SISSCO

Società italiana per lo studio della storia contemporanea

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Il mito di Pio IX. Storia dei un papa liberale e nazionale

Ignazio Veca

Roma, Viella, 309 pp., € 29,00 2018

Opera di notevole spessore documentario e interpretativo, il libro di Veca si propone di rivisitare ex novo il mito di Pio IX, entrando in aperto dissenso con una parte della storiografia più accreditata, e conferendo al termine «mito» un significato che vorremmo definire soreliano: vale a dire intendendolo come movente fondamentale di un agire collettivo e individuale in una particolare congiuntura culturale, sociale e politico-religiosa di dimensione europea (ma con una significativa propaggine americana). L’obiettivo dichiarato della ricerca è quello di oltrepassare decisamente i confini di una prospettiva nazional-risorgimentale per analizzare come nella nascita, nella diffusione e nel tramonto del mito piononistico si riverberassero, dapprima alimentandolo e poi traducendosi in un antimito, molteplici e spesso contrastanti attese (molte delle quali di tipo millenaristico) circolanti all’epoca su vasta scala e su diversi piani: anzitutto ad un livello che potremmo propriamente definire ecclesiastico, poi a livello delle élites intellettuali e politiche e infine ad un livello popolare di massa. Il rilievo attribuito dall’a. al fattore «emotivo», ai valori «simbolici», agli strumenti e ai circuiti della comunicazione, con particolare riferimento ai giornali, all’iconografia (che costituisce un imprescindibile inserto del volume), alle corrispondenze private, indica, ma non esaurisce, le sue propensioni metodologiche. Ne esce un quadro estremamente mosso e variegato, da cui appare bensì con grande evidenza la natura pervasiva del mito piononistico, ma anche, e in misura non minore, il carattere polisemico dei messaggi e dei propositi che vi si intrecciarono: a tal punto che verrebbe da chiedersi, seguendo il filo della narrazione, se quel mito, studiato con tanto impegno analitico, non fosse poi la somma, instabile e precaria, di miti disparati. Inutile dire che la prova del fuoco del mito di Pio IX si verificò, raggiungendo il suo acme e poi traducendosi in precipitoso collasso, nel corso del lungo e tormentato 1848, cui viene riservata da Veca l’attenzione che merita (ma con un passaggio troppo rapido sulla fase costituzionale di Pio IX) in una cornice che travalica di gran lunga le vicende italiane. Pregio non secondario dell’opera consiste nel fatto che l’a., soprattutto nelle sue pagine conclusive, abbia avvertito l’opportunità di rendere espliciti i riferimenti generali di natura interpretativa posti alle radici del volume, affrontando questioni di grande portata, come il rapporto tra la Chiesa cattolica e la «modernità», il carattere multiplo dello stesso concetto di «modernità», le ambiguità intrinseche alla cultura politico-religiosa sottostante al movimento nazionale italiano e non solo italiano. Tutti temi su cui la discussione continua a essere più che mai aperta.


Francesco Traniello