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SUMMARY:Colonialismo e fascismo. Eredità difficili in Italia
DESCRIPTION:Martedì 26 marzo 2024 alle 17.00 si terrà presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea un incontro sul tema  Colonialismo e fascismo. Eredità difficili in Italia\, a partire dai volumi di Carmen Belmonte\, Arte e colonialismo in Italia\nOggetti\, immagini\, migrazioni\, 1882-1906 (2021) e A Difficult Heritage. The Afterlives of Fascist-Era Art and Architecture (2023).\nSaluti di Patrizia Rusciani; introduce e coordina Paola Salvatori; intervengono Maria Grazia Messina\, Simona Troilo.\nDiretta sul canale facebook della Biblioteca  https://www.facebook.com/BSMCstoriamoderna/
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SUMMARY:Giorgio Alberto Chiurco. Biografia di un fascista integrale
DESCRIPTION:Mercoledì 6 Marzo 2024\, alle 17.00\, in collaborazione con l’Istituto storico italiano per l’età moderna e contemporanea\, presso la sede e sul canale Facebook della Biblioteca di storia moderna e contemporanea\, si terrà la presentazione del volume Giorgio Alberto Chiurco. Biografia di un fascista integrale di Michelangelo Borri (Unicopli\,2022). Saluti: Patrizia Rusciani. Introduce e coordina: Giuseppe Parlato. Intervengono: Andrea Mammone\, Paola Salvatori. Sarà presente l’autore.
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SUMMARY:Leggere in Europa. Testi\, forme\, pratiche (secoli XVIII-XXI)
DESCRIPTION:Giovedì 15 febbraio 2024\, alle 17.00\, presso la sede e sul canale Facebook della Biblioteca di storia moderna e contemporanea\, si terrà la presentazione del volume Leggere in Europa. Testi\, forme\, pratiche (secoli XVIII-XXI) a cura di Lodovica Braida e Brigitte Ouvry-Vial (Carocci editore\, 2023). Saluti: Patrizia Rusciani. Coordina: Maria Iolanda Palazzolo. Intervengono: Giorgio Caravale e Chiara Faggiolani. Sarà presente la curatrice Lodovica Braida. \nLa lettura\, come altre pratiche culturali\, ha attraversato i secoli registrando continuità e fratture. Oggi stiamo vivendo la più radicale delle sue trasformazioni. Milioni di lettori e lettrici si aggirano sulle piattaforme e sui social network di tutto il mondo non solo per leggere i testi scritti da altri ma anche per proporre i propri\, in una comunità senza confini che sta cambiando profondamente l’editoria tradizionale. Il volume offre\, in una prospettiva interdisciplinare\, una riflessione sui contesti storici\, interpretativi\, ideologici e materiali che hanno orientato e orientano\, in ambito europeo\, le proposte degli editori\, le esperienze dei lettori e delle lettrici e la loro “appropriazione” dei libri\, in un arco cronologico lungo\, dalla “sete di lettura” che percorre il XVIII secolo fino alla rivoluzione digitale del nostro tempo. \nDiretta sul canale FB della Biblioteca\nhttps://www.facebook.com/BSMCstoriamoderna
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SUMMARY:L'ideologia gender è pericolosa
DESCRIPTION:Giovedì 8 febbraio 2024\, alle 17.00\, a Roma\, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea in collaborazione con la Società italiana delle storiche\, sarà presentato il volume L’ideologia gender è pericolosa di Laura Schettini. (Laterza\, 2023)\nIntervengono: Elena Biagini\, Domenico Rizzo. Coordina Rosanna De Longis. Sarà presente l’Autrice.\nDiretta sulla pagina FB della Biblioteca https://www.facebook.com/BSMCstoriamoderna\ne su quella della SIS https://www.facebook.com/SISstoriche.1989\nChe cosa sono esattamente le questioni di genere che tanto spazio hanno guadagnato nel dibattito pubblico contemporaneo? Uno degli elementi che ricorrono quando si parla di genere è un apparente paradosso: mentre è evvocato come un pericolo incombente\, se ne lamenta la fumosità. E tuttavia lo si accusa di minacciare la nostra società\, di confondere l’identità e le menti dei nostri figli\, di mettere a repentaglio l’ordine naturale delle cose\, quello che distingue in maschi e femmine.\nMa davvero esiste un progetto per renderci tutti “fluidi”? Dove nasce l’ossessione per le questioni di genere e gli orientamenti sessuali non conformi? E quali sono le fratture politiche che si nascondono dietro a questi temi?\nLaura Schettini insegna Storia contimporanea e Storia delle donne e di genere presso l’Università di Padova. I suoi interessi di ricerca si focalizzano sulla storia sociale e culturale in età contemporanea\, con particolare attenzione alla storia di genere e della criminologia.\nSocia della Società italiana delle storiche\, è redattrice della rivista «Genesis». Tra le sue pubblicazioni Turpi traffici. Prostituzione e migrazioni globali\, 1890-1940\, (2020\, 2023)\, che ha ricevuto il Premio Gisa Giani 2021; lI gioco delle parti\, Travestimenti e paure sociali tra Otto e Novecento (2011)\, Premio SISSCO Junior 2012
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SUMMARY:Il Partito Radicale.  Sessanta anni di lotte tra memoria e storia
DESCRIPTION:Martedì 17 ottobre 2023\, alle 17.00\, presso la sede e sui canali Facebook della Biblioteca di storia moderna e contemporanea si terrà la presentazione del volume di Gianfranco Spadaccia\, Il Partito Radicale. Sessanta anni di lotte tra memoria e storia. Saluti: Patrizia Rusciani. Intervengono: Francesco Rutelli\, Daniele Scalise\, Marino Sinibaldi.  \nLa storia del partito dei radicali comincia nella metà degli anni Cinquanta dalla confluenza di tre elementi: la sinistra liberale del «Mondo» – la famosa rivista di Mario Pannunzio –\, i liberalsocialisti e azionisti di Ernesto Rossi e\, terza componente\, i giovani dell’organizzazione\, l’UGI\, degli universitari laici repubblicani e di sinistra con Marco Pannella come leader più in vista.\nIn origine\, quindi\, il partito intende porsi come forza progressista\, laica nel senso di libera da ideologie: è l’esigenza della «terza forza»\, sottovalutata e sottorappresentata all’ombra dei tradizionali partiti di massa. Ma l’atto di nascita più autentico avviene negli anni Sessanta quando si afferma l’intuizione di quella che viene presto intesa come l’Alternativa radicale. È stata probabilmente la vitalità di questa Alternativa radicale a consentire una coesistenza sorprendente: tra un successo elettorale limitato e il grande successo di opinione\, tra la poca influenza di potere e alcuni risultati di portata storica.\nIl libro di Gianfranco Spadaccia è la prima storia completa del Partito Radicale. Con grande  ricchezza di documentazione e di testimonianze\, ricostruisce e interpreta la presenza dell’Alternativa radicale nella vita italiana.  \nGianfranco Spadaccia (Roma 1935-2022)\, giornalista\, è stato uno dei fondatori del Partito radicale e\, con Marco Pannella\, uno dei principali leader; più volte segretario del partito\, deputato e senatore in tre legislature.
