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10. Rassegna stampa dall’1 al 14 giugno 2026

Stampa estera: Le Figaro (FR) e Süddeutsche Zeitung (DE)

Le settimane oggetto della rassegna sono state segnate dal perdurare della guerra in Ucraina, dalla persistente centralità della crisi mediorientale e dalle tensioni legate alla questione dello stretto di Hormuz. Al centro del dibattito pubblico sono rimasti il rafforzamento della politica di difesa dell’Unione europea, le questioni energetiche e i temi legati alle migrazioni, affrontati nella loro dimensione europea e internazionale. In Italia, le celebrazioni per l’ottantesimo anniversario della nascita della Repubblica hanno riportato al centro dell’attenzione il referendum del 2 giugno 1946.

 

Il Referendum del 2 giugno, la Repubblica e la Costituente

L’ottantesimo anniversario del referendum del 2 giugno 1946 è stato uno dei temi principali delle ultime settimane e ha stimolato un ampio dibattito sui quotidiani nazionali. Su la Repubblica, Umberto Gentiloni ha ripercorso il significato della scelta repubblicana come fondamento della cittadinanza democratica italiana, evidenziando il valore dell’antifascismo costituzionale e il ruolo svolto a suo tempo dalla presidenza di Carlo Azeglio Ciampi nel restituire centralità pubblica alla festa nazionale dopo decenni di minore attenzione 1. Anche Avvenire ha insistito sul carattere fondativo del referendum, interpretandolo come il momento in cui la partecipazione popolare pose le basi della democrazia italiana. Intervistato a tal proposito, Luca Baldissara, coautore con Nadia Urbinati del volume Nata democratica. Dalla lotta partigiana alla Costituzione, ha sottolineato come i lavori dell’Assemblea Costituente furono caratterizzati da una continua ricerca di sintesi tra culture politiche diverse, capace di coniugare la centralità della persona con l’affermazione dei diritti sociali. Baldissara ha inoltre rilevato il contributo delle ventuno donne costituenti, la cui presenza rappresentò un importante elemento di innovazione politica e generazionale 2. In questa prospettiva si colloca anche il manifesto, che attraverso un intervento di Vinzia Fiorino ha richiamato l’attenzione sul significato politico del primo voto delle donne e sul ruolo svolto dalle costituenti. L’autrice ha evidenziato come la ricorrenza offra l’occasione non solo per ricordare una conquista fondamentale della cittadinanza democratica, ma anche per riflettere sulle persistenti disuguaglianze nell’accesso alle risorse, sull’autodeterminazione femminile e sulle nuove forme di partecipazione politica 3. Sullo stesso tema, Luciana Castellina ha presentato il volume I giorni che hanno cambiato l’Italia di Donato Caporalini e Carlo Latini (Affinità Elettive), dedicato al referendum del 1946 e a quello sul divorzio del 1974 come momenti decisivi nella costruzione della cittadinanza democratica italiana 4. Sul Corriere della Sera, Paola Cortellesi ha richiamato il contributo delle donne alla conquista del voto e alla formazione della nuova cittadinanza democratica 5, mentre Andrea Manzella ha proposto una riflessione sul ruolo della Costituente nella costruzione della democrazia repubblicana 6. Il Fatto Quotidiano ha ricostruito la partecipazione popolare al voto che sancì la nascita della Repubblica 7. Inoltre, in vista del convegno nazionale 1946. Repubblica anno zero, promosso dall’Istituto Ferruccio Parri a Milano per gli ottant’anni della Repubblica, Chiara Giorgi ha proposto sulle pagine del manifesto una riflessione sul rapporto tra Resistenza, Costituzione e costruzione del welfare 8. Ancora sulle pagine del Corriere della Sera, Enrica Roddolo ha recensito il volume di Emanuele Filiberto di Savoia, uscito in concomitanza della Festa della Repubblica, La regina di maggio. Gli ultimi giorni della Corona (Sperling & Kupfer), che ripercorre la fine della monarchia attraverso i ricordi della nonna, Maria José 9. Su Il Foglio un commento sull’anniversario del 2 giugno è affidato all’intelligenza artificiale che legge la data come fondativa di una nuova grammatica del potere 10.

