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SUMMARY:Donne di fronte alla guerra. Pace\, diritti e democrazia (1878-1918)
DESCRIPTION:Venerdì 2 marzo 2018\, alle ore 17.00\, la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Palazzo Mattei di Giove – Via Michelangelo Caetani 32\, Roma)\, in collaborazione con la Società italiana delle storiche\, presenta il volume Donne di fronte alla guerra. Pace\, diritti e democrazia (1878-1918) di Stefania Bartoloni\, Laterza\, 2017.\nIntervengono: Daniela Luigia Caglioti\, Maria Susanna Garroni\, Renato Moro. Coordina: Rosanna De Longis.\nSarà presente l’autrice. \nA differenza dei tanti uomini pronti a misurarsi in quella che considerarono un’eroica ed elettrizzante avventura\, le donne italiane non invocarono la guerra.\nCi fu poi un gruppo di utopiste\, legate a una rete internazionale di militanti\, che avanzò una ferma critica al sistema di potere maschile. Per quella élite di femministe e di suffragiste erano gli uomini a capo dei governi e della diplomazia\, che sceglievano di dirimere i conflitti tra le nazioni attraverso lo strumento della guerra\, a provocare dolore e spargimenti di sangue. Per questo motivo\, negli anni a cavallo tra Ottocento e Novecento e nel corso del primo conflitto mondiale\, chiesero più diritti e più democrazia per le donne e sollecitarono la loro partecipazione nelle decisioni sulle vicende nazionali e internazionali. \nStefania Bartoloni insegna Storia contemporanea e Storia delle donne e di genere in età contemporanea presso l’Università degli Studi Roma Tre. È tra le fondatrici della Società Italiana delle Storiche. Tra le sue pubblicazioni: Italiane alla guerra. L’assistenza ai feriti (1915-1918) (Marsilio 2003\, nel 2004 Premio Gisa Giani\, Premio Capri-San Michele e Premio Feudo Città di Maida); Il fascismo e le donne nella «Rassegna femminile italiana» 1925-1930 (Biblink 2012); La Grande Guerra delle italiane. Mobilitazioni\, diritti\, trasformazioni (a cura di\, Viella 2016).
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SUMMARY:Per lavoro e per amore. Cronache e riflessioni da un mestiere speciale
DESCRIPTION:Martedì 27 febbraio 2018\, alle ore 17.00\, presso la Biblioteca di storia moderna e\ncontemporanea (Palazzo Mattei di Giove – Via Michelangelo Caetani 32\, Roma)\, sarà presentato il volume Per lavoro e per amore. Cronache e riflessioni da un mestiere speciale\, Memoria Edizioni\, 2017. Intervengono: Linda Giuva\, Linda Laura Sabbadini\, Mauro Tosti-Croce. Coordina: Patrizia Rusciani. \n“Per lavoro e per amore” è il libro che nasce dall’esperienza di Memoria\, una struttura professionale\ndi archivisti romani che ha accumulato una lunga storia di collaborazione con archivi pubblici e privati di dimensioni e ambiti tematici i più diversi (dal politico-sociale allo scientifico\, dall\’economico all\’artistico). Per festeggiare i venti anni di attività i soci hanno pensato di chiedere ai tanti che a vario titolo hanno interagito con il loro lavoro un contributo che avesse comunque a che fare con la professione e la comune esperienza. Ne è nato un volume che raccoglie questi testi legati da una particolare cucitura redazionale.
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SUMMARY:La violenza contro le donne nella storia. Contesti\, linguaggi\, politiche del diritto (secoli XV-XXI) a cura di Simona Feci e Laura Schettini
DESCRIPTION:Giovedì 8 febbraio 2018\, alle ore 17.00\, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Palazzo Mattei di Giove – Via Michelangelo Caetani 32\, Roma)\,in collaborazione con la Società italiana delle storiche\, sarà presentato il volume\nLa violenza contro le donne nella storia. Contesti\, linguaggi\, politiche del diritto (secoli XV-XXI) a cura di Simona Feci e Laura Schettini\, Viella\, 2017. \nIntervengono: Tamar Pitch\, Linda Laura Sabbadini. Coordina: Giorgio Zanchini. Saranno presenti le curatrici. \nIl volume presenta per la prima volta un’ampia rassegna sulla storia della violenza contro le donne\, esplorando sia i contesti dove questa si produce e si manifesta\, e in particolare l’ambito delle relazioni familiari\, sia le politiche del diritto adottate per regolarla e contrastarla. I saggi si muovono lungo un arco cronologico ampio\, dalla prima età moderna al presente\, e spaziano tra aree differenti del territorio nazionale. La prospettiva storica si dimostra particolarmente preziosa nell’analisi del fenomeno della violenza\, perché dimostra che il gesto violento\, nella sua apparente naturalità e immediatezza\, assume e veicola forme\, linguaggi\, contenuti\, valori sociali diversi secondo i contesti storico-geografici. Le stesse modalità di accoglienza o di rifiuto della violenza contro le donne da parte delle società e delle istituzioni sono storicamente determinate e altrettanto capaci di concorrere alla costruzione delle relazioni tra i sessi. \nSimona Feci insegna Storia del diritto medievale e moderno presso l’Università di Palermo. Attualmente è Presidente della Società Italiana delle Storiche e componente di “Gender History” – Centro Studi del Dipartimento di Scienze umane e sociali di ‘L’Orientale’ Università di Napoli.  \nLaura Schettini è assegnista di ricerca in Storia contemporanea presso l’Università di Napoli “l’Orientale”. Tra le sue pubblicazioni Il gioco delle parti. Travestimenti e paure sociali tra Otto e Novecento (2011). Attualmente sta lavorando ad una ricerca sulla “tratta delle bianche” nella prima metà del Novecento.  \nTamar Pitch ha insegnato Filosofia e Sociologia del diritto presso la Facoltà di Giurisprudenza dell’Università di Perugia. Tra le sue pubblicazioni: Che genere di sicurezza. Donne e uomini in città (con Carmine Ventimiglia\, 2001); I diritti fondamentali: differenze culturali\, disuguaglianze sociali\, differenza sessuale (2004); La società della prevenzione (2007); Pervasive Prevention. A Feminist Reading of the Rise of the Security Society (2010); Contro il decoro. L’uso politico della pubblica decenza (2013). \nLinda Laura Sabbadini è stata direttore centrale dell’Istituto Nazionale di Statistica. Ha guidato un processo di rinnovamento radicale nel campo delle statistiche sociali e di genere\, progettando indagini di grande rilevanza su condizioni e qualità della vita. Tra le sue pubblicazioni: Come cambia la vita delle donne (a cura di\, 2004); Diventare padri in Italia: fecondità e figli secondo un approccio di genere (a cura di\, con Alessandro Rosina\, 2005); La società diseguale: soggetti e forme delle disuguaglianze nell’Italia della crisi (2015). \nGiorgio Zanchini è giornalista della RAI. Tiene lezioni e seminari sul giornalismo all’Università di Urbino e a Urbino dirige il Festival del giornalismo. Tra le sue pubblicazioni: Quale cultura per quale mercato (2006) e Utopie (con Lella Mazzoli\, 2012)\, Il giornalismo culturale (2013); Leggere\, cosa e come: il giornalismo e l’informazione culturale nell’era della rete (2016); La radio nella rete: la conversazione e l’arte dell’ascolto nel tempo della disattenzione (2017). \nInformazioni: b-stmo.info@beniculturali.it www.bsmc.it
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SUMMARY:Dall’omertà ai social. Come cambia la comunicazione della mafia\, di Enzo Ciconte
