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SUMMARY:Ansia di purezza. Il fascismo e il nazismo nella stampa satirica italiana e tedesca (1943-1963)
DESCRIPTION:Giovedì 18 febbraio 2016\, alle ore 17.00\, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Palazzo Mattei di Giove Via Michelangelo Caetani 32\, Roma) sarà presentato il volume Ansia di purezza. Il fascismo e il nazismo nella stampa satirica italiana e tedesca (1943-1963) di Dario Pasquini\, prefazione di Filippo Focardi\, Viella\, 2015. Saluti: Rosanna De Longis\, Eugenio Lo Sardo. Intervengono: Agostino Bistarelli\, Lutz Klinkhammer\, Luca La Rovere. Coordina: Maria Pia Critelli. \nIn questa monografia\, la prima finora dedicata a un confronto fra la memoria del fascismo in Italia e la memoria del nazismo in Germania (Est e Ovest)\, l’autore ci conduce in un viaggio attraverso un universo affascinante e poco esplorato come quello della stampa satirica del dopoguerra\, individuando nella diffusione della demarcazione fra puro e impuro lo snodo rivelatore di una situazione di ansia legata ai due regimi\, con diversi esiti nelle due nazioni.\nUn’ansia in primo luogo derivante dalle procedure di epurazione del dopoguerra\, davanti alle quali la società tedesca e quella italiana si sentirono messe sul banco degli imputati. Ma anche da un disagio più profondo. In questo senso\, il ribrezzo provocato dalla diffusione delle immagini dei crimini nazisti favorì una significativa presa di distanza dei tedeschi dall’esperienza della dittatura. Al contrario\, in Italia una rappresentazione del fascismo edulcorata ha fatto spazio\, nell’opinione pubblica del dopoguerra\, a una relazione più ambigua\, e ancor oggi non risolta\, con la memoria del trascorso regime. \nDario Pasquini è stato fra il 2008 e il 2009 Marie-Curie-Fellow presso l’Università di Bielefeld. Nel 2010 ha conseguito un dottorato in Storia contemporanea presso l’Università di Torino e la Freie Universität di Berlino. Ha pubblicato articoli sulla storia del giornalismo e sul rapporto fra satira e storia delle emozioni.
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SUMMARY:Non solo canzonette. L’Italia della Ricostruzione e del Miracolo attraverso il Festival di Sanremo
DESCRIPTION:Sabato 13 febbraio 2016\, alle ore 11.00\, presso l’auditorium dell’Istituto centrale per i beni sonori e audiovisivi (Palazzo Mattei di Giove Via Michelangelo Caetani 32\, Roma)\, la Biblioteca di storia moderna e contemporanea e l’Istituto centrale per i beni sonori e audiovisivi e presentano il volume Non solo canzonette. L’Italia della Ricostruzione e del Miracolo attraverso il Festival di Sanremo di Leonardo Campus\, Le Monnier\, 2015 (nota introduttiva di Stefano\nBollani). Intervengono: Felice Liperi\, Marilisa Merolla\, Giovanni Orsina. Coordina: Massimo Pistacchi.\nUno sguardo diverso ai Festival del passato nel giorno della finale dell’edizione 2016.\nNegli anni Cinquanta e Sessanta la società italiana attraversa un periodo decisivo\, nel quale cambia\nin modo rapido e profondo\, come forse mai nella sua storia. Il libro racconta questo momento di passaggio utilizzando una categoria di fonti storiche inconsueta e formidabile: le canzoni di Sanremo. Da Nilla Pizzi a Claudio Villa\, da Modugno a Celentano\, da Mina alla Cinquetti\, quelle prime\, seguitissime edizioni del Festival riflettono il percorso dell’Italia dal Dopoguerra al Boom\, dalla povertà al benessere\, da società contadina a moderna potenza industriale. Analizzando le canzoni sia da un punto di vista testuale che musicale ed inquadrandole nel generale contesto di ricostruzione storica di quegli anni\, viene messo in luce come quelle musiche e parole\, quei divi e quel pubblico rivelino i mutamenti (e le resistenze al cambiamento) di un Paese attratto e spaventato dalla modernità. Cambia il modo di rappresentare la realtà\, di guardare all’America\, nonché\nl’immagine dell’amore\, della donna e della famiglia. Mentre partiti politici ed intellettuali come Pasolini\, Eco\, Fallaci e Montanelli si interrogano sul Festival\, gli italiani ne decretano a gran voce il successo\, canticchiandolo\, criticandolo o facendo entrambe le cose.\nLeonardo Campus è dottore di ricerca in Storia Contemporanea (Università La Sapienza\, Roma). Ha\npubblicato studi storici in Italia e all’estero\, tra cui il libro I sei giorni che sconvolsero il mondo. La crisi dei missili di Cuba e le sue percezioni internazionali (2014). Da anni lavora inoltre come giornalista e come\nautore Rai (“La Storia siamo noi”\, “Raistoria”\, “Il Tempo e la Storia”). Ha conseguito il diploma di V anno\nin Pianoforte al Conservatorio Alfredo Casella de L’Aquila ed ha svolto per anni attività di musicista.
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SUMMARY:Perché e quando la malaria smette di uccidere a Roma e dintorni. Daisy Miller dal Colosseo al Canale Mussolini
DESCRIPTION:Sabato 13 febbraio alle ore 11.00\, presso l’Archivio Storico Capitolino (Piazza dell’Orologio\, 4 – 00186 Roma)\, conferenza di Gilberto Corbellini (Sapienza Università di Roma)\, sul tema:\nPerché e quando la malaria smette di uccidere a Roma e dintorni: Daisy Miller dal Colosseo al Canale Mussolini \nQuinto incontro del ciclo Educare alla città: i luoghi della scienza (14 novembre 2015 – 14 maggio 2016) \nLa scienza è un aspetto del tutto estraneo alle immagini e alle autorappresentazioni di Roma moderna. Se si eccettua il progetto\, subito tramontato\, avanzato da Quintino Sella all’indomani dell’Unità\, di fare di Roma capitale “un centro scientifico di luce”\, un polo di cultura laica e positivista da contrapporre al cosmopolitismo della Chiesa cattolica\, la scienza non è mai entrata nel repertorio ideologico e simbolico messo in campo dai governi e dalle amministrazioni comunali per modellare il futuro\, ma anche il passato della città. Questo dato di fatto è il risultato di scelte politiche\, culturali e storiografiche. Da una parte il carattere di Roma come città burocratica e amministrativa\, centro di consumo più che di produzione\, per lo più impermeabile al riformismo tecnocratico e volutamente tenuta lontana dall’operaismo. Dall’altra\, il prevalere in Italia nel corso del Novecento di forme di cultura che per una serie complessa di ragioni sono venute manifestando un’attenzione solo marginale alle riflessioni e alle attività scientifiche. Infine\, una storia della scienza sedotta dagli “eroi” e vittima di un forte pregiudizio ideologico verso una città che\, in quanto sede della Chiesa\, si riteneva del tutto estranea all’interesse per la scienza nei suoi aspetti di frontiera. \nIl ciclo I luoghi della scienza\, ideato e curato da Federica Favino (Dipartimento di Storia\, Culture\, Religioni – Sapienza Università di Roma) e inserito all’interno del programma Educare alle mostre educare alla città\, organizzato dall’Assessorato Cultura e Sport di Roma Capitale – Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali\, in collaborazione con l’Archivio Storico Capitolino\, l’Istituzione Biblioteche di Roma\, la Biblioteca di Storia Moderna e Contemporanea\, l’Università di Roma Sapienza\, l’Università di Roma Tre\, si propone di contribuire a colmare questa lacuna\, mettendo in luce e raccontando alcuni di quei luoghi in cui\, al contrario di quanto si potrebbe comunemente pensare\, è stata costruita una parte importante della storia della scienza nazionale ed internazionale. Come risulterà evidente\, Via Panisperna è solo il più noto dei poli di eccellenza scientifica cresciuti nella capitale.Nel corso di otto incontri a cadenza mensile – da novembre 2015 a maggio 2016 – affidati a studiosi della materia\, accompagneremo gli studenti\, gli insegnanti\, il pubblico più attento alla storia culturale della città in una visita virtuale attraverso una “Roma scientifica” che solo chi conosce può vedere.\n1. 14 novembre 2015\, ore 11.00 – Biblioteca di Storia Moderna e Contemporanea (Via Michelangelo Caetani\, 32)\nPietro Corsi\, Oxford University\nIl sogno di Quintino Sella: Roma capitale di uno Stato moderno\n2. 24 novembre 2015\, ore 11.00 Museo Civico di Zoologia (Via Ulisse Aldovrandi\, 18)\nCarla Marangoni\, Museo civico di zoologia\, Roma Dall’Archiginnasio pontificio al Museo di Zoologia: storia delle collezioni zoologiche a Roma\n3. 12 dicembre 2015\, ore 11.00 – Archivio Storico Capitolino (Piazza dell’Orologio\, 4)\nGiovanni Paoloni\, Sapienza Università di Roma\nPalazzo Corsini: i Lincei nella Roma di Quintino Sella\n4. 16 gennaio 2016\, ore 11.00 – Archivio Storico Capitolino\nLorenza Merzagora\, Sistema Museale Naturalistico del Lazio RESINA\nPiccoli tesori e grandi progetti: alla scoperta dei musei scientifici di Roma e del Lazio\n5. 13 febbraio 2016\, ore 11.00 – Archivio Storico Capitolino\nGilberto Corbellini\, Sapienza Università di Roma\nPerché e quando la malaria smette di uccidere a Roma e dintorni: Daisy Miller dal Colosseo al Canale Mussolini\n6. 12 marzo 2016\, ore 11.00 – Biblioteca di Storia Moderna e Contemporanea\nFrancesco Cassata\, Università di Genova\nStudiare il DNA dal Tevere a Chicago: Franco Graziosi e la biologia molecolare in Italia\n7. 16 aprile 2016\, ore 11.00 – Archivio Storico Capitolino\nGianni Battimelli\, Sapienza Università di Roma\nLe strade che partono da via Panisperna. Itinerari della fisica romana del Novecento\n8. 14 maggio 2016\, ore 11.00 – Biblioteca di storia moderna e contemporanea\nIleana Chinnici\, Istituto Nazionale di AstrofisicaSpecola contro Specola: il Collegio romano e il Campidoglio \nIngresso gratuito – Prenotazione obbligatoria al numero 060608\nInfo: www.bsmc.it info_didatticasovraintendenza@comuneroma.it\ndidattica@zetema.it\nwww.museiincomuneroma.it\nwww.sovraintendenzaroma.it
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SUMMARY:La difesa dell’italianità. L’Ufficio per le zone di confine a Bolzano\, Trento e Trieste (1945-1954)
DESCRIPTION:Mercoledì 10 febbraio 2016\, alle ore 17.00\, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Palazzo Mattei di Giove – Via Michelangelo Caetani 32\, Roma)\, sarà presentato il volume La difesa dell’italianità. L’Ufficio per le zone di confine a Bolzano\, Trento e Trieste (1945-1954) a cura di Diego D’Amelio\, Andrea Di Michele\, Giorgio Mezzalira\, il Mulino\, 2015. Saluti: Paola Tarquini. Intervengono: Gianluca Fiocco\, Andreas Gottsmann\, Maria Maione. Coordina: Rosanna De Longis. \nL’Ufficio per le zone di confine (Uzc)\, attivo dal 1947 al 1954 sotto la responsabilità politica del giovane sottosegretario alla Presidenza del consiglio Giulio Andreotti\, rappresenta una fonte di assoluto rilievo per comprendere la storia delle aree italiane di frontiera\, nella fase di transizione del secondo dopoguerra. L’Ufficio fu infatti il laboratorio in cui si studiarono le politiche relative alle regioni di confine e il terminale incaricato di applicarvi le strategie del governo. L’Uzc operò in contesti complessi come quelli dell’Alto Adige e della Venezia Giulia\, connotati dall’emergere di questioni che mettevano in discussione la stessa sovranità italiana su quei territori. Sulla base dello studio della documentazione dell’Ufficio\, recentemente riordinata e messa a disposizione dall’Archivio della Presidenza del consiglio\, le ricerche qui proposte – di studiosi di lingua italiana\, tedesca e slovena provenienti dalle rispettive aree di confine – permettono di evidenziare similitudini e divergenze delle scelte di Roma nella «difesa dell’italianità» delle frontiere. \nDiego D’Amelio svolge attività di ricerca presso l’Istituto storico italo-germanico di Trento (Fondazione Bruno Kessler) e dirige la rivista «Qualestoria»\, edita dall’Istituto regionale per la storia del movimento di liberazione nel Friuli Venezia Giulia.\nAndrea Di Michele è ricercatore presso il Centro di competenza storia regionale della Libera Università di Bolzano. Tra le sue pubblicazioni: «Storia dell’Italia repubblicana. 1948-2008» (Milano\, 2008).\nGiorgio Mezzalira è insegnante liceale e si occupa di ricerca storica in ambito regionale (Tirolo\, Alto Adige e Trentino). Tra le sue pubblicazioni: «Passaggi e prospettive. L’età contemporanea in Alto Adige» (Bolzano\, 2013).
