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SUMMARY:Terrorismo rosso. La sinistra eversiva nell'Italia repubblicana di Marco Benadusi
DESCRIPTION:Giovedì 13 aprile 2017\, alle ore 17.00\, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Palazzo Mattei di Giove – Via Michelangelo Caetani 32\, Roma)\, sarà presentato il volume Terrorismo rosso. La sinistra eversiva nell’Italia repubblicana di Marco Benadusi\, Tra le righe libri\, 2016. Intervengono: Giovanni Mario Ceci\, Miguel Gotor\, Claudio Signorile. Sarà presente l’autore \nLa storia del terrorismo rosso\, dagli anni di piombo al ritorno delle Br con gli omicidi di D’Antona e Biagi. Un campo minato di depistaggi e inquinamenti\, mistificazioni e patti di silenzio\, la cui ragion d’essere va rintracciata nelle diffuse complicità di cui i gruppi armati poterono godere. Su due fronti distinti e paralleli: da una parte le contiguità\, cioè le vicinanze ideali e materiali di un’area solidale o comunque compiacente; dall’altra le strumentalizzazioni volte a utilizzare il sovversivismo per logiche di potere. Con un capillare utilizzo delle fonti disponibili\, il cammino della sinistra eversiva viene ripercorso soffermandosi sulle sue principali zone d’ombra: le origini della lotta armata\, il livello internazionale\, gli intrecci con il movimento extraparlamentare\, le opache vicissitudini che portarono al declino e poi alla rinascita del brigatismo. Mentre procedono i lavori della nuova Commissione d’inchiesta sul rapimento e la morte di Aldo Moro\, si propone anche un’originale analisi di questo fondamentale e irrisolto capitolo dell’Italia repubblicana.
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SUMMARY:Generare\, partorire\, nascere. Una storia dall’antichità alla provetta di Nadia Maria Filippini
DESCRIPTION:Martedì 11 aprile 2017\, alle ore 17.00\, in collaborazione con la SIS – Società italiana delle storiche\, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Palazzo Mattei di Giove – Via Michelangelo Caetani 32\, Roma)\, sarà presentato il volume Generare\, partorire\, nascere. Una storia dall’antichità alla provetta di Nadia Maria Filippini\, Viella\, 2017. Intervengono: Maria Luisa Boccia\, Marina D’Amelia\, Alessandra Gissi\, Chiara Lalli. Coordina: Margherita Pelaja. Sarà presente l’autrice. \nPer la prima volta in Italia\, il volume ricostruisce la storia del parto e della nascita in Occidente dal mondo antico ai nostri giorni\, analizzandone gli snodi e i cambiamenti più significativi: la fondazione del discorso medico-scientifico nella Grecia antica\, la svolta impressa dal cristianesimo\, l’affermarsi della figura del chirurgo-ostetrico nel Settecento\, la medicalizzazione del parto\, fino alla rivoluzione delle tecnologie riproduttive del Novecento. In un percorso appassionante ripercorre una storia tutt’altro che lineare\, progressiva od omogenea; densa di permanenze\, oltre che di trasformazioni; di confronti\, scontri\, conflitti.\nLa scelta di tenere insieme “generazione\, gravidanza-parto e nascita” esprime l’intento di mettere a fuoco l’evento nella sua interezza e di considerare tutti i soggetti coinvolti\, il cui ruolo e rilevanza mutano in relazione alle forme di rappresentazione\, risultando cruciali nel condizionare pratiche e principi deontologici. La storia è indagata nelle sue molteplici sfaccettature culturali\, sociali\, religiose\, da cui discendono rituali e pratiche terapeutiche\, norme religiose e civili\, forme di potere e disciplinamento del corpo femminile. In questa prospettiva si rivela un capitolo cruciale della storia culturale\, sociale e di genere\, un osservatorio fondamentale per la storia delle donne\, oltre che uno strumento indispensabile per capire la complessa realtà del presente.
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SUMMARY:Il grande cocomero. L'Istituto di neuropsichiatria infantile di via dei Sabelli: conferenza di Matteo Fiorani
DESCRIPTION:Sabato 8 aprile 2017\, alle ore 11.00\, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Via Michelangelo Caetani\, 32 – 00186 Roma)\, nell’ambito del  ciclo “Educare alla città: I luoghi della scienza” organizzato dalla Sovrintendenza capitolina ai beni culturali in collaborazione con la Biblioteca di storia moderna e contemporanea e il Dipartimento di Storia culture religioni della Sapienza Università di Roma\, si terrà l’incontro con Matteo Fiorani sul tema:\nIl grande cocomero. L’Istituto di neuropsichiatria infantile di via dei Sabelli \nL’Istituto di neuropsichiatria infantile fu fondato da Giovanni Bollea a fine anni Sessanta\, in via dei Sabelli\, nel quartiere San Lorenzo. Luogo universitario di formazione ma anche di cura e assistenza\, divenne il simbolo di un certo modo di approcciarsi al disagio dei bambini\, al tempo stesso biologico\, psicologico e sociale. Qui Marco Lombardo Radice\, dopo la fama raggiunta come coautore del best seller Porci con le ali (1976)\, praticò la sua “concretissima utopia” occupandosi senza riposo dei “casacci”\, quelli di adolescenti quasi senza speranza. Lo spazio istituzionale si fece così racconto di storie possibili e impossibili\, di speranze simili a quelle di Linus\, il fedele amico di Charlie Brown\, in attesa dell’arrivo del grande cocomero nel suo orto. \nMatteo Fiorani è borsista presso l’Aspi-Archivio storico della psicologia italiana dell’Università degli studi di Milano-Bicocca. Si occupa del sistema concentrazionario nazista (in particolare delle implicazioni sociali e psicologiche dei Lager) e di storia della salute mentale nelle pratiche e nei saperi. Fra le sue pubblicazioni: Bibliografia di storia della psichiatria italiana 1991-2010 (Firenze University Press\, 2010); Giovanni Bollea (1913-2011). Per una storia della neuropsichiatria infantile in Italia («Medicina & Storia»\, 21-22\, 2011; Follia senza manicomio. Assistenza e cura ai malati di mente nell’Italia del secondo Novecento (Edizioni Scientifiche Italiane\, 2012).
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SUMMARY:L'illusione della modernità. Il Sud-est dell’Europa tra le due guerre mondiali di Alberto Basciani
DESCRIPTION:Giovedì 6 aprile 2017\, alle ore 17.00\, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Palazzo Mattei di Giove – Via Michelangelo Caetani 32\, Roma)\,\nsarà presentato il volume L’illusione della modernità. Il Sud-est dell’Europa tra le due guerre mondiali di Alberto Basciani\, Rubbettino\, 2016.\nIntervengono:\nFrancesco Caccamo\, Egidio Ivetic. Coordina: Francesco Guida. Sarà presente\nl’autore.\nIl volume è nato con l’ambizione di presentare i tratti più specifici e le principali linee di sviluppo politico\, economico e sociale che caratterizzarono i cosiddetti Paesi balcanici nel corso del ventennio interbellico da una prospettiva differente da quella della sola storia politica. Infatti l’epoca che delimita i limiti temporali del volume non può essere considerata solo come un periodo di attesa\, per lo più passiva\, della Seconda guerra mondiale e delle dittature comuniste imposte\ndall’Urss. Si trattò\, piuttosto\, di una stagione sicuramente tormentata ma altrettanto certamente\nsegnata da interessanti fermenti culturali\, da pulsioni di crescita economica\, tentativi di mettere in\natto trasformazioni sociali di più ampia portata rispetto al passato\, impulsi a costruire realtà urbane\ne rurali diverse: più dinamiche e moderne. Si può parlare\, nel complesso\, di un generale movimento\ndi cambiamento teso\, sia pur non sempre in maniera consapevole e coerente\, a inserire e amalgamare le società\, le culture e le economie del Sud-est dell’Europa con il resto del continente.\nLa cortina di ferro fece scendere il sipario su quelle vicende. Questo volume\, dunque\, è scaturito\ndalla pretesa di tracciare una sorta di bilancio di un’epoca che a giudizio dell’Autore ha segnato\, sia\npur con tutte le contraddizioni e le incertezze del caso\, non solo il primo vero tentativo di portare la\nmodernità in questa periferia d’Europa\, ma anche quello di tornare a legare Occidente e Oriente.
