Breaking apart? Europe and the migration crisis
Conferenza del Prof. Dr. Hans Vorländer (University of Dresden)
Conferenza del Prof. Dr. Hans Vorländer (University of Dresden)
«Vingt-cinq ans après / Vent’anni dopo»
Les femmes au rendezvous de l’histoire, hier et
aujourd’hui
Ecole Française de Rome, 12-14 maggio 2016
Jeudi, 12 mai - 15.00-19.00
Catherine Virlouvet (directrice de l’École
française de Rome)
Andrea Giardina (Président de la Giunta centrale
per gli studi storici)
Isabelle Chabot (Présidente de la Società Italiana
delle Storiche)
Introduction
Michelle Perrot Les femmes ont une histoire
Table ronde (1) : “Vingt-cinq ans après / Vent’anni
dopo”
Présidence : Catherine Virlouvet
avec Christiane Klapisch-Zuber, Michelle Perrot,
Pauline Schmitt-Pantel, Françoise Thébaud,
Marina D’Amelia, Michela De Giorgio,
Angela Groppi, Lucetta Scaraffia, Gabriella
Zarri, Giuseppe Laterza, Cecilia Palombelli
VENDREDI, 13 MAI - 9.00-13.00
Table ronde (2) : Europe, Monde
Présidence : Giulia Calvi (Università di Siena-IUE)
Elena Borghi (IUE)
La storia delle donne e di genere in India. Fra accademia e militanza
Odile Goerg (Université Paris Diderot-CESSMA)
Afrique : quelle histoire pour quelles femmes ?
Paola Paderni (Università di Napoli-L’Orientale)
Engendering China: il genere come categoria d’analisi nella storiografia sulla Cina negli ultimi venticinque anni
Anna Vanzan (Università di Milano)
Women, gender and sexuality in the historiography of the
Middle East and North Africa (MENA)
Table ronde (3) : Circulations, Métissages
Présidence : Manuela Martini (Université Paris
Diderot-ICT)
Joselyne Dakhlia (EHESS-CRH)
Mobilités féminines dans la Méditerranée de l’époque
moderne : une perspective historiographique récente
Silvia Salvatici (Università di Milano)
Il genere, la storia e i refugee studies
Raffaella Sarti (Università di Urbino)
Di casa in casa. Circolazione del personale domestico in
un’ottica di genere
Nancy Green (EHESS-CRH)
Femmes, genre, migrations. Historiographies en mouvement
Table ronde (4) : Droits, Politiques
VENDREDI 13 mai - 15.00- 19.00
Présidence : Isabelle Chabot (SIS)
Violaine Sebillotte-Cuchet (Université Paris1
Panthéon Sorbonne-ANHIMA)
Femmes et droits politiques en Grèce ancienne: le risque de l’anachronisme
Simona Feci (Università di Palermo)
Se il diritto costruisce la storia delle donne
Raffaella Baritono (Università di Bologna)
Genere, sfera pubblica, diritti. Il caso statunitense
Maria Rosaria Stabili (Università di Roma Tre)
“Democracia en el país y en la casa”. Donne e dittature nel Cono sud americano. Il caso cileno
Table ronde (5) : Identités, Familles,
Masculinités
Présidence : Enrica Asquer (SIS)
Sylvie Joye (Université de Reims-Champagne
Ardenne-CERHIC)
La patriapotestas dal tardo antico all’alto medioevo
Sylvie Steinberg (EHESS-CRH)
Les frontières des identités sexuées en questions (époque
moderne)
Domenico Rizzo (Università di Napoli-L’Orientale)
La storia della maschilità e le sue insidie
Nadia M. Filippini (SIS)
Corpo e maternità: sfaccettature e traiettorie della storiografia europea
SAMEDI 14 mai - 9.00-13.00
Table ronde (6) : Sociétés, Economies
Présidence : Anna Bellavitis (Université de Rouen
Normandie- GRHis/IUF)
Ida Fazio (Università di Palermo)
Le risorse economiche delle donne: uno sguardo dall’Italia
Carmen Sarasua (Universitat Autònoma de
Barcelona)
Beyond women’s history. Women’s place in Spanish history,
1982-2015
Alexandra Shepard (University of Glasgow)
“Active agents” and “history makers”: women in the early
modern economy
Elise van Nederveen Meerkerk (Wageningen
University)
Gender and Empire. Postcolonial perspectives on women and
gender in the ‘West’ and the ‘East’, 17th-20th centuries.
