Ugo Maria Tassinari – Fascisteria: i protagonisti, i movimenti e i misteri dell’eversione nera in Italia 1965-2000 – 2001

Ugo Maria Tassinari
Roma, Castelvecchi, pp. 575, euro 14,98

Anno di pubblicazione: 2001

Tassinari ha raccolto e compilato, sulla base di fonti giornalistiche, pubblicistiche, giudiziarie, uno straordinario repertorio sull’eversione neo-fascista in Italia dal 1965 al 2000. Il punto di partenza, e non poteva essere diversamente, è costituito dal mistero, ormai in gran parte svelato, del sanguinoso attentato di Piazza Fontana rispetto al quale le indagini del giudice Salvini a Milano hanno consentito di attribuire ad Ordine Nuovo l’ideazione e l’esecuzione della strage. Quel processo ha individuato gli esecutori materiali dell’atto ma, come in molti altri casi, non ha potuto risalire se non per accenni a chi ordinò l’attentato; non c’è dubbio, alla luce degli elementi sicuri acquisiti, che non si trattò di un’iniziativa spontanea del gruppo terroristico e che personalità politiche, militari e dei servizi segreti italiani ebbero responsabilità primarie nella decisione assunta in una logica determinata dall’anticomunismo e dalla guerra fredda. Il libro ripercorre poi, nelle quasi seicento pagine ricche di nomi e di note esplicative, la successiva stagione di attentati e di assassinii negli anni settanta, ottanta e novanta mettendo in luce il ruolo della P2 di Licio Gelli, i contatti tra terrorismo nero e terrorismo rosso, l’intensa attività di depistaggio giudiziario condotta dai servizi segreti inutilmente riformati, la formazione di gruppi nuovi dopo le imprese degli anni settanta, le collusioni con le associazioni mafiose e con la massoneria golpista, il ruolo decisivo delle rivelazioni alcune dirette, altre de relato del terrorista ergastolano Vincenzo Vinciguerra a cui si devono importanti indicazioni per la ricostruzione del mondo complesso e sotterraneo dell’eversione nera nel nostro paese.
Si tratta, a mio avviso, di una documentazione assai utile e di tesi interpretative che fanno fare alcuni passi avanti nella ricostruzione di una pagina ancora non del tutto chiara della storia italiana. Che nel primo cinquantennio repubblicano ci sia stata da parte di una componente politico-militare che potremmo definire di centro-destra, quasi sempre al governo, il tentativo, soprattutto a partire dagli anni sessanta, di esercitare, attraverso il terrorismo e i tentativi di golpe, un’influenza stabilizzatrice volta ad arginare l’avvento al potere della sinistra comunista e a ribadire l’egemonia di una politica fortemente legata al governo americano, è ormai, dal punto di vista storico, indiscutibile. Quello che non sappiamo ancora, se non a grandissimi tratti, è quale sia stato il ruolo degli altri servizi segreti attivi nel nostro paese e in particolare di quelli legati all’Unione Sovietica, ai suoi satelliti e allo Stato di Israele, più volte chiamato in causa e di recente anche dall’onorevole Giovanni Pellegrino, presidente nelle ultime legislature della commissione Stragi. Di notevole importanza è stata la testimonianza postuma di Paolo Emilio Taviani (nel volume A memoria d’uomo edito dal Mulino nel 2002) in cui l’uomo politico democristiano attribuisce esclusivamente alla destra l’intento di mettere in discussione attraverso un’azione eversiva l’assetto costituzionale del paese nel cinquantennio scorso.

Nicola Tranfaglia