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SUMMARY:Caro Chabod. La storia\, la politica\, gli affetti (1925-1960)\, di Margherita Angelini e Davide Grippa
DESCRIPTION:Mercoledì 27 maggio 2015 alle ore 17.00\, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Palazzo Mattei di Giove – Via Michelangelo Caetani 32\, Roma)\, in collaborazione con l’Istituto storico italiano per l’età moderna e contemporanea\, verrà presentato il volume Caro Chabod. La storia\, la politica\, gli affetti (1925-1960) di Margherita Angelini e Davide Grippa\, Carocci 2015. Intervengono: Piero Craveri\, Lauro Rossi\, Edoardo Tortarolo\, Marcello Verga \n«Che sarà di noi\, del nostro paese\, di tutto ciò che ci è caro? […] Se vorremo\, potremo risorgere: ed è dovere anzitutto di noi\, uomini di studio\, di lavorare perché questo volere ci sia\, nei giovani almeno a cui è affidato il compito arduo!» (F. Chabod a E. Sestan\, 1944). Federico Chabod (1901-1960) è stato tra i più autorevoli studiosi di storia italiani e internazionali. Il volume raccoglie i carteggi personali dello studioso con i suoi maggiori corrispondenti\, in particolare con quelli a cui era legato da vincoli affettivi (da Carlo Levi a Gaetano Salvemini)\, di collaborazione (da Giovanni Gentile a Franco Venturi)\, editoriali (da Alberto Pirelli ad Antonio Giolitti) e politici (da Ugo La Malfa ad Alcide De Gasperi). La raccolta offre spunti di riflessione per alcuni nodi critici della storia: le due guerre mondiali\, le dittature europee e la Guerra fredda. \nMargherita Angelini è ricercatrice presso il Dipartimento di Scienze storiche\, geografiche e dell’antichità dell’Università di Padova\, dove si occupa di istituzioni culturali e storiografia italiana e tedesca nel Novecento. È autrice di Fare storia. Culture e pratiche della ricerca in Italia da Gioacchino Volpe a Federico Chabod (2012) e Transmitting Knowledge: The Professionalisation of Italian Historians (1920s-1950s) (2010). \nDavide Grippa è ricercatore presso l’Istituto storico italiano per l’Età Moderna e Contemporanea di Roma. I suoi interessi di ricerca sono rivolti all’analisi del ruolo avuto dalle emozioni nell’elaborazione della memoria storica e nella formazione del pensiero politico. Tra le sue pubblicazioni: Un antifascista tra Italia e Stati Uniti. Democrazia e identità nazionale nel pensiero di Max Ascoli (2009) ed Emozioni e controllo della memoria storica nell’Enciclopedia italiana (2012).
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SUMMARY:1914-1918. La Grande Guerra di Oliver Janz (Torino\, Einaudi\, 2014).
DESCRIPTION:Lunedì 25 maggio 2015\, alle ore 17.00\, in collaborazione con l’Istituto storico germanico di Roma\, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Palazzo Mattei di Giove – Via Michelangelo Caetani 32\, Roma)\, verrà presentato il volume 1914-1918. La Grande Guerra di Oliver Janz\, Einaudi\, 2014. Ne parlano con l’autore: Martin Baumeister\, Nicola Labanca. Coordina: Rosanna De Longis. \nLa Grande Guerra non fu soltanto il primo conflitto «totale» – capace\, cioè\, di coinvolgere e mobilitare ogni forza sociale ed enormi risorse economiche -\, ma anche la prima guerra realmente globale nella storia del mondo. Essa rappresentò non solo per l’Europa\, ma anche per molti paesi extraeuropei la «catastrofe originaria del XX secolo». Prima di allora mai nessun evento aveva cambiato la vita di così tante persone in tutti i continenti. La prima guerra mondiale dimostra quanto il mondo e il sistema di potere internazionale fossero globalizzati già nel 1914. Un disastro su vasta scala che\, a partire dai Balcani\, influenzò in maniera diretta sia i sistemi produttivi e finanziari sia l’assetto sociale e politico dei paesi che presero attivamente parte al conflitto\, dall’Europa e le sue colonie fino ai molti Stati extraeuropei. Ed è proprio a partire da questo punto di vista globale che Oliver Janz analizza gli eventi e le conseguenze di lungo periodo del conflitto. Storia politica\, economica\, militare e sociale – dai movimenti delle masse e degli eserciti alla vita quotidiana delle popolazioni -\, raccontata avvalendosi dei più recenti apporti della ricerca storiografica: un saggio innovativo che unisce al rigore della ricostruzione storica una prospettiva originale e ricca di sfaccettature. \nOliver Janz è professore di storia contemporanea alla Freie Universität di Berlino. Ha pubblicato numerosi libri e saggi dedicati alla storia della Germania e dell’Europa\, tra i quali ricordiamo: Bürger besonderer Art. Evangelische Pfarrer in Preußen (1994)\, Centralismo tra otto e novecento (1997)\, Transnationale Geschichte (2006)\, Das symbolische Kapital der Trauer (2009)\, Dolce Vita? Italienische Migranten in Deutschland (2011); Gender History in a Transnational Perspective (2014). Dirige numerosi progetti internazionali sulla prima guerra mondiale\, tra cui l’innovativa «1914-1918-online. International Encyclopedia of the First World War» (www.1914-1918-online.net).
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SUMMARY:Genere e Storia: un laboratorio internazionale di ricerca
DESCRIPTION:Venerdì 22 maggio\, alle 17.00\, presso la biblioteca di storia moderna e contemporanea\, si terrà la tavola rotonda: Genere e Storia: un laboratorio internazionale di ricerca\, a partire dal volume Nuove frontiere per la storia di genere\, Atti del V congresso nazionale della Società italiana delle storiche\, a cura di a cura di M.R. Pelizzari e L. Guidi.\nPartecipano: AdalGiso Amendola\, Angiolina Arru\, Simona Feci\, Alessandra Gissi\nCoordina: Isabelle Chabot \nLa categoria di frontiera\, al centro di questi volumi\, che hanno origine dal V Congresso della Società Italiana delle Storiche\, allude all’attraversamento di confini attuato dalla Storia di genere: i confini tra discipline\, tra privato e pubblico\, tra Occidente e altre aree del mondo\, sono indagati da ricercatrici e ricercatori di varie generazioni che si confrontano in un’ottica non più limitata ai soli soggetti femminili ma aperta alla Men’s History e agli studi LGBTQ.\nIndice:\nTOMO I\nParte I. Genere e politica\nI.A partire da Nicole Loraux: il femminile tra hybris e nomos\nII. Gender and Politics in Early Modern Europe\nIII.Identità e percorsi di donne nella sfera pubblico-politica del lungo Ottocento lombardo\nIV. Che “genere” di nazione?\nV. Modelli di genere e iniziativa femminile nella costruzione dell’Italia unita\nVI. L’ampiezza di un margine. Genere\, cittadinanza e politica nell’Italia repubblicana\nVII. Il fare politica e il fare società delle donne negli anni Settanta: voci\, esperienze\, lotte\nVIII. Il protagonismo delle donne nell’America Latina del Novecento\nIX. Le sfide del nuovo millennio in Nord Africa e Medio Oriente: gender\, dinamiche socio-culturali\, processi di trasformazione politica ed economica\nX. Impegno e militanza femminile tra le due rive del Mediterraneo: il caso della Tunisia\nXI. Donne israeliane e palestinesi fra critica\, protesta e rappresentazioni\nXII. La rappresentazione del femminile nei piani e programmi d’azione europei per le pari opportunità e la non discriminazione\nIndice dei nomi \nTOMO II\nParte II.Spazi e ruoli\nI.Archeologia delle differenze\nII. Possedere\, gestire\, governare: capacità patrimoniale e potere femminile nei secoli IX e X\nIII. Ruoli e funzioni delle donne nelle minoranze dal Medioevo all’età contemporanea\nIV. Concealed faith or double identity? “Marranism” in the 19th and 20th centuries\nV. Culture e pratiche femminili tra lavoro e sindacato\nVI. Genere e migrazioni nell’Italia del Novecento\nVII. Vita quotidiana e cultura materiale nell’Italia del dopoguerra\nVIII. Gli spazi delle donne nella criminalità organizzata meridionale tra XIX e XXI secolo: ruoli\, pratiche\, identità\nIndice dei nomi \nTOMO III\nParte III. Immaginari e linguaggi\nI. Educazione dell’élite femminile: cultura delle donne\, cultura per le donne tra tardo Medioevo e prima età moderna\nII. La memoria sovversiva: tracce e trame di vita affettiva\nIII. Ritratti femminili nella Storia\nIV. Individui e sentimenti. Alcuni case studies tra Otto e Novecento\nV. Il genere del pubblico: questioni per una storia della ricezione femminile nelle arti della scena\nVI. Immaginari corporei e rappresentazioni di genere tra danza\, scrittura e società\nVII. La storia delle donne nella storia del cinema: le pioniere italiane\nParte IV.Il corpo: discorsi e pratiche\nI. Corpo e gender. Una nuova lettura della storia sociale e culturale\nII. Il genere della violenza. Linguaggi e rappresentazioni\nIII. Corpo tra libertà e controllo pubblico nelle società contemporanee. Uno spazio di confronto per il pensiero femminista\nIV. Comportamenti sessuali nell’Italia unita\nV. Linee per una storia del movimento delle lesbiche in Italia\nVI. Medicina delle donne\, medicina per le donne dall’età moderna all’Ottocento\nVII. Curare al femminile: idee scientifiche e pratiche tra pubblico e privato (XIX-XX sec.)\nVIII. Medicalizzazione della maternità\nIX. Questioni di cittadinanza tra etica\, bioetica e diritto\nIndice dei nomi\nProfili delle Autrici e degli Autori \nNota sulle Curatrici\nLaura Guidi insegna Storia contemporanea e Storia di genere all’Università di Napoli “Federico II”. Ha pubblicato numerosi saggi e volumi su temi di storia sociale e culturale del XIX e XX secolo. È socia fondatrice della Società Italiana delle Storiche.\nMaria Rosaria Pelizzari insegna Storia contemporanea all’Università di Salerno\, dove è delegata del Rettore per le Pari Opportunità. Si interessa di Storia sociale e di Gender Studies\, in particolare della storia della violenza contro le donne e i minori tra XIX e XX secolo.
