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SUMMARY:La “scienza nazionale” in Italia dal 1839 alla fine degli anni Venti: una costruzione transnazionale
DESCRIPTION:Mercoledì 15 gennaio 2020\, alle ore 17.00\, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Palazzo Mattei di Giove – Via Michelangelo Caetani 32\, Roma)\, si terrà l’incontro sul tema La “scienza nazionale” in Italia dal 1839 alla fine degli anni Venti: una costruzione transnazionale\,\na partire dalla pubblicazione del n. 130-2\, 2018 dei Mélanges de l’École Française de Rome\, a cura di Marie Bossaert e Antonin Durand (https://journals.openedition.org/mefrim/3713).\nSaluti: Patrizia Rusciani.\nIntervengono: Sandra Linguerri\, Guido Melis\, Giovanni Paoloni. Saranno presenti i curatori del volume. \nLa storia del sapere in Italia è stata profondamente rinnovata dalla storiografia sociale e culturale\ndel Risorgimento\, che ha evidenziato il ruolo dell’università e della scienza come collante dell’unità\nnazionale. Il fascicolo dei Mélanges de l’École française de Rome – Italie et Méditerranée\nmodernes et contemporaines\, è dedicato a “La fabrique transnationale de la «science nationale» en\nItalie (1839-fin desannées 1920)” (130-2\, 2018) e propone di rileggere la storia della “scienza nazionale” alla luce dei metodi e delle prospettive recenti della storiografia transnazionale.\nL’Italia\, che con l’Unità deve integrare tradizioni scientifiche eterogenee\, rappresenta a questo\nriguardo un caso particolarmente interessante: da un lato\, i suoi studiosi vengono in gran parte\nformati all’estero; dall’altro\, gli Italiani intendono ridare all’Italia il posto che le spetta nella scena\nscientifica internazionale\, in un contesto di scambi e di rivalità.\nIl dossier\, che riunisce 12 articoli\, è intenzionalmente interdisciplinare: dalla storia della matematica\na quella del diritto\, dalla storia dell’arte all’orientalistica\, passando per l’agronomia e\nl’amministrazione\, esamina le dinamiche transnazionali all’opera nella costruzione della “scienza\nnazionale” italiana nel lungo Risorgimento\, in modo da arricchire la comprensione del fenomeno di\nnazionalizzazione del sapere.
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SUMMARY:Roma 1849: Stefano Lecchi. Il primo reportage di guerra
DESCRIPTION:Giovedì 12 dicembre 2019\, alle ore 17.00\, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Palazzo Mattei di Giove – Via Michelangelo Caetani 32\, Roma)\, in occasione del 170° anniversario della Repubblica Romana\, sarà presentata la mostra digitale Roma 1849: Stefano\nLecchi. Il primo reportage di guerra a cura di Maria Pia Critelli e Ilaria Poggi\n(https://www.movio.beniculturali.it/bsmc/stefanolecchi/). Saluti: Patrizia Rusciani. Introduce e\ncoordina: Maria Pia Critelli. Intervengono: Agostino Bistarelli\, Maria Francesca Bonetti\, Diego\nMormorio.\nLa mostra vuole rendere possibile la consultazione delle fotografie (carte salate al bromuro di iodio)\nrealizzate nel 1849 da Stefano Lecchi e oggi possedute dalla Biblioteca di Storia moderna\ncontemporanea di Roma e dal Getty Research Institute di Los Angeles. Il pittore e fotografo\nrealizzò a Roma immediatamente dopo la caduta della Repubblica romana quello che è considerato il primo reportage di guerra finora conosciuto.\nNella mostra\, realizzata su piattaforma Movio\, alle immagini si aggiungono le schede catalografiche\ndelle singole carte salate\, le notizie biografiche sul loro autore e sui collezionisti delle fotografie\,\nspesso testimoni o protagonisti degli avvenimenti del tempo\, i testi di corredo e di approfondimento con le relative immagini. Spesso il commercio calcografico si servì delle fotografie di Lecchi come base per illustrazioni di ampia tiratura e diffusione già a partire dal 1849. Altre immagini furono realizzate da pittori soldato o da altri artisti contemporanei agli eventi. A tali opere (derivate e contemporanee) vengono dedicate specifiche sezioni.\nIl lavoro sulle immagini digitalizzate degli originali ha permesso una rilevazione più completa\, e per quanto possibile esaustiva\, del patrimonio informativo in esse contenute\, dando vita\, se vogliamo\, a un’altra mostra all’interno della mostra stessa.
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SUMMARY:Barone\, vassalli e governo pontificio. Gli stati dei Colonna nel Settecento
DESCRIPTION:Lunedì 9 dicembre 2019\, alle ore 17.00\, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Palazzo Mattei di Giove – Via Michelangelo Caetani 32\, Roma)\, in collaborazione con l’Istituto storico italiano per l’età moderna e contemporanea\, sarà presentato il volume Barone\, vassalli e governo pontificio. Gli stati dei Colonna nel Settecento di David Armando (Biblink Editore\, 2018).\nSaluti: Sergio Raimondo. Intervengono: Marco De Nicolò\, Michele De Sivo\, Maria Antonietta Visceglia. Coordina: Marcello Verga. \nSulla base di una grande mole di documenti d’archivio prodotta dall’amministrazione familiare questo libro esamina il caso dei feudi dei principi Colonna nello Stato pontificio ponendo in primo piano la questione dei diritti e delle giurisdizioni baronali. In contrasto con la tesi storiografica\, a lungo prevalente\, secondo cui la politica antifeudale dei papi del Rinascimento avrebbe precocemente privato i baroni romani dei loro poteri reali\, la ricerca mostra come i discendenti di Martino V dispongano ancora nel Settecento di una vastissima gamma di diritti\, esenzioni e prerogative\, grazie a cui esercitano il dominio economico e politico sulle loro terre godendo di un’ampia autonomia nei confronti del governo pontificio. Senza trascurare le modalità concrete di esercizio del potere\, lo studio si sofferma sui suoi aspetti simbolici e ideologici\, in particolare su quelli legati alle funzioni di paternalistica protezione che si affermano con particolare forza nel governo della giustizia. L’analisi approfondita dei processi criminali del feudo di Marino – una tipologia documentaria ancora poco studiata – restituisce la cura che i Colonna dedicano a un esercizio della giurisdizione finalizzato alla conservazione dell’ordine nel feudo\, caratterizzato dal bilanciamento attento fra rigore e clemenza e dalla contiguità con la sfera della soluzione negoziale dei conflitti. Questo complesso di poteri è sottoposto alle pressioni crescenti delle società locali e dell’amministrazione  statale\, e tuttavia i Colonna riescono a difenderlo con successo fino alla fine del secolo\, quando l’arrivo delle armate francesi innesca il processo che condurrà\, al termine dell’esperienza napoleonica\, all’estinzione delle giurisdizioni feudali.\nNel panorama dell’aristocrazia romana i Colonna costituiscono un caso per diversi aspetti eccezionale: i loro ‘stati’\, particolarmente ampi e coesi\, rappresentano il retaggio dei secoli precedenti che hanno visto la famiglia esercitare un ruolo politico e militare di primo piano sulla scena italiana ed europea\, ma l’ombra del loro dominio si avverte fin oltre la dissoluzione formale della feudalità\, dando vita ancora in pieno Ottocento a conflitti e contese che mostrano quanto sia difficile per le comunità recidere i legami di dipendenza che le uniscono al barone.
