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SUMMARY:Rileggere Carlo Rosselli nell’Italia del dopoguerra\, di Aldo Garosci
DESCRIPTION:Giovedì 23 giugno 2016\, ore 17.00\, in collaborazione con l’Istituto internazionale di studi Giuseppe Garibaldi\, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Palazzo Mattei di Giove – Via Michelangelo Caetani 32\, Roma)\, sarà presentato il volume Rileggere Carlo Rosselli nell’Italia del dopoguerra di Aldo Garosci. A cura di Lauro Rossi e Elena Savino. Introduzione di Paolo Bagnoli\, Biblion\, 2015. Intervengono: Daniele Arru\, Paolo Bagnoli\, Andrea De Giorgio\, Davide Grippa. Coordina: Lauro Rossi. \nA quindici anni dalla scomparsa di Aldo Garosci\, questo volume\, che raccoglie i contributi su Carlo Rosselli\, vuole fornire un omaggio alla sua figura di intellettuale e uomo politico che dedicò tutta la lunga esistenza alla realizzazione di un’Italia nuova e progressista. Questa antologia delinea nel corso dei decenni l’evoluzione del suo pensiero\, che poggia sul socialismo democratico. E come la sua dottrina si sia venuta arricchendo\, e modificando\, alla luce di ulteriori esperienze\, riflessioni e letture. Accanto al riferimento centrale alla vita e all’azione di Carlo Rosselli\, gli scritti che qui vengono riproposti rappresentano inoltre una preziosa testimonianza delle passioni\, delle speranze\, delle intenzioni che occupavano l’animo di molti antifascisti\, non necessariamente legati a “Giustizia e Libertà”\, dagli anni Trenta fino a un periodo a noi più vicino. \nAldo Garosci\, (1907-2000) è fin dalla prima giovinezza un militante antifascista\, tra gli organizzatori a Torino del movimento clandestino “Giustizia e Libertà”. A Parigi dal 1932\, incontra Carlo Rosselli\, con cui collabora al settimanale “Giustizia e Libertà”. Nell’estate del 1936 combatte in Spagna con la “Colonna Rosselli” contro i franchisti. Dopo la caduta del fascismo partecipa alla Resistenza romana nelle file del Partito d’Azione. Direttore del quotidiano azionista “L’Italia socialista”\, quando il partito\, nel dopoguerra\, si scioglie passa al PSI. Collaboratore del “Il Mondo” di Pannunzio\, ha insegnato nelle Università di Torino e Roma Storia contemporanea e Storia del Risorgimento. Tra le sue tante opere ricordiamo Vita di Carlo Rosselli (1945)\, Storia dei fuorusciti (1953)\, Gli intellettuali e la guerra di Spagna (1959)\, San Marino. Mito e storiografia (1967).
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SUMMARY:Auto/biografia\, telescopia\, temporalità. Auto/biography: its telescopic and temporal dimensions. Auto/biographie\, téléscopie\, temporalité
DESCRIPTION:Scientific observatory of the written\, oral and filmic memory and of the autobiographical patrimony. Mediapolis – Europa – XV Symposium\nAuto/biografia\, telescopia\, temporalità\nAuto/biography: its telescopic and temporal dimensions\nAuto/biographie\, téléscopie\, temporalité\nRome\, 20th-22 th june 2016\nPalazzo Antici Mattei\, Via Michelangelo Caetani 32\nin cooperation with Biblioteca di storia moderna e contemporanea (BSMC)\, Istituto centrale per i beni sonori e audiovisivi (ICBSA).\nIl programma al link\nhttp://bsmc.it/images/2016eventi/2016_06_20_programma.pdf
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SUMMARY:Luciano Bianciardi bibliotecario a Grosseto (1949-1954)\, di Elisabetta Francioni
DESCRIPTION:Lunedì 13 giugno 2016\, alle ore 17.00\, in collaborazione con l’Associazione italiana biblioteche. Sezione Lazio e con la Fondazione Luciano Bianciardi\, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Palazzo Mattei di Giove Via Michelangelo Caetani 32\, Roma)\, sarà presentato il volume Luciano Bianciardi bibliotecario a Grosseto (1949-1954) di Elisabetta Francioni. Presentazione di Alberto Petrucciani; postfazione di Arnaldo Bruni\, Associazione italiana biblioteche\, 2016. Introduce: Massimiliano Marcucci. Intervengono: Simonetta Buttò\, Vittorio Ponzani\, Lucia Strappini. Coordina: Rosanna De Longis. \nLa biblioteca civica era stata\, negli anni fino alla guerra\, una tipica piccola biblioteca di provincia. Frequentata da pochi specialisti di erudizione locale\, gelosa e chiusa di fronte al gran pubblico: imperava insomma la conservatrice mentalità tradizionale\, che purtroppo ancor oggi resiste in alcune biblioteche italiane. Bisognava invece adoprarsi in ogni modo per fare della biblioteca un centro attivo di diffusione culturale e di educazione alla lettura […]. Ma questo non era ancora sufficiente: una parte assai larga dei 37940 cittadini del comune rimaneva ancora estranea alla vita della biblioteca\, specialmente nei ceti operai\, artigiani e contadini. Questi potenziali lettori andavano cercati\, avvicinati\, educati […] con letture\, presentazioni\, recensioni. Ma non è tutto: restano i piccoli agglomerati rurali\, le fattorie\, le case coloniche. Ebbene\, anche queste verranno raggiunte con un mezzo radicalmente nuovo\, il bibliobus. (Luciano Bianciardi) \nLuciano Bianciardi (Grosseto 1922–Milano 1971) prima di diventare scrittore\, giornalista e traduttore è stato per breve tempo insegnante\, poi bibliotecario per sei anni. Questo libro racconta la sua storia di ‘ricostruttore’ della Biblioteca comunale di Grosseto nel secondo dopoguerra. \nElisabetta Francioni è bibliotecaria dal 1983\, dopo una breve esperienza come insegnante di lettere. Ha lavorato per sette anni a Sassari alla Biblioteca universitaria\, poi a Firenze\, prima alla Marucelliana e dal 2003 alla Biblioteca nazionale centrale; nello stesso anno si è diplomata alla Scuola speciale per archivisti e bibliotecari con una tesi sull’esperienza di Luciano Bianciardi alla direzione della Chelliana di Grosseto. Ha fatto parte del Comitato esecutivo regionale delle Sezioni Sardegna e Toscana dell’AIB. Ha pubblicato contributi di storia delle biblioteche e dei bibliotecari (con una particolare attenzione alle bibliotecarie) in volumi collettanei e riviste\, ha collaborato al Dizionario biografico dei soprintendenti bibliografici\, 1919-1972 (Bononia University Press\, 2011) e ha redatto alcune voci per il Dizionario biobibliografico dei bibliotecari italiani del XX secolo in AIB-WEB.
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SUMMARY:Mussolini e la storia. Dal socialismo al fascismo (1900-1922)\, di Paola S. Salvatori
DESCRIPTION:Lunedì 30 maggio 2016\, alle ore 17.00\, in collaborazione con l’Istituto storico italiano per l’età moderna e contemporanea\, presso la Biblioteca di storia moderna\ne contemporanea (Palazzo Mattei di Giove Via Michelangelo Caetani 32\, Roma)\, sarà presentato il volume Mussolini e la storia. Dal socialismo al fascismo (1900-1922)\ndi Paola S. Salvatori\, Viella\, 2016. Introduce: Marcello Verga. Intervengono: Andrea Giardina\, Maurizio Ridolfi\, Vittorio Vidotto. Coordina: Rosanna De Longis.\nL’uso dell’analogia storica fu uno dei principali strumenti politici ai quali il duce ricorse durante il\nventennio fascista per ottenere e mantenere il consenso. Ma già nei vent’anni precedenti la conquista del potere il giovane Mussolini adoperò la storia per interpretare e rappresentare gli avvenimenti presenti: evocare la Roma antica\, ragionare sulla Rivoluzione francese\, ricordare\nparticolari episodi del Risorgimento italiano\, storicizzare la Grande Guerra già durante il suo\nsvolgimento significava riflettere prima di tutto sui contrasti sociali e politici attuali.\nIn questo libro si analizzano i riferimenti culturali e le modalità retoriche attraverso i quali il Mussolini socialista e poi interventista utilizzò la storia nei discorsi pubblici e negli interventi\ngiornalistici\, proponendo una particolare e innovativa chiave di analisi del suo percorso ideologico.\nPaola S. Salvatori è assegnista di ricerca presso la Scuola Normale Superiore di Pisa. Si è occupata\ndi politiche culturali del fascismo\, con particolare attenzione agli aspetti relativi alla propaganda\,\nalle retoriche politiche\, ai rituali e al culto fascista della romanità. Ha curato Nazione e antinazione.\n2. Il movimento nazionalista dalla guerra di Libia al fascismo (1911-1923) (Viella\, 2016).
