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SUMMARY:La fabbrica in piazza: culture e metodi di lotta operaia nell'Italia repubblicana
DESCRIPTION:Martedì 29 maggio 2018\, ore 17.15\, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Via Michelangelo Caetani\, 32 Roma)\, in collaborazione con British School at Rome\, École française de Rome\, nell’ambito del Rome Modern Italy Seminar 2017-2018\, Ilaria Favretto (Kingston University\, UK) terrà una conferenza sul tema:\nLa fabbrica in piazza: culture e metodi di lotta operaia nell’Italia repubblicana.
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SUMMARY:Storia dei sionismi. Lo Stato degli ebrei da Herzl a oggi di Arturo Marzano
DESCRIPTION:Giovedì 24 maggio 2018\, alle ore 17.00\, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Palazzo Mattei di Giove – Via Michelangelo Caetani 32\, Roma)\,\nsarà presentato il volume Storia dei sionismi. Lo Stato degli ebrei da Herzl a oggi di Arturo Marzano\, Carocci\, 2017.\nNe parlano con l’autore: Tommaso Dell’Era\, Anna Foa.\nA 120 anni dal Primo congresso sionista\, che segnò la nascita del sionismo politico di Theodor Herzl; a 100 anni dalla Dichiarazione Balfour\, che vide il sostegno strategico di Londra; a 70 anni dalla Risoluzione delle Nazioni Unite n. 181\, che stabilì la creazione di uno Stato ebraico in Palestina; a 50 anni dalla Guerra dei Sei Giorni\, che segnò l’inizio dell’occupazione dei Territori palestinesi dando al sionismo religioso una torsione messianica e determinandone la traiettoria politica dei decenni successivi; a 40 anni dalla vittoria elettorale del sionismo revisionista e dalla sconfitta del sionismo socialista\, che aveva dominato la politica israeliana fino ad allora\, è possibile fare un bilancio di che cosa sia stato il sionismo o\, per meglio dire\, i sionismi. Molteplici sono state\, infatti\, sin dagli inizi le anime di questo movimento\, spesso in forte dissenso l’una con l’altra. Il volume delinea una storia dei sionismi\, presentandone l’evoluzione dalle origini ad oggi\,\nricostruendo la genesi e lo sviluppo di ciascuno di essi e mettendo in luce quello che\, di volta in volta\, è diventato dominante e ha dunque potuto mettere in pratica la propria visione.
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SUMMARY:Fascisti sul mare. La Marina e gli ammiragli di Mussolini di Fabio De Ninno
DESCRIPTION:Mercoledì 23 maggio 2018\, alle ore 17.00\, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Palazzo Mattei di Giove – Via Michelangelo Caetani 32\, Roma)\, sarà presentato il volume Fascisti sul mare. La Marina e gli ammiragli di Mussolini di Fabio De Ninno\, Laterza\, 2017. Intervengono: Mariano Gabriele\, Alessio Gagliardi. Coordina: Virgilio Ilari. Sarà presente l’autore. \nDopo la vittoria nella Grande Guerra\, per vent’anni gli ammiragli della Regia Marina coltivarono il sogno di costruire una flotta abbastanza potente da dominare il Mediterraneo. Il fascismo diede loro l’illusione di poter realizzare questo progetto. Attraverso questa via\, l’istituzione navale rischiò di sottomettersi alla logica totalitaria del regime. Finora la Marina italiana ha sempre orgogliosamente rivendicato la propria natura ‘regia’\, indipendente e autonoma rispetto al fascismo e alla sua politica. Il libro dimostra come gli ammiragli costruirono con Mussolini e con il regime una relazione strettissima che arrivò a determinare scelte decisive negli anni precedenti lo scoppio della Seconda guerra mondiale. Fascismo e Marina furono più vicini di quanto sinora si fosse pensato e fu attraverso il loro legame che si preparò il terreno per la sconfitta dell’Italia sul mare\, quando l’Europa fu trascinata nuovamente nella spirale della guerra. Questa è la storia di come quel sogno nacque\, di come si sviluppò nei venti anni della dittatura e di come fallì nei primi mesi della Seconda guerra mondiale.
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SUMMARY:In terra d’Africa. Gli italiani che colonizzarono l’impero di Emanuele Ertola
DESCRIPTION:Venerdì 18 maggio 2018\, alle ore 17.00\, presso la Biblioteca di storia moderna e\ncontemporanea (Palazzo Mattei di Giove – Via Michelangelo Caetani 32\, Roma)\,\nsarà presentato il volume In terra d’Africa. Gli italiani che colonizzarono l’impero di Emanuele Ertola\, Laterza\, 2017. Intervengono: Lorenzo Benadusi\, Federico\nCresti. Coordina: Giulia Barrera. Sarà presente l’autore.\nIl 9 maggio 1936\, dal balcone di piazza Venezia\, Mussolini annunciava agli italiani la «riapparizione dell’impero sui colli fatali di Roma». L’Etiopia\, fin dai tempi della disastrosa battaglia di Adua del 1896\, era stata l’oggetto del desiderio del colonialismo italiano. Gli italiani per decenni l’avevano voluta\, sognata\, avevano ucciso ed erano morti per possederla.\nIl duce aveva piani grandiosi: eliminare l’emigrazione all’estero popolando l’Etiopia con milioni di\nitaliani\, che avrebbero dato vita a una società ideale\, produttiva\, razzialmente pura e perfettamente fascista. In decine di migliaia risposero all’appello\, lasciarono le loro case e partirono\, convinti dalla propaganda del regime che avrebbero potuto fare fortuna in una terra ricca di opportunità. La realtà sarebbe stata molto diversa. Ma quali furono le esperienze di coloro che si trasferirono nelle terre del Negus? Dove e come emigrarono? Quanto fu diversa la loro quotidianità da quella vissuta in Italia? Come interagirono\ncon gli etiopici e con il regime? La risposta a queste domande ci restituisce la storia degli uomini e\ndelle donne che colonizzarono l’impero\, con i loro sogni e le loro aspettative\, le loro esperienze e i\nloro giudizi su questa breve\, ma decisiva\, esperienza Oltremare.
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SUMMARY:Dalla “filosofia del ridere” alla promozione del libro
DESCRIPTION:Mercoledì 16 maggio 2018\, alle ore 17.00\, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Palazzo Mattei di Giove – Via Michelangelo Caetani 32\, Roma)\,\nsarà presentato il volume Dalla “filosofia del ridere” alla promozione del libro. La biblioteca circolante di A. F. Formiggini (Roma\, 1922-1938) di Vittorio Ponzani\,\nSettegiorni editore\, 2017. Intervengono: Simonetta Buttò\, Chiara De Vecchis.\nCoordina: Patrizia Rusciani. Sarà presente l’autore\, con Paolo Traniello in rappresentanza dell’editore. \nLa ricostruzione della società e la rifondazione dell’Europa su nuove basi doveva passare attraverso\nl’umorismo e il riso\, perché proprio il riso è «amore di vita» il ridere\, la risata\, l’ironia sono strumenti che uniscono gli uomini\, li riconciliano fra loro e li rendono più felici e giocondi. Si tratta di una vera e propria filosofia che ha sostenuto l’azione e l’opera di Formiggini\, aiutandolo a «fare cose serie in modo faceto»\, cosi come egli stesso si esprime. Ma accanto a questa disposizione di fondo\, che per altro è convissuta nel suo animo con impulsi profondi di natura tragica\,\ntestimoniati dalla sua fine sconvolgente\, l’impegno costante dell’editore modenese è stato rivolto\nalla ricerca degli strumenti più adatti ad agevolare la crescita culturale\, in primo luogo i libri\, che\negli ha saputo non solo produrre\, ma anche conservare e organizzare in una delle prime e più rilevanti esperienze italiane di biblioteca circolante.
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SUMMARY:«L’unanimità più uno». Plebisciti e potere\, una storia europea (secoli XVIII-XX)
DESCRIPTION:Giovedì 10 maggio 2018\, alle ore 17.00\, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Palazzo Mattei di Giove – Via Michelangelo Caetani 32\, Roma)\,\nsarà presentato il volume «L’unanimità più uno». Plebisciti e potere\, una storia europea (secoli XVIII-XX) di Enzo Fimiani\, Le Monnier\, 2017. Intervengono:\nMaurizio Ridolfi\, Raffaele Romanelli. Coordina: Marco De Nicolò. Sarà presente l’autore.\nPer la prima volta viene ricostruita nella sua interezza e complessità la storia del rapporto plebiscitario tra potere politico e adesione di massa nell’Europa contemporanea. Frutto di studi e ricerche pluridecennali\, il volume solleva questioni cruciali della modernità politica\, racconta e interpreta in una prospettiva comparata i plebisciti e i fenomeni da essi innescati\, muovendosi attraverso un arco temporale di due secoli; una ventina di aree nazionali europee; una serie di nodi\nche arrivano a toccare la natura stessa della democrazia (e dell’anti-democrazia); una pluralità di regimi\, esperienze politiche e figure storiche\, dai due Napoleone a Cavour\, da D’Annunzio a Mussolini\, da Hitler a Salazar e Franco\, fino a De Gaulle e Gorbachev. Alla storia si aggiunge l’attualità: se il plebiscitarismo appare ancor oggi una delle facce più evidenti della politica nel\ncontesto europeo\, questo libro giunge a trattare vicende che molto ci riguardano\, come cittadini del secolo XXI.
