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SUMMARY:Auto/biografia\, polifonia\, plurivocalità
DESCRIPTION:Auto/biografia\, polifonia\, plurivocalità \nDal 19 al 21 giugno p.v. si terrà il XVI incontro dell’\nOsservatorio scientifico della memoria   autobiografica   scritta\,   orale\,   iconografica   e   del   patrimonio\nautobiografico – Associazione culturale Mediapolis. Europa in collaborazione con la Biblioteca di storia moderna e contemporanea\, l’Istituto centrale per i beni sonori e audiovisivi e la Casa della Memoria e della Storia sul tema\nAuto/biografia\, polifonia\, plurivocalità \nGli obiettivi primari del XVI incontro dell’Osservatorio sono: a) riflettere intorno alle molteplici forme del raccontarsi in prima persona attraverso il ricorso o meno a citazioni\, evocazioni ed interferenze con la voce e/o con linguaggi altrui\, in opere scritte\,   orali\,   iconografiche;   b) comprendere   la   funzione   che   queste   strategie assumono nella costruzione dell’immagine della persona\, nonché nel modo in cui\nquesta si rapporta agli altri\, per esempio rappresentando monologicamente la propria esistenza o attuando processi performativi di vario tipo.\nPolifonia\,   plurivocalità\,   dialogo\,   remake\,   quale   ruolo   assumono   nei   racconti autobiografici? La citazione\, il rinvio ad altri testi realizza la celebre e paradossale locuzione di Rimbaud Je est un autre (1871)?\nDue poli – per estremizzare – accompagnano l’uso delle parole o delle immagini prelevate da altri contesti e trapiantate in un proprio corpus testuale: da un lato questi elementi possono essere integrati perché interpretati come ‘portatori di verità’\, o all’opposto utilizzati come strumenti puri e semplici.\nIl Simposio è un progetto dell’ Osservatorio scientifico della memoria autobiografica scritta\, orale\, iconografica e del patrimonio autobiografico.\nL’ingresso al convegno è libero.\nIl programma si può consultare alla voce Symposium 2017\nhttp://mediapoliseuropa.com/\nSedi: Auditorium dell’Istituto centrale per i beni sonori ed audiovisivi – Sala conferenze della Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Palazzo Mattei di Giove\, Via Michelangelo Caetani 32) – Sala Tosi della Casa Internazionale delle donne (Palazzo del Buon Pastore – Via della Lungara\, 19) – Casa della Memoria e della Storia (via San Francesco di Sales\, 5).
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SUMMARY:Sfumature di rosso. La Rivoluzione russa nella politica italiana del Novecento\, a   cura   di Marco   Di   Maggio
DESCRIPTION:Mercoledì 14 giugno 2017\, alle ore 17.00\, in collaborazione con «Historia Magistra. Rivista di  storia critica»\, presso la Biblioteca di  storia moderna e contemporanea (Palazzo Mattei di Giove – Via Michelangelo Caetani 32\, Roma)\, sarà presentato il volume\nSfumature di rosso. La Rivoluzione russa nella politica italiana del Novecento\, a   cura   di Marco   Di   Maggio\, Accademia   University   Press\,   2017.\nIntervengono: Carlo Felice Casula\, Lucia Ceci.\nCoordina: Umberto Gentiloni.\nSarà presente l’autore.\nNel corso del XX secolo l’Italia è stato uno dei paesi dell’Occidente in cui il confronto politico e la\ndialettica fra le classi sociali ha assunto la più marcata connotazione ideologica. Questo alto livello\ndi   ideologizzazione   ha   fatto   sì   che   nelle   culture   politiche   italiane   si   stratificassero   molteplici concezioni e rappresentazioni della rivoluzione\, all’interno delle quali occupano un ruolo centrale quelle della Rivoluzione russa e\, in particolare\, di quella bolscevica dell’ottobre 1917.\nQuesto volume raccoglie una serie di ricerche sulle rappresentazioni della Rivoluzione russa nella\npolitica italiana del Novecento. Le rappresentazioni del 1917\, e quelle della forma di Stato e di governo   nata   dalla   Rivoluzione   rappresentano   un   punto   di   osservazione   sull’evoluzione   delle culture politiche\, delle loro relazioni e contrapposizioni\, della circolazione di idee e delle influenze reciproche. Dalla metà degli anni Venti fino al crollo dell’Unione Sovietica nel 1991\, gli eventi russi del 1917 e il “modello sovietico” diventano un termine di confronto\, un esempio a cui ispirarsi o\, comunque\, un elemento imprescindibile per tutte quelle correnti politiche e culturali che cercano di elaborare una lettura (positiva o negativa\, ideologica o più orientata all’analisi reale) della società di massa\, del capitalismo fordista\, del rapporto fra Stato e classi sociali e di quello fra interessi economici individuali e collettivi.
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SUMMARY:Il tramonto di una nazione. Retroscena di una fine\, di Ernesto Galli della Loggia.