 

Fascismi e antifascismo

In occasione del cinquantesimo anniversario dell’uscita del film di Bernardo Bertolucci, Novecento, sulle pagine de la Repubblica Antonio Scurati ha osservato che il film rappresenta il fascismo come una manifestazione esterna e assoluta del male, più vicina alla lettura crociana dell’«invasione degli Hyksos» che a quella gobettiana del fascismo come prodotto della storia nazionale 11. Lo stesso Scurati è stato al centro dell’attenzione della Süddeutsche Zeitung per la traduzione in tedesco dell’ultimo volume del suo ciclo narrativo su Mussolini; il lavoro è presentato come un monito contro le persistenti tentazioni autoritarie della politica contemporanea 12.

Alla memoria dell’antifascismo, invece, è stata ricondotta la figura di Ferruccio Parri nel volume Il ricordo è l’unica difesa di Ester Parri, edito da Solferino, testimonianza della vita familiare durante gli anni del confino e della persecuzione politica fascista 13. Sempre sul fronte degli studi sull’antifascismo, nelle pagine del Corriere della Sera Antonio Carioti ha ricostruito la vicenda del fotografo antifascista Attilio De Feo, riparato in Francia, perseguitato dall’apparato repressivo fascista e sorvegliato persino dal fratello, convinto sostenitore del regime 14. Sullo stesso quotidiano, recensendo la nuova edizione del saggio Degenerati al potere dello psichiatra ebreo Arthur Kronfeld (Bollati Boringhieri), Luciano Canfora ha invece richiamato l’attenzione sulle interpretazioni contemporanee del nazismo, della propaganda e delle dinamiche politiche che portarono all’affermazione dei totalitarismi 15. Alla riflessione sui governi autoritari e sul totalitarismo hanno contribuito anche la recensione del romanzo di Ilaria Tuti (Ed è un poco la notte e un poco l’alba, Longanesi), ambientato durante “l’occupazione cosacca” della Carnia 16, e quella dedicata al volume di Philippe Maynial (Le ragazze dello squadrone blu, Edizioni Ares) sulla missione umanitaria delle infermiere francesi guidate da Madeleine Pauliac nella Polonia alla fine della seconda guerra mondiale 17.

La Süddeutsche Zeitung insiste invece sul problema della propaganda e della manipolazione dell’informazione, mettendo in relazione le tecniche persuasive dei regimi del Novecento con le odierne dinamiche della comunicazione digitale e delle fake news 18.

 

Antonio Gramsci

Alle riflessioni sull’antifascismo, si sono affiancate nuove letture di figure centrali della cultura politica italiana, come quella di Antonio Gramsci: una nuova edizione dei Quaderni, curata da Gianni Francioni, propone una rilettura svincolata dalle successive costruzioni del PCI 19. Il dibattito pubblico sulla figura di Gramsci ha trovato spazio anche nelle pagine de Il Giornale attraverso un intervento critico di Giuseppe Bedeschi, rivolto alle lezioni pubblicate dal Corriere della Sera e curate da Carlo Galli. Secondo l’autore, l’interessante lettura proposta da Galli tenderebbe a presentare Gramsci come anticipatore di forme di sincretismo politico e culturale estranee alla sua formazione originaria, minimizzandone invece la collocazione all’interno della tradizione comunista stalinista. Il dibattito testimonia come la figura di Gramsci continui a rappresentare un terreno di confronto storiografico e politico 20.

 

Percorsi biografici e culture politiche nel secondo Novecento

Una certa attenzione è stata rivolta al secondo dopoguerra e agli anni successivi. Su la Repubblica, Filippo La Porta ha riproposto L’Orologio di Carlo Levi come una delle più lucide analisi delle contraddizioni del dopoguerra italiano 21. La figura di Goffredo Fofi, scomparso quasi un anno fa, ha offerto l’occasione per riflettere sul ruolo dell’intellettuale critico nella società italiana del secondo Novecento 22.