DESCRIPTION:Martedì 6 febbraio 2018\, alle ore 17.00\, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Via M. Caetani\, 32 – Roma) sarà presentato il volume \nDall’omertà ai social. Come cambia la comunicazione della mafia\, di Enzo Ciconte (Edizioni Santa Caterina\, 2017) \nNe discute con l’autore\nAttilio Bolzoni \nPer informazioni: b-stmo.info@beniculturali.it – www.bsmc.it –\n__________________________________________ \nUn libro sulla mafia che mancava\, scritto da uno dei maggiori esperti del fenomeno: perché per capire le mafie bisogna saper ascoltare i silenzi. Enzo Ciconte analizza pregiudizi e luoghi comuni spiegando che si sta passando dall\’omertà delle prime generazioni alla comunicazione social delle più recenti\, fuori e dentro le carceri\, con un\’attenzione particolare all\’espansione della \’ndrangheta al nord e all\’estero. L\’analisi si apre agli aspetti di economia\, politica e società con i nuovi ruoli delle donne e dei social network. \n«Gli uomini della mafia»\, scrive Enzo Ciconte\, «hanno scoperto Facebook\, WhatsApp\, i social network per comunicare. Perché lo fanno? Perché i pilastri culturali sui quali hanno costruito la loro fortuna non reggono più. E allora hanno bisogno di mandare i loro messaggi\, vecchi o nuovi che siano\, con modalità moderne\, che le nuove generazioni sanno padroneggiare. Gli strumenti usati sono nuovi\, i messaggi un po’ meno». \nEnzo Ciconte è docente di Storia della criminalità organizzata all\’Università di Roma Tre e di Storia delle mafie italiane all\’Università di Pavia. Dal 1997 al 2010 è stato consulente presso la Commissione Parlamentare Antimafia.  Il suo libro \’Ndrangheta dall\’Unità a oggi (1992) è il primo studio a carattere storico sulla  \’ndrangheta.  Fra  i suoi  altri libri ricordiamo: Storia criminale. La resistibile ascesa di Mafia\, \’Ndrangheta e Camorra dall\’Ottocento ai giorni nostri (2008); \’Ndrangheta (2008 e 2011); \’Ndrangheta padana (2010); Banditi e briganti. Rivolta continua dal \’500 all\’800 (2011); Politici (e) malandrini (2013); Storia dello stupro e di donne ribelli (2014)\, Borbonici\, patrioti e criminali. L\’altra storia del Risorgimento (2016) e Mafie del mio stivale. Storia delle organizzazioni criminali italiane e straniere nel nostro Paese (2017). \nAttilio Bolzoni ha iniziato la sua attività giornalistica alla fine degli anni Settanta come cronista del quotidiano “L’Ora” di Palermo. Dal 1982 è giornalista di “la Repubblica”. Autore di inchieste sulla mafia siciliana e sul Mezzogiorno d’Italia\, ha firmato reportage dai Balcani a Kabul\, dal Magreb a Bagdad. È scrittore\, autore di testi teatrali\, sceneggiatore di mini-serie televisive e regista di documentari sulla libertà di stampa e sulla mattanza dei giornalisti in Messico (Silencio\, 2015). Tra le sue pubblicazioni: La giustizia è Cosa Nostra (1995)\, con Giuseppe D’Avanzo Il capo dei capi (2007)\, Parole d’Onore (2008)\, Faq Mafia (2010)\, Uomini Soli (2012)\, Parole d’Onore Teatro (2014)\, La scomparsa del Caravaggio\, Palermo (2016). Nel 2009 ha vinto il Premio Lucchetta e il Premio È Giornalismo (creato da Indro Montanelli\, Enzo Biagi e Giorgio Bocca)\, nel 2013 il Premio Nazionale Giuseppe Fava. \n ———–
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SUMMARY:Il dolore\, la rabbia\, il riso. La Grande Guerra cantata dal Coro Sabatoincanto
DESCRIPTION:Il dolore\, la rabbia\, il riso. La Grande Guerra cantata dal Coro Sabatoincanto\, diretto da Patrizia Nasini. \nSabato 3 febbraio\, alle ore 11.30\, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Via Michelangelo Caetani\, 32 – Roma)\, il coro Sabatoincanto\, una delle formazioni musicali del Circolo Gianni Bosio\, presenta\, nella ricorrenza del centenario del 1918\, ultimo anno del primo conflitto mondiale\, una scelta di brani che raccontano diversi eventi e scenari di guerra. La Grande Guerra ha agito da moltiplicatore di esperienze in tutti i campi\, anche in quello musicale\, diffondendo e contaminando i diversi filoni della tradizione italiana: il canto popolare\, il café-chantant e la canzone napoletana\, il canto militare e patriottico di derivazione risorgimentale. I brani che saranno eseguiti sono rappresentativi di questo intreccio di differenti registri musicali:  \nLa ragazza neutrale (1914\, Giovanni Corvetto – Colombino Arona)\nNinna della guerra (1914\, Trilussa)\nSento il fischio del vapore (1914\, Anonimo)\nFuoco e mitragliatrici (1916\, Anonimo)\nGorizia addolorata (1916\, Anonimo)\nE più non canto (s.d.\, Anonimo)\nIl general Cadorna  (1916\, Anonimo)\nAddio Venezia addio (El diciaoto novembre) (1917\, Anonimo)\nE anche al mi’ marito (1917-1918\, Anonimo)\nSui monti Scarpazi (1917-1918\, Anonimo)\nRegazzine vi prego ascoltare (1917-1918\, Anonimo)\nDove sei stato mio bell’alpino (s.d.\, Anonimo)\nO’ surdato ‘nnamurato (1915\, Aniello Califano – Enrico Cannio)
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SUMMARY:Ottobre rosso. Letture italiane della rivoluzione bolscevica
DESCRIPTION:Martedì 30 gennaio 2018\, alle ore 17.00\, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Palazzo Mattei di Giove – Via Michelangelo Caetani 32\, Roma)\, sarà presentato il fascicolo monografico di «Zapruder»\, n. 44 2017 dedicato a :\nOttobre rosso. Letture italiane della rivoluzione bolscevica\, a cura di Eros Francescangeli e\nGiulia Pacifici\, Odradek\, 2017. Intervengono: Roberto Bianchi\, Alexander Höbel.\nCoordina: Chiara Giorgi. Saranno presenti i curatori. \nIn occasione dei cento anni dalla rivoluzione bolscevica\, un numero della rivista «Zapruder» è stato dedicato a quell’evento/processo epocale che ha segnato la storia del Novecento. E’ stato analizzato come l’Ottobre rosso fu osservato nell’Italia del secolo scorso\, concentrandosi sulla percezione coeva o immediatamente successiva. Perché\, fin da subito\, si pose il problema della decodificazione di quella “strana rivoluzione”: avvenuta sotto la guida di un partito d’impronta “giacobina” (cioè composto da un élite intellettuale) e in un contesto economico-sociale all’epoca giudicato\n“arretrato”. Cioè in una situazione che sembrava ribaltare alcuni assunti del marxismo ortodosso\,\nche l’emancipazione dei lavoratori potesse avvenire solo per opera dei lavoratori stessi e che la rivoluzione socialista potesse darsi solo laddove lo sviluppo delle forze produttive aveva raggiunto lo stadio del capitalismo maturo. Senza dimenticare il fatto che\, a livello di rappresentazioni oleografiche e mitizzanti\, lo stato sovietico si è praticamente sovrapposto al bolscevismo\, diventandone la “naturale” prosecuzione\, finendo per sostituire la spinta rivoluzionaria e libertaria sottesa all’idea di uguaglianza con la difesa dello stato “sovietico” e delle sue logiche autoritarie.\nL’Ottobre rosso si sarebbe così trasformato – dialetticamente e contro la volontà dei suoi artefici –\nnel suo contrario: una sconfitta epocale dell’idea socialista. Una sconfitta sulla quale è ancora\nnecessario riflettere per trarne una lezione. Non fosse altro – parafrasando il finale di Uomini e no di\nElio Vittorini – per «imparare meglio».
