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SUMMARY:Avanti sempre. Emozioni e ricordi della guerra di trincea\, 1915-1918 di Nicola Maranesi
DESCRIPTION:Giovedì 7 maggio 2015\, ore 17.00\, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Palazzo Mattei di Giove – Via Michelangelo Caetani 32\, Roma)\, verrà presentato il volume Avanti sempre. Emozioni e ricordi della guerra di trincea\, 1915-1918 di Nicola Maranesi (Il Mulino\, 2014). Ne parlano con l’autore: Fortunato Minniti\, Lidia Piccioni.Casa\, centro di addestramento e smistamento\, retrovia\, trincea di massima resistenza\, trincea di prima linea\, trincea avanzata\, terra di nessuno. Nel corso della Prima guerra mondiale furono circa quattro milioni e duecentocinquantamila i soldati italiani direttamente impegnati nelle operazioni belliche. Partirono da tutta la penisola per contrapporsi al nemico\, l’esercito austriaco\, su un fronte che si estendeva per circa cinquecento chilometri\, dal confine con la Svizzera fino al Mare Adriatico. Non fu questo\, però\, l’unico cammino che gli uomini in età di leva condivisero durante i lunghi mesi di ostilità. È infatti possibile ripercorrere le tappe di un percorso emotivo\, scandito dagli stati d’animo vissuti dai soldati durante la permanenza al fronte: presa di coscienza\, inquietudine\, smarrimento\, sconforto\, agitazione\, paura\, rassegnazione\, terrore\, annichilimento\, volontà di vivere. Per ricostruire questo «viaggio interiore» Nicola Maranesi ha scandagliato i diari\, le memorie e gli epistolari conservati nel fondo inedito «Guerra mondiale 1914-18» dell’Archivio Diaristico Nazionale di Pieve Santo Stefano e ha intrecciato le diverse testimonianze in un volume che dà voce a chi visse in prima persona l’esperienza della Grande Guerra: racconti vivi e impressionanti\, che continuano a rivelare aspetti inediti della vita quotidiana dei soldati\, dal momento dell’arrivo in trincea fino a quello\, per chi ha potuto viverlo\, del ritorno a casa.La presentazione di Avanti sempre inaugura il ciclo di incontri Scritture di guerra\, sulla memorialistica delle guerre mondiali: i successivi appuntamenti\, il 14 e il 21 maggio p.v.\, saranno dedicati\, rispettivamente\, al racconto autobiografico di Eugenio Armati\, Aride zolle\, e al volume di Gianluca Cinelli\, Prigionieri nei Lager di Hitler e di Stalin. L’esperienza del totalitarismo nella memorialistica italiana e tedesca. Nicola Maranesi\, giornalista\, fa parte della direzione artistica del Premio Pieve Saverio Tutino. Coordina il «Progetto Grande Guerra» della Fondazione Archivio Diaristico Nazionale ed è responsabile per l’Archivio del progetto «La Grande Guerra\, i diari raccontano»\, in collaborazione col Gruppo «L’Espresso». 
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SUMMARY:Arnaldo Momigliano a Radio Londra - 1941-1945
DESCRIPTION:Mercoledì 6 maggio 2015 alle ore 16.30\, nella Sala conferenze presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Palazzo Mattei di Giove – Via Michelangelo Caetani 32\, Roma)\, in collaborazione con l’Istituto storico italiano per l’età moderna e contemporanea\, Riccardo Di Donato terrà una conferenza dal titolo “Arnaldo Momigliano a Radio Londra – 1941-1945”. Intervengono: Arnaldo Marcone\, Paolo Peluffo\, Marcello Verga. \n“Nel luglio del 1999\, le soffitte della casa londinese di Arnaldo Momigliano hanno restituito manoscritti e dattiloscritti di trenta interventi dello storico dell’antichità esule a Oxford\, composti tra il 1941 e il 1945\, per le trasmissioni di propaganda di Radio Londra\, cui collaboravano gli esponenti del movimento antifascista Free Italy – Libera Italia\, in cui erano attivi\, tra gli altri\, Umberto Calosso\, Elio Nissim\, Ruggero Orlando e i fratelli Paolo e Piero Treves.\nDi questi trenta testi\, tre soltanto erano noti\, in quanto conservati negli Archivi della BBC\, compresi nell’inventario reso pubblico nel 1976 e quindi pubblicati in Belfagor con il titolo Conversazioni sul nazismo\, subito dopo la morte di Momigliano\, alla fine del 1987.\nI testi permettono di apprezzare un aspetto non conosciuto della personalità dello storico piemontese e ci fanno leggere in forma diretta l’espressione di quei pensieri sul presente\, che andavano finora cercati in filigrana entro gli scritti di storia antica\, in particolare in quelli composti nel medesimo periodo\, pervenuti in modo frammentario e in massima parte concentrati intorno al tema del libro che Momigliano non arrivò a scrivere\, negli anni dell’esilio\, su Pace e libertà nel mondo antico”. Riccardo Di Donato (la Repubblica\, 18.10.2008) \nRiccardo Di Donato\, docente di Letteratura Greca presso l’Università di Pisa\, si è formato come filologo classico e come studioso di storia della cultura presso la Scuola Normale Superiore di Pisa\, sotto la guida di Aurelio Peretti e di Arnaldo Momigliano. La sua produzione scientifica segue distinti filoni: a. epica greca arcaica e altri aspetti della cultura letteraria\, linguistica e religiosa dei Greci dell’età arcaica e classica; b. formazione dello statuto teoretico della antropologia storica del mondo antico attraverso studi sulla cultura francese ed europea del XIX-XX secolo; c. aspetti della cultura italiana del secolo XX (A. Momigliano\, E. De Martino\, M.Untersteiner; S. Timpanaro) con molte pubblicazioni. Custodisce l’Archivio A. Momigliano e le Archives Louis Gernet. Ha concluso il lungo lavoro condotto sulle carte di A. Momigliano con la pubblicazione del Decimo Contributo alla storia degli studi classici e del mondo antico.