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SUMMARY:L’Italia del tempo presente: una nuova fase o un ritorno al passato?
DESCRIPTION:Giovedì 5 dicembre 2019\, alle ore 17.00\, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Palazzo Mattei di Giove – Via Michelangelo Caetani 32\, Roma)\,\nsarà presentato il numero monografico del Journal of Modern Italian Studies\, L’Italia del tempo presente: una nuova fase o un ritorno al passato? curato da\nUmberto Gentiloni Silveri. Intervengono: John A. Davis\, Andrea Guiso\, Antonella Meniconi\, Marcello Minenna. Coordina: Stefano Palermo.\nSi è scritto molto sulla cosiddetta transizione apertasi dopo il 1989: il crollo di un sistema politico e\nla fine di un assetto fondato sulla centralità dei partiti e sulla tenuta di un quadro istituzionale nato\ndopo la seconda guerra mondiale.\nSono passati ormai più di 25 anni\, molti interrogativi e questioni investono il dibattito storiografico\,\nin particolare le possibili interpretazioni sulla crisi della Repubblica e sul suo itinerario futuro. Con\ntroppa facilità si è cominciato a numerare le repubbliche (prima\, seconda\, terza) come se potessero nascere o morire nel breve tempo di una stagione. Si è indagato molto sui fattori di crisi (interni e internazionali)\, sulle ragioni di cambiamento e di conservazione e sulle trasformazioni di protagonisti che avevano segnato i decenni precedenti.\nIl fascicolo si propone di indagare\, da alcuni punti di osservazione\, la fase delicata che attraversa il\nsistema politico italiano\, le riforme mancate\, alcune urgenze economiche e istituzionali che caratterizzeranno i prossimi anni.
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SUMMARY:Vincenzo Riccio. Profilo biografico e carteggio
DESCRIPTION:Mercoledì 20 novembre 2019\, alle ore 17.00\, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Palazzo Mattei di Giove – Via Michelangelo Caetani 32\, Roma)\, in collaborazione con l’Istituto storico italiano per l’età moderna e contemporanea\, sarà presentato il volume\nVincenzo Riccio. Profilo biografico e carteggio di Antonio Fiori (Gangemi Editore\, 2019).\nSaluti: Patrizia Rusciani. Intervengono: Paolo Carusi\, Gigliola Fioravanti\, Alessandra Staderini.\nCoordina: Marcello Verga. Sarà presente l’autore.\nVincenzo Riccio ha avuto un ruolo importante nel decennio 1914-1924 come ministro in cinque governi e soprattutto come «segretario politico» dei liberali di destra\, il cui leader\, Salandra\, nel 1915 decise l’intervento dell’Italia in guerra e nel dopoguerra\, alleandosi con il gruppo parlamentare fascista\, favorì l’ascesa al potere di Mussolini. Titolare di un rinomato studio di avvocato\, per molti anni giornalista\, deputato per un trentennio e protagonista della vita parlamentare\, era partito da posizioni di sinistra e dai rapporti con Nicotera e con Crispi per poi approdare al gruppo di Sonnino e infine diventare il più stretto collaboratore di Salandra. L’autore\, che ha pubblicato nel 2015 il diario del 1915-1916 di Riccio\, in questo profilo ha collegato il personaggio alla storia del suo tempo\, con un approccio inquadrabile in quello che Giovanni Levi ha definito come biographie et contexte\, e ha cercato di sfuggire al pericolo di simpatizzare con il personaggio e a quello opposto di darne un giudizio drasticamente negativo per alcune sue prese di posizione o per le sue contraddizioni.\nIl saggio è basato su ampie fonti a stampa e su documenti archivistici inediti\, soprattutto sul carteggio con Salandra (1914-1927)\, che offre informazioni e impressioni sui rapporti dei liberali di destra\ncon le altre forze politiche\, sull’abilità politica di Mussolini e sulla problematica alleanza di essi con i\nfascisti\, in particolare nell’estate del 1922\, nel corso della quale Riccio era ministro\, in rappresentanza delle\ndestre\, nei due governi Facta.
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SUMMARY:Vincenzo Riccio. Profilo biografico e carteggio
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SUMMARY:Filomena Nitti Bovet e la ricerca biomedica nella Roma del dopoguerra
DESCRIPTION:Scienza a Roma: storie di donne \nSabato 16 novembre p.v.\, alle 16.00\, si terrà presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Via Michelangelo Caetani\, 32 – Roma)\, la conferenza di Daniele Cozzoli “Filomena Nitti Bovet e la ricerca biomedica nella Roma del dopoguerra”\, primo appuntamento del ciclo “Scienza a Roma. Storie di donne” organizzato dalla Sovrintendenza capitolina ai beni culturali in collaborazione con la Biblioteca di storia moderna e contemporanea nell’ambito del programma didattico Educare alle mostre\, educare alla città\, 2019-2020. \n \nIl programma del ciclo a questo indirizzo http://www.bsmc.it/images/pdf/storia/2019_11_16-2020_05_16_scienza_a_roma.pdf \nPrenotazione obbligatoria: max 50 persone
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SUMMARY:Il calcio dell'Asino. Il calvario di un giornale ribelle (1892-1925) e del suo direttore Giovanni de Nava (GIVA)
DESCRIPTION:Mercoledì 13 novembre 2019\, alle ore 17.00\, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Palazzo Mattei di Giove – Via Michelangelo Caetani 32\, Roma)\, sarà presentato il volume Il calcio dell’Asino. Il calvario di un giornale ribelle (1892-1925) e del suo direttore Giovanni de Nava (GIVA) di Ludovica de Nava e Pier Luigi Zanata (Luigi Pellegrini Editore\, 2019). Ne discutono con gli autori: Luigi De Angelis e Rosanna De Longis.\nIl calcio dell’Asino\, che deve il suo titolo a una felice espressione coniata da Trilussa\, è una fedele\ne documentata ricostruzione della vita e della produzione letteraria e giornalistica di Giovanni de Nava\, che fu “il terzo uomo”\, accanto a Guido Podrecca e Gabriele Galantara\, nella redazione del giornale politico e satirico “L’Asino” (1892-1921). Firmandosi come “Giva”\, collaborò con Podrecca e Galantara fin dalla fondazione del giornale\, condividendone le idee e l’indirizzo\npolitico. Fu direttore responsabile e amministrativo dell’“Asino”\, e ne curò il passaggio all’«Avanti!»\, sopportando il peso economico di questa vicenda\, mentre Podrecca se ne allontanava\, aderendo al fascismo. De Nava e Galantara restarono avversi alla dittatura\, pagandone\nle conseguenze. La vicenda umana di de Nava è intrecciata alla storia dell’ “Asino”\, un giornale vivace\, intelligente e\, per certi versi\, unico nel suo genere e ancora attuale. Il saggio è arricchito da numerosi documenti inediti – come i cartoni originali di Galantara – tratti dall’archivio privato della famiglia de Nava e fornisce uno spaccato della vita culturale italiana tra fine Ottocento e primi Novecento e dei fermenti ideali che la animavano.