DESCRIPTION:Giovedì   8   giugno   2017\, alle ore 17.30\, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea\n(Palazzo Mattei di Giove – Via Michelangelo Caetani 32\, Roma)\, sarà presentato il volume Il tramonto di una nazione. Retroscena di una fine\, di Ernesto Galli della Loggia.\nNe parlano con l’autore:\nGiovanni Belardelli\, Stefano Feltri.\n«Una nazione al tramonto è un paese che non riesce più a crescere\, che si smaglia e si disunisce\, e che consuma una frattura con il proprio passato\, non riuscendo neppure più a immaginare un futuro. Smarrito il filo della sua vicenda novecentesca\, l’Italia odierna è in una condizione siffatta». Ernesto Galli della Loggia ha raccontato negli ultimi vent’anni la crisi del nostro paese in tutte le sue forme: la politica scossa dalla fine delle appartenenze e dal trionfo dell’antipolitica\, la società incapace di conciliare multiculturalità e salvaguardia della tradizione nazionale\, i valori cristiani indeboliti sotto il peso di innumerevoli tensioni. Passando in rassegna senza sconti tutti i sintomi di un malessere quotidiano – assenza di visione\ndella politica\, ristagno dell’economia\, una giustizia piena di ambiguità e dai tempi esasperanti\, un\nsistema d’istruzione che non riesce più a fungere da ascensore sociale\, il divario Nord-Sud che si aggrava –\, queste pagine restituiscono oggi un impietoso ritratto politico e sociale dell’Italia incapace di essere protagonista del proprio tempo. Una metamorfosi tale da indurre l’autore a una considerazione solo apparentemente paradossale: «Sono nato italiano ma mi viene da chiedermi\, a volte\, se morirò tale. Nella mia generazione\, quella che ha visto la luce durante o a ridosso della guerra\, sospetto proprio di non essere il solo che più o meno consapevolmente si pone una domanda\ncome questa».
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SUMMARY:Dal Risorgimento al Mondo nuovo. La massoneria italiana nella Prima guerra mondiale\, di Marco Cuzzi
DESCRIPTION:Mercoledì 7 giugno\, alle ore 17.00\, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Palazzo Mattei di Giove – Via Michelangelo Caetani 32\, Roma)\, sarà\npresentato il volume “Dal Risorgimento al Mondo nuovo. La massoneria italiana nella Prima guerra mondiale” di  Marco Cuzzi Le Monnier\, 2017.\nIntervengono: Marco Gervasoni\, Giuseppe Parlato\, Carlo Ricotti. Coordina: Lauro Rossi.  \nLa massoneria italiana rappresentò uno dei protagonisti della Grande Guerra\, dall’impegno per\nl’intervento al conflitto a fianco dell’Intesa. Dal maggio 1915 i massoni si mobilitarono con tutte le\nloro «logge» nel cosiddetto «fronte interno»\, con azioni di propaganda e di solidarietà\, affiancando le autorità nell’individuazione degli elementi disfattisti e dei sabotatori\, e trasformandosi pertanto in una   sorta   di  «milizia  civile».   Il  conflitto   rappresentava   per  i   massoni   il  compimento  del Risorgimento e la sua evoluzione verso un «Mondo nuovo» dominato dalla democrazia e dall’armonia tra i popoli. Ma il nazionalismo sempre più radicale avrebbe dominato i massoni\, che sarebbero giunti all’appuntamento con il dopoguerra profondamente trasformati\, al pari dello Stato\nliberale  che avevano contribuito  a creare.  Attraverso un’approfondita analisi dei documenti disponibili e in gran parte inediti\, questo libro vuole dare un contributo significativo alla comprensione di quel particolare periodo della nostra storia\, ricostruendo le complicate dinamiche delle Obbedienze massoniche nazionali.\nIndice\nIntroduzione; 1. Cosmopolitismo e patriottismo; 2. La Massoneria nella neutralità (1914); 3.\nIntervento e impegno in guerra (1915-1916); 4. La Caporetto massonica (1917); 5. Verso il “Mondo\nNuovo” (1918); Conclusioni; Bibliografia e fonti; Indice dei nomi.\nMarco Cuzzi  insegna Storia contemporanea all’Università degli Studi di Milano. Si è occupato di storia del fascismo e delle vicende legate al confine orientale d’Italia. Da diverso tempo studia la storia della massoneria italiana\, ed è membro di diversi comitati scientifici. Tra le sue pubblicazioni:\nL’occupazione italiana della Slovenia  (1998)\,\nL’internazionale della Camicie nere. I CAUR (2006)\,\nIstria\, Quarnero\, Dalmazia. Storia di una regione contesa\n (2009). Tra gli altri studi si ricordano:\nSui campi di Borgogna. I volontari garibaldini nelle Argonne (2015) e Cibo di guerra. Sofferenze e privazioni nell’Italia dei conflitti mondiali (2015).