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SUMMARY:Felicità italiane. Un campionario filosofico\, a cura di Dimitri D’Andrea\, Enrico Donaggio\, Elena Pulcini e Gabriella Turnaturi
DESCRIPTION:Martedì 4 aprile 2017\, alle ore 17.00\, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Palazzo Mattei di Giove – Via Michelangelo Caetani 32\, Roma)\,\nsarà presentato il volume Felicità italiane. Un campionario filosofico\, a cura di Dimitri D’Andrea\, Enrico Donaggio\, Elena Pulcini e Gabriella Turnaturi\, il\nMulino\, 2016. Intervengono: Enrico Menduni\, Elettra Stimilli. Saranno presenti Dimitri D’Andrea\, Elena Pulcini e Gabriella Turnaturi.\nQuesto non è l’ennesimo libro sulla felicità\, completo – come tanti altri che affollano le librerie – di istruzioni per l’uso. Risultato di un lungo lavoro e di un’intensa discussione tra filosofi di diverse\ngenerazioni\, non dà consigli per essere felici\, né cerca di definire cosa sia la felicità. Si chiede invece dove la si cerca. In particolare\, in quali ambiti la cercano gli italiani. In diciassette brevi saggi viene presentato un campionario\, non esaustivo ma accuratamente selezionato\, di ciò che oggi ci rende felici. Dall’amore alla religione\, dalla moda alla politica\, dal cibo allo smartphone\, dalla casa agli psicofarmaci\, per citare solo alcuni dei temi affrontati\, il libro offre uno scenario\nprismatico delle nostre aspettative di felicità che\, tra stereotipi e novità\, si rivela non privo di sorprese.
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SUMMARY:Resa nella guerra totale. Il Regio esercito nel Mezzogiorno continentale di fronte all’armistizio di Mario De Prospo
DESCRIPTION:Venerdì 31 marzo 2017\, alle ore 17.00\, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Palazzo Mattei di Giove – Via Michelangelo Caetani 32\, Roma)\, sarà presentato il volume Resa nella guerra totale. Il Regio esercito nel Mezzogiorno continentale di fronte all’armistizio di Mario De Prospo\, Le Monnier\, 2016.\nIntervengono: Agostino Bistarelli\, Marco De Nicolò\, Luciano Zani. Sarà presente l’autore.\nIl protagonista di questo lavoro è il Regio Esercito\, nel corso dei drammatici mesi a cavallo tra il\n1943 e il 1944 nel territorio del Mezzogiorno continentale. Quest’area della penisola è attraversata\,\nin quel momento\, dal fronte dei combattimenti tra tedeschi e angloamericani. La ricostruzione si\nsnoda attraverso molteplici livelli di analisi: i vertici\, i quadri intermedi\, la truppa e i rapporti con la\npopolazione di quest’area. Il volume si dipana prima delineando la situazione di questi territori nei\nmesi che precedono la sconfitta. A partire da alcuni nuclei più consistenti di fonti militari sono poi\nproposti alcuni episodi che riguardano le vicende di alcune delle unità in grigio-verde in queste\nregioni di fronte all’annuncio dell’armistizio. Infine si prova a gettare uno sguardo alla situazione\ndell’istituzione militare in questa zona nei mesi successivi alla resa.\nIndice\nTavola delle abbreviazioni; Introduzione; 1. La 7a Armata verso l’8 settembre; 2. I generali fuggono: il caso di Potenza e del comando della 7a Armata; 3. La tragedia del XIX Corpo d’Armata in Campania; 4. Puglia e Calabria: arriva il Re; 5. Dopo la sconfitta: indifferenza\, sfiducia e tentativi di ricostruzione; Conclusioni: dalla sconfitta al rifiuto della guerra;\nNote; Bibliografia; Indice dei nomi.
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SUMMARY:Percorsi e luoghi della conoscenza. Dialogando con Giovanni Solimine su biblioteche\, lettura e società
DESCRIPTION:Giovedì 30 marzo 2017\, alle ore 17.00\, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Palazzo Mattei di Giove – Via Michelangelo Caetani 32\, Roma)\, sarà presentato il volume Percorsi e luoghi della conoscenza. Dialogando con Giovanni Solimine su biblioteche\, lettura e società\, a cura di Giovanni Di Domenico\, Giovanni Paoloni\, Alberto Petrucciani\, Editrice Bibliografica\, 2016. Intervengono:\nSimonetta Buttò\, Rosa Maiello\, Giorgio Zanchini. Coordina: Vittorio Ponzani. Saranno presenti Giovanni Solimine e i curatori del volume. \nIl volume è una testimonianza di stima e di ringraziamento che alcuni colleghi\, collaboratori ed amici di Giovanni Solimine desiderano offrirgli per la sua attività di studioso e di docente universitario\, e si presenta come una sorta di “seminario virtuale” organizzato in tre “sessioni” o “tavole rotonde”\, dedicate rispettivamente alle Biblioteche pubbliche (gestione consapevole\, funzioni\, futuro)\, alla Lettura (dal quadro storico all’ambiente digitale) e al contesto più ampio in cui biblioteche e lettura sono stati inquadrati appunto da Giovanni Solimine nel suo recente volume Senza sapere. Ciascuna “sessione” contiene quattro o cinque “interventi di discussione”\, uno dei quali con funzione introduttiva e di raccordo. Gli interventi fanno il punto\, spesso a partire da sollecitazioni degli scritti di Giovanni Solimine\, sui temi più attuali che riguardano le trasformazioni delle biblioteche e della lettura nell’epoca della rete e il loro ruolo per la crescita culturale e sociale del paese\, in un momento in cui si avverte con particolare urgenza la necessità di rilanciare le politiche culturali\, dell’istruzione e della ricerca. Oltre ai curatori (Giovanni Di Domenico\, Giovanni Paoloni\, Alberto Petrucciani) intervengono Massimo Belotti\, Massimo Bray\, Paola Castellucci\, Gianfranco Crupi\, Tullio De Mauro\, Paolo Di Giovine\, Chiara Faggiolani\, Anna Galluzzi\, Mauro Guerrini\, Giuseppe Laterza\, Guido Melis\, Gino Roncaglia\, Paolo Traniello\, Maurizio Vivarelli\, Paul Gabriele Weston.
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SUMMARY:Gli editori del papa. Da Porta Pia ai Patti Lateranensi di Maria Iolanda Palazzolo
DESCRIPTION:Mercoledì 29 marzo 2017\, alle ore 17.00\, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Palazzo Mattei di Giove – Via Michelangelo Caetani 32\, Roma)\, sarà presentato il volume Gli editori del papa. Da Porta Pia ai Patti Lateranensi di Maria Iolanda Palazzolo\, Viella\, 2016. Intervengono: Don Giuseppe Costa\, Francesco Margiotta Broglio\, Giovanni Vian. Coordina: Mario Infelise. Sarà presente l’autrice. \nCosa succede alla Santa Sede quando\, con la fine del potere temporale\, perde le proprie case editrici più prestigiose\, attraverso le quali diffondeva i contenuti del suo magistero? Quali le strategie comunicative e i nuovi strumenti editoriali che le consentono di riprendere l’iniziativa e di parlare di nuovo al mondo\, sotto i difficili pontificati di Leone XIII e di Pio X?\nQuesto volume\, attraverso l’analisi di una ricca documentazione archivistica\, dà una risposta a questi interrogativi ricostruendo la storia\, finora sconosciuta\, di alcune case editrici straniere già largamente affermate nei territori di origine – la belga Desclée\, la tedesca Pustet – ed in contatto con potenti esponenti della curia\, che divengono le vere protagoniste della revanche cattolica\, spesso in aspro conflitto tra loro per la conquista del vasto mercato dei libri liturgici e di pietà.\nDopo aver analizzato i rapporti con gli autori accusati di modernismo\, da Buonaiuti a Duchesne\, prima accolti nei cataloghi poi rifiutati per non offuscare la propria immagine di fedeli esecutori della politica papale\, il libro ripercorre le tappe che porteranno alla nascita nel 1926 della Libreria Editrice Vaticana.
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SUMMARY:Penso che un sogno così non ritorni mai più. L'Italia del miracolo tra storia\, cinema\, musica e televisione a cura di Pietro Cavallo\, Pasquale Iaccio
DESCRIPTION:Mercoledì 22 marzo 2017\, alle ore 17.00\, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Palazzo Mattei di Giove – Via Michelangelo Caetani 32\, Roma)\, sarà presentato il volume Penso che un sogno così non ritorni mai più. L’Italia del miracolo tra storia\, cinema\, musica e televisione a cura di Pietro Cavallo\, Pasquale Iaccio\, Liguori\, 2016. Intervengono: Marco Damilano\, Marco Gervasoni\, Enrico Menduni. Coordina: Maurizio Zinni. Saranno presenti i curatori.\nAnni di grandi cambiamenti e speranze quelli del miracolo economico. Sognavamo\, noi italiani\, di “volare”\, abbandonando finalmente le miserie e le sofferenze del dopoguerra. Il volume intende seguire questo “volo” attraverso nuove ricerche sulla società italiana negli anni del boom\, incentrate\, oltre che sulle fonti tradizionali\, su quelle audiovisive (cinema\, musica\, televisione). Gli audiovisivi\, infatti\, essendo agenti e nello stesso tempo specchio dei cambiamenti\, consentono di cogliere\, attraverso le loro suggestioni\, le dinamiche di un Paese che viveva\, con fatica ed esaltazione\, la sua “grande trasformazione”.