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SUMMARY:Prigionieri nei lager di Stalin e di Hitler. L'esperienza del totalitarismo nella memorialistica italiana e tedesca di Gianluca Cinelli
DESCRIPTION:Giovedì 21 maggio\, alle 17.00\, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea\, si presenta il volume di Gianluca Cinelli Prigionieri nei lager di Stalin e di Hitler. L’esperienza del totalitarismo nella memorialistica italiana e tedesca (Primalpe\, 2014).\nIntervengono: Maria Ferretti\, Anna Iuso\nCoordina: Lauro Rossi  \nIl volume ricostruisce il modo in cui\, in Italia e in Germania\, la memorialistica contribuì alla ricostruzione democratica dei due paesi e a rifondare il rapporto fra i reduci e la società\, un tentativo spesso fallito o sfruttato per speculazioni politiche. Nelle memorie\, la prigionia in Russia e l’internamento in Germania sono spesso presentati come “laboratori” di democrazia e di maturazione etica e politica\, nonostante lo shock della violenza subita nei Lager. La prigionia viene quindi come un’esperienza caratterizzata da contraddizioni e conflitti di coscienza\, che restituiscono lo spessore umano e la passione etica con cui tanti uomini riuscirono a riappropriarsi della libertà\, paradossalmente\, solo quando ne furono privati. Il confronto tra la memorialistica italiana e quella tedesca\, pressoché sconosciuta in Italia\, riporta all’attualità la riflessione sul passato del secondo conflitto mondiale in chiave europea. \nLa presentazione di Prigionieri nei Lager di Stalin e Hitler conclude il primo ciclo di incontri Scritture di guerra\, sulla memorialistica delle guerre mondiali: gli appuntamenti precedent\, il 7 e il 14 maggio\, sono stati dedicati\, rispettivamente\, al volume Avanti sempre di Nicola Maranesi\, che ha scandagliato i diari\, le memorie e gli epistolari conservati nel fondo inedito «Guerra mondiale 1914-18» dell’Archivio Diaristico Nazionale di Pieve Santo Stefano\, e al racconto autobiografico di Eugenio Armati\, Aride zolle.  \nGianluca Cinelli\, dottore di ricerca in italianistica\, già ricercatore post-doc della Fondazione Alexander von Humboldt presso l’università di Francoforte\, è autore di diverse monografie fra cui Nuto Revelli (2011) e Ermeneutica e scrittura autobiografica (2008) e collabora con l’Istituto Storico della Resistenza di Cuneo. Ha pubblicato articoli su Primo Levi\, Mario Rigoni Stern\, Nuto Revelli e Alessandro Manzoni\, nonché sulla memorialistica italiana e tedesca delle due guerre mondiali. Fra i suoi recenti lavori figurano La questione del male in Storia della colonna infame di Alessandro Manzoni (2015) e gli atti del convegno cuneese La memorialistica di prigionia dei militari italiani nella Seconda Guerra Mondiale\, apparso nel 2012 su Il presente e la storia n. 84.
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SUMMARY:Asinara. Isola piccola\, grande storia. Prigionieri e profughi della Prima guerra mondiale\, dicembre 1915-luglio1916 di Assunta Trova e Giuseppe Zichi
DESCRIPTION:Mercoledì 20 maggio 2015\, ore 17.00\, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Palazzo Mattei di Giove – Via Michelangelo Caetani 32\, Roma)\, verrà presentato il volume A\, EDES\, 2014. Intervengono: Annalisa Zanuttini\, Gabriele D’Autilia. Coordina: Lauro Rossi.\nL’album intitolato I prigionieri di guerra austriaci all’Asinara\, 18 dicembre 1915-24 luglio 1916\, conservato  nell’Archivio centrale dello Stato e pubblicato a cura di Assunta Trova e Giuseppe Zichi\, con un’analisi delle immagini di Salvatore Ligios\, comprende 51 fotografie\, 11 fra piantine\, mappe e cartine\, 3 grafici e 2 disegni. Il suo recente ritrovamento permette di  ricostruire  la drammatica esperienza dei cosiddetti  “dannati dell’Asinara” attraverso materiali documentari che illustrano la progressiva evoluzione degli insediamenti nell’isola\, dal periodo che precede l’arrivo dei prigionieri fino alla costruzione degli spazi destinati ad accogliere gli internati. Furono detenuti nell’isola oltre 20.000 prigionieri austriaci catturati nei primi mesi di guerra\, che furono decimati dalle  precarie condizioni igieniche e dal diffondersi di malattie epidemiche. L’elenco dei decessi allegato all’album testimonia l’altissima mortalità. Le foto portano poche tracce della realtà del campo\, ma\, al di là delle imposizioni dettate dalla censura e dall’ufficialità\, costituiscono una fonte che si offre a una lettura  non ingenua  delle immagini\, come sottolinea Salvatore Ligios: “La messa in posa  era una libera scelta del fotografo oppure l’esecuzione di un ordine del superiore militare o del responsabile sanitario? Il fotografo era un libero professionista o un militare addetto alla documentazione ufficiale? Che fine hanno fatto gli scatti che non sono entrati nella selezione?”. \nAssunta Trova è docente di Storia contemporanea nell’Università di Sassari. Studiosa dell’Ottocento\, si è occupata in particolare di storia della Sardegna e del Mediterraneo. Tra le sue recenti pubblicazioni\, L’ Ottocento. Dalla fusione all’Unità\, 1800-1899 (2011)\, in collaborazione\, e il volume C. Cattaneo\, Della Sardegna antica e moderna: con 56 lettere intercorse tra lo studioso e i suoi corrispondenti sardi (2010).  \nGiuseppe Zichi\, dottore di ricerca in Storia delle istituzioni e della società nell’Europa contemporanea\, ha svolto attività di ricerca presso l’Università di Sassari. Tra le sue recenti pubblicazioni\,  Sisini\, imprenditori di Sardegna (2013) e\, in collaborazione\,   Giuseppe Garibaldi. Il mito\, l’Unità d’Italia e la Sardegna (2011).
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SUMMARY:L'urlo contro il regime. Gli antifascisti italiani in Tunisia tra le due guerre di Leila El Houssi
DESCRIPTION:Lunedì 18 maggio 2015\, alle ore 17.00\, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Palazzo Mattei di Giove – Via Michelangelo Caetani 32\, Roma)\, verrà presentato il volume L’urlo contro il regime. Gli antifascisti italiani in Tunisia tra le due guerre di Leila El Houssi\, Carocci\, 2014. Ne discutono con l’autrice: Federico Cresti\, Lucia Valenzi. Coordina: Rosanna De Longis. \nIl volume affronta il tema dell’antifascismo italiano in Tunisia tra le due guerre mondiali e rimette in discussione il luogo comune secondo cui la numerosa collettività italiana presente nel paese nordafricano fosse totalmente schierata col regime fascista. In realtà\, contro la dittatura di Mussolini e la sua propaganda sorse una corrente di opposizione i cui protagonisti furono membri dell’élite borghese liberale di appartenenza massonica\, militanti del movimento anarchico\, esponenti della classe operaia organizzata nei partiti della sinistra socialista e comunista e aderenti a Giustizia e Libertà. Nacque così un dinamico laboratorio politico animato da giovani italo-tunisini che vide nei primi anni Trenta la costituzione della sezione tunisina della Lega italiana dei diritti dell’uomo (LIDU) e\, in seguito\, l’apporto di personalità politiche come Velio Spano e Giorgio Amendola inviati dal Centro estero del PCI per dare respiro internazionale al movimento antifascista di Tunisia. Le vicende di questo nucleo antifascista sono state ricostruite attraverso l’analisi della stampa\, della memorialistica e di una vasta documentazione reperita negli archivi tunisini\, italiani e francesi. \nLeila El Houssi si occupa di storia\, culture e questioni di genere nel Nord Africa in età contemporanea. Coordinatrice scientifica e docente del Master Mediterranean Studies presso il Dipartimento di Scienze politiche e sociali dell’Università di Firenze\, è autrice di numerosi saggi pubblicati in volumi e periodici italiani e stranieri. Nel 2013 ha pubblicato Il risveglio della democrazia. La Tunisia dall’indipendenza alla transizione.
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SUMMARY:Todo cambia. Figli di desaparecidos e fine dell'impunità in Argentina\, Cile e Uruguay di Gennaro Carotenuto
DESCRIPTION:Venerdì 15 maggio 2015\, alle ore 17.00\, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Palazzo Mattei di Giove – Via Michelangelo Caetani 32\, Roma)\, verrà presentato il volume Todo cambia. Figli di desaparecidos e fine dell’impunità in Argentina\, Cile e Uruguay di Gennaro Carotenuto\, Le Monnier\, 2015. Ne discutono con l’autore: Lucia Ceci\, Maria Rosaria Stabili. Coordina: Claudio Tognonato. \nCosa hanno in comune Sofia Prats\, figlia di un alto ufficiale dell’Esercito cileno\, e Jessica Tapia\, figlia di un minatore comunista? Entrambi i loro padri furono assassinati da Augusto Pinochet e dal Terrorismo di Stato delle dittature latinoamericane. Attraverso la storia orale\, la metodologia che aiuta a capire come le persone comuni abbiano affrontato i grandi passaggi delle loro epoche\, leggiamo le testimonianze originali\, a volte drammatiche\, a volte serene\, su come i figli dei desaparecidos in Argentina\, Cile e Uruguay abbiano preso in mano le loro vite. La storiografia serve così a sciogliere stereotipi consolidati sul Continente. “Todo cambia”\, come canta Mercedes Sosa. Decenni di lotte per la verità e la giustizia fanno sì che oggi molti dei torturatori e assassini che negli anni Settanta aprirono le vene dell\’America latina\, dopo processi esemplari\, qui studiati attraverso fonti giudiziarie inedite\, stiano pagando per i loro crimini suturando le ferite di una società intera. \nGennaro Carotenuto insegna World History all\’Università di Macerata. È stato tra l\’altro Research Fellow presso l\’Istituto di Alti Studi sull\’America Latina dell\’Università Parigi 3 Sorbona e Teaching Fellow all\’Università di Montevideo e all\’Università Bocconi di Milano.