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SUMMARY:La collezione dei manifesti politici e sociali 1946-2012
DESCRIPTION:In occasione della Domenica di carta 2023\, domenica 8 ottobre p.v. la Biblioteca di storia moderna e contemporanea organizza un’apertura straordinaria con due visite guidate\, alle ore 10.00 e  alle 11.30\, alla Biblioteca e alla collezione di Manifesti politici e sociali (1946-2012).\nIngresso gratuito consentito previa prenotazione e ricezione di conferma scrivendo all’indirizzo bsmc.prenotazioni@gmail.com e indicando in oggetto: DOMENICA DI CARTA 2023
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SUMMARY:La Galassia Lombroso
DESCRIPTION:Martedì 3 ottobre 2023\, alle ore 17.00\, presso la sede e su questo canale Facebook della Biblioteca di storia moderna e contemporanea\, sarà presentato il volume La Galassia Lombroso di Livio Sansone (Laterza\, 2022). Ne discutono con l’Autore Emmanuel Betta e Marco D’Eramo.\nCesare Lombroso è stato senza dubbio uno degli intellettuali italiani che hanno esercitato maggiore influenza sulle politiche sociali in tutto il mondo. Alla fine dell’Ottocento\, l’America Latina impazzì per le sue teorie: tournée nei teatri\, conferenze di fronte a capi di Stato e parlamenti\, sembrava che si fosse trovata la formula magica per disinnescare i conflitti razziali o di classe. Questo enorme successo non fu casuale ma il prodotto dell’attivismo di una vera e propria ‘galassia’ che si riuniva attorno allo studioso piemontese\, ovvero la famiglia e i ricercatori a lui più vicini\, capace di operare una sorta di ‘marketing’ delle idee oltre oceano e di costruire una rete di relazioni importante\, sfociata in viaggi\, traduzioni di libri\, riviste e incontri accademici. Ecco allora che in Brasile\, in Argentina e a Cuba si sviluppò un vero e proprio culto per la categoria di ‘criminale nato’\, per la ‘fisiognomica’\, con un influsso molto forte tanto sul sistema repressivo\, carcerario e manicomiale quanto sulle relazioni razziali di questi paesi.Un fenomeno culturale di enorme significato e finora dimenticato. \nLivio Sansone\, docente di Antropologia presso l’Università Federale di Bahia (UFBA)\, dirige il corso internazionale avanzato di studi etnici e africani e coordina il Museo digitale del patrimonio africano e afro-brasiliano. Ha scritto di cultura giovanile\, conflitti etnici\, disuguaglianze\, transito internazionale di idee di razza e antirazzismo\, antropologia e colonialismo\, globalizzazione e patrimonio con ricerche basate nel Regno Unito\, Olanda\, Suriname\, Brasile\, Italia\, Capo Verde\, Senegal\, Guinea Bissau e Mozambico. Tra le sue pubblicazioni\, Blackness Without Ethnicity. Creating Race in Brazil (Palgrave 2003) e Field Station Bahia (Brill 2023).
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SUMMARY:Ombre d'Europa. Nazionalismi\, memorie\, usi politici della storia
DESCRIPTION:Giovedì 18 maggio\, alle 17.00\, nell’ambito del «Maggio dei libri 2023»\, presso la sede e sul canale Facebook della biblioteca\, sarà presentato il volume Ombre d’Europa. Nazionalismi\, memorie\, usi politici della storia di Guido Crainz (Donzelli\, 2022). Ne discutono con l’autore: Francesco Guida\, Adriano Roccucci. Coordina: Patrizia Rusciani. \nCome immaginare il futuro dell’Europa nel vivo delle tensioni che la attraversano e dopo un’invasione dell’Ucraina che l’ha costretta a interrogarsi ancora sulla propria ragion d’essere e sul proprio ruolo? E quale può essere l’impegno della cultura in questo scenario? È necessario interrogarsi a fondo sulle incrinature e sulle tensioni che avevano preso corpo già prima del 1989 e poi all’indomani di esso\, nella difficile transizione dei paesi ex comunisti e nell’emergere – non solo in essi – di nazionalismi illiberali e antieuropei. Nazionalismi che portano la loro sfida su ogni terreno\, con un massiccio e deformato «uso politico» della storia che inizia fin dai banchi di scuola. Talora un uso della storia come arma da guerra\, come era stato nella ex Jugoslavia e come è nella Russia di Putin: strumento\, qui\, per legittimare politiche imperiali aggressive e costruito da tempo nella sostanziale disattenzione dell’Occidente. Casi estremi\, ma analoga disattenzione ha riguardato le «politiche della storia» perseguite dai governi sovranisti in Ungheria\, in Polonia e altrove attaccando duramente chi vi si oppone. Per altri versi sembra pesare ancora «l’ombra del Muro»\, nel permanere di «memorie incompatibili» (o comunque di aree di reciproca estraneità e insensibilità: si pensi ai differenti modi di guardare alla Shoah e al Gulag). Se si esplorano le narrazioni pubbliche che segnano i differenti paesi è forte l’impressione che le dissonanze siano cresciute talora più delle sintonie\, e che sia urgente invertire la tendenza. Che anche da questo dipenda il futuro dell’Europa. Questo piccolo libro vuole essere un sommesso grido di allarme e il richiamo a un impegno talora disertato. \nGuido Crainz ha insegnato Storia contemporanea all’Università di Teramo. Tra le sue più recenti pubblicazioni: Storia della Repubblica. L’Italia dalla Liberazione ad oggi (2016); Il Sessantotto sequestrato. Cecoslovacchia\, Polonia\, Jugoslavia e dintorni (2018). Ha curato con Angelo Bolaffi il progetto Calendario civile europeo. I nodi storici di una costruzione difficile (2019).
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SUMMARY:Formazione. Una questione nazionale
DESCRIPTION:Lunedì 1 marzo 2021\, ore 15.00\, in diretta streaming sul canale FACEBOOK della Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Via Michelangelo caetani\, 32-Roma)\, si presenta il volume\nFormazione. Una questione nazionale\, di Marco De Nicolò\n(Editori Laterza\, 2020)\nIntervengono con l’autore\nGiuseppe Antonelli\, Andrea Giardina\, Valerio Magrelli\nCoordina\nPatrizia Rusciani \n Diretta Streaming sul canale FACEBOOK\nhttps://www.facebook.com/BSMCstoriamoderna\ne nei giorni successivi sul canale YOUTUBE\nhttps://www.youtube.com/channel/UCfXpacBHyoMTCWStx0Mj3yQ \n*************************\nIl nostro sistema scolastico e\, conseguentemente\, quello universitario non forniscono strumenti sufficienti a porre tutti i cittadini su un piano di equità. La rimozione degli ostacoli di ordine economico e sociale prevista dall’articolo 3 della nostra Costituzione appare da lungo tempo inefficace\, a dispetto della storia del nostro paese che ha conosciuto il riscatto culturale e sociale come leva per la crescita civile. La cieca furia riformatrice\, spesso enfatica e priva di risorse\, è lo specchio di una società sempre meno interessata alla cultura. Ma adeguarsi alla dilagante perdita della preparazione di base\, allargare le braccia in segno di impotenza\, è il modo per cristallizzare l’impreparazione e la condizione di iniquità sociale che ne deriva.​ \nMarco De Nicolò insegna Storia contemporanea e Storia dei partiti politici presso l’Università degli Studi di Cassino.\n___________________________\nGiuseppe Antonelli insegna Linguistica italiana presso il Dipartimento di Studi umanistici dell’Università degli studi di Pavia. Collabora con diverse testate quali “La lettura” e “7” del Corriere della Sera\, “L’indice dei libri” per Radio 3. \nAndrea Giardina ha insegnato Storia antica e romana presso le università di Chieti\, Firenze\, Palermo\, Bari\, Firenze\, Roma e\, infine\, alla Scuola Normale Superiore di Pisa della quale ha ricoperto la carica di vicedirettore. Attualmente è presidente della Giunta Centrale di Studi Storici e del Comité International des Sciences Historiques (International Committee of Historical Sciences). \nValerio Magrelli\, poeta\, scrittore e traduttore (tra gli altri di Mallarmé\, Valery e Verlaine) ha ricevuto vari riconoscimenti letterari\, tra cui il premio Viareggio. Insegna Letteratura francese presso il Dipartimento di Filosofia\, Comunicazione e Spettacolo dell’Università RomaTre. \nPatrizia Rusciani dirige la Biblioteca di storia moderna e contemporanea. \nBiblioteca di storia moderna e contemporanea\nPalazzo Mattei di Giove – Via Michelangelo Caetani 32 – Roma\nPer informazioni: b-stmo.info@beniculturali.it – www.bsmc.it
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SUMMARY:Living Under the Evil Pope: The Hebrew Chronicle of Pope Paul IV by Benjamin Nehemiah Ben Elnathan from Civitanova Marche (16th Cent.)
