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SUMMARY:Mussolini e i ladri di regime
DESCRIPTION:Martedì 4 giugno 2019\, ore 17.00\, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Palazzo Mattei di Giove – Via Michelangelo Caetani 32\, Roma)\, sarà presentato il volume  Mussolini e i ladri di regime\, di Mauro Canali e Clemente Volpini (Mondadori\, 2019).\nNe discutono con gli autori: Flavia Fratello e Davide Grippa.   \nIl 5 agosto 1943\, a pochi giorni dall’arresto di Mussolini\, i giornali pubblicano una notizia sensazionale: il governo Badoglio ha istituito una commissione con il compito d’indagare sulle fortune accumulate dai gerarchi nel corso del ventennio\, i cosiddetti illeciti arricchimenti del fascismo. Il duce e i capi del regime\, un tempo intoccabili\, finiscono in prima pagina\, dati in pasto a un’opinione pubblica che fino al giorno prima li aveva temuti\, odiati\, riveriti\, spesso invidiati. Chi sono e quanto hanno «rubato»? E lo Stato è voluto veramente andare fino in fondo o ha chiuso un occhio\, consentendo ai più di farla franca? Infine\, quanto è tornato nelle tasche degli italiani? Alla ribalta salgono nomi eccellenti del regime: Roberto Farinacci\, Alessandro Pavolini\, Edmondo Rossoni. C’è poi Mussolini e i suoi «affari di famiglia»\, con gli intrallazzi di Galeazzo e Edda Ciano\, l’avidità di donna Rachele e la rapacità del clan Petacci. Quello che l’inchiesta scoperchia è un autentico verminaio. Una storia di corruzione e concussione\, di tangenti e appalti\, di capitali che trovano riparo all’estero\, di raccomandazioni; un intreccio perverso tra politica e affari alla faccia del rigore e dell’onestà tanto proclamati dalla propaganda fascista. Gli autori forniscono con documenti inediti una radiografia del malaffare in camicia nera\, facendo i «conti in tasca» ai vertici della nomenclatura fascista. Una pagina che ancora mancava della storia del ventennio.
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SUMMARY:Oltre la retorica del cibo
DESCRIPTION:Lunedì 3 giugno 2019\, alle 17.00\, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Via Michelangelo Caetani\, 32 – Roma)\, in collaborazione con la Fondazione Lelio e Lisli Basso e l’Associazione culturale Parolechiave\, si discuterà del tema: Oltre la retorica del cibo\, a partire dai volumi Food governance. Dare autorità alle comunità\, regolamentare le imprese\, di Nora McKeon (Jaca Book\, 2019)\ne\nCibo – n.58/2017 di «Parolechiave» – a cura di Ester Fano\, Nora McKeon\, Giancarlo Monina. \nSaluti\nPatrizia Rusciani\nIntervengono Goffredo Fofi e Jean-Léonard Touadi\nSaranno presenti l’autrice del volume\, i curatori e alcuni autori del fascicolo: Francesco Alicino\, Antonello Ciervo\, Maria Fonte\, Antonio Onorati\, Agnese Portincasa\, Enrico Pugliese\, Mary Taylor.\nIl libro di Nora McKeon mette al centro dell’attenzione la situazione italiana in fatto di produzione alimentare. In Italia vivono infatti di agricoltura almeno 3\,5 milioni di persone e i piccoli produttori rappresentano il 71% del totale delle aziende agricole. L’80% del cibo passa attraverso i mercati territoriali. Sono realtà comunitarie\, nate in modo spontaneo grazie a piccoli produttori. I loro effetti sulle economie locali sono di lunga durata. Eppure\, le politiche pubbliche a livello nazionale (e internazionale) privilegiano in modo schiacciante l’agricoltura industrializzata che inquina l’ambiente e alimenta filiere globali di alimenti anonimi a scapito dei piccoli produttori e dei consumatori. Il volume di Nora McKeon affronta la possibilità di costruire un sistema migliore che si estenda dall’alto verso il basso e di cambiare i sistemi alimentari valorizzando le lotte delle comunità e dei movimenti sociali nella difesa dei loro diritti e mezzi di sussistenza.\nTemi analoghi sono affrontati nel fascicolo di «Parolechiave» dedicato al cibo. Il cibo è un diritto umano basilare e un bisogno fondamentale. Il cibo è un fattore di connessione e identità sociale: tuttavia\, i requisiti dell’accumulazione di capitale lo hanno separato dalle sue reti sociali e produttive e lo hanno trasformato in una merce delocalizzata che fittiziamente “ci connette” attraverso l’anonimo consumo di prodotti globalizzati e standardizzati. Il cibo si manifesta in una gamma stupefacente di ambiti e attività che l’umanità ha ideato\, dalle attività domestiche le più semplici e atemporali fino alle operazioni più arcane della finanziarizzazione contemporanea. Gli articoli che compongono questo numero della rivista illuminano il cibo da molte e diverse prospettive.