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SUMMARY:La storia del Policlinico Umberto I: quando scienza e carità si diedero appuntamento a Roma
DESCRIPTION:Sabato 18 marzo\, alle 11.00\, a Roma\, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Via Michelangelo Caetani\, 32) \nINCONTRO SUL TEMA “LA STORIA DEL POLICLINICO UMBERTO I: QUANDO SCIENZA E CARITÀ SI DIEDERO APPUNTAMENTO A ROMA”\na cura di Luca Borghi \nNell’ambito del ciclo Educare alla città: luoghi e temi della scienza\, organizzato dalla Sovrintendenza capitolina ai beni culturali\, in collaborazione con il Dipartimento Storia Culture religioni della Sapienza Università di Roma e la Biblioteca di storia moderna e contemporanea \nFin dai primissimi anni di Roma capitale\, il grande clinico Guido Baccelli (1830-1916) sognava di dotare la città di un nuovo grande ospedale costruito ex-novo secondo le più avanzate tendenze dell’epoca in fatto di architettura sanitaria.  Ma solo il 19 gennaio 1888 poté aver luogo la solenne cerimonia di posa della prima pietra\, proprio nei giorni in cui\, dall’altra parte del Tevere\, iniziavano le celebrazioni per il giubileo sacerdotale di Leone XIII.\nBaccelli riuscì a organizzare le cose in grande stile e a presiedere la cerimonia furono il Re Umberto – al quale si era già deciso di intitolare il nuovo grande ospedale universitario romano – e la Regina Margherita\, alla presenza del Principe di Napoli (il futuro Re Vittorio Emanuele III\, allora diciottenne)\, di molti Ministri\, parlamentari\, professori e funzionari pubblici. In una ricostruzione di quell’evento\, pubblicata nel 1894\, si racconterà: “Guido Baccelli\, a cui spettava l’onore di ricevere gli augusti personaggi\, così salutò i Sovrani d’Italia: (…) A Voi dunque spetta o Sire\, (…) porre la prima pietra di questo grande istituto\, a Voi decorarlo del vostro nome\, perché qui verranno i derelitti della fortuna\, a sentire gli effetti benefici di quell’amplesso immortale che si daranno nel vostro nome augusto la Scienza e la Carità. (…) Mentre la pietra\, spalmata di calce da Re Umberto\, calava nella fossa preparata a custodirla (…) dalla circostante immensa folla\, composta per la maggior parte di medici e di studenti universitari\, si elevavano entusiastiche grida plaudenti alla nobile istituzione e bene auguranti al prospero suo avvenire”.\nC’è però un significativo particolare che\, assente nei resoconti ufficiali\, viene però registrato dal corrispondente del British Medical Journal. Il Re\, rispondendo al saluto rivoltogli da Baccelli\, pare puntualizzasse che “per quanto gratificante potesse essere quell’occasione\, sarebbe stato per lui un giorno più felice quello in cui\, completato l’edificio\, vi avrebbe potuto visitare i malati”. A parte forse l’involontaria ironia del Re piemontese nei confronti dei ritmi di lavoro romani\, i lavori del Policlinico si sarebbero protratti così a lungo che egli non avrebbe fatto in tempo a vederli conclusi.\nL’inaugurazione ufficiale del nuovo Policlinico poté avvenire\, infatti\, solo nell’aprile del 1906\, in occasione del giubileo universitario di Baccelli e alla presenza del nuovo Re Vittorio Emanuele III. Ciò che precedette\, accompagnò e seguì queste due cerimonie è una lunga storia di sanità\, di scienza\, di arte\, di archeologia\, di politica e… di romanità\, che merita di essere raccontata.\nLuca Borghi (Bologna\, 1962) insegna Storia della Medicina all’Università Campus Bio-Medico di Roma. Nel medesimo Ateneo è membro della giunta direttiva dell’Istituto di Filosofia dell’Agire Scientifico e Tecnologico (FAST). Partito dalla filosofia della scienza e dalla bioetica\, è approdato alla storia delle discipline biomediche e s’interessa particolarmente alle tracce materiali lasciate da tale storia: nei luoghi\, nei libri e negli strumenti antichi cerca indicazioni sul modo di essere degli uomini e delle donne che di quella storia sono stati i protagonisti. Ha promosso e coordina il progetto “Himetop – The History of Medicine Topographical Database” (himetop.net)\, una base di dati internazionale ad accesso libero e a sviluppo partecipativo\, che ha lo scopo di localizzare\, descrivere e valorizzare i luoghi della storia della medicina e della sanità. Tra le sue pubblicazioni: Umori. Il fattore umano nella storia delle discipline biomediche (SEU\, 2012); con Antonio Infante\, Ai bambini e ai fiori\, lo splendore del sole. Il ruolo dell’Istituto Gaslini nella storia della pediatria (Rizzoli\, 2015); Il medico di Roma. Vita\, morte e miracoli di Guido Baccelli (1830-1916) (Armando\, 2015).
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SUMMARY:La catena d’unione. Contributi per una storia della massoneria di Gian Mario Cazzaniga
DESCRIPTION:Giovedì 16 marzo 2017\, alle ore 17.00\, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Palazzo Mattei di Giove – Via Michelangelo Caetani 32\, Roma)\, sarà presentato il volume La catena d’unione. Contributi per una storia della massoneria di Gian Mario Cazzaniga\, ETS\, 2016. Intervengono: Luigi Capogrossi Colognesi\,\nAntonino De Francesco\, Bernardino Fioravanti\, Carlo Ricotti. Coordina: Lauro Rossi. Sarà presente l’autore.\nDopo La religione dei moderni\, Pisa\, ETS\, 1999 e la direzione per la Storia d’Italia Einaudi di due\nAnnali collettanei: Massoneria\, 2006 ed Esoterismo\, 2010\, l’autore presenta ora trentuno saggi con cui delinea una storia generale della massoneria e di altre società riservate ad essa correlate (Carboneria\, Fratelli Cacciatori\, Cavalieri del Lavoro). Il volume è diviso per sezioni tematicocronologiche\, così da riassumerne una storia dagli inizî al primo Novecento: I. Origini della\nmassoneria II. Massoneria e illuminismo III. Massoneria e università a Pisa IV. Massoneria e rivoluzioni moderne V. Massoneria e Risorgimento VI. Massoneria e movimento operaio. In questi saggi la massoneria viene collocata all’interno della fioritura dell’associazionismo volontario nel XVIIIº secolo\, espressione dunque del fenomeno costitutivo della modernità: l’invenzione del\nlegame sociale e l’affermarsi di una visione della comunità umana come autopoiesi. La catena d’unione\, simbolo di fraternità universale e legame che unisce fra loro sia ritualmente i membri di una loggia sia idealmente tutti i massoni sparsi per il mondo\, ne è immagine esemplare. Il programma di perfezionamento dell’uomo che aspira a riacquistare libertà ed eguaglianza naturali\, maturato nelle logge settecentesche\, finirà per incontrare\, con esiti alterni\, le rivoluzioni atlantiche\, il sorgere di stati-nazione e il tentativo di unirli in associazioni sovranazionali di arbitrato e difesa della pace. Ciò che resta come grande eredità è il modello associativo muratorio\, di cui avremo\nfiliazioni molteplici nell’Ottocento\, dalle società operaie di mutuo soccorso alle prime società sportive e al partito di massa\, in cui la politica si costituisce come religione dei moderni. Dopo gli studi di Francovich e Giarrizzo sulla massoneria settecentesca italiana ed europea questo volume cerca ora di delinearne una storia mondiale inserita nella vita culturale e sociale del mondo occidentale.
