Stampa estera: El País (ES), The Guardian (UK)
Nelle due settimane oggetto della rassegna stampa, le pagine dei quotidiani sono state occupate dalla guerra tra Usa, Israele e Iran, con i colloqui di pace in Pakistan, la tregua e la possibile riapertura dello stretto di Hormuz. Sul fronte europeo, le elezioni in Ungheria hanno riaperto la partita politica interna e i rapporti con l’Unione europea. Al centro dei quotidiani italiani ci sono stati gli aggiornamenti dell’inchiesta Hydra, portata avanti dalla Direzione Antimafia della Procura di Milano. I giornali nazionali si sono poi occupati dei danni del maltempo tra Abruzzo, Molise e Puglia e della frana di Petacciato, che ha causato la chiusura temporanea dell’autostrada e della ferrovia Adriatica.
Ordine (e disordine) globale
Partendo dalle dichiarazioni sempre più aggressive di Trump verso l’Iran, che hanno allarmato anche parte dei repubblicani e riaperto il dibattito sull’eventuale ricorso al 25° emendamento, un articolo di Enrico Franceschini su la Repubblica ripercorre la storia della cosiddetta madman theory: la strategia di chi, al potere, simula o esibisce irrazionalità per intimidire gli avversari. Il concetto, teorizzato già da Machiavelli, fu eretto a dottrina politica da Nixon durante la guerra in Vietnam, senza però produrre i risultati sperati. Franceschini passa poi in rassegna altri casi storici – da Krusciov a Saddam, da Gheddafi a Putin – distinguendo tra chi ha recitato la follia come tattica e chi invece ha mostrato veri e propri disturbi mentali (Caligola, Nerone, Carlo VI di Francia, Idi Amin). La conclusione, suffragata da storici come Stephen Walt di Harvard, è che nel lungo periodo la madman theory è sempre controproducente poiché erode la credibilità del leader sia agli occhi degli avversari sia sul piano interno 1.
Patrick Wintour su The Guardian interpreta la guerra con l’Iran come la «crisi di Suez» di Trump: minacce apocalittiche, ritiro all’ultimo minuto, confusione su termini e garanzie della tregua. Il fallimento della strategia statunitense ha prodotto danni globali: rincaro del petrolio, shock economico e tensioni diplomatiche, mentre la Russia sembra trarne vantaggi indiretti. All’interno dell’Iran, nonostante i bombardamenti, il regime appare rafforzato e intensifica la repressione, mentre i negoziati riprendono tra ambiguità sul nucleare e sulle sanzioni. Wintour conclude che, come nel 1956, una guerra mal calcolata potrebbe accelerare il declino dell’influenza statunitense e allargare la frattura con l’Europa, mettendo sotto stress l’alleanza atlantica 2.
Sempre su questo tema, Siegmund Ginzberg, su Il Foglio, usa l’attualità del blocco dello stretto di Hormuz per mostrare come gli stretti (Bosforo e Dardanelli, Suez, Øresund) siano da secoli punti in cui si decide la forza degli imperi. Pedaggi, guerre, colpi di mano e trattati si intrecciano con la geografia, che rende questi corridoi vulnerabili e strategici 3.
In merito alla postura internazionale del presidente degli Stati Uniti, su Il Foglio, Federico Giorgetti intervista Antonio Musarra che propone una lettura storica diversa dello scontro tra Trump e il Papa: più che una strategia contro la Chiesa, sarebbe per Trump un modo di catalizzare attenzione, in linea con il suo stile comunicativo 4.
Nelle pagine del Corriere della Sera, Ernesto Galli della Loggia sostiene che la crisi del diritto internazionale sta spingendo il mondo verso la guerra e finirà per premiare chi è più forte, aggravando ulteriormente l’erosione delle regole. La causa non sarebbe solo l’azione di alcuni governi, ma l’assenza di una forza capace di far rispettare le norme e, soprattutto, la perdita di un ethos condiviso tra gli Stati 5.
Maurizio Carta nelle pagine del Domani propone invece una chiave di lettura culturale del conflitto russo-ucraino, segnalando che, oltre agli aspetti militari e geopolitici, la guerra tra i due paesi si combatte anche per immaginari simbolici ed esoterici che orientano percezioni, propaganda e identità collettive, fino a configurarsi, per entrambe le parti, come una lotta tra bene e male 6.
L’Italia di oggi
Tomaso Montanari, su Domani, presentando il suo saggio La continuità del male (Feltrinelli, 2026), sostiene che nei discorsi e nei testi programmatici di Fratelli d’Italia sia rintracciabile una traditio che rimanda al fascismo storico. Rivendicando il metodo critico di Marc Bloch, l’autore propone di valutare questa destra non per ciò che nasconde, ma per ciò che dichiara esplicitamente, ricostruendone una genealogia documentabile. La continuità ideologica, a suo avviso, investe temi come ruolo della donna, scuola, conflitto sociale e concezione dello Stato, fino al nucleo simbolico di nazione, identità e razza 7. Sempre partendo dal libro di Montanari, nelle pagine del Corriere della Sera Luciano Canfora sostiene che l’analisi lessicale e testuale aiuti a mettere in luce la persistenza di matrici fasciste nella destra italiana, un tema a lungo rimosso o liquidato con sufficienza. Tuttavia, Canfora sposta il fuoco sul nodo storico-politico, cercando di spiegare come sia possibile che, a ottant’anni dalla Costituente, una forza che rivendica il legame col Movimento sociale italiano sia arrivata a guidare il paese 8. Francesco Gottardi, su Il Foglio, riporta le osservazioni di Salvatore Lupo dopo l’intervento di Meloni in Parlamento, dove la premier rivendica l’impegno antimafia e respinge lezioni sul tema. Lupo sostiene che, anche ammettendo l’azione del governo contro la criminalità, non si escludono rischi di infiltrazione affaristico-criminale e per questo Meloni dovrebbe alzare la guardia e non risentirsi quando emergono critiche o casi controversi 9.