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SUMMARY:Le biblioteche digitali. Tipologie\, funzionalità e modelli di sviluppo
DESCRIPTION:Giovedì 24 ottobre alle ore 17.00\, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Palazzo Mattei di Giove\, Via M. Caetani\, 32 Roma) si presenta il volume Le biblioteche digitali. Tipologie\, funzionalità e modelli di sviluppo (Franco Angeli\, 2019)\, di Maria Teresa Biagetti con il contributo di Antonella Iacono\, Roberto Raieli\, Antonella Trombone\, Simona Turbanti. Intervengono\, con l’Autrice\, Simonetta Buttò\, Alberto Petrucciani.  \nL’universo delle biblioteche digitali comprende una pluralità di strutture realizzate allo scopo di preservare i patrimoni culturali e informativi e di permetterne la fruizione a distanza. I repositories di testi digitalizzati\, istituiti sulla base di un progetto culturale o di un disegno scientifico\, ne costituiscono la parte più sostanziosa; a questi si aggiungono i depositi istituzionali gestiti dagli Atenei per la raccolta e la pubblicazione del full text dei lavori dei docenti e dei ricercatori e l’attività di web archiving\, volta a selezionare e a conservare le pagine web affinché i contenuti informativi possano essere fruiti nel futuro.\nNel volume\, oltre a presentare le biblioteche digitali più significative a livello internazionale\, vengono analizzati gli sviluppi che le biblioteche digitali dell’ultima generazione manifestano\, e in particolare vengono esaminate alcune funzionalità innovative permesse dall’uso delle tecnologie di tipo semantico\, come le ontologie\, applicate all’indicizzazione e al trattamento delle query\, e le funzioni di tipo “social”\, come la possibilità per gli utilizzatori di realizzare annotazioni. Inoltre\, vengono prese in considerazione le strutture che permettono di raccogliere in una digital library condivisa materiali provenienti da diverse fonti del patrimonio culturale e integrarli in un unico ambiente informativo utilizzando le ontologie. Viene dato ampio spazio anche allo studio delle funzionalità della ricerca nelle collezioni testuali\, nelle collezioni di audiovisivi\, e in quelle multimediali\, all’esame dei servizi per la ricerca con l’ausilio di diverse tipologie di collaborative filtering\, e all’analisi delle possibilità offerte agli utenti di collaborare al flusso di lavorazione dei documenti digitali.\nIndice\nPremessa\nIntroduzione\nParte I. Tipologie\, modelli e funzionalità per la ricerca\nLe biblioteche digitali: uno scenario composito\n(I repositories istituzionali e disciplinari; I depositi di riviste; Web archiving)\nModelli tradizionali e innovativi\n(Le biblioteche digitali come repositories di documenti; American memory; Gallica; La Biblioteca digitale italiana; National digital library of China; Portali di accesso alle raccolte digitali; The Europeana collections; The World digital library; The Digital public library of America; Progetti di digitalizzazione su vasta scala; Google Books; HathiTrust; Open content alliance; I progetti di digitalizzazione di Internet Archive; The Universal digital library; Biblioteche digitali per l’analisi testuale: Perseus digital library; Funzionalità per la ricerca; Aspetti legali e diritto d’autore per le biblioteche digitali; Le opere “orfane”; L’infrastruttura Arrow)\nFunzionalità per la ricerca nelle biblioteche digitali\n(La ricerca collaborativa)\nGli sviluppi delle biblioteche digitali\n(Verso la personalizzazione dei servizi; Un nuovo modello: the Delos Project; Il progetto Sekt; Le ontologie; Le ontologie bibliografiche)\nLe biblioteche digitali arricchite con funzionalità semantiche e “social”\n(Un modello avanzato di repository: Fedora; I progetti Bricks e Simile; Jerome Digital Library; L’ontologia MarcOnt; Callimachus Digital Library; Le biblioteche digitali semantiche con funzioni “social”; Le annotazioni; Supporto automatico per le annotazioni: il prototipo Pirates; Servizi “social” in Jerome Digital Library; Le funzionalità per la ricerca)\nSpazi informativi per il patrimonio culturale\n(Interoperabilità tra fonti diverse; L’ontologia Cidoc-crm; Il portale CultureSampo)\nConsiderazioni conclusive\nRiferimenti bibliografici\nParte II. Funzionalità avanzate di ricerca e sviluppi “social”\nRoberto Raieli\, Potenzialità della ricerca multimediale nelle biblioteche digitali\nAntonella Iacono\, Le competenze dell’utente nello sviluppo delle digital libraries tramite il Crowdsourcing\nAntonella Trombone\, Simona Turbanti\, Sistemi di raccomandazione e filtraggio collaborativo nella ricerca bibliografica\nIndice tematico.
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SUMMARY:Terrore e terrorismo. Saggio storico sulla violenza politica
DESCRIPTION:Venerdì 17 ottobre 2019\, alle ore 17.00\, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Palazzo Mattei di Giove – Via Michelangelo Caetani 32\, Roma)\, sarà presentato il volume Terrore e terrorismo. Saggio storico sulla violenza politica di Francesco Benigno  (Einaudi\, 2018). Intervengono: Roberto Esposito\, Gabriele Pedullà\, Giovanni Sabbatucci.  Coordina: Mariuccia Salvati. \nGeneralmente si intende per terrorismo la deliberata volontà di diffondere terrore colpendo la popolazione inerme considerata nemica. Terrorismo\, dunque\, come creazione di terrore. Francesco Benigno contesta tale approccio ricorrendo alla storia. La produzione di «terrore» non è stata infatti storicamente l’unica dimensione del «terrorismo» e anzi esso può essere meglio compreso come la costruzione di un evento clamoroso\, capace di risvegliare le masse dal loro sonno politico\, qualcosa che «parla» anzitutto al popolo e che gli anarchici chiamavano «propaganda col fatto». Allo stesso tempo però la storia ci insegna che il terrorismo è anche una tecnica bellica usata in tempi di pace\, la continuazione della politica con mezzi esplosivi. In questo senso esso è quindi uno spazio di opportunità aperto ad una pluralità di attori\, statali e non statali\, che usano il terrore (e il contro-terrore) come strumento di politica interna e internazionale. Vi sono elementi di notevole continuità tra il terrorismo come lo conosciamo oggi e la concettualizzazione tradizionale dell’azione rivoluzionaria\, in specie anarchica. Ieri come oggi\, infatti\, e malgrado le apparenze\, essa si rivolge non tanto alla popolazione della nazione da colpire ma a un proprio popolo\, a una propria comunità. Gente che va richiamata alla lotta e a cui occorre dimostrare che vincere è possibile\, che il debole può sconfiggere il forte. L’atto «terroristico» non è dunque messo in atto col tentativo primario di terrorizzare ma con quello di conquistare i cuori e le menti di un popolo considerato oppresso\, quello con cui si identifica il gruppo autore dell’atto\, che attraverso esso combatte anche una sua particolare battaglia per la primazia nel suo schieramento\, per essere identificato come il principale portabandiera della propria Causa. Lo scopo del gesto «terroristico» è\, in altre parole\, quello di delinea- re\, attraverso un’immagine polarizzata sull’asse noi-loro\, lo scenario di una guerra\, definita in termini assoluti come lo scontro tra il bene ed il male.
