Annual Colloquium in European Contemporary History
Due lezioni di Mario Isnenghi e un concerto chiudono il ciclo di conferenze che l'Università di Verona ha organizzato per il Centenario della Grande Guerra
Due lezioni di Mario Isnenghi e un concerto chiudono il ciclo di conferenze che l'Università di Verona ha organizzato per il Centenario della Grande Guerra
Lunedì 25 maggio 2015, alle ore 17.00, in collaborazione con l’Istituto storico germanico di Roma, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Palazzo Mattei di Giove - Via Michelangelo Caetani 32, Roma), verrà presentato il volume 1914-1918. La Grande Guerra di Oliver Janz, Einaudi, 2014. Ne parlano con l’autore: Martin Baumeister, Nicola Labanca. Coordina: Rosanna De Longis.
La Grande Guerra non fu soltanto il primo conflitto «totale» - capace, cioè, di coinvolgere e mobilitare ogni forza sociale ed enormi risorse economiche -, ma anche la prima guerra realmente globale nella storia del mondo. Essa rappresentò non solo per l'Europa, ma anche per molti paesi extraeuropei la «catastrofe originaria del XX secolo». Prima di allora mai nessun evento aveva cambiato la vita di così tante persone in tutti i continenti. La prima guerra mondiale dimostra quanto il mondo e il sistema di potere internazionale fossero globalizzati già nel 1914. Un disastro su vasta scala che, a partire dai Balcani, influenzò in maniera diretta sia i sistemi produttivi e finanziari sia l'assetto sociale e politico dei paesi che presero attivamente parte al conflitto, dall'Europa e le sue colonie fino ai molti Stati extraeuropei. Ed è proprio a partire da questo punto di vista globale che Oliver Janz analizza gli eventi e le conseguenze di lungo periodo del conflitto. Storia politica, economica, militare e sociale - dai movimenti delle masse e degli eserciti alla vita quotidiana delle popolazioni -, raccontata avvalendosi dei più recenti apporti della ricerca storiografica: un saggio innovativo che unisce al rigore della ricostruzione storica una prospettiva originale e ricca di sfaccettature.
Oliver Janz è professore di storia contemporanea alla Freie Universität di Berlino. Ha pubblicato numerosi libri e saggi dedicati alla storia della Germania e dell'Europa, tra i quali ricordiamo: Bürger besonderer Art. Evangelische Pfarrer in Preußen (1994), Centralismo tra otto e novecento (1997), Transnationale Geschichte (2006), Das symbolische Kapital der Trauer (2009), Dolce Vita? Italienische Migranten in Deutschland (2011); Gender History in a Transnational Perspective (2014). Dirige numerosi progetti internazionali sulla prima guerra mondiale, tra cui l'innovativa «1914-1918-online. International Encyclopedia of the First World War» (www.1914-1918-online.net).
Martedì 26 maggio 2015
Massimo L. Salvadori
Edoardo Tortarolo
Piergiorgio Zunino
presentano
Caro Chabod
La storia, la politica, gli affetti (1925-1960) , a cura di Margherita Angelini e Davide Grippa
Carocci, Roma 2014
Saranno presenti i curatori
Gentili soci e socie, la Biblioteca Vallicelliana, in occasione del Maggio dei Libri 2015, è lieta di invitarvi, mercoledì 27 maggio alle ore 17,00, alla presentazione del volume di Antonio Varsori "Radioso Maggio. Come l'Italia entrò in guerra", il Mulino, 2015. Insieme all'autore, presenteranno il volume Marco Gervasoni, Luca Micheletta e Andrea Ungari.