Nelle pagine de Il Foglio, Sabino Cassese riflette sulla Costituzione italiana come testo a suo avviso insieme «presbite» e «miope», capace di guardare lontano nei principi, ma incapace di cogliere già allora la crisi del parlamentarismo e il problema della stabilità di governo. Cassese sottolinea che la Carta non predispone strumenti adeguati per gestire governi di coalizione e nasce con uno spirito di rinvio che ha favorito ritardi e mancate attuazioni 10. Sempre su Il Foglio, partendo da un suo libro recentemente pubblicato, Come si misura una democrazia. Proposte per riparare l’Italia (Solferino), lo stesso Cassese sostiene che tra governo e società si è aperto un fossato evidente, riscontrabile nell’astensionismo, nel calo di partecipazione e nella sfiducia nelle istituzioni 11.
Luigi Tivelli sostiene sulle pagine de Il Giornale come il 2026 potrebbe segnare un risveglio della cultura liberale in Italia, richiamando figure storiche come Gobetti, Amendola ed Einaudi. Egli denuncia un paese ancora bloccato da statalismo e corporativismi, descritti come un «feudalesimo di ritorno» che ostacola crescita e sviluppo. Secondo l’autore, tuttavia, recuperare il pensiero liberale (sia democratico, sia conservatore) è essenziale per affrontare i problemi attuali e colmare il divario tra cultura e politica, rilanciando un progetto riformatore concreto per il futuro 12.
Morte di Pietro Calogero e processo 7 aprile
In occasione della scomparsa di Pietro Calogero, avvenuta il 6 aprile 2026, sul Corriere della Sera Giovanni Bianconi ripercorre la vicenda del PM di Padova legato all’operazione del 7 aprile 1979, che portò agli arresti nell’area dell’Autonomia operaia e all’accusa (poi non confermata) contro Toni Negri di tirare le fila dell’eversione di sinistra. Il “teorema Calogero” spaccò la sinistra e l’opinione pubblica tra chi denunciava una criminalizzazione politica e chi invocava una resa dei conti giudiziaria. Bianconi ricorda inoltre il ruolo di Calogero nel Consiglio superiore della magistratura e il sostegno a Falcone nel 1988, fino alla sua attività successiva, segnata dal ritorno costante sul tema dell’eversione 13.
Su il manifesto, Mario di Vito pone l’accento su come l’accusa a Toni Negri sia stata infine in larga parte smontata dagli esiti dei processi, e ricorda come lo stesso quotidiano avesse combattuto «in splendida solitudine» contro quel teorema, mentre il PCI sosteneva la linea dura come prezzo del compromesso storico. L’articolo inquadra il caso in una riflessione più ampia sulla politica giudiziaria italiana, notando come il metodo dei “teoremi”, che collegano fenomeni disparati sotto l’etichetta dell’eversione, sia tutt’altro che scomparso. L’autore chiude evidenziando un paradosso: nessuno dei giudici che si era occupato degli ex Potere operaio fu mai colpito dalle BR, a differenza di tanti altri magistrati, fatto che – a suo giudizio – solleva interrogativi sull’«eterogenesi dei fini» del caso 7 aprile 14.
Il Fatto Quotidiano mette invece in luce un contributo meno noto di Pietro Calogero, il quale raccolse le prime deposizioni che aprirono la strada alle indagini sulla strage di piazza Fontana del 12 dicembre 1969. Un lavoro che, secondo il quotidiano, finì per essere oscurato dalla notorietà del 7 aprile 15.
Storia e memoria
The Guardian racconta il dibattito acceso in Francia attorno a Les Rayons et les Ombres di Xavier Giannoli, film che segue la vicenda di Corinne Luchaire e il padre Jean Luchaire, magnate della stampa poi giustiziato nel 1946 per collaborazionismo. L’opera, vista da oltre 300.000 spettatori nella prima settimana, è stata lodata da critici moderati, ma contestata a sinistra perché rischierebbe di attenuare le responsabilità dei collaboratori di Vichy 16.
L’Archivio Nazionale d’Irlanda pubblicherà online il 18 aprile il censimento del 1926: oltre 700.000 pagine digitalizzate con i dati personali di circa 2,9 milioni di persone, accessibili gratuitamente secondo la regola dei 100 anni. Il materiale punta a correggere l’idea di un primo Stato libero irlandese grigio e omogeneo, i registri mostrano invece presenze di immigrati e una società più “globalizzata” di quanto si pensi 17.
The Guardian riferisce che il nuovo governo cileno di estrema destra guidato da José Antonio Kast è intenzionato ad annullare l’esproprio deciso nel 2025 dal presidente Boric per creare un memoriale a Colonia Dignidad (oggi Villa Baviera), un ex centro clandestino di tortura sotto Pinochet 18.
