Stampa estera: Le Monde (FR) e El País (ES)
In queste due settimane, i quotidiani hanno dato ampio spazio alle trattative tra Stati Uniti e Iran, ai bombardamenti israeliani in Libano, al ritorno degli attivisti della Freedom Flotilla e alle successive testimonianze relative ai maltrattamenti subiti in Israele. Anche il drone russo caduto in Romania ha destato preoccupazione e rilanciato il dibattito sui rapporti con la NATO. Inoltre, hanno trovato spazio nelle pagine dei quotidiani i viaggi di Trump e Putin in Cina, gli incontri con Xi Jinping e l’epidemia di Ebola nella Repubblica Democratica del Congo. A livello nazionale, la stampa si è invece focalizzata sull’attentato a Modena del 16 maggio e sulle elezioni comunali del 24 e 25 maggio.
Crisi di sistema e nuovi orizzonti internazionali
Al concetto di crisi, strettamente legato al capitalismo, è dedicata l’intervista al docente di storia del pensiero politico Gennaro Carillo, apparsa su il Fatto Quotidiano. Carillo sostiene che si sia passati «da capitalismo a trazione finanziaria a tecno-capitalismo, alleandosi con le destre più illibe-rali. Ma la questione è che il capitalismo genera disuguaglianza». In questo sistema: «la Cina è l’ecce-zione», poiché si è adattata «dando vita a un ircocervo: l’economia socialista di mercato» 1.
Ripercorrendo le recenti vicende del viaggio di Donald Trump in Cina e dell’incontro con Xi Jinping, su il Fatto Quotidiano si ragiona attorno alla questione culturale delle due diverse civiltà, Cina e USA, mostrando l’enorme distanza non solo tra i due presidenti, ma anche tra i due paesi e il richiamo di Xi Jinping alla “Trappola di Tucidide” 2. Il viaggio cinese di Trump offre a Sabino Cassese, su Il Foglio, l’occasione per parlare della delegazione statunitense, che a differenza del passato era composta da imprenditori dell’economia digitale e tecnologica, mostrando «la compenetrazione tra privato e pubblico» che ormai caratterizza gli Stati Uniti. A partire da queste premesse Cassese prova a capire se si tratti di una novità della storia oppure se esistono precedenti, mostrando che «il passato è una miniera in cui si continua a scavare perché sono sempre nuove le domande che ad esso poniamo» 3. Sempre su Il Foglio, a proposito di crisi di modelli, viene pubblicato integralmente il discorso di Anne Applebaum, del 13 maggio scorso, tenuto all’Erste Foundation di Vienna, in cui si sottolinea come l’Europa sia l’unico spazio di libertà rimasto 4.
Dopo la pubblicazione dell’ultima enciclica papale Magnifica Humanitas, più volte sono stati fatti riferimenti e collegamenti con l’enciclica Rerum Novarum di Leone XIII, pubblicata 135 anni fa. Su Il Foglio compare un confronto tra le due encicliche che le collega entrambe al mutamento del capitalismo: «la grande enciclica sociale dell’Ottocento arrivò dopo il fenomeno che voleva correggere, e proprio per questo poté correggerlo» 5.
Il 2 giugno e la nascita della Repubblica italiana
Molti quotidiani hanno anticipato la ricorrenza del 2 giugno, proponendo approfondimenti storici non solo sul referendum e la nascita della Costituzione, ma anche sui mesi precedenti. Il Fatto Quotidiano propone una serie a puntate sull’anno 1946: la prima si sofferma sugli aspetti sociali (la miseria e la fame), culturali (calcio, boogie-woogie e cinema) e politici (l’amnistia Togliatti); la seconda puntata è dedicata alla Costituente e alla questione giuliana; la terza alla persistente miseria dell’Italia alla fine del 1946, alle lotte sociali e alla crescita dell’Uomo qualunque 6.
Sempre sul referendum istituzionale, Ezio Mauro propone nelle pagine de la Repubblica un lungo racconto, dallo spoglio dei voti, che nelle prime ore vide la monarchia in vantaggio, fino all’esilio della famiglia reale. Altri articoli si soffermano in particolare sul voto delle donne in Italia, mentre il Corriere della Sera propone un parallelo con la Nuova Zelanda, primo paese autogovernato a riconoscere il suffragio femminile, nel 1893 7. La Repubblica propone inoltre una riflessione approfondita sulla Costituzione, sull’intesa raggiunta dalle diverse forze politiche attorno a principi e valori condivisi, così come sui suoi limiti. Tra questi viene indicata, in primo luogo, l’instabilità politica legata alla scelta di una forma di governo parlamentare classica, adottata per «timore di favorire proprio l’autoritarismo». Da altre voci, descritte come lungimiranti, come quella di Pietro Calamandrei, venne invece una proposta presidenzialista 8. Infine, in occasione di un convegno su giellismo e azionismo a Torino, Il Giornale torna sulla storia del Partito d’azione e sul suo scioglimento nel 1946. Secondo il quotidiano, si trattò di un partito troppo eterogeneo, nel quale convivevano socialisti e fautori di un partito interclassista espressione di una borghesia aperta; proprio questa eterogeneità avrebbe impedito al partito di lasciare in eredità «nulla di positivo» 9.
La strage di Capaci
In occasione dell’anniversario della strage di Capaci, i quotidiani hanno dato spazio a ricostruzioni storiche accompagnate da riflessioni sulla lotta alla mafia nell’attualità. La Repubblica intervista il procuratore di Palermo Maurizio de Lucia, protagonista della cattura di Matteo Messina Denaro: mette in guardia contro il rischio di credere che la mafia sia stata sconfitta e invita i partiti ad alzare barriere etiche contro «personaggi discussi» al loro interno 10.