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SUMMARY:Mondine in campo. Dinamiche e retoriche di un lavoro del Novecento di Barbara Imbergamo
DESCRIPTION:Lunedì 4 maggio 2015\, alle ore 17.00\, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Palazzo Mattei di Giove – Via Michelangelo Caetani 32\, Roma)\, verrà presentato il volume Mondine in campo. Dinamiche e retoriche di un lavoro del Novecento di Barbara Imbergamo\, editpress\, 2015. Ne discutono con l’autrice: Letizia Cortini\, Simone Misiani\, Enrico Pugliese.Durante l’incontro saranno proiettati brani dal film Di madre in figlia di Andrea Zambelli (Rossofuoco\, 2008\, 82’)Vincitore Premio Gisa Giani 2014La vita\, il lavoro\, le lotte delle mondine tra la fine dell’Ottocento e i primi anni Sessanta. La storia di una delle figure più note del mondo del lavoro contemporaneo indagata nel periodo in cui quel lavoro ebbe carattere nettamente femminile e dimensione di massa. Lo sguardo è attento a rintracciare continuità e discontinuità\, a ricostruire le fasi attraverso le quali poverissime braccianti divennero lavoratrici rispettate e consapevoli dei propri diritti. Mondine in campo si sofferma sullo stereotipo della mondina: sfruttata\, combattiva\, ma anche bella e trasgressiva. Attraverso fonti narrative e iconografiche\, che si affiancano a quelle più tipicamente storiografiche\, analizza il ruolo che rappresentazioni e narrazioni hanno avuto nel costruire questa figura\, nel determinarne percezioni identitarie\, comportamenti e proiezioni politiche\, e le conseguenze che queste costruzioni narrative hanno avuto nel miglioramento delle loro condizioni di lavoro. Il risultato è la storia dinamica e sfaccettata di una icona del lavoro del novecento.Barbara Imbergamo\, un dottorato in storia contemporanea\, si occupa di inclusione dei cittadini nelle politiche pubbliche. Ha all’attivo diversi saggi in volumi collettanei e riviste\, il più recente dei quali è Riflessioni di una lavoratrice autonoma al giorno d’oggi\, in M.T. Mori\, A. Pescarolo\, A. Scattigno\, S. Soldani (a cura di)\, Di generazione in generazione. Le italiane dall’Unità a oggi\, (2014).
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SUMMARY:Il melodramma della nazione. Politica e sentimenti nell’età del Risorgimento di Carlotta Sorba
DESCRIPTION:Mercoledì 29 aprile 2015\, alle ore 17.00\, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Palazzo Mattei di Giove – Via Michelangelo Caetani 32\, Roma)\, verrà presentato il volume Il melodramma della nazione. Politica e sentimenti nell’età del Risorgimento di Carlotta Sorba\, Laterza\, 2015. Ne discutono con l’autrice: Gabriele Pedullà\, Lucy Riall\, Simonetta Soldani. \n«Qui stretti in famiglia giuriamo guerra eterna di sterminio a quelle belve vestite di umana forma\, ai crudeli che questa terra dilaniano che\, non sazi dei nostri tesori\, il sangue stesso ci succhiano. Vendetta! Vendetta! Lo giuriamo!». È una pagina di unmélodel 1848\, dove una giovinetta di forte tempra morale giura di combattere il nemico austriaco che opprime\, sevizia\, perseguita la patria succube da secoli dello straniero.\nUna straordinariaesaltazione percorre in Italia le battaglie risorgimentali\, mentre il lessico delle emozioni e dei sentimenti invade la politica. Persino i più moderati tra i patrioti utilizzano linguaggi\, narrazioni\, gestualità che risuonano di enfasi e di estremismo etico e si richiamano a quella immaginazione melodrammatica che\, dalla fine del Settecento\, attraversa in tutta Europa il teatro e la letteratura di finzione. È dunque sulle scene di Parigi\, di Londra e di Milano che inizia il percorso di questo volume\, perché è lì che per la prima volta si propongono testi insieme lacrimevoli e spettacolari\, adatti a un pubblico largo e non acculturato. Ma è nell’Italia del 1848 che il melodramma della nazione esprime al meglio le sue potenzialità\, permeando di sé i discorsi e la comunicazione politica\, come le pratiche e i corpi dei patrioti\, in un crescendo di pathos e teatralità.\nBasandosi su una documentazione inconsueta – romanzi e testi teatrali minori\, storie d’Italia narrate al popolo\, giornali di moda e di teatro\, materiali di propaganda – Carlotta Sorba esplora l’intreccio tra politica e mélo\, gettando una luce nuova sugli strumenti espressivi della politica moderna e sulle loro radici storiche. \nCarlotta Sorba insegna Storia dell’Ottocento e Storia e teoria culturale all’Università di Padova\, dove dirige il Centro interuniversitario di storia culturale (CSC). Ha scritto saggi e curato volumi sui rapporti tra teatro\, musica e società nell’Ottocento italiano ed europeo\, tema a cui ha dedicato anche Teatri. L’Italia del melodramma nell’età del Risorgimento (Bologna 2001).
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SUMMARY:Archivi delle donne. Prospettive\, problemi\, sfide\, a partire dalla pubblicazione del volume\, a cura di Paola Novaria e Caterina Ronco\, Archivi delle donne in Piemonte. Guida alle fonti
DESCRIPTION:Giovedì 23 aprile alle ore 17.00\, in collaborazione con la Casa Internazionale delle donne\, Archivia e la SIS (Società Italiana delle Storiche)\, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Palazzo Mattei di Giove – Via Michelangelo Caetani 32\, Roma)\, si terrà una tavola rotonda sul tema Archivi delle donne. Prospettive\, problemi\, sfide\, a partire dalla pubblicazione del volume a cura di Paola Novaria e Caterina Ronco Archivi delle donne in Piemonte. Guida alle fonti\, Centro Studi Piemontesi\, 2014. Intervengono: Gabriella Nisticò\, Paola Novaria\, Silvia Trani\, Manola Ida Venzo. Coordina: Elena Petricola. \nL’Archivio delle Donne in Piemonte\, come altre iniziative ed esperienze analoghe\, è nato dal riconoscimento del valore collettivo della storia delle donne e dalla necessità di conservarne la memoria\, bene comune per il territorio. Il volume a cura di Paola Novaria e Caterina Ronco Archivi delle donne in Piemonte. Guida alle fonti fa parte della collana “Archivi e Biblioteche in Piemonte”\, promossa dall’amministrazione regionale in collaborazione con il Centro Studi Piemontesi\, e propone l’elenco di tutti gli archivi di singole donne e associazioni femminili del Piemonte; ad ognuno di essi è dedicata una scheda con collocazione e contenuti. \nIndice: Presentazione. Eugenio Pintore\, Gli archivi delle donne: una ricchezza di genere. Dimitri Brunetti\, Prefazione. Daniela Caffaratto\, Prefazione. Elena Petricola\, Per Caterina Ronco\, Archivi delle donne in Piemonte. Un incrocio di mappe e di sguardi. Archivio delle Donne in Piemonte\, Considerazioni archivistiche a margine di un censimento di fondi. Linda Giuva\, Non solo polvere. Soggettività e archivi. Paola Di Cori. Guida alle fonti per la storia delle donne in Piemonte.\nCompletano l’opera una ricca bibliografia (suddivisa in Archivi\, fondi\, inventari; Memorialistica; Studi e ricerche) e gli indici dei nomi di persona e dei nomi di associazioni\, gruppi e movimenti. \nLa recente pubblicazione del volume ha offerto lo spunto per un confronto sui luoghi di documentazione archivistica per la storia di genere in Italia.\nAl dibattito parteciperanno Gabriella Nisticò\, presidente di ARCHIVIA (Roma)\, Elena Petricola\, storica\, co-delegata dell’Archivio delle Donne in Piemonte\, Paola Novaria\, responsabile dell’Archivio storico dell’Università di Torino\, Silvia Trani\, archivista\, specialista di archivi militari\, Manola Ida Venzo\, funzionaria dell’Archivio di Stato di Roma.