Francesca Ghirardelli su Avvenire racconta il Joint History Workbooks Project, un progetto che ha riunito studiosi dell’Europa sud-orientale per produrre materiali didattici comuni con fonti plurali. Coordinata da Christina Koulouri, l’iniziativa coinvolge circa cento tra accademici e docenti, copre il periodo dall’Impero Ottomano al 2008 e usa fonti (documenti, foto, articoli, testimonianze) tradotte da nove lingue. Nel complesso il Joint History Workbooks Project ha realizzato 6 volumi per le superiori della regione mettendo a confronto versioni opposte degli eventi. L’articolo si concentra soprattutto sui capitoli dedicati agli assedi di Sarajevo e Vukovar, che affiancano fonti serbe, croate e bosniache e chiedono agli studenti di confrontare dati, contraddizioni e lessico. Attraverso immagini e testi, i workbook trasformano la storia in un esercizio di pensiero critico e di empatia per contenere stereotipi e nazionalismi 19.
The Guardian racconta che i rapporti diplomatici tra Giappone e Nuova Zelanda potrebbero diventare tesi a causa della proposta di installare ad Auckland una “peace statue” dedicata alle comfort women, le donne costrette alla schiavitù sessuale dall’esercito giapponese prima e durante la Seconda guerra mondiale. Donata da un’organizzazione sudcoreana, la statua verrà collocata nel giardino culturale coreano di Barry’s Point Reserve il 28 aprile, se il consiglio comunale darà il consenso. L’ambasciata giapponese teme che il monumento riaccenda divisioni e venga percepito come un’iniziativa anti-giapponese, mentre i promotori lo difendono come strumento di memoria e riconoscimento delle vittime 20.
Maurizio Stefanini, su Il Foglio, riprende la notizia della missione Artemis II per mostrare come la «fantasia lunare» abbia attraversato secoli di canzoni, letteratura e cinema. L’articolo rievoca l’epopea delle missioni Apollo e i dettagli folklorici della nuova corsa allo spazio, tra record di distanza e costruzione mediatica dell’evento. Ricostruisce poi una genealogia culturale del viaggio lunare, da Luciano di Samosata a Dante e Ariosto, passando per Keplero, Verne e Wells, fino al cinema di Méliès e di Kubrick 21.
The Guardian racconta la storia di Badin, bambino nero arrivato nel 1760 alla corte svedese come «dono» alla regina e divenuto poi funzionario di corte, maestro di ballo e segretario, pur restando in una posizione ambigua tra libertà e subordinazione. Nato probabilmente in schiavitù nell’isola caraibica di St Croix, Badin lasciò diari, lettere e un’autobiografia che offrono una rara testimonianza sulla presenza africana nella Svezia tra Sette e Ottocento. Una mostra al National Museum di Stoccolma (Badin – Beyond Surface and Mask) espone per la prima volta insieme i suoi scritti e include un film commissionato all’artista afro-svedese Salad Hilowle, che vuole riportare al centro la sua voce più che la sua immagine 22.
Nelle pagine di Avvenire, Roberto Righetto contesta diversi punti del recente pamphlet di Sophie Bessis, La civiltà giudaico-cristiana è un’impostura? (Einaudi), sostenendo che ridurre l’idea di civiltà giudaico-cristiana a un «mito» significa ignorare la lunga tradizione di studi sulle radici europee come intreccio di Atene, Gerusalemme e Roma 23.
Partendo dalla storia dei Cradock Four, quattro attivisti anti-apartheid rapiti e uccisi in Sudafrica nel 1985, nelle pagine di The Guardian Rachel Savage racconta come, nonostante la fine dell’apartheid, la Commissione per la verità e la riconciliazione (avviata nel 1996) non abbia portato a processi. Molti dei casi segnalati ai procuratori non sono stati perseguiti, alimentando accuse di interferenze politiche e insabbiamenti 24.
Giulio Meotti, su Il Foglio, denuncia la presunta «domesticazione» dell’opera di Orwell. La fattoria degli animali e 1984, secondo l’autore, vengono riscritti o incorniciati con letture identitarie che spostano il bersaglio della critica orwelliana dal totalitarismo ad altri temi. Per Meotti non si tratta di una censura frontale, ma di una neutralizzazione: prefazioni e adattamenti rendono i classici “compatibili” col presente 25.
Su il Fatto Quotidiano, Marco Franchi racconta la proiezione del film La festa della rivoluzione di Arnaldo Catinari – dedicato all’occupazione di Fiume del 1919 guidata da Gabriele D’Annunzio – tenutasi alla Camera dei Deputati su iniziativa del presidente della Commissione Cultura Federico Mollicone. L’articolo insiste sul tono surreale dell’evento e ne evidenzia l’impianto revisionista: Mollicone ha presentato l’impresa fiumana come una pagina da «liberare dalle incrostazioni», arrivando a separarla dai regimi totalitari che ne furono eredi. Interpretato, tra gli altri, da Riccardo Scamarcio, il film viene inoltre criticato per il ricorso a forti cliché tra spy story e melodramma, al di là delle ambizioni culturali e politiche dei promotori 26.