Restano oggetto di dibattito le ragioni e i contesti dell’uccisione di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino. Il Giornale sostiene che l’inchiesta mafia-appalti avrebbe svelato quanto la mafia fosse passata da «esercito criminale» a «sistema economico-politico-imprenditoriale», mentre la Repubblica insiste invece sulle relazioni della mafia con il mondo politico, che Falcone e Borsellino stavano scoprendo. Domani critica la strumentalizzazione della pista dell’inchiesta mafia-appalti da parte della destra che non vuole «sentir parlare di “piste nere” e di neofascisti in combutta con boss mafiosi», accusando la commissione antimafia e la procura di Caltanissetta di voler riscrivere la storia11.
Le manifestazioni commemorative sono state anche oggetto di discussione: mentre Avvenire riporta brani di vari discorsi istituzionali, tra cui quello di Sergio Mattarella e di Giorgia Meloni 12, varie testate dedicano anche un articolo al corteo organizzato a Palermo da associazioni e movimenti che hanno contestato la commissione antimafia e la sua presidente, Chiara Colosimo. Hanno suscitato reazioni e commenti ironici le parole del ministro Carlo Nordio, che si è paragonato a Falcone sostenendo di aver rischiato a sua volta la vita quando indagava sulle Brigate rosse 13. Sul Foglio, lo storico Salvatore Lupo segnala il rischio che la magistratura finisca per sostituirsi alla storiografia 14.
Seconda guerra mondiale, Resistenza e Shoah
Il Giornale torna sull’anniversario del 25 aprile per una riflessione sulla «lettura settaria» della Resistenza fatta a sinistra e sul suo «monopolio» della memoria antifascista, lamentando quanto questa ricorrenza non sia, nei fatti, la «festa di tutti gli italiani». Secondo il quotidiano, non viene abbastanza valorizzata la Resistenza diffusa e passiva del popolo e di militari. Il presunto carattere non inclusivo del 25 aprile viene infine ricollegato alla mancata partecipazione della Brigata ebraica al corteo di quest’anno, interpretata come il segno di una trasformazione della difesa della libertà e della democrazia in «lotta contro l’Occidente» 15. Sempre sulla Resistenza, il Corriere della Sera rievoca una vicenda molto nota: l’esplosione del ponte ferroviario di Ivrea e l’operazione con cui alcuni partigiani cercarono di evitarne il bombardamento alleato attraverso un’azione mirata, grazie all’intervento della brigata di Giustizia e Libertà guidata da Mario Pellizzari “Almiro” e, tra gli altri, Amos Messori “D’Artagnan” 16.
La Seconda guerra mondiale è stata molto presente sulla stampa in occasione del festival di Cannes, dove diversi film in competizione sono ambientati nella Francia occupata o di Vichy. Il Festival appare quest’anno particolarmente incentrato sulla storia: «il cinema si sta impegnando come non mai a fare i conti con la Storia. È il Novecento e il suo carico, tragico, di passioni e ferite a sollecitare maggiormente autori e registi» 17. Su Domani e Le Monde troviamo una recensione del film Moulin di László Nemes, che si focalizza sugli ultimi giorni di vita del resistente francese Jean Moulin e sul confronto con il suo torturatore, Klaus Barbie. Avvenire recensisce La troisième nuit, la storia di padre Alexandre Glasberg che nel 1942 salvò 108 bambini ebrei destinati alla deportazione. Infine, Notre salut trova ampio spazio su Le Monde e sui quotidiani italiani. Il film segue la storia di un ingegnere ambizioso sedotto dalla “rivoluzione nazionale” di Pétain. Se il quotidiano francese ne sottolinea esplicitamente gli echi con un presente attraversato dall’interrogativo su che cosa stia tornando di quel passato, il manifesto osserva come il «genere» del film storico sia in questo caso spiazzato da una essenziale contemporaneità 18.
A partire dai film presenti a Cannes, Moulin di László Nemes e L’Abandon di Vincent Garenq, e dalle parole dei due registi, Il Foglio sostiene che sarebbe in atto una nuova ondata di antisemitismo19. Le Monde ospita un’intervista allo storico israelo-tedesco Dan Diner, il quale interroga i concetti di identità e appartenenza, il rapporto della Germania con la propria storia, dalla Shoah alla riunificazione del paese, e quello con A partire da una puntata della trasmissione televisiva di La7, Otto e mezzo, Adriano Sofri invita a evitare facili paralleli tra vicende e periodi della storia molto diversi, in particolare tra la Germania nazista e l’odierno Israele 20. In proposito alle vicende della Flotilla, si segnala su il manifesto un’intervista alla storica Anna Foa sul suo percorso personale e familiare e sulle diverse esperienze dell’ebraismo 21.
Varie
Il Fatto Quotidiano ospita un’intervista a Walid Jumblatt, figlio di Kamal Jumblatt, leader del Movimento Nazionale Libanese ucciso nel 1977, in occasione dell’uscita della sua autobiografia pubblicata in Francia per le edizioni Stock. Jumblatt analizza il conflitto odierno in Libano, alla luce del suo lungo percorso politico 22.
