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SUMMARY:Dal Risorgimento al Mondo nuovo. La massoneria italiana nella Prima guerra mondiale\, di Marco Cuzzi
DESCRIPTION:Mercoledì 7 giugno\, alle ore 17.00\, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Palazzo Mattei di Giove – Via Michelangelo Caetani 32\, Roma)\, sarà\npresentato il volume “Dal Risorgimento al Mondo nuovo. La massoneria italiana nella Prima guerra mondiale” di  Marco Cuzzi Le Monnier\, 2017.\nIntervengono: Marco Gervasoni\, Giuseppe Parlato\, Carlo Ricotti. Coordina: Lauro Rossi.  \nLa massoneria italiana rappresentò uno dei protagonisti della Grande Guerra\, dall’impegno per\nl’intervento al conflitto a fianco dell’Intesa. Dal maggio 1915 i massoni si mobilitarono con tutte le\nloro «logge» nel cosiddetto «fronte interno»\, con azioni di propaganda e di solidarietà\, affiancando le autorità nell’individuazione degli elementi disfattisti e dei sabotatori\, e trasformandosi pertanto in una   sorta   di  «milizia  civile».   Il  conflitto   rappresentava   per  i   massoni   il  compimento  del Risorgimento e la sua evoluzione verso un «Mondo nuovo» dominato dalla democrazia e dall’armonia tra i popoli. Ma il nazionalismo sempre più radicale avrebbe dominato i massoni\, che sarebbero giunti all’appuntamento con il dopoguerra profondamente trasformati\, al pari dello Stato\nliberale  che avevano contribuito  a creare.  Attraverso un’approfondita analisi dei documenti disponibili e in gran parte inediti\, questo libro vuole dare un contributo significativo alla comprensione di quel particolare periodo della nostra storia\, ricostruendo le complicate dinamiche delle Obbedienze massoniche nazionali.\nIndice\nIntroduzione; 1. Cosmopolitismo e patriottismo; 2. La Massoneria nella neutralità (1914); 3.\nIntervento e impegno in guerra (1915-1916); 4. La Caporetto massonica (1917); 5. Verso il “Mondo\nNuovo” (1918); Conclusioni; Bibliografia e fonti; Indice dei nomi.\nMarco Cuzzi  insegna Storia contemporanea all’Università degli Studi di Milano. Si è occupato di storia del fascismo e delle vicende legate al confine orientale d’Italia. Da diverso tempo studia la storia della massoneria italiana\, ed è membro di diversi comitati scientifici. Tra le sue pubblicazioni:\nL’occupazione italiana della Slovenia  (1998)\,\nL’internazionale della Camicie nere. I CAUR (2006)\,\nIstria\, Quarnero\, Dalmazia. Storia di una regione contesa\n (2009). Tra gli altri studi si ricordano:\nSui campi di Borgogna. I volontari garibaldini nelle Argonne (2015) e Cibo di guerra. Sofferenze e privazioni nell’Italia dei conflitti mondiali (2015).
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SUMMARY:Le biblioteche nell’Italia fascista\, di Carlo De Maria
DESCRIPTION:Martedì 6 giugno\, alle ore 17.00\, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Palazzo Mattei di Giove – Via Michelangelo Caetani 32\, Roma)\, sarà presentato il volume Le biblioteche nell’Italia fascista\, di Carlo De Maria\, Biblion\, 2016. Intervengono: Alessio Gagliardi\, Antonella Meniconi\, Alberto Petrucciani. Coordina: Patrizia Rusciani. Sarà presente l’autore. \nLa politica bibliotecaria\, l’amministrazione delle biblioteche\, il controllo e la promozione della pubblica lettura rappresentano alcuni di quei «problemi specifici» che vanno adeguatamente approfonditi per ricostruire in maniera dinamica la realtà storica del regime fascista. L’attenzione inedita che il fascismo dedicò a tutte le biblioteche – da quelle governative\, a quelle comunali e provinciali\, fino alle minuscole “bibliotechine” scolastiche e rurali – trovava una precisa ragione nella complessa «funzione nazionale» che a esse veniva assegnata\, nella quale si sommavano motivi di prestigio\, di formazione culturale e di controllo sociale. Per molti versi\, il governo fascista accolse per la prima volta esigenze ampiamente sentite dagli operatori delle biblioteche italiane\, confermando una volta di più la necessità storiografica di riflettere sulle esperienze professionali delle élites tecnico-specialistiche e sul loro rapporto con la politica durante il ventennio fascista. Negli anni Trenta la riorganizzazione delle biblioteche popolari e il nuovo impulso dato alle soprintendenze bibliografiche delinearono “una via italiana alla biblioteca pubblica”\, che rimaneva\, tuttavia\, inevitabilmente staccata da ogni idea di autonomia locale\, allontanando drasticamente l’esperienza italiana dal modello anglosassone della public library. \nCarlo De Maria dirige l’Istituto storico della Resistenza e dell’Età contemporanea di Forlì-Cesena. Ha insegnato nelle università di Bologna\, Venezia e del Salento. Fa parte del comitato scientifico che sovrintende all’Edizione dell’Epistolario di Aldo Capitini\, è membro del comitato editoriale di “E-Review”\, rivista elettronica degli Istituti storici emiliano-romagnoli\, e del comitato scientifico dell’Archivio Famiglia Berneri di Reggio Emilia. Dal 2011 presiede l\’Associazione Clionet\, di cui è socio fondatore. Si è occupato di storia del socialismo\, associazionismo popolare\, lavoro di comunità. Tra le pubblicazioni più recenti: Lavoro di comunità e ricostruzione civile in Italia (2015)\, L\’anarchismo italiano. Storia e storiografia (2016\, con Giampietro Berti) e Sulla storia del socialismo\, oggi\, in Italia. Ricerche in corso e riflessioni storiografiche (2015).
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SUMMARY:L’altra metà dell’Europa. Dalla Grande Guerra ai giorni nostri\, di Francesco Guida
DESCRIPTION:Mercoledì 31 maggio\, alle ore 17.00\, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Palazzo Mattei di Giove – Via Michelangelo Caetani 32\, Roma)\, sarà presentato il volume L’altra metà dell’Europa. Dalla Grande Guerra ai giorni nostri\, di Francesco Guida. Intervengono: Federigo Argentieri\, Rita Tolomeo. Coordina: Renato Moro. Sarà presente l’autore. \nLe vicende tra la prima e la seconda guerra mondiale\, il mezzo secolo di socialismo reale vissuto all’ombra di Mosca\, gli ultimi decenni che hanno portato all’ammissione nell’Unione europea: oggi l’Europa centro-orientale non è più una periferia\, come a lungo è stata considerata. \nFrancesco Guida è professore ordinario di Storia dell’Europa centro-orientale all’Università Roma Tre e direttore del Dipartimento di Scienze politiche. Ha insegnato nelle università di Roma La Sapienza e Venezia. È Presidente dell’Associazione Italiana di Studi del Sud-Est Europeo (AISSEE)\, affiliata all’Association Internationale d’Etudes du Sud-Est Européen. Tra le sue pubblicazioni più recenti: La Romania contemporanea. Momenti e questioni di storia (Milano 2002); La Russia e l’Europa centro-orientale 1815-1914 (Roma 2003); Romania (Milano 2009²).
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SUMMARY:Bianco e Nero. L’Istituto Nazionale Luce e l’immaginario del fascismo (1924-1940) di Daniela Calanca
DESCRIPTION:Martedì 30 maggio\, alle ore 17.00\, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Palazzo Mattei di Giove – Via Michelangelo Caetani 32\, Roma)\, nell’ambito del “Maggio dei libri” 2017\, sarà presentato il volume Bianco e Nero. L’Istituto Nazionale Luce e l’immaginario del fascismo (1924-1940) di Daniela Calanca\, Bononia University Press\, 2016. Intervengono: Gianluca Braschi\, Claudio Siniscalchi\, Maurizio Zinni. Coordina: Patrizia Rusciani. Sarà presente l’autrice. \nA partire dalla metà degli anni Venti\, il fascismo riconosce nel cinema il mezzo d’espressione più efficace per comunicare con le masse ormai protagoniste della vita politica e sociale\, e affida all’Istituto Luce la diffusione della propria civiltà cinematografica. Una puntuale ricostruzione storica delle pratiche politiche\, economiche e socio-culturali dell’Istituto rappresenta quindi una via maestra per svelare le modalità di formazione dell’ideologia dello stato totalitario nel loro concreto svolgimento. Il volume\, attraverso l’analisi dei documenti (cartacei e visivi) contenuti nell’Archivio privato di famiglia del marchese Giacomo Paulucci di Calboli Barone (1887-1961)\, figura chiave nel processo di modernizzazione e fascistizzazione della cinematografia e Presidente dell’Istituto Luce dal 1933 al 1940\, delinea la parabola del Luce e assume la sua storia come perno di una riflessione analitica tesa a ricomporre il significato della cultura e dell’immaginario del regime nel contesto nazionale e internazionale.  \nDaniela Calanca è ricercatore confermato di Storia contemporanea presso il Dipartimento di Scienze per la Qualità della Vita dell’Università di Bologna. Per i tipi di Bononia University Press ha pubblicato: Legami. Relazioni familiari nel Novecento (2004); Non ho l’età. Giovani moderni negli anni della rivoluzione (2008); Identità familiari 1920-1980 (2008); con C. Ravara Montebelli\, Ville al mare tra Romagna e Italia (1861-1918) (2013); Storia sociale della moda contemporanea (2014).