Da Philadelphia si riportano polemiche sulla battaglia per la tutela del President’s House Slavery Memorial, il memoriale dedicato ai nove schiavi (uomini, donne e bambini) che George Washington tenne con sé durante la sua presidenza nella prima Casa Bianca. A gennaio 2026, alcuni funzionari dell’amministrazione Trump hanno rimosso tutti e 34 i pannelli che raccontavano le loro storie, in applicazione di un ordine esecutivo che prendeva di mira i siti storici federali accusati di «denigrare ingiustamente il passato americano». Solo 16 pannelli sono stati ripristinati a seguito di una battaglia legale in corso, mentre tra quelli rimossi ci sono anche i 13 che descrivevano nei dettagli linciaggi, frustate e stupri. L’articolo a firma di Giovanna Branca su il manifesto, è costruito attorno all’intervista a Michael Coard, avvocato e presidente della Avenging the Ancestors Coalition (ATAC), che racconta le origini del memoriale e la resistenza civile in atto 27.
Su El País, Carmen Morán Breña mette a confronto l’emigrazione spagnola degli anni Sessanta e Settanta con l’immigrazione odierna, evidenziando esperienze simili di precarietà, discriminazione e sacrificio, ma anche occasioni di emancipazione, soprattutto femminile: una memoria spesso rimossa che tuttavia aiuterebbe a rileggere le migrazioni contemporanee inquadrandole in un contesto storico di più lungo periodo 28.
Su il Fatto Quotidiano, Federico Pontiggia presenta il documentario Un sogno italiano di Fausto Caviglia, dedicato agli italiani emigrati nella Germania Ovest come Gastarbeiter. Il film ricostruisce una storia di lavoro duro, marginalità e razzismo, lontana da modelli di integrazione, ricordata oggi anche attraverso la parabola di Daniela Cavallo, ai vertici di Volkswagen 29.
Infine, su il manifesto si parla di un’immagine, diventata virale sui social, che ritrae un giovanissimo Robert Prevost, oggi papa Leone XIV, in piazza a Roma con un cartello «Agostiniani per la pace». L’articolo di Luca Kocci ricostruisce l’origine e la storia della fotografia, scattata in occasione della grande manifestazione contro gli Euromissili del 22 ottobre 1983, alla quale partecipò oltre un milione di persone. La foto fu pubblicata per la prima volta nel 1993 sulla rivista di Pax Christi Mosaico di pace, e a fine 2025 il presidente nazionale di Pax Christi l’ha donata al pontefice30.
Ricordi, scomparse, anniversari
Nel cinquantesimo anniversario della morte, un articolo di Eugenio Ghignoni su il manifesto ricostruisce la vicenda di Mario Salvi, ventenne di Primavalle militante dei Comitati Autonomi Operai, ucciso da un colpo di pistola sparato da un agente in borghese il 7 aprile 1976, durante una manifestazione davanti al Ministero di Grazia e Giustizia 31.
The Guardian racconta due grandi iniziative organizzate in occasione del centenario della nascita di Marilyn Monroe. Una retrospettiva del British Film Institute ripercorre tra giugno e luglio i suoi ruoli comici e drammatici e rilancia in sala The Misfits (1961), evidenziando anche la sua capacità di sfidare il sistema degli studios. Parallelamente, la National Portrait Gallery di Londra propone una mostra (giugno-settembre) sulla costruzione della sua immagine pubblica attraverso opere e fotografie, comprese immagini inedite scattate alla vigilia della morte. L’idea di fondo è quella di celebrare l’attrice sottraendola al cliché di sex symbol o figura tragica 32.
Domani dedica un articolo a Giulia di Barolo (Juliette Colbert), celebrata il 17 gennaio con la prima statua femminile di Torino che la raffigura mentre soccorre una popolana. Marchesa e imprenditrice, con il marito Tancredi Falletti contribuì negli anni Trenta dell’Ottocento alla nascita del Barolo, il “vino dei re”. L’articolo insiste soprattutto sul suo profilo sociale: assistenza ai poveri, mobilitazione dell’aristocrazia torinese e collaborazione con figure del Risorgimento 33.
Massimiliano Castellani nelle pagine di Avvenire ricorda i 50 anni di Tutti gli uomini del Presidente (uscito il 9 aprile 1976), film di Alan J. Pakula che celebra l’inchiesta di Woodward e Bernstein sul Watergate e il ruolo svolto dalla stampa nelle dimissioni di Nixon. L’articolo usa quel confronto per interrogare il presente: come sia possibile tollerare oggi un presidente come Trump, dopo l’unico caso di dimissioni presidenziali nella storia americana moderna 34.
Marco Ballestracci, su Il Foglio, ricorda il centenario della nascita di Miles Davis (1926-1991), artista «inafferrabile» perché sempre disposto a cambiare, dal mito di Kind of Blue (1959) alla svolta elettrica di Bitches Brew (1970) 35.
Nelle pagine di Avvenire, in occasione del quarantesimo anniversario, Andrea Riccardi ricorda la visita di Giovanni Paolo II al Tempio Maggiore di Roma (13 aprile 1986), definendola una svolta importante nei rapporti tra cattolicesimo ed ebraismo. Il gesto nacque dalla sensibilità personale di Wojtyła e fu reso possibile dalla leadership di Elio Toaff, capace di assumersi la responsabilità e il peso di quella scelta 36.
A cinquant’anni dal sisma che colpì il Friuli, Pier Luigi Vercesi, sul Corriere della Sera, ricorda la figura di don Emilio de Roja, sacerdote di periferia ed ex partigiano della Osoppo, capace di coniugare azione, fede e organizzazione 37.
