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DESCRIPTION:La Biblioteca di storia moderna e contemporanea sostiene la campagna MIbact #iorestoacasa\, mostrando le proprie collezioni.  \nDa questo momento sul profilo Facebook https://www.facebook.com/BSMCstoriamoderna/ propone un viaggio nella storia attraverso le numerose risorse digitali – volumi\, giornali\, materiale iconografico – in libera consultazione.
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SUMMARY:Gabriele Galantara: Satira\, editoria e grafica (1892-1937)
DESCRIPTION:Venerdì 21 febbraio p.v.\, alle 17.00\, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Via Michelangelo Caetani\, 32 – Roma)\, si presenta il volume di Emanuela\n Morganti\, Gabriele Galantara. Satira\, editoria e grafica (1892-1937)\, Pacini editore\, 2019.
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SUMMARY:Dal fascismo alla Repubblica: quanta continuità? Numeri\, questioni\, biografie
DESCRIPTION:Mercoledì 19 febbraio 2020\, ore 17.00\, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea\n(Palazzo Mattei di Giove – Via Michelangelo Caetani 32\, Roma)\, sarà presentato il volume Dal fascismo alla Repubblica: quanta continuità? Numeri\, questioni\, biografie\, a cura a cura di Marco De Nicolò e Enzo Fimiani (Viella\, 2019). Saluti: Nicola Mattoscio. Intervengono: Guido Melis e Maurizio Ridolfi. Coordina: Patrizia Rusciani.\nLa transizione dalla dittatura fascista allo Stato democratico repubblicano è questione cruciale\ndell’Italia contemporanea\, ancora oggi alle prese con una sua complicata vicenda civile.\nL’analisi di quel passaggio\, già affrontata da autorevoli storici in anni passati (Pavone\, Gallerano\, Quazza\, Franco De Felice)\, viene ora ripresa in questo volume attraverso nuove indagini su apparati dello Stato di grande rilievo (Prefetture\, Pubblica Sicurezza\, Magistratura) e su ambienti poco “illuminati” dalla ricerca precedente (archivi\, istituti bancari\, forze socio-economiche\, sindacali e culturali\, giornali\, istituzioni sportive). L’intento è di scavare nei dettagli quantitativi e biografici senza però rinunciare ad analisi e interpretazioni critiche di largo respiro\, per restituire a quella fase fondamentale un posto di rilievo nel dibattito storiografico. Le domande non si fermano al quesito primario\, ovvero quanta parte del personale fascista sia riemersa in posizioni chiave dopo il 1945\, ma si spingono fino a chiedersi quanto del modello illiberale e della formazione ricevuta nel regime sia filtrato nella nuova vita democratica del Paese.
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SUMMARY:Anna Celli e le altre. Tra medicina e impegno sociale nella Roma di primo Novecento
DESCRIPTION:Sabato 15 febbraio p.v.\, alle ore 11.00\, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Via Michelangelo Caetani 32 – Roma)\, per il ciclo Scienza a Roma: Storie di donne\, organizzato dalla Sovrintendenza capitolina ai beni culturali nell’ambito del programma didattico “Educare alle mostre educare alla città”\, si terrà l’incontro con Valentina Gazzaniga\, sul tema Anna Celli e le altre: tra medicina e impegno sociale nella Roma di primo Novecento.\nPrenotazione obbligatoria al n. 060608\, max 50 posti.
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SUMMARY:Io\, pacifista in trincea. Un italoamericano nella Grande guerra
DESCRIPTION:Venerdì 7 febbraio p.v.\, alle 17.00\, si terrà a Roma\, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Via Michelangelo Caetani\, 32) la presentazione del libro di Vincenzo D’Aquila\, Io\, pacifista in trincea. Un italoamericano nella Grande guerra\, a cura di Claudio Staiti. Insieme al curatore\, interverranno Andrea Ciampani (Università Lumsa)\, Emilio Franzina (Università di Verona)\,  Alessandro Portelli (Sapienza Università di Roma). \nNew York\, 1915. Il giovane italoamericano Vincenzo D’Aquila scappa di casa per arruolarsi volontario nelle file dell’esercito italiano\, pronto ad andare incontro «al mulino della morte per la grandezza della madrepatria». Arrivato a Napoli e poi trasferitosi a Palermo\, sua città natale\, viene iscritto nel 25° reggimento della brigata Bergamo e mandato in montagna a combattere in trincea insieme ai soldati semplici. Il suo entusiasmo si affievolisce però davanti alla cruda realtà del fronte e all’atrocità del conflitto. Subentra allora in lui una visione mistica che lo spinge a imbracciare il fucile\, ma con la ferma volontà di non sparare neanche un colpo\, per tutta la guerra. Questa è la sua «chimerica promessa»: piuttosto che uccidere un altro uomo morirà lui stesso\, ma è fiducioso che Dio\, la sua «invisibile guardia del corpo»\, lo proteggerà. Per la prima volta in versione italiana l’incredibile storia vera di un pacifista in trincea tra complicate strategie messe in atto per tener fede alla sua promessa e l’avversione dei suoi superiori che lo considerano un pazzo più che un profeta\, tanto che sarà allontanato dal fronte e internato in alcuni ospedali psichiatrici. Sopravvissuto al conflitto\, D’Aquila rientra negli Stati Uniti\, dove anni dopo scrive il racconto della sua esperienza\, pubblicato nel 1931 con il titolo Bodyguard Unseen. A true autobiography. Il libro\, nonostante le critiche positive\, cade presto nell’oblio. In Italia rimane inedito\, probabilmente perché il fascismo non gradisce l’implicito inno alla pace che racchiude. Nato come sintesi introspettiva di una personale «odissea di guerra e pazzia»\, il racconto di D’Aquila costituisce oggi non solo un prezioso documento\, utile agli storici e agli studiosi\, ma anche un racconto avvincente di come sia possibile sopravvivere alla guerra\, senza sparare un solo colpo.