DESCRIPTION:Oggi\, sul canale Youtube della Biblioteca di storia moderna e contemporanea\, per il Maggio dei libri 2020\, si è tenuta la presentazione del volume di Martina Mampieri\, Living Under the Evil Pope: The Hebrew Chronicle of Pope Paul IV by Benjamin Nehemiah Ben Elnathan from Civitanova Marche (16th Cent.)\, (Brill\, 2019).  \nSaluti di Oriana Rizzuto\, per la biblioteca di storia moderna e contemporanea; sono intervenuti\, con l’Autrice\, Anna Foa\, Michael Gasperoni\, Andrea Vanni\, con il coordinamento di Andrea Broggio.
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SUMMARY:#iorestoacasaeviaggionellastoria
DESCRIPTION:La Biblioteca di storia moderna e contemporanea sostiene la campagna MIbact #iorestoacasa\, mostrando le proprie collezioni.  \nDa questo momento sul profilo Facebook https://www.facebook.com/BSMCstoriamoderna/ propone un viaggio nella storia attraverso le numerose risorse digitali – volumi\, giornali\, materiale iconografico – in libera consultazione.
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SUMMARY:Gabriele Galantara: Satira\, editoria e grafica (1892-1937)
DESCRIPTION:Venerdì 21 febbraio p.v.\, alle 17.00\, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Via Michelangelo Caetani\, 32 – Roma)\, si presenta il volume di Emanuela\n Morganti\, Gabriele Galantara. Satira\, editoria e grafica (1892-1937)\, Pacini editore\, 2019.
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SUMMARY:Dal fascismo alla Repubblica: quanta continuità? Numeri\, questioni\, biografie
DESCRIPTION:Mercoledì 19 febbraio 2020\, ore 17.00\, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea\n(Palazzo Mattei di Giove – Via Michelangelo Caetani 32\, Roma)\, sarà presentato il volume Dal fascismo alla Repubblica: quanta continuità? Numeri\, questioni\, biografie\, a cura a cura di Marco De Nicolò e Enzo Fimiani (Viella\, 2019). Saluti: Nicola Mattoscio. Intervengono: Guido Melis e Maurizio Ridolfi. Coordina: Patrizia Rusciani.\nLa transizione dalla dittatura fascista allo Stato democratico repubblicano è questione cruciale\ndell’Italia contemporanea\, ancora oggi alle prese con una sua complicata vicenda civile.\nL’analisi di quel passaggio\, già affrontata da autorevoli storici in anni passati (Pavone\, Gallerano\, Quazza\, Franco De Felice)\, viene ora ripresa in questo volume attraverso nuove indagini su apparati dello Stato di grande rilievo (Prefetture\, Pubblica Sicurezza\, Magistratura) e su ambienti poco “illuminati” dalla ricerca precedente (archivi\, istituti bancari\, forze socio-economiche\, sindacali e culturali\, giornali\, istituzioni sportive). L’intento è di scavare nei dettagli quantitativi e biografici senza però rinunciare ad analisi e interpretazioni critiche di largo respiro\, per restituire a quella fase fondamentale un posto di rilievo nel dibattito storiografico. Le domande non si fermano al quesito primario\, ovvero quanta parte del personale fascista sia riemersa in posizioni chiave dopo il 1945\, ma si spingono fino a chiedersi quanto del modello illiberale e della formazione ricevuta nel regime sia filtrato nella nuova vita democratica del Paese.
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SUMMARY:Anna Celli e le altre. Tra medicina e impegno sociale nella Roma di primo Novecento
DESCRIPTION:Sabato 15 febbraio p.v.\, alle ore 11.00\, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Via Michelangelo Caetani 32 – Roma)\, per il ciclo Scienza a Roma: Storie di donne\, organizzato dalla Sovrintendenza capitolina ai beni culturali nell’ambito del programma didattico “Educare alle mostre educare alla città”\, si terrà l’incontro con Valentina Gazzaniga\, sul tema Anna Celli e le altre: tra medicina e impegno sociale nella Roma di primo Novecento.\nPrenotazione obbligatoria al n. 060608\, max 50 posti.
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SUMMARY:Io\, pacifista in trincea. Un italoamericano nella Grande guerra
DESCRIPTION:Venerdì 7 febbraio p.v.\, alle 17.00\, si terrà a Roma\, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Via Michelangelo Caetani\, 32) la presentazione del libro di Vincenzo D’Aquila\, Io\, pacifista in trincea. Un italoamericano nella Grande guerra\, a cura di Claudio Staiti. Insieme al curatore\, interverranno Andrea Ciampani (Università Lumsa)\, Emilio Franzina (Università di Verona)\,  Alessandro Portelli (Sapienza Università di Roma). \nNew York\, 1915. Il giovane italoamericano Vincenzo D’Aquila scappa di casa per arruolarsi volontario nelle file dell’esercito italiano\, pronto ad andare incontro «al mulino della morte per la grandezza della madrepatria». Arrivato a Napoli e poi trasferitosi a Palermo\, sua città natale\, viene iscritto nel 25° reggimento della brigata Bergamo e mandato in montagna a combattere in trincea insieme ai soldati semplici. Il suo entusiasmo si affievolisce però davanti alla cruda realtà del fronte e all’atrocità del conflitto. Subentra allora in lui una visione mistica che lo spinge a imbracciare il fucile\, ma con la ferma volontà di non sparare neanche un colpo\, per tutta la guerra. Questa è la sua «chimerica promessa»: piuttosto che uccidere un altro uomo morirà lui stesso\, ma è fiducioso che Dio\, la sua «invisibile guardia del corpo»\, lo proteggerà. Per la prima volta in versione italiana l’incredibile storia vera di un pacifista in trincea tra complicate strategie messe in atto per tener fede alla sua promessa e l’avversione dei suoi superiori che lo considerano un pazzo più che un profeta\, tanto che sarà allontanato dal fronte e internato in alcuni ospedali psichiatrici. Sopravvissuto al conflitto\, D’Aquila rientra negli Stati Uniti\, dove anni dopo scrive il racconto della sua esperienza\, pubblicato nel 1931 con il titolo Bodyguard Unseen. A true autobiography. Il libro\, nonostante le critiche positive\, cade presto nell’oblio. In Italia rimane inedito\, probabilmente perché il fascismo non gradisce l’implicito inno alla pace che racchiude. Nato come sintesi introspettiva di una personale «odissea di guerra e pazzia»\, il racconto di D’Aquila costituisce oggi non solo un prezioso documento\, utile agli storici e agli studiosi\, ma anche un racconto avvincente di come sia possibile sopravvivere alla guerra\, senza sparare un solo colpo.