A cento anni dall’impresa del dirigibile N1 Norge (partito da Ciampino il 10 aprile 1926), nelle pagine di Avvenire Vincenzo Grienti ricostruisce la missione internazionale voluta da Roald Amundsen, finanziata da Lincoln Ellsworth, progettata e comandata dall’ingegnere della Regia Aeronautica Umberto Nobile. Il Norge raggiunse il Polo Nord il 12 maggio 1926 dopo una lunga rotta europea e artica 38.
Giusi Fasano, sul Corriere della Sera, intervista Emilio Jona (1927), scrittore e studioso di musica popolare, che rievoca l’esperienza di ebreo perseguitato e la fuga del 1943. La madre morì nascosta in ospedale, mentre lui si salvò in Valle Cervo grazie a una rete di donne e contadini, ricordati come una luce nell’oscurità 39.
Giorgio La Malfa, sul Corriere della Sera, ricorda John Maynard Keynes a ottant’anni dalla morte, descrivendolo come economista da pamphlet: polemico, rapido, capace di intervenire puntualmente sul presente 40.
Su El País, Isabel Ferrer ripercorre gli 80 anni della Corte Internazionale di Giustizia, dalla prima sessione del 1946 all’Aja alle sfide attuali, con un numero record di casi pendenti. L’anniversario cade tuttavia in una fase di crisi di autorità: Stati Uniti e Israele hanno ignorato diverse decisioni, incluse quelle su Gaza e sui territori palestinesi 41.
In occasione della scomparsa del cestista brasiliano Oscar Schmidt, ex giocatore della Juvecaserta rimasto molto legato all’Italia, sul Corriere della Sera Flavio Vanetti raccoglie il ricordo di Bogdan Tanjević che lo aveva allenato per quattro anni proprio nella squadra campana 42.
Libri
Paolo Mieli sul Corriere della Sera presenta il volume di Andrea Santangelo Storie di comando. I generali italiani del Risorgimento (Salerno), dedicato ai generali dell’Italia postunitaria, chiamati a costruire un esercito nazionale in un Paese ancora fragile e attraversato da profonde divisioni. Insieme all’articolo viene pubblicata una breve bibliografia con una decina di titoli recenti dedicati alla storia militare 43.
Domani pubblica un’intervista a Johann Chapoutot, docente alla Sorbona e autore di Gli irresponsabili. Chi ha portato Hitler al potere? (Einaudi). Lo studioso sostiene che l’ascesa di Hitler non fu un esito inevitabile, ma il risultato di decisioni deliberate delle élite tedesche tra il 1930 e il 1933. In particolare, l’entourage di Hindenburg e i settori conservatori sospesero la democrazia parlamentare per impedire l’accesso della sinistra al governo 44.
Roberto Persico, su Il Foglio, presenta il libro di Marco Bellabarba, Un mondo già di ieri. Storici, diplomatici, giornalisti e la dissoluzione dell’impero asburgico (il Mulino), che contesta l’idea dell’inevitabile dissoluzione dell’impero asburgico nel 1918. Bellabarba mostra come, fino a pochi mesi prima della fine della guerra, anche nell’Intesa si dubitasse di una pace fondata solo sul principio di nazionalità, poi rivelatasi fonte di tensioni tra nuovi Stati. Per spiegare la svolta britannica, ricostruisce le traiettorie di Seton-Watson e Wickham Steed, decisivi nell’orientare Londra verso la dissoluzione dell’Impero. Accanto a loro emergono Namier e Redlich, testimoni di un mondo plurinazionale più complesso di quanto racconti la “storia dei vincitori” 45.
Nelle pagine di Avvenire Luigino Bruni presenta il volume di Michele Dau, Louis Joseph Lebret. L’economia umana: il progresso sociale come ascesa (Castelvecchi, 2025), che ricostruisce la vocazione «spirituale e sociale» del domenicano Joseph Lebret, fondata su misericordia e osservazione della realtà. Bruni sottolinea la critica di Lebret all’astrazione e la sua idea di sviluppo umano integrale e di bene comune come ‘comunanza di destino’, oltre la somma di interessi individuali 46.
Mariano Croce, su Domani, recensisce il volume Carisma di Paolo Napoli (Quodlibet), che ricostruisce la genealogia del concetto per smontare il mito del leader ‘salvifico’. Il carisma non è una qualità personale, ma un processo sociale che carica un individuo di una missione di salvezza collettiva, esaltandolo e poi rendendolo facilmente capro espiatorio 47.
Luca Baldissara e Nadia Urbinati presentano nelle pagine del Domani il loro volume Nata democratica (il Mulino, 2026). Gli autori sostengono che l’Italia non approdò alla democrazia per graduali riforme, ma attraverso una rapida trasformazione concentrata tra il 1943 e il 1948. Il collasso dell’autorità statale tra il 25 luglio e l’8 settembre 1943 e la scelta resistenziale spinsero una “minoranza di massa” ad assumere dal basso responsabilità politiche, sperimentando pratiche di partecipazione e autogoverno. In questa esperienza prende forma il principio del “non più sudditi”, la democrazia viene appresa mentre si edifica, con l’ingresso pieno di uomini e donne nella cittadinanza e nel voto. Snodo cruciale è il 2 giugno 1946, che avvia la Costituente e conduce alla Costituzione in vigore dal 1° gennaio 1948, insieme architettura istituzionale e programma dell’Italia repubblicana.48
Sul Corriere della Sera, Pier Luigi Vercesi recensisce l’esordio narrativo di Franco Currò, Il coltello della memoria (Rizzoli), un romanzo che usa un impianto da giallo per interrogare l’eredità del Sessantotto 49. Dello stesso romanzo parla anche Matteo Sacchi su Il Giornale 50.