In occasione del voto con cui l’Assemblée nationale ha approvato l’abrogazione formale del Code noir il 28 maggio, Le Monde ospita un intervento dello storico statunitense Jeremy D. Popkin sui dibattiti intorno alla schiavitù e alla sua abolizione, risalenti a ben prima della Dichiarazione universale dei diritti umani. Popkin ricorda il decreto con cui nel 1794 la Convenzione nazionale sancì l’abolizione della schiavitù in Francia e nelle sue colonie. Sempre su Le Monde, la storica Ana Lucia Araujo ricorda invece l’astensione della Francia nel voto all’ONU del 25 marzo scorso, che ha portato all’approvazione della risoluzione che qualifica la tratta transatlantica degli schiavi come «il più grave crimine contro l’umanità», e sottolinea la necessità di affrontare ora la questione delle riparazioni materiali e finanziarie 23.
Su Avvenire Tommaso Greco discute delle origini dell’Europa e del rapporto tra guerra e pace. L’articolo presenta una prima lettura, attribuita anche a Ernesto Galli della Loggia, secondo cui l’Europa avrebbe difeso sé stessa attraverso la guerra: contro Hitler, contro il totalitarismo comunista e contro il fondamentalismo islamico. Da questa prospettiva, il problema attuale del continente sarebbe la perdita del senso del nemico. A questa interpretazione viene contrapposta una lettura opposta, che individua invece le radici dell’Europa nel ripudio della guerra e nella costruzione di un progetto di pace 24.
Su El País si analizza la riabilitazione di Stalin nella Russia di Putin. Lo storico russo Sergej Ehrlich, direttore del progetto Istoricheskaia Expertisa, sostiene che questa retorica sia costruita su una formula precisa: l’attuale guerra contro l’Ucraina verrebbe presentata come la continuazione della Grande guerra patriottica contro i nazisti 25.
Sul rapporto tra storia, interpretazione e narrazione, si segnala un articolo apparso su El País, nel quale lo storico Jorge Ortuño ricorda che «la storia è il modo in cui interpretiamo quel passato. È quando interpretiamo il passato che entrano in gioco il modo di spiegarlo e la narrazione». Da questa prospettiva, ciò che conta non è soltanto il modo in cui il passato viene raccontato, ma anche ciò che si decide di lasciare fuori dal racconto 26.
Sempre El País dedica spazio alla figura di Ernestina González, «bibliotecaria e attivista politica», ricostruendo la missione che la portò a New York nel 1936 per mobilitare l’opinione pubblica sul conflitto spagnolo e fare pressione affinché fosse revocato l’embargo sulle armi decretato dal presidente Roosevelt 27.
Alcune testate si sono interrogate sulle numerose assenze dei deputati della maggioranza all’inaugurazione, alla Camera, della targa in memoria di Giacomo Matteotti. Secondo Domani, quelle assenze rivelerebbero il legame ideale ancora forte di Fratelli d’Italia con il Ventennio, che «continua a fornire linfa vitale per le proprie coordinate politico-ideologiche». Sul Corriere della Sera, invece, la pubblicazione della copia anastatica del numero uscito dopo il ritrovamento del cadavere di Matteotti, il 16 agosto 1924, offre l’occasione per riflettere sul modo in cui quelle pagine informarono l’Italia della vicenda 28.
Sul Corriere della Sera viene preso in esame l’omicidio di Pasolini, ricostruendone le complesse vicende e richiamando la molteplicità delle ipotesi sulle cause della sua morte a Ostia, nell’autunno del 1975 29.
In occasione degli Internazionali d’Italia a Roma, il manifesto segnala la presenza di simboli legati al fascismo al Foro Italico e si interroga su che cosa possa essere inserito, in modo permanente o temporaneo, in un luogo così carico di storia, per garantire «la tenuta critica di una memoria» e favorire il dialogo con una cultura sportiva contemporanea più sensibile, inclusiva, giusta e antifascista 30.
Anniversari e scomparse
Il decennale della morte di Marco Pannella è occasione per numerosi omaggi e ricostruzioni del suo percorso politico, talvolta omettendo, in alcune testate, le battaglie più radicali. La Repubblica propone ritratti dell’uomo politico perlopiù incentrati su ricordi e aneddoti personali, insieme a una cronaca dei diversi eventi commemorativi, dalla cerimonia sotto la sua ex casa all’evento a Montecitorio 31. Anche Il Giornale dedica ampio spazio al ricordo, con articoli incentrati sulla personalità del leader radicale: da un lato lo descrive come il «tafano» della politica italiana, che «manca soprattutto alla destra» perché ne rappresenterebbe la «coscienza libertaria»; dall’altro ricorda quanto fosse «innamorato del popolo ebraico e di Israele» 32. Su Domani, Piero Ignazi, autore di Marco Pannella. La passione della politica (Viella), ripercorre le tappe della vita politica del leader radicale fin dagli anni giovanili, ricordandone le principali battaglie e le influenze a cui si aprì: antimilitarismo, nonviolenza, impegno internazionale, carceri, finanziamento pubblico ai partiti. La protesta contro la partitocrazia viene presentata come il filo rosso del suo percorso 33. Anche il manifesto ripercorre la vita e le battaglie di Pannella, molte delle quali, pur sembrando perdute, «continuano invece a riapparire, ostinate, nelle mani di nuove generazioni» 34.
Il 25 maggio, in occasione del trentennale della morte dello storico Renzo De Felice, su il manifesto Alessio Gagliardi torna sul suo lascito storiografico, oggi ampiamente discusso e in parte superato, e si interroga sul fascismo come fenomeno più complesso della sua sola dimensione politica35.