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SUMMARY:La Repubblica Romana del 1849 nella letteratura e nelle cronache in lingua e in dialetto
DESCRIPTION:Giovedì 30 maggio\, alle ore 16.00\, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Palazzo Mattei di Giove – Via Michelangelo Caetani\, 32 – Roma) si terrà\, in collaborazione con il Centro studi Giuseppe Gioachino Belli\, il Convegno di studi La Repubblica Romana del 1849 nella letteratura e nelle cronache in lingua e in dialetto \nSaluti: Patrizia Rusciani\, Direttrice della Biblioteca di storia moderna e contemporanea\nCoordinamento: Rosanna De Longis \nDavide Pettinicchio\, «Prospetto di universali miserie\, raccapriccio d’illegali supplizî». Belli e la Repubblica del Quarantanove.\nEmiliano Picchiorri – Giulio Vaccaro\, I giornali della Repubblica Romana: una fonte per lo studio del dialetto\nValeria Tavazzi\, «Il voto del popolo incarnato»: Ciceruacchio nella letteratura intorno alla Repubblica Romana\nKevin De Vecchis\, Ciceruacchio. La fortuna linguistica e letteraria di un soprannome\nAntonietta Angelica Zucconi\, Gli autori della “Revue des deux mondes” e la Repubblica Romana\nMarcello Teodonio\, «Manifesti\, arme\, bandiere / gente pe strada che s’abbraccicava». La Repubblica Romana nella poesia romanesca\nConclusioni: Giuseppe Monsagrati
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SUMMARY:Una vita tranquilla. La Resistenza liberale nelle memorie di Cristina Casana
DESCRIPTION:Martedì 28 maggio 2019\, alle ore 17.00\, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Palazzo Mattei di Giove – Via Michelangelo Caetani 32\, Roma)\, nell’ambito del Maggio dei libri 2019\, sarà presentato il volume di\nRossella Pace\, Una vita tranquilla. La Resistenza liberale nelle memorie di Cristina Casana (Rubbettino\, 2018). Intervengono: Patrizia Gabrielli e Fiorenza Taricone.\nCoordina: Ester Capuzzo. Sarà presente l’autrice. \nLa Resistenza presenta degli aspetti storiograficamente per molto tempo rimasti nell’ombra. Tra di essi\, sicuramente\, il ruolo svolto dalle grandi famiglie aristocratiche e quello ancora più importante della partecipazione femminile. Questo libro\, tratta proprio di questi aspetti attraverso la figura di Cristina Casana. Una giovane donna dell’alta società dell’Italia del Nord\, una cattolica – liberale\, che nella sua villa brianzola di Novedrate\, raccolse\, organizzò e diede ospitalità\, complice il fratello Rinaldo\, tutte le anime della lotta clandestina sia civile che militare\, costituendo il principale punto d’appoggio dell’Organizzazione Franchi.
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SUMMARY:Le scritture delle donne in Europa. Pratiche quotidiane e ambizioni letterarie (secoli XIII-XX)
DESCRIPTION:Giovedì 20 maggio 2019\, alle ore 17.00\, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Palazzo Mattei di Giove – Via Michelangelo Caetani 32\, Roma)\, in collaborazione con la Società italiana delle storiche e nell’ambito del Maggio dei libri 2019\, sarà presentato il volume di Tiziana Plebani\, Le scritture delle donne in Europa. Pratiche quotidiane e ambizioni letterarie (secoli XIII-XX) (Carocci\, 2019). Intervengono: Maria Rosa Cutrufelli\, Marina d’Amelia\, Lisa Roscioni. Coordina: Rosanna De Longis. Sarà presente l’Autrice. \nFu la possibilità di scrivere nella propria lingua madre ad aprire la strada alle scritture femminili. Da quel momento\, le donne iniziarono ad appuntare note\, inviare lettere\, consegnare volontà ai testamenti e più vivo si fece in alcune il desiderio di sperimentare registri letterari ed esprimere le proprie propensioni spirituali e politiche. Quante più donne accedevano all’istruzione\, per lo più ostacolata ma sempre da loro rivendicata e ricercata anche attraverso percorsi di autoapprendimento\, tanto più numerose diventavano quelle che ambivano a utilizzare la scrittura anche al di fuori delle pratiche quotidiane. Una scarsa padronanza della penna e della grammatica non fu di eccessivo ingombro e la confidenza maturò nel tempo un’originale relazione con la propria intimità. Ma le donne scrissero di tutto\, dai pamphlet ai romanzi\, dalle petizioni ai trattati\, dalle poesie ai libri di cucina; scegliendo il mezzo di comunicazione più efficace e più in voga\, intervenendo in ogni momento di rinnovamento sociale e partecipando al confronto tra i sessi attorno all’eterna interrogazione sulla differenza dei generi: una delle grandi narrazioni dell’umanità.