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SUMMARY:Per il ciclo "Scritture di guerra": Aride zolle\, di Eugenio Armati
DESCRIPTION:Giovedì 14 maggio 2015\, alle ore 17.00\, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Palazzo Mattei di Giove – Via Michelangelo Caetani 32\, Roma)\, verrà presentato il volume di Eugenio Armati\, Aride zolle (Città di Castello\, LuoghInteriori\, 2014). Intervengono: Agostino Bistarelli\, Simona Lunadei\, Lucia Strappini. Coordina: Rosanna De Longis.  \nIn Aride zolle Eugenio Armati (1911-1989)\, creando il personaggio di Stato Civile\, ha trasposto in forma narrativa le sue esperienze di guerra\, nel viaggio forzato che lo portato – tra il 1939 e il 1943 – come “fante tra i fanti” in diversi luoghi dell’Italia\, della Jugoslavia e dell’Unione Sovietica. Partito per il fronte russo il 30 novembre 1941\, è tornato in Italia con il terzo e ultimo avvicendamento il 15 novembre 1942.\nIl vero diario di quel periodo è andato perduto in un bombardamento\, ma la ricca corrispondenza intercorsa sia con la fidanzata e poi moglie sia con gli amici è testimone di questa “narrativa vissuta”. \nLa presentazione è il secondo appuntamento del ciclo di incontri Scritture di guerra\, che proseguirà il 21 maggio con la discussione sul libro di Gianluca Cinelli\, Prigionieri nei Lager di Hitler e di Stalin. L’esperienza del totalitarismo nella memorialistica italiana e tedesca.  \nEugenio Armati\, tipografo-compositore prima a Todi e poi a Roma\, ha nutrito una forte passione per la scrittura. Ha lasciato alcuni racconti per bambini e ragazzi\, numerose lettere e un manoscritto\, da lui intitolato Aride zolle che le figlie\, rispettando integralmente il testo\, hanno trascritto per la stampa.
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SUMMARY:Dalla rivoluzione al governo. La sinistra di Antonio Mordini nell’età della Destra (1861-1869) di Christian Satto
DESCRIPTION:Martedì 12 maggio 2015\, alle ore 17.00\, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Palazzo Mattei di Giove – Via Michelangelo Caetani 32\, Roma)\, verrà presentato il volume Dalla rivoluzione al governo. La sinistra di Antonio Mordini nell’età della Destra (1861-1869) di Christian Satto\, FrancoAngeli\, 2014. Ne discutono con l’autore: Zeffiro Ciuffoletti\, Giuseppe Monsagrati. Coordina: Lauro Rossi. \nIl percorso attraverso il quale la Sinistra storica si trasformò in opposizione costituzionale fu complesso e comportò crisi di coscienza e riserve mentali non facili da superare. Antonio Mordini fu tra i primi a rendersi conto della necessità di dare una risposta al problema della natura non pienamente costituzionale dell’opposizione\, operando prima dall’interno della Sinistra\, poi fondando il “Terzo partito”. Questo studio si propone di indagare l’idea di opposizione costituzionale che Mordini propugnò negli anni 1861-1869. Nella sua ottica la Sinistra doveva diventare un cardine di stabilità per il sistema politico e un’alternativa alla Destra per il governo. Chi non accettava la legalità sancita dai plebisciti del 1860 doveva “risegnare il proprio mandato\, presentare la propria renunzia e ritirarsi dal Parlamento”. Il vero scopo della Sinistra doveva essere “convertire la minorità in maggiorità”\, abbandonando l’azione extra legale. L’opera del deputato toscano permette di comprendere meglio alcune dinamiche che accompagnarono il pieno inserimento della Sinistra nel sistema politico postunitario. \nChristian Satto è allievo del corso di perfezionamento in discipline storiche della Scuola Normale Superiore e si occupa di storia politica dell’Ottocento italiano. Fra i suoi contributi recenti: “Per religioso convincimento”: il ruolo di Roberto d’Azeglio nell’emancipazione dei “dissidenti” subalpini\, in “Annali della Scuola Normale Superiore di Pisa. Classe di Lettere e Filosofia”\, Serie 5\, 2013
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SUMMARY:Voci della vittoria. La memoria sonora della Grande Guerra di Piero Cavallari\, Antonella Fischetti
DESCRIPTION:Venerdì 8 maggio 2015\, ore 17.00\, con la collaborazione della Biblioteca di storia moderna e contemporanea\, presso l’Auditorium dell’Istituto centrale per i beni sonori e audiovisivi (Palazzo Mattei di Giove – Via Michelangelo Caetani 32\, Roma)\, verrà presentato il volume Voci della vittoria. La memoria sonora della Grande Guerra di Piero Cavallari\, Antonella Fischetti\, Donzelli\, 2014. Concerto di Sara Modigliani con il gruppo L’albero della libertà e ascolto di dischi originali su grammofoni d’epoca. Interviene: Marino Sinibaldi. Saranno presenti gli autori. \nLa Grande guerra è stato il primo conflitto del nostro paese di cui si conservi una memoria «sonora». Fin da subito si avvertì l’esigenza di salvaguardare il ricordo della tragedia appena vissuta attraverso il marmo dei monumenti o la carta e l’inchiostro delle memorie dei soldati. Ci fu chi però ebbe l’idea di affidare alla voce\, a cui è legata così intimamente l’identità di ciascuno di noi\, e alla parola dei protagonisti il compito di preservare e tramandare quella vittoria tanto discussa: tra il 1924 e il 1925\, Rodolfo De Angelis\, eclettica figura di artista\, pensò di raccogliere le voci di coloro che avevano svolto un ruolo di primo piano nella guerra\, invitandoli a declamare i propri celebri discorsi. Sarà questa discoteca\, la raccolta La Parola dei Grandi\, a costituire il nucleo della Discoteca di Stato che verrà istituita nel 1928. Quelle «voci storiche» (qui riunite nel cd allegato) sono una fonte di importanza unica: le parole di Luigi Cadorna\, Armando Diaz\, accanto a quelle di Vittorio Emanuele Orlando (la più antica registrazione di un primo ministro italiano) o di Luigi Pirandello\, costituiscono una preziosa testimonianza. Si pensi\, ad esempio\, al documento di Cadorna: il generale non era certo felice di passare alla storia per il bollettino di Caporetto; e così\, alla fine della lettura del testo originale\, aggiunge una postilla in cui rimarca il successo finale della guerra\, con l’intento di «attenuare» la tragicità di quella disfatta. Oltre a offrirci l’affresco di un’epoca (e il modo in cui venne allora «metabolizzata» la guerra)\, la raccolta si presenta come una galleria di «autoritratti sonori»\, nei quali alcuni dei personaggi che hanno fatto la nostra storia riflettono su se stessi e\, scegliendo una particolare sfumatura\, adottando un determinato accento\, marcando una parola più di un’altra\, di se stessi e delle proprie imprese tratteggiano il quadro che ritengono il più adeguato da lasciare in eredità agli italiani che verranno.  \nIl volume è corredato da un cd che contiene le «voci» di: Luigi Cadorna\, Enrico Caviglia\, Pietro Badoglio\, Armando Diaz\, Guglielmo Pecori-Giraldi\, Paolo Thaon di Revel\, Gaetano Giardino\, Emanuele Filiberto duca d’Aosta\, Vittorio Emanuele Orlando\, Tommaso Tittoni\, Carlo Delcroix\, Filippo Tommaso Marinetti\, Luigi Pirandello\, Trilussa.  \nPiero Cavallari e Antonella Fischetti\, studiosi di storia contemporanea\, lavorano all’Istituto centrale per i beni sonori e audiovisivi.
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SUMMARY:Avanti sempre. Emozioni e ricordi della guerra di trincea\, 1915-1918 di Nicola Maranesi
DESCRIPTION:Giovedì 7 maggio 2015\, ore 17.00\, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Palazzo Mattei di Giove – Via Michelangelo Caetani 32\, Roma)\, verrà presentato il volume Avanti sempre. Emozioni e ricordi della guerra di trincea\, 1915-1918 di Nicola Maranesi (Il Mulino\, 2014). Ne parlano con l’autore: Fortunato Minniti\, Lidia Piccioni.Casa\, centro di addestramento e smistamento\, retrovia\, trincea di massima resistenza\, trincea di prima linea\, trincea avanzata\, terra di nessuno. Nel corso della Prima guerra mondiale furono circa quattro milioni e duecentocinquantamila i soldati italiani direttamente impegnati nelle operazioni belliche. Partirono da tutta la penisola per contrapporsi al nemico\, l’esercito austriaco\, su un fronte che si estendeva per circa cinquecento chilometri\, dal confine con la Svizzera fino al Mare Adriatico. Non fu questo\, però\, l’unico cammino che gli uomini in età di leva condivisero durante i lunghi mesi di ostilità. È infatti possibile ripercorrere le tappe di un percorso emotivo\, scandito dagli stati d’animo vissuti dai soldati durante la permanenza al fronte: presa di coscienza\, inquietudine\, smarrimento\, sconforto\, agitazione\, paura\, rassegnazione\, terrore\, annichilimento\, volontà di vivere. Per ricostruire questo «viaggio interiore» Nicola Maranesi ha scandagliato i diari\, le memorie e gli epistolari conservati nel fondo inedito «Guerra mondiale 1914-18» dell’Archivio Diaristico Nazionale di Pieve Santo Stefano e ha intrecciato le diverse testimonianze in un volume che dà voce a chi visse in prima persona l’esperienza della Grande Guerra: racconti vivi e impressionanti\, che continuano a rivelare aspetti inediti della vita quotidiana dei soldati\, dal momento dell’arrivo in trincea fino a quello\, per chi ha potuto viverlo\, del ritorno a casa.La presentazione di Avanti sempre inaugura il ciclo di incontri Scritture di guerra\, sulla memorialistica delle guerre mondiali: i successivi appuntamenti\, il 14 e il 21 maggio p.v.\, saranno dedicati\, rispettivamente\, al racconto autobiografico di Eugenio Armati\, Aride zolle\, e al volume di Gianluca Cinelli\, Prigionieri nei Lager di Hitler e di Stalin. L’esperienza del totalitarismo nella memorialistica italiana e tedesca. Nicola Maranesi\, giornalista\, fa parte della direzione artistica del Premio Pieve Saverio Tutino. Coordina il «Progetto Grande Guerra» della Fondazione Archivio Diaristico Nazionale ed è responsabile per l’Archivio del progetto «La Grande Guerra\, i diari raccontano»\, in collaborazione col Gruppo «L’Espresso». 