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SUMMARY:Soggettività dissonanti. Di rivoluzioni\, femminismi e violenza politica nella memoria di un gruppo di ex militanti di Lotta continua
DESCRIPTION:Venerdì 26 maggio\, alle ore 17.00\, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Via M. Caetani\, 32\, Roma)\, nell’ambito del “Maggio dei libri” 2017\, si presenta\, in collaborazione con la Società italiana delle storiche\, il volume di Stefania Voli\, Soggettività dissonanti. Di rivoluzioni\, femminismi e violenza politica nella memoria di un gruppo di ex militanti di Lotta continua. Intervengono: Teresa Bertilotti\, Paola Stelliferi. Coordina: Bruno Bonomo. \nAttraverso i racconti di un gruppo di ex attivisti del gruppo della sinistra extraparlamentare Lotta continua il lavoro ripercorre il ciclo di mobilitazione che ha attraversato l’Italia negli anni Settanta\, alla ricerca delle intersezioni tra eventi collettivi ed esperienze soggettive. Il testo si sofferma su due temi considerati crinali di una controversa memoria condivisa: da una parte la violenza politica\, dall’altra il neo-femminismo. Due passaggi cruciali nel percorso di soggettivazione delle singole e dei singoli\, i cui effetti sono ritracciabili anche osservando gli esiti individuali e collettivi della “smobilitazione”. \nStefania Voli è dottore di ricerca in Storia delle donne e delle identità di genere in Età Moderna e Contemporanea (Università L’“Orientale” di Napoli)\, con una tesi vincitrice del Premio nazionale di storia contemporanea “Luigi Di Rosa 2012” oltre che del Premio “Città di Firenze 2014”. È membro della commissione del Direttivo della Società Italiana delle Storiche e della commissione della Scuola estiva.
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SUMMARY:Gramsci chi? Dicono di lui\, a cura di Lelio La Porta
DESCRIPTION:Giovedì 25 maggio\, alle ore 17.00\, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Via M. Caetani\, 32\, Roma)\, si presenta il volume Gramsci chi? Dicono di lui\,  a cura di Lelio La Porta (Bordeaux edizioni\, 2017).\nIntervengono: Orlando Franceschelli\, Bruno Gravagnuolo. Coordina: Manuela Ausilio \nGiovedì 25 maggio 2017\, alle ore 17.00\, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Palazzo Mattei di Giove – Via Michelangelo Caetani 32\, Roma)\, nell’ambito del “Maggio dei libri” 2017 sarà presentato il volume Gramsci chi? Dicono di lui a cura di Lelio La Porta\, Bordeaux\, 2017. Intervengono: Orlando Franceschelli\, Bruno Gravagnuolo. Coordina: Manuela Ausilio. Sarà presente il curatore. \nTradotto\, amato e studiato all’estero come uno tra i più importanti pensatori del xx secolo\, Antonio Gramsci è quasi misconosciuto – e talvolta colpevolmente dimenticato – nel paese che gli ha dato i natali. A ottant’anni dalla morte artisti\, giornalisti\, politici e studiosi (non necessariamente schierati con Gramsci) tornano al suo pensiero come si torna alle origini\, riscoprendo quanto del suo vastissimo e straordinario lascito intellettuale sia ancora oggi parte integrante delle categorie storiche e filosofiche imperanti\, nonché punto di partenza per qualsiasi visione alternativa della nostra società. Una raccolta di interventi utili per avvicinarsi al pensiero del grande sardo\, che diede la propria vita nel tentativo di trasformare questo «mondo grande\, terribile e complicato». \nScritti di: Giorgio Baratta\, Enrico Berlinguer\, Joseph A. Buttigieg\, Benedetto Croce\, Giuseppe Fiori\, Simonetta Fiori\, Dario Fo\, Orlando Franceschelli\, Piero Gobetti\, Antonio Gramsci jr.\, Bruno Gravagnuolo\, Emilio Lussu\, Mimma Paulesu Quercioli\, Giuseppe Prestipino\, Camilla Ravera\, Antonio A. Santucci\, Paolo Spriano\, Palmiro Togliatti\, Aldo Tortorella. \nLelio La Porta\, docente nei Licei\, collaboratore di “Critica marxista”\, è autore di Etica e rivoluzione nel giovane Lukács (1991)\, Arendt\, Berlin\, Strauss. Filosofia politica del Novecento (1997)\, Antonio Gramsci e Hannah Arendt. Per amore del mondo grande\, terribile e complicato (2010) e Hannah Arendt. Il problema storico della libertà (2017). Ha redatto diverse voci del Dizionario gramsciano (a cura di G. Liguori e P. Voza\, 2009)\, ha curato Un Gramsci per le nostre scuole. Antologia (2016) e\, insieme a Giuseppe Prestipino\, I Quaderni del carcere di Antonio Gramsci. Un’antologia (2014).
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SUMMARY:Alessandro Torlonia. The Pope’s Banker\, di Daniela Felisini
DESCRIPTION:Mercoledì 24\, alle ore 17.00\, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Palazzo Mattei di Giove – Via Michelangelo Caetani 32\, Roma)\, sarà presentato il volume Alessandro Torlonia. The Pope’s Banker\, di Daniela Felisini (Palgrave\,   2016).\nIntervengono:  Pierluigi   Ciocca\, Marco   Meriggi\,\nGiuseppe Monsagrati. Coordina: Patrizia Rusciani\nIl libro racconta la vita e le opere di uno dei massimi banchieri italiani dell’Ottocento\, Alessandro\nTorlonia (1800-1886).  Attraverso la narrazione delle sue imprese finanziarie ed imprenditoriali\, si\nparla dell’economia e della politica nel XIX secolo\, della crescita dei mercati finanziari europei e\ndel declino del potere papale durante il Risorgimento italiano. Il saggio si basa su una rigorosa\nricerca storica che utilizza fonti originali come i documenti Archivum Secretum Vaticanum e altri\ndocumenti ufficiali\, gli archivi della famiglia Torlonia e della banca Rothschild di Parigi\, memorie\, corrispondenze e stampa periodica. Il volume ci fa conoscere un Alessandro Torlonia dai molti volti\, uno dei personaggi più complessi e influenti della vita economica italiana del XIX secolo.\nL’autrice analizza criticamente la storia finanziaria del papato: un’area di grande interesse data la\nnotorietà dei rapporti tra la Santa Sede e i suoi banchieri nei secoli XX e XXI. Argomenti focali\ncome la storia delle élites e la storia dei mercati finanziari europei rappresentano inoltre un sicuro\ncampo di interesse interdisciplinare per studiosi e ricercatori.\nDaniela Felisini insegna Storia Economica presso il Dipartimento di SPFS dell’Università degli Studi di\nRoma   “Tor   Vergata”;   è   titolare   di   una   Cattedra   Jean   Monnet   di   “Storia   economica   dell’Europa contemporanea” e Coordinatrice del Corso di Laurea Magistrale in Storia. Autrice di numerosi studi\nsull’economia romana nell’Ottocento\, ha pubblicato saggi sulla storia bancaria\, sul ruolo dello Stato\nnell’economia\, sui gruppi dirigenti dell’economia italiana\, sulle relazioni economiche internazionali e ha\ncurato gli scritti di alcuni noti economisti italiani.
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SUMMARY:Siciliani al fronte. Lettere dalla Grande Guerra
DESCRIPTION:Martedì 23 maggio 2017\, alle ore 17.00\, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea\n(Palazzo Mattei di Giove – Via Michelangelo Caetani 32\, Roma)\, sarà presentato il volume\nSiciliani al fronte. Lettere dalla Grande Guerra\ndi Elena Riccio\, Carlo Verri (Istituto Poligrafico Europeo\, 2017).\nIntervengono: Giovanna Procacci\, Alessandra Staderini\nCoordina: Corrado Scibilia \nLa Prima guerra mondiale è l’evento epocale che segna l’inizio del Novecento. Questo volume si pone l’obiettivo di indagare l’impatto del conflitto sulla Sicilia nell’ambito di una rinnovata linea di ricerca. Cento anni fa\, nel 1917\, dopo Caporetto\, prese corpo una raccolta di lettere e altri testi di e su 23 militari siciliani\, mai pubblicata e qui presentata in edizione critica e accompagnata da un saggio di storia. Il libro dà conto di come la cosiddetta borghesia patriottica dell’isola visse e percepì l’inedita e sconvolgente esperienza bellica. \nElena Riccio\, dottoranda in Studi letterari\, filologico-linguistici e storico-culturali (Università di Palermo)\, si occupa di filologia italiana e metodi di analisi computazionale dei testi. \nCarlo Verri\, storico contemporaneista\, ha studiato l’uso pubblico della storia\, l’antifascismo\, i rapporti stato-chiesa subito dopo l’Unità d’Italia e vari temi di storia siciliana; ha in corso una ricerca sul movimento carlista in Spagna. Tra le ultime pubblicazioni: Guerra e libertà\n(XL edizioni\, 2011).
