tali\, hanno una dimensione concreta. \nSimonetta Bisi è professore associato di Sociologia generale presso la Sapienza – Università di Roma. Ha scritto numerose monografie e articoli sugli aspetti quantitativi e qualitativi dei fenomeni contemporanei\, tra cui si ricorda: Quasi umani. I richiedenti asilo in Italia (curatela con Eva Pföstl)\, 2014; Non solo Balotelli. Le Seconde Generazioni in Italia (curatela con Eva Pföstl)\, 2013; La città degli “altri”. Tecniche di (dis)integrazione scolastica (a cura di)\, 2012; Genere e identità. La personal home page nel mondo accademico\, 2009; Genere e potere. Per una rifondazione delle scienze umane (a cura di)\, 2008; Le forme del conoscere. I dati nella ricerca empirica\, 2006
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SUMMARY:Il cantiere televisivo italiano. Progetto struttura canone di Enzo Scotto Lavina
DESCRIPTION:Lunedì 8 giugno 2015\, ore 17.00\, la Biblioteca di storia moderna e contemporanea\, e l’Istituto centrale per i beni sonori e audiovisivi presenteranno\, presso l’Auditorium dell’Istituto (Palazzo Mattei di Giove – Via Michelangelo Caetani 32\, Roma)\,  il volume Il cantiere televisivo italiano. Progetto struttura canone di Enzo Scotto Lavina\, Lampi di stampa\, 2015. Intervengono: Massimo Loche\, Giuseppe Richeri. Coordina: Alberto Abruzzese. \nAl centro di questo lavoro è l’obiettivo di analizzare trent’anni di servizio pubblico televisivo in Italia\, dalla nascita nel 1952 della televisione monopolista/monocanale sotto il controllo del governo alla riforma del 1975 con reti e telegiornali titolari del loro distinto palinsesto sotto il controllo del Parlamento fino all’avvio il 15 dicembre 1979 della Terza Rete tv\, con il suo modello ideativo e produttivo regionale e nazionale; un passaggio dal singolare al plurale che non è solo un aumento quantitativo dell’offerta televisiva ma è soprattutto un diverso dispiegamento qualitativo del rapporto tra televisione e istituzioni\, tra televisione e pubblico\, tra televisione e mercato\, fino a vederne gli esiti epocali nella prima metà degli anni Ottanta. \nEnzo Scotto Lavina\, dopo la laurea in sociologia con Franco Ferrarotti nell’Istituto di filosofia dell’Università di Roma\, nel 1966 è stato esperto della Comunità Europea in Dahomey\, oggi Repubblica del Benin\, dal 1969 al 2006 ha lavorato in RAI e dal 1974 al 1983 ha collaborato con la Biennale di Venezia. Ha curato nel 1982 Venezia 32/82\, una storia dei primi cinquant’anni della Mostra del Cinema di Venezia e nel 2011 ha pubblicato Tra Sisifo e Nesso\, modelli e strutture editoriali del servizio pubblico televisivo 1954-2004.
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SUMMARY:Le trasgressioni della carne. Il desiderio omosessuale nel mondo islamico e cristiano\, secc. XII-XX\, a cura di Umberto Grassi e Giuseppe Marcocci
DESCRIPTION:Venerdì 5 giugno 2015\, alle ore 17.00\, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Palazzo Mattei di Giove – Via Michelangelo Caetani 32\, Roma)\, verrà presentato il volume Le trasgressioni della carne Il desiderio omosessuale nel mondo islamico e cristiano\, secc. XII-XX\, a cura di Umberto Grassi e Giuseppe Marcocci (Roma\, Viella\, 2015).\nNe discutono con i curatori: Vincenzo Lavenia\, Giacomo Todeschini\nCoordina: Domenico Rizzo \nIndice:\nUmberto Grassi e Giuseppe Marcocci\, L’intreccio dei desideri\, la tolleranza della carne: per una nuova storia delle relazioni tra musulmani e cristiani\nI. Descrizione e proibizione\nEverett K. Rowson\, Omoerotismo ed élite mamelucca tra Egitto e Siria nel tardo medioevo\nGiacomo Todeschini\, «Soddoma e Caorsa». Sterilità del peccato e produttività della natura alla fine del medioevo cristiano\nSelim S. Kuru\, Il genere del desiderio. L’amore per i bei ragazzi nella letteratura ottomana della prima età moderna\nVincenzo Lavenia\, Tra eresia e crimine contro natura: sessualità\, islamofobia e inquisizioni nell’Europa moderna\nII. Interazioni e immaginari\nTomás A. Mantecón Movellán\, Oltre la repressione: relazioni omosessuali tra musulmani e cristiani nella Spagna del Cinque e Seicento\nLuiz Mott\, Musulmani sodomiti in Portogallo e bardassi cristiani in Africa del Nord nei secoli dell’età moderna\nJean-Raphaël Bourge\, Colonialismo\, omosessualità e mondo islamico nell’immaginario erotico europeo tra Otto e Novecento\nIndice dei nomi\nGli autori
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SUMMARY:Caro Chabod. La storia\, la politica\, gli affetti (1925-1960)\, di Margherita Angelini e Davide Grippa
