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SUMMARY:Questa guerra non è mica la guerra mia. Scritture\, contesti\, linguaggi durante la Grande Guerra\, a cura di Rita Fresu
DESCRIPTION:Mercoledì 23 settembre 2015\, alle ore 17.00\, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Palazzo Mattei di Giove – Via Michelangelo Caetani 32\, Roma)\, verrà presentato il volume Questa guerra non è mica la guerra mia. Scritture\, contesti\, linguaggi durante la Grande Guerra a cura di Rita Fresu. Il Cubo\, 2015. Intervengono: Claudio Natoli\, Luca Serianni. Coordina: Marcello Teodonio.\nSarà presente la curatrice. \nDal tetto della tradotta che lo conduce al fronte\, il milanese Giovanni Busacca (Vittorio Gassman)\, dopo essersi accapigliato col romano Oreste Jacovacci (Alberto Sordi)\, ribadisce con amarezza la sua estraneità a un evento lacerante\, che non comprende\, e non gli appartiene\, condensandola nella nota frase del capolavoro cinematografico di Mario Monicelli\, che emblematicamente si è scelta in epigrafe al volume: questa guerra non è mica la guerra mia. Non è appartenuta al protagonista della pellicola monicelliana\, così come non lo è stata di tanti\, e di tante\, che però per la guerra\, e della guerra\, sono stati costretti a scrivere. Per rispondere a un bisogno\, inusitato per alcuni\, meno estraneo\, forse\, per altri\, ma per tutti\, di fatto\, segnato dalla necessità di individuare lo strumento adatto per farlo\, in un momento storico e sociale in cui questo strumento (ancora) non c’era\, anche attraverso un processo di avvicinamento tra alto e basso […] in cui si collocano infinite soluzioni intermedie\, fatte di testi e di scriventi\, di lingue e di linguaggi\, che si contagiano\, si mescolano\, si amalgamano\, si condizionano reciprocamente in una saldatura linguistica tra livelli che\, di là dall’evento bellico\, ha lasciato profonde tracce nella nostra storia culturale \, in un gioco di contatti\, scambi\, travasi che qui si è cercato di mettere in luce. \nSommario: Scritture e Grande guerra: una storia linguistica tra “alti” e “bassi” di Rita Fresu; Esplora le storie: scritture popolari on-line dalla Grande guerra di Paola Cantoni; Ladino nelle scritture di guerra. Le lettere dal fronte di Simone Chiocchetti di Fabio Chiocchetti; La lingua italiana nei diari e nella corrispondenza dei soldati di Cortina d’Ampezzo di Paolo Giacomel; «Che cosa vuoi? La pace». La Grande guerra nell’Archivio di scrittura popolare di Vigevano di Cecilia Demuru; Il bersagliere Ettore Di Clemente ed i suoi «Appunti del combattente» di Paolo Muzi; La guerra tra le righe: analisi linguistica di un epistolario in “italiano colto” di Sicilia di Luisa Amenta; «Giannì\, non rientrare in Italì\, finita la guerra finito tutto»: Grande guerra ed emigrazione nel diario di un semicolto sardo di Marzia Caria; Leo Spitzer e le circonlocuzioni per esprimere la parola ‘fame’di Edeltraud Werner; Grande guerra e scritture esposte di Paolo D’Achille e Domenico Proietti; La grammatica del parlato nei sillabari e nei libri di lettura per le scuole reggimentali alle soglie della Grande guerra di Michela Dota e Massimo Prada; La propaganda durante la Grande guerra: analisi linguistica dei volantini dell’Archivio Storico di Rovereto di Silvia Loi; «Quattro parole\, così\, alla buona». Lessico e retorica negli opuscoli di propaganda durante la Grande guerra di Mirko Volpi; «So’ Italiano sì lo dico forte». Il dialetto nei giornali di trincea (1918) di Davide Pettinicchio; Marte in Venere: la Grande guerra sui giornali femminili italiani di Giuseppe Sergio; «Canta che ti passa». Primi sondaggi linguistici sul corpus dei canti della Grande guerra di Daniele Caldirola\, Cecilia Demuru e Giuseppe Polimeni; Nascita di uno scrittore: note linguistico-stilistiche sul ‘Giornale di guerra e di prigionia’ di Carlo Emilio Gadda di Luigi Matt \nRita Fresu insegna Linguistica italiana presso l’Università di Cagliari.
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SUMMARY:L’altra Roma. «La Frusta» e la stampa cattolica a Roma da Porta Pia a Roma capitale\, a cura di Laura Lanza
DESCRIPTION:Lunedì 21 settembre\, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Palazzo Mattei di Giove – Via Michelangelo Caetani 32 – Roma) verrà presentato il volume L’altra Roma. «La Frusta e la stampa cattolica a Roma da Porta Pia a Roma capitale»\, a cura di Laura Lanza (Edizioni Biblioteca d’Orfeo\, 2015). \nIntervengono\nSandro Bulgarelli\, Giuseppe Monsagrati\, Lauro Rossi\nCoordina\nRosanna De Longis
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SUMMARY:Abbasso la guerra! Neutralisti in piazza alla vigilia della Prima guerra mondiale in Italia\, a cura di Fulvio Cammarano
DESCRIPTION:Venerdì 11 settembre 2015\, alle ore 17.00\, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Palazzo Mattei di Giove – Via Michelangelo Caetani 32\, Roma)\, verrà presentato il volume Abbasso la guerra! Neutralisti in piazza alla vigilia della Prima guerra mondiale in Italia\, a cura di Fulvio Cammarano\, Le Monnier\, 2015. Intervengono: Antonio Carioti\, Simona Colarizi\, Giovanni Sabbatucci. Coordina: Marco De Nicolò. \nQuesto non è un libro sull’Italia alla vigilia della Prima guerra mondiale\, ma un’indagine su cosa la gente comune ha fatto per rimanerne fuori. Attraverso le vicende\, spesso violente\, occorse dall’agosto 1914 al maggio 1915 in oltre cinquanta città e in molte decine di paesi\, si è\, per la prima volta\, portato alla luce la prassi del neutralismo in Italia\, vale a dire l’altra faccia di quella strisciante guerra civile che di solito vede come protagonista l’interventismo. Emerge dal viaggio nelle piazze neutraliste una realtà a geometria variabile\, per tempi\, modi e caratteristiche sociali\, ma sempre espressione di una più o meno ribelle o rassegnata «eccedenza» rispetto alla grande politica. Nei mesi in cui si gioca il destino del Paese\, il neutralismo fa emergere un disagio che è un intellegibile\, per quanto scomposto\, segnale di dolente dissociazione popolare (l’affollata ritualità religiosa pro pace\, la rilevante presenza pubblica delle donne\, la vivace partecipazione dei soldati\, l’incremento di azioni attribuite alla «teppa»). Che il segnale non abbia trovato una adeguata sintesi politica a livello nazionale nulla toglie alla forza\, anche disperata\, di quel movimento a cui\, a cent’anni dagli avvenimenti\, va restituito il giusto posto nella storia d’Italia. \nFulvio Cammarano insegna Storia contemporanea all’Università di Bologna. Studioso di storia politica europea del XIX e XX secolo\, è presidente del Sistema bibliotecario dell’Ateneo di Bologna e membro del Comitato di direzione di «Ricerche di Storia Politica» e dirige le collane «Quaderni di Storia» e «Dentro la storia» (Le Monnier). Coordina un progetto nazionale Prin sulla delegittimazione politica in Europa e Stati Uniti (1870-1970). Tra i lavori più recenti: Storia dell’Italia liberale (Laterza\, 2011); Partiti e Movimenti\, in G. Sabbatucci e V. Vidotto (a cura di)\, L’Unificazione italiana (Treccani\, 2011); Un Ibrido tra stato e nazione (Il Mulino\, 2011); Delegittimazione: note per un approccio storico (con S. Cavazza) (Kripton\, 2013). \nInformazioni: b-stmo.info@beniculturali.it – www.bsmc.it –
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SUMMARY:Storia della scuola in Italia. Dall'Unità a oggi\, di Giuseppe Ricuperati
DESCRIPTION:Mercoledì 24 giugno 2015\, alle ore 17.00\, in collaborazione con l’Istituto storico italiano per l’età moderna e contemporanea\, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Palazzo Mattei di Giove – Via Michelangelo Caetani 32\, Roma)\, verrà presentato il volume Storia della scuola in Italia. Dall’Unità a oggi di Giuseppe Ricuperati\, La Scuola\, 2015. Intervengono: Luigi Berlinguer\, Maria Chiara Carrozza\, Mauro Moretti\, Marcello Verga. Coordina: Rosanna De Longis.
