Stampa estera: El País (ES), The Guardian (UK)
Nel periodo compreso tra il 26 gennaio e l’8 febbraio i principali temi trattati sui quotidiani nazionali e internazionali sono stati l’assassinio a Minneapolis dell’infermiere Alex Pretti, l’operato dell’ICE (Immigration and Customs Enforcement) e le politiche di Trump; il Giorno della Memoria del 27 gennaio; lo scontro politico sul referendum per la riforma della giustizia; il corteo di Torino contro lo sgombero di Askatasuna e gli scontri di piazza; le vicende relative al caso Epstein; l’apertura dei Giochi Olimpici invernali Milano-Cortina, tra cerimonie inaugurali e proteste. Infine, va segnalata sulla stampa iberica l’attenzione per il provvedimento governativo di regolarizzazione di circa 500mila migranti già presenti sul territorio spagnolo.
Il Giorno della Memoria: tra ricordo e attualità
Nella settimana del Giorno della Memoria sono stati molti gli articoli dedicati alla ricorrenza. La maggior parte di questi si è come di consueto legata anche a questioni d’attualità: Gaza e le iniziative a sostegno della causa palestinese 1, considerate da molti come irrispettose e volte a deformare il significato storico del 27 gennaio, e la diatriba interna al PD sul disegno di legge contro l’antisemitismo 2, argomento che a sua volta ha suscitato molteplici riflessioni. Le sorelle Bucci, internate prima nella Risiera di San Sabba, poi trasferite ad Auschwitz-Birkenau, parlano di «genocidio» in riferimento a Gaza, un orrore però differente da quello del popolo ebraico e spiegano come l’antisemitismo non sia mai morto 3. Della stessa opinione è la scrittrice italo-ungherese Edith Bruck, «nauseata» da coloro che paragonano Israele ai nazisti 4; la sopravvissuta di origine polacca Tova Friedman, davanti al Parlamento tedesco, denuncia invece il dilagare dell’antisemitismo 5. Ricordando l’ingresso ad Auschwitz da parte dell’Armata Rossa, Tomaso Montanari riflette sulla legge che ha istituito il Giorno della Memoria, sulle persone cui è dedicata e sulle responsabilità italiane. Si tratta a suo avviso di un’occasione riservata «a un esercizio pubblico e solenne della memoria, cioè alla costruzione di un giudizio collettivo del passato che impedisce che qualcosa di analogo torni ad accadere» 6 e per questo sottolinea l’errore di non citare Gaza nelle cerimonie ufficiali.
Altri giornali hanno dato spazio alle iniziative in programma per il Giorno della Memoria: le celebrazioni al Quirinale con Sergio Mattarella che ricorda l’ingresso dell’Armata Rossa ad Auschwitz 7; Liliana Segre che esorta a non usare Gaza «contro» il Giorno della Memoria 8; Giorgia Meloni, che condanna le responsabilità fasciste nelle persecuzioni e deportazioni 9; l’open day presso il Memoriale della Shoah dove si trovava il Binario 21 a Milano, da cui – dal 1943 – partivano i treni dei deportati 10; le iniziative presso gli Archivi di Stato italiani 11; la pietra di inciampo dedicata a Enrico Paolini, internato militare e deportato nel lager nazista di Forellkrug perché rifiutatosi di aderire alla Repubblica di Salò12; la mostra presso il Museo ebraico di Bologna Gerarchi in fuga: dove scapparono i nazisti, chi li aiutò e chi li accolse13.
Sempre riguardo alla memoria della Shoah, in un articolo sul Fatto Quotidiano, la storica Anna Foa spiega come gli italiani non avvertano il senso di colpa al pari dei tedeschi, «nonostante la gravità della Shoah italiana, portata avanti in particolare dalla Repubblica di Salò» 14, mentre per il manifesto gli stessi italiani non avrebbero fatto i conti con il proprio passato, rimuovendo la deportazione, le leggi razziali e riproponendo «il mito del bravo italiano» 15.