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SUMMARY:Le biblioteche nell’Italia fascista\, di Carlo De Maria
DESCRIPTION:Martedì 6 giugno\, alle ore 17.00\, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Palazzo Mattei di Giove – Via Michelangelo Caetani 32\, Roma)\, sarà presentato il volume Le biblioteche nell’Italia fascista\, di Carlo De Maria\, Biblion\, 2016. Intervengono: Alessio Gagliardi\, Antonella Meniconi\, Alberto Petrucciani. Coordina: Patrizia Rusciani. Sarà presente l’autore. \nLa politica bibliotecaria\, l’amministrazione delle biblioteche\, il controllo e la promozione della pubblica lettura rappresentano alcuni di quei «problemi specifici» che vanno adeguatamente approfonditi per ricostruire in maniera dinamica la realtà storica del regime fascista. L’attenzione inedita che il fascismo dedicò a tutte le biblioteche – da quelle governative\, a quelle comunali e provinciali\, fino alle minuscole “bibliotechine” scolastiche e rurali – trovava una precisa ragione nella complessa «funzione nazionale» che a esse veniva assegnata\, nella quale si sommavano motivi di prestigio\, di formazione culturale e di controllo sociale. Per molti versi\, il governo fascista accolse per la prima volta esigenze ampiamente sentite dagli operatori delle biblioteche italiane\, confermando una volta di più la necessità storiografica di riflettere sulle esperienze professionali delle élites tecnico-specialistiche e sul loro rapporto con la politica durante il ventennio fascista. Negli anni Trenta la riorganizzazione delle biblioteche popolari e il nuovo impulso dato alle soprintendenze bibliografiche delinearono “una via italiana alla biblioteca pubblica”\, che rimaneva\, tuttavia\, inevitabilmente staccata da ogni idea di autonomia locale\, allontanando drasticamente l’esperienza italiana dal modello anglosassone della public library. \nCarlo De Maria dirige l’Istituto storico della Resistenza e dell’Età contemporanea di Forlì-Cesena. Ha insegnato nelle università di Bologna\, Venezia e del Salento. Fa parte del comitato scientifico che sovrintende all’Edizione dell’Epistolario di Aldo Capitini\, è membro del comitato editoriale di “E-Review”\, rivista elettronica degli Istituti storici emiliano-romagnoli\, e del comitato scientifico dell’Archivio Famiglia Berneri di Reggio Emilia. Dal 2011 presiede l\’Associazione Clionet\, di cui è socio fondatore. Si è occupato di storia del socialismo\, associazionismo popolare\, lavoro di comunità. Tra le pubblicazioni più recenti: Lavoro di comunità e ricostruzione civile in Italia (2015)\, L\’anarchismo italiano. Storia e storiografia (2016\, con Giampietro Berti) e Sulla storia del socialismo\, oggi\, in Italia. Ricerche in corso e riflessioni storiografiche (2015).
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SUMMARY:L’altra metà dell’Europa. Dalla Grande Guerra ai giorni nostri\, di Francesco Guida
DESCRIPTION:Mercoledì 31 maggio\, alle ore 17.00\, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Palazzo Mattei di Giove – Via Michelangelo Caetani 32\, Roma)\, sarà presentato il volume L’altra metà dell’Europa. Dalla Grande Guerra ai giorni nostri\, di Francesco Guida. Intervengono: Federigo Argentieri\, Rita Tolomeo. Coordina: Renato Moro. Sarà presente l’autore. \nLe vicende tra la prima e la seconda guerra mondiale\, il mezzo secolo di socialismo reale vissuto all’ombra di Mosca\, gli ultimi decenni che hanno portato all’ammissione nell’Unione europea: oggi l’Europa centro-orientale non è più una periferia\, come a lungo è stata considerata. \nFrancesco Guida è professore ordinario di Storia dell’Europa centro-orientale all’Università Roma Tre e direttore del Dipartimento di Scienze politiche. Ha insegnato nelle università di Roma La Sapienza e Venezia. È Presidente dell’Associazione Italiana di Studi del Sud-Est Europeo (AISSEE)\, affiliata all’Association Internationale d’Etudes du Sud-Est Européen. Tra le sue pubblicazioni più recenti: La Romania contemporanea. Momenti e questioni di storia (Milano 2002); La Russia e l’Europa centro-orientale 1815-1914 (Roma 2003); Romania (Milano 2009²).