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SUMMARY:Specola contro Specola. Il Collegio romano e il Campidoglio: conferenza di Ileana Chinnici
DESCRIPTION:Sabato 28 maggio 2016\, ore 11.00\, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea\n(Via Michelangelo Caetani\, 32 ­ 00186 Roma)\, per il ciclo I luoghi delle scienza\, organizzato dalla Sovrintendenza capitolina ai beni culturali-Servizio didattico\, in collaborazione con la Biblioteca di storia moderna e contemporanea e con il Dipartimento Storia Culture religioni dell\’Università di Roma Sapienza\, Ileana Chinnici terrà una conferenza sul tema :\nSpecola contro Specola. Il Collegio romano e il\nCampidoglio \nNel XIX secolo la città di Roma ospitava ben due osservatori astronomici\, quello del Collegio\nRomano e quello del Campidoglio\, con programmi scientifici abbastanza simili\, relativi soprattutto\na studi di spettroscopia astronomica\, un settore in cui i rispettivi direttori\, Angelo Secchi e Lorenzo\nRespighi\, furono dei pionieri. I rapporti tra i due Osservatori (ovvero tra i due scienziati)\nattraversarono varie fasi di collaborazione e di ostilità\, quest\’ultima dovuta principalmente a scontri\npersonali su questioni scientifiche – e non solo. In questo contributo verranno analizzate le suddette\nfasi\, nel tentativo di comprendere se tale rivalità giovò o fu di ostacolo allo sviluppo dell\’astrofisica\nitaliana.\nIleana Chinnici è ricercatrice astronoma presso l’INAF-Osservatorio Astronomico di Palermo.\nLaureata in Fisica presso l’Università di Palermo con tesi in Storia dell’Astronomia\, si è occupata\ndell’esplorazione di diversi fondi archivistici\, tra cui il fondo Tacchini dell’ex Ufficio Centrale di\nEcologia Agraria in Roma e il fondo Secchi dell’Archivio della P. Università Gregoriana. Ha\ninoltre pubblicato la corrispondenza relativa al progetto Carte du Ciel (1887)\, conservata presso gli\narchivi dell’Observatoire de Paris. Ha curato alcune mostre sul patrimonio storico dell\’INAF ed è\nautrice di numerosi lavori di storia dell’astronomia e dell\’astrofisica del XIX secolo pubblicati su\nriviste nazionali ed internazionali.
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SUMMARY:Luciano Bianciardi bibliotecario a Grosseto (1949-1954)\, di Elisabetta Francioni.
DESCRIPTION:Lunedì 13 giugno 2016\, alle ore 17.00\, in collaborazione con l’Associazione italiana biblioteche. Sezione Lazio e con la Fondazione Luciano Bianciardi\, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Palazzo Mattei di Giove Via Michelangelo Caetani 32\, Roma)\, sarà presentato il volume Luciano Bianciardi bibliotecario a Grosseto (1949-1954) di Elisabetta Francioni. Presentazione di Alberto Petrucciani; postfazione di Arnaldo Bruni\, Associazione italiana biblioteche\, 2016. Introduce: Massimiliano Marcucci. Intervengono: Simonetta Buttò\, Vittorio Ponzani\, Lucia Strappini. Coordina: Rosanna De Longis. \nLa biblioteca civica era stata\, negli anni fino alla guerra\, una tipica piccola biblioteca di provincia. Frequentata da pochi specialisti di erudizione locale\, gelosa e chiusa di fronte al gran pubblico: imperava insomma la conservatrice mentalità tradizionale\, che purtroppo ancor oggi resiste in alcune biblioteche italiane. Bisognava invece adoprarsi in ogni modo per fare della biblioteca un centro attivo di diffusione culturale e di educazione alla lettura […]. Ma questo non era ancora sufficiente: una parte assai larga dei 37940 cittadini del comune rimaneva ancora estranea alla vita della biblioteca\, specialmente nei ceti operai\, artigiani e contadini. Questi potenziali lettori andavano cercati\, avvicinati\, educati […] con letture\, presentazioni\, recensioni. Ma non è tutto: restano i piccoli agglomerati rurali\, le fattorie\, le case coloniche. Ebbene\, anche queste verranno raggiunte con un mezzo radicalmente nuovo\, il bibliobus. (Luciano Bianciardi) \nLuciano Bianciardi (Grosseto 1922–Milano 1971) prima di diventare scrittore\, giornalista e traduttore è stato per breve tempo insegnante\, poi bibliotecario per sei anni. Questo libro racconta la sua storia di ‘ricostruttore’ della Biblioteca comunale di Grosseto nel secondo dopoguerra. \nElisabetta Francioni è bibliotecaria dal 1983\, dopo una breve esperienza come insegnante di lettere. Ha lavorato per sette anni a Sassari alla Biblioteca universitaria\, poi a Firenze\, prima alla Marucelliana e dal 2003 alla Biblioteca nazionale centrale; nello stesso anno si è diplomata alla Scuola speciale per archivisti e bibliotecari con una tesi sull’esperienza di Luciano Bianciardi alla direzione della Chelliana di Grosseto. Ha fatto parte del Comitato esecutivo regionale delle Sezioni Sardegna e Toscana dell’AIB. Ha pubblicato contributi di storia delle biblioteche e dei bibliotecari (con una particolare attenzione alle bibliotecarie) in volumi collettanei e riviste\, ha collaborato al Dizionario biografico dei soprintendenti bibliografici\, 1919-1972 (Bononia University Press\, 2011) e ha redatto alcune voci per il Dizionario biobibliografico dei bibliotecari italiani del XX secolo in AIB-WEB.
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SUMMARY:Rubriche d'autore
DESCRIPTION:Giovedì 31 marzo 2016\, alle ore 17.00\, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Palazzo Mattei di Giove Via Michelangelo Caetani 32\, Roma)\, sarà presentato il volume Rubriche d’autore. Boine\, Calvino\, Campanile\, de Céspedes\, Flaiano\, Manganelli\, Manzini\, Morante\, Palazzeschi\, Serao a cura di Valentina Russi\, Vecchiarelli editore\, 2015. Intervengono: Nicola Merola\, Giuliana Zagra. Coordina: Rosanna De Longis. \n“I dieci studi monografici contenuti in questo volume sono incentrati su una particolare modalità di collaborazione dell’autrice o dell’autore prescelto (tutti scrittori) con la stampa periodica: la scelta di tenere una rubrica. Tale scelta crea una sostanziale discontinuità sia rispetto agli articoli estemporanei\, sia rispetto ai contributi anche regolarissimi che ciascuno degli scrittori trattati\, insieme a molti altri\, ha fornito a una o più testate.\nLa rubrica infatti\, indipendentemente dall’argomento affrontato\, possiede caratteristiche particolari\, affatto diverse tanto da quelle del luogo che la ospita (quindi il periodico) quanto dalle proprietà dei suoi elementi costitutivi (i singoli pezzi); purtuttavia\, essa si configura come un punto di congiunzione che non solo tiene insieme gli altri due ma che può anche operare su di essi modifiche più o meno profonde. Si consideri ad esempio l’elemento diacronico\, estraneo alla natura del singolo numero del periodico così come al singolo pezzo della rubrica: quest’ultima si prende la stessa responsabilità della testata\, vale a dire di assicurare nel tempo una certa continuità\, in modo da creare in chi acquista il giornale una domanda specifica di lettura. Si può dunque affermare che la rubrica riproduca\, in scala ridotta\, la struttura del giornale nella sua periodica potenzialità\, che diventa materialità seguendo le scansioni prestabilite di una linea diacronica.” (dall’Introduzione della curatrice) \nValentina Russi è ricercatrice di Letteratura italiana presso l’Università per Stranieri di Siena\, dove ha tenuto corsi di Letteratura Italiana\, Teorie dei generi letterari e delle testualità\, Storia della critica e delle poetiche. Ha tenuto lezioni e conferenze in vari Istituti di Cultura Italiani e Università straniere\, tra cui S. Paulo\, Rio de Janeiro\, Buenos Aires\, Paranà\, Ankara\, Sidney\, Berlino\, Beirut. È nella redazione del «Bollettino di Italianistica»\, diretto da Alberto Asor Rosa e collabora come referee alla rivista «Quaderni del ‘900»\, diretta da Lucia Strappini.
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SUMMARY:Antigiudaismo. La tradizione occidentale\, di David Nirenberg
DESCRIPTION:Giovedì 17 marzo 2016\, alle ore 16.45\, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Palazzo Mattei di Giove – Via Michelangelo Caetani 32\, Roma)\, sarà presentato il volume Antigiudaismo. La tradizione occidentale di David Nirenberg.\nTraduzione di Giuliana Adamo e Paolo Cherchi\, Viella\, 2016.\nIntervengono: Anna Foa\, Igor Mineo\, Vincenzo Lavenia. Saranno presenti i traduttori.\nL’antigiudaismo che esamina David Nirenberg in questo libro non è solo l’insieme dei pregiudizi e\ndelle persecuzioni contro gli ebrei: è una delle modalità fondamentali con cui il pensiero occidentale\nha definito se stesso e il proprio modo di interpretare il mondo in contrapposizione a una tradizione\ndiversa. Come spiega l’autore\, «L’antigiudaismo non va inteso come un anfratto arcaico e irrazionale nel vasto edificio del pensiero occidentale\, ma come uno dei principali strumenti con cui tale edificio è stato costruito». Se l’antisemitismo prende di mira la concreta esistenza degli ebrei\, le loro pratiche culturali e religiose\, l’antigiudaismo si concentra su tratti e caratteri attribuiti all’influenza della tradizione ebraica ma rintracciabili anche al di fuori di essa\, dal letteralismo religioso al materialismo.\nGià nel mondo antico si affaccia il motivo ricorrente di una “diversità ebraica” che anticipa\, spesso\ncon toni e caratteri simili\, l’antigiudaismo cristiano e occidentale: è da qui che parte il viaggio di\nNirenberg\, per tracciare la storia del rapporto dell’Occidente (e del mondo islamico) con l’idea di\ngiudaismo\, in un percorso che da san Paolo arriva fino alla tormentata riflessione novecentesca sulle\ncause dell’antisemitismo e sul ruolo dell’ebraismo nell’Occidente contemporaneo.\nDavid Nirenberg è professore di storia medievale e pensiero sociale all’Università di Chicago. Tra\nle sue opere principali: Communities of Violence: Persecution of Minorities in the Middle Ages(1996); Judaism and Christian Art: Aesthetic Anxieties from the Catacombs to Colonialism (con Herbert Kessler\, 2011); Neighboring Faiths: Christianity\, Islam\, and Judaism in\nthe Middle Ages and Today (2014).