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SUMMARY:Festa d’aprile\, festa di maggio. La Resistenza\, la Liberazione\, il lavoro
DESCRIPTION:Sabato 13 maggio 2017\, alle ore 11.00\, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Palazzo Mattei di Giove – Via Michelangelo Caetani 32\, Roma)\, la Biblioteca e il Circolo Gianni Bosio presentano Festa d’aprile\, festa di maggio. La Resistenza\, la Liberazione\, il lavoro\, intervento musicale del coro Sabatoincanto diretto da Patrizia Nasini. \n Il coro Sabatoincanto\, una delle formazioni musicali del Circolo Gianni Bosio\, eseguono alcuni canti della tradizione popolare italiana:  1) Fischia il vento (1943); 2) E per la strada (ca. 1908); 3)    Partono gli emigranti (1974); 4) Amore mio non piangere (inizi XX sec.); 5) Dalle belle città (1944); 6) Padrone mio  (prima metà XX sec.); 7) Oltre il ponte (1958); 8) Ignoranti senza scuole (prima metà XX sec.); 9) Festa d’aprile (1948); 10)  Macchinista\, macchinista (prima metà XX sec.); 11)  Procurad’e moderare (fine XVIII sec.). \nFischia il vento e Dalle belle città appartengono alla stagione resistenziale. La prima fu scritta dal medico ligure Felice Cascione\, comandante partigiano nella zona d’Albenga\, catturato e fucilato agli inizi del 1944 e decorato con medaglia d’oro alla memoria; la seconda fu scritta nel marzo 1944   da Emilio Casalini “Cini” e musicata da Angelo Rossi “Lanfranco”\, partigiani combattenti nell’Appennino ligure-piemontese. Anche Festa d’aprile e Oltre il ponte fanno riferimento all’esperienza resistenziale ma furono scritte nel dopoguerra\, rispettivamente da Franco Antonicelli e Italo Calvino\, entrambe su musiche di Sergio Liberovici\, uno dei fondatori del gruppo torinese Cantacronache. \nE per la strada\, Amore mio non piangere\, Ignoranti senza scuole\, Macchinista\, macchinista rientrano nel repertorio dei canti di lavoro e di protesta composti rielaborando più antichi moduli musicali e diffusi agli inizi del Novecento soprattutto nell’Italia settentrionale. Padrone mio è un canto in dialetto pugliese conosciuto soprattutto nella versione fatta propria dal compositore e “cantastorie” Matteo Salvatore (1925-2005). Partono gli emigranti è una delle numerose canzoni di protesta composte negli ’70 del Noveento dal cantautore pisano Alfredo Bandelli (1945-1994).  Procurad’e moderare\, infine\, è un canto di denuncia antifeudale scritto dal magistrato Francesco Ignazio Mannu durante i moti rivoluzionari del 1794-1796.
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SUMMARY:Rovesci della fortuna. La minoranza italiana in Libia dalla Seconda guerra mondiale all’espulsione 1940-1970 a cura di Francesca Di Giulio\, Federico Cresti
DESCRIPTION:Mercoledì 10 maggio 2017\, alle ore 17.00\, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Palazzo Mattei di Giove – Via Michelangelo Caetani 32\, Roma)\, sarà presentato il volume Rovesci della fortuna. La minoranza italiana in Libia dalla Seconda guerra mondiale all’espulsione 1940-1970 a cura di Francesca Di Giulio\, Federico Cresti. Contributi di Luigi Candreva\, Stefania De Nardis\, Francesca Di Giulio\, Chiara Loschi\, Luigi Scoppola Iacopini\, Aracne\, 2016. Intervengono: Pierluigi Valsecchi e Raphael Luzon. Coordina: Albertina Vittoria. Saranno presenti i curatori. \nL’opera è frutto di una ricerca sulla presenza e sul ruolo delle minoranze nella storia dei paesi dell’Africa mediterranea e saheliana. In una prospettiva cronologica\, che prende in considerazione sia il periodo coloniale che una contemporaneità più vicina ai giorni nostri\, i saggi raccolti esaminano alcuni casi paradigmatici di gruppi minoritari (non solamente in senso etnico\, linguistico o religioso\, ma anche politico) dell’Egitto\, della Libia\, della Tunisia e della Mauritania. Tra accettazione e rifiuto di uno statuto minoritario\, tra affermazione orgogliosa di appartenenza e fuga\, tra conflitti e crisi che mettono in discussione democrazia e diritti di cittadinanza\, il volume contribuisce alla conoscenza del ruolo politico delle minoranze in questi paesi: nella vicenda dell’Africa contemporanea la questione del pluralismo e delle contraddizioni generate dalla presenza di minoranze all’interno di compagini socio–politiche che fanno riferimento all’islàm sunnita e all’arabismo\, come fondamenti dello stato\, appare oggi come uno dei punti centrali del dibattito politico e della riflessione storica. \nFrancesca Di Giulio è dottore di ricerca in Storia dell’Europa. I suoi interessi di ricerca riguardano le relazioni dell’Italia nell’area mediorientale e africana\, la tutela europea dei diritti dell’uomo con particolare riferimento ai processi di esclusione sociale delle minoranze e il dialogo interreligioso nel bacino del Mediterraneo. Fra le sue pubblicazioni Religious and Ethnic Identities in the FirstWorldWar Macedonia: Perspectives from the Holy See Diplomacy’s\, in A. Biagini & G. Motta (eds)\, 2014; Empires and Nations from the Eighteenth to the Twentieth Centuries: Volume 2\, Cambridge Scholars Publishing; Il Fronte Orientale durante la Grande Guerra attraverso le memorie di Luigi Villari\, in Le operazioni interforze e multinazionali nella storia militare\, Acta\, 39° Congresso della Commissione Internazionale di Storia Militare\, Torino 1–6 settembre 2013. \nFederico Cresti insegna Storia dell’Africa e Storia dei paesi dell’Africa mediterranea e del Medio oriente presso il Dipartimento di scienze politiche e sociali dell’università di Catania\, dove dirige il Centro per gli studi sul mondo islamico mediterraneo e l’Africa. Il suo ambito di ricerca prevalente è quello dell’Africa in età moderna e contemporanea\, con un interesse particolare per la storia della colonizzazione dei paesi del Maghreb e per la storia della Libia. Tra le sue pubblicazioni: Iniziativa coloniale e conflitto religioso in Algeria\, 1991; Oasi di italianità. La Libia della colonizzazione agraria tra fascismo\, guerra e indipendenza (1935-1959)\, 1996; Non desiderare la terra d’altri\, 2011; Storia della Libia contemporanea (con M. Cricco)\, 2012.
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SUMMARY:Il Movimento Liberazione della Donna nel femminismo italiano\, di Beatrice Pisa
DESCRIPTION:Venerdì 5 maggio 2017\, alle ore 17.00\, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Palazzo Mattei di Giove – Via Michelangelo Caetani 32\, Roma)\, sarà presentato il volume Il Movimento di Liberazione della Donna nel femminismo italiano. La politica\, i vissuti\, le esperienze (1970-1983) di Beatrice Pisa\, Aracne\, 2017. Intervengono: Fiorenza Taricone\, Vittoria Tola. Coordina: Rosanna De Longis. Sarà presente l’autrice. \nL’opera si propone di restituire visibilità storiografica e politica al Movimento di Liberazione della Donna (Mld) che negli anni Settanta ha condotto una serie di battaglie che hanno contribuito al processo di democratizzazione del Paese (consultori\, interruzione di gravidanza\, pari opportunità sul lavoro\, legge contro la violenza) restituendo dignità e voce alle donne. Eppure il Mld\, espressione di un femminismo laico e libertario\, è assai poco ricordato a livello storiografico e pressoché cancellato all’interno della narrazione femminista\, anche se per un decennio è stato in grado di creare un notevole consenso femminile intorno alle proprie battaglie. Il testo si serve di un’ampia documentazione inedita e difficilmente rinvenibile perché conservata in archivi personali\, quali quello di Liliana Ingargiola e della stessa autrice\, la quale incrocia la memoria del “testimone” con lo sguardo più consapevole e rigoroso di chi fa storia. \nBeatrice Pisa ha insegnato Storia delle donne\, Storia dell’integrazione europea e Storia contemporanea alla Sapienza Università di Roma. Ha pubblicato numerosi saggi su queste materie. Ha partecipato alla elaborazione dei corsi di “Donne\, politiche e Istituzioni” finanziati dal Comitato Pari Opportunità\, fa parte della Società italiana delle storiche e di “Archivia: archivi\, biblioteche centri di documentazione delle donne” presso la Casa internazionale delle donne. Ha collaborato alle iniziative sulla identità di genere nelle scuole dal titolo “La scuola fa differenza”.