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SUMMARY:Il sessantotto sequestrato. Cecoslovacchia\, Polonia\, Jugoslavia e dintorni di Guido Crainz
DESCRIPTION:Martedì 8 maggio 2018\, alle ore 17.00\, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Palazzo Mattei di Giove – Via Michelangelo Caetani 32\, Roma)\,\nsarà presentato il volume Il sessantotto sequestrato. Cecoslovacchia\, Polonia\, Jugoslavia e dintorni di Guido Crainz\, Donzelli\, 2018. Ne discutono: Annalisa\nCosentino\, Guido Crainz\, Francesco Guida\, Pavel Kolář. Coordina: Angelo Bolaffi. Sarà presente l’editore Carmine Donzelli.\nA distanza di cinquant’anni dal simultaneo manifestarsi dei movimenti di contestazione del ’68 in tante parti del Vecchio continente\, iniziamo forse a comprendere che per la sua storia successiva sono rilevanti soprattutto i rivolgimenti\, i traumi e i processi che segnarono la Cecoslovacchia\, la Polonia e altre aree dell’Europa «sequestrata» dall’impero sovietico\, per dirla con Milan Kundera. Per molti versi quei rivolgimenti appresentarono uno spartiacque: la conferma definitiva che il «socialismo reale» non era riformabile. I processi che attraversarono allora quest’area furono solo\napparentemente stroncati a Praga dai carri armati del Patto di Varsavia e in Polonia da una brutale\noffensiva di regime che assunse violenti toni antisemiti\, provocando l’esodo di una ricca comunità intellettuale e di una parte significativa degli ebrei rimasti nel paese dopo la Shoah. In realtà\, pur nel modificarsi di prospettive e di visioni del mondo\, si dipanano da allora alcuni esili e al tempo stesso straordinari fili che portano al 1989\, passando per Charta 77 in Cecoslovacchia o per il Kor e Solidarność in Polonia. Eppure\, in quel fatidico ’68\, i giovani\, gli intellettuali e i rinnovatori di quei paesi\, i sostenitori di un «socialismo dal volto umano»\, non trovarono nei movimenti studenteschi dell’Occidente quel solidale sostegno che sarebbe stato necessario. Né lo ebbero dai partiti comunisti europei. Perché? E perché in molte ricostruzioni storiche complessive ha prevalso spesso una sostanziale rimozione di questi aspetti? A queste domande e a questi nodi rispondono i contributi del libro: il saggio di apertura di Guido Crainz; quelli di Pavel Kolář\, Wlodek Goldkorn\, Nicole Janigro\, Anna Bravo; e i documenti di studenti e intellettuali di allora\, con le successive testimonianze di personalità come Jiří Pelikán\, Adam Michnik\, Zygmunt Bauman.
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SUMMARY:Storia e storiografia fra passato e futuro. Scritti in onore di Francesco Barbagallo
DESCRIPTION:Venerdì 27 aprile 2018\, alle ore 17.00\, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Palazzo Mattei di Giove – Via Michelangelo Caetani 32\, Roma)\, sarà presentato il volume Storia e storiografia fra passato e futuro. Scritti in onore di Francesco Barbagallo a cura di Fiamma Lussana\, Carocci\, 2018. Intervengono: Francesco M. Biscione\, Andrea Giardina\, Leonardo Rapone. Coordina: Fiamma Lussana. \nIl volume ricostruisce la biografia intellettuale di Francesco Barbagallo attraverso l’analisi critica della sua lunga e importante produzione storiografica che\, nell’arco di un quarantennio\, si è sempre accompagnata a un intenso impegno accademico\, civile e istituzionale. Grazie ai contributi di studiosi e allievi che intervengono puntualmente con riflessioni\, commenti e interpretazioni\, il libro fa ampio riferimento anche alle numerose iniziative scientifiche e culturali che hanno dato impulso alla narrazione e al metodo di lavoro di uno dei più noti storici italiani dell’età contemporanea. \nIndice: In praise of Francesco Barbagallo di Donald Sassoon; Nitti\, Giolitti\, il Mezzogiorno\, il meridionalismo di Giuseppe Barone; La questione del lavoro tra l’esodo e la Cassa del Mezzogiorno di Anna Lucia Denitto; La questione italiana di Gert Sørensen; Napoli negli occhi di chi la guarda di Aldo Schiavone; La storia della camorra di Isaia Sales; La Storia dell’Italia repubblicana Einaudi di Luigi Masella; Rileggendo La formazione dell’Italia democratica di Giuseppe Vacca; L’Italia repubblicana di Francesco Barbagallo di Pierluigi Totaro; Francesco Barbagallo storico del PCI di Alexander Höbel; La biografia politica di Enrico Berlinguer di Albertina Vittoria; Storiografia e metodologia di Rossano Pisano; La tradizione storiografica gramsciana nella direzione di “Studi Storici” di Fiamma Lussana; Il metodo del lavoro culturale di Giovanni Bruno; Il manuale di storia contemporanea di Carmelo Pasimeni \nFiamma Lussana è professore di Storia contemporanea all’Università di Sassari. Tra le sue pubblicazioni più recenti: In Russia prima del Gulag. Emigrati italiani a scuola di comunismo (2008); L\’Italia dalla Grande Guerra alla Liberazione (1915-1945) (2009); Il movimento femminista in Italia. Esperienze\, storie\, memorie (2012); L’Italia del divorzio. La battaglia fra Stato\, Chiesa e gente comune (1946-1974) (2014). Fa parte del Comitato scientifico della rivista «Studi Storici» ed è membro del Comitato dei garanti della Fondazione Gramsci.
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SUMMARY:Europa e Medio Oriente (1973-1993)\, a cura di Gianvito Galasso\, Federico Imperato\, Rosario Milano\, Luciano Monzali
DESCRIPTION:Giovedì 26 aprile 2018\, alle ore 17.00\, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Palazzo Mattei di Giove – Via Michelangelo Caetani 32\, Roma)\,\nsarà presentato il volume Europa e Medio Oriente (1973-1993) a cura di Gianvito Galasso\, Federico Imperato\, Rosario Milano\, Luciano Monzali\, Cacucci\, 2017.\nIntroduce e coordina: Luigi Vittorio Ferraris. Intervengono: Alberto Basciani\, Fabio Bettanin\, Giuliano Garavini\, Mario Prayer. \nIl volume raccoglie le relazioni presentate e discusse nel corso del convegno internazionale di studi\ntenutosi il 4 maggio 2015 presso il Dipartimento di Scienze Politiche dell’Università degli Studi di\nBari “Aldo Moro”. […] Uno degli aspetti di maggior interesse e preoccupazione che ha caratterizzato il lavoro dei curatori riguarda la difficoltà\, dal punto di vista analitico\, di identificare le due entità geopolitiche al centro dell’iniziativa\, l’Europa e il Medio Oriente\, quali espressioni di una unità di interessi e di intenti riscontrabili sul piano delle relazioni internazionali. Si tratta di un elemento che non sussiste in entrambi i casi. Non per il Medio Oriente\, poiché\, al di là del richiamo alla comune identità arabo-islamica o alla causa del popolo palestinese\, permanevano insanabili fratture religiose\, etniche\, nazionali e tra clan\, che rendevano sostanzialmente inimmaginabile una sintesi politica tra i rispettivi popoli\, e difficoltosa una loro identificazione geografica. E nemmeno per il Vecchio Continente\, segnato prima dalla frattura politico-ideologica del bipolarismo e successivamente indebolito dalla crisi economica della seconda metà degli anni Settanta. Tuttavia\, se l’Europa e il Medio Oriente non potevano costituire due soggetti definiti all’interno della comunità internazionale\, il percorso intrapreso dall’Europa occidentale a partire dalla fine del\nsecondo conflitto mondiale ha reso questa parte del continente un attore centrale\, nei confronti del\nquale erano state riposte forti aspettative sia dall’interno sia dall’esterno\, come dal Medio Oriente\n[dalla prefazione dei curatori] \nGianvito Galasso Federico Imperato e Rosario Milano collaborano all’attività didattica e di ricerca della cattedra di Storia delle relazioni internazionali del Dipartimento di Scienze Politiche dell’Università degli Studi di Bari “Aldo Moro”.