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SUMMARY:Bambine e bambini nel tempo («Genesis. Rivista della Società italiana delle storiche» 2014/2)\, a cura di Stefania Bernini e Adelisa Malena.
DESCRIPTION:Giovedì 16 aprile alle ore 17.00\, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Palazzo Mattei di Giove – Via Michelangelo Caetani 32\, Roma)\, verrà presentato il volume Bambine e bambini nel tempo (numero monografico 2014/2 di «Genesis. Rivista della Società italiana delle storiche».\nIntervengono: Marina d’Amelia\, Costanza Jesurum\, Domenico Rizzo. Coordina: Benedetta Borello. \n“Sviluppatasi nell’alveo della nuova storia sociale\, l’obiettivo della storia dell’infanzia è stato fin dalle sue origini quello di dar voce a protagonisti rimasti per lungo tempo ai margini della “Storia”. Nonostante le alterne vicende della disciplina\, le discussioni metodologiche che la attraversano e le difficoltà oggettive di scrivere la storia dei più giovani\, a partire dal problema delle fonti\, dagli anni ’60 a oggi bambine e bambini si sono affermati come soggetti storici essenziali alla comprensione del passato. La data di nascita della storia dell’infanzia viene fatta con- venzionalmente coincidere con la pubblicazione di L’Enfant et la vie familiale sous l’ancien régime. Nonostante i noti limiti metodologici dello studio di Ariès\, infatti\, il libro ebbe l’indubbio e dirompente merito di storicizzare l’infanzia\, dimostrando che essa doveva essere con- siderata non come un fenomeno “naturale” o “universale”\, bensì come un fatto storico\, e come tale legato alle specificità dei contesti […]. Sappiamo oggi che i bambini non sono stati “scoperti” fra il XVI e il XVII secolo\, e che concezioni specifiche dell’infanzia possono essere rintracciate nel corso dell’intera storia umana. L’accumularsi della ricerca storica sembra confermare che la cifra principale dell’infanzia (come idea e come esperienza) risiede proprio nella sua molteplicità\, da indagare all’intersezione di classe\, etnia\, religione\, situazione familiare e\, inevitabilmente\, genere”(Dall’Introduzione di S. Bernini e A. Malena).  \nStefania Bernini\, lecturer di Storia europea nell’University of New South Wales\, Sydney\, si è occupata di storia della famiglia e storia di genere\, e ha pubblicato\, tra l’altro\, Family Life and Individual Welfare in Postwar Europe (2007).\nAdelisa Malena\, docente di Storia moderna presso l’Università Ca’ Foscari’ di Venezia\, si occupa di storia religiosa e di storia di genere. Autrice\, fra l’altro\, del volume L’ eresia dei perfetti: inquisizione romana ed esperienze mistiche nel Seicento italiano (2003)\, ha curato i numeri monografici di «Genesis» Conversioni (con Giulia Calvi) e Donne in famiglia nell’alto medioevo (con Cristina La Rocca).
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SUMMARY:Non era una donna\, era un bandito. Rita Rosani\, una ragazza in guerra\, di Livio Isaak Sirovich
DESCRIPTION:Martedì 14 aprile 2015\, ore 17.00\, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Palazzo Mattei di Giove – Via Michelangelo Caetani 32\, Roma)\, in collaborazione con l?Unione delle comunità ebraiche italiane e il Centro di Cultura Ebraica\, verrà presentato il volume Non era una donna\, era un bandito. Rita Rosani\, una ragazza in guerra di Livio Isaak Sirovich\, Cierre\, 2014. Ne parlano con l?autore: Annabella Gioia\, Marcello Pezzetti. Coordina: Lauro Rossi. Letture a cura di Elena Bono\, interpretate da Manola Rotunno \n«Cosa pensò Rita\, la giovane maestra ebrea dai capelli rossi\, quando nel mirino del moschetto vide i nazifascisti venirle addosso? Perché era rimasta indietro a sparare\, mentre gli altri partigiani\, incluso il suo uomo\, si erano dati alla fuga? Aveva forse saputo che il suo ex fidanzato era stato ammazzato ad Auschwitz? Non voleva più vivere nell?Italia avvelenata dalle leggi razziali? Una storia vera\, piena di ombre\, con domande cui nemmeno un processo per omicidio e una medaglia d?oro ? l?unica\, concessa a un?italiana morta in combattimento ? riescono a dare risposta definitiva. Le vicende di Rita e dei due uomini della sua vita: ?Kubi?\, un triestino di origine polacca di cui l?Autore trova le ultime appassionate lettere in Abruzzo in un palazzotto in rovina\, e il colonnello Ricca\, un reduce di Russia guascone e tombeur de femmes. Tre vite nella tempesta\, nelle quali è impossibile non immedesimarsi». Paolo Rumiz \nLivio Isaak Sirovich è nato a Trieste nel 1949\, da madre ebrea lituano-tedesca e da padre di antica origine dalmata. Ha scritto: Cari\, non scrivetemi tutto. Gli Isaak\, una famiglia in trappola fra Hitler e Stalin (1995)\, Cime Irredente. Un tempestoso caso storico alpinistico (1996)\, a quattro mani con Fabrizio Martini Il Tinisa (1983) e La notte delle faville (2007). Lavora come ricercatore dell’Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale (OGS) di Trieste.
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SUMMARY:Oltre il magnetofono. Fonti orali\, storiografia\, generazioni
DESCRIPTION:Venerdì 10 aprile 2015\, ore 15.30 presso la Sala Auditorium dell’Istituto centrale per i beni sonori e audiovisivi (Palazzo Mattei di Giove – Via Michelangelo Caetani 32\, Roma)\, in collaborazione con la Biblioteca di storia moderna e contemporanea\, si terrà una tavola rotonda in occasione della pubblicazione del numero monografico di “Italia contemporanea” (n. 275/2014)\, Oltre il magnetofono. Fonti orali\, storiografia\, generazioni\, a cura di Andrea Brazzoduro e Alessandro Casellato\, Franco Angeli\, 2014. Intervengono: Beppe De Sario\, Stefania Ficacci\, Olivia Fiorilli\, Damiano Garofalo\, Jessica Matteo\, Giovanni Pietrangeli\, Paola Stelliferi\, Ulrike Viccaro. Coordina: Bruno Bonomo. Saranno presenti i curatori \nL’idea di organizzare una tavola rotonda a partire dalla pubblicazione\, sul fascicolo di “Italia contemporanea”\, dei risultati del seminario dell’Associazione italiana di storia orale (Aiso) tenutosi a Firenze il 7 marzo 2013 nasce dalla voglia di sollecitare un confronto tra giovani storiche e storici sui metodi\, gli indirizzi e le questioni teoriche che le fonti orali pongono alla ricerca sull’età contemporanea nel momento in cui queste\, come scrivono i curatori\, “non sono più una presenza anomala e marginale\, quanto uno degli strumenti più vitali\, diffusi e in molti casi imprescindibili”. \nAndrea Brazzoduro\, dottore di ricerca in Storia contemporanea alla Sapienza Università di Roma e alla Université Paris X (Institut d’histoire du temps présent)\, nel 2012 ha pubblicato Soldati senza causa. Memorie della guerra d’Algeria. \nAlessandro Casellato\, ricercatore di Storia contemporanea all’Università di Venezia\, si è occupato di storia sociale e politica otto e novecentesca\, di storia orale e scrittura autobiografica\, pubblicando numerosi saggi in monografie e riviste specializzate.