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SUMMARY:Il lavoro delle donne nelle città dell'Europa moderna\, di Anna Bellavitis
DESCRIPTION:Lunedì 13 marzo 2017\, alle ore 17.00\, in collaborazione con la Società italiana delle storiche\, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Palazzo\nMattei di Giove – Via Michelangelo Caetani 32\, Roma)\, sarà presentato il volume vincitore della XIV edizione del Premio “Gisa Giani”\, Il lavoro delle donne nelle\ncittà dell’Europa moderna di Anna Bellavitis\, Viella\, 2016. Intervengono: Angela Groppi\, Luca Molà. Coordina: Angiolina Arru. Sarà presente l’autrice. \nCome viveva una lavoratrice in una città dell’Europa moderna? Che opportunità le si offrivano e quali barriere si opponevano alla sua carriera lavorativa? Quali attività poteva svolgere e a quali salari poteva aspirare? Artigiane\, commercianti\, balie e prostitute\, ma anche mercantesse\, artiste\, giornaliste e capitane d’industria\, le donne ebbero un ruolo fondamentale nell’evoluzione economica della società europea\, nonostante i molti limiti che leggi e tradizioni imposero alla loro libertà di azione e movimento. Sulla base di un’ampia bibliografia internazionale e di inedite\nricerche d’archivio\, questo libro offre una ricca panoramica delle attività economiche delle donne\nnelle case e nelle botteghe\, sulle strade e nei mercati\, nei conventi e negli ospedali\, inserendole nei\ngrandi mutamenti che caratterizzarono l’età moderna\, dalla globalizzazione all’industrializzazione\, dalle riforme religiose alla rivoluzione dei consumi\, nell’ambito di una vasta area geografica\, che va dall’Italia alla Scandinavia\, dalla Spagna alla Polonia.
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SUMMARY:Calendario civile. Per una memoria laica\, popolare e democratica degli italiani
DESCRIPTION:Giovedì 9 marzo 2017\, alle ore 17.00\, in collaborazione con il Circolo Gianni Bosio\, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Palazzo Mattei di Giove – Via Michelangelo Caetani 32\, Roma)\, sarà presentato il volume Calendario civile. Per una memoria laica\, popolare e democratica degli italiani\, a cura di Alessandro Portelli\, Donzelli\, 2017. Intervengono: Andreina De Clementi\, Domenico Rizzo. Coordina: Patrizia Rusciani. \nIntervento musicale del coro Sabatoincanto diretto da Patrizia Nasini dedicato alla Giornata internazionale delle donne. \nUn originalissimo progetto collettivo all’insegna della storia e dell’impegno civile\, il libro lancia e articola la proposta di un «Calendario civile»\, parallelo a quello religioso\, scandito da 22 date celebrative di passaggi cruciali della nostra storia democratica e della nostra tradizione repubblicana. Fin dai primi anni del secondo dopoguerra\, la questione di una ritualità altra\, di un ciclo dell’anno laico\, si è posta come fondamento di una comunità civile. È in questo spirito che si sono cominciati a celebrare avvenimenti del nostro Risorgimento come la Breccia di Porta Pia o la proclamazione della Repubblica romana\, e si è ripreso a festeggiare ricorrenze come l’8 marzo. Non è stato un processo semplice: certe date\, come il 2 giugno\, hanno avuto un’origine istituzionale; altre\, come il Primo maggio\, sono state faticosamente riconquistate; altre ancora\, come quelle della strage di piazza Fontana o del G8 di Genova\, sono sorte dal basso e fanno parte di una memoria tuttora in formazione. I 22 capitoli di questo libro narrano dunque di un calendario in divenire; essi non si limitano alla sola ricostruzione di ciascuna data\, bensì la connettono a un contesto storico e geografico più ampio. Così\, le pagine dedicate alla data del referendum sul divorzio rinviano anche alla celebrazione di quello sull’aborto e alla storia della riforma del diritto di famiglia. Allo stesso modo\, l’occupazione delle fabbriche o il Primo maggio sono l’occasione per raccordare la storia e la memoria del movimento operaio alla sua realtà presente. Così ancora\, l’8 settembre non segna solo l’inizio di una nuova Italia\, ma anche l’avvento di un protagonismo civile delle donne\, di un inedito maternage di massa. E il 3 ottobre riannoda il tragico ricordo del recente naufragio dei migranti di Lampedusa agli infausti precedenti dell’invasione italiana dell’Etiopia. A dare ulteriore sostanza storica a questo calendario\, ogni data è accompagnata da una preziosa appendice di brevi documenti di storia orale\, di brani autobiografici\, poetici o musicali. L’obiettivo è la costruzione di un patrimonio di tradizioni condiviso: la storia e il passato aiutano così a comprendere\, trasmettere e ricordare\, rafforzando il tessuto della nostra comunità nazionale\, sconfiggendo i rischi dell’oblio\, e costruendo una cittadinanza capace di non smarrirsi nelle sfide del nostro tempo. Ideato e coordinato da Alessandro Portelli\, «Calendario civile» è un progetto nato dalla collaborazione tra la Donzelli editore e il Circolo Gianni Bosio\, che oltre a dar vita al volume scritto a più mani\, prevede un ciclo di eventi e spettacoli dal vivo intrecciati con i documenti orali contenuti nel volume.
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SUMMARY:Donne\, potere\, religione
DESCRIPTION:Venerdì 3 marzo 2017\, alle ore 17.00\, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Palazzo Mattei di Giove – Via Michelangelo Caetani 32\, Roma)\, sarà presentato il volume Donne potere religione\, a cura di Marina Caffiero\, Maria Pia Donato\, Giovanna Fiume\, FrancoAngeli\, 2017. Intervengono: Paolo Broggio\, Tommaso Caliò\, Franca Ela Consolino. Coordina: Rosanna De Longis. \nI contributi degli studiosi che hanno collaborato al volume sono ripartiti in tre sezioni\, relative alle questioni di genere\, alla vita religiosa e alla santità. Gli interventi\, pur spaziando su un arco cronologico molto vasto\, rivelano un ineludibile intreccio\, il cui perno è il protagonismo femminile. \nScritti di: Ángela Atienza López\, Javier Burrieza Sánchez\, Anna Calissano\, Dinora Corsi\, Paolo Cozzo\, Bernard Dompnier\, Ida Fazio\, Bernadette Majorana\, Elisabetta Marchetti\, René Millar Carvacho\, Silvia Mostaccio\, Claudio Rolle\, Roberto Rusconi\, Olaya Sanfuentes\, Alessandro Serra\, Maria Rosaria Stabili\, Cécile Vincent-Cassis. \nMarina Caffiero insegna Storia moderna alla Sapienza. Studiosa di storia sociale e culturale dell’Europa moderna\, ha dedicato particolare attenzione ai rapporti tra religione e politica\, alla storia di genere e alla storia delle comunità ebraiche nell’Italia moderna. \nMaria Pia Donato\, docente di Storia moderna all’Università di Cagliari\, lavora attualmente al Cnrs presso l’Institut d’histoire moderne et contemporaine di Parigi. Tra i suoi interessi\, la storia politica\,\nsociale e culturale di Roma moderna e la storia della medicina e della scienza. \nGiovanna Fiume insegna Storia moderna all’Università di Palermo. Studiosa di storia sociale e storia di genere\, si è occupata di schiavitù e conversioni nel Mediterraneo e ha studiato i processi di canonizzazione di Benedetto il Moro e di Juan de Ribera.
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SUMMARY:Dal libero scambio all’autarchia. Gino Borgatta e gli «interessi dell’economia nazionale»
DESCRIPTION:Giovedì 23 febbraio 2017\, alle ore 17.00\, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Palazzo Mattei di Giove – Via Michelangelo Caetani 32\, Roma)\, sarà presentato il volume Dal libero scambio all’autarchia. Gino Borgatta e gli «interessi dell’economia nazionale» di Luca Tedesco\, Aracne\, 2016. Intervengono: Manfredi Alberti\, Simone Misiani. Coordina: Giovanni Farese. Sarà presente l’autore. \nGino Borgatta è stato oggetto di interesse da parte della comunità scientifica italiana e internazionale soprattutto in relazione ai suoi studi di sociologia finanziaria. Meno indagato è stato invece il lavoro svolto dall’economista aostano\, allievo di Vilfredo Pareto e Luigi Einaudi\, in materia di politica commerciale\, ambito in cui ha ricoperto un ruolo rilevante sia sotto il profilo scientifico che politico. Le analisi di Borgatta circa il protezionismo cerealicolo e siderurgico\, infatti\, inaugurarono una ricca stagione di studi\, mentre indubbiamente originale fu la sua proposta in tema di autarchia negli anni Trenta. La stessa proposta sarebbe stata veicolata sulla grande stampa d’opinione\, facendo di Borgatta un infaticabile opinion maker. \nLuca Tedesco\, già docente Erasmus presso la Freie Universität di Berlino e Professore associato in Storia contemporanea presso l’Università degli Studi Roma Tre\, dirige la collana Liberismi italiani dell’Istituto Bruno Leoni di Torino. Ha pubblicato diverse monografie e articoli sulla storia del pensiero economico\, tra cui Il protezionismo come irrazionalità economica e “sentimento di egoismo patriottico” nell’analisi e nella denuncia di Gino Borgatta sulla grande stampa d’opinione\, 2016; Gino Borgatta e la crisi economica degli anni Trenta tra protezionismo condizionato e autarchia inderogabile\, in «Il pensiero economico italiano»\, 1\, 2012; Il canto del cigno del liberoscambismo: la Lega antiprotezionista e il suo primo convegno nazionale\, 2008; Un tentativo di fronte “padronale”: la Confintesa (1956-1958)\, in «Ventunesimo Secolo»\, 15\, 2008 e L’alternativa liberista. Crisi di fine secolo\, antiprotezionismo e finanza democratica nei liberisti radicali (1898–1904)\, 2002.