Il Convegno, organizzato dal GRID, Gruppo di ricerca sulle idee politiche, del Dipartimento di Studi Storici dell’Università di Torino, vuole tentare di focalizzare alcuni momenti e figure della vita e del dibattito politico in Italia, nel dodicennio che precede l’esplosione del 1968, o, più correttamente, del 1968/69: la contestazione studentesca ed operaia, cerniera verso gli anni Settanta, un decennio contraddittorio, che da una parte raccolse la migliore eredità politica delle lotte, traducendola in iniziative di legge, di fondamentale importanza (dal nuovo diritto di famiglia allo Statuto dei lavoratori…), ma dall’altra lasciò crescere velleità eversive, o generò una feroce reazione neofascista, che recarono danno all’intera democrazia italiana. Il Convegno mira a mettere in evidenza, nella continuità delle diverse culture politiche, gli elementi di discontinuità, le incrinature, i dissensi, le eterodossie, le polemiche: insomma, tutto ciò che in qualche modo, può essere considerato un dato “preparatorio” del sommovimento di fine decennio. Sono previste quattro sessioni, dedicate ai quattro principali filoni: quello cattolico, quello socialista, quello comunista, quello laico. Per ciascuna sessione è prevista una Relazione introduttiva a carattere generale su quella determinata cultura politica e alcune comunicazioni di approfondimento su singoli aspetti e questioni.
La formazione delle nazioni moderne e i grandi conflitti del XIX secolo sono al centro di importanti riflessioni storiografiche internazionali. Le sole vicende regionali sono considerate, per molti aspetti, insufficienti per la comprensione dello sviluppo di stati nazionali, di moderni movimenti politici e sistemi sociali. In questa prospettiva l’implosione del sistema imperiale borbonico è uno dei casi più interessanti, perché consente il confronto con la crisi di un grande sistema imperiale e il lungo processo di consolidamento di oltre una ventina di nuovi stati nazionali.
L’impero riformato da Carlo III fu uno dei luoghi di sperimentazione di fenomeni che portarono alla formazione del mondo moderno: rivoluzioni e controrivoluzioni, guerre internazionali e conflitti civili, crisi di vecchi stati e fondazione di nuove nazioni. Utilizzando questo paradigma, il Risorgimento, la creazione dei nuovi stati americani o la modernizzazione della vecchia Spagna imperiale sono un terreno di studio perfetto per comprendere interconnessioni e interdipendenze, somiglianze e differenze tra spazi e mondi a volte geograficamente distanti, ma anche per aprire un confronto con alcuni dei migliori risultati della recente storiografia internazionale sulle rivoluzioni di indipendenza, le guerre civili, i nazionalismi, la formazione degli stati moderni.
Il paradigma della guerra, internazionale o civile, si presta allo sviluppo di una prospettiva che analizza in un contesto comune la crisi della monarchia e lo sviluppo degli stati nazionali. Il problema del conflitto è funzionale a disegnare una comparazione all’interno dello spazio borbonico e dei suoi eredi, attraverso alcuni punti cruciali: il crollo di antiche istituzioni e i cambi di regime, la formazione dei tradizioni politiche e la diffusione delle ideologie, il problema delle guerre civili e dei conflitti internazionali, la costruzione di reti culturali e la circolazioni di uomini o idee, la costruzione di edifici nazionali e di memorie legittimanti.
Attraverso la lente del conflitto e delle sue articolazioni è possibile spostare il problema dal contesto a quello più ampio delle monarchie borboniche e dei nuovi stati che ne furono eredi, ridefinendo anche l’utilizzo di concetti come quello di rivoluzione e controrivoluzione, concentrandosi invece sulla trasformazione di regni ed altri territori, in nuovi stati indipendenti o in nazioni costituzionali monarchiche attraverso la contrapposizione tra progetti nazionali opposti.