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SUMMARY:Per via di terra. In treno da Hanoi a Mosca
DESCRIPTION:Giovedì 9 aprile 2015\, ore 17.00\, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Palazzo Mattei di Giove – Via Michelangelo Caetani 32\, Roma)\, verrà presentato il volume Per via di terra. In treno da Hanoi a Mosca di Massimo Loche\, Voland\, 2014. Ne parlano con l’autore: Maria Ferretti\, Giorgio Zanchini. Coordina: Rosanna De Longis. \nNovembre 1974. Il giornalista Massimo Loche\, allora corrispondente da Hanoi per “l’Unità”\, sceglie per viaggiare un mezzo inusuale: il treno. Parte dal Vietnam\, attraversa la Cina di Mao per arrivare a Mosca\, nell’Unione Sovietica di Brežnev. Un itinerario irto di complicazioni e difficoltà di ogni tipo\, in carrozze a quel tempo lussuose\, popolate da marinai romeni e intellettuali jugoslavi\, attrici del cinema mongolo e diplomatici avventurosi. Alla scoperta di un mondo che oggi non esiste più ma che è rimasto nell’immaginario di tutti.. \nMassimo Loche è giornalista e ha collaborato con numerose testate. Per “l’Unità” è stato corrispondente in Algeria e Vietnam negli anni ’70. Ha poi lavorato a “Rinascita” e all’“Espresso” occupandosi di politica internazionale e all’“Unione sarda” di cui è stato direttore. In seguito ha lasciato la carta stampata per la televisione lavorando prima al Tg3\, e poi come corrispondente da New York. Dal 2000 al 2005 è stato vicedirettore di Rainews 24. Oggi si dedica prevalentemente a trasmettere le sue conoscenze ai giovani insegnando in diversi corsi di giornalismo.
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SUMMARY:Eroi e poveri diavoli della Grande Guerra
DESCRIPTION:Mercoledì 8 aprile 2015\, ore 17.00\, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Palazzo Mattei di Giove – Via Michelangelo Caetani 32\, Roma)\, verrà presentato il volume Eroi e poveri diavoli della Grande Guerra di Paolo Brogi\, Imprimatur\, 2014. Ne parlano con l’autore: Nicola Maranesi\, Nicola Tranfaglia. \nChi sono stati nella vita di tutti i giorni gli “eroi” della Grande Guerra? Come andarono al fronte\, che cosa scrivevano\, che cosa hanno lasciato dietro di sé i protagonisti più conosciuti della prima guerra mondiale? Gli “eroi” raccontati da Brogi passano dall’interventismo estremo del bersagliere-ciclista Enrico Toti\, all’irredentismo di Cesare Battisti\, Fabio Filzi\, Damiano Chiesa\, ai letterati prestati al fronte come Renato Serra e Scipio Slataper\, per arrivare ai giovanissimi come Roberto Sarfatti figlio di Margherita\, nota come la prima amante di Mussolini. E ancora ecco Alberto Cadlolo\, Giacomo Venezian\, il Milite Ignoto. Ma anche gli Arditi e poi gli Arditi del Popolo con Guido Picelli. Ci sono pure le medaglie d’oro al valore militare\, da Francesco Baracca agli altri “assi” della nascente aviazione italiana come Pier Ruggero Piccio\, Fulco Ruffo di Calabria\, Silvio Scaroni\, all’umbro Venanzio Gabriotti che si guadagnò quattro medaglie d’argento e bronzo e che quella d’oro l’ha infine aggiunta nel 1944 facendosi fucilare dai nazifascisti come membro della Resistenza. Le figure più conosciute e quelle meno note\, compresi gli esempi di eroismo dalla parte austriaca\, come Sepp Innerkofler\, sono qui rivisitati con gli strumenti critici dell’oggi. La guerra\, però\, non produsse solo eroi ma anche folli e l’ultima parte di questo lavoro racchiude una ricca rassegna sui soldati usciti di senno nella Grande Guerra e rinchiusi nei manicomi d’Italia\, un esercito di matti composto da 40 mila reclute provenienti dagli orrori del fronte\, attraverso una ricerca su documenti inediti come le cartelle cliniche rintracciate nell’archivio dell’ospedale psichiatrico di Cogoleto a Genova. \nPaolo Brogi\, giornalista\, ha lavorato a “Reporter”\, “L’Europeo” e al “Corriere della sera”. Tra le sue più recenti pubblicazioni La lunga notte dei Mille (Aliberti\, 2011); Uomini e donne del Sud: ritratti di vite straordinarie e dell\’orgoglio meridionale (Imprimatur\, 2012).
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SUMMARY:I regolamenti del Senato regio (1848-1900). Storia\, norme e prassi
DESCRIPTION:Martedì 31 marzo 2015\, alle ore 16.30\, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Palazzo Mattei di Giove – Via Michelangelo Caetani 32\, Roma)\, verrà presentato il volume di Fabrizio Rossi\, I regolamenti del Senato regio (1848-1900). Storia\, norme e prassi\, Rubbettino\, 2013. Intervengono: Fulvio Cammarano\, Ettore Rotelli. Coordina: Lauro Rossi. \n“L’opera I regolamenti del Senato regio\, della quale compare ora il primo tomo dedicato al periodo compreso tra il 1848 e il 1900\, costituisce non solo il primo commento sistematico dei regolamenti dell’Assemblea vitalizia (in ideale dialogo con commentari che sono stati di assoluto riferimento nella vira parlamentare italiana come il Mancini-Galeotti e il Racioppi-Brunelli)\, ma anche un’attenta narrazione di come vicende storiche e contingenze politiche hanno dato impulso alla formazione di determinati assetti convenzionali\, consuetudinari e regolamentari del diritto parlamentare statutario.\nÈ proprio il costante e meditato intreccio tra storia e diritto parlamentare a dare all’esposizione dell’imponente opera di “codificazione della prassi” realizzatasi tra il 1848 e il 1900 un ritmo che non è altro che il ritmo impresso dalla storia alla razionalizzazione\, ad opera del diritto\, delle situazioni e dei comportamenti nei quali si esprimono in quei decenni la volontà e le aspirazioni degli attori politici all’interno delle istituzioni parlamentari.” (Dall’Introduzione di Pietro Grasso) \nFabrizio Rossi\, dal 2001 al 2008 Capo dell’Ufficio della Segreteria dell’Assemblea del Senato della Repubblica\, ha insegnato Storia delle istituzioni politiche e Storia contemporanea presso le Facoltà di Scienze politiche dell’Università di Bologna e delle Università di Roma “Sapienza” e “Roma Tre”. Con la casa editrice Rubbettino ha pubblicato Saggio sul sistema politico dell’Italia liberale. Procedure fiduciarie e sistema dei partiti tra Otto e Novecento (2001).