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SUMMARY:Due libri su Simone Weil
DESCRIPTION:Venerdì 17 febbraio 2017\, alle ore 17.00\, in collaborazione con Azioni Parallele e IISF (Istituto Italiano per gli Studi Filosofici) Scuola di Roma\, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Palazzo Mattei di Giove – Via Michelangelo Caetani 32\, Roma)\, presentazione dei volumi Esistenza e storia in Simone Weil\, a cura di Luigi Antonio Manfreda\, Federica Negri\, Aldo Meccariello\, Asterios edizioni\, 2016 e\nSimone Weil. L’attenzione al reale\, di Robert Chenavier\, a cura di Federica Negri\, Asterios edizioni\, 2016. Intervengono: Gabriella Caramore\, Mario Tronti. Coordina:\nGabriella Baptist. Saranno presenti i curatori e gli autori dei due volumi.\n“Morta all’età di trentaquattro anni nel 1943\, Simone Weil ha dimostrato\, nella sua vita e nel suo\npensiero\, una tale responsabilità al tempo stesso intellettuale\, morale e politica\, da conferire alla sua\nopera un’esigenza di coerenza\, pur senza diventare mai una specie di sistema.” (R. Chenavier)\nEsistenza e storia in Simone Weil raccoglie gli atti di un convegno realizzato a Monte Porzio Catone\nil 15 e 16 Aprile 2015 Gli studiosi che hanno animato il convegno sono stati sollecitati in maniera\nprofonda da questa pensatrice coerente ed estrema del ‘900\, evidenziando il grande interesse che è\ntuttora riscontrabile nelle sue opere. La tematica del convegno posizionatasi su esistenza e storia è\nstata la sfida bella e difficile per tutti gli interventi che hanno colto le ragioni di una vita che si fa\nopera\, di un pensiero in movimento che non smette di parlarci ancora. (dall’Introduzione dei curatori)\nCiò che emerge dal volume di Chenavier è l’immagine “camaleontica” della Weil in tutta la sua stupefacente grandezza\, che l’autore tratteggia con scientifico distacco e chirurgica precisione. Il compito di consegnare al lettore l’idea di quello che è stato l’iter intellettuale ed esistenziale della Weil è affidato al primo capitolo\, Dalla “vita reale” al “paese reale”\, nel quale (volutamente) l’autore ripercorre\, senza pause e in un vortice di informazioni\, tutti i sentieri percorsi dalla Weil durante il suo cammino. È invece compito degli altri capitoli esplicitare e dare ragione dei concetti\nchiave emersi nel primo. (Luca Bianchin\, Azioni parallele http://www.azioniparallele.it/31-simone-weil/140-\nchenavier-attenzione-weil.html)
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SUMMARY:Il posto di ciascuno. Fratelli\, sorelle e fratellanze (XVI-XIX secolo)
DESCRIPTION:Giovedì 16 febbraio 2017\, alle ore 17.00\, in collaborazione con l’Istituto storico italiano per l’età moderna e contemporanea\, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Palazzo Mattei di Giove – Via Michelangelo Caetani 32\, Roma)\, sarà presentato il volume Il posto di ciascuno. Fratelli\, sorelle e fratellanze (XVI-XIX secolo) di Benedetta Borello\, Viella\, 2016. Intervengono: Renata Ago\, Maria Pia Donato\, Maria Antonietta Visceglia. Coordina: Marcello Verga. Sarà presente l’autrice.\nCosa significava avere un fratello o una sorella nell’Europa di antico regime? In che modo funzionava la rete dei sostegni parentali in un mondo di rapporti poco “liquidi”\, nel quale il familismo non aveva una connotazione negativa? Questo libro affronta tali questioni osservando anzitutto come si comportavano i fratelli tra loro e quanto litigavano sulle cose di casa; ma si occupa anche dell’amore fraterno come ideale cristiano e dello spirito che animava le fratellanze di\nmestiere o che serrava i ranghi dei fratelli in armi. Ogni relazione tra fratelli e sorelle aveva e ha una\ndoppia vita: quella delle esistenze quotidiane\, che lo scavo negli archivi restituisce nella sua materialità; e quella pensata\, immaginata\, idealizzata nei discorsi e raffigurata nei dipinti. I quadri\, la disposizione delle stanze nelle piante degli architetti\, i trattati giuridici\, quelli di medicina e di geografia\, le decisioni dei tribunali e persino gli atti notarili servivano infatti a definire la posizione da ricoprire all’interno di un gruppo coeso di simili: un posto ben preciso che ciascuno poteva accettare serenamente\, avversare con violenza\, negoziare morbidamente e\, talvolta\, apertamente negare\, ma che era inequivocabilmente il suo.\nBenedetta Borello insegna storia moderna e contemporanea all’università dell’Aquila. Si è occupata a lungo di storia delle élites italiane e di storia della famiglia in Europa tra XV e XIX secolo. Tra le sue pubblicazioni: Trame sovrapposte. La socialità aristocratica e le reti di relazioni femminili a Roma\, XVII-XVIII secolo (ESI 2003)\, con Renata Ago\, Famiglie. Circuiti di beni\,\ncircolazioni di affetti in età moderna (Roma 2008)\, Pubblico e pubblici di Antico regime (Pacini\n2009).
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SUMMARY:Follia\, culture\, discorso scientifico: il manicomio di Roma tra '800 e primo '900
DESCRIPTION:Sabato 11 febbraio\, alle 11.00\, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Via Michelangelo Caetani\, 32 – Roma)\, per il ciclo “I luoghi della scienza”\, organizzato dalla Sovrintendenza capitolina in collaborazione con la Biblioteca di storia moderna e contemporanea nell’ambito del programma Educare alle mostre educare alla città\, si terrà l’incontro con Vinzia Fiorino sul tema:\nFollia\, culture\, discorso scientifico: il manicomio di Roma tra ‘800 e primo ‘900 \n________________________________________\nNel 1850 un’importante novità segna la storia del manicomio romano: un medico alienista – Giovanni Gualandi – ne assume la direzione medica\, introduce la cartella clinica\, applica nuove categorie nosografiche\, ma soprattutto diffonde l’utopia della guarigione dalla malattia mentale. Quale sarà il nuovo rapporto che l’istituzione manicomiale instaurerà con la società romana? Sulle cartelle cliniche\, al di là di ogni utopia medica\, vengono annotate sensazioni\, esperienze e idee sul corpo e sulla malattia profondamente radicate nella società del tempo; quale relazione avranno queste solide tradizioni culturali con il nuovo discorso scientifico?  \nVinzia Fiorino\, professore associato di Storia contemporanea all’Università di Pisa. Tra le sue pubblicazioni si ricordano: Spazi manicomiali nel Novecento\, a cura di Maddalena Carli e Vinzia Fiorino\, in: “Memoria e ricerca: MR. Rivista di storia contemporanea”\, n. 47/2014; Il lungo Ottocento e le sue immagini: politica\, media\, spettacolo\, a cura di Vinzia Fiorino\, Gian Luca Fruci\, Alessio Petrizzo\, Pisa\, ETS\, 2013; Smarrimenti e ricomposizioni: il dopoguerra a Pisa (1946-1947)\, Pisa\, ETS\, 2012; Plastiche\, a cura di Vinzia Fiorino e Alessandra Gissi\, numero monografico di “Genesis. Rivista della Società italiana delle storiche”\, n. 1/2011; Carla Lonzi: la duplice radicalità. Dalla critica militante al femminismo di Rivolta\, a cura di Lara Conte\, Vinzia Fiorino\, Vanessa Martini\, Pisa\, ETS\, 2011; Le officine della follia. Il frenocomio di san Girolamo in Volterra (1888-1978)\, Pisa\, ETS\, 2011; Una donna\, un voto\, numero monografico di “Genesis. Rivista della Società italiana delle storiche”\, n. 2\, 2006; Matti\, indemoniate e vagabondi. Dinamiche di internamento manicomiale tra Otto e Novecento\, Venezia\, Marsilio\, 2002; Rivoltare il mondo\, abolire la miseria. Un itinerario dentro l’utopia di Franco Basaglia (1953-1980)\, Pisa\, ETS\, 1994. \nIl programma è realizzato in collaborazione con: Dipartimento Cultura – Archivio Storico Capitolino; Istituzione Biblioteche di Roma; Biblioteca di Storia Moderna e Contemporanea; Istituto Luce Cinecittà s.r.l.; Sapienza Università di Roma – Dipartimento di Storia\, Culture\, Religioni; Sapienza Università di Roma – Dipartimento di Storia dell’arte e spettacolo; Università degli Studi Roma Tre – Dipartimento di Architettura; Accademia di Belle Arti; Società Italiana delle Storiche.\nProgetto a cura di Nicoletta Cardano\nIl ciclo Educare alla città: luoghi e temi della scienza è ideato e curato da Federica Favino\, Dipartimento di Storia\, Culture\, Religioni – Sapienza Università di Roma. \nPer prenotare telefonare al numero 060608 (tutti i giorni dalle 9.00 alle 21.00)\nMax 60 persone. È previsto il rilascio dell’attestato di formazione.