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SUMMARY:Domenica di carta 2019: Invito a Palazzo Mattei di Giove: La luna in rassegna
DESCRIPTION:Nell’ambito delle manifestazioni previste per la “Domenica di carta 2019″\, domenica 13 ottobre p.v. la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Via Michelangelo Caetani\, 32 – Roma)\, organizza due visite guidate al Palazzo Mattei di Giove e alla Biblioteca di storia moderna e contemporanea con illustrazione del percorso documentario “La luna in rassegna”.\nIn occasione del cinquantesimo anniversario dello sbarco sulla luna\, la Biblioteca di storia moderna e contemporanea ha allestito un percorso tematico attraverso la sua raccolta di giornali e riviste.\nDalla divulgazione scientifica nelle riviste dell’Ottocento al racconto illustrato della corsa allo spazio fino alle prime pagine dedicate allo sbarco sulla luna\, la mostra conduce in un viaggio iconografico e bibliografico attraverso le collezioni di giornali e riviste posseduti dalla Biblioteca. \nLe visite guidate\, alle ore 10.00 e alle ore 12.00\, sono a cura del personale della Biblioteca di storia moderna e contemporanea. L’ingresso è gratuito previa prenotazione fino a esaurimento posti all’indirizzo bsmc.prenotazioni@gmail.com\, indicando come oggetto Domenica di carta 2019 e specificando l’ora prescelta.
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SUMMARY:La liberazione di Roma. Alleati e Resistenza
DESCRIPTION:Mercoledì 9 ottobre 2019\, alle ore 17.00\, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Palazzo Mattei di Giove – Via Michelangelo Caetani 32\, Roma)\, sarà presentato il volume La liberazione di Roma. Alleati e Resistenza\, di Gabriele Ranzato (Laterza\, 2019).  Ne discutono con l’autore: Filippo Focardi\, Umberto Gentiloni Silveri. Coordina Guido Crainz.  \nSebbene Alleati e Resistenza romana avessero gli stessi nemici\, combatterono due guerre quasi parallele con scarsi punti di contatto. La loro distanza è ben rappresentata dai modi diversi con cui designarono il fine immediato che volevano conseguire: la “caduta della prima capitale dell’Asse” per gli Alleati\, la “liberazione di Roma” per le forze resistenziali. La presa della città per gli angloamericani fu solo un momento saliente del loro sforzo per impedire che si avverasse l’orrendo disegno hitleriano di un’Europa nazista\, mentre il principale intento della Resistenza romana fu quello di mostrare\, attraverso la lotta armata in città\, la notevole consistenza di un’Italia antifascista pronta a battersi per concorrere alla propria liberazione. Un tentativo quasi eroico a fronte di una popolazione che per la maggior parte odiava quasi in egual misura tedeschi e fascisti\, alleati e partigiani\, come portatori di una guerra di cui non si sentiva responsabile. Sulla base di un’ampia documentazione di fonti archivistiche\, il libro ripercorre\, in una visione d’insieme con le vicende belliche\, i fatti – e gli episodi controversi – relativi alla storia di Roma nei nove mesi dell’occupazione tedesca.
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SUMMARY:La guerra per il Mezzogiorno. Italiani\, borbonici e briganti\, 1860-1870
DESCRIPTION:Venerdì 4 ottobre 2019\, alle ore 17.00\, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Palazzo Mattei di Giove – Via Michelangelo Caetani 32\, Roma)\, sarà presentato il volume La guerra per il Mezzogiorno. Italiani\, borbonici e briganti\, 1860-1870 di Carmine Pinto (Laterza\, 2019).\nIntervengono: Simona Colarizi\, Andrea Graziosi\, Alessandro Laterza. \nIl brigantaggio fu l’eroica resistenza meridionale al colonialismo sabaudo o la sfida allo Stato di\nbande criminali? La guerra per il Mezzogiorno concluse la crisi del Regno delle Due Sicilie\,  determinò il successo dell’unificazione italiana e marcò la complicata partecipazione del Mezzogiorno alla nazione risorgimentale. Iniziò nel settembre del 1860\, dopo il successo della rivoluzione unitaria e garibaldina\, e si protrasse per un decennio\, mobilitando re e generali\, politici e vescovi\, soldati e briganti\, intellettuali e artisti. Non fu uno scontro locale\, perché coinvolse attori politici e militari di tutta la penisola e d’Europa\, ma non fu neppure una guerra tradizionale: i briganti\, le truppe regolari italiane\, i volontari meridionali si sfidarono nelle valli e nelle montagne in una guerriglia sanguinosa\, del tutto priva dei fasti risorgimentali. Si mescolarono la competizione politico-ideologica tra il movimento nazionale italiano e l’autonomismo borbonico; l’antico conflitto civile tra liberalismo costituzionale e assolutismo; la lotta intestina tra gruppi di potere\,\nfazioni locali\, interessi sociali che avevano frammentato le città e le campagne meridionali.
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SUMMARY:La luna in rassegna
DESCRIPTION:Per le Giornate Europee del Patrimonio 2019\,\nla Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Via Michelangelo Caetani\, 32 – Roma) organizza\, sabato 21 settembre 2019\, alle ore 14.30 e alle 16.30\, due visite guidate al Palazzo Mattei di Giove e alla mostra “La luna in rassegna”. \nIn occasione del cinquantesimo anniversario dello sbarco sulla luna\, la Biblioteca di storia moderna e contemporanea ha allestito un percorso tematico attraverso la sua raccolta di giornali e riviste.\nDalla divulgazione scientifica nelle riviste dell’Ottocento al racconto illustrato della corsa allo spazio fino alle prime pagine dedicate allo sbarco sulla luna\, la mostra conduce in un viaggio iconografico e bibliografico attraverso le collezioni di giornali e\nriviste posseduti dalla Biblioteca. \nIngresso libero fino a esaurimento posti\, previa prenotazione\nall’indirizzo bsmc.prenotazioni@gmail.com\, specificando l’ora prescelta.
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SUMMARY:La guerra per il Mezzogiorno. Italiani\, borbonici e briganti\, 1860-1870
DESCRIPTION:Venerdì 4 ottobre 2019\, alle ore 17.00\, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Palazzo Mattei di Giove – Via Michelangelo Caetani 32\, Roma)\, sarà presentato il volume  La guerra per il Mezzogiorno. Italiani\, borbonici e briganti 1860-1870 di Carmine Pinto (Laterza\, 2019). Intervengono: Simona Colarizi\, Andrea Graziosi\, Alessandro Laterza.\nIl brigantaggio fu l’eroica resistenza meridionale al colonialismo sabaudo o la sfida allo Stato di bande criminali? La guerra per il Mezzogiorno concluse la crisi del Regno delle Due Sicilie\, determinò il successo dell’unificazione italiana e marcò la complicata partecipazione del Mezzogiorno alla nazione risorgimentale. Iniziò nel settembre del 1860\, dopo il successo della rivoluzione unitaria e garibaldina\, e si protrasse per un decennio\, mobilitando re e generali\, politici e vescovi\, soldati e briganti\, intellettuali e artisti. Non fu uno scontro locale\, perché coinvolse attori politici e militari di tutta la penisola e d’Europa\, ma non fu neppure una guerra tradizionale: i briganti\, le truppe regolari italiane\, i volontari meridionali si sfidarono nelle valli e nelle montagne in una guerriglia sanguinosa\, del tutto priva dei fasti risorgimentali. Si mescolarono la competizione politico-ideologica tra il movimento nazionale italiano e l’autonomismo borbonico; l’antico conflitto civile tra liberalismo costituzionale e assolutismo; la lotta intestina tra gruppi di potere\, fazioni locali\, interessi sociali che avevano frammentato le città e le campagne meridionali. Questo libro\, per la novità di materiali e documenti usati e per la vastità delle ricerche compiute\, offre una prospettiva sulla guerra di brigantaggio che innova interpretazioni fino a oggi date per acquisite.