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SUMMARY:Storia contemporanea\, storia dell’Italia contemporanea e storia sociale. Una discussione fra le riviste
DESCRIPTION:In occasione del suo settantesimo anno di attività\, ‘Italia contemporanea’ (rivista dell’Istituto nazionale Ferruccio Parri\, già Istituto nazionale per la storia del movimento di Liberazione in Italia) promuove – in collaborazione con la Biblioteca di storia moderna e contemporanea – una discussione fra studiose e studiosi appartenenti alle redazioni di alcune fra le principali riviste di storia. \nGiovedì 6 febbraio 2020\, dalle 14.30 alle 17.3 a Roma\, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea\, si terrà l’incontro di studio\nStoria contemporanea\, storia dell’Italia contemporanea\ne storia sociale. Una discussione fra le riviste.\nStoria contemporanea\, storia dell’Italia contemporanea e storia sociale.  \nUna discussione fra le riviste. \nGiovedì 6 febbraio 2020 \nore 14.30 – 17.30\, \nBiblioteca di storia moderna e contemporanea \n(Palazzo Mattei di Giove – Via Michelangelo Caetani 32\, Roma)\, \nSaluti:  \nPatrizia Rusciani\, Nicola Labanca. \nIntervengono: \nEnrica Asquer (Italia Contemporanea)\,  \nDaniela Lugia Caglioti (Presidente SISSCO)\, \nGabriella Corona (Meridiana)\,  \nIda Fazio (Genesis)\, \nMaria  Malatesta (Società e Storia)\,  \nMarco Meriggi (Storica)\, \nDomenico Rizzo (Quaderni storici)\,  \nSilvia Salvatici (Contemporanea) \nModera: Alessandra Gissi \nDove va la ricerca contemporaneistica in storia sociale oggi in Italia? Quali sono i suoi risultati e quali le sue prospettive? Anzi\, cosa è la storia sociale oggi? Praticato nei decenni passati secondo diverseprospettive\, animato da differenti pulsioni\, condotto su fonti documentarie diverse\, un approccio di storiasociale ha rappresentato anche in Italia un elemento importante per l’innovazione degli studi storici. Alcune ricerche sono diventate addirittura dei classici. La conoscenza storica della società italiana contemporanea ne ha beneficiato enormemente. \nOggi lo stato della storia sociale appare più incerto\, l’approccio appare meno frequentato\, i punti di riferimento internazionale più confusi. In occasione del suo settantesimo anno di attività\, ‘Italia contemporanea’ (rivista dell’Istituto nazionale Ferruccio Parri\, già Istituto nazionale per la storia del movimento di Liberazione in Italia) promuove – in collaborazione con la Biblioteca di storia moderna e contemporanea – una discussione fra studiose e studiosi che hanno dato contributi importanti in questo senso e fanno parte delle redazioni di alcune fra le principali riviste di storia che si sono segnalate per la loro attività in questo ambito\, cruciale per il futuro della ricerca contemporaneistica italiana. \nInfo: http://bsmc.it/index.php/9-articolihome/appuntamenti/917-Storia%20contemporanea\,%20storia%20dell
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SUMMARY:Protagoniste. Politica\, guerra\, Resistenza nella storia di Anna Bravo
DESCRIPTION:Mercoledì 29 gennaio p.v.\, alle ore 15.30\, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Palazzo Mattei di Giove – Via Michelangelo Caetani 32\, Roma)\, la Biblioteca e la Società italiana delle storiche organizzano un incontro dedicato al ricordo di Anna Bravo (1938-2019)\, dal titolo: Protagoniste. Politica\, guerra\, Resistenza nella storia di Anna Bravo.\nSaluti: Patrizia Rusciani\, direttrice della Biblioteca di storia moderna e contemporanea\, Simona Feci\, presidente della Società italiana delle storiche.\nIntervengono: Mario Boccia\, Bruno Bonomo\, Marina d’Amelia\, Anna Foa\, Dianella Gagliani\, Alessandra Gissi\, Daniele Jalla\, Lucetta Scaraffia; coordina Simona Lunadei. \nCon l’incontro del 29 gennaio p.v. la Biblioteca di storia moderna e contemporanea e la Società italiana delle storiche vogliono rendere omaggio alla storica Anna Bravo\, scomparsa nello scorso mese di dicembre. Docente di storia sociale all’Università di Torino\, Anna Bravo aveva iniziato il suo percorso di storica con ricerche sulla Resistenza nell’Alto Monferrato e da allora aveva rivolto i propri interessi ai movimenti politici e sociali del Novecento\, con un’attenzione particolare alle guerre e al ruolo delle donne. La sua attività di studiosa si era accompagnata a una costante militanza politica\, nel Partito comunista prima\, nel Sessantotto\, in Lotta continua e nel movimento femminista poi. Come ha scritto Luisa Passerini\, nelle sue ricerche si individua un itinerario significativo “non solo per capire la sua figura\, ma anche quella di più generazioni: dagli studi sulla Repubblica partigiana dell’Alto Monferrato alla storia orale e sociale delle donne nel Novecento; dalle analisi del fotoromanzo all’indagine sulla Shoah e i sopravvissuti – altrettanti passaggi che riflettono lo sforzo di ingaggiarsi con la memoria collettiva\, conservando le differenze individuali. E ancora: Anna ha esplorato altre tematiche\, dato che i suoi scritti includono lavori sulle donne nella sfera pubblica\, riflessioni sulla propria esperienza\, rievocazioni del Sessantotto\, quest’ultimo nella sua duplice dimensione tra l’est e l’ovest dell’Europa” (Il manifesto\, 10.12.2019). Le sue indagini sulla non-violenza hanno segnato una stagione storiografica profondamente innovativa degli studi sulla Resistenza e sulle guerre\, fino alle sue più recenti riflessioni sui temi delle lotte inermi\, oggetto di una delle sue ultime pubblicazioni\, La conta dei salvati. Dalla Grande guerra al Tibet. Storie di sangue risparmiato (Laterza\, 2013).\nAll’incontro intervengono studiose e studiosi che hanno condiviso con Anna Bravo scelte e interessi di ricerca o hanno riconosciuto nei suoi studi fonte e stimolo di riflessione storiografica.
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SUMMARY:Rita Levi Montalcini. L'NGF dagli Usa a Roma.
DESCRIPTION:Sabato 25 gennaio 2020\, ore 11.00\, per il ciclo “Scienza a Roma. Storie di donne”\, organizzato dalla Sovrintendenza capitolina ai beni culturali in collaborazione con la Biblioteca di storia moderna e contemporanea nell’ambito del programma didattico “Educare alle mostre\, Educare alla città”\, si svolgerà presso la Biblioteca (Via Michelangelo Caetani\, 32 – Roma) l’incontro\, curato da Andrea Grignolio\, Rita Levi Montalcini. L’NGF dagli Usa a Roma. \nRita Levi-Montalcini (Torino 1909–Roma 2012) è stata una neuroscienziata\, accademica\, premio Nobel per la\nmedicina e senatrice a vita. Si formò all’Università di Torino nel celebre laboratorio dell’istologo Giuseppe Levi\, nel quale incontrò due compagni di studi come lei destinati al Nobel: Salvador Luria (1969) e Renato Dulbecco (1975). Nel 1938 venne espulsa dall’Università a causa dell’introduzione delle leggi razziali promulgate dal regime fascista\, l’anno successivo emigrò in Belgio e tornò poi in Italia\, dove visse in clandestinità allestendo un laboratorio di fortuna nella propria stanza da letto. In questi difficili anni svolse gli esperimenti con il maestro Levi che gettarono le basi per la scoperta del fattore di crescita neurale (NGF\, Nerve Growth Factor)\, che la condurrà al premio Nobel nel 1986. Il soggiorno negli Stati Uniti che doveva durare pochi mesi\, iniziò nel 1947 e si protrasse per oltre 20 anni; lì collaborò con il biochimico Stanley Cohen\, con cui condivise il riconoscimento di Stoccolma. Rientrata in Italia alla fine degli anni Sessanta\, diresse il laboratorio di Biologia cellulare del CNR e nel 2001 fondò l’Istituto Europeo di Ricerca sul Cervello (EBRI). Negli anni romani continuò le proprie ricerche sul NGF\, esplorandone possibili vie terapeutiche\, e sviluppò un impegno pubblico a favore della scienza e un interesse per campagne di natura politica e sociale\, come ad esempio la sensibilizzazione contro le mine anti-uomo\, l’istituzione di borse di studio per giovani studentesse africane\, il sostegno verso iniziative per la tutela dell’ambiente\, con la cofondazione della Green Cross International e l’impegno per l’accesso alle risorse idriche globali. Nel 2001 fu nominata Senatrice a vita; morì a 103 anni.