Da un’altra prospettiva, la scomparsa di David Hockney, morto l’11 giugno, ha dato luogo a una più ampia riflessione sull’eredità artistica del dopoguerra 23. In questo contesto è di interesse segnalare anche il documentario Once Upon a Time in Harlem, presentato a Cannes, costruito a partire da riprese realizzate nel 1972 da William Greaves durante un incontro a casa di Duke Ellington, e oggi valorizzato come rara testimonianza della vitalità intellettuale della Harlem Renaissance e della cultura afroamericana del Novecento 24.

Tra le figure ricordate dalla stampa spicca anche quella di Luisa Muraro. In occasione della sua recente scomparsa, il manifesto ha ripercorso la storia del femminismo della differenza e il contributo della filosofa alla riflessione sul rapporto tra esperienza, linguaggio e libertà femminile 25. Si segnalano anche gli articoli dedicati alla scomparsa di Marjane Satrapi, nei quali la vicenda personale dell’autrice di Persepolis viene intrecciata alla storia dell’Iran contemporaneo e dell’esilio politico 26.

In occasione del terzo anniversario della morte di Silvio Berlusconi, il Fatto Quotidiano ha ripercorso la sua parabola politica e imprenditoriale, interrogandosi sull’eredità lasciata dal berlusconismo nella storia italiana contemporanea 27.

Nella Süddeutsche Zeitung particolare attenzione è stata inoltre riservata al dibattito sulla memoria della DDR e al rischio che, a oltre trent’anni dalla riunificazione, una parte della produzione letteraria della Germania orientale venga progressivamente marginalizzata nel canone culturale nazionale 28.

Sulle pagine di Domani, Marco Damilano ha ricordato il cinquantesimo anniversario dell’intervista nella quale Enrico Berlinguer dichiarava di poter contare «anche» sulla NATO per garantire l’autonomia del Partito comunista italiano dall’Unione Sovietica. L’episodio è stato interpretato come una tappa significativa della ricerca di una via democratica e occidentale al socialismo, capace di collocarsi in una posizione autonoma rispetto ai blocchi della Guerra fredda 29. Tra i fatti storici ricordati dal Corriere della Sera figura anche l’assassinio del generale Carlo

Alberto Dalla Chiesa. Felice Cavallaro ha sottolineato il ruolo svolto dalla stampa e in particolare dall’editoriale affidato da Alberto Cavallari a Leo Valiani nel trasformare la questione mafiosa da problema locale a tema nazionale, evidenziando il contributo dell’informazione alla formazione di una nuova consapevolezza pubblica sul fenomeno mafioso 30. Restando ai fatti di mafia, il Fatto Quotidiano ha richiamato l’attenzione sul volume dello storico Mauro Canali dedicato a Mauro De Mauro (Ritratto di giovane fascista. Il caso Mauro De Mauro, Donzelli), nel quale viene ricostruito il suo controverso percorso giovanile tra l’esperienza nella Repubblica sociale italiana e il successivo impegno giornalistico culminato nel suo assassinio per mano mafiosa nel 1970 31.

Guillaume Perrault su Le Figaro ha ripercorso l’evoluzione della destra italiana dal secondo dopoguerra ai giorni nostri, soffermandosi sul progressivo superamento delle tradizionali divisioni tra le diverse componenti dell’area postfascista e conservatrice. L’autore interpreta l’alleanza tra le destre come l’esito di un lungo processo storico e politico che ha trasformato forze un tempo contrapposte in una coalizione stabile, oggi rappresentata dal governo guidato da Giorgia Meloni. L’articolo propone così una lettura di lungo periodo delle continuità e delle discontinuità che hanno caratterizzato la destra italiana nella storia repubblicana 32.

