SISSCO

Società italiana per lo studio della storia contemporanea

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I comunisti sulla luna. L’ultimo mito della Rivoluzione russa

Stefano Pivato, Marco Pivato

Bologna, il Mulino, 264 pp., € 16,00 2017

Gli aa. sono Stefano Pivato – vulcanico storico culturale, noto studioso della propaganda politica, come pure dei fenomeni sportivi e mediatici – e suo figlio Marco, giornalista di divulgazione scientifica. Questa collaborazione porta a ripercorrere e analizzare le ricadute culturali in Italia dell’avvio della conquista dello spazio, dal 1957 ai primi anni ’60, in cui il satellite Sputnik 1, poi un cane inviato come primo essere vivente nell’orbita terrestre dal cosmodromo di Baikonur, hanno segnato un’epoca di progressi spettacolarizzati in campo aerospaziale, fino a quando l’Unione Sovietica ha presentato con enfasi i primi cosmonauti Jurij Gagarin e Valentina Tereškova come una sorta di Adamo ed Eva di una nuova era tecnologica. Tra la fine degli anni ’50 e i primi anni ’60 l’Urss ottenne un primato nell’industria e sperimentazione aerospaziale, acquisendo un iniziale vantaggio strategico, proprio nell’epoca in cui le superpotenze militari cominciavano a profondere il massimo impegno nel produrre missili vettori per testate atomiche. Dalla parte antagonista statunitense, i piani aerospaziali – sempre formalmente finalizzati alla spettacolare conquista dello spazio – erano diretti da Werner von Braun, già progettista e stratega dei lanci dei primi razzi esplosivi tedeschi V1 e V2 sull’Inghilterra, figura di grande scienziato a cui la propaganda sovietica ebbe buon gioco ad attribuire una sinistra fama di guerrafondaio ex nazista. Di quello specifico contesto internazionale di contrapposizioni tecnologiche, gli aa. ricostruiscono con piacevole verve i dibattiti, le narrazioni apologetiche o denigratorie nell’ambito della guerra fredda, le polemiche politiche e gli opposti usi propagandistici riscontrabili in un’Italia dove il dominio elettorale della Democrazia cristiana era parzialmente in crisi ed erano in lacerante discussione svolte governative verso il centro-sinistra, oppure a destra. A fare da sfondo economico e sociale di tutte quelle rappresentazioni politiche contrapposte del progresso tecnologico, i Pivato evidenziano una crescente ricaduta di quello sviluppo nei moderni consumi di famiglie e individui, che sempre più ha privilegiato la popolazione statunitense e dell’Europa occidentale, a differenza di quella dell’Europa orientale socialista, oltre ovviamente a quella del Terzo mondo. Occorre tuttavia guardarsi da una banalizzazione, a cui talvolta gli aa. sembrano indulgere, che riduca a fatto di colore l’orgoglio dei comunisti italiani per la tecnologia sovietica dell’epoca. Se la propaganda occidentale da un lato cercò di dare una sarcastica rappresentazione squalificante della tecnologia sovietica sviluppatasi in quegli anni, dall’altro lato, con ambigua contraddizione, letteratura e cinema, per nulla estranei a finalità di propaganda ideologica, cominciarono sottilmente allora e hanno continuato per decenni a insinuare rischi apocalittici riguardo a piani militari micidiali che la stessa tecnologia sovietica avrebbe cercato segretamente di approntare e mettere poi in atto.


Marco Fincardi