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SUMMARY:Al caleidoscopio della gran guerra. Vetrini di donne\, di canti e di emigranti (1914-1918)\, di Emilio Franzina
DESCRIPTION:Venerdì 13 aprile 2018\, alle ore 17.00\, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Palazzo Mattei di Giove – Via Michelangelo Caetani 32\, Roma)\, sarà presentato il volume Al caleidoscopio della gran guerra. Vetrini di donne\, di canti e di emigranti (1914-1918) di Emilio Franzina\, Cosmo Iannone editore\, 2017. Intervengono: Felice Liperi\, Matteo Sanfilippo. Coordina: Rosanna De Longis. Sarà presente l’autore. \nCon ascolto di brani musicali tratti dallo spettacolo “La Venere vagante alla Gran guerra” di E. Franzina e gli Hotel Rif. \nIl marchingegno ottico che siamo soliti chiamare caleidoscopio fu inventato da un fisico scozzese nel 1817\, ma se dopo un secolo esatto di vita esso fosse stato puntato sugli scenari sanguinosi del primo conflitto mondiale per mettere a fuoco profili di donne\, di civili e di soldati che vi erano coinvolti\, non avrebbe potuto restituire\, specie in quell’anno terribile\, una prevalenza d’immagini concatenate fra loro in linea con quanto promesso etimologicamente dal suo nome. Tra le figure che parzialmente avrebbero potuto contraddire una simile constatazione\, nondimeno\, ve ne furono alcune legate alle esperienze femminili\, alle musiche del tempo di guerra e agli affetti dei militari e dei loro cari riflessi per lettera negli scambi privati di notizie\, che tornano oggi alla ribalta\, appunto in “bella vista”\, assieme alle storie dimenticate di alcuni milioni di emigranti e di immigrati italiani\, grazie alla ricostruzione tentata in questo libro. Nei suoi capitoli prendono posto infatti\, appunto come tanti “vetrini” di un ideale caleidoscopio\, il diverso impegno delle donne\, l’universo dei suoni e dei canti che contrappuntarono fatti ed eventi del nostro ’15-’18 e i racconti epistolari dei combattenti e dei loro familiari\, soprattutto di quelli rimasti a vivere all’estero da dove\, fra l’altro\, non furono pochi — circa 300 mila in totale — i riservisti e i giovani volontari che fecero ritorno in Italia per arruolarsi nelle file del regio esercito. L’intreccio di vicende che ne dipese consente e quasi impone lo sviluppo di un racconto ad incastro degli avvenimenti del periodo bellico e ne suggerisce una visione originale per come essi maturarono\, a ridosso delle dinamiche propriamente militari\, proponendo inoltre per la prima volta (e non solo rispetto al caso italiano) una analisi ravvicinata della “Grande guerra degli emigranti” e di alcuni remoti “fronti interni” entrati in funzione al di là dell’Atlantico — specialmente in Argentina — grazie alla mobilitazione d’interi segmenti o settori portanti delle nostre comunità immigratorie\, grandi e piccole\, fiorite in America sin dalla fine dell’Ottocento e giunte nel 1915 all’apice della loro espansione. \nEmilio Franzina\, già professore ordinario di Storia contemporanea nell’Università di Verona\, dirige con Matteo Sanfilippo l’«Archivio storico dell’emigrazione italiana» e ha scritto\, su questo e su altri temi di storia sociale\, una lunga serie di saggi e di monografie\, tra cui si ricorda: La grande emigrazione (1976 e 2006); Gli italiani al nuovo mondo\, 1492-1942 (1995); La storia (quasi vera) del Milite ignoto raccontata come un’autobiografia (2014 e 2015); La Venere vagante e il buon soldato. Storie sessuali e di loisir della Grande guerra italiana (2017). Il suo libro più recente\, Entre duas Pátrias. A Grande Guerra dos imigrantes italo-brasileiros\, 1914-1918)\, è stato pubblicato in portoghese a Belo Horizonte nel maggio del 2017.
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SUMMARY:Antonio Gramsci. Il giornalismo\, il giornalista. Scritti\, articoli\, lettere del fondatore de “l’Unità”\, a cura di Gian Luca Corradi
DESCRIPTION:Giovedì 12 aprile 2018\, alle ore 17.00\, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Palazzo Mattei di Giove – Via Michelangelo Caetani 32\, Roma)\, sarà presentato il volume Antonio Gramsci. Il giornalismo\, il giornalista. Scritti\, articoli\, lettere del fondatore de “l’Unità” a cura di Gian Luca Corradi\, Tessere\, 2017. Ne parlano con il curatore: Zeffiro Ciuffoletti\, Giorgio Frasca Polari. \nPubblicato in occasione degli 80 anni trascorsi dalla morte di Gramsci il libro intende testimoniare l’attualità delle riflessioni del fondatore “l’Unità” sul giornalismo\, attraverso la pubblicazione di sessantasette degli oltre 1.500 articoli che Antonio Gramsci scrisse come giornalista fra il 26 luglio 1910 su “L’Unione sarda” e l’8 novembre 1926\, su “l’Unità” passando per “l’Avanti!”\, “L’Ordine Nuovo”\, “La Città futura”\, “La Correspondance Internationale”\, di 22 lettere\, scritte prima e dopo il caercere\, in cui si occupa di giornali; e le 38 note\, più una rimasta finora in ombra\, dei Quaderni in cui si occupa dell’argomento “giornalismo”. \nCon una prefazione di Luciano Canfora ed una postfazione di Giorgio Frasca Polara\, il libro consente di ricostruire un aspetto troppo a lungo sottovalutato dell’intellettuale che\, scavando nelle pagine del Principe di Machiavelli o nel Canto X della Divina Commedia\, ha insegnato ad intere generazioni come leggere con più attenzione un testo\, trovandone il senso attuale. \nGian Luca Corradi\, bibliotecario alla Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze\, ha collaborato con giornali\, riviste e periodici in particolare su temi di storia\, tradizioni popolari\, culture locali e turismo. Insegna Storia d’Italia presso il Centro di Cultura per stranieri dell’Università di Firenze ed è autore di vari volumi\, tra i quali si ricordano: Cavalli e motori: cento anni di trasporto pubblico a Firenze (1995)\, La soppressione delle corporazioni religiose e la liquidazione dell’asse ecclesiastico nell’Italia unita: il caso toscano e le fonti archivistiche (1995)\, Il bosco e lo schioppo: vicende di una terra di confine tra Romagna e Toscana (1997)\, Toscani\, passione in fumo (2000)\, .
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SUMMARY:Cefalonia. Il processo\, la storia\, i documenti\, di Marco De Paolis e Isabella Insolvibile
DESCRIPTION:Mercoledì 11 aprile 2018\, alle ore 17.00\, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Palazzo Mattei di Giove – Via Michelangelo Caetani 32\, Roma)\,\nsarà presentato il volume Cefalonia. Il processo\, la storia\, i documenti di Marco De Paolis e Isabella Insolvibile\, Viella\, 2017 (n. 3 della collana I processi per crimini di guerra tedeschi in Italia\, a cura di Marco De Paolis e Paolo Pezzino).\nIntervengono: Alessandro Cassiani\, Patrizia Gabrielli\, Umberto Gentiloni. Coordina: Pier Vittorio Buffa.\nSaranno presenti gli autori. \nLa collana “I processi per crimini di guerra tedeschi in Italia”\, a cura di Marco De Paolis e Paolo Pezzino\, è\nun’iniziativa dell’Istituto Nazionale Ferruccio Parri (già Istituto Nazionale per la Storia del Movimento di Liberazione in Italia) per il 70 anniversario della Resistenza\, ed è realizzata con il contributo della Regione Toscana.\nNel settembre 1943\, sull’isola di Cefalonia si consumò il più grande massacro di soldati italiani della seconda guerra mondiale. Reparti tedeschi perlopiù appartenenti alla 1a Gebirgs-Division Edelweiss\, già responsabili di crimini di guerra\, sterminarono in pochi giorni migliaia di soldati della Divisione italiana Acqui\, ubbidendo a un ordine di Hitler. Terminata la strage di massa\, gli\nufficiali italiani superstiti furono uccisi in quello che è passato alla storia come l’“eccidio della Casetta rossa”. La documentazione utilizzata per l’indagine e il processo (celebrato solo a settant’anni dall’evento)\, di cui qui si dà conto\, è un imprescindibile materiale per chiunque voglia approfondire la conoscenza di un episodio cruciale della nostra storia: fonti italiane\, tedesche e\nanglo-americane\, relazioni degli organi investigativi e\, soprattutto\, verbali d’interrogatorio risalenti a differenti fasi d’indagine sono oggi un patrimonio a disposizione di tutti. \nIsabella Insolvibile è dottore di ricerca in Storia. Consulente tecnico delle Procure militari di Roma e di\nNapoli per indagini relative a stragi naziste\, è membro del Comitato scientifico dell’Istituto Nazionale\nFerruccio Parri. È autrice di monografie e saggi sulla Resistenza\, la prigionia e i crimini di guerra in Italia e all’estero. E’ coordinatrice editoriale della collana I processi per crimini di guerra tedeschi in Italia. \nMarco De Paolis ha diretto la Procura militare della Repubblica di La Spezia dal 2002 al 2008\, e qui ha\nistruito oltre 450 procedimenti per crimini di guerra durante il secondo conflitto mondiale. È stato pubblico\nministero\, tra gli altri\, nei processi per le stragi nazifasciste di Sant’Anna di Stazzema\, Civitella Val di\nChiana\, Monte Sole-Marzabotto\, e per l’eccidio di Cefalonia. Attualmente dirige la Procura militare della\nRepubblica di Roma.