PROGRAMMA
Mercoledì 27 Maggio
PRESENTAZIONE CONVEGNO
ore 9,30
ore 9,30 | PRESENTAZIONE CONVEGNO
BIBLIOTECA FONDAZIONE SIOTTO · VIA MARCONI, 10
ALDO ACCARDO
Università degli Studi di Cagliari,
Fondazione Memoriale Garibaldi
CARMINE PINTO
Università degli Studi di Salerno,
Fondazione Memoriale Garibaldi
SALUTI
FRANCESCO ATZENI
Direttore Dipartimento Storia Beni Culturali e Territorio – Università di Cagliari
MARIO BRUNO
Sindaco di Alghero
ASSUNTA TROVA
Responsabile gruppo di ricerca, progetto Legge regionale n. 7/2007
ore 10,15 | PRIMA SESSIONE · FONDAZIONE SIOTTO
GUERRA E RIVOLUZIONE
• Aurelio Musi · Università di Salerno
Il concetto di “sistema imperiale” e la sua applicabilità alla rappresentazione del sistema borbonico
• Pedro Rújula Lopez · Universidad de Zaragoza
La monarquía en el ojo del huracán: realismo, liberalismo y guerra civil (1820-1849)
• Tomas Pérez Vejo · Escuela Nacional de Antropología e Historia
Independencia, revolución y guerras civiles: el difícil problema de la legimitad en la crisis del orden imperial novohispano
• José Moya · Columbia University
El impacto de la guerra en la construcción de estados-naciones en América Latina
Discussant Franco Benigno · Università di Teramo
ore 15,30 | SECONDA SESSIONE · FONDAZIONE SIOTTO
GUERRA E NAZIONE
• Alan Knight · University of Oxford
Guerra y proyecto nacional en México (1830-1880)
• Jordi Canal · École des Hautes Études en Sciences Sociales
Guerra civil y construcción del Estado-nación: el caso de España
• Carmine Pinto · Università di Salerno
Guerre civili e progetti nazionali nel Mezzogiorno italiano (1820-1874)
• Cesar Torres Del Rio · Pontificia Universidad Javeriana
Modernidad, guerras civiles y proyectos nacionales. Colombia 1850-1903
Discussant Raffaele Romanelli · Università di Roma La Sapienza
Giovedì 28 Maggio
ore 9,30 | TERZA SESSIONE · FONDAZIONE SIOTTO
LA SARDEGNA E LA FORMAZIONE DELL’ITALIA UNITÀ
• Francesco Atzeni · Università di Cagliari
Stampa e dibattito politico (1848-1961)
• Aldo Accardo · Università di Cagliari
Gli intellettuali sardi nel decennio di preparazione
• Giampaolo Salice · Università di Cagliari
Riformismo statale e costruzione di una élite nella Sardegna sabauda
• Giuseppe Zichi · Università di Sassari
La Chiesa nel periodo unitario
Discussant Antonello Mattone · Università di Sassari
ore 11,30 | QUARTA SESSIONE · FONDAZIONE SIOTTO
GUERRA E MODERNITÀ
• Massimo De Giuseppe · Università IULM
Entre guerra revolucionaria y guerra mundial. Liberales, socialistas, católicos entre México y el mundo
• Alfonso Botti · Università di Modena e Reggio Emilia
Chiesa e cattolici in Spagna di fronte alla Grande guerra (1914-1918)
• Eduardo González Calleja · Universidad Jan Carlos III
España e Italia en el siglo XIX: percepciones mutuas, mitos políticos alternativos
Discussant Salvatore Lupo · Università di Palermo
ore 15,30 | DISCUSSIONE CONCLUSIVA
Partecipa:
Andrea Graziosi · ANVUR
Coordina:
Hilda Iparraguirre Locicero · Escuela Nacional de Antropología e Historia
SEGRETERIA
Alessandro Bonvini
Corrado Nieddu
PROGETTAZIONE GRAFICA
Marta Viscido
COME RAGGIUNGERE I LUOGHI DEL CONVEGNO:
Museo Casa Manno
Via Santa Barbara, Alghero (SS)
+39 392 1699610
a) BUS ogni ora (.00’)
Fertilia Aeroporto (AHO)-capolinea Alghero Porta Terra
A PIEDI, dal capolinea: imboccare via Sassari, svoltare verso p.zza Porta Terra, imboccare via Roma e percorrerla fino a via Camillo Benso Conte di Cavour, superare p.zza Duomo e svoltare per via Santa Barbara
oppure
b) Raggiungere p.zza Duomo e imboccare via Santa Barbara
Mercoledì 27 maggio 2015 alle ore 17.00, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Palazzo Mattei di Giove - Via Michelangelo Caetani 32, Roma), in collaborazione con l’Istituto storico italiano per l’età moderna e contemporanea, verrà presentato il volume Caro Chabod. La storia, la politica, gli affetti (1925-1960) di Margherita Angelini e Davide Grippa, Carocci 2015. Intervengono: Piero Craveri, Lauro Rossi, Edoardo Tortarolo, Marcello Verga