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SUMMARY:La difesa della razza in Italia
DESCRIPTION:L’Istituto centrale per i beni sonori e audiovisivi e la Biblioteca di storia moderna e contemporanea\, a 80 anni dalla promulgazione delle leggi razziali organizzano il ciclo di incontri \nLa difesa della razza in Italia\n24-26 gennaio 2018\nAuditorium dell’Istituto centrale per i beni sonori ed audiovisivi (Palazzo Mattei di Giove – Via Michelangelo Caetani 32 – Roma) \nProgramma:\nmercoledì 24 gennaio\, ore 9.30 (riservato alle scuole)\nMichele Sarfatti\, I caratteri della politica antiebraica di Mussolini; Alessandra Staderini\, Le\nleggi razziali in Italia.\nPresentazione del progetto multimediale sulle leggi razziali a cura del Liceo Russell di Roma \ngiovedì 25 gennaio\, ore 9.30 (riservato alle scuole)\nAnnalisa Capristo\, Le leggi razziali in Italia; Ugo Foà\, testimonianza.\nSeguirà un percorso tra le fonti a stampa ed audiovisive sulle leggi razziali\nore 17.00 (aperto a tutti)\nPresentazione del volume Toccare il fondo. Una famiglia di ebrei italiani attraverso due guerre\nmondiali\, Belforte\, 2013\, di Gianna Di Nepi\, a cura di Giulia Piperno. Interviene Mario Di\nNapoli. \nvenerdì 26 gennaio\, ore 9.30 (riservato alle scuole)\nMatteo Stefanori\, Le leggi razziali in Italia.\nSeguirà un percorso tra le fonti a stampa ed audiovisive sulle leggi razziali
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SUMMARY:La scienza e i musei della Sapienza: radici storiche dei musei di anatomia comparata\, di zoologia\, di scienze della terra\, a cura di Ernesto Capanna e Ruggero Matteucci
DESCRIPTION:Sabato 20 gennaio\, alle ore 11\, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (via Michelangelo Caetani\, 32 – Roma)\, nell’ambito del programma didattico della Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali “Educare alle mostre educare alla città”\, si terrà l’incontro sul tema\nI LUOGHI DELLA SCIENZA A ROMA. COLLEZIONI E MUSEI\nLA SCIENZA E I MUSEI DELLA SAPIENZA: LA STORIA.\nRADICI STORICHE DEI MUSEI DI ANATOMIA COMPARATA E DI ZOOLOGIA\, A cura di Ernesto Capanna \nRADICI STORICHE DEI MUSEI DI\nSCIENZE DELLA TERRA\, A cura di Ruggero Matteucci\nPrenotazione obbligatoria: max 50 persone
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SUMMARY:Borgate romane. Storia e forma urbana\, di Milena Farina\, Luciano Villani\,
DESCRIPTION:Venerdì 12 gennaio 2018\, alle ore 17.00\, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Palazzo Mattei di Giove – Via Michelangelo Caetani 32\, Roma)\, sarà presentato il volume Borgate romane. Storia e forma urbana di Milena Farina\, Luciano Villani\, Libria\, 2017. Intervengono: Luca Arcangeli\, Francesco Bartolini.\nCoordina: Marco De Nicolò. Saranno presenti gli autori.\nNate in territori di frontiera tra la città e la campagna\, le borgate realizzate dall’Istituto Case Popolari dalla seconda metà degli anni Trenta hanno\nconservato nel processo di espansione urbana una loro distinta identità e sono oggi tra i luoghi più affascinanti e vitali della periferia romana. Seppure afflitte da profondi problemi\, nonché prigioniere di antichi e mai del tutto sopiti pregiudizi\, appaiono come isole dalle qualità e dalle risorse inaspett at e nella\nmarea urbanizzata della capitale. La bassa densità\, la generosità degli spazi aperti e il loro rapporto misurato con il costruito\, sono i caratteri distintivi delle borgate “ufficiali”\, risultato di una fertile speriment azione sulla città in grado di riallacciarsi sia alla tradizione italiana del disegno urbano sia alle\nricerche più avanzate del Movimento Moderno. La vicenda delle borgate si intreccia inoltre con le vicissitudini delle persone che hanno attraversato e popolato Roma\, nonché con la storia della formazione della sua vasta\nperiferia. Tra stratificazioni e paesaggi urbani in continua evoluzione\, a questa realtà ci si può accostare ancora oggi in termini di scoperta. Il volume è arricchito di numerose foto storiche e dello stato attuale\, di planimetrie\, schemi compositivi e di un ampio e documentato regesto.
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SUMMARY:Ordinaria amministrazione. Gli ebrei e la Repubblica sociale italiana\, di Matteo Stefanori
DESCRIPTION:Mercoledì 10 gennaio 2018\, ore 17.00\, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Palazzo Mattei di Giove – Via Michelangelo Caetani 32\, Roma)\, sarà presentato il volume Ordinaria amministrazione. Gli ebrei e la Repubblica sociale italiana di Matteo Stefanori\, Laterza\, 2017. Intervengono: Anna\nFoa \, Lutz Klinkhammer\, Amedeo Osti Guerrazzi. Coordina:\nMaria Ferretti. Sarà presente l’autore.\nIl 30 novembre 1943\, con un’ordinanza di polizia\, il governo della Repubblica sociale italiana decise di arresta r e e rinchiudere in campo di concentra m e n t o\ntutti gli ebrei che vivevano in Italia. Agenti di polizia e carabinieri\, quasi fosse ‘ordinaria amministrazione’\, eseguirono con prontezza gli ordini ricevuti. Nel\ngiro di poche settimane uomini\, donne e bambini furono fermati dalle autorità\, privati dei loro beni\, condotti prima in campi ‘provinciali’ e poi trasferiti in\nuna struttur a ‘nazionale’\, a Fossoli di Carpi\, vicino Modena. A cinque anni dalle leggi razziali del 1938\, la persecuzione antiebraica voluta dal fascismo conobbe così un ulteriore ‘salto di qualità’: il nuovo Stato di Mussolini si pose l’obiettivo di relegare in un campo di concentramento tutta la popolazione ebraica\, considerata un nemico di guerra. Ben presto questo fitto sistema di\ncampi si trasformò in una trappola che avrebbe portato gli ebrei italiani nel cono d’ombra della Shoah.
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SUMMARY:Migranti. Da dove e da cosa fuggono: un focus sull’Africa orientale.
DESCRIPTION:MIGRANTI \nVenerdì 15 dicembre 2017\, ore 17.00\, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Palazzo Mattei di Giove – Via Michelangelo Caetani 32\, Roma)\, tavola rotonda Migranti. Da dove e da cosa fuggono: un focus sull’Africa orientale. \n“Per una volta\, almeno per una volta\, mi auguro e prego perché i cittadini europei\, e i loro governanti\, non si chiedano dove vogliano andare gli esseri umani che bussano alle porte\, troppo spesso sbarrate\, dei ricchi Paesi occidentali. Io spero e prego che almeno una volta ci si chieda da cosa fuggono\, e perché\, e per responsabilità di chi\, i loro Paesi si siano trasformati in un inferno in terra”.\nDesmond Tutu\, premio Nobel per la pace 1984 \nIn occasione della giornata internazionale per i diritti dei migranti (18 dicembre)\, Amnesty International Lazio\, con i Coordinamenti Afirica centrale e orientale e Rifugiati e migranti di Amnesty International Italia\, e la Biblioteca di storia moderna e contemporanea organizzano una tavola rotonda di approfondimento sulle motivazioni di un fenomeno che negli ultimi anni è diventato sempre più rilevante\, per scoprire le ragioni che spingono tanti\, soprattutto giovani\, ad affrontare viaggi rischiosi e spesso letali dai Paesi africani dell’est – Somalia\, Eritrea\, Etiopia in particolare. \nAlla tavola rotonda\, preceduta dai saluti di Patrizia Rusciani\, Direttrice della Biblioteca di storia moderna e contemporanea\, parteciperanno esperti che proporranno la loro analisi secondo diverse angolature: Marco Guadagnino\, responsabile Campagne di Amnesty International Italia\, Luca Puddu\, responsabile per il programma Africa dell’ Institute of Global Studies\, dove si occupa di politica\, sicurezza ed economia dell’Africa\, offrirà il quadro della situazione geopolitica dell’area; Aurora Massa\, antropologa e ricercatrice presso l’Università di Trento\, partirà dalla propria esperienza di indagine sul campo per una analisi delle motivazioni che spingono all’abbandono del proprio Paese; Zakaria Mohamed Ali\, giornalista e fotoreporter somalo da 10 anni in Italia e impegnato in Archivio Memorie Migranti\, porterà la propria testimonianza personale e le storie di vita dei migranti che ha conosciuto.
