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SUMMARY:Italia fascista. Politica e opinione popolare sotto la dittatura\, di Paul Corner
DESCRIPTION:Mercoledì 21 ottobre 2015 alle ore 17.00\, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Palazzo Mattei di Giove – Via Michelangelo Caetani 32\, Roma)\, verrà presentato il volume Italia fascista. Politica e opinione popolare sotto la dittatura di Paul Corner\, Carocci\, 2015. Ne discutono con l’autore: Paola Carucci\, Guido Melis\, Mariuccia Salvati. \n«Tutto dentro lo Stato\, niente fuori dello Stato» era lo slogan che esprimeva in modo sintetico e inconfondibile l’imperativo centralizzatore della dittatura fascista. Ma la realtà del regime nelle province corrispondeva a questo imperativo? Oppure la vita locale fu segnata inesorabilmente dalle squallide lotte per il potere e dal progressivo distacco della popolazione dal consenso al regime? Questo libro fornisce un quadro della vita politica nelle province. Ne risulta un’immagine nuova e sconcertante di un “fascismo reale” provinciale molto diverso da quello propagandato dal centro. \nSommario: Introduzione; Il “fascismo reale”: Un necessario cambio di prospettiva: dalla periferia al centro; Verso lo Stato totalitario: gli anni Trenta e la storiografia; L’importanza del partito; Ideologia e interessi\, pubblico e privato; Il partito e il popolo; La questione del “consenso”; 1. Le premesse del progetto fascista: uno scritto esemplare di Agostino Lanzillo: La “disfatta del socialismo”; L’“uomo nuovo” e il “mondo nuovo”; 2. Il fascismo di provincia: periferia e centro prima del 1925: Forze centrifughe; Nuove alleanze\nIl Patto di pacificazione; Feudi locali e prime forme di dissidenza; Verso l’accentramento?; I ras provinciali; La “personalizzazione” del movimento; 3. La stabilizzazione del partito nelle province: Il problema degli intransigenti; Farinacci alla segreteria del partito; L’ascesa di Turati; La questione della base; 4. Il partito e lo Stato: Gerarchie d’autorità; Gerarchie contestate; La base fascista: qualità e competenza; 5. Battaglie in provincia: problemi dentro il partito: Lotte di fazione: il “beghismo”; La risposta del partito; Le dinamiche delle lotte di fazione locali; Il “fazionalismo” nelle province meridionali; La persistenza dei personalismi; Il “cannibalismo”; PNF e NSDAP a confronto; 6. Disorganizzazione\, corruzione\, arricchimenti: Verso la paralisi del partito; La distruzione delle reputazioni; 7. Organizzazioni di massa e parastato: L’era Starace: numeri illimitati\, attivismo senza fine; Il mancato funzionamento delle organizzazioni di massa; Oltre il partito; 8. L’opinione popolare: Fonti e spie: alcune questioni di metodo; «La gente tace perché ha paura»: come interpretare l’opinione popolare; Il partito e la gente: lo scollamento aumenta; Il caso torinese; L’Etiopia e l’entusiasmo condizionato; 9. Gli anni Trenta: il distacco: Scontento\, disaffezione e disgusto; Una seconda generazione?; Dissidi tra i seguaci; 10. La “nuova casta” e la “fase totalitaria” del fascismo: L’irrequietezza popolare negli anni prebellici; La “nuova casta”; La prospettiva della guerra; 11. In fuga dall’incantatore: Amare il cantante\, odiare la canzone; La non belligeranza\, 1939-40; In guerra; 12. Concludendo: il fallimento del partito \nPaul Corner insegna Storia dell’Europa all’Università di Siena\, dove dirige il Centro per lo Studio dei Regimi Totalitari del Ventesimo Secolo.
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SUMMARY:Cinema e storia. Interferenze/confluenze\, di Tiziana Maria Di Blasio
DESCRIPTION:Lunedì 19 ottobre 2015\, alle ore 17.00\, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Palazzo Mattei di Giove Via Michelangelo Caetani 32\, Roma)\, sarà presentato il volume Cinema e Storia. Interferenze / Confluenze di Tiziana Maria Di Blasio\, Viella\, 2015. Intervengono: Franco Cardini\, Christian Uva. Coordina: Bruno Torri. Sarà presente l’autrice. \nIl libro esplora la relazione Cinema / Storia con l’obiettivo di superare le reciproche diffidenze e di ridiscutere i clichés che ancora persistono nell’era dell’immagine.\nL’itinerario proposto è particolarmente interessante per la ricchezza e la trasversalità dei contributi\, che creano un’innovativa piattaforma dialogica anche attraverso interviste inedite realizzate appositamente\, concesse da autorevoli esponenti di entrambe le discipline. Per la Storia: Jacques Le Goff\, Marc Ferro\, Pierre Sorlin\, Antoine de Baecque\, Franco Cardini\, Lucio Villari; per il Cinema: F. Murray Abraham\, Pupi Avati\, Marco Bellocchio\, Peter Bogdanovich\, Liliana Cavani\, Matteo Garrone\, Carlo Lizzani\, Ennio Morricone\, Mark Peploe\, Francesco Rosi\, Vittorio Storaro\, Krzysztof Zanussi.\nParticolare attenzione è dedicata all’analisi dei generi (bellico\, western\, commedia\, cinema d’impegno civile e politico\, biografico\, religioso) rispetto ai quali quello storico è trasversale\, e allo sguardo del cinema d’autore sulla Storia Ejzenstejn\, Griffith\, Rossellini\, Pontecorvo)\, individuando le dinamiche tra il Cinema\, arte corale\, e la Storia e i suoi personaggi.  \nTiziana Maria Di Blasio\, storica\, è docente incaricata del corso “Cinema e Storia. Analisi filmica ed interpretazione storica” presso la Pontificia Università Gregoriana. È autrice di saggi e articoli tra cui Veronica il mistero del Volto. Itinerari iconografici\, memoria e rappresentazione (Roma 2000) da cui il regista Carlo Lizzani ha tratto il corto Il gesto di Veronica (Roma 2002). È stata consulente storico-artistica del documentario ONU The Earth: Our Home (Globo d’oro d’eccellenza 2010)\, ha collaborato al film Reality di Matteo Garrone (Gran Prix Cannes 2012) ed è stata consulente storica dell?ultimo film di Marco Bellocchio\, Sangue del mio sangue (Premio FIPRESCI\, Festival di Venezia 2015).