 

Colonialismo e decolonizzazione

Le guerre contemporanee continuano a essere interpretate attraverso il ricorso alla storia. Su il Fatto Quotidiano il conflitto israelo-palestinese è stato affrontato soprattutto attraverso le categorie della memoria, del colonialismo e delle mobilitazioni transnazionali, con riflessioni che hanno riguardato il significato politico delle proteste internazionali a sostegno della popolazione di Gaza 33. Sulla tragedia palestinese il Fatto Quotidiano ha presentato inoltre il diario del poeta palestinese Al Zaqzouq 34, così come l’ultimo volume dello storico dell’Olocausto israelo-statunitense, Omer Bartov, intitolato Nell’abisso. Dal sionismo al genocidio (Laterza) 35.

Avvenire ha dedicato invece ampio spazio al ricordo della fine della guerra civile in Mozambico, presentando gli Accordi generali di pace di Roma del 1992 come un modello di riconciliazione capace di superare la logica della vittoria militare 36. Sulla stessa scia, con una maggiore attenzione verso la dimensione postcoloniale della storia italiana, Igiaba Scego ha richiamato nelle pagine del Corriere della Sera il peso della memoria coloniale italiana, il tema dell’identità afro-italiana e la necessità di confrontarsi con le eredità del passato per comprendere le trasformazioni della società contemporanea37.

 

Sovranismi e populismi

Sullo sfondo delle trasformazioni dell’ordine internazionale, Carlo Galli, che ha recentemente pubblicato il saggio Necessità della politica (Raffaello Cortina), spiega su Repubblica l’ascesa di populismi e sovranismi come il prodotto delle contraddizioni generate dalla globalizzazione, evidenziando il progressivo affermarsi di una fase da lui definita di «post-democrazia» nella quale le istituzioni tradizionali persistono, ma sono in realtà svuotate del loro potere 38.

Partendo dal suggestivo racconto del mito di Europa, Sara Gentile sottolinea su Domani come questa figura mitologica rappresenti un momento di mescolanza tra Oriente e Occidente. L’articolo ripercorre poi alcuni elementi identitari e la storia dell’Europa attuale, a partire dal Manifesto di Ventotene, simbolo di un progetto politico fondato sul superamento dei nazionalismi. Richiamando le figure di Altiero Spinelli, Ernesto Rossi, Eugenio Colorni e Ursula Hirschmann, Gentile ripropone così il grande tema che oppone le attuali spinte nazionaliste alla visione originaria dell’integrazione europea 39.

Sulla stampa tedesca, la riflessione si è concentrata soprattutto sui rapporti tra storia e presente. La Süddeutsche Zeitung ha discusso sia le radici storiche della politica di Vladimir Putin 40 sia il problema di come utilizzare la conoscenza storica per orientarsi in un contesto segnato da guerre, autoritarismi e crisi internazionali 41. In una prospettiva analoga, Avvenire ha ospitato un intervento di Adriano Roccucci che, presentando il volume Ucraina plurale. Storia, cultura, religione (Edizioni Scientifiche Italiane), ha interpretato la resistenza ucraina alla luce della storia composita del paese, caratterizzata dall’intreccio di lingue, culture e tradizioni religiose differenti 42.

Su Domani la riflessione storica è stata spesso utilizzata per interpretare le tensioni politiche del presente. Marco Damilano ha analizzato la diffusione di nuove forme di autoritarismo nelle democrazie contemporanee, richiamando il confronto con i tentativi golpisti del secondo Novecento europeo e sottolineando il ruolo che in quegli anni ebbero le istituzioni democratiche e le riforme sociali nel contrastare le derive illiberali. In questa prospettiva, la storia diviene uno strumento per comprendere le trasformazioni della politica contemporanea e le fragilità degli ordinamenti democratici 43.

 

Anniversario dell’indipendenza degli Stati Uniti d’America

Un ulteriore filone di riflessione ha riguardato il prossimo duecentocinquantesimo anniversario dell’indipendenza degli Stati Uniti d’America. Mario Del Pero, discutendo il volume di Arnaldo Testi 4 luglio (il Mulino), ha ripercorso la dialettica che ha attraversato la storia degli Stati Uniti in merito all’orizzonte valoriale affermatosi con la Dichiarazione d’indipendenza (sospesa tra l’universalismo dei principi e l’esclusione originaria di schiavi, donne e popolazioni native dalla comunità dei diritti). L’articolo mostra come il conflitto sull’interpretazione di quei principi abbia accompagnato l’intera storia statunitense, dalla guerra civile fino alle attuali tensioni politiche e culturali 44. Sullo stesso tema, la Süddeutsche Zeitung ha utilizzato l’anniversario per interrogarsi sulle tensioni tra mito democratico, esclusione e pluralismo che attraversano ancora oggi la società statunitense 45.