DESCRIPTION:Mercoledì 27 maggio 2015 alle ore 17.00\, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Palazzo Mattei di Giove – Via Michelangelo Caetani 32\, Roma)\, in collaborazione con l’Istituto storico italiano per l’età moderna e contemporanea\, verrà presentato il volume Caro Chabod. La storia\, la politica\, gli affetti (1925-1960) di Margherita Angelini e Davide Grippa\, Carocci 2015. Intervengono: Piero Craveri\, Lauro Rossi\, Edoardo Tortarolo\, Marcello Verga \n«Che sarà di noi\, del nostro paese\, di tutto ciò che ci è caro? […] Se vorremo\, potremo risorgere: ed è dovere anzitutto di noi\, uomini di studio\, di lavorare perché questo volere ci sia\, nei giovani almeno a cui è affidato il compito arduo!» (F. Chabod a E. Sestan\, 1944). Federico Chabod (1901-1960) è stato tra i più autorevoli studiosi di storia italiani e internazionali. Il volume raccoglie i carteggi personali dello studioso con i suoi maggiori corrispondenti\, in particolare con quelli a cui era legato da vincoli affettivi (da Carlo Levi a Gaetano Salvemini)\, di collaborazione (da Giovanni Gentile a Franco Venturi)\, editoriali (da Alberto Pirelli ad Antonio Giolitti) e politici (da Ugo La Malfa ad Alcide De Gasperi). La raccolta offre spunti di riflessione per alcuni nodi critici della storia: le due guerre mondiali\, le dittature europee e la Guerra fredda. \nMargherita Angelini è ricercatrice presso il Dipartimento di Scienze storiche\, geografiche e dell’antichità dell’Università di Padova\, dove si occupa di istituzioni culturali e storiografia italiana e tedesca nel Novecento. È autrice di Fare storia. Culture e pratiche della ricerca in Italia da Gioacchino Volpe a Federico Chabod (2012) e Transmitting Knowledge: The Professionalisation of Italian Historians (1920s-1950s) (2010). \nDavide Grippa è ricercatore presso l’Istituto storico italiano per l’Età Moderna e Contemporanea di Roma. I suoi interessi di ricerca sono rivolti all’analisi del ruolo avuto dalle emozioni nell’elaborazione della memoria storica e nella formazione del pensiero politico. Tra le sue pubblicazioni: Un antifascista tra Italia e Stati Uniti. Democrazia e identità nazionale nel pensiero di Max Ascoli (2009) ed Emozioni e controllo della memoria storica nell’Enciclopedia italiana (2012).
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SUMMARY:1914-1918. La Grande Guerra di Oliver Janz (Torino\, Einaudi\, 2014).
DESCRIPTION:Lunedì 25 maggio 2015\, alle ore 17.00\, in collaborazione con l’Istituto storico germanico di Roma\, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Palazzo Mattei di Giove – Via Michelangelo Caetani 32\, Roma)\, verrà presentato il volume 1914-1918. La Grande Guerra di Oliver Janz\, Einaudi\, 2014. Ne parlano con l’autore: Martin Baumeister\, Nicola Labanca. Coordina: Rosanna De Longis. \nLa Grande Guerra non fu soltanto il primo conflitto «totale» – capace\, cioè\, di coinvolgere e mobilitare ogni forza sociale ed enormi risorse economiche -\, ma anche la prima guerra realmente globale nella storia del mondo. Essa rappresentò non solo per l’Europa\, ma anche per molti paesi extraeuropei la «catastrofe originaria del XX secolo». Prima di allora mai nessun evento aveva cambiato la vita di così tante persone in tutti i continenti. La prima guerra mondiale dimostra quanto il mondo e il sistema di potere internazionale fossero globalizzati già nel 1914. Un disastro su vasta scala che\, a partire dai Balcani\, influenzò in maniera diretta sia i sistemi produttivi e finanziari sia l’assetto sociale e politico dei paesi che presero attivamente parte al conflitto\, dall’Europa e le sue colonie fino ai molti Stati extraeuropei. Ed è proprio a partire da questo punto di vista globale che Oliver Janz analizza gli eventi e le conseguenze di lungo periodo del conflitto. Storia politica\, economica\, militare e sociale – dai movimenti delle masse e degli eserciti alla vita quotidiana delle popolazioni -\, raccontata avvalendosi dei più recenti apporti della ricerca storiografica: un saggio innovativo che unisce al rigore della ricostruzione storica una prospettiva originale e ricca di sfaccettature. \nOliver Janz è professore di storia contemporanea alla Freie Universität di Berlino. Ha pubblicato numerosi libri e saggi dedicati alla storia della Germania e dell’Europa\, tra i quali ricordiamo: Bürger besonderer Art. Evangelische Pfarrer in Preußen (1994)\, Centralismo tra otto e novecento (1997)\, Transnationale Geschichte (2006)\, Das symbolische Kapital der Trauer (2009)\, Dolce Vita? Italienische Migranten in Deutschland (2011); Gender History in a Transnational Perspective (2014). Dirige numerosi progetti internazionali sulla prima guerra mondiale\, tra cui l’innovativa «1914-1918-online. International Encyclopedia of the First World War» (www.1914-1918-online.net).