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SUMMARY:Religioni\, frontiere\, contaminazioni
DESCRIPTION:Martedì 13 ottobre 2015\, ore 17.00\, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Palazzo Mattei di Giove Via Michelangelo Caetani 32\, Roma)\, sarà presentata la collana “Religioni Frontiere Contaminazioni” delle Edizioni di Storia e Letteratura\, a cura di Marina Caffiero.\nGuido Dall’Olio\, Gaetano Lettieri\, Michaela Valente\, coordinati da Maria Pia Critelli avvieranno una discussione a partire dalla pubblicazione dei primi due volumi: Storie intrecciate. Cristiani\, ebrei e musulmani tra scritture\, oggetti e narrazioni (Mediterraneo\, secc. XVI-XIX)\, a cura di Serena Di Nepi e Magia\, superstizione\, religione. Una questione di confini\, a cura di Marina Caffiero \nStorie intrecciate – In questo volume vengono presentati saggi di autori diversi che intendono presentare le forme della presenza delle minoranze ebraiche e islamiche a Roma e nello Stato della Chiesa in età moderna a partire dalla raccolte di oggetti preziosi e curiosi. Attraverso l?esame delle produzioni artistiche minori con rappresentazioni del nemico turco e della schiavitù\, l’analisi della pubblicistica in arabo stampata a Roma\, le raccolte di arte ebraica e musulmana\, gli autori presentano una riflessione a tutto campo sia sulla propaganda religiosa sia sulla conoscenza di culture diverse che permette di ridiscutere (da un punto di vista così particolare) le occasioni di confronto tra cristiani\, ebrei e musulmani tra Cinquecento e Ottocento. \nMagia\, superstizione\, religione – Superstizione\, magia e stregoneria sono particolarmente radicate nel Seicento\, ma le ricerche dimostrano\, da una parte\, che tali credenze sono sopravvissute ben oltre il secolo dei Lumi e\, dall’altra\, che è molto difficile\, se non impossibile\, operare una netta demarcazione dei confini tra stregoneria\, magia\, superstizione\, e perfino religione nell?Europa dell?età moderna. È quello che tentano di fare gli autori di questo volume attraverso un costante confronto tra la prospettiva storica\, antropologica e teologica. \nMarina Caffiero insegna Storia moderna alla Sapienza Università di Roma. Le sue principali aree di ricerca riguardano la storia sociale e culturale dell?Europa moderna\, con particolare attenzione alle problematiche religiose. Ha dedicato uno speciale interesse alla storia di Roma moderna e alla sua peculiare posizione in Europa quale capitale di un potere nello stesso tempo temporale e spirituale. \nSerena Di Nepi svolge attività di ricerca in Storia moderna alla Sapienza Università di Roma e ha tra i suoi interessi di studio la storia sociale e culturale delle minoranze a Roma.
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SUMMARY:Domenica di carta 2015
DESCRIPTION:Visita guidata ai manifesti illustrati della Grande Guerra\, al percorso tematico «Cucine di guerra» e alla banca dati www.14-18.it \nNell’ambito della manifestazione nazionale indetta dal Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo “Domenica di carta 2015. Archivi e biblioteche si raccontano”\, la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Palazzo Mattei di Giove – Via Michelangelo Caetani\, 32-Roma)\, organizza due visite guidate – alle 10.30 e alle 11.30 – al Palazzo Mattei di Giove ai manifesti illustrati della Grande Guerra\, esposti permanentemente nella propria sede\, al percorso tematico «Cucine di guerra» e alla banca dati www.14-18.it.\nIngresso gratuito; prenotazione obbligatoria\, scrivendo all’indirizzo bsmc.prenotazioni@gmail.com.
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SUMMARY:Traditori. Una storia politica e culturale\, di Marcello Flores
DESCRIPTION:Giovedì 8 ottobre 2015\, alle ore 17.00\, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Palazzo Mattei di Giove – Via Michelangelo Caetani 32\, Roma)\, verrà presentato il volume Traditori. Una storia politica e culturale di Marcello Flores\, il Mulino\, 2015. Ne discutono con l’autore: Francesco Benigno\, Gabriele Ranzato\, Gabriella Turnaturi. Coordina: Rosanna De Longis. \nIn ogni epoca il tradimento è stato considerato il crimine peggiore. Questo libro ricostruisce la storia del tradimento «moderno»\, quello che s’impone attorno alla metà del Settecento e si diffonde con le rivoluzioni americana e francese\, quando si perfeziona una concezione del tradimento politico come rottura del patto che unisce tutti i cittadini alla propria patria. Ma chi è davvero un traditore quando si combatte per l’indipendenza del proprio paese o quando si vuole rovesciare un governo e cambiare radicalmente lo stato? Dalla rivoluzione americana alla Grande Guerra\, un’affollata galleria di casi\, tratti sia dalla storia europea sia da quella di Stati Uniti\, Giappone\, Argentina\, Messico\, sia dalla storia della colonizzazione in Cina\, Sudafrica\, India. \nMarcello Flores insegna Storia dei diritti umani e Storia della cultura all’Università di Siena. Per il Mulino ha pubblicato «Il secolo-mondo» (2005)\, «Storia dei diritti umani» (2007) e «Il genocidio degli armeni» (nuova edizione 2015).
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SUMMARY:Scrivere la storia. Narrazione del cristianesimo nei secoli: una riflessione in occasione del decennale della rivista «Storia del cristianesimo» e della pubblicazioe del n. 1/2015.
DESCRIPTION:Venerdì 2 ottobre 2015\, alle ore 17.00\, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Palazzo Mattei di Giove Via Michelangelo Caetani 32\, Roma)\, in occasione del decennale della “Rivista di Storia del Cristianesimo” (Morcelliana Brescia) Sofia Boesch\, Sara Cabibbo\, Emanuela Prinzivalli\, Adriano Roccucci\, coordinati da Marina Caffiero\, avvieranno una riflessione storiografica a partire dall’ultimo numero della rivista (1/2015): Scrivere la storia. Narrazione del cristianesimo nei secoli. Saranno presenti i membri del comitato direttivo. \nRivista di storia del cristianesimo(1/2015)\nScrivere la storia. Narrazioni del cristianesimo nei secoli \nSommario:\nSezione monografica\nGiovanni Filoramo-Daniele Menozzi\, Introduzione; Enrico Norelli\, Gli Atti degli Apostoli sono una storia del cristianesimo?; Marco Rizzi\, La storia come cristologia. La Historia ecclesiastica di Eusebio; Francesco Mores\, Barbari e cristiani. Gregorio di Tours\, Isidoro di Siviglia e Paolo Diacono; Rosa Maria Parrinello\, Teofane il Confessore\, ovvero la storia letta da un punto di vista cristiano; Gian Luca Potestà\, Insegnare la storia nelle scholae. Il manuale di Pietro Comestore; Marina Caffiero\, Pensare la storia del futuro. Millenarismo\, profezia\, ritorni del passato in età moderna; Giovanni Filoramo\, Per una storia del cristianesimo. Il contributo di Gottfried Arnold; Giovanni Vian\, Il cristianesimo come storia in Alfred Loisy; Daniele Menozzi\, La secolarizzazione della storia della chiesa. Giuseppe Alberigo da una proposta al ripensamento\nDiscussioni\nPio XI e i totalitarismi. Un dibattito sul libro Contro Cesare di Emilio Gentile\, con contributi di Philippe Chenaux\, Daniele Menozzi\, Emilio Gentile \nRivista di storia del cristianesimo – Rivista semestrale\, fondata nel 2004\, diretta da Giovanni Filoramo e Daniele Menozzi (coordinatori)\, Marina Caffiero\, Enrico Norelli\, Gian Luca Potestà\, Roberto Rusconi.