 

Archivi

Una certa attenzione è stata riservata al tema degli archivi come strumenti di conservazione della memoria e di costruzione della conoscenza storica. Su Il Giornale, Francesco Martelli, direttore della nuova Cittadella degli Archivi di Milano, intervistato da Simone Finotti, ha sottolineato il ruolo degli archivi nell’epoca della sovrabbondanza informativa digitale, presentandoli come un antidoto alla dispersione documentaria prodotta dal web 46. Nella stessa prospettiva sono dirette le sollecitazioni provenienti da Archivissima, il festival dedicato agli archivi. Durante l’incontro sulla ricostruzione delle stragi nazifasciste, svoltosi presso il Circolo dei lettori di Torino, il procuratore generale militare Marco De Paolis ha richiamato l’importanza delle carte dei processi per la ricostruzione delle stragi e dei crimini di guerra rimasti a lungo occultati 47. In entrambi i casi emerge l’idea dell’archivio come luogo di tutela della memoria collettiva e come risorsa indispensabile per il lavoro degli storici.

 

Note

1 Umberto Gentiloni, Cosa insegna davvero la festa del 2 giugno, la Repubblica, 02/06/2026.

2 Diego Motta, 2 giugno, la Repubblica è in festa. «Così vinse la democrazia», avvenire.it, 02/06/2026.

3 Vinzia Fiorino, Quei corpi sovrani nel passaggio cruciale del Novecento, il manifesto, 02/06/2026.

4 Luciana Castellina, Quando la Storia diventa esperienza politica comune, il manifesto, 05/06/2026.

5 Paola Cortellesi, Il voto e il ruolo delle donne, Corriere della Sera, 03/06/2026.

6 Andrea Manzella, Repubblica, e l’Italia spiccò il volo, Corriere della Sera, 03/06/2026.

7 Claudio Fracassi, Addio a Re e Fascisti, tornano i partiti, il Fatto Quotidiano, 02/06/2026.

8 Chiara Giorgi, Tra continuità e rottura, l’anno zero del welfare italiano, il manifesto, 02/06/2026.

9 Enrica Roddolo, «Mia nonna era la regina» Storia famigliare di Maria José, Corriere della Sera, 07/06/2026.

10 La Festa della Repubblica non è un megafono, ilfoglio.it, 02/06/2026.

11 Antonio Scurati, I fascisti di Novecento facevano ancora paura, la Repubblica, 14/06/2026.

12 Thomas Steinfeld, Größtes Ich der Nation, Süddeutsche Zeitung, 08/06/2026.

13 Giuseppe Galzerano, Memorie politiche che parlano al presente, il manifesto, 04/06/2026.

14 Antonio Carioti, Il fotografo antifascista spiato dal fratello, Corriere della Sera, 04/06/2026.

15 Luciano Canfora, Conoscere il nemico per batterlo, Corriere della Sera, 11/06/2026.

16 Annachiara Sacchi, La bufera dell’est nel mio Friuli, Corriere della Sera, 14/06/2026.

17 Carlo Baroni, Le francesi che curarono le ferite della Polonia e dell’Europa, Corriere della Sera, 07/06/2026.

18 Daniel Siemens, Der schöne Schein der Manipulation, Süddeutsche Zeitung, 08/06/2026.

19 Michele Ciliberto, Non abbiamo capito chi era il vero Gramsci, la Repubblica, 10/06/2026.

20 Giuseppe Bedeschi, Che tristezza il Gramsci «prêt-à-porter», Il Giornale, 11/06/2026.

21 Filippo La Porta, Perché Carlo Levi non si è fermato soltanto a Eboli, la Repubblica, 03/06/2026.

22 Costantino Cossu, Goffredo Fofi, un mondo da cambiare, il manifesto, 10/06/2026; Stefano De Matteis, Goffredo Fofi, la cultura come resistenza contro l’illusione del presente, avvenire.it, 04/06/2026.

