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SUMMARY:La lunga resistenza delle donne. Ribelli\, antifasciste\, resistenti
DESCRIPTION:Convegno di studi nel centenario delle “leggi fascistissime” (1925-1926) e nell’ottantesimo anniversario della Liberazione e del voto delle donne (1945-1946)\n 27-28 marzo 2026\nCasa della Resistenza\, Verbania-Fondotoce \nPer una rilettura dell’antifascismo femminile in una prospettiva di lungo periodo.  \nIn tempi recenti\, la storia politica delle donne sembra riscuotere nuovo interesse\, come confermano studi e convegni promossi da numerosi enti e istituti storici. Si è\, dunque\, tornati a parlare di militanza politica delle donne a più livelli (nazionale e transnazionale; trasversalmente e all’interno dei diversi partiti e movimenti) adottando un’ampia prospettiva di indagine capace di mettere a fuoco linee di continuità e rotture\, comprese quelle generazionali.  \nAlla luce di questo rinnovato interesse e nella consapevolezza di accogliere metodologie e categorie messe a punto dalla storia di genere nell’ambito politico in un ormai lungo arco temporale\, si ritiene significativo tornare a produrre ricerche e occasioni di confronto sulla elaborazione teorico politica e sulle pratiche dell’antifascismo secondo una prospettiva “lunga” che connetta l’antifascismo degli anni del regime mussoliniano ai venti mesi della Resistenza al nazifascismo\, al fine di promuovere sia un bilancio aggiornato sugli studi compiuti in materia (dagli anni Settanta a oggi) sia nuove linee interpretative e indagini.  \nPur nella consapevolezza storiografica del diverso contesto e\, dunque\, delle diverse identità generazionali e politiche che contraddistinguono il movimento degli anni Venti-Trenta dalla Resistenza al nazifascismo nel biennio 1943-1945\, si ritiene che la prospettiva di medio periodo possa contribuire ad andare oltre la figura (a volte riduttiva e stereotipata) della “staffetta” partigiana per valorizzare il contributo sul piano politico (teorico e pratico) e il significato della militanza antifascista delle donne durante tutti i venti anni del regime. \nSi tratta di un ambito di ricerca che se\, da un lato\, ha visto la moltiplicazione di biografie di singole militanti\, dall’altro presenta più di un territorio da dissodare\, come conferma la mancanza di biografie collettive di donne che hanno militato trasversalmente e/o all’interno dei diversi partiti e movimenti antifascisti. Tale prospettiva si incrocia con gli studi che numerosi istituti (a partire dall’Istituto nazionale Ferruccio Parri) stanno attualmente conducendo sulla partecipazione di militanti italiane alla Resistenza nazifascista condotta in altri Paesi europei e sulle modalità di presenza delle donne nelle formazioni partigiane. In tal senso\, il progetto intende approfondire sia la dimensione transnazionale e internazionale\, sollecitando anche una rinnovata stagione di studi sul ruolo delle fuoriuscite antifasciste durante il ventennio\, sia un’integrazione tra gli aspetti politici e militari dell’impegno femminile negli anni della Resistenza\, confrontandosi con le immagini e gli stereotipi della donna “militante politica” e della “partigiana” veicolati dalle diverse forme di comunicazione pubblica e mass-mediatica.  \nDa queste premesse prende le mosse il convegno “La lunga resistenza delle donne” che\, privilegiando un’ottica di genere\, tenendo ben salde dimensione pubblica e privata\, nazionale e transnazionale\, anche alla luce delle nuove domande poste dal presente\, proponga un bilancio storiografico e nuove ricerche sul lungo antifascismo espresso dalle donne.\nIngresso libero e gratuito. \nIl convegno è organizzato dalla Casa della Resistenza di Verbania Fondotoce con la collaborazione del Consiglio regionale del Piemonte-Comitato Resistenza e Costituzione e con il patrocinio di Provincia del Verbano-Cusio-Ossola\, Città di Verbania\, Università di Losanna (Unil.)\, Dipartimento di Scienze politiche e internazionali dell’Università di Siena\, Istituto nazionale Ferruccio Parri\, Istituto piemontese per la storia della Resistenza e della società contemporanea “Giorgio Agosti” (Istoreto)\, Fondazione Ernesto Rossi-Gaetano Salvemini\, Fondazione Archivio diaristico nazionale di Pieve Santo Stefano. \nIl comitato scientifico del convegno è composto da Patrizia Gabrielli (Università di Siena)\, Antonella Braga (Fondazione Ernesto Rossi-Gaetano Salvemini)\, Barbara Berruti e Chiara Colombini (Istoreto)\, Isabella Insolvibile (Università telematica Mercatorum\, Irsifar)\, Andrea Pozzetta (Casa della Resistenza)\, Nelly Valsangiacomo (Università di Losanna). \nPer informazioni: care@casadellaresistenza.it
