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Società italiana per lo studio della storia contemporanea

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Storia dell’immigrazione straniera in Italia. Dal 1945 ai nostri giorni

Michele Colucci

Roma, Carocci, 243 pp., € 18,00 2018

Gli storici hanno a lungo trascurato l’immigrazione straniera in Italia, di cui molto si sono invece occupati sociologi e demografi. Il libro si propone di rispondere a quella lacuna, solo parzialmente colmata da studi pubblicati negli ultimi anni. L’a., ricercatore del Cnr, ha dedicato gran parte della sua produzione scientifica alle migrazioni e conosce a fondo l’argomento. Grazie all’utilizzo di numerose fonti egli offre un quadro dettagliato e permette di seguire l’evoluzione dell’immigrazione in Italia e di comprenderne le caratteristiche. A partire dal fatto che essa si è sviluppata in ritardo, rispetto ad altri paesi europei, ma ha poi vissuto un’accelerazione notevole sino ai 5 milioni di presenze di oggi, con un incremento di oltre 4 milioni di unità nel giro di 25 anni (p. 14). All’interno di una ricostruzione cronologica, l’a. descrive alcuni snodi decisivi. Giustamente intitola «la svolta» gli anni 1989-1992, in cui sull’onda di vicende di grande impatto mediatico, come l’omicidio di Jerry Essan Masslo e gli sbarchi degli albanesi in Puglia, si ebbe un’evoluzione del dibattito nel segno di una polarizzazione tra posizioni pro e contro immigrazione. Ma anche, come l’a. coglie in maniera originale, un protagonismo inedito degli immigrati, che iniziarono a rivendicare diritti e tutele nel lavoro. Un altro passaggio importante individuato dall’a. è negli anni 2008-2011, quando la crisi economica influì negativamente sul mercato del lavoro e anche spinse a una riduzione degli investimenti pubblici nelle politiche sociali e nello specifico nelle politiche d’inclusione degli immigrati (pp. 165-169). Poiché il tema è alquanto nuovo in storiografia, l’a. ha dovuto ricostruire tutti i passaggi della presenza degli immigrati in Italia senza poter dare nulla per acquisito. Per questo motivo e anche a causa del carattere di sintesi del volume, che condensa in poco spazio una messe notevole d’informazioni su un periodo non breve, l’immigrazione occupa quasi interamente la narrazione, con una grande quantità di dati e di notizie sulla presenza straniera nel corso degli anni e un’attenzione particolare alle questioni del lavoro. Restano appena sullo sfondo i cambiamenti complessivi della società italiana così come il quadro europeo. Il passo successivo che la storiografia dovrà compiere su questi temi sarà quello di intrecciare maggiormente la storia dell’immigrazione straniera alla storia più ampia della società italiana, per ricostruire in maniera articolata l’incidenza della prima nella seconda. A conclusione del suo lavoro, l’a. scrive che le cifre con cui leggere la storia dell’immigrazione in Italia «hanno indubbiamente a che fare con il ritardo, l’incomprensione, la mancanza di consapevolezza all’interno della società italiana rispetto al ruolo dell’immigrazione straniera» (p. 190). Merito del libro è consentire, con la prospettiva storica, di guardare all’immigrazione per quello che realmente è, ovvero un fenomeno strutturato e governabile e non un’emergenza infinita come spesso rappresentata dai media.


Valerio De Cesaris