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SUMMARY:Un confine nel Mediterraneo. L’Adriatico orientale tra Italia e Slavia (1300-1900)
DESCRIPTION:Martedì 9 febbraio 2016\, alle ore 17.00\, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Palazzo Mattei di Giove – Via Michelangelo Caetani 32\, Roma)\, in collaborazione con l’Istituto storico italiano per l’età moderna e contemporanea\, sarà presentato il volume Un confine nel Mediterraneo. L’Adriatico orientale tra Italia e Slavia (1300-1900) di Egidio Ivetic\, Viella\, 2014. Intervengono: Francesco Guida\, Rita Tolomeo\, Marcello Verga. Coordina: Rosanna De Longis. \nL’Adriatico orientale è una delle zone più complesse del Mediterraneo. Il libro propone una lettura di questo litorale: confine tra modelli di civiltà\, frontiera tra Stati e religioni\, un soggetto/oggetto storico di per sé ancora non compreso. Più nello specifico\, si interpreta qui la faglia divisoria\, il confine tra Italia e Slavia\, intese come dimensioni linguistiche e di identificazione\, che per secoli si sono sedimentate\, confrontate e infine contrapposte sulle rive orientali dell’Adriatico. I confini orientali d’Italia sfumano tra le civiltà urbane vincolate a Venezia e l’entroterra montuoso\, si confondono nella stessa Slavia adriatica\, in una reciprocità che complica l’idea dello spazio culturale e nazionale omogeneo\, sia italiano sia slavo. Sullo sfondo di una riflessione storiografica transnazionale\, e con lo sguardo non circoscritto alle periodizzazioni tradizionali\, il libro ripercorre le convivenze e le divisioni tra popolazioni\, decostrui­sce l’idea stessa di confine\, andando oltre i canoni delle storiografie coinvolte e le separazioni culturali ancora vive in queste terre mediterranee. \nEgidio Ivetic insegna Storia moderna e Storia dell’Europa orientale all’Università degli Studi di Padova. Tra le sue ultime pubblicazioni: Le guerre balcaniche (il Mulino\, 2006); L’Istria moderna 1500-1797. Una regione confine (Cierre\, 2010); Jugoslavia sognata. Lo jugoslavismo delle origini (FrancoAngeli\, 2012)\, I Balcani dopo i Balcani. Eredità e identità (Salerno editrice\, 2015).
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SUMMARY:La Grande Guerra e i ragazzi
DESCRIPTION:Mercoledì 3 febbraio 2016\, alle ore 16\,30\, presso la Biblioteca di Storia moderna e contemporanea (Palazzo Mattei di Giove\, Via Michelangelo Caetani 32\, Roma)\nsarà presentato il numero monografico (n. 159/ 2015) della rivista «Pagine Giovani»\, dal titolo Mercoledì 3 febbraio 2016\, alle ore 16\,30\, presso la Biblioteca di Storia moderna\ne contemporanea (Palazzo Mattei diGiove\, Via Michelangelo Caetani 32\, Roma)\nsarà presentato il numero monografico (n. 159/ 2015) della rivista trimestrale\n“Pagine Giovani”\, dal titolo La Grande Guerra e i ragazzi. Intervengono:\nGiuseppina Abbate\, Claudia Camicia\, Italo Spada. Coordina: Vincenzo\nSchirripa.\nIl Gruppo di Servizio per la Letteratura Giovanile (GSLG) è un’associazione di promozione sociale\nfondata nel 1976 a Roma. Vi aderiscono autori (scrittori e illustratori)\, critici di letteratura per ragazzi\,\ndocenti universitari\, insegnanti\, bibliotecari e rappresentanti di gruppi di genitori\, interessati al problema\ndella lettura nell’era dei media visivi e alle tendenze del mondo editoriale. In questo campo il GSLG\, con le\nsue sedi di Torino\, Chiavari\, Bari\, Treviso\, Fabriano svolge un’azione esemplare\, unica e diffusa su tutto il\nterritorio nazionale\, allo scopo di promuovere gli studi sulla letteratura giovanile\, la sua maggiore\nconoscenza attraverso corsi e conferenze\, e la promozione della lettura fra i giovanissimi con iniziative di\nanimazione culturale rivolte soprattutto agli alunni della scuola dell’obbligo. L’organo ufficiale del GSLG è\nla rivista trimestrale Pagine Giovani sui problemi della lettura\, sulla didattica e su esempi e modelli di\nanimazione della lettura\, a cui si aggiungono numerose recensioni critiche di libri per bambini\, ragazzi e\nadolescenti. La monografia è dedicata alla ricorrenza del Centenario del primo conflitto mondiale. L’insieme\ndei contributi “illustra la presenza diacronica di questo tragico evento nei libri per ragazzi (non sempre con\nintenti pacifisti)\, testimonia come nel corso dei secoli la carta stampata\, e più recentemente anche la\nfilmografia\, siano state spesso utilizzate come strumento di indottrinamento e di conformazione delle giovani\ngenerazioni” (dall’Introduzione di Angelo Nobile).\nEcco in sintesi i contributi:\nFrancesca Beduschi analizza le coeve pubblicazioni per ragazzi\, inclusi alcuni giornalini; una scelta\nselezione di opere per ragazzi edite dal secondo dopoguerra ai nostri giorni è l’argomento scandagliato con\nsensibilità pedagogica da Domenico Volpi; Renato Ciavola presenta un denso contributo critico\nsull’iconografia di vari soggetti narrativi (libro\, fumetto\, abbecedari\, pubblicità…); Claudia Camicia\nanalizza cartoline e manifesti come strumento di propaganda; Giuseppina Abbate ripercorre storicamente la\ntrattazione della Grande Guerra nei manuali scolastici per la scuola elementare\, dal conflitto al nuovo\nmillennio; Italo Spada offre una amplissima e esaustiva galleria di film dedicati alla Grande Guerra;\nMarino Cassini presenta una rassegna dei francobolli dedicati nell’arco di un secolo a fatti e personaggi\nprotagonisti del medesimo evento.. Intervengono:\nGiuseppina Abbate\, Claudia Camicia\, Italo Spada.\nCoordina: Vincenzo Schirripa.\nIl Gruppo di Servizio per la Letteratura Giovanile (GSLG) è un’associazione di promozione sociale fondata nel 1976 a Roma. Vi aderiscono autori (scrittori e illustratori)\, critici di letteratura per ragazzi\, docenti universitari\, insegnanti\, bibliotecari e rappresentanti di gruppi di genitori\, interessati al problema della lettura nell’era dei media visivi e alle tendenze del mondo editoriale. In questo campo il GSLG\, con le sue sedi di Torino\, Chiavari\, Bari\, Treviso\, Fabriano svolge un’azione esemplare\, unica e diffusa su tutto il territorio nazionale\, allo scopo di promuovere gli studi sulla letteratura giovanile\, la sua maggiore conoscenza attraverso corsi e conferenze\, e la promozione della lettura fra i giovanissimi con iniziative di animazione culturale rivolte soprattutto agli alunni della scuola dell’obbligo. L’organo ufficiale del GSLG è\nla rivista trimestrale Pagine Giovani sui problemi della lettura\, sulla didattica e su esempi e modelli di\nanimazione della lettura\, a cui si aggiungono numerose recensioni critiche di libri per bambini\, ragazzi e\nadolescenti. La monografia è dedicata alla ricorrenza del Centenario del primo conflitto mondiale. L’insieme\ndei contributi “illustra la presenza diacronica di questo tragico evento nei libri per ragazzi (non sempre con\nintenti pacifisti)\, testimonia come nel corso dei secoli la carta stampata\, e più recentemente anche la\nfilmografia\, siano state spesso utilizzate come strumento di indottrinamento e di conformazione delle giovani\ngenerazioni” (dall’Introduzione di Angelo Nobile).\nEcco in sintesi i contributi:\nFrancesca Beduschi analizza le coeve pubblicazioni per ragazzi\, inclusi alcuni giornalini; una scelta\nselezione di opere per ragazzi edite dal secondo dopoguerra ai nostri giorni è l’argomento scandagliato con\nsensibilità pedagogica da Domenico Volpi; Renato Ciavola presenta un denso contributo critico\nsull’iconografia di vari soggetti narrativi (libro\, fumetto\, abbecedari\, pubblicità…); Claudia Camicia\nanalizza cartoline e manifesti come strumento di propaganda; Giuseppina Abbate ripercorre storicamente la\ntrattazione della Grande Guerra nei manuali scolastici per la scuola elementare\, dal conflitto al nuovo\nmillennio; Italo Spada offre una amplissima e esaustiva galleria di film dedicati alla Grande Guerra;\nMarino Cassini presenta una rassegna dei francobolli dedicati nell’arco di un secolo a fatti e personaggi\nprotagonisti del medesimo evento.