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SUMMARY:Giornalisti e stampa periodica nel ‘dopofascismo’
DESCRIPTION:Venerdì 6 novembre 2015 alle ore 17.00\, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Palazzo Mattei di Giove – Via Michelangelo Caetani 32\, Roma)\, si terrà una tavola rotonda sul tema Giornalisti e stampa periodica nel ‘dopofascismo’ con Sandro Bulgarelli\, Marcello Ciocchetti\, Franco Contorbia\, coordinati da Rosanna De Longis\, in occasione della pubblicazione del catalogo Periodici italiani 1943-1950 nelle raccolte della Biblioteca di storia moderna e contemporanea\, a cura di Eugenio Semboloni e Susanna Spezia. Prefazione di Alberto Petrucciani\, Biblink\, 2015 (Collana Novecento periodico\, 8). \nGli “incunaboli dell’Italia libera”: la definizione di Alberto Petrucciani ben si attaglia a quotidiani e riviste degli anni del ‘dopofascismo’\, un periodo di straordinaria vitalità  per la stampa periodica e per la stessa attività giornalistica. Nelle aree geografiche e nei mesi di occupazione tedesca e di amministrazione repubblichina la rinascita dei periodici resta sottotraccia\, non assente né interrotta\, nei fogli clandestini\, mentre dopo la Liberazione il panorama della stampa attraverserà rapide trasformazioni.\nSulle esperienze di quello snodo cruciale per l’intera società italiana si interrogheranno i partecipanti alla tavola rotonda che prende spunto dalla pubblicazione del catalogo Periodici italiani 1943-1950 nelle raccolte della Biblioteca di storia moderna e contemporanea\, con il quale la Biblioteca ha proseguito nel lavoro di censimento e indagine critica delle proprie raccolte bibliografiche iniziato da tempo.  L’arco cronologico in base al quale sono stati selezionati i titoli descritti nel recente catalogo permette di rappresentare i momenti fondamentali che scandiscono le vicende italiane tra guerra e dopoguerra\, dall’intervento degli Alleati sui mezzi di informazione all’ampliamento degli orizzonti comunicativi\, alla nascita dell’Italia repubblicana\, alla crescita della dialettica politica e del dibattito culturale.  \nEugenio Semboloni e Susanna Spezia si occupano\, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea\, dei servizi di orientamento e informazioni bibliografiche\, di catalogazione e gestione delle pubblicazioni periodiche e delle risorse digitali\nAlberto Petrucciani insegna Archivistica\, bibliografia e biblioteconomia all’Università di Roma Sapienza.  \nPer informazioni:  b-stmo.info@beniculturali.it; www.bsmc.it;
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SUMMARY:Storia minima d’Europa. Dal neolitico a oggi\, di Andrea Zannini
DESCRIPTION:Mercoledì 30 settembre 2015 alle ore 17.00\, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Palazzo Mattei di Giove – Via Michelangelo Caetani 32\, Roma)\, in collaborazione con l’Istituto storico italiano per l’età moderna e contemporanea\, verrà presentato il volume Storia minima d’Europa. Dal neolitico a oggi di Andrea Zannini\, il Mulino\, 2015.\nIntervengono: Maria Pia Donato\, Giuseppe Galasso\, Marcello Verga.\nCoordina: Rosanna De Longis. \nChe cos’è l’Europa? Un’entità geografica\, un patrimonio storico\, una costruzione ideologica? Tutto questo insieme: una cosa dai tratti imprecisi ma concreti\, che si è venuta formando nel corso dei millenni. A partire dal termine stesso e dalla definizione dell’ambito spaziale\, il libro illustra gli snodi\, i processi e le trasformazioni principali che hanno condotto all’Europa di oggi: dall’eredità del mondo greco-romano alla diffusione del cristianesimo\, allo sviluppo delle città e degli stati\, dall’espansione coloniale alle rivoluzioni e ai nazionalismi\, dai totalitarismi novecenteschi all’Unione europea. \nAndrea Zannini insegna Storia moderna nell’Università di Udine. Tra le sue ultime pubblicazioni\, Venezia città aperta. Gli stranieri e la Serenissima XIV-XVIII sec. (2009); per il Mulino ha co-curato La Repubblica partigiana della Carnia e dell’Alto Friuli (2013).
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SUMMARY:Questa guerra non è mica la guerra mia. Scritture\, contesti\, linguaggi durante la Grande Guerra\, a cura di Rita Fresu
DESCRIPTION:Mercoledì 23 settembre 2015\, alle ore 17.00\, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Palazzo Mattei di Giove – Via Michelangelo Caetani 32\, Roma)\, verrà presentato il volume Questa guerra non è mica la guerra mia. Scritture\, contesti\, linguaggi durante la Grande Guerra a cura di Rita Fresu. Il Cubo\, 2015. Intervengono: Claudio Natoli\, Luca Serianni. Coordina: Marcello Teodonio.\nSarà presente la curatrice. \nDal tetto della tradotta che lo conduce al fronte\, il milanese Giovanni Busacca (Vittorio Gassman)\, dopo essersi accapigliato col romano Oreste Jacovacci (Alberto Sordi)\, ribadisce con amarezza la sua estraneità a un evento lacerante\, che non comprende\, e non gli appartiene\, condensandola nella nota frase del capolavoro cinematografico di Mario Monicelli\, che emblematicamente si è scelta in epigrafe al volume: questa guerra non è mica la guerra mia. Non è appartenuta al protagonista della pellicola monicelliana\, così come non lo è stata di tanti\, e di tante\, che però per la guerra\, e della guerra\, sono stati costretti a scrivere. Per rispondere a un bisogno\, inusitato per alcuni\, meno estraneo\, forse\, per altri\, ma per tutti\, di fatto\, segnato dalla necessità di individuare lo strumento adatto per farlo\, in un momento storico e sociale in cui questo strumento (ancora) non c’era\, anche attraverso un processo di avvicinamento tra alto e basso […] in cui si collocano infinite soluzioni intermedie\, fatte di testi e di scriventi\, di lingue e di linguaggi\, che si contagiano\, si mescolano\, si amalgamano\, si condizionano reciprocamente in una saldatura linguistica tra livelli che\, di là dall’evento bellico\, ha lasciato profonde tracce nella nostra storia culturale \, in un gioco di contatti\, scambi\, travasi che qui si è cercato di mettere in luce. \nSommario: Scritture e Grande guerra: una storia linguistica tra “alti” e “bassi” di Rita Fresu; Esplora le storie: scritture popolari on-line dalla Grande guerra di Paola Cantoni; Ladino nelle scritture di guerra. Le lettere dal fronte di Simone Chiocchetti di Fabio Chiocchetti; La lingua italiana nei diari e nella corrispondenza dei soldati di Cortina d’Ampezzo di Paolo Giacomel; «Che cosa vuoi? La pace». La Grande guerra nell’Archivio di scrittura popolare di Vigevano di Cecilia Demuru; Il bersagliere Ettore Di Clemente ed i suoi «Appunti del combattente» di Paolo Muzi; La guerra tra le righe: analisi linguistica di un epistolario in “italiano colto” di Sicilia di Luisa Amenta; «Giannì\, non rientrare in Italì\, finita la guerra finito tutto»: Grande guerra ed emigrazione nel diario di un semicolto sardo di Marzia Caria; Leo Spitzer e le circonlocuzioni per esprimere la parola ‘fame’di Edeltraud Werner; Grande guerra e scritture esposte di Paolo D’Achille e Domenico Proietti; La grammatica del parlato nei sillabari e nei libri di lettura per le scuole reggimentali alle soglie della Grande guerra di Michela Dota e Massimo Prada; La propaganda durante la Grande guerra: analisi linguistica dei volantini dell’Archivio Storico di Rovereto di Silvia Loi; «Quattro parole\, così\, alla buona». Lessico e retorica negli opuscoli di propaganda durante la Grande guerra di Mirko Volpi; «So’ Italiano sì lo dico forte». Il dialetto nei giornali di trincea (1918) di Davide Pettinicchio; Marte in Venere: la Grande guerra sui giornali femminili italiani di Giuseppe Sergio; «Canta che ti passa». Primi sondaggi linguistici sul corpus dei canti della Grande guerra di Daniele Caldirola\, Cecilia Demuru e Giuseppe Polimeni; Nascita di uno scrittore: note linguistico-stilistiche sul ‘Giornale di guerra e di prigionia’ di Carlo Emilio Gadda di Luigi Matt \nRita Fresu insegna Linguistica italiana presso l’Università di Cagliari.