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SUMMARY:Prove tecniche d’integrazione. L'Italia\, l'Oece e la ricostruzione economica internazionale (1947-1953)\, di Roberto Ventresca
DESCRIPTION:Giovedì 19 aprile 2018\, alle ore 17.00\, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Palazzo Mattei di Giove – Via Michelangelo Caetani 32\, Roma)\,\nsarà presentato il volume Prove tecniche d’integrazione. L\’Italia\, l\’Oece e la ricostruzione economica internazionale (1947-1953) di Roberto Ventresca\,\nFrancoAngeli\, 2017.\nIntervengono: Mauro Campus\, Mariuccia Salvati. Coordina:\nGiovanni Pietrangeli. Sarà presente l’autore. \nDopo la conclusione del secondo conflitto mondiale\, i governi centristi della neonata Repubblica promossero il reinserimento dell\’Italia all\’interno dell\’orizzonte capitalistico occidentale e favorirono la sua partecipazione al nascente processo d\’integrazione europea. La collocazione internazionale del Paese venne suggellata dall\’adesione al Piano Marshall e al suo organo di coordinamento continentale: l\’Organizzazione europea per la cooperazione economica (Oece).\nAttraverso un\’indagine basata su fonti italiane\, francesi e britanniche\, il volume intende ricostruire il ruolo giocato dall\’Italia nell\’Oece durante gli anni della prima legislatura repubblicana. Quali furono le principali strategie che accompagnarono l\’adesione italiana all\’Oece? In che termini si articolò il\nrapporto tra la rappresentanza dell\’Italia e quella dei suoi maggiori partner europei\, vale a dire Francia e Gran Bretagna? Quale tipo di ricostruzione economica venne favorita dalle classi dirigenti dello Stato nel più ampio contesto della guerra fredda e dell\’avvio della cooperazione europea? In che modo i membri della delegazione italiana all\’Oece si relazionarono con il governo centrale di Roma? Tornando a riflettere sulle radici della proiezione internazionale dell\’Italia postbellica\, questo libro si propone dunque di gettare nuova luce sul coinvolgimento del Paese nelle vicende che caratterizzarono la \”stabilizzazione\” capitalistica dell\’Europa occidentale all\’indomani del 1945. \nRoberto Ventresca è dottore di ricerca in storia contemporanea presso la Scuola superiore di studi\nstorici\, geografici e antropologici dell\’Università di Padova\, Verona e Venezia Ca\’ Foscari. I suoi\ninteressi di ricerca si concentrano sulla storia del processo d\’integrazione europea e sulle radici\nintellettuali del neoliberalismo. Attualmente è borsista presso la Fondazione Luigi Einaudi Onlus e\nmembro della redazione di «Zapruder. Rivista di storia della conflittualità sociale».
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SUMMARY:Al caleidoscopio della gran guerra. Vetrini di donne\, di canti e di emigranti (1914-1918)\, di Emilio Franzina
DESCRIPTION:Venerdì 13 aprile 2018\, alle ore 17.00\, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Palazzo Mattei di Giove – Via Michelangelo Caetani 32\, Roma)\, sarà presentato il volume Al caleidoscopio della gran guerra. Vetrini di donne\, di canti e di emigranti (1914-1918) di Emilio Franzina\, Cosmo Iannone editore\, 2017. Intervengono: Felice Liperi\, Matteo Sanfilippo. Coordina: Rosanna De Longis. Sarà presente l’autore. \nCon ascolto di brani musicali tratti dallo spettacolo “La Venere vagante alla Gran guerra” di E. Franzina e gli Hotel Rif. \nIl marchingegno ottico che siamo soliti chiamare caleidoscopio fu inventato da un fisico scozzese nel 1817\, ma se dopo un secolo esatto di vita esso fosse stato puntato sugli scenari sanguinosi del primo conflitto mondiale per mettere a fuoco profili di donne\, di civili e di soldati che vi erano coinvolti\, non avrebbe potuto restituire\, specie in quell’anno terribile\, una prevalenza d’immagini concatenate fra loro in linea con quanto promesso etimologicamente dal suo nome. Tra le figure che parzialmente avrebbero potuto contraddire una simile constatazione\, nondimeno\, ve ne furono alcune legate alle esperienze femminili\, alle musiche del tempo di guerra e agli affetti dei militari e dei loro cari riflessi per lettera negli scambi privati di notizie\, che tornano oggi alla ribalta\, appunto in “bella vista”\, assieme alle storie dimenticate di alcuni milioni di emigranti e di immigrati italiani\, grazie alla ricostruzione tentata in questo libro. Nei suoi capitoli prendono posto infatti\, appunto come tanti “vetrini” di un ideale caleidoscopio\, il diverso impegno delle donne\, l’universo dei suoni e dei canti che contrappuntarono fatti ed eventi del nostro ’15-’18 e i racconti epistolari dei combattenti e dei loro familiari\, soprattutto di quelli rimasti a vivere all’estero da dove\, fra l’altro\, non furono pochi — circa 300 mila in totale — i riservisti e i giovani volontari che fecero ritorno in Italia per arruolarsi nelle file del regio esercito. L’intreccio di vicende che ne dipese consente e quasi impone lo sviluppo di un racconto ad incastro degli avvenimenti del periodo bellico e ne suggerisce una visione originale per come essi maturarono\, a ridosso delle dinamiche propriamente militari\, proponendo inoltre per la prima volta (e non solo rispetto al caso italiano) una analisi ravvicinata della “Grande guerra degli emigranti” e di alcuni remoti “fronti interni” entrati in funzione al di là dell’Atlantico — specialmente in Argentina — grazie alla mobilitazione d’interi segmenti o settori portanti delle nostre comunità immigratorie\, grandi e piccole\, fiorite in America sin dalla fine dell’Ottocento e giunte nel 1915 all’apice della loro espansione. \nEmilio Franzina\, già professore ordinario di Storia contemporanea nell’Università di Verona\, dirige con Matteo Sanfilippo l’«Archivio storico dell’emigrazione italiana» e ha scritto\, su questo e su altri temi di storia sociale\, una lunga serie di saggi e di monografie\, tra cui si ricorda: La grande emigrazione (1976 e 2006); Gli italiani al nuovo mondo\, 1492-1942 (1995); La storia (quasi vera) del Milite ignoto raccontata come un’autobiografia (2014 e 2015); La Venere vagante e il buon soldato. Storie sessuali e di loisir della Grande guerra italiana (2017). Il suo libro più recente\, Entre duas Pátrias. A Grande Guerra dos imigrantes italo-brasileiros\, 1914-1918)\, è stato pubblicato in portoghese a Belo Horizonte nel maggio del 2017.
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SUMMARY:Antonio Gramsci. Il giornalismo\, il giornalista. Scritti\, articoli\, lettere del fondatore de “l’Unità”\, a cura di Gian Luca Corradi
DESCRIPTION:Giovedì 12 aprile 2018\, alle ore 17.00\, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Palazzo Mattei di Giove – Via Michelangelo Caetani 32\, Roma)\, sarà presentato il volume Antonio Gramsci. Il giornalismo\, il giornalista. Scritti\, articoli\, lettere del fondatore de “l’Unità” a cura di Gian Luca Corradi\, Tessere\, 2017. Ne parlano con il curatore: Zeffiro Ciuffoletti\, Giorgio Frasca Polari. \nPubblicato in occasione degli 80 anni trascorsi dalla morte di Gramsci il libro intende testimoniare l’attualità delle riflessioni del fondatore “l’Unità” sul giornalismo\, attraverso la pubblicazione di sessantasette degli oltre 1.500 articoli che Antonio Gramsci scrisse come giornalista fra il 26 luglio 1910 su “L’Unione sarda” e l’8 novembre 1926\, su “l’Unità” passando per “l’Avanti!”\, “L’Ordine Nuovo”\, “La Città futura”\, “La Correspondance Internationale”\, di 22 lettere\, scritte prima e dopo il caercere\, in cui si occupa di giornali; e le 38 note\, più una rimasta finora in ombra\, dei Quaderni in cui si occupa dell’argomento “giornalismo”. \nCon una prefazione di Luciano Canfora ed una postfazione di Giorgio Frasca Polara\, il libro consente di ricostruire un aspetto troppo a lungo sottovalutato dell’intellettuale che\, scavando nelle pagine del Principe di Machiavelli o nel Canto X della Divina Commedia\, ha insegnato ad intere generazioni come leggere con più attenzione un testo\, trovandone il senso attuale. \nGian Luca Corradi\, bibliotecario alla Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze\, ha collaborato con giornali\, riviste e periodici in particolare su temi di storia\, tradizioni popolari\, culture locali e turismo. Insegna Storia d’Italia presso il Centro di Cultura per stranieri dell’Università di Firenze ed è autore di vari volumi\, tra i quali si ricordano: Cavalli e motori: cento anni di trasporto pubblico a Firenze (1995)\, La soppressione delle corporazioni religiose e la liquidazione dell’asse ecclesiastico nell’Italia unita: il caso toscano e le fonti archivistiche (1995)\, Il bosco e lo schioppo: vicende di una terra di confine tra Romagna e Toscana (1997)\, Toscani\, passione in fumo (2000)\, .