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SUMMARY:La politica cinematografica del regime fascista di Alfonso Venturini
DESCRIPTION:Martedì 2 febbraio 2016\, alle ore 17.00\, presso la Biblioteca di storia moderna e\ncontemporanea (Palazzo Mattei di Giove – Via Michelangelo Caetani 32\, Roma)\, sarà presentato il volume La politica cinematografica del regime fascista di Alfonso Venturini\, Carocci editore\, 2015. Intervengono: Manfredi Alberti\, Claudio Siniscalchi\, Maurizio Zinni. Coordina: Alessandra Staderini.\nAttraverso un’originale ricerca presso archivi pubblici e privati\, il volume ricostruisce l’intervento del regime fascista in campo cinematografico\, a partire dagli inizi degli anni Trenta\, con l’avvento del cinema sonoro\, fino alla sua caduta\, delineandone le strategie e le evoluzioni nel corso degli anni\, così come emergono dall\’analisi della legislazione e delle direttive prese dal ministero della Cultura popolare. La seconda metà degli anni Trenta\, in particolare\, è caratterizzata da un proliferare di iniziative in campo cinematografico\, alcune delle quali\, come la costruzione di Cinecittà\, di rilevante portata anche per i decenni successivi\, testimoniano le intenzioni del regime di dare vita a una cinematografia fascista; intenzioni che però cambiarono nel tempo anche per le\ndiverse visioni che dell’industria e del mezzo cinematografico avevano gli uomini del regime che si\nalternarono ai vertici ministeriali. Lo studio è incentrato esclusivamente sul cinema di finzione\,\npreso in esame sia dal punto di vista economico e produttivo\, sia come mezzo espressivo usato dal\nregime a scopo propagandistico in maniera incostante e con alterni risultati.\nAlfonso Venturini\, dottore di ricerca in Storia del XX secolo presso la facoltà “Cesare Alfieri” di Firenze\,\ncollabora attualmente al corso di Storia contemporanea della stessa facoltà. Ha scritto articoli e saggi inerenti\nil rapporto fra cinema e storia\, con particolare attenzione al periodo della Seconda guerra mondiale.
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SUMMARY:L'interprete di Auschwitz. Arminio Wachsberger\, un testimone di eccezione della deportazione degli ebrei di Roma
DESCRIPTION:Giovedì 28 gennaio 2016\, alle ore 16.30\, presso l’Auditorium dell’Istituto centrale per i beni sonori e audiovisivi (Palazzo Mattei di Giove\, Via Michelangelo Caetani 32\, Roma)\, sarà presentato il volume L’interprete di Auschwitz. Arminio Wachsberger\, un testimone di eccezione della deportazione degli ebrei di Roma di Gabriele Rigano\, Guerini e Associati\, 2016. Intervengono: Anna Foa\, Alessandro Portelli\, Bruno Pischedda\, Siriana Sgavicchia. Coordina: Marino Sinibaldi.\nArminio Wachsberger venne arrestato dai nazisti a Roma il 16 ottobre 1943 e deportato ad Auschwitz perché ebreo. Dei 1.024 rastrellati quel giorno\, ne tornarono solo 16: Arminio è uno di questi. Da subito\, appena dopo la fine della guerra\, il protagonista di questa storia ha voluto\ntestimoniare sulle travagliate vicende della sua vita\, con la parola e con la scrittura. La sua intraprendenza e la conoscenza delle lingue gli hanno permesso di guardare e raccontare gli eventi da un punto di vista privilegiato: quello dell’interprete tra i deportati e le autorità naziste. Dopo la guerra il suo ruolo di interprete non è venuto meno\, e non solo nei tribunali: i suoi racconti hanno tradotto in un linguaggio comprensibile una realtà ai confini dell’immaginabile: la tragica esperienza dei lager nazisti. L’appassionata dedizione di Arminio Wachsberger al suo compito di testimone ha fatto emergere nuovamente diverse domande cruciali (su cui altri autori\, fra cui Primo Levi\, si erano interrogati con sofferta lucidità): che cosa si ricorda? che rapporto esiste tra\ntestimonianza e verità? perché tra storici e testimoni è sorta una reciproca diffidenza? che rapporto esiste tra storia e memoria? quale ruolo svolgono la scrittura e la letteratura nella trasmissione della memoria?\n____________________\nGabriele Rigano è ricercatore presso l’Università per Stranieri di Perugia. È redattore capo di\nStoria e Politica. Annali della Fondazione Ugo La Malfa e condirettore della collana editoriale\n«Quaderni. Annali della Fondazione Ugo La Malfa». Ha pubblicato vari saggi di storia religiosa e\npolitica del Novecento. Ha curato\, con altri studiosi\, Roma 16 ottobre 1943.Anatomia di una deportazione (2006)\, e ha pubblicato Il caso Zolli. L’itinerario di un intellettuale in bilico tra fedi\, culture e nazioni (2006); Il podestà giusto d’Israele. Vittorio Tredici il fascista che salvò gli ebrei (2009).
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SUMMARY:Nel ventre nero della storia: Giorno della memoria 2016
DESCRIPTION:Lunedì 25 gennaio\, ore 10.00-13.00\, presso l’Auditorium dell’Istituto centrale per i beni sonori e audiovisivi (Via M. Caetani\, 32 – Roma)\, l’ICBSA e la Biblioteca di storia moderna e contemporanea organizzano la\nProiezione del documentario Nel ventre nero della storia (Italia\, 2009)\, regia: Luigi M. Faccini; montaggio: Sara Bonatti; musiche: Oliviero Lacagnina\, Riccardo Joshua Moretti; produzione: Bubul & Co per Ippogrifo Liguria; durata: 71’.\n“Era il 1933\, quando già Hitler stava al potere. Ma qui non pare che loro ne vogliano tenere conto\, perchè loro sono molto ben vestiti\, gente che emana sicurezza. Forse facevano finta che nessuna tempesta si avvicinasse. Era un matrimonio. Si attaccavano a quella felicità… Nel 1938\, dopo le leggi razziali\, mio padre parte per un viaggio verso gli Stati Uniti. Va per vedere se fosse possibile emigrare. Ma non tutto filò per il verso giusto. Le autorità americane che avevano operato forti restrizioni sulle quote di emigrazione ebraica gli consentivano di portare con sé soltanto moglie e figli\, ma non mia nonna Rachele\, sua madre. Mia nonna aveva 65 anni. Fu considerata vecchia\, persona che non poteva produrre ricchezza. Mio padre non si sentì di lasciarla da sola. Scelse di esporre al pericolo tutta la propria famiglia…”\nInterventi di: Rosanna De Longis\, Marina Piperno\, Luigi Faccini. \nLe iniziative sono organizzate dalla Biblioteca di storia moderna e contemporanea e dall’Istituto centrale per i beni sonori e audiovisivi\, in collaborazione con il Progetto memoria del CDEC e della Comunità ebraica di Roma. Nel corso degli incontri sarà illustrato il data base della USC Shoah Foundation fondata da Steven Spielberg nel 1994 per raccogliere le interviste realizzate ai testimoni della tragedia della Shoah\, che ha il suo unico punto di accesso in Italia presso l’Istituto centrale per i beni sonori e audiovisivi.
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SUMMARY:Archeologia italiana e tedesca in Italia durante la costituzione dello Stato Unitario
DESCRIPTION:Venerdì 22 gennaio 2016\, alle ore 17.00\, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Palazzo Mattei di Giove\, Via Michelangelo Caetani 32\, Roma)\, sarà presentato il volume Archeologia italiana e tedesca in Italia durante la costituzione dello Stato Unitario. Atti delle giornate internazionali di studio Roma 20-21 settembre – Napoli 23 novembre 2011\, a cura di Carmela Capaldi\, Thomas Fröhlich\, Carlo Gasparri\, Quaderni del Centro Studi Magna Grecia; 20 – Studi di Antichità; 2\, Naus Editoria\, 2014. Intervengono: Marco Buonocore\, Ortwin Dally\, Andrea Giardina. Coordina: Rosanna De Longis. \nIl volume raccoglie gli atti degli incontri di studi promossi dall’Università degli Studi di Napoli Federico II e dall’Istituto Archeologico Germanico di Roma nel 2011. \n“Nel 2011 numerose iniziative hanno celebrato in Italia il 150° anniversario degli eventi che hanno portato all’unificazione della nazione sotto la monarchia sabauda. La circostanza che\, per singolare coincidenza\, questa si sia effettivamente conclusa dieci anni più tardi\, quando si compiva\, sotto l’egida della monarchia prussiana\, il processo di unificazione dello Stato tedesco con la nascita del Deutsches Kaiserreich\, ha suggerito di esplorare in un colloquio scientifico\, le possibili conseguenze derivanti dal nuovo assetto politico dei due Stati per lo sviluppo della ricerca e di un moderno sistema di tutela in campo archeologico” (Dall’Introduzione dei curatori) \nCarmela Capaldi insegna Archeologia classica ed è coordinatrice del corso di Laurea Magistrale Interclasse in Archeologia e Storia dell’arte presso l’Università Federico II di Napoli.\nThomas Fröhlich\, archeologo\, dirige la Biblioteca e l’Archivio del Deutsches Archäologisches Institut di Roma.\nCarlo Gasparri insegna Archeologia e storia dell’arte greca e romana presso l’Università Federico II di Napoli.