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SUMMARY:L’altra Roma. «La Frusta» e la stampa cattolica a Roma da Porta Pia a Roma capitale\, a cura di Laura Lanza
DESCRIPTION:Lunedì 21 settembre\, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Palazzo Mattei di Giove – Via Michelangelo Caetani 32 – Roma) verrà presentato il volume L’altra Roma. «La Frusta e la stampa cattolica a Roma da Porta Pia a Roma capitale»\, a cura di Laura Lanza (Edizioni Biblioteca d’Orfeo\, 2015). \nIntervengono\nSandro Bulgarelli\, Giuseppe Monsagrati\, Lauro Rossi\nCoordina\nRosanna De Longis
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SUMMARY:Abbasso la guerra! Neutralisti in piazza alla vigilia della Prima guerra mondiale in Italia\, a cura di Fulvio Cammarano
DESCRIPTION:Venerdì 11 settembre 2015\, alle ore 17.00\, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Palazzo Mattei di Giove – Via Michelangelo Caetani 32\, Roma)\, verrà presentato il volume Abbasso la guerra! Neutralisti in piazza alla vigilia della Prima guerra mondiale in Italia\, a cura di Fulvio Cammarano\, Le Monnier\, 2015. Intervengono: Antonio Carioti\, Simona Colarizi\, Giovanni Sabbatucci. Coordina: Marco De Nicolò. \nQuesto non è un libro sull’Italia alla vigilia della Prima guerra mondiale\, ma un’indagine su cosa la gente comune ha fatto per rimanerne fuori. Attraverso le vicende\, spesso violente\, occorse dall’agosto 1914 al maggio 1915 in oltre cinquanta città e in molte decine di paesi\, si è\, per la prima volta\, portato alla luce la prassi del neutralismo in Italia\, vale a dire l’altra faccia di quella strisciante guerra civile che di solito vede come protagonista l’interventismo. Emerge dal viaggio nelle piazze neutraliste una realtà a geometria variabile\, per tempi\, modi e caratteristiche sociali\, ma sempre espressione di una più o meno ribelle o rassegnata «eccedenza» rispetto alla grande politica. Nei mesi in cui si gioca il destino del Paese\, il neutralismo fa emergere un disagio che è un intellegibile\, per quanto scomposto\, segnale di dolente dissociazione popolare (l’affollata ritualità religiosa pro pace\, la rilevante presenza pubblica delle donne\, la vivace partecipazione dei soldati\, l’incremento di azioni attribuite alla «teppa»). Che il segnale non abbia trovato una adeguata sintesi politica a livello nazionale nulla toglie alla forza\, anche disperata\, di quel movimento a cui\, a cent’anni dagli avvenimenti\, va restituito il giusto posto nella storia d’Italia. \nFulvio Cammarano insegna Storia contemporanea all’Università di Bologna. Studioso di storia politica europea del XIX e XX secolo\, è presidente del Sistema bibliotecario dell’Ateneo di Bologna e membro del Comitato di direzione di «Ricerche di Storia Politica» e dirige le collane «Quaderni di Storia» e «Dentro la storia» (Le Monnier). Coordina un progetto nazionale Prin sulla delegittimazione politica in Europa e Stati Uniti (1870-1970). Tra i lavori più recenti: Storia dell’Italia liberale (Laterza\, 2011); Partiti e Movimenti\, in G. Sabbatucci e V. Vidotto (a cura di)\, L’Unificazione italiana (Treccani\, 2011); Un Ibrido tra stato e nazione (Il Mulino\, 2011); Delegittimazione: note per un approccio storico (con S. Cavazza) (Kripton\, 2013). \nInformazioni: b-stmo.info@beniculturali.it – www.bsmc.it –
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SUMMARY:Storia della scuola in Italia. Dall'Unità a oggi\, di Giuseppe Ricuperati
DESCRIPTION:Mercoledì 24 giugno 2015\, alle ore 17.00\, in collaborazione con l’Istituto storico italiano per l’età moderna e contemporanea\, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Palazzo Mattei di Giove – Via Michelangelo Caetani 32\, Roma)\, verrà presentato il volume Storia della scuola in Italia. Dall’Unità a oggi di Giuseppe Ricuperati\, La Scuola\, 2015. Intervengono: Luigi Berlinguer\, Maria Chiara Carrozza\, Mauro Moretti\, Marcello Verga. Coordina: Rosanna De Longis.
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SUMMARY:Togliatti e la democrazia. Scritti scelti\, di Sergio Gentili e Aldo Pirone
DESCRIPTION:Giovedì 18 giugno 2015\, alle ore 17.00\, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Palazzo Mattei di Giove – Via Michelangelo Caetani 32\, Roma)\, verrà presentato il volume Togliatti e la democrazia. Scritti scelti di Sergio Gentili e Aldo Pirone\, Bordeaux\, 2014. Ne parlano con gli autori: Carlo Felice Casula\, Alfredo D?Attorre. \nPossiamo annoverare Togliatti fra i fondatori della democrazia italiana? In che modo la Svolta di Salerno contribuì alla costruzione della rappresentanza democratica in Italia? Perché fu osteggiato da più parti\, a Mosca come a Roma? Un racconto di storia\, di politica e di scelte di vita che\, attraverso gli scritti di Palmiro Togliatti\, ci restituisce il significato e il valore di ?democrazia? e di ?uguaglianza?. Una critica all?oblio sceso sulla nostra storia nazionale\, sull?antifascismo\, sulla nascita della nostra Carta costituzionale: in una parola\, sulla conquista della democrazia. \nSergio Gentili\, dirigente Pci delle Frattocchie e dell?Istituto di formazione politica ?Palmiro Togliatti?\, deputato per il Pds/Ds\, ha partecipato alla stesura del ?Manifesto dei valori? del Pd e alla fondazione dell?associazione Ecologisti Democratici. Ha scritto: Ecologia e Sinistra. Un incontro difficile (2002)\, La buona politica. Il PCI\, la Liberazione e la Rivoluzione democratica (2012)\, Dal Pd al Partito democratico (2013).   \nAldo Pirone ha lavorato all?Unità\, a Paese sera e all?Agenzia Ansa. Iscrittosi giovanissimo alla Federazione giovanile comunista (Fgci) ne è stato dirigente così come del Pci. Alla fine degli anni Settanta è stato impegnato nella sezione organizzazione nazionale del Pci e nella commissione esteri (1981-83). È stato tra i fondatori romani della ?Sinistra ecologista?. Attualmente si occupa di problemi urbanistici\, mobilità e ambiente.
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SUMMARY:Emma Schiavon\, Interventiste nella Grande guerra. Assistenza\, propaganda\, lotta per i diritti a Milano e in Italia\, 1911-1919
DESCRIPTION:Lunedì 15 giugno 2015\, alle ore 17.00\, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Palazzo Mattei di Giove – Via Michelangelo Caetani 32\, Roma)\, verrà presentato il volume di Emma Schiavon\, Interventiste nella Grande guerra. Assistenza\, propaganda\, lotta per i diritti a Milano e in Italia\, 1911-1919 (Firenze\, Le Monnier\, 2015). Intervengono: Paola Di Cori\, Catia Papa. Coordina: Rosanna De Longis.  \nAllo scoppio della prima guerra mondiale molte donne\, soprattutto di ceto medio\, appoggiarono con convinzione lo sforzo bellico dei rispettivi governi\, e altrettanto fecero i principali movimenti femministi europei. Dappertutto le organizzazioni femministe assunsero un ruolo cruciale nel controllo del fronte interno\, nato insieme alla guerra di massa\, e molte militanti andarono a ricoprire incarichi di responsabilità del tutto inusuali. Il presente lavoro indaga per la prima volta l’interventismo femminile e femminista italiano\, le questioni politiche sollevate dal movimento delle donne durante la guerra e il ruolo cruciale giocato all’interno dei Comitati di assistenza civile\, a partire dalla città di Milano\, per allargare lo sguardo su tutto il panorama nazionale. L’interventismo femminista voleva senz’altro opporsi al militarismo tedesco\, ma aveva soprattutto obiettivi propri in ordine all’integrazione delle donne nello stato nazionale\, in particolare la conquista dei diritti civili\, economici e politici ancora completamente negati alle italiane. \nEmma Schiavon ha studiato il nesso donne-guerra-cittadinanza in vari contesti e pubblicato articoli e saggi sul tema nelle riviste «Passato e presente»\, «Genesis»\, «DWF». Sulle lotte per il suffragio ha invece recentemente pubblicato Torino 1911. Il primo congresso pro suffragio femminile a cinquant’anni dall’Unità (2012). Collabora con il Cirsde (Centro interdipartimentale di studi delle donne dell’Università di Torino)\, fa parte della Società italiana delle storiche ed è fra le fondatrici dell’Ardp (Archivio delle donne in Piemonte).