\nComitato scientifico: Oscar Beozzo (Univ. Sao Paulo do Brasil); Daniel Bornstein (Washington Univ. in St. Louis); Olivier Christin (Univ. de Lyon II); Simon Ditchfield (Univ. of York); Gilles Dorival (Maison Méditerranéenne de Sciences de l’Homme Aix-en-Provence); Pierre-Antoine Fabre (École des Hautes Études en Sciences Sociales); Massimo Firpo (Univ. di Torino); Éric Junod (Univ. di Lausanne); Robert E. Lerner (Northwestern Univ.); Christoph Markschies (Univ. di Berlino); Giovanni Miccoli (Univ. di Trieste); Feliciano Montero (Univ. di Alcalà); Lorenzo Perrone (Univ. di Bologna); Salvatore Pricoco (Univ. di Catania); Paolo Prodi (Univ. di Bologna); Adriano Prosperi (Scuola Normale Superiore di Pisa); Guy C. Stroumsa (Hebrew Univ. di Gerusalemme Oxford Univ.); Guido Verucci (Univ. di Roma Tor Vergata)\nComitato di redazione: Rosa Maria Parrinello (capo redattore)\, Francesco Mores\, Silvia Mostaccio\, Marco Rizzi\, Giovanni Vian \nInformazioni: b-stmo.info@beniculturali.it www.bsmc.it
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SUMMARY:Squadrismo e squadristi nella dittatura fascista di Matteo Millan\,
DESCRIPTION:Giovedì 1° ottobre 2015 alle ore 17.00\, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Palazzo Mattei di Giove – Via Michelangelo Caetani 32\, Roma) verrà presentato il volume Squadrismo e squadristi nella dittatura fascista  di Matteo Millan\, Viella\, 2015. Intervengono: Paul Corner\, Carlo Fumian\, Emilio Gentile. \nRoma\, 1° novembre 1922. Sono passate solo poche ore dalla marcia su Roma\, e il neo-presidente del Consiglio Benito Mussolini promette l’immediata smobilitazione di tutte le squadre in nome del ripristino più rigoroso dell’ordine pubblico.\nIn realtà\, la conquista del potere non segna affatto la fine dello squadrismo né della violenza. Sia che vengano arruolati nelle unità della nuova Milizia Volontaria oppure che agiscano sotto le spoglie dei circoli rionali o dei gruppi sportivi\, gli squadristi continuano a giocare un ruolo decisivo nella scena politica italiana. E quando il regime\, anche per merito delle sue camicie nere\, sarà abbastanza forte da imporre una dittatura a viso aperto\, squadrismo e violenza non verranno mai meno.\nAttraverso il ricorso a nuove fonti\, questo libro propone una visione innovativa del ruolo dalla violenza squadrista negli anni centrali della dittatura mussoliniana. Le vicissitudini dei protagonisti dello squadrismo sono indagate a tutto tondo: dalle camicie nere condannate al confino di polizia\, al pari dei tanto odiati antifascisti\, a coloro che sulla pratica della violenza e sul mito dello squadrismo hanno scommesso tutta la loro vita. Ne emerge un quadro complesso e articolato\, nel quale lo squadrismo non può di certo essere ritenuto un “residuo anacronistico” né un “effetto collaterale” del percorso ventennale del regime\, ma rappresenta piuttosto un elemento imprescindibile nella definizione del fascismo. \nMatteo Millan è assegnista di ricerca all’Università di Padova e ha ottenuto una borsa di studio Marie Curie dalla Gerda Henkel Foundation. Ha studiato la rete informativa della Resistenza italiana (Guerra di servizi\, Padova 2009) e attualmente sta conducendo una ricerca comparativa sulle forme organizzate di violenza politica in Italia\, Francia e Spagna nel quindicennio che precede la prima guerra mondiale. \nInformazioni: b-stmo.info@beniculturali.it – www.bsmc.it –
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SUMMARY:Presentazione dell'Associazione di Studi Storici Sergio La Salvia
DESCRIPTION:Lunedì 28 settembre 2015\, ore 16\,30 \nAuditorium dell’Istituto centrale per i beni sonori e audiovisivi (Palazzo Mattei di Giove – Via Michelangelo Caetani 32-Roma)\nPresentazione dell’Associazione di Studi Storici Sergio La Salvia \nIntervengono\nFabio Fabbri\, Vasco La Salvia\nIntermezzo musicale di\nSara Modigliani \nNata nel giugno del 2015\, l’Associazione intende promuovere “gli studi storici con particolare riferimento al periodo risorgimentale italiano\, in una prospettiva europea ed internazionale” e lo “studio della nascita dei movimenti e dei partiti politici nel loro complesso e costante rapporto col corpo sociale nelle sue diverse articolazioni tanto negli aspetti storico-tecnologici ed economici\, quanto in quelli legati ai movimenti d’opinione”. Il fine è quello di ripercorrere le tematiche che Sergio La Salvia aveva frequentato e alimentato con le sue ricerche e con la finezza del suo metodo\, rivolgendosi non solo alle questioni sociali e politiche dell?età del Risorgimento ma anche alle più profonde contraddizioni della società italiana e dei conflitti che la connotano tuttora. \nInfo: ic-bsa@beniculturali.it ? www.icbsa.it; b-stmo.info@beniculturali.it – www.bsmc.it
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SUMMARY:Scrittura e potere. Leggi e bandi tra età moderna e contemporanea: Convegno nazionale di studi
DESCRIPTION:Giovedì 24 settembre 2015\, dalle ore 9.00\, la Biblioteca di storia moderna e contemporanea e la Biblioteca di Sardegna organizzano\, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Palazzo Mattei di Giove\, Via Michelangelo Caetani\, 32 – Roma)\, il Convegno nazionale di studi: SCRITTURA E POTERE. LEGGI E BANDI TRA ETÀ MODERNA E CONTEMPORANEA \nPROGRAMMA \n9.00 accoglienza e registrazione \n9.15 saluti\nRosanna De Longis\, Biblioteca di storia moderna e contemporanea\nCinzia Nicolini\, Biblioteca di Sardegna \n9.30 relazioni – Moderatrice Margherita Palumbo \nManuela Grillo\, Università di Roma Sapienza – I torchi di stampa ufficiali dello Stato Pontificio: la Stamperia del Popolo Romano\, la Tipografia Apostolica Vaticana\, la Stamperia Camerale \nLorenzo Baldacchini\, Università di Bologna – Se ben che non siamo libri… \nPaolo Procaccioli\, Università della Tuscia – Il banditore e il suo lessico nella tradizione letteraria \n11.00 Pausa caffè \n11.30 relazioni \nMarina Formica\, Università di Roma Tor Vergata – La voce del potere. Linguaggi e pratiche sociali nei bandi del 1789-1799 \nGiovanni Paoloni\, Università di Roma Sapienza – In biblioteca in archivio: una riflessione sulla natura documentaria dei bandi \n13.00 Pausa pranzo \n15.00 relazioni \nFlavia Bruni\, Università di Roma Sapienza – La catalogazione di manifesti e fogli volanti tra archivi e biblioteche: un problema internazionale \nFrancesca Tomasi\, Università di Bologna – Library Linked Open Data: strategie di valorizzazione semantica di bandi\, manifesti e fogli volanti \nFrancesca Di Gioia\, Accademia delle Belle Arti\, Frosinone – Emblemata: segni e simboli nelle carte della Stamperia Camerale \n16.30 Pausa caffè \n17.00 Intervento straordinario \nGiampiero Mughini\, collezionista e bibliofilo – Le carte degli assassini \nBiblioteca di storia moderna e contemporanea – Palazzo Mattei di Giove\nVia Michelangelo Caetani 32 – Roma