La stampa è tornata anche sulle celebrazioni organizzate dal Governo in occasione dell’anniversario della scomparsa di Giorgio Almirante. Su Domani, si ribadisce l’estraneità del MSI alla repubblica nata dalla Resistenza, ricordando l’adesione del futuro leader missino al fascismo e poi alla RSI 36.
Il 28 maggio ricorrevano i 52 anni dalla strage di Brescia: Davide Conti su Domani ricorda la matrice neofascista dell’attentato. Un altro articolo presenta invece la mostra con i reperti della strage alla Casa della Memoria di Brescia 37.
Il 22 maggio molte testate hanno salutato Carlo Petrini, ricordando il suo impegno politico nel PdUP negli anni Settanta, così come le sue battaglie per un’alimentazione sostenibile e locale – presentate dal Giornale come antesignane di un sovranismo alimentare oggi sottratto alla sinistra 38. La scomparsa di Edgar Morin, morto il 29 maggio, offre l’occasione per ricordare l’ex partigiano francese, filosofo e sociologo, e l’ampiezza di un’opera che ha attraversato discipline e temi diversi: storia delle religioni, biologia, ecologia, cultura di massa, pedagogia e politica 39.
Su diverse testate viene ricordata la figura del filosofo e intellettuale Gennaro Sasso, scomparso il 26 maggio all’età di 97 anni, e la sua capacità di muoversi tra discipline diverse: filosofia, storia, pensiero politico, letteratura e storia dell’arte, come si evince dal ricordo personale di Alessandra Tarquini 40.
Il 27 maggio ricorreva il decennale della scomparsa di Luigi Marra; il manifesto lo ricorda per il contributo «straordinario» dato alla lotta per la salute in fabbrica 41.
Su El País si ricordano i 25 anni dal ritiro delle truppe israeliane dal Libano il 25 maggio del 2000, ripercorrendo la contestazione del movimento pacifista israeliano delle “Donne in nero” 42.
Sempre il quotidiano spagnolo dedica spazio alla 76ª giornata dei tedeschi dei Sudeti, tenutasi a Brno e capace di suscitare in Cechia un acceso dibattito tra le diverse forze politiche. L’articolo ripercorre la storia dei tedeschi dei Sudeti dall’occupazione nazista iniziata nel 1938 ai decreti emanati dopo la fine della Seconda guerra mondiale, che portarono all’espulsione di circa tre milioni di persone. L’incontro annuale di sopravvissuti e discendenti viene presentato, in diverse testimonianze, come un gesto di riconciliazione 43.
Infine, sempre su El País, si ricorda la sceneggiatrice e regista Josefina Molina, una delle figure più influenti e rivoluzionarie della cultura spagnola contemporanea, morta il 30 maggio all’età di 89 anni 44.
Novità editoriali
Due volumi offrono l’occasione per tornare sulla storia del fascismo. La Repubblica riprende il dialogo tra Norberto Bobbio e Renzo De Felice, in occasione della sua ripubblicazione in Italiani, amici nemici (Garzanti), ricordando le divergenze che lo attraversano: dal significato della Resistenza al concetto di revisionismo, fino al rapporto tra i diversi totalitarismi. Domani approfondisce invece il dibattito sulle origini storiche del fascismo a partire dal libro di Sergio Luzzatto, Il primo fascista. Storia e leggenda di un precursore (Einaudi), dedicato alla figura di Antoine Manca, marchese di Morès (1858-1896). Il volume ricostruisce il suo intreccio di «populismo interclassista, virilismo militaresco, antiebraismo cospirazionista» e la sua aspirazione a riunire in un “faisceau”, un fascio, le forze restauratrici francesi. Luzzatto mostra inoltre come la sua biografia si collochi all’incrocio di diverse tendenze nazionaliste allora al loro apice, tra Stati Uniti, mondo coloniale e Francia 45.
Il Giornale dedica ampio spazio, nelle sue pagine culturali, alla “crisi dell’Occidente” a partire da due pubblicazioni. La prima è La Russia e l’Occidente (Adelphi), che raccoglie scritti di Fëdor Ivanovič Tjutčev: il volume offre alla testata l’occasione per ripercorrere la storia europea dal 1789 al 1848, identificando nella Rivoluzione francese e in Napoleone l’inizio della crisi della civiltà occidentale e nella Russia il principale baluardo del vecchio ordine europeo. La seconda è Il ritorno degli dèi forti (Liberilibri) di Russell R. Reno. Secondo l’autore, l’ordine nato dalla fine della Seconda guerra mondiale, fondato su pace, mercato aperto, commercio, democrazia e benessere, è stato il più capace di produrre sviluppo, scienza e ricchezza diffusa. Tuttavia, l’apertura elevata a dogma rappresenterebbe oggi una minaccia: per salvare la civiltà occidentale, occorrerebbe dunque tenere insieme conservatorismo dei valori e liberalismo 46.
Su Avvenire si ricorda don Francesco Bonifacio, parroco in Istria ucciso da guardie popolari jugoslave il 10 settembre 1946 perché considerato “nemico del popolo”, in occasione della pubblicazione del volume di Mario Ravalico, Francesco Bonifacio, vita e martirio di un uomo di Dio (Irci). La stessa testata torna sulla storia degli italiani di Istria, Fiume e Dalmazia attraverso il libro dell’antropologa slovena Katja Hrobat Virloget, Esodo. Il silenzio di chi resta (Bottega Errante), che raccoglie le voci di chi non scelse l’esodo e rimase, diventando «straniero a casa propria» 47.