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SUMMARY:Arnaldo Momigliano a Radio Londra - 1941-1945
DESCRIPTION:Mercoledì 6 maggio 2015 alle ore 16.30\, nella Sala conferenze presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Palazzo Mattei di Giove – Via Michelangelo Caetani 32\, Roma)\, in collaborazione con l’Istituto storico italiano per l’età moderna e contemporanea\, Riccardo Di Donato terrà una conferenza dal titolo “Arnaldo Momigliano a Radio Londra – 1941-1945”. Intervengono: Arnaldo Marcone\, Paolo Peluffo\, Marcello Verga. \n“Nel luglio del 1999\, le soffitte della casa londinese di Arnaldo Momigliano hanno restituito manoscritti e dattiloscritti di trenta interventi dello storico dell’antichità esule a Oxford\, composti tra il 1941 e il 1945\, per le trasmissioni di propaganda di Radio Londra\, cui collaboravano gli esponenti del movimento antifascista Free Italy – Libera Italia\, in cui erano attivi\, tra gli altri\, Umberto Calosso\, Elio Nissim\, Ruggero Orlando e i fratelli Paolo e Piero Treves.\nDi questi trenta testi\, tre soltanto erano noti\, in quanto conservati negli Archivi della BBC\, compresi nell’inventario reso pubblico nel 1976 e quindi pubblicati in Belfagor con il titolo Conversazioni sul nazismo\, subito dopo la morte di Momigliano\, alla fine del 1987.\nI testi permettono di apprezzare un aspetto non conosciuto della personalità dello storico piemontese e ci fanno leggere in forma diretta l’espressione di quei pensieri sul presente\, che andavano finora cercati in filigrana entro gli scritti di storia antica\, in particolare in quelli composti nel medesimo periodo\, pervenuti in modo frammentario e in massima parte concentrati intorno al tema del libro che Momigliano non arrivò a scrivere\, negli anni dell’esilio\, su Pace e libertà nel mondo antico”. Riccardo Di Donato (la Repubblica\, 18.10.2008) \nRiccardo Di Donato\, docente di Letteratura Greca presso l’Università di Pisa\, si è formato come filologo classico e come studioso di storia della cultura presso la Scuola Normale Superiore di Pisa\, sotto la guida di Aurelio Peretti e di Arnaldo Momigliano. La sua produzione scientifica segue distinti filoni: a. epica greca arcaica e altri aspetti della cultura letteraria\, linguistica e religiosa dei Greci dell’età arcaica e classica; b. formazione dello statuto teoretico della antropologia storica del mondo antico attraverso studi sulla cultura francese ed europea del XIX-XX secolo; c. aspetti della cultura italiana del secolo XX (A. Momigliano\, E. De Martino\, M.Untersteiner; S. Timpanaro) con molte pubblicazioni. Custodisce l’Archivio A. Momigliano e le Archives Louis Gernet. Ha concluso il lungo lavoro condotto sulle carte di A. Momigliano con la pubblicazione del Decimo Contributo alla storia degli studi classici e del mondo antico.
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SUMMARY:Mondine in campo. Dinamiche e retoriche di un lavoro del Novecento di Barbara Imbergamo
DESCRIPTION:Lunedì 4 maggio 2015\, alle ore 17.00\, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Palazzo Mattei di Giove – Via Michelangelo Caetani 32\, Roma)\, verrà presentato il volume Mondine in campo. Dinamiche e retoriche di un lavoro del Novecento di Barbara Imbergamo\, editpress\, 2015. Ne discutono con l’autrice: Letizia Cortini\, Simone Misiani\, Enrico Pugliese.Durante l’incontro saranno proiettati brani dal film Di madre in figlia di Andrea Zambelli (Rossofuoco\, 2008\, 82’)Vincitore Premio Gisa Giani 2014La vita\, il lavoro\, le lotte delle mondine tra la fine dell’Ottocento e i primi anni Sessanta. La storia di una delle figure più note del mondo del lavoro contemporaneo indagata nel periodo in cui quel lavoro ebbe carattere nettamente femminile e dimensione di massa. Lo sguardo è attento a rintracciare continuità e discontinuità\, a ricostruire le fasi attraverso le quali poverissime braccianti divennero lavoratrici rispettate e consapevoli dei propri diritti. Mondine in campo si sofferma sullo stereotipo della mondina: sfruttata\, combattiva\, ma anche bella e trasgressiva. Attraverso fonti narrative e iconografiche\, che si affiancano a quelle più tipicamente storiografiche\, analizza il ruolo che rappresentazioni e narrazioni hanno avuto nel costruire questa figura\, nel determinarne percezioni identitarie\, comportamenti e proiezioni politiche\, e le conseguenze che queste costruzioni narrative hanno avuto nel miglioramento delle loro condizioni di lavoro. Il risultato è la storia dinamica e sfaccettata di una icona del lavoro del novecento.Barbara Imbergamo\, un dottorato in storia contemporanea\, si occupa di inclusione dei cittadini nelle politiche pubbliche. Ha all’attivo diversi saggi in volumi collettanei e riviste\, il più recente dei quali è Riflessioni di una lavoratrice autonoma al giorno d’oggi\, in M.T. Mori\, A. Pescarolo\, A. Scattigno\, S. Soldani (a cura di)\, Di generazione in generazione. Le italiane dall’Unità a oggi\, (2014).
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SUMMARY:Il melodramma della nazione. Politica e sentimenti nell’età del Risorgimento di Carlotta Sorba
DESCRIPTION:Mercoledì 29 aprile 2015\, alle ore 17.00\, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Palazzo Mattei di Giove – Via Michelangelo Caetani 32\, Roma)\, verrà presentato il volume Il melodramma della nazione. Politica e sentimenti nell’età del Risorgimento di Carlotta Sorba\, Laterza\, 2015. Ne discutono con l’autrice: Gabriele Pedullà\, Lucy Riall\, Simonetta Soldani. \n«Qui stretti in famiglia giuriamo guerra eterna di sterminio a quelle belve vestite di umana forma\, ai crudeli che questa terra dilaniano che\, non sazi dei nostri tesori\, il sangue stesso ci succhiano. Vendetta! Vendetta! Lo giuriamo!». È una pagina di unmélodel 1848\, dove una giovinetta di forte tempra morale giura di combattere il nemico austriaco che opprime\, sevizia\, perseguita la patria succube da secoli dello straniero.\nUna straordinariaesaltazione percorre in Italia le battaglie risorgimentali\, mentre il lessico delle emozioni e dei sentimenti invade la politica. Persino i più moderati tra i patrioti utilizzano linguaggi\, narrazioni\, gestualità che risuonano di enfasi e di estremismo etico e si richiamano a quella immaginazione melodrammatica che\, dalla fine del Settecento\, attraversa in tutta Europa il teatro e la letteratura di finzione. È dunque sulle scene di Parigi\, di Londra e di Milano che inizia il percorso di questo volume\, perché è lì che per la prima volta si propongono testi insieme lacrimevoli e spettacolari\, adatti a un pubblico largo e non acculturato. Ma è nell’Italia del 1848 che il melodramma della nazione esprime al meglio le sue potenzialità\, permeando di sé i discorsi e la comunicazione politica\, come le pratiche e i corpi dei patrioti\, in un crescendo di pathos e teatralità.\nBasandosi su una documentazione inconsueta – romanzi e testi teatrali minori\, storie d’Italia narrate al popolo\, giornali di moda e di teatro\, materiali di propaganda – Carlotta Sorba esplora l’intreccio tra politica e mélo\, gettando una luce nuova sugli strumenti espressivi della politica moderna e sulle loro radici storiche. \nCarlotta Sorba insegna Storia dell’Ottocento e Storia e teoria culturale all’Università di Padova\, dove dirige il Centro interuniversitario di storia culturale (CSC). Ha scritto saggi e curato volumi sui rapporti tra teatro\, musica e società nell’Ottocento italiano ed europeo\, tema a cui ha dedicato anche Teatri. L’Italia del melodramma nell’età del Risorgimento (Bologna 2001).