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SUMMARY:La costruzione delle Alpi. Immagini e scenari del pittoresco alpino (1773-1914) di Antonio De Rossi
DESCRIPTION:Venerdì 18 settembre 2015\, alle ore 17.00\, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Palazzo Mattei di Giove – Via Michelangelo Caetani 32\, Roma)\, verrà presentato il volume La costruzione delle Alpi. Immagini e scenari del pittoresco alpino (1773-1914) di Antonio De Rossi\, Donzelli\, 2014. Ne discutono con l’autore: Fiammetta Balestracci\, Pietro Causarano\, Costanza D’Elia. Coordina: Lauro Rossi.  \nPremio Rigoni Stern 2015 – La Giuria\, costituita da Paola Maria Filippi\, Mario Isnenghi\, Daniele Jalla\, Paolo Rumiz\, Ilvo Diamanti\, coordinata da Margherita Detomas ha deciso di assegnare il Premio “Mario Rigoni Stern per la Letteratura Multilingue delle Alpi” a Antonio De Rossi per la sua opera La Costruzione delle Alpi. Immagini e scenari del pittoresco alpino (1773-1914)\, con la seguente motivazione: “La Costruzione delle Alpi è un?opera densa\, fascinosa e estremamente documentata che grazie anche a un ricco apparato iconografico dimostra come le Alpi non siano solo una realtà geografica\, ma anche un universo mentale”. \nPer quanto paradossale possa a prima vista sembrare\, le Alpi\, così come oggi noi le conosciamo e le percepiamo\, non sono sempre esistite. Esse sono state «costruite» attraverso un duplice processo: quello della trasformazione del territorio alpino\, della materiale immissione e implementazione\, in quel contesto\, di progettualità e manufatti umani; e quello della conoscenza scientifica e artistica\, della costruzione di un immaginario\, di una rappresentazione e messa in scena delle montagne. Entrambi questi aspetti hanno conosciuto e conoscono una storia. Quest?opera ? dedicata in particolare allo spazio alpino occidentale compreso tra Italia\, Francia e Svizzera e impreziosita da un ricchissimo apparato iconografico ? affronta proprio questo tema: la modificazione dell?ambiente e del paesaggio montano nel periodo compreso tra la seconda metà del Settecento\, momento della scoperta delle Alpi da parte delle società urbane europee\, e il definitivo fissarsi\, attorno ai primi anni del Novecento\, di un?idea di montagna legata alla metamorfosi turistica operata dalla Belle Époque. È in quei 150 anni che si insedia e si struttura quell?immagine del «pittoresco alpino» con cui ancora oggi per tanti versi siamo chiamati a confrontarci. Una storia fisica dunque\, ma anche una ricostruzione dei differenti modi di guardare e di concettualizzare la montagna che hanno guidato la mutazione e il progetto dello spazio alpino. Una storia culturale e delle idee che si colloca a cavallo di molteplici terreni disciplinari: paesaggio e teorie estetiche\, turismo e alpinismo\, storia dell?architettura e delle infrastrutture\, arte e letteratura\, storia degli insediamenti\, geologia e glaciologia\, medicina\, storia economica e sociale. Per seguire meglio questa complessa articolazione\, viene proposto una sorta di «percorso di cresta» (tra Piemonte\, Valle d?Aosta\, regione insubrica dei laghi\, Savoia\, Delfinato\, area lemanica\, Vallese\, Oberland bernese\, Grigioni) che fa intravedere l?esistenza di culture e modi di guardare che travalicano le singole esperienze nazionali\, disegnando una prospettiva europea di lunga durata che si riflette nel progetto contemporaneo di una macroregione alpina. \nAntonio De Rossi\, architetto\, è professore ordinario di Progettazione architettonica e urbana\, e direttore del centro di ricerca «Istituto di Architettura Montana»\, presso il Politecnico di Torino.
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SUMMARY:Antimilitarismo e pacifismo da Vienna a Roma. Conferenza concerto di Antonio Rostagno
DESCRIPTION:Antimilitarismo e pacifismo da Vienna a Roma \nMartedì 15 settembre 2015\, alle ore 17.00\, presso l’Istituto Nazionale di Studi Romani\, Piazza Cavalieri di Malta\, 2 Roma\, la Biblioteca di storia moderna e contemporanea\, il progetto MuSa (Musica Sapienza) e l’Istituto Nazionale di Studi Romani organizzano la conferenza concerto Antimilitarismo e pacifismo da Vienna a Roma. Un percorso tematico dai Wozzeck a Casella e Petrassi\, tenuta da Antonio Rostagno. \nWozzeck\, anzi\, i due Wozzeck di Berg e di Gurlitt vanno in scena nel 1925\, eppure la loro travagliata gestazione attraversa gli anni della Grande Guerra\, cogliendone gli aspetti meno fragorosi e trionfalistici. Il dramma di Georg Büchner del 1837 ? Woyzeck ? a cui i due compositori si ispirano ritrae un anti-eroe\, un soldato che\, trascorso il periodo bellico\, è rimasto a tirare la vita come può.\nI due compositori\, Alban Berg e Manfred Gurlitt\, sentono entrambi il dramma büchenriano come profondamente contemporaneo per la rappresentazione del soldato\, figura tragica che\, nell?Europa del dopoguerra\, più di ogni altra ha subito le conseguenze del conflitto: il sopravvissuto che non si reintegra nella società\, finisce nella pazzia omicida e suicida\, è storia di sempre.\nIl dramma di Büchner è giunto in forma incompleta e frammentaria\, per cui i due compositori costruiscono due storie non identiche\, dal cui confronto emerge una diversa considerazione della situazione all?indomani della Grande Guerra. Eppure i due Wozzeck\, con tutte le loro differenze\, esprimono entrambe un forte sentimento antimilitarista: espressionisticamente amaro uno\, più compassionevole l?altro\, essi sono ugualmente radicali nella denuncia delle conseguenze disumanizzanti della condizione del soldato\, quella arme Leute\, la ?povera gente?\, che è al fondo della società.\nIl secondo conflitto mondiale lascia dietro di sé un vuoto analogo\, che i musicisti interpretano però come un più generale rifiuto della violenza\, di quella violenza che – tra dal 1940 aveva invaso e oppresso l?Europa.\nFra le molte testimonianze di questo bisogno collettivo\, i due compositori che hanno più significativamente rappresentato la musica d?arte a Roma in quegli anni\, Alfredo Casella e Goffredo Petrassi\, lo esprimono in modo supremo e ancora oggi decisamente impressionante.\nCasella compone la sua Missa solemnis pro pace (1944)\, un lavoro oggi ingiustamente dimenticato perché un po? sbrigativamente rubricato fra le opere tarde\, appartenenti alla fase di un involuto e anacronistico neoclassicismo. Un ascolto anche parziale svela immediatamente molto di più\, come è da attendersi da un musicista che ha attraversato una quantità impressionante di esperienze artistiche ed esistenziali.\nPiù noto è il capolavoro di Petrassi Coro di morti (1941)\, sul testo di Leopardi. Pur non essendoci fra i due lavori una stretta attinenza\, entrambi esprimono la temperie di quegli anni: più che vere e proprie dichiarazioni di pacifismo\, si tratta di due espressioni di stanchezza estrema\, di una pace forse ?lieta no\, ma sicura?\, che all?individuo come alle società appare pur sempre desiderabile dopo aver vissuto l?esperienza della devastazione generale. \nIl prof. Rostagno eseguirà al pianoforte brani di\nAlban Berg\, Wozzeck\nAlfredo Casella\, Missa solemnis pro pace\nGoffredo Petrassi\, Salmo IX \nAntonio Rostagno è docente di storia della musica e drammaturgia musicale presso l’Università di Roma Sapienza. \nInformazioni:\nstudiromani@studiromani.it; www.studiromani.it;\nb-stmo.info@beniculturali.it; www.bsmc.it\nmusica.sapienza@uniroma1.it; www.uniroma1.it/sapienza/musica/MuSa