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SUMMARY:L'autore assente. L'anonimato nell'editoria italiana del Settecento
DESCRIPTION:Venerdì 24 gennaio 2020\, alle ore 17.00\, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Palazzo Mattei di Giove – Via Michelangelo Caetani 32\, Roma)\, in collaborazione con l’Istituto storico italiano per l’età moderna e contemporanea\, sarà presentato il volume\nL’autore assente. L’anonimato nell’editoria italiana del Settecento di Lodovica Braida (Laterza\, 2019).\nSaluti: Patrizia Rusciani. Intervengono: Mario Infelise e Silvia Tatti. Coordina: Maria Iolanda Palazzolo.\nSarà presente l’autrice\nL’editoria europea conosce nel corso del Settecento una fase di straordinario fermento: accanto all’estensione del mercato del libro\, cresce sempre più l’affermazione della personalità creativa degli autori\, e non è un caso che in quegli anni si inizi a riconoscere\, almeno in Inghilterra\, il diritto d’autore. L’Italia partecipa a questa vivacità intellettuale\, ma accanto all’esigenza degli scrittori di affermare la propria identità\, si affianca un’altra tendenza\, sempre esistita\, di segno contrario: la scelta di far circolare le proprie opere in forma anonima. Quali le ragioni dell’anonimato? Il silenzio d’autore è certamente legato a una logica di controllo per i generi su cui pesa il giudizio negativo\ndella censura ecclesiastica. Ma c’è di più: scrivere libri che potevano essere considerati di basso profilo culturale\, come molti romanzi o altri libri di larga circolazione\, poteva nuocere al buon nome dell’autore. Meglio dunque rifugiarsi nell’anonimato. Un capitolo fondamentale e fin qui poco studiato della storia dell’editoria italiana.
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SUMMARY:Via Tasso e la Shoah romana
DESCRIPTION:Giovedì 23 e martedì 28 gennaio 2020\, in occasione del Giorno della Memoria\, l’Istituto centrale per i beni sonori e audiovisivi e la Biblioteca di storia moderna e contemporanea\, in collaborazione con il Museo storico della Liberazione\, il Circolo Gianni Bosio\, la Fondazione Museo della Shoah e il Progetto Memoria\, presenteranno due incontri sul tema Via Tasso e la Shoah romana.  \nIl primo\, a ingresso libero\, si svolgerà il 23 gennaio alle ore 17.00 presso l’Auditorium dell’ICBSA (via Michelangelo Caetani\, 32): ai saluti di Sabina Magrini (direttrice ICBSA) e Patrizia Rusciani (direttrice BSMC) seguiranno gli interventi di Anna Esposito (Progetto Memoria)\, Amedeo Osti Guerrazzi (Fondazione Museo della Shoah)\, Antonio Parisella (presidente del Museo storico della Liberazione)\, Alessandro Portelli (presidente del Circolo Gianni Bosio).\nIl secondo\, riservato alle scuole\, il 28 gennaio alle ore 10\, si svolgerà presso l’Auditorium dell’ICBSA\, con gli interventi di Antonio Parisella e Micaela Procaccia (presidente Associazione Nazionale Archivistica Italiana).\nNel corso degli incontri del 23 e 28 gennaio verrà inoltre proiettato il film documentario Via Tasso (1960\, 15’) di Luigi Di Gianni. \nSono molte le strade e le piazze di Roma dai nomi famosi\, ma la forza evocativa che si innesca citando via Tasso è unica. Questo perché nei mesi dell’occupazione nazista della “città eterna” (settembre 1943-giugno 1944) il palazzo in via Tasso che ospitava gli uffici culturali della ambasciata tedesca\, fu organizzato dai servizi di sicurezza al comando del colonnello Kappler come carcere specializzato nella repressione dei resistenti all’occupazione. Divenne quindi il famigerato luogo dove tanti cittadini per lo più romani furono reclusi\, interrogati\, torturati per poi spesso finire a Regina Coeli o davanti al plotone di esecuzione a Forte Bravetta. Altri sventurati carcerati presero la strada della deportazione e altri ancora furono direttamente condotti nel marzo 1944 al massacro delle Fosse Ardeatine. Transitarono per via Tasso circa duemila persone: donne\, uomini\, partigiani\, militari e tanti semplici cittadini.\nQualche anno dopo la Liberazione\, la proprietaria del palazzo donò allo Stato italiano quattro appartamenti\, previa istituzione in tali locali di un Museo storico della Liberazione\, che fu effettivamente inaugurato il 4 giugno 1955\, undici anni esatti dalla liberazione di Roma dagli occupanti nazi-fascisti\, con la missione istituzionale di “assicurare al patrimonio storico nazionale la più completa e ordinata documentazione degli eventi storici nei quali si concentrò e si svolse la lotta per la liberazione di Roma durante il periodo 8 settembre 1943-4 giugno 1944”. \nDal 23 al 28 gennaio verrà inoltre allestita nell’ingresso di Palazzo Antici Mattei la mostra La razza nemica. La propaganda antisemita nazista e fascista curata dalla Fondazione Museo della Shoah di Roma.\nLa Biblioteca di storia moderna e contemporanea ospiterà per l’occasione opere di artisti contemporanei realizzate appositamente per il Giorno della Memoria: le fotografie di Pasquale Altieri e i lavori di Riszard Wasko. Questi fanno parte del progetto della Fondazione Theater und Kunst Diletta Benincasa di Berlino\, a cura di Patrizia Bisci\, Displaced\, che coinvolgerà il 27 gennaio\, a partire dalle ore 17.00\, alcuni luoghi simbolici del ghetto ebraico.
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SUMMARY:La “scienza nazionale” in Italia dal 1839 alla fine degli anni Venti: una costruzione transnazionale
DESCRIPTION:Mercoledì 15 gennaio 2020\, alle ore 17.00\, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Palazzo Mattei di Giove – Via Michelangelo Caetani 32\, Roma)\, si terrà l’incontro sul tema La “scienza nazionale” in Italia dal 1839 alla fine degli anni Venti: una costruzione transnazionale\,\na partire dalla pubblicazione del n. 130-2\, 2018 dei Mélanges de l’École Française de Rome\, a cura di Marie Bossaert e Antonin Durand (https://journals.openedition.org/mefrim/3713).\nSaluti: Patrizia Rusciani.\nIntervengono: Sandra Linguerri\, Guido Melis\, Giovanni Paoloni. Saranno presenti i curatori del volume. \nLa storia del sapere in Italia è stata profondamente rinnovata dalla storiografia sociale e culturale\ndel Risorgimento\, che ha evidenziato il ruolo dell’università e della scienza come collante dell’unità\nnazionale. Il fascicolo dei Mélanges de l’École française de Rome – Italie et Méditerranée\nmodernes et contemporaines\, è dedicato a “La fabrique transnationale de la «science nationale» en\nItalie (1839-fin desannées 1920)” (130-2\, 2018) e propone di rileggere la storia della “scienza nazionale” alla luce dei metodi e delle prospettive recenti della storiografia transnazionale.\nL’Italia\, che con l’Unità deve integrare tradizioni scientifiche eterogenee\, rappresenta a questo\nriguardo un caso particolarmente interessante: da un lato\, i suoi studiosi vengono in gran parte\nformati all’estero; dall’altro\, gli Italiani intendono ridare all’Italia il posto che le spetta nella scena\nscientifica internazionale\, in un contesto di scambi e di rivalità.\nIl dossier\, che riunisce 12 articoli\, è intenzionalmente interdisciplinare: dalla storia della matematica\na quella del diritto\, dalla storia dell’arte all’orientalistica\, passando per l’agronomia e\nl’amministrazione\, esamina le dinamiche transnazionali all’opera nella costruzione della “scienza\nnazionale” italiana nel lungo Risorgimento\, in modo da arricchire la comprensione del fenomeno di\nnazionalizzazione del sapere.