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SUMMARY:Caro Presidente. Gli italiani scrivono al Quirinale (1946-1971) di Teresa Bertilotti
DESCRIPTION:Mercoledì 3 maggio 2017\, alle ore 17.00\, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Palazzo Mattei di Giove – Via Michelangelo Caetani 32\, Roma)\, sarà presentato il volume Caro Presidente. Gli italiani scrivono al Quirinale (1946-1971) di Teresa Bertilotti\, Le Monnier\, 2016. Intervengono: Paola Carucci\, Paolo Peluffo\, Maurizio Ridolfi\, Amalia Signorelli. Coordina: Patrizia Rusciani. Sarà presente l’autrice. \nLe lettere dei cittadini ai Presidenti della Repubblica\, riprendendo uno strumento utilizzato sin da tempi lontanissimi\, raccontano le storie di uomini e donne che\, presi dallo sconforto o da un sussulto patriottico\, si rivolgono alla massima autorità dello Stato per avere un aiuto economico\, un alloggio decoroso\, una raccomandazione\, per denunciare un’ingiustizia\, ottenere riconoscimenti morali\, coltivare il rapporto con la patria lontana. Altri scrivono per inviare doni\, suggerimenti e invenzioni stravaganti. A partire da questi materiali\, conservati presso l’Archivio della Presidenza della Repubblica\, il volume indaga il rapporto dei cittadini con l’istituzione e quello che le istanze rivelano della società: i valori\, le speranze e le paure di un Paese che non ha ancora smesso di fare i conti con l’eredità lasciata dalla guerra ed è già alle prese con i sogni\, e i problemi\, della ricostruzione e dei tempi moderni. \nTeresa Bertilotti (Università di Milano-Bicocca) si è occupata di istruzione femminile\, con particolare attenzione alle modalità dell’unificazione amministrativa\, al processo di nazionalizzazione\, al nesso istruzione femminile-accesso al lavoro. Ha lavorato sul femminismo degli anni Settanta e sul ruolo degli intrattenimenti durante la Grande guerra. Su questi temi ha pubblicato articoli e saggi fra cui Maestre a Lucca. Comuni e scuola pubblica nell’Italia liberale (La Scuola\, Brescia\, 2006); con A. Scattigno (a cura di)\, Il femminismo degli anni Settanta (Viella\, Roma\, 2005). Con il regista Marco Santarelli ha realizzato il documentario Lettera al Presidente (2013).
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SUMMARY:Il 25 aprile dopo il 25 aprile. Istituzioni\, politica\, cultura\, a cura di Paolo Carusi e Marco De Nicolò
DESCRIPTION:Giovedì 20 aprile 2017\, alle ore 17.00\, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Palazzo Mattei di Giove – Via Michelangelo Caetani 32\, Roma)\, sarà presentato il volume Il 25 aprile dopo il 25 aprile. Istituzioni\, politica\, cultura\, a cura di Paolo Carusi e Marco De Nicolò. Contributi di Agostino Bistarelli\, Paolo Carusi\, Massimo Castoldi\, Marco De Nicolò\, Marco Gervasoni\, Riccardo Gualdo\, Alessandra Staderini\, Maurizio Zinni\, Viella\, 2017. Intervengono: Umberto Gentiloni Silveri\, Vanessa Roghi\, Paolo Volterra. Coordina: Patrizia Rusciani. Saranno presenti i curatori.  \nNegli ultimi vent’anni il dibattito sulla Resistenza e la Liberazione si è periodicamente riacceso con fiammate improvvise ma\, con il passare del tempo\, sempre più sporadiche. Parallelamente\, la costruzione del discorso pubblico è parsa spesso condizionata da “scoperte” effimere o da questioni riportate artificiosamente alla ribalta in funzione della polemica politica e gestite\, poi\, mediaticamente senza alcun riferimento agli studi storici esistenti.\nE sono proprio gli storici\, in questo volume\, a scendere in campo per valutare quanto di quel dibattito e della ricerca storiografica più in generale si sia sedimentato nella comunità scientifica e quanto la ricorrenza del 25 aprile sia entrata nella coscienza civile del paese e sia percepita come fondamento della convivenza di una comunità.\nSeguire il corso delle celebrazioni di questa festa nazionale dal 1946 a oggi\, recuperarne le tracce attraverso la comunicazione politica e le forme artistiche e culturali è il modo per verificare se\, come e quanto le aspettative e i valori insiti nella festa dell’insurrezione contro il fascismo e il nazismo siano stati letti e veicolati nella storia della Repubblica.
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SUMMARY:L’Italia di Salò\, 1943-1945 di Mario Avagliano e Marco Palmieri
DESCRIPTION:Martedì 18 aprile 2017\, alle ore 17.30\, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Palazzo Mattei di Giove – Via Michelangelo Caetani 32\, Roma)\, sarà presentato il volume L’Italia di Salò\, 1943-1945 di Mario Avagliano e Marco Palmieri\, il Mulino\, 2017. Intervengono: Mauro Canali\, Michela Ponzani. Coordina: Ruggero Po. Saranno presenti gli autori. \n«La nostra via l’abbiamo scelta e con la nostra bella camicia nera sapremo aprirci la via verso l’immancabile vittoria del Fascismo. Grida pure che il tuo ragazzo è partito per la sua bella Patria e con tutte le sue forze la difenderà\, grida pure a tutti che noi partiamo con una fede e con un comandamento: o si vince o si muore!». Allievo ufficiale volontario della Gnr. \nQuando cadde il regime mussoliniano e l’Italia si divise in due\, quanti aderirono alla neonata Repubblica sociale e presero le armi? E quali erano le loro motivazioni e i loro sentimenti? Resoconti di polizia\, corrispondenze intercettate dalla censura\, diari\, memorie e documenti editi e inediti consentono di ricostruire la storia dei fascisti di Salò: i volontari\, i coscritti\, gli internati in Germania che «optarono» per la Rsi\, i prigionieri degli Alleati che rifiutarono di collaborare\, le seimila ausiliarie e i fascisti che operarono nelle zone già liberate. In tutto oltre mezzo milione di aderenti\, volontari o forzati\, che vissero i venti mesi della guerra civile «dalla parte sbagliata».
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SUMMARY:Terrorismo rosso. La sinistra eversiva nell'Italia repubblicana di Marco Benadusi
DESCRIPTION:Giovedì 13 aprile 2017\, alle ore 17.00\, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Palazzo Mattei di Giove – Via Michelangelo Caetani 32\, Roma)\, sarà presentato il volume Terrorismo rosso. La sinistra eversiva nell’Italia repubblicana di Marco Benadusi\, Tra le righe libri\, 2016. Intervengono: Giovanni Mario Ceci\, Miguel Gotor\, Claudio Signorile. Sarà presente l’autore \nLa storia del terrorismo rosso\, dagli anni di piombo al ritorno delle Br con gli omicidi di D’Antona e Biagi. Un campo minato di depistaggi e inquinamenti\, mistificazioni e patti di silenzio\, la cui ragion d’essere va rintracciata nelle diffuse complicità di cui i gruppi armati poterono godere. Su due fronti distinti e paralleli: da una parte le contiguità\, cioè le vicinanze ideali e materiali di un’area solidale o comunque compiacente; dall’altra le strumentalizzazioni volte a utilizzare il sovversivismo per logiche di potere. Con un capillare utilizzo delle fonti disponibili\, il cammino della sinistra eversiva viene ripercorso soffermandosi sulle sue principali zone d’ombra: le origini della lotta armata\, il livello internazionale\, gli intrecci con il movimento extraparlamentare\, le opache vicissitudini che portarono al declino e poi alla rinascita del brigatismo. Mentre procedono i lavori della nuova Commissione d’inchiesta sul rapimento e la morte di Aldo Moro\, si propone anche un’originale analisi di questo fondamentale e irrisolto capitolo dell’Italia repubblicana.
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SUMMARY:Generare\, partorire\, nascere. Una storia dall’antichità alla provetta di Nadia Maria Filippini
DESCRIPTION:Martedì 11 aprile 2017\, alle ore 17.00\, in collaborazione con la SIS – Società italiana delle storiche\, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Palazzo Mattei di Giove – Via Michelangelo Caetani 32\, Roma)\, sarà presentato il volume Generare\, partorire\, nascere. Una storia dall’antichità alla provetta di Nadia Maria Filippini\, Viella\, 2017. Intervengono: Maria Luisa Boccia\, Marina D’Amelia\, Alessandra Gissi\, Chiara Lalli. Coordina: Margherita Pelaja. Sarà presente l’autrice. \nPer la prima volta in Italia\, il volume ricostruisce la storia del parto e della nascita in Occidente dal mondo antico ai nostri giorni\, analizzandone gli snodi e i cambiamenti più significativi: la fondazione del discorso medico-scientifico nella Grecia antica\, la svolta impressa dal cristianesimo\, l’affermarsi della figura del chirurgo-ostetrico nel Settecento\, la medicalizzazione del parto\, fino alla rivoluzione delle tecnologie riproduttive del Novecento. In un percorso appassionante ripercorre una storia tutt’altro che lineare\, progressiva od omogenea; densa di permanenze\, oltre che di trasformazioni; di confronti\, scontri\, conflitti.\nLa scelta di tenere insieme “generazione\, gravidanza-parto e nascita” esprime l’intento di mettere a fuoco l’evento nella sua interezza e di considerare tutti i soggetti coinvolti\, il cui ruolo e rilevanza mutano in relazione alle forme di rappresentazione\, risultando cruciali nel condizionare pratiche e principi deontologici. La storia è indagata nelle sue molteplici sfaccettature culturali\, sociali\, religiose\, da cui discendono rituali e pratiche terapeutiche\, norme religiose e civili\, forme di potere e disciplinamento del corpo femminile. In questa prospettiva si rivela un capitolo cruciale della storia culturale\, sociale e di genere\, un osservatorio fondamentale per la storia delle donne\, oltre che uno strumento indispensabile per capire la complessa realtà del presente.