Più in generale, si assiste a un dibattito che riflette sulla funzione e sull’utilità di una giornata che, invece di unificare, diviene occasione di scontro politico nella più tipica dimensione dell’uso pubblico della storia. Se per David Parenzo il Giorno della Memoria sarebbe addirittura da «abolire», Simon Levis Sullam ragiona sui motivi di forza e di debolezza della ricorrenza, debolezza dovuta principalmente alla rimozione delle responsabilità del fascismo 16. Sulla falsariga di questo ragionamento si posizionano anche altri commenti, come quello di Michela Ponzani, che su la Repubblica ribadisce il dovere di ricordare come forma di resistenza 17. Infine, è da segnalare la relazione tra Giorno della Memoria (e occasioni similari) e didattica scolastica, come suggerisce Christian Raimo in un articolo sul Domani 18.
Democrazia liberale e “civiltà occidentale”
Alcuni quotidiani, in merito alle politiche interne ed estere di Donald Trump, da tempo insistono con una serie di riflessioni sulla democrazia liberale – che dopo il 1989 appariva quale forma politica destinata ad affermarsi, mentre «oggi lo scenario appare capovolto» 19. Per lo storico Marco Bassani, autore del libro Occidente contro Occidente. Elegia prima del trionfo, «le stesse società di matrice europea sono spesso prigioniere di follie genderiste ed ecologiste» 20. Anche su queste tematiche, sono diversi i parallelismi che tentano di interpretare il presente attraverso la lezione del passato. Per lo storico americano Arthur Herman, infatti, gli Stati Uniti si troverebbero in una fase in cui un unico grande potere domina il globo – il riferimento è alla teoria novecentesca del Grande Uomo – per cui gli eventi umani «sono determinati dall’azione di personalità eccezionali» 21. Riguardo alle decisioni di Trump sul parziale ritiro dell’ICE da Minneapolis, Mario Ricciardi su il manifesto propone invece un parallelo con l’omicidio Matteotti: «anche Mussolini nelle ore immediatamente seguenti alla scomparsa di Matteotti si premurò di dire in parlamento che si augurava che il deputato socialista facesse presto ritorno al suo posto» 22. Thomas Weber, docente di Storia e Affari internazionali all’Università di Aberdeen, rispondendo alla domanda su chi sia Donald Trump, sottolinea come questi non sia un fascista e sia diverso da Hitler per il suo «totale rifiuto di collettivismo e statalismo» 23, bensì un uomo che punta su forza, potere, intimidazioni e minacce.
Sulla stampa italiana e internazionale è forte dunque la spinta a riflettere sui caratteri della democrazia liberale, sui pericoli autoritari, sugli evidenti processi di indebolimento della democrazia causati anche dal rapporto col traumatico Novecento che tende a sfibrarsi, a distanziarsi, a perdere aderenza. E se per il caso italiano i paragoni col fascismo sono quotidiani, nel contesto spagnolo è la guerra civile del 1936-39 il termine di paragone. Diversi articoli infatti si focalizzano sulla perdita di memoria, sulla storia della guerra civile e del franchismo come «campo minato» di una «battaglia culturale» ancora e sempre in corso. E in particolare, la scomparsa dei testimoni diretti, invece di favorire studi e interpretazioni più distaccate, sembrerebbe provocare l’effetto opposto, quello di un distanziamento con le vicende del Novecento, un distanziamento che diviene incomprensione e disinteresse 24. In tal senso vanno anche visti i riferimenti alla pubblicazione, da parte di Adelphi, dell’epistolario tra Stefan Zweig e Joseph Roth, simbolicamente esempio di una riflessione tra due intellettuali che vedevano incombere la tragedia della Seconda guerra mondiale senza strumenti per porvi freno 25; stesso discorso può farsi per la notizia della pubblicazione, in Francia, dei diari di Jacques Maritain 26.