Il Corriere della Sera riporta la notizia del convegno dedicato a Renzo De Felice a trent’anni dalla morte (25 maggio 1996), organizzato a Roma nella Sala degli Atti parlamentari della Biblioteca del Senato “Giovanni Spadolini”, nei giorni 16 e 17 aprile 2026 51.
Francesca Lazzarato presenta sulle pagine de il manifesto lo scrittore argentino Kike Ferrari, soffermandosi sul romanzo Todos nosotros (Alegre, 2026), che intreccia noir, fantascienza e avventura attorno all’idea di salvare Lev Trotsky attraverso un viaggio nel tempo. Il libro riflette l’impegno politico dell’autore e mescola storia e finzione, esplorando utopie e scenari alternativi, sullo sfondo dell’Argentina post-dittatura e della sinistra extraparlamentare 52.
Su El País, Jessica Mouzo presenta il libro Mujeres grises sobre fondo negro di Marisol Donis (Alrevès, 2026), che analizza l’uso dei manicomi tra XIX e inizio XX secolo come strumenti di controllo sociale sulle donne. Attraverso casi concreti emerge come molte venissero internate non per malattia, ma per comportamenti ritenuti devianti, spesso su decisione di padri o mariti, e sottoposte a pratiche coercitive. L’articolo sottolinea come, nonostante maggiori tutele, persistano ancora oggi forme di stigmatizzazione, seppur in un contesto di maggiore consapevolezza femminile 53.
Enrico Cerasi presenta Kaos di Massimo Cacciari e Roberto Esposito (il Mulino), un lavoro che legge il presente come riemersione del “vuoto” sotto l’ordine politico, oltre la cronaca di Covid e guerre. Cacciari legge il disordine geopolitico nel tramonto dell’Occidente: la pulsione imperiale europea si è trasferita agli Stati Uniti e la globalizzazione non ha prodotto in automatico un ordine stabile. Esposito definisce la geopolitica come realismo “tragico”: la politica è necessaria, ma sempre esposta al caos delle passioni e della volontà di potenza 54.
Su il manifesto, Massimo Congiu recensisce Le onde lunghe della storia di Francesco Soverina (La valle del tempo, 2025), che interpreta il rapporto tra passato e presente in termini di cicli e ricorrenze. Attraverso esempi come la guerra in Ucraina e il conflitto a Gaza, il libro mostra come le crisi attuali affondino le radici in processi storici irrisolti, dal fascismo alla Seconda guerra mondiale55.
Partendo dalla recente pubblicazione di una raccolta di lettere di Benedetto Croce, Una visita dello Stato Etico. Pensieri sul fascismo 1922-1926 (Graphe.it), curata da Maurizio Tarantino, nelle pagine di Avvenire Giuseppe Bonvegna ricostruisce il rapporto di Croce con il fascismo, dalla cauta apertura verso Mussolini e l’apprezzamento della riforma Gentile alla rottura dopo il delitto Matteotti 56.
Partendo dal libro di Valentine Lomellini, Carlos lo Sciacallo. Storia del più temuto terrorista internazionale (Laterza), Giulio Silvano su Il Foglio ricostruisce la parabola di Ilich Ramírez Sánchez, smontando il mito del “superterrorista” manovrato dal Cremlino/KGB e mettendo in luce piuttosto il profilo di un militante spesso incontrollabile, vanitoso e più celebre che efficace. Dal sequestro all’OPEC del 1975 alla lunga latitanza, il pezzo mostra come stampa e immaginario abbiano trasformato Carlos in un prodotto della Guerra fredda, alimentato anche dalla sua fama di seduttore e playboy 57.
Alessandro Santagata recensisce per il manifesto il volume collettaneo Giacomo Matteotti nel socialismo e nella storia d’Italia (Viella, 2025), curato da Claudio Natoli e contenente gli atti del convegno nazionale organizzato dall’ANPPIA nel 2024. Il libro si articola in due parti: la prima ricostruisce la biografia politica e il pensiero di Matteotti; la seconda, analizza l’impatto di quella crisi sulla società italiana e sull’antifascismo. L’autore sottolinea come il volume segni il definitivo superamento della lunga stagione in cui il mito del martire aveva ostacolato un’adeguata storicizzazione di Matteotti 58.
Mostre e programmi culturali
La richiesta di esporre Guernica di Picasso al Guggenheim di Bilbao per il 90º anniversario del bombardamento della città basca ha aperto uno scontro politico tra governo di Madrid e autorità basche. Il dipinto, conservato al Museo Reina Sofía dal 1992, non è mai stato concesso in prestito ai Paesi Baschi e la nuova domanda ha innescato polemiche tra Isabel Díaz Ayuso e i leader nazionalisti baschi, con accuse reciproche di «provincialismo». Le istituzioni basche vorrebbero il quadro a Bilbao dal 1º ottobre al 30 giugno, ma Madrid e il museo ribadiscono che lo spostamento comporterebbe un rischio concreto di danneggiamento. Storici dell’arte ricordano che l’opera è fragile per i trasporti subiti nel tempo e sostengono che la tutela conservativa debba prevalere su motivazioni politiche e simboliche 59. Su El País, Ana Marcos racconta il rifiuto del ministro della Cultura Ernest Urtasun di trasferire il dipinto 60. In un editoriale, lo stesso quotidiano insiste sulle condizioni fragili dell’opera (già più volte spostata e danneggiata) e critica la strumentalizzazione politica della vicenda da parte di diversi attori istituzionali. La posizione del giornale si attesta sulla considerazione che il dipinto sia un bene pubblico e, dunque, le decisioni sui prestiti dovrebbero basarsi su criteri tecnici, non su opportunità politiche 61. La notizia di questo scontro è comparsa anche nella stampa italiana62.
