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SUMMARY:Migranti. Da dove e da cosa fuggono: un focus sull’Africa orientale.
DESCRIPTION:MIGRANTI \nVenerdì 15 dicembre 2017\, ore 17.00\, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Palazzo Mattei di Giove – Via Michelangelo Caetani 32\, Roma)\, tavola rotonda Migranti. Da dove e da cosa fuggono: un focus sull’Africa orientale. \n“Per una volta\, almeno per una volta\, mi auguro e prego perché i cittadini europei\, e i loro governanti\, non si chiedano dove vogliano andare gli esseri umani che bussano alle porte\, troppo spesso sbarrate\, dei ricchi Paesi occidentali. Io spero e prego che almeno una volta ci si chieda da cosa fuggono\, e perché\, e per responsabilità di chi\, i loro Paesi si siano trasformati in un inferno in terra”.\nDesmond Tutu\, premio Nobel per la pace 1984 \nIn occasione della giornata internazionale per i diritti dei migranti (18 dicembre)\, Amnesty International Lazio\, con i Coordinamenti Afirica centrale e orientale e Rifugiati e migranti di Amnesty International Italia\, e la Biblioteca di storia moderna e contemporanea organizzano una tavola rotonda di approfondimento sulle motivazioni di un fenomeno che negli ultimi anni è diventato sempre più rilevante\, per scoprire le ragioni che spingono tanti\, soprattutto giovani\, ad affrontare viaggi rischiosi e spesso letali dai Paesi africani dell’est – Somalia\, Eritrea\, Etiopia in particolare. \nAlla tavola rotonda\, preceduta dai saluti di Patrizia Rusciani\, Direttrice della Biblioteca di storia moderna e contemporanea\, parteciperanno esperti che proporranno la loro analisi secondo diverse angolature: Marco Guadagnino\, responsabile Campagne di Amnesty International Italia\, Luca Puddu\, responsabile per il programma Africa dell’ Institute of Global Studies\, dove si occupa di politica\, sicurezza ed economia dell’Africa\, offrirà il quadro della situazione geopolitica dell’area; Aurora Massa\, antropologa e ricercatrice presso l’Università di Trento\, partirà dalla propria esperienza di indagine sul campo per una analisi delle motivazioni che spingono all’abbandono del proprio Paese; Zakaria Mohamed Ali\, giornalista e fotoreporter somalo da 10 anni in Italia e impegnato in Archivio Memorie Migranti\, porterà la propria testimonianza personale e le storie di vita dei migranti che ha conosciuto.
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SUMMARY:Moisè va alla guerra. Rabbini\, militari\, soldati ebrei e comunità israelitiche nel primo conflitto mondiale
DESCRIPTION:Martedì 12 dicembre 2017\, ore 17.00\, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Palazzo Mattei di Giove – Via Michelangelo Caetani 32\, Roma)\, sarà\npresentato il volume Moisè va alla guerra. Rabbini\, militari\, soldati ebrei e comunità israelitiche nel primo conflitto mondiale di Paolo Orsucci Granata\, Belforte Editore\, 2017. Intervengono: Guido Guastalla\, Gisèle Lévy. Coordina: Lauro Rossi. Sarà presente l’autore.\n“Nel 1915 allo scoppiare della prima guerra mondiale gli ebrei italiani\, la cui consistenza numerica\nera piuttosto esigua in quanto si aggirava attorno alle 35.000 anime\, si disposero con entusiasmo a\npartecipare al conflitto. In realtà fin dalle prime guerre del Risorgimento gli ebrei italiani avevano\ndimostrato uno straordinario attaccamento all’Italia. Anche nel corso della Grande Guerra la partecipazione al conflitto fu accompagnata da larghe manifestazioni di patriottismo che sottolineavano il loro coinvolgimento totale con le sorti della nazione e volevano ulteriormente dimostrare l’avvenuta integrazione nel tessuto sociale italiano dopo i secoli bui della segregazione e dei ghetti. […] L’apporto ebraico alla guerra è oggetto di questa ampia ricerca di Paolo Orsucci\nGranata. Si tratta di una cronaca dettagliata di fatti inerenti al conflitto che propone al lettore riflessioni e considerazioni su un periodo denso di eventi drammatici che hanno interessato tutta la popolazione europea.” (Dalla prefazione di Luciano Meir Caro)
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SUMMARY:Lourdes: storie di miracoli. Genesi e sviluppo di una devozione planetaria di Alessandro Di Marco
DESCRIPTION:Mercoledì 6 dicembre 2017\, ore 17.00\, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Palazzo Mattei di Giove – Via Michelangelo Caetani 32\, Roma)\, in collaborazione con l’Istituto Sangalli per la storia e le culture religiose\, sarà presentato il volume Lourdes: storie di miracoli. Genesi e sviluppo di una devozione planetaria di Alessandro Di Marco\, Firenze University Press\, 2016.\nIntervengono:\nSofia Boesch Gajano\, Lucia Ceci.\nCoordina: Patrizia Rusciani.  \nLo scopo dell’opera è di chiarire quali fattori abbiano contribuito a realizzare il successo di\nLourdes. Questa analisi parte dal confronto tra le 18 apparizioni di Lourdes con alcuni episodi analoghi e coevi verificatisi in Francia ma dall’esito – inteso come successo verso i pellegrini – alquanto differente. Al lavoro di iniziale contestualizzazione storica\, politica e culturale si affianca l’analisi di alcuni aspetti chiave della Chiesa cattolica dell’epoca. In riferimento allo scopo del testo\, due sono i settori più approfonditi dall’analisi: la scienza medica e la letteratura\, entrambi legati a filo doppio con la questione dei miracoli.\nL’opera ha vinto il Premio Istituto Sangalli per la storia religiosa 2015.\nL’Istituto Sangalli è una istituzione fiorentina\, laica e non confessionale\, nata nell’aprile 2014 per promuovere gli studi umanistici e il dialogo inter-religioso e inter-culturale\, contribuendo a supportare la ricerca di giovani studiosi con impegno costante\, in termini finanziari e scientifici.
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SUMMARY:Polizie speciali. Dal fascismo alla Repubblica\, di Vittorio Coco
DESCRIPTION:Martedì 28 novembre 2017\, alle ore 17.00\, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Palazzo Mattei di Giove – Via Michelangelo Caetani 32\, Roma)\, sarà presentato il volume\nPolizie speciali. Dal fascismo alla Repubblica\, di Vittorio Coco\, Laterza\, 2017. Intervengono: Paul Corner\, Guido Melis. Coordina: Igor Mineo. Sarà presente l’autore. \nA partire dal 1942 il confine orientale italiano fu il teatro di una violentissima repressione antipartigiana. Protagonisti ne furono gli uomini dell’Ispettorato generale di pubblica sicurezza\, che contribuirono a spargere il terrore in tutta la regione. Non si trattò di una violenza improvvisata ed estemporanea\, ma l’estremo risultato di una consumata esperienza maturata sul campo. Negli anni Trenta\, infatti\, molti di loro avevano già fatto parte di organismi che avevano efficacemente contrastato la mafia siciliana e il banditismo sardo. Si trattava di corpi speciali di polizia\, che il regime fascista aveva creato sul modello delle contemporanee strutture di indagine politica come l’Ovra\, ma di cui si potevano ritrovare dei precedenti già nella Grande Guerra e nella tarda età liberale. Fu proprio in queste circostanze che cominciò a formarsi quel ristretto gruppo di specialisti che\, tra utopie d’ordine e ambizioni personali\, nel corso dei rivolgimenti politici di un trentennio seppero imporsi come riconosciuti professionisti del settore. Dopo il crollo del fascismo\, infatti\, nonostante un passato di compromissioni con il regime\, li ritroveremo ancora una volta in Sicilia\, per fronteggiare la rinnovata emergenza dell’ordine pubblico.
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SUMMARY:La Germania necessaria. L’emergere di una nuova leading power tra potenza economica e modello culturale\, di Beatrice Benocci
DESCRIPTION:Venerdì 24 novembre 2017\, alle ore 17.00\, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Palazzo Mattei di Giove – Via Michelangelo Caetani 32\, Roma)\,\nsarà presentato il volume  \nLa Germania necessaria. L’emergere di una nuova\nleading power tra potenza economica e modello culturale di Beatrice Benocci (FrancoAngeli\, 2017).  \nIntervengono: Raffaele D’Agata\, Alexander Höbel. Coordina: Vincenzo Grienti. Sarà presente l’autrice. \nNel 2012 la Germania non si presentava più solo quale attore economico affidabile\, non più solo come membro leader della Ue\, ma sembrava muoversi autonomamente nello scacchiere internazionale e nelle aree di crisi\, promuovendosi anche quale partner culturale. Era questa una novità interessante\, che apriva spazi di analisi e nuove domande sul percorso che la Germania aveva\nvissuto: da stato totalitario a paese vinto\, da paese membro della comunità europea e atlantica a paese nuovamente unito\, ora espressione di un modello culturale condivisibile a livello globale.\nAncor più sorprendente era il fatto che se la Germania era cambiata\, lo era anche l\’Europa\, e non solo a causa della crisi economica. Molto avevano giocato gli allargamenti a Est e\, non in ultimo\, le difficoltà incontrate dall\’Europa comunitaria nell\’assumere un chiaro ruolo internazionale. In definitiva\, era mutato il rapporto di controllato/controllore in favore di un nuovo concetto di \”necessità\” di Germania. Si poneva\, a partire da quel momento\, il tema spinoso\, ma anche affascinante\, di una Germania necessaria e nuova leading power.