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SUMMARY:Roma 1849: Stefano Lecchi. Il primo reportage di guerra
DESCRIPTION:Giovedì 12 dicembre 2019\, alle ore 17.00\, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Palazzo Mattei di Giove – Via Michelangelo Caetani 32\, Roma)\, in occasione del 170° anniversario della Repubblica Romana\, sarà presentata la mostra digitale Roma 1849: Stefano\nLecchi. Il primo reportage di guerra a cura di Maria Pia Critelli e Ilaria Poggi\n(https://www.movio.beniculturali.it/bsmc/stefanolecchi/). Saluti: Patrizia Rusciani. Introduce e\ncoordina: Maria Pia Critelli. Intervengono: Agostino Bistarelli\, Maria Francesca Bonetti\, Diego\nMormorio.\nLa mostra vuole rendere possibile la consultazione delle fotografie (carte salate al bromuro di iodio)\nrealizzate nel 1849 da Stefano Lecchi e oggi possedute dalla Biblioteca di Storia moderna\ncontemporanea di Roma e dal Getty Research Institute di Los Angeles. Il pittore e fotografo\nrealizzò a Roma immediatamente dopo la caduta della Repubblica romana quello che è considerato il primo reportage di guerra finora conosciuto.\nNella mostra\, realizzata su piattaforma Movio\, alle immagini si aggiungono le schede catalografiche\ndelle singole carte salate\, le notizie biografiche sul loro autore e sui collezionisti delle fotografie\,\nspesso testimoni o protagonisti degli avvenimenti del tempo\, i testi di corredo e di approfondimento con le relative immagini. Spesso il commercio calcografico si servì delle fotografie di Lecchi come base per illustrazioni di ampia tiratura e diffusione già a partire dal 1849. Altre immagini furono realizzate da pittori soldato o da altri artisti contemporanei agli eventi. A tali opere (derivate e contemporanee) vengono dedicate specifiche sezioni.\nIl lavoro sulle immagini digitalizzate degli originali ha permesso una rilevazione più completa\, e per quanto possibile esaustiva\, del patrimonio informativo in esse contenute\, dando vita\, se vogliamo\, a un’altra mostra all’interno della mostra stessa.
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SUMMARY:Barone\, vassalli e governo pontificio. Gli stati dei Colonna nel Settecento
DESCRIPTION:Lunedì 9 dicembre 2019\, alle ore 17.00\, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Palazzo Mattei di Giove – Via Michelangelo Caetani 32\, Roma)\, in collaborazione con l’Istituto storico italiano per l’età moderna e contemporanea\, sarà presentato il volume Barone\, vassalli e governo pontificio. Gli stati dei Colonna nel Settecento di David Armando (Biblink Editore\, 2018).\nSaluti: Sergio Raimondo. Intervengono: Marco De Nicolò\, Michele De Sivo\, Maria Antonietta Visceglia. Coordina: Marcello Verga. \nSulla base di una grande mole di documenti d’archivio prodotta dall’amministrazione familiare questo libro esamina il caso dei feudi dei principi Colonna nello Stato pontificio ponendo in primo piano la questione dei diritti e delle giurisdizioni baronali. In contrasto con la tesi storiografica\, a lungo prevalente\, secondo cui la politica antifeudale dei papi del Rinascimento avrebbe precocemente privato i baroni romani dei loro poteri reali\, la ricerca mostra come i discendenti di Martino V dispongano ancora nel Settecento di una vastissima gamma di diritti\, esenzioni e prerogative\, grazie a cui esercitano il dominio economico e politico sulle loro terre godendo di un’ampia autonomia nei confronti del governo pontificio. Senza trascurare le modalità concrete di esercizio del potere\, lo studio si sofferma sui suoi aspetti simbolici e ideologici\, in particolare su quelli legati alle funzioni di paternalistica protezione che si affermano con particolare forza nel governo della giustizia. L’analisi approfondita dei processi criminali del feudo di Marino – una tipologia documentaria ancora poco studiata – restituisce la cura che i Colonna dedicano a un esercizio della giurisdizione finalizzato alla conservazione dell’ordine nel feudo\, caratterizzato dal bilanciamento attento fra rigore e clemenza e dalla contiguità con la sfera della soluzione negoziale dei conflitti. Questo complesso di poteri è sottoposto alle pressioni crescenti delle società locali e dell’amministrazione  statale\, e tuttavia i Colonna riescono a difenderlo con successo fino alla fine del secolo\, quando l’arrivo delle armate francesi innesca il processo che condurrà\, al termine dell’esperienza napoleonica\, all’estinzione delle giurisdizioni feudali.\nNel panorama dell’aristocrazia romana i Colonna costituiscono un caso per diversi aspetti eccezionale: i loro ‘stati’\, particolarmente ampi e coesi\, rappresentano il retaggio dei secoli precedenti che hanno visto la famiglia esercitare un ruolo politico e militare di primo piano sulla scena italiana ed europea\, ma l’ombra del loro dominio si avverte fin oltre la dissoluzione formale della feudalità\, dando vita ancora in pieno Ottocento a conflitti e contese che mostrano quanto sia difficile per le comunità recidere i legami di dipendenza che le uniscono al barone.
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SUMMARY:L’Italia del tempo presente: una nuova fase o un ritorno al passato?
DESCRIPTION:Giovedì 5 dicembre 2019\, alle ore 17.00\, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Palazzo Mattei di Giove – Via Michelangelo Caetani 32\, Roma)\,\nsarà presentato il numero monografico del Journal of Modern Italian Studies\, L’Italia del tempo presente: una nuova fase o un ritorno al passato? curato da\nUmberto Gentiloni Silveri. Intervengono: John A. Davis\, Andrea Guiso\, Antonella Meniconi\, Marcello Minenna. Coordina: Stefano Palermo.\nSi è scritto molto sulla cosiddetta transizione apertasi dopo il 1989: il crollo di un sistema politico e\nla fine di un assetto fondato sulla centralità dei partiti e sulla tenuta di un quadro istituzionale nato\ndopo la seconda guerra mondiale.\nSono passati ormai più di 25 anni\, molti interrogativi e questioni investono il dibattito storiografico\,\nin particolare le possibili interpretazioni sulla crisi della Repubblica e sul suo itinerario futuro. Con\ntroppa facilità si è cominciato a numerare le repubbliche (prima\, seconda\, terza) come se potessero nascere o morire nel breve tempo di una stagione. Si è indagato molto sui fattori di crisi (interni e internazionali)\, sulle ragioni di cambiamento e di conservazione e sulle trasformazioni di protagonisti che avevano segnato i decenni precedenti.\nIl fascicolo si propone di indagare\, da alcuni punti di osservazione\, la fase delicata che attraversa il\nsistema politico italiano\, le riforme mancate\, alcune urgenze economiche e istituzionali che caratterizzeranno i prossimi anni.
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SUMMARY:Vincenzo Riccio. Profilo biografico e carteggio
DESCRIPTION:Mercoledì 20 novembre 2019\, alle ore 17.00\, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Palazzo Mattei di Giove – Via Michelangelo Caetani 32\, Roma)\, in collaborazione con l’Istituto storico italiano per l’età moderna e contemporanea\, sarà presentato il volume\nVincenzo Riccio. Profilo biografico e carteggio di Antonio Fiori (Gangemi Editore\, 2019).\nSaluti: Patrizia Rusciani. Intervengono: Paolo Carusi\, Gigliola Fioravanti\, Alessandra Staderini.\nCoordina: Marcello Verga. Sarà presente l’autore.\nVincenzo Riccio ha avuto un ruolo importante nel decennio 1914-1924 come ministro in cinque governi e soprattutto come «segretario politico» dei liberali di destra\, il cui leader\, Salandra\, nel 1915 decise l’intervento dell’Italia in guerra e nel dopoguerra\, alleandosi con il gruppo parlamentare fascista\, favorì l’ascesa al potere di Mussolini. Titolare di un rinomato studio di avvocato\, per molti anni giornalista\, deputato per un trentennio e protagonista della vita parlamentare\, era partito da posizioni di sinistra e dai rapporti con Nicotera e con Crispi per poi approdare al gruppo di Sonnino e infine diventare il più stretto collaboratore di Salandra. L’autore\, che ha pubblicato nel 2015 il diario del 1915-1916 di Riccio\, in questo profilo ha collegato il personaggio alla storia del suo tempo\, con un approccio inquadrabile in quello che Giovanni Levi ha definito come biographie et contexte\, e ha cercato di sfuggire al pericolo di simpatizzare con il personaggio e a quello opposto di darne un giudizio drasticamente negativo per alcune sue prese di posizione o per le sue contraddizioni.\nIl saggio è basato su ampie fonti a stampa e su documenti archivistici inediti\, soprattutto sul carteggio con Salandra (1914-1927)\, che offre informazioni e impressioni sui rapporti dei liberali di destra\ncon le altre forze politiche\, sull’abilità politica di Mussolini e sulla problematica alleanza di essi con i\nfascisti\, in particolare nell’estate del 1922\, nel corso della quale Riccio era ministro\, in rappresentanza delle\ndestre\, nei due governi Facta.