Table ronde (7) : Culture matérielle
Présidence : M. Cristina La Rocca (Università di
Padova)
Irene Barbiera (Università di Padova)
Material culture, gender and the life course in early medieval Europe
Renata Ago (Sapienza-Università di Roma)
Spazi domestici e spazi urbani: anche lo spazio è questione di genere
Jane Hamlett (Royal Holloway, University of
London)
Gender and material culture in modern Britain and beyond
Table ronde conclusive
Présidence : Anna Scattigno (Università di Firenze)
avec
Enrica Asquer, Anna Bellavitis, Giulia Calvi,
Isabelle Chabot, Maria Cristina La Rocca,
Manuela Martini
Giovedì 12 maggio 2016, alle ore 17.00, in collaborazione con l’Istituto per la storia dell’Azione cattolica e del movimento cattolico in Italia Paolo VI, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Palazzo Mattei di Giove - Via Michelangelo Caetani 32, Roma), sarà presentato il volume Uccidere senza odio. Pedagogia di guerra nella storia della Gioventù cattolica italiana (1868-1943) di Francesco Piva, FrancoAngeli, 2016. Intervengono: Simona Colarizi, Daniele Menozzi. Coordina: Francesco Malgeri. Sarà presente l’autore
Giovinezza, virilità, guerra, bella morte. Questo nesso, emerso durante le guerre della rivoluzione francese e consolidato in Europa nelle successive guerre nazional-patriottiche, fu proposto anche ai giovani cattolici italiani negli ultimi decenni di quel secolo e i primi quarant'anni del Novecento.
Il volume ricostruisce il messaggio educativo sulla guerra divulgato, tra il 1868 e il 1943, dalla più importante organizzazione giovanile del movimento cattolico italiano. All'inizio del Novecento, quando la Gioventù cattolica cominciò ad assumere dimensioni di massa - fino ad aggregare nei primi anni Venti oltre 400 mila tra studenti, contadini ed operai - venne delineato un progetto pedagogico volto a plasmare una personalità virile, capace non solo di adattarsi alla guerra, ma di eccellere al massimo nelle virtù militari. Proprio in quanto addestrato al combattimento interiore e al ferreo controllo degli impulsi sessuali, il giovane cattolico avrebbe dimostrato di reggere meglio degli altri la fatica di uccidere e la disponibilità ad essere ucciso. Esempio e guida per i compagni nelle micidiali violenze delle guerre novecentesche.
Il libro ripercorre lo sviluppo di questo paradigma, le argomentazioni pedagogiche e il discorso pubblico con cui l'associazione andò configurando, nelle diverse congiunture storiche, la sua collocazione all'interno della nazione. L'immagine del giovane maschio e puro, soldato esemplare, pronto a buona e santa morte, si proiettò a livello politico nell'idea della guerra come purificazione sociale e occasione per rilanciare la cristianità. Questo cammino portò la Gioventù cattolica nella seconda metà degli anni Trenta a sostenere la militarizzazione della società perseguita dal fascismo e a condividere tratti fondamentali della cultura di guerra che sfociò nella catastrofica partecipazione dell'Italia al secondo conflitto mondiale.
Francesco Piva ha insegnato Storia contemporanea presso l'Università degli studi di Salerno e l'Università degli studi di Roma Tor Vergata. Ha pubblicato saggi di storia sociale e, più di recente, si è interessato della formazione giovanile nell'Italia del secondo dopoguerra analizzando due casi: l'uno riguardante l'Azione cattolica, l'altro il Partito comunista. Le due ricerche sono edite dalla FrancoAngeli: "La Gioventù cattolica in cammino...". Memoria e storia del gruppo dirigente (1946-1954) (2003) e Storia di Leda. Da bracciante a dirigente di partito (2009).
Giovedì 12 maggio 2016, alle ore 17.00, presso il Dipartimento di Scienze Politiche e Sociali dell'Università di Bologna (Aula Jemolo, Palazzo Hercolani, Strada Maggiore 45), sarà presentato il volume di Christian Uva, L'immagine politica. Forme del contropotere tra cinema, video e fotografia nell'Italia degli anni Settanta, Mimesis 2015.
Intervengono: Valentina Casini, Alessio Gagliardi, Giacomo Manzoli.
Sarà presente l'autore.
Gabinetto Scientifico Letterario G.P. Vieusseux
Fulvio Cammarano, Fulvio Conti e Luca Mannori
presentano il libro di Arianna Arisi Rota
1869: il Risorgimento alla deriva. Affari e politica nel caso Lobbia
Il Mulino, 2015
ore 17.30
Lunedì 13 giugno 2016, alle ore 17.00, in collaborazione con l’Associazione italiana biblioteche. Sezione Lazio e con la Fondazione Luciano Bianciardi, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Palazzo Mattei di Giove Via Michelangelo Caetani 32, Roma), sarà presentato il volume Luciano Bianciardi bibliotecario a Grosseto (1949-1954) di Elisabetta Francioni. Presentazione di Alberto Petrucciani; postfazione di Arnaldo Bruni, Associazione italiana biblioteche, 2016. Introduce: Massimiliano Marcucci. Intervengono: Simonetta Buttò, Vittorio Ponzani, Lucia Strappini. Coordina: Rosanna De Longis.