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SUMMARY:I matti del Duce. Manicomi e repressione politica nell’Italia fascista di Matteo Petracci
DESCRIPTION:Lunedì 30 marzo 2015\, alle ore 17.00\, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Palazzo Mattei di Giove – Via Michelangelo Caetani 32\, Roma)\, verrà presentato il volume I matti del duce. Manicomi e repressione politica nell’Italia fascista di Matteo Petracci (Donzelli\, 2014). Intervengono: Maddalena Carli\, Alessio Gagliardi\, Giovanna Tosatti. Coordina: Leonardo Pompeo D’Alessandro. \nMania politica\, schizofrenia\, paranoia\, isterismo\, distimia\, depressione. Sono queste le diagnosi che compaiono nei documenti di polizia o nelle cartelle cliniche intestate agli oppositori politici rinchiusi in manicomio negli anni del fascismo. Diagnosi più che sufficienti a motivare la segregazione per lunghi anni o per tutta la vita. Quali ragioni medico scientifiche hanno giustificato il loro internamento psichiatrico? Quali\, invece\, le ragioni dettate dalla politica del regime contro il dissenso e l’anticonformismo sociale? Molto si è scritto rispetto all’esperienza degli antifascisti in carcere o al confino\, ma la possibilità che il regime abbia utilizzato anche l’internamento psichiatrico come strumento di repressione politica resta ancora poco indagata. Attraverso carte di polizia e giudiziarie\, testimonianze e relazioni mediche e psichiatriche contenute nelle cartelle cliniche\, Matteo Petracci ricostruisce i diversi percorsi che hanno condotto gli antifascisti in manicomio. Alcuni furono ricoverati d’urgenza secondo le procedure previste dalla legge del 1904 sui manicomi e gli alienati; altri vennero internati ai fini dell’osservazione psichiatrica giudiziaria o come misura di sicurezza; altri ancora furono trasferiti in manicomio quando già si trovavano in carcere e al confino. Dall’analisi degli intrecci tra ragioni politiche e ragioni di ordine medico emerge con forza il ruolo giocato dalla sovrapposizione tra scienza e politica nella segregazione di centinaia di donne e di uomini\, tutti accomunati dall’essere stati schedati come oppositori del fascismo. \nMatteo Petracci è dottore di ricerca in Storia\, politica e istituzioni dell’area euro-mediterranea nell’età contemporanea presso l’Università di Macerata. Ha pubblicato Pochissimi inevitabili bastardi. L’opposizione dei maceratesi al fascismo (il lavoro editoriale\, 2009).
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SUMMARY:Di padre in figlio. La generazione del 1915
DESCRIPTION:Lunedì 16 febbraio 2015\, alle ore 17.00\, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Palazzo Mattei di Giove – Via Michelangelo Caetani 32 – 00186 Roma)\, verrà presentato il volume Di padre in figlio. La generazione del 1915 di Elena Papadia (Il Mulino\, 2013). Intervengono: Francesca Borruso\, Andrea Guiso\, Luca La Rovere. Coordina: Rosanna De Longis. \nIn Italia\, come del resto in tutti i paesi europei coinvolti nel conflitto\, lo scoppio della prima guerra mondiale fu accolto con entusiasmo dalla gioventù borghese. Il libro traccia un profilo della generazione del 1915\, soffermandosi non tanto sulle sue diverse componenti politiche\, quanto sulle sue caratteristiche culturali\, psicologiche\, familiari. Cosa leggevano i giovani «interventisti»? Che idea avevano della propria identità\, del proprio ruolo e della storia del proprio paese? Che tipo di educazione avevano ricevuto\, e che rapporto avevano con i loro padri? Muovendosi tra pubblico e privato\, l’autrice inserisce i giovani d’inizio secolo in una più ampia prospettiva generazionale\, esplorando da vicino le modalità di trasmissione e di ricezione non solo del sentimento patriottico\, ma anche di quell’alto senso dell’onore che ne era stretto corollario.\nElena Papadia è ricercatrice di Storia contemporanea presso l’Università di Roma Sapienza. Tra le sue pubblicazioni: Nel nome della nazione: l’Associazione nazionalista italiana in età giolittiana (2006); La Rinascente (2005).\nFrancesca Borruso insegna Storia della pedagogia all’Università di Roma Tre.\nRosanna De Longis  è vicedirettrice della Biblioteca di storia moderna e contemporanea.\nAndrea Guiso insegna Storia contemporanea all’Università di Roma Sapienza.\nLuca La Rovere insegna Storia contemporanea all’Università di Perugia.
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SUMMARY:Le fonti audiovisive per la storia e la didattica
DESCRIPTION:Le fonti audiovisive per la storia e la didattica\nPresentazione volume e incontro seminariale. Roma\, Archivio audiovisivo del movimento operaio e democratico\n mercoledì\, 11 febbraio 2015 – ore 15.00 – 20.30\, Via Ostiense 106
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SUMMARY:Cesare Pianciola\, Il marxismo militante di Raniero Panzieri
DESCRIPTION:Venerdì 23 gennaio\, alle 17.00\, presentazione del volume di Cesare Pianciola\, Il marxismo militante di Raniero Panzieri (Centro di documentazione di Pistoia\, 2014). Interventi di: Antonio Benci\, Marco De Nicolò\, Mariuccia Salvati.
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SUMMARY:Giuseppe Monsagrati\, Roma senza il Papa. La Repubblica romana del 1849
DESCRIPTION:Mercoledì 21 gennaio\, alle 17.00\, presentazione del volume di Giuseppe Monsagrati\, Roma senza il Papa. La Repubblica romana del 1849 (Laterza 2014). Interventi di: Marco De Nicolò\, Daniela Felisini\, Daniele Fiorentino. Coordinamento: Lauro Rossi.
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SUMMARY:Maria Iolanda Palazzolo\, La nascita del diritto da'utore in Italia\, 1840-1941
DESCRIPTION:Mercoledì 14 gennaio\, alle 17.00\, presentazione del volume di Maria Iolanda Palazzolo La nascita del diritto d’autore in Italia. Concetti\, interessi\, controversie giudiziarie\, 1840-1941 (Viella\, 2013). Interventi di: Lodovica Braida\, Mario Infelise\, Fabio Macaluso. Coordinamento: Alberto Petrucciani
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SUMMARY:Donne migranti tra passato e presente. Il caso italiano\, a cura di Maria Rosaria Stabili e Maddalena Tirabassi\, numero monografico di «Genesis»\, 2014/1.