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SUMMARY:Settant'anni di libri per l'educazione. Catalogo storico delle edizioni Carabba per la scuola e la gioventù (1879-1950)\, di G. Millevolte
DESCRIPTION:Giovedì 26 marzo 2015\, ore 17.00\, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Palazzo Mattei di Giove – Via Michelangelo Caetani 32\, Roma)\, verrà presentato il volume Settant’anni di libri per l’educazione. Catalogo storico delle edizioni Carabba per la scuola e la gioventù (1879-1950) di Giovanna Millevolte\, Carabba\, 2014. Ne parlano con l’autrice: Simonetta Buttò\, Alberto Petrucciani\, Paolo Traniello. Coordina: Alfio Signorelli. \nIl saggio critico che precede e completa il Catalogo storico delle edizioni Carabba per la scuola e la gioventù affronta il compito di esaminare la produzione scolastica e del libro di lettura per l\’infanzia e la gioventù della casa editrice\, dalla fine del XIX alla metà del XX secolo\, preziose e ormai quasi introvabili edizioni\, con tutte le loro storie di educazione\, di formazione culturale. di condotte economiche\, di passaggi storico-politici.\nIl Catalogo costituisce un utile strumento di indagine bibliografica e storica per comprendere le trasformazioni della scuola italiana e del libro per l’infanzia. Le oltre 2000 schede sono il risultato dell’esame diretto dei testi conservati presso le biblioteche abruzzesi e le due biblioteche nazionali centrali di Roma e Firenze e della consultazione dei maggiori repertori bibliografici nazionali\, di cataloghi commerciali\, di banche dati on line. Il ricco corredo di indici alfabetici per autore\, titolo\, illustratore e biblioteche che conservano gli esemplari costituisce un corredo prezioso anche per gli studiosi di storia dell’editoria. \nGiovanna Millevolte insegna Storia della Stampa e dell’Editoria all’Università degli studi dell\’Aquila. Ha collaborato alla redazione di TESEO\, repertorio collettivo dei Tipografi e editori scolastico-educativi dell’Ottocento e del Novecento; ha pubblicato I De Arcangelis tipografi-editori (2005): ha curato\, con Giorgio Palmieri e Luigi Ponziani\, il volume Tipografia e editoria in Abruzzo e Molise. Il XX secolo (2007); ha curato il catalogo Nicola D’Arcangelo\, stampatore d’arte (2010).
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SUMMARY:Memorie olimpiche\, di Pierre de Coubertain\, a cura di R. Frasca
DESCRIPTION:Martedì 24 marzo 2015\, ore 17.00\, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Palazzo Mattei di Giove – Via Michelangelo Caetani 32\, Roma)\, verrà presentato il volume di Pierre de Coubertin Memorie olimpiche a cura di Rosella Frasca (ed. Lancillotto e Nausica\, 2014). Ne discutono con la curatrice: Nicola Porro\, Carlo Ricotti\, Lauro Rossi. Coordina: Sergio Raimondo. \nNelle Memorie Olimpiche Pierre de Coubertin rievoca le vicende legate alla realizzazione del suo disegno di fondazione dei Giochi Olimpici moderni. Nello scenario storico a cavallo tra Otto e Novecento\, sullo sfondo della fitta rete di rapporti diplomatici intessuti in Europa e in America con uomini di stato\, accademici\, personaggi di spicco dell’élite intellettuale e sociale rivivono — attraverso una prosa piacevole\, vivacizzata da gustosi aneddoti\, equilibrata tra esaltazione e giusto distacco — mentalità\, usi\, costumi e politica di tutta un’epoca. Per la prima volta tradotte in Italia\, queste memorie sono un documento prezioso per conoscere l’uomo\, ma anche il pedagogista che ha elaborato un modello formativo per la società di massa e per l’uomo “planetario”: l’Olimpismo\, “scuola di nobiltà e di pulizia morale”. L’opera\, in sapiente equilibrio tra una narrazione ininterrotta e un diario diplomatico\, è preceduta dai saggi introduttivi della curatrice Rosella Frasca e di Franco Cambi e da una “nota in margine alla lettura” di Mario Alighiero Manacorda\, ed è seguita da un valido apparato bio-bibliografico. \nPierre de Coubertin (1863-1937)\, fondatore dei moderni Giochi Olimpici\, nasce a Parigi da famiglia della piccola nobiltà francese. Compie studi umanistici\, frequenta l’École libre de Sciences Politiques; sotto l’influenza dell’ideale paideutico dell’antica Grecia e dei sistemi educativi dei college inglesi elabora un proprio modello pedagogico\, che diffonde in tutto il mondo attraverso conferenze\, dibattiti e una produzione di scritti straordinariamente copiosa. \nRosella Frasca\, docente di Storia dell’Educazione e della Pedagogia\, ha insegnato presso la facoltà di Scienze della Formazione di L’Aquila e in altre università italiane ed europee. I suoi interessi di studio e di ricerca sono rivolti prevalentemente ai fenomeni legati alla storia dell’educazione fisica e dello sport\, in epoca antica e contemporanea nei contesti sociali\, antropologico-culturali e del costume\, con particolare attenzione per le questioni di genere.
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SUMMARY:Proiezione: Un'ambulanza al fronte\, di Clemente Volpini
DESCRIPTION:Lunedì 23 marzo 2015\, ore 11.00\, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Palazzo Mattei di Giove – Via Michelangelo Caetani 32\, Roma)\, in collaborazione con Intercultura\, verrà proiettato il documentario Un’ambulanza al fronte di Clemente Volpini. Prodotto da Rai Storia e Intercultura; regia: Graziano Conversano; montaggio: Paolo Panella; voce narrante: Laura Boccanera; durata: 30′. Interviene l’Autore. Ingresso su prenotazione. \nUn  documentario che racconta la storia dell’American Field Service\, il servizio volontario di ambulanze nato\, in aiuto alla Francia\, alcuni mesi dopo lo scoppio del primo conflitto mondiale. Organizzatore ne fu Abram Piatt Andrew\, professore di economia a Harvard\, che nel dicembre del 1914 s’imbarcò per la Francia. Nel marzo del 1915 Andrew diventa Ispettore Generale del Servizio sul Campo dell’Ospedale Americano e stipula un accordo con il Generale Joseph Doumenc\, direttore del Services automobiles dell’esercito francese.  Da quel momento le ambulanze americane sono inviate lungo tutto il fronte occidentale: in Alsazia\, nella Lorena\, nelle Fiandre. L’ambulanza è una Ford Modello T trasformata in vettura di soccorso con al posto dei sedili un pianale di legno che può trasportare fino a sei feriti seduti o tre barelle per i casi più gravi. La chiamano Tin Lizzie\, Lucertola di Latta.