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SUMMARY:La mala setta. Alle origini di mafia e camorra\, 1859-1878
DESCRIPTION:Mercoledì 20 gennaio 2016\, alle ore 17.00\, presso l’Auditorium dell’Istituto centrale per i beni sonori e audiovisivi (Palazzo Mattei di Giove\, Via Michelangelo Caetani\, 32)\, l’ICBSA e la Biblioteca di storia moderna e contemporanea presentano il volume La mala setta. Alle origini di mafia e camorra\, 1859-1878\, di Francesco Benigno\n(Einaudi\, 2015).\nIntervengono: Giancarlo De Cataldo\, Miguel Gotor\, Francesca Sofia. Coordina: Simonetta Fiori
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SUMMARY:Avezzano\, la Marsica e il circondario a cento anni dal sisma del 1915. Città e Territori tra cancellazione e reinvenzione
DESCRIPTION:Martedì 19 gennaio 2016\, alle ore 17.00\, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Palazzo Mattei di Giove – Via Michelangelo Caetani 32\, Roma)\, presentazione del volume Avezzano\, la Marsica e il circondario a cento anni dal sisma del 1915. Città e Territori tra cancellazione e reinvenzione a cura di Simonetta Ciranna e Patrizia Montuori\, Consiglio Regionale dell’Abruzzo\, 2015. Saluti: Giuseppe Di Pangrazio. Intervengono: Nicoletta Cardano\, Donatella Fiorani\, Lauro Rossi. Coordina: Rosanna De Longis. \nOrganizzato in tre sezioni Avezzano\, la Marsica e Oltre la Marsica\, il volume pone a confronto ricostruzioni storico-critiche di architetture e centri urbani\, riﬂessioni e soluzioni progettuali sul ﬁlo rosso della Perdita-reinvenzione-riscoperta di una identità urbana e territoriale innescate\, nello speciﬁco\, dall’evento sismico. Un dialogo acceso tra i diversi autori che sollecita\, volutamente\, continui rimandi e che apre squarci su alcuni temi rilevanti e ancora dibattuti\, quali il futuro della città e dello spazio abitato o il valore per un cittadino (italiano\, ovvero europeo) di riconoscere i propri luoghi e di riconoscersi in essi. (Dall’Introduzione delle curatrici). \nIndice. Presentazione. Giuseppe Di Pangrazio. Introduzione. Simonetta Ciranna e Patrizia Montuori. Cap. 1 – Avezzano. Laura Saladino\, Avezzano e la sua cattedrale: dalla genesi alla perdita della memoria; Simonetta Ciranna\, Avezzano tra metamorfosi e cancellazione di una storia urbana; Patrizia Montuori\, Avezzano rinasce. Ville\, villini e palazzine protagonisti di una nuova identità urbana; Clara Antonia Cipriani\, Il Campo di concentramento di Avezzano. L’istituzione di un campo di prigionieri di guerra austro-ungarici e la nascita della “Legione Romena d’Italia”; Stefano Brusaporci\, Ricostruire dalle scuole: gli esempi della Enrico Fermi a Celano e della Corradini-Pomilio ad Avezzano; Giancarlo Cardone\, Avezzano: un nuovo volto per una città che cambia tra passato e futuro; Cap. 2 – La Marsica. Valentina Valerio\, Marsica 1915: le istituzioni statali di tutela alla prova del terremoto; Maria Rita Rantucci\, Le fonti archivistiche: un passato emozionante – un presente consapevole; Francesca Geminiani\, La basilica dei Santi Cesidio e Ruﬁno a Trasacco: ricerca della perduta identità architettonica attraverso una lettura storico-critica; Marcello Di Giustino\, Trasacco: un caso di memoria collettiva a rischio?; Vincenzo Di Florio\, Il municipio di Celano: un’esperienza di rilettura dell’identità urbana; Cap. 3 – Oltre la Marsica. Carla Bartolomucci\, Gli effetti del terremoto del 1915 nella città di Aquila: i danni e gli orientamenti per il restauro; Francesca Bai\, Il Banco di Napoli all’Aquila e il terremoto del 1915: strategie strutturali\, organizzative e urbane; Barbara Malandra\, I restauri architettonici e la conservazione delle opere d’arte dopo il sisma del 1915. Il caso di Santa Maria del Ponte presso Tione degli Abruzzi; Elena Rapetti\, Tra vecchi e nuovi abbandoni: le “trasﬁgurazioni” dei borghi del Cicolano in cento anni di storia (1915-2015); Michela Cigola\, La città di Cassino e la sua identità perduta. Riscoperta e memoria attraverso gli elaborati graﬁci; Raffaella Catini\, Il sisma a Roma e i danni all’arte: monumenti\, chiese e palazzi compromessi a seguito del terremoto del 1915. Bibliograﬁa e Sitograﬁa; Indice dei nomi e dei luoghi. \nSimonetta Ciranna\, architetto\, insegna Storia dell’Architettura ed è membro del dottorato “Recupero\, progetto e tutela nei contesti insediativi e territoriali di elevato valore ambientale e paesistico” dell’Università dell’Aquila. Tra le sue pubblicazioni più recenti: Dall’Adriatico al Gran Sasso. Architetture e progetti del nuovo millennio (2010)\, L’Aquila oltre i terremoti. Costruzioni e ricostruzioni della città\, (2011) (curatela con M. Vaquero Piñeiro); Architettura e città nell’Ottocento. Percorsi e protagonisti di una storia europea\, (2011) (con G. Doti e M.L. Neri). \nPatrizia Montuori\, architetto\, docente a contratto al corso di Storia dell’Architettura presso l’università dell’Aquila. Ha conseguito il dottorato di ricerca in Riqualificazione e Recupero Insediativo (Sapienza Università di Roma) e un assegno di ricerca sul patrimonio architettonico di Avezzano dopo il sisma del 1915 (Università dell’Aquila). La sua attività scientifica verte principalmente sulla storia e il restauro dell’architettura moderna e della città\, temi oggetto di pubblicazioni e di contributi presentati in convegni nazionali e internazionali.
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SUMMARY:Piccoli tesori e grandi progetti: alla scoperta dei musei scientifici di Roma e del Lazio
DESCRIPTION:Il 16 gennaio 2016\, alle ore 11.00\, presso l’Archivio Storico Capitolino (Piazza dell’Orologio\, 4 – 00186 Roma)\, si terrà l’incontro:\nPiccoli tesori e grandi progetti: alla scoperta dei musei scientifici di Roma e del Lazio\nConferenza di Lorenza Merzagora – Sistema Museale Naturalistico del Lazio RESINA \nQuarto incontro del ciclo Educare alla città: i luoghi della scienza (14 novembre 2015 – 14 maggio 2016) \nLa scienza è un aspetto del tutto estraneo alle immagini e alle autorappresentazioni di Roma moderna. Se si eccettua il progetto\, subito tramontato\, avanzato da Quintino Sella all’indomani dell’Unità\, di fare di Roma capitale “un centro scientifico di luce”\, un polo di cultura laica e positivista da contrapporre al cosmopolitismo della Chiesa cattolica\, la scienza non è mai entrata nel repertorio ideologico e simbolico messo in campo dai governi e dalle amministrazioni comunali per modellare il futuro\, ma anche il passato della città. Questo dato di fatto è il risultato di scelte politiche\, culturali e storiografiche. Da una parte il carattere di Roma come città burocratica e amministrativa\, centro di consumo più che di produzione\, per lo più impermeabile al riformismo tecnocratico e volutamente tenuta lontana dall’operaismo. Dall’altra\, il prevalere in Italia nel corso del Novecento di forme di cultura che per una serie complessa di ragioni sono venute manifestando un’attenzione solo marginale alle riflessioni e alle attività scientifiche. Infine\, una storia della scienza sedotta dagli “eroi” e vittima di un forte pregiudizio ideologico verso una città che\, in quanto sede della Chiesa\, si riteneva del tutto estranea all’interesse per la scienza nei suoi aspetti di frontiera. \nIl ciclo I luoghi della scienza\, ideato e curato da Federica Favino (Dipartimento di Storia\, Culture\, Religioni – Sapienza Università di Roma) e inserito all’interno del programma Educare alle mostre educare alla città\, organizzato dall’Assessorato Cultura e Sport di Roma Capitale – Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali\, in collaborazione con l’Archivio Storico Capitolino\, l’Istituzione Biblioteche di Roma\, la Biblioteca di Storia Moderna e Contemporanea\, l’Università di Roma Sapienza\, l’Università di Roma Tre\, si propone di contribuire a colmare questa lacuna\, mettendo in luce e raccontando alcuni di quei luoghi in cui\, al contrario di quanto si potrebbe comunemente pensare\, è stata costruita una parte importante della storia della scienza nazionale ed internazionale. Come risulterà evidente\, Via Panisperna è solo il più noto dei poli di eccellenza scientifica cresciuti nella capitale.Nel corso di otto incontri a cadenza mensile – da novembre 2015 a maggio 2016 – affidati a studiosi della materia\, accompagneremo gli studenti\, gli insegnanti\, il pubblico più attento alla storia culturale della città in una visita virtuale attraverso una “Roma scientifica” che solo chi conosce può vedere.\n1. 14 novembre 2015\, ore 11.00 – Biblioteca di Storia Moderna e Contemporanea (Via Michelangelo Caetani\, 32)\nPietro Corsi\, Oxford University\nIl sogno di Quintino Sella: Roma capitale di uno Stato moderno\n2. 24 novembre 2015\, ore 11.00 Museo Civico di Zoologia (Via Ulisse Aldovrandi\, 18)\nCarla Marangoni\, Museo civico di zoologia\, Roma Dall’Archiginnasio pontificio al Museo di Zoologia: storia delle collezioni zoologiche a Roma\n3. 12 dicembre 2015\, ore 11.00 – Archivio Storico Capitolino (Piazza dell’Orologio\, 4)\nGiovanni Paoloni\, Sapienza Università di Roma\nPalazzo Corsini: i Lincei nella Roma di Quintino Sella\n4. 16 gennaio 2016\, ore 11.00 – Archivio Storico Capitolino\nLorenza Merzagora\, Sistema Museale Naturalistico del Lazio RESINA\nPiccoli tesori e grandi progetti: alla scoperta dei musei scientifici di Roma e del Lazio\n5. 13 febbraio 2016\, ore 11.00 – Archivio Storico Capitolino\nGilberto Corbellini\, Sapienza Università di Roma\nPerché e quando la malaria smette di uccidere a Roma e dintorni: Daisy Miller dal Colosseo al Canale Mussolini\n6. 12 marzo 2016\, ore 11.00 – Biblioteca di Storia Moderna e Contemporanea\nFrancesco Cassata\, Università di Genova\nStudiare il DNA dal Tevere a Chicago: Franco Graziosi e la biologia molecolare in Italia\n7. 16 aprile 2016\, ore 11.00 – Archivio Storico Capitolino\nGianni Battimelli\, Sapienza Università di Roma\nLe strade che partono da via Panisperna. Itinerari della fisica romana del Novecento\n8. 14 maggio 2016\, ore 11.00 – Biblioteca di storia moderna e contemporanea\nIleana Chinnici\, Istituto Nazionale di AstrofisicaSpecola contro Specola: il Collegio romano e il Campidoglio \nIngresso gratuito – Prenotazione obbligatoria al numero 060608\nInfo: www.bsmc.it info_didatticasovraintendenza@comuneroma.it\ndidattica@zetema.it\nwww.museiincomuneroma.it\nwww.sovraintendenzaroma.it
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SUMMARY:I giorni delle scelte: appunti di prigionia di Mario Gambuli
DESCRIPTION:Venerdì 15 gennaio 2016\, alle ore 15.30\, si terrà\, presso la Camera dei Deputati – Sala del Refettorio (Palazzo San Macuto\, Va del Seminario 76 – Roma)\, in collaborazione con la Biblioteca di storia moderna e contemporanea\, la presentazione del volume di Mario Gambuli\, I giorni delle scelte: appunti di prigionia.\nIntervengono: Marina Sereni\, vicepresidente della camera dei Deputati\, Rosanna De Longis\, direttrice della Biblioteca di storia moderna e contemporanea\, Lauro Rossi\, vicepresidente ANRP\, Mario Tosti\, presidente ISUC\, Umberto Gentiloni Silveri\, docente di Storia contemporanea Sapienza Università di Roma. Coordina: Nicola Maranesi\, giornalista.
