Presentazione del libro La ‘scoperta’ dei disoccupati (M. Alberti)
Saluto
Nino Blando - Comitato scientifico IGS
Presiede
Ida Fazio
Ne discutono con l'autore
Tommaso Baris, Sebastiano Nerozzi, Antonio Riolo
Saluto
Nino Blando - Comitato scientifico IGS
Presiede
Ida Fazio
Ne discutono con l'autore
Tommaso Baris, Sebastiano Nerozzi, Antonio Riolo
Seminario di Jan Hein Furnee (University of Amsterdam)
Mercoledì 20 maggio 2015, ore 17.00, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Palazzo Mattei di Giove - Via Michelangelo Caetani 32, Roma), verrà presentato il volume A, EDES, 2014. Intervengono: Annalisa Zanuttini, Gabriele D’Autilia. Coordina: Lauro Rossi.
L’album intitolato I prigionieri di guerra austriaci all’Asinara, 18 dicembre 1915-24 luglio 1916, conservato nell’Archivio centrale dello Stato e pubblicato a cura di Assunta Trova e Giuseppe Zichi, con un’analisi delle immagini di Salvatore Ligios, comprende 51 fotografie, 11 fra piantine, mappe e cartine, 3 grafici e 2 disegni. Il suo recente ritrovamento permette di ricostruire la drammatica esperienza dei cosiddetti "dannati dell'Asinara" attraverso materiali documentari che illustrano la progressiva evoluzione degli insediamenti nell’isola, dal periodo che precede l'arrivo dei prigionieri fino alla costruzione degli spazi destinati ad accogliere gli internati. Furono detenuti nell’isola oltre 20.000 prigionieri austriaci catturati nei primi mesi di guerra, che furono decimati dalle precarie condizioni igieniche e dal diffondersi di malattie epidemiche. L’elenco dei decessi allegato all’album testimonia l’altissima mortalità. Le foto portano poche tracce della realtà del campo, ma, al di là delle imposizioni dettate dalla censura e dall’ufficialità, costituiscono una fonte che si offre a una lettura non ingenua delle immagini, come sottolinea Salvatore Ligios: “La messa in posa era una libera scelta del fotografo oppure l’esecuzione di un ordine del superiore militare o del responsabile sanitario? Il fotografo era un libero professionista o un militare addetto alla documentazione ufficiale? Che fine hanno fatto gli scatti che non sono entrati nella selezione?”.
Assunta Trova è docente di Storia contemporanea nell’Università di Sassari. Studiosa dell’Ottocento, si è occupata in particolare di storia della Sardegna e del Mediterraneo. Tra le sue recenti pubblicazioni, L' Ottocento. Dalla fusione all'Unità, 1800-1899 (2011), in collaborazione, e il volume C. Cattaneo, Della Sardegna antica e moderna: con 56 lettere intercorse tra lo studioso e i suoi corrispondenti sardi (2010).
Giuseppe Zichi, dottore di ricerca in Storia delle istituzioni e della società nell’Europa contemporanea, ha svolto attività di ricerca presso l’Università di Sassari. Tra le sue recenti pubblicazioni, Sisini, imprenditori di Sardegna (2013) e, in collaborazione, Giuseppe Garibaldi. Il mito, l’Unità d’Italia e la Sardegna (2011).
Mercoledì 20 maggio, alle ore 18, si terrà a Roma, presso la sede della LIDU - Lega Italiana dei Diritti dell\'Uomo, in piazza d\'Ara Coeli 12 (accanto a piazza Venezia) la presentazione del libro \"I sei giorni che sconvolsero il mondo. La crisi dei missili di Cuba e le sue percezioni internazionali\" (Le Monnier, 2014, pp. 540. Scheda volume: http://ht.ly/EUP97).
Ne discuteranno con l\'autore Germano Dottori, professore di Studi Strategici alla LUISS, e Silvio Pons, ordinario di Storia dell\'Europa Orientale all\'università di Roma TorVergata e direttore della Fondazione Istituto Gramsci.
Partendo dal libro e dalla crisi di Cuba, getteremo uno sguardo anche sull’oggi: il recente disgelo Cuba-USA e le risorgenti tensioni Russia-USA.
Gentili Professori, colleghi e amici,
proseguono le presentazioni al St. Patrick’s Pub di Roma. Giovedì 21 maggio alle ore 18.00 presenteremo il volume di Giovanni Orsina «Storia delle destre nell'Italia repubblicana», Rubbettino, 2014. L'atmosfera è sempre la stessa, informale e aperta al dibattito. Vi aspetto, davanti a un bel boccale di birra, per discutere con l'autore di questo interessante volume.
Nella speranza di avervi fatto cosa gradita, vi saluto cordialmente
Andrea Ungari
St. Pat's bookshelf
Via Calabria, 30
00187 Roma
Presentazione del volume G. Salvemini, Lettere americane, 1927-1949, Donzelli Editore.
Interventi di: Giuliano Amato, Renato Camurri, M.S. Salvadori.
Saluti introduttivi di: Paolo Marzotto, Carmine Donzelli
Sarà presente il presidente emerito Giorgio Napolitano
Roma, Istituto della Enciclopedia Italiana (Sala Igea)
21 maggio 2015, ore 17.30.