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SUMMARY:Studiare la Grande guerra nel web
DESCRIPTION:Venerdì 20 marzo\, dalle 10.00 allle 12.30\, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Via Michelangelo Caetani\, 32-Roma) si terrà l’incontro organizzato in collaborazione con il progetto www.lagrandeguerrapiu100.it: Studiare la Grande guerra nel web. Interverranno: Jacopo Calussi\, Gustavo Corni\, Paola Gioia. \nNell’incontro\, organizzato dalla Biblioteca di storia moderna e contemporanea in collaborazione con il progetto www.lagrandeguerrapiu10.it (Università degli studi di Trento)\, si intende presentare a un pubblico di docenti e studenti di scuola secondaria di secondo grado alcune risorse digitali relative alla Guerra mondiale 1914-1918 accessibili nel web. Nel fare seguito alla precedente iniziativa organizzata dalla Biblioteca nello scorso ottobre – la tavola rotonda Storia\, fonti\, tecnologie digitali: esperienze europee a confronto sulla Prima guerra mondiale\, in cui è stato presentato il progetto 1914-1918-online. International Encyclopedia of the First World War – sarà questa un’ulteriore occasione per riflettere sulle tipologie e gli obiettivi delle iniziative di digitalizzazione e discuterne con insegnanti e studenti\, grazie al contributo di Gustavo Corni\, coordinatore del progetto www.lagrandeguerrapiu100.it\, di Jacopo Calussi\, componente del gruppo di lavoro che ha realizzato lo stesso sito\, e di Paola Gioia\, responsabile dei progetti di digitalizzazione della Biblioteca di storia moderna e contemporanea e del sito www.14-18.it.
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SUMMARY:La Grande Guerra sul web: il calendario digitale www.lagrandeguerrapiu100.it
DESCRIPTION:Giovedì 19 marzo 2015\, alle ore 17.00\, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Palazzo Mattei di Giove – Via Michelangelo Caetani 32\, Roma)\, si terrà un incontro sul tema La Grande Guerra sul web\, con la presentazione del calendario digitale www.lagrandeguerrapiu100.it. Intervengono: Agostino Bistarelli\, Gustavo Corni\, Angelica Zucconi. Coordina: Rosanna De Longis.Con la presentazione del calendario digitale www.lagrandeguerrapiu100.it\, la Biblioteca di storia moderna e contemporanea ritorna sul tema delle fonti storiche accessibili nel web dopo la tavola rotonda dello scorso 8 ottobre Storia\, fonti\, tecnologie digitali: esperienze europee a confronto sulla Prima guerra mondiale\, in cui è stato presentato il progetto 1914-1918-online. International Encyclopedia of the First World War. La Grande Guerra sul web sarà un\’ulteriore occasione per riflettere sulle tipologie e gli obiettivi delle iniziative di digitalizzazione\, con un\’attenzione particolare al calendario digitale promosso dall\’Università di Trento sotto la responsabilità scientifica della cattedra di Storia contemporanea. Il progetto ha una struttura a rete e si avvale della collaborazione di istituzioni pubbliche (la Biblioteca di storia moderna e contemporanea\, l\’Istituto per la storia del Risorgimento italiano\, il Museo Nazionale del Risorgimento italiano di Torino) e private specializzate nell\’ambito della documentazione storica. \nGustavo Corni\, docente di storia contemporanea presso l?Università di Trento e coordinatore del progetto www.lagrandeguerrapiu100.it\, ha studiato la storia comparata delle dittature e la storia sociale delle due guerre mondiali. Agostino Bistarelli è docente di storia e filosofia nei licei e referente per la ricerca della Giunta centrale per gli studi storici. Tra le sue recenti pubblicazioni: La storia del ritorno: i reduci italiani del secondo dopoguerra (2007) e Gli esuli del Risorgimento (2011).Rosanna De Longis è vicedirettrice della Biblioteca di storia moderna e contemporanea.Angelica Zucconi\, bibliotecaria presso l\’Università di Roma Sapienza\, è esperta di banche dati e risorse elettroniche. Come studiosa del periodo napoleonico ha pubblicato\, fra l\’altro\, Napoleona. L\’avventurosa storia di una nipote dell\’imperatore (2008). \n 
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SUMMARY:L'Italia del divorzio\, 1946-1974: la battaglia fra Stato\, Chiesa e gente comune
DESCRIPTION:Giovedì 12 marzo 2015\, ore 17.00\, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Palazzo Mattei di Giove – Via Michelangelo Caetani 32\, Roma)\, verrà presentato il volume L’Italia del divorzio. La battaglia fra Stato\, Chiesa e gente comune 1946-1974 di Fiamma Lussana\, Carocci\, 2014. Intervengono: Guido Crainz\, Patrizia Gabrielli\, Alexander Höbel. Coordina: Francesco Barbagallo.Famiglia e indissolubilità del matrimonio sono al centro del dibattito che inizia\, all’indomani della Seconda guerra mondiale\, nell’Assemblea Costituente. Si riaccende in quella sede il duro scontro sul divorzio che già nell’Italia postunitaria\, fuori e dentro il Parlamento\, aveva contrapposto progressisti e conservatori. L’urto sul divorzio è il drammatico specchio delle contraddizioni della politica e del bisogno di cambiamento della società italiana. Dopo la proposta di legge presentata dal socialista Fortuna a metà degli anni Sessanta\, la contesa fra divorzisti e antidivorzisti è destinata a dividere il paese diventando un’aspra disputa fra oscurantismo e modernità. Basandosi su fonti archivistiche inedite\, come le migliaia di lettere e cartoline dei “fuorilegge del matrimonio” inviate a Loris Fortuna per sostenere il suo progetto di legge\, la crociata del divorzio viene qui indagata assumendo per la prima volta anche l’angolo visuale della gente comune. Quella del divorzio è infatti una battaglia esplosiva che si innesta su una sofferenza sociale diffusa: oltre ai maggiori partiti politici e ai vertici della Chiesa\, impegnati\, ciascuno a suo modo\, a difendere la propria egemonia\, entrano in campo con forza inaspettata anche le persone.Fiamma Lussana insegna Storia contemporanea all’Università di Sassari\, È membro del Comitato scientifico della Fondazione Istituto Gramsci di Roma e della rivista “Studi Storici”. Alla storia delle donne ha dedicato diversi studi tra cui Le donne e la modernizzazione: il neofemminismo degli anni settanta\, apparso nella Storia dell’Italia repubblicana einaudiana. Con le Edizioni dell’Orso ha pubblicato nel 2002 l’Unità 1924-1939: un giornale “nazionale” e “popolare”. Con Carocci ha pubblicato nel 2000 Il “Lavoro Culturale” (con Albertina Vittoria)\, nel 2007 In Russia prima del Gulag. Emigrati italiani a scuola di comunismo\, nel 2012 Il movimento femminista in Italia. Esperienze\, storie\, memorie.Francesco Barbagallo insegna Storia Contemporanea al Dipartimento di Discipline Storiche dell’Università di Napoli Federico II e dirige la rivista “Studi Storici”. Guido Crainz\, storico\, è opinionista del quotidiano «la Repubblica».Patrizia Gabrielli insegna Storia contemporanea e Storia di Genere presso l’Università di Siena (Facoltà di Lettere e Filosofia di Arezzo).Alexander Höbel\, dottore di ricerca in Storia presso l’Università Federico II di Napoli\, è borsista della Fondazione Luigi Longo.