Riccardo Michelucci su Avvenire racconta la mostra The Troubles di Patrick Frilet, esposta a Pordenone fino al 12 aprile, con scatti del 1973 sulla Belfast dei primi anni del conflitto nordirlandese.
Il fotografo, allora insegnante e ricercatore, sceglie di mettere al centro i bambini dei quartieri cattolici: non vittime simboliche, ma soggetti immersi nella guerra quotidiana, tra gioco, paura e partecipazione agli scontri 63.
Sandra Petrignani su Il Foglio racconta la mostra Franco Battiato. Un’altra vita (al MAXXI di Roma fino al 26 aprile), curata da Giorgio Calcara con Grazia Cristina Battiato, che restituisce l’artista oltre la musica: tra quadri, strumenti, oggetti e memorie di Villa Grazia 64.
Su Il Giornale, Francesco Corridoni presenta la terza edizione di Inimitabili, il programma di Edoardo Sylos Labini in onda da domenica 19 aprile in seconda serata su Rai3, dedicato a quattro protagonisti della cultura italiana: Alida Valli, Pier Paolo Pasolini, Indro Montanelli ed Ettore Petrolini 65.
Note
1 Enrico Franceschini, “C’è o ci fa”, da Caligola a Trump cos’è e come funziona la teoria del leader pazzo, la Repubblica, 07/04/2026.
2 Patrick Wintour, History repeating? Iran war feels like Trump’s Suez crisis, The Guardian, 11/04/2026.
3 Siegmund Ginzberg, Quante guerre per gli stretti, Il Foglio, 18/04/2026.
4 Federico Giorgetti, Da Attila a Trump, quando il potere sfida il Papa. Parla il prof. Musarra, Il Foglio, 16/04/2026.
5 Ernesto Galli della Loggia, La crisi del diritto universale, Corriere della Sera, 15/04/2026.
6 Maurizio Carta, Il popolo russo vive di esoterismo. Con Kiev è anche guerra di simboli, Domani, 13/04/2026.
7 Tomaso Montanari, Quel lunghissimo filo nero. La destra è ancora fascista, Domani, 08/04/2026.
8 Luciano Canfora, Lessico politico e ragioni storiche: la stagione della destra, Corriere della Sera, 14/04/2026.
9 Francesco Gottardi, Lo storico Lupo: “Invece di offendersi, Meloni alzi la guardia sulla mafia”, Il Foglio, 10/04/2026.
10 Sabino Cassese, Una carta miope e presbite, Il Foglio, 13/04/2026.
11 Sabino Cassese, La democrazia in sofferenza. Qualche idea per riparare l’Italia, Il Foglio, 14/04/2026.
12 Luigi Tivelli, Se ci sei batti un colpo, Il Giornale, 07/04/2026.
13 Giovanni Bianconi, L’addio al Pm Calogero. Gli arresti del 7 aprile, le Br e il teorema sui professori, Corriere della Sera, 08/04/2026.
14 Mario Di Vito, Morto Calogero, il giudice del teorema che mandò in galera l’Autonomia operaia, il manifesto, 8/04/2026.
15 Ancora 7 aprile: l’addio al giudice Pietro Calogero e la data simbolo, il Fatto Quotidiano, 8/04/2026.
16 Tobias Grey, Nazism’s shadow. France divided over film about pacifist turned collaborator, The Guardian, 06/04/2026.
17 Rory Carroll, ‘A fascinating mix’: Ireland’s 1926 census shows new state’s surprising diversity, The Guardian, 07/04/2026.
18 John Bartlett, Chile’s far-right government reverses plans for memorial at Pinochet-era torture site, The Guardian, 09/04/2026.
19 Francesca Ghirardelli, Lezione di storia dai Balcani: il passato senza pregiudizi, Avvenire.it, 10/04/2026.
20 Eva Corlett, Statue on sexual slavery ‘harms Japan’s relations with New Zealand’, The Guardian, 11/04/2026.
21 Maurizio Stefanini, Fantasie lunari: innamoramenti e viaggi spaziali, letteratura e cinema. Tutti vogliono la Luna. Artemis II e un sogno lungo secoli che non è mai tramontato, Il Foglio, 11/04/2026.
22 Miranda Bryant, The remarkable life of royal court’s Black insider, The Guardian, 13/04/2026.
23 Roberto Righetto, Ma come fa Bessis a dire che la civiltà giudaico-cristiana è solo un mito?, Avvenire.it, 15/04/2026.
24 Rachel Savage, Justice denied. Families of apartheid victims still searching for answers, The Guardian, 15/04/2026.
25 Giulio Meotti, Povero Orwell, Il Foglio, 18/04/2026.
26 Marco Franchi, Camera: debutta il Vate-panettone, il Fatto Quotidiano, 8/04/2026.
27 Giovanna Branca, George Washington e quei nove schiavi, lotta per la memoria, il manifesto, 17/04/2026.
28 Carmen Morán Breña, De emigrantes a immigrantes: cambio de nombres, la misma historia, El País, 12/04/2026.
29 Federico Pontiggia, Il “Sogno italiano” incontrò l’incubo tedesco (del lavoro) negli anni 50, il Fatto Quotidiano, 15/04/2026.
