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SUMMARY:Siciliani al fronte. Lettere dalla Grande Guerra
DESCRIPTION:Martedì 23 maggio 2017\, alle ore 17.00\, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea\n(Palazzo Mattei di Giove – Via Michelangelo Caetani 32\, Roma)\, sarà presentato il volume\nSiciliani al fronte. Lettere dalla Grande Guerra\ndi Elena Riccio\, Carlo Verri (Istituto Poligrafico Europeo\, 2017).\nIntervengono: Giovanna Procacci\, Alessandra Staderini\nCoordina: Corrado Scibilia \nLa Prima guerra mondiale è l’evento epocale che segna l’inizio del Novecento. Questo volume si pone l’obiettivo di indagare l’impatto del conflitto sulla Sicilia nell’ambito di una rinnovata linea di ricerca. Cento anni fa\, nel 1917\, dopo Caporetto\, prese corpo una raccolta di lettere e altri testi di e su 23 militari siciliani\, mai pubblicata e qui presentata in edizione critica e accompagnata da un saggio di storia. Il libro dà conto di come la cosiddetta borghesia patriottica dell’isola visse e percepì l’inedita e sconvolgente esperienza bellica. \nElena Riccio\, dottoranda in Studi letterari\, filologico-linguistici e storico-culturali (Università di Palermo)\, si occupa di filologia italiana e metodi di analisi computazionale dei testi. \nCarlo Verri\, storico contemporaneista\, ha studiato l’uso pubblico della storia\, l’antifascismo\, i rapporti stato-chiesa subito dopo l’Unità d’Italia e vari temi di storia siciliana; ha in corso una ricerca sul movimento carlista in Spagna. Tra le ultime pubblicazioni: Guerra e libertà\n(XL edizioni\, 2011).
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SUMMARY:La Guerra e lo Stato\, 1914-1918. Convegno internazionale: Roma\, 18-20 maggio 2017
DESCRIPTION:La Guerra e lo Stato\, 1914-1918.\nConvegno internazionale: Roma\, 18-20 maggio 2017\nArchivio di Stato di Roma (Corso del Rinascimento\, 40)\nBiblioteca di storia moderna e contemporanea (Via Michelangelo Caetani\, 32)\nIl Convegno è organizzato dalla Fondazione Ugo La Malfa e dal CISRSM – centro interuniversitario di studi e ricerche\nstorico-militari\, in collaborazione con l’Archivio di stato di Roma e con la Biblioteca di storia moderna e contemporanea. \n18 maggio – ore 14.00\nSala Alessandrina\, Archivio di Stato di Roma \nIndirizzo di saluto di Paolo Buonora\nDirettore dell’Archivio di Stato di Roma \nGiorgio La Malfa\, Caratteri e obiettivi del Convegno \nI Sessione – I poteri dello Stato in guerra. La dimensione europea\nCoordina Giorgio La Malfa \nRobert Skidelsky\, State and society. The consequences of the Great War \nGerhard Hirschfeld\, German politics in a total war – The failure of the Third Supreme Army Command \nOswald Ueberegger\, Il caso austro-ungarico: l’assolutismo di guerra \nFabienne Bock\,	France:	souplesse et adaptation	de la	république parlementaire et de l’Etat libéral \nLuciano Marrocu\, Un’era di tiranni? Stato e società in Gran Bretagna durante la prima guerra mondiale \nDiscussione \n19 maggio – ore 9.00\nSala Alessandrina\, Archivio di Stato di Roma \nII Sessione – Italia. Poteri e rapporti fra poteri\nCoordina Corrado Scibilia \nGiovanna Procacci\, Lo stato d’emergenza \nValentina  Villa\,  La  Corona  italiana  e  le  relazioni  internazionali:  Vittorio Emanuele III durante la Grande Guerra \nNicola Labanca\, ‘Il governo di Udine’? Il Comando supremo e la Grande Guerra \nAntonella Meniconi\, La magistratura e la guerra \nGabriele Rigano\, Stato italiano\, Santa Sede e cattolici nella prova della guerra \nDiscussione \n19 maggio – ore 14.00\nSala Alessandrina\, Archivio di Stato di Roma \nIII Sessione – Italia. Mobilitazione delle