La fine di un Regno. Il crollo delle Due sicilie tra storia e mito
Riflessione sul dibattito relativo al crollo del Regno delle Due Sicilie.
Riflessione sul dibattito relativo al crollo del Regno delle Due Sicilie.
Festival Leggere&Scrivere, VIII edizione, di Vibo
Valentia.
Presentazione del libro di Camilla Poesio "Tutto è ritmo, tutto è swing. Il jazz, il fascismo e la società italiana", Mondadori- Le Monnier, 2018
Ne discuterà il musicolgo e critico musicale Stefano Zenni.
Venerdì 5 ottobre 2018, alle ore 17.00, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Palazzo Mattei di Giove - Via Michelangelo Caetani 32, Roma), sarà presentato il volume Élites e partecipazione politica. Saggio su Vilfredo Pareto di Ilaria Riccioni, Carocci, 2016. Intervengono: Roberto Cipriani, Franco Ferrarotti, Maria Cristina Marchetti. Coordina: Fabrizio Federici. Sarà presente l’autrice.
«La scienza è in un perpetuo divenire; chi la studia deve muoversi con essa e seguire da vicino gli insegnamenti dei fatti», scrive Pareto in una lettera del 1916 a Sigismund Krausz, offrendo una motivazione al suo radicale cambiamento negli studi dall’economia alla sociologia: «principalmente io stimo che l’Economia da sola poco vale per dare la spiegazione dei fatti concreti. Tale spiegazione si può avere solo aggiungendo le ricerche sociologiche», continua nella stessa lettera,
quasi anticipando l’attuale bisogno di comprensione della società da più punti di vista disciplinari. Il libro ripercorre alcuni momenti cruciali dell’opera di Pareto sociologo, facendo rivivere lo scambio epistolare con Benedetto Croce, la questione dell’interdisciplinarità tra le scienze, la circolazione e formazione delle élites e le contraddizioni del concetto di democrazia in una società di massa analizzata da Roberto Michels, con il filo rosso della vis polemica di un classico della sociologia.
PREMIO NAZIONALE DI STORIA CONTEMPORANEA FRIULI STORIA
Cerimonia di premiazione della V edizione
VENERDÌ 5 OTTOBRE 2018
ORE 18.00
Sala Ajace, palazzo D’Aronco, Udine
Ingresso libero fino ad esaurimento posti
Info: segreteria@friulistoria.it
Introduce: Omar Monestier, Direttore del Messaggero Veneto
Saluto del Sindaco di Udine, Pietro Fontanini
Presentazione dei finalisti a cura della Redazione del Messaggero Veneto scuola.
Letture di Giovanni Nistri
Emanuele Ertola, In terra d’Africa. Gli italiani che colonizzarono l’impero (Laterza)
Marco Mondini, Il Capo. La Grande Guerra del generale Luigi Cadorna (Il Mulino)
Marco Monte, La grande carestia del 1813-1817 in Friuli. L’ultima grande crisi di sussistenza del mondo occidentale (Gaspari)
Consegnano il premio: Giulio Giustiniani (Presidente dell’Associazione Friuli Storia) e Tommaso Piffer (Presidente della giuria scientifica)
Martedì 9 ottobre 2018, alle ore 17.00, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Palazzo Mattei di Giove - Via Michelangelo Caetani 32, Roma), sarà presentato il volume La famiglia F. di Anna Foa, Laterza, 2018. Intervengono: Guido Crainz, Marino Sinibaldi. Coordina: Patrizia Rusciani. Sarà presente l’autrice.
La storia della sinistra italiana è anche una storia di famiglia. È il caso della famiglia Foa, dai nonni al padre Vittorio e alla madre Lisa, fino ai figli Anna, Renzo e Bettina. Una famiglia in cui la passione politica e l’impegno civile si sono intrecciati così fortemente con lo svolgimento della vita quotidiana da educare e governare anche le relazioni, i sentimenti.
Si aprono vecchie scatole con dentro foto e carte di famiglia: un trasloco può far riemergere il passato di tante vite. È quello che è successo ad Anna Foa. Storie di bisnonni, prozii e cugini, fino a quelle dei genitori, Vittorio e Lisa, ricordi a lungo accantonati. Avvocati mazziniani e ‘internazionalisti’, ‘suffragette’ e rabbini lasciano il passo ai primi socialisti, agli antifascisti di Giustizia e Libertà, ai comunisti. Come sfogliando un vecchio album, vediamo rievocati il fascismo, il carcere, la Resistenza, la Shoah, il dopoguerra, il 1968, gli anni di piombo, l’impegno di Lisa in Lotta Continua, il suo anticonformismo, la lunga saggia vecchiaia di Vittorio. Come in ogni storia di famiglia, le case sono centrali: le stanze delle case di vacanza, quelle dei nonni disperse per la Penisola, quelle dei genitori frequentate da amici d’eccezione. E poi il racconto dei luoghi e le città: Torino, la Valle d’Aosta, Roma, ma anche la Spagna della guerra civile, il Vietnam, l’Africa, la Cina. Quella che si viene a comporre, pagina dopo pagina, è una storia ‘intima’ della sinistra italiana. I libri che si leggevano, le percezioni politiche, il modo in cui il mondo esterno veniva filtrato da quello familiare. È anche la storia della fine di un’illusione, quella del comunismo, della sua lenta fine. Una storia familiare e autobiografica aperta a tutte quelle remissioni della memoria e a quelle percezioni personali che la rendono dichiaratamente parziale e non definitiva. Un esperimento storiografico nuovo e condotto ‘sul vivo’ per riscoprire le passioni del Novecento.