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SUMMARY:Il grande cocomero. L'Istituto di neuropsichiatria infantile di via dei Sabelli: conferenza di Matteo Fiorani
DESCRIPTION:Sabato 8 aprile 2017\, alle ore 11.00\, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Via Michelangelo Caetani\, 32 – 00186 Roma)\, nell’ambito del  ciclo “Educare alla città: I luoghi della scienza” organizzato dalla Sovrintendenza capitolina ai beni culturali in collaborazione con la Biblioteca di storia moderna e contemporanea e il Dipartimento di Storia culture religioni della Sapienza Università di Roma\, si terrà l’incontro con Matteo Fiorani sul tema:\nIl grande cocomero. L’Istituto di neuropsichiatria infantile di via dei Sabelli \nL’Istituto di neuropsichiatria infantile fu fondato da Giovanni Bollea a fine anni Sessanta\, in via dei Sabelli\, nel quartiere San Lorenzo. Luogo universitario di formazione ma anche di cura e assistenza\, divenne il simbolo di un certo modo di approcciarsi al disagio dei bambini\, al tempo stesso biologico\, psicologico e sociale. Qui Marco Lombardo Radice\, dopo la fama raggiunta come coautore del best seller Porci con le ali (1976)\, praticò la sua “concretissima utopia” occupandosi senza riposo dei “casacci”\, quelli di adolescenti quasi senza speranza. Lo spazio istituzionale si fece così racconto di storie possibili e impossibili\, di speranze simili a quelle di Linus\, il fedele amico di Charlie Brown\, in attesa dell’arrivo del grande cocomero nel suo orto. \nMatteo Fiorani è borsista presso l’Aspi-Archivio storico della psicologia italiana dell’Università degli studi di Milano-Bicocca. Si occupa del sistema concentrazionario nazista (in particolare delle implicazioni sociali e psicologiche dei Lager) e di storia della salute mentale nelle pratiche e nei saperi. Fra le sue pubblicazioni: Bibliografia di storia della psichiatria italiana 1991-2010 (Firenze University Press\, 2010); Giovanni Bollea (1913-2011). Per una storia della neuropsichiatria infantile in Italia («Medicina & Storia»\, 21-22\, 2011; Follia senza manicomio. Assistenza e cura ai malati di mente nell’Italia del secondo Novecento (Edizioni Scientifiche Italiane\, 2012).
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SUMMARY:L'illusione della modernità. Il Sud-est dell’Europa tra le due guerre mondiali di Alberto Basciani
DESCRIPTION:Giovedì 6 aprile 2017\, alle ore 17.00\, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Palazzo Mattei di Giove – Via Michelangelo Caetani 32\, Roma)\,\nsarà presentato il volume L’illusione della modernità. Il Sud-est dell’Europa tra le due guerre mondiali di Alberto Basciani\, Rubbettino\, 2016.\nIntervengono:\nFrancesco Caccamo\, Egidio Ivetic. Coordina: Francesco Guida. Sarà presente\nl’autore.\nIl volume è nato con l’ambizione di presentare i tratti più specifici e le principali linee di sviluppo politico\, economico e sociale che caratterizzarono i cosiddetti Paesi balcanici nel corso del ventennio interbellico da una prospettiva differente da quella della sola storia politica. Infatti l’epoca che delimita i limiti temporali del volume non può essere considerata solo come un periodo di attesa\, per lo più passiva\, della Seconda guerra mondiale e delle dittature comuniste imposte\ndall’Urss. Si trattò\, piuttosto\, di una stagione sicuramente tormentata ma altrettanto certamente\nsegnata da interessanti fermenti culturali\, da pulsioni di crescita economica\, tentativi di mettere in\natto trasformazioni sociali di più ampia portata rispetto al passato\, impulsi a costruire realtà urbane\ne rurali diverse: più dinamiche e moderne. Si può parlare\, nel complesso\, di un generale movimento\ndi cambiamento teso\, sia pur non sempre in maniera consapevole e coerente\, a inserire e amalgamare le società\, le culture e le economie del Sud-est dell’Europa con il resto del continente.\nLa cortina di ferro fece scendere il sipario su quelle vicende. Questo volume\, dunque\, è scaturito\ndalla pretesa di tracciare una sorta di bilancio di un’epoca che a giudizio dell’Autore ha segnato\, sia\npur con tutte le contraddizioni e le incertezze del caso\, non solo il primo vero tentativo di portare la\nmodernità in questa periferia d’Europa\, ma anche quello di tornare a legare Occidente e Oriente.
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SUMMARY:Felicità italiane. Un campionario filosofico\, a cura di Dimitri D’Andrea\, Enrico Donaggio\, Elena Pulcini e Gabriella Turnaturi
DESCRIPTION:Martedì 4 aprile 2017\, alle ore 17.00\, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Palazzo Mattei di Giove – Via Michelangelo Caetani 32\, Roma)\,\nsarà presentato il volume Felicità italiane. Un campionario filosofico\, a cura di Dimitri D’Andrea\, Enrico Donaggio\, Elena Pulcini e Gabriella Turnaturi\, il\nMulino\, 2016. Intervengono: Enrico Menduni\, Elettra Stimilli. Saranno presenti Dimitri D’Andrea\, Elena Pulcini e Gabriella Turnaturi.\nQuesto non è l’ennesimo libro sulla felicità\, completo – come tanti altri che affollano le librerie – di istruzioni per l’uso. Risultato di un lungo lavoro e di un’intensa discussione tra filosofi di diverse\ngenerazioni\, non dà consigli per essere felici\, né cerca di definire cosa sia la felicità. Si chiede invece dove la si cerca. In particolare\, in quali ambiti la cercano gli italiani. In diciassette brevi saggi viene presentato un campionario\, non esaustivo ma accuratamente selezionato\, di ciò che oggi ci rende felici. Dall’amore alla religione\, dalla moda alla politica\, dal cibo allo smartphone\, dalla casa agli psicofarmaci\, per citare solo alcuni dei temi affrontati\, il libro offre uno scenario\nprismatico delle nostre aspettative di felicità che\, tra stereotipi e novità\, si rivela non privo di sorprese.
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SUMMARY:Resa nella guerra totale. Il Regio esercito nel Mezzogiorno continentale di fronte all’armistizio di Mario De Prospo
DESCRIPTION:Venerdì 31 marzo 2017\, alle ore 17.00\, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Palazzo Mattei di Giove – Via Michelangelo Caetani 32\, Roma)\, sarà presentato il volume Resa nella guerra totale. Il Regio esercito nel Mezzogiorno continentale di fronte all’armistizio di Mario De Prospo\, Le Monnier\, 2016.\nIntervengono: Agostino Bistarelli\, Marco De Nicolò\, Luciano Zani. Sarà presente l’autore.\nIl protagonista di questo lavoro è il Regio Esercito\, nel corso dei drammatici mesi a cavallo tra il\n1943 e il 1944 nel territorio del Mezzogiorno continentale. Quest’area della penisola è attraversata\,\nin quel momento\, dal fronte dei combattimenti tra tedeschi e angloamericani. La ricostruzione si\nsnoda attraverso molteplici livelli di analisi: i vertici\, i quadri intermedi\, la truppa e i rapporti con la\npopolazione di quest’area. Il volume si dipana prima delineando la situazione di questi territori nei\nmesi che precedono la sconfitta. A partire da alcuni nuclei più consistenti di fonti militari sono poi\nproposti alcuni episodi che riguardano le vicende di alcune delle unità in grigio-verde in queste\nregioni di fronte all’annuncio dell’armistizio. Infine si prova a gettare uno sguardo alla situazione\ndell’istituzione militare in questa zona nei mesi successivi alla resa.\nIndice\nTavola delle abbreviazioni; Introduzione; 1. La 7a Armata verso l’8 settembre; 2. I generali fuggono: il caso di Potenza e del comando della 7a Armata; 3. La tragedia del XIX Corpo d’Armata in Campania; 4. Puglia e Calabria: arriva il Re; 5. Dopo la sconfitta: indifferenza\, sfiducia e tentativi di ricostruzione; Conclusioni: dalla sconfitta al rifiuto della guerra;\nNote; Bibliografia; Indice dei nomi.