30 Luca Kocci, Prevost pacifista in piazza, storia di una foto, il manifesto, 17/04/2026.
31 Eugenio Ghignoni, Spari su Bandiera rossa. Mario Salvi, 50 anni dopo, il manifesto, 07/04/2026.
32 Nadia Khomami, Monroe at 100: a fresh take on cinema’s ‘biggest star ever’, The Guardian, 06/04/2026.
33 Marina Marazza, Pioniera del vino e dell’attivismo: perché ricordare Giulia Falletti di Barolo, editorialedomani.it, 07/04/2026.
34 Massimiliano Castellani, Cinquant’anni fa il film cult sul Watergate: quando la stampa mandava a casa il Presidente, Avvenire.it, 09/04/2026.
35 Marco Ballestracci, Eternal Davis, Il Foglio, 11/04/2026.
36 Andrea Riccardi, La forza di Wojtyla e Toaff: 40 anni fa, una svolta storica, Avvenire.it, 12/04/2026.
37 Pier Luigi Vercesi, Don Emilio de Roja. La storia del prete partigiano e i suoi ragazzi del terremoto, Corriere della Sera, 14/04/2026.
38 Vincenzo Grienti, Così nel 1926 Umberto Nobile conquistò il Polo Nord in dirigibile, Avvenire.it, 14/04/2026.
39 Giusi Fasano, «Con i miei amici Eco e Calvino scrivevo canzoni anti Sanremo. Trekking e sci fino agli 88 anni. Sto lavorando a due libri insieme», Corriere della Sera, 16/04/2026.
40 Giorgio La Malfa, Keynes, l’economista va alla carica, Corriere della Sera, 19/04/2026.
41 Isabel Ferrer, El Tibunal de Justicia de la ONU conmemora su 80° aniversario, El País, 17/04/2026.
42 Flavio Vanetti, «Oscar avrebbe fatto la sua figura nella NBA. Lui non volle andarci», Corriere della Sera, 19/04/2026.
43 Paolo Mieli, Al comando di un’Italia unita ma fragilissima, Corriere della Sera, 07/04/2026.
44 «Hitler? Non chiamatela fatalità. È stata una tragica decisione», Domani, 07/04/2026.
45 Roberto Persico, Un mondo già di ieri, Il Foglio, 08/04/2026.
46 Luigino Bruni, Lebret e il Vaticano II nella Chiesa del mondo, Avvenire.it, 08/04/2026.
47 Mariano Croce, Oltre il personalismo spinto. Il carisma è un’idea plurale, Domani, 08/04/2026.
48 Luca Baldissara, Nadia Urbinati, Non più sudditi, il giorno in cui l’Italia è nata democratica, Domani, 10/04/2026.
49 Pier Luigi Vercesi, Sessantotto, indagine su un padre. Un figlio inquieto, l’eredità di una stagione Franco Currò esordisce nel romanzo, Corriere della Sera, 11/04/2026.
50 Matteo Sacchi, Stalinisti in doppiopetto: c’è chi ha fatto fortuna nel Sessantotto, Il Giornale, 16/04/2026.
51 Renzo De Felice trent’anni dopo: convegno in Senato, Corriere della Sera, 11/04/2026.
52 Francesca Lazzarato, Viaggio nel tempo per salvare Trotsky, il manifesto, 10/04/2026.
53 Jessica Mouzo, Los manicomios fueron herramientas de control social de las mujeres, El País, 11/04/2026.
54 Enrico Cerasi, Infinito e tragico: Cacciari, Esposito e i volti del Kaos, Avvenire.it, 14/04/2026.
55 Massimo Congiu, Dall’età contemporanea al tempo presente, tra corsi e ricorsi, il manifesto, 15/04/2026.
56 Giuseppe Bonvegna, Benedetto Croce e il fascismo: cronaca di una disillusione, Avvenire.it, 17/04/2026.
57 Giulio Silvano, Carlos. Il terrorista playboy, Il Foglio, 18/04/2026.
58 Alessandro Santagata, Il socialismo di Matteotti e l’avvento della dittatura, il manifesto, 18/04/2026.
59 Stephen Burgen, Spanish political leaders trade insults in row over Picasso’s Guernica, The Guardian, 08/04/2026.
60 Ana Marcos, Cultura rechaza la petición del PNV de trasladar el “Guernica”, El País, 8/04/2026.
61 Politizar el “Guernica” de la peor manera, El País, 8/04/2026.
62 Luca Tancredi, Prestare il Guernica ai Paesi Baschi? «Impossibile», il manifesto, 8/04/2026; Aldo Cazzullo, Guernica, quadro politico, appartiene all’umanità, Corriere della Sera, 10/04/2026.
63 Riccardo Michelucci, Nelle fotografie di Frilet i Troubles dei bambini, Avvenire.it, 07/04/2026.
64 Sandra Petrignani, Battiato Velato, Il Foglio, 11/04/2026.
65 Francesco Corridoni, Alida Valli, Pasolini, Indro e Petrolini: gli «Inimitabili», Il Giornale, 15/04/2026.