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SUMMARY:Il libro\, il popolo\, il territorio
DESCRIPTION:Mercoledì 3 aprile 2019\, ore 17.00\, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Palazzo Mattei di Giove – Via Michelangelo Caetani 32\, Roma)\, sarà presentato il volume Il libro\, il popolo\, il territorio a cura di Maria Gioia Tavoni (www.insulaeuropea.eu\, 2019; Bologna\, Pendragon\, 2019).\nIntervengono: Gianfranco Crupi\, Maurizio Tarantino. Coordina: Patrizia Rusciani.\nSaranno presenti la curatrice  e gli autori Madel Crasta e Everardo Minardi. \nOltre 40 anni fa gli amministratori di un Comune e la direzione di una Biblioteca pubblica\, in perfetta intesa e sinergia\, si rivolsero all’Università di Bologna e in particolare alla cattedra di Sociologia tenuta da Achille Ardigò\, per individuare un percorso che potesse meglio corrispondere alle esigenze di lettura e di formazione della propria comunità e dei singoli individui. Fu così che il Comune di Faenza e la sua Biblioteca commissionarono a due allievi di Ardigò\, Pierpaolo Donati ed Everardo Minardi\, l’indagine socio-statistica che ora si ripresenta\, accompagnata da tre saggi di apertura intesi a chiarire come ci si pose allora nei confronti soprattutto dell’“utenza potenziale” del territorio\, e di come oggi si guardi a quel periodo con il bisogno di storicizzarlo. La riproposta\, infatti\, non mira a nessun aspetto comparativo\, ma vuole porsi come pregnante memoria storica\, pienamente consapevole dei cambiamenti epocali intervenuti. \nMaria Gioia Tavoni ha diretto dal 1973 al 1983 la Biblioteca Comunale Manfrediana di Faenza ed è stata docente di Archivistica\, bibliografia e biblioteconomia presso l’Università di Bologna. Tra le sue pubblicazioni: Precarietà e fortuna nei mestieri del libro in Italia (2001): Circumnavigare il testo (2010); Torchi e  stampa al seguito\, insieme con A. Corubolo ( 2017). \nMadel Crasta insegna nel Master in Economia della Cultura: politiche\, governo e gestione\, presso l’Università di Roma Tor Vergata\, di cui è anche coordinatrice. Tra le sue recenti pubblicazioni: Di chi è il passato? L’ambiguo rapporto con l’eredità culturali\, con Alessandro Corubolo (2013). \nEverardo Minardi è stato docente di Sociologia generale presso l’Università di Teramo. Ha svolto e coordinato a livello sia nazionale che internazionale ricerche relative allo sviluppo locale e alle politiche sociali ed è autore di numerose pubblicazioni su tali materie.