Violenze di piazza e “anni di piombo”
Gli scontri del 31 gennaio a Torino hanno prodotto il consueto richiamo della politica al “rischio anni di piombo”, al ritorno del terrorismo, alle Brigate Rosse e agli attentati dinamitardi. Sulla scorta di questo uso dei riferimenti storici – gli Autonomi negli anni Settanta e Ottanta e i Black Bloc 27 –, si è sviluppato un certo dibattito sui quotidiani, che ha impegnato anche alcuni storici, spinti a puntualizzare soprattutto le enormi differenze tra il presente e il passato evocato. È così per Agostino Giovagnoli, che su Avvenire ribadisce la natura incommensurabile degli eventi, tra loro paragonati solo in funzione politica 28. Ma un certo “disagio storico” è stato trasversale 29. Altri storici hanno “colto” l’occasione polemica per affermare la storica trasversalità delle violenze di piazza, come Davide Conti, che ha ricordato la partecipazione dell’attuale Presidente del Senato Ignazio La Russa a una manifestazione neofascista del 1973, in cui morì l’agente di polizia Antonio Marino 30. Infine, sempre sul dibattito suscitato dalle violenze di piazza e dai recenti provvedimenti legislativi del Governo, su la Repubblica Marco Mondini interviene ricordando il disegnatore Giuseppe Scalarini e, da quel profilo, prende spunto per riflettere sulle leggi di pubblica sicurezza, sulla loro torsione repressiva e sui rischi che essa comporta per la tenuta democratica del Paese 31.
I “cecchini del weekend” e le guerre jugoslave
A trent’anni dalla fine dell’assedio di Sarajevo 32, la guerra in Bosnia torna all’attenzione della cronaca per i primi indagati per la vicenda dei “safari umani” e dei “cecchini del weekend” che «pagavano per andare ad uccidere, anche donne, anziani e bambini nella Sarajevo assediata dai serbo-bosniaci tra il ’92 e il ’95» 33. Un ex agente dell’intelligence bosniaca ha rivelato che all’epoca alcuni suoi colleghi avrebbero dato al Sismi informazioni sui “tiratori” che partendo da Trieste raggiungevano Sarajevo 34. La guerra in Bosnia è stata ricordata anche parlando dei Giochi olimpici invernali Milano-Cortina, per i quali – come di consueto ispirandosi all’antica tradizione greca dell’«Ekecheiria» (Trattenere la mano/Sospendere le ostilità) – l’ONU ha inutilmente chiesto sette settimane di stop per i conflitti bellici di tutto il mondo, un fatto che «accadde solo a Lillehammer ’94, quando bruciava la Bosnia e durante l’inaugurazione fu concessa una tregua a Sarajevo» 35. Anche il Fatto Quotidiano racconta di guerre jugoslave, in questo caso in riferimento al tennista Djokovic, tra allenamenti «mentre 13 paesi della NATO, dagli Stati Uniti all’Italia, passando per Francia, Inghilterra, Spagna, Germania bombardano per 78 giorni il cuore dell’Europa infischiandosene del veto ONU» 36, rivendicazioni del suo legame con il Kosovo e critiche al governo Vucic.
Libri, spettacoli e convegni
Nella settimana del Giorno della Memoria sono usciti in libreria i seguenti titoli: Sull’antisemitismo (Einaudi) dello storico Mark Mazower che «spiega i passaggi in cui il pregiudizio teologico si è trasformato in un’ideologia politica totalizzante, infiltrata nelle piaghe della modernità» 37, Miracolo ad Auschwitz (Newton Compton) del giornalista Michael Calvin e del rabbino Naftali Schiff, che ricostruisce «il modo […] con cui una cinquantina di giovani tra i 13 e i 17 anni riuscirono a sfuggire alla morte nell’ottobre del 1944 dopo che le SS li avevano scortati dalle baracche del Blocco 11 di Auschwitz al crematorio 5» 38. Nei cinema è uscito invece il film La scomparsa di Josef Mengele, del regista russo Kiril Serebrennikov 39.