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SUMMARY:In onda. L’italia dalle radio libere ai network nazionali (1970-1990)\, di Raffaello A. Doro
DESCRIPTION:Giovedì 23 novembre 2017\, alle ore 17.00\, presso l’Auditorium dell’Istituto centrale per i beni sonori e audiovisivi (Palazzo Mattei di Giove – Via Michelangelo Caetani 32\, Roma)\, sarà presentato il volume\nIn onda. L’italia dalle radio libere ai network\nnazionali (1970-1990)\, di Raffaello A. Doro\,\nViella\, 2017. Intervengono: Felice Liperi\, Marilisa Merolla\, Edoardo Novelli\, Maurizio Ridolfi.\nCoordina: Massimo Pistacchi.\nSarà presente l\’autore.\nQual è stato il ruolo delle nuove radio private\, locali e nazionali – comparse in modo capillare nel territorio nazionale a partire dalla metà degli anni Settanta – nella società italiana? E quale la loro importanza all’interno di un sistema dei mass media in rapida evoluzione\, con la centralità della televisione? Come si è passati dal sistema monopolistico della Radio Rai alle migliaia di esperienze di radio libere\, locali\, private\, indipendenti? Dall’esempio delle radio offshore in Nord Europa ai\nprimi esperimenti clandestini in Italia\, dalla Radio Sicilia Libera di Danilo Dolci alla legge di Riforma della Rai del 1975 e alla sentenza della Corte costituzionale del 1976\, dalle radio politiche a  quelle  musicali\,   dall’impegno   all’evasione\,  un  ventennio  di   storia  della  radio  è  ricostruito studiandone l’impatto all’interno del sistema dei mezzi di comunicazione di massa\, ed esaminando contenuti\, strategie editoriali e degli ascolti\, cesure e trasformazioni di un’epoca in cui il desiderio di libertà si esprimeva andando\, anziché on line\, in onda.
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SUMMARY:I luoghi della scienza a Roma. Roma\, tante collezioni\, nessun museo
DESCRIPTION:Sabato 18 novembre 2017\, alle ore 11.00\, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea\, per il ciclo I luoghi della scienza a Roma. Collezioni e musei – parte del programma didattico della Sovrintendenza capitolina ai beni culturali – si terrà l’incontro con Giovanni Paoloni\, sul tema \nRoma: tante collezioni\, nessun museo \nIl tentativo di dare vita a un Museo della Scienza a Roma risale al momento stesso della proclamazione della città a capitale del Regno d’Italia. Già Quintino Sella ne parlava\, e già la prima legge per Roma Capitale prevedeva la costruzione di un Palazzo delle Scienze\, che doveva ospitare la sede dell’accademia scientifica nazionale e le collezioni   annesse\,   con   finalità   didattiche\,   agli   “stabilimenti   scientifici”   dell’Università   di   Roma.   La   mancata realizzazione di questo progetto\, definitivamente caduto al volgere fra Ottocento e Novecento\, lasciava alla gestione dei singoli istituti (universitari e non) le pur consistenti raccolte scientifiche esistenti nella Capitale.\nNuovi tentativi di dare vita a un museo della scienza a Roma si sono avuti a varie riprese\, ogni volta sulla spinta di vicende contingenti. La partecipazione italiana all’Esposizione Internazionale di Chicago nel 1933 portò a un serio coinvolgimento del Consiglio Nazionale delle Ricerche\, che tuttavia mise capo – alla fine – alla costituzione del Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia “Leonardo da Vinci” di Milano. Negli anni Ottanta l’obiettivo di dotare Roma di un museo della scienza si sviluppò nell’ambito delle attività di diffusione della cultura scientifica promosse da Antonio Ruberti. Oggi la risposta a questa esigenza sembra essere rappresentata dall’idea di un “museo diffuso”\, che valorizzi la fruizione integrata delle numerose raccolte esistenti nella città.
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SUMMARY:Collaborazionismo e Gerarchie sindacali\, di Ubaldo Formentini
DESCRIPTION:Martedì 24 ottobre 2017\, alle ore 17.00\, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea\n(Palazzo Mattei di Giove – Via Michelangelo Caetani 32\, Roma)\, saranno presentati i volumi\nCollaborazionismo e Gerarchie sindacali\, di Ubaldo\nFormentini\, con postfazioni di Paolo Tirelli\, Edizioni di Storia e Letteratura. Ne parlano con il curatore:\nPaolo Di Paolo\, Francesco Perfetti.\nNell’ampia pubblicistica politica del lunigianese e spezzino di adozione Ubaldo Formentini (articoli e saggi\nsulla stampa socialista locale e regionale e\, specie fra il 1911 e il 1920\, sul settimanale di Gaetano Salvemini\n“L’Unità”)\, insieme agli altri testi comparsi nei primi periodici di Piero Gobetti (“Energie nove” e “Rivoluzione liberale”)\, Collaborazionismo e Gerarchie sindacali\, titoli editi su iniziativa dello stesso giovanissimo intellettuale torinese\, rivelano una loro specificità.\nCollaborazionismo (settembre 1922) perché\, almeno in parte\, non cela fini teoretici sulla crisi della\nsovranità dei principali istituti di diritto pubblico\, crisi maturata durante la grande guerra e subito dopo la sua conclusione e innescata dal potere crescente di nuovi soggetti collettivi (funzionari ministeriali\, burocrazie\nsindacali\, organizzazioni padronali e organizzazioni della classe lavora-trice). Ma Formentini non vi omette\nanche una spigolosa critica\, di matrice liberista\, a cooperative e sindacati socialisti riformisti.\nGerarchie sindacali (gennaio-aprile 1923) perché\, malgrado le diverse dichiarazioni dell’autore\, svela non poca sostanza politica lì dove il testo risulta scritto dopo le «esperienze iniziali del governo fascista»\, dove riconosce un «rapporto di discendenza fra il socialismo e il fascismo»\, dove sottolinea l’attenzione che socialismo e fascismo hanno avuto e hanno per l’organizzazione sindacale\, che coinvolge grandi masse. Per il fascismo al potere\, poi\, il principio gerarchico\, che connota il sindacalismo nazionale\, rappresenta una stabilizzazione certa del regime.\nUbaldo Formentini (1880-1958) è stato uno storico\, archeologo\, politico e intellettuale italiano. Laureato in\ngiurisprudenza all’Università di Pisa nel 1902\, con una tesi sulla tutela del patrimonio artistico\, nello stesso anno si iscrisse al Partito socialista\, iniziando un’attività giornalistica nel settimanale socialista spezzino «Libera parola» (1903-1921)\, di cui fu redattore e poi fino al 1909 direttore. Dal 1912 aveva iniziato a collaborare con Gaetano Salvemini\, scrivendo di politica internazionale su «L’Unità» e aderendo dopo la guerra alla Lega democratica. Dal 1919 iniziò a collaborare con Piero Gobetti\, scrivendo su «Energie nove» (1919) e «La rivoluzione liberale» (1922-1923). Nel 1923\, fu nominato direttore della Biblioteca civica e del Museo della Spezia\, carica che conservò fino alla morte. Il Museo\ncivico è stato poi intitolato al suo nome. Si dedicò quindi agli studi di archeologia\, storia e storia dell’arte della Liguria e della Lunigiana\, cui riservò numerose pubblicazioni. Nel 1929 conseguì la libera docenza in Storia medievale e moderna; presso l’Università di Genova tenne per incarico\, per qualche anno\, l’insegnamento di Storia dell’arte.