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SUMMARY:Bianco e Nero. L’Istituto Nazionale Luce e l’immaginario del fascismo (1924-1940) di Daniela Calanca
DESCRIPTION:Martedì 30 maggio\, alle ore 17.00\, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Palazzo Mattei di Giove – Via Michelangelo Caetani 32\, Roma)\, nell’ambito del “Maggio dei libri” 2017\, sarà presentato il volume Bianco e Nero. L’Istituto Nazionale Luce e l’immaginario del fascismo (1924-1940) di Daniela Calanca\, Bononia University Press\, 2016. Intervengono: Gianluca Braschi\, Claudio Siniscalchi\, Maurizio Zinni. Coordina: Patrizia Rusciani. Sarà presente l’autrice. \nA partire dalla metà degli anni Venti\, il fascismo riconosce nel cinema il mezzo d’espressione più efficace per comunicare con le masse ormai protagoniste della vita politica e sociale\, e affida all’Istituto Luce la diffusione della propria civiltà cinematografica. Una puntuale ricostruzione storica delle pratiche politiche\, economiche e socio-culturali dell’Istituto rappresenta quindi una via maestra per svelare le modalità di formazione dell’ideologia dello stato totalitario nel loro concreto svolgimento. Il volume\, attraverso l’analisi dei documenti (cartacei e visivi) contenuti nell’Archivio privato di famiglia del marchese Giacomo Paulucci di Calboli Barone (1887-1961)\, figura chiave nel processo di modernizzazione e fascistizzazione della cinematografia e Presidente dell’Istituto Luce dal 1933 al 1940\, delinea la parabola del Luce e assume la sua storia come perno di una riflessione analitica tesa a ricomporre il significato della cultura e dell’immaginario del regime nel contesto nazionale e internazionale.  \nDaniela Calanca è ricercatore confermato di Storia contemporanea presso il Dipartimento di Scienze per la Qualità della Vita dell’Università di Bologna. Per i tipi di Bononia University Press ha pubblicato: Legami. Relazioni familiari nel Novecento (2004); Non ho l’età. Giovani moderni negli anni della rivoluzione (2008); Identità familiari 1920-1980 (2008); con C. Ravara Montebelli\, Ville al mare tra Romagna e Italia (1861-1918) (2013); Storia sociale della moda contemporanea (2014).
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SUMMARY:Soggettività dissonanti. Di rivoluzioni\, femminismi e violenza politica nella memoria di un gruppo di ex militanti di Lotta continua
DESCRIPTION:Venerdì 26 maggio\, alle ore 17.00\, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Via M. Caetani\, 32\, Roma)\, nell’ambito del “Maggio dei libri” 2017\, si presenta\, in collaborazione con la Società italiana delle storiche\, il volume di Stefania Voli\, Soggettività dissonanti. Di rivoluzioni\, femminismi e violenza politica nella memoria di un gruppo di ex militanti di Lotta continua. Intervengono: Teresa Bertilotti\, Paola Stelliferi. Coordina: Bruno Bonomo. \nAttraverso i racconti di un gruppo di ex attivisti del gruppo della sinistra extraparlamentare Lotta continua il lavoro ripercorre il ciclo di mobilitazione che ha attraversato l’Italia negli anni Settanta\, alla ricerca delle intersezioni tra eventi collettivi ed esperienze soggettive. Il testo si sofferma su due temi considerati crinali di una controversa memoria condivisa: da una parte la violenza politica\, dall’altra il neo-femminismo. Due passaggi cruciali nel percorso di soggettivazione delle singole e dei singoli\, i cui effetti sono ritracciabili anche osservando gli esiti individuali e collettivi della “smobilitazione”. \nStefania Voli è dottore di ricerca in Storia delle donne e delle identità di genere in Età Moderna e Contemporanea (Università L’“Orientale” di Napoli)\, con una tesi vincitrice del Premio nazionale di storia contemporanea “Luigi Di Rosa 2012” oltre che del Premio “Città di Firenze 2014”. È membro della commissione del Direttivo della Società Italiana delle Storiche e della commissione della Scuola estiva.
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SUMMARY:Gramsci chi? Dicono di lui\, a cura di Lelio La Porta
DESCRIPTION:Giovedì 25 maggio\, alle ore 17.00\, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Via M. Caetani\, 32\, Roma)\, si presenta il volume Gramsci chi? Dicono di lui\,  a cura di Lelio La Porta (Bordeaux edizioni\, 2017).\nIntervengono: Orlando Franceschelli\, Bruno Gravagnuolo. Coordina: Manuela Ausilio \nGiovedì 25 maggio 2017\, alle ore 17.00\, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Palazzo Mattei di Giove – Via Michelangelo Caetani 32\, Roma)\, nell’ambito del “Maggio dei libri” 2017 sarà presentato il volume Gramsci chi? Dicono di lui a cura di Lelio La Porta\, Bordeaux\, 2017. Intervengono: Orlando Franceschelli\, Bruno Gravagnuolo. Coordina: Manuela Ausilio. Sarà presente il curatore. \nTradotto\, amato e studiato all’estero come uno tra i più importanti pensatori del xx secolo\, Antonio Gramsci è quasi misconosciuto – e talvolta colpevolmente dimenticato – nel paese che gli ha dato i natali. A ottant’anni dalla morte artisti\, giornalisti\, politici e studiosi (non necessariamente schierati con Gramsci) tornano al suo pensiero come si torna alle origini\, riscoprendo quanto del suo vastissimo e straordinario lascito intellettuale sia ancora oggi parte integrante delle categorie storiche e filosofiche imperanti\, nonché punto di partenza per qualsiasi visione alternativa della nostra società. Una raccolta di interventi utili per avvicinarsi al pensiero del grande sardo\, che diede la propria vita nel tentativo di trasformare questo «mondo grande\, terribile e complicato». \nScritti di: Giorgio Baratta\, Enrico Berlinguer\, Joseph A. Buttigieg\, Benedetto Croce\, Giuseppe Fiori\, Simonetta Fiori\, Dario Fo\, Orlando Franceschelli\, Piero Gobetti\, Antonio Gramsci jr.\, Bruno Gravagnuolo\, Emilio Lussu\, Mimma Paulesu Quercioli\, Giuseppe Prestipino\, Camilla Ravera\, Antonio A. Santucci\, Paolo Spriano\, Palmiro Togliatti\, Aldo Tortorella. \nLelio La Porta\, docente nei Licei\, collaboratore di “Critica marxista”\, è autore di Etica e rivoluzione nel giovane Lukács (1991)\, Arendt\, Berlin\, Strauss. Filosofia politica del Novecento (1997)\, Antonio Gramsci e Hannah Arendt. Per amore del mondo grande\, terribile e complicato (2010) e Hannah Arendt. Il problema storico della libertà (2017). Ha redatto diverse voci del Dizionario gramsciano (a cura di G. Liguori e P. Voza\, 2009)\, ha curato Un Gramsci per le nostre scuole. Antologia (2016) e\, insieme a Giuseppe Prestipino\, I Quaderni del carcere di Antonio Gramsci. Un’antologia (2014).