Novità editoriali sul periodo fascista: per i cento anni della scomparsa di Piero Gobetti – a cui il Corriere della Sera dedica un articolo sulla sua partenza verso la Francia dopo l’ultimo pestaggio da parte degli squadristi 40 – La democrazia da fare (Einaudi), a cura dello storico delle idee Pietro Polito 41; Il primo fascista (Einaudi) di Sergio Luzzatto, biografia sul marchese di Morès, morto quando Mussolini aveva tredici anni, ma a cui si deve, secondo l’autore che riprende la tesi sostenuta dallo storico israeliano Zeev Sternhell, «un’impostazione nazional-populista, fondata sull’appello alla riscossa dei ceti umili contro gli intrighi veri o presunti della finanza, naturalmente “giudaica”» 42; le biografie parallele di Mussolini e Hitler in Il traditore. La vera storia di due dittatori e un patto costruito sull’inganno (UTET), di Angelo Polimeno Bottai, nipote di Giuseppe Bottai43; L’uomo che sfidò Mussolini. Giovanni Amendola, antifascista liberale di Antonio Carioti (Laterza) 44, tessitore della secessione dell’Aventino.
Su altri temi: La Repubblica di Caporetto (La Libreria Editrice), di Zdravko Likar, un’esperienza breve di repubblica partigiana 45; riflessione sulla storiografia in Giuseppe Giarrizzo. Attualità di un Maestro (con uno scritto di Maurice Aymard e l’Autobiografia di un vecchio storico, Giuseppe Maimone Editore) dello storico Enrico Iachello 46; Porzûs 1945, prove di Gladio sul confine orientale (Edizioni KappaVu) di Alessandra Kersevan, scritto con l’obiettivo «di contrastare la propaganda con cui la destra ha trasformato l’eccidio del Friuli orientale in una sentenza politica» attraverso la ricerca 47; La roccia di Ventotene. Storia di un manifesto antisovranista (Einaudi) di Gianluca Passarelli, una ricostruzione «delle teorie federaliste messe a punto da Altiero Spinelli e Ernesto Rossi durante il loro periodo di reclusione a Ventotene» 48; Novanta (Einaudi) di Valerio Mattioli, un libro che indaga sul ruolo dei centri sociali italiani negli anni ‘90, un laboratorio di linguaggi e immaginari radicali 49; in uscita nel prossimo novembre la raccolta di scritti, Unbroken: In Pursuit of Freedom for Palestine (Penguin), del leader palestinese incarcerato Marwan Barghouti per ripercorrere tre decenni di vita politica 50. Infine, una serie di convegni e incontri: Violenza, istituzioni e società nel Mezzogiorno contemporaneo, organizzato a Fisciano (Salerno) dal dipartimento di studi umanistici dell’Università di Salerno 51; per gli ottanta anni dalla nascita della Repubblica Dalla Monarchia alla Repubblica, giugno 1946 52; una serie di incontri sul Risorgimento: il primo Risorgimento a Roma con la storica Marina Formica, due presso l’Archivio storico capitolino, uno con Mario Di Napoli e infine quello con Paola Salvatori sull’uso di Garibaldi sotto il fascismo 53.