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SUMMARY:Storia del Banco di Sicilia
DESCRIPTION:Venerdì 6 aprile 2018\, alle ore 17.30\, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Palazzo Mattei di Giove – Via Michelangelo Caetani 32\, Roma)\, sarà presentato il volume Storia del Banco di Sicilia a cura di Pier Francesco Asso\, con il patrocinio della Fondazione Sicilia\, Donzelli\, 2017. Ne parleranno con Pier Francesco Asso: Emanuele Felice\, Guido Pescosolido\, Giuseppe Provenzano. Saranno presenti gli autori Leandra D’Antone e Manfredi Alberti e l’editore Carmine Donzelli. \nIl Banco di Sicilia è stato una delle più importanti banche italiane. Fin dalle sue origini (1867) ha esercitato un ruolo centrale nella vita dell’Isola\, non solo influenzando i processi di sviluppo economico e di trasformazione produttiva\, ma anche concorrendo a determinarne i mutevoli equilibri negli assetti sociali e politici. Utilizzando fonti in larga parte inedite\, il volume esamina per la prima volta le vicende di una banca che fino al 1926 godette del diritto di emissione monetaria\, operando come banca delle banche\, in un rapporto di cooperazione-competizione con gli altri istituti di emissione\, al cui vertice era posta la Banca d’Italia. Fra le due guerre\, il Banco trasformò radicalmente il suo modello di attività\, impiantando quasi da zero i servizi di credito commerciale\, ampliando la sua presenza in Italia e all’estero\, estendendo la sua operatività nel credito speciale a lungo termine. Nel secondo dopoguerra\, nel quadro dell’autonomia regionale siciliana\, esso esercitò la funzione di una vera e propria finanziaria di sviluppo\, sostenendo l’avvio di importanti iniziative industriali. A partire dai primi anni sessanta il rapido esaurirsi della parabola di sviluppo dell’economia siciliana\, le strategie gestionali ambiziose e poco attente al controllo dei costi e della qualità del credito\, i forti condizionamenti di natura politica e ambientale\, determinarono quel deterioramento delle condizioni di bilancio che\, seppur con fasi di ripresa\, accompagnò le vicende del Banco per oltre un trentennio\, fino alla trasformazione in società per azioni e all’assorbimento in gruppi creditizi di portata nazionale. Il volume descrive dunque le principali strategie aziendali\, i mutamenti istituzionali e l’andamento economico del Banco di Sicilia dal 1867 al 1991\, analizzandolo anche come luogo di selezione e affermazione delle élites e dei ceti dirigenti\, in un complesso di rapporti personali\, familiari\, politici\, che rende la sua storia inestricabilmente legata alla storia della Sicilia. \nSaggi di: Manfredi Alberti\, Pier Francesco Asso\, Laura Azzolina\, Antonino Blando\, Leandra D’Antone\, Sebastiano Nerozzi\, Giandomenico Piluso\, Aurora Romano.
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SUMMARY:Storia fotografia memoria. Produzione\, uso e ricezione delle immagini tra pubblico e privato: tavola rotonda
DESCRIPTION:Venerdì 23 marzo marzo 2018\, alle ore 16.30\, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Palazzo Mattei di Giove – Via Michelangelo Caetani 32\, Roma)\, in collaborazione con la Società Italiana per lo Studio della Fotografia (SISF) e l’Istituto piemontese per la storia della Resistenza e della società contemporanea “Giorgio Agosti”\, si terrà una tavola rotonda sul tema Storia fotografia memoria. Produzione\, uso e ricezione delle immagini tra pubblico e privato\, a partire dalla pubblicazione del volume Una memoria per immagini.\nGuerra e Resistenza nelle fotografie di Ettore Serafino\, di Alessandra Giovannini Luca e Davide Tabor\, Franco Angeli\, 2017.\nIntervengono: Maddalena Carli\, Alessandra Gissi\, Serge Noiret\, Domenico Rizzo. Coordina: Maria Francesca\nBonetti. Saranno presenti gli autori.  \nLe fotografie della Resistenza italiana accumulate nel corso dei decenni sono migliaia: le hanno raccolte anzitutto gli ex partigiani\, nel tentativo di tenere vivo\, anche con le immagini\, il ricordo della guerra di Liberazione. Il libro parla di questi scatti e affronta il problema della memoria visuale della Resistenza indagandone i meccanismi di costruzione\, la fisionomia e i caratteri di diffusione. Nel novero delle raccolte fotografiche dedicate alla guerra e alla Resistenza in Italia\, i tre album del comandante partigiano Ettore Serafino costituiscono in questo senso una fonte\nstraordinaria: accompagnati da una ricca documentazione personale e creati unendo le riprese eseguite da lui stesso a quelle effettuate da altri autori\, essi sono in grado di testimoniare il lungo processo di formazione della memoria visuale di quella importante stagione. La prima parte del libro si sofferma sulla produzione degli scatti ripercorrendo le vicende che anticipano la composizione dei tre volumi. La seconda si concentra sul loro montaggio e ordinamento da parte di Serafino nell\’immediato dopoguerra\, e rivolge particolare attenzione alle diverse funzioni e modalità di impiego delle fotografie nel corso del tempo\, in bilico tra fruizione privata e uso pubblico.\nIl libro è frutto di un progetto dell’Istituto piemontese per la storia della Resistenza e della società contemporanea “Giorgio Agosti” sostenuto con i fondi Otto per Mille della Chiesa Valdese.
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SUMMARY:Donne dentro la guerra. Il primo conflitto mondiale in area veneta\, a cura di Nadia Maria Filippini
DESCRIPTION:Mercoledì 21 marzo 2018\, alle ore 17.00\, in occasione della Giornata internazionale delle donne\, la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Palazzo Mattei di\nGiove – Via Michelangelo Caetani 32\, Roma)\, in collaborazione con la Società italiana delle storiche\, presenta il volume Donne dentro la guerra. Il primo conflitto mondiale in area veneta a cura di Nadia Maria Filippini\, Viella\, 2017.\nIntervengono: Emilio Franzina\, Anna Maria Isastia\, Beatrice Pisa. Coordina: Rosanna De Longis. Sarà presente la curatrice.\nLa Grande Guerra non è stata un’esperienza omogenea per la popolazione civile. Nella cosiddetta “zona di guerra”\, a ridosso dei fronti di combattimento\, le donne subirono in anteprima gli effetti di una guerra totale: bombardamenti e devastazioni\, commistione con le truppe\, requisizioni\, violenze\, stupri\, evacuazioni e profugato. Il coinvolgimento nelle vicende belliche accentuò il loro ruolo di vittime\, ma stimolò anche per converso un protagonismo più attivo con l’assunzione di ruoli e\nincarichi rilevanti sul fronte interno. Il libro analizza questi diversi aspetti\, mettendo a fuoco le ripercussioni sulla vita quotidiana\, il dibattito politico\, la mobilitazione delle donne\, l’attività dei Comitati di assistenza civile\, il ruolo e l’azione di alcune figure di protagoniste.\nIl quadro che ne emerge\, per alcuni versi inedito\, mostra una realtà a lungo oscurata nella ricostruzione delle memorie\, aggiungendo un tassello importante alla storia della Grande Guerra in una prospettiva di genere. \nNadia Maria Filippini ha insegnato Storia delle donne presso l’Università Ca’ Foscari di Venezia.\nSocia fondatrice della Società italiana delle storiche\, ha fatto parte del direttivo e della redazione di\n«Genesis». Tra le sue opere: Generare\, partorire\, nascere. Una storia dall’antichità alla provetta\n(2017)\, La nascita straordinaria. Tra madre e figlio: la rivoluzione del taglio cesareo (sec. XVIIIXIX) (1995)\, la curatela di Una democrazia incompiuta: donne e politica in Italia dall’Ottocento ai nostri giorni (con A. Scattigno\, 2007) e di Donne sulla scena pubblica: società e politica in Veneto tra Sette e Ottocento (2006).