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SUMMARY:Giorno della memoria 2015: ciclo di incontri con gli studenti liceali
DESCRIPTION:Biblioteca di storia moderna e contemporanea\nPalazzo Mattei di Giove – Via Michelangelo Caetani 32 – 00186 Roma \nLunedì 26 gennaio\, ore 10.00-13.00 – iniziativa riservata alle scuole\nIncontro con le autrici del volume Toccare il fondo. Una famiglia di ebrei italiani attraverso due guerre mondiali\, di Gianna Di Nepi\, a cura di  Giulia Piperno \nMartedì 27 gennaio\, ore 10.00-13.00 – iniziativa riservata alle scuole\nIncontro con le autrici del volume Toccare il fondo. Una famiglia di ebrei italiani attraverso due guerre mondiali di Gianna Di Nepi\, a cura di  Giulia Piperno \nMercoledì 28 gennaio\, ore 10.00-13.00 – iniziativa riservata alle scuole\nIncontro con l’ autrice del volume Un amore Capitale. Salvatore Fornari e Roma di Silvia Haia Antonucci (Archivio Storico della Comunità Ebraica di Roma). \nGiovedì 29 gennaio\, ore 10.00-13.00 – iniziativa riservata alle scuole\nIncontro con l’ autrice del volume Un amore Capitale. Salvatore Fornari e Roma di Silvia Haia Antonucci (Archivio Storico della Comunità Ebraica di Roma). \nVenerdì 30 gennaio\, ore 10.00-13.00 – inziativa riservata alle scuole\nProiezione del film di Carlo Lizzani\, L’oro di Roma (90’\, 1961)\, introdotto e commentato da Maurizio Zinni (Università di Roma Tre). \n********************************************************** \nUn amore Capitale. Salvatore Fornari e Roma di Silvia Haia Antonucci (Esedra editore\, 2014)\nStoria ed identità legano gli ebrei al Lazio e a Roma che\, dopo Gerusalemme\, è l’unica città in Europa dove la loro presenza è stabile da oltre duemila e duecento anni. Le numerose testimonianze\, le antiche consuetudini e le secolari tradizioni raccontano la storia\, la vita\, le abitudini di tale popolo. In questa monografia dedicata a Salvatore Fornari\, interessante e poliedrica figura del Novecento\, vengono svelati molti dei suoi aspetti umani\, artistici ed intellettuali. Esponente dell’antica comunità ebraica\, concorse insieme ad altri a creare il Museo di Roma\, divenendone il primo Direttore. Pur occupandosi di molte discipline\, tra cui quella di poeta in romanesco\, è noto per la sua collezione fotografica. L’abilità dell’autrice sta non solo nel far emergere un ritratto della persona\, ma anche un quadro dell’ambiente\, o meglio degli ambienti nei quali Fornari si è formato e ha vissuto. Alla luce della sua vicenda personale si legge infatti la più ampia e tragica storia degli ebrei durante il Novecento.  \nSilvia Haia Antonucci è responsabile dell’Archivio Storico della Comunità Ebraica di Roma-ASCER\, collabora con il Museo Ebraico di Roma\, è giornalista pubblicista. Studiosa di storia degli ebrei romani\, di Israele\, della Shoah (con particolare riferimento alla didattica ed alla storia orale) e dei rapporti ebraico-cristiani; su tali argomenti ha pubblicato volumi ed ha tenuto conferenze in Italia ed all’estero. È membro dell’Associazione Italiana di Storia Orale (AISO)\, dell’Associazione Europea di Studi Ebraici (EAJS)\, dell’Associazione Nazionale Archivisti Italiani (ANAI) e dell’Associazione Italiana Studi sul Giudaismo (AISG). È stata vicepresidente dell’Associazione Italia-Israele Roma- AIIR (dal 2000 al 2002).  \nToccare il fondo. Una famiglia di ebrei italiani attraverso due guerre mondiali di Gianna Di Nepi\, a cura di Giulia Piperno (Belforte Salomone\, 2013)\nAlberto e Marina sono una coppia di fidanzati come tanti: lui è un giovane e brillante medico\, lei è una ragazza di buona famiglia un po’ annoiata. Come tanti ragazzi della loro età vivono i loro svaghi e i loro tormenti giovanili quando\, nel 1938\, la loro vita si scontra con la storia. Alberto e Marina sono ebrei e\, con la promulgazione delle leggi razziali\, lui perde il posto di lavoro. Attraverso mille difficoltà decidono di emigrare e\, dopo un precipitoso matrimonio\, nell’aprile del 1939 si imbarcano sul vapore Fella diretti in Guatemala.\nIl libro racconta la storia di Alberto e Marina e delle loro famiglie attraverso una serie di lettere scritte dai protagonisti a partire dal 1915\, quando lo Zio Silvio\, pieno di orgoglio patriottico lascia “Roma bella” per andare al fronte\, fino al 1947 quando\, dopo la bufera della Seconda Guerra Mondiale\, Alberto e Marina ritornano in Italia.\nLe lettere dei vari membri della famiglia viaggiano tra l’Italia\, l’America centrale\, gli Stati Uniti e la Palestina e le storie personali si intrecciano con gli eventi cruciali della storia del Novecento. \nGianna Di Nepi\, nata in Belize nel 1946\, è laureata in Lettere e ha lavorato come bibliotecaria per venticinque anni prima all’Università e poi alla Biblioteca della Camera dei Deputati. Andata in pensione\, per dieci anni è stata attiva nelle istituzioni ebraiche ricoprendo incarichi all’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane e alla Comunità Ebraica di Roma.\nGiulia Piperno è responsabile della Biblioteca della Fondazione Museo della Shoah di Roma. \nInfo e prenotazioni: b-stmo.info@beniculturali.it
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SUMMARY:Il fascismo in provincia. Articolazioni e gestione del potere tra centro e periferia. A cura di Paul Corner e Valeria Galimi
DESCRIPTION:Mercoledì 19 novembre 2014\, alle ore 17.00\, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Palazzo Mattei di Giove – Via Michelangelo Caetani 32\, Roma)\, verrà presentato il volume Il fascismo in provincia. Articolazioni e gestione del potere tra centro e periferia. A cura di Paul Corner e Valeria Galimi (Viella\, 2014). Intervengono: Marco De Nicolò\, Mariuccia Salvati\, Alessandra Staderini. Coordina: Chiara Giorgi. \nChi comandava veramente sotto il fascismo? A prima vista sembrerebbero esserci pochi dubbi al riguardo. Durante il Ventennio ogni giorno partiva da Roma una “valanga” di ordini e direttive destinati ai fasci provinciali e il tono – fascisticamente deciso e perentorio – non ammetteva discussione. Ma fino a che punto i fasci locali obbedivano ai comandi di Roma? Fino a che punto\, di contro\, i gerarchi provinciali – i “piccoli Mussolini” di provincia – prendevano decisioni in modo autonomo\, seguendo una logica più locale che nazionale? Attraverso studi specifici sui vari fascismi provinciali\, il volume fa luce per la prima volta sull’effettiva distribuzione del potere durante il Ventennio\, mostrando da una parte i limiti di quella centralizzazione tanto voluta dal regime e dall’altra il peso\, nella gestione del potere provinciale\, di tradizioni\, interessi e  ambizioni più strettamente locali. Ne emerge un quadro nuovo\, ricco e complesso\, che mette in questione i luoghi comuni più diffusi con cui si è abituati a pensare i meccanismi di funzionamento della dittatura. Il volume contiene saggi di Tommaso Baris\, Alessio Gagliardi\, Elisabetta Colombo\, Andrea Guiso\, Simone Duranti\, Domenica La Banca\, Francesca Cavarocchi\, Roberto Parisini\, Saverio Battente\, Matteo Di Figlia\, Anna Maria Vinci\, Gabriele Rigano\, Roberta Pergher. \nPaul Corner è docente di Storia dell’Europa presso l’Università di Siena. Tra le sue recenti pubblicazioni: Il consenso totalitario (2012) e The Fascist Party and Popular Opinion in Mussolini’s Italy (2012). \nValeria Galimi svolge attività di ricerca presso l’Università dela Tuscia. Ha pubblicato\, fra l’altro\, L’antisemitismo in azione. Pratiche antiebraiche nella Francia degli anni Trenta (2006) e il saggio Vichy: un passato che non passa? Opinione pubblica e politiche della memoria in Francia\, nel volume collettaneo L’Europa e le sue memorie. Politiche e culture del ricordo dopo il 1989 (2013).