Il Giornale dedica ampio spazio alla tesi dell’ultimo libro di Guido Andrea Pautasso, Alchimia e lotta armata. L’esoterismo e le Brigate Rosse (Bietti), secondo cui le BR avrebbero agito insieme a una setta esoterica, i Sacerdoti della Rivoluzione, «convinti di poter “trasmutare” la società attraverso un rito purificatore di sangue» 48. Domani recensisce invece il libro dello storico Enzo Ciconte, Storia dell’altra Italia (Laterza), dedicato al «composito fenomeno eversivo» – stragi e tentati golpe – che nel corso del Novecento si pose come nemico della Costituzione. L’autore adotta un approccio di «lunga durata», volto a costruire un «orizzonte di senso» per quei fatti 49.
Su Avvenire si parla del volume di Ernesto Preziosi, Università Cattolica e Chiese del Sud. Alle origini di un legame fecondo (Vita e Pensiero), dedicato alla storia dell’ateneo milanese e alla sua influenza nel Sud Italia attraverso i numerosi laureati tornati nelle loro diocesi di origine 50.
La Repubblica recensisce il volume Mao Zedong del regista e sinologo Sergio Basso (Rizzoli), che ripercorre la storia del leader cinese tra «geniali intuizioni e atroci errori», accompagnata da aneddoti e testimonianze 51.
Avvenire torna sulla storia dell’architettura e dell’urbanistica coloniale italiana a partire dal saggio di Mia Fuller, Una modernità apparente. L’architettura coloniale italiana dal Mediterraneo all’Africa orientale (Viella). L’autrice mostra come l’approccio degli architetti italiani passò da un’iniziale volontà di affermare prestigio e superiorità a un uso degli edifici e dell’organizzazione urbana fondato, dalla fine degli anni Trenta, su una logica di segregazione, volta a plasmare la «mentalità indigena» 52.
In occasione della pubblicazione del libro di Frances Stonor Saunders, La guerra fredda culturale (Fazi), Il Giornale propone una riflessione sulla guerra fredda culturale messa in atto in Europa dagli Stati Uniti per rispondere alla propaganda sovietica, tramite riviste e reclutamento dei «cervelli più brillanti del Novecento» 53.
Su Le Monde si parla del volume collettaneo La guerre d’Espagne. 1936-1939. La démocratie assassinée (Tallandier), che sostiene che la guerra civile sia stata il risultato «di attacchi controrivoluzionari e antidemocratici orchestrati con cura» 54. Lo stesso tema ricorre su El País a proposito di Al servicio de la democracia, volume curato dallo storico Ángel Viñas, pubblicato da Crítica e finanziato dal Ministero degli Affari esteri, al quale hanno contribuito tredici storici. Il libro analizza la guerra civile spagnola attraverso il ruolo delle ambasciate e dei consolati spagnoli, soffermandosi anche sui rapporti con l’Italia fascista 55.
La Repubblica presenta la raccolta delle lettere di Benedetto Croce pubblicata per Adelphi (Perdersi negli altri e nelle cose), che copre quasi settant’anni della vita del filosofo e lo mette in dialogo con i maggiori nomi della politica e della cultura europea 56.
Sul Corriere della Sera, partendo dal volume di prossima pubblicazione di Roberto Chiarini, Giuseppe Zanardelli. Una biografia politica (Istituto per la storia del Risorgimento italiano), viene ricostruita la figura di un protagonista dell’Italia liberale, poco propenso al compromesso, per approfondire il tema del trasformismo 57. Sempre sul Corriere della Sera viene recensito Il Principe e la Repubblica di Lorenzo Castellani e Gaetano Quagliariello (Luiss University Press), volume che ripercorre gli ottant’anni della Repubblica e sottolinea, in particolare a partire dal settennato di Pertini, il ruolo sempre più centrale assunto dal presidente della Repubblica 58. Ancora sul Corriere della Sera si trova la recensione di Rossobruni. Quando gli estremi si uniscono per colpire la democrazia (UTET) di Stefano Cappellini, che tenta di ricostruire la storia del cosiddetto rossobrunismo, dalla «nascita del “socialismo nazionale” e del fascismo di sinistra in Francia» alla sua «esportazione» in Italia, fino a oggi 59.
Il manifesto propone la recensione di Malvinas di Paolo Argentini e Giancarlo Feliziani (Il Millimetro), volume dedicato alla guerra delle isole Malvinas/Falkland e alla dittatura argentina 60. Sempre su il manifesto trova spazio anche una recensione de La grafica ritrovata. Le collane editoriali degli anni ’60 e ’70 nei mercatini dell’usato, di Stefano Rovai (Edizioni della Normale) che «tratta del disegno grafico delle nostre più importanti case editrici nell’arco di un ventennio» 61. Ancora da il manifesto, si segnala una lettura del volume di Omer Bartov, Nell’abisso. Dal sionismo al genocidio. La sconfitta morale di Israele (Laterza). Bartov sostiene che la violenza a Gaza assuma i caratteri di un genocidio e sia parte di una strategia deliberata. La sua riflessione muove dalla storia israeliana a partire da Ben Gurion, individuando in quella fase alcuni nodi originari, fino all’«abisso» odierno 62.
Su El País si segnala un’intervista a Johann Chapoutot sul suo libro Irresponsables (Alianza). Secondo Chapoutot, un ritorno del fascismo oggi non sarebbe inevitabile: come mostra il caso della Repubblica di Weimar, caduta per effetto di una decisione politica, anche le derive autoritarie dipendono da scelte precise e non da un destino già scritto 63.