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SUMMARY:Memorie degli anni difficili
DESCRIPTION:Giovedì 28 marzo 2019\, alle ore 17.00\, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea\, in\ncollaborazione con la Fondazione Gramsci\, sarà presentato il volume di Maria Baroncini\, Memorie degli anni difficili\, prefazione di Rosanna De Longis\, con una presentazione di Camilla Ravera e un ricordo di Vinca Berti\, a cura di Maria Luisa Righi (Lithos\, 2018). Intervengono: Linda Giuva\, Nina Quarenghi\, Andrea Ricciardi. Coordina: Patrizia Rusciani. Sarà presente la curatrice. \nLe memorie di Maria Baroncini (1903-1982) vedono la luce trentasei anni dopo la loro stesura\, pressoché completata nel 1982 quando l’Autrice venne tragicamente a mancare. Maria era stata sollecitata a scriverle da Enrico Berlinguer che le chiese di raccontare la storia della sua militanza politica e di ricordare la persecuzione subita negli anni del fascismo e gli oltre dieci anni di confino trascorsi tra Ponza e Ventotene.\nUna testimonianza esemplare che aiuta a comprendere l’esperienza di quella generazione che\, nella prima metà del Novecento\, seppe compiere scelte politiche radicali pur prevedendo i costi altissimi che esse implicavano
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SUMMARY:L’archivio del mondo. Quando Napoleone confiscò la storia
DESCRIPTION:Venerdì 22 marzo 2019\, alle ore 17.00\, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea\n(Palazzo Mattei di Giove – Via Michelangelo Caetani 32\, Roma)\, in collaborazione con l’Archivio di Stato di Roma e l’Istituto Storico Italiano per l’età Moderna e Contemporanea\, sarà presentato il volume L’archivio del mondo. Quando Napoleone confiscò la storia\, di Maria Pia onato\, Laterza\, 2019. Saluti: Patrizia Rusciani\, Raffaele Pittella. Intervengono: Domenico Rocciolo\, Francesca Sofia\, Simona Troilo. Coordina: Erminia Irace. Sarà presente l’autrice.\nAll’inizio dell’Ottocento\, Napoleone conquistava l’Europa. E mentre l’impero si estendeva fino alla\nVistola e al Danubio\, prese forma il progetto di trasferire a Parigi gli archivi più importanti dei paesi\nannessi e degli Stati satelliti: un Archivio del Mondo\, che sotto l’astro di Bonaparte avrebbe riunito\nle testimonianze scritte della civiltà. Parigi sarebbe diventata la capitale della Storia.\nUna gigantesca impresa di confisca degli archivi fu dunque avviata nel 1809 in tutta Europa. Decine\ndi funzionari\, uomini di lettere\, gendarmi\, operai furono mobilitati. Con la Restaurazione i documenti ripresero (quasi tutti) la via del ritorno\, a suggellare il nuovo ordine emerso dal Congresso di Vienna e la nascente Europa delle nazioni.\nQuesto libro racconta un’impresa titanica\, forse la più folle tentata da Napoleone e da un impero in\ncerca di radici. Un grande sogno che nasceva dalla consapevolezza che chi possiede gli archivi\,\npossiede la Storia. E chi possiede la Storia\, controlla la visione del futuro.\nUna impresa che oggi\, nel mondo digitale\, può apparire come una curiosità da relegare a un remotissimo passato in cui si facevano le guerre per possedere atti e pergamene.\nIn realtà\, non è così. I furti di documenti sono ancora una modalità delle dittature\, del conflitto etnico e confessionale. Di più: possedere l’informazione\, governare la narrazione storica è questione più che mai aperta.
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SUMMARY:Abasso di un firmamento sconosciuto. Un secolo di emigrazione italiana nelle fonti autonarrative
DESCRIPTION:Mercoledì 19 marzo\, alle 17.00\, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Palazzo Mattei di Giove – Via Michelangelo Caetani 32\, Roma)\, in collaborazione con l’Archivio Diaristico Nazionale di Pieve Santo Stefano\, sarà presentato il volume di Amoreno Martellini\, Abasso di un firmamento sconosciuto. Un secolo di emigrazione italiana nelle fonti autonarrative\, Il mulino\, 2018.\nIntervengono: Michele Colucci\, Patrizia Gabrielli\, Matteo Sanfilippo.\nSarà presente l’autore.