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SUMMARY:A scuola di politica. Il modello comunista di Frattocchie (1944-1993\,) di Anna Tonelli
DESCRIPTION:Martedì 20 marzo 2018\, alle ore 17.00\, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Palazzo Mattei di Giove – Via Michelangelo Caetani 32\, Roma)\,\nsarà presentato del volume A scuola di politica. Il modello comunista di Frattocchie (1944-1993) di Anna Tonelli\, Laterza\, 2017. Intervengono: Franco Ottaviano\, Albertina Vittoria. Coordina: Alexander Höbel. Sarà presente l’autrice.\nLa scuola comunista delle Frattocchie\, il cui obiettivo fu quello di dare una formazione politica e\nculturale alla classe dirigente del Partito comunista italiano\, comincia la sua attività nel 1944 e\nchiude i battenti solo nel 1993\, dopo 49 lunghi anni di attività. L’autrice ricostruisce per la prima\nvolta la storia della più celebre scuola di politica esistita in Italia: i meccanismi di reclutamento (chi\nfurono gli alunni delle scuole\, da dove provenivano\, com’erano scelti)\, la formazione politica e\nideologica (come si studiava\, su che cosa\, chi insegnava e in che modo)\, la vita collettiva (la mensa\,\nle ‘brigate di studio’\, le discussioni\, le attività ludiche)\, la valutazione e i risultati (le pagelle\, gli\nesami). Una ricognizione storica in cui emerge come l’educazione alla politica abbia rappresentato\nuna pedagogia vera e propria in grado di intrecciare tutti gli aspetti della vita individuale e\ncollettiva: la capacità di stare insieme\, l’elevamento ideologico\, lo spirito di gruppo\, l’affezione alla\nfede rossa\, la disciplina e la moralità. Senza trascurare naturalmente i metodi e i criteri\, all’inizio di\nduro stampo staliniano\, per la formazione dei quadri dirigenti.\nAnna Tonelli è professore di Storia contemporanea presso l’Università di Urbino Carlo Bo\, dove insegna\nanche Storia dei sistemi e dei partiti politici e Storia del giornalismo. Si occupa di storia culturale e di storia politica e sociale\, con un’attenzione particolare verso la mentalità\, il costume\, la memoria. Collabora a\n“L’Indice dei Libri” ed è direttore scientifico dell’Istituto di Storia contemporanea di Pesaro e Urbino. Fra i suoi libri più recenti\, Comizi d’amore. Politica e sentimenti dal ‘68 ai Papa boys (2007); Falce e tortello.\nStoria politica e sociale delle Feste dell’Unità (1945-2011) (2012).
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SUMMARY:La grande retrovia in territorio nemico. Bologna e la sua provincia nella Grande Guerra (1914-1918)\, di Fabio Degli Esposti
DESCRIPTION:Mercoledì 14 marzo 2018\, alle ore 17.00\, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Palazzo Mattei di Giove – Via Michelangelo Caetani 32\, Roma)\, sarà presentato il volume La grande retrovia in territorio nemico. Bologna e la sua provincia nella Grande Guerra (1914-1918) di Fabio Degli Esposti\, Unicopli\, 2017. Intervengono: Antonio Fiori\, Giovanna Procacci\, Alessandra Staderini. Coordina: Fabio Fabbri. Sarà presente l’autore. \nLa prima guerra mondiale è generalmente considerata la prima guerra totale della storia. Alle sofferenze dei soldati al fronte corrispose un’intensa mobilitazione delle società civili: riorganizzazione dei sistemi economici\, razionamento delle risorse alimentari\, severa limitazione delle libertà. Questo volume studia le profonde trasformazioni avvenute in Italia in quegli anni cruciali scegliendo come punto di osservazione la provincia di Bologna. Il governo dichiarò il capoluogo emiliano e il suo territorio “zona di guerra” fin dal 24 maggio 1915: si volle così stroncare ogni eventuale opposizione del movimento socialista\, che qui era fortissimo\, alla mobilitazione dell’esercito. Con il prolungarsi della guerra la “provincia rossa” emerse sempre più come “grande retrovia” di cruciale importanza strategica per lo sforzo bellico e la decisione di mantenere un regime eccezionale venne confermata. Studiare la guerra a Bologna diventa così studiare la guerra in Italia e\, per molti aspetti\, in Europa. \nFabio Degli Esposti è ricercatore di storia contemporanea all’Università di Modena e Reggio Emilia. Ha pubblicato numerosi saggi su temi di storia economica e sociale italiana ed europea fra Otto e Novecento\, dedicati soprattutto al rapporto fra istituzioni militari e sviluppo economico. Da anni si occupa del primo conflitto mondiale con particolare riguardo agli aspetti della vita politica\, economica e culturale delle società belligeranti.
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SUMMARY:L'invenzione di un culto. Santa Filomena da taumaturga a guerriera della fede di Sergio La Salvia
DESCRIPTION:Venerdì 9 marzo 2018\, alle ore 17.00\, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Palazzo Mattei di Giove – Via Michelangelo Caetani 32\, Roma)\, in collaborazione con Associazione di Studi Storici Sergio La Salvia e Associazione Italiana per lo Studio della Santità\, dei Culti e dell’Agiografia (AISSCA)\, sarà presentato il volume L’invenzione di un culto. Santa Filomena da taumaturga a guerriera della fede di Sergio La Salvia. Introduzione di Sofia Boesch Gajano e Lucia Sebastiani\, Viella\, 2017. Intervengono: Tommaso Caliò\, Massimiliano Ghilardi. Coordina: Fabio Fabbri. Saranno presenti Sofia Boesch Gajano e Lucia Sebastiani. \nStorico dell’età contemporanea\, Sergio La Salvia affronta con rigore metodologico e intelligenza critica un tema posto all’intersezione fra storia religiosa\, politica e culturale\, che aveva attirato l’attenzione di Benedetto Croce: le origini e il successo del culto di santa Filomena\, la “santa taumaturga del XIX secolo”. La ricerca indaga il ruolo giocato dal clero ai diversi livelli gerarchici\, compresi i pontefici\, dagli ordini religiosi\, dalle autorità politiche\, attraverso inediti percorsi nella cultura “alta” e nella letteratura religiosa “minore”\, nella storiografia apologetica e in quella critica\, ricostruendo la storia di un culto capace di resistere ai pur solidi argomenti scientifici dell’archeologia e dell’agiografia e di godere di una popolarità testimoniata\, oltre che dagli scritti\, dalle immagini\, dalle devozioni\, anche da scrittori come Alexandre Dumas\, da poeti come Giuseppe Gioacchino Belli\, e da un filosofo come Antonio Rosmini. Il saggio\, già pubblicato nel 1984 nel volume Culto dei santi\, istituzioni e classi sociali in età preindustriale\, è riproposto come un classico della storiografia agiografica. \nSergio La Salvia (1940-2013) è stato professore di Storia contemporanea e segretario Generale dell’Istituto per la Storia del Risorgimento italiano. Fra i temi delle sue ricerche: i partiti nell’Italia dell’800\, le dinamiche della formazione dello Stato unitario\, il concetto di Nazione\, la questione ebraica (soprattutto nello Stato Pontificio tra XVIII e XIX secolo)\, gli epistolari di grandi personaggi. Fra le sue opere: Giornalismo lombardo. Gli “Annali universali di statistica” (1824-1844) (1977); Giuseppe Garibaldi (1995); La rivoluzione e i partiti. Il movimento democratico nella crisi dell’unità nazionale (1999).
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SUMMARY:Considerate che avevo quindici anni. Il diario di prigionia di Magda Minciotti tra Resistenza e deportazione\, a cura di Anna Paola Moretti
DESCRIPTION:Mercoledì 7 marzo 2018\, alle ore 17.00\, in occasione della Giornata internazionale delle donne\, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Palazzo Mattei di Giove – Via Michelangelo Caetani 32\, Roma)\, sarà presentato il volume Considerate che avevo quindici anni. Il diario di prigionia di Magda Minciotti tra Resistenza e deportazione di Anna Paola Moretti\, affinità elettive\, 2017. Intervengono: Beatrice Pisa\, Simona Lunadei. Coordina: Rosanna De Longis. Durante la presentazione letture a cura dell’Associazione parolincontro. Sarà presente l’autrice. \nTorna alla luce a distanza di settanta anni un documento straordinario\, il diario che Magda Minciotti\, giovanissima partigiana di Chiaravalle\, scrisse durante la sua prigionia in mano alle SS e la deportazione per lavoro coatto nei lager Siemens a Norimberga e Bayreuth. Racconta la solitudine\, la nostalgia\, lo sconforto\, il dolore per la morte del fratello deportato con lei\, insieme alle strategie messe in atto per resistere alla disumanizzazione. Nel clima di generale indifferenza con cui la società del dopoguerra accolse il ritorno dei deportati\, Magda conservò il diario in silenzio\, per lunghissimi anni\, consegnandolo al figlio poco prima della sua morte. Col corredo di altri documenti si disegna anche la biografia di Magda\, a partire dalla sua formazione in una famiglia che aderiva agli ideali mazziniani e partecipò compatta alla Resistenza in provincia di Ancona. La vicenda di Magda ci apre alla conoscenza della deportazione per lavoro coatto praticata dai nazisti in tutta Europa\, subita massicciamente anche da uomini e donne italiane\, a cui la storiografia ha da poco iniziato a rivolgere la sua attenzione.