23 Giuseppe Frangi, David Hockney, un’esperienza ininterrotta di piacere, il manifesto, 13/06/2026; Alessandro Beltrami, Addio a David Hockney, l’ultimo maestro del colore, avvenire.it, 12/06/2026.

24 Giulia D’Agnolo Vallan, Once Upon a Time in Harlem, metti un party da Ellington, il manifesto, 07/06/2026.

25 Ida Dominijanni, Luisa Muraro, come quando si spegne una luce, il manifesto, 14/06/2026.

26 Anais Ginori, Addio a Satrapi con Persepolis denunciò l’Iran, la Repubblica, 05/06/2026; Mario Natangelo, Con “Persepolis”, l’Occidente scoprì la vita velata dell’Iran, il Fatto Quotidiano, 05/06/2026.

27 Pino Corrias, Il funerale di Stato per B. lungo tre anni: il danno non passa, il Fatto Quotidiano, 12/06/2026.

28 Lothar Müller, Wurde die Literatur der DDR ausgelöscht?, Süddeutsche Zeitung, 07/06/2026.

29 Marco Damilano, La NATO il suo ombrello protettivo l’«anche» di Berlinguer 50 anni dopo, Domani, 13/06/2026.

30 Felice Cavallaro, E la mafia divenne «tema nazionale», Corriere della Sera, 03/06/2026.

31 Marco Lillo, Le due vite di De Mauro: da SS a cronista di razza, il Fatto Quotidiano, 09/06/2026.

32 Guillaume Perrault, En Italie, comment les droites ont cessé d’être ennemies pour s’allier, lefigaro.fr, 13/06/2026.

33 Salvatore Cannavò, Intervista a D. della Porta: Gaza e Flotilla, i giovani reagiscono allo choc, il Fatto Quotidiano, 06/06/2026.

34 Crocifisso Dentello, “Io scrivo perché la guerra non mi renda una bestia”, il Fatto Quotidiano, 06/06/2026.

35 Riccardo Antoniucci, Intervista a Omer Bartov: “Così si estende il modello Gaza, Israele non cambierà da dentro: si vive rimuovendo il genocidio”, il Fatto Quotidiano, 10/06/2026.

36 Roberto Morozzo della Rocca, Mozambico, la pace che vinse la guerra, avvenire.it, 04/06/2026.

37 Alessandra Arachi, Intervista a Igiaba Scego, Corriere della Sera, 06/06/2026.

38 Carlo Galli, Post-democrazia, quando la libertà cancella sé stessa, la Repubblica, 06/06/2026.

39 Sara Gentile, Chi vuole “rapire” l’Europa dei padri fondatori e del mito, Domani, 06/06/2026.

40 Cathrin Kahlweit, “Putin will Russland erobern“, Süddeutsche Zeitung, 12/06/2026.

41 Loel Zwecker, Aus der Geschichte lernen? Ja, das geht!, Süddeutsche Zeitung, 07/06/2026.

42 Adriano Roccucci, Perché l’Ucraina resiste: è una nazione plurale costruita sulle diversità, avvenire.it, 13/06/2026.

43 Marco Damilano, Quelle pulsioni autoritarie al centro della democrazia, Domani, 14/06/2026.

44 Mario Del Pero, Il 4 luglio 250 anni dopo con il tycoon finirà in gabbia, Domani, 12/06/2026.

45 Boris Herrmann, Dann feiert mal schön, Süddeutsche Zeitung, 14/06/2026.

46 Simone Finotti, Gli archivi ci salveranno dalla bulimia del web, Il Giornale, 08/06/2026.

47 Matteo Sacchi, Intervista a Marco De Paolis, Il Giornale, 04/06/2026.