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SUMMARY:La Grande guerra delle donne
DESCRIPTION:Mercoledì 8 febbraio 2017\, alle ore 17.00\, in collaborazione con la Società italiana delle storiche e con la Fondazione Nilde Iotti\, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Palazzo Mattei di Giove – Via Michelangelo Caetani 32\, Roma)\, saranno presentati i volumi Donne “comuni” nell’Europa della Grande guerra\, a cura di Roberto Bianchi e Monica Pacini (n. monografico di «Genesis»\, 2016/1) e La Grande guerra delle italiane. Mobilitazioni\, diritti\, trasformazioni\, a cura di Stefania Bartoloni\, Viella\, 2016.\nIntervengono: Marina D’Amelia\, Emilio Franzina\, Alessandra Staderini. Coordina: Rosanna De Longis. \nLa totalità delle donne dei paesi belligeranti fu toccata dalla guerra: in modi diversi dagli uomini\, bambine\, fanciulle e donne dovettero fare i conti con un conflitto d i dimensioni globali che lasciò sui campi di battaglia dieci milioni di soldati\, causò un numero imprecisato di morti fra i civili\, mobilitò immense risorse economiche\, sociali e culturali\, coinvolse i paesi neutrali\, ridisegnò le carte geografiche e segnò la fine della supremazia europea sul mondo. I contributi che compongono il volume a cura di Stefania Bartoloni analizzano le reazioni femminili di fronte al conflitto e alle sue conseguenze\, e come queste influirono sulla vita delle donne\, sulla famiglia\, sul lavoro\, sull’attività politica e assistenziale\, sulle identità e le relazioni tra i generi\, sulla costruzione della memoria.\nLa ricorrenza del centenario del primo conflitto mondiale ha rappresentato – sottolineano Roberto Bianchi e Monica Pacini nell’introduzione del fascicolo di «Genesis» – “un’occasione per testare l’efficacia della griglia di analisi di genere in rapporto a le fait guerrier su un orizzonte temporale lungo e geograficamente esteso\, avendo alle spalle il bagaglio di ricerche\, interrogativi e inquietudini suscitate dalle ‘nuove guerre’ e dai massacri di massa degli ultimi venticinque anni”; il tema delle donne “comuni” nell’Europa in guerra è sembrata “una prospettiva utile per far dialogare la specificità della società italiana con quella di altri paesi mobilitati nell’avventura e nella sciagura della prima guerra totale moderna”.
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SUMMARY:1917. L’anno della rivoluzione
DESCRIPTION:Martedì 7 febbraio 2017\, alle ore 17.00\, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Palazzo Mattei di Giove  – Via Michelangelo Caetani 32\, Roma)\, sarà presentato il volume 1917. L’anno della rivoluzione di Angelo d’Orsi\, Laterza\, 2016. Intervengono: Cecilia Dau Novelli\, Guido Liguori\, Raul Mordenti. Coordina: Rosanna De Longis. Sarà presente l’autore. \nIl racconto di un anno che ha cambiato la storia: Fatima e Caporetto\, il Palazzo d’Inverno e la Casa Bianca\, Lenin e Mata Hari…\nA marzo una rivoluzione ‘democratica’ costringe lo zar Nicola II ad abdicare. In aprile gli Usa fanno il loro ingresso nel conflitto mondiale\, a maggio tre pastorelli vedono una ‘Signora’ biancovestita a Fatima in Portogallo\, a luglio il capitano inglese Lawrence (detto poi d’Arabia) strappa Aqaba ai turchi e ad agosto Benedetto XV pronuncia le sue parole contro ‘l’inutile strage’ che da tre anni sta insanguinando l’Europa e il mondo. A settembre si moltiplicano gli ammutinamenti al fronte e i tumulti nelle città contro la guerra\, ad ottobre a Parigi viene fucilata Margaretha Zelle\, danzatrice nota come Mata Hari\, e contemporaneamente le truppe italiane vengono travolte a Caporetto. A novembre\, mentre i bolscevichi conquistano il Palazzo d’Inverno\, la Dichiarazione Balfour apre la strada alla creazione dello Stato di Israele e a una nuova organizzazione del Medio Oriente. A dicembre in Italia il presidente del Consiglio Orlando esorta il paese a «resistere! resistere! resistere!»…\n12 mesi per raccontare\, tra fatti e ideologie\, l’anno in cui tutto è cambiato\, in cui il Novecento si è fatto secolo\, in cui sono stati stretti nodi che ancora ci imprigionano. Un affresco mosso e dai colori forti e appassionati. 12 capitoli attraverso i quali l’autore suggerisce accostamenti inediti e riferimenti al presente\, che per tanti versi ne ha raccolto l’eredità. \nAngelo d’Orsi è professore ordinario di Storia del pensiero politico all’Università di Torino. Dirige “Historia Magistra. Rivista di storia critica”\, “Gramsciana. Rivista internazionale di studi su Antonio Gramsci”\, il FestivalStoria e collabora a varie testate giornalistiche. Tra le sue pubblicazioni: La cultura a Torino tra le due guerre (Einaudi 2000); Intellettuali nel Novecento italiano (Einaudi 2001); I chierici alla guerra. La seduzione bellica sugli intellettuali da Adua a Baghdad (Bollati Boringhieri 2005); Guernica\, 1937. Le bombe\, la barbarie\, la menzogna (Donzelli 2007); 1989. Del come la storia è cambiata\, ma in peggio (Ponte alle Grazie 2009); L’Italia delle idee. Il pensiero politico in un secolo e mezzo di storia (Bruno Mondadori 2011).
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SUMMARY:Palmiro Togliatti e il comunismo del Novecento
DESCRIPTION:Mercoledì 1° febbraio 2017\, alle ore 17.00\, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Palazzo Mattei di Giove – Via Michelangelo Caetani 32\, Roma)\, sarà presentato il volume Palmiro Togliatti e il comunismo del Novecento\, a cura di Alexander Höbel e Salvatore Tinè\, Carocci\, 2016.\nIntervengono: Giorgio Caredda\, Claudio Natoli\, Silvio Pons.\nCoordina: Albertina Vittoria.\nSaranno presenti i curatori. \nLeader storico del PCI\, teorico della “via italiana al socialismo”\, Palmiro Togliatti è stato anche – fino al termine della sua vita – un dirigente di primo piano del movimento comunista internazionale\, al quale ha apportato un contributo rilevante e originale che non può essere disgiunto dal ruolo ricoperto nella storia italiana. La sua concezione dell’internazionalismo e del socialismo in Occidente lo colloca dunque tra le figure più interessanti\, e ancora da studiare\, del comunismo novecentesco. \nAlexander Höbel\, assegnista di ricerca in Storia contemporanea presso l’Università di Napoli “Federico II”\, collabora con la Fondazione Gramsci. Responsabile di redazione di “Studi Storici” e membro della redazione romana di “Historia Magistra”\, è autore dei libri Il Pci di Luigi Longo (1964-1969) (Napoli 2010) e Luigi Longo\, una vita partigiana (1900-1945) (Roma 2013).
