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febbraio 6 - febbraio 6

Dall’omertà ai social. Come cambia la comunicazione della mafia, di Enzo Ciconte

Martedì 6 febbraio 2018, alle ore 17.00, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Via M. Caetani, 32 - Roma) sarà presentato il volume

Dall’omertà ai social. Come cambia la comunicazione della mafia, di Enzo Ciconte (Edizioni Santa Caterina, 2017)

Ne discute con l’autore
Attilio Bolzoni

Per informazioni: b-stmo.info@beniculturali.it - www.bsmc.it -
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Un libro sulla mafia che mancava, scritto da uno dei maggiori esperti del fenomeno: perché per capire le mafie bisogna saper ascoltare i silenzi. Enzo Ciconte analizza pregiudizi e luoghi comuni spiegando che si sta passando dall\'omertà delle prime generazioni alla comunicazione social delle più recenti, fuori e dentro le carceri, con un\'attenzione particolare all\'espansione della \'ndrangheta al nord e all\'estero. L\'analisi si apre agli aspetti di economia, politica e società con i nuovi ruoli delle donne e dei social network.

«Gli uomini della mafia», scrive Enzo Ciconte, «hanno scoperto Facebook, WhatsApp, i social network per comunicare. Perché lo fanno? Perché i pilastri culturali sui quali hanno costruito la loro fortuna non reggono più. E allora hanno bisogno di mandare i loro messaggi, vecchi o nuovi che siano, con modalità moderne, che le nuove generazioni sanno padroneggiare. Gli strumenti usati sono nuovi, i messaggi un po’ meno».

Enzo Ciconte è docente di Storia della criminalità organizzata all\'Università di Roma Tre e di Storia delle mafie italiane all\'Università di Pavia. Dal 1997 al 2010 è stato consulente presso la Commissione Parlamentare Antimafia. Il suo libro \'Ndrangheta dall\'Unità a oggi (1992) è il primo studio a carattere storico sulla \'ndrangheta. Fra i suoi altri libri ricordiamo: Storia criminale. La resistibile ascesa di Mafia, \'Ndrangheta e Camorra dall\'Ottocento ai giorni nostri (2008); \'Ndrangheta (2008 e 2011); \'Ndrangheta padana (2010); Banditi e briganti. Rivolta continua dal \'500 all\'800 (2011); Politici (e) malandrini (2013); Storia dello stupro e di donne ribelli (2014), Borbonici, patrioti e criminali. L\'altra storia del Risorgimento (2016) e Mafie del mio stivale. Storia delle organizzazioni criminali italiane e straniere nel nostro Paese (2017).

Attilio Bolzoni ha iniziato la sua attività giornalistica alla fine degli anni Settanta come cronista del quotidiano “L’Ora” di Palermo. Dal 1982 è giornalista di “la Repubblica”. Autore di inchieste sulla mafia siciliana e sul Mezzogiorno d’Italia, ha firmato reportage dai Balcani a Kabul, dal Magreb a Bagdad. È scrittore, autore di testi teatrali, sceneggiatore di mini-serie televisive e regista di documentari sulla libertà di stampa e sulla mattanza dei giornalisti in Messico (Silencio, 2015). Tra le sue pubblicazioni: La giustizia è Cosa Nostra (1995), con Giuseppe D’Avanzo Il capo dei capi (2007), Parole d’Onore (2008), Faq Mafia (2010), Uomini Soli (2012), Parole d’Onore Teatro (2014), La scomparsa del Caravaggio, Palermo (2016). Nel 2009 ha vinto il Premio Lucchetta e il Premio È Giornalismo (creato da Indro Montanelli, Enzo Biagi e Giorgio Bocca), nel 2013 il Premio Nazionale Giuseppe Fava.

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LUOGO
Biblioteca di storia moderna e contemporanea
Via Michelangelo Caetani, 32
00186 Roma
Italia

CONTATTI
Gisella Bochicchio
Telefono: 0668281739
E-mail: b-stmo.info@beniculturali.it

SITO WEB
www.bsmc.it

Pubblicato da Rosanna DE LONGIS