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SUMMARY:Cefalonia. Il processo\, la storia\, i documenti\, di Marco De Paolis e Isabella Insolvibile
DESCRIPTION:Mercoledì 11 aprile 2018\, alle ore 17.00\, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Palazzo Mattei di Giove – Via Michelangelo Caetani 32\, Roma)\,\nsarà presentato il volume Cefalonia. Il processo\, la storia\, i documenti di Marco De Paolis e Isabella Insolvibile\, Viella\, 2017 (n. 3 della collana I processi per crimini di guerra tedeschi in Italia\, a cura di Marco De Paolis e Paolo Pezzino).\nIntervengono: Alessandro Cassiani\, Patrizia Gabrielli\, Umberto Gentiloni. Coordina: Pier Vittorio Buffa.\nSaranno presenti gli autori. \nLa collana “I processi per crimini di guerra tedeschi in Italia”\, a cura di Marco De Paolis e Paolo Pezzino\, è\nun’iniziativa dell’Istituto Nazionale Ferruccio Parri (già Istituto Nazionale per la Storia del Movimento di Liberazione in Italia) per il 70 anniversario della Resistenza\, ed è realizzata con il contributo della Regione Toscana.\nNel settembre 1943\, sull’isola di Cefalonia si consumò il più grande massacro di soldati italiani della seconda guerra mondiale. Reparti tedeschi perlopiù appartenenti alla 1a Gebirgs-Division Edelweiss\, già responsabili di crimini di guerra\, sterminarono in pochi giorni migliaia di soldati della Divisione italiana Acqui\, ubbidendo a un ordine di Hitler. Terminata la strage di massa\, gli\nufficiali italiani superstiti furono uccisi in quello che è passato alla storia come l’“eccidio della Casetta rossa”. La documentazione utilizzata per l’indagine e il processo (celebrato solo a settant’anni dall’evento)\, di cui qui si dà conto\, è un imprescindibile materiale per chiunque voglia approfondire la conoscenza di un episodio cruciale della nostra storia: fonti italiane\, tedesche e\nanglo-americane\, relazioni degli organi investigativi e\, soprattutto\, verbali d’interrogatorio risalenti a differenti fasi d’indagine sono oggi un patrimonio a disposizione di tutti. \nIsabella Insolvibile è dottore di ricerca in Storia. Consulente tecnico delle Procure militari di Roma e di\nNapoli per indagini relative a stragi naziste\, è membro del Comitato scientifico dell’Istituto Nazionale\nFerruccio Parri. È autrice di monografie e saggi sulla Resistenza\, la prigionia e i crimini di guerra in Italia e all’estero. E’ coordinatrice editoriale della collana I processi per crimini di guerra tedeschi in Italia. \nMarco De Paolis ha diretto la Procura militare della Repubblica di La Spezia dal 2002 al 2008\, e qui ha\nistruito oltre 450 procedimenti per crimini di guerra durante il secondo conflitto mondiale. È stato pubblico\nministero\, tra gli altri\, nei processi per le stragi nazifasciste di Sant’Anna di Stazzema\, Civitella Val di\nChiana\, Monte Sole-Marzabotto\, e per l’eccidio di Cefalonia. Attualmente dirige la Procura militare della\nRepubblica di Roma.
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SUMMARY:Storia del Banco di Sicilia
DESCRIPTION:Venerdì 6 aprile 2018\, alle ore 17.30\, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Palazzo Mattei di Giove – Via Michelangelo Caetani 32\, Roma)\, sarà presentato il volume Storia del Banco di Sicilia a cura di Pier Francesco Asso\, con il patrocinio della Fondazione Sicilia\, Donzelli\, 2017. Ne parleranno con Pier Francesco Asso: Emanuele Felice\, Guido Pescosolido\, Giuseppe Provenzano. Saranno presenti gli autori Leandra D’Antone e Manfredi Alberti e l’editore Carmine Donzelli. \nIl Banco di Sicilia è stato una delle più importanti banche italiane. Fin dalle sue origini (1867) ha esercitato un ruolo centrale nella vita dell’Isola\, non solo influenzando i processi di sviluppo economico e di trasformazione produttiva\, ma anche concorrendo a determinarne i mutevoli equilibri negli assetti sociali e politici. Utilizzando fonti in larga parte inedite\, il volume esamina per la prima volta le vicende di una banca che fino al 1926 godette del diritto di emissione monetaria\, operando come banca delle banche\, in un rapporto di cooperazione-competizione con gli altri istituti di emissione\, al cui vertice era posta la Banca d’Italia. Fra le due guerre\, il Banco trasformò radicalmente il suo modello di attività\, impiantando quasi da zero i servizi di credito commerciale\, ampliando la sua presenza in Italia e all’estero\, estendendo la sua operatività nel credito speciale a lungo termine. Nel secondo dopoguerra\, nel quadro dell’autonomia regionale siciliana\, esso esercitò la funzione di una vera e propria finanziaria di sviluppo\, sostenendo l’avvio di importanti iniziative industriali. A partire dai primi anni sessanta il rapido esaurirsi della parabola di sviluppo dell’economia siciliana\, le strategie gestionali ambiziose e poco attente al controllo dei costi e della qualità del credito\, i forti condizionamenti di natura politica e ambientale\, determinarono quel deterioramento delle condizioni di bilancio che\, seppur con fasi di ripresa\, accompagnò le vicende del Banco per oltre un trentennio\, fino alla trasformazione in società per azioni e all’assorbimento in gruppi creditizi di portata nazionale. Il volume descrive dunque le principali strategie aziendali\, i mutamenti istituzionali e l’andamento economico del Banco di Sicilia dal 1867 al 1991\, analizzandolo anche come luogo di selezione e affermazione delle élites e dei ceti dirigenti\, in un complesso di rapporti personali\, familiari\, politici\, che rende la sua storia inestricabilmente legata alla storia della Sicilia. \nSaggi di: Manfredi Alberti\, Pier Francesco Asso\, Laura Azzolina\, Antonino Blando\, Leandra D’Antone\, Sebastiano Nerozzi\, Giandomenico Piluso\, Aurora Romano.
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SUMMARY:Storia fotografia memoria. Produzione\, uso e ricezione delle immagini tra pubblico e privato: tavola rotonda
DESCRIPTION:Venerdì 23 marzo marzo 2018\, alle ore 16.30\, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Palazzo Mattei di Giove – Via Michelangelo Caetani 32\, Roma)\, in collaborazione con la Società Italiana per lo Studio della Fotografia (SISF) e l’Istituto piemontese per la storia della Resistenza e della società contemporanea “Giorgio Agosti”\, si terrà una tavola rotonda sul tema Storia fotografia memoria. Produzione\, uso e ricezione delle immagini tra pubblico e privato\, a partire dalla pubblicazione del volume Una memoria per immagini.\nGuerra e Resistenza nelle fotografie di Ettore Serafino\, di Alessandra Giovannini Luca e Davide Tabor\, Franco Angeli\, 2017.\nIntervengono: Maddalena Carli\, Alessandra Gissi\, Serge Noiret\, Domenico Rizzo. Coordina: Maria Francesca\nBonetti. Saranno presenti gli autori.  \nLe fotografie della Resistenza italiana accumulate nel corso dei decenni sono migliaia: le hanno raccolte anzitutto gli ex partigiani\, nel tentativo di tenere vivo\, anche con le immagini\, il ricordo della guerra di Liberazione. Il libro parla di questi scatti e affronta il problema della memoria visuale della Resistenza indagandone i meccanismi di costruzione\, la fisionomia e i caratteri di diffusione. Nel novero delle raccolte fotografiche dedicate alla guerra e alla Resistenza in Italia\, i tre album del comandante partigiano Ettore Serafino costituiscono in questo senso una fonte\nstraordinaria: accompagnati da una ricca documentazione personale e creati unendo le riprese eseguite da lui stesso a quelle effettuate da altri autori\, essi sono in grado di testimoniare il lungo processo di formazione della memoria visuale di quella importante stagione. La prima parte del libro si sofferma sulla produzione degli scatti ripercorrendo le vicende che anticipano la composizione dei tre volumi. La seconda si concentra sul loro montaggio e ordinamento da parte di Serafino nell\’immediato dopoguerra\, e rivolge particolare attenzione alle diverse funzioni e modalità di impiego delle fotografie nel corso del tempo\, in bilico tra fruizione privata e uso pubblico.\nIl libro è frutto di un progetto dell’Istituto piemontese per la storia della Resistenza e della società contemporanea “Giorgio Agosti” sostenuto con i fondi Otto per Mille della Chiesa Valdese.