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SUMMARY:Togliatti e la democrazia. Scritti scelti\, di Sergio Gentili e Aldo Pirone
DESCRIPTION:Giovedì 18 giugno 2015\, alle ore 17.00\, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Palazzo Mattei di Giove – Via Michelangelo Caetani 32\, Roma)\, verrà presentato il volume Togliatti e la democrazia. Scritti scelti di Sergio Gentili e Aldo Pirone\, Bordeaux\, 2014. Ne parlano con gli autori: Carlo Felice Casula\, Alfredo D?Attorre. \nPossiamo annoverare Togliatti fra i fondatori della democrazia italiana? In che modo la Svolta di Salerno contribuì alla costruzione della rappresentanza democratica in Italia? Perché fu osteggiato da più parti\, a Mosca come a Roma? Un racconto di storia\, di politica e di scelte di vita che\, attraverso gli scritti di Palmiro Togliatti\, ci restituisce il significato e il valore di ?democrazia? e di ?uguaglianza?. Una critica all?oblio sceso sulla nostra storia nazionale\, sull?antifascismo\, sulla nascita della nostra Carta costituzionale: in una parola\, sulla conquista della democrazia. \nSergio Gentili\, dirigente Pci delle Frattocchie e dell?Istituto di formazione politica ?Palmiro Togliatti?\, deputato per il Pds/Ds\, ha partecipato alla stesura del ?Manifesto dei valori? del Pd e alla fondazione dell?associazione Ecologisti Democratici. Ha scritto: Ecologia e Sinistra. Un incontro difficile (2002)\, La buona politica. Il PCI\, la Liberazione e la Rivoluzione democratica (2012)\, Dal Pd al Partito democratico (2013).   \nAldo Pirone ha lavorato all?Unità\, a Paese sera e all?Agenzia Ansa. Iscrittosi giovanissimo alla Federazione giovanile comunista (Fgci) ne è stato dirigente così come del Pci. Alla fine degli anni Settanta è stato impegnato nella sezione organizzazione nazionale del Pci e nella commissione esteri (1981-83). È stato tra i fondatori romani della ?Sinistra ecologista?. Attualmente si occupa di problemi urbanistici\, mobilità e ambiente.
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SUMMARY:Emma Schiavon\, Interventiste nella Grande guerra. Assistenza\, propaganda\, lotta per i diritti a Milano e in Italia\, 1911-1919
DESCRIPTION:Lunedì 15 giugno 2015\, alle ore 17.00\, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Palazzo Mattei di Giove – Via Michelangelo Caetani 32\, Roma)\, verrà presentato il volume di Emma Schiavon\, Interventiste nella Grande guerra. Assistenza\, propaganda\, lotta per i diritti a Milano e in Italia\, 1911-1919 (Firenze\, Le Monnier\, 2015). Intervengono: Paola Di Cori\, Catia Papa. Coordina: Rosanna De Longis.  \nAllo scoppio della prima guerra mondiale molte donne\, soprattutto di ceto medio\, appoggiarono con convinzione lo sforzo bellico dei rispettivi governi\, e altrettanto fecero i principali movimenti femministi europei. Dappertutto le organizzazioni femministe assunsero un ruolo cruciale nel controllo del fronte interno\, nato insieme alla guerra di massa\, e molte militanti andarono a ricoprire incarichi di responsabilità del tutto inusuali. Il presente lavoro indaga per la prima volta l’interventismo femminile e femminista italiano\, le questioni politiche sollevate dal movimento delle donne durante la guerra e il ruolo cruciale giocato all’interno dei Comitati di assistenza civile\, a partire dalla città di Milano\, per allargare lo sguardo su tutto il panorama nazionale. L’interventismo femminista voleva senz’altro opporsi al militarismo tedesco\, ma aveva soprattutto obiettivi propri in ordine all’integrazione delle donne nello stato nazionale\, in particolare la conquista dei diritti civili\, economici e politici ancora completamente negati alle italiane. \nEmma Schiavon ha studiato il nesso donne-guerra-cittadinanza in vari contesti e pubblicato articoli e saggi sul tema nelle riviste «Passato e presente»\, «Genesis»\, «DWF». Sulle lotte per il suffragio ha invece recentemente pubblicato Torino 1911. Il primo congresso pro suffragio femminile a cinquant’anni dall’Unità (2012). Collabora con il Cirsde (Centro interdipartimentale di studi delle donne dell’Università di Torino)\, fa parte della Società italiana delle storiche ed è fra le fondatrici dell’Ardp (Archivio delle donne in Piemonte).
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SUMMARY:Umani diritti. Teoria e prassi delle libertà fondamentali. A cura di Simonetta Bisi
DESCRIPTION:Giovedì 11 giugno 2015\, alle ore 17.00\, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Palazzo Mattei di Giove – Via Michelangelo Caetani 32\, Roma)\, verrà presentato il volume Umani diritti. Teoria e prassi delle libertà fondamentali. A cura di Simonetta Bisi\, Bordeaux\, 2015. Introduce: Antonio Iodice. Intervengono: Giuseppe Cassini\, Massimo De Simoni\, Nicola Porro. Coordina: Lauro Rossi.  \nIl volume è frutto di una ricerca promossa e finanziata dall’Istituto di Studi Politici “S. Pio V”. \nC’è un lusso che non possiamo per metterci: pensare che quello sui diritti umani sia un discorso teorico\, come un programma lastricato di buone intenzioni ma in fondo irrealizzabile. Se cosi? fosse\, essi sarebbero non solo inutili\, ma probabilmente anche dannosi. Quelli che vengono chiamati “diritti umani” riguardano invece le liberta? fondamentali e\, in quanto tali\, hanno una dimensione concreta. \nSimonetta Bisi è professore associato di Sociologia generale presso la Sapienza – Università di Roma. Ha scritto numerose monografie e articoli sugli aspetti quantitativi e qualitativi dei fenomeni contemporanei\, tra cui si ricorda: Quasi umani. I richiedenti asilo in Italia (curatela con Eva Pföstl)\, 2014; Non solo Balotelli. Le Seconde Generazioni in Italia (curatela con Eva Pföstl)\, 2013; La città degli “altri”. Tecniche di (dis)integrazione scolastica (a cura di)\, 2012; Genere e identità. La personal home page nel mondo accademico\, 2009; Genere e potere. Per una rifondazione delle scienze umane (a cura di)\, 2008; Le forme del conoscere. I dati nella ricerca empirica\, 2006
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SUMMARY:Il cantiere televisivo italiano. Progetto struttura canone di Enzo Scotto Lavina
DESCRIPTION:Lunedì 8 giugno 2015\, ore 17.00\, la Biblioteca di storia moderna e contemporanea\, e l’Istituto centrale per i beni sonori e audiovisivi presenteranno\, presso l’Auditorium dell’Istituto (Palazzo Mattei di Giove – Via Michelangelo Caetani 32\, Roma)\,  il volume Il cantiere televisivo italiano. Progetto struttura canone di Enzo Scotto Lavina\, Lampi di stampa\, 2015. Intervengono: Massimo Loche\, Giuseppe Richeri. Coordina: Alberto Abruzzese. \nAl centro di questo lavoro è l’obiettivo di analizzare trent’anni di servizio pubblico televisivo in Italia\, dalla nascita nel 1952 della televisione monopolista/monocanale sotto il controllo del governo alla riforma del 1975 con reti e telegiornali titolari del loro distinto palinsesto sotto il controllo del Parlamento fino all’avvio il 15 dicembre 1979 della Terza Rete tv\, con il suo modello ideativo e produttivo regionale e nazionale; un passaggio dal singolare al plurale che non è solo un aumento quantitativo dell’offerta televisiva ma è soprattutto un diverso dispiegamento qualitativo del rapporto tra televisione e istituzioni\, tra televisione e pubblico\, tra televisione e mercato\, fino a vederne gli esiti epocali nella prima metà degli anni Ottanta. \nEnzo Scotto Lavina\, dopo la laurea in sociologia con Franco Ferrarotti nell’Istituto di filosofia dell’Università di Roma\, nel 1966 è stato esperto della Comunità Europea in Dahomey\, oggi Repubblica del Benin\, dal 1969 al 2006 ha lavorato in RAI e dal 1974 al 1983 ha collaborato con la Biennale di Venezia. Ha curato nel 1982 Venezia 32/82\, una storia dei primi cinquant’anni della Mostra del Cinema di Venezia e nel 2011 ha pubblicato Tra Sisifo e Nesso\, modelli e strutture editoriali del servizio pubblico televisivo 1954-2004.