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SUMMARY:Vincenzo Riccio. Profilo biografico e carteggio
DESCRIPTION:Mercoledì 20 novembre 2019\, alle ore 17.00\, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Palazzo Mattei di Giove – Via Michelangelo Caetani 32\, Roma)\, in collaborazione con l’Istituto storico italiano per l’età moderna e contemporanea\, sarà presentato il volume\nVincenzo Riccio. Profilo biografico e carteggio di Antonio Fiori (Gangemi Editore\, 2019). Saluti:\nPatrizia Rusciani. Intervengono: Paolo Carusi\, Gigliola Fioravanti\, Alessandra Staderini. Coordina: Marcello Verga. Sarà presente l’autore.\nVincenzo Riccio ha avuto un ruolo importante nel decennio 1914-1924 come ministro in cinque\ngoverni e soprattutto come «segretario politico» dei liberali di destra\, il cui leader\, Salandra\, nel 1915 decise l’intervento dell’Italia in guerra e nel dopoguerra\, alleandosi con il gruppo parlamentare fascista\, favorì l’ascesa al potere di Mussolini. Titolare di un rinomato studio di avvocato\, per molti anni giornalista\, deputato per un trentennio e protagonista della vita parlamentare\, era partito da posizioni di sinistra e dai rapporti con Nicotera e con Crispi per poi approdare al gruppo di Sonnino e infine diventare il più stretto collaboratore di Salandra. L’autore\, che ha pubblicato nel 2015 il diario del 1915-1916 di Riccio\, in questo profilo ha collegato il personaggio alla storia del suo tempo\, con un approccio inquadrabile in quello che Giovanni Levi ha definito come biographie et contexte\, e ha cercato di sfuggire al pericolo di simpatizzare con il personaggio e a quello opposto di darne un giudizio drasticamente negativo per alcune sue prese di posizione o per le sue contraddizioni.\nIl saggio è basato su ampie fonti a stampa e su documenti archivistici inediti\, soprattutto sul carteggio con Salandra (1914-1927)\, che offre informazioni e impressioni sui rapporti dei liberali di destra\ncon le altre forze politiche\, sull’abilità politica di Mussolini e sulla problematica alleanza di essi con i\nfascisti\, in particolare nell’estate del 1922\, nel corso della quale Riccio era ministro\, in rappresentanza delle\ndestre\, nei due governi Facta.
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SUMMARY:Filomena Nitti Bovet e la ricerca biomedica nella Roma del dopoguerra
DESCRIPTION:Scienza a Roma: storie di donne \nSabato 16 novembre p.v.\, alle 16.00\, si terrà presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Via Michelangelo Caetani\, 32 – Roma)\, la conferenza di Daniele Cozzoli “Filomena Nitti Bovet e la ricerca biomedica nella Roma del dopoguerra”\, primo appuntamento del ciclo “Scienza a Roma. Storie di donne” organizzato dalla Sovrintendenza capitolina ai beni culturali in collaborazione con la Biblioteca di storia moderna e contemporanea nell’ambito del programma didattico Educare alle mostre\, educare alla città\, 2019-2020. \n \nIl programma del ciclo a questo indirizzo http://www.bsmc.it/images/pdf/storia/2019_11_16-2020_05_16_scienza_a_roma.pdf \nPrenotazione obbligatoria: max 50 persone
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SUMMARY:Il calcio dell'Asino. Il calvario di un giornale ribelle (1892-1925) e del suo direttore Giovanni de Nava (GIVA)
DESCRIPTION:Mercoledì 13 novembre 2019\, alle ore 17.00\, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Palazzo Mattei di Giove – Via Michelangelo Caetani 32\, Roma)\, sarà presentato il volume Il calcio dell’Asino. Il calvario di un giornale ribelle (1892-1925) e del suo direttore Giovanni de Nava (GIVA) di Ludovica de Nava e Pier Luigi Zanata (Luigi Pellegrini Editore\, 2019). Ne discutono con gli autori: Luigi De Angelis e Rosanna De Longis.\nIl calcio dell’Asino\, che deve il suo titolo a una felice espressione coniata da Trilussa\, è una fedele\ne documentata ricostruzione della vita e della produzione letteraria e giornalistica di Giovanni de Nava\, che fu “il terzo uomo”\, accanto a Guido Podrecca e Gabriele Galantara\, nella redazione del giornale politico e satirico “L’Asino” (1892-1921). Firmandosi come “Giva”\, collaborò con Podrecca e Galantara fin dalla fondazione del giornale\, condividendone le idee e l’indirizzo\npolitico. Fu direttore responsabile e amministrativo dell’“Asino”\, e ne curò il passaggio all’«Avanti!»\, sopportando il peso economico di questa vicenda\, mentre Podrecca se ne allontanava\, aderendo al fascismo. De Nava e Galantara restarono avversi alla dittatura\, pagandone\nle conseguenze. La vicenda umana di de Nava è intrecciata alla storia dell’ “Asino”\, un giornale vivace\, intelligente e\, per certi versi\, unico nel suo genere e ancora attuale. Il saggio è arricchito da numerosi documenti inediti – come i cartoni originali di Galantara – tratti dall’archivio privato della famiglia de Nava e fornisce uno spaccato della vita culturale italiana tra fine Ottocento e primi Novecento e dei fermenti ideali che la animavano.