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SUMMARY:La riconoscenza della nazione. I reduci italiani fra associazioni e politica (1945-1970)
DESCRIPTION:Martedì 31 gennaio 2017\, alle ore 17.00\, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Palazzo Mattei di Giove – Via Michelangelo Caetani 32\, Roma)\, sarà presentato il volume La riconoscenza della nazione. I reduci italiani fra associazioni e politica (1945-1970) di Filippo Masina\, Le Monnier\, 2016. Intervengono: Agostino Bistarelli\, Gianluca Fiocco. Sarà presente l’autore. \nNella fase di transizione tra la guerra e la pace\, e negli anni della costituzione e del consolidamento delle istituzioni repubblicano-democratiche\, la questione dei reduci rivestì un peso niente affatto trascurabile. Oltre 4\,5 milioni di mobilitati\, con circa 1\,2 milioni di prigionieri: queste le cifre con le quali si dovettero confrontare le istituzioni. Come fu dunque affrontata questa sfida? Come lo Stato perseguì l’inderogabile obiettivo di reinserire nel tessuto economico\, lavorativo e sociale\, in un rinnovato contesto politico e di cittadinanza\, questa massa enorme perlopiù composta di giovani uomini? Quali strumenti legislativi vennero predisposti? Quale fu il ruolo delle associazioni combattentistiche\, e dei principali partiti? A questi e ad altri interrogativi si propone di rispondere questo volume\, che intende far luce su una delle grandi questioni del dopoguerra italiano\, rimasta sinora spesso trascurata dalla storiografia. \nFilippo Masina ha conseguito il dottorato di ricerca in Storia politica\, sociale ed economica dell’Europa moderna e contemporanea presso l’Università di Roma Tor Vergata. È stato borsista presso l’Università degli Studi di Siena\, e collabora con vari istituti di ricerca. Si è prevalentemente occupato della tematica del combattentismo\, in particolare in relazione al secondo conflitto mondiale\, attraverso lo studio della stampa associativa\, della legislazione pro reduci\, delle complesse questioni sociali ed economiche connesse al reinserimento. Ha inoltre svolto ricerche sulla storia dell’obiezione di coscienza in Italia. Pubblica oggi la sua prima monografia.
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SUMMARY:Ad ogni passo. Mise en éspace dai testi di Emma Forconi e Giulio Turchi\, a cura di Francesco Suriano
DESCRIPTION:Venerdì 27 gennaio\, alle ore 11.00\, presso l’Auditorium dell’Istituto centrale per i beni sonori e audiovisivi (Palazzo Mattei di Giove\, Via Michelangelo Caetani\, 32\, Roma)\, la Biblioteca di storia moderna e contemporanea e l’Istituto centrale per beni sonori e audiovisivi presentano:\nAd ogni passo.\nMise en espace tratta dai testi: Emma. Diario d’amore di un comunista al confino di Giulio Turchi; Se potessi scriverti ogni giorno\, a cura di Gioia Turchi Carrara e Gianfranco Porta (Donzelli) e La felicità è la lotta di Emma Turchi\nInterprete: Elisabetta Magnani\nAdattamento: Elisabetta Magnani e Francesco Suriano\nRegia: Francesco Suriano\nCollaborazione: Gioia Turchi Carrara\nProduzione: Associazione Città Cultura e Gitiesse Artisti Riuniti\nCon il patrocinio di: Comune di Impruneta Città metropolitana di Firenze\n_______________________________________________________  \nEmma Forconi e Giulio Turchi si conoscono nel 1925 e si sposano nel 1926. Nel 1927 Giulio viene arrestato\, condannato a 21 anni di reclusione e comincia a peregrinare per molte carceri e isole di confino d’Italia conoscendo così uno dei lati più duri del regime fascista. Emma\, quando possibile\, lo segue in questo lungo pellegrinaggio ma la loro relazione sopravvive grazie alle parole: lettere\, biglietti\, telegrammi\, cartoline. Dall’agosto 1943\, finalmente insieme\, partecipano attivamente alla guerra di Liberazione di Roma che vede Giulio tra i suoi dirigenti. Sono stati così testimoni tra il 1943 e il 1944 anche della persecuzione e deportazione nazista nei confronti degli ebrei di Roma.  \nAuditorium – Istituto centrale per i beni sonori ed audiovisivi – Palazzo Mattei di Giove\nVia Michelangelo Caetani 32 – Roma
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SUMMARY:Pietro Secchia rivoluzionario eretico
DESCRIPTION:Venerdì 20 gennaio 2017\, alle ore 17.00\, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Palazzo Mattei di Giove – Via Michelangelo Caetani 32\, Roma)\, sarà presentato il volume Pietro Secchia rivoluzionario eretico. Scritti scelti di Alessandro Barile\, Danilo Ruggieri. Presentazione di Paolo De Nardis\, Bordeaux\, 2016. Intervengono: Vladimiro Giacchè\, Alexander Höbel. Coordina: Paolo De Nardis. Saranno presenti gli autori. \nPietro Secchia\, “il dirigente politico più amato dalla base”\, ha rappresentato ai massimi livelli il proletariato italiano\, con una fedeltà assoluta alla linea del Partito\, anche quando non la condivideva. Formatosi nel Biennio Rosso\, protagonista della lotta antifascista\, ha accompagnato il Pci in tutta la sua fase ascendente del XX secolo e ha chiuso la sua vita come militante internazionalista\, con un’attenzione particolare alle giovani generazioni in contestazione. Il libro ne ripercorre la produzione politica\, con una raccolta ragionata e commentata degli interventi più significativi\, attraverso i quali osservare l’evoluzione di una lunga stagione in cui la Politica era ancora protagonista e il Partito non era scalabile in pochi mesi.\nDopo Togliatti\, dopo Gramsci\, è la volta di Pietro Secchia: continua il recupero\, da parte di Bordeaux Edizioni\, delle teorie e della prassi politica dei più noti dirigenti comunisti italiani dello scorso secolo. Non per nostalgia\, ma per riprendere l’abitudine a pensare la politica\, tra un gazebo e l’altro.
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SUMMARY:Aristocratiche e borghesi da Watteau a Manet\, di Alberto Mario Banti
DESCRIPTION:Mercoledì 18 gennaio 2017\, alle ore 17.00\, in collaborazione con l’Istituto storico italiano per l’età moderna e contemporanea\, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Palazzo Mattei di Giove Via Michelangelo Caetani 32\, Roma)\, sarà presentato il volume Eros e virtù. Aristocratiche e borghesi da Watteau a Manet di Alberto Mario Banti\, Laterza\, 2016. Intervengono: Marina D’Amelia\, Vittorio Vidotto. Coordina: Marcello Verga. \nInteri mondi simbolici si aprono dentro lo spazio di una rappresentazione visiva. Banti ci mette davanti a quadri anche assai noti\, come quelli di Manet\, di Sargent\, di Millais\, di Velázquez\, e ce li fa guardare per la prima volta\, svelandoci\, da storico\, il modo in cui le élites sociali e culturali concepiscono i rapporti di genere\, l’amore\, la sessualità.\nWatteau e Manet con due loro famosi quadri\, L’insegna di Gersaint e Il balcone\, ci mettono sotto gli occhi il mutamento fondamentale che ha luogo tra XVIII e XIX secolo nella cultura europea. Nel Settecento le nobildonne godono di molte libertà\, sessuali\, intellettuali e politiche. Una parte influente della più qualificata cultura d’opposizione (con Jean-Jacques Rousseau in testa) scatena un durissimo attacco contro queste libertà\, direttamente collegato all’attacco politico contro i nobili e i sovrani. Il nuovo mondo che esce dall’esperienza della Rivoluzione fa tesoro di questa elaborazione\, e di conseguenza mette le donne ‘al loro posto’: ‘angeli del focolare’\, chiuse nella loro prigione domestica\, questo sono le nipoti ottocentesche delle gentildonne di ancien régime\, di cui non hanno più né le libertà sessuali\, né quelle intellettuali\, né quelle politiche. Per questo si può dire che la nuova società\, nata dalla Rivoluzione\, non viene costruita tanto senza le donne\, ma piuttosto contro le donne. E così\, nell’Ottocento borghese\, il potere maschile trionfa. È un potere moralisticamente severo. E tuttavia è anche un potere pronto ad abbandonarsi a fantasie di dominio sessuale: è ciò che ci viene documentato dalla pittura di nudo\, molto di moda per tutto l’Ottocento\, e tutta concentrata sulle nudità di donne giovani e attraenti. A questo inquietante modo di immaginare i rapporti di genere si oppone proprio Manet con Colazione sull’erba\, un quadro il cui significato viene decifrato nelle ultime pagine del libro.