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SUMMARY:«L’italiano di Tunisi»
DESCRIPTION:Venerdì 15 marzo 2019\, alle ore 16.00\, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Palazzo Mattei di Giove – Via Michelangelo Caetani 32\, Roma)\, si terrà una tavola rotonda di presentazione della ristampa anastatica de L’italiano di Tunisi\, a cura di Sonia Gallico e Renato Gallico (Aracne\, 2019). Intervengono: Michele Brondino\, Federico Cresti\, Silvia Finzi\, Leila el-Houssi\, Habib Kazdaghli\, Lucia Valenzi. Coordina: Luigi De Angelis. Saranno presenti i curatori.  \nGià dalla metà dell’Ottocento gli italiani di Tunisia iniziarono ad acquistare un’influenza economica e culturale sempre maggiore che permise loro di stabilizzare la loro identità nazionale attraverso scuole\, ospedali\, banche\, giurisdizione\, editoria. A fronte della crescente influenza francese i giornali in lingua italiana\, a prevalente orientamento nazionalista\, ebbero un ruolo importante nel mantenimento del sentimento nazionale della colonia\, sentimento che ebbe un’ulteriore spinta in senso nazionalista con l’avvento del fascismo in Italia e la conseguente fascistizzazione delle istituzioni italiane di Tunisia. In ontrapposizione alla stampa di regime\, molte furono le testate giornalistiche antifasciste che nacquero e morirono in breve tempo\, fino alla nascita de “L’italiano di Tunisi. Organo della Lega dei diritti dell’uomo – Sezione di Tunisi”\, diretto da Loris Gallico con la collaborazione di Maurizio Valenzi\, Giulio Barresi\, i fratelli Bensasson\, Marco Vais e altri militanti che\, con il sostegno della Concentrazione antifascista di Parigi\, iniziò a uscire il 25 ottobre 1936.  Il giornale poté finalmente affermarsi in quanto\, come ha scritto Leila el-Houssi: “Esso irruppe sulla scena tunisina come voce dell’opposizione concentrando intorno a sé l’intero fronte democratico antifascista\, che riuscì a sensibilizzare non solo italiani ma anche arabi e francesi. La novità stava nel grande spazio che veniva dedicato al mondo del lavoro”. A tutto il mondo del lavoro\, senza distinzione di nazionalità. La pubblicazione cessò l’attività a marzo del 1940.\nLa ristampa anastatica\, promossa dai figli di Loris Gallico\, Sonia e Renato\, e patrocinata dall’Ambasciata di Tunisia in Italia e dall’Ambasciata d’Italia in Tunisia\, mette oggi a disposizione di un più largo pubblico una fonte preziosa per lo studio della storia politica dell’area mediterranea nel XX secolo.
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SUMMARY:Orizzonti nuovi. Storia del primo femminismo in Italia (1865-1925)
DESCRIPTION:Giovedì 14 marzo 2019\, alle ore 17.00\, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Palazzo Mattei di Giove – Via Michelangelo Caetani 32\, Roma)\, sarà presentato\, in collaborazione con la Società italiana delle storiche\, il volume di Liviana Gazzetta\, Orizzonti nuovi. Storia del primo femminismo in Italia (1865-1925)\, Viella\, 2018.\nIntervengono:  Lutz Klinkhammer\, Beatrice Pisa. Coordina: Rosanna De Longis.\nSarà presente l’Autrice. \nQuali sono le matrici culturali e politiche del femminismo italiano otto-novecentesco? Quali i suoi orientamenti\, le protagoniste\, le strutture organizzative? Questo libro si propone come la prima sintesi su quell’insieme di movimenti femminili che\, sorti all’indomani dell’Unità\, fiorirono in età liberale\, costituendo l’anima del primo femminismo italiano. Oltre ad analizzarne le interne sfaccettature\, gli obiettivi\, le forme di mobilitazione e le rivendicazioni\, l’autrice ne traccia il percorso complessivo nel campo dei diritti civili e politici\, in uno Stato caratterizzato da un codice civile tra i più gerarchici in Europa quanto a strutture familiari e differenze di genere.\nIl quadro che emerge evidenzia una realtà composita\, caratterizzata da orientamenti e correnti le cui differenze si fanno via via più marcate col passaggio del secolo\, quando si avviano le prime vere campagne suffragiste e i primi organismi a carattere nazionale.\nPiù che sul terreno delle riforme civili e politiche\, fu in campo sociale che il primo femminismo raccolse i suoi frutti migliori\, agendo come lievito per un profondo cambiamento della società e della soggettività femminile.
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SUMMARY:Adolf Hitler\, apprendista stregone politico di Mussolini
DESCRIPTION:Martedì 12 marzo 2019\, alle ore 17.00\, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Palazzo Mattei di Giove – Via Michelangelo Caetani 32\, Roma)\, si svolgerà l’incontro\, in collaborazione con l’Istituto storico germanico di Roma\, sul tema Adolf Hitler\,\napprendista stregone politico di Mussolini\, a partire dal volume di Wolfgang Schieder\, Adolf Hitler. Politischer Zauberlehrling Mussolinis\, Berlin/Boston\, DeGruyter/Oldenbourg 2017.\nNe discutono con l’autore: Mauro Canali e Lutz Klinkhammer. Coordina: Martin Baumeister.\nSaluti: Patrizia Rusciani. L’incontro si svolgerà in lingua italiana.\nL’ascesa di Hitler al potere non può essere interpretato soltanto in riferimento alla personalità del\ndittatore o dal punto di vista di una isolata storia nazionale tedesca. Per Wolfgang Schieder è\nnecessario prendere in considerazione anche il contesto internazionale\, che ha avuto una funzione\nimportante per la presa di potere nazista. Nel regime fascista\, e in particolare nella persona di\nMussolini\, Hitler vide un modello a cui ispirarsi per le sue ambizioni politiche. Il dittatore italiano\nfu per lui un grande esempio e non permise che se ne parlasse male neppure quando i rapporti di\nforza si erano invertiti. L’amicizia politica che legò Hitler a Mussolini resse fino alla sua morte.\nL’autore esamina le tappe\, le ragioni e le forme in cui si è espressa questa relazione tra due uomini\ne due dittatori.