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SUMMARY:Le biblioteche digitali. Tipologie\, funzionalità e modelli di sviluppo
DESCRIPTION:Giovedì 24 ottobre alle ore 17.00\, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Palazzo Mattei di Giove\, Via M. Caetani\, 32 Roma) si presenta il volume Le biblioteche digitali. Tipologie\, funzionalità e modelli di sviluppo (Franco Angeli\, 2019)\, di Maria Teresa Biagetti con il contributo di Antonella Iacono\, Roberto Raieli\, Antonella Trombone\, Simona Turbanti. Intervengono\, con l’Autrice\, Simonetta Buttò\, Alberto Petrucciani.  \nL’universo delle biblioteche digitali comprende una pluralità di strutture realizzate allo scopo di preservare i patrimoni culturali e informativi e di permetterne la fruizione a distanza. I repositories di testi digitalizzati\, istituiti sulla base di un progetto culturale o di un disegno scientifico\, ne costituiscono la parte più sostanziosa; a questi si aggiungono i depositi istituzionali gestiti dagli Atenei per la raccolta e la pubblicazione del full text dei lavori dei docenti e dei ricercatori e l’attività di web archiving\, volta a selezionare e a conservare le pagine web affinché i contenuti informativi possano essere fruiti nel futuro.\nNel volume\, oltre a presentare le biblioteche digitali più significative a livello internazionale\, vengono analizzati gli sviluppi che le biblioteche digitali dell’ultima generazione manifestano\, e in particolare vengono esaminate alcune funzionalità innovative permesse dall’uso delle tecnologie di tipo semantico\, come le ontologie\, applicate all’indicizzazione e al trattamento delle query\, e le funzioni di tipo “social”\, come la possibilità per gli utilizzatori di realizzare annotazioni. Inoltre\, vengono prese in considerazione le strutture che permettono di raccogliere in una digital library condivisa materiali provenienti da diverse fonti del patrimonio culturale e integrarli in un unico ambiente informativo utilizzando le ontologie. Viene dato ampio spazio anche allo studio delle funzionalità della ricerca nelle collezioni testuali\, nelle collezioni di audiovisivi\, e in quelle multimediali\, all’esame dei servizi per la ricerca con l’ausilio di diverse tipologie di collaborative filtering\, e all’analisi delle possibilità offerte agli utenti di collaborare al flusso di lavorazione dei documenti digitali.\nIndice\nPremessa\nIntroduzione\nParte I. Tipologie\, modelli e funzionalità per la ricerca\nLe biblioteche digitali: uno scenario composito\n(I repositories istituzionali e disciplinari; I depositi di riviste; Web archiving)\nModelli tradizionali e innovativi\n(Le biblioteche digitali come repositories di documenti; American memory; Gallica; La Biblioteca digitale italiana; National digital library of China; Portali di accesso alle raccolte digitali; The Europeana collections; The World digital library; The Digital public library of America; Progetti di digitalizzazione su vasta scala; Google Books; HathiTrust; Open content alliance; I progetti di digitalizzazione di Internet Archive; The Universal digital library; Biblioteche digitali per l’analisi testuale: Perseus digital library; Funzionalità per la ricerca; Aspetti legali e diritto d’autore per le biblioteche digitali; Le opere “orfane”; L’infrastruttura Arrow)\nFunzionalità per la ricerca nelle biblioteche digitali\n(La ricerca collaborativa)\nGli sviluppi delle biblioteche digitali\n(Verso la personalizzazione dei servizi; Un nuovo modello: the Delos Project; Il progetto Sekt; Le ontologie; Le ontologie bibliografiche)\nLe biblioteche digitali arricchite con funzionalità semantiche e “social”\n(Un modello avanzato di repository: Fedora; I progetti Bricks e Simile; Jerome Digital Library; L’ontologia MarcOnt; Callimachus Digital Library; Le biblioteche digitali semantiche con funzioni “social”; Le annotazioni; Supporto automatico per le annotazioni: il prototipo Pirates; Servizi “social” in Jerome Digital Library; Le funzionalità per la ricerca)\nSpazi informativi per il patrimonio culturale\n(Interoperabilità tra fonti diverse; L’ontologia Cidoc-crm; Il portale CultureSampo)\nConsiderazioni conclusive\nRiferimenti bibliografici\nParte II. Funzionalità avanzate di ricerca e sviluppi “social”\nRoberto Raieli\, Potenzialità della ricerca multimediale nelle biblioteche digitali\nAntonella Iacono\, Le competenze dell’utente nello sviluppo delle digital libraries tramite il Crowdsourcing\nAntonella Trombone\, Simona Turbanti\, Sistemi di raccomandazione e filtraggio collaborativo nella ricerca bibliografica\nIndice tematico.
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SUMMARY:Terrore e terrorismo. Saggio storico sulla violenza politica
DESCRIPTION:Venerdì 17 ottobre 2019\, alle ore 17.00\, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Palazzo Mattei di Giove – Via Michelangelo Caetani 32\, Roma)\, sarà presentato il volume Terrore e terrorismo. Saggio storico sulla violenza politica di Francesco Benigno  (Einaudi\, 2018). Intervengono: Roberto Esposito\, Gabriele Pedullà\, Giovanni Sabbatucci.  Coordina: Mariuccia Salvati. \nGeneralmente si intende per terrorismo la deliberata volontà di diffondere terrore colpendo la popolazione inerme considerata nemica. Terrorismo\, dunque\, come creazione di terrore. Francesco Benigno contesta tale approccio ricorrendo alla storia. La produzione di «terrore» non è stata infatti storicamente l’unica dimensione del «terrorismo» e anzi esso può essere meglio compreso come la costruzione di un evento clamoroso\, capace di risvegliare le masse dal loro sonno politico\, qualcosa che «parla» anzitutto al popolo e che gli anarchici chiamavano «propaganda col fatto». Allo stesso tempo però la storia ci insegna che il terrorismo è anche una tecnica bellica usata in tempi di pace\, la continuazione della politica con mezzi esplosivi. In questo senso esso è quindi uno spazio di opportunità aperto ad una pluralità di attori\, statali e non statali\, che usano il terrore (e il contro-terrore) come strumento di politica interna e internazionale. Vi sono elementi di notevole continuità tra il terrorismo come lo conosciamo oggi e la concettualizzazione tradizionale dell’azione rivoluzionaria\, in specie anarchica. Ieri come oggi\, infatti\, e malgrado le apparenze\, essa si rivolge non tanto alla popolazione della nazione da colpire ma a un proprio popolo\, a una propria comunità. Gente che va richiamata alla lotta e a cui occorre dimostrare che vincere è possibile\, che il debole può sconfiggere il forte. L’atto «terroristico» non è dunque messo in atto col tentativo primario di terrorizzare ma con quello di conquistare i cuori e le menti di un popolo considerato oppresso\, quello con cui si identifica il gruppo autore dell’atto\, che attraverso esso combatte anche una sua particolare battaglia per la primazia nel suo schieramento\, per essere identificato come il principale portabandiera della propria Causa. Lo scopo del gesto «terroristico» è\, in altre parole\, quello di delinea- re\, attraverso un’immagine polarizzata sull’asse noi-loro\, lo scenario di una guerra\, definita in termini assoluti come lo scontro tra il bene ed il male.
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SUMMARY:Domenica di carta 2019: Invito a Palazzo Mattei di Giove: La luna in rassegna
DESCRIPTION:Nell’ambito delle manifestazioni previste per la “Domenica di carta 2019″\, domenica 13 ottobre p.v. la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Via Michelangelo Caetani\, 32 – Roma)\, organizza due visite guidate al Palazzo Mattei di Giove e alla Biblioteca di storia moderna e contemporanea con illustrazione del percorso documentario “La luna in rassegna”.\nIn occasione del cinquantesimo anniversario dello sbarco sulla luna\, la Biblioteca di storia moderna e contemporanea ha allestito un percorso tematico attraverso la sua raccolta di giornali e riviste.\nDalla divulgazione scientifica nelle riviste dell’Ottocento al racconto illustrato della corsa allo spazio fino alle prime pagine dedicate allo sbarco sulla luna\, la mostra conduce in un viaggio iconografico e bibliografico attraverso le collezioni di giornali e riviste posseduti dalla Biblioteca. \nLe visite guidate\, alle ore 10.00 e alle ore 12.00\, sono a cura del personale della Biblioteca di storia moderna e contemporanea. L’ingresso è gratuito previa prenotazione fino a esaurimento posti all’indirizzo bsmc.prenotazioni@gmail.com\, indicando come oggetto Domenica di carta 2019 e specificando l’ora prescelta.
