SISSCO

Società italiana per lo studio della storia contemporanea

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In viaggio. Dentro al cono d’ombra

Sara Valentina Di Palma, Stefano Bartolini (a cura di)

Livorno, Istituto storico della Resistenza e dell’età contemporanea in provincia di Pistoia, Salomone Belforte, 196 pp., € 20,00 2018

l volume è il frutto di un convegno e di una mostra tenutisi a Pistoia per il Gior- no della Memoria del 2017. Accanto alla sintesi delle sue decennali ricerche offerta da Michele Sarfatti e a due studi sulle vicende degli ebrei a Pistoia (Bartolini) e Livorno (Enrico Acciai), tra i contributi si segnala quello di Giovanni Contini che riflette sulle diverse stagioni della memoria dei testimoni sopravvissuti alla Shoah. Lo fa a partire dalle raccolte di testimonianze di reduci dai campi realizzate da Andrea Devoto negli anni ’80 e dalla Shoah Foundation fondata da Steven Spielberg negli anni ’90. Della prima indica l’importanza della presenza di reduci politici, spesso finiti casualmente nella rete di arresti e nemmeno portatori di una vera coscienza politica. Rispetto alla seconda si sofferma sulle criticità e i limiti delle interviste realizzate e sulle caratteristiche del sistema di in- dicizzazione dei materiali audio video, che spesso hanno comportato soluzioni piuttosto superficiali per la loro organizzazione e consultabilità. Il saggio di Marta Baiardi sulla figura dei «Giusti» esamina da una parte la forma- zione e diffusione di una sorta di «culto» attorno ai salvatori (in cui l’Italia primeggia) nel più ampio contesto della «religione civile» della memoria; e d’altra parte mostra come la categoria di «giusto» sia «inutilizzabile» per la storiografia (p. 156), perché le vicende storiche si presentano come molto più complesse e ambigue. Ad esempio, in alcuni casi i salvatori dapprima misero in guardia o nascosero i perseguitati, poi li denunciarono o li arrestarono. Matteo Stefanori esamina in sintesi il tema dell’atteggiamento della Resistenza italia- na di fronte alla Shoah. Per diverso tempo la Resistenza collocò gli ebrei tra le altre vittime civili della violenza nazista e fascista: perseguitati politici, disertori, familiari di partigiani. Se la stampa antifascista del 1943-1945 riservò occasionale attenzione a episodi maggiori della persecuzione antiebraica, si dovette attendere il settembre del 1944 perché il Clnai abolisse formalmente le «leggi razziali» del fascismo. D’altra parte, non vi furono ordini centralizzati per la liberazione degli ebrei, ma iniziative di singoli o bande e solo – per quanto è noto – un’azione di una certa consistenza andò a buon fine con la liberazione, nel maggio del 1944, del campo di Servigliano vicino ad Ascoli Piceno, grazie anche alla collaborazione degli Alleati. Senza questo sostegno l’assalto a luoghi come Fossoli di Car- pi o San Vittore non sarebbe stato possibile e non fu contemplato; mentre vi fu qualche collegamento tra i partigiani e la rete assistenziale ebraica Delasem. Nelle Conclusioni la curatrice Di Palma riflette sull’esperimento di public history della mostra pistoiese, collocata in un vagone merci delle ferrovie italiane degli anni ’40 (analo- go a quelli utilizzati nelle deportazioni), che ha trovato spazio in una piazza della città.


Simon Levis Sullam