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SUMMARY:Genere e Storia: un laboratorio internazionale di ricerca
DESCRIPTION:Venerdì 22 maggio\, alle 17.00\, presso la biblioteca di storia moderna e contemporanea\, si terrà la tavola rotonda: Genere e Storia: un laboratorio internazionale di ricerca\, a partire dal volume Nuove frontiere per la storia di genere\, Atti del V congresso nazionale della Società italiana delle storiche\, a cura di a cura di M.R. Pelizzari e L. Guidi.\nPartecipano: AdalGiso Amendola\, Angiolina Arru\, Simona Feci\, Alessandra Gissi\nCoordina: Isabelle Chabot \nLa categoria di frontiera\, al centro di questi volumi\, che hanno origine dal V Congresso della Società Italiana delle Storiche\, allude all’attraversamento di confini attuato dalla Storia di genere: i confini tra discipline\, tra privato e pubblico\, tra Occidente e altre aree del mondo\, sono indagati da ricercatrici e ricercatori di varie generazioni che si confrontano in un’ottica non più limitata ai soli soggetti femminili ma aperta alla Men’s History e agli studi LGBTQ.\nIndice:\nTOMO I\nParte I. Genere e politica\nI.A partire da Nicole Loraux: il femminile tra hybris e nomos\nII. Gender and Politics in Early Modern Europe\nIII.Identità e percorsi di donne nella sfera pubblico-politica del lungo Ottocento lombardo\nIV. Che “genere” di nazione?\nV. Modelli di genere e iniziativa femminile nella costruzione dell’Italia unita\nVI. L’ampiezza di un margine. Genere\, cittadinanza e politica nell’Italia repubblicana\nVII. Il fare politica e il fare società delle donne negli anni Settanta: voci\, esperienze\, lotte\nVIII. Il protagonismo delle donne nell’America Latina del Novecento\nIX. Le sfide del nuovo millennio in Nord Africa e Medio Oriente: gender\, dinamiche socio-culturali\, processi di trasformazione politica ed economica\nX. Impegno e militanza femminile tra le due rive del Mediterraneo: il caso della Tunisia\nXI. Donne israeliane e palestinesi fra critica\, protesta e rappresentazioni\nXII. La rappresentazione del femminile nei piani e programmi d’azione europei per le pari opportunità e la non discriminazione\nIndice dei nomi \nTOMO II\nParte II.Spazi e ruoli\nI.Archeologia delle differenze\nII. Possedere\, gestire\, governare: capacità patrimoniale e potere femminile nei secoli IX e X\nIII. Ruoli e funzioni delle donne nelle minoranze dal Medioevo all’età contemporanea\nIV. Concealed faith or double identity? “Marranism” in the 19th and 20th centuries\nV. Culture e pratiche femminili tra lavoro e sindacato\nVI. Genere e migrazioni nell’Italia del Novecento\nVII. Vita quotidiana e cultura materiale nell’Italia del dopoguerra\nVIII. Gli spazi delle donne nella criminalità organizzata meridionale tra XIX e XXI secolo: ruoli\, pratiche\, identità\nIndice dei nomi \nTOMO III\nParte III. Immaginari e linguaggi\nI. Educazione dell’élite femminile: cultura delle donne\, cultura per le donne tra tardo Medioevo e prima età moderna\nII. La memoria sovversiva: tracce e trame di vita affettiva\nIII. Ritratti femminili nella Storia\nIV. Individui e sentimenti. Alcuni case studies tra Otto e Novecento\nV. Il genere del pubblico: questioni per una storia della ricezione femminile nelle arti della scena\nVI. Immaginari corporei e rappresentazioni di genere tra danza\, scrittura e società\nVII. La storia delle donne nella storia del cinema: le pioniere italiane\nParte IV.Il corpo: discorsi e pratiche\nI. Corpo e gender. Una nuova lettura della storia sociale e culturale\nII. Il genere della violenza. Linguaggi e rappresentazioni\nIII. Corpo tra libertà e controllo pubblico nelle società contemporanee. Uno spazio di confronto per il pensiero femminista\nIV. Comportamenti sessuali nell’Italia unita\nV. Linee per una storia del movimento delle lesbiche in Italia\nVI. Medicina delle donne\, medicina per le donne dall’età moderna all’Ottocento\nVII. Curare al femminile: idee scientifiche e pratiche tra pubblico e privato (XIX-XX sec.)