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SUMMARY:Forse è solo perché non dovevo morire. Ricordi autografi della Grande Guerra del fante contadino Cermaria Elmo\, il nonno Peppe. A cura di Francesco Nicolini.
DESCRIPTION:Martedì 18 novembre 2014\, alle ore 17.00\, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Palazzo Mattei di Giove – Via Michelangelo Caetani 32\, Roma)\, verrà presentato il volume Forse è solo perché non dovevo morire. Ricordi autografi della Grande Guerra del fante contadino Cermaria Elmo\, il nonno Peppe. A cura di Francesco Nicolini.  Illustrazioni di Simone Massi (Il Fiorino\, 2013). Intervengono: Maria Pia Critelli\, Francesco Nicolini\, Antonio Olivieri. Coordina: Simonetta Buttò\nIl volume raccoglie la testimonianza dell’esperienza che Elmo Cermaria\, detto Peppe\, un contadino di Sant’ Angelo in Lizzola (PU) che visse come fante l’esperienza della Prima guerra mondiale sulla linea dell’Isonzo. Inizialmente inquadrato nel 36° fanteria Pistoia\, Cermaria passa poi al 230° Campobasso. Con la Campobasso partecipa alla presa di Gorizia\, per poi ammalarsi di itterizia. Ritorna in linea nel marzo 1917 sul Monte San Gabriele. Caduto prigioniero il 29 ottobre 1917\, durante la rotta di Caporetto\, trascorre la sua prigionia in diversi campi disseminati nei territori austriaci. Al termine dell’ennesimo tragico episodio\, avvenuto nel campo di concentramento dove era stato rinchiuso\, Cermaria\, incredulo di essere ancora in vita\, commenta “forse è solo perché non dovevo morire”. Questa frase dà il titolo al volume che contiene i suoi ricordi di guerra\, affidati\, in un breve memoriale\, al nipote\, Francesco Nicolini\, che ne ha curato la pubblicazione. Il libro è illustrato dai disegni di Simone Massi.\nIl manoscritto di Elmo Cermaria e i disegni originali saranno esposti nel corso della presentazione del volume.
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SUMMARY:Paolo Orsini. Dipingere per sopravvivere. Immagini dai campi di prigionia (1943-1945)\, di Angela Maria D’Amelio
DESCRIPTION:Lunedì 10 novembre\, alle ore 17.00\, in collaborazione con l’ANRP-Associazione Nazionale Reduci dalla Prigioni\, dall’Internamento\, dalla Guerra di Liberazione e loro familiari\, si presenta il volume \nPaolo Orsini. Dipingere per sopravvivere. Immagini dai campi di prigionia (1943-1945)\ndi Angela Maria D’Amelio \nIntervengono\nMiriam Mirolla\, Lauro Rossi\, Luciano Zani \n*******************************  \n“Io mi salvai dipingendo\, la pittura mi aiutò a ritrovare me stesso\, a non dimenticarmi”. Così Paolo Orsini (1910-1974) ricorda quale fu la sua resistenza\, come quella di molti altri artisti\, durante i quasi due anni di prigionia nei lager nazisti come Internato Militare Italiano. Le figure ritratte nei suoi acquerelli si muovono in un’atmosfera lugubre\, caratterizzata da un’essenzialità disegnativa e da una limitata gamma cromatica; “anime lunghe” dalle forme sempre più evanescenti\,senza volto o con i lineamenti appena accennati\, che riflettono l’annullamento interiore\, l’umiliante condizione psicologica di chi è stato ormai privato della propria identità. Testimonianza struggente e umanissima quella di tutti internati\, artisti e non\, che esce dalla semplice cronaca per assumere una preziosa valenza documentaria. I loro dipinti\, disegni\, fotografie\, poesie\, diari\, lettere\, appunti sparsi hanno permesso\, infatti\, di portare alla luce una quantità di microstorie altrimenti destinate all’oblio che\, insieme\,assumono il respiro della grande Storia.
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SUMMARY:Imre Nagy\, un ungherese comunista. Vita e martirio di un leader dell’ottobre 1956
DESCRIPTION:Venerdì 7 novembre 2014\, alle ore 17.00\, verrà presentato il volume Imre Nagy\, un ungherese comunista. Vita e martirio di un leader dell’ottobre 1956 di Romano Pietrosanti (Le Monnier\, 2014).\nIntervengono: Antonio Carioti\, Damir Grubiša\, Paolo Mattera. Coordina: Lauro Rossi. \nSi tratta della prima biografia italiana di Imre Nagy\, primo ministro della rivoluzione ungherese dell\’ottobre 1956. Dopo l\’adesione al comunismo nel 1917\, visse l\’attivismo nel partito\, l\’esilio a Mosca\, il ritorno in patria nel dopoguerra e gli incarichi governativi\, fino a divenire capo del governo nel giugno del 1953. Il nuovo corso riformista da lui inugurato fu contrastato e interrotto nella primavera del 1955 e Nagy si ritrovò all\’opposizione. L\’esplosione rivoluzionaria del 23 ottobre 1956 lo riportò al governo\, ma si concluse tragicamente con l\’invasione sovietica il 4 novembre successivo\, la sua incarcerazione ed esecuzione il 16 giugno 1958. La riabilitazione di Nagy\, il\n16 giugno 1989\, ha segnato la nascita della nuova Ungheria. Il libro dà conto degli importanti rapporti tra Nagy e il PCI\, guidato da Togliatti \nPer informazioni: Biblioteca di storia moderna e contemporanea\, e-mail b-stmo.info@beniculturali.it
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