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SUMMARY:Umani diritti. Teoria e prassi delle libertà fondamentali. A cura di Simonetta Bisi
DESCRIPTION:Giovedì 11 giugno 2015\, alle ore 17.00\, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Palazzo Mattei di Giove – Via Michelangelo Caetani 32\, Roma)\, verrà presentato il volume Umani diritti. Teoria e prassi delle libertà fondamentali. A cura di Simonetta Bisi\, Bordeaux\, 2015. Introduce: Antonio Iodice. Intervengono: Giuseppe Cassini\, Massimo De Simoni\, Nicola Porro. Coordina: Lauro Rossi.  \nIl volume è frutto di una ricerca promossa e finanziata dall’Istituto di Studi Politici “S. Pio V”. \nC’è un lusso che non possiamo per metterci: pensare che quello sui diritti umani sia un discorso teorico\, come un programma lastricato di buone intenzioni ma in fondo irrealizzabile. Se cosi? fosse\, essi sarebbero non solo inutili\, ma probabilmente anche dannosi. Quelli che vengono chiamati “diritti umani” riguardano invece le liberta? fondamentali e\, in quanto tali\, hanno una dimensione concreta. \nSimonetta Bisi è professore associato di Sociologia generale presso la Sapienza – Università di Roma. Ha scritto numerose monografie e articoli sugli aspetti quantitativi e qualitativi dei fenomeni contemporanei\, tra cui si ricorda: Quasi umani. I richiedenti asilo in Italia (curatela con Eva Pföstl)\, 2014; Non solo Balotelli. Le Seconde Generazioni in Italia (curatela con Eva Pföstl)\, 2013; La città degli “altri”. Tecniche di (dis)integrazione scolastica (a cura di)\, 2012; Genere e identità. La personal home page nel mondo accademico\, 2009; Genere e potere. Per una rifondazione delle scienze umane (a cura di)\, 2008; Le forme del conoscere. I dati nella ricerca empirica\, 2006
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SUMMARY:Il cantiere televisivo italiano. Progetto struttura canone di Enzo Scotto Lavina
DESCRIPTION:Lunedì 8 giugno 2015\, ore 17.00\, la Biblioteca di storia moderna e contemporanea\, e l’Istituto centrale per i beni sonori e audiovisivi presenteranno\, presso l’Auditorium dell’Istituto (Palazzo Mattei di Giove – Via Michelangelo Caetani 32\, Roma)\,  il volume Il cantiere televisivo italiano. Progetto struttura canone di Enzo Scotto Lavina\, Lampi di stampa\, 2015. Intervengono: Massimo Loche\, Giuseppe Richeri. Coordina: Alberto Abruzzese. \nAl centro di questo lavoro è l’obiettivo di analizzare trent’anni di servizio pubblico televisivo in Italia\, dalla nascita nel 1952 della televisione monopolista/monocanale sotto il controllo del governo alla riforma del 1975 con reti e telegiornali titolari del loro distinto palinsesto sotto il controllo del Parlamento fino all’avvio il 15 dicembre 1979 della Terza Rete tv\, con il suo modello ideativo e produttivo regionale e nazionale; un passaggio dal singolare al plurale che non è solo un aumento quantitativo dell’offerta televisiva ma è soprattutto un diverso dispiegamento qualitativo del rapporto tra televisione e istituzioni\, tra televisione e pubblico\, tra televisione e mercato\, fino a vederne gli esiti epocali nella prima metà degli anni Ottanta. \nEnzo Scotto Lavina\, dopo la laurea in sociologia con Franco Ferrarotti nell’Istituto di filosofia dell’Università di Roma\, nel 1966 è stato esperto della Comunità Europea in Dahomey\, oggi Repubblica del Benin\, dal 1969 al 2006 ha lavorato in RAI e dal 1974 al 1983 ha collaborato con la Biennale di Venezia. Ha curato nel 1982 Venezia 32/82\, una storia dei primi cinquant’anni della Mostra del Cinema di Venezia e nel 2011 ha pubblicato Tra Sisifo e Nesso\, modelli e strutture editoriali del servizio pubblico televisivo 1954-2004.
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SUMMARY:Le trasgressioni della carne. Il desiderio omosessuale nel mondo islamico e cristiano\, secc. XII-XX\, a cura di Umberto Grassi e Giuseppe Marcocci
DESCRIPTION:Venerdì 5 giugno 2015\, alle ore 17.00\, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Palazzo Mattei di Giove – Via Michelangelo Caetani 32\, Roma)\, verrà presentato il volume Le trasgressioni della carne Il desiderio omosessuale nel mondo islamico e cristiano\, secc. XII-XX\, a cura di Umberto Grassi e Giuseppe Marcocci (Roma\, Viella\, 2015).\nNe discutono con i curatori: Vincenzo Lavenia\, Giacomo Todeschini\nCoordina: Domenico Rizzo \nIndice:\nUmberto Grassi e Giuseppe Marcocci\, L’intreccio dei desideri\, la tolleranza della carne: per una nuova storia delle relazioni tra musulmani e cristiani\nI. Descrizione e proibizione\nEverett K. Rowson\, Omoerotismo ed élite mamelucca tra Egitto e Siria nel tardo medioevo\nGiacomo Todeschini\, «Soddoma e Caorsa». Sterilità del peccato e produttività della natura alla fine del medioevo cristiano\nSelim S. Kuru\, Il genere del desiderio. L’amore per i bei ragazzi nella letteratura ottomana della prima età moderna\nVincenzo Lavenia\, Tra eresia e crimine contro natura: sessualità\, islamofobia e inquisizioni nell’Europa moderna\nII. Interazioni e immaginari\nTomás A. Mantecón Movellán\, Oltre la repressione: relazioni omosessuali tra musulmani e cristiani nella Spagna del Cinque e Seicento\nLuiz Mott\, Musulmani sodomiti in Portogallo e bardassi cristiani in Africa del Nord nei secoli dell’età moderna\nJean-Raphaël Bourge\, Colonialismo\, omosessualità e mondo islamico nell’immaginario erotico europeo tra Otto e Novecento\nIndice dei nomi\nGli autori
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SUMMARY:Storia dei media digitali. Rivoluzioni e continuità di Gabriele Balbi e Paolo Magaudda
DESCRIPTION:Giovedì 28 maggio 2015\, alle ore 17.00\, l’Istituto centrale per i beni sonori e audiovisivi e la Biblioteca di storia moderna e contemporanea organizzano\, presso l’Auditorium dell’Istituto (Palazzo Mattei di Giove – Via Michelangelo Caetani 32\, Roma)\, la presentazione dell’opera Storia dei media digitali. Rivoluzioni e continuità di Gabriele Balbi e Paolo Magaudda\, Laterza\, 2014. Ne parlano con gli autori: Sergio Boccadutri\, Alberto Marinelli\, Andrea Miconi\, Antonio Nicita. Coordina: Raffaele Barberio. \nQuanto è rivoluzionaria la cosiddetta ‘rivoluzione digitale’? E quanto\, invece\, il digitale affonda le proprie radici nei vecchi media analogici dell’Otto-Novecento? Partendo da questi interrogativi\, Gabriele Balbi e Paolo Magaudda ci guidano in un originale viaggio attraverso la storia dei media digitali\, dalla prima metà del Novecento ai giorni nostri. Con un’ottica globale\, gli autori ripercorrono le tappe principali della storia del computer\, di internet\, del telefono cellulare e della digitalizzazione di alcuni settori dell’industria culturale quali musica\, stampa\, cinema\, fotografia e radiotelevisione. Tra rotture rivoluzionarie e sorprendenti continuità\, Storia dei media digitali getta uno sguardo disincantato su una delle mitologie del nostro tempo. \nGabriele Balbi insegna Storia dei mezzi di comunicazione e Sociologia dei mass media presso l’Università della Svizzera italiana di Lugano. Le sue principali aree di ricerca sono la storia dei media e quella delle telecomunicazioni\, con un’attenzione alla dimensione teorica e ai media digitali. Tra le sue recenti pubblicazioni si ricordano Network Neutrality. Switzerland’s role in the genesis of the Telegraph Union\, 1855-1875 (2014) con S. Fari\, G. Richeri\, S. Calvo e numerosi articoli su riviste scientifiche internazionali come Media History\, History of Technology\, Media\, Culture and Society\, International Journal of Communication\, Technology and Culture.  \nPaolo Magaudda è assegnista di ricerca senior in Sociologia presso l’Università di Padova e insegna Sociologia dei consumi e del marketing presso lo IUSVE di Venezia\,. Si occupa in particolare del rapporto tra tecnologie\, media società e\, dal 2013\, è Segretario Nazionale di STS Italia (Società italiana per lo studio sociale della scienza e la tecnologia). Tra le sue recenti pubblicazioni si ricordano Oggetti da ascoltare. Hifi\, iPod e consumo delle tecnologie musicali ( 2012) e Innovazione Pop. Nanotecnologie\, scienziati e invenzioni nella popular culture (2012)..