risorse\, nuove istituzioni\nCoordina Giorgio La Malfa \nPierluigi Ciocca\, Inflazione e squilibri industriali\, 1914-1922 \nLuigi Tomassini\, Verso la mobilitazione totale: agricoltura\, industria\, approvvigionamenti 1915-18\nUniversità di Bologna \nMatteo Ermacora\, Amministrare in tempo di guerra. Stato e istituzioni locali \nPaola Carucci\, Assistenza\, propaganda e repressione \nFabio Degli Esposti\, L’impatto economico e sociale del conflitto \nDiscussione \n20 maggio – ore 9.00\nBiblioteca Storia moderna e contemporanea \nIV Sessione – Le conseguenze del conflitto \nSaluti di Patrizia Rusciani\,\nDirettrice della Biblioteca di storia moderna e contemporanea\nCoordina Paul Corner \nAndrea Panaccione\, Lo Stato russo tra la guerra e la rivoluzione \nBruna Bianchi\, Il costo sociale della violenza di guerra \nChristophe Charle\, La crise de la démocratie dans les sociétés impériales (France\, Allemagne\, Grande Bretagne) de l’après guerre à l’avant guerre (1918-1939) \nPietro Costa\, Tra Machtstaat e Rechtsstaat: immagini dello Stato negli anni Venti \nGiorgio La Malfa\, La lezione di Keynes \nDiscussione e Conclusione dei lavori
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SUMMARY:Festa d’aprile\, festa di maggio. La Resistenza\, la Liberazione\, il lavoro
DESCRIPTION:Sabato 13 maggio 2017\, alle ore 11.00\, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Palazzo Mattei di Giove – Via Michelangelo Caetani 32\, Roma)\, la Biblioteca e il Circolo Gianni Bosio presentano Festa d’aprile\, festa di maggio. La Resistenza\, la Liberazione\, il lavoro\, intervento musicale del coro Sabatoincanto diretto da Patrizia Nasini. \n Il coro Sabatoincanto\, una delle formazioni musicali del Circolo Gianni Bosio\, eseguono alcuni canti della tradizione popolare italiana:  1) Fischia il vento (1943); 2) E per la strada (ca. 1908); 3)    Partono gli emigranti (1974); 4) Amore mio non piangere (inizi XX sec.); 5) Dalle belle città (1944); 6) Padrone mio  (prima metà XX sec.); 7) Oltre il ponte (1958); 8) Ignoranti senza scuole (prima metà XX sec.); 9) Festa d’aprile (1948); 10)  Macchinista\, macchinista (prima metà XX sec.); 11)  Procurad’e moderare (fine XVIII sec.). \nFischia il vento e Dalle belle città appartengono alla stagione resistenziale. La prima fu scritta dal medico ligure Felice Cascione\, comandante partigiano nella zona d’Albenga\, catturato e fucilato agli inizi del 1944 e decorato con medaglia d’oro alla memoria; la seconda fu scritta nel marzo 1944   da Emilio Casalini “Cini” e musicata da Angelo Rossi “Lanfranco”\, partigiani combattenti nell’Appennino ligure-piemontese. Anche Festa d’aprile e Oltre il ponte fanno riferimento all’esperienza resistenziale ma furono scritte nel dopoguerra\, rispettivamente da Franco Antonicelli e Italo Calvino\, entrambe su musiche di Sergio Liberovici\, uno dei fondatori del gruppo torinese Cantacronache. \nE per la strada\, Amore mio non piangere\, Ignoranti senza scuole\, Macchinista\, macchinista rientrano nel repertorio dei canti di lavoro e di protesta composti rielaborando più antichi moduli musicali e diffusi agli inizi del Novecento soprattutto nell’Italia settentrionale. Padrone mio è un canto in dialetto pugliese conosciuto soprattutto nella versione fatta propria dal compositore e “cantastorie” Matteo Salvatore (1925-2005). Partono gli emigranti è una delle numerose canzoni di protesta composte negli ’70 del Noveento dal cantautore pisano Alfredo Bandelli (1945-1994).  Procurad’e moderare\, infine\, è un canto di denuncia antifeudale scritto dal magistrato Francesco Ignazio Mannu durante i moti rivoluzionari del 1794-1796.