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SUMMARY:La luna in rassegna
DESCRIPTION:Lunedì 15 luglio p.v.\, a Roma\, presso Palazzo Mattei di Giove\, dalle 17.00\, la manifestazione “Moon Night. Conversazioni lunari”\, un ricco programma di eventi per ricordare lo sbarco sulla Luna\, organizzato dal Centro studi americani\, dalla Biblioteca di storia moderna e contemporanea\, dall’Istituto centrale per i beni sonori e audiovisivi\, con la collaborazione dell’Ambasciata degli Stati Uniti in Italia e dell’Agenzia Spaziale Italiana.\nLa Biblioteca di storia moderna e contemporanea presenta\, dalle 17.00 alle 19.00\, la mostra bibliografica “La luna in rassegna”.\nDalla divulgazione scientifica nelle riviste dell’Ottocento al racconto illustrato della corsa allo spazio fino alle prime pagine dedicate allo sbarco sulla luna\, la mostra conduce in un viaggio iconografico e bibliografico attraverso i documenti dell’epoca posseduti dalla Biblioteca.
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SUMMARY:The New Italy and the Jews from Massimo D’Azeglio to Primo Levi
DESCRIPTION:Martedì 27 giugno 2019\, alle ore 17.00\, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Palazzo Mattei di Giove – Via Michelangelo Caetani 32\, Roma)\, sarà presentato il volume The New Italy and the Jews – from Massimo D’Azeglio to Primo Levi (Annali d’italianistica\, vol. 36. 2018)\, edited by Jonathan Druker and L. Scott Lerner. Saluti: Patrizia Rusciani e Gianfranco Di Segni. Intervengono: L. Scott Lerner\, Elèna Mortara\, Gabriella Romani. Coordina: Marina Caffiero.\nAlla vigilia della Rivoluzione del 1848\, Massimo D’Azeglio\, esortando papa Pio IX ad abolire il ghetto\nebraico di Roma e a emancipare gli ebrei\, connetteva esplicitamente lo stato degli ebrei italiani al progetto\ndell’unificazione italiana e della costruzione della nazione. La duplice campagna di D’Azeglio a favore\ndell’emancipazione ebraica e dell’unificazione italiana costituisce il punto di partenza di questo volume\, che\nsi incentra su queste e altre importanti questioni relative al ruolo della cultura e della storia ebraica italiana nella nascita e nello sviluppo della nazione italiana dal Risorgimento al presente. Il posto occupato da Primo Levi nell’Italia contemporanea segnala invece il punto d’arrivo concettuale del volume. I diciannove saggi\nche vi sono raccolti\, di autori di provenienza internazionale\, con il loro accento multidisciplinare sul teatro\,sull’opera e la musica liturgica\, la letteratura popolare\, i memoriali pubblici\, e con una diversa gamma di approcci storiografici\, esplorano una grande varietà di argomenti rilevanti a quasi due secoli di storia\, dagli anni Quaranta dell’Ottocento al presente. Piuttosto che strutturare la collezione cronologicamente\, dal tardo\nRisorgimento all’unificazione\, allo stato liberale\, al fascismo\, fino al periodo del dopoguerra e al presente\, i\ncuratori hanno scelto di organizzarla per argomento: “Gli ebrei e la costruzione della nuova società”; “Identità ebraica nella nuova Italia”; “La tragedia ebraica sulla scena nazionale e internazionale”; “Gli ebrei a la costruzione della nazione italiana”; e “La memoria italiana e gli ebrei: L’Olocausto e oltre”.
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SUMMARY:Autobiografia: convivium\, cibo-Frankenstein\, vampirismo
DESCRIPTION:Il XVIII incontro internazionale dell’Osservatorio scientifico della memoria autobiografica scritta\, orale\, iconografica\, sul tema Autobiografia: convivium\, cibo-Frankenstein\, vampirismo / Autobiography: Banqueting\, GM Food\, Vampirism / Autobiographie: convivium\, nourriture-Frankenstein\, vampirisme\, organizzato da Mediapolis Europa\, in collaborazione con la Biblioteca di storia moderna e contemporanea e l’Istituto centrale per i beni sonori e audiovisivi\, si terrà a Roma\, presso la Biblioteca e l’Istituto coorganizzatori (Palazzo Mattei di Giove – Via Michelangelo Caetani\, 32 – Roma) dal 24 al 26 giugno p.v.
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SUMMARY:I “misteri” di Roma. Personaggi e stereotipi della Roma ottocentesca
DESCRIPTION:Giovedì 20 giugno p.v.\, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Palazzo Mattei di Giove\, Via Michelangelo Caetani\, 32 – Roma)\, si terrà il convegno sul tema\nI “misteri” di Roma. Personaggi e stereotipi della Roma ottocentesca\, organizzato dall’Associazione Roma800 in collaborazione con la Biblioteca di storia moderna e contemporanea. \n______________________________________\nI “misteri” di Roma\nPersonaggi e stereotipi della Roma ottocentesca \nLa Roma ottocentesca ha fornito un ricco repertorio di protagonisti\, figure e attori per il romanzo storico che nel corso del XIX secolo vede la sua affermazione a livello europeo\, specialmente nel genere della cronaca nera e dei cosiddetti fait-divers.\nIl convegno intende così iniziare una ricognizione di tale narrativa di ambientazione romana prodotta in diversi contesti\, da quelli del cattolicesimo intransigente\, agli autori stranieri e italiani che hanno alimentato il genere anticlericale dei “misteri”\, a partire dal fortunato modello LesMystères de Paris di Eugène Sue.\nPer far questo si è scelto di focalizzare l’attenzione su alcuni personaggi storici – alcuni dei quali in seguito furono oggetto di numerose rivisitazioni narrative\, teatrali e cinematografiche – analizzando le “trasformazioni discorsive” che questi subiscono nel momento in cui diventano “maschere” e veri e propri stereotipi della narrativa finzionale della seconda metà dell’Ottocento.\nTali protagonisti si prestano perciò a un doppio livello di lettura che il convegno intende prendere in esame: da un lato quello legata alla realtà politica\, economica e sociale della “città del papa” avviata a trasformarsi nella capitale della nazione italiana; dall’altro lato il collegamento tra questo immaginario romano e la circolazione di analoghi cliché e modelli letterari nel contesto europeo. \nProgramma\nOre 10.00 \nSaluti\nPatriza Rusciani (Biblioteca di storia moderna e contemporanea) \nIntroduzione\nTommaso Caliò e Chiara Lucrezio Monticelli (Università di Roma Tor Vergata) \nProlusione\nFrancesco Benigno (Scuola Normale Superiore di Pisa)\nLetteratura dei Misteri e immaginario politico nell’Europa del XIX secolo \nFatti e misfatti\nPresiede: Marina Formica\nDaniela Felisini (Università di Roma Tor Vergata)\nAlessandro Torlonia. Un banchiere di statura europea tra mito e scandalo\nTommaso Caliò (Università di Roma Tor Vergata)\nLo strano caso di don Abbo e dei suoi due nipoti\nGiorgio Sanguinetti (Università di Roma Tor Vergata)\nChi era Scarpia? Fonti storiche per i personaggi di Tosca\nElèna Mortara (Università di Roma Tor Vergata)\nIl caso Mortara: nel Risorgimento e nella letteratura contemporanea \nOre 15.00\nIn nome del popolo sovrano\nPresiede: Daniela Felisini\nMarina Formica (Università di Roma Tor Vergata)\nLa memoria della prima Repubblica Romana\nMassimo Cattaneo (Università di Napoli Federico II)\nImmaginario trasteverino e trasteverini immaginari (secc. XVIII-XIX)\nValeria Tavazzi (Sapienza Università di Roma)\nCiceruacchio nella narrativa ottocentesca\nSimon Sarlin (Université Paris Nanterre)\nLa cittadella assediata e i suoi difensori: i soldati del papa nell’immaginario europeo\nMarcello Teodonio (Presidente del Centro Studi Giuseppe Gioachino Belli)\nLa viaggiatora tramontana (i viaggiatori\, le “patacche”\, i ciceroni) \nConclusioni: Giuseppe Monsagrati (Sapienza Università di Roma)
