L’Italia neutrale
Presentazione della riedizione del libro di Brunello Vigezzi (Bruno Mondadori, Milano 2017).
Partecipano, con l'autore, Fulvio Cammarano, Alfredo Canavero, Antonio De Francesco, Ivano Granata
Presentazione della riedizione del libro di Brunello Vigezzi (Bruno Mondadori, Milano 2017).
Partecipano, con l'autore, Fulvio Cammarano, Alfredo Canavero, Antonio De Francesco, Ivano Granata
Venerdì 16 novembre 2018, alle ore 17.00, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Palazzo Mattei di Giove - Via Michelangelo Caetani 32, Roma),
sarà presentato il volume Marco Minghetti. Giovinezza e politica (1818-1848) di Riccardo Piccioni, Le Monnier, 2018. Ne discutono con l’autore: Marco De Nicolò,
Romano Ugolini. Sarà presente l’autore.
In questa prima parte di una ricerca biografica complessiva su Marco Minghetti (1818-1886), la
formazione politica e culturale dell\'uomo politico bolognese, futuro ministro e presidente del Consiglio del nuovo Regno d\'Italia, viene inquadrata alla luce della storia europea del tempo. Dal decisivo ruolo della madre e della famiglia, che lo indirizzano fin da subito verso una concezione liberale dell\'esistenza, agli studi condotti con maestri e precettori che gli forniscono solide basi culturali, la giovinezza di Minghetti si svolge lungo direttrici plurime, sia per quanto riguarda le materie di studio sia per le esperienze di vita. Lo studio dell\'Economia politica, verso la quale ben
presto s\'indirizzò influenzato dalle teorie di Sismondi, gli fornì le categorie interpretative per comprendere le dinamiche di quella grande trasformazione ottocentesca nella quale era immerso.
Intraprese viaggi in Europa con il duplice scopo di osservare direttamente la modernità industriale
in atto e di familiarizzarsi con il funzionamento dei regimi liberali rappresentativi. Trovò nel
liberalismo moderato la piattaforma politico-programmatica per avviare il processo riformistico e
l\'elezione di Pio IX gli spalancò le porte della carriera politica. Giornalista, Consultore e poi Ministro del papa, con l\'emergere nel 1848 dei limiti del riformismo pontificio Minghetti prese atto del fallimento del tentativo di conciliare religione e nazione e si recò al fronte a combattere per la guerra d\'indipendenza.
Presentazione del libro "Tutto è ritmo, tutto è swing. Il jazz, il fascismo e la società italiana", Mondadori- Le Monnier, 2018
La presentazione rientra nell'ambito di BOOKCITY MILANO,
Interverranno: Claudio Sessa, scrittore e critico musicale, voce di di Rai Radio3 e Alberto Riva, giornalista di Repubblica.
Accompagnamento musicale di Leonardo Brizzi e Nino Pellegrini.
Pietro Greco presenta
I"Primati" della scienza. Documentare ed esporre scienza e tecnica tra fascismo e dopoguerra
curato da G.Paoloni, R.Reali e L.Ronzon
nell'ambito del riordino dell'archivio storico del Museo Nazionale Scienza e Tecnologia Leonardo da Vinci
in collaborazione con ISPF-CNR
In occasione di BookcityMilano 2018, Fondazione ISEC, insieme al progetto MilanoAttraverso, vi invita all’incontro “MilanoAttraverso. Sguardi sulla città che cambia” con Roberto Mutti e Christian Novak, per discutere con gli autori dei volumi:• Marco Introini, Francesco Radino, Fabrizio Trisoglio, Gli scali ferroviari di Milano. Oggi, prima di domani. Fotografie di Marco Introini e Francesco Radino (Fondazione AEM)• La città «messa a fuoco». Territorio, società e lavoro nella fotografia della città metropolitana di Milano, a cura di Dino Gavinelli, Giacomo Zanolin (Fondazione ISEC-Mimesis)
L’incontro è organizzato dall’ASP Golgi-Redaelli in collaborazione con le Raccolte Storiche del Comune di Milano, Fondazione Aem-Gruppo A2A e Fondazione ISEC, nell’ambito del progetto “MilanoAttraverso. Persone e luoghi che trasformano la città”.I due libri al centro dell’incontro mettono a fuoco un tema di grande attualità nel dibattito pubblico cittadino, quello della trasformazione urbana, attraverso immagini fotografiche di particolare suggestione. Gli scatti conservati presso l’archivio della Fondazione ISEC illuminano con forza i cambiamenti socio-economici e territoriali degli anni del “miracolo economico” nell’area metropolitana milanese, mentre i reportage dei fotografi Marco Introini e Francesco Radino commissionati da Fondazione Aem – Gruppo A2A aprono alla riflessione sul riutilizzo delle zone un tempo occupate dagli scali ferroviari ora abbandonati.