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SUMMARY:Alessandro Torlonia. The Pope’s Banker\, di Daniela Felisini
DESCRIPTION:Mercoledì 24\, alle ore 17.00\, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Palazzo Mattei di Giove – Via Michelangelo Caetani 32\, Roma)\, sarà presentato il volume Alessandro Torlonia. The Pope’s Banker\, di Daniela Felisini (Palgrave\,   2016).\nIntervengono:  Pierluigi   Ciocca\, Marco   Meriggi\,\nGiuseppe Monsagrati. Coordina: Patrizia Rusciani\nIl libro racconta la vita e le opere di uno dei massimi banchieri italiani dell’Ottocento\, Alessandro\nTorlonia (1800-1886).  Attraverso la narrazione delle sue imprese finanziarie ed imprenditoriali\, si\nparla dell’economia e della politica nel XIX secolo\, della crescita dei mercati finanziari europei e\ndel declino del potere papale durante il Risorgimento italiano. Il saggio si basa su una rigorosa\nricerca storica che utilizza fonti originali come i documenti Archivum Secretum Vaticanum e altri\ndocumenti ufficiali\, gli archivi della famiglia Torlonia e della banca Rothschild di Parigi\, memorie\, corrispondenze e stampa periodica. Il volume ci fa conoscere un Alessandro Torlonia dai molti volti\, uno dei personaggi più complessi e influenti della vita economica italiana del XIX secolo.\nL’autrice analizza criticamente la storia finanziaria del papato: un’area di grande interesse data la\nnotorietà dei rapporti tra la Santa Sede e i suoi banchieri nei secoli XX e XXI. Argomenti focali\ncome la storia delle élites e la storia dei mercati finanziari europei rappresentano inoltre un sicuro\ncampo di interesse interdisciplinare per studiosi e ricercatori.\nDaniela Felisini insegna Storia Economica presso il Dipartimento di SPFS dell’Università degli Studi di\nRoma   “Tor   Vergata”;   è   titolare   di   una   Cattedra   Jean   Monnet   di   “Storia   economica   dell’Europa contemporanea” e Coordinatrice del Corso di Laurea Magistrale in Storia. Autrice di numerosi studi\nsull’economia romana nell’Ottocento\, ha pubblicato saggi sulla storia bancaria\, sul ruolo dello Stato\nnell’economia\, sui gruppi dirigenti dell’economia italiana\, sulle relazioni economiche internazionali e ha\ncurato gli scritti di alcuni noti economisti italiani.
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SUMMARY:Siciliani al fronte. Lettere dalla Grande Guerra
DESCRIPTION:Martedì 23 maggio 2017\, alle ore 17.00\, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea\n(Palazzo Mattei di Giove – Via Michelangelo Caetani 32\, Roma)\, sarà presentato il volume\nSiciliani al fronte. Lettere dalla Grande Guerra\ndi Elena Riccio\, Carlo Verri (Istituto Poligrafico Europeo\, 2017).\nIntervengono: Giovanna Procacci\, Alessandra Staderini\nCoordina: Corrado Scibilia \nLa Prima guerra mondiale è l’evento epocale che segna l’inizio del Novecento. Questo volume si pone l’obiettivo di indagare l’impatto del conflitto sulla Sicilia nell’ambito di una rinnovata linea di ricerca. Cento anni fa\, nel 1917\, dopo Caporetto\, prese corpo una raccolta di lettere e altri testi di e su 23 militari siciliani\, mai pubblicata e qui presentata in edizione critica e accompagnata da un saggio di storia. Il libro dà conto di come la cosiddetta borghesia patriottica dell’isola visse e percepì l’inedita e sconvolgente esperienza bellica. \nElena Riccio\, dottoranda in Studi letterari\, filologico-linguistici e storico-culturali (Università di Palermo)\, si occupa di filologia italiana e metodi di analisi computazionale dei testi. \nCarlo Verri\, storico contemporaneista\, ha studiato l’uso pubblico della storia\, l’antifascismo\, i rapporti stato-chiesa subito dopo l’Unità d’Italia e vari temi di storia siciliana; ha in corso una ricerca sul movimento carlista in Spagna. Tra le ultime pubblicazioni: Guerra e libertà\n(XL edizioni\, 2011).
