SISSCO

Società italiana per lo studio della storia contemporanea

Risorse

La Rivoluzione del Concilio. La contestazione cattolica negli anni Sessanta e Settanta

Silvia Inaudi, Marta Margotti (a cura di)

Roma, Studium, 197 pp., € 18,00 2017

Il volume raccoglie una rielaborazione delle ricerche presentate a un convegno tenutosi nel novembre 2016 a Torino e si articola in una prima parte, con quattro contributi di carattere generale, e in una seconda con cinque studi di caso. Non è un libro sul Sessantotto cattolico, perché il periodo preso in esame è più lungo, né si tratta unicamente di studi sul dissenso, in quanto l’attenzione è focalizzata anche sui movimenti reazionari; di certo, al centro di tutto vi è il Concilio, quello «tradito » – nella visione di quanti avrebbero auspicato trasformazioni ben maggiori – e quello «traditore» della tradizione e dei suoi valori, in nome di un compromesso senza futuro con la contemporaneità errante. Due posizioni protestatarie, sebbene di non uguale diffusione e peso, entrambe minoritarie «se confrontate agli atteggiamenti della maggioranza dei fedeli» (p. 8), in grado comunque di smuovere «in profondità tutto il cattolicesimo, anche per la sensazione dell’esistenza di reti di contatti internazionali capaci di coordinare l’azione locale dei singoli gruppi dei circuiti di contestazione». È per questo motivo che il primo saggio, firmato da Gerd-Rainer Horn, ha un carattere comparativo delle esperienze di cattolicesimo sociale, progressista, «di sinistra», come viene definito (pp. 23 ss.), e mette a confronto le realtà di Belgio, Francia, Germania, Spagna, Italia, Olanda, Stati Uniti. Marta Margotti insiste invece sul caso italiano, per delineare una «carta geografica e culturale della sinistra cattolica» (p. 45), cercando di individuare i fermenti di lungo periodo che hanno portato all’esplosione del 1968. La sua tesi è che «il dissenso si espresse nella Chiesa italiana con forme di radicalismo particolarmente accentuato in conseguenza della lunga compressione delle spinte di rinnovamento avvenuta nei decenni precedenti e per l’intreccio con i fenomeni di protesta politica e sociale» (p. 38). Se il compito di narrare Tradizione e reazione: l’altro dissenso è affidato a Giovanni Tassani, e quello di approfondire il rapporto tra Fede e politica nella contestazione postconciliare (1965-69) ad Alessandro Santagata, tra gli studi di casi precipui spicca la ricerca di Silvia Inaudi sulla comunità del Vandalino di Torino, basata su un’ampia documentazione presente nell’archivio dell’Istituto piemontese per la storia della resistenza, nonché su fonti orali. È così possibile entrare nel clima e nelle tensioni ideali e spirituali di un gruppo di non elevata consistenza numerica, ma dotato di una certa esemplarità nell’ambito delle sperimentazioni di vita in comune tra laici, destinato a notorietà internazionale per la scelta di rottura compiuta con la celebrazione del matrimonio di due preti. Altre fonti primarie sono alla base dei contributi di Giuseppina Vitale sui preti operai in Emilia Romagna, di Francesco Ferrari sulla comunità dell’Incoronata di Milano, di Patrizia Luciani sul progressismo cattolico a Venezia. Tutto mostra come su queste espressioni variegate e frammentate di innovare i modi di vivere la fede, vi siano ancora ampi spazi di ricerca a partire dalle fonti.


Marco Impagliazzo