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SUMMARY:Donne di fronte alla guerra. Pace\, diritti e democrazia (1878-1918)
DESCRIPTION:Venerdì 2 marzo 2018\, alle ore 17.00\, la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Palazzo Mattei di Giove – Via Michelangelo Caetani 32\, Roma)\, in collaborazione con la Società italiana delle storiche\, presenta il volume Donne di fronte alla guerra. Pace\, diritti e democrazia (1878-1918) di Stefania Bartoloni\, Laterza\, 2017.\nIntervengono: Daniela Luigia Caglioti\, Maria Susanna Garroni\, Renato Moro. Coordina: Rosanna De Longis.\nSarà presente l’autrice. \nA differenza dei tanti uomini pronti a misurarsi in quella che considerarono un’eroica ed elettrizzante avventura\, le donne italiane non invocarono la guerra.\nCi fu poi un gruppo di utopiste\, legate a una rete internazionale di militanti\, che avanzò una ferma critica al sistema di potere maschile. Per quella élite di femministe e di suffragiste erano gli uomini a capo dei governi e della diplomazia\, che sceglievano di dirimere i conflitti tra le nazioni attraverso lo strumento della guerra\, a provocare dolore e spargimenti di sangue. Per questo motivo\, negli anni a cavallo tra Ottocento e Novecento e nel corso del primo conflitto mondiale\, chiesero più diritti e più democrazia per le donne e sollecitarono la loro partecipazione nelle decisioni sulle vicende nazionali e internazionali. \nStefania Bartoloni insegna Storia contemporanea e Storia delle donne e di genere in età contemporanea presso l’Università degli Studi Roma Tre. È tra le fondatrici della Società Italiana delle Storiche. Tra le sue pubblicazioni: Italiane alla guerra. L’assistenza ai feriti (1915-1918) (Marsilio 2003\, nel 2004 Premio Gisa Giani\, Premio Capri-San Michele e Premio Feudo Città di Maida); Il fascismo e le donne nella «Rassegna femminile italiana» 1925-1930 (Biblink 2012); La Grande Guerra delle italiane. Mobilitazioni\, diritti\, trasformazioni (a cura di\, Viella 2016).
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SUMMARY:Per lavoro e per amore. Cronache e riflessioni da un mestiere speciale
DESCRIPTION:Martedì 27 febbraio 2018\, alle ore 17.00\, presso la Biblioteca di storia moderna e\ncontemporanea (Palazzo Mattei di Giove – Via Michelangelo Caetani 32\, Roma)\, sarà presentato il volume Per lavoro e per amore. Cronache e riflessioni da un mestiere speciale\, Memoria Edizioni\, 2017. Intervengono: Linda Giuva\, Linda Laura Sabbadini\, Mauro Tosti-Croce. Coordina: Patrizia Rusciani. \n“Per lavoro e per amore” è il libro che nasce dall’esperienza di Memoria\, una struttura professionale\ndi archivisti romani che ha accumulato una lunga storia di collaborazione con archivi pubblici e privati di dimensioni e ambiti tematici i più diversi (dal politico-sociale allo scientifico\, dall\’economico all\’artistico). Per festeggiare i venti anni di attività i soci hanno pensato di chiedere ai tanti che a vario titolo hanno interagito con il loro lavoro un contributo che avesse comunque a che fare con la professione e la comune esperienza. Ne è nato un volume che raccoglie questi testi legati da una particolare cucitura redazionale.
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SUMMARY:La violenza contro le donne nella storia. Contesti\, linguaggi\, politiche del diritto (secoli XV-XXI) a cura di Simona Feci e Laura Schettini
DESCRIPTION:Giovedì 8 febbraio 2018\, alle ore 17.00\, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Palazzo Mattei di Giove – Via Michelangelo Caetani 32\, Roma)\,in collaborazione con la Società italiana delle storiche\, sarà presentato il volume\nLa violenza contro le donne nella storia. Contesti\, linguaggi\, politiche del diritto (secoli XV-XXI) a cura di Simona Feci e Laura Schettini\, Viella\, 2017. \nIntervengono: Tamar Pitch\, Linda Laura Sabbadini. Coordina: Giorgio Zanchini. Saranno presenti le curatrici. \nIl volume presenta per la prima volta un’ampia rassegna sulla storia della violenza contro le donne\, esplorando sia i contesti dove questa si produce e si manifesta\, e in particolare l’ambito delle relazioni familiari\, sia le politiche del diritto adottate per regolarla e contrastarla. I saggi si muovono lungo un arco cronologico ampio\, dalla prima età moderna al presente\, e spaziano tra aree differenti del territorio nazionale. La prospettiva storica si dimostra particolarmente preziosa nell’analisi del fenomeno della violenza\, perché dimostra che il gesto violento\, nella sua apparente naturalità e immediatezza\, assume e veicola forme\, linguaggi\, contenuti\, valori sociali diversi secondo i contesti storico-geografici. Le stesse modalità di accoglienza o di rifiuto della violenza contro le donne da parte delle società e delle istituzioni sono storicamente determinate e altrettanto capaci di concorrere alla costruzione delle relazioni tra i sessi. \nSimona Feci insegna Storia del diritto medievale e moderno presso l’Università di Palermo. Attualmente è Presidente della Società Italiana delle Storiche e componente di “Gender History” – Centro Studi del Dipartimento di Scienze umane e sociali di ‘L’Orientale’ Università di Napoli.  \nLaura Schettini è assegnista di ricerca in Storia contemporanea presso l’Università di Napoli “l’Orientale”. Tra le sue pubblicazioni Il gioco delle parti. Travestimenti e paure sociali tra Otto e Novecento (2011). Attualmente sta lavorando ad una ricerca sulla “tratta delle bianche” nella prima metà del Novecento.  \nTamar Pitch ha insegnato Filosofia e Sociologia del diritto presso la Facoltà di Giurisprudenza dell’Università di Perugia. Tra le sue pubblicazioni: Che genere di sicurezza. Donne e uomini in città (con Carmine Ventimiglia\, 2001); I diritti fondamentali: differenze culturali\, disuguaglianze sociali\, differenza sessuale (2004); La società della prevenzione (2007); Pervasive Prevention. A Feminist Reading of the Rise of the Security Society (2010); Contro il decoro. L’uso politico della pubblica decenza (2013). \nLinda Laura Sabbadini è stata direttore centrale dell’Istituto Nazionale di Statistica. Ha guidato un processo di rinnovamento radicale nel campo delle statistiche sociali e di genere\, progettando indagini di grande rilevanza su condizioni e qualità della vita. Tra le sue pubblicazioni: Come cambia la vita delle donne (a cura di\, 2004); Diventare padri in Italia: fecondità e figli secondo un approccio di genere (a cura di\, con Alessandro Rosina\, 2005); La società diseguale: soggetti e forme delle disuguaglianze nell’Italia della crisi (2015). \nGiorgio Zanchini è giornalista della RAI. Tiene lezioni e seminari sul giornalismo all’Università di Urbino e a Urbino dirige il Festival del giornalismo. Tra le sue pubblicazioni: Quale cultura per quale mercato (2006) e Utopie (con Lella Mazzoli\, 2012)\, Il giornalismo culturale (2013); Leggere\, cosa e come: il giornalismo e l’informazione culturale nell’era della rete (2016); La radio nella rete: la conversazione e l’arte dell’ascolto nel tempo della disattenzione (2017). \nInformazioni: b-stmo.info@beniculturali.it www.bsmc.it
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SUMMARY:Dall’omertà ai social. Come cambia la comunicazione della mafia\, di Enzo Ciconte