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SUMMARY:Moisè va alla guerra. Rabbini\, militari\, soldati ebrei e comunità israelitiche nel primo conflitto mondiale
DESCRIPTION:Martedì 12 dicembre 2017\, ore 17.00\, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Palazzo Mattei di Giove – Via Michelangelo Caetani 32\, Roma)\, sarà\npresentato il volume Moisè va alla guerra. Rabbini\, militari\, soldati ebrei e comunità israelitiche nel primo conflitto mondiale di Paolo Orsucci Granata\, Belforte Editore\, 2017. Intervengono: Guido Guastalla\, Gisèle Lévy. Coordina: Lauro Rossi. Sarà presente l’autore.\n“Nel 1915 allo scoppiare della prima guerra mondiale gli ebrei italiani\, la cui consistenza numerica\nera piuttosto esigua in quanto si aggirava attorno alle 35.000 anime\, si disposero con entusiasmo a\npartecipare al conflitto. In realtà fin dalle prime guerre del Risorgimento gli ebrei italiani avevano\ndimostrato uno straordinario attaccamento all’Italia. Anche nel corso della Grande Guerra la partecipazione al conflitto fu accompagnata da larghe manifestazioni di patriottismo che sottolineavano il loro coinvolgimento totale con le sorti della nazione e volevano ulteriormente dimostrare l’avvenuta integrazione nel tessuto sociale italiano dopo i secoli bui della segregazione e dei ghetti. […] L’apporto ebraico alla guerra è oggetto di questa ampia ricerca di Paolo Orsucci\nGranata. Si tratta di una cronaca dettagliata di fatti inerenti al conflitto che propone al lettore riflessioni e considerazioni su un periodo denso di eventi drammatici che hanno interessato tutta la popolazione europea.” (Dalla prefazione di Luciano Meir Caro)
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SUMMARY:Lourdes: storie di miracoli. Genesi e sviluppo di una devozione planetaria di Alessandro Di Marco
DESCRIPTION:Mercoledì 6 dicembre 2017\, ore 17.00\, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Palazzo Mattei di Giove – Via Michelangelo Caetani 32\, Roma)\, in collaborazione con l’Istituto Sangalli per la storia e le culture religiose\, sarà presentato il volume Lourdes: storie di miracoli. Genesi e sviluppo di una devozione planetaria di Alessandro Di Marco\, Firenze University Press\, 2016.\nIntervengono:\nSofia Boesch Gajano\, Lucia Ceci.\nCoordina: Patrizia Rusciani.  \nLo scopo dell’opera è di chiarire quali fattori abbiano contribuito a realizzare il successo di\nLourdes. Questa analisi parte dal confronto tra le 18 apparizioni di Lourdes con alcuni episodi analoghi e coevi verificatisi in Francia ma dall’esito – inteso come successo verso i pellegrini – alquanto differente. Al lavoro di iniziale contestualizzazione storica\, politica e culturale si affianca l’analisi di alcuni aspetti chiave della Chiesa cattolica dell’epoca. In riferimento allo scopo del testo\, due sono i settori più approfonditi dall’analisi: la scienza medica e la letteratura\, entrambi legati a filo doppio con la questione dei miracoli.\nL’opera ha vinto il Premio Istituto Sangalli per la storia religiosa 2015.\nL’Istituto Sangalli è una istituzione fiorentina\, laica e non confessionale\, nata nell’aprile 2014 per promuovere gli studi umanistici e il dialogo inter-religioso e inter-culturale\, contribuendo a supportare la ricerca di giovani studiosi con impegno costante\, in termini finanziari e scientifici.
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SUMMARY:Polizie speciali. Dal fascismo alla Repubblica\, di Vittorio Coco
DESCRIPTION:Martedì 28 novembre 2017\, alle ore 17.00\, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Palazzo Mattei di Giove – Via Michelangelo Caetani 32\, Roma)\, sarà presentato il volume\nPolizie speciali. Dal fascismo alla Repubblica\, di Vittorio Coco\, Laterza\, 2017. Intervengono: Paul Corner\, Guido Melis. Coordina: Igor Mineo. Sarà presente l’autore. \nA partire dal 1942 il confine orientale italiano fu il teatro di una violentissima repressione antipartigiana. Protagonisti ne furono gli uomini dell’Ispettorato generale di pubblica sicurezza\, che contribuirono a spargere il terrore in tutta la regione. Non si trattò di una violenza improvvisata ed estemporanea\, ma l’estremo risultato di una consumata esperienza maturata sul campo. Negli anni Trenta\, infatti\, molti di loro avevano già fatto parte di organismi che avevano efficacemente contrastato la mafia siciliana e il banditismo sardo. Si trattava di corpi speciali di polizia\, che il regime fascista aveva creato sul modello delle contemporanee strutture di indagine politica come l’Ovra\, ma di cui si potevano ritrovare dei precedenti già nella Grande Guerra e nella tarda età liberale. Fu proprio in queste circostanze che cominciò a formarsi quel ristretto gruppo di specialisti che\, tra utopie d’ordine e ambizioni personali\, nel corso dei rivolgimenti politici di un trentennio seppero imporsi come riconosciuti professionisti del settore. Dopo il crollo del fascismo\, infatti\, nonostante un passato di compromissioni con il regime\, li ritroveremo ancora una volta in Sicilia\, per fronteggiare la rinnovata emergenza dell’ordine pubblico.
URL:https://www.sissco.it/calendario/polizie-speciali-dal-fascismo-alla-repubblica-di-vittorio-coco/
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SUMMARY:La Germania necessaria. L’emergere di una nuova leading power tra potenza economica e modello culturale\, di Beatrice Benocci
DESCRIPTION:Venerdì 24 novembre 2017\, alle ore 17.00\, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Palazzo Mattei di Giove – Via Michelangelo Caetani 32\, Roma)\,\nsarà presentato il volume  \nLa Germania necessaria. L’emergere di una nuova\nleading power tra potenza economica e modello culturale di Beatrice Benocci (FrancoAngeli\, 2017).  \nIntervengono: Raffaele D’Agata\, Alexander Höbel. Coordina: Vincenzo Grienti. Sarà presente l’autrice. \nNel 2012 la Germania non si presentava più solo quale attore economico affidabile\, non più solo come membro leader della Ue\, ma sembrava muoversi autonomamente nello scacchiere internazionale e nelle aree di crisi\, promuovendosi anche quale partner culturale. Era questa una novità interessante\, che apriva spazi di analisi e nuove domande sul percorso che la Germania aveva\nvissuto: da stato totalitario a paese vinto\, da paese membro della comunità europea e atlantica a paese nuovamente unito\, ora espressione di un modello culturale condivisibile a livello globale.\nAncor più sorprendente era il fatto che se la Germania era cambiata\, lo era anche l\’Europa\, e non solo a causa della crisi economica. Molto avevano giocato gli allargamenti a Est e\, non in ultimo\, le difficoltà incontrate dall\’Europa comunitaria nell\’assumere un chiaro ruolo internazionale. In definitiva\, era mutato il rapporto di controllato/controllore in favore di un nuovo concetto di \”necessità\” di Germania. Si poneva\, a partire da quel momento\, il tema spinoso\, ma anche affascinante\, di una Germania necessaria e nuova leading power.
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SUMMARY:In onda. L’italia dalle radio libere ai network nazionali (1970-1990)\, di Raffaello A. Doro
DESCRIPTION:Giovedì 23 novembre 2017\, alle ore 17.00\, presso l’Auditorium dell’Istituto centrale per i beni sonori e audiovisivi (Palazzo Mattei di Giove – Via Michelangelo Caetani 32\, Roma)\, sarà presentato il volume\nIn onda. L’italia dalle radio libere ai network\nnazionali (1970-1990)\, di Raffaello A. Doro\,\nViella\, 2017. Intervengono: Felice Liperi\, Marilisa Merolla\, Edoardo Novelli\, Maurizio Ridolfi.\nCoordina: Massimo Pistacchi.\nSarà presente l\’autore.\nQual è stato il ruolo delle nuove radio private\, locali e nazionali – comparse in modo capillare nel territorio nazionale a partire dalla metà degli anni Settanta – nella società italiana? E quale la loro importanza all’interno di un sistema dei mass media in rapida evoluzione\, con la centralità della televisione? Come si è passati dal sistema monopolistico della Radio Rai alle migliaia di esperienze di radio libere\, locali\, private\, indipendenti? Dall’esempio delle radio offshore in Nord Europa ai\nprimi esperimenti clandestini in Italia\, dalla Radio Sicilia Libera di Danilo Dolci alla legge di Riforma della Rai del 1975 e alla sentenza della Corte costituzionale del 1976\, dalle radio politiche a  quelle  musicali\,   dall’impegno   all’evasione\,  un  ventennio  di   storia  della  radio  è  ricostruito studiandone l’impatto all’interno del sistema dei mezzi di comunicazione di massa\, ed esaminando contenuti\, strategie editoriali e degli ascolti\, cesure e trasformazioni di un’epoca in cui il desiderio di libertà si esprimeva andando\, anziché on line\, in onda.