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SUMMARY:Archivi delle donne. Prospettive\, problemi\, sfide\, a partire dalla pubblicazione del volume\, a cura di Paola Novaria e Caterina Ronco\, Archivi delle donne in Piemonte. Guida alle fonti
DESCRIPTION:Giovedì 23 aprile alle ore 17.00\, in collaborazione con la Casa Internazionale delle donne\, Archivia e la SIS (Società Italiana delle Storiche)\, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Palazzo Mattei di Giove – Via Michelangelo Caetani 32\, Roma)\, si terrà una tavola rotonda sul tema Archivi delle donne. Prospettive\, problemi\, sfide\, a partire dalla pubblicazione del volume a cura di Paola Novaria e Caterina Ronco Archivi delle donne in Piemonte. Guida alle fonti\, Centro Studi Piemontesi\, 2014. Intervengono: Gabriella Nisticò\, Paola Novaria\, Silvia Trani\, Manola Ida Venzo. Coordina: Elena Petricola. \nL’Archivio delle Donne in Piemonte\, come altre iniziative ed esperienze analoghe\, è nato dal riconoscimento del valore collettivo della storia delle donne e dalla necessità di conservarne la memoria\, bene comune per il territorio. Il volume a cura di Paola Novaria e Caterina Ronco Archivi delle donne in Piemonte. Guida alle fonti fa parte della collana “Archivi e Biblioteche in Piemonte”\, promossa dall’amministrazione regionale in collaborazione con il Centro Studi Piemontesi\, e propone l’elenco di tutti gli archivi di singole donne e associazioni femminili del Piemonte; ad ognuno di essi è dedicata una scheda con collocazione e contenuti. \nIndice: Presentazione. Eugenio Pintore\, Gli archivi delle donne: una ricchezza di genere. Dimitri Brunetti\, Prefazione. Daniela Caffaratto\, Prefazione. Elena Petricola\, Per Caterina Ronco\, Archivi delle donne in Piemonte. Un incrocio di mappe e di sguardi. Archivio delle Donne in Piemonte\, Considerazioni archivistiche a margine di un censimento di fondi. Linda Giuva\, Non solo polvere. Soggettività e archivi. Paola Di Cori. Guida alle fonti per la storia delle donne in Piemonte.\nCompletano l’opera una ricca bibliografia (suddivisa in Archivi\, fondi\, inventari; Memorialistica; Studi e ricerche) e gli indici dei nomi di persona e dei nomi di associazioni\, gruppi e movimenti. \nLa recente pubblicazione del volume ha offerto lo spunto per un confronto sui luoghi di documentazione archivistica per la storia di genere in Italia.\nAl dibattito parteciperanno Gabriella Nisticò\, presidente di ARCHIVIA (Roma)\, Elena Petricola\, storica\, co-delegata dell’Archivio delle Donne in Piemonte\, Paola Novaria\, responsabile dell’Archivio storico dell’Università di Torino\, Silvia Trani\, archivista\, specialista di archivi militari\, Manola Ida Venzo\, funzionaria dell’Archivio di Stato di Roma.
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SUMMARY:Bambine e bambini nel tempo («Genesis. Rivista della Società italiana delle storiche» 2014/2)\, a cura di Stefania Bernini e Adelisa Malena.
DESCRIPTION:Giovedì 16 aprile alle ore 17.00\, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Palazzo Mattei di Giove – Via Michelangelo Caetani 32\, Roma)\, verrà presentato il volume Bambine e bambini nel tempo (numero monografico 2014/2 di «Genesis. Rivista della Società italiana delle storiche».\nIntervengono: Marina d’Amelia\, Costanza Jesurum\, Domenico Rizzo. Coordina: Benedetta Borello. \n“Sviluppatasi nell’alveo della nuova storia sociale\, l’obiettivo della storia dell’infanzia è stato fin dalle sue origini quello di dar voce a protagonisti rimasti per lungo tempo ai margini della “Storia”. Nonostante le alterne vicende della disciplina\, le discussioni metodologiche che la attraversano e le difficoltà oggettive di scrivere la storia dei più giovani\, a partire dal problema delle fonti\, dagli anni ’60 a oggi bambine e bambini si sono affermati come soggetti storici essenziali alla comprensione del passato. La data di nascita della storia dell’infanzia viene fatta con- venzionalmente coincidere con la pubblicazione di L’Enfant et la vie familiale sous l’ancien régime. Nonostante i noti limiti metodologici dello studio di Ariès\, infatti\, il libro ebbe l’indubbio e dirompente merito di storicizzare l’infanzia\, dimostrando che essa doveva essere con- siderata non come un fenomeno “naturale” o “universale”\, bensì come un fatto storico\, e come tale legato alle specificità dei contesti […]. Sappiamo oggi che i bambini non sono stati “scoperti” fra il XVI e il XVII secolo\, e che concezioni specifiche dell’infanzia possono essere rintracciate nel corso dell’intera storia umana. L’accumularsi della ricerca storica sembra confermare che la cifra principale dell’infanzia (come idea e come esperienza) risiede proprio nella sua molteplicità\, da indagare all’intersezione di classe\, etnia\, religione\, situazione familiare e\, inevitabilmente\, genere”(Dall’Introduzione di S. Bernini e A. Malena).  \nStefania Bernini\, lecturer di Storia europea nell’University of New South Wales\, Sydney\, si è occupata di storia della famiglia e storia di genere\, e ha pubblicato\, tra l’altro\, Family Life and Individual Welfare in Postwar Europe (2007).\nAdelisa Malena\, docente di Storia moderna presso l’Università Ca’ Foscari’ di Venezia\, si occupa di storia religiosa e di storia di genere. Autrice\, fra l’altro\, del volume L’ eresia dei perfetti: inquisizione romana ed esperienze mistiche nel Seicento italiano (2003)\, ha curato i numeri monografici di «Genesis» Conversioni (con Giulia Calvi) e Donne in famiglia nell’alto medioevo (con Cristina La Rocca).
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SUMMARY:Non era una donna\, era un bandito. Rita Rosani\, una ragazza in guerra\, di Livio Isaak Sirovich
DESCRIPTION:Martedì 14 aprile 2015\, ore 17.00\, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Palazzo Mattei di Giove – Via Michelangelo Caetani 32\, Roma)\, in collaborazione con l?Unione delle comunità ebraiche italiane e il Centro di Cultura Ebraica\, verrà presentato il volume Non era una donna\, era un bandito. Rita Rosani\, una ragazza in guerra di Livio Isaak Sirovich\, Cierre\, 2014. Ne parlano con l?autore: Annabella Gioia\, Marcello Pezzetti. Coordina: Lauro Rossi. Letture a cura di Elena Bono\, interpretate da Manola Rotunno \n«Cosa pensò Rita\, la giovane maestra ebrea dai capelli rossi\, quando nel mirino del moschetto vide i nazifascisti venirle addosso? Perché era rimasta indietro a sparare\, mentre gli altri partigiani\, incluso il suo uomo\, si erano dati alla fuga? Aveva forse saputo che il suo ex fidanzato era stato ammazzato ad Auschwitz? Non voleva più vivere nell?Italia avvelenata dalle leggi razziali? Una storia vera\, piena di ombre\, con domande cui nemmeno un processo per omicidio e una medaglia d?oro ? l?unica\, concessa a un?italiana morta in combattimento ? riescono a dare risposta definitiva. Le vicende di Rita e dei due uomini della sua vita: ?Kubi?\, un triestino di origine polacca di cui l?Autore trova le ultime appassionate lettere in Abruzzo in un palazzotto in rovina\, e il colonnello Ricca\, un reduce di Russia guascone e tombeur de femmes. Tre vite nella tempesta\, nelle quali è impossibile non immedesimarsi». Paolo Rumiz \nLivio Isaak Sirovich è nato a Trieste nel 1949\, da madre ebrea lituano-tedesca e da padre di antica origine dalmata. Ha scritto: Cari\, non scrivetemi tutto. Gli Isaak\, una famiglia in trappola fra Hitler e Stalin (1995)\, Cime Irredente. Un tempestoso caso storico alpinistico (1996)\, a quattro mani con Fabrizio Martini Il Tinisa (1983) e La notte delle faville (2007). Lavora come ricercatore dell’Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale (OGS) di Trieste.
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SUMMARY:Oltre il magnetofono. Fonti orali\, storiografia\, generazioni
DESCRIPTION:Venerdì 10 aprile 2015\, ore 15.30 presso la Sala Auditorium dell’Istituto centrale per i beni sonori e audiovisivi (Palazzo Mattei di Giove – Via Michelangelo Caetani 32\, Roma)\, in collaborazione con la Biblioteca di storia moderna e contemporanea\, si terrà una tavola rotonda in occasione della pubblicazione del numero monografico di “Italia contemporanea” (n. 275/2014)\, Oltre il magnetofono. Fonti orali\, storiografia\, generazioni\, a cura di Andrea Brazzoduro e Alessandro Casellato\, Franco Angeli\, 2014. Intervengono: Beppe De Sario\, Stefania Ficacci\, Olivia Fiorilli\, Damiano Garofalo\, Jessica Matteo\, Giovanni Pietrangeli\, Paola Stelliferi\, Ulrike Viccaro. Coordina: Bruno Bonomo. Saranno presenti i curatori \nL’idea di organizzare una tavola rotonda a partire dalla pubblicazione\, sul fascicolo di “Italia contemporanea”\, dei risultati del seminario dell’Associazione italiana di storia orale (Aiso) tenutosi a Firenze il 7 marzo 2013 nasce dalla voglia di sollecitare un confronto tra giovani storiche e storici sui metodi\, gli indirizzi e le questioni teoriche che le fonti orali pongono alla ricerca sull’età contemporanea nel momento in cui queste\, come scrivono i curatori\, “non sono più una presenza anomala e marginale\, quanto uno degli strumenti più vitali\, diffusi e in molti casi imprescindibili”. \nAndrea Brazzoduro\, dottore di ricerca in Storia contemporanea alla Sapienza Università di Roma e alla Université Paris X (Institut d’histoire du temps présent)\, nel 2012 ha pubblicato Soldati senza causa. Memorie della guerra d’Algeria. \nAlessandro Casellato\, ricercatore di Storia contemporanea all’Università di Venezia\, si è occupato di storia sociale e politica otto e novecentesca\, di storia orale e scrittura autobiografica\, pubblicando numerosi saggi in monografie e riviste specializzate.
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SUMMARY:Per via di terra. In treno da Hanoi a Mosca
DESCRIPTION:Giovedì 9 aprile 2015\, ore 17.00\, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Palazzo Mattei di Giove – Via Michelangelo Caetani 32\, Roma)\, verrà presentato il volume Per via di terra. In treno da Hanoi a Mosca di Massimo Loche\, Voland\, 2014. Ne parlano con l’autore: Maria Ferretti\, Giorgio Zanchini. Coordina: Rosanna De Longis. \nNovembre 1974. Il giornalista Massimo Loche\, allora corrispondente da Hanoi per “l’Unità”\, sceglie per viaggiare un mezzo inusuale: il treno. Parte dal Vietnam\, attraversa la Cina di Mao per arrivare a Mosca\, nell’Unione Sovietica di Brežnev. Un itinerario irto di complicazioni e difficoltà di ogni tipo\, in carrozze a quel tempo lussuose\, popolate da marinai romeni e intellettuali jugoslavi\, attrici del cinema mongolo e diplomatici avventurosi. Alla scoperta di un mondo che oggi non esiste più ma che è rimasto nell’immaginario di tutti.. \nMassimo Loche è giornalista e ha collaborato con numerose testate. Per “l’Unità” è stato corrispondente in Algeria e Vietnam negli anni ’70. Ha poi lavorato a “Rinascita” e all’“Espresso” occupandosi di politica internazionale e all’“Unione sarda” di cui è stato direttore. In seguito ha lasciato la carta stampata per la televisione lavorando prima al Tg3\, e poi come corrispondente da New York. Dal 2000 al 2005 è stato vicedirettore di Rainews 24. Oggi si dedica prevalentemente a trasmettere le sue conoscenze ai giovani insegnando in diversi corsi di giornalismo.