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SUMMARY:Donne dentro la guerra. Il primo conflitto mondiale in area veneta\, a cura di Nadia Maria Filippini
DESCRIPTION:Mercoledì 21 marzo 2018\, alle ore 17.00\, in occasione della Giornata internazionale delle donne\, la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Palazzo Mattei di\nGiove – Via Michelangelo Caetani 32\, Roma)\, in collaborazione con la Società italiana delle storiche\, presenta il volume Donne dentro la guerra. Il primo conflitto mondiale in area veneta a cura di Nadia Maria Filippini\, Viella\, 2017.\nIntervengono: Emilio Franzina\, Anna Maria Isastia\, Beatrice Pisa. Coordina: Rosanna De Longis. Sarà presente la curatrice.\nLa Grande Guerra non è stata un’esperienza omogenea per la popolazione civile. Nella cosiddetta “zona di guerra”\, a ridosso dei fronti di combattimento\, le donne subirono in anteprima gli effetti di una guerra totale: bombardamenti e devastazioni\, commistione con le truppe\, requisizioni\, violenze\, stupri\, evacuazioni e profugato. Il coinvolgimento nelle vicende belliche accentuò il loro ruolo di vittime\, ma stimolò anche per converso un protagonismo più attivo con l’assunzione di ruoli e\nincarichi rilevanti sul fronte interno. Il libro analizza questi diversi aspetti\, mettendo a fuoco le ripercussioni sulla vita quotidiana\, il dibattito politico\, la mobilitazione delle donne\, l’attività dei Comitati di assistenza civile\, il ruolo e l’azione di alcune figure di protagoniste.\nIl quadro che ne emerge\, per alcuni versi inedito\, mostra una realtà a lungo oscurata nella ricostruzione delle memorie\, aggiungendo un tassello importante alla storia della Grande Guerra in una prospettiva di genere. \nNadia Maria Filippini ha insegnato Storia delle donne presso l’Università Ca’ Foscari di Venezia.\nSocia fondatrice della Società italiana delle storiche\, ha fatto parte del direttivo e della redazione di\n«Genesis». Tra le sue opere: Generare\, partorire\, nascere. Una storia dall’antichità alla provetta\n(2017)\, La nascita straordinaria. Tra madre e figlio: la rivoluzione del taglio cesareo (sec. XVIIIXIX) (1995)\, la curatela di Una democrazia incompiuta: donne e politica in Italia dall’Ottocento ai nostri giorni (con A. Scattigno\, 2007) e di Donne sulla scena pubblica: società e politica in Veneto tra Sette e Ottocento (2006).
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SUMMARY:A scuola di politica. Il modello comunista di Frattocchie (1944-1993\,) di Anna Tonelli
DESCRIPTION:Martedì 20 marzo 2018\, alle ore 17.00\, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Palazzo Mattei di Giove – Via Michelangelo Caetani 32\, Roma)\,\nsarà presentato del volume A scuola di politica. Il modello comunista di Frattocchie (1944-1993) di Anna Tonelli\, Laterza\, 2017. Intervengono: Franco Ottaviano\, Albertina Vittoria. Coordina: Alexander Höbel. Sarà presente l’autrice.\nLa scuola comunista delle Frattocchie\, il cui obiettivo fu quello di dare una formazione politica e\nculturale alla classe dirigente del Partito comunista italiano\, comincia la sua attività nel 1944 e\nchiude i battenti solo nel 1993\, dopo 49 lunghi anni di attività. L’autrice ricostruisce per la prima\nvolta la storia della più celebre scuola di politica esistita in Italia: i meccanismi di reclutamento (chi\nfurono gli alunni delle scuole\, da dove provenivano\, com’erano scelti)\, la formazione politica e\nideologica (come si studiava\, su che cosa\, chi insegnava e in che modo)\, la vita collettiva (la mensa\,\nle ‘brigate di studio’\, le discussioni\, le attività ludiche)\, la valutazione e i risultati (le pagelle\, gli\nesami). Una ricognizione storica in cui emerge come l’educazione alla politica abbia rappresentato\nuna pedagogia vera e propria in grado di intrecciare tutti gli aspetti della vita individuale e\ncollettiva: la capacità di stare insieme\, l’elevamento ideologico\, lo spirito di gruppo\, l’affezione alla\nfede rossa\, la disciplina e la moralità. Senza trascurare naturalmente i metodi e i criteri\, all’inizio di\nduro stampo staliniano\, per la formazione dei quadri dirigenti.\nAnna Tonelli è professore di Storia contemporanea presso l’Università di Urbino Carlo Bo\, dove insegna\nanche Storia dei sistemi e dei partiti politici e Storia del giornalismo. Si occupa di storia culturale e di storia politica e sociale\, con un’attenzione particolare verso la mentalità\, il costume\, la memoria. Collabora a\n“L’Indice dei Libri” ed è direttore scientifico dell’Istituto di Storia contemporanea di Pesaro e Urbino. Fra i suoi libri più recenti\, Comizi d’amore. Politica e sentimenti dal ‘68 ai Papa boys (2007); Falce e tortello.\nStoria politica e sociale delle Feste dell’Unità (1945-2011) (2012).
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SUMMARY:La grande retrovia in territorio nemico. Bologna e la sua provincia nella Grande Guerra (1914-1918)\, di Fabio Degli Esposti
DESCRIPTION:Mercoledì 14 marzo 2018\, alle ore 17.00\, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Palazzo Mattei di Giove – Via Michelangelo Caetani 32\, Roma)\, sarà presentato il volume La grande retrovia in territorio nemico. Bologna e la sua provincia nella Grande Guerra (1914-1918) di Fabio Degli Esposti\, Unicopli\, 2017. Intervengono: Antonio Fiori\, Giovanna Procacci\, Alessandra Staderini. Coordina: Fabio Fabbri. Sarà presente l’autore. \nLa prima guerra mondiale è generalmente considerata la prima guerra totale della storia. Alle sofferenze dei soldati al fronte corrispose un’intensa mobilitazione delle società civili: riorganizzazione dei sistemi economici\, razionamento delle risorse alimentari\, severa limitazione delle libertà. Questo volume studia le profonde trasformazioni avvenute in Italia in quegli anni cruciali scegliendo come punto di osservazione la provincia di Bologna. Il governo dichiarò il capoluogo emiliano e il suo territorio “zona di guerra” fin dal 24 maggio 1915: si volle così stroncare ogni eventuale opposizione del movimento socialista\, che qui era fortissimo\, alla mobilitazione dell’esercito. Con il prolungarsi della guerra la “provincia rossa” emerse sempre più come “grande retrovia” di cruciale importanza strategica per lo sforzo bellico e la decisione di mantenere un regime eccezionale venne confermata. Studiare la guerra a Bologna diventa così studiare la guerra in Italia e\, per molti aspetti\, in Europa. \nFabio Degli Esposti è ricercatore di storia contemporanea all’Università di Modena e Reggio Emilia. Ha pubblicato numerosi saggi su temi di storia economica e sociale italiana ed europea fra Otto e Novecento\, dedicati soprattutto al rapporto fra istituzioni militari e sviluppo economico. Da anni si occupa del primo conflitto mondiale con particolare riguardo agli aspetti della vita politica\, economica e culturale delle società belligeranti.