Il Foglio recensisce Carlos lo sciacallo (Laterza) di Valentine Lomellini, volume dedicato a Carlos, al secolo Ilich Ramírez Sánchez, uno dei principali terroristi internazionali, e attento anche alle vittime «spesso rimosse» delle sue azioni criminali. Sempre sul Foglio si parla di Mafalda di Savoia. Il martirio di una principessa italiana (Cantagalli), di Gian Luca Barneschi, che ricostruisce le vicende «sfociate nel rapimento e nella deportazione di Mafalda di Savoia» 64. Sullo stesso quotidiano e sul Corriere della Sera si presenta, a proposito di legge elettorale, il libro di Peppino Calderisi, Storia di una riforma mai nata. Quarant’anni di vani tentativi per rinnovare le istituzioni (Rubbettino) 65.
Infine, sul Corriere della Sera troviamo la presentazione di una storia di Milano attraverso l’archivio dello stesso giornale: Gianni Santucci, Biografia di Milano. Strade e storie della città nascosta attraverso l’archivio del «Corriere della Sera» (Solferino) 66.
Note
1 Antonello Caporale, “Il capitalismo in coma, però bandiera rossa non tornerà”, il Fatto Quotidiano, 18/05/2026.
2 Massimo Fini, Trappola di Tucidide tra Cina e America, il Fatto Quotidiano, 20/05/2026.
3 Sabino Cassese, L’epoca degli imperi digitali, Il Foglio, 25/05/2026.
4 Anne Applebaum, Solo in Europa antichi rivali possono vivere in pace, e prosperi, Il Foglio, 20/05/2026.
5 Carlo Alberto Carnevale Maffé, Vizi e virtù di una grande enciclica, Il Foglio, 26/05/2026; Luca Kocci, L’umanità di Leone per disarmare il dominio dell’Ai, il manifesto, 26/05/2026.
6 Marco Travaglio, L’Italia tra la fame e il boogie-woogie, il Fatto Quotidiano, 19/05/2026; Marco Travaglio, De Gasperi fra Trieste e i calci di Togliatti, il Fatto Quotidiano, 21/05/2026; Marco Travaglio, Fame, mestieri strani e Uomo qualunque, il Fatto Quotidiano, 22/05/2026.
7 Ezio Mauro, L’Italia e il trionfo della Repubblica, la Repubblica, 27/05/2026; Natalia Aspesi, Cortellesi: “Ottant’anni fa il primo voto alle donne ma ancora tante ingiustizie, la Repubblica, 28/05/2026; Ottavio Ragone, Le donne della Repubblica. Il primo voto ci insegnò che c’è ancora un domani, la Repubblica, 31/05/2026; Patrizia Gabrielli, Così il suffragio universale fu l’atto fondativo della democrazia, la Repubblica, 31/05/2026; Antonio Carioti, Quando riuscirono a votare le donne italiane? E che c’entra Kate Sheppard?, Corriere della Sera, 28/05/2026; Patrizia Gabrielli, 1946: in cammino verso la parità. Il voto alle donne e la Repubblica, Corriere della Sera, 30/05/2026.
8 Giuliano Amato e Giovanni Tarli Barbieri, La profezia di Calamandrei sull’instabilità politica, la Repubblica, 22/05/2026.
9 Giuseppe Bedeschi, Le illusioni del Partito d’azione che finì strumento dei comunisti, Il Giornale, 22/05/2026.
10 Salvo Palazzolo, De Lucia: “Falcone un maestro ma la mafia è ancora viva, la politica cacci le mele marce”, la Repubblica, 23/05/2026.
11 Filippo Facci, Capaci, 34 anni dopo: Mafia-appalti la vera causa della morte di Falcone, Il Giornale, 23/05/2026; Lirio Abbate, Se Capaci parla ancora all’Italia, la Repubblica, 24/05/2026; Attilio Bolzoni, Gli avvoltoi su Palermo. Commemorare Falcone alla fiera dell’ipocrisia, Domani, 24/05/2026.
12Mattarella: «La strage di Capaci ha segnato la nostra storia», avvenire.it, 23/05/2026.
13Roberto Puglisi, Il corteo, le polemiche politiche e le intimidazioni allo Zen: così Palermo ha ricordato Falcone, avvenire.it, 23/05/2026; Salvo Palazzolo, Fischi dei manifestanti al corteo per Falcone, la sorella: basta scontri, la Repubblica, 24/05/2026; Antonella Mascali, Nordio (ri)perde la testa “Io sono come Falcone, rischiai la vita con le Br”, il Fatto Quotidiano, 24/05/2026.
14 Ermes Antonucci, Il ricordo di Falcone, Il Foglio, 23/05/2026.
15 Roberto Chiarini, La memoria monopolio di chi non voleva libertà dopo il fascismo, Il Giornale, 20/05/2026.
16 Aldo Cazzullo, La notte in cui D’Artagnan con Almiro salvò Ivrea, Corriere della Sera, 30/05/2026.
17 Stefania Ulivi, Cannes, lezioni di Storia, Corriere della Sera, 21/05/2026.
18 Teresa Marchesi, Un uomo di fronte al nazismo. Lo scontro di civiltà di Moulin, Domani, 18/05/2026; Jacques Mandelbaum, Laszlo Nemes fait revivre au plus près le supplice d’un héros de la Résistance, Le Monde, 19/05/2026; Alessandra De Luca, A Cannes storie di preti contro la guerra, ieri e oggi, avvenire.it, 20/05/2026; Jacques Mandelbaum, La représentation renouvelée de Vichy, Le Monde, 22/05/2026; Cristina Piccino, «Notre Salut», miserie di un conformista nella lingua della storia, il manifesto, 21/05/2026; Álex Vicente, En Cannes, la guerra vuelve con nuevas máscaras, El País, 23/05/2026.