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SUMMARY:Il 25 aprile dopo il 25 aprile. Istituzioni\, politica\, cultura\, a cura di Paolo Carusi e Marco De Nicolò
DESCRIPTION:Giovedì 20 aprile 2017\, alle ore 17.00\, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Palazzo Mattei di Giove – Via Michelangelo Caetani 32\, Roma)\, sarà presentato il volume Il 25 aprile dopo il 25 aprile. Istituzioni\, politica\, cultura\, a cura di Paolo Carusi e Marco De Nicolò. Contributi di Agostino Bistarelli\, Paolo Carusi\, Massimo Castoldi\, Marco De Nicolò\, Marco Gervasoni\, Riccardo Gualdo\, Alessandra Staderini\, Maurizio Zinni\, Viella\, 2017. Intervengono: Umberto Gentiloni Silveri\, Vanessa Roghi\, Paolo Volterra. Coordina: Patrizia Rusciani. Saranno presenti i curatori.  \nNegli ultimi vent’anni il dibattito sulla Resistenza e la Liberazione si è periodicamente riacceso con fiammate improvvise ma\, con il passare del tempo\, sempre più sporadiche. Parallelamente\, la costruzione del discorso pubblico è parsa spesso condizionata da “scoperte” effimere o da questioni riportate artificiosamente alla ribalta in funzione della polemica politica e gestite\, poi\, mediaticamente senza alcun riferimento agli studi storici esistenti.\nE sono proprio gli storici\, in questo volume\, a scendere in campo per valutare quanto di quel dibattito e della ricerca storiografica più in generale si sia sedimentato nella comunità scientifica e quanto la ricorrenza del 25 aprile sia entrata nella coscienza civile del paese e sia percepita come fondamento della convivenza di una comunità.\nSeguire il corso delle celebrazioni di questa festa nazionale dal 1946 a oggi\, recuperarne le tracce attraverso la comunicazione politica e le forme artistiche e culturali è il modo per verificare se\, come e quanto le aspettative e i valori insiti nella festa dell’insurrezione contro il fascismo e il nazismo siano stati letti e veicolati nella storia della Repubblica.
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SUMMARY:L’Italia di Salò\, 1943-1945 di Mario Avagliano e Marco Palmieri
DESCRIPTION:Martedì 18 aprile 2017\, alle ore 17.30\, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Palazzo Mattei di Giove – Via Michelangelo Caetani 32\, Roma)\, sarà presentato il volume L’Italia di Salò\, 1943-1945 di Mario Avagliano e Marco Palmieri\, il Mulino\, 2017. Intervengono: Mauro Canali\, Michela Ponzani. Coordina: Ruggero Po. Saranno presenti gli autori. \n«La nostra via l’abbiamo scelta e con la nostra bella camicia nera sapremo aprirci la via verso l’immancabile vittoria del Fascismo. Grida pure che il tuo ragazzo è partito per la sua bella Patria e con tutte le sue forze la difenderà\, grida pure a tutti che noi partiamo con una fede e con un comandamento: o si vince o si muore!». Allievo ufficiale volontario della Gnr. \nQuando cadde il regime mussoliniano e l’Italia si divise in due\, quanti aderirono alla neonata Repubblica sociale e presero le armi? E quali erano le loro motivazioni e i loro sentimenti? Resoconti di polizia\, corrispondenze intercettate dalla censura\, diari\, memorie e documenti editi e inediti consentono di ricostruire la storia dei fascisti di Salò: i volontari\, i coscritti\, gli internati in Germania che «optarono» per la Rsi\, i prigionieri degli Alleati che rifiutarono di collaborare\, le seimila ausiliarie e i fascisti che operarono nelle zone già liberate. In tutto oltre mezzo milione di aderenti\, volontari o forzati\, che vissero i venti mesi della guerra civile «dalla parte sbagliata».
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SUMMARY:Terrorismo rosso. La sinistra eversiva nell'Italia repubblicana di Marco Benadusi
DESCRIPTION:Giovedì 13 aprile 2017\, alle ore 17.00\, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Palazzo Mattei di Giove – Via Michelangelo Caetani 32\, Roma)\, sarà presentato il volume Terrorismo rosso. La sinistra eversiva nell’Italia repubblicana di Marco Benadusi\, Tra le righe libri\, 2016. Intervengono: Giovanni Mario Ceci\, Miguel Gotor\, Claudio Signorile. Sarà presente l’autore \nLa storia del terrorismo rosso\, dagli anni di piombo al ritorno delle Br con gli omicidi di D’Antona e Biagi. Un campo minato di depistaggi e inquinamenti\, mistificazioni e patti di silenzio\, la cui ragion d’essere va rintracciata nelle diffuse complicità di cui i gruppi armati poterono godere. Su due fronti distinti e paralleli: da una parte le contiguità\, cioè le vicinanze ideali e materiali di un’area solidale o comunque compiacente; dall’altra le strumentalizzazioni volte a utilizzare il sovversivismo per logiche di potere. Con un capillare utilizzo delle fonti disponibili\, il cammino della sinistra eversiva viene ripercorso soffermandosi sulle sue principali zone d’ombra: le origini della lotta armata\, il livello internazionale\, gli intrecci con il movimento extraparlamentare\, le opache vicissitudini che portarono al declino e poi alla rinascita del brigatismo. Mentre procedono i lavori della nuova Commissione d’inchiesta sul rapimento e la morte di Aldo Moro\, si propone anche un’originale analisi di questo fondamentale e irrisolto capitolo dell’Italia repubblicana.
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SUMMARY:Generare\, partorire\, nascere. Una storia dall’antichità alla provetta di Nadia Maria Filippini
DESCRIPTION:Martedì 11 aprile 2017\, alle ore 17.00\, in collaborazione con la SIS – Società italiana delle storiche\, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Palazzo Mattei di Giove – Via Michelangelo Caetani 32\, Roma)\, sarà presentato il volume Generare\, partorire\, nascere. Una storia dall’antichità alla provetta di Nadia Maria Filippini\, Viella\, 2017. Intervengono: Maria Luisa Boccia\, Marina D’Amelia\, Alessandra Gissi\, Chiara Lalli. Coordina: Margherita Pelaja. Sarà presente l’autrice. \nPer la prima volta in Italia\, il volume ricostruisce la storia del parto e della nascita in Occidente dal mondo antico ai nostri giorni\, analizzandone gli snodi e i cambiamenti più significativi: la fondazione del discorso medico-scientifico nella Grecia antica\, la svolta impressa dal cristianesimo\, l’affermarsi della figura del chirurgo-ostetrico nel Settecento\, la medicalizzazione del parto\, fino alla rivoluzione delle tecnologie riproduttive del Novecento. In un percorso appassionante ripercorre una storia tutt’altro che lineare\, progressiva od omogenea; densa di permanenze\, oltre che di trasformazioni; di confronti\, scontri\, conflitti.\nLa scelta di tenere insieme “generazione\, gravidanza-parto e nascita” esprime l’intento di mettere a fuoco l’evento nella sua interezza e di considerare tutti i soggetti coinvolti\, il cui ruolo e rilevanza mutano in relazione alle forme di rappresentazione\, risultando cruciali nel condizionare pratiche e principi deontologici. La storia è indagata nelle sue molteplici sfaccettature culturali\, sociali\, religiose\, da cui discendono rituali e pratiche terapeutiche\, norme religiose e civili\, forme di potere e disciplinamento del corpo femminile. In questa prospettiva si rivela un capitolo cruciale della storia culturale\, sociale e di genere\, un osservatorio fondamentale per la storia delle donne\, oltre che uno strumento indispensabile per capire la complessa realtà del presente.
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SUMMARY:Il grande cocomero. L'Istituto di neuropsichiatria infantile di via dei Sabelli: conferenza di Matteo Fiorani
DESCRIPTION:Sabato 8 aprile 2017\, alle ore 11.00\, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Via Michelangelo Caetani\, 32 – 00186 Roma)\, nell’ambito del  ciclo “Educare alla città: I luoghi della scienza” organizzato dalla Sovrintendenza capitolina ai beni culturali in collaborazione con la Biblioteca di storia moderna e contemporanea e il Dipartimento di Storia culture religioni della Sapienza Università di Roma\, si terrà l’incontro con Matteo Fiorani sul tema:\nIl grande cocomero. L’Istituto di neuropsichiatria infantile di via dei Sabelli \nL’Istituto di neuropsichiatria infantile fu fondato da Giovanni Bollea a fine anni Sessanta\, in via dei Sabelli\, nel quartiere San Lorenzo. Luogo universitario di formazione ma anche di cura e assistenza\, divenne il simbolo di un certo modo di approcciarsi al disagio dei bambini\, al tempo stesso biologico\, psicologico e sociale. Qui Marco Lombardo Radice\, dopo la fama raggiunta come coautore del best seller Porci con le ali (1976)\, praticò la sua “concretissima utopia” occupandosi senza riposo dei “casacci”\, quelli di adolescenti quasi senza speranza. Lo spazio istituzionale si fece così racconto di storie possibili e impossibili\, di speranze simili a quelle di Linus\, il fedele amico di Charlie Brown\, in attesa dell’arrivo del grande cocomero nel suo orto. \nMatteo Fiorani è borsista presso l’Aspi-Archivio storico della psicologia italiana dell’Università degli studi di Milano-Bicocca. Si occupa del sistema concentrazionario nazista (in particolare delle implicazioni sociali e psicologiche dei Lager) e di storia della salute mentale nelle pratiche e nei saperi. Fra le sue pubblicazioni: Bibliografia di storia della psichiatria italiana 1991-2010 (Firenze University Press\, 2010); Giovanni Bollea (1913-2011). Per una storia della neuropsichiatria infantile in Italia («Medicina & Storia»\, 21-22\, 2011; Follia senza manicomio. Assistenza e cura ai malati di mente nell’Italia del secondo Novecento (Edizioni Scientifiche Italiane\, 2012).
