SISSCO

Società italiana per lo studio della storia contemporanea

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Il libro dei deportati, Volume IV, L’Europa sotto il tallone di ferro. Dalle biografie ai quadri generali

Brunello Mantelli, Nicola Tranfaglia (a cura di)

Milano, Mursia, 2015, 726 pp., € 45,00 2016

Si tratta del volume conclusivo di una ricerca coordinata da Mantelli e Tranfaglia all’Università di Torino e promossa dell’Aned (Associazione Ex Deportati), dietro stimolo di Bruno Vasari. I precedenti, pubblicati dal 2009, erano stati dedicati a oltre 23.800 biografie di deportati politici italiani (I vol. in tre tomi); ai deportatori e ai luoghi della deportazione in Italia; alla galassia dei lager in Europa. Quest’ultimo volume offre una messa a punto storiografica su aspetti diversi della deportazione (es. Villari su quella operaia; D’Amico, Mantelli e Villari su quella politica; Picciotto su quella degli ebrei) e strumenti di lavoro (Maida sulla bibliografia della deportazione dall’Italia; la compianta Chiappano sulla didattica della Shoah); ma anche sintesi e nuove ricerche (D’Amico su ragioni e modalità di cattura in Italia e Balestracci su rastrellamenti e deportazione nel 1943-1945). Le analisi proposte offrono elementi di storia sociale e dati statistici sui deportati, ma anche categorie in cui scomporre la deportazione antifascista, a partire da un’indagine del campione degli scioperanti del marzo 1944, uniti a confinati e fuorusciti già vittime del regime fascista, e a uno specifico approfondimento sugli antifascisti attivi sul confine orientale prima e dopo l’8 settembre. Tra le messe a punto storiografiche si segnala quella di D’Amico sulle modalità di arresto in Italia e quella di Mantelli sulla galassia dei campi dell’Europa centrale e orientale, che sintetizza e traduce una consistente storiografia soprattutto tedesca, con una linea interpretativa che oscilla tra la finalità dello sterminio e quella dello sfruttamento coatto della manodopera. La bibliografia di Maida ordina un’ingente mole di materiali italiani e stranieri su luoghi della deportazione in Italia e in Europa; carnefici, vittime, spettatori; la resistenza e il ritorno; ma anche le rappresentazioni: dalle arti, ai musei, alla didattica. Il saggio più impegnato, anche per dimensioni, è quello di Fiammetta Balestracci, Rastrellamenti e deportazioni in KL nell’Italia occupata, 1943-45 (pp. 565-726), che sulla scia delle ricerche di Lutz Klinkhammer, Gerhard Schreiber, Carlo Gentile e di quelle sulle stragi ai civili coordinate da Paolo Pezzino, offre un’accurata analisi geografica e cronologica delle modalità specifiche dell’occupazione, della repressione e delle violenze tedesche nella penisola. Nell’insieme il volume ha una natura piuttosto composita, in cui le diverse parti non sempre si integrano o si affiancano in modo organico, ma offre una molteplicità di punti di osservazione e analisi, e una preziosa sintesi della storiografia italo-tedesca, che costituiscono un utile strumento di introduzione e consultazione sui diversi aspetti della deportazione dall’Italia, da affiancare all’insieme dei volumi promossi dall’Aned nell’ambito di questo importante progetto.


Simon Levis Sullam