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SUMMARY:Le trasgressioni della carne. Il desiderio omosessuale nel mondo islamico e cristiano\, secc. XII-XX\, a cura di Umberto Grassi e Giuseppe Marcocci
DESCRIPTION:Venerdì 5 giugno 2015\, alle ore 17.00\, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Palazzo Mattei di Giove – Via Michelangelo Caetani 32\, Roma)\, verrà presentato il volume Le trasgressioni della carne Il desiderio omosessuale nel mondo islamico e cristiano\, secc. XII-XX\, a cura di Umberto Grassi e Giuseppe Marcocci (Roma\, Viella\, 2015).\nNe discutono con i curatori: Vincenzo Lavenia\, Giacomo Todeschini\nCoordina: Domenico Rizzo \nIndice:\nUmberto Grassi e Giuseppe Marcocci\, L’intreccio dei desideri\, la tolleranza della carne: per una nuova storia delle relazioni tra musulmani e cristiani\nI. Descrizione e proibizione\nEverett K. Rowson\, Omoerotismo ed élite mamelucca tra Egitto e Siria nel tardo medioevo\nGiacomo Todeschini\, «Soddoma e Caorsa». Sterilità del peccato e produttività della natura alla fine del medioevo cristiano\nSelim S. Kuru\, Il genere del desiderio. L’amore per i bei ragazzi nella letteratura ottomana della prima età moderna\nVincenzo Lavenia\, Tra eresia e crimine contro natura: sessualità\, islamofobia e inquisizioni nell’Europa moderna\nII. Interazioni e immaginari\nTomás A. Mantecón Movellán\, Oltre la repressione: relazioni omosessuali tra musulmani e cristiani nella Spagna del Cinque e Seicento\nLuiz Mott\, Musulmani sodomiti in Portogallo e bardassi cristiani in Africa del Nord nei secoli dell’età moderna\nJean-Raphaël Bourge\, Colonialismo\, omosessualità e mondo islamico nell’immaginario erotico europeo tra Otto e Novecento\nIndice dei nomi\nGli autori
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SUMMARY:Storia dei media digitali. Rivoluzioni e continuità di Gabriele Balbi e Paolo Magaudda
DESCRIPTION:Giovedì 28 maggio 2015\, alle ore 17.00\, l’Istituto centrale per i beni sonori e audiovisivi e la Biblioteca di storia moderna e contemporanea organizzano\, presso l’Auditorium dell’Istituto (Palazzo Mattei di Giove – Via Michelangelo Caetani 32\, Roma)\, la presentazione dell’opera Storia dei media digitali. Rivoluzioni e continuità di Gabriele Balbi e Paolo Magaudda\, Laterza\, 2014. Ne parlano con gli autori: Sergio Boccadutri\, Alberto Marinelli\, Andrea Miconi\, Antonio Nicita. Coordina: Raffaele Barberio. \nQuanto è rivoluzionaria la cosiddetta ‘rivoluzione digitale’? E quanto\, invece\, il digitale affonda le proprie radici nei vecchi media analogici dell’Otto-Novecento? Partendo da questi interrogativi\, Gabriele Balbi e Paolo Magaudda ci guidano in un originale viaggio attraverso la storia dei media digitali\, dalla prima metà del Novecento ai giorni nostri. Con un’ottica globale\, gli autori ripercorrono le tappe principali della storia del computer\, di internet\, del telefono cellulare e della digitalizzazione di alcuni settori dell’industria culturale quali musica\, stampa\, cinema\, fotografia e radiotelevisione. Tra rotture rivoluzionarie e sorprendenti continuità\, Storia dei media digitali getta uno sguardo disincantato su una delle mitologie del nostro tempo. \nGabriele Balbi insegna Storia dei mezzi di comunicazione e Sociologia dei mass media presso l’Università della Svizzera italiana di Lugano. Le sue principali aree di ricerca sono la storia dei media e quella delle telecomunicazioni\, con un’attenzione alla dimensione teorica e ai media digitali. Tra le sue recenti pubblicazioni si ricordano Network Neutrality. Switzerland’s role in the genesis of the Telegraph Union\, 1855-1875 (2014) con S. Fari\, G. Richeri\, S. Calvo e numerosi articoli su riviste scientifiche internazionali come Media History\, History of Technology\, Media\, Culture and Society\, International Journal of Communication\, Technology and Culture.  \nPaolo Magaudda è assegnista di ricerca senior in Sociologia presso l’Università di Padova e insegna Sociologia dei consumi e del marketing presso lo IUSVE di Venezia\,. Si occupa in particolare del rapporto tra tecnologie\, media società e\, dal 2013\, è Segretario Nazionale di STS Italia (Società italiana per lo studio sociale della scienza e la tecnologia). Tra le sue recenti pubblicazioni si ricordano Oggetti da ascoltare. Hifi\, iPod e consumo delle tecnologie musicali ( 2012) e Innovazione Pop. Nanotecnologie\, scienziati e invenzioni nella popular culture (2012)..
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SUMMARY:Caro Chabod. La storia\, la politica\, gli affetti (1925-1960)\, di Margherita Angelini e Davide Grippa
DESCRIPTION:Mercoledì 27 maggio 2015 alle ore 17.00\, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Palazzo Mattei di Giove – Via Michelangelo Caetani 32\, Roma)\, in collaborazione con l’Istituto storico italiano per l’età moderna e contemporanea\, verrà presentato il volume Caro Chabod. La storia\, la politica\, gli affetti (1925-1960) di Margherita Angelini e Davide Grippa\, Carocci 2015. Intervengono: Piero Craveri\, Lauro Rossi\, Edoardo Tortarolo\, Marcello Verga \n«Che sarà di noi\, del nostro paese\, di tutto ciò che ci è caro? […] Se vorremo\, potremo risorgere: ed è dovere anzitutto di noi\, uomini di studio\, di lavorare perché questo volere ci sia\, nei giovani almeno a cui è affidato il compito arduo!» (F. Chabod a E. Sestan\, 1944). Federico Chabod (1901-1960) è stato tra i più autorevoli studiosi di storia italiani e internazionali. Il volume raccoglie i carteggi personali dello studioso con i suoi maggiori corrispondenti\, in particolare con quelli a cui era legato da vincoli affettivi (da Carlo Levi a Gaetano Salvemini)\, di collaborazione (da Giovanni Gentile a Franco Venturi)\, editoriali (da Alberto Pirelli ad Antonio Giolitti) e politici (da Ugo La Malfa ad Alcide De Gasperi). La raccolta offre spunti di riflessione per alcuni nodi critici della storia: le due guerre mondiali\, le dittature europee e la Guerra fredda. \nMargherita Angelini è ricercatrice presso il Dipartimento di Scienze storiche\, geografiche e dell’antichità dell’Università di Padova\, dove si occupa di istituzioni culturali e storiografia italiana e tedesca nel Novecento. È autrice di Fare storia. Culture e pratiche della ricerca in Italia da Gioacchino Volpe a Federico Chabod (2012) e Transmitting Knowledge: The Professionalisation of Italian Historians (1920s-1950s) (2010). \nDavide Grippa è ricercatore presso l’Istituto storico italiano per l’Età Moderna e Contemporanea di Roma. I suoi interessi di ricerca sono rivolti all’analisi del ruolo avuto dalle emozioni nell’elaborazione della memoria storica e nella formazione del pensiero politico. Tra le sue pubblicazioni: Un antifascista tra Italia e Stati Uniti. Democrazia e identità nazionale nel pensiero di Max Ascoli (2009) ed Emozioni e controllo della memoria storica nell’Enciclopedia italiana (2012).
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SUMMARY:1914-1918. La Grande Guerra di Oliver Janz (Torino\, Einaudi\, 2014).
DESCRIPTION:Lunedì 25 maggio 2015\, alle ore 17.00\, in collaborazione con l’Istituto storico germanico di Roma\, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Palazzo Mattei di Giove – Via Michelangelo Caetani 32\, Roma)\, verrà presentato il volume 1914-1918. La Grande Guerra di Oliver Janz\, Einaudi\, 2014. Ne parlano con l’autore: Martin Baumeister\, Nicola Labanca. Coordina: Rosanna De Longis. \nLa Grande Guerra non fu soltanto il primo conflitto «totale» – capace\, cioè\, di coinvolgere e mobilitare ogni forza sociale ed enormi risorse economiche -\, ma anche la prima guerra realmente globale nella storia del mondo. Essa rappresentò non solo per l’Europa\, ma anche per molti paesi extraeuropei la «catastrofe originaria del XX secolo». Prima di allora mai nessun evento aveva cambiato la vita di così tante persone in tutti i continenti. La prima guerra mondiale dimostra quanto il mondo e il sistema di potere internazionale fossero globalizzati già nel 1914. Un disastro su vasta scala che\, a partire dai Balcani\, influenzò in maniera diretta sia i sistemi produttivi e finanziari sia l’assetto sociale e politico dei paesi che presero attivamente parte al conflitto\, dall’Europa e le sue colonie fino ai molti Stati extraeuropei. Ed è proprio a partire da questo punto di vista globale che Oliver Janz analizza gli eventi e le conseguenze di lungo periodo del conflitto. Storia politica\, economica\, militare e sociale – dai movimenti delle masse e degli eserciti alla vita quotidiana delle popolazioni -\, raccontata avvalendosi dei più recenti apporti della ricerca storiografica: un saggio innovativo che unisce al rigore della ricostruzione storica una prospettiva originale e ricca di sfaccettature. \nOliver Janz è professore di storia contemporanea alla Freie Universität di Berlino. Ha pubblicato numerosi libri e saggi dedicati alla storia della Germania e dell’Europa\, tra i quali ricordiamo: Bürger besonderer Art. Evangelische Pfarrer in Preußen (1994)\, Centralismo tra otto e novecento (1997)\, Transnationale Geschichte (2006)\, Das symbolische Kapital der Trauer (2009)\, Dolce Vita? Italienische Migranten in Deutschland (2011); Gender History in a Transnational Perspective (2014). Dirige numerosi progetti internazionali sulla prima guerra mondiale\, tra cui l’innovativa «1914-1918-online. International Encyclopedia of the First World War» (www.1914-1918-online.net).