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SUMMARY:Percorsi e luoghi della conoscenza. Dialogando con Giovanni Solimine su biblioteche\, lettura e società
DESCRIPTION:Giovedì 30 marzo 2017\, alle ore 17.00\, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Palazzo Mattei di Giove – Via Michelangelo Caetani 32\, Roma)\, sarà presentato il volume Percorsi e luoghi della conoscenza. Dialogando con Giovanni Solimine su biblioteche\, lettura e società\, a cura di Giovanni Di Domenico\, Giovanni Paoloni\, Alberto Petrucciani\, Editrice Bibliografica\, 2016. Intervengono:\nSimonetta Buttò\, Rosa Maiello\, Giorgio Zanchini. Coordina: Vittorio Ponzani. Saranno presenti Giovanni Solimine e i curatori del volume. \nIl volume è una testimonianza di stima e di ringraziamento che alcuni colleghi\, collaboratori ed amici di Giovanni Solimine desiderano offrirgli per la sua attività di studioso e di docente universitario\, e si presenta come una sorta di “seminario virtuale” organizzato in tre “sessioni” o “tavole rotonde”\, dedicate rispettivamente alle Biblioteche pubbliche (gestione consapevole\, funzioni\, futuro)\, alla Lettura (dal quadro storico all’ambiente digitale) e al contesto più ampio in cui biblioteche e lettura sono stati inquadrati appunto da Giovanni Solimine nel suo recente volume Senza sapere. Ciascuna “sessione” contiene quattro o cinque “interventi di discussione”\, uno dei quali con funzione introduttiva e di raccordo. Gli interventi fanno il punto\, spesso a partire da sollecitazioni degli scritti di Giovanni Solimine\, sui temi più attuali che riguardano le trasformazioni delle biblioteche e della lettura nell’epoca della rete e il loro ruolo per la crescita culturale e sociale del paese\, in un momento in cui si avverte con particolare urgenza la necessità di rilanciare le politiche culturali\, dell’istruzione e della ricerca. Oltre ai curatori (Giovanni Di Domenico\, Giovanni Paoloni\, Alberto Petrucciani) intervengono Massimo Belotti\, Massimo Bray\, Paola Castellucci\, Gianfranco Crupi\, Tullio De Mauro\, Paolo Di Giovine\, Chiara Faggiolani\, Anna Galluzzi\, Mauro Guerrini\, Giuseppe Laterza\, Guido Melis\, Gino Roncaglia\, Paolo Traniello\, Maurizio Vivarelli\, Paul Gabriele Weston.
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SUMMARY:Gli editori del papa. Da Porta Pia ai Patti Lateranensi di Maria Iolanda Palazzolo
DESCRIPTION:Mercoledì 29 marzo 2017\, alle ore 17.00\, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Palazzo Mattei di Giove – Via Michelangelo Caetani 32\, Roma)\, sarà presentato il volume Gli editori del papa. Da Porta Pia ai Patti Lateranensi di Maria Iolanda Palazzolo\, Viella\, 2016. Intervengono: Don Giuseppe Costa\, Francesco Margiotta Broglio\, Giovanni Vian. Coordina: Mario Infelise. Sarà presente l’autrice. \nCosa succede alla Santa Sede quando\, con la fine del potere temporale\, perde le proprie case editrici più prestigiose\, attraverso le quali diffondeva i contenuti del suo magistero? Quali le strategie comunicative e i nuovi strumenti editoriali che le consentono di riprendere l’iniziativa e di parlare di nuovo al mondo\, sotto i difficili pontificati di Leone XIII e di Pio X?\nQuesto volume\, attraverso l’analisi di una ricca documentazione archivistica\, dà una risposta a questi interrogativi ricostruendo la storia\, finora sconosciuta\, di alcune case editrici straniere già largamente affermate nei territori di origine – la belga Desclée\, la tedesca Pustet – ed in contatto con potenti esponenti della curia\, che divengono le vere protagoniste della revanche cattolica\, spesso in aspro conflitto tra loro per la conquista del vasto mercato dei libri liturgici e di pietà.\nDopo aver analizzato i rapporti con gli autori accusati di modernismo\, da Buonaiuti a Duchesne\, prima accolti nei cataloghi poi rifiutati per non offuscare la propria immagine di fedeli esecutori della politica papale\, il libro ripercorre le tappe che porteranno alla nascita nel 1926 della Libreria Editrice Vaticana.
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SUMMARY:La storia del Policlinico Umberto I: quando scienza e carità si diedero appuntamento a Roma
DESCRIPTION:Sabato 18 marzo\, alle 11.00\, a Roma\, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Via Michelangelo Caetani\, 32) \nINCONTRO SUL TEMA “LA STORIA DEL POLICLINICO UMBERTO I: QUANDO SCIENZA E CARITÀ SI DIEDERO APPUNTAMENTO A ROMA”\na cura di Luca Borghi \nNell’ambito del ciclo Educare alla città: luoghi e temi della scienza\, organizzato dalla Sovrintendenza capitolina ai beni culturali\, in collaborazione con il Dipartimento Storia Culture religioni della Sapienza Università di Roma e la Biblioteca di storia moderna e contemporanea \nFin dai primissimi anni di Roma capitale\, il grande clinico Guido Baccelli (1830-1916) sognava di dotare la città di un nuovo grande ospedale costruito ex-novo secondo le più avanzate tendenze dell’epoca in fatto di architettura sanitaria.  Ma solo il 19 gennaio 1888 poté aver luogo la solenne cerimonia di posa della prima pietra\, proprio nei giorni in cui\, dall’altra parte del Tevere\, iniziavano le celebrazioni per il giubileo sacerdotale di Leone XIII.\nBaccelli riuscì a organizzare le cose in grande stile e a presiedere la cerimonia furono il Re Umberto – al quale si era già deciso di intitolare il nuovo grande ospedale universitario romano – e la Regina Margherita\, alla presenza del Principe di Napoli (il futuro Re Vittorio Emanuele III\, allora diciottenne)\, di molti Ministri\, parlamentari\, professori e funzionari pubblici. In una ricostruzione di quell’evento\, pubblicata nel 1894\, si racconterà: “Guido Baccelli\, a cui spettava l’onore di ricevere gli augusti personaggi\, così salutò i Sovrani d’Italia: (…) A Voi dunque spetta o Sire\, (…) porre la prima pietra di questo grande istituto\, a Voi decorarlo del vostro nome\, perché qui verranno i derelitti della fortuna\, a sentire gli effetti benefici di quell’amplesso immortale che si daranno nel vostro nome augusto la Scienza e la Carità. (…) Mentre la pietra\, spalmata di calce da Re Umberto\, calava nella fossa preparata a custodirla (…) dalla circostante immensa folla\, composta per la maggior parte di medici e di studenti universitari\, si elevavano entusiastiche grida plaudenti alla nobile istituzione e bene auguranti al prospero suo avvenire”.\nC’è però un significativo particolare che\, assente nei resoconti ufficiali\, viene però registrato dal corrispondente del British Medical Journal. Il Re\, rispondendo al saluto rivoltogli da Baccelli\, pare puntualizzasse che “per quanto gratificante potesse essere quell’occasione\, sarebbe stato per lui un giorno più felice quello in cui\, completato l’edificio\, vi avrebbe potuto visitare i malati”. A parte forse l’involontaria ironia del Re piemontese nei confronti dei ritmi di lavoro romani\, i lavori del Policlinico si sarebbero protratti così a lungo che egli non avrebbe fatto in tempo a vederli conclusi.\nL’inaugurazione ufficiale del nuovo Policlinico poté avvenire\, infatti\, solo nell’aprile del 1906\, in occasione del giubileo universitario di Baccelli e alla presenza del nuovo Re Vittorio Emanuele III. Ciò che precedette\, accompagnò e seguì queste due cerimonie è una lunga storia di sanità\, di scienza\, di arte\, di archeologia\, di politica e… di romanità\, che merita di essere raccontata.\nLuca Borghi (Bologna\, 1962) insegna Storia della Medicina all’Università Campus Bio-Medico di Roma. Nel medesimo Ateneo è membro della giunta direttiva dell’Istituto di Filosofia dell’Agire Scientifico e Tecnologico (FAST). Partito dalla filosofia della scienza e dalla bioetica\, è approdato alla storia delle discipline biomediche e s’interessa particolarmente alle tracce materiali lasciate da tale storia: nei luoghi\, nei libri e negli strumenti antichi cerca indicazioni sul modo di essere degli uomini e delle donne che di quella storia sono stati i protagonisti. Ha promosso e coordina il progetto “Himetop – The History of Medicine Topographical Database” (himetop.net)\, una base di dati internazionale ad accesso libero e a sviluppo partecipativo\, che ha lo scopo di localizzare\, descrivere e valorizzare i luoghi della storia della medicina e della sanità. Tra le sue pubblicazioni: Umori. Il fattore umano nella storia delle discipline biomediche (SEU\, 2012); con Antonio Infante\, Ai bambini e ai fiori\, lo splendore del sole. Il ruolo dell’Istituto Gaslini nella storia della pediatria (Rizzoli\, 2015); Il medico di Roma. Vita\, morte e miracoli di Guido Baccelli (1830-1916) (Armando\, 2015).