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SUMMARY:Il cane a sei zampe sullo schermo. La produzione cinematografica dell’Eni di Enrico Mattei di Elio Frescani
DESCRIPTION:Martedì 15 dicembre 2015\, alle ore 17.00\, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Palazzo Mattei di Giove\, Via Michelangelo Caetani 32\, Roma)\,\nsarà presentato il volume Il cane a sei zampe sullo schermo. La produzione cinematografica dell’Eni di Enrico Mattei di Elio Frescani\, Liguori\, 2014.\nIntervengono: Ester Capuzzo\, Pietro Cavallo. Coordina: Lauro Rossi. Sarà presente l’autore.\nQuale poteva essere il frutto di una politica di promozione cinematografica nel caso di un’azienda\ncome l’Eni? Rispondere alla domanda fa capire la logica di un’azione pubblicitaria che non puntava\nsolo a diffondere un prodotto. Il volume\, mettendo alla portata degli storici e degli studiosi del\ncinema una documentazione spesso trascurata\, da una parte svela aspetti sconosciuti della direzione\ndell’Eni\, delle preoccupazioni di Enrico Mattei\, della produzione di documentari industriali\,\ndall’altra mette in luce come i film dell’Eni vadano più in là di una semplice apologia dell’azienda\,\naprano una finestra su un Paese in piena mutazione\, alle soglie di una rapida crescita industriale e di\ncambiamenti sconvolgenti.\nElio Frescani\, dottore di ricerca in Storia contemporanea\, è autore di numerosi saggi sui documentari negli anni del fascismo e su quelli industriali. Collabora con le cattedre di Storia Contemporanea e di Storia Contemporanea e Media Audiovisivi dell’Università di Salerno.
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SUMMARY:L’immagine politica. Forme del contropotere tra cinema\, video e fotografia nell'Italia degli anni Settanta
DESCRIPTION:Lunedì 16 novembre 2015\, alle ore 17.00\, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Palazzo Mattei di Giove Via Michelangelo Caetani 32\, Roma)\, sarà presentato il volume L’immagine politica. Forme del contropotere tra cinema\, video e fotografia nell\’Italia degli anni Settanta di Christian Uva\, Mimesis\, 2015. Ne parlano con l’autore: Guido Panvini\, Stefania Parigi\, Ermanno Taviani. \nIl libro propone una riflessione sulle articolazioni assunte dall’immagine\, in quanto strumento e terreno di lotta politica\, nel periodo delle grandi mobilitazioni sociali compreso tra la fine degli anni Sessanta e le ultime fasi del decennio successivo\, con particolare riguardo per il ’77. Calandosi all’interno di tale contesto storico\, l’indagine approfondisce la processualità e le possibili maniere d’essere dell’immagine politica in quanto modo d’espressione di un’istanza di “contropotere”\, prendendo come riferimento case studies tratti dal cinema\, dal video e dalla fotografi a (campi di ricerca al centro\, ognuno\, di uno specifico capitolo). Da questi orizzonti distinti ma non distanti emergono\, in una continua dialettica tra immagini politiche e politica delle immagini\, frammenti iconici e schegge audiovisive ora capaci di imporsi\, nel bene e nel male\, nel cosiddetto “immaginario collettivo”\, diventando veri e propri simboli di quegli anni\, ora in grado di veicolare\, in maniera più indiretta ma non per questo meno efficace\, un’autentica carica eversiva situata sul terreno dei linguaggi e delle estetiche prima ancora che su quello dei contenuti. \nChristian Uva è professore associato presso l’Università Roma Tre dove insegna Storia del cinema\, Tecnologie del cinema e dell’audiovisivo e Cinema e Storia. Ha scritto numerosi saggi sulla tecnologia digitale nel cinema e sui rapporti tra l’orizzonte iconico/audiovisivo e la storia italiana\, con particolare riguardo per gli anni Settanta. È direttore delle collane editoriali cinemaespanso (Bulzoni) e Cinema (Rubbettino). È inoltre fondatore e condirettore della rivista «Cinema e Storia» (Rubbettino). Ha pubblicato\, tra gli altri\, i seguenti volumi: Schermi di piombo. Il terrorismo nel cinema italiano (2007)\, Impronte digitali. Il cinema e le sue immagini tra regime fotografico e tecnologia numerica (Bulzoni\, 2009)\, Cinema digitale. Teorie e pratiche (2012) e Sergio Leone. Il cinema come favola politica (2013).
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SUMMARY:Il sogno di Quintino Sella: Roma capitale di uno stato moderno: incontro con Pietro Corsi
DESCRIPTION:Primo incontro del ciclo Educare alla città: i luoghi della scienza (14 novembre 2015 – 14 maggio 2016) \nLa scienza è un aspetto del tutto estraneo alle immagini e alle autorappresentazioni di Roma moderna. Se si eccettua il progetto\, subito tramontato\, avanzato da Quintino Sella all’indomani dell’Unità\, di fare di Roma capitale “un centro scientifico di luce”\, un polo di cultura laica e positivista da contrapporre al cosmopolitismo della Chiesa cattolica\, la scienza non è mai entrata nel repertorio ideologico e simbolico messo in campo dai governi e dalle amministrazioni comunali per modellare il futuro\, ma anche il passato della città. Questo dato di fatto è il risultato di scelte politiche\, culturali e storiografiche. Da una parte il carattere di Roma come città burocratica e amministrativa\, centro di consumo più che di produzione\, per lo più impermeabile al riformismo tecnocratico e volutamente tenuta lontana dall’operaismo. Dall’altra\, il prevalere in Italia nel corso del Novecento di forme di cultura che per una serie complessa di ragioni sono venute manifestando un’attenzione solo marginale alle riflessioni e alle attività scientifiche. Infine\, una storia della scienza sedotta dagli “eroi” e vittima di un forte pregiudizio ideologico verso una città che\, in quanto sede della Chiesa\, si riteneva del tutto estranea all’interesse per la scienza nei suoi aspetti di frontiera. \nIl ciclo I luoghi della scienza\, ideato e curato da Federica Favino (Dipartimento di Storia\, Culture\, Religioni – Sapienza Università di Roma) e inserito all’interno del programma Educare alle mostre educare alla città\, organizzato dall?Assessorato Cultura e Sport di Roma Capitale – Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali\, in collaborazione con l’Archivio Storico Capitolino\, l’Istituzione Biblioteche di Roma\, la Biblioteca di Storia Moderna e Contemporanea\, l’Università di Roma Sapienza\, l’Università di Roma Tre\, si propone di contribuire a colmare questa lacuna\, mettendo in luce e raccontando alcuni di quei luoghi in cui\, al contrario di quanto si potrebbe comunemente pensare\, è stata costruita una parte importante della storia della scienza nazionale ed internazionale. Come risulterà evidente\, Via Panisperna è solo il più noto dei poli di eccellenza scientifica cresciuti nella capitale.Nel corso di otto incontri a cadenza mensile – da novembre 2015 a maggio 2016 – affidati a studiosi della materia\, accompagneremo gli studenti\, gli insegnanti\, il pubblico più attento alla storia culturale della città in una visita virtuale attraverso una “Roma scientifica” che solo chi conosce può vedere.\n1. 14 novembre 2015\, ore 11.00 – Biblioteca di Storia Moderna e Contemporanea (Via Michelangelo Caetani\, 32)\nPietro Corsi\, Oxford University\nIl sogno di Quintino Sella: Roma capitale di uno Stato moderno\n2. 24 novembre 2015\, ore 11.00  Museo Civico di Zoologia (Via Ulisse Aldovrandi\, 18)\nCarla Marangoni\, Museo civico di zoologia\, Roma Dall’Archiginnasio pontificio al Museo di Zoologia: storia delle collezioni zoologiche a Roma\n3. 12 dicembre 2015\, ore 11.00 – Archivio Storico Capitolino (Piazza dell’Orologio\, 4)\nGiovanni Paoloni\, Sapienza Università di Roma\nPalazzo Corsini: i Lincei nella Roma di Quintino Sella\n4. 16 gennaio 2016\, ore 11.00 – Archivio Storico Capitolino\nLorenza Merzagora\, Sistema Museale Naturalistico del Lazio RESINA\nPiccoli tesori e grandi progetti: alla scoperta dei musei scientifici di Roma e del Lazio\n5. 13 febbraio 2016\, ore 11.00 – Archivio Storico Capitolino\nGilberto Corbellini\, Sapienza Università di Roma\nPerché e quando la malaria smette di uccidere a Roma e dintorni: Daisy Miller dal Colosseo al Canale Mussolini\n6. 12 marzo 2016\, ore 11.00 – Biblioteca di Storia Moderna e Contemporanea\nFrancesco Cassata\, Università di Genova\nStudiare il DNA dal Tevere a Chicago: Franco Graziosi e la biologia molecolare in Italia\n7. 16 aprile 2016\, ore 11.00 – Archivio Storico Capitolino\nGianni Battimelli\, Sapienza Università di Roma\nLe strade che partono da via Panisperna. Itinerari della fisica romana del Novecento\n8. 14 maggio 2016\, ore 11.00 – Biblioteca di storia moderna e contemporanea\nIleana Chinnici\, Istituto Nazionale di AstrofisicaSpecola contro Specola: il Collegio romano e il Campidoglio \nIngresso gratuito – Prenotazione obbligatoria al numero 060608\nInfo: www.bsmc.it info_didatticasovraintendenza@comuneroma.it\ndidattica@zetema.it\nwww.museiincomuneroma.it\nwww.sovraintendenzaroma.it
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SUMMARY:L’Italia mazziniana e la nascita degli Stati post asburgici
DESCRIPTION:In occasione della pubblicazione del volume Il Patto di Roma e la Legione Ceco-Slovacca. Tra Grande Guerra e Nuova Europa \nMercoledì 11 novembre 2015\, alle ore 17.30\, presso la Biblioteca di Storia Moderna e Contemporanea (Palazzo Mattei di Giove – Via Michelangelo Caetani 32\, Roma)\, si terrà una tavola rotonda sul tema: L’Italia mazziniana e la nascita degli Stati post asburgici in occasione della pubblicazione del volume Il Patto di Roma e la Legione Ceco-Slovacca. Tra Grande Guerra e Nuova Europa\, a cura di Francesco Leoncini\, Kellermann\, 2014. Intervengono: Francesco Caccamo\, Giuseppe Dierna\, Francesco Leoncini. Coordina: Federigo Argentieri. Il Patto di Roma\, siglato alla fine del “Congresso delle nazionalità oppresse dall’Impero austro-ungarico” dell’8-10 aprile 1918\, costituisce il superamento del Patto di Londra in base al quale l’Italia era entrata in guerra. La conseguente costituzione di un “Esercito Czeco-Slovaco\, unico ed autonomo posto dal punto di vista nazionale\, politico\, giuridico sotto l’autorità del Consiglio Nazionale dei Paesi Czeco-Slovachi” di Parigi\, rappresenta il risultato più rilevante di quella svolta nella politica estera italiana a favore della dissoluzione della Monarchia asburgica e per il riconoscimento del principio di nazionalità. Il volume riscopre un capitolo a lungo trascurato dalla storiografia sulla Grande Guerra e passato in sordina alla fine del conflitto\, sovrastato dalla rinnovata ostilità nei confronti degli jugoslavi e dalla pretestuosa invenzione della “vittoria mutilata”. Nello stesso tempo esso dà ampio rilievo a un passaggio decisivo della storia dei cechi e degli slovacchi che vede come protagonista\, in campo diplomatico e militare\, lo slovacco Milan Rastislav Štefánik\, personalità poliedrica\, astronomo ed aviatore\, naturalizzato francese\, particolarmente legato all’Italia. Vi è infine il recupero del coinvolgimento del Mezzogiorno e delle Isole Maggiori nell’impegno bellico.Francesco Leoncini\, studioso di storia ceco-slovacca e autorevole interprete della realtà politica e sociale della Mitteleuropa\, ha insegnato dal 1971 al 2011 all’Università Ca’ Foscari di Venezia. Tra le sue pubblicazioni: La questione dei Sudeti 1918-1938\, Liviana\, finalista al premio Acqui-Storia 1976 e tradotta in tedesco; L’opposizione all’Est 1956-1981. Raccolta di testi con introduzione e bibliografia\, Lacaita; L’Europa centrale. Conflittualità e progetto. Passato e presente tra Praga\, Budapest e Varsavia\, Cafoscarina; Alexander Dub?ek e Jan Palach. Protagonisti della storia europea; L’Europa del disincanto. Dal ’68 praghese alla crisi del neoliberismo\, entrambi da Rubbettino. Per Studio Tesi ha curato la prima edizione critica dell’opera programmatica di Tomáš Garrigue Masaryk\, La Nuova Europa. Il punto di vista slavo\, scritta nel corso del primo conflitto mondiale.