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SUMMARY:Genere e Storia: un laboratorio internazionale di ricerca
DESCRIPTION:Venerdì 22 maggio\, alle 17.00\, presso la biblioteca di storia moderna e contemporanea\, si terrà la tavola rotonda: Genere e Storia: un laboratorio internazionale di ricerca\, a partire dal volume Nuove frontiere per la storia di genere\, Atti del V congresso nazionale della Società italiana delle storiche\, a cura di a cura di M.R. Pelizzari e L. Guidi.\nPartecipano: AdalGiso Amendola\, Angiolina Arru\, Simona Feci\, Alessandra Gissi\nCoordina: Isabelle Chabot \nLa categoria di frontiera\, al centro di questi volumi\, che hanno origine dal V Congresso della Società Italiana delle Storiche\, allude all’attraversamento di confini attuato dalla Storia di genere: i confini tra discipline\, tra privato e pubblico\, tra Occidente e altre aree del mondo\, sono indagati da ricercatrici e ricercatori di varie generazioni che si confrontano in un’ottica non più limitata ai soli soggetti femminili ma aperta alla Men’s History e agli studi LGBTQ.\nIndice:\nTOMO I\nParte I. Genere e politica\nI.A partire da Nicole Loraux: il femminile tra hybris e nomos\nII. Gender and Politics in Early Modern Europe\nIII.Identità e percorsi di donne nella sfera pubblico-politica del lungo Ottocento lombardo\nIV. Che “genere” di nazione?\nV. Modelli di genere e iniziativa femminile nella costruzione dell’Italia unita\nVI. L’ampiezza di un margine. Genere\, cittadinanza e politica nell’Italia repubblicana\nVII. Il fare politica e il fare società delle donne negli anni Settanta: voci\, esperienze\, lotte\nVIII. Il protagonismo delle donne nell’America Latina del Novecento\nIX. Le sfide del nuovo millennio in Nord Africa e Medio Oriente: gender\, dinamiche socio-culturali\, processi di trasformazione politica ed economica\nX. Impegno e militanza femminile tra le due rive del Mediterraneo: il caso della Tunisia\nXI. Donne israeliane e palestinesi fra critica\, protesta e rappresentazioni\nXII. La rappresentazione del femminile nei piani e programmi d’azione europei per le pari opportunità e la non discriminazione\nIndice dei nomi \nTOMO II\nParte II.Spazi e ruoli\nI.Archeologia delle differenze\nII. Possedere\, gestire\, governare: capacità patrimoniale e potere femminile nei secoli IX e X\nIII. Ruoli e funzioni delle donne nelle minoranze dal Medioevo all’età contemporanea\nIV. Concealed faith or double identity? “Marranism” in the 19th and 20th centuries\nV. Culture e pratiche femminili tra lavoro e sindacato\nVI. Genere e migrazioni nell’Italia del Novecento\nVII. Vita quotidiana e cultura materiale nell’Italia del dopoguerra\nVIII. Gli spazi delle donne nella criminalità organizzata meridionale tra XIX e XXI secolo: ruoli\, pratiche\, identità\nIndice dei nomi \nTOMO III\nParte III. Immaginari e linguaggi\nI. Educazione dell’élite femminile: cultura delle donne\, cultura per le donne tra tardo Medioevo e prima età moderna\nII. La memoria sovversiva: tracce e trame di vita affettiva\nIII. Ritratti femminili nella Storia\nIV. Individui e sentimenti. Alcuni case studies tra Otto e Novecento\nV. Il genere del pubblico: questioni per una storia della ricezione femminile nelle arti della scena\nVI. Immaginari corporei e rappresentazioni di genere tra danza\, scrittura e società\nVII. La storia delle donne nella storia del cinema: le pioniere italiane\nParte IV.Il corpo: discorsi e pratiche\nI. Corpo e gender. Una nuova lettura della storia sociale e culturale\nII. Il genere della violenza. Linguaggi e rappresentazioni\nIII. Corpo tra libertà e controllo pubblico nelle società contemporanee. Uno spazio di confronto per il pensiero femminista\nIV. Comportamenti sessuali nell’Italia unita\nV. Linee per una storia del movimento delle lesbiche in Italia\nVI. Medicina delle donne\, medicina per le donne dall’età moderna all’Ottocento\nVII. Curare al femminile: idee scientifiche e pratiche tra pubblico e privato (XIX-XX sec.)\nVIII. Medicalizzazione della maternità\nIX. Questioni di cittadinanza tra etica\, bioetica e diritto\nIndice dei nomi\nProfili delle Autrici e degli Autori \nNota sulle Curatrici\nLaura Guidi insegna Storia contemporanea e Storia di genere all’Università di Napoli “Federico II”. Ha pubblicato numerosi saggi e volumi su temi di storia sociale e culturale del XIX e XX secolo. È socia fondatrice della Società Italiana delle Storiche.\nMaria Rosaria Pelizzari insegna Storia contemporanea all’Università di Salerno\, dove è delegata del Rettore per le Pari Opportunità. Si interessa di Storia sociale e di Gender Studies\, in particolare della storia della violenza contro le donne e i minori tra XIX e XX secolo.
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SUMMARY:Prigionieri nei lager di Stalin e di Hitler. L'esperienza del totalitarismo nella memorialistica italiana e tedesca di Gianluca Cinelli
DESCRIPTION:Giovedì 21 maggio\, alle 17.00\, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea\, si presenta il volume di Gianluca Cinelli Prigionieri nei lager di Stalin e di Hitler. L’esperienza del totalitarismo nella memorialistica italiana e tedesca (Primalpe\, 2014).\nIntervengono: Maria Ferretti\, Anna Iuso\nCoordina: Lauro Rossi  \nIl volume ricostruisce il modo in cui\, in Italia e in Germania\, la memorialistica contribuì alla ricostruzione democratica dei due paesi e a rifondare il rapporto fra i reduci e la società\, un tentativo spesso fallito o sfruttato per speculazioni politiche. Nelle memorie\, la prigionia in Russia e l’internamento in Germania sono spesso presentati come “laboratori” di democrazia e di maturazione etica e politica\, nonostante lo shock della violenza subita nei Lager. La prigionia viene quindi come un’esperienza caratterizzata da contraddizioni e conflitti di coscienza\, che restituiscono lo spessore umano e la passione etica con cui tanti uomini riuscirono a riappropriarsi della libertà\, paradossalmente\, solo quando ne furono privati. Il confronto tra la memorialistica italiana e quella tedesca\, pressoché sconosciuta in Italia\, riporta all’attualità la riflessione sul passato del secondo conflitto mondiale in chiave europea. \nLa presentazione di Prigionieri nei Lager di Stalin e Hitler conclude il primo ciclo di incontri Scritture di guerra\, sulla memorialistica delle guerre mondiali: gli appuntamenti precedent\, il 7 e il 14 maggio\, sono stati dedicati\, rispettivamente\, al volume Avanti sempre di Nicola Maranesi\, che ha scandagliato i diari\, le memorie e gli epistolari conservati nel fondo inedito «Guerra mondiale 1914-18» dell’Archivio Diaristico Nazionale di Pieve Santo Stefano\, e al racconto autobiografico di Eugenio Armati\, Aride zolle.  \nGianluca Cinelli\, dottore di ricerca in italianistica\, già ricercatore post-doc della Fondazione Alexander von Humboldt presso l’università di Francoforte\, è autore di diverse monografie fra cui Nuto Revelli (2011) e Ermeneutica e scrittura autobiografica (2008) e collabora con l’Istituto Storico della Resistenza di Cuneo. Ha pubblicato articoli su Primo Levi\, Mario Rigoni Stern\, Nuto Revelli e Alessandro Manzoni\, nonché sulla memorialistica italiana e tedesca delle due guerre mondiali. Fra i suoi recenti lavori figurano La questione del male in Storia della colonna infame di Alessandro Manzoni (2015) e gli atti del convegno cuneese La memorialistica di prigionia dei militari italiani nella Seconda Guerra Mondiale\, apparso nel 2012 su Il presente e la storia n. 84.
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SUMMARY:Asinara. Isola piccola\, grande storia. Prigionieri e profughi della Prima guerra mondiale\, dicembre 1915-luglio1916 di Assunta Trova e Giuseppe Zichi
DESCRIPTION:Mercoledì 20 maggio 2015\, ore 17.00\, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Palazzo Mattei di Giove – Via Michelangelo Caetani 32\, Roma)\, verrà presentato il volume A\, EDES\, 2014. Intervengono: Annalisa Zanuttini\, Gabriele D’Autilia. Coordina: Lauro Rossi.\nL’album intitolato I prigionieri di guerra austriaci all’Asinara\, 18 dicembre 1915-24 luglio 1916\, conservato  nell’Archivio centrale dello Stato e pubblicato a cura di Assunta Trova e Giuseppe Zichi\, con un’analisi delle immagini di Salvatore Ligios\, comprende 51 fotografie\, 11 fra piantine\, mappe e cartine\, 3 grafici e 2 disegni. Il suo recente ritrovamento permette di  ricostruire  la drammatica esperienza dei cosiddetti  “dannati dell’Asinara” attraverso materiali documentari che illustrano la progressiva evoluzione degli insediamenti nell’isola\, dal periodo che precede l’arrivo dei prigionieri fino alla costruzione degli spazi destinati ad accogliere gli internati. Furono detenuti nell’isola oltre 20.000 prigionieri austriaci catturati nei primi mesi di guerra\, che furono decimati dalle  precarie condizioni igieniche e dal diffondersi di malattie epidemiche. L’elenco dei decessi allegato all’album testimonia l’altissima mortalità. Le foto portano poche tracce della realtà del campo\, ma\, al di là delle imposizioni dettate dalla censura e dall’ufficialità\, costituiscono una fonte che si offre a una lettura  non ingenua  delle immagini\, come sottolinea Salvatore Ligios: “La messa in posa  era una libera scelta del fotografo oppure l’esecuzione di un ordine del superiore militare o del responsabile sanitario? Il fotografo era un libero professionista o un militare addetto alla documentazione ufficiale? Che fine hanno fatto gli scatti che non sono entrati nella selezione?”. \nAssunta Trova è docente di Storia contemporanea nell’Università di Sassari. Studiosa dell’Ottocento\, si è occupata in particolare di storia della Sardegna e del Mediterraneo. Tra le sue recenti pubblicazioni\, L’ Ottocento. Dalla fusione all’Unità\, 1800-1899 (2011)\, in collaborazione\, e il volume C. Cattaneo\, Della Sardegna antica e moderna: con 56 lettere intercorse tra lo studioso e i suoi corrispondenti sardi (2010).  \nGiuseppe Zichi\, dottore di ricerca in Storia delle istituzioni e della società nell’Europa contemporanea\, ha svolto attività di ricerca presso l’Università di Sassari. Tra le sue recenti pubblicazioni\,  Sisini\, imprenditori di Sardegna (2013) e\, in collaborazione\,   Giuseppe Garibaldi. Il mito\, l’Unità d’Italia e la Sardegna (2011).