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SUMMARY:La Guerra e lo Stato\, 1914-1918. Convegno internazionale: Roma\, 18-20 maggio 2017
DESCRIPTION:La Guerra e lo Stato\, 1914-1918.\nConvegno internazionale: Roma\, 18-20 maggio 2017\nArchivio di Stato di Roma (Corso del Rinascimento\, 40)\nBiblioteca di storia moderna e contemporanea (Via Michelangelo Caetani\, 32)\nIl Convegno è organizzato dalla Fondazione Ugo La Malfa e dal CISRSM – centro interuniversitario di studi e ricerche\nstorico-militari\, in collaborazione con l’Archivio di stato di Roma e con la Biblioteca di storia moderna e contemporanea. \n18 maggio – ore 14.00\nSala Alessandrina\, Archivio di Stato di Roma \nIndirizzo di saluto di Paolo Buonora\nDirettore dell’Archivio di Stato di Roma \nGiorgio La Malfa\, Caratteri e obiettivi del Convegno \nI Sessione – I poteri dello Stato in guerra. La dimensione europea\nCoordina Giorgio La Malfa \nRobert Skidelsky\, State and society. The consequences of the Great War \nGerhard Hirschfeld\, German politics in a total war – The failure of the Third Supreme Army Command \nOswald Ueberegger\, Il caso austro-ungarico: l’assolutismo di guerra \nFabienne Bock\,	France:	souplesse et adaptation	de la	république parlementaire et de l’Etat libéral \nLuciano Marrocu\, Un’era di tiranni? Stato e società in Gran Bretagna durante la prima guerra mondiale \nDiscussione \n19 maggio – ore 9.00\nSala Alessandrina\, Archivio di Stato di Roma \nII Sessione – Italia. Poteri e rapporti fra poteri\nCoordina Corrado Scibilia \nGiovanna Procacci\, Lo stato d’emergenza \nValentina  Villa\,  La  Corona  italiana  e  le  relazioni  internazionali:  Vittorio Emanuele III durante la Grande Guerra \nNicola Labanca\, ‘Il governo di Udine’? Il Comando supremo e la Grande Guerra \nAntonella Meniconi\, La magistratura e la guerra \nGabriele Rigano\, Stato italiano\, Santa Sede e cattolici nella prova della guerra \nDiscussione \n19 maggio – ore 14.00\nSala Alessandrina\, Archivio di Stato di Roma \nIII Sessione – Italia. Mobilitazione delle risorse\, nuove istituzioni\nCoordina Giorgio La Malfa \nPierluigi Ciocca\, Inflazione e squilibri industriali\, 1914-1922 \nLuigi Tomassini\, Verso la mobilitazione totale: agricoltura\, industria\, approvvigionamenti 1915-18\nUniversità di Bologna \nMatteo Ermacora\, Amministrare in tempo di guerra. Stato e istituzioni locali \nPaola Carucci\, Assistenza\, propaganda e repressione \nFabio Degli Esposti\, L’impatto economico e sociale del conflitto \nDiscussione \n20 maggio – ore 9.00\nBiblioteca Storia moderna e contemporanea \nIV Sessione – Le conseguenze del conflitto \nSaluti di Patrizia Rusciani\,\nDirettrice della Biblioteca di storia moderna e contemporanea\nCoordina Paul Corner \nAndrea Panaccione\, Lo Stato russo tra la guerra e la rivoluzione \nBruna Bianchi\, Il costo sociale della violenza di guerra \nChristophe Charle\, La crise de la démocratie dans les sociétés impériales (France\, Allemagne\, Grande Bretagne) de l’après guerre à l’avant guerre (1918-1939) \nPietro Costa\, Tra Machtstaat e Rechtsstaat: immagini dello Stato negli anni Venti \nGiorgio La Malfa\, La lezione di Keynes \nDiscussione e Conclusione dei lavori
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SUMMARY:Festa d’aprile\, festa di maggio. La Resistenza\, la Liberazione\, il lavoro
DESCRIPTION:Sabato 13 maggio 2017\, alle ore 11.00\, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Palazzo Mattei di Giove – Via Michelangelo Caetani 32\, Roma)\, la Biblioteca e il Circolo Gianni Bosio presentano Festa d’aprile\, festa di maggio. La Resistenza\, la Liberazione\, il lavoro\, intervento musicale del coro Sabatoincanto diretto da Patrizia Nasini. \n Il coro Sabatoincanto\, una delle formazioni musicali del Circolo Gianni Bosio\, eseguono alcuni canti della tradizione popolare italiana:  1) Fischia il vento (1943); 2) E per la strada (ca. 1908); 3)    Partono gli emigranti (1974); 4) Amore mio non piangere (inizi XX sec.); 5) Dalle belle città (1944); 6) Padrone mio  (prima metà XX sec.); 7) Oltre il ponte (1958); 8) Ignoranti senza scuole (prima metà XX sec.); 9) Festa d’aprile (1948); 10)  Macchinista\, macchinista (prima metà XX sec.); 11)  Procurad’e moderare (fine XVIII sec.). \nFischia il vento e Dalle belle città appartengono alla stagione resistenziale. La prima fu scritta dal medico ligure Felice Cascione\, comandante partigiano nella zona d’Albenga\, catturato e fucilato agli inizi del 1944 e decorato con medaglia d’oro alla memoria; la seconda fu scritta nel marzo 1944   da Emilio Casalini “Cini” e musicata da Angelo Rossi “Lanfranco”\, partigiani combattenti