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SUMMARY:I luoghi della scienza a Roma. Roma\, tante collezioni\, nessun museo
DESCRIPTION:Sabato 18 novembre 2017\, alle ore 11.00\, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea\, per il ciclo I luoghi della scienza a Roma. Collezioni e musei – parte del programma didattico della Sovrintendenza capitolina ai beni culturali – si terrà l’incontro con Giovanni Paoloni\, sul tema \nRoma: tante collezioni\, nessun museo \nIl tentativo di dare vita a un Museo della Scienza a Roma risale al momento stesso della proclamazione della città a capitale del Regno d’Italia. Già Quintino Sella ne parlava\, e già la prima legge per Roma Capitale prevedeva la costruzione di un Palazzo delle Scienze\, che doveva ospitare la sede dell’accademia scientifica nazionale e le collezioni   annesse\,   con   finalità   didattiche\,   agli   “stabilimenti   scientifici”   dell’Università   di   Roma.   La   mancata realizzazione di questo progetto\, definitivamente caduto al volgere fra Ottocento e Novecento\, lasciava alla gestione dei singoli istituti (universitari e non) le pur consistenti raccolte scientifiche esistenti nella Capitale.\nNuovi tentativi di dare vita a un museo della scienza a Roma si sono avuti a varie riprese\, ogni volta sulla spinta di vicende contingenti. La partecipazione italiana all’Esposizione Internazionale di Chicago nel 1933 portò a un serio coinvolgimento del Consiglio Nazionale delle Ricerche\, che tuttavia mise capo – alla fine – alla costituzione del Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia “Leonardo da Vinci” di Milano. Negli anni Ottanta l’obiettivo di dotare Roma di un museo della scienza si sviluppò nell’ambito delle attività di diffusione della cultura scientifica promosse da Antonio Ruberti. Oggi la risposta a questa esigenza sembra essere rappresentata dall’idea di un “museo diffuso”\, che valorizzi la fruizione integrata delle numerose raccolte esistenti nella città.
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SUMMARY:Collaborazionismo e Gerarchie sindacali\, di Ubaldo Formentini
DESCRIPTION:Martedì 24 ottobre 2017\, alle ore 17.00\, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea\n(Palazzo Mattei di Giove – Via Michelangelo Caetani 32\, Roma)\, saranno presentati i volumi\nCollaborazionismo e Gerarchie sindacali\, di Ubaldo\nFormentini\, con postfazioni di Paolo Tirelli\, Edizioni di Storia e Letteratura. Ne parlano con il curatore:\nPaolo Di Paolo\, Francesco Perfetti.\nNell’ampia pubblicistica politica del lunigianese e spezzino di adozione Ubaldo Formentini (articoli e saggi\nsulla stampa socialista locale e regionale e\, specie fra il 1911 e il 1920\, sul settimanale di Gaetano Salvemini\n“L’Unità”)\, insieme agli altri testi comparsi nei primi periodici di Piero Gobetti (“Energie nove” e “Rivoluzione liberale”)\, Collaborazionismo e Gerarchie sindacali\, titoli editi su iniziativa dello stesso giovanissimo intellettuale torinese\, rivelano una loro specificità.\nCollaborazionismo (settembre 1922) perché\, almeno in parte\, non cela fini teoretici sulla crisi della\nsovranità dei principali istituti di diritto pubblico\, crisi maturata durante la grande guerra e subito dopo la sua conclusione e innescata dal potere crescente di nuovi soggetti collettivi (funzionari ministeriali\, burocrazie\nsindacali\, organizzazioni padronali e organizzazioni della classe lavora-trice). Ma Formentini non vi omette\nanche una spigolosa critica\, di matrice liberista\, a cooperative e sindacati socialisti riformisti.\nGerarchie sindacali (gennaio-aprile 1923) perché\, malgrado le diverse dichiarazioni dell’autore\, svela non poca sostanza politica lì dove il testo risulta scritto dopo le «esperienze iniziali del governo fascista»\, dove riconosce un «rapporto di discendenza fra il socialismo e il fascismo»\, dove sottolinea l’attenzione che socialismo e fascismo hanno avuto e hanno per l’organizzazione sindacale\, che coinvolge grandi masse. Per il fascismo al potere\, poi\, il principio gerarchico\, che connota il sindacalismo nazionale\, rappresenta una stabilizzazione certa del regime.\nUbaldo Formentini (1880-1958) è stato uno storico\, archeologo\, politico e intellettuale italiano. Laureato in\ngiurisprudenza all’Università di Pisa nel 1902\, con una tesi sulla tutela del patrimonio artistico\, nello stesso anno si iscrisse al Partito socialista\, iniziando un’attività giornalistica nel settimanale socialista spezzino «Libera parola» (1903-1921)\, di cui fu redattore e poi fino al 1909 direttore. Dal 1912 aveva iniziato a collaborare con Gaetano Salvemini\, scrivendo di politica internazionale su «L’Unità» e aderendo dopo la guerra alla Lega democratica. Dal 1919 iniziò a collaborare con Piero Gobetti\, scrivendo su «Energie nove» (1919) e «La rivoluzione liberale» (1922-1923). Nel 1923\, fu nominato direttore della Biblioteca civica e del Museo della Spezia\, carica che conservò fino alla morte. Il Museo\ncivico è stato poi intitolato al suo nome. Si dedicò quindi agli studi di archeologia\, storia e storia dell’arte della Liguria e della Lunigiana\, cui riservò numerose pubblicazioni. Nel 1929 conseguì la libera docenza in Storia medievale e moderna; presso l’Università di Genova tenne per incarico\, per qualche anno\, l’insegnamento di Storia dell’arte.
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SUMMARY:Il 25 aprile dopo il 25 aprile. Istituzioni\, politica\, cultura\, a cura di Paolo Carusi e Marco De Nicolò
DESCRIPTION:Giovedì 20 aprile 2017\, alle ore 17.00\, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Palazzo Mattei di Giove – Via Michelangelo Caetani 32\, Roma)\, sarà presentato il volume Il 25 aprile dopo il 25 aprile. Istituzioni\, politica\, cultura\, a cura di Paolo Carusi e Marco De Nicolò. Contributi di Agostino Bistarelli\, Paolo Carusi\, Massimo Castoldi\, Marco De Nicolò\, Marco Gervasoni\, Riccardo Gualdo\, Alessandra Staderini\, Maurizio Zinni\, Viella\, 2017. Intervengono: Umberto Gentiloni Silveri\, Vanessa Roghi\, Paolo Volterra. Coordina: Patrizia Rusciani. Saranno presenti i curatori.  \nNegli ultimi vent’anni il dibattito sulla Resistenza e la Liberazione si è periodicamente riacceso con fiammate improvvise ma\, con il passare del tempo\, sempre più sporadiche. Parallelamente\, la costruzione del discorso pubblico è parsa spesso condizionata da “scoperte” effimere o da questioni riportate artificiosamente alla ribalta in funzione della polemica politica e gestite\, poi\, mediaticamente senza alcun riferimento agli studi storici esistenti.\nE sono proprio gli storici\, in questo volume\, a scendere in campo per valutare quanto di quel dibattito e della ricerca storiografica più in generale si sia sedimentato nella comunità scientifica e quanto la ricorrenza del 25 aprile sia entrata nella coscienza civile del paese e sia percepita come fondamento della convivenza di una comunità.\nSeguire il corso delle celebrazioni di questa festa nazionale dal 1946 a oggi\, recuperarne le tracce attraverso la comunicazione politica e le forme artistiche e culturali è il modo per verificare se\, come e quanto le aspettative e i valori insiti nella festa dell’insurrezione contro il fascismo e il nazismo siano stati letti e veicolati nella storia della Repubblica.