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SUMMARY:Il mais “miracoloso”. Storia di un’innovazione tra politica\, economia e religione\, di Emanuele Bernardi
DESCRIPTION:Giovedì 29 ottobre 2015 alle ore 16.30\, in occasione della chiusura dell’EXPO 2015. Nutrire il Pianeta\, la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Palazzo Mattei di Giove – Via Michelangelo Caetani 32\, Roma)\, organizza la presentazione del volume Il mais “miracoloso”. Storia di un’innovazione tra politica\, economia e religione\, di Emanuele Bernardi\, Carocci\, 2015. Intervengono: Lucia Ceci\, Guido Fabiani\, Mario Vigo. Coordina: Piero Bevilacqua. \nCosa si nasconde dietro quel che mangiamo? Questo libro per la prima volta descrive\, attraverso l’uso di fonti italiane e straniere\, la diffusione nel nostro paese e in Europa di un particolare tipo di innovazione – il mais ibrido –\, giunta dagli Stati Uniti dopo la Seconda guerra mondiale. Durante la Guerra fredda\, istituzioni\, partiti\, tecnici\, organizzazioni sindacali e Chiesa cattolica furono per questa via coinvolte\, in vario modo\, in un progetto di modernizzazione delle campagne italiane\, che cambiò i modi di produzione e le abitudini alimentari di una nazione lanciata verso i consumi di massa. Emergono così i nodi che caratterizzano lo squilibrato sviluppo economico dell’Italia fino ai nostri giorni in una prospettiva globale. \nEmanuele Bernardi svolge attività didattica e di ricerca presso il Dipartimento di Storia\, Culture\, Religioni della Sapienza Università di Roma e collabora con vari istituti di ricerca. Tra le sue pubblicazioni: La riforma agraria in Italia e gli Stati Uniti (il Mulino 2006); Riforme e democrazia. Manlio Rossi-Doria dal fascismo al centrosinistra (Rubbettino 2010); (a cura di) Emilio Sereni\, Lettere (1945-1956) (Rubbettino\, 2011).
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SUMMARY:Dal Fascio allo Scudo crociato. Cassa per il Mezzogiorno\, politica e lotte sociali nell'Agro Pontino (1944-1961) di Stefano Mangullo
DESCRIPTION:Mercoledì 28 ottobre 2015 alle ore 17.00\, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Palazzo Mattei di Giove – Via Michelangelo Caetani 32\, Roma)\, verrà presentato il volume Dal Fascio allo Scudo crociato. Cassa per il Mezzogiorno\, politica e lotte sociali nell’Agro Pontino (1944-1961) di Stefano Mangullo\, Franco Angeli\, 2015. Ne discutono con l’autore: Emanuele Bernardi\, Marco De Nicolò\, Daniela Felisini. Coordina: Francesco Piva.La Cassa per il Mezzogiorno ha rappresentato nella storia dell’Italia postunitaria il primo e finora unico tentativo di affrontare organicamente la cosiddetta questione meridionale. Il libro ne ricostruisce il primo decennio prendendo come caso di studio la provincia di Latina e in particolare l’Agro Pontino\, già oggetto durante il fascismo di un ampio intervento di bonifica integrale. Fra continuità e cesure\, l’azione della “Cassa” si sovrappose al precedente tessuto sociale ed economico\, realizzando una seconda bonifica che nel volgere di pochi anni trasformò di nuovo\, radicalmente\, il volto della pianura pontina.L’intervento straordinario viene inoltre inquadrato nella temperie delle lotte sociali e politiche dell’epoca\, con un focus specifico sulle posizioni e sulle strategie portate avanti dai due partiti principali: Democrazia cristiana e Partito comunista italiano. Pur partendo da chiavi di lettura diverse dei problemi dello sviluppo e delle possibili soluzioni\, entrambi interagirono attivamente con la “Cassa”\, ne furono influenzati e cercarono a loro volta di indirizzarne l’operato\, confrontandosi con gli effetti e con le trasformazioni prodotti sul territorio.Stefano Mangullo ha conseguito nel 2011 il dottorato di ricerca in Storia politica e sociale dell’Europa moderna e contemporanea presso l’Università degli studi di Roma Tor Vergata\, dove attualmente insegna Storia contemporanea. Studioso di storia dei partiti politici e del Mezzogiorno\, ha pubblicato articoli e saggi in particolare sul Casellario politico centrale in età repubblicana\, sulla Democrazia cristiana e sul Partito repubblicano\, sulla Seconda guerra mondiale e sul dopoguerra in provincia di Latina.
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SUMMARY:Italia fascista. Politica e opinione popolare sotto la dittatura\, di Paul Corner
DESCRIPTION:Mercoledì 21 ottobre 2015 alle ore 17.00\, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Palazzo Mattei di Giove – Via Michelangelo Caetani 32\, Roma)\, verrà presentato il volume Italia fascista. Politica e opinione popolare sotto la dittatura di Paul Corner\, Carocci\, 2015. Ne discutono con l’autore: Paola Carucci\, Guido Melis\, Mariuccia Salvati. \n«Tutto dentro lo Stato\, niente fuori dello Stato» era lo slogan che esprimeva in modo sintetico e inconfondibile l’imperativo centralizzatore della dittatura fascista. Ma la realtà del regime nelle province corrispondeva a questo imperativo? Oppure la vita locale fu segnata inesorabilmente dalle squallide lotte per il potere e dal progressivo distacco della popolazione dal consenso al regime? Questo libro fornisce un quadro della vita politica nelle province. Ne risulta un’immagine nuova e sconcertante di un “fascismo reale” provinciale molto diverso da quello propagandato dal centro. \nSommario: Introduzione; Il “fascismo reale”: Un necessario cambio di prospettiva: dalla periferia al centro; Verso lo Stato totalitario: gli anni Trenta e la storiografia; L’importanza del partito; Ideologia e interessi\, pubblico e privato; Il partito e il popolo; La questione del “consenso”; 1. Le premesse del progetto fascista: uno scritto esemplare di Agostino Lanzillo: La “disfatta del socialismo”; L’“uomo nuovo” e il “mondo nuovo”; 2. Il fascismo di provincia: periferia e centro prima del 1925: Forze centrifughe; Nuove alleanze\nIl Patto di pacificazione; Feudi locali e prime forme di dissidenza; Verso l’accentramento?; I ras provinciali; La “personalizzazione” del movimento; 3. La stabilizzazione del partito nelle province: Il problema degli intransigenti; Farinacci alla segreteria del partito; L’ascesa di Turati; La questione della base; 4. Il partito e lo Stato: Gerarchie d’autorità; Gerarchie contestate; La base fascista: qualità e competenza; 5. Battaglie in provincia: problemi dentro il partito: Lotte di fazione: il “beghismo”; La risposta del partito; Le dinamiche delle lotte di fazione locali; Il “fazionalismo” nelle province meridionali; La persistenza dei personalismi; Il “cannibalismo”; PNF e NSDAP a confronto; 6. Disorganizzazione\, corruzione\, arricchimenti: Verso la paralisi del partito; La distruzione delle reputazioni; 7. Organizzazioni di massa e parastato: L’era Starace: numeri illimitati\, attivismo senza fine; Il mancato funzionamento delle organizzazioni di massa; Oltre il partito; 8. L’opinione popolare: Fonti e spie: alcune questioni di metodo; «La gente tace perché ha paura»: come interpretare l’opinione popolare; Il partito e la gente: lo scollamento aumenta; Il caso torinese; L’Etiopia e l’entusiasmo condizionato; 9. Gli anni Trenta: il distacco: Scontento\, disaffezione e disgusto; Una seconda generazione?; Dissidi tra i seguaci; 10. La “nuova casta” e la “fase totalitaria” del fascismo: L’irrequietezza popolare negli anni prebellici; La “nuova casta”; La prospettiva della guerra; 11. In fuga dall’incantatore: Amare il cantante\, odiare la canzone; La non belligeranza\, 1939-40; In guerra; 12. Concludendo: il fallimento del partito \nPaul Corner insegna Storia dell’Europa all’Università di Siena\, dove dirige il Centro per lo Studio dei Regimi Totalitari del Ventesimo Secolo.