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SUMMARY:L'illusione della modernità. Il Sud-est dell’Europa tra le due guerre mondiali di Alberto Basciani
DESCRIPTION:Giovedì 6 aprile 2017\, alle ore 17.00\, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Palazzo Mattei di Giove – Via Michelangelo Caetani 32\, Roma)\,\nsarà presentato il volume L’illusione della modernità. Il Sud-est dell’Europa tra le due guerre mondiali di Alberto Basciani\, Rubbettino\, 2016.\nIntervengono:\nFrancesco Caccamo\, Egidio Ivetic. Coordina: Francesco Guida. Sarà presente\nl’autore.\nIl volume è nato con l’ambizione di presentare i tratti più specifici e le principali linee di sviluppo politico\, economico e sociale che caratterizzarono i cosiddetti Paesi balcanici nel corso del ventennio interbellico da una prospettiva differente da quella della sola storia politica. Infatti l’epoca che delimita i limiti temporali del volume non può essere considerata solo come un periodo di attesa\, per lo più passiva\, della Seconda guerra mondiale e delle dittature comuniste imposte\ndall’Urss. Si trattò\, piuttosto\, di una stagione sicuramente tormentata ma altrettanto certamente\nsegnata da interessanti fermenti culturali\, da pulsioni di crescita economica\, tentativi di mettere in\natto trasformazioni sociali di più ampia portata rispetto al passato\, impulsi a costruire realtà urbane\ne rurali diverse: più dinamiche e moderne. Si può parlare\, nel complesso\, di un generale movimento\ndi cambiamento teso\, sia pur non sempre in maniera consapevole e coerente\, a inserire e amalgamare le società\, le culture e le economie del Sud-est dell’Europa con il resto del continente.\nLa cortina di ferro fece scendere il sipario su quelle vicende. Questo volume\, dunque\, è scaturito\ndalla pretesa di tracciare una sorta di bilancio di un’epoca che a giudizio dell’Autore ha segnato\, sia\npur con tutte le contraddizioni e le incertezze del caso\, non solo il primo vero tentativo di portare la\nmodernità in questa periferia d’Europa\, ma anche quello di tornare a legare Occidente e Oriente.
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SUMMARY:Felicità italiane. Un campionario filosofico\, a cura di Dimitri D’Andrea\, Enrico Donaggio\, Elena Pulcini e Gabriella Turnaturi
DESCRIPTION:Martedì 4 aprile 2017\, alle ore 17.00\, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Palazzo Mattei di Giove – Via Michelangelo Caetani 32\, Roma)\,\nsarà presentato il volume Felicità italiane. Un campionario filosofico\, a cura di Dimitri D’Andrea\, Enrico Donaggio\, Elena Pulcini e Gabriella Turnaturi\, il\nMulino\, 2016. Intervengono: Enrico Menduni\, Elettra Stimilli. Saranno presenti Dimitri D’Andrea\, Elena Pulcini e Gabriella Turnaturi.\nQuesto non è l’ennesimo libro sulla felicità\, completo – come tanti altri che affollano le librerie – di istruzioni per l’uso. Risultato di un lungo lavoro e di un’intensa discussione tra filosofi di diverse\ngenerazioni\, non dà consigli per essere felici\, né cerca di definire cosa sia la felicità. Si chiede invece dove la si cerca. In particolare\, in quali ambiti la cercano gli italiani. In diciassette brevi saggi viene presentato un campionario\, non esaustivo ma accuratamente selezionato\, di ciò che oggi ci rende felici. Dall’amore alla religione\, dalla moda alla politica\, dal cibo allo smartphone\, dalla casa agli psicofarmaci\, per citare solo alcuni dei temi affrontati\, il libro offre uno scenario\nprismatico delle nostre aspettative di felicità che\, tra stereotipi e novità\, si rivela non privo di sorprese.
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SUMMARY:Resa nella guerra totale. Il Regio esercito nel Mezzogiorno continentale di fronte all’armistizio di Mario De Prospo
DESCRIPTION:Venerdì 31 marzo 2017\, alle ore 17.00\, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Palazzo Mattei di Giove – Via Michelangelo Caetani 32\, Roma)\, sarà presentato il volume Resa nella guerra totale. Il Regio esercito nel Mezzogiorno continentale di fronte all’armistizio di Mario De Prospo\, Le Monnier\, 2016.\nIntervengono: Agostino Bistarelli\, Marco De Nicolò\, Luciano Zani. Sarà presente l’autore.\nIl protagonista di questo lavoro è il Regio Esercito\, nel corso dei drammatici mesi a cavallo tra il\n1943 e il 1944 nel territorio del Mezzogiorno continentale. Quest’area della penisola è attraversata\,\nin quel momento\, dal fronte dei combattimenti tra tedeschi e angloamericani. La ricostruzione si\nsnoda attraverso molteplici livelli di analisi: i vertici\, i quadri intermedi\, la truppa e i rapporti con la\npopolazione di quest’area. Il volume si dipana prima delineando la situazione di questi territori nei\nmesi che precedono la sconfitta. A partire da alcuni nuclei più consistenti di fonti militari sono poi\nproposti alcuni episodi che riguardano le vicende di alcune delle unità in grigio-verde in queste\nregioni di fronte all’annuncio dell’armistizio. Infine si prova a gettare uno sguardo alla situazione\ndell’istituzione militare in questa zona nei mesi successivi alla resa.\nIndice\nTavola delle abbreviazioni; Introduzione; 1. La 7a Armata verso l’8 settembre; 2. I generali fuggono: il caso di Potenza e del comando della 7a Armata; 3. La tragedia del XIX Corpo d’Armata in Campania; 4. Puglia e Calabria: arriva il Re; 5. Dopo la sconfitta: indifferenza\, sfiducia e tentativi di ricostruzione; Conclusioni: dalla sconfitta al rifiuto della guerra;\nNote; Bibliografia; Indice dei nomi.
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SUMMARY:Percorsi e luoghi della conoscenza. Dialogando con Giovanni Solimine su biblioteche\, lettura e società
DESCRIPTION:Giovedì 30 marzo 2017\, alle ore 17.00\, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Palazzo Mattei di Giove – Via Michelangelo Caetani 32\, Roma)\, sarà presentato il volume Percorsi e luoghi della conoscenza. Dialogando con Giovanni Solimine su biblioteche\, lettura e società\, a cura di Giovanni Di Domenico\, Giovanni Paoloni\, Alberto Petrucciani\, Editrice Bibliografica\, 2016. Intervengono:\nSimonetta Buttò\, Rosa Maiello\, Giorgio Zanchini. Coordina: Vittorio Ponzani. Saranno presenti Giovanni Solimine e i curatori del volume. \nIl volume è una testimonianza di stima e di ringraziamento che alcuni colleghi\, collaboratori ed amici di Giovanni Solimine desiderano offrirgli per la sua attività di studioso e di docente universitario\, e si presenta come una sorta di “seminario virtuale” organizzato in tre “sessioni” o “tavole rotonde”\, dedicate rispettivamente alle Biblioteche pubbliche (gestione consapevole\, funzioni\, futuro)\, alla Lettura (dal quadro storico all’ambiente digitale) e al contesto più ampio in cui biblioteche e lettura sono stati inquadrati appunto da Giovanni Solimine nel suo recente volume Senza sapere. Ciascuna “sessione” contiene quattro o cinque “interventi di discussione”\, uno dei quali con funzione introduttiva e di raccordo. Gli interventi fanno il punto\, spesso a partire da sollecitazioni degli scritti di Giovanni Solimine\, sui temi più attuali che riguardano le trasformazioni delle biblioteche e della lettura nell’epoca della rete e il loro ruolo per la crescita culturale e sociale del paese\, in un momento in cui si avverte con particolare urgenza la necessità di rilanciare le politiche culturali\, dell’istruzione e della ricerca. Oltre ai curatori (Giovanni Di Domenico\, Giovanni Paoloni\, Alberto Petrucciani) intervengono Massimo Belotti\, Massimo Bray\, Paola Castellucci\, Gianfranco Crupi\, Tullio De Mauro\, Paolo Di Giovine\, Chiara Faggiolani\, Anna Galluzzi\, Mauro Guerrini\, Giuseppe Laterza\, Guido Melis\, Gino Roncaglia\, Paolo Traniello\, Maurizio Vivarelli\, Paul Gabriele Weston.