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SUMMARY:L'urlo contro il regime. Gli antifascisti italiani in Tunisia tra le due guerre di Leila El Houssi
DESCRIPTION:Lunedì 18 maggio 2015\, alle ore 17.00\, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Palazzo Mattei di Giove – Via Michelangelo Caetani 32\, Roma)\, verrà presentato il volume L’urlo contro il regime. Gli antifascisti italiani in Tunisia tra le due guerre di Leila El Houssi\, Carocci\, 2014. Ne discutono con l’autrice: Federico Cresti\, Lucia Valenzi. Coordina: Rosanna De Longis. \nIl volume affronta il tema dell’antifascismo italiano in Tunisia tra le due guerre mondiali e rimette in discussione il luogo comune secondo cui la numerosa collettività italiana presente nel paese nordafricano fosse totalmente schierata col regime fascista. In realtà\, contro la dittatura di Mussolini e la sua propaganda sorse una corrente di opposizione i cui protagonisti furono membri dell’élite borghese liberale di appartenenza massonica\, militanti del movimento anarchico\, esponenti della classe operaia organizzata nei partiti della sinistra socialista e comunista e aderenti a Giustizia e Libertà. Nacque così un dinamico laboratorio politico animato da giovani italo-tunisini che vide nei primi anni Trenta la costituzione della sezione tunisina della Lega italiana dei diritti dell’uomo (LIDU) e\, in seguito\, l’apporto di personalità politiche come Velio Spano e Giorgio Amendola inviati dal Centro estero del PCI per dare respiro internazionale al movimento antifascista di Tunisia. Le vicende di questo nucleo antifascista sono state ricostruite attraverso l’analisi della stampa\, della memorialistica e di una vasta documentazione reperita negli archivi tunisini\, italiani e francesi. \nLeila El Houssi si occupa di storia\, culture e questioni di genere nel Nord Africa in età contemporanea. Coordinatrice scientifica e docente del Master Mediterranean Studies presso il Dipartimento di Scienze politiche e sociali dell’Università di Firenze\, è autrice di numerosi saggi pubblicati in volumi e periodici italiani e stranieri. Nel 2013 ha pubblicato Il risveglio della democrazia. La Tunisia dall’indipendenza alla transizione.
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SUMMARY:Todo cambia. Figli di desaparecidos e fine dell'impunità in Argentina\, Cile e Uruguay di Gennaro Carotenuto
DESCRIPTION:Venerdì 15 maggio 2015\, alle ore 17.00\, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Palazzo Mattei di Giove – Via Michelangelo Caetani 32\, Roma)\, verrà presentato il volume Todo cambia. Figli di desaparecidos e fine dell’impunità in Argentina\, Cile e Uruguay di Gennaro Carotenuto\, Le Monnier\, 2015. Ne discutono con l’autore: Lucia Ceci\, Maria Rosaria Stabili. Coordina: Claudio Tognonato. \nCosa hanno in comune Sofia Prats\, figlia di un alto ufficiale dell’Esercito cileno\, e Jessica Tapia\, figlia di un minatore comunista? Entrambi i loro padri furono assassinati da Augusto Pinochet e dal Terrorismo di Stato delle dittature latinoamericane. Attraverso la storia orale\, la metodologia che aiuta a capire come le persone comuni abbiano affrontato i grandi passaggi delle loro epoche\, leggiamo le testimonianze originali\, a volte drammatiche\, a volte serene\, su come i figli dei desaparecidos in Argentina\, Cile e Uruguay abbiano preso in mano le loro vite. La storiografia serve così a sciogliere stereotipi consolidati sul Continente. “Todo cambia”\, come canta Mercedes Sosa. Decenni di lotte per la verità e la giustizia fanno sì che oggi molti dei torturatori e assassini che negli anni Settanta aprirono le vene dell\’America latina\, dopo processi esemplari\, qui studiati attraverso fonti giudiziarie inedite\, stiano pagando per i loro crimini suturando le ferite di una società intera. \nGennaro Carotenuto insegna World History all\’Università di Macerata. È stato tra l\’altro Research Fellow presso l\’Istituto di Alti Studi sull\’America Latina dell\’Università Parigi 3 Sorbona e Teaching Fellow all\’Università di Montevideo e all\’Università Bocconi di Milano.
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SUMMARY:Per il ciclo "Scritture di guerra": Aride zolle\, di Eugenio Armati
DESCRIPTION:Giovedì 14 maggio 2015\, alle ore 17.00\, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Palazzo Mattei di Giove – Via Michelangelo Caetani 32\, Roma)\, verrà presentato il volume di Eugenio Armati\, Aride zolle (Città di Castello\, LuoghInteriori\, 2014). Intervengono: Agostino Bistarelli\, Simona Lunadei\, Lucia Strappini. Coordina: Rosanna De Longis.  \nIn Aride zolle Eugenio Armati (1911-1989)\, creando il personaggio di Stato Civile\, ha trasposto in forma narrativa le sue esperienze di guerra\, nel viaggio forzato che lo portato – tra il 1939 e il 1943 – come “fante tra i fanti” in diversi luoghi dell’Italia\, della Jugoslavia e dell’Unione Sovietica. Partito per il fronte russo il 30 novembre 1941\, è tornato in Italia con il terzo e ultimo avvicendamento il 15 novembre 1942.\nIl vero diario di quel periodo è andato perduto in un bombardamento\, ma la ricca corrispondenza intercorsa sia con la fidanzata e poi moglie sia con gli amici è testimone di questa “narrativa vissuta”. \nLa presentazione è il secondo appuntamento del ciclo di incontri Scritture di guerra\, che proseguirà il 21 maggio con la discussione sul libro di Gianluca Cinelli\, Prigionieri nei Lager di Hitler e di Stalin. L’esperienza del totalitarismo nella memorialistica italiana e tedesca.  \nEugenio Armati\, tipografo-compositore prima a Todi e poi a Roma\, ha nutrito una forte passione per la scrittura. Ha lasciato alcuni racconti per bambini e ragazzi\, numerose lettere e un manoscritto\, da lui intitolato Aride zolle che le figlie\, rispettando integralmente il testo\, hanno trascritto per la stampa.
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SUMMARY:Dalla rivoluzione al governo. La sinistra di Antonio Mordini nell’età della Destra (1861-1869) di Christian Satto
DESCRIPTION:Martedì 12 maggio 2015\, alle ore 17.00\, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Palazzo Mattei di Giove – Via Michelangelo Caetani 32\, Roma)\, verrà presentato il volume Dalla rivoluzione al governo. La sinistra di Antonio Mordini nell’età della Destra (1861-1869) di Christian Satto\, FrancoAngeli\, 2014. Ne discutono con l’autore: Zeffiro Ciuffoletti\, Giuseppe Monsagrati. Coordina: Lauro Rossi. \nIl percorso attraverso il quale la Sinistra storica si trasformò in opposizione costituzionale fu complesso e comportò crisi di coscienza e riserve mentali non facili da superare. Antonio Mordini fu tra i primi a rendersi conto della necessità di dare una risposta al problema della natura non pienamente costituzionale dell’opposizione\, operando prima dall’interno della Sinistra\, poi fondando il “Terzo partito”. Questo studio si propone di indagare l’idea di opposizione costituzionale che Mordini propugnò negli anni 1861-1869. Nella sua ottica la Sinistra doveva diventare un cardine di stabilità per il sistema politico e un’alternativa alla Destra per il governo. Chi non accettava la legalità sancita dai plebisciti del 1860 doveva “risegnare il proprio mandato\, presentare la propria renunzia e ritirarsi dal Parlamento”. Il vero scopo della Sinistra doveva essere “convertire la minorità in maggiorità”\, abbandonando l’azione extra legale. L’opera del deputato toscano permette di comprendere meglio alcune dinamiche che accompagnarono il pieno inserimento della Sinistra nel sistema politico postunitario. \nChristian Satto è allievo del corso di perfezionamento in discipline storiche della Scuola Normale Superiore e si occupa di storia politica dell’Ottocento italiano. Fra i suoi contributi recenti: “Per religioso convincimento”: il ruolo di Roberto d’Azeglio nell’emancipazione dei “dissidenti” subalpini\, in “Annali della Scuola Normale Superiore di Pisa. Classe di Lettere e Filosofia”\, Serie 5\, 2013
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SUMMARY:Voci della vittoria. La memoria sonora della Grande Guerra di Piero Cavallari\, Antonella Fischetti
DESCRIPTION:Venerdì 8 maggio 2015\, ore 17.00\, con la collaborazione della Biblioteca di storia moderna e contemporanea\, presso l’Auditorium dell’Istituto centrale per i beni sonori e audiovisivi (Palazzo Mattei di Giove – Via Michelangelo Caetani 32\, Roma)\, verrà presentato il volume Voci della vittoria. La memoria sonora della Grande Guerra di Piero Cavallari\, Antonella Fischetti\, Donzelli\, 2014. Concerto di Sara Modigliani con il gruppo L’albero della libertà e ascolto di dischi originali su grammofoni d’epoca. Interviene: Marino Sinibaldi. Saranno presenti gli autori. \nLa Grande guerra è stato il primo conflitto del nostro paese di cui si conservi una memoria «sonora». Fin da subito si avvertì l’esigenza di salvaguardare il ricordo della tragedia appena vissuta attraverso il marmo dei monumenti o la carta e l’inchiostro delle memorie dei soldati. Ci fu chi però ebbe l’idea di affidare alla voce\, a cui è legata così intimamente l’identità di ciascuno di noi\, e alla parola dei protagonisti il compito di preservare e tramandare quella vittoria tanto discussa: tra il 1924 e il 1925\, Rodolfo De Angelis\, eclettica figura di artista\, pensò di raccogliere le voci di coloro che avevano svolto un ruolo di primo piano nella guerra\, invitandoli a declamare i propri celebri discorsi. Sarà questa discoteca\, la raccolta La Parola dei Grandi\, a costituire il nucleo della Discoteca di Stato che verrà istituita nel 1928. Quelle «voci storiche» (qui riunite nel cd allegato) sono una fonte di importanza unica: le parole di Luigi Cadorna\, Armando Diaz\, accanto a quelle di Vittorio Emanuele Orlando (la più antica registrazione di un primo ministro italiano) o di Luigi Pirandello\, costituiscono una preziosa testimonianza. Si pensi\, ad esempio\, al documento di Cadorna: il generale non era certo felice di passare alla storia per il bollettino di Caporetto; e così\, alla fine della lettura del testo originale\, aggiunge una postilla in cui rimarca il successo finale della guerra\, con l’intento di «attenuare» la tragicità di quella disfatta. Oltre a offrirci l’affresco di un’epoca (e il modo in cui venne allora «metabolizzata» la guerra)\, la raccolta si presenta come una galleria di «autoritratti sonori»\, nei quali alcuni dei personaggi che hanno fatto la nostra storia riflettono su se stessi e\, scegliendo una particolare sfumatura\, adottando un determinato accento\, marcando una parola più di un’altra\, di se stessi e delle proprie imprese tratteggiano il quadro che ritengono il più adeguato da lasciare in eredità agli italiani che verranno.  \nIl volume è corredato da un cd che contiene le «voci» di: Luigi Cadorna\, Enrico Caviglia\, Pietro Badoglio\, Armando Diaz\, Guglielmo Pecori-Giraldi\, Paolo Thaon di Revel\, Gaetano Giardino\, Emanuele Filiberto duca d’Aosta\, Vittorio Emanuele Orlando\, Tommaso Tittoni\, Carlo Delcroix\, Filippo Tommaso Marinetti\, Luigi Pirandello\, Trilussa.  \nPiero Cavallari e Antonella Fischetti\, studiosi di storia contemporanea\, lavorano all’Istituto centrale per i beni sonori e audiovisivi.