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SUMMARY:La liberazione di Roma. Alleati e Resistenza
DESCRIPTION:Mercoledì 9 ottobre 2019\, alle ore 17.00\, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Palazzo Mattei di Giove – Via Michelangelo Caetani 32\, Roma)\, sarà presentato il volume La liberazione di Roma. Alleati e Resistenza\, di Gabriele Ranzato (Laterza\, 2019).  Ne discutono con l’autore: Filippo Focardi\, Umberto Gentiloni Silveri. Coordina Guido Crainz.  \nSebbene Alleati e Resistenza romana avessero gli stessi nemici\, combatterono due guerre quasi parallele con scarsi punti di contatto. La loro distanza è ben rappresentata dai modi diversi con cui designarono il fine immediato che volevano conseguire: la “caduta della prima capitale dell’Asse” per gli Alleati\, la “liberazione di Roma” per le forze resistenziali. La presa della città per gli angloamericani fu solo un momento saliente del loro sforzo per impedire che si avverasse l’orrendo disegno hitleriano di un’Europa nazista\, mentre il principale intento della Resistenza romana fu quello di mostrare\, attraverso la lotta armata in città\, la notevole consistenza di un’Italia antifascista pronta a battersi per concorrere alla propria liberazione. Un tentativo quasi eroico a fronte di una popolazione che per la maggior parte odiava quasi in egual misura tedeschi e fascisti\, alleati e partigiani\, come portatori di una guerra di cui non si sentiva responsabile. Sulla base di un’ampia documentazione di fonti archivistiche\, il libro ripercorre\, in una visione d’insieme con le vicende belliche\, i fatti – e gli episodi controversi – relativi alla storia di Roma nei nove mesi dell’occupazione tedesca.
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SUMMARY:La guerra per il Mezzogiorno. Italiani\, borbonici e briganti\, 1860-1870
DESCRIPTION:Venerdì 4 ottobre 2019\, alle ore 17.00\, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Palazzo Mattei di Giove – Via Michelangelo Caetani 32\, Roma)\, sarà presentato il volume La guerra per il Mezzogiorno. Italiani\, borbonici e briganti\, 1860-1870 di Carmine Pinto (Laterza\, 2019).\nIntervengono: Simona Colarizi\, Andrea Graziosi\, Alessandro Laterza. \nIl brigantaggio fu l’eroica resistenza meridionale al colonialismo sabaudo o la sfida allo Stato di\nbande criminali? La guerra per il Mezzogiorno concluse la crisi del Regno delle Due Sicilie\,  determinò il successo dell’unificazione italiana e marcò la complicata partecipazione del Mezzogiorno alla nazione risorgimentale. Iniziò nel settembre del 1860\, dopo il successo della rivoluzione unitaria e garibaldina\, e si protrasse per un decennio\, mobilitando re e generali\, politici e vescovi\, soldati e briganti\, intellettuali e artisti. Non fu uno scontro locale\, perché coinvolse attori politici e militari di tutta la penisola e d’Europa\, ma non fu neppure una guerra tradizionale: i briganti\, le truppe regolari italiane\, i volontari meridionali si sfidarono nelle valli e nelle montagne in una guerriglia sanguinosa\, del tutto priva dei fasti risorgimentali. Si mescolarono la competizione politico-ideologica tra il movimento nazionale italiano e l’autonomismo borbonico; l’antico conflitto civile tra liberalismo costituzionale e assolutismo; la lotta intestina tra gruppi di potere\,\nfazioni locali\, interessi sociali che avevano frammentato le città e le campagne meridionali.
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SUMMARY:La luna in rassegna
DESCRIPTION:Per le Giornate Europee del Patrimonio 2019\,\nla Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Via Michelangelo Caetani\, 32 – Roma) organizza\, sabato 21 settembre 2019\, alle ore 14.30 e alle 16.30\, due visite guidate al Palazzo Mattei di Giove e alla mostra “La luna in rassegna”. \nIn occasione del cinquantesimo anniversario dello sbarco sulla luna\, la Biblioteca di storia moderna e contemporanea ha allestito un percorso tematico attraverso la sua raccolta di giornali e riviste.\nDalla divulgazione scientifica nelle riviste dell’Ottocento al racconto illustrato della corsa allo spazio fino alle prime pagine dedicate allo sbarco sulla luna\, la mostra conduce in un viaggio iconografico e bibliografico attraverso le collezioni di giornali e\nriviste posseduti dalla Biblioteca. \nIngresso libero fino a esaurimento posti\, previa prenotazione\nall’indirizzo bsmc.prenotazioni@gmail.com\, specificando l’ora prescelta.
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SUMMARY:La guerra per il Mezzogiorno. Italiani\, borbonici e briganti\, 1860-1870
DESCRIPTION:Venerdì 4 ottobre 2019\, alle ore 17.00\, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Palazzo Mattei di Giove – Via Michelangelo Caetani 32\, Roma)\, sarà presentato il volume  La guerra per il Mezzogiorno. Italiani\, borbonici e briganti 1860-1870 di Carmine Pinto (Laterza\, 2019). Intervengono: Simona Colarizi\, Andrea Graziosi\, Alessandro Laterza.\nIl brigantaggio fu l’eroica resistenza meridionale al colonialismo sabaudo o la sfida allo Stato di bande criminali? La guerra per il Mezzogiorno concluse la crisi del Regno delle Due Sicilie\, determinò il successo dell’unificazione italiana e marcò la complicata partecipazione del Mezzogiorno alla nazione risorgimentale. Iniziò nel settembre del 1860\, dopo il successo della rivoluzione unitaria e garibaldina\, e si protrasse per un decennio\, mobilitando re e generali\, politici e vescovi\, soldati e briganti\, intellettuali e artisti. Non fu uno scontro locale\, perché coinvolse attori politici e militari di tutta la penisola e d’Europa\, ma non fu neppure una guerra tradizionale: i briganti\, le truppe regolari italiane\, i volontari meridionali si sfidarono nelle valli e nelle montagne in una guerriglia sanguinosa\, del tutto priva dei fasti risorgimentali. Si mescolarono la competizione politico-ideologica tra il movimento nazionale italiano e l’autonomismo borbonico; l’antico conflitto civile tra liberalismo costituzionale e assolutismo; la lotta intestina tra gruppi di potere\, fazioni locali\, interessi sociali che avevano frammentato le città e le campagne meridionali. Questo libro\, per la novità di materiali e documenti usati e per la vastità delle ricerche compiute\, offre una prospettiva sulla guerra di brigantaggio che innova interpretazioni fino a oggi date per acquisite.
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SUMMARY:La luna in rassegna
DESCRIPTION:Lunedì 15 luglio p.v.\, a Roma\, presso Palazzo Mattei di Giove\, dalle 17.00\, la manifestazione “Moon Night. Conversazioni lunari”\, un ricco programma di eventi per ricordare lo sbarco sulla Luna\, organizzato dal Centro studi americani\, dalla Biblioteca di storia moderna e contemporanea\, dall’Istituto centrale per i beni sonori e audiovisivi\, con la collaborazione dell’Ambasciata degli Stati Uniti in Italia e dell’Agenzia Spaziale Italiana.\nLa Biblioteca di storia moderna e contemporanea presenta\, dalle 17.00 alle 19.00\, la mostra bibliografica “La luna in rassegna”.\nDalla divulgazione scientifica nelle riviste dell’Ottocento al racconto illustrato della corsa allo spazio fino alle prime pagine dedicate allo sbarco sulla luna\, la mostra conduce in un viaggio iconografico e bibliografico attraverso i documenti dell’epoca posseduti dalla Biblioteca.