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SUMMARY:Contributi per una storia delle biblioteche in età contemporanea\, di Paolo Traniello
DESCRIPTION:Martedì 17 gennaio 2017\, alle ore 17.00\, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Palazzo Mattei di Giove\, Via Michelangelo Caetani 32\, Roma)\, sarà presentato il volume Contributi per una storia delle biblioteche in età contemporanea di Paolo Traniello\, Settegiorni Editore\, 2016. Intervengono: Simonetta Buttò\, Chiara De Vecchis\, Alberto Petrucciani. Coordina: Patrizia Rusciani.  \nIl volume raccoglie dodici contributi dell’autore sul tema della biblioteca pubblica in età contemporanea\, già apparsi in diverse sedi\, salvo uno che è inedito. Il materiale risultante dalla scelta operata per questa pubblicazione è stato organizzato in modo da offrire uno strumento di raccordo atto a leggere in una prospettiva organica\, o almeno non frammentaria\, i diversi aspetti\, vari e anche contradditori\, che hanno contrassegnato questa storia nei suoi diversi momenti e in varie aree europee\, con particolare riferimento\, come è naturale\, a quella italiana. \nPaolo Traniello ha insegnato dal 1980 al 2010 Biblioteconomia e Bibliografia nelle Università della Calabria\, dell’Aquila e a Roma Tre. Tra le sue pubblicazioni: La biblioteca pubblica: storia di un istituto nell’Europa contemporanea (1997); Storia delle biblioteche in Italia. Dall’Unità ad oggi (2002\, 2014).
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SUMMARY:Giurisprudenza. Politiche del desiderio ed economia del godimento nell'Italia contemporanea
DESCRIPTION:Mercoledì 11 gennaio 2017\, alle ore 17:00\, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Palazzo Mattei di Giove – Via Michelangelo Caetani 32 – Roma) si presenta il volume di Luigi Cavallaro Giurisprudenza.\nPolitiche del desiderio ed economia del godimento nell’Italia contemporanea\, Quodlibet\, 2016.\nIntervengono Elettra Deiana\, Alexander Höbel\nCoordina Manfredi Alberti. \n________________________________________________\nSi può costruire una genealogia dell’Italia del tempo presente a partire da un quadro di Klimt\, per giunta andato distrutto nel 1945? La presente ricerca risponde affermativamente e\, muovendo dal processo che ha visto un ex premier imputato per concussione e prostituzione minorile\, intreccia i discorsi propri della cultura giuridica\, della riflessione psicoanalitica e della teoria economica per individuare nella celeberrima raffigurazione della Giurisprudenza del pittore viennese la metafora di un’accusa collettiva nei confronti della peculiare concezione del capitalismo di cui l’ex premier è stato il “grande Altro”: una concezione imperniata sull’indisciplina diffusa e sulla promessa di un eterno godimento e che\, affermatasi in risposta alla crisi delle velleità pianificatrici e socialisteggianti dello Stato “garante del benessere”\, viene adesso revocata in dubbio dal ritorno dei tradizionali ideali ascetici propri della visione weberiana del capitalismo. Una ricerca che vorrebbe porsi nello stesso solco bizzarro a suo tempo tracciato da Bataille: scrivere un’opera di economia politica che nessuno aspetta\, che non risponde ad alcuna domanda che sia già stata formulata e che non potrebbe mai essere scritta se non sottraendosi al sonno delle conoscenze convenzionali.\nLuigi Cavallaro\, magistrato presso il Tribunale di Palermo\, è autore di saggi di argomento storico\, economico e giuridico\, tra i quali si richiamano Lo Stato dei diritti. Politica economica e rivoluzione passiva in Occidente (Istituto Italiano per gli Studi Filosofici\, Vivarium\, 2005)\, Il modello mafioso e la società globale (Manifestolibri\, 2004)\, A cosa serve l’articolo 18 (ivi\, 2012). Ha curato la pubblicazione di scritti di D. Hume\, K. Marx\, J. M. Keynes\, R. Hilferding e A. Kollontaj.
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SUMMARY:La fine del comunismo in Europa. Regimi e dissidenze (1956-1989) a cura di Tito Forcellese\, Giovanni Franchi\, Antonio Macchia
DESCRIPTION:Lunedì 19 dicembre 2016\, alle ore 17.00\, sarà presentato il volume La fine del comunismo in Europa. Regimi e dissidenze (1956-1989) a cura di Tito Forcellese\, Giovanni Franchi\, Antonio Macchia\, Rubbettino\, 2016.\nIntervengono: Francesco Bonini\, Gabriella Cotta.\nCoordina: Federigo Argentieri.
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SUMMARY:Political Audiences. A Reception History of Early Italian Television di Damiano Garofalo
DESCRIPTION:Giovedì 15 dicembre 2016\, alle ore 17.00\, presso l’Auditorium dell’Istituto centrale per i beni sonori ed audiovisivi\, la Biblioteca di storia moderna e contemporanea e l\’Istituto centrale per i beni sonori e audiovisivi presentano il volume Political Audiences. A Reception History of Early Italian Television di Damiano Garofalo\, Mimesis International\, 2016. Intervengono: Romana Andò\, Luca Peretti\, Peter Sarram. Coordina: Vanessa Roghi.\nIl volume analizza la ricezione popolare della televisione italiana durante gli anni del cosiddetto\n“lungo” miracolo economico (1954-1969). A questo proposito\, l’autore si concentra sulla percezione del mezzo televisivo e delle prime trasmissione da parte dei pubblici cattolici e comunisti. L’analisi è stata condotta attraverso una ricerca approfondita di tutti i riferimenti ai consumi televisivi presenti nelle rubriche epistolari dei due principali rotocalchi di quegli anni: il comunista \”Vie Nuove\” e il cattolico \”Famiglia Cristiana\”. Attraverso l’analisi dei discorsi collettivi\nche hanno accompagnato l’avvento della televisione in Italia\, questo studio riflette sul ruolo di\nmediazione svolto dalla televisione e sul suo impatto nella società italiana a cavallo tra gli anni\ncinquanta e sessanta. La proposta innovativa di questo contributo\, pertanto\, è di rappresentare un\nprimo approdo verso una storia culturale della televisione italiana ancora tutta da scrivere.\nDamiano Garofalo insegna Storia della televisione e dei media presso l’Università di Padova\, l’Università di Udine e la Sapienza Università di Roma.
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SUMMARY:Anni Cinquanta. Il decennio più lungo del secolo breve
DESCRIPTION:Lunedì 12 dicembre 2016\, alle ore 17.00\, presso l’Auditorium dell’Istituto centrale per i beni sonori ed audiovisivi\, con la collaborazione della Biblioteca di\nstoria moderna e contemporanea (Palazzo Mattei di Giove\, Via Michelangelo Caetani 32\, Roma)\, sarà presentato il monografico 2016 della rivista “Cinema e Storia” Anni Cinquanta. Il decennio più lungo del secolo breve\, a cura di Elena Dagrada. Intervengono: Lucilla Albano\, Andrea Sangiovanni. Coordina: Claudio Lazzaro.\nSarà presente la curatrice. In occasione del quinto anniversario della rivista\, interverranno anche i\ndirettori scientifici Paolo Mattera e Christian Uva\nNella storia del cinema italiano\, gli anni Cinquanta si impongono come il decennio più lungo del secolo breve. Cominciano\, infatti\, già nel 1948 e si prolungano compatti fino alle soglie del 1960.\nDa un lato\, intrecciano la storia del cinema con quella della neonata Repubblica italiana\, che vede concretarsi i risultati più significativi del laborioso processo di ricostruzione post-bellica proprio nel 1948\, quando la parabola del neorealismo conosce la consacrazione ufficiale e al tempo stesso registra le prime avvisaglie di una crisi destinata a monopolizzare il dibattito critico – e non solo quello – per tutti gli anni Cinquanta. Dall’altro\, a fronte di un inizio anticipato così denso e coeso\, l’intero decennio procede all’insegna dei complessi scenari della Guerra Fredda\, le cui ripercussioni condizionano variamente la politica interna e la gestione politica della cultura. È in questo clima\nrovente che prende avvio il faticoso cammino verso il miracolo economico\, accompagnato dalle prime avvisaglie di una modernità nostrana e dall’emancipazione di un pubblico che al neorealismo preferisce da sempre melodrammi\, commedie e soprattutto i divi d’oltreoceano. Questo numero di «Cinema e Storia» cerca di restituire la complessità di una stagione culturale che occupa un posto\ncentrale nella storia dell’Italia repubblicana\, la cui eredità è a ben vedere ancora viva e quanto mai\nattuale.\nElena Dagrada insegna Teoria e analisi del linguaggio cinematografico e Filmologia presso il Dipartimento\ndi Beni Culturali e Ambientali dell\’Università degli Studi di Milano. Tra le sue ultime pubblicazioni si\nricordano: Le varianti trasparenti. I film con Ingrid Bergman di Roberto Rossellini (2005\, 2a ed. accresciuta\n2008)\, La grande rapina al treno. The Great Train Robbery (Edwin S. Porter\, 1903) e la storia del cinema\n(2011)\, Between the Eye and the World. The Emergence of the Point-of-View Shot (2014).
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