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SUMMARY:La saponificatrice di Correggio. Una favola nera
DESCRIPTION:Giovedì 6 giugno 2019\, ore 17.00\, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Palazzo Mattei di Giove – Via Michelangelo Caetani 32\, Roma)\, sarà presentato il volume La saponificatrice di Correggio. Una favola nera\, di Barbara Bracco (il Mulino\, 2018).  Ne discutono con l’autrice: Maurizio Ridolfi e Giancarlo Tartaglia.   \nA Correggio\, fra il 1939 e il 1940\, Leonarda Cianciulli uccise tre donne\, impadronendosi dei loro beni e distruggendone i corpi. Nel 1946 il processo alla «saponificatrice» ebbe una risonanza enorme in un’Italia che\, ormai uscita dal fascismo\, riscopriva il fascino un po’ morboso dei grandi fattacci di nera. A fare di quest’assassina seriale un archetipo della criminalità femminile non è solo la particolare efferatezza dei tre delitti\, ma l’immagine complessiva che la giustizia\, la psichiatria\, i giornali e l’opinione pubblica restituirono della vicenda. È attraverso questa narrazione collettiva che il libro rilegge il caso della saponificatrice di Correggio\, estraendo dalla cronaca nera un pregnante capitolo di storia culturale italiana\, sullo sfondo della difficile transizione fra la guerra e l’avvio della Repubblica.
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SUMMARY:Mussolini e i ladri di regime
DESCRIPTION:Martedì 4 giugno 2019\, ore 17.00\, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Palazzo Mattei di Giove – Via Michelangelo Caetani 32\, Roma)\, sarà presentato il volume  Mussolini e i ladri di regime\, di Mauro Canali e Clemente Volpini (Mondadori\, 2019).\nNe discutono con gli autori: Flavia Fratello e Davide Grippa.   \nIl 5 agosto 1943\, a pochi giorni dall’arresto di Mussolini\, i giornali pubblicano una notizia sensazionale: il governo Badoglio ha istituito una commissione con il compito d’indagare sulle fortune accumulate dai gerarchi nel corso del ventennio\, i cosiddetti illeciti arricchimenti del fascismo. Il duce e i capi del regime\, un tempo intoccabili\, finiscono in prima pagina\, dati in pasto a un’opinione pubblica che fino al giorno prima li aveva temuti\, odiati\, riveriti\, spesso invidiati. Chi sono e quanto hanno «rubato»? E lo Stato è voluto veramente andare fino in fondo o ha chiuso un occhio\, consentendo ai più di farla franca? Infine\, quanto è tornato nelle tasche degli italiani? Alla ribalta salgono nomi eccellenti del regime: Roberto Farinacci\, Alessandro Pavolini\, Edmondo Rossoni. C’è poi Mussolini e i suoi «affari di famiglia»\, con gli intrallazzi di Galeazzo e Edda Ciano\, l’avidità di donna Rachele e la rapacità del clan Petacci. Quello che l’inchiesta scoperchia è un autentico verminaio. Una storia di corruzione e concussione\, di tangenti e appalti\, di capitali che trovano riparo all’estero\, di raccomandazioni; un intreccio perverso tra politica e affari alla faccia del rigore e dell’onestà tanto proclamati dalla propaganda fascista. Gli autori forniscono con documenti inediti una radiografia del malaffare in camicia nera\, facendo i «conti in tasca» ai vertici della nomenclatura fascista. Una pagina che ancora mancava della storia del ventennio.
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SUMMARY:Oltre la retorica del cibo
DESCRIPTION:Lunedì 3 giugno 2019\, alle 17.00\, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Via Michelangelo Caetani\, 32 – Roma)\, in collaborazione con la Fondazione Lelio e Lisli Basso e l’Associazione culturale Parolechiave\, si discuterà del tema: Oltre la retorica del cibo\, a partire dai volumi Food governance. Dare autorità alle comunità\, regolamentare le imprese\, di Nora McKeon (Jaca Book\, 2019)\ne\nCibo – n.58/2017 di «Parolechiave» – a cura di Ester Fano\, Nora McKeon\, Giancarlo Monina. \nSaluti\nPatrizia Rusciani\nIntervengono Goffredo Fofi e Jean-Léonard Touadi\nSaranno presenti l’autrice del volume\, i curatori e alcuni autori del fascicolo: Francesco Alicino\, Antonello Ciervo\, Maria Fonte\, Antonio Onorati\, Agnese Portincasa\, Enrico Pugliese\, Mary Taylor.\nIl libro di Nora McKeon mette al centro dell’attenzione la situazione italiana in fatto di produzione alimentare. In Italia vivono infatti di agricoltura almeno 3\,5 milioni di persone e i piccoli produttori rappresentano il 71% del totale delle aziende agricole. L’80% del cibo passa attraverso i mercati territoriali. Sono realtà comunitarie\, nate in modo spontaneo grazie a piccoli produttori. I loro effetti sulle economie locali sono di lunga durata. Eppure\, le politiche pubbliche a livello nazionale (e internazionale) privilegiano in modo schiacciante l’agricoltura industrializzata che inquina l’ambiente e alimenta filiere globali di alimenti anonimi a scapito dei piccoli produttori e dei consumatori. Il volume di Nora McKeon affronta la possibilità di costruire un sistema migliore che si estenda dall’alto verso il basso e di cambiare i sistemi alimentari valorizzando le lotte delle comunità e dei movimenti sociali nella difesa dei loro diritti e mezzi di sussistenza.\nTemi analoghi sono affrontati nel fascicolo di «Parolechiave» dedicato al cibo. Il cibo è un diritto umano basilare e un bisogno fondamentale. Il cibo è un fattore di connessione e identità sociale: tuttavia\, i requisiti dell’accumulazione di capitale lo hanno separato dalle sue reti sociali e produttive e lo hanno trasformato in una merce delocalizzata che fittiziamente “ci connette” attraverso l’anonimo consumo di prodotti globalizzati e standardizzati. Il cibo si manifesta in una gamma stupefacente di ambiti e attività che l’umanità ha ideato\, dalle attività domestiche le più semplici e atemporali fino alle operazioni più arcane della finanziarizzazione contemporanea. Gli articoli che compongono questo numero della rivista illuminano il cibo da molte e diverse prospettive.