Varie
Sono recentemente scomparsi gli storici David Abulafia 54 e Laura Fontana, quest’ultima autrice di diversi saggi sull’Olocausto, tra cui: Fotografare la Shoah. Comprendere le immagini della distruzione degli ebrei (Einaudi, 2025) e Gli italiani ad Auschwitz (1943-1945). Deportazione, Soluzione finale, Lavoro forzato. Un mosaico di vittime (Einaudi, 2021) 55. Su Il Giornale è stato criticato il manuale La Storia 3 curato da Alessandro Barbero, Chiara Frugoni e Carla Sclarandis perché, spiegando il 7 ottobre, si parla di attacco contro «insediamenti di coloni israeliani, con […] l’incursione di molti miliziani» 56. Secondo l’articolo le vittime, infatti, non sarebbero coloni e i miliziani dovrebbero essere chiamati terroristi; Zanichelli ha riconosciuto l’errore e ha annunciato una correzione nelle future edizioni 57. Un video amatoriale potrebbe riaprire il caso dell’omicidio del presidente John F. Kennedy del novembre 1963, coinvolgendo un secondo cecchino, oltre all’assassino Lee Harvey Oswald 58. Allo scadere del trattato sulla limitazione delle testate nucleari strategiche tra Russia e Stati Uniti, Paolo Valentino sul Corriere della Sera ripercorre in breve i precedenti accordi, partendo dal primo del 26 maggio 1972, il SALT (Strategic Arms Limitation Talks), firmato tra Richard Nixon e Leonid Brezhnev 59. Infine, in vista del Giorno del Ricordo, uno speciale di Rai1, Dalle foibe all’esodo, un dramma italiano, raccoglie le testimonianze dei figli delle vittime delle foibe e degli esuli, insieme con la ricostruzione dello storico Raoul Pupo 60. Segnaliamo infine una ricerca realizzata nell’Istria slovena da Katja Hrobat Virloget, dell’Università di Koper, sugli italiani che, per diverse ragioni, rimasero a vivere nella Jugoslavia di Tito 61.
Note
1 Francesco Giubilei, I pro Pal «occupano» la Shoah. PD frantumato dai fanatici, Il Giornale, 26/01/2026; Domenico Di Sanzo, Ci mancava pure la petizione per liberare Hannoun. Prima firma Ovadia, Il Giornale, 26/01/2026; Alberto Giannoni, I «buoni» antisemiti e la Giornata rubata, Il Giornale, 26/01/2026; Domenico Di Sanzo, La Shoah tormenta il Nazareno. Bersagliati i riformisti dem, Il Giornale, 27/01/2026; Francesco Giubilei, L’oltraggio agli ebrei tra svastiche, sit-in con accuse di genocidio e inni all’Unione Sovietica di Stalin, Il Giornale, 28/01/2026.
2 Adriana Logroscino, Legge sull’antisemitismo. Delrio spacca il PD e tratta con Gasparri, Corriere della Sera, 27/01/2026; Wanda Marra, La comunità ebraica vuole sanzione penali, il Fatto Quotidiano, 27/01/2026; Andrea Carugati, Delrio-Gasparri, la strana coppia che piace a Tel Aviv, il manifesto, 27/01/2026; Roberto Della Seta, Il filosemitismo come alibi per altri razzismi, il manifesto, 28/01/2026; Antisemitismo, la destra impone il ddl della Lega, il manifesto, 28/01/2026.
3 Paolo Conti, Andra Bucci, scampata alla Shoah. “L’antisemitismo non è mai morto”, Corriere della Sera, 26/01/2026.
4 Alberto Giannoni, “L’odio non finisce. E mi dà la nausea la sinistra che ora demonizza Israele”, Il Giornale, 27/01/2026.
5 Kate Connolly, Survivors of Auschwitz commemorate 81 years since liberation, The Guardian, 28/01/2026.
6 Tomaso Montanari, C’è il Giorno della Memoria, non dimentichiamoci di Gaza, il Fatto Quotidiano, 26/01/2026.
7 Fabrizio Caccia, Dal Quirinale al «Binario 21». L’Italia ricorda l’Olocausto, Corriere della Sera, 27/01/2026.
8 Liliana Segre «Non si può usare Gaza per oscurare questo momento di ricordo», Corriere della Sera, 28/01/2026; Massimiliano Scali, Segre: «Non va usata Gaza contro questa giornata». L’abbraccio di Mattarella, Il Giornale 28/01/2026.
9 Alberto Signore, Meloni: “Pagina buia e fascismo complice”. E per la prima volta la sinistra non attacca, Il Giornale, 28/01/2026.
10 Fabrizio Caccia, Dal Quirinale al «Binario 21». L’Italia ricorda l’Olocausto, Corriere della Sera, 27/01/2026.
11 Foto, diari e testimonianze, il manifesto, 27/01/2026.
12 «La pietra di inciampo per Enrico Paolini», Corriere della Sera, 03/02/2026.