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SUMMARY:L’Italia di Salò\, 1943-1945 di Mario Avagliano e Marco Palmieri
DESCRIPTION:Martedì 18 aprile 2017\, alle ore 17.30\, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Palazzo Mattei di Giove – Via Michelangelo Caetani 32\, Roma)\, sarà presentato il volume L’Italia di Salò\, 1943-1945 di Mario Avagliano e Marco Palmieri\, il Mulino\, 2017. Intervengono: Mauro Canali\, Michela Ponzani. Coordina: Ruggero Po. Saranno presenti gli autori. \n«La nostra via l’abbiamo scelta e con la nostra bella camicia nera sapremo aprirci la via verso l’immancabile vittoria del Fascismo. Grida pure che il tuo ragazzo è partito per la sua bella Patria e con tutte le sue forze la difenderà\, grida pure a tutti che noi partiamo con una fede e con un comandamento: o si vince o si muore!». Allievo ufficiale volontario della Gnr. \nQuando cadde il regime mussoliniano e l’Italia si divise in due\, quanti aderirono alla neonata Repubblica sociale e presero le armi? E quali erano le loro motivazioni e i loro sentimenti? Resoconti di polizia\, corrispondenze intercettate dalla censura\, diari\, memorie e documenti editi e inediti consentono di ricostruire la storia dei fascisti di Salò: i volontari\, i coscritti\, gli internati in Germania che «optarono» per la Rsi\, i prigionieri degli Alleati che rifiutarono di collaborare\, le seimila ausiliarie e i fascisti che operarono nelle zone già liberate. In tutto oltre mezzo milione di aderenti\, volontari o forzati\, che vissero i venti mesi della guerra civile «dalla parte sbagliata».
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SUMMARY:Terrorismo rosso. La sinistra eversiva nell'Italia repubblicana di Marco Benadusi
DESCRIPTION:Giovedì 13 aprile 2017\, alle ore 17.00\, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Palazzo Mattei di Giove – Via Michelangelo Caetani 32\, Roma)\, sarà presentato il volume Terrorismo rosso. La sinistra eversiva nell’Italia repubblicana di Marco Benadusi\, Tra le righe libri\, 2016. Intervengono: Giovanni Mario Ceci\, Miguel Gotor\, Claudio Signorile. Sarà presente l’autore \nLa storia del terrorismo rosso\, dagli anni di piombo al ritorno delle Br con gli omicidi di D’Antona e Biagi. Un campo minato di depistaggi e inquinamenti\, mistificazioni e patti di silenzio\, la cui ragion d’essere va rintracciata nelle diffuse complicità di cui i gruppi armati poterono godere. Su due fronti distinti e paralleli: da una parte le contiguità\, cioè le vicinanze ideali e materiali di un’area solidale o comunque compiacente; dall’altra le strumentalizzazioni volte a utilizzare il sovversivismo per logiche di potere. Con un capillare utilizzo delle fonti disponibili\, il cammino della sinistra eversiva viene ripercorso soffermandosi sulle sue principali zone d’ombra: le origini della lotta armata\, il livello internazionale\, gli intrecci con il movimento extraparlamentare\, le opache vicissitudini che portarono al declino e poi alla rinascita del brigatismo. Mentre procedono i lavori della nuova Commissione d’inchiesta sul rapimento e la morte di Aldo Moro\, si propone anche un’originale analisi di questo fondamentale e irrisolto capitolo dell’Italia repubblicana.
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SUMMARY:Generare\, partorire\, nascere. Una storia dall’antichità alla provetta di Nadia Maria Filippini
DESCRIPTION:Martedì 11 aprile 2017\, alle ore 17.00\, in collaborazione con la SIS – Società italiana delle storiche\, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Palazzo Mattei di Giove – Via Michelangelo Caetani 32\, Roma)\, sarà presentato il volume Generare\, partorire\, nascere. Una storia dall’antichità alla provetta di Nadia Maria Filippini\, Viella\, 2017. Intervengono: Maria Luisa Boccia\, Marina D’Amelia\, Alessandra Gissi\, Chiara Lalli. Coordina: Margherita Pelaja. Sarà presente l’autrice. \nPer la prima volta in Italia\, il volume ricostruisce la storia del parto e della nascita in Occidente dal mondo antico ai nostri giorni\, analizzandone gli snodi e i cambiamenti più significativi: la fondazione del discorso medico-scientifico nella Grecia antica\, la svolta impressa dal cristianesimo\, l’affermarsi della figura del chirurgo-ostetrico nel Settecento\, la medicalizzazione del parto\, fino alla rivoluzione delle tecnologie riproduttive del Novecento. In un percorso appassionante ripercorre una storia tutt’altro che lineare\, progressiva od omogenea; densa di permanenze\, oltre che di trasformazioni; di confronti\, scontri\, conflitti.\nLa scelta di tenere insieme “generazione\, gravidanza-parto e nascita” esprime l’intento di mettere a fuoco l’evento nella sua interezza e di considerare tutti i soggetti coinvolti\, il cui ruolo e rilevanza mutano in relazione alle forme di rappresentazione\, risultando cruciali nel condizionare pratiche e principi deontologici. La storia è indagata nelle sue molteplici sfaccettature culturali\, sociali\, religiose\, da cui discendono rituali e pratiche terapeutiche\, norme religiose e civili\, forme di potere e disciplinamento del corpo femminile. In questa prospettiva si rivela un capitolo cruciale della storia culturale\, sociale e di genere\, un osservatorio fondamentale per la storia delle donne\, oltre che uno strumento indispensabile per capire la complessa realtà del presente.
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SUMMARY:Il grande cocomero. L'Istituto di neuropsichiatria infantile di via dei Sabelli: conferenza di Matteo Fiorani
DESCRIPTION:Sabato 8 aprile 2017\, alle ore 11.00\, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Via Michelangelo Caetani\, 32 – 00186 Roma)\, nell’ambito del  ciclo “Educare alla città: I luoghi della scienza” organizzato dalla Sovrintendenza capitolina ai beni culturali in collaborazione con la Biblioteca di storia moderna e contemporanea e il Dipartimento di Storia culture religioni della Sapienza Università di Roma\, si terrà l’incontro con Matteo Fiorani sul tema:\nIl grande cocomero. L’Istituto di neuropsichiatria infantile di via dei Sabelli \nL’Istituto di neuropsichiatria infantile fu fondato da Giovanni Bollea a fine anni Sessanta\, in via dei Sabelli\, nel quartiere San Lorenzo. Luogo universitario di formazione ma anche di cura e assistenza\, divenne il simbolo di un certo modo di approcciarsi al disagio dei bambini\, al tempo stesso biologico\, psicologico e sociale. Qui Marco Lombardo Radice\, dopo la fama raggiunta come coautore del best seller Porci con le ali (1976)\, praticò la sua “concretissima utopia” occupandosi senza riposo dei “casacci”\, quelli di adolescenti quasi senza speranza. Lo spazio istituzionale si fece così racconto di storie possibili e impossibili\, di speranze simili a quelle di Linus\, il fedele amico di Charlie Brown\, in attesa dell’arrivo del grande cocomero nel suo orto. \nMatteo Fiorani è borsista presso l’Aspi-Archivio storico della psicologia italiana dell’Università degli studi di Milano-Bicocca. Si occupa del sistema concentrazionario nazista (in particolare delle implicazioni sociali e psicologiche dei Lager) e di storia della salute mentale nelle pratiche e nei saperi. Fra le sue pubblicazioni: Bibliografia di storia della psichiatria italiana 1991-2010 (Firenze University Press\, 2010); Giovanni Bollea (1913-2011). Per una storia della neuropsichiatria infantile in Italia («Medicina & Storia»\, 21-22\, 2011; Follia senza manicomio. Assistenza e cura ai malati di mente nell’Italia del secondo Novecento (Edizioni Scientifiche Italiane\, 2012).