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SUMMARY:Cinema e storia. Interferenze/confluenze\, di Tiziana Maria Di Blasio
DESCRIPTION:Lunedì 19 ottobre 2015\, alle ore 17.00\, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Palazzo Mattei di Giove Via Michelangelo Caetani 32\, Roma)\, sarà presentato il volume Cinema e Storia. Interferenze / Confluenze di Tiziana Maria Di Blasio\, Viella\, 2015. Intervengono: Franco Cardini\, Christian Uva. Coordina: Bruno Torri. Sarà presente l’autrice. \nIl libro esplora la relazione Cinema / Storia con l’obiettivo di superare le reciproche diffidenze e di ridiscutere i clichés che ancora persistono nell’era dell’immagine.\nL’itinerario proposto è particolarmente interessante per la ricchezza e la trasversalità dei contributi\, che creano un’innovativa piattaforma dialogica anche attraverso interviste inedite realizzate appositamente\, concesse da autorevoli esponenti di entrambe le discipline. Per la Storia: Jacques Le Goff\, Marc Ferro\, Pierre Sorlin\, Antoine de Baecque\, Franco Cardini\, Lucio Villari; per il Cinema: F. Murray Abraham\, Pupi Avati\, Marco Bellocchio\, Peter Bogdanovich\, Liliana Cavani\, Matteo Garrone\, Carlo Lizzani\, Ennio Morricone\, Mark Peploe\, Francesco Rosi\, Vittorio Storaro\, Krzysztof Zanussi.\nParticolare attenzione è dedicata all’analisi dei generi (bellico\, western\, commedia\, cinema d’impegno civile e politico\, biografico\, religioso) rispetto ai quali quello storico è trasversale\, e allo sguardo del cinema d’autore sulla Storia Ejzenstejn\, Griffith\, Rossellini\, Pontecorvo)\, individuando le dinamiche tra il Cinema\, arte corale\, e la Storia e i suoi personaggi.  \nTiziana Maria Di Blasio\, storica\, è docente incaricata del corso “Cinema e Storia. Analisi filmica ed interpretazione storica” presso la Pontificia Università Gregoriana. È autrice di saggi e articoli tra cui Veronica il mistero del Volto. Itinerari iconografici\, memoria e rappresentazione (Roma 2000) da cui il regista Carlo Lizzani ha tratto il corto Il gesto di Veronica (Roma 2002). È stata consulente storico-artistica del documentario ONU The Earth: Our Home (Globo d’oro d’eccellenza 2010)\, ha collaborato al film Reality di Matteo Garrone (Gran Prix Cannes 2012) ed è stata consulente storica dell?ultimo film di Marco Bellocchio\, Sangue del mio sangue (Premio FIPRESCI\, Festival di Venezia 2015).
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SUMMARY:Religioni\, frontiere\, contaminazioni
DESCRIPTION:Martedì 13 ottobre 2015\, ore 17.00\, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Palazzo Mattei di Giove Via Michelangelo Caetani 32\, Roma)\, sarà presentata la collana “Religioni Frontiere Contaminazioni” delle Edizioni di Storia e Letteratura\, a cura di Marina Caffiero.\nGuido Dall’Olio\, Gaetano Lettieri\, Michaela Valente\, coordinati da Maria Pia Critelli avvieranno una discussione a partire dalla pubblicazione dei primi due volumi: Storie intrecciate. Cristiani\, ebrei e musulmani tra scritture\, oggetti e narrazioni (Mediterraneo\, secc. XVI-XIX)\, a cura di Serena Di Nepi e Magia\, superstizione\, religione. Una questione di confini\, a cura di Marina Caffiero \nStorie intrecciate – In questo volume vengono presentati saggi di autori diversi che intendono presentare le forme della presenza delle minoranze ebraiche e islamiche a Roma e nello Stato della Chiesa in età moderna a partire dalla raccolte di oggetti preziosi e curiosi. Attraverso l?esame delle produzioni artistiche minori con rappresentazioni del nemico turco e della schiavitù\, l’analisi della pubblicistica in arabo stampata a Roma\, le raccolte di arte ebraica e musulmana\, gli autori presentano una riflessione a tutto campo sia sulla propaganda religiosa sia sulla conoscenza di culture diverse che permette di ridiscutere (da un punto di vista così particolare) le occasioni di confronto tra cristiani\, ebrei e musulmani tra Cinquecento e Ottocento. \nMagia\, superstizione\, religione – Superstizione\, magia e stregoneria sono particolarmente radicate nel Seicento\, ma le ricerche dimostrano\, da una parte\, che tali credenze sono sopravvissute ben oltre il secolo dei Lumi e\, dall’altra\, che è molto difficile\, se non impossibile\, operare una netta demarcazione dei confini tra stregoneria\, magia\, superstizione\, e perfino religione nell?Europa dell?età moderna. È quello che tentano di fare gli autori di questo volume attraverso un costante confronto tra la prospettiva storica\, antropologica e teologica. \nMarina Caffiero insegna Storia moderna alla Sapienza Università di Roma. Le sue principali aree di ricerca riguardano la storia sociale e culturale dell?Europa moderna\, con particolare attenzione alle problematiche religiose. Ha dedicato uno speciale interesse alla storia di Roma moderna e alla sua peculiare posizione in Europa quale capitale di un potere nello stesso tempo temporale e spirituale. \nSerena Di Nepi svolge attività di ricerca in Storia moderna alla Sapienza Università di Roma e ha tra i suoi interessi di studio la storia sociale e culturale delle minoranze a Roma.
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SUMMARY:Domenica di carta 2015
DESCRIPTION:Visita guidata ai manifesti illustrati della Grande Guerra\, al percorso tematico «Cucine di guerra» e alla banca dati www.14-18.it \nNell’ambito della manifestazione nazionale indetta dal Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo “Domenica di carta 2015. Archivi e biblioteche si raccontano”\, la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Palazzo Mattei di Giove – Via Michelangelo Caetani\, 32-Roma)\, organizza due visite guidate – alle 10.30 e alle 11.30 – al Palazzo Mattei di Giove ai manifesti illustrati della Grande Guerra\, esposti permanentemente nella propria sede\, al percorso tematico «Cucine di guerra» e alla banca dati www.14-18.it.\nIngresso gratuito; prenotazione obbligatoria\, scrivendo all’indirizzo bsmc.prenotazioni@gmail.com.
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SUMMARY:Traditori. Una storia politica e culturale\, di Marcello Flores
DESCRIPTION:Giovedì 8 ottobre 2015\, alle ore 17.00\, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Palazzo Mattei di Giove – Via Michelangelo Caetani 32\, Roma)\, verrà presentato il volume Traditori. Una storia politica e culturale di Marcello Flores\, il Mulino\, 2015. Ne discutono con l’autore: Francesco Benigno\, Gabriele Ranzato\, Gabriella Turnaturi. Coordina: Rosanna De Longis. \nIn ogni epoca il tradimento è stato considerato il crimine peggiore. Questo libro ricostruisce la storia del tradimento «moderno»\, quello che s’impone attorno alla metà del Settecento e si diffonde con le rivoluzioni americana e francese\, quando si perfeziona una concezione del tradimento politico come rottura del patto che unisce tutti i cittadini alla propria patria. Ma chi è davvero un traditore quando si combatte per l’indipendenza del proprio paese o quando si vuole rovesciare un governo e cambiare radicalmente lo stato? Dalla rivoluzione americana alla Grande Guerra\, un’affollata galleria di casi\, tratti sia dalla storia europea sia da quella di Stati Uniti\, Giappone\, Argentina\, Messico\, sia dalla storia della colonizzazione in Cina\, Sudafrica\, India. \nMarcello Flores insegna Storia dei diritti umani e Storia della cultura all’Università di Siena. Per il Mulino ha pubblicato «Il secolo-mondo» (2005)\, «Storia dei diritti umani» (2007) e «Il genocidio degli armeni» (nuova edizione 2015).
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SUMMARY:Scrivere la storia. Narrazione del cristianesimo nei secoli: una riflessione in occasione del decennale della rivista «Storia del cristianesimo» e della pubblicazioe del n. 1/2015.