13 Matteo Sacchi, I nazisti in fuga che furono accolti nei Paesi arabi nemici di Israele, Il Giornale, 31/01/2026.
14 Luca De Carolis, “La memoria serve ancora. Bibi rafforza l’antisemitismo”, il Fatto Quotidiano, 27/01/2026.
15 Lia Tagliacozzo, Gli strumenti per interrogare la complessità della Storia, il manifesto, 27/01/2026.
16 David Parenzo, Ragioni schiette per abolire il Giorno della memoria, Il Foglio, 26/01/2026; Simon Levis Sullam, Dai rimossi alle responsabilità delle istituzioni: forza e debolezza nel Giorno della memoria, Domani, 26/01/2026.
17 Michela Ponzani, Perché ricordare è una forma di resistenza, la Repubblica, 27/01/2026. Cfr. anche Enrico Acciai, Oltre frasi vuote e stanchezza. Come celebrare a dovere il Giorno della memoria, Domani, 27/01/2026; Gabriele Nissim, Noi, che ricordiamo i Giusti. Solo la memoria del bene può salvarci dall’odio, avvenire.it, 27/01/2026; Paolo Ferrario, “Vi spiego perché l’antisemitismo ci riguarda tutti”, avvenire.it, 27/01/2026; Giovanni Maria Flick, La Shoah e il dovere di non dimenticare, avvenire.it, 27/01/2026; Francesco Bei, intervista a Giordano Bruno Guerri: “Mussolini seguì Hitler per accostarsi al modello tedesco”, la Repubblica, 28/01/2026.
18 Christian Raimo, Senza leggi razziali. Quello di Valditara è il Giorno dell’amnesia, Domani, 27/01/2026.
19 Mauro Magatti, La democrazia sotto assedio, Corriere della Sera, 29/01/2026.
20 Carlo Lottieri, Occidente, il declino può attendere, Il Giornale, 30/01/2026.
21 Danilo Taino, Uomini forti, ma non grandi, Corriere della Sera, 29/01/2026.
22 Mario Ricciardi, La resistenza urbana e la lezione dell’Aventino, il manifesto, 29/01/2026.
23 Paolo Lepri, Lo storico Weber spiega chi è Donald Trump, Corriere della Sera, 31/01/2026.
24 Sergio C. Fanjul, La Guerra Civil, inacabable campo de minas en la batalla cultural, El País, 27/01/2026; Paco Cerdà, Paseos por una guerra antigua, El País, 2/02/2026; Aurora Nacarino-Bravo, Venezuela, España y las lecciones de la Transición, El País, 03/02/2026.
25 Marco Archetti, Roth e Zweig tra le ombre della storia che alla fine inghiottiranno entrambi, Il Foglio, 06/02/2026; Mariano Croce, Fragili di fronte alla catastrofe. Le lettere tra Zweig e Roth, avvenire.it, 06/02/2026.
26 Lorenzo Fazzini, I diari di guerra di Maritain: “Hitler non trionferà”, avvenire.it, 01/02/2026.
27 Paolo Guzzanti, Quel falso mito dei cortei pacifisti. Sessant’anni di bugie e guerriglia, Il Giornale, 08/02/2026.
28 Agostino Giovagnoli, L’Ice, gli Anni di piombo e i paragoni non fondati, avvenire.it, 5/02/2026.
29 Alice Valeria Oliveri, La storia non è una fiction. Lasciamo stare gli anni Settanta, Domani, 07/02/2026.
30 Davide Conti, La Russa dà lezioni dal pulpito sbagliato. Quel “giovedì nero” di Ignazio Benito, Domani, 07/02/2026.
31 Marco Mondini, Quelle leggi anti democratiche, la Repubblica, 05/02/2026.
32 Felice Manti, Cecchini italiani sui civili inermi a Sarajevo. La pista che porta a un chirurgo milanese, Il Giornale, 06/02/2026.
33 Davide Milosa, I “cecchini del weekend” a Sarajevo: primo indagato a Milano. È un 80enne neofascista, il Fatto Quotidiano, 05/02/2026.