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SUMMARY:L'illusione della modernità. Il Sud-est dell’Europa tra le due guerre mondiali di Alberto Basciani
DESCRIPTION:Giovedì 6 aprile 2017\, alle ore 17.00\, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Palazzo Mattei di Giove – Via Michelangelo Caetani 32\, Roma)\,\nsarà presentato il volume L’illusione della modernità. Il Sud-est dell’Europa tra le due guerre mondiali di Alberto Basciani\, Rubbettino\, 2016.\nIntervengono:\nFrancesco Caccamo\, Egidio Ivetic. Coordina: Francesco Guida. Sarà presente\nl’autore.\nIl volume è nato con l’ambizione di presentare i tratti più specifici e le principali linee di sviluppo politico\, economico e sociale che caratterizzarono i cosiddetti Paesi balcanici nel corso del ventennio interbellico da una prospettiva differente da quella della sola storia politica. Infatti l’epoca che delimita i limiti temporali del volume non può essere considerata solo come un periodo di attesa\, per lo più passiva\, della Seconda guerra mondiale e delle dittature comuniste imposte\ndall’Urss. Si trattò\, piuttosto\, di una stagione sicuramente tormentata ma altrettanto certamente\nsegnata da interessanti fermenti culturali\, da pulsioni di crescita economica\, tentativi di mettere in\natto trasformazioni sociali di più ampia portata rispetto al passato\, impulsi a costruire realtà urbane\ne rurali diverse: più dinamiche e moderne. Si può parlare\, nel complesso\, di un generale movimento\ndi cambiamento teso\, sia pur non sempre in maniera consapevole e coerente\, a inserire e amalgamare le società\, le culture e le economie del Sud-est dell’Europa con il resto del continente.\nLa cortina di ferro fece scendere il sipario su quelle vicende. Questo volume\, dunque\, è scaturito\ndalla pretesa di tracciare una sorta di bilancio di un’epoca che a giudizio dell’Autore ha segnato\, sia\npur con tutte le contraddizioni e le incertezze del caso\, non solo il primo vero tentativo di portare la\nmodernità in questa periferia d’Europa\, ma anche quello di tornare a legare Occidente e Oriente.
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SUMMARY:Felicità italiane. Un campionario filosofico\, a cura di Dimitri D’Andrea\, Enrico Donaggio\, Elena Pulcini e Gabriella Turnaturi
DESCRIPTION:Martedì 4 aprile 2017\, alle ore 17.00\, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Palazzo Mattei di Giove – Via Michelangelo Caetani 32\, Roma)\,\nsarà presentato il volume Felicità italiane. Un campionario filosofico\, a cura di Dimitri D’Andrea\, Enrico Donaggio\, Elena Pulcini e Gabriella Turnaturi\, il\nMulino\, 2016. Intervengono: Enrico Menduni\, Elettra Stimilli. Saranno presenti Dimitri D’Andrea\, Elena Pulcini e Gabriella Turnaturi.\nQuesto non è l’ennesimo libro sulla felicità\, completo – come tanti altri che affollano le librerie – di istruzioni per l’uso. Risultato di un lungo lavoro e di un’intensa discussione tra filosofi di diverse\ngenerazioni\, non dà consigli per essere felici\, né cerca di definire cosa sia la felicità. Si chiede invece dove la si cerca. In particolare\, in quali ambiti la cercano gli italiani. In diciassette brevi saggi viene presentato un campionario\, non esaustivo ma accuratamente selezionato\, di ciò che oggi ci rende felici. Dall’amore alla religione\, dalla moda alla politica\, dal cibo allo smartphone\, dalla casa agli psicofarmaci\, per citare solo alcuni dei temi affrontati\, il libro offre uno scenario\nprismatico delle nostre aspettative di felicità che\, tra stereotipi e novità\, si rivela non privo di sorprese.
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SUMMARY:Resa nella guerra totale. Il Regio esercito nel Mezzogiorno continentale di fronte all’armistizio di Mario De Prospo
DESCRIPTION:Venerdì 31 marzo 2017\, alle ore 17.00\, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Palazzo Mattei di Giove – Via Michelangelo Caetani 32\, Roma)\, sarà presentato il volume Resa nella guerra totale. Il Regio esercito nel Mezzogiorno continentale di fronte all’armistizio di Mario De Prospo\, Le Monnier\, 2016.\nIntervengono: Agostino Bistarelli\, Marco De Nicolò\, Luciano Zani. Sarà presente l’autore.\nIl protagonista di questo lavoro è il Regio Esercito\, nel corso dei drammatici mesi a cavallo tra il\n1943 e il 1944 nel territorio del Mezzogiorno continentale. Quest’area della penisola è attraversata\,\nin quel momento\, dal fronte dei combattimenti tra tedeschi e angloamericani. La ricostruzione si\nsnoda attraverso molteplici livelli di analisi: i vertici\, i quadri intermedi\, la truppa e i rapporti con la\npopolazione di quest’area. Il volume si dipana prima delineando la situazione di questi territori nei\nmesi che precedono la sconfitta. A partire da alcuni nuclei più consistenti di fonti militari sono poi\nproposti alcuni episodi che riguardano le vicende di alcune delle unità in grigio-verde in queste\nregioni di fronte all’annuncio dell’armistizio. Infine si prova a gettare uno sguardo alla situazione\ndell’istituzione militare in questa zona nei mesi successivi alla resa.\nIndice\nTavola delle abbreviazioni; Introduzione; 1. La 7a Armata verso l’8 settembre; 2. I generali fuggono: il caso di Potenza e del comando della 7a Armata; 3. La tragedia del XIX Corpo d’Armata in Campania; 4. Puglia e Calabria: arriva il Re; 5. Dopo la sconfitta: indifferenza\, sfiducia e tentativi di ricostruzione; Conclusioni: dalla sconfitta al rifiuto della guerra;\nNote; Bibliografia; Indice dei nomi.
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SUMMARY:Percorsi e luoghi della conoscenza. Dialogando con Giovanni Solimine su biblioteche\, lettura e società
DESCRIPTION:Giovedì 30 marzo 2017\, alle ore 17.00\, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Palazzo Mattei di Giove – Via Michelangelo Caetani 32\, Roma)\, sarà presentato il volume Percorsi e luoghi della conoscenza. Dialogando con Giovanni Solimine su biblioteche\, lettura e società\, a cura di Giovanni Di Domenico\, Giovanni Paoloni\, Alberto Petrucciani\, Editrice Bibliografica\, 2016. Intervengono:\nSimonetta Buttò\, Rosa Maiello\, Giorgio Zanchini. Coordina: Vittorio Ponzani. Saranno presenti Giovanni Solimine e i curatori del volume. \nIl volume è una testimonianza di stima e di ringraziamento che alcuni colleghi\, collaboratori ed amici di Giovanni Solimine desiderano offrirgli per la sua attività di studioso e di docente universitario\, e si presenta come una sorta di “seminario virtuale” organizzato in tre “sessioni” o “tavole rotonde”\, dedicate rispettivamente alle Biblioteche pubbliche (gestione consapevole\, funzioni\, futuro)\, alla Lettura (dal quadro storico all’ambiente digitale) e al contesto più ampio in cui biblioteche e lettura sono stati inquadrati appunto da Giovanni Solimine nel suo recente volume Senza sapere. Ciascuna “sessione” contiene quattro o cinque “interventi di discussione”\, uno dei quali con funzione introduttiva e di raccordo. Gli interventi fanno il punto\, spesso a partire da sollecitazioni degli scritti di Giovanni Solimine\, sui temi più attuali che riguardano le trasformazioni delle biblioteche e della lettura nell’epoca della rete e il loro ruolo per la crescita culturale e sociale del paese\, in un momento in cui si avverte con particolare urgenza la necessità di rilanciare le politiche culturali\, dell’istruzione e della ricerca. Oltre ai curatori (Giovanni Di Domenico\, Giovanni Paoloni\, Alberto Petrucciani) intervengono Massimo Belotti\, Massimo Bray\, Paola Castellucci\, Gianfranco Crupi\, Tullio De Mauro\, Paolo Di Giovine\, Chiara Faggiolani\, Anna Galluzzi\, Mauro Guerrini\, Giuseppe Laterza\, Guido Melis\, Gino Roncaglia\, Paolo Traniello\, Maurizio Vivarelli\, Paul Gabriele Weston.