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SUMMARY:Gli editori del papa. Da Porta Pia ai Patti Lateranensi di Maria Iolanda Palazzolo
DESCRIPTION:Mercoledì 29 marzo 2017\, alle ore 17.00\, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Palazzo Mattei di Giove – Via Michelangelo Caetani 32\, Roma)\, sarà presentato il volume Gli editori del papa. Da Porta Pia ai Patti Lateranensi di Maria Iolanda Palazzolo\, Viella\, 2016. Intervengono: Don Giuseppe Costa\, Francesco Margiotta Broglio\, Giovanni Vian. Coordina: Mario Infelise. Sarà presente l’autrice. \nCosa succede alla Santa Sede quando\, con la fine del potere temporale\, perde le proprie case editrici più prestigiose\, attraverso le quali diffondeva i contenuti del suo magistero? Quali le strategie comunicative e i nuovi strumenti editoriali che le consentono di riprendere l’iniziativa e di parlare di nuovo al mondo\, sotto i difficili pontificati di Leone XIII e di Pio X?\nQuesto volume\, attraverso l’analisi di una ricca documentazione archivistica\, dà una risposta a questi interrogativi ricostruendo la storia\, finora sconosciuta\, di alcune case editrici straniere già largamente affermate nei territori di origine – la belga Desclée\, la tedesca Pustet – ed in contatto con potenti esponenti della curia\, che divengono le vere protagoniste della revanche cattolica\, spesso in aspro conflitto tra loro per la conquista del vasto mercato dei libri liturgici e di pietà.\nDopo aver analizzato i rapporti con gli autori accusati di modernismo\, da Buonaiuti a Duchesne\, prima accolti nei cataloghi poi rifiutati per non offuscare la propria immagine di fedeli esecutori della politica papale\, il libro ripercorre le tappe che porteranno alla nascita nel 1926 della Libreria Editrice Vaticana.
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SUMMARY:Penso che un sogno così non ritorni mai più. L'Italia del miracolo tra storia\, cinema\, musica e televisione a cura di Pietro Cavallo\, Pasquale Iaccio
DESCRIPTION:Mercoledì 22 marzo 2017\, alle ore 17.00\, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Palazzo Mattei di Giove – Via Michelangelo Caetani 32\, Roma)\, sarà presentato il volume Penso che un sogno così non ritorni mai più. L’Italia del miracolo tra storia\, cinema\, musica e televisione a cura di Pietro Cavallo\, Pasquale Iaccio\, Liguori\, 2016. Intervengono: Marco Damilano\, Marco Gervasoni\, Enrico Menduni. Coordina: Maurizio Zinni. Saranno presenti i curatori.\nAnni di grandi cambiamenti e speranze quelli del miracolo economico. Sognavamo\, noi italiani\, di “volare”\, abbandonando finalmente le miserie e le sofferenze del dopoguerra. Il volume intende seguire questo “volo” attraverso nuove ricerche sulla società italiana negli anni del boom\, incentrate\, oltre che sulle fonti tradizionali\, su quelle audiovisive (cinema\, musica\, televisione). Gli audiovisivi\, infatti\, essendo agenti e nello stesso tempo specchio dei cambiamenti\, consentono di cogliere\, attraverso le loro suggestioni\, le dinamiche di un Paese che viveva\, con fatica ed esaltazione\, la sua “grande trasformazione”.
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SUMMARY:La storia del Policlinico Umberto I: quando scienza e carità si diedero appuntamento a Roma
DESCRIPTION:Sabato 18 marzo\, alle 11.00\, a Roma\, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Via Michelangelo Caetani\, 32) \nINCONTRO SUL TEMA “LA STORIA DEL POLICLINICO UMBERTO I: QUANDO SCIENZA E CARITÀ SI DIEDERO APPUNTAMENTO A ROMA”\na cura di Luca Borghi \nNell’ambito del ciclo Educare alla città: luoghi e temi della scienza\, organizzato dalla Sovrintendenza capitolina ai beni culturali\, in collaborazione con il Dipartimento Storia Culture religioni della Sapienza Università di Roma e la Biblioteca di storia moderna e contemporanea \nFin dai primissimi anni di Roma capitale\, il grande clinico Guido Baccelli (1830-1916) sognava di dotare la città di un nuovo grande ospedale costruito ex-novo secondo le più avanzate tendenze dell’epoca in fatto di architettura sanitaria.  Ma solo il 19 gennaio 1888 poté aver luogo la solenne cerimonia di posa della prima pietra\, proprio nei giorni in cui\, dall’altra parte del Tevere\, iniziavano le celebrazioni per il giubileo sacerdotale di Leone XIII.\nBaccelli riuscì a organizzare le cose in grande stile e a presiedere la cerimonia furono il Re Umberto – al quale si era già deciso di intitolare il nuovo grande ospedale universitario romano – e la Regina Margherita\, alla presenza del Principe di Napoli (il futuro Re Vittorio Emanuele III\, allora diciottenne)\, di molti Ministri\, parlamentari\, professori e funzionari pubblici. In una ricostruzione di quell’evento\, pubblicata nel 1894\, si racconterà: “Guido Baccelli\, a cui spettava l’onore di ricevere gli augusti personaggi\, così salutò i Sovrani d’Italia: (…) A Voi dunque spetta o Sire\, (…) porre la prima pietra di questo grande istituto\, a Voi decorarlo del vostro nome\, perché qui verranno i derelitti della fortuna\, a sentire gli effetti benefici di quell’amplesso immortale che si daranno nel vostro nome augusto la Scienza e la Carità. (…) Mentre la pietra\, spalmata di calce da Re Umberto\, calava nella fossa preparata a custodirla (…) dalla circostante immensa folla\, composta per la maggior parte di medici e di studenti universitari\, si elevavano entusiastiche grida plaudenti alla nobile istituzione e bene auguranti al prospero suo avvenire”.\nC’è però un significativo particolare che\, assente nei resoconti ufficiali\, viene però registrato dal corrispondente del British Medical Journal. Il Re\, rispondendo al saluto rivoltogli da Baccelli\, pare puntualizzasse che “per quanto gratificante potesse essere quell’occasione\, sarebbe stato per lui un giorno più felice quello in cui\, completato l’edificio\, vi avrebbe potuto visitare i malati”. A parte forse l’involontaria ironia del Re piemontese nei confronti dei ritmi di lavoro romani\, i lavori del Policlinico si sarebbero protratti così a lungo che egli non avrebbe fatto in tempo a vederli conclusi.\nL’inaugurazione ufficiale del nuovo Policlinico poté avvenire\, infatti\, solo nell’aprile del 1906\, in occasione del giubileo universitario di Baccelli e alla presenza del nuovo Re Vittorio Emanuele III. Ciò che precedette\, accompagnò e seguì queste due cerimonie è una lunga storia di sanità\, di scienza\, di arte\, di archeologia\, di politica e… di romanità\, che merita di essere raccontata.\nLuca Borghi (Bologna\, 1962) insegna Storia della Medicina all’Università Campus Bio-Medico di Roma. Nel medesimo Ateneo è membro della giunta direttiva dell’Istituto di Filosofia dell’Agire Scientifico e Tecnologico (FAST). Partito dalla filosofia della scienza e dalla bioetica\, è approdato alla storia delle discipline biomediche e s’interessa particolarmente alle tracce materiali lasciate da tale storia: nei luoghi\, nei libri e negli strumenti antichi cerca indicazioni sul modo di essere degli uomini e delle donne che di quella storia sono stati i protagonisti. Ha promosso e coordina il progetto “Himetop – The History of Medicine Topographical Database” (himetop.net)\, una base di dati internazionale ad accesso libero e a sviluppo partecipativo\, che ha lo scopo di localizzare\, descrivere e valorizzare i luoghi della storia della medicina e della sanità. Tra le sue pubblicazioni: Umori. Il fattore umano nella storia delle discipline biomediche (SEU\, 2012); con Antonio Infante\, Ai bambini e ai fiori\, lo splendore del sole. Il ruolo dell’Istituto Gaslini nella storia della pediatria (Rizzoli\, 2015); Il medico di Roma. Vita\, morte e miracoli di Guido Baccelli (1830-1916) (Armando\, 2015).