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SUMMARY:Viva l'Italia. Narrazioni e rappresentazioni della storia repubblicana nei versi dei cantautori «impegnati»
DESCRIPTION:Giovedì 7 marzo 2019\, alle ore 17.00\, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Palazzo Mattei di Giove – Via Michelangelo Caetani 32\, Roma)\, sarà presentato il volume Viva l’Italia. Narrazioni e rappresentazioni della storia repubblicana nei versi dei cantautori «impegnati» di Paolo Carusi\, Le Monnier\, 2018. Intervengono: Marco De Nicolò\, Manfredi Merluzzi\, Paolo Prato. Coordina: Susanna Pasticci. Sarà presente l’autore.\nCosa contribuisce a formare il senso comune storico in virtù del quale un determinato gruppo sociale opera e sceglie politicamente? Le scienze sociali e la storia culturale hanno da tempo posto al centro della loro analisi tutti quei veicoli dell’uso pubblico della storia che\, nella seconda metà del XX secolo\, attraverso i grandi mezzi di comunicazione di massa\, si sono sovrapposti ai saggi e ai manuali di storia. Seguendo questa impostazione\, il volume intende valutare quanto le canzoni dei cantautori “impegnati”\, alla luce delle culture politiche da cui sono ispirate\, siano divenute dei pervasivi agenti di senso comune storico: abbiano costituito\, cioè\, un bagaglio di narrazioni e rappresentazioni della storia repubblicana capace di sedimentarsi nella mentalità e nell’immaginario\ndi una generazione di giovani italiani\, quelli formatisi culturalmente e politicamente tra la metà\ndegli anni Sessanta ed i primi anni Novanta.
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SUMMARY:Democristiani\, cattolici e Chiesa negli anni di Craxi
DESCRIPTION:Giovedì 28 febbraio 2019\, ore 17.00\, presso la biblioteca di storia moderna e contemporanea (Via Michelangelo Caetani\, 32 – Roma)\, sarà presentato il volume\nDemocristiani\, cattolici e Chiesa negli anni di Craxi\na cura di Gennaro Acquaviva\, Paolo Pombeni\, Michele Marchi\n(Marsilio\, 2018)\nIntervengono: Emanuele Bernardi\, Simona Colarizi\, Andrea Guiso. Coordina: Luigi Covatta
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SUMMARY:Vedere oltre. Storia dell'Istituto per non vedenti S. Alessio
DESCRIPTION:Venerdì 1° febbraio 2019\, ore 17.00\, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea sarà presentato il volume Vedere oltre. Storia dell’Istituto per non vedenti S. Alessio di Luigi Scoppola Iacopini\, Palombi Editori\,\n2018. Intervengono: Lorenzo Benadusi\, Maurizio Brioli\, Augusto D’Angelo. Sarà presente\nl’autore.\nIl volume\, attraverso importanti e spesso inedite testimonianze documentali\, ripercorre gli ultimi 150 anni dell’istituto per i ciechi S. Alessio all’interno della storia del nostro Paese\, tratteggiando con significativa evidenza l’evoluzione dell’approccio al tema della disabilità sensoriale nelle varie fasi storiche. La ricerca\, frutto di un lungo lavoro\, contribuisce a conservare la memoria di persone\, fatti ed interventi volti a sostenere chi al S. Alessio ha potuto coltivare\nle proprie abilità\, ricevere assistenza e formazione professionale\, grazie ad iniziative messe in campo per l’integrazione dei disabili sensoriali. Da qui si apre una nuova stagione\, quella del “vedere oltre” della quale il S. Alessio è protagonista grazie al contributo che offre in termini di innovazione culturale\, affinché l’approccio alla disabilità sensoriale possa essere sempre più partecipativo ed inclusivo. L’appendice fotografica – con immagini d’epoca e documenti di archivio – chiude il volume.
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