Sabato 17 novembre 2018 ore 16.30Palazzo Moriggia – Museo del Risorgimentovia Borgonuovo 23, Milano
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Workshop di digital public history a cura di Federico Mazzini
Workshop Programme
November 19, 2018
BRAU, Sala del Refettorio, Piazza Bellini 60, Napoli
12.40-13.00 Marco Maria Aterrano, University of Padua
Introductory remarks
13.00-14.00 Andrew Buchanan, University of Vermont
The Liliputian Bathtub: the Mediterranean in its Global Dimension during World War II
14.00-15.00 Lunch
15.00-15.45 Richard Hammond, King’s College London
The Sea, Shipping, and British Wartime Strategy: Mediterranean Opportunities versus Global Vulnerabilities
15.45-16.30 Pablo Del Hierro, Maastricht University
A Global Metropolis: Tangiers during the Second World War
16.30-16.45 Coffee Break
16.45-18.00 Roundtable with Daniela Luigia Caglioti, Gabriella Gribaudi, Teodoro Tagliaferri (University of Naples “Federico II”)
The Mediterranean theatre of the Second World War has often been considered, by both the early historiography and the protagonists of the events, a “backwater war”. A marginal battle in the grand scheme of the fight for the ultimate victory, entirely dependent on the great efforts made on the eastern front, in northern Europe, and in the territories and waters of the Asia-Pacific. However, over the last twenty years, a group of historians have not only tried to reconsider the relative role of the region in the overall development of the conflict between the Allies forces and the Axis, but to trace the origins of major aspects of the conflict precisely back to the Mediterranean tensions that arose between the European powers in the interwar years. The role played by the Italo-Anglo-French rivalry in creating the conditions necessary for the outbreak of war in the region and transforming it into a vital crossroads has now been the subject of substantial research, but the complexity of the Mediterranean strategic landscape and its importance within the framework of European and global scenarios deserve further understanding. In particular, this event intends to incorporate multinational perspectives, including American, British, French, German, Italian, Japanese and Spanish.
According to recent calculations, in fact, for 42 months in a row the Mediterranean was the theater that attracted more resources in terms of both means and men among those available to the Western Allies, contributing decisively to the total victory, and to the positioning of the forces that would then determine the balances and realities of postwar Europe.
The global network of war theatres posed major challenges to military planners and political leaders alike, as threats originated from more than one single theatre at a time and the means were not sufficiently rich to counter them all. The allocation of sizable defence resources to the North African campaign, for instance, had an impact on the British loss of Malaya and Singapore, and the commitment of divisions and ships into the Mediterranean significantly delayed the landings in Northern Europe.
This conference intends to reflect on the state of the field, combining the work of prominent scholars with that of younger researchers. It seeks to adopt a fully global approach that can take advantage of diplomatic, military, institutional and social perspectives in order to form an updated image of the Mediterranean during the conflict in all its central aspects in light of the new studies. It will consider the relationship between the Mediterranean and the eastern front, northwest Europe and the campaign in the Pacific. The internal debate within the two alliances on the role the region had to play in the overall development of the war, and the plans and imposition of the postwar order in the region also merits further assessment. Finally, the role played by occupied countries, civilian populations, collaborationist regimes and insurgent movements in the area remain very important themes that offer prospects for deepened understanding and groundbreaking discovery.
Ricordo di Giuseppe Galasso
PROGRAMMA
Lunedì 19 novembre, ore 15.00
Saluti istituzionali
Introduce e presiede Massimo L. Salvadori, Accademia delle Scienze
Alberto Piazza, Accademia delle Scienze: "La scienza contemporanea e le ceneri del razzismo"
Massimo L. Salvadori, Accademia delle Scienze: "Le radici storiche del razzismo"
Saverio Gentile, Università Cattolica del Sacro Cuore: "Le premesse della campagna razziale nell’Italia fascista"
Michele Sarfatti, Fondazione Centro di Documentazione Ebraica Contemporanea di Milano: "Le leggi antiebraiche e la loro applicazione"
Francesco Traniello, Accademia delle Scienze: "Le risposte della Chiesa"
Martedì 20 novembre, ore 9.00
Presiede Alberto Piazza, Accademia delle Scienze
Annalisa Capristo, Centro Studi Americani: "Le reazioni degli ambienti accademici italiani"
Fabio Levi, Direttore Centro Internazionale di Studi Primo Levi: "Le risposte della società italiana (1938-1945)"
Guido Neppi Modona, Università di Torino: "Prospettive di ricerca sul coinvolgimento delle istituzioni e di enti esponenziali della società civile"
Gian Savino Pene Vidari, Accademia delle Scienze: "La legislazione antiebraica del 1938-39 in Piemonte nel campo dell'istruzione e dell'avvocatura"
Paolo Valabrega, Accademia delle Scienze: "La legislazione antiebraica del 1938-39: la comunità matematica italiana"
Convegno internazionale su Giuseppe Galasso presso la Società Napoletana di Storia Patria