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SUMMARY:Sguardi e racconti. Narrare e rappresentare la storia delle resistenze attraverso la fotografia
DESCRIPTION:Convegno internazionale di studi sulle fonti visive delle resistenze al nazifascismo\n10-11 ottobre 2025  – Casa della Resistenza\, via Turati 9\, Verbania Fondotoce \nIl 10 e 11 ottobre 2025 la Casa della Resistenza di Verbania Fondotoce ospiterà un convegno internazionale di studi dedicato alle fonti fotografiche delle resistenze al nazifascismo\, per un confronto aperto al dibattito su nuove fonti e inedite chiavi di lettura.\nA ottant’anni dalla conclusione del secondo conflitto mondiale nonché dalla liberazione dal nazifascismo\, crediamo sia utile e indispensabile continuare a riflettere su queste vicende. La guerra partigiana aveva posto fine alla dittatura fascista che per oltre un ventennio aveva oppresso larga parte della società italiana. La Resistenza aveva anche avviato un sorprendente percorso di libertà e di trasformazione radicale dell’identità nazionale\, creando le basi per modificare gli assetti istituzionali del Paese e per codificare i principi fondamentali che verranno fatti propri dalla nuova Carta costituzionale. Con la caduta definitiva del fascismo nel 1945 si era posto fine al ciclo di conflitti armati in cui il regime aveva trascinato l’Italia in uno stato di guerra permanente dalla prima metà degli anni Trenta. Molti italiani\, che aderirono alla lotta di Liberazione\, nei quindici anni precedenti in vari Paesi occupati avevano combattuto la Resistenza partigiana locale\, facendo esperienza di violente pratiche di repressione tra i civili. La situazione internazionale in cui oggi viviamo pone al centro di ogni riflessione il dovere di analizzare sempre a fondo le responsabilità storiche reciproche.\nAl tempo stesso appare evidente come sia indispensabile rilanciare l’attenzione rivolta alla raccolta\, alla conservazione e alla promozione dello studio della documentazione riferentesi a quelle vicende storiche. Alla luce di una rinnovata stagione di studi su di esse\, che ha visto riscoprire e valorizzare nella ricerca anche le fonti di cultura materiale\, dobbiamo purtroppo constatare che la fonte documentale maggiormente penalizzata negli ultimi anni è stata la fotografia. La sua capacità di narrare con estrema facilità\, la sua flessibilità nel suggerire contesti o nel rendere credibili situazioni prive di altri elementi documentali di confronto\, l’ha posta nella condizione di poter venire manipolata\, decontestualizzata\, reinterpretata\, consentendo di attribuire\, ad esempio\, false identità a luoghi e persone. Ci troviamo di fronte a una sempre più ampia incapacità di interrogare adeguatamente le immagini anche se si ritiene utile esibirle nella propria cassetta degli attrezzi storiografici o didattici\, guardandosi bene dall’utilizzarle come fonti documentali. Esse\, pertanto\, vengono spesso accantonate o relegate nell’universo dei materiali poco affidabili\, utili per alleggerire la comunicazione in forma di generica illustrazione\, indispensabili nella divulgazione di massa. A una loro grande diffusione\, tanto in ambito scientifico che divulgativo o didattico\, corrisponde una fragilità della riflessione metodologica e dell’utilizzo avveduto.\nIl convegno Sguardi e racconti si pone\, quindi\, l’obiettivo di avviare un confronto tra le diverse esperienze sviluppatesi sia in Italia sia nei territori che furono aree di occupazione militare da parte dell’Italia fascista con il duplice fine di analizzare\, da un lato\, le peculiarità della lotta di Liberazione nelle diverse realtà geografiche\, sociopolitiche o con forti caratterizzazioni etniche\, dall’altro verificare la disponibilità e accessibilità delle fonti iconografiche e documentali.\nIl convegno nasce da un’idea dello studioso della fotografia resistenziale Adolfo Mignemi ed è organizzato in collaborazione con il Consiglio regionale del Piemonte-Comitato Resistenza e Costituzione. L’iniziativa vede inoltre il patrocinio dell’Istituto nazionale Ferruccio Parri\, dell’ASMI\, dell’Archivio Luce Cinecittà\, del Dipartimento Formazione e apprendimento della Scuola universitaria professionale della Svizzera italiana\, oltre che della Città di Verbania e della Provincia del Verbano Cusio Ossola.\nGli insegnanti che parteciperanno al convegno potranno ottenere il riconoscimento dei crediti per l’attività formativa. L’attività sarà infatti valida ai fini dell’aggiornamento professionale dei docenti.
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