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SUMMARY:La catena d’unione. Contributi per una storia della massoneria di Gian Mario Cazzaniga
DESCRIPTION:Giovedì 16 marzo 2017\, alle ore 17.00\, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Palazzo Mattei di Giove – Via Michelangelo Caetani 32\, Roma)\, sarà presentato il volume La catena d’unione. Contributi per una storia della massoneria di Gian Mario Cazzaniga\, ETS\, 2016. Intervengono: Luigi Capogrossi Colognesi\,\nAntonino De Francesco\, Bernardino Fioravanti\, Carlo Ricotti. Coordina: Lauro Rossi. Sarà presente l’autore.\nDopo La religione dei moderni\, Pisa\, ETS\, 1999 e la direzione per la Storia d’Italia Einaudi di due\nAnnali collettanei: Massoneria\, 2006 ed Esoterismo\, 2010\, l’autore presenta ora trentuno saggi con cui delinea una storia generale della massoneria e di altre società riservate ad essa correlate (Carboneria\, Fratelli Cacciatori\, Cavalieri del Lavoro). Il volume è diviso per sezioni tematicocronologiche\, così da riassumerne una storia dagli inizî al primo Novecento: I. Origini della\nmassoneria II. Massoneria e illuminismo III. Massoneria e università a Pisa IV. Massoneria e rivoluzioni moderne V. Massoneria e Risorgimento VI. Massoneria e movimento operaio. In questi saggi la massoneria viene collocata all’interno della fioritura dell’associazionismo volontario nel XVIIIº secolo\, espressione dunque del fenomeno costitutivo della modernità: l’invenzione del\nlegame sociale e l’affermarsi di una visione della comunità umana come autopoiesi. La catena d’unione\, simbolo di fraternità universale e legame che unisce fra loro sia ritualmente i membri di una loggia sia idealmente tutti i massoni sparsi per il mondo\, ne è immagine esemplare. Il programma di perfezionamento dell’uomo che aspira a riacquistare libertà ed eguaglianza naturali\, maturato nelle logge settecentesche\, finirà per incontrare\, con esiti alterni\, le rivoluzioni atlantiche\, il sorgere di stati-nazione e il tentativo di unirli in associazioni sovranazionali di arbitrato e difesa della pace. Ciò che resta come grande eredità è il modello associativo muratorio\, di cui avremo\nfiliazioni molteplici nell’Ottocento\, dalle società operaie di mutuo soccorso alle prime società sportive e al partito di massa\, in cui la politica si costituisce come religione dei moderni. Dopo gli studi di Francovich e Giarrizzo sulla massoneria settecentesca italiana ed europea questo volume cerca ora di delinearne una storia mondiale inserita nella vita culturale e sociale del mondo occidentale.
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SUMMARY:Il lavoro delle donne nelle città dell'Europa moderna\, di Anna Bellavitis
DESCRIPTION:Lunedì 13 marzo 2017\, alle ore 17.00\, in collaborazione con la Società italiana delle storiche\, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Palazzo\nMattei di Giove – Via Michelangelo Caetani 32\, Roma)\, sarà presentato il volume vincitore della XIV edizione del Premio “Gisa Giani”\, Il lavoro delle donne nelle\ncittà dell’Europa moderna di Anna Bellavitis\, Viella\, 2016. Intervengono: Angela Groppi\, Luca Molà. Coordina: Angiolina Arru. Sarà presente l’autrice. \nCome viveva una lavoratrice in una città dell’Europa moderna? Che opportunità le si offrivano e quali barriere si opponevano alla sua carriera lavorativa? Quali attività poteva svolgere e a quali salari poteva aspirare? Artigiane\, commercianti\, balie e prostitute\, ma anche mercantesse\, artiste\, giornaliste e capitane d’industria\, le donne ebbero un ruolo fondamentale nell’evoluzione economica della società europea\, nonostante i molti limiti che leggi e tradizioni imposero alla loro libertà di azione e movimento. Sulla base di un’ampia bibliografia internazionale e di inedite\nricerche d’archivio\, questo libro offre una ricca panoramica delle attività economiche delle donne\nnelle case e nelle botteghe\, sulle strade e nei mercati\, nei conventi e negli ospedali\, inserendole nei\ngrandi mutamenti che caratterizzarono l’età moderna\, dalla globalizzazione all’industrializzazione\, dalle riforme religiose alla rivoluzione dei consumi\, nell’ambito di una vasta area geografica\, che va dall’Italia alla Scandinavia\, dalla Spagna alla Polonia.
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SUMMARY:Calendario civile. Per una memoria laica\, popolare e democratica degli italiani
DESCRIPTION:Giovedì 9 marzo 2017\, alle ore 17.00\, in collaborazione con il Circolo Gianni Bosio\, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Palazzo Mattei di Giove – Via Michelangelo Caetani 32\, Roma)\, sarà presentato il volume Calendario civile. Per una memoria laica\, popolare e democratica degli italiani\, a cura di Alessandro Portelli\, Donzelli\, 2017. Intervengono: Andreina De Clementi\, Domenico Rizzo. Coordina: Patrizia Rusciani. \nIntervento musicale del coro Sabatoincanto diretto da Patrizia Nasini dedicato alla Giornata internazionale delle donne. \nUn originalissimo progetto collettivo all’insegna della storia e dell’impegno civile\, il libro lancia e articola la proposta di un «Calendario civile»\, parallelo a quello religioso\, scandito da 22 date celebrative di passaggi cruciali della nostra storia democratica e della nostra tradizione repubblicana. Fin dai primi anni del secondo dopoguerra\, la questione di una ritualità altra\, di un ciclo dell’anno laico\, si è posta come fondamento di una comunità civile. È in questo spirito che si sono cominciati a celebrare avvenimenti del nostro Risorgimento come la Breccia di Porta Pia o la proclamazione della Repubblica romana\, e si è ripreso a festeggiare ricorrenze come l’8 marzo. Non è stato un processo semplice: certe date\, come il 2 giugno\, hanno avuto un’origine istituzionale; altre\, come il Primo maggio\, sono state faticosamente riconquistate; altre ancora\, come quelle della strage di piazza Fontana o del G8 di Genova\, sono sorte dal basso e fanno parte di una memoria tuttora in formazione. I 22 capitoli di questo libro narrano dunque di un calendario in divenire; essi non si limitano alla sola ricostruzione di ciascuna data\, bensì la connettono a un contesto storico e geografico più ampio. Così\, le pagine dedicate alla data del referendum sul divorzio rinviano anche alla celebrazione di quello sull’aborto e alla storia della riforma del diritto di famiglia. Allo stesso modo\, l’occupazione delle fabbriche o il Primo maggio sono l’occasione per raccordare la storia e la memoria del movimento operaio alla sua realtà presente. Così ancora\, l’8 settembre non segna solo l’inizio di una nuova Italia\, ma anche l’avvento di un protagonismo civile delle donne\, di un inedito maternage di massa. E il 3 ottobre riannoda il tragico ricordo del recente naufragio dei migranti di Lampedusa agli infausti precedenti dell’invasione italiana dell’Etiopia. A dare ulteriore sostanza storica a questo calendario\, ogni data è accompagnata da una preziosa appendice di brevi documenti di storia orale\, di brani autobiografici\, poetici o musicali. L’obiettivo è la costruzione di un patrimonio di tradizioni condiviso: la storia e il passato aiutano così a comprendere\, trasmettere e ricordare\, rafforzando il tessuto della nostra comunità nazionale\, sconfiggendo i rischi dell’oblio\, e costruendo una cittadinanza capace di non smarrirsi nelle sfide del nostro tempo. Ideato e coordinato da Alessandro Portelli\, «Calendario civile» è un progetto nato dalla collaborazione tra la Donzelli editore e il Circolo Gianni Bosio\, che oltre a dar vita al volume scritto a più mani\, prevede un ciclo di eventi e spettacoli dal vivo intrecciati con i documenti orali contenuti nel volume.
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SUMMARY:Donne\, potere\, religione
DESCRIPTION:Venerdì 3 marzo 2017\, alle ore 17.00\, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Palazzo Mattei di Giove – Via Michelangelo Caetani 32\, Roma)\, sarà presentato il volume Donne potere religione\, a cura di Marina Caffiero\, Maria Pia Donato\, Giovanna Fiume\, FrancoAngeli\, 2017. Intervengono: Paolo Broggio\, Tommaso Caliò\, Franca Ela Consolino. Coordina: Rosanna De Longis. \nI contributi degli studiosi che hanno collaborato al volume sono ripartiti in tre sezioni\, relative alle questioni di genere\, alla vita religiosa e alla santità. Gli interventi\, pur spaziando su un arco cronologico molto vasto\, rivelano un ineludibile intreccio\, il cui perno è il protagonismo femminile. \nScritti di: Ángela Atienza López\, Javier Burrieza Sánchez\, Anna Calissano\, Dinora Corsi\, Paolo Cozzo\, Bernard Dompnier\, Ida Fazio\, Bernadette Majorana\, Elisabetta Marchetti\, René Millar Carvacho\, Silvia Mostaccio\, Claudio Rolle\, Roberto Rusconi\, Olaya Sanfuentes\, Alessandro Serra\, Maria Rosaria Stabili\, Cécile Vincent-Cassis. \nMarina Caffiero insegna Storia moderna alla Sapienza. Studiosa di storia sociale e culturale dell’Europa moderna\, ha dedicato particolare attenzione ai rapporti tra religione e politica\, alla storia di genere e alla storia delle comunità ebraiche nell’Italia moderna. \nMaria Pia Donato\, docente di Storia moderna all’Università di Cagliari\, lavora attualmente al Cnrs presso l’Institut d’histoire moderne et contemporaine di Parigi. Tra i suoi interessi\, la storia politica\,\nsociale e culturale di Roma moderna e la storia della medicina e della scienza. \nGiovanna Fiume insegna Storia moderna all’Università di Palermo. Studiosa di storia sociale e storia di genere\, si è occupata di schiavitù e conversioni nel Mediterraneo e ha studiato i processi di canonizzazione di Benedetto il Moro e di Juan de Ribera.