La biblioteca civica era stata, negli anni fino alla guerra, una tipica piccola biblioteca di provincia. Frequentata da pochi specialisti di erudizione locale, gelosa e chiusa di fronte al gran pubblico: imperava insomma la conservatrice mentalità tradizionale, che purtroppo ancor oggi resiste in alcune biblioteche italiane. Bisognava invece adoprarsi in ogni modo per fare della biblioteca un centro attivo di diffusione culturale e di educazione alla lettura . Ma questo non era ancora sufficiente: una parte assai larga dei 37940 cittadini del comune rimaneva ancora estranea alla vita della biblioteca, specialmente nei ceti operai, artigiani e contadini. Questi potenziali lettori andavano cercati, avvicinati, educati con letture, presentazioni, recensioni. Ma non è tutto: restano i piccoli agglomerati rurali, le fattorie, le case coloniche. Ebbene, anche queste verranno raggiunte con un mezzo radicalmente nuovo, il bibliobus. (Luciano Bianciardi)
Luciano Bianciardi (Grosseto 1922–Milano 1971) prima di diventare scrittore, giornalista e traduttore è stato per breve tempo insegnante, poi bibliotecario per sei anni. Questo libro racconta la sua storia di ‘ricostruttore’ della Biblioteca comunale di Grosseto nel secondo dopoguerra.
Elisabetta Francioni è bibliotecaria dal 1983, dopo una breve esperienza come insegnante di lettere. Ha lavorato per sette anni a Sassari alla Biblioteca universitaria, poi a Firenze, prima alla Marucelliana e dal 2003 alla Biblioteca nazionale centrale; nello stesso anno si è diplomata alla Scuola speciale per archivisti e bibliotecari con una tesi sull’esperienza di Luciano Bianciardi alla direzione della Chelliana di Grosseto. Ha fatto parte del Comitato esecutivo regionale delle Sezioni Sardegna e Toscana dell’AIB. Ha pubblicato contributi di storia delle biblioteche e dei bibliotecari (con una particolare attenzione alle bibliotecarie) in volumi collettanei e riviste, ha collaborato al Dizionario biografico dei soprintendenti bibliografici, 1919-1972 (Bononia University Press, 2011) e ha redatto alcune voci per il Dizionario biobibliografico dei bibliotecari italiani del XX secolo in AIB-WEB.
Analisi del ruolo della sinistra nella storia del sionismo e dello Stato d'Israele.
Partecipano:
Valentino Baldacci (Presidente Associazione Italia-Israele di Firenze)
Marco Paganoni (Università di Milano)
Coordina Simone Faggi (Vicesindaco di Prato)
Si svolgerà sabato 14 maggio, alle ore 11, presso la Sala Romania del XXIX Salone del Libro di Torino, la presentazione del volume di Antonio D'Alessandri, Sulle vie dell'esilio. I rivoluzionari romeni dopo il 1848, Lecce, Argo, 2015. All'incontro interverranno, insieme all'autore, Francesco Guida e Roberto Merlo.
Buongiorno
ho il piacere di invitarVi DOMENICA 15 Maggio 2016, presso il Salone Internazionale del Libro di Torino, dove, all'interno dello stand dello Stato Maggiore della Difesa, alle ore 12:00, presenterò il volume "La motorizzazione della Guardia di Finanza" realizzato dallo scrivente unitamente a Gerardo Severino, Direttore del Museo Storico della Guardia di Finanza.
L'opera tratta l'evoluzione della storia e dei compiti del Corpo della Guardia di Finanza attraverso l'evoluzione dei suoi mezzi che dal cavallo hanno portato ai moderni mezzi ibridi.
Cordiali saluti.
Giuseppe Furno
Lunedì 16 maggio 2016, alle ore 17.00, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Palazzo Mattei di Giove - Via Michelangelo Caetani 32, Roma), sarà presentato il volume In nome della patria. Ebrei e cultura di destra nel Novecento di Vincenzo Pinto, Le Lettere, 2016. Intervengono: Ester Capuzzo, Vincenzo Fasano, Massimo Longo Adorno. Coordina: Gisèle Lévy. Sarà presente l’autore.
La Destra politica del Novecento è stata anche un fenomeno ebraico. Malgrado le persecuzioni
etnico-razziali del nazi-fascismo o quelle etnico-classiste del socialismo reale, vi sono stati non
pochi ebrei che hanno scelto di sposare una posizione politica di destra: chi su posizioni sionistiche
(come Jabotinsky o Klausner), chi su posizioni diasporiche (come Ovazza o Schoeps). Se il profilo
biografico è quello maggiormente in grado di ritrarre le peculiarità della “Destra ebraica”, è anche
vero che le comunità ebraiche europee sono state lungo tutto il Novecento culturalmente più vicine
alla Destra che alla Sinistra politica, malgrado le persecuzioni subite.
Vincenzo Pinto è uno storico del nazionalismo ebraico. Ha ottenuto un dottorato di ricerca in storia
contemporanea all'Università di Torino (2003), uno in scienze storiche all'Università di San Marino
(2006) e uno in studi italiani all'Università di Grenoble (2012). Dirige attualmente la rivista web
«Free Ebrei». Ha pubblicato numerosi lavori sul sionismo e sull'identità ebraica contemporanea. Si
segnalano fra gli altri: Imparare a sparare (2006), La tigre sotto la pelle (2007), La terra ritrovata
(2012).