19 Giulio Meotti, Alieni a Cannes, Il Foglio, 20/05/2026.
20 Elsa Conesa, Dan Diner: “Le retour de l’impérialisme russe replace l’Allemagne au centre de l’Europe”, Le Monde, 17-18/05/2026; Adriano Sofri, Israele come il Terzo Reich, ultimo stadio di un capovolgimento di senso, Il Foglio, 30/05/2026.
21 Roberto Della Seta, Anna Foa: «Dalle parole si passi ai fatti: il boicottaggio di Israele», il manifesto, 22/05/2026.
22 Gwenaëlle Lenoir, “Israele e gli Usa vogliono un Medio Oriente di tribù. In Libano una mini-Gaza”, il Fatto Quotidiano, 18/05/2026.
23 Jeremy D. Popkin, Les débats sur l’esclavage ont commencé bien avant la révolution française, Le Monde, 21/05/2026; Ana Lucia Araujo, Le temps des réparations pour l’esclavage et la colonisation est venu, Le Monde, 22/05/2026; Coumba Kane, Macron évoque la possibilité de “réparations” de l’esclavage, Le Monde, 23/05/2026.
24 Tommaso Greco, Quale origine per l’Europa, avvenire.it, 27/05/2026.
25 Pilar Bonet, Rusia impone la memoria de los verdugos del estalinismo, El País, 22/05/2026.
26 Elena Horrillo, Enseñar Historia del lado correcto, El País, 24/05/2026.
27 Anna Caballé, La bibliotecaria antifascista, El País, 30/05/2026.
28 Concetto Vecchio, Alla Camera targa per Matteotti, banchi vuoti nella maggioranza, la Repubblica, 28/05/2026; Matteo Marcelli, «Scranno 14, Matteotti»: all’intitolazione fanno discutere le assenze del centrodestra, avvenire.it, 27/05/2026; Piero Ignazi, La radice fascista, Meloni e il passato che non passa mai, Domani, 29/05/2026; Silvia Morosi, Matteotti muore e l’Italia svolta, Corriere della Sera, 27/05/2026.
29 Paolo Conti, Il delitto Pasolini. Un caso mai chiuso, Corriere della Sera, 19/05/2026.
30 Luca Vettori, Foro italico, estetica fascista e grandi eventi, il manifesto, 21/05/2026.
31 Francesco Merlo, L’eredità di Pannella il libertino timorato che a otto anni diventò radicale, la Repubblica, 18/05/2026; Concita Sannino, Preti, nemici, cittadini mille voci per Pannella a 10 anni dalla morte, la Repubblica, 20/05/2026.
32 Vittorio Macioce, Il “tafano” della politica che ha fatto del digiuno l’arma con cui battersi, Il Giornale, 18/05/2026; Filippo Facci, 10 anni senza Pannella. Il vizio di dire cose giuste sempre con troppo anticipo, Il Giornale, 19/05/2026; Hoara Borselli, intervista a Gaetano Quagliarello, «Lo conobbi a 15 anni. Era un grande eretico ma non un vero liberale», Il Giornale, 19/05/2026; Fiamma Nirenstein, Quel Pannella dimenticato che amava Israele, Il Giornale, 21/05/2026.
33 Piero Ignazi, L’assolutezza della nonviolenza. Così Pannella ha sconvolto la politica, Domani, 19/05/2026.
34 Raffaella Stacciarini, Pannella dieci anni dopo, l’incompiuto e la promessa, il manifesto, 19/05/2026.
35 Alessio Gagliardi, Renzo De Felice e le trascorse stagioni, il manifesto, 22/05/2026.
36 Davide Conti, «Il fascismo scritto in fronte» I discorsi da leader di Almirante che Meloni dovrebbe ricordare, Domani, 24/05/2026.
37 Davide Conti, Prima missini, poi stragisti. Anatomia di una bomba nera, Domani, 28/05/2026; Daniela Preziosi, Anche gli ombrelli possono raccontare silenzi e depistaggi, Domani, 28/05/2026.
38 Maurizio Crosetti, Addio a Carlo Petrini una vita per la terra nel segno di Slow Food, la Repubblica, 22/05/2026; Maurizio Crosetti, Tra i ragazzi di Petrini “Adesso vietato piangere la sua idea vivrà con noi”, la Repubblica, 23/05/2026; Michele Serra, Il rivoluzionario che ci ha insegnato l’umanità del pane, la Repubblica, 23/05/2026; Enrico Franceschini, Il re, il Papa e il contadino, così Carlin dalle Langhe si fece ambasciatore d’Italia, la Repubblica, 23/05/2026; Emilio Marrese, Guccini: “Quegli scherzi in stile Amici miei che faceva ai compagni”, la Repubblica, 23/05/2026; Ettore Boffano, Una storia buona, pulita e giusta: Carlin raccontato dal suo ufficio, il Fatto Quotidiano, 23/05/2026; Andrea Cuomo, Il “ciboluzionario” del sovranismo alimentare (slow), Il Giornale, 23/05/2026; Andrea Zaghi, Morto Carlin Petrini, fondatore di Slow Food. L’amicizia speciale con papa Francesco, avvenire.it, 22/05/2026; Marino Niola, Quella laurea honoris causa per idee che sopravviveranno, la Repubblica, 24/05/2026; Francesco Buscemi, La vita lenta di Petrini. Così ha usato il cibo per cambiare il mondo, Domani, 24/05/2026.