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SUMMARY:Dal libero scambio all’autarchia. Gino Borgatta e gli «interessi dell’economia nazionale»
DESCRIPTION:Giovedì 23 febbraio 2017\, alle ore 17.00\, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Palazzo Mattei di Giove – Via Michelangelo Caetani 32\, Roma)\, sarà presentato il volume Dal libero scambio all’autarchia. Gino Borgatta e gli «interessi dell’economia nazionale» di Luca Tedesco\, Aracne\, 2016. Intervengono: Manfredi Alberti\, Simone Misiani. Coordina: Giovanni Farese. Sarà presente l’autore. \nGino Borgatta è stato oggetto di interesse da parte della comunità scientifica italiana e internazionale soprattutto in relazione ai suoi studi di sociologia finanziaria. Meno indagato è stato invece il lavoro svolto dall’economista aostano\, allievo di Vilfredo Pareto e Luigi Einaudi\, in materia di politica commerciale\, ambito in cui ha ricoperto un ruolo rilevante sia sotto il profilo scientifico che politico. Le analisi di Borgatta circa il protezionismo cerealicolo e siderurgico\, infatti\, inaugurarono una ricca stagione di studi\, mentre indubbiamente originale fu la sua proposta in tema di autarchia negli anni Trenta. La stessa proposta sarebbe stata veicolata sulla grande stampa d’opinione\, facendo di Borgatta un infaticabile opinion maker. \nLuca Tedesco\, già docente Erasmus presso la Freie Universität di Berlino e Professore associato in Storia contemporanea presso l’Università degli Studi Roma Tre\, dirige la collana Liberismi italiani dell’Istituto Bruno Leoni di Torino. Ha pubblicato diverse monografie e articoli sulla storia del pensiero economico\, tra cui Il protezionismo come irrazionalità economica e “sentimento di egoismo patriottico” nell’analisi e nella denuncia di Gino Borgatta sulla grande stampa d’opinione\, 2016; Gino Borgatta e la crisi economica degli anni Trenta tra protezionismo condizionato e autarchia inderogabile\, in «Il pensiero economico italiano»\, 1\, 2012; Il canto del cigno del liberoscambismo: la Lega antiprotezionista e il suo primo convegno nazionale\, 2008; Un tentativo di fronte “padronale”: la Confintesa (1956-1958)\, in «Ventunesimo Secolo»\, 15\, 2008 e L’alternativa liberista. Crisi di fine secolo\, antiprotezionismo e finanza democratica nei liberisti radicali (1898–1904)\, 2002.
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SUMMARY:Due libri su Simone Weil
DESCRIPTION:Venerdì 17 febbraio 2017\, alle ore 17.00\, in collaborazione con Azioni Parallele e IISF (Istituto Italiano per gli Studi Filosofici) Scuola di Roma\, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Palazzo Mattei di Giove – Via Michelangelo Caetani 32\, Roma)\, presentazione dei volumi Esistenza e storia in Simone Weil\, a cura di Luigi Antonio Manfreda\, Federica Negri\, Aldo Meccariello\, Asterios edizioni\, 2016 e\nSimone Weil. L’attenzione al reale\, di Robert Chenavier\, a cura di Federica Negri\, Asterios edizioni\, 2016. Intervengono: Gabriella Caramore\, Mario Tronti. Coordina:\nGabriella Baptist. Saranno presenti i curatori e gli autori dei due volumi.\n“Morta all’età di trentaquattro anni nel 1943\, Simone Weil ha dimostrato\, nella sua vita e nel suo\npensiero\, una tale responsabilità al tempo stesso intellettuale\, morale e politica\, da conferire alla sua\nopera un’esigenza di coerenza\, pur senza diventare mai una specie di sistema.” (R. Chenavier)\nEsistenza e storia in Simone Weil raccoglie gli atti di un convegno realizzato a Monte Porzio Catone\nil 15 e 16 Aprile 2015 Gli studiosi che hanno animato il convegno sono stati sollecitati in maniera\nprofonda da questa pensatrice coerente ed estrema del ‘900\, evidenziando il grande interesse che è\ntuttora riscontrabile nelle sue opere. La tematica del convegno posizionatasi su esistenza e storia è\nstata la sfida bella e difficile per tutti gli interventi che hanno colto le ragioni di una vita che si fa\nopera\, di un pensiero in movimento che non smette di parlarci ancora. (dall’Introduzione dei curatori)\nCiò che emerge dal volume di Chenavier è l’immagine “camaleontica” della Weil in tutta la sua stupefacente grandezza\, che l’autore tratteggia con scientifico distacco e chirurgica precisione. Il compito di consegnare al lettore l’idea di quello che è stato l’iter intellettuale ed esistenziale della Weil è affidato al primo capitolo\, Dalla “vita reale” al “paese reale”\, nel quale (volutamente) l’autore ripercorre\, senza pause e in un vortice di informazioni\, tutti i sentieri percorsi dalla Weil durante il suo cammino. È invece compito degli altri capitoli esplicitare e dare ragione dei concetti\nchiave emersi nel primo. (Luca Bianchin\, Azioni parallele http://www.azioniparallele.it/31-simone-weil/140-\nchenavier-attenzione-weil.html)
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SUMMARY:Il posto di ciascuno. Fratelli\, sorelle e fratellanze (XVI-XIX secolo)
DESCRIPTION:Giovedì 16 febbraio 2017\, alle ore 17.00\, in collaborazione con l’Istituto storico italiano per l’età moderna e contemporanea\, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Palazzo Mattei di Giove – Via Michelangelo Caetani 32\, Roma)\, sarà presentato il volume Il posto di ciascuno. Fratelli\, sorelle e fratellanze (XVI-XIX secolo) di Benedetta Borello\, Viella\, 2016. Intervengono: Renata Ago\, Maria Pia Donato\, Maria Antonietta Visceglia. Coordina: Marcello Verga. Sarà presente l’autrice.\nCosa significava avere un fratello o una sorella nell’Europa di antico regime? In che modo funzionava la rete dei sostegni parentali in un mondo di rapporti poco “liquidi”\, nel quale il familismo non aveva una connotazione negativa? Questo libro affronta tali questioni osservando anzitutto come si comportavano i fratelli tra loro e quanto litigavano sulle cose di casa; ma si occupa anche dell’amore fraterno come ideale cristiano e dello spirito che animava le fratellanze di\nmestiere o che serrava i ranghi dei fratelli in armi. Ogni relazione tra fratelli e sorelle aveva e ha una\ndoppia vita: quella delle esistenze quotidiane\, che lo scavo negli archivi restituisce nella sua materialità; e quella pensata\, immaginata\, idealizzata nei discorsi e raffigurata nei dipinti. I quadri\, la disposizione delle stanze nelle piante degli architetti\, i trattati giuridici\, quelli di medicina e di geografia\, le decisioni dei tribunali e persino gli atti notarili servivano infatti a definire la posizione da ricoprire all’interno di un gruppo coeso di simili: un posto ben preciso che ciascuno poteva accettare serenamente\, avversare con violenza\, negoziare morbidamente e\, talvolta\, apertamente negare\, ma che era inequivocabilmente il suo.\nBenedetta Borello insegna storia moderna e contemporanea all’università dell’Aquila. Si è occupata a lungo di storia delle élites italiane e di storia della famiglia in Europa tra XV e XIX secolo. Tra le sue pubblicazioni: Trame sovrapposte. La socialità aristocratica e le reti di relazioni femminili a Roma\, XVII-XVIII secolo (ESI 2003)\, con Renata Ago\, Famiglie. Circuiti di beni\,\ncircolazioni di affetti in età moderna (Roma 2008)\, Pubblico e pubblici di Antico regime (Pacini\n2009).