In occasione della mostra “Un grande numero. Segni immagini parole del 1968 a Milano” nell’ambito del progetto AggiungiPROmemoria con il contributo di Fondazione Cariplo, Fondazione ISEC promuove e ospita la “Scuola di storia orale: il ’68 e la digital oral history” organizzata da AISO-Associazione italiana di storia orale: il programma prevede lezioni sulla metodologia della storia orale, sulla storia orale e visuale del ’68, sull’applicazione di alcuni software di trattamento e analisi computazionale delle fonti orali.Interverranno: Alessandro Casellato e Giovanni Contini (AISO), Bruno Cartosio (Università degli studi di Bergamo), Marco Lo Cascio (Irsifar, Roma), Uliano Lucas (fotoreporter), Giorgio Bigatti, Bruno Cartosio, Sara Zanisi (Fondazione ISEC), Bianca Pastori (Associazione AVoce e AISO), Francesca Socrate (Università La Sapienza, Roma), Marta Terzi (regista).
Ai docenti che ne faranno richiesta verrà rilasciato un attestato di partecipazione valevole ai fini della formazione obbligatoria.La scuola prevede un minimo di 15 e un massimo di 40 iscritti.Le iscrizioni chiudono il 20 settembre 2018.Costi, informazioni e moduli sul sito di AISO.
Mercoledì 10 e giovedì 11 ottobre 2018Fondazione ISEC, Villa Mylius, largo La Marmora 17 Sesto San GiovanniInfo e iscrizioni: aisoitalia@gmail.com
In occasione della conclusione del ciclo triennale della Cattedra Jean Monnet «The Mediterranean Europe in the European process. History and Culture, Issues and Politics (2014-2017)»
Lectio Magistralis:
Dall'entusiamo alla crisi: la svolta degli Anni '80/'90 nel ruolo internazionale dell'Italia
Prof. Antonio Varsori (Università di Padova)
Presentazione dei due volumi prodotti dalla Cattedra Monnet (FrancoAngeli 2017)
Sante Cruciani (Università della Tuscia):
Relazioni politiche, crisi politiche e regionali
Raffaello A. Doro (Università della Tuscia):
Interdipendenza politica e rappresentazioni mediatiche
Interventi e discussione:
Elena Calandri (Università di Padova)
Giuliana Laschi (Università di Bologna)
Daniele Pasquinucci (Università di Siena)
Mercoledì 10 ottobre 2018, alle ore 16:00, nell’ambito del ciclo “Libri di storia”, sarà presentato il volume di Filippo Triola, L’alleato naturale. I rapporti tra Italia e Germania Occidentale dopo la seconda guerra mondiale (1945-1955), Le Monnier 2017
Introduce e coordina
Andrea D’Onofrio, Università di Napoli Federico II
Intervengono
Federico Scarano, Università della Campania Luigi Vanvitelli
Eugenio Capozzi, Università Suor Orsola Benincasa Napoli
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Sarà presente l’autore Filippo Triola, Freie Universität Berlin
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Il seminario si svolge presso la Biblioteca di Area Umanistica, Sala del Refettorio, piazza Bellini 60.
“Libri di Storia” è il ciclo di presentazioni di libri organizzato dalla Sezione di Scienze Storiche del Dipartimento di Studi Umanistici dell’Università Federico II, con l’obiettivo di coinvolgere un pubblico di studenti, dottorandi, studiosi e appassionati di storia in dibattiti aperti sulle più recenti ricerche e proposte interpretative in ambito storiografico.
Giornata di studi, organizzata dall'Associazione italiana di studi del Sud-est europeo in collaborazione con il Dipartimento di Scienze politiche (Università Roma Tre) e la Società dalmata di storia patria (Roma) e dedicata agli ultimi due anni del primo conflitto mondiale.
Guerra ai briganti, guerra dei briganti.
Storiografia e narrazioni
Convegno di studi storici
Bari, 11-13 ottobre 2018
In varie congiunture della storia nazionale, il difficile rapporto intercorso nei primi anni dell’Italia unita fra lo Stato unitario e le società e le popolazioni meridionali è stato ricondotto al tema del brigantaggio. Di recente, addirittura, si è rivendicato il brigantaggio contro lo Stato unitario, quasi esso fosse stata l’unica espressione delle, fra loro diverse, esperienze, culture e aspirazioni dei gruppi sociali del Sud post-unitario. Quasi che la complessità e le difficoltà dell’unificazione italiana si possano stilizzare nello stereotipo del brigante-eroe meridionale.
Il presente convegno - organizzato dal Dipartimento di Studi Umanistici dell’Università di Bari, dal Centro Interuniversitario di Studi e Ricerche Storico-Militari e dalla Società Napoletana di Storia patria, sotto il patrocinio della Società Italiana per lo Studio della Storia Contemporanea, con il sostegno del Comune di Bari e della Regione Puglia e la collaborazione di altri centri di studio e ricerca - intende riesaminare quanto è stato scritto sul tema fin dagli anni così complicati dell’Unità.
Si è infatti accumulata un’enorme bibliografia, fatta di centinaia e centinaia di studi, forse migliaia, a livello ora regionale, ora provinciale e ora locale, che è stata spesso trascurata. I primissimi resoconti in presa diretta della ‘guerra al brigantaggio’, le prime testimonianze e ricostruzioni pubblicate nei decenni dell’Italia liberale, le sintesi (e le strumentalizzazioni) del periodo fascista, le prime (ma poche) vere storie edite nei primi decenni dell’Italia repubblicana e democratica, fino all’esplosione degli studi locali degli ultimi decenni: molte di queste pubblicazioni sono oggi dimenticate. In gran parte sono state ignorate da chi di recente ha più attizzato polemiche che prodotto veri e propri studi e ricerche sulle fonti.