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SUMMARY:L'invenzione di un culto. Santa Filomena da taumaturga a guerriera della fede di Sergio La Salvia
DESCRIPTION:Venerdì 9 marzo 2018\, alle ore 17.00\, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Palazzo Mattei di Giove – Via Michelangelo Caetani 32\, Roma)\, in collaborazione con Associazione di Studi Storici Sergio La Salvia e Associazione Italiana per lo Studio della Santità\, dei Culti e dell’Agiografia (AISSCA)\, sarà presentato il volume L’invenzione di un culto. Santa Filomena da taumaturga a guerriera della fede di Sergio La Salvia. Introduzione di Sofia Boesch Gajano e Lucia Sebastiani\, Viella\, 2017. Intervengono: Tommaso Caliò\, Massimiliano Ghilardi. Coordina: Fabio Fabbri. Saranno presenti Sofia Boesch Gajano e Lucia Sebastiani. \nStorico dell’età contemporanea\, Sergio La Salvia affronta con rigore metodologico e intelligenza critica un tema posto all’intersezione fra storia religiosa\, politica e culturale\, che aveva attirato l’attenzione di Benedetto Croce: le origini e il successo del culto di santa Filomena\, la “santa taumaturga del XIX secolo”. La ricerca indaga il ruolo giocato dal clero ai diversi livelli gerarchici\, compresi i pontefici\, dagli ordini religiosi\, dalle autorità politiche\, attraverso inediti percorsi nella cultura “alta” e nella letteratura religiosa “minore”\, nella storiografia apologetica e in quella critica\, ricostruendo la storia di un culto capace di resistere ai pur solidi argomenti scientifici dell’archeologia e dell’agiografia e di godere di una popolarità testimoniata\, oltre che dagli scritti\, dalle immagini\, dalle devozioni\, anche da scrittori come Alexandre Dumas\, da poeti come Giuseppe Gioacchino Belli\, e da un filosofo come Antonio Rosmini. Il saggio\, già pubblicato nel 1984 nel volume Culto dei santi\, istituzioni e classi sociali in età preindustriale\, è riproposto come un classico della storiografia agiografica. \nSergio La Salvia (1940-2013) è stato professore di Storia contemporanea e segretario Generale dell’Istituto per la Storia del Risorgimento italiano. Fra i temi delle sue ricerche: i partiti nell’Italia dell’800\, le dinamiche della formazione dello Stato unitario\, il concetto di Nazione\, la questione ebraica (soprattutto nello Stato Pontificio tra XVIII e XIX secolo)\, gli epistolari di grandi personaggi. Fra le sue opere: Giornalismo lombardo. Gli “Annali universali di statistica” (1824-1844) (1977); Giuseppe Garibaldi (1995); La rivoluzione e i partiti. Il movimento democratico nella crisi dell’unità nazionale (1999).
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SUMMARY:Considerate che avevo quindici anni. Il diario di prigionia di Magda Minciotti tra Resistenza e deportazione\, a cura di Anna Paola Moretti
DESCRIPTION:Mercoledì 7 marzo 2018\, alle ore 17.00\, in occasione della Giornata internazionale delle donne\, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Palazzo Mattei di Giove – Via Michelangelo Caetani 32\, Roma)\, sarà presentato il volume Considerate che avevo quindici anni. Il diario di prigionia di Magda Minciotti tra Resistenza e deportazione di Anna Paola Moretti\, affinità elettive\, 2017. Intervengono: Beatrice Pisa\, Simona Lunadei. Coordina: Rosanna De Longis. Durante la presentazione letture a cura dell’Associazione parolincontro. Sarà presente l’autrice. \nTorna alla luce a distanza di settanta anni un documento straordinario\, il diario che Magda Minciotti\, giovanissima partigiana di Chiaravalle\, scrisse durante la sua prigionia in mano alle SS e la deportazione per lavoro coatto nei lager Siemens a Norimberga e Bayreuth. Racconta la solitudine\, la nostalgia\, lo sconforto\, il dolore per la morte del fratello deportato con lei\, insieme alle strategie messe in atto per resistere alla disumanizzazione. Nel clima di generale indifferenza con cui la società del dopoguerra accolse il ritorno dei deportati\, Magda conservò il diario in silenzio\, per lunghissimi anni\, consegnandolo al figlio poco prima della sua morte. Col corredo di altri documenti si disegna anche la biografia di Magda\, a partire dalla sua formazione in una famiglia che aderiva agli ideali mazziniani e partecipò compatta alla Resistenza in provincia di Ancona. La vicenda di Magda ci apre alla conoscenza della deportazione per lavoro coatto praticata dai nazisti in tutta Europa\, subita massicciamente anche da uomini e donne italiane\, a cui la storiografia ha da poco iniziato a rivolgere la sua attenzione.
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SUMMARY:Donne di fronte alla guerra. Pace\, diritti e democrazia (1878-1918)
DESCRIPTION:Venerdì 2 marzo 2018\, alle ore 17.00\, la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Palazzo Mattei di Giove – Via Michelangelo Caetani 32\, Roma)\, in collaborazione con la Società italiana delle storiche\, presenta il volume Donne di fronte alla guerra. Pace\, diritti e democrazia (1878-1918) di Stefania Bartoloni\, Laterza\, 2017.\nIntervengono: Daniela Luigia Caglioti\, Maria Susanna Garroni\, Renato Moro. Coordina: Rosanna De Longis.\nSarà presente l’autrice. \nA differenza dei tanti uomini pronti a misurarsi in quella che considerarono un’eroica ed elettrizzante avventura\, le donne italiane non invocarono la guerra.\nCi fu poi un gruppo di utopiste\, legate a una rete internazionale di militanti\, che avanzò una ferma critica al sistema di potere maschile. Per quella élite di femministe e di suffragiste erano gli uomini a capo dei governi e della diplomazia\, che sceglievano di dirimere i conflitti tra le nazioni attraverso lo strumento della guerra\, a provocare dolore e spargimenti di sangue. Per questo motivo\, negli anni a cavallo tra Ottocento e Novecento e nel corso del primo conflitto mondiale\, chiesero più diritti e più democrazia per le donne e sollecitarono la loro partecipazione nelle decisioni sulle vicende nazionali e internazionali. \nStefania Bartoloni insegna Storia contemporanea e Storia delle donne e di genere in età contemporanea presso l’Università degli Studi Roma Tre. È tra le fondatrici della Società Italiana delle Storiche. Tra le sue pubblicazioni: Italiane alla guerra. L’assistenza ai feriti (1915-1918) (Marsilio 2003\, nel 2004 Premio Gisa Giani\, Premio Capri-San Michele e Premio Feudo Città di Maida); Il fascismo e le donne nella «Rassegna femminile italiana» 1925-1930 (Biblink 2012); La Grande Guerra delle italiane. Mobilitazioni\, diritti\, trasformazioni (a cura di\, Viella 2016).
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SUMMARY:Per lavoro e per amore. Cronache e riflessioni da un mestiere speciale
DESCRIPTION:Martedì 27 febbraio 2018\, alle ore 17.00\, presso la Biblioteca di storia moderna e\ncontemporanea (Palazzo Mattei di Giove – Via Michelangelo Caetani 32\, Roma)\, sarà presentato il volume Per lavoro e per amore. Cronache e riflessioni da un mestiere speciale\, Memoria Edizioni\, 2017. Intervengono: Linda Giuva\, Linda Laura Sabbadini\, Mauro Tosti-Croce. Coordina: Patrizia Rusciani. \n“Per lavoro e per amore” è il libro che nasce dall’esperienza di Memoria\, una struttura professionale\ndi archivisti romani che ha accumulato una lunga storia di collaborazione con archivi pubblici e privati di dimensioni e ambiti tematici i più diversi (dal politico-sociale allo scientifico\, dall\’economico all\’artistico). Per festeggiare i venti anni di attività i soci hanno pensato di chiedere ai tanti che a vario titolo hanno interagito con il loro lavoro un contributo che avesse comunque a che fare con la professione e la comune esperienza. Ne è nato un volume che raccoglie questi testi legati da una particolare cucitura redazionale.