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SUMMARY:Caro Chabod. La storia\, la politica\, gli affetti (1925-1960)\, di Margherita Angelini e Davide Grippa
DESCRIPTION:Mercoledì 27 maggio 2015 alle ore 17.00\, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Palazzo Mattei di Giove – Via Michelangelo Caetani 32\, Roma)\, in collaborazione con l’Istituto storico italiano per l’età moderna e contemporanea\, verrà presentato il volume Caro Chabod. La storia\, la politica\, gli affetti (1925-1960) di Margherita Angelini e Davide Grippa\, Carocci 2015. Intervengono: Piero Craveri\, Lauro Rossi\, Edoardo Tortarolo\, Marcello Verga \n«Che sarà di noi\, del nostro paese\, di tutto ciò che ci è caro? […] Se vorremo\, potremo risorgere: ed è dovere anzitutto di noi\, uomini di studio\, di lavorare perché questo volere ci sia\, nei giovani almeno a cui è affidato il compito arduo!» (F. Chabod a E. Sestan\, 1944). Federico Chabod (1901-1960) è stato tra i più autorevoli studiosi di storia italiani e internazionali. Il volume raccoglie i carteggi personali dello studioso con i suoi maggiori corrispondenti\, in particolare con quelli a cui era legato da vincoli affettivi (da Carlo Levi a Gaetano Salvemini)\, di collaborazione (da Giovanni Gentile a Franco Venturi)\, editoriali (da Alberto Pirelli ad Antonio Giolitti) e politici (da Ugo La Malfa ad Alcide De Gasperi). La raccolta offre spunti di riflessione per alcuni nodi critici della storia: le due guerre mondiali\, le dittature europee e la Guerra fredda. \nMargherita Angelini è ricercatrice presso il Dipartimento di Scienze storiche\, geografiche e dell’antichità dell’Università di Padova\, dove si occupa di istituzioni culturali e storiografia italiana e tedesca nel Novecento. È autrice di Fare storia. Culture e pratiche della ricerca in Italia da Gioacchino Volpe a Federico Chabod (2012) e Transmitting Knowledge: The Professionalisation of Italian Historians (1920s-1950s) (2010). \nDavide Grippa è ricercatore presso l’Istituto storico italiano per l’Età Moderna e Contemporanea di Roma. I suoi interessi di ricerca sono rivolti all’analisi del ruolo avuto dalle emozioni nell’elaborazione della memoria storica e nella formazione del pensiero politico. Tra le sue pubblicazioni: Un antifascista tra Italia e Stati Uniti. Democrazia e identità nazionale nel pensiero di Max Ascoli (2009) ed Emozioni e controllo della memoria storica nell’Enciclopedia italiana (2012).
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SUMMARY:1914-1918. La Grande Guerra di Oliver Janz (Torino\, Einaudi\, 2014).
DESCRIPTION:Lunedì 25 maggio 2015\, alle ore 17.00\, in collaborazione con l’Istituto storico germanico di Roma\, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Palazzo Mattei di Giove – Via Michelangelo Caetani 32\, Roma)\, verrà presentato il volume 1914-1918. La Grande Guerra di Oliver Janz\, Einaudi\, 2014. Ne parlano con l’autore: Martin Baumeister\, Nicola Labanca. Coordina: Rosanna De Longis. \nLa Grande Guerra non fu soltanto il primo conflitto «totale» – capace\, cioè\, di coinvolgere e mobilitare ogni forza sociale ed enormi risorse economiche -\, ma anche la prima guerra realmente globale nella storia del mondo. Essa rappresentò non solo per l’Europa\, ma anche per molti paesi extraeuropei la «catastrofe originaria del XX secolo». Prima di allora mai nessun evento aveva cambiato la vita di così tante persone in tutti i continenti. La prima guerra mondiale dimostra quanto il mondo e il sistema di potere internazionale fossero globalizzati già nel 1914. Un disastro su vasta scala che\, a partire dai Balcani\, influenzò in maniera diretta sia i sistemi produttivi e finanziari sia l’assetto sociale e politico dei paesi che presero attivamente parte al conflitto\, dall’Europa e le sue colonie fino ai molti Stati extraeuropei. Ed è proprio a partire da questo punto di vista globale che Oliver Janz analizza gli eventi e le conseguenze di lungo periodo del conflitto. Storia politica\, economica\, militare e sociale – dai movimenti delle masse e degli eserciti alla vita quotidiana delle popolazioni -\, raccontata avvalendosi dei più recenti apporti della ricerca storiografica: un saggio innovativo che unisce al rigore della ricostruzione storica una prospettiva originale e ricca di sfaccettature. \nOliver Janz è professore di storia contemporanea alla Freie Universität di Berlino. Ha pubblicato numerosi libri e saggi dedicati alla storia della Germania e dell’Europa\, tra i quali ricordiamo: Bürger besonderer Art. Evangelische Pfarrer in Preußen (1994)\, Centralismo tra otto e novecento (1997)\, Transnationale Geschichte (2006)\, Das symbolische Kapital der Trauer (2009)\, Dolce Vita? Italienische Migranten in Deutschland (2011); Gender History in a Transnational Perspective (2014). Dirige numerosi progetti internazionali sulla prima guerra mondiale\, tra cui l’innovativa «1914-1918-online. International Encyclopedia of the First World War» (www.1914-1918-online.net).
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SUMMARY:Genere e Storia: un laboratorio internazionale di ricerca
DESCRIPTION:Venerdì 22 maggio\, alle 17.00\, presso la biblioteca di storia moderna e contemporanea\, si terrà la tavola rotonda: Genere e Storia: un laboratorio internazionale di ricerca\, a partire dal volume Nuove frontiere per la storia di genere\, Atti del V congresso nazionale della Società italiana delle storiche\, a cura di a cura di M.R. Pelizzari e L. Guidi.\nPartecipano: AdalGiso Amendola\, Angiolina Arru\, Simona Feci\, Alessandra Gissi\nCoordina: Isabelle Chabot \nLa categoria di frontiera\, al centro di questi volumi\, che hanno origine dal V Congresso della Società Italiana delle Storiche\, allude all’attraversamento di confini attuato dalla Storia di genere: i confini tra discipline\, tra privato e pubblico\, tra Occidente e altre aree del mondo\, sono indagati da ricercatrici e ricercatori di varie generazioni che si confrontano in un’ottica non più limitata ai soli soggetti femminili ma aperta alla Men’s History e agli studi LGBTQ.\nIndice:\nTOMO I\nParte I. Genere e politica\nI.A partire da Nicole Loraux: il femminile tra hybris e nomos\nII. Gender and Politics in Early Modern Europe\nIII.Identità e percorsi di donne nella sfera pubblico-politica del lungo Ottocento lombardo\nIV. Che “genere” di nazione?\nV. Modelli di genere e iniziativa femminile nella costruzione dell’Italia unita\nVI. L’ampiezza di un margine. Genere\, cittadinanza e politica nell’Italia repubblicana\nVII. Il fare politica e il fare società delle donne negli anni Settanta: voci\, esperienze\, lotte\nVIII. Il protagonismo delle donne nell’America Latina del Novecento\nIX. Le sfide del nuovo millennio in Nord Africa e Medio Oriente: gender\, dinamiche socio-culturali\, processi di trasformazione politica ed economica\nX. Impegno e militanza femminile tra le due rive del Mediterraneo: il caso della Tunisia\nXI. Donne israeliane e palestinesi fra critica\, protesta e rappresentazioni\nXII. La rappresentazione del femminile nei piani e programmi d’azione europei per le pari opportunità e la non discriminazione\nIndice dei nomi \nTOMO II\nParte II.Spazi e ruoli\nI.Archeologia delle differenze\nII. Possedere\, gestire\, governare: capacità patrimoniale e potere femminile nei secoli IX e X\nIII. Ruoli e funzioni delle donne nelle minoranze dal Medioevo all’età contemporanea\nIV. Concealed faith or double identity? “Marranism” in the 19th and 20th centuries\nV. Culture e pratiche femminili tra lavoro e sindacato\nVI. Genere e migrazioni nell’Italia del Novecento\nVII. Vita quotidiana e cultura materiale nell’Italia del dopoguerra\nVIII. Gli spazi delle donne nella criminalità organizzata meridionale tra XIX e XXI secolo: ruoli\, pratiche\, identità\nIndice dei nomi \nTOMO III\nParte III. Immaginari e linguaggi\nI. Educazione dell’élite femminile: cultura delle donne\, cultura per le donne tra tardo Medioevo e prima età moderna\nII. La memoria sovversiva: tracce e trame di vita affettiva\nIII. Ritratti femminili nella Storia\nIV. Individui e sentimenti. Alcuni case studies tra Otto e Novecento\nV. Il genere del pubblico: questioni per una storia della ricezione femminile nelle arti della scena\nVI. Immaginari corporei e rappresentazioni di genere tra danza\, scrittura e società\nVII. La storia delle donne nella storia del cinema: le pioniere italiane\nParte IV.Il corpo: discorsi e pratiche\nI. Corpo e gender. Una nuova lettura della storia sociale e culturale\nII. Il genere della violenza. Linguaggi e rappresentazioni\nIII. Corpo tra libertà e controllo pubblico nelle società contemporanee. Uno spazio di confronto per il pensiero femminista\nIV. Comportamenti sessuali nell’Italia unita\nV. Linee per una storia del movimento delle lesbiche in Italia\nVI. Medicina delle donne\, medicina per le donne dall’età moderna all’Ottocento\nVII. Curare al femminile: idee scientifiche e pratiche tra pubblico e privato (XIX-XX sec.)\nVIII. Medicalizzazione della maternità\nIX. Questioni di cittadinanza tra etica\, bioetica e diritto\nIndice dei nomi\nProfili delle Autrici e degli Autori \nNota sulle Curatrici\nLaura Guidi insegna Storia contemporanea e Storia di genere all’Università di Napoli “Federico II”. Ha pubblicato numerosi saggi e volumi su temi di storia sociale e culturale del XIX e XX secolo. È socia fondatrice della Società Italiana delle Storiche.\nMaria Rosaria Pelizzari insegna Storia contemporanea all’Università di Salerno\, dove è delegata del Rettore per le Pari Opportunità. Si interessa di Storia sociale e di Gender Studies\, in particolare della storia della violenza contro le donne e i minori tra XIX e XX secolo.