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SUMMARY:Eroi e poveri diavoli della Grande Guerra
DESCRIPTION:Mercoledì 8 aprile 2015\, ore 17.00\, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Palazzo Mattei di Giove – Via Michelangelo Caetani 32\, Roma)\, verrà presentato il volume Eroi e poveri diavoli della Grande Guerra di Paolo Brogi\, Imprimatur\, 2014. Ne parlano con l’autore: Nicola Maranesi\, Nicola Tranfaglia. \nChi sono stati nella vita di tutti i giorni gli “eroi” della Grande Guerra? Come andarono al fronte\, che cosa scrivevano\, che cosa hanno lasciato dietro di sé i protagonisti più conosciuti della prima guerra mondiale? Gli “eroi” raccontati da Brogi passano dall’interventismo estremo del bersagliere-ciclista Enrico Toti\, all’irredentismo di Cesare Battisti\, Fabio Filzi\, Damiano Chiesa\, ai letterati prestati al fronte come Renato Serra e Scipio Slataper\, per arrivare ai giovanissimi come Roberto Sarfatti figlio di Margherita\, nota come la prima amante di Mussolini. E ancora ecco Alberto Cadlolo\, Giacomo Venezian\, il Milite Ignoto. Ma anche gli Arditi e poi gli Arditi del Popolo con Guido Picelli. Ci sono pure le medaglie d’oro al valore militare\, da Francesco Baracca agli altri “assi” della nascente aviazione italiana come Pier Ruggero Piccio\, Fulco Ruffo di Calabria\, Silvio Scaroni\, all’umbro Venanzio Gabriotti che si guadagnò quattro medaglie d’argento e bronzo e che quella d’oro l’ha infine aggiunta nel 1944 facendosi fucilare dai nazifascisti come membro della Resistenza. Le figure più conosciute e quelle meno note\, compresi gli esempi di eroismo dalla parte austriaca\, come Sepp Innerkofler\, sono qui rivisitati con gli strumenti critici dell’oggi. La guerra\, però\, non produsse solo eroi ma anche folli e l’ultima parte di questo lavoro racchiude una ricca rassegna sui soldati usciti di senno nella Grande Guerra e rinchiusi nei manicomi d’Italia\, un esercito di matti composto da 40 mila reclute provenienti dagli orrori del fronte\, attraverso una ricerca su documenti inediti come le cartelle cliniche rintracciate nell’archivio dell’ospedale psichiatrico di Cogoleto a Genova. \nPaolo Brogi\, giornalista\, ha lavorato a “Reporter”\, “L’Europeo” e al “Corriere della sera”. Tra le sue più recenti pubblicazioni La lunga notte dei Mille (Aliberti\, 2011); Uomini e donne del Sud: ritratti di vite straordinarie e dell\’orgoglio meridionale (Imprimatur\, 2012).
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SUMMARY:I regolamenti del Senato regio (1848-1900). Storia\, norme e prassi
DESCRIPTION:Martedì 31 marzo 2015\, alle ore 16.30\, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Palazzo Mattei di Giove – Via Michelangelo Caetani 32\, Roma)\, verrà presentato il volume di Fabrizio Rossi\, I regolamenti del Senato regio (1848-1900). Storia\, norme e prassi\, Rubbettino\, 2013. Intervengono: Fulvio Cammarano\, Ettore Rotelli. Coordina: Lauro Rossi. \n“L’opera I regolamenti del Senato regio\, della quale compare ora il primo tomo dedicato al periodo compreso tra il 1848 e il 1900\, costituisce non solo il primo commento sistematico dei regolamenti dell’Assemblea vitalizia (in ideale dialogo con commentari che sono stati di assoluto riferimento nella vira parlamentare italiana come il Mancini-Galeotti e il Racioppi-Brunelli)\, ma anche un’attenta narrazione di come vicende storiche e contingenze politiche hanno dato impulso alla formazione di determinati assetti convenzionali\, consuetudinari e regolamentari del diritto parlamentare statutario.\nÈ proprio il costante e meditato intreccio tra storia e diritto parlamentare a dare all’esposizione dell’imponente opera di “codificazione della prassi” realizzatasi tra il 1848 e il 1900 un ritmo che non è altro che il ritmo impresso dalla storia alla razionalizzazione\, ad opera del diritto\, delle situazioni e dei comportamenti nei quali si esprimono in quei decenni la volontà e le aspirazioni degli attori politici all’interno delle istituzioni parlamentari.” (Dall’Introduzione di Pietro Grasso) \nFabrizio Rossi\, dal 2001 al 2008 Capo dell’Ufficio della Segreteria dell’Assemblea del Senato della Repubblica\, ha insegnato Storia delle istituzioni politiche e Storia contemporanea presso le Facoltà di Scienze politiche dell’Università di Bologna e delle Università di Roma “Sapienza” e “Roma Tre”. Con la casa editrice Rubbettino ha pubblicato Saggio sul sistema politico dell’Italia liberale. Procedure fiduciarie e sistema dei partiti tra Otto e Novecento (2001).
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SUMMARY:Settant'anni di libri per l'educazione. Catalogo storico delle edizioni Carabba per la scuola e la gioventù (1879-1950)\, di G. Millevolte
DESCRIPTION:Giovedì 26 marzo 2015\, ore 17.00\, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Palazzo Mattei di Giove – Via Michelangelo Caetani 32\, Roma)\, verrà presentato il volume Settant’anni di libri per l’educazione. Catalogo storico delle edizioni Carabba per la scuola e la gioventù (1879-1950) di Giovanna Millevolte\, Carabba\, 2014. Ne parlano con l’autrice: Simonetta Buttò\, Alberto Petrucciani\, Paolo Traniello. Coordina: Alfio Signorelli. \nIl saggio critico che precede e completa il Catalogo storico delle edizioni Carabba per la scuola e la gioventù affronta il compito di esaminare la produzione scolastica e del libro di lettura per l\’infanzia e la gioventù della casa editrice\, dalla fine del XIX alla metà del XX secolo\, preziose e ormai quasi introvabili edizioni\, con tutte le loro storie di educazione\, di formazione culturale. di condotte economiche\, di passaggi storico-politici.\nIl Catalogo costituisce un utile strumento di indagine bibliografica e storica per comprendere le trasformazioni della scuola italiana e del libro per l’infanzia. Le oltre 2000 schede sono il risultato dell’esame diretto dei testi conservati presso le biblioteche abruzzesi e le due biblioteche nazionali centrali di Roma e Firenze e della consultazione dei maggiori repertori bibliografici nazionali\, di cataloghi commerciali\, di banche dati on line. Il ricco corredo di indici alfabetici per autore\, titolo\, illustratore e biblioteche che conservano gli esemplari costituisce un corredo prezioso anche per gli studiosi di storia dell’editoria. \nGiovanna Millevolte insegna Storia della Stampa e dell’Editoria all’Università degli studi dell\’Aquila. Ha collaborato alla redazione di TESEO\, repertorio collettivo dei Tipografi e editori scolastico-educativi dell’Ottocento e del Novecento; ha pubblicato I De Arcangelis tipografi-editori (2005): ha curato\, con Giorgio Palmieri e Luigi Ponziani\, il volume Tipografia e editoria in Abruzzo e Molise. Il XX secolo (2007); ha curato il catalogo Nicola D’Arcangelo\, stampatore d’arte (2010).
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SUMMARY:Memorie olimpiche\, di Pierre de Coubertain\, a cura di R. Frasca
DESCRIPTION:Martedì 24 marzo 2015\, ore 17.00\, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Palazzo Mattei di Giove – Via Michelangelo Caetani 32\, Roma)\, verrà presentato il volume di Pierre de Coubertin Memorie olimpiche a cura di Rosella Frasca (ed. Lancillotto e Nausica\, 2014). Ne discutono con la curatrice: Nicola Porro\, Carlo Ricotti\, Lauro Rossi. Coordina: Sergio Raimondo. \nNelle Memorie Olimpiche Pierre de Coubertin rievoca le vicende legate alla realizzazione del suo disegno di fondazione dei Giochi Olimpici moderni. Nello scenario storico a cavallo tra Otto e Novecento\, sullo sfondo della fitta rete di rapporti diplomatici intessuti in Europa e in America con uomini di stato\, accademici\, personaggi di spicco dell’élite intellettuale e sociale rivivono — attraverso una prosa piacevole\, vivacizzata da gustosi aneddoti\, equilibrata tra esaltazione e giusto distacco — mentalità\, usi\, costumi e politica di tutta un’epoca. Per la prima volta tradotte in Italia\, queste memorie sono un documento prezioso per conoscere l’uomo\, ma anche il pedagogista che ha elaborato un modello formativo per la società di massa e per l’uomo “planetario”: l’Olimpismo\, “scuola di nobiltà e di pulizia morale”. L’opera\, in sapiente equilibrio tra una narrazione ininterrotta e un diario diplomatico\, è preceduta dai saggi introduttivi della curatrice Rosella Frasca e di Franco Cambi e da una “nota in margine alla lettura” di Mario Alighiero Manacorda\, ed è seguita da un valido apparato bio-bibliografico. \nPierre de Coubertin (1863-1937)\, fondatore dei moderni Giochi Olimpici\, nasce a Parigi da famiglia della piccola nobiltà francese. Compie studi umanistici\, frequenta l’École libre de Sciences Politiques; sotto l’influenza dell’ideale paideutico dell’antica Grecia e dei sistemi educativi dei college inglesi elabora un proprio modello pedagogico\, che diffonde in tutto il mondo attraverso conferenze\, dibattiti e una produzione di scritti straordinariamente copiosa. \nRosella Frasca\, docente di Storia dell’Educazione e della Pedagogia\, ha insegnato presso la facoltà di Scienze della Formazione di L’Aquila e in altre università italiane ed europee. I suoi interessi di studio e di ricerca sono rivolti prevalentemente ai fenomeni legati alla storia dell’educazione fisica e dello sport\, in epoca antica e contemporanea nei contesti sociali\, antropologico-culturali e del costume\, con particolare attenzione per le questioni di genere.