DESCRIPTION:Martedì 6 febbraio 2018\, alle ore 17.00\, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Via M. Caetani\, 32 – Roma) sarà presentato il volume \nDall’omertà ai social. Come cambia la comunicazione della mafia\, di Enzo Ciconte (Edizioni Santa Caterina\, 2017) \nNe discute con l’autore\nAttilio Bolzoni \nPer informazioni: b-stmo.info@beniculturali.it – www.bsmc.it –\n__________________________________________ \nUn libro sulla mafia che mancava\, scritto da uno dei maggiori esperti del fenomeno: perché per capire le mafie bisogna saper ascoltare i silenzi. Enzo Ciconte analizza pregiudizi e luoghi comuni spiegando che si sta passando dall\’omertà delle prime generazioni alla comunicazione social delle più recenti\, fuori e dentro le carceri\, con un\’attenzione particolare all\’espansione della \’ndrangheta al nord e all\’estero. L\’analisi si apre agli aspetti di economia\, politica e società con i nuovi ruoli delle donne e dei social network. \n«Gli uomini della mafia»\, scrive Enzo Ciconte\, «hanno scoperto Facebook\, WhatsApp\, i social network per comunicare. Perché lo fanno? Perché i pilastri culturali sui quali hanno costruito la loro fortuna non reggono più. E allora hanno bisogno di mandare i loro messaggi\, vecchi o nuovi che siano\, con modalità moderne\, che le nuove generazioni sanno padroneggiare. Gli strumenti usati sono nuovi\, i messaggi un po’ meno». \nEnzo Ciconte è docente di Storia della criminalità organizzata all\’Università di Roma Tre e di Storia delle mafie italiane all\’Università di Pavia. Dal 1997 al 2010 è stato consulente presso la Commissione Parlamentare Antimafia.  Il suo libro \’Ndrangheta dall\’Unità a oggi (1992) è il primo studio a carattere storico sulla  \’ndrangheta.  Fra  i suoi  altri libri ricordiamo: Storia criminale. La resistibile ascesa di Mafia\, \’Ndrangheta e Camorra dall\’Ottocento ai giorni nostri (2008); \’Ndrangheta (2008 e 2011); \’Ndrangheta padana (2010); Banditi e briganti. Rivolta continua dal \’500 all\’800 (2011); Politici (e) malandrini (2013); Storia dello stupro e di donne ribelli (2014)\, Borbonici\, patrioti e criminali. L\’altra storia del Risorgimento (2016) e Mafie del mio stivale. Storia delle organizzazioni criminali italiane e straniere nel nostro Paese (2017). \nAttilio Bolzoni ha iniziato la sua attività giornalistica alla fine degli anni Settanta come cronista del quotidiano “L’Ora” di Palermo. Dal 1982 è giornalista di “la Repubblica”. Autore di inchieste sulla mafia siciliana e sul Mezzogiorno d’Italia\, ha firmato reportage dai Balcani a Kabul\, dal Magreb a Bagdad. È scrittore\, autore di testi teatrali\, sceneggiatore di mini-serie televisive e regista di documentari sulla libertà di stampa e sulla mattanza dei giornalisti in Messico (Silencio\, 2015). Tra le sue pubblicazioni: La giustizia è Cosa Nostra (1995)\, con Giuseppe D’Avanzo Il capo dei capi (2007)\, Parole d’Onore (2008)\, Faq Mafia (2010)\, Uomini Soli (2012)\, Parole d’Onore Teatro (2014)\, La scomparsa del Caravaggio\, Palermo (2016). Nel 2009 ha vinto il Premio Lucchetta e il Premio È Giornalismo (creato da Indro Montanelli\, Enzo Biagi e Giorgio Bocca)\, nel 2013 il Premio Nazionale Giuseppe Fava. \n ———–
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SUMMARY:Il dolore\, la rabbia\, il riso. La Grande Guerra cantata dal Coro Sabatoincanto
DESCRIPTION:Il dolore\, la rabbia\, il riso. La Grande Guerra cantata dal Coro Sabatoincanto\, diretto da Patrizia Nasini. \nSabato 3 febbraio\, alle ore 11.30\, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Via Michelangelo Caetani\, 32 – Roma)\, il coro Sabatoincanto\, una delle formazioni musicali del Circolo Gianni Bosio\, presenta\, nella ricorrenza del centenario del 1918\, ultimo anno del primo conflitto mondiale\, una scelta di brani che raccontano diversi eventi e scenari di guerra. La Grande Guerra ha agito da moltiplicatore di esperienze in tutti i campi\, anche in quello musicale\, diffondendo e contaminando i diversi filoni della tradizione italiana: il canto popolare\, il café-chantant e la canzone napoletana\, il canto militare e patriottico di derivazione risorgimentale. I brani che saranno eseguiti sono rappresentativi di questo intreccio di differenti registri musicali:  \nLa ragazza neutrale (1914\, Giovanni Corvetto – Colombino Arona)\nNinna della guerra (1914\, Trilussa)\nSento il fischio del vapore (1914\, Anonimo)\nFuoco e mitragliatrici (1916\, Anonimo)\nGorizia addolorata (1916\, Anonimo)\nE più non canto (s.d.\, Anonimo)\nIl general Cadorna  (1916\, Anonimo)\nAddio Venezia addio (El diciaoto novembre) (1917\, Anonimo)\nE anche al mi’ marito (1917-1918\, Anonimo)\nSui monti Scarpazi (1917-1918\, Anonimo)\nRegazzine vi prego ascoltare (1917-1918\, Anonimo)\nDove sei stato mio bell’alpino (s.d.\, Anonimo)\nO’ surdato ‘nnamurato (1915\, Aniello Califano – Enrico Cannio)
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SUMMARY:Ottobre rosso. Letture italiane della rivoluzione bolscevica
DESCRIPTION:Martedì 30 gennaio 2018\, alle ore 17.00\, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Palazzo Mattei di Giove – Via Michelangelo Caetani 32\, Roma)\, sarà presentato il fascicolo monografico di «Zapruder»\, n. 44 2017 dedicato a :\nOttobre rosso. Letture italiane della rivoluzione bolscevica\, a cura di Eros Francescangeli e\nGiulia Pacifici\, Odradek\, 2017. Intervengono: Roberto Bianchi\, Alexander Höbel.\nCoordina: Chiara Giorgi. Saranno presenti i curatori. \nIn occasione dei cento anni dalla rivoluzione bolscevica\, un numero della rivista «Zapruder» è stato dedicato a quell’evento/processo epocale che ha segnato la storia del Novecento. E’ stato analizzato come l’Ottobre rosso fu osservato nell’Italia del secolo scorso\, concentrandosi sulla percezione coeva o immediatamente successiva. Perché\, fin da subito\, si pose il problema della decodificazione di quella “strana rivoluzione”: avvenuta sotto la guida di un partito d’impronta “giacobina” (cioè composto da un élite intellettuale) e in un contesto economico-sociale all’epoca giudicato\n“arretrato”. Cioè in una situazione che sembrava ribaltare alcuni assunti del marxismo ortodosso\,\nche l’emancipazione dei lavoratori potesse avvenire solo per opera dei lavoratori stessi e che la rivoluzione socialista potesse darsi solo laddove lo sviluppo delle forze produttive aveva raggiunto lo stadio del capitalismo maturo. Senza dimenticare il fatto che\, a livello di rappresentazioni oleografiche e mitizzanti\, lo stato sovietico si è praticamente sovrapposto al bolscevismo\, diventandone la “naturale” prosecuzione\, finendo per sostituire la spinta rivoluzionaria e libertaria sottesa all’idea di uguaglianza con la difesa dello stato “sovietico” e delle sue logiche autoritarie.\nL’Ottobre rosso si sarebbe così trasformato – dialetticamente e contro la volontà dei suoi artefici –\nnel suo contrario: una sconfitta epocale dell’idea socialista. Una sconfitta sulla quale è ancora\nnecessario riflettere per trarne una lezione. Non fosse altro – parafrasando il finale di Uomini e no di\nElio Vittorini – per «imparare meglio».