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SUMMARY:Storia contemporanea\, storia dell’Italia contemporanea e storia sociale. Una discussione fra le riviste
DESCRIPTION:In occasione del suo settantesimo anno di attività\, ‘Italia contemporanea’ (rivista dell’Istituto nazionale Ferruccio Parri\, già Istituto nazionale per la storia del movimento di Liberazione in Italia) promuove – in collaborazione con la Biblioteca di storia moderna e contemporanea – una discussione fra studiose e studiosi appartenenti alle redazioni di alcune fra le principali riviste di storia. \nGiovedì 6 febbraio 2020\, dalle 14.30 alle 17.3 a Roma\, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea\, si terrà l’incontro di studio\nStoria contemporanea\, storia dell’Italia contemporanea\ne storia sociale. Una discussione fra le riviste.\nStoria contemporanea\, storia dell’Italia contemporanea e storia sociale.  \nUna discussione fra le riviste. \nGiovedì 6 febbraio 2020 \nore 14.30 – 17.30\, \nBiblioteca di storia moderna e contemporanea \n(Palazzo Mattei di Giove – Via Michelangelo Caetani 32\, Roma)\, \nSaluti:  \nPatrizia Rusciani\, Nicola Labanca. \nIntervengono: \nEnrica Asquer (Italia Contemporanea)\,  \nDaniela Lugia Caglioti (Presidente SISSCO)\, \nGabriella Corona (Meridiana)\,  \nIda Fazio (Genesis)\, \nMaria  Malatesta (Società e Storia)\,  \nMarco Meriggi (Storica)\, \nDomenico Rizzo (Quaderni storici)\,  \nSilvia Salvatici (Contemporanea) \nModera: Alessandra Gissi \nDove va la ricerca contemporaneistica in storia sociale oggi in Italia? Quali sono i suoi risultati e quali le sue prospettive? Anzi\, cosa è la storia sociale oggi? Praticato nei decenni passati secondo diverseprospettive\, animato da differenti pulsioni\, condotto su fonti documentarie diverse\, un approccio di storiasociale ha rappresentato anche in Italia un elemento importante per l’innovazione degli studi storici. Alcune ricerche sono diventate addirittura dei classici. La conoscenza storica della società italiana contemporanea ne ha beneficiato enormemente. \nOggi lo stato della storia sociale appare più incerto\, l’approccio appare meno frequentato\, i punti di riferimento internazionale più confusi. In occasione del suo settantesimo anno di attività\, ‘Italia contemporanea’ (rivista dell’Istituto nazionale Ferruccio Parri\, già Istituto nazionale per la storia del movimento di Liberazione in Italia) promuove – in collaborazione con la Biblioteca di storia moderna e contemporanea – una discussione fra studiose e studiosi che hanno dato contributi importanti in questo senso e fanno parte delle redazioni di alcune fra le principali riviste di storia che si sono segnalate per la loro attività in questo ambito\, cruciale per il futuro della ricerca contemporaneistica italiana. \nInfo: http://bsmc.it/index.php/9-articolihome/appuntamenti/917-Storia%20contemporanea\,%20storia%20dell
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SUMMARY:Protagoniste. Politica\, guerra\, Resistenza nella storia di Anna Bravo
DESCRIPTION:Mercoledì 29 gennaio p.v.\, alle ore 15.30\, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Palazzo Mattei di Giove – Via Michelangelo Caetani 32\, Roma)\, la Biblioteca e la Società italiana delle storiche organizzano un incontro dedicato al ricordo di Anna Bravo (1938-2019)\, dal titolo: Protagoniste. Politica\, guerra\, Resistenza nella storia di Anna Bravo.\nSaluti: Patrizia Rusciani\, direttrice della Biblioteca di storia moderna e contemporanea\, Simona Feci\, presidente della Società italiana delle storiche.\nIntervengono: Mario Boccia\, Bruno Bonomo\, Marina d’Amelia\, Anna Foa\, Dianella Gagliani\, Alessandra Gissi\, Daniele Jalla\, Lucetta Scaraffia; coordina Simona Lunadei. \nCon l’incontro del 29 gennaio p.v. la Biblioteca di storia moderna e contemporanea e la Società italiana delle storiche vogliono rendere omaggio alla storica Anna Bravo\, scomparsa nello scorso mese di dicembre. Docente di storia sociale all’Università di Torino\, Anna Bravo aveva iniziato il suo percorso di storica con ricerche sulla Resistenza nell’Alto Monferrato e da allora aveva rivolto i propri interessi ai movimenti politici e sociali del Novecento\, con un’attenzione particolare alle guerre e al ruolo delle donne. La sua attività di studiosa si era accompagnata a una costante militanza politica\, nel Partito comunista prima\, nel Sessantotto\, in Lotta continua e nel movimento femminista poi. Come ha scritto Luisa Passerini\, nelle sue ricerche si individua un itinerario significativo “non solo per capire la sua figura\, ma anche quella di più generazioni: dagli studi sulla Repubblica partigiana dell’Alto Monferrato alla storia orale e sociale delle donne nel Novecento; dalle analisi del fotoromanzo all’indagine sulla Shoah e i sopravvissuti – altrettanti passaggi che riflettono lo sforzo di ingaggiarsi con la memoria collettiva\, conservando le differenze individuali. E ancora: Anna ha esplorato altre tematiche\, dato che i suoi scritti includono lavori sulle donne nella sfera pubblica\, riflessioni sulla propria esperienza\, rievocazioni del Sessantotto\, quest’ultimo nella sua duplice dimensione tra l’est e l’ovest dell’Europa” (Il manifesto\, 10.12.2019). Le sue indagini sulla non-violenza hanno segnato una stagione storiografica profondamente innovativa degli studi sulla Resistenza e sulle guerre\, fino alle sue più recenti riflessioni sui temi delle lotte inermi\, oggetto di una delle sue ultime pubblicazioni\, La conta dei salvati. Dalla Grande guerra al Tibet. Storie di sangue risparmiato (Laterza\, 2013).\nAll’incontro intervengono studiose e studiosi che hanno condiviso con Anna Bravo scelte e interessi di ricerca o hanno riconosciuto nei suoi studi fonte e stimolo di riflessione storiografica.
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SUMMARY:Rita Levi Montalcini. L'NGF dagli Usa a Roma.
DESCRIPTION:Sabato 25 gennaio 2020\, ore 11.00\, per il ciclo “Scienza a Roma. Storie di donne”\, organizzato dalla Sovrintendenza capitolina ai beni culturali in collaborazione con la Biblioteca di storia moderna e contemporanea nell’ambito del programma didattico “Educare alle mostre\, Educare alla città”\, si svolgerà presso la Biblioteca (Via Michelangelo Caetani\, 32 – Roma) l’incontro\, curato da Andrea Grignolio\, Rita Levi Montalcini. L’NGF dagli Usa a Roma. \nRita Levi-Montalcini (Torino 1909–Roma 2012) è stata una neuroscienziata\, accademica\, premio Nobel per la\nmedicina e senatrice a vita. Si formò all’Università di Torino nel celebre laboratorio dell’istologo Giuseppe Levi\, nel quale incontrò due compagni di studi come lei destinati al Nobel: Salvador Luria (1969) e Renato Dulbecco (1975). Nel 1938 venne espulsa dall’Università a causa dell’introduzione delle leggi razziali promulgate dal regime fascista\, l’anno successivo emigrò in Belgio e tornò poi in Italia\, dove visse in clandestinità allestendo un laboratorio di fortuna nella propria stanza da letto. In questi difficili anni svolse gli esperimenti con il maestro Levi che gettarono le basi per la scoperta del fattore di crescita neurale (NGF\, Nerve Growth Factor)\, che la condurrà al premio Nobel nel 1986. Il soggiorno negli Stati Uniti che doveva durare pochi mesi\, iniziò nel 1947 e si protrasse per oltre 20 anni; lì collaborò con il biochimico Stanley Cohen\, con cui condivise il riconoscimento di Stoccolma. Rientrata in Italia alla fine degli anni Sessanta\, diresse il laboratorio di Biologia cellulare del CNR e nel 2001 fondò l’Istituto Europeo di Ricerca sul Cervello (EBRI). Negli anni romani continuò le proprie ricerche sul NGF\, esplorandone possibili vie terapeutiche\, e sviluppò un impegno pubblico a favore della scienza e un interesse per campagne di natura politica e sociale\, come ad esempio la sensibilizzazione contro le mine anti-uomo\, l’istituzione di borse di studio per giovani studentesse africane\, il sostegno verso iniziative per la tutela dell’ambiente\, con la cofondazione della Green Cross International e l’impegno per l’accesso alle risorse idriche globali. Nel 2001 fu nominata Senatrice a vita; morì a 103 anni.