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SUMMARY:Proiezione: Un'ambulanza al fronte\, di Clemente Volpini
DESCRIPTION:Lunedì 23 marzo 2015\, ore 11.00\, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Palazzo Mattei di Giove – Via Michelangelo Caetani 32\, Roma)\, in collaborazione con Intercultura\, verrà proiettato il documentario Un’ambulanza al fronte di Clemente Volpini. Prodotto da Rai Storia e Intercultura; regia: Graziano Conversano; montaggio: Paolo Panella; voce narrante: Laura Boccanera; durata: 30′. Interviene l’Autore. Ingresso su prenotazione. \nUn  documentario che racconta la storia dell’American Field Service\, il servizio volontario di ambulanze nato\, in aiuto alla Francia\, alcuni mesi dopo lo scoppio del primo conflitto mondiale. Organizzatore ne fu Abram Piatt Andrew\, professore di economia a Harvard\, che nel dicembre del 1914 s’imbarcò per la Francia. Nel marzo del 1915 Andrew diventa Ispettore Generale del Servizio sul Campo dell’Ospedale Americano e stipula un accordo con il Generale Joseph Doumenc\, direttore del Services automobiles dell’esercito francese.  Da quel momento le ambulanze americane sono inviate lungo tutto il fronte occidentale: in Alsazia\, nella Lorena\, nelle Fiandre. L’ambulanza è una Ford Modello T trasformata in vettura di soccorso con al posto dei sedili un pianale di legno che può trasportare fino a sei feriti seduti o tre barelle per i casi più gravi. La chiamano Tin Lizzie\, Lucertola di Latta.
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SUMMARY:Studiare la Grande guerra nel web
DESCRIPTION:Venerdì 20 marzo\, dalle 10.00 allle 12.30\, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Via Michelangelo Caetani\, 32-Roma) si terrà l’incontro organizzato in collaborazione con il progetto www.lagrandeguerrapiu100.it: Studiare la Grande guerra nel web. Interverranno: Jacopo Calussi\, Gustavo Corni\, Paola Gioia. \nNell’incontro\, organizzato dalla Biblioteca di storia moderna e contemporanea in collaborazione con il progetto www.lagrandeguerrapiu10.it (Università degli studi di Trento)\, si intende presentare a un pubblico di docenti e studenti di scuola secondaria di secondo grado alcune risorse digitali relative alla Guerra mondiale 1914-1918 accessibili nel web. Nel fare seguito alla precedente iniziativa organizzata dalla Biblioteca nello scorso ottobre – la tavola rotonda Storia\, fonti\, tecnologie digitali: esperienze europee a confronto sulla Prima guerra mondiale\, in cui è stato presentato il progetto 1914-1918-online. International Encyclopedia of the First World War – sarà questa un’ulteriore occasione per riflettere sulle tipologie e gli obiettivi delle iniziative di digitalizzazione e discuterne con insegnanti e studenti\, grazie al contributo di Gustavo Corni\, coordinatore del progetto www.lagrandeguerrapiu100.it\, di Jacopo Calussi\, componente del gruppo di lavoro che ha realizzato lo stesso sito\, e di Paola Gioia\, responsabile dei progetti di digitalizzazione della Biblioteca di storia moderna e contemporanea e del sito www.14-18.it.
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SUMMARY:La Grande Guerra sul web: il calendario digitale www.lagrandeguerrapiu100.it
DESCRIPTION:Giovedì 19 marzo 2015\, alle ore 17.00\, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Palazzo Mattei di Giove – Via Michelangelo Caetani 32\, Roma)\, si terrà un incontro sul tema La Grande Guerra sul web\, con la presentazione del calendario digitale www.lagrandeguerrapiu100.it. Intervengono: Agostino Bistarelli\, Gustavo Corni\, Angelica Zucconi. Coordina: Rosanna De Longis.Con la presentazione del calendario digitale www.lagrandeguerrapiu100.it\, la Biblioteca di storia moderna e contemporanea ritorna sul tema delle fonti storiche accessibili nel web dopo la tavola rotonda dello scorso 8 ottobre Storia\, fonti\, tecnologie digitali: esperienze europee a confronto sulla Prima guerra mondiale\, in cui è stato presentato il progetto 1914-1918-online. International Encyclopedia of the First World War. La Grande Guerra sul web sarà un\’ulteriore occasione per riflettere sulle tipologie e gli obiettivi delle iniziative di digitalizzazione\, con un\’attenzione particolare al calendario digitale promosso dall\’Università di Trento sotto la responsabilità scientifica della cattedra di Storia contemporanea. Il progetto ha una struttura a rete e si avvale della collaborazione di istituzioni pubbliche (la Biblioteca di storia moderna e contemporanea\, l\’Istituto per la storia del Risorgimento italiano\, il Museo Nazionale del Risorgimento italiano di Torino) e private specializzate nell\’ambito della documentazione storica. \nGustavo Corni\, docente di storia contemporanea presso l?Università di Trento e coordinatore del progetto www.lagrandeguerrapiu100.it\, ha studiato la storia comparata delle dittature e la storia sociale delle due guerre mondiali. Agostino Bistarelli è docente di storia e filosofia nei licei e referente per la ricerca della Giunta centrale per gli studi storici. Tra le sue recenti pubblicazioni: La storia del ritorno: i reduci italiani del secondo dopoguerra (2007) e Gli esuli del Risorgimento (2011).Rosanna De Longis è vicedirettrice della Biblioteca di storia moderna e contemporanea.Angelica Zucconi\, bibliotecaria presso l\’Università di Roma Sapienza\, è esperta di banche dati e risorse elettroniche. Come studiosa del periodo napoleonico ha pubblicato\, fra l\’altro\, Napoleona. L\’avventurosa storia di una nipote dell\’imperatore (2008). \n 
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SUMMARY:L'Italia del divorzio\, 1946-1974: la battaglia fra Stato\, Chiesa e gente comune
DESCRIPTION:Giovedì 12 marzo 2015\, ore 17.00\, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Palazzo Mattei di Giove – Via Michelangelo Caetani 32\, Roma)\, verrà presentato il volume L’Italia del divorzio. La battaglia fra Stato\, Chiesa e gente comune 1946-1974 di Fiamma Lussana\, Carocci\, 2014. Intervengono: Guido Crainz\, Patrizia Gabrielli\, Alexander Höbel. Coordina: Francesco Barbagallo.Famiglia e indissolubilità del matrimonio sono al centro del dibattito che inizia\, all’indomani della Seconda guerra mondiale\, nell’Assemblea Costituente. Si riaccende in quella sede il duro scontro sul divorzio che già nell’Italia postunitaria\, fuori e dentro il Parlamento\, aveva contrapposto progressisti e conservatori. L’urto sul divorzio è il drammatico specchio delle contraddizioni della politica e del bisogno di cambiamento della società italiana. Dopo la proposta di legge presentata dal socialista Fortuna a metà degli anni Sessanta\, la contesa fra divorzisti e antidivorzisti è destinata a dividere il paese diventando un’aspra disputa fra oscurantismo e modernità. Basandosi su fonti archivistiche inedite\, come le migliaia di lettere e cartoline dei “fuorilegge del matrimonio” inviate a Loris Fortuna per sostenere il suo progetto di legge\, la crociata del divorzio viene qui indagata assumendo per la prima volta anche l’angolo visuale della gente comune. Quella del divorzio è infatti una battaglia esplosiva che si innesta su una sofferenza sociale diffusa: oltre ai maggiori partiti politici e ai vertici della Chiesa\, impegnati\, ciascuno a suo modo\, a difendere la propria egemonia\, entrano in campo con forza inaspettata anche le persone.Fiamma Lussana insegna Storia contemporanea all’Università di Sassari\, È membro del Comitato scientifico della Fondazione Istituto Gramsci di Roma e della rivista “Studi Storici”. Alla storia delle donne ha dedicato diversi studi tra cui Le donne e la modernizzazione: il neofemminismo degli anni settanta\, apparso nella Storia dell’Italia repubblicana einaudiana. Con le Edizioni dell’Orso ha pubblicato nel 2002 l’Unità 1924-1939: un giornale “nazionale” e “popolare”. Con Carocci ha pubblicato nel 2000 Il “Lavoro Culturale” (con Albertina Vittoria)\, nel 2007 In Russia prima del Gulag. Emigrati italiani a scuola di comunismo\, nel 2012 Il movimento femminista in Italia. Esperienze\, storie\, memorie.Francesco Barbagallo insegna Storia Contemporanea al Dipartimento di Discipline Storiche dell’Università di Napoli Federico II e dirige la rivista “Studi Storici”. Guido Crainz\, storico\, è opinionista del quotidiano «la Repubblica».Patrizia Gabrielli insegna Storia contemporanea e Storia di Genere presso l’Università di Siena (Facoltà di Lettere e Filosofia di Arezzo).Alexander Höbel\, dottore di ricerca in Storia presso l’Università Federico II di Napoli\, è borsista della Fondazione Luigi Longo.