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SUMMARY:Avanti sempre. Emozioni e ricordi della guerra di trincea\, 1915-1918 di Nicola Maranesi
DESCRIPTION:Giovedì 7 maggio 2015\, ore 17.00\, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Palazzo Mattei di Giove – Via Michelangelo Caetani 32\, Roma)\, verrà presentato il volume Avanti sempre. Emozioni e ricordi della guerra di trincea\, 1915-1918 di Nicola Maranesi (Il Mulino\, 2014). Ne parlano con l’autore: Fortunato Minniti\, Lidia Piccioni.Casa\, centro di addestramento e smistamento\, retrovia\, trincea di massima resistenza\, trincea di prima linea\, trincea avanzata\, terra di nessuno. Nel corso della Prima guerra mondiale furono circa quattro milioni e duecentocinquantamila i soldati italiani direttamente impegnati nelle operazioni belliche. Partirono da tutta la penisola per contrapporsi al nemico\, l’esercito austriaco\, su un fronte che si estendeva per circa cinquecento chilometri\, dal confine con la Svizzera fino al Mare Adriatico. Non fu questo\, però\, l’unico cammino che gli uomini in età di leva condivisero durante i lunghi mesi di ostilità. È infatti possibile ripercorrere le tappe di un percorso emotivo\, scandito dagli stati d’animo vissuti dai soldati durante la permanenza al fronte: presa di coscienza\, inquietudine\, smarrimento\, sconforto\, agitazione\, paura\, rassegnazione\, terrore\, annichilimento\, volontà di vivere. Per ricostruire questo «viaggio interiore» Nicola Maranesi ha scandagliato i diari\, le memorie e gli epistolari conservati nel fondo inedito «Guerra mondiale 1914-18» dell’Archivio Diaristico Nazionale di Pieve Santo Stefano e ha intrecciato le diverse testimonianze in un volume che dà voce a chi visse in prima persona l’esperienza della Grande Guerra: racconti vivi e impressionanti\, che continuano a rivelare aspetti inediti della vita quotidiana dei soldati\, dal momento dell’arrivo in trincea fino a quello\, per chi ha potuto viverlo\, del ritorno a casa.La presentazione di Avanti sempre inaugura il ciclo di incontri Scritture di guerra\, sulla memorialistica delle guerre mondiali: i successivi appuntamenti\, il 14 e il 21 maggio p.v.\, saranno dedicati\, rispettivamente\, al racconto autobiografico di Eugenio Armati\, Aride zolle\, e al volume di Gianluca Cinelli\, Prigionieri nei Lager di Hitler e di Stalin. L’esperienza del totalitarismo nella memorialistica italiana e tedesca. Nicola Maranesi\, giornalista\, fa parte della direzione artistica del Premio Pieve Saverio Tutino. Coordina il «Progetto Grande Guerra» della Fondazione Archivio Diaristico Nazionale ed è responsabile per l’Archivio del progetto «La Grande Guerra\, i diari raccontano»\, in collaborazione col Gruppo «L’Espresso». 
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SUMMARY:Arnaldo Momigliano a Radio Londra - 1941-1945
DESCRIPTION:Mercoledì 6 maggio 2015 alle ore 16.30\, nella Sala conferenze presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Palazzo Mattei di Giove – Via Michelangelo Caetani 32\, Roma)\, in collaborazione con l’Istituto storico italiano per l’età moderna e contemporanea\, Riccardo Di Donato terrà una conferenza dal titolo “Arnaldo Momigliano a Radio Londra – 1941-1945”. Intervengono: Arnaldo Marcone\, Paolo Peluffo\, Marcello Verga. \n“Nel luglio del 1999\, le soffitte della casa londinese di Arnaldo Momigliano hanno restituito manoscritti e dattiloscritti di trenta interventi dello storico dell’antichità esule a Oxford\, composti tra il 1941 e il 1945\, per le trasmissioni di propaganda di Radio Londra\, cui collaboravano gli esponenti del movimento antifascista Free Italy – Libera Italia\, in cui erano attivi\, tra gli altri\, Umberto Calosso\, Elio Nissim\, Ruggero Orlando e i fratelli Paolo e Piero Treves.\nDi questi trenta testi\, tre soltanto erano noti\, in quanto conservati negli Archivi della BBC\, compresi nell’inventario reso pubblico nel 1976 e quindi pubblicati in Belfagor con il titolo Conversazioni sul nazismo\, subito dopo la morte di Momigliano\, alla fine del 1987.\nI testi permettono di apprezzare un aspetto non conosciuto della personalità dello storico piemontese e ci fanno leggere in forma diretta l’espressione di quei pensieri sul presente\, che andavano finora cercati in filigrana entro gli scritti di storia antica\, in particolare in quelli composti nel medesimo periodo\, pervenuti in modo frammentario e in massima parte concentrati intorno al tema del libro che Momigliano non arrivò a scrivere\, negli anni dell’esilio\, su Pace e libertà nel mondo antico”. Riccardo Di Donato (la Repubblica\, 18.10.2008) \nRiccardo Di Donato\, docente di Letteratura Greca presso l’Università di Pisa\, si è formato come filologo classico e come studioso di storia della cultura presso la Scuola Normale Superiore di Pisa\, sotto la guida di Aurelio Peretti e di Arnaldo Momigliano. La sua produzione scientifica segue distinti filoni: a. epica greca arcaica e altri aspetti della cultura letteraria\, linguistica e religiosa dei Greci dell’età arcaica e classica; b. formazione dello statuto teoretico della antropologia storica del mondo antico attraverso studi sulla cultura francese ed europea del XIX-XX secolo; c. aspetti della cultura italiana del secolo XX (A. Momigliano\, E. De Martino\, M.Untersteiner; S. Timpanaro) con molte pubblicazioni. Custodisce l’Archivio A. Momigliano e le Archives Louis Gernet. Ha concluso il lungo lavoro condotto sulle carte di A. Momigliano con la pubblicazione del Decimo Contributo alla storia degli studi classici e del mondo antico.