DESCRIPTION:Venerdì 2 ottobre 2015\, alle ore 17.00\, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Palazzo Mattei di Giove Via Michelangelo Caetani 32\, Roma)\, in occasione del decennale della “Rivista di Storia del Cristianesimo” (Morcelliana Brescia) Sofia Boesch\, Sara Cabibbo\, Emanuela Prinzivalli\, Adriano Roccucci\, coordinati da Marina Caffiero\, avvieranno una riflessione storiografica a partire dall’ultimo numero della rivista (1/2015): Scrivere la storia. Narrazione del cristianesimo nei secoli. Saranno presenti i membri del comitato direttivo. \nRivista di storia del cristianesimo(1/2015)\nScrivere la storia. Narrazioni del cristianesimo nei secoli \nSommario:\nSezione monografica\nGiovanni Filoramo-Daniele Menozzi\, Introduzione; Enrico Norelli\, Gli Atti degli Apostoli sono una storia del cristianesimo?; Marco Rizzi\, La storia come cristologia. La Historia ecclesiastica di Eusebio; Francesco Mores\, Barbari e cristiani. Gregorio di Tours\, Isidoro di Siviglia e Paolo Diacono; Rosa Maria Parrinello\, Teofane il Confessore\, ovvero la storia letta da un punto di vista cristiano; Gian Luca Potestà\, Insegnare la storia nelle scholae. Il manuale di Pietro Comestore; Marina Caffiero\, Pensare la storia del futuro. Millenarismo\, profezia\, ritorni del passato in età moderna; Giovanni Filoramo\, Per una storia del cristianesimo. Il contributo di Gottfried Arnold; Giovanni Vian\, Il cristianesimo come storia in Alfred Loisy; Daniele Menozzi\, La secolarizzazione della storia della chiesa. Giuseppe Alberigo da una proposta al ripensamento\nDiscussioni\nPio XI e i totalitarismi. Un dibattito sul libro Contro Cesare di Emilio Gentile\, con contributi di Philippe Chenaux\, Daniele Menozzi\, Emilio Gentile \nRivista di storia del cristianesimo – Rivista semestrale\, fondata nel 2004\, diretta da Giovanni Filoramo e Daniele Menozzi (coordinatori)\, Marina Caffiero\, Enrico Norelli\, Gian Luca Potestà\, Roberto Rusconi.\nComitato scientifico: Oscar Beozzo (Univ. Sao Paulo do Brasil); Daniel Bornstein (Washington Univ. in St. Louis); Olivier Christin (Univ. de Lyon II); Simon Ditchfield (Univ. of York); Gilles Dorival (Maison Méditerranéenne de Sciences de l’Homme Aix-en-Provence); Pierre-Antoine Fabre (École des Hautes Études en Sciences Sociales); Massimo Firpo (Univ. di Torino); Éric Junod (Univ. di Lausanne); Robert E. Lerner (Northwestern Univ.); Christoph Markschies (Univ. di Berlino); Giovanni Miccoli (Univ. di Trieste); Feliciano Montero (Univ. di Alcalà); Lorenzo Perrone (Univ. di Bologna); Salvatore Pricoco (Univ. di Catania); Paolo Prodi (Univ. di Bologna); Adriano Prosperi (Scuola Normale Superiore di Pisa); Guy C. Stroumsa (Hebrew Univ. di Gerusalemme Oxford Univ.); Guido Verucci (Univ. di Roma Tor Vergata)\nComitato di redazione: Rosa Maria Parrinello (capo redattore)\, Francesco Mores\, Silvia Mostaccio\, Marco Rizzi\, Giovanni Vian \nInformazioni: b-stmo.info@beniculturali.it www.bsmc.it
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SUMMARY:Squadrismo e squadristi nella dittatura fascista di Matteo Millan\,
DESCRIPTION:Giovedì 1° ottobre 2015 alle ore 17.00\, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Palazzo Mattei di Giove – Via Michelangelo Caetani 32\, Roma) verrà presentato il volume Squadrismo e squadristi nella dittatura fascista  di Matteo Millan\, Viella\, 2015. Intervengono: Paul Corner\, Carlo Fumian\, Emilio Gentile. \nRoma\, 1° novembre 1922. Sono passate solo poche ore dalla marcia su Roma\, e il neo-presidente del Consiglio Benito Mussolini promette l’immediata smobilitazione di tutte le squadre in nome del ripristino più rigoroso dell’ordine pubblico.\nIn realtà\, la conquista del potere non segna affatto la fine dello squadrismo né della violenza. Sia che vengano arruolati nelle unità della nuova Milizia Volontaria oppure che agiscano sotto le spoglie dei circoli rionali o dei gruppi sportivi\, gli squadristi continuano a giocare un ruolo decisivo nella scena politica italiana. E quando il regime\, anche per merito delle sue camicie nere\, sarà abbastanza forte da imporre una dittatura a viso aperto\, squadrismo e violenza non verranno mai meno.\nAttraverso il ricorso a nuove fonti\, questo libro propone una visione innovativa del ruolo dalla violenza squadrista negli anni centrali della dittatura mussoliniana. Le vicissitudini dei protagonisti dello squadrismo sono indagate a tutto tondo: dalle camicie nere condannate al confino di polizia\, al pari dei tanto odiati antifascisti\, a coloro che sulla pratica della violenza e sul mito dello squadrismo hanno scommesso tutta la loro vita. Ne emerge un quadro complesso e articolato\, nel quale lo squadrismo non può di certo essere ritenuto un “residuo anacronistico” né un “effetto collaterale” del percorso ventennale del regime\, ma rappresenta piuttosto un elemento imprescindibile nella definizione del fascismo. \nMatteo Millan è assegnista di ricerca all’Università di Padova e ha ottenuto una borsa di studio Marie Curie dalla Gerda Henkel Foundation. Ha studiato la rete informativa della Resistenza italiana (Guerra di servizi\, Padova 2009) e attualmente sta conducendo una ricerca comparativa sulle forme organizzate di violenza politica in Italia\, Francia e Spagna nel quindicennio che precede la prima guerra mondiale. \nInformazioni: b-stmo.info@beniculturali.it – www.bsmc.it –
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SUMMARY:Presentazione dell'Associazione di Studi Storici Sergio La Salvia
DESCRIPTION:Lunedì 28 settembre 2015\, ore 16\,30 \nAuditorium dell’Istituto centrale per i beni sonori e audiovisivi (Palazzo Mattei di Giove – Via Michelangelo Caetani 32-Roma)\nPresentazione dell’Associazione di Studi Storici Sergio La Salvia \nIntervengono\nFabio Fabbri\, Vasco La Salvia\nIntermezzo musicale di\nSara Modigliani \nNata nel giugno del 2015\, l’Associazione intende promuovere “gli studi storici con particolare riferimento al periodo risorgimentale italiano\, in una prospettiva europea ed internazionale” e lo “studio della nascita dei movimenti e dei partiti politici nel loro complesso e costante rapporto col corpo sociale nelle sue diverse articolazioni tanto negli aspetti storico-tecnologici ed economici\, quanto in quelli legati ai movimenti d’opinione”. Il fine è quello di ripercorrere le tematiche che Sergio La Salvia aveva frequentato e alimentato con le sue ricerche e con la finezza del suo metodo\, rivolgendosi non solo alle questioni sociali e politiche dell?età del Risorgimento ma anche alle più profonde contraddizioni della società italiana e dei conflitti che la connotano tuttora. \nInfo: ic-bsa@beniculturali.it ? www.icbsa.it; b-stmo.info@beniculturali.it – www.bsmc.it
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SUMMARY:Scrittura e potere. Leggi e bandi tra età moderna e contemporanea: Convegno nazionale di studi
DESCRIPTION:Giovedì 24 settembre 2015\, dalle ore 9.00\, la Biblioteca di storia moderna e contemporanea e la Biblioteca di Sardegna organizzano\, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Palazzo Mattei di Giove\, Via Michelangelo Caetani\, 32 – Roma)\, il Convegno nazionale di studi: SCRITTURA E POTERE. LEGGI E BANDI TRA ETÀ MODERNA E CONTEMPORANEA \nPROGRAMMA \n9.00 accoglienza e registrazione \n9.15 saluti\nRosanna De Longis\, Biblioteca di storia moderna e contemporanea\nCinzia Nicolini\, Biblioteca di Sardegna \n9.30 relazioni – Moderatrice Margherita Palumbo \nManuela Grillo\, Università di Roma Sapienza – I torchi di stampa ufficiali dello Stato Pontificio: la Stamperia del Popolo Romano\, la Tipografia Apostolica Vaticana\, la Stamperia Camerale \nLorenzo Baldacchini\, Università di Bologna – Se ben che non siamo libri… \nPaolo Procaccioli\, Università della Tuscia – Il banditore e il suo lessico nella tradizione letteraria \n11.00 Pausa caffè \n11.30 relazioni \nMarina Formica\, Università di Roma Tor Vergata – La voce del potere. Linguaggi e pratiche sociali nei bandi del 1789-1799 \nGiovanni Paoloni\, Università di Roma Sapienza – In biblioteca in archivio: una riflessione sulla natura documentaria dei bandi \n13.00 Pausa pranzo \n15.00 relazioni \nFlavia Bruni\, Università di Roma Sapienza – La catalogazione di manifesti e fogli volanti tra archivi e biblioteche: un problema internazionale \nFrancesca Tomasi\, Università di Bologna – Library Linked Open Data: strategie di valorizzazione semantica di bandi\, manifesti e fogli volanti \nFrancesca Di Gioia\, Accademia delle Belle Arti\, Frosinone – Emblemata: segni e simboli nelle carte della Stamperia Camerale \n16.30 Pausa caffè \n17.00 Intervento straordinario \nGiampiero Mughini\, collezionista e bibliofilo – Le carte degli assassini \nBiblioteca di storia moderna e contemporanea – Palazzo Mattei di Giove\nVia Michelangelo Caetani 32 – Roma
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SUMMARY:La costruzione delle Alpi. Immagini e scenari del pittoresco alpino (1773-1914) di Antonio De Rossi
DESCRIPTION:Venerdì 18 settembre 2015\, alle ore 17.00\, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Palazzo Mattei di Giove – Via Michelangelo Caetani 32\, Roma)\, verrà presentato il volume La costruzione delle Alpi. Immagini e scenari del pittoresco alpino (1773-1914) di Antonio De Rossi\, Donzelli\, 2014. Ne discutono con l’autore: Fiammetta Balestracci\, Pietro Causarano\, Costanza D’Elia. Coordina: Lauro Rossi.  \nPremio Rigoni Stern 2015 – La Giuria\, costituita da Paola Maria Filippi\, Mario Isnenghi\, Daniele Jalla\, Paolo Rumiz\, Ilvo Diamanti\, coordinata da Margherita Detomas ha deciso di assegnare il Premio “Mario Rigoni Stern per la Letteratura Multilingue delle Alpi” a Antonio De Rossi per la sua opera La Costruzione delle Alpi. Immagini e scenari del pittoresco alpino (1773-1914)\, con la seguente motivazione: “La Costruzione delle Alpi è un?opera densa\, fascinosa e estremamente documentata che grazie anche a un ricco apparato iconografico dimostra come le Alpi non siano solo una realtà geografica\, ma anche un universo mentale”. \nPer quanto paradossale possa a prima vista sembrare\, le Alpi\, così come oggi noi le conosciamo e le percepiamo\, non sono sempre esistite. Esse sono state «costruite» attraverso un duplice processo: quello della trasformazione del territorio alpino\, della materiale immissione e implementazione\, in quel contesto\, di progettualità e manufatti umani; e quello della conoscenza scientifica e artistica\, della costruzione di un immaginario\, di una rappresentazione e messa in scena delle montagne. Entrambi questi aspetti hanno conosciuto e conoscono una storia. Quest?opera ? dedicata in particolare allo spazio alpino occidentale compreso tra Italia\, Francia e Svizzera e impreziosita da un ricchissimo apparato iconografico ? affronta proprio questo tema: la modificazione dell?ambiente e del paesaggio montano nel periodo compreso tra la seconda metà del Settecento\, momento della scoperta delle Alpi da parte delle società urbane europee\, e il definitivo fissarsi\, attorno ai primi anni del Novecento\, di un?idea di montagna legata alla metamorfosi turistica operata dalla Belle Époque. È in quei 150 anni che si insedia e si struttura quell?immagine del «pittoresco alpino» con cui ancora oggi per tanti versi siamo chiamati a confrontarci. Una storia fisica dunque\, ma anche una ricostruzione dei differenti modi di guardare e di concettualizzare la montagna che hanno guidato la mutazione e il progetto dello spazio alpino. Una storia culturale e delle idee che si colloca a cavallo di molteplici terreni disciplinari: paesaggio e teorie estetiche\, turismo e alpinismo\, storia dell?architettura e delle infrastrutture\, arte e letteratura\, storia degli insediamenti\, geologia e glaciologia\, medicina\, storia economica e sociale. Per seguire meglio questa complessa articolazione\, viene proposto una sorta di «percorso di cresta» (tra Piemonte\, Valle d?Aosta\, regione insubrica dei laghi\, Savoia\, Delfinato\, area lemanica\, Vallese\, Oberland bernese\, Grigioni) che fa intravedere l?esistenza di culture e modi di guardare che travalicano le singole esperienze nazionali\, disegnando una prospettiva europea di lunga durata che si riflette nel progetto contemporaneo di una macroregione alpina. \nAntonio De Rossi\, architetto\, è professore ordinario di Progettazione architettonica e urbana\, e direttore del centro di ricerca «Istituto di Architettura Montana»\, presso il Politecnico di Torino.
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