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SUMMARY:Follia\, culture\, discorso scientifico: il manicomio di Roma tra '800 e primo '900
DESCRIPTION:Sabato 11 febbraio\, alle 11.00\, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Via Michelangelo Caetani\, 32 – Roma)\, per il ciclo “I luoghi della scienza”\, organizzato dalla Sovrintendenza capitolina in collaborazione con la Biblioteca di storia moderna e contemporanea nell’ambito del programma Educare alle mostre educare alla città\, si terrà l’incontro con Vinzia Fiorino sul tema:\nFollia\, culture\, discorso scientifico: il manicomio di Roma tra ‘800 e primo ‘900 \n________________________________________\nNel 1850 un’importante novità segna la storia del manicomio romano: un medico alienista – Giovanni Gualandi – ne assume la direzione medica\, introduce la cartella clinica\, applica nuove categorie nosografiche\, ma soprattutto diffonde l’utopia della guarigione dalla malattia mentale. Quale sarà il nuovo rapporto che l’istituzione manicomiale instaurerà con la società romana? Sulle cartelle cliniche\, al di là di ogni utopia medica\, vengono annotate sensazioni\, esperienze e idee sul corpo e sulla malattia profondamente radicate nella società del tempo; quale relazione avranno queste solide tradizioni culturali con il nuovo discorso scientifico?  \nVinzia Fiorino\, professore associato di Storia contemporanea all’Università di Pisa. Tra le sue pubblicazioni si ricordano: Spazi manicomiali nel Novecento\, a cura di Maddalena Carli e Vinzia Fiorino\, in: “Memoria e ricerca: MR. Rivista di storia contemporanea”\, n. 47/2014; Il lungo Ottocento e le sue immagini: politica\, media\, spettacolo\, a cura di Vinzia Fiorino\, Gian Luca Fruci\, Alessio Petrizzo\, Pisa\, ETS\, 2013; Smarrimenti e ricomposizioni: il dopoguerra a Pisa (1946-1947)\, Pisa\, ETS\, 2012; Plastiche\, a cura di Vinzia Fiorino e Alessandra Gissi\, numero monografico di “Genesis. Rivista della Società italiana delle storiche”\, n. 1/2011; Carla Lonzi: la duplice radicalità. Dalla critica militante al femminismo di Rivolta\, a cura di Lara Conte\, Vinzia Fiorino\, Vanessa Martini\, Pisa\, ETS\, 2011; Le officine della follia. Il frenocomio di san Girolamo in Volterra (1888-1978)\, Pisa\, ETS\, 2011; Una donna\, un voto\, numero monografico di “Genesis. Rivista della Società italiana delle storiche”\, n. 2\, 2006; Matti\, indemoniate e vagabondi. Dinamiche di internamento manicomiale tra Otto e Novecento\, Venezia\, Marsilio\, 2002; Rivoltare il mondo\, abolire la miseria. Un itinerario dentro l’utopia di Franco Basaglia (1953-1980)\, Pisa\, ETS\, 1994. \nIl programma è realizzato in collaborazione con: Dipartimento Cultura – Archivio Storico Capitolino; Istituzione Biblioteche di Roma; Biblioteca di Storia Moderna e Contemporanea; Istituto Luce Cinecittà s.r.l.; Sapienza Università di Roma – Dipartimento di Storia\, Culture\, Religioni; Sapienza Università di Roma – Dipartimento di Storia dell’arte e spettacolo; Università degli Studi Roma Tre – Dipartimento di Architettura; Accademia di Belle Arti; Società Italiana delle Storiche.\nProgetto a cura di Nicoletta Cardano\nIl ciclo Educare alla città: luoghi e temi della scienza è ideato e curato da Federica Favino\, Dipartimento di Storia\, Culture\, Religioni – Sapienza Università di Roma. \nPer prenotare telefonare al numero 060608 (tutti i giorni dalle 9.00 alle 21.00)\nMax 60 persone. È previsto il rilascio dell’attestato di formazione.
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SUMMARY:La Grande guerra delle donne
DESCRIPTION:Mercoledì 8 febbraio 2017\, alle ore 17.00\, in collaborazione con la Società italiana delle storiche e con la Fondazione Nilde Iotti\, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Palazzo Mattei di Giove – Via Michelangelo Caetani 32\, Roma)\, saranno presentati i volumi Donne “comuni” nell’Europa della Grande guerra\, a cura di Roberto Bianchi e Monica Pacini (n. monografico di «Genesis»\, 2016/1) e La Grande guerra delle italiane. Mobilitazioni\, diritti\, trasformazioni\, a cura di Stefania Bartoloni\, Viella\, 2016.\nIntervengono: Marina D’Amelia\, Emilio Franzina\, Alessandra Staderini. Coordina: Rosanna De Longis. \nLa totalità delle donne dei paesi belligeranti fu toccata dalla guerra: in modi diversi dagli uomini\, bambine\, fanciulle e donne dovettero fare i conti con un conflitto d i dimensioni globali che lasciò sui campi di battaglia dieci milioni di soldati\, causò un numero imprecisato di morti fra i civili\, mobilitò immense risorse economiche\, sociali e culturali\, coinvolse i paesi neutrali\, ridisegnò le carte geografiche e segnò la fine della supremazia europea sul mondo. I contributi che compongono il volume a cura di Stefania Bartoloni analizzano le reazioni femminili di fronte al conflitto e alle sue conseguenze\, e come queste influirono sulla vita delle donne\, sulla famiglia\, sul lavoro\, sull’attività politica e assistenziale\, sulle identità e le relazioni tra i generi\, sulla costruzione della memoria.\nLa ricorrenza del centenario del primo conflitto mondiale ha rappresentato – sottolineano Roberto Bianchi e Monica Pacini nell’introduzione del fascicolo di «Genesis» – “un’occasione per testare l’efficacia della griglia di analisi di genere in rapporto a le fait guerrier su un orizzonte temporale lungo e geograficamente esteso\, avendo alle spalle il bagaglio di ricerche\, interrogativi e inquietudini suscitate dalle ‘nuove guerre’ e dai massacri di massa degli ultimi venticinque anni”; il tema delle donne “comuni” nell’Europa in guerra è sembrata “una prospettiva utile per far dialogare la specificità della società italiana con quella di altri paesi mobilitati nell’avventura e nella sciagura della prima guerra totale moderna”.
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SUMMARY:1917. L’anno della rivoluzione
DESCRIPTION:Martedì 7 febbraio 2017\, alle ore 17.00\, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Palazzo Mattei di Giove  – Via Michelangelo Caetani 32\, Roma)\, sarà presentato il volume 1917. L’anno della rivoluzione di Angelo d’Orsi\, Laterza\, 2016. Intervengono: Cecilia Dau Novelli\, Guido Liguori\, Raul Mordenti. Coordina: Rosanna De Longis. Sarà presente l’autore. \nIl racconto di un anno che ha cambiato la storia: Fatima e Caporetto\, il Palazzo d’Inverno e la Casa Bianca\, Lenin e Mata Hari…\nA marzo una rivoluzione ‘democratica’ costringe lo zar Nicola II ad abdicare. In aprile gli Usa fanno il loro ingresso nel conflitto mondiale\, a maggio tre pastorelli vedono una ‘Signora’ biancovestita a Fatima in Portogallo\, a luglio il capitano inglese Lawrence (detto poi d’Arabia) strappa Aqaba ai turchi e ad agosto Benedetto XV pronuncia le sue parole contro ‘l’inutile strage’ che da tre anni sta insanguinando l’Europa e il mondo. A settembre si moltiplicano gli ammutinamenti al fronte e i tumulti nelle città contro la guerra\, ad ottobre a Parigi viene fucilata Margaretha Zelle\, danzatrice nota come Mata Hari\, e contemporaneamente le truppe italiane vengono travolte a Caporetto. A novembre\, mentre i bolscevichi conquistano il Palazzo d’Inverno\, la Dichiarazione Balfour apre la strada alla creazione dello Stato di Israele e a una nuova organizzazione del Medio Oriente. A dicembre in Italia il presidente del Consiglio Orlando esorta il paese a «resistere! resistere! resistere!»…\n12 mesi per raccontare\, tra fatti e ideologie\, l’anno in cui tutto è cambiato\, in cui il Novecento si è fatto secolo\, in cui sono stati stretti nodi che ancora ci imprigionano. Un affresco mosso e dai colori forti e appassionati. 12 capitoli attraverso i quali l’autore suggerisce accostamenti inediti e riferimenti al presente\, che per tanti versi ne ha raccolto l’eredità. \nAngelo d’Orsi è professore ordinario di Storia del pensiero politico all’Università di Torino. Dirige “Historia Magistra. Rivista di storia critica”\, “Gramsciana. Rivista internazionale di studi su Antonio Gramsci”\, il FestivalStoria e collabora a varie testate giornalistiche. Tra le sue pubblicazioni: La cultura a Torino tra le due guerre (Einaudi 2000); Intellettuali nel Novecento italiano (Einaudi 2001); I chierici alla guerra. La seduzione bellica sugli intellettuali da Adua a Baghdad (Bollati Boringhieri 2005); Guernica\, 1937. Le bombe\, la barbarie\, la menzogna (Donzelli 2007); 1989. Del come la storia è cambiata\, ma in peggio (Ponte alle Grazie 2009); L’Italia delle idee. Il pensiero politico in un secolo e mezzo di storia (Bruno Mondadori 2011).
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