SISSCO

Società italiana per lo studio della storia contemporanea

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Religión, laicidad y sociedad en la historia contemporánea de España, Italia y Francia

Pedro Álvarez Lázaro, Andrea Ciampani, Fernando García Sanz (eds.)

Madrid, Universidad Pontificia Comillas, 423 pp., € 28,00

Frutto di un seminario organizzato dalla Escuela Españgnola de Historia y Arqueología en Roma con la collaborazione della Pontificia Università Comillas di Madrid, la Lumsa, l’Ecole française di Roma e il Centro Español de Estudios Eclesiásticos, durante l’anno accademico 2015-2016, il volume intende riflettere, in una prospettiva comparatista, sui rapporti tra religione, laicità e società in Spagna, Italia e Francia nell’epoca contemporanea. Esso si articola in sette sezioni tematiche composte ciascuna di tre contributi dovuti ai migliori specialisti spagnoli, italiani e francesi della materia: i profili politico-ideologici della questione religiosa nei testi costituzionali e nei concordati; la secolarizzazione dell’insegnamento; il dibattito tra scienza e religione; le reti transnazionali di militanza secolarizzatrice; i rapporti tra religione, laicità e idea di nazione; la sacralizzazione della politica e la politicizzazione della religione; la presenza dei cattolici nella vita pubblica. Uno dei tanti fili rossi del volume riguarda la singolarità del caso della Francia rispetto a quello delle sue due consorelle latine della Spagna e dell’Italia. Il modello di «laicité à la française», basato su una separazione «assoluta» tra la Chiesa e lo Stato non è, infatti, quello che è prevalso né in Spagna, né in Italia, né forse in altri paesi dell’Unione Europea. Non può mancare di colpire questa confidenza del rappresentante del governo francese, Guy Braibant, alla convenzione incaricata di elaborare una carta dei diritti fondamenti dell’Unione Europea: «je n’avais pas réussi à introduire la laïcité dans la charte ni même la neutralité de l’enseignement, et […] je n’avais d’ailleurs pas insisté parce que je me suis aperçu que la laïcitè à la française n’est pas une valeur européenne» (conferenza pronunciata il 15 novembre 2000, citata nel contributo di Jean-Marc Ticchi, p. 71). La singolarità del caso francese non è riconducibile solamente a un modello di laicità militante e ideologica, ma riguarda anche il rapporto del mondo cattolico francese con la politica dalla Rivoluzione francese in poi. Il cosiddetto «retour des catholiques en politique» (si veda il contributo di Denis Pelletier) negli anni recenti (all’insegna della «Manif pour tous») non può mancare di interpellare lo storico, anche se non pare rimettere fondamentalmente in discussione le acquisizioni della storiografia la più consolidata circa il tradizionale pluralismo politico dei cattolici francesi. Se la Francia, sulla questione della laicità, si sta avvicinando a una concezione più «aperta» e quindi più «europea», come dimostra il recente discorso del presidente Macron al Collège des Bernardins (9 aprile 2018), sulla questione del rapporto dei cattolici con la politica, invece, sono l’Italia e la Spagna ad avvicinarsi sempre di più al modello «pluralista » del cattolicesimo transalpino.


Philippe Chenaux