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SUMMARY:Giorno della memoria 2015: ciclo di incontri con gli studenti liceali
DESCRIPTION:Biblioteca di storia moderna e contemporanea\nPalazzo Mattei di Giove – Via Michelangelo Caetani 32 – 00186 Roma \nLunedì 26 gennaio\, ore 10.00-13.00 – iniziativa riservata alle scuole\nIncontro con le autrici del volume Toccare il fondo. Una famiglia di ebrei italiani attraverso due guerre mondiali\, di Gianna Di Nepi\, a cura di  Giulia Piperno \nMartedì 27 gennaio\, ore 10.00-13.00 – iniziativa riservata alle scuole\nIncontro con le autrici del volume Toccare il fondo. Una famiglia di ebrei italiani attraverso due guerre mondiali di Gianna Di Nepi\, a cura di  Giulia Piperno \nMercoledì 28 gennaio\, ore 10.00-13.00 – iniziativa riservata alle scuole\nIncontro con l’ autrice del volume Un amore Capitale. Salvatore Fornari e Roma di Silvia Haia Antonucci (Archivio Storico della Comunità Ebraica di Roma). \nGiovedì 29 gennaio\, ore 10.00-13.00 – iniziativa riservata alle scuole\nIncontro con l’ autrice del volume Un amore Capitale. Salvatore Fornari e Roma di Silvia Haia Antonucci (Archivio Storico della Comunità Ebraica di Roma). \nVenerdì 30 gennaio\, ore 10.00-13.00 – inziativa riservata alle scuole\nProiezione del film di Carlo Lizzani\, L’oro di Roma (90’\, 1961)\, introdotto e commentato da Maurizio Zinni (Università di Roma Tre). \n********************************************************** \nUn amore Capitale. Salvatore Fornari e Roma di Silvia Haia Antonucci (Esedra editore\, 2014)\nStoria ed identità legano gli ebrei al Lazio e a Roma che\, dopo Gerusalemme\, è l’unica città in Europa dove la loro presenza è stabile da oltre duemila e duecento anni. Le numerose testimonianze\, le antiche consuetudini e le secolari tradizioni raccontano la storia\, la vita\, le abitudini di tale popolo. In questa monografia dedicata a Salvatore Fornari\, interessante e poliedrica figura del Novecento\, vengono svelati molti dei suoi aspetti umani\, artistici ed intellettuali. Esponente dell’antica comunità ebraica\, concorse insieme ad altri a creare il Museo di Roma\, divenendone il primo Direttore. Pur occupandosi di molte discipline\, tra cui quella di poeta in romanesco\, è noto per la sua collezione fotografica. L’abilità dell’autrice sta non solo nel far emergere un ritratto della persona\, ma anche un quadro dell’ambiente\, o meglio degli ambienti nei quali Fornari si è formato e ha vissuto. Alla luce della sua vicenda personale si legge infatti la più ampia e tragica storia degli ebrei durante il Novecento.  \nSilvia Haia Antonucci è responsabile dell’Archivio Storico della Comunità Ebraica di Roma-ASCER\, collabora con il Museo Ebraico di Roma\, è giornalista pubblicista. Studiosa di storia degli ebrei romani\, di Israele\, della Shoah (con particolare riferimento alla didattica ed alla storia orale) e dei rapporti ebraico-cristiani; su tali argomenti ha pubblicato volumi ed ha tenuto conferenze in Italia ed all’estero. È membro dell’Associazione Italiana di Storia Orale (AISO)\, dell’Associazione Europea di Studi Ebraici (EAJS)\, dell’Associazione Nazionale Archivisti Italiani (ANAI) e dell’Associazione Italiana Studi sul Giudaismo (AISG). È stata vicepresidente dell’Associazione Italia-Israele Roma- AIIR (dal 2000 al 2002).  \nToccare il fondo. Una famiglia di ebrei italiani attraverso due guerre mondiali di Gianna Di Nepi\, a cura di Giulia Piperno (Belforte Salomone\, 2013)\nAlberto e Marina sono una coppia di fidanzati come tanti: lui è un giovane e brillante medico\, lei è una ragazza di buona famiglia un po’ annoiata. Come tanti ragazzi della loro età vivono i loro svaghi e i loro tormenti giovanili quando\, nel 1938\, la loro vita si scontra con la storia. Alberto e Marina sono ebrei e\, con la promulgazione delle leggi razziali\, lui perde il posto di lavoro. Attraverso mille difficoltà decidono di emigrare e\, dopo un precipitoso matrimonio\, nell’aprile del 1939 si imbarcano sul vapore Fella diretti in Guatemala.\nIl libro racconta la storia di Alberto e Marina e delle loro famiglie attraverso una serie di lettere scritte dai protagonisti a partire dal 1915\, quando lo Zio Silvio\, pieno di orgoglio patriottico lascia “Roma bella” per andare al fronte\, fino al 1947 quando\, dopo la bufera della Seconda Guerra Mondiale\, Alberto e Marina ritornano in Italia.\nLe lettere dei vari membri della famiglia viaggiano tra l’Italia\, l’America centrale\, gli Stati Uniti e la Palestina e le storie personali si intrecciano con gli eventi cruciali della storia del Novecento. \nGianna Di Nepi\, nata in Belize nel 1946\, è laureata in Lettere e ha lavorato come bibliotecaria per venticinque anni prima all’Università e poi alla Biblioteca della Camera dei Deputati. Andata in pensione\, per dieci anni è stata attiva nelle istituzioni ebraiche ricoprendo incarichi all’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane e alla Comunità Ebraica di Roma.\nGiulia Piperno è responsabile della Biblioteca della Fondazione Museo della Shoah di Roma. \nInfo e prenotazioni: b-stmo.info@beniculturali.it
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SUMMARY:Il fascismo in provincia. Articolazioni e gestione del potere tra centro e periferia. A cura di Paul Corner e Valeria Galimi
DESCRIPTION:Mercoledì 19 novembre 2014\, alle ore 17.00\, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Palazzo Mattei di Giove – Via Michelangelo Caetani 32\, Roma)\, verrà presentato il volume Il fascismo in provincia. Articolazioni e gestione del potere tra centro e periferia. A cura di Paul Corner e Valeria Galimi (Viella\, 2014). Intervengono: Marco De Nicolò\, Mariuccia Salvati\, Alessandra Staderini. Coordina: Chiara Giorgi. \nChi comandava veramente sotto il fascismo? A prima vista sembrerebbero esserci pochi dubbi al riguardo. Durante il Ventennio ogni giorno partiva da Roma una “valanga” di ordini e direttive destinati ai fasci provinciali e il tono – fascisticamente deciso e perentorio – non ammetteva discussione. Ma fino a che punto i fasci locali obbedivano ai comandi di Roma? Fino a che punto\, di contro\, i gerarchi provinciali – i “piccoli Mussolini” di provincia – prendevano decisioni in modo autonomo\, seguendo una logica più locale che nazionale? Attraverso studi specifici sui vari fascismi provinciali\, il volume fa luce per la prima volta sull’effettiva distribuzione del potere durante il Ventennio\, mostrando da una parte i limiti di quella centralizzazione tanto voluta dal regime e dall’altra il peso\, nella gestione del potere provinciale\, di tradizioni\, interessi e  ambizioni più strettamente locali. Ne emerge un quadro nuovo\, ricco e complesso\, che mette in questione i luoghi comuni più diffusi con cui si è abituati a pensare i meccanismi di funzionamento della dittatura. Il volume contiene saggi di Tommaso Baris\, Alessio Gagliardi\, Elisabetta Colombo\, Andrea Guiso\, Simone Duranti\, Domenica La Banca\, Francesca Cavarocchi\, Roberto Parisini\, Saverio Battente\, Matteo Di Figlia\, Anna Maria Vinci\, Gabriele Rigano\, Roberta Pergher. \nPaul Corner è docente di Storia dell’Europa presso l’Università di Siena. Tra le sue recenti pubblicazioni: Il consenso totalitario (2012) e The Fascist Party and Popular Opinion in Mussolini’s Italy (2012). \nValeria Galimi svolge attività di ricerca presso l’Università dela Tuscia. Ha pubblicato\, fra l’altro\, L’antisemitismo in azione. Pratiche antiebraiche nella Francia degli anni Trenta (2006) e il saggio Vichy: un passato che non passa? Opinione pubblica e politiche della memoria in Francia\, nel volume collettaneo L’Europa e le sue memorie. Politiche e culture del ricordo dopo il 1989 (2013).
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SUMMARY:Forse è solo perché non dovevo morire. Ricordi autografi della Grande Guerra del fante contadino Cermaria Elmo\, il nonno Peppe. A cura di Francesco Nicolini.
DESCRIPTION:Martedì 18 novembre 2014\, alle ore 17.00\, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Palazzo Mattei di Giove – Via Michelangelo Caetani 32\, Roma)\, verrà presentato il volume Forse è solo perché non dovevo morire. Ricordi autografi della Grande Guerra del fante contadino Cermaria Elmo\, il nonno Peppe. A cura di Francesco Nicolini.  Illustrazioni di Simone Massi (Il Fiorino\, 2013). Intervengono: Maria Pia Critelli\, Francesco Nicolini\, Antonio Olivieri. Coordina: Simonetta Buttò\nIl volume raccoglie la testimonianza dell’esperienza che Elmo Cermaria\, detto Peppe\, un contadino di Sant’ Angelo in Lizzola (PU) che visse come fante l’esperienza della Prima guerra mondiale sulla linea dell’Isonzo. Inizialmente inquadrato nel 36° fanteria Pistoia\, Cermaria passa poi al 230° Campobasso. Con la Campobasso partecipa alla presa di Gorizia\, per poi ammalarsi di itterizia. Ritorna in linea nel marzo 1917 sul Monte San Gabriele. Caduto prigioniero il 29 ottobre 1917\, durante la rotta di Caporetto\, trascorre la sua prigionia in diversi campi disseminati nei territori austriaci. Al termine dell’ennesimo tragico episodio\, avvenuto nel campo di concentramento dove era stato rinchiuso\, Cermaria\, incredulo di essere ancora in vita\, commenta “forse è solo perché non dovevo morire”. Questa frase dà il titolo al volume che contiene i suoi ricordi di guerra\, affidati\, in un breve memoriale\, al nipote\, Francesco Nicolini\, che ne ha curato la pubblicazione. Il libro è illustrato dai disegni di Simone Massi.\nIl manoscritto di Elmo Cermaria e i disegni originali saranno esposti nel corso della presentazione del volume.
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