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SUMMARY:Mondine in campo. Dinamiche e retoriche di un lavoro del Novecento di Barbara Imbergamo
DESCRIPTION:Lunedì 4 maggio 2015\, alle ore 17.00\, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Palazzo Mattei di Giove – Via Michelangelo Caetani 32\, Roma)\, verrà presentato il volume Mondine in campo. Dinamiche e retoriche di un lavoro del Novecento di Barbara Imbergamo\, editpress\, 2015. Ne discutono con l’autrice: Letizia Cortini\, Simone Misiani\, Enrico Pugliese.Durante l’incontro saranno proiettati brani dal film Di madre in figlia di Andrea Zambelli (Rossofuoco\, 2008\, 82’)Vincitore Premio Gisa Giani 2014La vita\, il lavoro\, le lotte delle mondine tra la fine dell’Ottocento e i primi anni Sessanta. La storia di una delle figure più note del mondo del lavoro contemporaneo indagata nel periodo in cui quel lavoro ebbe carattere nettamente femminile e dimensione di massa. Lo sguardo è attento a rintracciare continuità e discontinuità\, a ricostruire le fasi attraverso le quali poverissime braccianti divennero lavoratrici rispettate e consapevoli dei propri diritti. Mondine in campo si sofferma sullo stereotipo della mondina: sfruttata\, combattiva\, ma anche bella e trasgressiva. Attraverso fonti narrative e iconografiche\, che si affiancano a quelle più tipicamente storiografiche\, analizza il ruolo che rappresentazioni e narrazioni hanno avuto nel costruire questa figura\, nel determinarne percezioni identitarie\, comportamenti e proiezioni politiche\, e le conseguenze che queste costruzioni narrative hanno avuto nel miglioramento delle loro condizioni di lavoro. Il risultato è la storia dinamica e sfaccettata di una icona del lavoro del novecento.Barbara Imbergamo\, un dottorato in storia contemporanea\, si occupa di inclusione dei cittadini nelle politiche pubbliche. Ha all’attivo diversi saggi in volumi collettanei e riviste\, il più recente dei quali è Riflessioni di una lavoratrice autonoma al giorno d’oggi\, in M.T. Mori\, A. Pescarolo\, A. Scattigno\, S. Soldani (a cura di)\, Di generazione in generazione. Le italiane dall’Unità a oggi\, (2014).
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SUMMARY:Il melodramma della nazione. Politica e sentimenti nell’età del Risorgimento di Carlotta Sorba
DESCRIPTION:Mercoledì 29 aprile 2015\, alle ore 17.00\, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Palazzo Mattei di Giove – Via Michelangelo Caetani 32\, Roma)\, verrà presentato il volume Il melodramma della nazione. Politica e sentimenti nell’età del Risorgimento di Carlotta Sorba\, Laterza\, 2015. Ne discutono con l’autrice: Gabriele Pedullà\, Lucy Riall\, Simonetta Soldani. \n«Qui stretti in famiglia giuriamo guerra eterna di sterminio a quelle belve vestite di umana forma\, ai crudeli che questa terra dilaniano che\, non sazi dei nostri tesori\, il sangue stesso ci succhiano. Vendetta! Vendetta! Lo giuriamo!». È una pagina di unmélodel 1848\, dove una giovinetta di forte tempra morale giura di combattere il nemico austriaco che opprime\, sevizia\, perseguita la patria succube da secoli dello straniero.\nUna straordinariaesaltazione percorre in Italia le battaglie risorgimentali\, mentre il lessico delle emozioni e dei sentimenti invade la politica. Persino i più moderati tra i patrioti utilizzano linguaggi\, narrazioni\, gestualità che risuonano di enfasi e di estremismo etico e si richiamano a quella immaginazione melodrammatica che\, dalla fine del Settecento\, attraversa in tutta Europa il teatro e la letteratura di finzione. È dunque sulle scene di Parigi\, di Londra e di Milano che inizia il percorso di questo volume\, perché è lì che per la prima volta si propongono testi insieme lacrimevoli e spettacolari\, adatti a un pubblico largo e non acculturato. Ma è nell’Italia del 1848 che il melodramma della nazione esprime al meglio le sue potenzialità\, permeando di sé i discorsi e la comunicazione politica\, come le pratiche e i corpi dei patrioti\, in un crescendo di pathos e teatralità.\nBasandosi su una documentazione inconsueta – romanzi e testi teatrali minori\, storie d’Italia narrate al popolo\, giornali di moda e di teatro\, materiali di propaganda – Carlotta Sorba esplora l’intreccio tra politica e mélo\, gettando una luce nuova sugli strumenti espressivi della politica moderna e sulle loro radici storiche. \nCarlotta Sorba insegna Storia dell’Ottocento e Storia e teoria culturale all’Università di Padova\, dove dirige il Centro interuniversitario di storia culturale (CSC). Ha scritto saggi e curato volumi sui rapporti tra teatro\, musica e società nell’Ottocento italiano ed europeo\, tema a cui ha dedicato anche Teatri. L’Italia del melodramma nell’età del Risorgimento (Bologna 2001).
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SUMMARY:Archivi delle donne. Prospettive\, problemi\, sfide\, a partire dalla pubblicazione del volume\, a cura di Paola Novaria e Caterina Ronco\, Archivi delle donne in Piemonte. Guida alle fonti
DESCRIPTION:Giovedì 23 aprile alle ore 17.00\, in collaborazione con la Casa Internazionale delle donne\, Archivia e la SIS (Società Italiana delle Storiche)\, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Palazzo Mattei di Giove – Via Michelangelo Caetani 32\, Roma)\, si terrà una tavola rotonda sul tema Archivi delle donne. Prospettive\, problemi\, sfide\, a partire dalla pubblicazione del volume a cura di Paola Novaria e Caterina Ronco Archivi delle donne in Piemonte. Guida alle fonti\, Centro Studi Piemontesi\, 2014. Intervengono: Gabriella Nisticò\, Paola Novaria\, Silvia Trani\, Manola Ida Venzo. Coordina: Elena Petricola. \nL’Archivio delle Donne in Piemonte\, come altre iniziative ed esperienze analoghe\, è nato dal riconoscimento del valore collettivo della storia delle donne e dalla necessità di conservarne la memoria\, bene comune per il territorio. Il volume a cura di Paola Novaria e Caterina Ronco Archivi delle donne in Piemonte. Guida alle fonti fa parte della collana “Archivi e Biblioteche in Piemonte”\, promossa dall’amministrazione regionale in collaborazione con il Centro Studi Piemontesi\, e propone l’elenco di tutti gli archivi di singole donne e associazioni femminili del Piemonte; ad ognuno di essi è dedicata una scheda con collocazione e contenuti. \nIndice: Presentazione. Eugenio Pintore\, Gli archivi delle donne: una ricchezza di genere. Dimitri Brunetti\, Prefazione. Daniela Caffaratto\, Prefazione. Elena Petricola\, Per Caterina Ronco\, Archivi delle donne in Piemonte. Un incrocio di mappe e di sguardi. Archivio delle Donne in Piemonte\, Considerazioni archivistiche a margine di un censimento di fondi. Linda Giuva\, Non solo polvere. Soggettività e archivi. Paola Di Cori. Guida alle fonti per la storia delle donne in Piemonte.\nCompletano l’opera una ricca bibliografia (suddivisa in Archivi\, fondi\, inventari; Memorialistica; Studi e ricerche) e gli indici dei nomi di persona e dei nomi di associazioni\, gruppi e movimenti. \nLa recente pubblicazione del volume ha offerto lo spunto per un confronto sui luoghi di documentazione archivistica per la storia di genere in Italia.\nAl dibattito parteciperanno Gabriella Nisticò\, presidente di ARCHIVIA (Roma)\, Elena Petricola\, storica\, co-delegata dell’Archivio delle Donne in Piemonte\, Paola Novaria\, responsabile dell’Archivio storico dell’Università di Torino\, Silvia Trani\, archivista\, specialista di archivi militari\, Manola Ida Venzo\, funzionaria dell’Archivio di Stato di Roma.
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SUMMARY:Bambine e bambini nel tempo («Genesis. Rivista della Società italiana delle storiche» 2014/2)\, a cura di Stefania Bernini e Adelisa Malena.
DESCRIPTION:Giovedì 16 aprile alle ore 17.00\, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Palazzo Mattei di Giove – Via Michelangelo Caetani 32\, Roma)\, verrà presentato il volume Bambine e bambini nel tempo (numero monografico 2014/2 di «Genesis. Rivista della Società italiana delle storiche».\nIntervengono: Marina d’Amelia\, Costanza Jesurum\, Domenico Rizzo. Coordina: Benedetta Borello. \n“Sviluppatasi nell’alveo della nuova storia sociale\, l’obiettivo della storia dell’infanzia è stato fin dalle sue origini quello di dar voce a protagonisti rimasti per lungo tempo ai margini della “Storia”. Nonostante le alterne vicende della disciplina\, le discussioni metodologiche che la attraversano e le difficoltà oggettive di scrivere la storia dei più giovani\, a partire dal problema delle fonti\, dagli anni ’60 a oggi bambine e bambini si sono affermati come soggetti storici essenziali alla comprensione del passato. La data di nascita della storia dell’infanzia viene fatta con- venzionalmente coincidere con la pubblicazione di L’Enfant et la vie familiale sous l’ancien régime. Nonostante i noti limiti metodologici dello studio di Ariès\, infatti\, il libro ebbe l’indubbio e dirompente merito di storicizzare l’infanzia\, dimostrando che essa doveva essere con- siderata non come un fenomeno “naturale” o “universale”\, bensì come un fatto storico\, e come tale legato alle specificità dei contesti […]. Sappiamo oggi che i bambini non sono stati “scoperti” fra il XVI e il XVII secolo\, e che concezioni specifiche dell’infanzia possono essere rintracciate nel corso dell’intera storia umana. L’accumularsi della ricerca storica sembra confermare che la cifra principale dell’infanzia (come idea e come esperienza) risiede proprio nella sua molteplicità\, da indagare all’intersezione di classe\, etnia\, religione\, situazione familiare e\, inevitabilmente\, genere”(Dall’Introduzione di S. Bernini e A. Malena).  \nStefania Bernini\, lecturer di Storia europea nell’University of New South Wales\, Sydney\, si è occupata di storia della famiglia e storia di genere\, e ha pubblicato\, tra l’altro\, Family Life and Individual Welfare in Postwar Europe (2007).\nAdelisa Malena\, docente di Storia moderna presso l’Università Ca’ Foscari’ di Venezia\, si occupa di storia religiosa e di storia di genere. Autrice\, fra l’altro\, del volume L’ eresia dei perfetti: inquisizione romana ed esperienze mistiche nel Seicento italiano (2003)\, ha curato i numeri monografici di «Genesis» Conversioni (con Giulia Calvi) e Donne in famiglia nell’alto medioevo (con Cristina La Rocca).