nell’Appennino ligure-piemontese. Anche Festa d’aprile e Oltre il ponte fanno riferimento all’esperienza resistenziale ma furono scritte nel dopoguerra\, rispettivamente da Franco Antonicelli e Italo Calvino\, entrambe su musiche di Sergio Liberovici\, uno dei fondatori del gruppo torinese Cantacronache. \nE per la strada\, Amore mio non piangere\, Ignoranti senza scuole\, Macchinista\, macchinista rientrano nel repertorio dei canti di lavoro e di protesta composti rielaborando più antichi moduli musicali e diffusi agli inizi del Novecento soprattutto nell’Italia settentrionale. Padrone mio è un canto in dialetto pugliese conosciuto soprattutto nella versione fatta propria dal compositore e “cantastorie” Matteo Salvatore (1925-2005). Partono gli emigranti è una delle numerose canzoni di protesta composte negli ’70 del Noveento dal cantautore pisano Alfredo Bandelli (1945-1994).  Procurad’e moderare\, infine\, è un canto di denuncia antifeudale scritto dal magistrato Francesco Ignazio Mannu durante i moti rivoluzionari del 1794-1796.
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SUMMARY:Rovesci della fortuna. La minoranza italiana in Libia dalla Seconda guerra mondiale all’espulsione 1940-1970 a cura di Francesca Di Giulio\, Federico Cresti
DESCRIPTION:Mercoledì 10 maggio 2017\, alle ore 17.00\, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Palazzo Mattei di Giove – Via Michelangelo Caetani 32\, Roma)\, sarà presentato il volume Rovesci della fortuna. La minoranza italiana in Libia dalla Seconda guerra mondiale all’espulsione 1940-1970 a cura di Francesca Di Giulio\, Federico Cresti. Contributi di Luigi Candreva\, Stefania De Nardis\, Francesca Di Giulio\, Chiara Loschi\, Luigi Scoppola Iacopini\, Aracne\, 2016. Intervengono: Pierluigi Valsecchi e Raphael Luzon. Coordina: Albertina Vittoria. Saranno presenti i curatori. \nL’opera è frutto di una ricerca sulla presenza e sul ruolo delle minoranze nella storia dei paesi dell’Africa mediterranea e saheliana. In una prospettiva cronologica\, che prende in considerazione sia il periodo coloniale che una contemporaneità più vicina ai giorni nostri\, i saggi raccolti esaminano alcuni casi paradigmatici di gruppi minoritari (non solamente in senso etnico\, linguistico o religioso\, ma anche politico) dell’Egitto\, della Libia\, della Tunisia e della Mauritania. Tra accettazione e rifiuto di uno statuto minoritario\, tra affermazione orgogliosa di appartenenza e fuga\, tra conflitti e crisi che mettono in discussione democrazia e diritti di cittadinanza\, il volume contribuisce alla conoscenza del ruolo politico delle minoranze in questi paesi: nella vicenda dell’Africa contemporanea la questione del pluralismo e delle contraddizioni generate dalla presenza di minoranze all’interno di compagini socio–politiche che fanno riferimento all’islàm sunnita e all’arabismo\, come fondamenti dello stato\, appare oggi come uno dei punti centrali del dibattito politico e della riflessione storica. \nFrancesca Di Giulio è dottore di ricerca in Storia dell’Europa. I suoi interessi di ricerca riguardano le relazioni dell’Italia nell’area mediorientale e africana\, la tutela europea dei diritti dell’uomo con particolare riferimento ai processi di esclusione sociale delle minoranze e il dialogo interreligioso nel bacino del Mediterraneo. Fra le sue pubblicazioni Religious and Ethnic Identities in the FirstWorldWar Macedonia: Perspectives from the Holy See Diplomacy’s\, in A. Biagini & G. Motta (eds)\, 2014; Empires and Nations from the Eighteenth to the Twentieth Centuries: Volume 2\, Cambridge Scholars Publishing; Il Fronte Orientale durante la Grande Guerra attraverso le memorie di Luigi Villari\, in Le operazioni interforze e multinazionali nella storia militare\, Acta\, 39° Congresso della Commissione Internazionale di Storia Militare\, Torino 1–6 settembre 2013. \nFederico Cresti insegna Storia dell’Africa e Storia dei paesi dell’Africa mediterranea e del Medio oriente presso il Dipartimento di scienze politiche e sociali dell’università di Catania\, dove dirige il Centro per gli studi sul mondo islamico mediterraneo e l’Africa. Il suo ambito di ricerca prevalente è quello dell’Africa in età moderna e contemporanea\, con un interesse particolare per la storia della colonizzazione dei paesi del Maghreb e per la storia della Libia. Tra le sue pubblicazioni: Iniziativa coloniale e conflitto religioso in Algeria\, 1991; Oasi di italianità. La Libia della colonizzazione agraria tra fascismo\, guerra e indipendenza (1935-1959)\, 1996; Non desiderare la terra d’altri\, 2011; Storia della Libia contemporanea (con M. Cricco)\, 2012.