«Che sarà di noi, del nostro paese, di tutto ciò che ci è caro? Se vorremo, potremo risorgere: ed è dovere anzitutto di noi, uomini di studio, di lavorare perché questo volere ci sia, nei giovani almeno a cui è affidato il compito arduo!» (F. Chabod a E. Sestan, 1944). Federico Chabod (1901-1960) è stato tra i più autorevoli studiosi di storia italiani e internazionali. Il volume raccoglie i carteggi personali dello studioso con i suoi maggiori corrispondenti, in particolare con quelli a cui era legato da vincoli affettivi (da Carlo Levi a Gaetano Salvemini), di collaborazione (da Giovanni Gentile a Franco Venturi), editoriali (da Alberto Pirelli ad Antonio Giolitti) e politici (da Ugo La Malfa ad Alcide De Gasperi). La raccolta offre spunti di riflessione per alcuni nodi critici della storia: le due guerre mondiali, le dittature europee e la Guerra fredda.
Margherita Angelini è ricercatrice presso il Dipartimento di Scienze storiche, geografiche e dell’antichità dell’Università di Padova, dove si occupa di istituzioni culturali e storiografia italiana e tedesca nel Novecento. È autrice di Fare storia. Culture e pratiche della ricerca in Italia da Gioacchino Volpe a Federico Chabod (2012) e Transmitting Knowledge: The Professionalisation of Italian Historians (1920s-1950s) (2010).
Davide Grippa è ricercatore presso l’Istituto storico italiano per l’Età Moderna e Contemporanea di Roma. I suoi interessi di ricerca sono rivolti all’analisi del ruolo avuto dalle emozioni nell’elaborazione della memoria storica e nella formazione del pensiero politico. Tra le sue pubblicazioni: Un antifascista tra Italia e Stati Uniti. Democrazia e identità nazionale nel pensiero di Max Ascoli (2009) ed Emozioni e controllo della memoria storica nell’Enciclopedia italiana (2012).
Roma, 27 maggio 2015, ore 17,30. Sala Conferenze dell'ANRP - via Labicana 15.
Ne discuteranno: Mauro Canali (Università di Camerino); Lauro Rossi (Biblioteca di Storia Moderna e Contemporanea, Roma).
Modera Vincenzo Grienti (giornalista, "L'Avvenire" e Ufficio Stampa CEI)
Sarà presente l'autrice (Università di Messina)
"Un lungo scavo archivistico che mette in luce la natura del Dulag carpigiano quale luogo di transito di internati, diretti verso destini diversi.
Il 15 marzo 1944 il campo di Fossoli, da luogo di internamento dei prigionieri di guerra catturati in Africa settentrionale, diventò campo di transito per gli italiani destinati ai campi di concentramento nazisti. Nell’articolata organizzazione dell’universo concentrazionario divenne un Durchgangslager (Dulag), un luogo di smistamento dal quale transitarono ebrei, trasferiti poi nei campi di sterminio, oppositori politici destinati alla rete dei KL (Konzentrationslager) e lavoratori «coatti» impiegati nel Reich per il lavoro agricolo o industriale.
Questo studio si inserisce nell’ampio quadro di analisi dell’universo concentrazionario, che ha definito in modo rigoroso il ruolo svolto dai Dulag come primo anello della catena organizzativa. Partendo dalla ricostruzione dei convogli dei deportati inviati oltralpe e dal confronto con le carte d’archivio tedesche, è stato possibile individuare puntualmente coloro che transitarono per Fossoli e i tempi e le modalità di cattura per ogni singola regione. Grazie all’affinamento della cifra degli internati e transitati per il Dulag carpigiano, di cui vengono riportati 1.484 percorsi biografici, e alle statistiche sulle regioni di provenienza e di cattura, sino ai luoghi di destinazione finale, questo testo rappresenta un prezioso contributo per la comprensione dei meccanismi di funzionamento dei campi di transito."