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SUMMARY:Non era una donna\, era un bandito. Rita Rosani\, una ragazza in guerra\, di Livio Isaak Sirovich
DESCRIPTION:Martedì 14 aprile 2015\, ore 17.00\, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Palazzo Mattei di Giove – Via Michelangelo Caetani 32\, Roma)\, in collaborazione con l?Unione delle comunità ebraiche italiane e il Centro di Cultura Ebraica\, verrà presentato il volume Non era una donna\, era un bandito. Rita Rosani\, una ragazza in guerra di Livio Isaak Sirovich\, Cierre\, 2014. Ne parlano con l?autore: Annabella Gioia\, Marcello Pezzetti. Coordina: Lauro Rossi. Letture a cura di Elena Bono\, interpretate da Manola Rotunno \n«Cosa pensò Rita\, la giovane maestra ebrea dai capelli rossi\, quando nel mirino del moschetto vide i nazifascisti venirle addosso? Perché era rimasta indietro a sparare\, mentre gli altri partigiani\, incluso il suo uomo\, si erano dati alla fuga? Aveva forse saputo che il suo ex fidanzato era stato ammazzato ad Auschwitz? Non voleva più vivere nell?Italia avvelenata dalle leggi razziali? Una storia vera\, piena di ombre\, con domande cui nemmeno un processo per omicidio e una medaglia d?oro ? l?unica\, concessa a un?italiana morta in combattimento ? riescono a dare risposta definitiva. Le vicende di Rita e dei due uomini della sua vita: ?Kubi?\, un triestino di origine polacca di cui l?Autore trova le ultime appassionate lettere in Abruzzo in un palazzotto in rovina\, e il colonnello Ricca\, un reduce di Russia guascone e tombeur de femmes. Tre vite nella tempesta\, nelle quali è impossibile non immedesimarsi». Paolo Rumiz \nLivio Isaak Sirovich è nato a Trieste nel 1949\, da madre ebrea lituano-tedesca e da padre di antica origine dalmata. Ha scritto: Cari\, non scrivetemi tutto. Gli Isaak\, una famiglia in trappola fra Hitler e Stalin (1995)\, Cime Irredente. Un tempestoso caso storico alpinistico (1996)\, a quattro mani con Fabrizio Martini Il Tinisa (1983) e La notte delle faville (2007). Lavora come ricercatore dell’Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale (OGS) di Trieste.
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SUMMARY:Oltre il magnetofono. Fonti orali\, storiografia\, generazioni
DESCRIPTION:Venerdì 10 aprile 2015\, ore 15.30 presso la Sala Auditorium dell’Istituto centrale per i beni sonori e audiovisivi (Palazzo Mattei di Giove – Via Michelangelo Caetani 32\, Roma)\, in collaborazione con la Biblioteca di storia moderna e contemporanea\, si terrà una tavola rotonda in occasione della pubblicazione del numero monografico di “Italia contemporanea” (n. 275/2014)\, Oltre il magnetofono. Fonti orali\, storiografia\, generazioni\, a cura di Andrea Brazzoduro e Alessandro Casellato\, Franco Angeli\, 2014. Intervengono: Beppe De Sario\, Stefania Ficacci\, Olivia Fiorilli\, Damiano Garofalo\, Jessica Matteo\, Giovanni Pietrangeli\, Paola Stelliferi\, Ulrike Viccaro. Coordina: Bruno Bonomo. Saranno presenti i curatori \nL’idea di organizzare una tavola rotonda a partire dalla pubblicazione\, sul fascicolo di “Italia contemporanea”\, dei risultati del seminario dell’Associazione italiana di storia orale (Aiso) tenutosi a Firenze il 7 marzo 2013 nasce dalla voglia di sollecitare un confronto tra giovani storiche e storici sui metodi\, gli indirizzi e le questioni teoriche che le fonti orali pongono alla ricerca sull’età contemporanea nel momento in cui queste\, come scrivono i curatori\, “non sono più una presenza anomala e marginale\, quanto uno degli strumenti più vitali\, diffusi e in molti casi imprescindibili”. \nAndrea Brazzoduro\, dottore di ricerca in Storia contemporanea alla Sapienza Università di Roma e alla Université Paris X (Institut d’histoire du temps présent)\, nel 2012 ha pubblicato Soldati senza causa. Memorie della guerra d’Algeria. \nAlessandro Casellato\, ricercatore di Storia contemporanea all’Università di Venezia\, si è occupato di storia sociale e politica otto e novecentesca\, di storia orale e scrittura autobiografica\, pubblicando numerosi saggi in monografie e riviste specializzate.
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SUMMARY:Per via di terra. In treno da Hanoi a Mosca
DESCRIPTION:Giovedì 9 aprile 2015\, ore 17.00\, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Palazzo Mattei di Giove – Via Michelangelo Caetani 32\, Roma)\, verrà presentato il volume Per via di terra. In treno da Hanoi a Mosca di Massimo Loche\, Voland\, 2014. Ne parlano con l’autore: Maria Ferretti\, Giorgio Zanchini. Coordina: Rosanna De Longis. \nNovembre 1974. Il giornalista Massimo Loche\, allora corrispondente da Hanoi per “l’Unità”\, sceglie per viaggiare un mezzo inusuale: il treno. Parte dal Vietnam\, attraversa la Cina di Mao per arrivare a Mosca\, nell’Unione Sovietica di Brežnev. Un itinerario irto di complicazioni e difficoltà di ogni tipo\, in carrozze a quel tempo lussuose\, popolate da marinai romeni e intellettuali jugoslavi\, attrici del cinema mongolo e diplomatici avventurosi. Alla scoperta di un mondo che oggi non esiste più ma che è rimasto nell’immaginario di tutti.. \nMassimo Loche è giornalista e ha collaborato con numerose testate. Per “l’Unità” è stato corrispondente in Algeria e Vietnam negli anni ’70. Ha poi lavorato a “Rinascita” e all’“Espresso” occupandosi di politica internazionale e all’“Unione sarda” di cui è stato direttore. In seguito ha lasciato la carta stampata per la televisione lavorando prima al Tg3\, e poi come corrispondente da New York. Dal 2000 al 2005 è stato vicedirettore di Rainews 24. Oggi si dedica prevalentemente a trasmettere le sue conoscenze ai giovani insegnando in diversi corsi di giornalismo.
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SUMMARY:Eroi e poveri diavoli della Grande Guerra
DESCRIPTION:Mercoledì 8 aprile 2015\, ore 17.00\, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Palazzo Mattei di Giove – Via Michelangelo Caetani 32\, Roma)\, verrà presentato il volume Eroi e poveri diavoli della Grande Guerra di Paolo Brogi\, Imprimatur\, 2014. Ne parlano con l’autore: Nicola Maranesi\, Nicola Tranfaglia. \nChi sono stati nella vita di tutti i giorni gli “eroi” della Grande Guerra? Come andarono al fronte\, che cosa scrivevano\, che cosa hanno lasciato dietro di sé i protagonisti più conosciuti della prima guerra mondiale? Gli “eroi” raccontati da Brogi passano dall’interventismo estremo del bersagliere-ciclista Enrico Toti\, all’irredentismo di Cesare Battisti\, Fabio Filzi\, Damiano Chiesa\, ai letterati prestati al fronte come Renato Serra e Scipio Slataper\, per arrivare ai giovanissimi come Roberto Sarfatti figlio di Margherita\, nota come la prima amante di Mussolini. E ancora ecco Alberto Cadlolo\, Giacomo Venezian\, il Milite Ignoto. Ma anche gli Arditi e poi gli Arditi del Popolo con Guido Picelli. Ci sono pure le medaglie d’oro al valore militare\, da Francesco Baracca agli altri “assi” della nascente aviazione italiana come Pier Ruggero Piccio\, Fulco Ruffo di Calabria\, Silvio Scaroni\, all’umbro Venanzio Gabriotti che si guadagnò quattro medaglie d’argento e bronzo e che quella d’oro l’ha infine aggiunta nel 1944 facendosi fucilare dai nazifascisti come membro della Resistenza. Le figure più conosciute e quelle meno note\, compresi gli esempi di eroismo dalla parte austriaca\, come Sepp Innerkofler\, sono qui rivisitati con gli strumenti critici dell’oggi. La guerra\, però\, non produsse solo eroi ma anche folli e l’ultima parte di questo lavoro racchiude una ricca rassegna sui soldati usciti di senno nella Grande Guerra e rinchiusi nei manicomi d’Italia\, un esercito di matti composto da 40 mila reclute provenienti dagli orrori del fronte\, attraverso una ricerca su documenti inediti come le cartelle cliniche rintracciate nell’archivio dell’ospedale psichiatrico di Cogoleto a Genova. \nPaolo Brogi\, giornalista\, ha lavorato a “Reporter”\, “L’Europeo” e al “Corriere della sera”. Tra le sue più recenti pubblicazioni La lunga notte dei Mille (Aliberti\, 2011); Uomini e donne del Sud: ritratti di vite straordinarie e dell\’orgoglio meridionale (Imprimatur\, 2012).
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