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SUMMARY:La catena d’unione. Contributi per una storia della massoneria di Gian Mario Cazzaniga
DESCRIPTION:Giovedì 16 marzo 2017\, alle ore 17.00\, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Palazzo Mattei di Giove – Via Michelangelo Caetani 32\, Roma)\, sarà presentato il volume La catena d’unione. Contributi per una storia della massoneria di Gian Mario Cazzaniga\, ETS\, 2016. Intervengono: Luigi Capogrossi Colognesi\,\nAntonino De Francesco\, Bernardino Fioravanti\, Carlo Ricotti. Coordina: Lauro Rossi. Sarà presente l’autore.\nDopo La religione dei moderni\, Pisa\, ETS\, 1999 e la direzione per la Storia d’Italia Einaudi di due\nAnnali collettanei: Massoneria\, 2006 ed Esoterismo\, 2010\, l’autore presenta ora trentuno saggi con cui delinea una storia generale della massoneria e di altre società riservate ad essa correlate (Carboneria\, Fratelli Cacciatori\, Cavalieri del Lavoro). Il volume è diviso per sezioni tematicocronologiche\, così da riassumerne una storia dagli inizî al primo Novecento: I. Origini della\nmassoneria II. Massoneria e illuminismo III. Massoneria e università a Pisa IV. Massoneria e rivoluzioni moderne V. Massoneria e Risorgimento VI. Massoneria e movimento operaio. In questi saggi la massoneria viene collocata all’interno della fioritura dell’associazionismo volontario nel XVIIIº secolo\, espressione dunque del fenomeno costitutivo della modernità: l’invenzione del\nlegame sociale e l’affermarsi di una visione della comunità umana come autopoiesi. La catena d’unione\, simbolo di fraternità universale e legame che unisce fra loro sia ritualmente i membri di una loggia sia idealmente tutti i massoni sparsi per il mondo\, ne è immagine esemplare. Il programma di perfezionamento dell’uomo che aspira a riacquistare libertà ed eguaglianza naturali\, maturato nelle logge settecentesche\, finirà per incontrare\, con esiti alterni\, le rivoluzioni atlantiche\, il sorgere di stati-nazione e il tentativo di unirli in associazioni sovranazionali di arbitrato e difesa della pace. Ciò che resta come grande eredità è il modello associativo muratorio\, di cui avremo\nfiliazioni molteplici nell’Ottocento\, dalle società operaie di mutuo soccorso alle prime società sportive e al partito di massa\, in cui la politica si costituisce come religione dei moderni. Dopo gli studi di Francovich e Giarrizzo sulla massoneria settecentesca italiana ed europea questo volume cerca ora di delinearne una storia mondiale inserita nella vita culturale e sociale del mondo occidentale.
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SUMMARY:Il lavoro delle donne nelle città dell'Europa moderna\, di Anna Bellavitis
DESCRIPTION:Lunedì 13 marzo 2017\, alle ore 17.00\, in collaborazione con la Società italiana delle storiche\, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Palazzo\nMattei di Giove – Via Michelangelo Caetani 32\, Roma)\, sarà presentato il volume vincitore della XIV edizione del Premio “Gisa Giani”\, Il lavoro delle donne nelle\ncittà dell’Europa moderna di Anna Bellavitis\, Viella\, 2016. Intervengono: Angela Groppi\, Luca Molà. Coordina: Angiolina Arru. Sarà presente l’autrice. \nCome viveva una lavoratrice in una città dell’Europa moderna? Che opportunità le si offrivano e quali barriere si opponevano alla sua carriera lavorativa? Quali attività poteva svolgere e a quali salari poteva aspirare? Artigiane\, commercianti\, balie e prostitute\, ma anche mercantesse\, artiste\, giornaliste e capitane d’industria\, le donne ebbero un ruolo fondamentale nell’evoluzione economica della società europea\, nonostante i molti limiti che leggi e tradizioni imposero alla loro libertà di azione e movimento. Sulla base di un’ampia bibliografia internazionale e di inedite\nricerche d’archivio\, questo libro offre una ricca panoramica delle attività economiche delle donne\nnelle case e nelle botteghe\, sulle strade e nei mercati\, nei conventi e negli ospedali\, inserendole nei\ngrandi mutamenti che caratterizzarono l’età moderna\, dalla globalizzazione all’industrializzazione\, dalle riforme religiose alla rivoluzione dei consumi\, nell’ambito di una vasta area geografica\, che va dall’Italia alla Scandinavia\, dalla Spagna alla Polonia.
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SUMMARY:Calendario civile. Per una memoria laica\, popolare e democratica degli italiani
DESCRIPTION:Giovedì 9 marzo 2017\, alle ore 17.00\, in collaborazione con il Circolo Gianni Bosio\, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Palazzo Mattei di Giove – Via Michelangelo Caetani 32\, Roma)\, sarà presentato il volume Calendario civile. Per una memoria laica\, popolare e democratica degli italiani\, a cura di Alessandro Portelli\, Donzelli\, 2017. Intervengono: Andreina De Clementi\, Domenico Rizzo. Coordina: Patrizia Rusciani. \nIntervento musicale del coro Sabatoincanto diretto da Patrizia Nasini dedicato alla Giornata internazionale delle donne. \nUn originalissimo progetto collettivo all’insegna della storia e dell’impegno civile\, il libro lancia e articola la proposta di un «Calendario civile»\, parallelo a quello religioso\, scandito da 22 date celebrative di passaggi cruciali della nostra storia democratica e della nostra tradizione repubblicana. Fin dai primi anni del secondo dopoguerra\, la questione di una ritualità altra\, di un ciclo dell’anno laico\, si è posta come fondamento di una comunità civile. È in questo spirito che si sono cominciati a celebrare avvenimenti del nostro Risorgimento come la Breccia di Porta Pia o la proclamazione della Repubblica romana\, e si è ripreso a festeggiare ricorrenze come l’8 marzo. Non è stato un processo semplice: certe date\, come il 2 giugno\, hanno avuto un’origine istituzionale; altre\, come il Primo maggio\, sono state faticosamente riconquistate; altre ancora\, come quelle della strage di piazza Fontana o del G8 di Genova\, sono sorte dal basso e fanno parte di una memoria tuttora in formazione. I 22 capitoli di questo libro narrano dunque di un calendario in divenire; essi non si limitano alla sola ricostruzione di ciascuna data\, bensì la connettono a un contesto storico e geografico più ampio. Così\, le pagine dedicate alla data del referendum sul divorzio rinviano anche alla celebrazione di quello sull’aborto e alla storia della riforma del diritto di famiglia. Allo stesso modo\, l’occupazione delle fabbriche o il Primo maggio sono l’occasione per raccordare la storia e la memoria del movimento operaio alla sua realtà presente. Così ancora\, l’8 settembre non segna solo l’inizio di una nuova Italia\, ma anche l’avvento di un protagonismo civile delle donne\, di un inedito maternage di massa. E il 3 ottobre riannoda il tragico ricordo del recente naufragio dei migranti di Lampedusa agli infausti precedenti dell’invasione italiana dell’Etiopia. A dare ulteriore sostanza storica a questo calendario\, ogni data è accompagnata da una preziosa appendice di brevi documenti di storia orale\, di brani autobiografici\, poetici o musicali. L’obiettivo è la costruzione di un patrimonio di tradizioni condiviso: la storia e il passato aiutano così a comprendere\, trasmettere e ricordare\, rafforzando il tessuto della nostra comunità nazionale\, sconfiggendo i rischi dell’oblio\, e costruendo una cittadinanza capace di non smarrirsi nelle sfide del nostro tempo. Ideato e coordinato da Alessandro Portelli\, «Calendario civile» è un progetto nato dalla collaborazione tra la Donzelli editore e il Circolo Gianni Bosio\, che oltre a dar vita al volume scritto a più mani\, prevede un ciclo di eventi e spettacoli dal vivo intrecciati con i documenti orali contenuti nel volume.