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SUMMARY:L'autore assente. L'anonimato nell'editoria italiana del Settecento
DESCRIPTION:Venerdì 24 gennaio 2020\, alle ore 17.00\, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Palazzo Mattei di Giove – Via Michelangelo Caetani 32\, Roma)\, in collaborazione con l’Istituto storico italiano per l’età moderna e contemporanea\, sarà presentato il volume\nL’autore assente. L’anonimato nell’editoria italiana del Settecento di Lodovica Braida (Laterza\, 2019).\nSaluti: Patrizia Rusciani. Intervengono: Mario Infelise e Silvia Tatti. Coordina: Maria Iolanda Palazzolo.\nSarà presente l’autrice\nL’editoria europea conosce nel corso del Settecento una fase di straordinario fermento: accanto all’estensione del mercato del libro\, cresce sempre più l’affermazione della personalità creativa degli autori\, e non è un caso che in quegli anni si inizi a riconoscere\, almeno in Inghilterra\, il diritto d’autore. L’Italia partecipa a questa vivacità intellettuale\, ma accanto all’esigenza degli scrittori di affermare la propria identità\, si affianca un’altra tendenza\, sempre esistita\, di segno contrario: la scelta di far circolare le proprie opere in forma anonima. Quali le ragioni dell’anonimato? Il silenzio d’autore è certamente legato a una logica di controllo per i generi su cui pesa il giudizio negativo\ndella censura ecclesiastica. Ma c’è di più: scrivere libri che potevano essere considerati di basso profilo culturale\, come molti romanzi o altri libri di larga circolazione\, poteva nuocere al buon nome dell’autore. Meglio dunque rifugiarsi nell’anonimato. Un capitolo fondamentale e fin qui poco studiato della storia dell’editoria italiana.
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SUMMARY:Via Tasso e la Shoah romana
DESCRIPTION:Giovedì 23 e martedì 28 gennaio 2020\, in occasione del Giorno della Memoria\, l’Istituto centrale per i beni sonori e audiovisivi e la Biblioteca di storia moderna e contemporanea\, in collaborazione con il Museo storico della Liberazione\, il Circolo Gianni Bosio\, la Fondazione Museo della Shoah e il Progetto Memoria\, presenteranno due incontri sul tema Via Tasso e la Shoah romana.  \nIl primo\, a ingresso libero\, si svolgerà il 23 gennaio alle ore 17.00 presso l’Auditorium dell’ICBSA (via Michelangelo Caetani\, 32): ai saluti di Sabina Magrini (direttrice ICBSA) e Patrizia Rusciani (direttrice BSMC) seguiranno gli interventi di Anna Esposito (Progetto Memoria)\, Amedeo Osti Guerrazzi (Fondazione Museo della Shoah)\, Antonio Parisella (presidente del Museo storico della Liberazione)\, Alessandro Portelli (presidente del Circolo Gianni Bosio).\nIl secondo\, riservato alle scuole\, il 28 gennaio alle ore 10\, si svolgerà presso l’Auditorium dell’ICBSA\, con gli interventi di Antonio Parisella e Micaela Procaccia (presidente Associazione Nazionale Archivistica Italiana).\nNel corso degli incontri del 23 e 28 gennaio verrà inoltre proiettato il film documentario Via Tasso (1960\, 15’) di Luigi Di Gianni. \nSono molte le strade e le piazze di Roma dai nomi famosi\, ma la forza evocativa che si innesca citando via Tasso è unica. Questo perché nei mesi dell’occupazione nazista della “città eterna” (settembre 1943-giugno 1944) il palazzo in via Tasso che ospitava gli uffici culturali della ambasciata tedesca\, fu organizzato dai servizi di sicurezza al comando del colonnello Kappler come carcere specializzato nella repressione dei resistenti all’occupazione. Divenne quindi il famigerato luogo dove tanti cittadini per lo più romani furono reclusi\, interrogati\, torturati per poi spesso finire a Regina Coeli o davanti al plotone di esecuzione a Forte Bravetta. Altri sventurati carcerati presero la strada della deportazione e altri ancora furono direttamente condotti nel marzo 1944 al massacro delle Fosse Ardeatine. Transitarono per via Tasso circa duemila persone: donne\, uomini\, partigiani\, militari e tanti semplici cittadini.\nQualche anno dopo la Liberazione\, la proprietaria del palazzo donò allo Stato italiano quattro appartamenti\, previa istituzione in tali locali di un Museo storico della Liberazione\, che fu effettivamente inaugurato il 4 giugno 1955\, undici anni esatti dalla liberazione di Roma dagli occupanti nazi-fascisti\, con la missione istituzionale di “assicurare al patrimonio storico nazionale la più completa e ordinata documentazione degli eventi storici nei quali si concentrò e si svolse la lotta per la liberazione di Roma durante il periodo 8 settembre 1943-4 giugno 1944”. \nDal 23 al 28 gennaio verrà inoltre allestita nell’ingresso di Palazzo Antici Mattei la mostra La razza nemica. La propaganda antisemita nazista e fascista curata dalla Fondazione Museo della Shoah di Roma.\nLa Biblioteca di storia moderna e contemporanea ospiterà per l’occasione opere di artisti contemporanei realizzate appositamente per il Giorno della Memoria: le fotografie di Pasquale Altieri e i lavori di Riszard Wasko. Questi fanno parte del progetto della Fondazione Theater und Kunst Diletta Benincasa di Berlino\, a cura di Patrizia Bisci\, Displaced\, che coinvolgerà il 27 gennaio\, a partire dalle ore 17.00\, alcuni luoghi simbolici del ghetto ebraico.
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CATEGORIES:Inaugurazione di evento culturale
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SUMMARY:La “scienza nazionale” in Italia dal 1839 alla fine degli anni Venti: una costruzione transnazionale
DESCRIPTION:Mercoledì 15 gennaio 2020\, alle ore 17.00\, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Palazzo Mattei di Giove – Via Michelangelo Caetani 32\, Roma)\, si terrà l’incontro sul tema La “scienza nazionale” in Italia dal 1839 alla fine degli anni Venti: una costruzione transnazionale\,\na partire dalla pubblicazione del n. 130-2\, 2018 dei Mélanges de l’École Française de Rome\, a cura di Marie Bossaert e Antonin Durand (https://journals.openedition.org/mefrim/3713).\nSaluti: Patrizia Rusciani.\nIntervengono: Sandra Linguerri\, Guido Melis\, Giovanni Paoloni. Saranno presenti i curatori del volume. \nLa storia del sapere in Italia è stata profondamente rinnovata dalla storiografia sociale e culturale\ndel Risorgimento\, che ha evidenziato il ruolo dell’università e della scienza come collante dell’unità\nnazionale. Il fascicolo dei Mélanges de l’École française de Rome – Italie et Méditerranée\nmodernes et contemporaines\, è dedicato a “La fabrique transnationale de la «science nationale» en\nItalie (1839-fin desannées 1920)” (130-2\, 2018) e propone di rileggere la storia della “scienza nazionale” alla luce dei metodi e delle prospettive recenti della storiografia transnazionale.\nL’Italia\, che con l’Unità deve integrare tradizioni scientifiche eterogenee\, rappresenta a questo\nriguardo un caso particolarmente interessante: da un lato\, i suoi studiosi vengono in gran parte\nformati all’estero; dall’altro\, gli Italiani intendono ridare all’Italia il posto che le spetta nella scena\nscientifica internazionale\, in un contesto di scambi e di rivalità.\nIl dossier\, che riunisce 12 articoli\, è intenzionalmente interdisciplinare: dalla storia della matematica\na quella del diritto\, dalla storia dell’arte all’orientalistica\, passando per l’agronomia e\nl’amministrazione\, esamina le dinamiche transnazionali all’opera nella costruzione della “scienza\nnazionale” italiana nel lungo Risorgimento\, in modo da arricchire la comprensione del fenomeno di\nnazionalizzazione del sapere.