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SUMMARY:La violenza contro le donne nella storia. Contesti\, linguaggi\, politiche del diritto (secoli XV-XXI) a cura di Simona Feci e Laura Schettini
DESCRIPTION:Giovedì 8 febbraio 2018\, alle ore 17.00\, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Palazzo Mattei di Giove – Via Michelangelo Caetani 32\, Roma)\,in collaborazione con la Società italiana delle storiche\, sarà presentato il volume\nLa violenza contro le donne nella storia. Contesti\, linguaggi\, politiche del diritto (secoli XV-XXI) a cura di Simona Feci e Laura Schettini\, Viella\, 2017. \nIntervengono: Tamar Pitch\, Linda Laura Sabbadini. Coordina: Giorgio Zanchini. Saranno presenti le curatrici. \nIl volume presenta per la prima volta un’ampia rassegna sulla storia della violenza contro le donne\, esplorando sia i contesti dove questa si produce e si manifesta\, e in particolare l’ambito delle relazioni familiari\, sia le politiche del diritto adottate per regolarla e contrastarla. I saggi si muovono lungo un arco cronologico ampio\, dalla prima età moderna al presente\, e spaziano tra aree differenti del territorio nazionale. La prospettiva storica si dimostra particolarmente preziosa nell’analisi del fenomeno della violenza\, perché dimostra che il gesto violento\, nella sua apparente naturalità e immediatezza\, assume e veicola forme\, linguaggi\, contenuti\, valori sociali diversi secondo i contesti storico-geografici. Le stesse modalità di accoglienza o di rifiuto della violenza contro le donne da parte delle società e delle istituzioni sono storicamente determinate e altrettanto capaci di concorrere alla costruzione delle relazioni tra i sessi. \nSimona Feci insegna Storia del diritto medievale e moderno presso l’Università di Palermo. Attualmente è Presidente della Società Italiana delle Storiche e componente di “Gender History” – Centro Studi del Dipartimento di Scienze umane e sociali di ‘L’Orientale’ Università di Napoli.  \nLaura Schettini è assegnista di ricerca in Storia contemporanea presso l’Università di Napoli “l’Orientale”. Tra le sue pubblicazioni Il gioco delle parti. Travestimenti e paure sociali tra Otto e Novecento (2011). Attualmente sta lavorando ad una ricerca sulla “tratta delle bianche” nella prima metà del Novecento.  \nTamar Pitch ha insegnato Filosofia e Sociologia del diritto presso la Facoltà di Giurisprudenza dell’Università di Perugia. Tra le sue pubblicazioni: Che genere di sicurezza. Donne e uomini in città (con Carmine Ventimiglia\, 2001); I diritti fondamentali: differenze culturali\, disuguaglianze sociali\, differenza sessuale (2004); La società della prevenzione (2007); Pervasive Prevention. A Feminist Reading of the Rise of the Security Society (2010); Contro il decoro. L’uso politico della pubblica decenza (2013). \nLinda Laura Sabbadini è stata direttore centrale dell’Istituto Nazionale di Statistica. Ha guidato un processo di rinnovamento radicale nel campo delle statistiche sociali e di genere\, progettando indagini di grande rilevanza su condizioni e qualità della vita. Tra le sue pubblicazioni: Come cambia la vita delle donne (a cura di\, 2004); Diventare padri in Italia: fecondità e figli secondo un approccio di genere (a cura di\, con Alessandro Rosina\, 2005); La società diseguale: soggetti e forme delle disuguaglianze nell’Italia della crisi (2015). \nGiorgio Zanchini è giornalista della RAI. Tiene lezioni e seminari sul giornalismo all’Università di Urbino e a Urbino dirige il Festival del giornalismo. Tra le sue pubblicazioni: Quale cultura per quale mercato (2006) e Utopie (con Lella Mazzoli\, 2012)\, Il giornalismo culturale (2013); Leggere\, cosa e come: il giornalismo e l’informazione culturale nell’era della rete (2016); La radio nella rete: la conversazione e l’arte dell’ascolto nel tempo della disattenzione (2017). \nInformazioni: b-stmo.info@beniculturali.it www.bsmc.it
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SUMMARY:Dall’omertà ai social. Come cambia la comunicazione della mafia\, di Enzo Ciconte
DESCRIPTION:Martedì 6 febbraio 2018\, alle ore 17.00\, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Via M. Caetani\, 32 – Roma) sarà presentato il volume \nDall’omertà ai social. Come cambia la comunicazione della mafia\, di Enzo Ciconte (Edizioni Santa Caterina\, 2017) \nNe discute con l’autore\nAttilio Bolzoni \nPer informazioni: b-stmo.info@beniculturali.it – www.bsmc.it –\n__________________________________________ \nUn libro sulla mafia che mancava\, scritto da uno dei maggiori esperti del fenomeno: perché per capire le mafie bisogna saper ascoltare i silenzi. Enzo Ciconte analizza pregiudizi e luoghi comuni spiegando che si sta passando dall\’omertà delle prime generazioni alla comunicazione social delle più recenti\, fuori e dentro le carceri\, con un\’attenzione particolare all\’espansione della \’ndrangheta al nord e all\’estero. L\’analisi si apre agli aspetti di economia\, politica e società con i nuovi ruoli delle donne e dei social network. \n«Gli uomini della mafia»\, scrive Enzo Ciconte\, «hanno scoperto Facebook\, WhatsApp\, i social network per comunicare. Perché lo fanno? Perché i pilastri culturali sui quali hanno costruito la loro fortuna non reggono più. E allora hanno bisogno di mandare i loro messaggi\, vecchi o nuovi che siano\, con modalità moderne\, che le nuove generazioni sanno padroneggiare. Gli strumenti usati sono nuovi\, i messaggi un po’ meno». \nEnzo Ciconte è docente di Storia della criminalità organizzata all\’Università di Roma Tre e di Storia delle mafie italiane all\’Università di Pavia. Dal 1997 al 2010 è stato consulente presso la Commissione Parlamentare Antimafia.  Il suo libro \’Ndrangheta dall\’Unità a oggi (1992) è il primo studio a carattere storico sulla  \’ndrangheta.  Fra  i suoi  altri libri ricordiamo: Storia criminale. La resistibile ascesa di Mafia\, \’Ndrangheta e Camorra dall\’Ottocento ai giorni nostri (2008); \’Ndrangheta (2008 e 2011); \’Ndrangheta padana (2010); Banditi e briganti. Rivolta continua dal \’500 all\’800 (2011); Politici (e) malandrini (2013); Storia dello stupro e di donne ribelli (2014)\, Borbonici\, patrioti e criminali. L\’altra storia del Risorgimento (2016) e Mafie del mio stivale. Storia delle organizzazioni criminali italiane e straniere nel nostro Paese (2017). \nAttilio Bolzoni ha iniziato la sua attività giornalistica alla fine degli anni Settanta come cronista del quotidiano “L’Ora” di Palermo. Dal 1982 è giornalista di “la Repubblica”. Autore di inchieste sulla mafia siciliana e sul Mezzogiorno d’Italia\, ha firmato reportage dai Balcani a Kabul\, dal Magreb a Bagdad. È scrittore\, autore di testi teatrali\, sceneggiatore di mini-serie televisive e regista di documentari sulla libertà di stampa e sulla mattanza dei giornalisti in Messico (Silencio\, 2015). Tra le sue pubblicazioni: La giustizia è Cosa Nostra (1995)\, con Giuseppe D’Avanzo Il capo dei capi (2007)\, Parole d’Onore (2008)\, Faq Mafia (2010)\, Uomini Soli (2012)\, Parole d’Onore Teatro (2014)\, La scomparsa del Caravaggio\, Palermo (2016). Nel 2009 ha vinto il Premio Lucchetta e il Premio È Giornalismo (creato da Indro Montanelli\, Enzo Biagi e Giorgio Bocca)\, nel 2013 il Premio Nazionale Giuseppe Fava. \n ———–
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SUMMARY:Il dolore\, la rabbia\, il riso. La Grande Guerra cantata dal Coro Sabatoincanto
DESCRIPTION:Il dolore\, la rabbia\, il riso. La Grande Guerra cantata dal Coro Sabatoincanto\, diretto da Patrizia Nasini. \nSabato 3 febbraio\, alle ore 11.30\, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Via Michelangelo Caetani\, 32 – Roma)\, il coro Sabatoincanto\, una delle formazioni musicali del Circolo Gianni Bosio\, presenta\, nella ricorrenza del centenario del 1918\, ultimo anno del primo conflitto mondiale\, una scelta di brani che raccontano diversi eventi e scenari di guerra. La Grande Guerra ha agito da moltiplicatore di esperienze in tutti i campi\, anche in quello musicale\, diffondendo e contaminando i diversi filoni della tradizione italiana: il canto popolare\, il café-chantant e la canzone napoletana\, il canto militare e patriottico di derivazione risorgimentale. I brani che saranno eseguiti sono rappresentativi di questo intreccio di differenti registri musicali:  \nLa ragazza neutrale (1914\, Giovanni Corvetto – Colombino Arona)\nNinna della guerra (1914\, Trilussa)\nSento il fischio del vapore (1914\, Anonimo)\nFuoco e mitragliatrici (1916\, Anonimo)\nGorizia addolorata (1916\, Anonimo)\nE più non canto (s.d.\, Anonimo)\nIl general Cadorna  (1916\, Anonimo)\nAddio Venezia addio (El diciaoto novembre) (1917\, Anonimo)\nE anche al mi’ marito (1917-1918\, Anonimo)\nSui monti Scarpazi (1917-1918\, Anonimo)\nRegazzine vi prego ascoltare (1917-1918\, Anonimo)\nDove sei stato mio bell’alpino (s.d.\, Anonimo)\nO’ surdato ‘nnamurato (1915\, Aniello Califano – Enrico Cannio)
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SUMMARY:Ottobre rosso. Letture italiane della rivoluzione bolscevica
DESCRIPTION:Martedì 30 gennaio 2018\, alle ore 17.00\, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Palazzo Mattei di Giove – Via Michelangelo Caetani 32\, Roma)\, sarà presentato il fascicolo monografico di «Zapruder»\, n. 44 2017 dedicato a :\nOttobre rosso. Letture italiane della rivoluzione bolscevica\, a cura di Eros Francescangeli e\nGiulia Pacifici\, Odradek\, 2017. Intervengono: Roberto Bianchi\, Alexander Höbel.\nCoordina: Chiara Giorgi. Saranno presenti i curatori. \nIn occasione dei cento anni dalla rivoluzione bolscevica\, un numero della rivista «Zapruder» è stato dedicato a quell’evento/processo epocale che ha segnato la storia del Novecento. E’ stato analizzato come l’Ottobre rosso fu osservato nell’Italia del secolo scorso\, concentrandosi sulla percezione coeva o immediatamente successiva. Perché\, fin da subito\, si pose il problema della decodificazione di quella “strana rivoluzione”: avvenuta sotto la guida di un partito d’impronta “giacobina” (cioè composto da un élite intellettuale) e in un contesto economico-sociale all’epoca giudicato\n“arretrato”. Cioè in una situazione che sembrava ribaltare alcuni assunti del marxismo ortodosso\,\nche l’emancipazione dei lavoratori potesse avvenire solo per opera dei lavoratori stessi e che la rivoluzione socialista potesse darsi solo laddove lo sviluppo delle forze produttive aveva raggiunto lo stadio del capitalismo maturo. Senza dimenticare il fatto che\, a livello di rappresentazioni oleografiche e mitizzanti\, lo stato sovietico si è praticamente sovrapposto al bolscevismo\, diventandone la “naturale” prosecuzione\, finendo per sostituire la spinta rivoluzionaria e libertaria sottesa all’idea di uguaglianza con la difesa dello stato “sovietico” e delle sue logiche autoritarie.\nL’Ottobre rosso si sarebbe così trasformato – dialetticamente e contro la volontà dei suoi artefici –\nnel suo contrario: una sconfitta epocale dell’idea socialista. Una sconfitta sulla quale è ancora\nnecessario riflettere per trarne una lezione. Non fosse altro – parafrasando il finale di Uomini e no di\nElio Vittorini – per «imparare meglio».