DESCRIPTION:Mercoledì 17 dicembre 2014\, alle ore 17.00\,  presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Palazzo Mattei di Giove – Via Michelangelo Caetani 32\, Roma)\, verrà presentato il volume Donne migranti tra passato e presente. Il caso italiano\, a cura di Maria Rosaria Stabili e Maddalena Tirabassi\, numero monografico di «Genesis»\, 2014/1. Introduce: Isabelle Chabot; Intervengono: Andreina De Clementi\, Simona Feci\, Matteo Sanfilippo. Coordina: Rosanna De Longis. \n«In Italia le migrazioni\, soprattutto a partire dal secondo dopoguerra\, hanno registrato ricchi e importanti contributi storiografici e le donne migranti sono state oggetto di centinaia di studi\, ma come la storia delle migrazioni italiane non è ancora riuscita a entrare pienamente nel canone ufficiale della storiografia nazionale\, così la storia delle donne migranti trova le sue difficoltà ad essere incorporata in quella delle migrazioni. Ci sono\, ovviamente\, alcune interessanti eccezioni ma con¬tinua ad essere consistente la doppia esclusione legata a gender and ethnicity: le donne migranti sono una minoranza all’interno degli studi migratori che a loro volta costituiscono i parenti poveri della storia d’Italia. E se proprio vogliamo provare a tracciare un bilancio dello stato disciplinare e intergenerazionale tra chi si occupa di storia delle donne e chi delle migrazioni. In entrambi i casi\, spesso non si è riusciti a inglobare l’importante produzione di ricerca che si è sviluppata negli ultimi trenta anni in Italia […]I saggi che qui presentiamo si focalizzano su aree geografiche e tematiche emergenti nel campo della storia migratoria\, tralasciando per una volta il campo della grande migrazione che è stato per anni il primo oggetto della ricerca sulle migrazioni italiane. Le migrazioni delle donne\, dall\’Ancien régime alle mobilità contemporanee\, così come qui sono ricostruite\, fanno emergere il protagonismo femminile nelle diverse fasi storiche e mostrano tutte le potenzialità di un\’analisi di genere per uno studio globale dei processi migratori». (Dall’introduzione di M.R. Stabili e M. Tirabassi).\nMaria Rosaria Stabili è docente di Storia e Istituzioni dell’America latina nell’Università di Roma Tre. Tra le sue pubblicazioni: El sentimiento aristocratico. Elites chilenas frente al espejo (1860-1960) (2003); Le “verità ufficiali”. Transizioni politiche e diritti umani in America Latina (2008).\nMaddalena Tirabassi  è direttore del Centro Altreitalie sulle Migrazioni Italiane e direttore scientifico di «Altreitalie. Rivista di studi sulle migrazioni italiane nel mondo». Ha scritto\, tra l’altro\, I motori della memoria. Le piemontesi in Argentina (2010) e\, con P. Audenino\, Storia e storie delle migrazioni italiana dall’Ancien régime a oggi (2008). \nIsabelle Chabot è la presidente della Società italiana delle storiche. \nAndreina De Clementi è stata docente di Storia contemporanea nelle Università di Sassari e di Napoli «L’Orientale». Tra le sue recenti pubblicazioni: L’assalto al cielo. Donne e uomini nell’emigrazione italiana (2014)\, Il prezzo della ricostruzione (2010); ha curato\, con P. Bevilacqua e E. Franzina\, Storia dell’emigrazione italiana (2011-2002). \nRosanna De Longis è la vicedirettrice della Biblioteca di storia moderna e contemporanea. \nSimona Feci\, docente di  Storia del diritto medievale e moderno nell’Università di Palermo\, ha scritto\, fra l’altro\, Pesci fuor d’acqua. Donne a Roma in età moderna: diritti e patrimoni (2004). \nMatteo Sanfilippo\, docente di Storia moderna nell’Università della Tuscia\, ha scritto\, fra l’altro: La Santa Sede e l\’emigrazione dall\’Europa centro-orientale negli Stati Uniti tra Ottocento e Novecento (2010); (con M. Colucci)\, Guida allo studio dell\’emigrazione italiana (2010);  (con P. Corti) L\’Italia e le migrazioni\, 2012
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SUMMARY:L'amore ai tempi del fascio. Un carteggio 1932-1939\, di Patrizia Salvetti
DESCRIPTION:Lunedì 15 dicembre 2014\, alle ore 17.00\,  presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Palazzo Mattei di Giove – Via Michelangelo Caetani 32\, Roma)\, verrà presentato il volume L’amore ai tempi del fascio. Un carteggio 1932-1939 di Patrizia Salvetti. Intervengono: Beatrice Pisa\, Laura Schettini. Coordina: Rosanna De Longis. \nIl libro ricostruisce la contrastata storia d’amore tra due giovani\, Lyda e Vittorio\, vissuta principalmente attraverso le lettere che\, da fidanzati\, si scrissero quasi quotidianamente tra il 1932 e il 1939 nella città di Ancona. Sullo sfondo del carteggio il fascismo in provincia negli anni Trenta e dei supi riflessi sulla società civile. Lyda e Vittorio sono due giovani “normali” che vivono un amore molto intenso e molto contrastato\, tra pregiudizi e ostilità\, proibizioni e clandestinità. La  corrispondenza che si sono scambiati registra il loro progressivo diventare adulti in un contesto sociale\, culturale e politico ricco di contraddizioni di cui sono essi stessi il prodotto. Emergono così elementi preziosi per la storia di genere\, dei sentimenti e della sessualità e\, più in generale\, per la storia sociale della piccola borghesia e dell’opinione pubblica in provincia.  \nPatrizia Salvetti\, docente di Storia contemporanea nell’Università di Roma Sapienza e attuale presidente dell’IRSIFAR – Istituto romano per la storia d’Italia dal fascismo alla Resistenza\, si è occupata di storia del Partito comunista italiano e\, successivamente\, di storia dell’emigrazione italiana. Tra le sue  pubblicazioni:  Corda e sapone. Storia dei linciaggi degli italiani negli Stati Uniti (2003)\, Storie di ordinaria xenofobia. L’emigrazione italiana nel sud est della Francia fra Ottocento e Novecento (2008). \nRosanna De Longis è la vicedirettrice della Biblioteca di storia moderna e contemporanea. \nBeatrice Pisa è stata docente di Storia contemporanea nell’Università di Roma Sapienza. I suoi campi di studio sono stati la storia della prima guerra mondiale\, il neofemminismo italiano\, la cittadinanza femminile nell’Europa contemporanea.   \nLaura Schettini\, dottore di ricerca in Storia delle donne e dell’identità di genere\, ha insegnato Storia contemporanea nell’Università di Roma Sapienza e ha svolto ricerche nell’ambito della storia di genere\, della scienza e della pubblica sicurezza tra Otto e Novecento. Il suo volume lI gioco delle parti. Travestimenti e paure sociali tra Otto e Novecento (2011) ha vinto il Premio SISSCO 2012.