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SUMMARY:The New Italy and the Jews from Massimo D’Azeglio to Primo Levi
DESCRIPTION:Martedì 27 giugno 2019\, alle ore 17.00\, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Palazzo Mattei di Giove – Via Michelangelo Caetani 32\, Roma)\, sarà presentato il volume The New Italy and the Jews – from Massimo D’Azeglio to Primo Levi (Annali d’italianistica\, vol. 36. 2018)\, edited by Jonathan Druker and L. Scott Lerner. Saluti: Patrizia Rusciani e Gianfranco Di Segni. Intervengono: L. Scott Lerner\, Elèna Mortara\, Gabriella Romani. Coordina: Marina Caffiero.\nAlla vigilia della Rivoluzione del 1848\, Massimo D’Azeglio\, esortando papa Pio IX ad abolire il ghetto\nebraico di Roma e a emancipare gli ebrei\, connetteva esplicitamente lo stato degli ebrei italiani al progetto\ndell’unificazione italiana e della costruzione della nazione. La duplice campagna di D’Azeglio a favore\ndell’emancipazione ebraica e dell’unificazione italiana costituisce il punto di partenza di questo volume\, che\nsi incentra su queste e altre importanti questioni relative al ruolo della cultura e della storia ebraica italiana nella nascita e nello sviluppo della nazione italiana dal Risorgimento al presente. Il posto occupato da Primo Levi nell’Italia contemporanea segnala invece il punto d’arrivo concettuale del volume. I diciannove saggi\nche vi sono raccolti\, di autori di provenienza internazionale\, con il loro accento multidisciplinare sul teatro\,sull’opera e la musica liturgica\, la letteratura popolare\, i memoriali pubblici\, e con una diversa gamma di approcci storiografici\, esplorano una grande varietà di argomenti rilevanti a quasi due secoli di storia\, dagli anni Quaranta dell’Ottocento al presente. Piuttosto che strutturare la collezione cronologicamente\, dal tardo\nRisorgimento all’unificazione\, allo stato liberale\, al fascismo\, fino al periodo del dopoguerra e al presente\, i\ncuratori hanno scelto di organizzarla per argomento: “Gli ebrei e la costruzione della nuova società”; “Identità ebraica nella nuova Italia”; “La tragedia ebraica sulla scena nazionale e internazionale”; “Gli ebrei a la costruzione della nazione italiana”; e “La memoria italiana e gli ebrei: L’Olocausto e oltre”.
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SUMMARY:Autobiografia: convivium\, cibo-Frankenstein\, vampirismo
DESCRIPTION:Il XVIII incontro internazionale dell’Osservatorio scientifico della memoria autobiografica scritta\, orale\, iconografica\, sul tema Autobiografia: convivium\, cibo-Frankenstein\, vampirismo / Autobiography: Banqueting\, GM Food\, Vampirism / Autobiographie: convivium\, nourriture-Frankenstein\, vampirisme\, organizzato da Mediapolis Europa\, in collaborazione con la Biblioteca di storia moderna e contemporanea e l’Istituto centrale per i beni sonori e audiovisivi\, si terrà a Roma\, presso la Biblioteca e l’Istituto coorganizzatori (Palazzo Mattei di Giove – Via Michelangelo Caetani\, 32 – Roma) dal 24 al 26 giugno p.v.
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SUMMARY:I “misteri” di Roma. Personaggi e stereotipi della Roma ottocentesca
DESCRIPTION:Giovedì 20 giugno p.v.\, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Palazzo Mattei di Giove\, Via Michelangelo Caetani\, 32 – Roma)\, si terrà il convegno sul tema\nI “misteri” di Roma. Personaggi e stereotipi della Roma ottocentesca\, organizzato dall’Associazione Roma800 in collaborazione con la Biblioteca di storia moderna e contemporanea. \n______________________________________\nI “misteri” di Roma\nPersonaggi e stereotipi della Roma ottocentesca \nLa Roma ottocentesca ha fornito un ricco repertorio di protagonisti\, figure e attori per il romanzo storico che nel corso del XIX secolo vede la sua affermazione a livello europeo\, specialmente nel genere della cronaca nera e dei cosiddetti fait-divers.\nIl convegno intende così iniziare una ricognizione di tale narrativa di ambientazione romana prodotta in diversi contesti\, da quelli del cattolicesimo intransigente\, agli autori stranieri e italiani che hanno alimentato il genere anticlericale dei “misteri”\, a partire dal fortunato modello LesMystères de Paris di Eugène Sue.\nPer far questo si è scelto di focalizzare l’attenzione su alcuni personaggi storici – alcuni dei quali in seguito furono oggetto di numerose rivisitazioni narrative\, teatrali e cinematografiche – analizzando le “trasformazioni discorsive” che questi subiscono nel momento in cui diventano “maschere” e veri e propri stereotipi della narrativa finzionale della seconda metà dell’Ottocento.\nTali protagonisti si prestano perciò a un doppio livello di lettura che il convegno intende prendere in esame: da un lato quello legata alla realtà politica\, economica e sociale della “città del papa” avviata a trasformarsi nella capitale della nazione italiana; dall’altro lato il collegamento tra questo immaginario romano e la circolazione di analoghi cliché e modelli letterari nel contesto europeo. \nProgramma\nOre 10.00 \nSaluti\nPatriza Rusciani (Biblioteca di storia moderna e contemporanea) \nIntroduzione\nTommaso Caliò e Chiara Lucrezio Monticelli (Università di Roma Tor Vergata) \nProlusione\nFrancesco Benigno (Scuola Normale Superiore di Pisa)\nLetteratura dei Misteri e immaginario politico nell’Europa del XIX secolo \nFatti e misfatti\nPresiede: Marina Formica\nDaniela Felisini (Università di Roma Tor Vergata)\nAlessandro Torlonia. Un banchiere di statura europea tra mito e scandalo\nTommaso Caliò (Università di Roma Tor Vergata)\nLo strano caso di don Abbo e dei suoi due nipoti\nGiorgio Sanguinetti (Università di Roma Tor Vergata)\nChi era Scarpia? Fonti storiche per i personaggi di Tosca\nElèna Mortara (Università di Roma Tor Vergata)\nIl caso Mortara: nel Risorgimento e nella letteratura contemporanea \nOre 15.00\nIn nome del popolo sovrano\nPresiede: Daniela Felisini\nMarina Formica (Università di Roma Tor Vergata)\nLa memoria della prima Repubblica Romana\nMassimo Cattaneo (Università di Napoli Federico II)\nImmaginario trasteverino e trasteverini immaginari (secc. XVIII-XIX)\nValeria Tavazzi (Sapienza Università di Roma)\nCiceruacchio nella narrativa ottocentesca\nSimon Sarlin (Université Paris Nanterre)\nLa cittadella assediata e i suoi difensori: i soldati del papa nell’immaginario europeo\nMarcello Teodonio (Presidente del Centro Studi Giuseppe Gioachino Belli)\nLa viaggiatora tramontana (i viaggiatori\, le “patacche”\, i ciceroni) \nConclusioni: Giuseppe Monsagrati (Sapienza Università di Roma)
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SUMMARY:La saponificatrice di Correggio. Una favola nera
DESCRIPTION:Giovedì 6 giugno 2019\, ore 17.00\, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Palazzo Mattei di Giove – Via Michelangelo Caetani 32\, Roma)\, sarà presentato il volume La saponificatrice di Correggio. Una favola nera\, di Barbara Bracco (il Mulino\, 2018).  Ne discutono con l’autrice: Maurizio Ridolfi e Giancarlo Tartaglia.   \nA Correggio\, fra il 1939 e il 1940\, Leonarda Cianciulli uccise tre donne\, impadronendosi dei loro beni e distruggendone i corpi. Nel 1946 il processo alla «saponificatrice» ebbe una risonanza enorme in un’Italia che\, ormai uscita dal fascismo\, riscopriva il fascino un po’ morboso dei grandi fattacci di nera. A fare di quest’assassina seriale un archetipo della criminalità femminile non è solo la particolare efferatezza dei tre delitti\, ma l’immagine complessiva che la giustizia\, la psichiatria\, i giornali e l’opinione pubblica restituirono della vicenda. È attraverso questa narrazione collettiva che il libro rilegge il caso della saponificatrice di Correggio\, estraendo dalla cronaca nera un pregnante capitolo di storia culturale italiana\, sullo sfondo della difficile transizione fra la guerra e l’avvio della Repubblica.
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