\nVIII. Medicalizzazione della maternità\nIX. Questioni di cittadinanza tra etica\, bioetica e diritto\nIndice dei nomi\nProfili delle Autrici e degli Autori \nNota sulle Curatrici\nLaura Guidi insegna Storia contemporanea e Storia di genere all’Università di Napoli “Federico II”. Ha pubblicato numerosi saggi e volumi su temi di storia sociale e culturale del XIX e XX secolo. È socia fondatrice della Società Italiana delle Storiche.\nMaria Rosaria Pelizzari insegna Storia contemporanea all’Università di Salerno\, dove è delegata del Rettore per le Pari Opportunità. Si interessa di Storia sociale e di Gender Studies\, in particolare della storia della violenza contro le donne e i minori tra XIX e XX secolo.
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SUMMARY:Prigionieri nei lager di Stalin e di Hitler. L'esperienza del totalitarismo nella memorialistica italiana e tedesca di Gianluca Cinelli
DESCRIPTION:Giovedì 21 maggio\, alle 17.00\, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea\, si presenta il volume di Gianluca Cinelli Prigionieri nei lager di Stalin e di Hitler. L’esperienza del totalitarismo nella memorialistica italiana e tedesca (Primalpe\, 2014).\nIntervengono: Maria Ferretti\, Anna Iuso\nCoordina: Lauro Rossi  \nIl volume ricostruisce il modo in cui\, in Italia e in Germania\, la memorialistica contribuì alla ricostruzione democratica dei due paesi e a rifondare il rapporto fra i reduci e la società\, un tentativo spesso fallito o sfruttato per speculazioni politiche. Nelle memorie\, la prigionia in Russia e l’internamento in Germania sono spesso presentati come “laboratori” di democrazia e di maturazione etica e politica\, nonostante lo shock della violenza subita nei Lager. La prigionia viene quindi come un’esperienza caratterizzata da contraddizioni e conflitti di coscienza\, che restituiscono lo spessore umano e la passione etica con cui tanti uomini riuscirono a riappropriarsi della libertà\, paradossalmente\, solo quando ne furono privati. Il confronto tra la memorialistica italiana e quella tedesca\, pressoché sconosciuta in Italia\, riporta all’attualità la riflessione sul passato del secondo conflitto mondiale in chiave europea. \nLa presentazione di Prigionieri nei Lager di Stalin e Hitler conclude il primo ciclo di incontri Scritture di guerra\, sulla memorialistica delle guerre mondiali: gli appuntamenti precedent\, il 7 e il 14 maggio\, sono stati dedicati\, rispettivamente\, al volume Avanti sempre di Nicola Maranesi\, che ha scandagliato i diari\, le memorie e gli epistolari conservati nel fondo inedito «Guerra mondiale 1914-18» dell’Archivio Diaristico Nazionale di Pieve Santo Stefano\, e al racconto autobiografico di Eugenio Armati\, Aride zolle.  \nGianluca Cinelli\, dottore di ricerca in italianistica\, già ricercatore post-doc della Fondazione Alexander von Humboldt presso l’università di Francoforte\, è autore di diverse monografie fra cui Nuto Revelli (2011) e Ermeneutica e scrittura autobiografica (2008) e collabora con l’Istituto Storico della Resistenza di Cuneo. Ha pubblicato articoli su Primo Levi\, Mario Rigoni Stern\, Nuto Revelli e Alessandro Manzoni\, nonché sulla memorialistica italiana e tedesca delle due guerre mondiali. Fra i suoi recenti lavori figurano La questione del male in Storia della colonna infame di Alessandro Manzoni (2015) e gli atti del convegno cuneese La memorialistica di prigionia dei militari italiani nella Seconda Guerra Mondiale\, apparso nel 2012 su Il presente e la storia n. 84.
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