39 Daniele Zappalà, Addio al filosofo Edgar Morin, il maestro della complessità, avvenire.it, 30/05/2026; Anna Granata, Edgar Morin, un eterno curioso ostinato della speranza, avvenire.it, 31/05/2026; Mariano Croce, Contro la semplificazione. Addio al maestro Morin, Domani, 31/05/2026; Mauro Ceruti, L’umanista globale, Corriere della Sera, 31/05/2026; Antonio Carioti, Il sociologo dei due secoli che rischiò di non nascere, Corriere della Sera, 31/05/2026; Stefano Montefiori, «Capiva in anticipo, anche il rock», Corriere della Sera, 31/05/2026; Roberto Della Seta, Una mente tonica della resistenza, il manifesto, 31/05/2026; Roberto Della Seta, «Era un uomo che aveva il sentimento poetico della vita», il manifesto, 31/05/2026; Daniel Verdù, Edgar Morin, filósofo clave del siglo XX, El País, 31/05/2026; Sami Naïr, Un hombre justo, El País, 31/05/2026.
40 Alessandra Tarquini, Ci ha insegnato a chiederci perché, Corriere della Sera, 27/05/2026; Antonio Carioti, Gennaro Sasso, pensiero libero, Corriere della Sera, 27/05/2026; Stefano Petrucciani, Gennaro Sasso, nel protagonismo della filosofia italiana, il manifesto, 27/05/2026; Giuliano Ferrara, Gennaro Sasso, Il Foglio, 27/05/2026; Adriano Sofri, Cimento e fedeltà di una conversazione lunga una vita con Machiavelli, Il Foglio, 27/05/2026.
41 Il sapere di Luigi Marra, il manifesto, 27/05/2026.
42 Javier Martín, Madres y Ataúdes, El País, 20/05/2026.
43 David Granda, El lejano eco de la ocupación nazi resuena en Chequia, El País, 26/05/2026.
44 Gregorio Belinchón, Muere Josefina Molina, pionera del cine español, a los 89 años, El País, 31/05/2026.
45 Roberto Esposito, Bobbio e De Felice, il dialogo infinito, la Repubblica, 24/05/2026; Simon Levis Sullam, Luzzatto e il primo fascista. Storia di un precursore, di Mussolini (e di Trump), Domani, 26/05/2026.
46 Stenio Solinas, La crisi dell’Occidente e il grande impero russo, Il Giornale, 23/05/2026; Nicola Porro, Coniugare liberalismo e conservatorismo per salvare l’Occidente, Il Giornale, 24/05/2026.
47 Licia Bellaspiga, Istria: il “cold case” del sacerdote martire Bonifacio, avvenire.it, 28/05/2026; Lucia Bellaspiga, Esodo giuliano: «I rimasti in Slovenia, stranieri a casa loro», avvenire.it, 29/05/2026.
48 Luigi Mascheroni, Spiriti, pentacoli e P38, il filo rosso che lega le BR all’esoterismo, il Giornale, 25/05/2026.
49 Davide Conti, Il secolo feroce. Il filo nerissimo delle stragi italiane, Domani, 29/05/2026.
50 Enrico Lenzi, L’Università Cattolica e le Chiese del Sud. Cento anni di un «legame nazionale», avvenire.it, 19/05/2026.
51 Gianluca Modolo, A cinquant’anni dalla morte tutto quel che resta di Mao, la Repubblica, 23/05/2026.
52 Gianni Santamaria, Da vetrina e dominio: così il fascismo riplasmò le città nelle colonie, avvenire.it, 23/05/2026.
53 Matteo Sacchi, Lanciare le idee «giuste» come fossero atomiche, Il Giornale, 24/05/2026.
54 André Loez, La guerre d’Espagne, sans simplifications mémorielles, Le Monde, 22/05/2026.
55 Natalia Junquera, Héroes y traidores: los secretos del servicio exterior durante la Guerra Civil, El País, 28/05/2026.
56 Roberto Esposito, Quando Croce rispose alla ragazzina Ginzburg, la Repubblica, 30/05/2026.
57 Paolo Mieli, Zanardelli, il nemico del trasformismo, Corriere della Sera, 19/05/2026.
58 Antonio Carioti, Italia, Repubblica del Principe, Corriere della Sera, 21/05/2026.
59 Aldo Cazzullo, Il fronte del «rossobrunismo», Corriere della Sera, 22/05/2026.
60 Flaviano De Luca, Paura, fame e solitudine nel diario di un soldato, il manifesto, 19/05/2026.
61 Maurizio Giufrè, La grafica democratica che rivive nei mercatini, il manifesto, 24/05/2026.
62 Girolamo De Michele, Israele e il punto di precipitazione, il manifesto, 28/05/2026.
63 Álex Vicente, “El regreso del fascismo no es inevitable, como tampoco lo fue el nazismo”, El País, 26/05/2026.
64 Una fogliata di libri, Il Foglio, 27/05/2026.
65 Francesco Gottardi, Il libro di Calderisi, Il Foglio, 29/05/2026; Marco Galluzzo, La «riforma mai nata» e i mali del sistema italiano, Corriere della Sera, 31/05/2026.
66 Pier Luigi Vercesi, Milano ci parla. Ascoltiamo, Corriere della Sera, 30/05/2026.