Giovedì 28 maggio 2015, alle ore 17.00, l’Istituto centrale per i beni sonori e audiovisivi e la Biblioteca di storia moderna e contemporanea organizzano, presso l’Auditorium dell’Istituto (Palazzo Mattei di Giove - Via Michelangelo Caetani 32, Roma), la presentazione dell’opera Storia dei media digitali. Rivoluzioni e continuità di Gabriele Balbi e Paolo Magaudda, Laterza, 2014. Ne parlano con gli autori: Sergio Boccadutri, Alberto Marinelli, Andrea Miconi, Antonio Nicita. Coordina: Raffaele Barberio.
Quanto è rivoluzionaria la cosiddetta ‘rivoluzione digitale’? E quanto, invece, il digitale affonda le proprie radici nei vecchi media analogici dell’Otto-Novecento? Partendo da questi interrogativi, Gabriele Balbi e Paolo Magaudda ci guidano in un originale viaggio attraverso la storia dei media digitali, dalla prima metà del Novecento ai giorni nostri. Con un’ottica globale, gli autori ripercorrono le tappe principali della storia del computer, di internet, del telefono cellulare e della digitalizzazione di alcuni settori dell’industria culturale quali musica, stampa, cinema, fotografia e radiotelevisione. Tra rotture rivoluzionarie e sorprendenti continuità, Storia dei media digitali getta uno sguardo disincantato su una delle mitologie del nostro tempo.
Gabriele Balbi insegna Storia dei mezzi di comunicazione e Sociologia dei mass media presso l’Università della Svizzera italiana di Lugano. Le sue principali aree di ricerca sono la storia dei media e quella delle telecomunicazioni, con un’attenzione alla dimensione teorica e ai media digitali. Tra le sue recenti pubblicazioni si ricordano Network Neutrality. Switzerland’s role in the genesis of the Telegraph Union, 1855-1875 (2014) con S. Fari, G. Richeri, S. Calvo e numerosi articoli su riviste scientifiche internazionali come Media History, History of Technology, Media, Culture and Society, International Journal of Communication, Technology and Culture.
Paolo Magaudda è assegnista di ricerca senior in Sociologia presso l’Università di Padova e insegna Sociologia dei consumi e del marketing presso lo IUSVE di Venezia,. Si occupa in particolare del rapporto tra tecnologie, media società e, dal 2013, è Segretario Nazionale di STS Italia (Società italiana per lo studio sociale della scienza e la tecnologia). Tra le sue recenti pubblicazioni si ricordano Oggetti da ascoltare. Hifi, iPod e consumo delle tecnologie musicali ( 2012) e Innovazione Pop. Nanotecnologie, scienziati e invenzioni nella popular culture (2012)..
INVITO
alla presentazione del libro a cura di Alfredo Canavero
MEMORIE RISERVATE DI UN AMBASCIATORE
Il diario di Tommaso Gallarati Scotti (1943-1951)
Franco Angeli, 2015
Introduzione di
Maria Luisa Betri
Università degli Studi di Milano | Dipartimento di Studi Storici
Ne discute con l’autore
Sergio Romano
storico e giornalista
GIOVEDÌ 28 MAGGIO 2015, ORE 18
Palazzo Moriggia | Museo del Risorgimento
Sala Conferenze - via Borgonuovo 23, Milano
INGRESSO LIBERO fino a esaurimento posti disponibili
INFO Comune di Milano - Cultura | Servizio Musei Storici - Ufficio Comunicazione
+39 02 884 62330 - 45924 | c.museorisorgimento@comune.milano.it | www.civicheraccoltestoriche.mi.it