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SUMMARY:Donne\, potere\, religione
DESCRIPTION:Venerdì 3 marzo 2017\, alle ore 17.00\, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Palazzo Mattei di Giove – Via Michelangelo Caetani 32\, Roma)\, sarà presentato il volume Donne potere religione\, a cura di Marina Caffiero\, Maria Pia Donato\, Giovanna Fiume\, FrancoAngeli\, 2017. Intervengono: Paolo Broggio\, Tommaso Caliò\, Franca Ela Consolino. Coordina: Rosanna De Longis. \nI contributi degli studiosi che hanno collaborato al volume sono ripartiti in tre sezioni\, relative alle questioni di genere\, alla vita religiosa e alla santità. Gli interventi\, pur spaziando su un arco cronologico molto vasto\, rivelano un ineludibile intreccio\, il cui perno è il protagonismo femminile. \nScritti di: Ángela Atienza López\, Javier Burrieza Sánchez\, Anna Calissano\, Dinora Corsi\, Paolo Cozzo\, Bernard Dompnier\, Ida Fazio\, Bernadette Majorana\, Elisabetta Marchetti\, René Millar Carvacho\, Silvia Mostaccio\, Claudio Rolle\, Roberto Rusconi\, Olaya Sanfuentes\, Alessandro Serra\, Maria Rosaria Stabili\, Cécile Vincent-Cassis. \nMarina Caffiero insegna Storia moderna alla Sapienza. Studiosa di storia sociale e culturale dell’Europa moderna\, ha dedicato particolare attenzione ai rapporti tra religione e politica\, alla storia di genere e alla storia delle comunità ebraiche nell’Italia moderna. \nMaria Pia Donato\, docente di Storia moderna all’Università di Cagliari\, lavora attualmente al Cnrs presso l’Institut d’histoire moderne et contemporaine di Parigi. Tra i suoi interessi\, la storia politica\,\nsociale e culturale di Roma moderna e la storia della medicina e della scienza. \nGiovanna Fiume insegna Storia moderna all’Università di Palermo. Studiosa di storia sociale e storia di genere\, si è occupata di schiavitù e conversioni nel Mediterraneo e ha studiato i processi di canonizzazione di Benedetto il Moro e di Juan de Ribera.
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SUMMARY:Dal libero scambio all’autarchia. Gino Borgatta e gli «interessi dell’economia nazionale»
DESCRIPTION:Giovedì 23 febbraio 2017\, alle ore 17.00\, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Palazzo Mattei di Giove – Via Michelangelo Caetani 32\, Roma)\, sarà presentato il volume Dal libero scambio all’autarchia. Gino Borgatta e gli «interessi dell’economia nazionale» di Luca Tedesco\, Aracne\, 2016. Intervengono: Manfredi Alberti\, Simone Misiani. Coordina: Giovanni Farese. Sarà presente l’autore. \nGino Borgatta è stato oggetto di interesse da parte della comunità scientifica italiana e internazionale soprattutto in relazione ai suoi studi di sociologia finanziaria. Meno indagato è stato invece il lavoro svolto dall’economista aostano\, allievo di Vilfredo Pareto e Luigi Einaudi\, in materia di politica commerciale\, ambito in cui ha ricoperto un ruolo rilevante sia sotto il profilo scientifico che politico. Le analisi di Borgatta circa il protezionismo cerealicolo e siderurgico\, infatti\, inaugurarono una ricca stagione di studi\, mentre indubbiamente originale fu la sua proposta in tema di autarchia negli anni Trenta. La stessa proposta sarebbe stata veicolata sulla grande stampa d’opinione\, facendo di Borgatta un infaticabile opinion maker. \nLuca Tedesco\, già docente Erasmus presso la Freie Universität di Berlino e Professore associato in Storia contemporanea presso l’Università degli Studi Roma Tre\, dirige la collana Liberismi italiani dell’Istituto Bruno Leoni di Torino. Ha pubblicato diverse monografie e articoli sulla storia del pensiero economico\, tra cui Il protezionismo come irrazionalità economica e “sentimento di egoismo patriottico” nell’analisi e nella denuncia di Gino Borgatta sulla grande stampa d’opinione\, 2016; Gino Borgatta e la crisi economica degli anni Trenta tra protezionismo condizionato e autarchia inderogabile\, in «Il pensiero economico italiano»\, 1\, 2012; Il canto del cigno del liberoscambismo: la Lega antiprotezionista e il suo primo convegno nazionale\, 2008; Un tentativo di fronte “padronale”: la Confintesa (1956-1958)\, in «Ventunesimo Secolo»\, 15\, 2008 e L’alternativa liberista. Crisi di fine secolo\, antiprotezionismo e finanza democratica nei liberisti radicali (1898–1904)\, 2002.
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SUMMARY:Due libri su Simone Weil
DESCRIPTION:Venerdì 17 febbraio 2017\, alle ore 17.00\, in collaborazione con Azioni Parallele e IISF (Istituto Italiano per gli Studi Filosofici) Scuola di Roma\, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Palazzo Mattei di Giove – Via Michelangelo Caetani 32\, Roma)\, presentazione dei volumi Esistenza e storia in Simone Weil\, a cura di Luigi Antonio Manfreda\, Federica Negri\, Aldo Meccariello\, Asterios edizioni\, 2016 e\nSimone Weil. L’attenzione al reale\, di Robert Chenavier\, a cura di Federica Negri\, Asterios edizioni\, 2016. Intervengono: Gabriella Caramore\, Mario Tronti. Coordina:\nGabriella Baptist. Saranno presenti i curatori e gli autori dei due volumi.\n“Morta all’età di trentaquattro anni nel 1943\, Simone Weil ha dimostrato\, nella sua vita e nel suo\npensiero\, una tale responsabilità al tempo stesso intellettuale\, morale e politica\, da conferire alla sua\nopera un’esigenza di coerenza\, pur senza diventare mai una specie di sistema.” (R. Chenavier)\nEsistenza e storia in Simone Weil raccoglie gli atti di un convegno realizzato a Monte Porzio Catone\nil 15 e 16 Aprile 2015 Gli studiosi che hanno animato il convegno sono stati sollecitati in maniera\nprofonda da questa pensatrice coerente ed estrema del ‘900\, evidenziando il grande interesse che è\ntuttora riscontrabile nelle sue opere. La tematica del convegno posizionatasi su esistenza e storia è\nstata la sfida bella e difficile per tutti gli interventi che hanno colto le ragioni di una vita che si fa\nopera\, di un pensiero in movimento che non smette di parlarci ancora. (dall’Introduzione dei curatori)\nCiò che emerge dal volume di Chenavier è l’immagine “camaleontica” della Weil in tutta la sua stupefacente grandezza\, che l’autore tratteggia con scientifico distacco e chirurgica precisione. Il compito di consegnare al lettore l’idea di quello che è stato l’iter intellettuale ed esistenziale della Weil è affidato al primo capitolo\, Dalla “vita reale” al “paese reale”\, nel quale (volutamente) l’autore ripercorre\, senza pause e in un vortice di informazioni\, tutti i sentieri percorsi dalla Weil durante il suo cammino. È invece compito degli altri capitoli esplicitare e dare ragione dei concetti\nchiave emersi nel primo. (Luca Bianchin\, Azioni parallele http://www.azioniparallele.it/31-simone-weil/140-\nchenavier-attenzione-weil.html)
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SUMMARY:Il posto di ciascuno. Fratelli\, sorelle e fratellanze (XVI-XIX secolo)
DESCRIPTION:Giovedì 16 febbraio 2017\, alle ore 17.00\, in collaborazione con l’Istituto storico italiano per l’età moderna e contemporanea\, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Palazzo Mattei di Giove – Via Michelangelo Caetani 32\, Roma)\, sarà presentato il volume Il posto di ciascuno. Fratelli\, sorelle e fratellanze (XVI-XIX secolo) di Benedetta Borello\, Viella\, 2016. Intervengono: Renata Ago\, Maria Pia Donato\, Maria Antonietta Visceglia. Coordina: Marcello Verga. Sarà presente l’autrice.\nCosa significava avere un fratello o una sorella nell’Europa di antico regime? In che modo funzionava la rete dei sostegni parentali in un mondo di rapporti poco “liquidi”\, nel quale il familismo non aveva una connotazione negativa? Questo libro affronta tali questioni osservando anzitutto come si comportavano i fratelli tra loro e quanto litigavano sulle cose di casa; ma si occupa anche dell’amore fraterno come ideale cristiano e dello spirito che animava le fratellanze di\nmestiere o che serrava i ranghi dei fratelli in armi. Ogni relazione tra fratelli e sorelle aveva e ha una\ndoppia vita: quella delle esistenze quotidiane\, che lo scavo negli archivi restituisce nella sua materialità; e quella pensata\, immaginata\, idealizzata nei discorsi e raffigurata nei dipinti. I quadri\, la disposizione delle stanze nelle piante degli architetti\, i trattati giuridici\, quelli di medicina e di geografia\, le decisioni dei tribunali e persino gli atti notarili servivano infatti a definire la posizione da ricoprire all’interno di un gruppo coeso di simili: un posto ben preciso che ciascuno poteva accettare serenamente\, avversare con violenza\, negoziare morbidamente e\, talvolta\, apertamente negare\, ma che era inequivocabilmente il suo.\nBenedetta Borello insegna storia moderna e contemporanea all’università dell’Aquila. Si è occupata a lungo di storia delle élites italiane e di storia della famiglia in Europa tra XV e XIX secolo. Tra le sue pubblicazioni: Trame sovrapposte. La socialità aristocratica e le reti di relazioni femminili a Roma\, XVII-XVIII secolo (ESI 2003)\, con Renata Ago\, Famiglie. Circuiti di beni\,\ncircolazioni di affetti in età moderna (Roma 2008)\, Pubblico e pubblici di Antico regime (Pacini\n2009).
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