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SUMMARY:La difesa della razza in Italia
DESCRIPTION:L’Istituto centrale per i beni sonori e audiovisivi e la Biblioteca di storia moderna e contemporanea\, a 80 anni dalla promulgazione delle leggi razziali organizzano il ciclo di incontri \nLa difesa della razza in Italia\n24-26 gennaio 2018\nAuditorium dell’Istituto centrale per i beni sonori ed audiovisivi (Palazzo Mattei di Giove – Via Michelangelo Caetani 32 – Roma) \nProgramma:\nmercoledì 24 gennaio\, ore 9.30 (riservato alle scuole)\nMichele Sarfatti\, I caratteri della politica antiebraica di Mussolini; Alessandra Staderini\, Le\nleggi razziali in Italia.\nPresentazione del progetto multimediale sulle leggi razziali a cura del Liceo Russell di Roma \ngiovedì 25 gennaio\, ore 9.30 (riservato alle scuole)\nAnnalisa Capristo\, Le leggi razziali in Italia; Ugo Foà\, testimonianza.\nSeguirà un percorso tra le fonti a stampa ed audiovisive sulle leggi razziali\nore 17.00 (aperto a tutti)\nPresentazione del volume Toccare il fondo. Una famiglia di ebrei italiani attraverso due guerre\nmondiali\, Belforte\, 2013\, di Gianna Di Nepi\, a cura di Giulia Piperno. Interviene Mario Di\nNapoli. \nvenerdì 26 gennaio\, ore 9.30 (riservato alle scuole)\nMatteo Stefanori\, Le leggi razziali in Italia.\nSeguirà un percorso tra le fonti a stampa ed audiovisive sulle leggi razziali
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SUMMARY:La scienza e i musei della Sapienza: radici storiche dei musei di anatomia comparata\, di zoologia\, di scienze della terra\, a cura di Ernesto Capanna e Ruggero Matteucci
DESCRIPTION:Sabato 20 gennaio\, alle ore 11\, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (via Michelangelo Caetani\, 32 – Roma)\, nell’ambito del programma didattico della Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali “Educare alle mostre educare alla città”\, si terrà l’incontro sul tema\nI LUOGHI DELLA SCIENZA A ROMA. COLLEZIONI E MUSEI\nLA SCIENZA E I MUSEI DELLA SAPIENZA: LA STORIA.\nRADICI STORICHE DEI MUSEI DI ANATOMIA COMPARATA E DI ZOOLOGIA\, A cura di Ernesto Capanna \nRADICI STORICHE DEI MUSEI DI\nSCIENZE DELLA TERRA\, A cura di Ruggero Matteucci\nPrenotazione obbligatoria: max 50 persone
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SUMMARY:Borgate romane. Storia e forma urbana\, di Milena Farina\, Luciano Villani\,
DESCRIPTION:Venerdì 12 gennaio 2018\, alle ore 17.00\, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Palazzo Mattei di Giove – Via Michelangelo Caetani 32\, Roma)\, sarà presentato il volume Borgate romane. Storia e forma urbana di Milena Farina\, Luciano Villani\, Libria\, 2017. Intervengono: Luca Arcangeli\, Francesco Bartolini.\nCoordina: Marco De Nicolò. Saranno presenti gli autori.\nNate in territori di frontiera tra la città e la campagna\, le borgate realizzate dall’Istituto Case Popolari dalla seconda metà degli anni Trenta hanno\nconservato nel processo di espansione urbana una loro distinta identità e sono oggi tra i luoghi più affascinanti e vitali della periferia romana. Seppure afflitte da profondi problemi\, nonché prigioniere di antichi e mai del tutto sopiti pregiudizi\, appaiono come isole dalle qualità e dalle risorse inaspett at e nella\nmarea urbanizzata della capitale. La bassa densità\, la generosità degli spazi aperti e il loro rapporto misurato con il costruito\, sono i caratteri distintivi delle borgate “ufficiali”\, risultato di una fertile speriment azione sulla città in grado di riallacciarsi sia alla tradizione italiana del disegno urbano sia alle\nricerche più avanzate del Movimento Moderno. La vicenda delle borgate si intreccia inoltre con le vicissitudini delle persone che hanno attraversato e popolato Roma\, nonché con la storia della formazione della sua vasta\nperiferia. Tra stratificazioni e paesaggi urbani in continua evoluzione\, a questa realtà ci si può accostare ancora oggi in termini di scoperta. Il volume è arricchito di numerose foto storiche e dello stato attuale\, di planimetrie\, schemi compositivi e di un ampio e documentato regesto.
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SUMMARY:Ordinaria amministrazione. Gli ebrei e la Repubblica sociale italiana\, di Matteo Stefanori
DESCRIPTION:Mercoledì 10 gennaio 2018\, ore 17.00\, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Palazzo Mattei di Giove – Via Michelangelo Caetani 32\, Roma)\, sarà presentato il volume Ordinaria amministrazione. Gli ebrei e la Repubblica sociale italiana di Matteo Stefanori\, Laterza\, 2017. Intervengono: Anna\nFoa \, Lutz Klinkhammer\, Amedeo Osti Guerrazzi. Coordina:\nMaria Ferretti. Sarà presente l’autore.\nIl 30 novembre 1943\, con un’ordinanza di polizia\, il governo della Repubblica sociale italiana decise di arresta r e e rinchiudere in campo di concentra m e n t o\ntutti gli ebrei che vivevano in Italia. Agenti di polizia e carabinieri\, quasi fosse ‘ordinaria amministrazione’\, eseguirono con prontezza gli ordini ricevuti. Nel\ngiro di poche settimane uomini\, donne e bambini furono fermati dalle autorità\, privati dei loro beni\, condotti prima in campi ‘provinciali’ e poi trasferiti in\nuna struttur a ‘nazionale’\, a Fossoli di Carpi\, vicino Modena. A cinque anni dalle leggi razziali del 1938\, la persecuzione antiebraica voluta dal fascismo conobbe così un ulteriore ‘salto di qualità’: il nuovo Stato di Mussolini si pose l’obiettivo di relegare in un campo di concentramento tutta la popolazione ebraica\, considerata un nemico di guerra. Ben presto questo fitto sistema di\ncampi si trasformò in una trappola che avrebbe portato gli ebrei italiani nel cono d’ombra della Shoah.
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SUMMARY:Migranti. Da dove e da cosa fuggono: un focus sull’Africa orientale.
DESCRIPTION:MIGRANTI \nVenerdì 15 dicembre 2017\, ore 17.00\, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Palazzo Mattei di Giove – Via Michelangelo Caetani 32\, Roma)\, tavola rotonda Migranti. Da dove e da cosa fuggono: un focus sull’Africa orientale. \n“Per una volta\, almeno per una volta\, mi auguro e prego perché i cittadini europei\, e i loro governanti\, non si chiedano dove vogliano andare gli esseri umani che bussano alle porte\, troppo spesso sbarrate\, dei ricchi Paesi occidentali. Io spero e prego che almeno una volta ci si chieda da cosa fuggono\, e perché\, e per responsabilità di chi\, i loro Paesi si siano trasformati in un inferno in terra”.\nDesmond Tutu\, premio Nobel per la pace 1984 \nIn occasione della giornata internazionale per i diritti dei migranti (18 dicembre)\, Amnesty International Lazio\, con i Coordinamenti Afirica centrale e orientale e Rifugiati e migranti di Amnesty International Italia\, e la Biblioteca di storia moderna e contemporanea organizzano una tavola rotonda di approfondimento sulle motivazioni di un fenomeno che negli ultimi anni è diventato sempre più rilevante\, per scoprire le ragioni che spingono tanti\, soprattutto giovani\, ad affrontare viaggi rischiosi e spesso letali dai Paesi africani dell’est – Somalia\, Eritrea\, Etiopia in particolare. \nAlla tavola rotonda\, preceduta dai saluti di Patrizia Rusciani\, Direttrice della Biblioteca di storia moderna e contemporanea\, parteciperanno esperti che proporranno la loro analisi secondo diverse angolature: Marco Guadagnino\, responsabile Campagne di Amnesty International Italia\, Luca Puddu\, responsabile per il programma Africa dell’ Institute of Global Studies\, dove si occupa di politica\, sicurezza ed economia dell’Africa\, offrirà il quadro della situazione geopolitica dell’area; Aurora Massa\, antropologa e ricercatrice presso l’Università di Trento\, partirà dalla propria esperienza di indagine sul campo per una analisi delle motivazioni che spingono all’abbandono del proprio Paese; Zakaria Mohamed Ali\, giornalista e fotoreporter somalo da 10 anni in Italia e impegnato in Archivio Memorie Migranti\, porterà la propria testimonianza personale e le storie di vita dei migranti che ha conosciuto.