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SUMMARY:La difesa della razza in Italia
DESCRIPTION:L’Istituto centrale per i beni sonori e audiovisivi e la Biblioteca di storia moderna e contemporanea\, a 80 anni dalla promulgazione delle leggi razziali organizzano il ciclo di incontri \nLa difesa della razza in Italia\n24-26 gennaio 2018\nAuditorium dell’Istituto centrale per i beni sonori ed audiovisivi (Palazzo Mattei di Giove – Via Michelangelo Caetani 32 – Roma) \nProgramma:\nmercoledì 24 gennaio\, ore 9.30 (riservato alle scuole)\nMichele Sarfatti\, I caratteri della politica antiebraica di Mussolini; Alessandra Staderini\, Le\nleggi razziali in Italia.\nPresentazione del progetto multimediale sulle leggi razziali a cura del Liceo Russell di Roma \ngiovedì 25 gennaio\, ore 9.30 (riservato alle scuole)\nAnnalisa Capristo\, Le leggi razziali in Italia; Ugo Foà\, testimonianza.\nSeguirà un percorso tra le fonti a stampa ed audiovisive sulle leggi razziali\nore 17.00 (aperto a tutti)\nPresentazione del volume Toccare il fondo. Una famiglia di ebrei italiani attraverso due guerre\nmondiali\, Belforte\, 2013\, di Gianna Di Nepi\, a cura di Giulia Piperno. Interviene Mario Di\nNapoli. \nvenerdì 26 gennaio\, ore 9.30 (riservato alle scuole)\nMatteo Stefanori\, Le leggi razziali in Italia.\nSeguirà un percorso tra le fonti a stampa ed audiovisive sulle leggi razziali
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SUMMARY:La scienza e i musei della Sapienza: radici storiche dei musei di anatomia comparata\, di zoologia\, di scienze della terra\, a cura di Ernesto Capanna e Ruggero Matteucci
DESCRIPTION:Sabato 20 gennaio\, alle ore 11\, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (via Michelangelo Caetani\, 32 – Roma)\, nell’ambito del programma didattico della Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali “Educare alle mostre educare alla città”\, si terrà l’incontro sul tema\nI LUOGHI DELLA SCIENZA A ROMA. COLLEZIONI E MUSEI\nLA SCIENZA E I MUSEI DELLA SAPIENZA: LA STORIA.\nRADICI STORICHE DEI MUSEI DI ANATOMIA COMPARATA E DI ZOOLOGIA\, A cura di Ernesto Capanna \nRADICI STORICHE DEI MUSEI DI\nSCIENZE DELLA TERRA\, A cura di Ruggero Matteucci\nPrenotazione obbligatoria: max 50 persone
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SUMMARY:Borgate romane. Storia e forma urbana\, di Milena Farina\, Luciano Villani\,
DESCRIPTION:Venerdì 12 gennaio 2018\, alle ore 17.00\, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Palazzo Mattei di Giove – Via Michelangelo Caetani 32\, Roma)\, sarà presentato il volume Borgate romane. Storia e forma urbana di Milena Farina\, Luciano Villani\, Libria\, 2017. Intervengono: Luca Arcangeli\, Francesco Bartolini.\nCoordina: Marco De Nicolò. Saranno presenti gli autori.\nNate in territori di frontiera tra la città e la campagna\, le borgate realizzate dall’Istituto Case Popolari dalla seconda metà degli anni Trenta hanno\nconservato nel processo di espansione urbana una loro distinta identità e sono oggi tra i luoghi più affascinanti e vitali della periferia romana. Seppure afflitte da profondi problemi\, nonché prigioniere di antichi e mai del tutto sopiti pregiudizi\, appaiono come isole dalle qualità e dalle risorse inaspett at e nella\nmarea urbanizzata della capitale. La bassa densità\, la generosità degli spazi aperti e il loro rapporto misurato con il costruito\, sono i caratteri distintivi delle borgate “ufficiali”\, risultato di una fertile speriment azione sulla città in grado di riallacciarsi sia alla tradizione italiana del disegno urbano sia alle\nricerche più avanzate del Movimento Moderno. La vicenda delle borgate si intreccia inoltre con le vicissitudini delle persone che hanno attraversato e popolato Roma\, nonché con la storia della formazione della sua vasta\nperiferia. Tra stratificazioni e paesaggi urbani in continua evoluzione\, a questa realtà ci si può accostare ancora oggi in termini di scoperta. Il volume è arricchito di numerose foto storiche e dello stato attuale\, di planimetrie\, schemi compositivi e di un ampio e documentato regesto.
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SUMMARY:Ordinaria amministrazione. Gli ebrei e la Repubblica sociale italiana\, di Matteo Stefanori
DESCRIPTION:Mercoledì 10 gennaio 2018\, ore 17.00\, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Palazzo Mattei di Giove – Via Michelangelo Caetani 32\, Roma)\, sarà presentato il volume Ordinaria amministrazione. Gli ebrei e la Repubblica sociale italiana di Matteo Stefanori\, Laterza\, 2017. Intervengono: Anna\nFoa \, Lutz Klinkhammer\, Amedeo Osti Guerrazzi. Coordina:\nMaria Ferretti. Sarà presente l’autore.\nIl 30 novembre 1943\, con un’ordinanza di polizia\, il governo della Repubblica sociale italiana decise di arresta r e e rinchiudere in campo di concentra m e n t o\ntutti gli ebrei che vivevano in Italia. Agenti di polizia e carabinieri\, quasi fosse ‘ordinaria amministrazione’\, eseguirono con prontezza gli ordini ricevuti. Nel\ngiro di poche settimane uomini\, donne e bambini furono fermati dalle autorità\, privati dei loro beni\, condotti prima in campi ‘provinciali’ e poi trasferiti in\nuna struttur a ‘nazionale’\, a Fossoli di Carpi\, vicino Modena. A cinque anni dalle leggi razziali del 1938\, la persecuzione antiebraica voluta dal fascismo conobbe così un ulteriore ‘salto di qualità’: il nuovo Stato di Mussolini si pose l’obiettivo di relegare in un campo di concentramento tutta la popolazione ebraica\, considerata un nemico di guerra. Ben presto questo fitto sistema di\ncampi si trasformò in una trappola che avrebbe portato gli ebrei italiani nel cono d’ombra della Shoah.
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