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SUMMARY:Il Movimento Liberazione della Donna nel femminismo italiano\, di Beatrice Pisa
DESCRIPTION:Venerdì 5 maggio 2017\, alle ore 17.00\, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Palazzo Mattei di Giove – Via Michelangelo Caetani 32\, Roma)\, sarà presentato il volume Il Movimento di Liberazione della Donna nel femminismo italiano. La politica\, i vissuti\, le esperienze (1970-1983) di Beatrice Pisa\, Aracne\, 2017. Intervengono: Fiorenza Taricone\, Vittoria Tola. Coordina: Rosanna De Longis. Sarà presente l’autrice. \nL’opera si propone di restituire visibilità storiografica e politica al Movimento di Liberazione della Donna (Mld) che negli anni Settanta ha condotto una serie di battaglie che hanno contribuito al processo di democratizzazione del Paese (consultori\, interruzione di gravidanza\, pari opportunità sul lavoro\, legge contro la violenza) restituendo dignità e voce alle donne. Eppure il Mld\, espressione di un femminismo laico e libertario\, è assai poco ricordato a livello storiografico e pressoché cancellato all’interno della narrazione femminista\, anche se per un decennio è stato in grado di creare un notevole consenso femminile intorno alle proprie battaglie. Il testo si serve di un’ampia documentazione inedita e difficilmente rinvenibile perché conservata in archivi personali\, quali quello di Liliana Ingargiola e della stessa autrice\, la quale incrocia la memoria del “testimone” con lo sguardo più consapevole e rigoroso di chi fa storia. \nBeatrice Pisa ha insegnato Storia delle donne\, Storia dell’integrazione europea e Storia contemporanea alla Sapienza Università di Roma. Ha pubblicato numerosi saggi su queste materie. Ha partecipato alla elaborazione dei corsi di “Donne\, politiche e Istituzioni” finanziati dal Comitato Pari Opportunità\, fa parte della Società italiana delle storiche e di “Archivia: archivi\, biblioteche centri di documentazione delle donne” presso la Casa internazionale delle donne. Ha collaborato alle iniziative sulla identità di genere nelle scuole dal titolo “La scuola fa differenza”.
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SUMMARY:Caro Presidente. Gli italiani scrivono al Quirinale (1946-1971) di Teresa Bertilotti
DESCRIPTION:Mercoledì 3 maggio 2017\, alle ore 17.00\, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Palazzo Mattei di Giove – Via Michelangelo Caetani 32\, Roma)\, sarà presentato il volume Caro Presidente. Gli italiani scrivono al Quirinale (1946-1971) di Teresa Bertilotti\, Le Monnier\, 2016. Intervengono: Paola Carucci\, Paolo Peluffo\, Maurizio Ridolfi\, Amalia Signorelli. Coordina: Patrizia Rusciani. Sarà presente l’autrice. \nLe lettere dei cittadini ai Presidenti della Repubblica\, riprendendo uno strumento utilizzato sin da tempi lontanissimi\, raccontano le storie di uomini e donne che\, presi dallo sconforto o da un sussulto patriottico\, si rivolgono alla massima autorità dello Stato per avere un aiuto economico\, un alloggio decoroso\, una raccomandazione\, per denunciare un’ingiustizia\, ottenere riconoscimenti morali\, coltivare il rapporto con la patria lontana. Altri scrivono per inviare doni\, suggerimenti e invenzioni stravaganti. A partire da questi materiali\, conservati presso l’Archivio della Presidenza della Repubblica\, il volume indaga il rapporto dei cittadini con l’istituzione e quello che le istanze rivelano della società: i valori\, le speranze e le paure di un Paese che non ha ancora smesso di fare i conti con l’eredità lasciata dalla guerra ed è già alle prese con i sogni\, e i problemi\, della ricostruzione e dei tempi moderni. \nTeresa Bertilotti (Università di Milano-Bicocca) si è occupata di istruzione femminile\, con particolare attenzione alle modalità dell’unificazione amministrativa\, al processo di nazionalizzazione\, al nesso istruzione femminile-accesso al lavoro. Ha lavorato sul femminismo degli anni Settanta e sul ruolo degli intrattenimenti durante la Grande guerra. Su questi temi ha pubblicato articoli e saggi fra cui Maestre a Lucca. Comuni e scuola pubblica nell’Italia liberale (La Scuola\, Brescia\, 2006); con A. Scattigno (a cura di)\, Il femminismo degli anni Settanta (Viella\, Roma\, 2005). Con il regista Marco Santarelli ha realizzato il documentario Lettera al Presidente (2013).
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