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SUMMARY:La Repubblica Romana del 1849 nella letteratura e nelle cronache in lingua e in dialetto
DESCRIPTION:Giovedì 30 maggio\, alle ore 16.00\, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Palazzo Mattei di Giove – Via Michelangelo Caetani\, 32 – Roma) si terrà\, in collaborazione con il Centro studi Giuseppe Gioachino Belli\, il Convegno di studi La Repubblica Romana del 1849 nella letteratura e nelle cronache in lingua e in dialetto \nSaluti: Patrizia Rusciani\, Direttrice della Biblioteca di storia moderna e contemporanea\nCoordinamento: Rosanna De Longis \nDavide Pettinicchio\, «Prospetto di universali miserie\, raccapriccio d’illegali supplizî». Belli e la Repubblica del Quarantanove.\nEmiliano Picchiorri – Giulio Vaccaro\, I giornali della Repubblica Romana: una fonte per lo studio del dialetto\nValeria Tavazzi\, «Il voto del popolo incarnato»: Ciceruacchio nella letteratura intorno alla Repubblica Romana\nKevin De Vecchis\, Ciceruacchio. La fortuna linguistica e letteraria di un soprannome\nAntonietta Angelica Zucconi\, Gli autori della “Revue des deux mondes” e la Repubblica Romana\nMarcello Teodonio\, «Manifesti\, arme\, bandiere / gente pe strada che s’abbraccicava». La Repubblica Romana nella poesia romanesca\nConclusioni: Giuseppe Monsagrati
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SUMMARY:Una vita tranquilla. La Resistenza liberale nelle memorie di Cristina Casana
DESCRIPTION:Martedì 28 maggio 2019\, alle ore 17.00\, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Palazzo Mattei di Giove – Via Michelangelo Caetani 32\, Roma)\, nell’ambito del Maggio dei libri 2019\, sarà presentato il volume di\nRossella Pace\, Una vita tranquilla. La Resistenza liberale nelle memorie di Cristina Casana (Rubbettino\, 2018). Intervengono: Patrizia Gabrielli e Fiorenza Taricone.\nCoordina: Ester Capuzzo. Sarà presente l’autrice. \nLa Resistenza presenta degli aspetti storiograficamente per molto tempo rimasti nell’ombra. Tra di essi\, sicuramente\, il ruolo svolto dalle grandi famiglie aristocratiche e quello ancora più importante della partecipazione femminile. Questo libro\, tratta proprio di questi aspetti attraverso la figura di Cristina Casana. Una giovane donna dell’alta società dell’Italia del Nord\, una cattolica – liberale\, che nella sua villa brianzola di Novedrate\, raccolse\, organizzò e diede ospitalità\, complice il fratello Rinaldo\, tutte le anime della lotta clandestina sia civile che militare\, costituendo il principale punto d’appoggio dell’Organizzazione Franchi.
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SUMMARY:Le scritture delle donne in Europa. Pratiche quotidiane e ambizioni letterarie (secoli XIII-XX)
DESCRIPTION:Giovedì 20 maggio 2019\, alle ore 17.00\, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Palazzo Mattei di Giove – Via Michelangelo Caetani 32\, Roma)\, in collaborazione con la Società italiana delle storiche e nell’ambito del Maggio dei libri 2019\, sarà presentato il volume di Tiziana Plebani\, Le scritture delle donne in Europa. Pratiche quotidiane e ambizioni letterarie (secoli XIII-XX) (Carocci\, 2019). Intervengono: Maria Rosa Cutrufelli\, Marina d’Amelia\, Lisa Roscioni. Coordina: Rosanna De Longis. Sarà presente l’Autrice. \nFu la possibilità di scrivere nella propria lingua madre ad aprire la strada alle scritture femminili. Da quel momento\, le donne iniziarono ad appuntare note\, inviare lettere\, consegnare volontà ai testamenti e più vivo si fece in alcune il desiderio di sperimentare registri letterari ed esprimere le proprie propensioni spirituali e politiche. Quante più donne accedevano all’istruzione\, per lo più ostacolata ma sempre da loro rivendicata e ricercata anche attraverso percorsi di autoapprendimento\, tanto più numerose diventavano quelle che ambivano a utilizzare la scrittura anche al di fuori delle pratiche quotidiane. Una scarsa padronanza della penna e della grammatica non fu di eccessivo ingombro e la confidenza maturò nel tempo un’originale relazione con la propria intimità. Ma le donne scrissero di tutto\, dai pamphlet ai romanzi\, dalle petizioni ai trattati\, dalle poesie ai libri di cucina; scegliendo il mezzo di comunicazione più efficace e più in voga\, intervenendo in ogni momento di rinnovamento sociale e partecipando al confronto tra i sessi attorno all’eterna interrogazione sulla differenza dei generi: una delle grandi narrazioni dell’umanità.
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SUMMARY:Il libro\, il popolo\, il territorio
DESCRIPTION:Mercoledì 3 aprile 2019\, ore 17.00\, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Palazzo Mattei di Giove – Via Michelangelo Caetani 32\, Roma)\, sarà presentato il volume Il libro\, il popolo\, il territorio a cura di Maria Gioia Tavoni (www.insulaeuropea.eu\, 2019; Bologna\, Pendragon\, 2019).\nIntervengono: Gianfranco Crupi\, Maurizio Tarantino. Coordina: Patrizia Rusciani.\nSaranno presenti la curatrice  e gli autori Madel Crasta e Everardo Minardi. \nOltre 40 anni fa gli amministratori di un Comune e la direzione di una Biblioteca pubblica\, in perfetta intesa e sinergia\, si rivolsero all’Università di Bologna e in particolare alla cattedra di Sociologia tenuta da Achille Ardigò\, per individuare un percorso che potesse meglio corrispondere alle esigenze di lettura e di formazione della propria comunità e dei singoli individui. Fu così che il Comune di Faenza e la sua Biblioteca commissionarono a due allievi di Ardigò\, Pierpaolo Donati ed Everardo Minardi\, l’indagine socio-statistica che ora si ripresenta\, accompagnata da tre saggi di apertura intesi a chiarire come ci si pose allora nei confronti soprattutto dell’“utenza potenziale” del territorio\, e di come oggi si guardi a quel periodo con il bisogno di storicizzarlo. La riproposta\, infatti\, non mira a nessun aspetto comparativo\, ma vuole porsi come pregnante memoria storica\, pienamente consapevole dei cambiamenti epocali intervenuti. \nMaria Gioia Tavoni ha diretto dal 1973 al 1983 la Biblioteca Comunale Manfrediana di Faenza ed è stata docente di Archivistica\, bibliografia e biblioteconomia presso l’Università di Bologna. Tra le sue pubblicazioni: Precarietà e fortuna nei mestieri del libro in Italia (2001): Circumnavigare il testo (2010); Torchi e  stampa al seguito\, insieme con A. Corubolo ( 2017). \nMadel Crasta insegna nel Master in Economia della Cultura: politiche\, governo e gestione\, presso l’Università di Roma Tor Vergata\, di cui è anche coordinatrice. Tra le sue recenti pubblicazioni: Di chi è il passato? L’ambiguo rapporto con l’eredità culturali\, con Alessandro Corubolo (2013). \nEverardo Minardi è stato docente di Sociologia generale presso l’Università di Teramo. Ha svolto e coordinato a livello sia nazionale che internazionale ricerche relative allo sviluppo locale e alle politiche sociali ed è autore di numerose pubblicazioni su tali materie.