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SUMMARY:Prigionieri nei lager di Stalin e di Hitler. L'esperienza del totalitarismo nella memorialistica italiana e tedesca di Gianluca Cinelli
DESCRIPTION:Giovedì 21 maggio\, alle 17.00\, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea\, si presenta il volume di Gianluca Cinelli Prigionieri nei lager di Stalin e di Hitler. L’esperienza del totalitarismo nella memorialistica italiana e tedesca (Primalpe\, 2014).\nIntervengono: Maria Ferretti\, Anna Iuso\nCoordina: Lauro Rossi  \nIl volume ricostruisce il modo in cui\, in Italia e in Germania\, la memorialistica contribuì alla ricostruzione democratica dei due paesi e a rifondare il rapporto fra i reduci e la società\, un tentativo spesso fallito o sfruttato per speculazioni politiche. Nelle memorie\, la prigionia in Russia e l’internamento in Germania sono spesso presentati come “laboratori” di democrazia e di maturazione etica e politica\, nonostante lo shock della violenza subita nei Lager. La prigionia viene quindi come un’esperienza caratterizzata da contraddizioni e conflitti di coscienza\, che restituiscono lo spessore umano e la passione etica con cui tanti uomini riuscirono a riappropriarsi della libertà\, paradossalmente\, solo quando ne furono privati. Il confronto tra la memorialistica italiana e quella tedesca\, pressoché sconosciuta in Italia\, riporta all’attualità la riflessione sul passato del secondo conflitto mondiale in chiave europea. \nLa presentazione di Prigionieri nei Lager di Stalin e Hitler conclude il primo ciclo di incontri Scritture di guerra\, sulla memorialistica delle guerre mondiali: gli appuntamenti precedent\, il 7 e il 14 maggio\, sono stati dedicati\, rispettivamente\, al volume Avanti sempre di Nicola Maranesi\, che ha scandagliato i diari\, le memorie e gli epistolari conservati nel fondo inedito «Guerra mondiale 1914-18» dell’Archivio Diaristico Nazionale di Pieve Santo Stefano\, e al racconto autobiografico di Eugenio Armati\, Aride zolle.  \nGianluca Cinelli\, dottore di ricerca in italianistica\, già ricercatore post-doc della Fondazione Alexander von Humboldt presso l’università di Francoforte\, è autore di diverse monografie fra cui Nuto Revelli (2011) e Ermeneutica e scrittura autobiografica (2008) e collabora con l’Istituto Storico della Resistenza di Cuneo. Ha pubblicato articoli su Primo Levi\, Mario Rigoni Stern\, Nuto Revelli e Alessandro Manzoni\, nonché sulla memorialistica italiana e tedesca delle due guerre mondiali. Fra i suoi recenti lavori figurano La questione del male in Storia della colonna infame di Alessandro Manzoni (2015) e gli atti del convegno cuneese La memorialistica di prigionia dei militari italiani nella Seconda Guerra Mondiale\, apparso nel 2012 su Il presente e la storia n. 84.
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SUMMARY:Asinara. Isola piccola\, grande storia. Prigionieri e profughi della Prima guerra mondiale\, dicembre 1915-luglio1916 di Assunta Trova e Giuseppe Zichi
DESCRIPTION:Mercoledì 20 maggio 2015\, ore 17.00\, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Palazzo Mattei di Giove – Via Michelangelo Caetani 32\, Roma)\, verrà presentato il volume A\, EDES\, 2014. Intervengono: Annalisa Zanuttini\, Gabriele D’Autilia. Coordina: Lauro Rossi.\nL’album intitolato I prigionieri di guerra austriaci all’Asinara\, 18 dicembre 1915-24 luglio 1916\, conservato  nell’Archivio centrale dello Stato e pubblicato a cura di Assunta Trova e Giuseppe Zichi\, con un’analisi delle immagini di Salvatore Ligios\, comprende 51 fotografie\, 11 fra piantine\, mappe e cartine\, 3 grafici e 2 disegni. Il suo recente ritrovamento permette di  ricostruire  la drammatica esperienza dei cosiddetti  “dannati dell’Asinara” attraverso materiali documentari che illustrano la progressiva evoluzione degli insediamenti nell’isola\, dal periodo che precede l’arrivo dei prigionieri fino alla costruzione degli spazi destinati ad accogliere gli internati. Furono detenuti nell’isola oltre 20.000 prigionieri austriaci catturati nei primi mesi di guerra\, che furono decimati dalle  precarie condizioni igieniche e dal diffondersi di malattie epidemiche. L’elenco dei decessi allegato all’album testimonia l’altissima mortalità. Le foto portano poche tracce della realtà del campo\, ma\, al di là delle imposizioni dettate dalla censura e dall’ufficialità\, costituiscono una fonte che si offre a una lettura  non ingenua  delle immagini\, come sottolinea Salvatore Ligios: “La messa in posa  era una libera scelta del fotografo oppure l’esecuzione di un ordine del superiore militare o del responsabile sanitario? Il fotografo era un libero professionista o un militare addetto alla documentazione ufficiale? Che fine hanno fatto gli scatti che non sono entrati nella selezione?”. \nAssunta Trova è docente di Storia contemporanea nell’Università di Sassari. Studiosa dell’Ottocento\, si è occupata in particolare di storia della Sardegna e del Mediterraneo. Tra le sue recenti pubblicazioni\, L’ Ottocento. Dalla fusione all’Unità\, 1800-1899 (2011)\, in collaborazione\, e il volume C. Cattaneo\, Della Sardegna antica e moderna: con 56 lettere intercorse tra lo studioso e i suoi corrispondenti sardi (2010).  \nGiuseppe Zichi\, dottore di ricerca in Storia delle istituzioni e della società nell’Europa contemporanea\, ha svolto attività di ricerca presso l’Università di Sassari. Tra le sue recenti pubblicazioni\,  Sisini\, imprenditori di Sardegna (2013) e\, in collaborazione\,   Giuseppe Garibaldi. Il mito\, l’Unità d’Italia e la Sardegna (2011).
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SUMMARY:L'urlo contro il regime. Gli antifascisti italiani in Tunisia tra le due guerre di Leila El Houssi
DESCRIPTION:Lunedì 18 maggio 2015\, alle ore 17.00\, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Palazzo Mattei di Giove – Via Michelangelo Caetani 32\, Roma)\, verrà presentato il volume L’urlo contro il regime. Gli antifascisti italiani in Tunisia tra le due guerre di Leila El Houssi\, Carocci\, 2014. Ne discutono con l’autrice: Federico Cresti\, Lucia Valenzi. Coordina: Rosanna De Longis. \nIl volume affronta il tema dell’antifascismo italiano in Tunisia tra le due guerre mondiali e rimette in discussione il luogo comune secondo cui la numerosa collettività italiana presente nel paese nordafricano fosse totalmente schierata col regime fascista. In realtà\, contro la dittatura di Mussolini e la sua propaganda sorse una corrente di opposizione i cui protagonisti furono membri dell’élite borghese liberale di appartenenza massonica\, militanti del movimento anarchico\, esponenti della classe operaia organizzata nei partiti della sinistra socialista e comunista e aderenti a Giustizia e Libertà. Nacque così un dinamico laboratorio politico animato da giovani italo-tunisini che vide nei primi anni Trenta la costituzione della sezione tunisina della Lega italiana dei diritti dell’uomo (LIDU) e\, in seguito\, l’apporto di personalità politiche come Velio Spano e Giorgio Amendola inviati dal Centro estero del PCI per dare respiro internazionale al movimento antifascista di Tunisia. Le vicende di questo nucleo antifascista sono state ricostruite attraverso l’analisi della stampa\, della memorialistica e di una vasta documentazione reperita negli archivi tunisini\, italiani e francesi. \nLeila El Houssi si occupa di storia\, culture e questioni di genere nel Nord Africa in età contemporanea. Coordinatrice scientifica e docente del Master Mediterranean Studies presso il Dipartimento di Scienze politiche e sociali dell’Università di Firenze\, è autrice di numerosi saggi pubblicati in volumi e periodici italiani e stranieri. Nel 2013 ha pubblicato Il risveglio della democrazia. La Tunisia dall’indipendenza alla transizione.