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SUMMARY:Moisè va alla guerra. Rabbini\, militari\, soldati ebrei e comunità israelitiche nel primo conflitto mondiale
DESCRIPTION:Martedì 12 dicembre 2017\, ore 17.00\, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Palazzo Mattei di Giove – Via Michelangelo Caetani 32\, Roma)\, sarà\npresentato il volume Moisè va alla guerra. Rabbini\, militari\, soldati ebrei e comunità israelitiche nel primo conflitto mondiale di Paolo Orsucci Granata\, Belforte Editore\, 2017. Intervengono: Guido Guastalla\, Gisèle Lévy. Coordina: Lauro Rossi. Sarà presente l’autore.\n“Nel 1915 allo scoppiare della prima guerra mondiale gli ebrei italiani\, la cui consistenza numerica\nera piuttosto esigua in quanto si aggirava attorno alle 35.000 anime\, si disposero con entusiasmo a\npartecipare al conflitto. In realtà fin dalle prime guerre del Risorgimento gli ebrei italiani avevano\ndimostrato uno straordinario attaccamento all’Italia. Anche nel corso della Grande Guerra la partecipazione al conflitto fu accompagnata da larghe manifestazioni di patriottismo che sottolineavano il loro coinvolgimento totale con le sorti della nazione e volevano ulteriormente dimostrare l’avvenuta integrazione nel tessuto sociale italiano dopo i secoli bui della segregazione e dei ghetti. […] L’apporto ebraico alla guerra è oggetto di questa ampia ricerca di Paolo Orsucci\nGranata. Si tratta di una cronaca dettagliata di fatti inerenti al conflitto che propone al lettore riflessioni e considerazioni su un periodo denso di eventi drammatici che hanno interessato tutta la popolazione europea.” (Dalla prefazione di Luciano Meir Caro)
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SUMMARY:Lourdes: storie di miracoli. Genesi e sviluppo di una devozione planetaria di Alessandro Di Marco
DESCRIPTION:Mercoledì 6 dicembre 2017\, ore 17.00\, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Palazzo Mattei di Giove – Via Michelangelo Caetani 32\, Roma)\, in collaborazione con l’Istituto Sangalli per la storia e le culture religiose\, sarà presentato il volume Lourdes: storie di miracoli. Genesi e sviluppo di una devozione planetaria di Alessandro Di Marco\, Firenze University Press\, 2016.\nIntervengono:\nSofia Boesch Gajano\, Lucia Ceci.\nCoordina: Patrizia Rusciani.  \nLo scopo dell’opera è di chiarire quali fattori abbiano contribuito a realizzare il successo di\nLourdes. Questa analisi parte dal confronto tra le 18 apparizioni di Lourdes con alcuni episodi analoghi e coevi verificatisi in Francia ma dall’esito – inteso come successo verso i pellegrini – alquanto differente. Al lavoro di iniziale contestualizzazione storica\, politica e culturale si affianca l’analisi di alcuni aspetti chiave della Chiesa cattolica dell’epoca. In riferimento allo scopo del testo\, due sono i settori più approfonditi dall’analisi: la scienza medica e la letteratura\, entrambi legati a filo doppio con la questione dei miracoli.\nL’opera ha vinto il Premio Istituto Sangalli per la storia religiosa 2015.\nL’Istituto Sangalli è una istituzione fiorentina\, laica e non confessionale\, nata nell’aprile 2014 per promuovere gli studi umanistici e il dialogo inter-religioso e inter-culturale\, contribuendo a supportare la ricerca di giovani studiosi con impegno costante\, in termini finanziari e scientifici.
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SUMMARY:Polizie speciali. Dal fascismo alla Repubblica\, di Vittorio Coco
DESCRIPTION:Martedì 28 novembre 2017\, alle ore 17.00\, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Palazzo Mattei di Giove – Via Michelangelo Caetani 32\, Roma)\, sarà presentato il volume\nPolizie speciali. Dal fascismo alla Repubblica\, di Vittorio Coco\, Laterza\, 2017. Intervengono: Paul Corner\, Guido Melis. Coordina: Igor Mineo. Sarà presente l’autore. \nA partire dal 1942 il confine orientale italiano fu il teatro di una violentissima repressione antipartigiana. Protagonisti ne furono gli uomini dell’Ispettorato generale di pubblica sicurezza\, che contribuirono a spargere il terrore in tutta la regione. Non si trattò di una violenza improvvisata ed estemporanea\, ma l’estremo risultato di una consumata esperienza maturata sul campo. Negli anni Trenta\, infatti\, molti di loro avevano già fatto parte di organismi che avevano efficacemente contrastato la mafia siciliana e il banditismo sardo. Si trattava di corpi speciali di polizia\, che il regime fascista aveva creato sul modello delle contemporanee strutture di indagine politica come l’Ovra\, ma di cui si potevano ritrovare dei precedenti già nella Grande Guerra e nella tarda età liberale. Fu proprio in queste circostanze che cominciò a formarsi quel ristretto gruppo di specialisti che\, tra utopie d’ordine e ambizioni personali\, nel corso dei rivolgimenti politici di un trentennio seppero imporsi come riconosciuti professionisti del settore. Dopo il crollo del fascismo\, infatti\, nonostante un passato di compromissioni con il regime\, li ritroveremo ancora una volta in Sicilia\, per fronteggiare la rinnovata emergenza dell’ordine pubblico.
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SUMMARY:La Germania necessaria. L’emergere di una nuova leading power tra potenza economica e modello culturale\, di Beatrice Benocci
DESCRIPTION:Venerdì 24 novembre 2017\, alle ore 17.00\, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Palazzo Mattei di Giove – Via Michelangelo Caetani 32\, Roma)\,\nsarà presentato il volume  \nLa Germania necessaria. L’emergere di una nuova\nleading power tra potenza economica e modello culturale di Beatrice Benocci (FrancoAngeli\, 2017).  \nIntervengono: Raffaele D’Agata\, Alexander Höbel. Coordina: Vincenzo Grienti. Sarà presente l’autrice. \nNel 2012 la Germania non si presentava più solo quale attore economico affidabile\, non più solo come membro leader della Ue\, ma sembrava muoversi autonomamente nello scacchiere internazionale e nelle aree di crisi\, promuovendosi anche quale partner culturale. Era questa una novità interessante\, che apriva spazi di analisi e nuove domande sul percorso che la Germania aveva\nvissuto: da stato totalitario a paese vinto\, da paese membro della comunità europea e atlantica a paese nuovamente unito\, ora espressione di un modello culturale condivisibile a livello globale.\nAncor più sorprendente era il fatto che se la Germania era cambiata\, lo era anche l\’Europa\, e non solo a causa della crisi economica. Molto avevano giocato gli allargamenti a Est e\, non in ultimo\, le difficoltà incontrate dall\’Europa comunitaria nell\’assumere un chiaro ruolo internazionale. In definitiva\, era mutato il rapporto di controllato/controllore in favore di un nuovo concetto di \”necessità\” di Germania. Si poneva\, a partire da quel momento\, il tema spinoso\, ma anche affascinante\, di una Germania necessaria e nuova leading power.
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SUMMARY:In onda. L’italia dalle radio libere ai network nazionali (1970-1990)\, di Raffaello A. Doro
DESCRIPTION:Giovedì 23 novembre 2017\, alle ore 17.00\, presso l’Auditorium dell’Istituto centrale per i beni sonori e audiovisivi (Palazzo Mattei di Giove – Via Michelangelo Caetani 32\, Roma)\, sarà presentato il volume\nIn onda. L’italia dalle radio libere ai network\nnazionali (1970-1990)\, di Raffaello A. Doro\,\nViella\, 2017. Intervengono: Felice Liperi\, Marilisa Merolla\, Edoardo Novelli\, Maurizio Ridolfi.\nCoordina: Massimo Pistacchi.\nSarà presente l\’autore.\nQual è stato il ruolo delle nuove radio private\, locali e nazionali – comparse in modo capillare nel territorio nazionale a partire dalla metà degli anni Settanta – nella società italiana? E quale la loro importanza all’interno di un sistema dei mass media in rapida evoluzione\, con la centralità della televisione? Come si è passati dal sistema monopolistico della Radio Rai alle migliaia di esperienze di radio libere\, locali\, private\, indipendenti? Dall’esempio delle radio offshore in Nord Europa ai\nprimi esperimenti clandestini in Italia\, dalla Radio Sicilia Libera di Danilo Dolci alla legge di Riforma della Rai del 1975 e alla sentenza della Corte costituzionale del 1976\, dalle radio politiche a  quelle  musicali\,   dall’impegno   all’evasione\,  un  ventennio  di   storia  della  radio  è  ricostruito studiandone l’impatto all’interno del sistema dei mezzi di comunicazione di massa\, ed esaminando contenuti\, strategie editoriali e degli ascolti\, cesure e trasformazioni di un’epoca in cui il desiderio di libertà si esprimeva andando\, anziché on line\, in onda.