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SUMMARY:Il Regio esercito e i suoi archivi. Una storia di tutela e salvaguardia della memoria\, di Silvia Trani
DESCRIPTION:Giovedì 11 dicembre 2014\, alle ore 17.00\, alle ore 17.00\, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Palazzo Mattei di Giove – Via Michelangelo Caetani 32\, Roma)\, verrà presentato il volume di Silvia Trani\, Il Regio esercito e i suoi archivi. Una storia di tutela e salvaguardia della memoria (Stato maggiore della Difesa – Ufficio storico\, 2014). Intervengono: Paola Carucci\, Guido Melis\, Matteo Paesano. Coordina: Marco De Nicolò \nBasato su una solida conoscenza dell’evoluzione ordinativa e funzionale dell’Esercito italiano\, il volume  rappresenta\, nella nostra letteratura archivistica\, il primo tentativo di ricostruzione e analisi dei criteri che furono alla base del processo di produzione-trasmissione-conservazione delle carte di una forza armata nel periodo del Regno d’Italia.Il modo in cui i documenti venivano organizzati nel momento della loro formazione\, le loro vicende nelle fasi successive\, le esigenze che influenzavano la valutazione e la selezione degli archivi da custodire permanentemente\, gli interventi di riordinamento effettuati e i limiti posti\, fino ad epoca recente\, alla loro fruizione “pubblica”\, costituiscono i nuclei centrali di questo studio\, esaminati anche alla luce di un contesto più ampio\, rappresentato dal coevo modello conservativo degli Archivi di Stato e dalla legislazione e disciplina archivistiche.\nIl testo restituisce alle istituzioni militari l’importante – e pressoché sconosciuto – ruolo che ebbero nella salvaguardia di una parte essenziale della memoria nazionale. Inoltre si caratterizza come uno strumento indispensabile per gli addetti ai lavori (archivisti\, studiosi e studenti di archivistica) e\, soprattutto\, per chiunque desideri fruire del patrimonio documentario dell’Esercito. In definitiva è un testo-guida\, una bussola che consente di affrontare un percorso di ricerca e di leggere in modo “filologicamente” corretto le carte oggi a disposizione. \nSilvia Trani\, archivista\, ha lavorato presso gli archivi storici della Camera dei Deputati e del Senato della Repubblica\, presso l’Ufficio storico dello Stato maggiore dell’Aeronautica militare e presso l’Istituo centrale per gli Archivi. Tra le sue recenti pubblicazioni: Vicende private e vicende aeronautiche nella carte di Mario\nAjmone-Cat. Inventario dell’archivio personale (2012). \nPaola Carucci\,  attualmente Soprintendente dell’Archivio storico della Presidenza della Repubblica\, è stata docente di Archivistica nelle università di Milano e Roma Sapienza e Sovrintendente all’Archivio centrale dello Stato. \nMarco De Nicolò è docente di Storia contemporanea nell’Università di Cassino.  \nGuido Melis è docente di Storia delle istituzioni politiche nell’Università di Roma Sapienza. \nMatteo Paesano è Capo dell’Ufficio Storico dello Stato Maggiore della Difesa e Rappresentante della Difesa per la  Storia  Militare.
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SUMMARY:Sisini\, imprenditori di Sardegna\, di Giuseppe Zichi
DESCRIPTION:Martedì 9 dicembre 2014\, alle ore 17.00\,  presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Palazzo Mattei di Giove – Via Michelangelo Caetani 32\, Roma)\, verrà presentato il volume di Giuseppe Zichi\, Sisini\, imprenditori di Sardegna (Editrice Fiesta\, 2013). Intervengono: Assunta Trova\, Albertina Vittoria\, Lauro Rossi. \nIl libro di Giuseppe Zichi racconta una dinastia di imprenditori sardi ricostruendo\, sulla scorta di un’abbondante documentazione archivistica\, il percorso della famiglia da “prinzipales” a moderni imprenditori.\nIl primo imprenditore della famiglia è Andrea\, che\, nei primi decenni dell’Ottocento unisce alla gestione della terra un primo embrione di attività industriale\, quello della produzione di tegole. Il figlio Francesco\, laureatosi in ingegneria al Politecnico di Milano\, si dedicherà\, invece\, al commercio delle macchine agricole e industriali diffondendole in un’isola in cui era ancora in uso l’aratro di legno. Il figlio Giorgio\, con la disapprovazione del padre\, si indirizza su ancora su un’altra strada dando vita a «La Settimana Enigmistica»\, che nasce a Milano\, in un minuscolo appartamento preso in affitto da Giorgio Sisini e Idell Breitenfeld\, sua futura moglie.\nDurante gli ultimi anni del fascismo\, Giorgio si farà coinvolgere in un progetto cinematografico per la produzione di film a colori secondo il sistema ideato dall’ingegner Gualtiero Gualtierotti. Nel dopoguerra Giorgio prenderà parte anche ad altre attività imprenditoriali: la fondazione della prima compagnia aerea italiana\, l’Airone\, di un’azienda cartaria\, di un moderno stabilimento rotocalcografico e di una casa editrice. \nGiuseppe Zichi\, dottore di ricerca in Storia delle istituzioni e della società nell’Europa contemporanea\, ha svolto attività di ricerca presso l’Università di Sassari. Ha pubblicato I cattolici sardi e il Risorgimento (2008) e curato\, in collaborazione\, i volumi Cattaneo e Garibaldi. Federalismo e Mezzogiorno (2004) e Giuseppe Garibaldi. Il mito\, l’Unità d’Italia e la Sardegna (2011). \nAssunta Trova è docente di Storia contemporanea nell’Università di Sassari. \nAlbertina Vittoria è docente di Storia contemporanea nell’Università di Sassari. \nLauro Rossi\, responsabile dei Fondi manoscritti della Biblioteca di storia moderna e contemporanea\, è studioso di storia italiana fra Sette e Ottocento.
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SUMMARY:La guerra italiana. Partire\, raccontare\, tornare (1914-18)\, di Marco Mondini
DESCRIPTION:Giovedì 4 dicembre 2014\, alle ore 17.00\,  presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Palazzo Mattei di Giove – Via Michelangelo Caetani 32\, Roma)\, verrà presentato il volume di Marco Mondini\, La guerra italiana. Partire\, raccontare\, tornare 1914-18 (Il Mulino\, 2014). Intervengono: Franco Marini\, Fortunato Minniti. Coordina: Simonetta Buttò  \n«La Grande guerra italiana è un paradosso. L’intervento del Regno d’Italia nel conflitto europeo fu presentato come l’ultima campagna del Risorgimento che avrebbe permesso finalmente a tutti gli italiani di far parte di un unico Stato nazionale. Ma il governo che condusse il paese in guerra aveva poco in comune con le idealità del nazionalismo romantico e democratico di Mazzini o con l’ispirata strategia di Cavour […]. La guerra doveva essere la «prova del fuoco» degli italiani\, il momento in cui avrebbero dimostrato al mondo di essere una nazione coesa\, forte e degna di sedere tra le grandi potenze. Ma l’Italia entrò in guerra lacerata da profonde rivalità sociali e politiche\, conto il volere della maggioranza parlamentare e di gran parte della popolazione[…]. La maggior parte di coloro che vennero travolti dalla guerra\, fossero soldati al fronte o donne mobilitate nelle retrovie\, fece la propria parte fino in fondo. Come ciò sia stato possibile\, è uno dei quesiti a cui ho tentato di dare una risposta. Perché\, dopo anni di combattimenti e morte e dopo una vittoria così duramente pagata\, le emozioni dominanti in Italia siano state non l’orgoglio bensì la disillusione e il senso di fallimento\, è un altro». (Dall’Introduzione).\nNel panorama delle opere che guardano all’esperienza dell’Italia nel primo conflitto mondiale questo libro sceglie di adottare come prospettiva la storia culturale. Facendo ricorso a un ventaglio amplissimo di fonti\, dai giornali alle memorie\, dalle fotografie alle cartoline illustrate\, l’autore mette a fuoco tre aspetti essenziali: l’attesa della guerra e la mobilitazione totale nei mesi e anni precedenti il 1915; l’esperienza del fronte così come è stata raccontata dai combattenti in memorie e diari e come è stata interpretata e reinventata da giornali\, riviste\, film; infine il peso della guerra sul dopo\, dal culto dei caduti ai monumenti\, alla costruzione del mito. \nMarco Mondini è ricercatore nell’Istituto storico italo-germanico di Trento e insegna Military European History nell’Università di Padova. Tra i suoi libri: La politica delle armi. Il ruolo dell’esercito nell’avvento del fascismo (2006)\, Alpini. Parole e immagini di un mito guerriero (2008)\, Generazioni intellettuali. Storia sociale degli allievi della Scuola Normale Superiore di Pisa nel Novecento\, 1918-1946 (2010). \nSimonetta Buttò è la direttrice della Biblioteca di storia moderna e contemporanea e della Biblioteca Nazionale Vittorio Emanuele III di Napoli. \nFranco Marini è il Presidente del Comitato storico scientifico per gli anniversari di interesse nazionale. \nFortunato Minniti è docente di Storia contemporanea e di Storia della guerra e delle istituzioni militari nell’Università di Roma Tre. Si è occupato di storia militare italiana con particolare riferimento alla politica militare degli anni Settanta e Ottanta dell’Ottocento e ai programmi di riarmo negli anni del fascismo. Studia attualmente l’impatto culturale del volo nel mondo fino alla Grande Guerra.