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SUMMARY:Roma 1849: Stefano Lecchi. Il primo reportage di guerra
DESCRIPTION:Giovedì 12 dicembre 2019\, alle ore 17.00\, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Palazzo Mattei di Giove – Via Michelangelo Caetani 32\, Roma)\, in occasione del 170° anniversario della Repubblica Romana\, sarà presentata la mostra digitale Roma 1849: Stefano\nLecchi. Il primo reportage di guerra a cura di Maria Pia Critelli e Ilaria Poggi\n(https://www.movio.beniculturali.it/bsmc/stefanolecchi/). Saluti: Patrizia Rusciani. Introduce e\ncoordina: Maria Pia Critelli. Intervengono: Agostino Bistarelli\, Maria Francesca Bonetti\, Diego\nMormorio.\nLa mostra vuole rendere possibile la consultazione delle fotografie (carte salate al bromuro di iodio)\nrealizzate nel 1849 da Stefano Lecchi e oggi possedute dalla Biblioteca di Storia moderna\ncontemporanea di Roma e dal Getty Research Institute di Los Angeles. Il pittore e fotografo\nrealizzò a Roma immediatamente dopo la caduta della Repubblica romana quello che è considerato il primo reportage di guerra finora conosciuto.\nNella mostra\, realizzata su piattaforma Movio\, alle immagini si aggiungono le schede catalografiche\ndelle singole carte salate\, le notizie biografiche sul loro autore e sui collezionisti delle fotografie\,\nspesso testimoni o protagonisti degli avvenimenti del tempo\, i testi di corredo e di approfondimento con le relative immagini. Spesso il commercio calcografico si servì delle fotografie di Lecchi come base per illustrazioni di ampia tiratura e diffusione già a partire dal 1849. Altre immagini furono realizzate da pittori soldato o da altri artisti contemporanei agli eventi. A tali opere (derivate e contemporanee) vengono dedicate specifiche sezioni.\nIl lavoro sulle immagini digitalizzate degli originali ha permesso una rilevazione più completa\, e per quanto possibile esaustiva\, del patrimonio informativo in esse contenute\, dando vita\, se vogliamo\, a un’altra mostra all’interno della mostra stessa.
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SUMMARY:Barone\, vassalli e governo pontificio. Gli stati dei Colonna nel Settecento
DESCRIPTION:Lunedì 9 dicembre 2019\, alle ore 17.00\, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Palazzo Mattei di Giove – Via Michelangelo Caetani 32\, Roma)\, in collaborazione con l’Istituto storico italiano per l’età moderna e contemporanea\, sarà presentato il volume Barone\, vassalli e governo pontificio. Gli stati dei Colonna nel Settecento di David Armando (Biblink Editore\, 2018).\nSaluti: Sergio Raimondo. Intervengono: Marco De Nicolò\, Michele De Sivo\, Maria Antonietta Visceglia. Coordina: Marcello Verga. \nSulla base di una grande mole di documenti d’archivio prodotta dall’amministrazione familiare questo libro esamina il caso dei feudi dei principi Colonna nello Stato pontificio ponendo in primo piano la questione dei diritti e delle giurisdizioni baronali. In contrasto con la tesi storiografica\, a lungo prevalente\, secondo cui la politica antifeudale dei papi del Rinascimento avrebbe precocemente privato i baroni romani dei loro poteri reali\, la ricerca mostra come i discendenti di Martino V dispongano ancora nel Settecento di una vastissima gamma di diritti\, esenzioni e prerogative\, grazie a cui esercitano il dominio economico e politico sulle loro terre godendo di un’ampia autonomia nei confronti del governo pontificio. Senza trascurare le modalità concrete di esercizio del potere\, lo studio si sofferma sui suoi aspetti simbolici e ideologici\, in particolare su quelli legati alle funzioni di paternalistica protezione che si affermano con particolare forza nel governo della giustizia. L’analisi approfondita dei processi criminali del feudo di Marino – una tipologia documentaria ancora poco studiata – restituisce la cura che i Colonna dedicano a un esercizio della giurisdizione finalizzato alla conservazione dell’ordine nel feudo\, caratterizzato dal bilanciamento attento fra rigore e clemenza e dalla contiguità con la sfera della soluzione negoziale dei conflitti. Questo complesso di poteri è sottoposto alle pressioni crescenti delle società locali e dell’amministrazione  statale\, e tuttavia i Colonna riescono a difenderlo con successo fino alla fine del secolo\, quando l’arrivo delle armate francesi innesca il processo che condurrà\, al termine dell’esperienza napoleonica\, all’estinzione delle giurisdizioni feudali.\nNel panorama dell’aristocrazia romana i Colonna costituiscono un caso per diversi aspetti eccezionale: i loro ‘stati’\, particolarmente ampi e coesi\, rappresentano il retaggio dei secoli precedenti che hanno visto la famiglia esercitare un ruolo politico e militare di primo piano sulla scena italiana ed europea\, ma l’ombra del loro dominio si avverte fin oltre la dissoluzione formale della feudalità\, dando vita ancora in pieno Ottocento a conflitti e contese che mostrano quanto sia difficile per le comunità recidere i legami di dipendenza che le uniscono al barone.
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SUMMARY:L’Italia del tempo presente: una nuova fase o un ritorno al passato?
DESCRIPTION:Giovedì 5 dicembre 2019\, alle ore 17.00\, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Palazzo Mattei di Giove – Via Michelangelo Caetani 32\, Roma)\,\nsarà presentato il numero monografico del Journal of Modern Italian Studies\, L’Italia del tempo presente: una nuova fase o un ritorno al passato? curato da\nUmberto Gentiloni Silveri. Intervengono: John A. Davis\, Andrea Guiso\, Antonella Meniconi\, Marcello Minenna. Coordina: Stefano Palermo.\nSi è scritto molto sulla cosiddetta transizione apertasi dopo il 1989: il crollo di un sistema politico e\nla fine di un assetto fondato sulla centralità dei partiti e sulla tenuta di un quadro istituzionale nato\ndopo la seconda guerra mondiale.\nSono passati ormai più di 25 anni\, molti interrogativi e questioni investono il dibattito storiografico\,\nin particolare le possibili interpretazioni sulla crisi della Repubblica e sul suo itinerario futuro. Con\ntroppa facilità si è cominciato a numerare le repubbliche (prima\, seconda\, terza) come se potessero nascere o morire nel breve tempo di una stagione. Si è indagato molto sui fattori di crisi (interni e internazionali)\, sulle ragioni di cambiamento e di conservazione e sulle trasformazioni di protagonisti che avevano segnato i decenni precedenti.\nIl fascicolo si propone di indagare\, da alcuni punti di osservazione\, la fase delicata che attraversa il\nsistema politico italiano\, le riforme mancate\, alcune urgenze economiche e istituzionali che caratterizzeranno i prossimi anni.