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SUMMARY:I luoghi della scienza a Roma. Roma\, tante collezioni\, nessun museo
DESCRIPTION:Sabato 18 novembre 2017\, alle ore 11.00\, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea\, per il ciclo I luoghi della scienza a Roma. Collezioni e musei – parte del programma didattico della Sovrintendenza capitolina ai beni culturali – si terrà l’incontro con Giovanni Paoloni\, sul tema \nRoma: tante collezioni\, nessun museo \nIl tentativo di dare vita a un Museo della Scienza a Roma risale al momento stesso della proclamazione della città a capitale del Regno d’Italia. Già Quintino Sella ne parlava\, e già la prima legge per Roma Capitale prevedeva la costruzione di un Palazzo delle Scienze\, che doveva ospitare la sede dell’accademia scientifica nazionale e le collezioni   annesse\,   con   finalità   didattiche\,   agli   “stabilimenti   scientifici”   dell’Università   di   Roma.   La   mancata realizzazione di questo progetto\, definitivamente caduto al volgere fra Ottocento e Novecento\, lasciava alla gestione dei singoli istituti (universitari e non) le pur consistenti raccolte scientifiche esistenti nella Capitale.\nNuovi tentativi di dare vita a un museo della scienza a Roma si sono avuti a varie riprese\, ogni volta sulla spinta di vicende contingenti. La partecipazione italiana all’Esposizione Internazionale di Chicago nel 1933 portò a un serio coinvolgimento del Consiglio Nazionale delle Ricerche\, che tuttavia mise capo – alla fine – alla costituzione del Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia “Leonardo da Vinci” di Milano. Negli anni Ottanta l’obiettivo di dotare Roma di un museo della scienza si sviluppò nell’ambito delle attività di diffusione della cultura scientifica promosse da Antonio Ruberti. Oggi la risposta a questa esigenza sembra essere rappresentata dall’idea di un “museo diffuso”\, che valorizzi la fruizione integrata delle numerose raccolte esistenti nella città.
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SUMMARY:Collaborazionismo e Gerarchie sindacali\, di Ubaldo Formentini
DESCRIPTION:Martedì 24 ottobre 2017\, alle ore 17.00\, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea\n(Palazzo Mattei di Giove – Via Michelangelo Caetani 32\, Roma)\, saranno presentati i volumi\nCollaborazionismo e Gerarchie sindacali\, di Ubaldo\nFormentini\, con postfazioni di Paolo Tirelli\, Edizioni di Storia e Letteratura. Ne parlano con il curatore:\nPaolo Di Paolo\, Francesco Perfetti.\nNell’ampia pubblicistica politica del lunigianese e spezzino di adozione Ubaldo Formentini (articoli e saggi\nsulla stampa socialista locale e regionale e\, specie fra il 1911 e il 1920\, sul settimanale di Gaetano Salvemini\n“L’Unità”)\, insieme agli altri testi comparsi nei primi periodici di Piero Gobetti (“Energie nove” e “Rivoluzione liberale”)\, Collaborazionismo e Gerarchie sindacali\, titoli editi su iniziativa dello stesso giovanissimo intellettuale torinese\, rivelano una loro specificità.\nCollaborazionismo (settembre 1922) perché\, almeno in parte\, non cela fini teoretici sulla crisi della\nsovranità dei principali istituti di diritto pubblico\, crisi maturata durante la grande guerra e subito dopo la sua conclusione e innescata dal potere crescente di nuovi soggetti collettivi (funzionari ministeriali\, burocrazie\nsindacali\, organizzazioni padronali e organizzazioni della classe lavora-trice). Ma Formentini non vi omette\nanche una spigolosa critica\, di matrice liberista\, a cooperative e sindacati socialisti riformisti.\nGerarchie sindacali (gennaio-aprile 1923) perché\, malgrado le diverse dichiarazioni dell’autore\, svela non poca sostanza politica lì dove il testo risulta scritto dopo le «esperienze iniziali del governo fascista»\, dove riconosce un «rapporto di discendenza fra il socialismo e il fascismo»\, dove sottolinea l’attenzione che socialismo e fascismo hanno avuto e hanno per l’organizzazione sindacale\, che coinvolge grandi masse. Per il fascismo al potere\, poi\, il principio gerarchico\, che connota il sindacalismo nazionale\, rappresenta una stabilizzazione certa del regime.\nUbaldo Formentini (1880-1958) è stato uno storico\, archeologo\, politico e intellettuale italiano. Laureato in\ngiurisprudenza all’Università di Pisa nel 1902\, con una tesi sulla tutela del patrimonio artistico\, nello stesso anno si iscrisse al Partito socialista\, iniziando un’attività giornalistica nel settimanale socialista spezzino «Libera parola» (1903-1921)\, di cui fu redattore e poi fino al 1909 direttore. Dal 1912 aveva iniziato a collaborare con Gaetano Salvemini\, scrivendo di politica internazionale su «L’Unità» e aderendo dopo la guerra alla Lega democratica. Dal 1919 iniziò a collaborare con Piero Gobetti\, scrivendo su «Energie nove» (1919) e «La rivoluzione liberale» (1922-1923). Nel 1923\, fu nominato direttore della Biblioteca civica e del Museo della Spezia\, carica che conservò fino alla morte. Il Museo\ncivico è stato poi intitolato al suo nome. Si dedicò quindi agli studi di archeologia\, storia e storia dell’arte della Liguria e della Lunigiana\, cui riservò numerose pubblicazioni. Nel 1929 conseguì la libera docenza in Storia medievale e moderna; presso l’Università di Genova tenne per incarico\, per qualche anno\, l’insegnamento di Storia dell’arte.
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SUMMARY:Il 25 aprile dopo il 25 aprile. Istituzioni\, politica\, cultura\, a cura di Paolo Carusi e Marco De Nicolò
DESCRIPTION:Giovedì 20 aprile 2017\, alle ore 17.00\, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Palazzo Mattei di Giove – Via Michelangelo Caetani 32\, Roma)\, sarà presentato il volume Il 25 aprile dopo il 25 aprile. Istituzioni\, politica\, cultura\, a cura di Paolo Carusi e Marco De Nicolò. Contributi di Agostino Bistarelli\, Paolo Carusi\, Massimo Castoldi\, Marco De Nicolò\, Marco Gervasoni\, Riccardo Gualdo\, Alessandra Staderini\, Maurizio Zinni\, Viella\, 2017. Intervengono: Umberto Gentiloni Silveri\, Vanessa Roghi\, Paolo Volterra. Coordina: Patrizia Rusciani. Saranno presenti i curatori.  \nNegli ultimi vent’anni il dibattito sulla Resistenza e la Liberazione si è periodicamente riacceso con fiammate improvvise ma\, con il passare del tempo\, sempre più sporadiche. Parallelamente\, la costruzione del discorso pubblico è parsa spesso condizionata da “scoperte” effimere o da questioni riportate artificiosamente alla ribalta in funzione della polemica politica e gestite\, poi\, mediaticamente senza alcun riferimento agli studi storici esistenti.\nE sono proprio gli storici\, in questo volume\, a scendere in campo per valutare quanto di quel dibattito e della ricerca storiografica più in generale si sia sedimentato nella comunità scientifica e quanto la ricorrenza del 25 aprile sia entrata nella coscienza civile del paese e sia percepita come fondamento della convivenza di una comunità.\nSeguire il corso delle celebrazioni di questa festa nazionale dal 1946 a oggi\, recuperarne le tracce attraverso la comunicazione politica e le forme artistiche e culturali è il modo per verificare se\, come e quanto le aspettative e i valori insiti nella festa dell’insurrezione contro il fascismo e il nazismo siano stati letti e veicolati nella storia della Repubblica.
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SUMMARY:L’Italia di Salò\, 1943-1945 di Mario Avagliano e Marco Palmieri
DESCRIPTION:Martedì 18 aprile 2017\, alle ore 17.30\, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Palazzo Mattei di Giove – Via Michelangelo Caetani 32\, Roma)\, sarà presentato il volume L’Italia di Salò\, 1943-1945 di Mario Avagliano e Marco Palmieri\, il Mulino\, 2017. Intervengono: Mauro Canali\, Michela Ponzani. Coordina: Ruggero Po. Saranno presenti gli autori. \n«La nostra via l’abbiamo scelta e con la nostra bella camicia nera sapremo aprirci la via verso l’immancabile vittoria del Fascismo. Grida pure che il tuo ragazzo è partito per la sua bella Patria e con tutte le sue forze la difenderà\, grida pure a tutti che noi partiamo con una fede e con un comandamento: o si vince o si muore!». Allievo ufficiale volontario della Gnr. \nQuando cadde il regime mussoliniano e l’Italia si divise in due\, quanti aderirono alla neonata Repubblica sociale e presero le armi? E quali erano le loro motivazioni e i loro sentimenti? Resoconti di polizia\, corrispondenze intercettate dalla censura\, diari\, memorie e documenti editi e inediti consentono di ricostruire la storia dei fascisti di Salò: i volontari\, i coscritti\, gli internati in Germania che «optarono» per la Rsi\, i prigionieri degli Alleati che rifiutarono di collaborare\, le seimila ausiliarie e i fascisti che operarono nelle zone già liberate. In tutto oltre mezzo milione di aderenti\, volontari o forzati\, che vissero i venti mesi della guerra civile «dalla parte sbagliata».
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