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SUMMARY:Todo cambia. Figli di desaparecidos e fine dell'impunità in Argentina\, Cile e Uruguay di Gennaro Carotenuto
DESCRIPTION:Venerdì 15 maggio 2015\, alle ore 17.00\, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Palazzo Mattei di Giove – Via Michelangelo Caetani 32\, Roma)\, verrà presentato il volume Todo cambia. Figli di desaparecidos e fine dell’impunità in Argentina\, Cile e Uruguay di Gennaro Carotenuto\, Le Monnier\, 2015. Ne discutono con l’autore: Lucia Ceci\, Maria Rosaria Stabili. Coordina: Claudio Tognonato. \nCosa hanno in comune Sofia Prats\, figlia di un alto ufficiale dell’Esercito cileno\, e Jessica Tapia\, figlia di un minatore comunista? Entrambi i loro padri furono assassinati da Augusto Pinochet e dal Terrorismo di Stato delle dittature latinoamericane. Attraverso la storia orale\, la metodologia che aiuta a capire come le persone comuni abbiano affrontato i grandi passaggi delle loro epoche\, leggiamo le testimonianze originali\, a volte drammatiche\, a volte serene\, su come i figli dei desaparecidos in Argentina\, Cile e Uruguay abbiano preso in mano le loro vite. La storiografia serve così a sciogliere stereotipi consolidati sul Continente. “Todo cambia”\, come canta Mercedes Sosa. Decenni di lotte per la verità e la giustizia fanno sì che oggi molti dei torturatori e assassini che negli anni Settanta aprirono le vene dell\’America latina\, dopo processi esemplari\, qui studiati attraverso fonti giudiziarie inedite\, stiano pagando per i loro crimini suturando le ferite di una società intera. \nGennaro Carotenuto insegna World History all\’Università di Macerata. È stato tra l\’altro Research Fellow presso l\’Istituto di Alti Studi sull\’America Latina dell\’Università Parigi 3 Sorbona e Teaching Fellow all\’Università di Montevideo e all\’Università Bocconi di Milano.
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SUMMARY:Per il ciclo "Scritture di guerra": Aride zolle\, di Eugenio Armati
DESCRIPTION:Giovedì 14 maggio 2015\, alle ore 17.00\, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Palazzo Mattei di Giove – Via Michelangelo Caetani 32\, Roma)\, verrà presentato il volume di Eugenio Armati\, Aride zolle (Città di Castello\, LuoghInteriori\, 2014). Intervengono: Agostino Bistarelli\, Simona Lunadei\, Lucia Strappini. Coordina: Rosanna De Longis.  \nIn Aride zolle Eugenio Armati (1911-1989)\, creando il personaggio di Stato Civile\, ha trasposto in forma narrativa le sue esperienze di guerra\, nel viaggio forzato che lo portato – tra il 1939 e il 1943 – come “fante tra i fanti” in diversi luoghi dell’Italia\, della Jugoslavia e dell’Unione Sovietica. Partito per il fronte russo il 30 novembre 1941\, è tornato in Italia con il terzo e ultimo avvicendamento il 15 novembre 1942.\nIl vero diario di quel periodo è andato perduto in un bombardamento\, ma la ricca corrispondenza intercorsa sia con la fidanzata e poi moglie sia con gli amici è testimone di questa “narrativa vissuta”. \nLa presentazione è il secondo appuntamento del ciclo di incontri Scritture di guerra\, che proseguirà il 21 maggio con la discussione sul libro di Gianluca Cinelli\, Prigionieri nei Lager di Hitler e di Stalin. L’esperienza del totalitarismo nella memorialistica italiana e tedesca.  \nEugenio Armati\, tipografo-compositore prima a Todi e poi a Roma\, ha nutrito una forte passione per la scrittura. Ha lasciato alcuni racconti per bambini e ragazzi\, numerose lettere e un manoscritto\, da lui intitolato Aride zolle che le figlie\, rispettando integralmente il testo\, hanno trascritto per la stampa.
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SUMMARY:Dalla rivoluzione al governo. La sinistra di Antonio Mordini nell’età della Destra (1861-1869) di Christian Satto
DESCRIPTION:Martedì 12 maggio 2015\, alle ore 17.00\, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Palazzo Mattei di Giove – Via Michelangelo Caetani 32\, Roma)\, verrà presentato il volume Dalla rivoluzione al governo. La sinistra di Antonio Mordini nell’età della Destra (1861-1869) di Christian Satto\, FrancoAngeli\, 2014. Ne discutono con l’autore: Zeffiro Ciuffoletti\, Giuseppe Monsagrati. Coordina: Lauro Rossi. \nIl percorso attraverso il quale la Sinistra storica si trasformò in opposizione costituzionale fu complesso e comportò crisi di coscienza e riserve mentali non facili da superare. Antonio Mordini fu tra i primi a rendersi conto della necessità di dare una risposta al problema della natura non pienamente costituzionale dell’opposizione\, operando prima dall’interno della Sinistra\, poi fondando il “Terzo partito”. Questo studio si propone di indagare l’idea di opposizione costituzionale che Mordini propugnò negli anni 1861-1869. Nella sua ottica la Sinistra doveva diventare un cardine di stabilità per il sistema politico e un’alternativa alla Destra per il governo. Chi non accettava la legalità sancita dai plebisciti del 1860 doveva “risegnare il proprio mandato\, presentare la propria renunzia e ritirarsi dal Parlamento”. Il vero scopo della Sinistra doveva essere “convertire la minorità in maggiorità”\, abbandonando l’azione extra legale. L’opera del deputato toscano permette di comprendere meglio alcune dinamiche che accompagnarono il pieno inserimento della Sinistra nel sistema politico postunitario. \nChristian Satto è allievo del corso di perfezionamento in discipline storiche della Scuola Normale Superiore e si occupa di storia politica dell’Ottocento italiano. Fra i suoi contributi recenti: “Per religioso convincimento”: il ruolo di Roberto d’Azeglio nell’emancipazione dei “dissidenti” subalpini\, in “Annali della Scuola Normale Superiore di Pisa. Classe di Lettere e Filosofia”\, Serie 5\, 2013
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SUMMARY:Voci della vittoria. La memoria sonora della Grande Guerra di Piero Cavallari\, Antonella Fischetti
DESCRIPTION:Venerdì 8 maggio 2015\, ore 17.00\, con la collaborazione della Biblioteca di storia moderna e contemporanea\, presso l’Auditorium dell’Istituto centrale per i beni sonori e audiovisivi (Palazzo Mattei di Giove – Via Michelangelo Caetani 32\, Roma)\, verrà presentato il volume Voci della vittoria. La memoria sonora della Grande Guerra di Piero Cavallari\, Antonella Fischetti\, Donzelli\, 2014. Concerto di Sara Modigliani con il gruppo L’albero della libertà e ascolto di dischi originali su grammofoni d’epoca. Interviene: Marino Sinibaldi. Saranno presenti gli autori. \nLa Grande guerra è stato il primo conflitto del nostro paese di cui si conservi una memoria «sonora». Fin da subito si avvertì l’esigenza di salvaguardare il ricordo della tragedia appena vissuta attraverso il marmo dei monumenti o la carta e l’inchiostro delle memorie dei soldati. Ci fu chi però ebbe l’idea di affidare alla voce\, a cui è legata così intimamente l’identità di ciascuno di noi\, e alla parola dei protagonisti il compito di preservare e tramandare quella vittoria tanto discussa: tra il 1924 e il 1925\, Rodolfo De Angelis\, eclettica figura di artista\, pensò di raccogliere le voci di coloro che avevano svolto un ruolo di primo piano nella guerra\, invitandoli a declamare i propri celebri discorsi. Sarà questa discoteca\, la raccolta La Parola dei Grandi\, a costituire il nucleo della Discoteca di Stato che verrà istituita nel 1928. Quelle «voci storiche» (qui riunite nel cd allegato) sono una fonte di importanza unica: le parole di Luigi Cadorna\, Armando Diaz\, accanto a quelle di Vittorio Emanuele Orlando (la più antica registrazione di un primo ministro italiano) o di Luigi Pirandello\, costituiscono una preziosa testimonianza. Si pensi\, ad esempio\, al documento di Cadorna: il generale non era certo felice di passare alla storia per il bollettino di Caporetto; e così\, alla fine della lettura del testo originale\, aggiunge una postilla in cui rimarca il successo finale della guerra\, con l’intento di «attenuare» la tragicità di quella disfatta. Oltre a offrirci l’affresco di un’epoca (e il modo in cui venne allora «metabolizzata» la guerra)\, la raccolta si presenta come una galleria di «autoritratti sonori»\, nei quali alcuni dei personaggi che hanno fatto la nostra storia riflettono su se stessi e\, scegliendo una particolare sfumatura\, adottando un determinato accento\, marcando una parola più di un’altra\, di se stessi e delle proprie imprese tratteggiano il quadro che ritengono il più adeguato da lasciare in eredità agli italiani che verranno.  \nIl volume è corredato da un cd che contiene le «voci» di: Luigi Cadorna\, Enrico Caviglia\, Pietro Badoglio\, Armando Diaz\, Guglielmo Pecori-Giraldi\, Paolo Thaon di Revel\, Gaetano Giardino\, Emanuele Filiberto duca d’Aosta\, Vittorio Emanuele Orlando\, Tommaso Tittoni\, Carlo Delcroix\, Filippo Tommaso Marinetti\, Luigi Pirandello\, Trilussa.  \nPiero Cavallari e Antonella Fischetti\, studiosi di storia contemporanea\, lavorano all’Istituto centrale per i beni sonori e audiovisivi.
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