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SUMMARY:Memorie degli anni difficili
DESCRIPTION:Giovedì 28 marzo 2019\, alle ore 17.00\, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea\, in\ncollaborazione con la Fondazione Gramsci\, sarà presentato il volume di Maria Baroncini\, Memorie degli anni difficili\, prefazione di Rosanna De Longis\, con una presentazione di Camilla Ravera e un ricordo di Vinca Berti\, a cura di Maria Luisa Righi (Lithos\, 2018). Intervengono: Linda Giuva\, Nina Quarenghi\, Andrea Ricciardi. Coordina: Patrizia Rusciani. Sarà presente la curatrice. \nLe memorie di Maria Baroncini (1903-1982) vedono la luce trentasei anni dopo la loro stesura\, pressoché completata nel 1982 quando l’Autrice venne tragicamente a mancare. Maria era stata sollecitata a scriverle da Enrico Berlinguer che le chiese di raccontare la storia della sua militanza politica e di ricordare la persecuzione subita negli anni del fascismo e gli oltre dieci anni di confino trascorsi tra Ponza e Ventotene.\nUna testimonianza esemplare che aiuta a comprendere l’esperienza di quella generazione che\, nella prima metà del Novecento\, seppe compiere scelte politiche radicali pur prevedendo i costi altissimi che esse implicavano
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SUMMARY:L’archivio del mondo. Quando Napoleone confiscò la storia
DESCRIPTION:Venerdì 22 marzo 2019\, alle ore 17.00\, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea\n(Palazzo Mattei di Giove – Via Michelangelo Caetani 32\, Roma)\, in collaborazione con l’Archivio di Stato di Roma e l’Istituto Storico Italiano per l’età Moderna e Contemporanea\, sarà presentato il volume L’archivio del mondo. Quando Napoleone confiscò la storia\, di Maria Pia onato\, Laterza\, 2019. Saluti: Patrizia Rusciani\, Raffaele Pittella. Intervengono: Domenico Rocciolo\, Francesca Sofia\, Simona Troilo. Coordina: Erminia Irace. Sarà presente l’autrice.\nAll’inizio dell’Ottocento\, Napoleone conquistava l’Europa. E mentre l’impero si estendeva fino alla\nVistola e al Danubio\, prese forma il progetto di trasferire a Parigi gli archivi più importanti dei paesi\nannessi e degli Stati satelliti: un Archivio del Mondo\, che sotto l’astro di Bonaparte avrebbe riunito\nle testimonianze scritte della civiltà. Parigi sarebbe diventata la capitale della Storia.\nUna gigantesca impresa di confisca degli archivi fu dunque avviata nel 1809 in tutta Europa. Decine\ndi funzionari\, uomini di lettere\, gendarmi\, operai furono mobilitati. Con la Restaurazione i documenti ripresero (quasi tutti) la via del ritorno\, a suggellare il nuovo ordine emerso dal Congresso di Vienna e la nascente Europa delle nazioni.\nQuesto libro racconta un’impresa titanica\, forse la più folle tentata da Napoleone e da un impero in\ncerca di radici. Un grande sogno che nasceva dalla consapevolezza che chi possiede gli archivi\,\npossiede la Storia. E chi possiede la Storia\, controlla la visione del futuro.\nUna impresa che oggi\, nel mondo digitale\, può apparire come una curiosità da relegare a un remotissimo passato in cui si facevano le guerre per possedere atti e pergamene.\nIn realtà\, non è così. I furti di documenti sono ancora una modalità delle dittature\, del conflitto etnico e confessionale. Di più: possedere l’informazione\, governare la narrazione storica è questione più che mai aperta.
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SUMMARY:Abasso di un firmamento sconosciuto. Un secolo di emigrazione italiana nelle fonti autonarrative
DESCRIPTION:Mercoledì 19 marzo\, alle 17.00\, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Palazzo Mattei di Giove – Via Michelangelo Caetani 32\, Roma)\, in collaborazione con l’Archivio Diaristico Nazionale di Pieve Santo Stefano\, sarà presentato il volume di Amoreno Martellini\, Abasso di un firmamento sconosciuto. Un secolo di emigrazione italiana nelle fonti autonarrative\, Il mulino\, 2018.\nIntervengono: Michele Colucci\, Patrizia Gabrielli\, Matteo Sanfilippo.\nSarà presente l’autore.
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SUMMARY:«L’italiano di Tunisi»
DESCRIPTION:Venerdì 15 marzo 2019\, alle ore 16.00\, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Palazzo Mattei di Giove – Via Michelangelo Caetani 32\, Roma)\, si terrà una tavola rotonda di presentazione della ristampa anastatica de L’italiano di Tunisi\, a cura di Sonia Gallico e Renato Gallico (Aracne\, 2019). Intervengono: Michele Brondino\, Federico Cresti\, Silvia Finzi\, Leila el-Houssi\, Habib Kazdaghli\, Lucia Valenzi. Coordina: Luigi De Angelis. Saranno presenti i curatori.  \nGià dalla metà dell’Ottocento gli italiani di Tunisia iniziarono ad acquistare un’influenza economica e culturale sempre maggiore che permise loro di stabilizzare la loro identità nazionale attraverso scuole\, ospedali\, banche\, giurisdizione\, editoria. A fronte della crescente influenza francese i giornali in lingua italiana\, a prevalente orientamento nazionalista\, ebbero un ruolo importante nel mantenimento del sentimento nazionale della colonia\, sentimento che ebbe un’ulteriore spinta in senso nazionalista con l’avvento del fascismo in Italia e la conseguente fascistizzazione delle istituzioni italiane di Tunisia. In ontrapposizione alla stampa di regime\, molte furono le testate giornalistiche antifasciste che nacquero e morirono in breve tempo\, fino alla nascita de “L’italiano di Tunisi. Organo della Lega dei diritti dell’uomo – Sezione di Tunisi”\, diretto da Loris Gallico con la collaborazione di Maurizio Valenzi\, Giulio Barresi\, i fratelli Bensasson\, Marco Vais e altri militanti che\, con il sostegno della Concentrazione antifascista di Parigi\, iniziò a uscire il 25 ottobre 1936.  Il giornale poté finalmente affermarsi in quanto\, come ha scritto Leila el-Houssi: “Esso irruppe sulla scena tunisina come voce dell’opposizione concentrando intorno a sé l’intero fronte democratico antifascista\, che riuscì a sensibilizzare non solo italiani ma anche arabi e francesi. La novità stava nel grande spazio che veniva dedicato al mondo del lavoro”. A tutto il mondo del lavoro\, senza distinzione di nazionalità. La pubblicazione cessò l’attività a marzo del 1940.\nLa ristampa anastatica\, promossa dai figli di Loris Gallico\, Sonia e Renato\, e patrocinata dall’Ambasciata di Tunisia in Italia e dall’Ambasciata d’Italia in Tunisia\, mette oggi a disposizione di un più largo pubblico una fonte preziosa per lo studio della storia politica dell’area mediterranea nel XX secolo.
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