Seminario a cura di Egle Becchi, Monica Ferrari, Gianpiero Fumi, Matteo Morandi
In occasione della commemorazione dello scoppio della prima guerra mondiale e, parallelamente, in occasione del centenario dell’intervento dell’Italia nel conflitto, in questi mesi vengono organizzate e promosse iniziative per lo più incentrate sull’analisi delle relazioni diplomatiche e politiche internazionali, sull’impatto che ha avuto la guerra sulla società civile, sulle modalità attraverso le quali la memoria collettiva rielabora la tragedia della guerra. Poca o nessuna attenzione viene riservata all’esame dei rapporti economici e soprattutto dei progetti di investimento (realizzatisi o meno) che, a cavallo dello scoppio della guerra, si attivarono tra l'Italia e i paesi dell’Europa sud-orientale. Questi ultimi, peraltro, erano da tempo oggetto di interesse da parte di forze imprenditoriali e istituti finanziari italiani come aree di espansione economica. Personaggi come Otto Joel, Giuseppe Volpi, Rolando Ricci e altri guardarono all’ottenimento di appalti per la costruzione di porti e ferrovie e di concessioni minerarie in Montenegro, Albania, Turchia. Le regioni della fascia adriatica della Penisola mostrarono un particolare interesse verso investimenti produttivi e finanziari, nonché nell’espansione dei collegamenti ferroviari verso l’area orientale del continente europeo.
Iniziative del genere e altre ancora furono il segnale di una volontà delle forze economiche e imprenditoriali più attive dell’Italia adriatica (Veneto, Emilia-Romagna, Marche, Umbria, Abruzzo, Puglia) di stabilire un controllo di tipo imperialistico sulle economie dei paesi balcanici, entrando in diretta concorrenza con i loro omologhi austriaci e tedeschi. La guerra mondiale fu un’occasione anche per provare a immaginare un’estensione degli interessi produttivi e finanziari di questi soggetti nei territori dell’Europa sud-orientale. Tali progetti nella maggior parte dei casi non riuscirono a trovare un riscontro e tuttavia sono la cartina di tornasole di uno slancio imperialistico, benché abortito, da parte delle regioni adriatiche verso le aree sopra citate.
Giovedì 21 maggio, alle 17.00, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea, si presenta il volume di Gianluca Cinelli Prigionieri nei lager di Stalin e di Hitler. L'esperienza del totalitarismo nella memorialistica italiana e tedesca (Primalpe, 2014).
Intervengono: Maria Ferretti, Anna Iuso
Coordina: Lauro Rossi
Il volume ricostruisce il modo in cui, in Italia e in Germania, la memorialistica contribuì alla ricostruzione democratica dei due paesi e a rifondare il rapporto fra i reduci e la società, un tentativo spesso fallito o sfruttato per speculazioni politiche. Nelle memorie, la prigionia in Russia e l'internamento in Germania sono spesso presentati come "laboratori" di democrazia e di maturazione etica e politica, nonostante lo shock della violenza subita nei Lager. La prigionia viene quindi come un'esperienza caratterizzata da contraddizioni e conflitti di coscienza, che restituiscono lo spessore umano e la passione etica con cui tanti uomini riuscirono a riappropriarsi della libertà, paradossalmente, solo quando ne furono privati. Il confronto tra la memorialistica italiana e quella tedesca, pressoché sconosciuta in Italia, riporta all'attualità la riflessione sul passato del secondo conflitto mondiale in chiave europea.
La presentazione di Prigionieri nei Lager di Stalin e Hitler conclude il primo ciclo di incontri Scritture di guerra, sulla memorialistica delle guerre mondiali: gli appuntamenti precedent, il 7 e il 14 maggio, sono stati dedicati, rispettivamente, al volume Avanti sempre di Nicola Maranesi, che ha scandagliato i diari, le memorie e gli epistolari conservati nel fondo inedito «Guerra mondiale 1914-18» dell’Archivio Diaristico Nazionale di Pieve Santo Stefano, e al racconto autobiografico di Eugenio Armati, Aride zolle.
Gianluca Cinelli, dottore di ricerca in italianistica, già ricercatore post-doc della Fondazione Alexander von Humboldt presso l'università di Francoforte, è autore di diverse monografie fra cui Nuto Revelli (2011) e Ermeneutica e scrittura autobiografica (2008) e collabora con l'Istituto Storico della Resistenza di Cuneo. Ha pubblicato articoli su Primo Levi, Mario Rigoni Stern, Nuto Revelli e Alessandro Manzoni, nonché sulla memorialistica italiana e tedesca delle due guerre mondiali. Fra i suoi recenti lavori figurano La questione del male in Storia della colonna infame di Alessandro Manzoni (2015) e gli atti del convegno cuneese La memorialistica di prigionia dei militari italiani nella Seconda Guerra Mondiale, apparso nel 2012 su Il presente e la storia n. 84.
Giovedì 21 maggio 2015 alle 17.00 il Centro di Ateneo per la Storia della Resistenza e dell'Età contemporanea ed il DiSSGeA organizzano la presentazione del volume di Matteo Millan Squadrismo e squadristi nella dittatura fascista, Viella, Roma, 2014. Ne discuteranno con l'autore Richard Bosworth (Oxford) e Giulia Albanese (Università di Padova). Introduce e coordina Carlo Fumian (Università di Padova).