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SUMMARY:Vincenzo Riccio. Profilo biografico e carteggio
DESCRIPTION:Mercoledì 20 novembre 2019\, alle ore 17.00\, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Palazzo Mattei di Giove – Via Michelangelo Caetani 32\, Roma)\, in collaborazione con l’Istituto storico italiano per l’età moderna e contemporanea\, sarà presentato il volume\nVincenzo Riccio. Profilo biografico e carteggio di Antonio Fiori (Gangemi Editore\, 2019).\nSaluti: Patrizia Rusciani. Intervengono: Paolo Carusi\, Gigliola Fioravanti\, Alessandra Staderini.\nCoordina: Marcello Verga. Sarà presente l’autore.\nVincenzo Riccio ha avuto un ruolo importante nel decennio 1914-1924 come ministro in cinque governi e soprattutto come «segretario politico» dei liberali di destra\, il cui leader\, Salandra\, nel 1915 decise l’intervento dell’Italia in guerra e nel dopoguerra\, alleandosi con il gruppo parlamentare fascista\, favorì l’ascesa al potere di Mussolini. Titolare di un rinomato studio di avvocato\, per molti anni giornalista\, deputato per un trentennio e protagonista della vita parlamentare\, era partito da posizioni di sinistra e dai rapporti con Nicotera e con Crispi per poi approdare al gruppo di Sonnino e infine diventare il più stretto collaboratore di Salandra. L’autore\, che ha pubblicato nel 2015 il diario del 1915-1916 di Riccio\, in questo profilo ha collegato il personaggio alla storia del suo tempo\, con un approccio inquadrabile in quello che Giovanni Levi ha definito come biographie et contexte\, e ha cercato di sfuggire al pericolo di simpatizzare con il personaggio e a quello opposto di darne un giudizio drasticamente negativo per alcune sue prese di posizione o per le sue contraddizioni.\nIl saggio è basato su ampie fonti a stampa e su documenti archivistici inediti\, soprattutto sul carteggio con Salandra (1914-1927)\, che offre informazioni e impressioni sui rapporti dei liberali di destra\ncon le altre forze politiche\, sull’abilità politica di Mussolini e sulla problematica alleanza di essi con i\nfascisti\, in particolare nell’estate del 1922\, nel corso della quale Riccio era ministro\, in rappresentanza delle\ndestre\, nei due governi Facta.
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SUMMARY:Vincenzo Riccio. Profilo biografico e carteggio
DESCRIPTION:Mercoledì 20 novembre 2019\, alle ore 17.00\, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Palazzo Mattei di Giove – Via Michelangelo Caetani 32\, Roma)\, in collaborazione con l’Istituto storico italiano per l’età moderna e contemporanea\, sarà presentato il volume\nVincenzo Riccio. Profilo biografico e carteggio di Antonio Fiori (Gangemi Editore\, 2019). Saluti:\nPatrizia Rusciani. Intervengono: Paolo Carusi\, Gigliola Fioravanti\, Alessandra Staderini. Coordina: Marcello Verga. Sarà presente l’autore.\nVincenzo Riccio ha avuto un ruolo importante nel decennio 1914-1924 come ministro in cinque\ngoverni e soprattutto come «segretario politico» dei liberali di destra\, il cui leader\, Salandra\, nel 1915 decise l’intervento dell’Italia in guerra e nel dopoguerra\, alleandosi con il gruppo parlamentare fascista\, favorì l’ascesa al potere di Mussolini. Titolare di un rinomato studio di avvocato\, per molti anni giornalista\, deputato per un trentennio e protagonista della vita parlamentare\, era partito da posizioni di sinistra e dai rapporti con Nicotera e con Crispi per poi approdare al gruppo di Sonnino e infine diventare il più stretto collaboratore di Salandra. L’autore\, che ha pubblicato nel 2015 il diario del 1915-1916 di Riccio\, in questo profilo ha collegato il personaggio alla storia del suo tempo\, con un approccio inquadrabile in quello che Giovanni Levi ha definito come biographie et contexte\, e ha cercato di sfuggire al pericolo di simpatizzare con il personaggio e a quello opposto di darne un giudizio drasticamente negativo per alcune sue prese di posizione o per le sue contraddizioni.\nIl saggio è basato su ampie fonti a stampa e su documenti archivistici inediti\, soprattutto sul carteggio con Salandra (1914-1927)\, che offre informazioni e impressioni sui rapporti dei liberali di destra\ncon le altre forze politiche\, sull’abilità politica di Mussolini e sulla problematica alleanza di essi con i\nfascisti\, in particolare nell’estate del 1922\, nel corso della quale Riccio era ministro\, in rappresentanza delle\ndestre\, nei due governi Facta.
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SUMMARY:Filomena Nitti Bovet e la ricerca biomedica nella Roma del dopoguerra
DESCRIPTION:Scienza a Roma: storie di donne \nSabato 16 novembre p.v.\, alle 16.00\, si terrà presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Via Michelangelo Caetani\, 32 – Roma)\, la conferenza di Daniele Cozzoli “Filomena Nitti Bovet e la ricerca biomedica nella Roma del dopoguerra”\, primo appuntamento del ciclo “Scienza a Roma. Storie di donne” organizzato dalla Sovrintendenza capitolina ai beni culturali in collaborazione con la Biblioteca di storia moderna e contemporanea nell’ambito del programma didattico Educare alle mostre\, educare alla città\, 2019-2020. \n \nIl programma del ciclo a questo indirizzo http://www.bsmc.it/images/pdf/storia/2019_11_16-2020_05_16_scienza_a_roma.pdf \nPrenotazione obbligatoria: max 50 persone
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SUMMARY:Il calcio dell'Asino. Il calvario di un giornale ribelle (1892-1925) e del suo direttore Giovanni de Nava (GIVA)
DESCRIPTION:Mercoledì 13 novembre 2019\, alle ore 17.00\, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Palazzo Mattei di Giove – Via Michelangelo Caetani 32\, Roma)\, sarà presentato il volume Il calcio dell’Asino. Il calvario di un giornale ribelle (1892-1925) e del suo direttore Giovanni de Nava (GIVA) di Ludovica de Nava e Pier Luigi Zanata (Luigi Pellegrini Editore\, 2019). Ne discutono con gli autori: Luigi De Angelis e Rosanna De Longis.\nIl calcio dell’Asino\, che deve il suo titolo a una felice espressione coniata da Trilussa\, è una fedele\ne documentata ricostruzione della vita e della produzione letteraria e giornalistica di Giovanni de Nava\, che fu “il terzo uomo”\, accanto a Guido Podrecca e Gabriele Galantara\, nella redazione del giornale politico e satirico “L’Asino” (1892-1921). Firmandosi come “Giva”\, collaborò con Podrecca e Galantara fin dalla fondazione del giornale\, condividendone le idee e l’indirizzo\npolitico. Fu direttore responsabile e amministrativo dell’“Asino”\, e ne curò il passaggio all’«Avanti!»\, sopportando il peso economico di questa vicenda\, mentre Podrecca se ne allontanava\, aderendo al fascismo. De Nava e Galantara restarono avversi alla dittatura\, pagandone\nle conseguenze. La vicenda umana di de Nava è intrecciata alla storia dell’ “Asino”\, un giornale vivace\, intelligente e\, per certi versi\, unico nel suo genere e ancora attuale. Il saggio è arricchito da numerosi documenti inediti – come i cartoni originali di Galantara – tratti dall’archivio privato della famiglia de Nava e fornisce uno spaccato della vita culturale italiana tra fine Ottocento e primi Novecento e dei fermenti ideali che la animavano.