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SUMMARY:Rovesci della fortuna. La minoranza italiana in Libia dalla Seconda guerra mondiale all’espulsione 1940-1970 a cura di Francesca Di Giulio\, Federico Cresti
DESCRIPTION:Mercoledì 10 maggio 2017\, alle ore 17.00\, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Palazzo Mattei di Giove – Via Michelangelo Caetani 32\, Roma)\, sarà presentato il volume Rovesci della fortuna. La minoranza italiana in Libia dalla Seconda guerra mondiale all’espulsione 1940-1970 a cura di Francesca Di Giulio\, Federico Cresti. Contributi di Luigi Candreva\, Stefania De Nardis\, Francesca Di Giulio\, Chiara Loschi\, Luigi Scoppola Iacopini\, Aracne\, 2016. Intervengono: Pierluigi Valsecchi e Raphael Luzon. Coordina: Albertina Vittoria. Saranno presenti i curatori. \nL’opera è frutto di una ricerca sulla presenza e sul ruolo delle minoranze nella storia dei paesi dell’Africa mediterranea e saheliana. In una prospettiva cronologica\, che prende in considerazione sia il periodo coloniale che una contemporaneità più vicina ai giorni nostri\, i saggi raccolti esaminano alcuni casi paradigmatici di gruppi minoritari (non solamente in senso etnico\, linguistico o religioso\, ma anche politico) dell’Egitto\, della Libia\, della Tunisia e della Mauritania. Tra accettazione e rifiuto di uno statuto minoritario\, tra affermazione orgogliosa di appartenenza e fuga\, tra conflitti e crisi che mettono in discussione democrazia e diritti di cittadinanza\, il volume contribuisce alla conoscenza del ruolo politico delle minoranze in questi paesi: nella vicenda dell’Africa contemporanea la questione del pluralismo e delle contraddizioni generate dalla presenza di minoranze all’interno di compagini socio–politiche che fanno riferimento all’islàm sunnita e all’arabismo\, come fondamenti dello stato\, appare oggi come uno dei punti centrali del dibattito politico e della riflessione storica. \nFrancesca Di Giulio è dottore di ricerca in Storia dell’Europa. I suoi interessi di ricerca riguardano le relazioni dell’Italia nell’area mediorientale e africana\, la tutela europea dei diritti dell’uomo con particolare riferimento ai processi di esclusione sociale delle minoranze e il dialogo interreligioso nel bacino del Mediterraneo. Fra le sue pubblicazioni Religious and Ethnic Identities in the FirstWorldWar Macedonia: Perspectives from the Holy See Diplomacy’s\, in A. Biagini & G. Motta (eds)\, 2014; Empires and Nations from the Eighteenth to the Twentieth Centuries: Volume 2\, Cambridge Scholars Publishing; Il Fronte Orientale durante la Grande Guerra attraverso le memorie di Luigi Villari\, in Le operazioni interforze e multinazionali nella storia militare\, Acta\, 39° Congresso della Commissione Internazionale di Storia Militare\, Torino 1–6 settembre 2013. \nFederico Cresti insegna Storia dell’Africa e Storia dei paesi dell’Africa mediterranea e del Medio oriente presso il Dipartimento di scienze politiche e sociali dell’università di Catania\, dove dirige il Centro per gli studi sul mondo islamico mediterraneo e l’Africa. Il suo ambito di ricerca prevalente è quello dell’Africa in età moderna e contemporanea\, con un interesse particolare per la storia della colonizzazione dei paesi del Maghreb e per la storia della Libia. Tra le sue pubblicazioni: Iniziativa coloniale e conflitto religioso in Algeria\, 1991; Oasi di italianità. La Libia della colonizzazione agraria tra fascismo\, guerra e indipendenza (1935-1959)\, 1996; Non desiderare la terra d’altri\, 2011; Storia della Libia contemporanea (con M. Cricco)\, 2012.