34 Giuseppe Guastella, Cecchini italiani a Sarajevo, c’è il primo indagato, Corriere della Sera, 05/02/2026.
35 Francesco Battistini, Quando a sorpresa a Sarajevo le armi tacquero, Corriere della Sera, 02/02/2026.
36 Pino Corrias, Nole palleggiava nel bunker mentre Belgrado bruciava, il Fatto Quotidiano, 04/02/2026.
37 Igino Domanin, Ecco perché è difficile riconoscere le nuove forme di antisemitismo, Il Giornale, 06/02/2026.
38 Guido Caldiron, Il ricordo dell’orrore è anche una sfida narrativa per legare le generazioni, il manifesto, 27/01/2026.
39 Cristina Piccino, «La scomparsa di Josef Mengel», nazismo formato noir, il manifesto, 29/01/2026.
40 Pier Luigi Vercesi, L’ultima nevicata di Gobetti, Corriere della Sera, 28/01/2026.
41 Il libro sulla democrazia e uno spettacolo, Corriere della Sera, 28/01/2026.
42 Sergio Luzzatto, Sangue sardo, guerriero fin da piccolo, Corriere della sera, 01/02/2026.
43 Alessandro Arachi, «Mio nonno votò contro il Duce ma fu Mussolini il primo a tradire. Aggiunsi il suo cognome al mio dopo la morte dello zio Bruno», Corriere della Sera, 02/02/2026.
44 Paolo Mieli, Così l’idea liberale divenne antifascista, Corriere della Sera, 2/02/2026.
45 Marc Tibaldi, Il racconto della Repubblica partigiana di Caporetto, il manifesto, 29/01/2026.
46 Giancristiano Desiderio, Il senso civile dello storico secondo Giarrizzo, Corriere della Sera, 01/02/2026.
47 Gabriele Polo, Porzûs, alle radici di un eccidio, il manifesto, 04/02/2026.
48 Benedetta Barone, Un Manifesto dal confino per superare i nazionalismi, il manifesto, 04/02/2026.
49 Giuliano Santoro, Centri sociali, controstoria culturale e spazi politici, il manifesto, 08/02/2026.
50 Emma Loffhagen, Book by Israeli-held Palestinian leader to be published, The Guardian, 04/02/2026.
51 La violenza del Sud dal 1794 in un seminario, Corriere della Sera, 2/02/2026.
52 Paolo Foschini, Il 2 giugno 1946 spiegato ai ragazzi: «il popolo non è massa», Corriere della Sera, 02/02/2026.
53 Quattro incontri sul Risorgimento da lunedì 9, Corriere della Sera, 07/02/2026.
54 Amedeo Feniello, David Abulafia. Addio allo storico del Mediterraneo, Corriere della Sera, 27/01/2026; Raffaella De Santis, Addio Abulafia da Federico II al Mediterraneo, la Repubblica, 27/02/2026.
55 Frediano Sessi, Laura Fontana, addio alla storica della Shoah, Corriere della Sera, 31/01/2026.
56 Alberto Giannoni, Barbero scivola sul 7 Ottobre: «Attacco a insediamenti di coloni», Il Giornale, 29/01/2026.
57 L’editore riconosce l’errore del manuale di Alessandro Barbero, Il Giornale, 30/01/2026.
58 Valeria Robecco, L’eterno mistero di JFK: un filmino amatoriale può riaprire il caso, Il Giornale, 03/02/2026; Massimo Basile, Un film dimenticato riaccende il mistero sull’assassinio di Jfk, la Repubblica, 04/02/2026.
59 Paolo Valentino, Scade il trattato sulle armi nucleari. Trump: «ne serve uno migliore», Corriere della Sera, 06/02/2026.
60 Stasera su Rai1. Dalle foibe all’esodo, uno speciale ricorda le vittime dimenticate, Corriere della Sera, 08/02/2026.
61 Antonio Carioti, I ‘rimasti’, estranei in casa propria, Corriere della Sera, 07/02/2026.