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SUMMARY:Gli editori del papa. Da Porta Pia ai Patti Lateranensi di Maria Iolanda Palazzolo
DESCRIPTION:Mercoledì 29 marzo 2017\, alle ore 17.00\, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Palazzo Mattei di Giove – Via Michelangelo Caetani 32\, Roma)\, sarà presentato il volume Gli editori del papa. Da Porta Pia ai Patti Lateranensi di Maria Iolanda Palazzolo\, Viella\, 2016. Intervengono: Don Giuseppe Costa\, Francesco Margiotta Broglio\, Giovanni Vian. Coordina: Mario Infelise. Sarà presente l’autrice. \nCosa succede alla Santa Sede quando\, con la fine del potere temporale\, perde le proprie case editrici più prestigiose\, attraverso le quali diffondeva i contenuti del suo magistero? Quali le strategie comunicative e i nuovi strumenti editoriali che le consentono di riprendere l’iniziativa e di parlare di nuovo al mondo\, sotto i difficili pontificati di Leone XIII e di Pio X?\nQuesto volume\, attraverso l’analisi di una ricca documentazione archivistica\, dà una risposta a questi interrogativi ricostruendo la storia\, finora sconosciuta\, di alcune case editrici straniere già largamente affermate nei territori di origine – la belga Desclée\, la tedesca Pustet – ed in contatto con potenti esponenti della curia\, che divengono le vere protagoniste della revanche cattolica\, spesso in aspro conflitto tra loro per la conquista del vasto mercato dei libri liturgici e di pietà.\nDopo aver analizzato i rapporti con gli autori accusati di modernismo\, da Buonaiuti a Duchesne\, prima accolti nei cataloghi poi rifiutati per non offuscare la propria immagine di fedeli esecutori della politica papale\, il libro ripercorre le tappe che porteranno alla nascita nel 1926 della Libreria Editrice Vaticana.
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SUMMARY:Penso che un sogno così non ritorni mai più. L'Italia del miracolo tra storia\, cinema\, musica e televisione a cura di Pietro Cavallo\, Pasquale Iaccio
DESCRIPTION:Mercoledì 22 marzo 2017\, alle ore 17.00\, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Palazzo Mattei di Giove – Via Michelangelo Caetani 32\, Roma)\, sarà presentato il volume Penso che un sogno così non ritorni mai più. L’Italia del miracolo tra storia\, cinema\, musica e televisione a cura di Pietro Cavallo\, Pasquale Iaccio\, Liguori\, 2016. Intervengono: Marco Damilano\, Marco Gervasoni\, Enrico Menduni. Coordina: Maurizio Zinni. Saranno presenti i curatori.\nAnni di grandi cambiamenti e speranze quelli del miracolo economico. Sognavamo\, noi italiani\, di “volare”\, abbandonando finalmente le miserie e le sofferenze del dopoguerra. Il volume intende seguire questo “volo” attraverso nuove ricerche sulla società italiana negli anni del boom\, incentrate\, oltre che sulle fonti tradizionali\, su quelle audiovisive (cinema\, musica\, televisione). Gli audiovisivi\, infatti\, essendo agenti e nello stesso tempo specchio dei cambiamenti\, consentono di cogliere\, attraverso le loro suggestioni\, le dinamiche di un Paese che viveva\, con fatica ed esaltazione\, la sua “grande trasformazione”.
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SUMMARY:La storia del Policlinico Umberto I: quando scienza e carità si diedero appuntamento a Roma
DESCRIPTION:Sabato 18 marzo\, alle 11.00\, a Roma\, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Via Michelangelo Caetani\, 32) \nINCONTRO SUL TEMA “LA STORIA DEL POLICLINICO UMBERTO I: QUANDO SCIENZA E CARITÀ SI DIEDERO APPUNTAMENTO A ROMA”\na cura di Luca Borghi \nNell’ambito del ciclo Educare alla città: luoghi e temi della scienza\, organizzato dalla Sovrintendenza capitolina ai beni culturali\, in collaborazione con il Dipartimento Storia Culture religioni della Sapienza Università di Roma e la Biblioteca di storia moderna e contemporanea \nFin dai primissimi anni di Roma capitale\, il grande clinico Guido Baccelli (1830-1916) sognava di dotare la città di un nuovo grande ospedale costruito ex-novo secondo le più avanzate tendenze dell’epoca in fatto di architettura sanitaria.  Ma solo il 19 gennaio 1888 poté aver luogo la solenne cerimonia di posa della prima pietra\, proprio nei giorni in cui\, dall’altra parte del Tevere\, iniziavano le celebrazioni per il giubileo sacerdotale di Leone XIII.\nBaccelli riuscì a organizzare le cose in grande stile e a presiedere la cerimonia furono il Re Umberto – al quale si era già deciso di intitolare il nuovo grande ospedale universitario romano – e la Regina Margherita\, alla presenza del Principe di Napoli (il futuro Re Vittorio Emanuele III\, allora diciottenne)\, di molti Ministri\, parlamentari\, professori e funzionari pubblici. In una ricostruzione di quell’evento\, pubblicata nel 1894\, si racconterà: “Guido Baccelli\, a cui spettava l’onore di ricevere gli augusti personaggi\, così salutò i Sovrani d’Italia: (…) A Voi dunque spetta o Sire\, (…) porre la prima pietra di questo grande istituto\, a Voi decorarlo del vostro nome\, perché qui verranno i derelitti della fortuna\, a sentire gli effetti benefici di quell’amplesso immortale che si daranno nel vostro nome augusto la Scienza e la Carità. (…) Mentre la pietra\, spalmata di calce da Re Umberto\, calava nella fossa preparata a custodirla (…) dalla circostante immensa folla\, composta per la maggior parte di medici e di studenti universitari\, si elevavano entusiastiche grida plaudenti alla nobile istituzione e bene auguranti al prospero suo avvenire”.\nC’è però un significativo particolare che\, assente nei resoconti ufficiali\, viene però registrato dal corrispondente del British Medical Journal. Il Re\, rispondendo al saluto rivoltogli da Baccelli\, pare puntualizzasse che “per quanto gratificante potesse essere quell’occasione\, sarebbe stato per lui un giorno più felice quello in cui\, completato l’edificio\, vi avrebbe potuto visitare i malati”. A parte forse l’involontaria ironia del Re piemontese nei confronti dei ritmi di lavoro romani\, i lavori del Policlinico si sarebbero protratti così a lungo che egli non avrebbe fatto in tempo a vederli conclusi.\nL’inaugurazione ufficiale del nuovo Policlinico poté avvenire\, infatti\, solo nell’aprile del 1906\, in occasione del giubileo universitario di Baccelli e alla presenza del nuovo Re Vittorio Emanuele III. Ciò che precedette\, accompagnò e seguì queste due cerimonie è una lunga storia di sanità\, di scienza\, di arte\, di archeologia\, di politica e… di romanità\, che merita di essere raccontata.\nLuca Borghi (Bologna\, 1962) insegna Storia della Medicina all’Università Campus Bio-Medico di Roma. Nel medesimo Ateneo è membro della giunta direttiva dell’Istituto di Filosofia dell’Agire Scientifico e Tecnologico (FAST). Partito dalla filosofia della scienza e dalla bioetica\, è approdato alla storia delle discipline biomediche e s’interessa particolarmente alle tracce materiali lasciate da tale storia: nei luoghi\, nei libri e negli strumenti antichi cerca indicazioni sul modo di essere degli uomini e delle donne che di quella storia sono stati i protagonisti. Ha promosso e coordina il progetto “Himetop – The History of Medicine Topographical Database” (himetop.net)\, una base di dati internazionale ad accesso libero e a sviluppo partecipativo\, che ha lo scopo di localizzare\, descrivere e valorizzare i luoghi della storia della medicina e della sanità. Tra le sue pubblicazioni: Umori. Il fattore umano nella storia delle discipline biomediche (SEU\, 2012); con Antonio Infante\, Ai bambini e ai fiori\, lo splendore del sole. Il ruolo dell’Istituto Gaslini nella storia della pediatria (Rizzoli\, 2015); Il medico di Roma. Vita\, morte e miracoli di Guido Baccelli (1830-1916) (Armando\, 2015).
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LOCATION:Biblioteca di storia moderna e contemporanea\, Via Michelangelo Caetani\, 32\, Roma\, 00186\, Italia
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ORGANIZER;CN="Gisella Bochicchio":MAILTO:b-stmo.info@beniculturali.it
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