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SUMMARY:Le biblioteche digitali. Tipologie\, funzionalità e modelli di sviluppo
DESCRIPTION:Giovedì 24 ottobre alle ore 17.00\, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Palazzo Mattei di Giove\, Via M. Caetani\, 32 Roma) si presenta il volume Le biblioteche digitali. Tipologie\, funzionalità e modelli di sviluppo (Franco Angeli\, 2019)\, di Maria Teresa Biagetti con il contributo di Antonella Iacono\, Roberto Raieli\, Antonella Trombone\, Simona Turbanti. Intervengono\, con l’Autrice\, Simonetta Buttò\, Alberto Petrucciani.  \nL’universo delle biblioteche digitali comprende una pluralità di strutture realizzate allo scopo di preservare i patrimoni culturali e informativi e di permetterne la fruizione a distanza. I repositories di testi digitalizzati\, istituiti sulla base di un progetto culturale o di un disegno scientifico\, ne costituiscono la parte più sostanziosa; a questi si aggiungono i depositi istituzionali gestiti dagli Atenei per la raccolta e la pubblicazione del full text dei lavori dei docenti e dei ricercatori e l’attività di web archiving\, volta a selezionare e a conservare le pagine web affinché i contenuti informativi possano essere fruiti nel futuro.\nNel volume\, oltre a presentare le biblioteche digitali più significative a livello internazionale\, vengono analizzati gli sviluppi che le biblioteche digitali dell’ultima generazione manifestano\, e in particolare vengono esaminate alcune funzionalità innovative permesse dall’uso delle tecnologie di tipo semantico\, come le ontologie\, applicate all’indicizzazione e al trattamento delle query\, e le funzioni di tipo “social”\, come la possibilità per gli utilizzatori di realizzare annotazioni. Inoltre\, vengono prese in considerazione le strutture che permettono di raccogliere in una digital library condivisa materiali provenienti da diverse fonti del patrimonio culturale e integrarli in un unico ambiente informativo utilizzando le ontologie. Viene dato ampio spazio anche allo studio delle funzionalità della ricerca nelle collezioni testuali\, nelle collezioni di audiovisivi\, e in quelle multimediali\, all’esame dei servizi per la ricerca con l’ausilio di diverse tipologie di collaborative filtering\, e all’analisi delle possibilità offerte agli utenti di collaborare al flusso di lavorazione dei documenti digitali.\nIndice\nPremessa\nIntroduzione\nParte I. Tipologie\, modelli e funzionalità per la ricerca\nLe biblioteche digitali: uno scenario composito\n(I repositories istituzionali e disciplinari; I depositi di riviste; Web archiving)\nModelli tradizionali e innovativi\n(Le biblioteche digitali come repositories di documenti; American memory; Gallica; La Biblioteca digitale italiana; National digital library of China; Portali di accesso alle raccolte digitali; The Europeana collections; The World digital library; The Digital public library of America; Progetti di digitalizzazione su vasta scala; Google Books; HathiTrust; Open content alliance; I progetti di digitalizzazione di Internet Archive; The Universal digital library; Biblioteche digitali per l’analisi testuale: Perseus digital library; Funzionalità per la ricerca; Aspetti legali e diritto d’autore per le biblioteche digitali; Le opere “orfane”; L’infrastruttura Arrow)\nFunzionalità per la ricerca nelle biblioteche digitali\n(La ricerca collaborativa)\nGli sviluppi delle biblioteche digitali\n(Verso la personalizzazione dei servizi; Un nuovo modello: the Delos Project; Il progetto Sekt; Le ontologie; Le ontologie bibliografiche)\nLe biblioteche digitali arricchite con funzionalità semantiche e “social”\n(Un modello avanzato di repository: Fedora; I progetti Bricks e Simile; Jerome Digital Library; L’ontologia MarcOnt; Callimachus Digital Library; Le biblioteche digitali semantiche con funzioni “social”; Le annotazioni; Supporto automatico per le annotazioni: il prototipo Pirates; Servizi “social” in Jerome Digital Library; Le funzionalità per la ricerca)\nSpazi informativi per il patrimonio culturale\n(Interoperabilità tra fonti diverse; L’ontologia Cidoc-crm; Il portale CultureSampo)\nConsiderazioni conclusive\nRiferimenti bibliografici\nParte II. Funzionalità avanzate di ricerca e sviluppi “social”\nRoberto Raieli\, Potenzialità della ricerca multimediale nelle biblioteche digitali\nAntonella Iacono\, Le competenze dell’utente nello sviluppo delle digital libraries tramite il Crowdsourcing\nAntonella Trombone\, Simona Turbanti\, Sistemi di raccomandazione e filtraggio collaborativo nella ricerca bibliografica\nIndice tematico.
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SUMMARY:Terrore e terrorismo. Saggio storico sulla violenza politica
DESCRIPTION:Venerdì 17 ottobre 2019\, alle ore 17.00\, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Palazzo Mattei di Giove – Via Michelangelo Caetani 32\, Roma)\, sarà presentato il volume Terrore e terrorismo. Saggio storico sulla violenza politica di Francesco Benigno  (Einaudi\, 2018). Intervengono: Roberto Esposito\, Gabriele Pedullà\, Giovanni Sabbatucci.  Coordina: Mariuccia Salvati. \nGeneralmente si intende per terrorismo la deliberata volontà di diffondere terrore colpendo la popolazione inerme considerata nemica. Terrorismo\, dunque\, come creazione di terrore. Francesco Benigno contesta tale approccio ricorrendo alla storia. La produzione di «terrore» non è stata infatti storicamente l’unica dimensione del «terrorismo» e anzi esso può essere meglio compreso come la costruzione di un evento clamoroso\, capace di risvegliare le masse dal loro sonno politico\, qualcosa che «parla» anzitutto al popolo e che gli anarchici chiamavano «propaganda col fatto». Allo stesso tempo però la storia ci insegna che il terrorismo è anche una tecnica bellica usata in tempi di pace\, la continuazione della politica con mezzi esplosivi. In questo senso esso è quindi uno spazio di opportunità aperto ad una pluralità di attori\, statali e non statali\, che usano il terrore (e il contro-terrore) come strumento di politica interna e internazionale. Vi sono elementi di notevole continuità tra il terrorismo come lo conosciamo oggi e la concettualizzazione tradizionale dell’azione rivoluzionaria\, in specie anarchica. Ieri come oggi\, infatti\, e malgrado le apparenze\, essa si rivolge non tanto alla popolazione della nazione da colpire ma a un proprio popolo\, a una propria comunità. Gente che va richiamata alla lotta e a cui occorre dimostrare che vincere è possibile\, che il debole può sconfiggere il forte. L’atto «terroristico» non è dunque messo in atto col tentativo primario di terrorizzare ma con quello di conquistare i cuori e le menti di un popolo considerato oppresso\, quello con cui si identifica il gruppo autore dell’atto\, che attraverso esso combatte anche una sua particolare battaglia per la primazia nel suo schieramento\, per essere identificato come il principale portabandiera della propria Causa. Lo scopo del gesto «terroristico» è\, in altre parole\, quello di delinea- re\, attraverso un’immagine polarizzata sull’asse noi-loro\, lo scenario di una guerra\, definita in termini assoluti come lo scontro tra il bene ed il male.
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LOCATION:Roma\, Biblioteca di storia moderna e contemporanea - Via M. Caetani\, 32\, Roma\, 00186\, Italia
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