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SUMMARY:Il terrorismo italiano. Storia di un dibattito\, di Giovanni Mario Ceci
DESCRIPTION:Mercoledì 26 novembre 2014\, alle ore 17.00\, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Palazzo Mattei di Giove – Via Michelangelo Caetani 32\, Roma)\, verrà presentato il volume Il terrorismo italiano. Storia di un dibattito\, di Giovanni Mario Ceci (Carocci 2013).  \nChe cosa è stato il terrorismo italiano? Quali le sue cause\, le sue origini e il suo significato nella storia nazionale? Quali i nessi con il ’68 e i movimenti extraparlamentari? Ha avuto dei collegamenti internazionali? Vi sono delle analogie tra il terrorismo degli anni Settanta e Ottanta e quello recente di matrice religiosa? A queste e a molte altre domande hanno provato a rispondere per oltre trent’anni numerosi studiosi\, italiani e stranieri. Sulla base di una vasta e analitica ricerca\, il volume ricostruisce per la prima volta questo ampio e poco noto dibattito sul terrorismo italiano\, a partire dalle prime riflessioni di fine anni Settanta fino agli studi più recenti. Il volume ha vinto l’edizione 2014 del Premio nazionale di storia contemporanea Luigi Di Rosa. \nGiovanni Mario Ceci\, insegna Terrorism presso la IES (sede di Roma) ed è docente a contratto per l’USAC presso l’Università della Tuscia. Si occupa di storia e storiografia del fascismo\, di storia politica italiana del secondo dopoguerra e di terrorismo italiano. Tra le sue pubblicazioni: Moro e il PCI. La strategia dell’attenzione e il dibattito politico italiano (2013); Renzo De Felice storico della politica (2008).
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SUMMARY:Germania europea Europa tedesca\, di Luigi Reitani
DESCRIPTION:Venerdì 21 novembre 2014\, alle ore 17.00\, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Palazzo Mattei di Giove – Via Michelangelo Caetani 32\, Roma)\, verrà presentato il volume Germania europea Europa tedesca di Luigi Reitani (Salerno editrice\, 2014). Ne discutono con l’Autore Vanna Vannuccini e Stas’ Gawronski. \nEsiste una Germania che vuole dominare l’Europa\, o esiste una nazione aperta che si pone come guida al servizio dell’Europa? Qual è il ruolo della Germania in Europa? Esiste davvero il rischio di una supremazia tedesca nelle scelte cruciali di politica economica del vecchio continente? La crisi di sistema in cui viviamo lascia affiorare antichi fantasmi. Eppure\, mai come oggi\, la Germania ha fatto della propria apertura internazionale un valore irrinunciabile. L’idea di uno stato in Europa e per l’Europa – che attraversa almeno due secoli di storia culturale tedesca – sembra definitivamente prevalere sulla visione nazionalistica di una ‘missione’ egemonica. \nLuigi Reitani\, germanista\, traduttore\, ordinario di Letteratura tedesca all’Università di Udine\, è\, tra l’altro\, membro del comitato scientifico del «Freies Deutsches Hochstift» di Francoforte. Tra le sue più recenti pubblicazioni la curatela di scritti di Goethe\, Musil\, Bernhard.
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SUMMARY:Il Regio esercito e i suoi archivi. Una storia di tutela e salvaguardia della memoria\, di Silvia Trani
DESCRIPTION:Giovedì 11 dicembre 2014\, alle ore 17.00\, alle ore 17.00\, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Palazzo Mattei di Giove – Via Michelangelo Caetani 32\, Roma)\, verrà presentato il volume di Silvia Trani\, Il Regio esercito e i suoi archivi. Una storia di tutela e salvaguardia della memoria (Stato maggiore della Difesa – Ufficio storico\, 2014). Intervengono: Paola Carucci\, Guido Melis\, Matteo Paesano. Coordina: Marco De Nicolò \nBasato su una solida conoscenza dell’evoluzione ordinativa e funzionale dell’Esercito italiano\, il volume  rappresenta\, nella nostra letteratura archivistica\, il primo tentativo di ricostruzione e analisi dei criteri che furono alla base del processo di produzione-trasmissione-conservazione delle carte di una forza armata nel periodo del Regno d’Italia.Il modo in cui i documenti venivano organizzati nel momento della loro formazione\, le loro vicende nelle fasi successive\, le esigenze che influenzavano la valutazione e la selezione degli archivi da custodire permanentemente\, gli interventi di riordinamento effettuati e i limiti posti\, fino ad epoca recente\, alla loro fruizione “pubblica”\, costituiscono i nuclei centrali di questo studio\, esaminati anche alla luce di un contesto più ampio\, rappresentato dal coevo modello conservativo degli Archivi di Stato e dalla legislazione e disciplina archivistiche.\nIl testo restituisce alle istituzioni militari l’importante – e pressoché sconosciuto – ruolo che ebbero nella salvaguardia di una parte essenziale della memoria nazionale. Inoltre si caratterizza come uno strumento indispensabile per gli addetti ai lavori (archivisti\, studiosi e studenti di archivistica) e\, soprattutto\, per chiunque desideri fruire del patrimonio documentario dell’Esercito. In definitiva è un testo-guida\, una bussola che consente di affrontare un percorso di ricerca e di leggere in modo “filologicamente” corretto le carte oggi a disposizione. \nSilvia Trani\, archivista\, ha lavorato presso gli archivi storici della Camera dei Deputati e del Senato della Repubblica\, presso l’Ufficio storico dello Stato maggiore dell’Aeronautica militare e presso l’Istituo centrale per gli Archivi. Tra le sue recenti pubblicazioni: Vicende private e vicende aeronautiche nella carte di Mario\nAjmone-Cat. Inventario dell’archivio personale (2012). \nPaola Carucci\,  attualmente Soprintendente dell’Archivio storico della Presidenza della Repubblica\, è stata docente di Archivistica nelle università di Milano e Roma Sapienza e Sovrintendente all’Archivio centrale dello Stato. \nMarco De Nicolò è docente di Storia contemporanea nell’Università di Cassino  \nGuido Melis è docente di Storia delle istituzioni politiche nell’Università di Roma Sapienza \nMatteo Paesano\, colonnello\, è Capo dell’Ufficio Storico dello Stato Maggiore della Difesa e Presidente della Commissione Italiana di Storia Militare.
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