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SUMMARY:Il Movimento Liberazione della Donna nel femminismo italiano\, di Beatrice Pisa
DESCRIPTION:Venerdì 5 maggio 2017\, alle ore 17.00\, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Palazzo Mattei di Giove – Via Michelangelo Caetani 32\, Roma)\, sarà presentato il volume Il Movimento di Liberazione della Donna nel femminismo italiano. La politica\, i vissuti\, le esperienze (1970-1983) di Beatrice Pisa\, Aracne\, 2017. Intervengono: Fiorenza Taricone\, Vittoria Tola. Coordina: Rosanna De Longis. Sarà presente l’autrice. \nL’opera si propone di restituire visibilità storiografica e politica al Movimento di Liberazione della Donna (Mld) che negli anni Settanta ha condotto una serie di battaglie che hanno contribuito al processo di democratizzazione del Paese (consultori\, interruzione di gravidanza\, pari opportunità sul lavoro\, legge contro la violenza) restituendo dignità e voce alle donne. Eppure il Mld\, espressione di un femminismo laico e libertario\, è assai poco ricordato a livello storiografico e pressoché cancellato all’interno della narrazione femminista\, anche se per un decennio è stato in grado di creare un notevole consenso femminile intorno alle proprie battaglie. Il testo si serve di un’ampia documentazione inedita e difficilmente rinvenibile perché conservata in archivi personali\, quali quello di Liliana Ingargiola e della stessa autrice\, la quale incrocia la memoria del “testimone” con lo sguardo più consapevole e rigoroso di chi fa storia. \nBeatrice Pisa ha insegnato Storia delle donne\, Storia dell’integrazione europea e Storia contemporanea alla Sapienza Università di Roma. Ha pubblicato numerosi saggi su queste materie. Ha partecipato alla elaborazione dei corsi di “Donne\, politiche e Istituzioni” finanziati dal Comitato Pari Opportunità\, fa parte della Società italiana delle storiche e di “Archivia: archivi\, biblioteche centri di documentazione delle donne” presso la Casa internazionale delle donne. Ha collaborato alle iniziative sulla identità di genere nelle scuole dal titolo “La scuola fa differenza”.
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SUMMARY:Caro Presidente. Gli italiani scrivono al Quirinale (1946-1971) di Teresa Bertilotti
DESCRIPTION:Mercoledì 3 maggio 2017\, alle ore 17.00\, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Palazzo Mattei di Giove – Via Michelangelo Caetani 32\, Roma)\, sarà presentato il volume Caro Presidente. Gli italiani scrivono al Quirinale (1946-1971) di Teresa Bertilotti\, Le Monnier\, 2016. Intervengono: Paola Carucci\, Paolo Peluffo\, Maurizio Ridolfi\, Amalia Signorelli. Coordina: Patrizia Rusciani. Sarà presente l’autrice. \nLe lettere dei cittadini ai Presidenti della Repubblica\, riprendendo uno strumento utilizzato sin da tempi lontanissimi\, raccontano le storie di uomini e donne che\, presi dallo sconforto o da un sussulto patriottico\, si rivolgono alla massima autorità dello Stato per avere un aiuto economico\, un alloggio decoroso\, una raccomandazione\, per denunciare un’ingiustizia\, ottenere riconoscimenti morali\, coltivare il rapporto con la patria lontana. Altri scrivono per inviare doni\, suggerimenti e invenzioni stravaganti. A partire da questi materiali\, conservati presso l’Archivio della Presidenza della Repubblica\, il volume indaga il rapporto dei cittadini con l’istituzione e quello che le istanze rivelano della società: i valori\, le speranze e le paure di un Paese che non ha ancora smesso di fare i conti con l’eredità lasciata dalla guerra ed è già alle prese con i sogni\, e i problemi\, della ricostruzione e dei tempi moderni. \nTeresa Bertilotti (Università di Milano-Bicocca) si è occupata di istruzione femminile\, con particolare attenzione alle modalità dell’unificazione amministrativa\, al processo di nazionalizzazione\, al nesso istruzione femminile-accesso al lavoro. Ha lavorato sul femminismo degli anni Settanta e sul ruolo degli intrattenimenti durante la Grande guerra. Su questi temi ha pubblicato articoli e saggi fra cui Maestre a Lucca. Comuni e scuola pubblica nell’Italia liberale (La Scuola\, Brescia\, 2006); con A. Scattigno (a cura di)\, Il femminismo degli anni Settanta (Viella\, Roma\, 2005). Con il regista Marco Santarelli ha realizzato il documentario Lettera al Presidente (2013).
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